Una scia di morte: oltre 100 persone vicine ai Clinton morte in modo sospetto

Alessandro Lattanzio, 9/9/2016

Di seguito l’elenco di persone morte in circostanze sospette e collegate o in rapporti coi Clinton. L’ampiezza di tale lista è sconcertante e va oltre le coincidenze:mena-airport-combined

Shawn Lucas, 08/2016, morte per cause ignote
Il 3 luglio 2016, Shawn Lucas e il regista Ricardo Villaba seguirono il DNC Services Corp. (commissione elettorale democratica) e la sua direttrice Debbie Wasserman Schultz presso la sede della DNC di Washington DC, per la class action dei sostenitori di Bernie Sanders contro le frodi nel Partito Democratico. Wikileaks aveva pubblicato documenti comprovanti che la DNC lavorava contro Sanders durante le primarie del 2016. Shawn fu trovato morto dalla ragazza. Le autorità si rifiutano di rivelare la causa della morte. Nel frattempo, il DNC cerca di ritardare la causa fino a dopo le elezioni di novembre, dicendo che Lucas non aveva agito “correttamente“… e Lucas convenientemente non può più testimoniare.97c6beb5-3f33-4fef-85ab-6afe8caabb8e_profile

Victor Thorn, 08/2016, suicidio
Giornalista, Thorn fu rinvenuto cadavere, ucciso con un colpo di pistola sulla cima di una montagna vicino casa. Thorn aveva scritto libri e articoli su American Free Press critici sui Clinton e i loro segreti, tra cui quelli riguardanti il narcotraffico a Mena, Arkansas. Ufficialmente dichiarato suicidio, ma Victor Thorn era all’apice del successo con una lunga serie di libri riusciti, tra cui Incoronare Clinton: Perché Hillary non dovrebbero andare alla Casa Bianca e la trilogia Hillary (e Bill), dei best-seller. La trilogia è stata appena acquistata per la traduzione e pubblicazione all’estero.thorn-1

Seth Conrad Rich, 07/2016, assassinato
Seth Conrad Rich, responsabile dei dati della DNC, fu accoltellato più volte alla schiena a un isolato da casa, a Bloomingdale. La polizia dichiarò che si trattava di una rapina, ma sul cadavere di Seth c’erano ancora portafogli, orologio e cellulare. A giugno, WikiLeaks aveva reso pubblici 20000 email della DNC che dimostrano come la commissione nazionale del partito democratico avesse agito per favorire Hillary Clinton alle primarie. Lo scandalo fece dimettere la direttrice della DNC Debbie Wasserman Schultz.sr71116

Joe Montano, 06/2016, collasso
Presidente della Comissione nazionale democratica (DNC) (prima di Debbie Wasserman Shultz) e Direttore Regionale per conto di Tim Kaine, il 25 luglio 2016 moriva per presunto attacco cardiaco subito dopo che Wikileaks aveva pubblicato le email della DNC che ne dimostravano il sabotaggio contro Bernie Sanders per nominare Hillary Clinton. Joe aveva 47 e alcuna traccia di problemi cardiaci.joemontano01

John Ashe, 06/2016, incidente
Ex-presidente generale delle Nazioni Unite, John Ashe morì il 22 giugno 2016 quando la trachea gli fu schiacciata da un bilanciere. Ashe doveva partecipare a un processo per corruzione dell’uomo d’affari cinese Ng Lap Seng, implicato nello scandalo del “Chinagate“, ovvero finanziamenti illegali al fondo elettorale di Bill Clinton nel 1996, inviati tramite il proprietario di ristoranti Charlie Trie. Ashe avrebbe dovuto testimoniare sui collegamenti tra Hillary e Ng Lap Seng lo stesso giorno della morte.john-ashe

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John Jones, 04/2016, incidente
Avvocato di Julian Assange, John Jones fu ucciso travolto dal treno mentre andava al lavoro, in Gran Bretagna. Jones lavorava per impedire l’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti. Assange e WikiLeaks hanno diverse informazioni su Hillary Clinton.jones

Walter Scheib, 06/2015, scomparso
Walter Scheib fu assunto come cuoco alla Casa Bianca sotto Clinton e lavorò anche per l’amministrazione Bush. Il 13 giugno 2015 scomparve durante una passeggiata. Il suo corpo fu rinvenuto nel fondo di un fiume. Nessuna causa della morte è stata resa pubblica.walter-schieb-e1435027497583

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Michael Hastings, 06/2013, incidente
Michael Hastings morì in un incidente d’auto assai sospetto. Aveva detto agli amici che aveva paura per la sua vita dopo aver scritto articoli critici verso la segretario di Stato Hillary Clinton. Uno dei messaggi di posta elettronica trapelati durante la Convention democratica del 2016, conferma che Hillary aveva ricevuto un rapporto investigativo di Hastings sull’attacco al consolato di Bengasi del settembre 2012.michael-hastings

Tom Schweich, 02/2013, suicidio
Schweich fu capo dello staff per le indagini dell’ex-senatore John Danforth sulle operazioni dell’FBI nell’assedio a Waco, Texas, nel 1993. Aveva annunciato la candidatura a governatore un mese prima della morte. Il 26 febbraio 2013 fu rinvenuto cadavere con un colpo di pistola alla tempia sinistra. Schweich era destro. Un mese dopo, il suo direttore per i media, Robert “Spence” Jackson, fu trovato morto nelle medesime circostanze.missouri_state_auditor_tom_schweich_dead_2647190000_14061676_ver1-0_640_480

Gary Webb, 12/2005, suicidio
Giornalista vincitore del premio Pulitzer, Webb denunciò il narcotraffico della CIA in una serie di libri e articoli. Fu trovato morto il 10 dicembre 2004, in ciò che la polizia definì suicidio. Webb si era sparato alla testa due volte!gary_webb

Charles Ruff, 11/2000, collasso
Avvocato di Clinton durante il processo per l’impeachment. Le prime notizie dissero che era morto in un incidente a casa, il 20 novembre 2000, poi si disse che fu trovato in camera da letto privo di sensi, e poi fu dichiarato morto all’arrivo in ospedale.charles-ruff

Quattro piloti del Marine One, l’elicottero presidenziale, 04/2000, incidente
Morti (con altri 15) nell’incidente di un V-22 Osprey vicino a Tucson, l’8 aprile 2000. Testimoni riferirono che il velivolo prese fuoco in volo e poi si schiantò.

Carlos Ghigliotti, 04/2000, assassinato
Carlos Ghigliotti, 42enne, fu trovato morto a casa, Washington DC. Non c’era alcun segno di effrazione o di lotta presso il suo studio, dove fu trovato il corpo decomposto. Ghigliotti, analista di immagini termiche, fu assunto dal Comitato per la riforma del Governo per rivedere il nastro dell’assedio di Waco, in Texas, per decidere se l’FBI aveva sparato quel 19 aprile 1993. L’FBI spiegò che le raffiche di luce apparse sui filmati ad infrarossi erano riflessi di raggi del sole su schegge di vetro o altri detriti che ingombravano la scena.

John Millis, 06/2000, assassinato
Millis, direttore del Comitato Permanente sull’Intelligence del Congresso, collaborò alle “indagini” sul narcotraffico della CIA che, prevedibilmente, concluse che la CIA non ne era coinvolta. Millis fu trovato ucciso da un’arma da fuoco a Fairfax, il 4 giugno 2000. La morte fu subito dichiarata un suicidio.

Daniel A. Dutko, 07/99, incidente
Dutko era il co-presidente di Leadership 2000 del Comitato Nazionale Democratico, ente per la raccolta fondi. Fu anche vicepresidente della campagna finanziaria di Clinton-Gore per le presidenziali del 1995; e vicepresidente della raccolta finanziaria della DNC nel 1996. Il 27 luglio 1999 sarebbe morto cadendo dalla bicicletta, sbattendo la testa sul cemento per due volte.

Caporale Eric S. Fox, 03/99, suicidio
Addetto al Marine One, l’elicottero presidenziale, il 22 marzo 1999 fu rinvenuto con un colpo alla testa. Dichiarato suicidio.

Charles Wilbourne Miller, 01/99, suicidio
Vicepresidente e membro del Consiglio di Alltel, la società informatica che creò il sistema informatico della Casa Bianca. Il 12 gennaio 1999 fu trovato morto, ucciso con diversi colpi da due pistole. Fu dichiarato un suicidio.

Tenente-Generale David J. McCloud, 07/98, incidente
Comandante del Comando dell’Alaska, 11° Air Force, e del Comando Regione dell’Alaska del North American Aerospace Defense, all’Elmendorf Air Force Base, in Alaska, morì il 26 luglio 1998 quando il suo aereo acrobatico precipitò. McCloud aveva raccolto prove contro il presidente Bill Clinton.220px-david_j_mccloud

Johnny Franklin Lawhon, Jr., 03/98, incidente
Nella primavera 1997, un tornado aprì il bagagliaio di una macchina, contenente una scatola con i dati dello scandalo Whitewater, tra cui una copia di un assegno da 27000 della Madison intestato a Bill Clinton. Johnny Franklin Lawhon, Sr., che la trovò, consegnò la scatola dei documenti all’FBI. Il 29 marzo 1998, secondo la polizia Lawhon Jr. (il figlio) e un amico finirono contro un palo del telefono correndo a tutta velocità con la loro auto, ma dopo aver camminato per meno di 1/4 di miglio. Una morte simile a quelle di Paula Grober e Neil Moody.

Sandy Hume, 02/98, suicidio
Il 22 febbraio 1998, il giornalista Sandy Hume fu trovato morto nella casa di Arlington, in Virginia. A parte la dichiarazione che si trattava di suicidio “apparente”, ogni notizia fu bloccata. Hume era un reporter della rivista The Hill, giornale interno del Congresso, e nel 1997 scrisse dell’attrito tra il presidente della Camera Newt Gingrich e una fazione guidata da Paxon (che annunciò le dimissioni appena 24 ore dopo la morte di Hume). Sandy Hume era appena stato assunto da Fox News TV, che però ignorò la morte del suo ultimo acquisto. L’uomo che eseguì l’autopsia, ancora classificata, era il Dr. James C. Beyer, noto per saper camuffare gli omicidi come suicidi.
height-182-no_border-width-320Eric Butera, 12/97, assassinato
Un informatore si fece avanti offrendo informazioni sull’omicidio della stagista della Casa Bianca Maria Mahoney. Fu inviato in una crack house nota per un acquistare droga sotto copertura della polizia e fu picchiato a morte. Sua madre ricevette 100 milioni a titolo di risarcimento, ma un giudice federale poi ridisse la cifra a solo 1 milione di dollari.

Theodore Williams, Jr., 12/97, incidente
Theodore Williams era il fratello di Bettie Currie, segretaria presidenziale di Bill Clinton. Il 16 dicembre 1997 la sua auto fu gettata fuori strada e lui fu poi travolto e ucciso da un’auto.

Ron Miller, 10/97, malattia
Ron Miller fu indagato per la vendita della sua azienda, Gage Corp., alla Dynamics Energy Resources, Inc. La Dynamics aveva assunto il figlio di Ron Brown, Michael, al solo scopo di fornire 60000 dollari all’allora segretario al Commercio di Clinton, secondo la testimonianza di Nolanda Hill. Ron Miller morì improvvisamente il 12 ottobre 1997, 9 giorni dopo essersi ammalato di una malattia del sangue che i medici dell’Integris Baptist Medical Center e la Procura dell’Oklahoma State Medical esaminarono, ma che si rifiutarono di rendere pubblica.

Mary ‘Caity’ Mahoney, 07/97, assassinata
La 25enne Mary era un ex-stagista della Casa Bianca di Bill Clinton dove lavorava come addetta alla caffetteria Starbuck di Georgetown. In vista del processo a Paula Jones, Mike Isikoff suggerì che un “ex-membro dello staff della Casa Bianca” dall’iniziale “M” stava per dichiarare una vicenda di molestie sessuali alla Casa Bianca. Pochi giorni dopo, uomini armati entrarono nella Starbuck, uccidendo gli addetti Aaron Goodrich ed Emory Evans, assieme a Mary, che ricevette cinque proiettili di almeno due pistole diverse, molto probabilmente coi silenziatori, al petto, viso e nuca. Anche se i 4000 dollari della cassa non furono toccati, la polizia parlò di triplice omicidio per rapina. Non c’era alcun segno di effrazione, il che significa che i dipendenti fecero entrare i killer un’ora dopo la chiusura. La porta della Starbuck era schiusa quando i corpi furono ritrovati la mattina successiva. I ladri non si preoccupano di chiudere le porte. George Stephenopolis, Monica Lewinsky e Chelsea Clinton erano tutti abituali avventori della Starbuck. Un affidavit presentata da Sonya Stewart, conferma che il dipartimento del Commercio trafficava nelle cariche per le missioni commerciali in cambio di donazioni per le campagne elettorali. La persona accusata dall’affidavit era il membro dello staff della Casa Bianca Doris Matsui, la cui stagista in quel periodo era Mary Mahoney. Christine M. Mirzayan fu uccisa il 1° agosto 1998, anche lei era una giovane stagista dal nome che iniziava per “M”. Fu colpita a morte con un oggetto contundente nei pressi della Georgetown University. Mike Isikoff in realtà si riferiva a Monica Lewinsky.mary-catherine-mahoney

Gordon Matteson, 05/97, suicidio
Vicino ai Clinton. Dichiarato suicida il 15 maggio 1997.

Barbara Wise, 11/96, assassinata
Addetta allo staff del dipartimento del Commercio, il 29 novembre 1996, Wise fu rinvenuta cadavere nel suo ufficio, chiuso, al quarto piano dell’edificio del dipartimento del Commercio. Era parzialmente nuda (secondo un rapporto era completamente nuda) e coperta di lividi. Alcuna causa di morte fu mai dichiarata, nonostante l’autopsia eseguita senza notificarlo ai parenti, come da obbligo di legge. Dopo la scoperta del corpo, Bill Clinton rientrò improvvisamente alla Casa Bianca da Camp David, sostenendo che aveva bisogno di un libro per completare il suo discorso inaugurale.

Aldo Franscoia, agente del Secret Service, Capitano pilota Kevin N. Earnest, Capitano pilota Kimberly Jo Wielhouwer, Tenente navigatore Benjamin T. Hall, Sergente Michael J. SmithJr., Aviere Rick L. Merritt, Sergente Michael R. York, Aviere Billy R. Ogston, Aviere Thomas A. Stevens, 08/96, incidente
Uccisi quando il C-130 che trasportava la limousine presidenziale precipitò presso Jackson Hole, Wyoming, luogo di villeggiatura dei Clinton, il 18 agoisto 1996. L’aereo era in rotta da Jackson Hole all’aeroporto internazionale John F. Kennedy. Il presidente Clinton disse che gli fu detto che il pilota stava cercando di tornare nell’aeroporto di Jackson Hole quando si schiantò. L’US Air Force non trovò tracce di guasti meccanici, né che il pilota avesse comunicato via radio su problemi meccanici prima di precipitare su monte Sheep.

Ammiraglio Jeremy Boorda, 05/96, suicidio
Capo delle Operazioni Navali, era un decorato veterano della guerra dal Vietnam. Ricevette decorazioni e mostrine dopo la riclassificazione di alcune missioni compiute, nel 1995. Quando domande su tali ultimi titoli sorsero, gli fu imposto di non indossarle. Il veterano di guerra e massimo ufficiale della marina, responsabile di 200mila effettivi in servizio, si sarebbe suicidato per tale motivo? Boorda si sparò al petto due volte con due pistole diverse il 16 maggio 1996, prima di essere intervistato dalla rivista Newsweek quello stesso pomeriggio. Boorda presumibilmente lasciò due biglietti di addio, mai resi pubblici.jeremy_m-_boorda

William Colby, 04/96, incidente
William Colby fu direttore della CIA nel 1973-1976. Fu Colby che rivelò al Congresso i piani per uccidere Fidel Castro, lo spionaggio dei cittadini statunitensi (in diretta violazione della Carta della CIA) e i test della CIA con l’LSD su cittadini ignari. Fu sostituito da George Bush. Il 27 aprile 1996 Colby fu dato per disperso dai vicini che ne “recuperarono” la canoa, presso il molo di casa. A 76 anni era redattore di una newsletter finanziaria, “Investimento strategico”, che coprì il “suicidio” Vince Foster. I suoi redattori assunsero tre esperti di scrittura per studiare la lettera d’addio di Foster, che fu trovata fatta a pezzi e senza impronte digitali, molto dopo il ‘suicidio’. Gli esperti dichiararono che era un falso, e neanche ben fatto. Colby fu il responsabile della famigerata Operazione Phoenix durante la guerra del Vietnam, in cui più di 20000 cittadini del Vietnam del Sud furono arrestati, torturati e giustiziati. Il 6 maggio 1996 il corpo di Colby fu trovato a 20 metri da dove fu recuperata la canoa, in una zona accuratamente esaminata da squadre di ricerca. Degna di nota era l’assenza del giubbotto di salvataggio, che secondo la moglie Colby portava sempre.William E. Colby

Ron Brown, 04/96, incidente aereo
Segretario al Commercio, indagato minacciò Clinton che “non sarebbe affondato da solo“. Ron Brown morì insieme a 39 persone quando il T-43 (il Boeing 737 utilizzato dall’US Air Force) che trasportava il gruppo in Bosnia si schiantò presso l’aeroporto di Dubrovnik, il 3 maggio 1996. Era sul punto di essere incriminato e aveva dichiarato pubblicamente la volontà di accordarsi con i procuratori. Il giorno successivo, l’avvocato di Ron Brown fu ucciso in una sparatoria. Pochi giorni dopo, il Controllore del traffico aereo, accusato del disastro aereo, fu trovato morto e dichiarato suicida. Il governo disse che le scatole nere del velivolo non furono trovate, anche se le TV croata e francese mostrarono le squadre che le recuperavano. L’US Air Force per la prima volta annullò l’indagine sull’incidente di un velivolo statunitense in territorio amico. Dei 34 passeggeri, si salvò una hostess, che morì nel viaggio per l’ospedale per emorragia a un’arteria femorale, tranciata nello schianto!ronbrown

John Hillyer, 1996, morte per cause ignote
Cameraman di NBC, Hillyer morì per cause sconosciute. Lavorava a un’indagine su Mena e aveva lavorato ai documentari “Circle of Power” e “Clinton Chronicles“. Prima della scomparsa, la vedova ricordò che il marito si sentiva in pericolo.
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Duane Garrett, 07/95, suicidio
Avvocato e presentatore radio della KGO-AM di San Francisco, Duane Garrett diresse la raccolta fondi del vicepresidente Al Gore. Secondo l’avvocato di Garrett, Duane era sotto inchiesta per aver frodato degli investitori. Il 26 luglio, Garrett annullò l’incontro con il suo avvocato perché doveva incontrare alcune persone presso l’aeroporto di San Francisco. Tre ore dopo fu trovato galleggiante sotto il Golden Gate Bridge.

Caetano Carani, 11/94, assassinato
Brasiliano, testimone di una sparatoria vicino la Casa Bianca. Subì un’infezione sconosciuta poco prima che testimoniasse. La morte avvenuta l’11 novembre 1994 fu attribuita a un’intossicazione alimentare “apparente”.

Stanley Huggins, 06/94, polmonite
Avvocato che indagava sulla Medison Guarantee, sarebbe morto di polmonite virale, il 23 giugno 1994. Il suo rapporto di 300 pagine non fu mai pubblicato. Aveva da poco lasciato lo studio legale di Little Rock, dove Hillary Clinton lavorava, per crearsi un ufficio a Memphis. Nel giugno 1994 appariva estremamente nervoso. Si sapeva nel partito democratico che fosse coinvolto in qualche trama occulta e che era indagato. Poco dopo si recò in un’università per tenere un discorso, ma fu rinvenuto cadavere in una stanza della foresteria dai dipendenti universitari. La morte fu dichiarata causata da una polmonite virale. La moglie cercò di avere i registri ospedalieri, ma furono sigillati da Janet Reno segretaria alla Giustizia di Clinton. Lo stesso giorno l’ufficio di Memphis fu perquisito e il suo rapporto di 300 pagine sequestrato per sempre.

Bill Shelton, 06/94, suicidio
Si sarebbe sparato sulla tomba della fidanzata Kathy Ferguson, morta il mese prima sempre suicida. Shelton era un poliziotto che proclamò che la fidanzata non si era suicidata. Si sarebbe sparato dietro l’orecchio sinistro.

Kathy Ferguson, 05/94, suicidio
Ex-moglie del poliziotto Danny Ferguson, fidanzata del poliziotto Bill Shelton. Danny Ferguson avrebbe scortato Paula Corbin Jones nella camera d’albergo di Clinton. Kathy fu una testimone a favore di Paula Jones. Si sarebbe sparata dietro l’orecchio sinistro, il 10 maggio 1994.

Paula Corbin Jones

Paula Corbin Jones

Gandy Baugh, 05/94, suicida
Avvocato di Dan Lassater nel processo riguardante una presunta cattiva condotta finanziaria, si sarebbe lanciato da una finestra l’8 gennaio 1994. Dan Lassater era un caro amico di Bill Clinton, accusato di narcotraffico e condannato alla prigione. Il partner dell’ufficio legale di Baugh si “suicidò” un mese dopo, il 9 febbraio 1994.

Ronald Rogers, 03/94, incidente aereo
Dentista di Clinton, ucciso poco prima di essere intervistato da un reporter del Sunday Telegraph per rivelare delle informazioni.

Hershell Friday, 03/94, incidente aereo
Avvocato ed elemosiniere dei Clinton. Il suo aereo esplose in volo, il 1° marzo 1994.

Ed Wiley, 11/93, suicidio
Wiley si sarebbe sparato in testa in Virginia. Avvocato immobiliare e manager della Commissione finanze della campagna presidenziale di Clinton. Morì lo stesso giorno in cui la moglie Kathleen veniva violentata alla Casa Bianca di Bill Clinton, il 30 novembre 1993.

Kathleen Wiley

Kathleen Wiley

Jerry Luther Parks, 09/93, assassinato
Capo del team per la sicurezza del governatore Clinton in Arkansas, fu ucciso nella sua auto presso Little Rock, il 26 settembre 1993. La famiglia riferì che poco prima di morire, veniva pedinato, e dalla casa fu rubato il dossier sulle attività illecite di Clinton che Parks aveva raccolto. Dopo il ritrovamento del corpo di Vincent Foster, Parks disse “Sono un uomo morto”, che la gente di Bill Clinton aveva “ripulito casa” e che era “il prossimo della lista”.

Stanley Heard, 09/93, incidente aereo
Presidente del comitato consultivo della Chiropatric Health Care, curava madre, patrigno e fratello di Clinton. Ucciso nello schiantò dell’aereo privato il 10 settembre 1993, presso l’aeroporto Dullas, dopo la segnalazione d’incendio a bordo. Anche Steve Dickson, consulente di Heard, rimase ucciso nello stesso incidente. Poco prima aveva noleggiato un primo velivolo, che ebbe delle noie, e con cui ritornarono all’aeroporto. Affittarono un altro aereo, che in volo sviluppo un incendio; al rientro verso l’aeroporto si schiantò.

Jon Walker Parnell, 08/93, incidente
Investigatore della RTC che indagava sullo scandalo Morgan Guarantee, il 15 agosto 1993 cadde dal balcone dell’appartamento di Vince Foster.

Vincent Foster, 07/93, suicidio
Consigliere della Casa Bianca, si sarebbe sparato in bocca il 20 luglio 1993, nel Ft. Marcy Park di Washington DC; il proiettile non fu trovato e stringeva la pistola in mano. Un testimone disse che non c’era alcuna pistola. Caro amico di Clinton, in possibile relazione con Hillary, coinvolto nell’insabbiamento dei computer della CIA della Inslaw e delle tracce sui finanziamenti di Clinton. Molte irregolarità nella morte e nelle indagini. Il biglietto d’addio fu trovato pochi giorni dopo, a pezzetti, nella valigetta dopo cje il suo ufficio era stato ripulito dal personale della Casa Bianca. Il biglietto era un falso. La pistola che avrebbe usato per uccidersi non recava impronte digitali o tracce di sangue, né c’era sangue sulle mani di Foster. Foster era compaesano di Clinton, di Hope, Arkansasa, e lavorò per lo studio legale Rose, come Clintob. Foster conosceva bene le finanze personali dei Clinton, e fu coinvolto in un’indagine sulle loro finanze, e avrebbe fatto una telefonata a Hillary Clinton, a Los Angeles, poche ore prima della morte. Foster fu chiamato a testimoniare al Congresso sulle finanze di Hillary Clinton. Recentemente, un rapporto firmato dal Dr. Donald Tall è stato scoperto nei National Archives, che indicava che Foster aveva al collo una ferita di arma da fuoco, precedentemente non dichiarata. Dopo l’omicidio di Vincent Foster, la moglie Lisa sposò James Moody, un giudice dell’Arkansas, il 1° gennaio 1996. Poco prima che Susan McDougal finisse in prigione per oltraggio, il figlio del giudice Moody, Neil, morì in un incidente d’auto. Si pensò che avesse parlato con Bob Woodward del Washington Post sulla vicenda del primo marito della matrigna. Dei testimoni dissero di aver visto Neil Moody litigare con una persona poco prima dell’incidente.

Hillary Clinton e Vincent Foster

Hillary Clinton e Vincent Foster

Paul Wilcher, 06/93, morto a Washington
Avvocato che indagava su corruzione federale, Mena e assalto della BATF a Waco. Poco prima della morte diede a Janet Reno un affidavit di 105 pagine, ma tre settimane dopo, il 22 giugno 1993, fu rinvenuto morto, poco prima d’incontrare l’avvocato di Danny Casolaro. Alcuna causa della morte fu mai indicata dal medico legale. Al momento della morte indagava sui legami tra la “Sorpresa di ottobre” durante le presidenziali del 1980 e il narcotraffico nell’aeroporto di Mena, Arkansas, oltre all’assalto della BATF a Waco, Texas.

John Augustus Wilson, 05/93, suicidio
Ex-membro del Consiglio di Washington DC, Wilson affermò di avere informazioni sullo scandalo immobiliare Whitewater riguardante Bill e Hillary Clinton e i loro soci Jim e Susan McDougal della Whitewater Development Corporation, un’azienda fallita negli anni ’80. Fu trovato impiccato il 18 maggio 1993. Dichiarato suicidio. Jim McDougal fu poi condannato a 3 anni per frode bancaria. Era al Fort Worth Federal Medical Center in Texas, struttura gestita dal Federal Bureau of Prisons per i detenuti malati. Poco prima di una testimonianza al grand jury di Kenneth Starr, l’8 marzo 1998, Jim McDougal ebbe un infarto nella cella d’isolamento. Invece di rianimarlo, fu portato morente all’ospedale John Peter Smith, che non è l’ospedale più vicino al Fort Worth Federal Medical Center.

James McDougal

James McDougal

Sergenti B. Haney e Tim Sabel, Maggiore William Barkley, Capitano Scott Reynolds, 05/93, incidente aereo
Tutti morti nell’incidente aereo nei boschi presso Quantico, Virginia, del 19 maggio 1993. Avevano scortato Clinton nella visita alla portaerei Roosevelt. Il video ripreso dai vigili del fuoco sul luogo dell’incidente fu sequestrato dai Marines che, come disse il capo dei vigili del fuoco, “armati, sorvegliavano strettamente” il luogo dell’incidente.

Tenenti Jon A. Rystrom, William R. Dyer, Robert A. Forwalder, Patrick J. Ardaiz e John A. Messier, 03/93, incidente aereo
Tutti morti in un incidente quando un aereo-radar dell’US Navy Grumman E-2C Hawkeye scomparve a un miglio dalla portaerei Roosevelt, il 25 marzo 1993, al largo dell’Italia meridionale. Avevano scortato Clinton durante la visita alla portaerei due settimane prima.

Maggior-Generale William Robertson, Vice Comandante Generale, V Corpo dell’US Army in Europa
Colonnello William Densberger, Capo delle Operazioni e Piani del V Corpo
Colonnello Robert Kelly, Capo dell’Intellingence del V Corpo
Specialista Rodhes, Capo equipaggio, 02/93, incidente aereo
Attivi nelle operazioni in Bosnia, erano tutti presenti alla visita di Clinton sulla Roosevelt. L’elicottero UH-60 Blackhawk su cui erano a bordo, si schiantò nei pressi di Wiesbaden, in Germania, il 23 febbraio 1993.Les Aspin;William J. Clinton;John W. Jr. Warner

Steve Willis, Robert William, Conway Lebleu, Todd McKeehan, 02/93, assassinati
Il 28 febbraio 1993 furono uccisi da fuoco amico prima dell’assalto della BATF a Waco, provenivano dal servizio segreto, dove erano state le guardie del corpo di Clinton. I cadaveri furono esaminati da un “medico privato”, erano morti tutti per una ferita alla tempia sinistra.

Jim Wilhite, 12/92, incidente
Vicepresidente della Arkla Inc., collegato a Clinton e Mack McLarty che lo chiamò poche ore prima della morte per incidente con gli sci, il 21 dicembre 1992.

Paula Grober, 12/92, incidente
Interprete per sordomuti nei discorso di Bill Clinton. Uccisa in un incidente d’auto senza testimoni, il 9 dicembre 1992. Lavorava con i Clinton dal 1978.

Paul Tully, 09/92, morte per cause ignote
Direttore politico del Comitato Nazionale Democratico, “Caro amico” di Clinton e consigliere fidato. Autore delle strategie chiave di Clinton e Partito Democratico. Il 24 Settembre 1992 fu trovato in una stanza d’albergo a Little Rock, Arkansas, deceduto per “cause sconosciute” e non fu permessa alcuna autopsia.tully

Victor Raiser, 07/92, incidente aereo
Presidente della Mobile Telecomm Technologies Corp., la cui filiale SkyTel Corp. è una società utilizzata dall’FBI. Co-presidente dell’organizzazione per la raccolta fondi di Clinton. Il suo aereo precipitò in Alaska durante un viaggio per una battuta di pesca, il 30 luglio 1992. Monty Raiser era il figlio di Victor, rimase ucciso nello stesso incidente aereo assieme ad altri 5 passeggeri. Victor Raiser e la moglie erano amici dei Clinton da dieci anni. Era stato Presidente della finanza nazionale del Democratic National Committee, fece parte di Democratic Business Council, Centro per la politica nazionale e Consiglio dei consulenti del Democratic Leadership Council.

Danny Casolaro, 08/91, suicidio
dan_casolaro1 Reporter che indagava su Whitewater, Mena, BCCI e ADFA. Doveva ricevere informazioni che collegavano l’Iran-Contra allo scandalo Inslaw, quando fu rinvenuto nella vasca da bagno in una camera d’albergo con i polsi tagliati. Casolaro lavora al libro “The Octopus“, iniziando dalle indagine sul furto al dipartimento di Giustizia del software chiamato PROMIS della società Inslaw. PROMIS è un database delle forze dell’ordine che aveva una caratteristica unica per l’epoca, poteva essere programmato per accedere automaticamente ad altri database, presentando all’utente il quadro delle transazioni finanziarie dei sospetti utilizzando più fonti. Ciò ne fece un potente strumento di spionaggio e gli Stati Uniti adottarono una versione che s’installava sugli altri computer in rete, che poi regalò agli altri governi. Tutto ciò mentre si svolgeva il traffico di armi e droga della CIA con i Contras in Nicaragua. Un’operazione totalmente illegale e che aveva il proprio centro di contrabbando nell’aeroporto di Mena, Arkansas, sotto l’allora governatore Bill Clinton. L’armamento dei Contras veniva finanziato con il traffico di cocaina negli Stati Uniti, i cui narcodollari venivano riciclati da diverse banche e dall’agenzia dello Stato, l’Arkansas Development Finance Authority, creata da Webster Hubbell e approvato da Bill Clinton. L’abbattimento di uno degli aerei della CIA in Nicaragua e la cattura dell’agente della CIA Eugene Hasenfus svelò l’operazione, che divenne nota come affare Iran-Contra. Casolaro scoprì la rete di agenti governativi e politici collegati al narcotraffico gestito dalla CIA negli Stati Uniti e lavorava a un libro che svelava tale rete quando fu trovato nella vasca in una camera d’albergo con i polsi tagliati in un modo che il patologo dichiarò non sembrare opera di Danny. In particolare, i tagli profondi recisero i tendini delle dita, il che avrebbe reso impossibile a Danny tagliarsi l’altro polso con la mano ormai inferma. Nonostante questo, il verdetto ufficiale fu suicidio, anche se nessuno degli amici e dei familiari ci credono, in particolare coloro che furono testimoni diretti delle numerose minacce di morte che ricevette. Il dossier che aveva raccolto per il suo libro scomparve.casolaro

Kevin Ives e Don Henry, 08/87, assassinati
I due ragazzi di Bryant, Arkansas, videro troppe cose nell’aeroporto di Mena. Furono rinvenuti sui binari ferroviari, il 23 agosto 1987. Il primo rapporto disse che vi si erano addormentati; era stato redatto dal patologo di Stato Fahmy Malak, nominato da Bill Clinton. I genitori protestarono e dopo mesi il caso fu riesaminato. La causa della morte fu l’omicidio, i ragazzi erano stati pugnalati (Henry) e i loro crani schiacciati (Ives) prima che il treno arrivasse. Il capo della polizia della vicina città di Alexander, John Brown, riconobbe di aver ottenuto una confessione registrata da uno degli assassini dei ragazzi, ma fu occultata su richiesta dell’FBI! A Jean Duffey, che guidava la task force antidroga del 7° distretto dell’Arkansas nel 1990, non fu mai permesso di condurre un’indagine sul narcotraffico presso Mena o sulla morte dei ragazzi. Il suo gruppo di lavoro e il gran giurì federale furono sciolti appena avviarono le indagini sulla corruzione di funzionari pubblici. Dan Harmon era un funzionario del governo locale, il pubblico ministero delle contee di Saline, Grant ed Hot Springs che fu condannato nel giugno 1997 per droga, racket ed estorsione. Nel gennaio 1991, Harmon convinse un giudice a citare in giudizio la task force di Jean Duffey, che aveva prove contro di lui e altri funzionari pubblici. La signora Duffey si rifiutò di comparire, temendo per la vita (molti testimoni erano stati uccisi), e fuggì inseguita da un mandato d’arresto.don-henry-and-kevin-ives-1Testimoni del caso Ives/Henry
Kevin Coney, Gregory Collins, Kieth McKaskle, Jeff Rodhes, Richard Winters,
Jordan Ketelson, 1988-89, assassinati
Gregory Collins, gennaio 1989
Greg aveva informazioni sulla morte di Ives e Henry. Morto per colpo d’arma da fuoco al volto. Dichiarato suicidio.
Keith Coney, maggio 1988
Keith aveva informazioni sulla morte di Ives ed Henry. Morto in un incidente motociclistico nel luglio 1988 mentre era inseguito da un’auto.
Jordan Kettleson, giugno 1990
Kettleson aveva informazioni sulle morti Ives e Henry. Fu trovato cadavere sul sedile anteriore del suo pick-up.
Keith McKaskle, novembre 1988
Keith aveva informazioni sul narcotraffico a Mena e gli omicidi di Henry e Ives. Fu accoltellato 113 volte il 10 novembre 1988.
Jeff Rodhes, aprile 1989
Jeff aveva informazioni sulla morte di Ives, Henry e McKaskle. Il suo corpo bruciato fu rinvenuto in una discarica. Fu ucciso con un colpo da arma da fuoco alla testa e presentava delle mutilazioni al corpo, in particolare mani e piedi erano stati parzialmente segati.
Richard Winters, luglio 1989
Winters si offrì di cooperare, ma fu ucciso da un colpo di fucile al volto nel corso di una “rapina” dimostratasi una messa in scena. Il detective John Brown avrebbe risolto il caso e consegnato i risultati all’FBI. Secondo Brown, “Sappiamo chi li ha uccisi. Il motivo per cui il caso è stato chiuso… è perché portava a Bill Clinton coinvolto nell’insabbiamento“.

Barry Seal, 02/86, assassinato
Seal era un pilota narcotrafficante della CIA che operava dall’aeroporto di Mena. Sarebbe stato in contatto con il capo della sicurezza del governatore Bill Clinton, Raymond “Buddy” Young, ex-clown da rodeo e poi vicedirettore della FEMA. Barry fu condannato ai domiciliari presso il Salvation Army Housing, nel parcheggio del quale, il 19 febbraio 1986, fu ucciso a colpi di mitra. Barry aveva assunto delle guardie del corpo che, quel giorno, non si presentarono.barry-seal

Judi Gibbs, 01/86, assassinata
Judi Gibbs (insieme alla sorella Sharon) apparve nel numero di dicembre 1979 di Penthouse, e in seguito lavorò in un bordello di Fordyce, nei pressi di Mena, Arkansas, dove partecipò anche in un’operazione di ricatto dei clienti ripresi con le ragazze. Secondo la famiglia Gibbs, Bill Clinton era un cliente abituale di Judi, e vi erano le foto di lui che se la scopava. Cooperò con le forze dell’ordine in un’indagine sullo spaccio di droga. Judi morì nell’incendio doloso della casa. Il suo corpo fu trovato sul pavimento di fronte a una finestra al piano terra, in prossimità della porta d’ingresso. In una dichiarazione giurata, la guardia del corpo di Clinton, Barry Spivey, disse che quando l’aereo del governatore Clinton volò sulla casa di Judi Gibbs e gli mostrò le foto dell’attico della casa, indicandola.judi-gibbs

Suzanne Coleman, 02/77, suicidio
Da procuratore generale, avrebbe avuto una relazione con Clinton. “Suicida” con un colpo di arma da fuoco ferita alla nuca, il 15 febbraio 1977. Nessuna autopsia; era incinta di sette mesi.

James Bunch, suicidio
Suicidio simile a quello di Vince Foster. Aveva redatto un “libro nero” su politici del Texas e dell’Arkansans che andavano a prostitute. Una voce indicava eventuali note su Bill Clinton.shawn-lucas-clintons-e1472645286518Fonti:
Body Count
What Really Happened

Putin contro Bilderberg: “Volete un’altra crisi dei missili di Cuba?”

La Russia si prepara a difendere la cultura europea
Esercitazioni ed epurazione di personale inaffidabile dimostrano che Mosca si prepara nel caso di futuri scontri

Andrej Fursov, Tsargrad TV Russia Insider

L’autore, uno dei più eminenti intellettuali russi, studioso e storico, sociologo e pubblicista, colloquia col corrispondente di Tsargrad TV sui pericoli dell’attuale ‘pace bellica’, dei cambiamenti nelle élite e della difesa dei valori tradizionaliscreenshot_1-1440x564_cAleksandr Tsyganov: Ultimamente il mondo sembra in una situazione pre-bellica. Le truppe compiono esercitazioni a sorpresa di pronto allarme, enti civili vengono ispezionati sull’operatività in caso di guerra. Si serrano i ranghi, sempre con il pretesto delle esercitazioni in caso di guerra. Siamo davvero in uno stato pre-bellico? Cosa succede?
Andrej Fursov: Ci sono due situazioni, nel mondo e in Russia. Nel mondo, da quasi due decenni, si vive nella pratica confusione tra guerra e pace, fin dalla guerra della NATO alla Jugoslavia. Poi vi furono Iraq, Afghanistan, Libia e Siria. La situazione attuale può essere definita di ‘pace bellica’ o ‘guerra pacifica’. Ma anche così, ciò che accade nel mondo nell’ultimo anno è un’enorme destabilizzazione che si avvicina ai nostri confini. Le esercitazioni organizzate a fine agosto erano un test operativo dei Distretti Militari meridionale, occidentale, settentrionale e centrale, delle Flotte del Mar Nero e del Caspio, dell’Aeronautica e delle truppe aviotrasportate. In secondo luogo, vi è la revisione degli enti civili che dovrebbero affrontare periodi particolari, in caso di di guerra. I Ministeri delle Comunicazioni, Industria e Commercio, Finanze, Agenzia delle riserve federali e Banca di Russia sono stati ispezionati. Tali passaggi mostrano all’occidente cosa aspettarsi se ci provassero con noi. E’ chiaro che molto dipenderà dalle elezioni statunitensi. Se saranno eque, Trump potrebbe vincere. Ma i Masters of the Universe, altrimenti noti come bankster, preferiscono Clinton, che avvierebbe una grande guerra, se necessario. Se diventasse presidentessa, la situazione ai confini con l’Ucraina, nel Caucaso meridionale e nell’Asia centrale si deteriorerebbe. E ora, a causa della morte del presidente uzbeko, ci potrebbe essere un’aspra lotta di potere favorendo i islamisti, i “cani da guardia della globalizzazione statunitense”. E questo è il nostro punto debole. Clinton non è in ottima salute, e se qualcosa dovesse accaderle, ‘Tim Kaine’ da oscura pedina potrebbe diventare il jolly, divenendo presidente. Dobbiamo essere pronti non solo nella difesa, ma anche nell’etica e nei valori. Uno dei ministri liberali più odiosi, il Ministro della Pubblica Istruzione Livanov, è stato appena sostituito da una donna patriottica, Olga Vasileva, che quasi subito ha cominciato a purgarne i sostenitori. Credo che sia solo l’inizio. Vediamo anche un enorme cambio nelle forze dell’ordine: Indagini, Ministero degli Interni e Pubblico ministero, e qualcosa succede nell’Ufficio Intelligence Criminale di Mosca. Vediamo il rafforzamento dello Stato in tutti i settori: Difesa e istruzione per far fronte a possibili gravi sfide, correzioni che logicamente portino ad una dittatura anti-oligarchi, qualora ce ne fosse il pericolo. Antioligarchica perché per primo avremo bisogno di fondi supplementari, e in secondo luogo, la storia russa non è l’unica a dimostrare che in situazioni terribili gli oligarchi, di regola, fanno affari con il nemico per salvaguardare i loro soldi. Dobbiamo evitare che ciò accada. Il primo presidente della società ombra della CIA, Stratfor, disse qualche anno fa che non appena la Russia si opponesse avrebbe subito una crisi in Ucraina, e questo è proprio ciò che è accaduto. E’ assolutamente chiaro che la Russia sarà sfidata da almeno tre direzioni. Ai confini occidentale e meridionale. E senza dubbio, l’occidente intende creare problemi in diverse repubbliche e regioni. Non è un caso che il ministro degli Esteri della Germania sia così appassionato degli Urali, dicendo a Ekaterinburg che dovrebbero diventare ‘parte attiva della comunità internazionale’. Quando costoro vengono in Siberia, dicono che dovrebbe diventare un attore internazionale. Ma un attore internazionale è uno Stato. È un appello al separatismo? La terza minaccia proviene dal segmento filo-occidentale delle élites. In tale situazione, la pulizia nel Paese della quinta colonna è cruciale. Quando dico pulizia intendo tenerla lontano da finanza e informazioni. Non ne chiedo la liquidazione o l’incarcerazione, ma costoro dovranno trovarsi nel vuoto, in cui non possano fare nulla di male.

Aleksandr Tsyganov: Ciò significa che, nel quadro della preparazione a tali cambiamenti turbolenti dobbiamo consolidare l’ideologia e rendere meno volta all’occidente e ai valori liberali la popolazione, giusto?
Andrej Fursov: Non dobbiamo consolidarla, non sarebbe efficace oggi. Dobbiamo spiegare il pericolo che tale orientamento pone alla popolazione. Dobbiamo mostrare più spesso alla TV ciò che è l’occidente di oggi, Europa inclusa, con le sue città, composizione etnica e razziale, problemi economici (crescita zero, disoccupazione), mancanza d’identità religiosa. A chi vuole farci amare l’occidente dico: vuoi essere amato da gay, lesbiche e pedofili? Non ne ho bisogno, e sono sicuro che anche la maggior parte della nostra popolazione non ne ha bisogno. Abbiamo una società molto più sana di quella europea attuale. L’occidente ha tradito i valori europei. È post-cristiano e post-europeo; dobbiamo spiegare al popolo che i valori europei sono in Russia.

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Putin contro Bilderberg: Volete un’altra crisi dei missili di Cuba?
Ruslan Ostashko, PolitRussia, 3 settembre 2016 – Fort Russ0La notizia più importante è stata l’intervista di Vladimir Putin a Bloomberg, in cui il presidente russo ha toccato temi chiave all’ordine del giorno dell’informazione globale. Sono certo che decine di pubblicazioni badano a questa intervista e ne discuteono ogni domanda e risposta, ma voglio proporvi, cari amici, di guardarla con una diversa angolazione. Il punto è che John Micklethwait, il caporedattore di Bloomberg che ha intervistato il presidente russo, non è solo un giornalista, ma uno di quelli che partecipa a pieno titolo da anni alle riunioni del Bilderberg Club, oscuro gruppo di interessi le cui opinioni decidono le politiche occidentali. Penso che ciò spieghi il formato inusuale dell’intervista e perché Vladimir Putin ha definito Micklethwait “specialista” trattandolo più da politico che da giornalista… Se badiamo al colloquio con Putin da questo punto di vista, allora vediamo che può essere considerata una risposta di Putin all’élite politica occidentale. Ecco i punti chiave che vorrei evidenziare.
John Micklethwait chiede a Putin se è pronto a scambiare o vendere le Curili e Kaliningrad, domanda che da subito ha ricevuto una risposta tagliente dal presidente russo. La risposta sulle isole Curili era nello stile di Putin, affermando che “la Russia non commercia in territori, ma tratta gli accordi affinché si adattino ad entrambe le parti”. Su Kaliningrad, Putin ha delineato il seguente punto di vista al rappresentante del Bilderberg: se qualcuno inizia a rivedere l’esito della Seconda guerra mondiale, allora domande saranno immediatamente poste sui territori orientali della Germania, su chi appartiene Lvov e sulle frontiere tra Romania e Ungheria. Se qualcuno vuole aprire il “vaso di Pandora”, come Putin ha precisato, “andrà avanti con la bandiera in mano”. John Micklethwait si affrettava a dire che scherzava. Ma il video dell’intervista mostra che Putin non apprezzava tale “scherzo”.
Il secondo punto importante fu quando John Micklethwait chiese a Putin su riserve in oro russe, deficit di bilancio e prezzi del petrolio. Anche lui, come molti liberali russi, distorceva la citazione di Putin sul crollo della produzione di petrolio se scendessero i prezzi a meno 80 dollari al barile. Ma Putin ragionevolmente rispose che vi sono abbastanza riserve di valuta secondo tutti gli standard e un deficit modesto. Alla domanda sui prezzi del petrolio, il presidente russo sottolineava che gli investimenti nella produzione di petrolio sono diminuiti drasticamente dati i prezzi correnti. Questo è ciò che aveva in mente, non ciò che certi giornalisti hanno spacciato avesse detto. Qui potete vedere il grafico di Bloomberg che, ironia della sorte, indica che il presidente russo ha assolutamente ragione.
crfxauzxyaeobcnA causa dei bassi prezzi del petrolio, nessuno investe nell’esplorazione di nuove riserve, quindi, ecco perché numero e dimensioni dei nuovi giacimenti di petrolio nel 2015 e il 2016 sono pari a zero. Ciò significa che, in futuro, è inevitabilmente attesa carenza di petrolio e corrispondente aumento dei prezzi. La risposta di Putin può essere interpretata come sottile suggerimento sulle circostanze economiche serie che i nostri partner occidentali non troverebbero gradevoli. Va dato credito al rappresentante del club Bilderberg, che ha davvero cercato di provocare il presidente russo, di cercare le risposte che voleva. In particolare, ha cercato di presentare Putin come nemico dell’Europa intento al collasso della zona euro, alla distruzione dell’Euro e al completo crollo del progetto europeo. Dopo tutto, quale modo migliore per sostenere la propaganda antirussa in Europa che con le parole dello stesso presidente russo? Putin, come previsto, non abboccava. Avrebbe voluto che gli europei avessero miglior fortuna nella lotta alla crisi e sottolineava che critica la politica estera dell’UE, ma che la Russia spera che l’economia europea migliori.
La seconda provocazione falliva quando Micklethwait tentò di costringere Putin a sostenere pubblicamente il candidato alla Presidenza degli Stati Uniti Donald Trump, o almeno ad ammettere che la Russia fosse dietro l’hackeraggio dei server del Partito Democratico. Tale provocazione falliva dato che Putin dichiarava la disponibilità a lavorare con qualsiasi presidente statunitense che rispetti gli accordi. In modo che fosse meno doloroso per l’intervistatore, aggiunse che capiva il motivo per cui il pubblico statunitense fosse così sorpreso dalle informazioni svelate dagli hacker. Tradotto dal linguaggio diplomatico, la sua osservazione era: “Sì, tutti sanno che avete un sistema politico marcio, e vi basta farne una commedia“.
Ultimo elemento: il presidente russo sottolineava che se qualcuno nella leadership statunitense cercasse di “liberarsi di noi”, non sopravviverebbe e “chissà chi ci perderebbe di più da tale approccio“. Quindi Putin violava il formato dell’intervista ponendo una domanda al rappresentante del Club Bilderberg. Putin chiese se voleva si ripetesse la crisi missilistica di Cuba. John Micklethwait rispose che “nessuno lo vuole“. Dal mio punto di vista, è stato un altro messaggio chiaro ed inequivocabile ai nostri partner occidentali. Come si suol dire, una parola gentile e un’arma nucleare possono ottenere più di una semplice parola gentile. Non resta che sperare che i nostri partner occidentali traggano le giuste conclusioni dalle parole del presidente russo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siria, chi cade a Daraya e chi ritorna a Jarablus?

Mouna Alno-Nakhal, Reseau International 2 settembre 201623082016Ciò che accade nel nord della Siria, in particolare nella zona di Aleppo, dopo la resa dei gruppi terroristici radicati a Daraya, sfugge ai superficiali presunti oppositori rivoluzionari siriani che piagnucolano a turno sui canali satellitari, sauditi e di altrove, sulla sconfitta delle loro milizie, perché un accordo s’è avuto tra i grandi. Per Nasser Kandil (1), tale accordo si riduce ai sauditi che dovranno pagare il conto per le guerre nella regione e alla Turchia che salva la pelle a spese dell”autonomia’ dei curdi nel nord della Siria che godevano del sostegno di Russia, Siria e Iran finché i loro leader misero il loro destino nelle mani degli Stati Uniti che li hanno traditi vendendoli ai turchi dopo aver tradito la loro terra natia siriana. Infatti, distinguendo i gruppi terroristici presumibilmente “moderati”, come richiesto dai russi e ritenuti insostituibili dagli Stati Uniti, che econtinuano a trascinare i piedi, ci sarebbero:
– quelli asserviti all’Arabia Saudita riuniti a Idlib,
– quelli asserviti alla Turchia, che combattono lo SIIL per un posto riservato al tavolo nei prossimi negoziati di Ginevra.
Così il piano saudita, finito a Daraya poiché il Rif di Damasco era il nerbo della guerra, con Duma come retroguardia, erano le uniche zone dove l’influenza saudita sfuggiva alle baionette dei giannizzeri turchi. In altre parole, un’occasione è stata data ai turchi per sbarazzarsi dell’incubo curdo nel nord della Siria, in cambio dello scalpo dei sauditi, i quali subiscono una pesante sconfitta nello Yemen dove non gli rimane altra via, avendo esaurito gli alleati del Golfo e del Sudan, che la ritirata unilaterale, con qualsiasi pretesto, in cambio del tacito accordo che prevede la fine dell’avanzata dell’esercito yemenita e dei comitati popolari entro confini e città nelle regioni storicamente yemenite di Najran, Jizan e Asir. E ora che i ruoli di ognuno sono più o meno chiaramente definiti, l’offensiva globale contro il terrorismo sui fronti siriano e yemenita è attesa a breve; Stati Uniti e Turchia arrivano a capire che far parte dei vincenti è possibile a due condizioni:
– smettere di sognare il crollo dello Stato siriano, la sconfitta del suo esercito e il rovesciamento del suo Presidente;
– prendere parte alla vittoria contro i nemici dello Stato siriano, anche se i nemici sono i loro amici, come nel caso dei turchi contro Arabia Saudita, Fronte al-Nusra e Ahrar al-Sham, e nel caso degli Stati Uniti contro Arabia Saudita e milizie curde e islamiste che hanno addestrato e armato per i propri scopi.
In altre parole, l’alleanza siriano-russo-iraniana trionfa ma lascia a Turchia e Stati Uniti la possibilità di trionfare a loro volta. La domanda è se i capi curdi approfitteranno della possibilità della riconciliazione, aperta dalle autorità siriane, riposizionandosi correttamente prima di pagarla troppo cara. Eppure, per tutti gli osservatori regionali che contano, il problema degli Stati Uniti è arrivare ad un cessate il fuoco tra i due alleati che, a quanto pare, non hanno intenzione di dedicarsi alla lotta allo SIIL: per i curdi ‘autonomisti’ siriani l’unico scopo è controllare la fascia da Qamishli ad Ifrin, la prova è che hanno rinunciato a Raqqa puntando su Manbij la cui popolazione è in maggioranza araba; per i turchi l’unico obiettivo è fermarli. Alcuni osservatori ritengono che i combattimenti turco-curdi in terra siriana continueranno finché le parti non saranno esauste e ciò non dispiacerà ad alleati e nemici. Precisamente, il 31 agosto il ministro per gli Affari Europei turco Omer Celik respingeva con sdegno l’annuncio di una tregua con la milizia curda, fatta il giorno prima e presentata come “non ufficiale” da Washington: “Non accetteremo in alcun caso… un compromesso o cessate il fuoco tra Turchia ed elementi curdi… la Repubblica turca è uno Stato sovrano e legittimo che non può essere messo sullo stesso piano di un’organizzazione terroristica” (2). Questo, va detto, è il caso delle ruote che girano e delle orecchie che rimbombano sentendo un rappresentante della Turchia di Erdogan sul diritto sovrano di un Paese a difendersi dal terrorismo che infuria da più di cinque anni nel proprio territorio e non dal vicino. Un rifiuto previsto e spiegato dal Generale Elias Farhat al-Mayadin (3), richiamando i fatti nella cartina a supporto:Cq2xTepWEAANTbXJarablus era occupata dallo SIIL quando l'”operazione Scudo dell’Eufrate” fu lanciata da Karkamiche all’alba del 24 agosto dalle forze armate turche (4). Il ritiro dello SIIL ad al-Bab fu organizzato e sembra che ci fosse un coordinamento con l’intelligence turca, soprattutto perché tutto si svolse senza combattimenti, mentre lo SIIL ci ha abituati alla sua follia omicida. Tutti i media regionali ne sono stati testimoni. Pertanto, oggi al-Bab è la grande roccaforte dello SIIL a nord-est di Aleppo; Manbij e alcuni villaggi a nord del fiume Sajur, che nasce in Turchia presso Gaziantap e sfocia sull’Eufrate in Siria a 20 Km da Manbij, è in mano ai curdi. In altre parole, ad ovest della linea rossa instancabilmente tracciata dalla Turchia sull’Eufrate e da cui Joe Biden, vicepresidente degli Stati Uniti, visitando Ankara aveva detto chiaramente che le forze curde avrebbero dovuto riattraversare verso est, altrimenti avrebbero perso l’appoggio degli Stati Uniti. È una situazione che può costringere le forze turche ad entrare a Manbij e nei villaggi ad ovest dell’Eufrate, (le cui popolazioni sono state sufficientemente abusate dai curdi, tra l’altro), per avventurarsi pericolosamente a sud senza sapere da dove gli spareranno. È altamente improbabile che i curdi si ritirino ad est dell’Eufrate. Tutto quello che è successo è un “cambio di nome”. Laddove c’erano le SDF (Forze Democratiche siriane) ed YPG (Unità di Protezione Popolare), ora si parla di “consigli militari” (ancora!) a Manbij, Jarablus, ecc. Chi come il New York Times dice che il Pentagono sostiene le SDF mentre la CIA supporta l’ELS, s’illude. La decisione del governo degli Stati Uniti è “una” e non è impossibile che bombardino entrambi i campi, che si sono lanciati anzitempo sulla priorità del momento, l’apparente concorrenza nella lotta allo SIIL rifugiatosi ad al-Bab, da cui avanza sui villaggi vicini. Quindi si tratta di un serio problema perché non c’è dubbio che l’Esercito arabo siriano e i russi non si facciano rubare la vittoria sullo SIIL dagli Stati Uniti, si ricordino la loro stizza evidente al momento della liberazione di Palmira. “Se la tregua tra i “consiglieri militari” dei curdi e del presunto esercito libero siriano (ELS) è confermata, sarà la sconfitta della Turchia costretta ad accettare che i curdi controllino il confine nord della Siria. Perciò non ci credo, conclude il Generale Farhat”.
Qui ricordiamo che il presunto ELS, che ha sostituito lo SIIL a Jarablus sotto la bandiera turca e senza combattere, comprende almeno tre fazioni terroristiche, Faylaq al-Rahman, liwa al-Sultan Murad, liwa Nuradin al-Zinqi, comprate da Erdogan e braccio armato dei Fratelli musulmani. I festaioli dell’ultima fazione furono ripresi, esilaranti, squartare un bambino palestinese di dodici anni, Abdallah Isa, ad Aleppo, accompagnato dal noto fotografo che ci ha onorato della foto del bambino impolverato Umran; i propagandisti dell’AFP avranno capito probabilmente che l’effetto pianto anti-siriano della foto del bambino Aylan era svanito. (5) La resurrezione dell’ELS inoltre fu confermata, dopo tre giorni, dal portavoce della presidenza turca Ibrahim Kalin al quotidiano turco Sabah, dove invitava il governo degli Stati Uniti a rivedere la politica verso il PYD e a finirla col mito delle YPG come uniche forze capaci di colpire lo SIIL in Siria, in quanto, come dimostrato a Jarabulus, l’ELS, con un piccolo supporto, è pienamente in grado di combattere e purificare le zone infestate, mentre combatte le forze del regime siriano. (6) Pertanto ascoltare i funzionari turchi dichiarare in tutti i canali possibili e immaginabili che l’obiettivo politico dell'”operazione Scudo dell’Eufrate” è garantire l’integrità territoriale della Siria, e che la Siria giocherebbe al gioco di Erdogan, quando certuni non arrivano a parlare di alleanza e baratto, sebbene il governo siriano abbia condannato decisamente la palese aggressione alla Siria, si esagera, ignorando gli ufficiali dei servizi segreti dello Stato siriano e dei suoi alleati che non si fanno incastrare così stupidamente e non conducono una guerra per procura, sfruttando il sogno di alcuni e il terrorismo degli altri. Tanto più che per l’integrità territoriale della Siria non interessa Erdogan, “il saccheggiatore di Aleppo” che pianta la bandiera della Turchia e dei Fratelli musulmani in terra siriana per compensare il fallimento del suo piano per dominare l’arco geografico dal Nord Africa alla Siria. E secondo il Generale Amin Hutayt, sul quotidiano al-Thawra del 29 agosto (7), la Turchia può ancora continuare a giustificare l’aggressione affermando di voler proteggere la propria sicurezza nazionale minacciata dal piano occidentale sul Kurdistan. Ma chi ha detto che il piano era fattibile o giustificabile e che la Siria, che ha sconfitto i quattro piani successivi dei suoi alleati statunitensi-sionisti negli ultimi cinque anni, lo permetta? Non cadrebbe nella trappola degli Stati Uniti che ha giocato la carta curda per piazzarla?
Tante domande e tanta speculazione. Quel che è certo per i patrioti siriani, anche curdi, a proposito dei quali sfidiamo i media stranieri ad indicare una singola dichiarazione ufficiale o anche un programma della televisione nazionale che parli, se non in termini di “nostri fratelli curdi”, di un Kurdistan siriano. Ci sono curdi siriani o siriani curdi, o qualunque cosa. Dei siriani hanno tradito, qualcuno era curdo, altri no. Ci torneremo… Per ora, concludo la rassegna stampa con le parole del segretario dell’Assemblea nazionale siriana Qalid Abud (8) che abbiamo appena ascoltato e che cadono a proposito: “Per cinque anni e mezzo abbiamo affrontato tutta la feccia di questo mondo, feccia definita rivoluzionaria da coloro che abusano della nostra Patria siriana. Un’aggressione in cui i turchi sono immersi fino alle orecchie. Ed ora certuni delle loro élite si rivolgono a noi nel tentativo di ripulire proprie azioni e parole. La scena è ancora chiara e dobbiamo definirla per la storia se vogliamo che si capisca cosa succede. Erdogan attualmente affronta alcune milizie curde della nostra famiglia siriana, reclutate, addestrate e sostenute dai suoi alleati. Sono gli alleati di Erdogan che le hanno addestrate ad aggredire la Patria siriana e a spezzare la Siria. Ma Erdogan chi usa? Il presunto ELS! Contro chi? Contro i nostri fratelli curdi! Non dimenticatelo“.

Fonti:
1) al-Bina
2) Europe1
3) Youtube
4) RT
5) Le Parisien
6) al-Watan
7) Thawra
8) Qalid Abud

CrBncYsUIAAcPPv.jpg largeTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli italiani arruolati da Soros nella guerra in Ucraina

Soros guida la politica degli USA sull’Ucraina
Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 30/08/2016Istituto-affari-internazionaliCirca 2500 documenti interni, per lo più in Microsoft Word, Excel, Power Point e pdf della rete di organizzazioni non governative Open Society Foundation (OSF) di George Soros, ottenuti dal gruppo “DCLeaks”, mostra come Soros e i suoi consiglieri dominano la politica degli Stati Uniti verso l’Ucraina fin dal colpo di Stato del 2014 che, sostenuto da Soros e amministrazione Obama, spodestò il presidente ucraino democraticamente eletto Viktor Janukovich e il suo governo. I documenti di Soros descrivono come OSF e Fondazione Rinascimento Internazionale di Soros (IRF), con sede al 46 Artema Street di Kiev collaborano con il dipartimento di Stato degli Stati Uniti dalla cosiddetta rivoluzione colorata “euromaidan” del 2014, per garantirsi che l’Ucraina non sia federalizzata. Oltre a George Soros (identificato come “GS” nei documenti trapelati), altri coinvolti nella pianificazione del colpo di Stato ucraino erano l’ambasciatore degli Stati Uniti a Kiev Geoffrey Pyatt, David Meale (consigliere economico di Pyatt); Lenny Benardo (OSF), Evgenij Bistritskij (direttore esecutivo dell’IRF), Aleksandr Sushko (presidente dell’IRF), Ivan Krastev (Presidente del Centro studi liberali, un’operazione d’influenza di Soros e governo degli Stati Uniti a Sofia, Bulgaria), Sabine Freizer (OSF) e Deff Barton (direttore dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) in Ucraina). L’USAID è un canale della Central intelligence Agency. Soros era presente alla riunione post-golpe del 21 marzo 2014 riguardante il sostegno degli Stati Uniti alla “Nuova Ucraina”. Un documento descrive la “Nuova Ucraina” come cruciale per “rimodellare la mappa europea, offrendo la possibilità di tornare all’essenza originale dell’integrazione europea”. Soros sosteneva le sanzioni contro la Russia per aver rifiutato di riconoscere il governo golpista di Arsenij Jatsenjuk, che comprendeva neonazisti, e respingeva l’Ucraina federale per concedere l’autogoverno alla regione russofona del Donbas. In effetti, Soros pose il veto a una proposta di Pyatt di negoziare la proposta avanzata dal Ministro degli Esteri russo che avrebbe garantito l’autonomia all’Ucraina orientale, nell’Ucraina federale. Soros respinse la proposta perché riteneva che avrebbe concesso alla Russia troppa influenza sull’Ucraina. Anche se l’assistente del segretario di Stato per gli affari europei ed eurasiatici Victoria Nuland non partecipò alla riunione del 21 marzo, era vicina a Pyatt e Jatsenjuk che chiamava affettuosamente “Yats”. Alla fine, l’amministrazione Obama respinse l’Ucraina federale e diede pieno appoggio all’unilateralismo del presidente ucraino Petro Poroshenko e al suo burattinaio Soros.
GettyImages-154993776-640x480Non dovrebbe sorprende che all’inizio di quest’anno, Pyatt sia andato via da Kiev per fare l’ambasciatore ad Atene. Un documento di Soros prevede la necessità di combattere la “Russlandversteher”, “la comprensione della Russia”, in tutta Europa, in particolare in Grecia, data la storia di stretti rapporti culturali e religiosi con la Russia. Il documento dell’OSF di Soros richiede uno sforzo concertato in Grecia per influenzare l’opinione pubblica contro la Russia e a favore del governo golpista ucraino. Propose un’operazione di propaganda anti-russa e pro-ucraina diretta a giornali, 10 “enti audiovisivi” (TV e radio), 6 siti internet in Grecia e “circa 50 opinion leader” presenti sui social network greci. I giornali greci presi di mira dalla campagna anti-russa di Soros erano Kathimerini, Avgi, Ta Nea, Vima, Efymerida Syntakton, Eleutherotypia, Proto Thema e Rizospastis. La Camera di Commercio Greco-Russa di Atene fu presa di mira dalla propaganda di Soros. Operazioni d’influenza dei media governativi simili a quelle anti-russe e pro-ucraine furono proposte per Italia, Spagna e Francia. Il ragionamento era contrastare qualsiasi movimento a sostegno dello status quo ante in Ucraina tramite SYRIZA, Podemos e Movimento 5 Stelle in Grecia, Spagna e Italia. Tale strategia di Soros veniva indicata come “mappatura del dibattito”. Cercando d’influenzare la politica greca in Ucraina, Soros e la sua banda di ONG sostenevano l’allargamento dell’Unione europea a Ucraina e Turchia, adesioni che non è nell’interesse di alcun Paese membro dell’UE. Alta priorità fu data anche all’integrazione della Moldova nelle strutture dell’UE. Il tema generale di molti documenti di Soros è che al centro della “Russlandversteher” vi sono i sentimenti “anti-americani”. I sindacati europei sono individuati dalla banda Soros come al centro delle opinioni “anti-americane” in Europa. Alcuni partiti politici sono individuati, tra cui Fronte Nazionale in Francia, Jobbik ungherese, Partito olandese della Libertà (PVV) e UK Independence Party (UKIP), indicati da Soros come “PRR” o “populisti radicali di destra”. Politici tedeschi filo-russi sono indicati nei documenti di Soros e includono gli ex-cancellieri Gerhard Schröder, Helmut Kohl e Helmut Schmidt; il ministro-presidente del Brandenburgo Matthias Platzeck; i leader di Die Linke Gregor Gysi, Sahra Wagenknecht e Katja Kipping e l’ex-sindaco di Amburgo Klaus von Dohnanyi. Soros, che s’è fatto le ossa in Ungheria come collaborazionista della Gestapo nazista e dei fascisti ungheresi delle Croci Frecciate, preferisce scrivere “le liste di proscrizione” coi nomi dei suoi avversari.
Yatsenyuk-Soros45 Il grado di sostegno finanziario, logistico e in altre forme di Soros ai golpisti ucraini nel 2012, due anni prima della rivolta di euromaidan, è degno di nota. OSF ed affiliati fornirono edifici, uffici, computer, software, internet a banda larga, videoconferenza, auto, viaggi negli Stati Uniti e altro materiale per la rivolta di euromaidan. Tutto in collaborazione con le ambasciate di Stati Uniti e Svezia a Kiev, USAID, Carnegie Endowment, Agenzia per lo sviluppo internazionale svedese (SIDA) e National Endowment for Democracy (NED) della Central Intelligence Agency. Giornalisti investigativi furono reclutati dalla banda Soros per recarsi in Ucraina e inviare articoli approvati dagli agenti di Soros prima della pubblicazione. Un importante collaboratore di Soros e Stati Uniti nella propaganda ucraina fu identificato in Hromadske Television, scelta per il suo lavoro nel contrastare “la propaganda russa”. Un documento di Soros contiene la seguente raccomandazione: “selezionare giornalisti dei 5 Paesi target (Germania, Francia, Spagna, Italia, Grecia) e offrirgli lunghi soggiorni in Ucraina. Piuttosto che specificare cosa scrivere gli si dovrebbero dare suggerimenti sugli articoli; ci riserviamo il diritto di veto su storie che pensiamo controproducenti. Suggerimento di entrare in collegamento diretto con i giornalisti per decidere se d’interesse”. Il documento di Soros ammette anche che tale approccio “al giornalismo indipendente è scorretto e può danneggiare la nostra credibilità presso i giornalisti”. La gente di Soros propose un “firewall” tra Soros e gli articoli dei giornalisti sull’Ucraina. L’organizzazione di Soros propose che “un terzo ricevesse la concessione e agisse da intermediario, editore, controllo di qualità ecc. IRF (Fondazione Rinascimento Internazionale) dovrebbe svolgere un ruolo più diretto in tale iniziativa, sottolineandone le origini in Ucraina”. L’organizzazione di Soros decise di usare il “PIJ” o “giornalismo d’interesse pubblico”, per una collaborazione volta a diffondere la propaganda sull’Ucraina. Vi sono numerosi giornalisti nel mondo che hanno venduto professionalità e credibilità al diavolo accettando lo stipendio da Soros per diffondere la propaganda sua e della CIA. Uno di essi, citato come porta acqua al mulino di Soros, è Huffington Post-Germania, nota collaborazione di Burda, casa editrice di destra in Germania. Altre pubblicazioni tedesche che Soros vede favorevolmente nel sostenere la linea anti-russa in Ucraina sono Frankfurter Allgemeine Zeitung, Frankfurter Rundschau, Die Welt, Süddeutche Zeitung, Tageszeitung, Spiegel e Junge Welt. Criticati da Soros erano Neues Deutschland e Freitag, citati come troppo amichevoli verso la Russia e anti-ucraini.
I documenti di Soros identificano un editorialista del giornale svizzero Neue Zürcher Zeitung come finanziato da Soros per assumere un “assistente per la ricerca” per promulgare propaganda pro-Ucraina. Altri sul libro paga anti-russo di Soros e che scrissero articoli di propaganda sull’Ucraina includevano i ricercatori dell’Istituto di Studi Internazionali di Barcellona, della Chatham House di Londra e dell’Istituto Affari Internazionali in Italia. I propagandisti citati dalla banda di Soros chiedevano l’espulsione della Russia dal G8, supporto militare della NATO e adesione alla NATO dell’Ucraina e sanzioni contro la Russia. Un documento confidenziale di Soros del 12 marzo 2015 rivela che l’ex-comandante militare della NATO, l’anti-russo amico di Bill e Hillary Clinton Wesley Clark, oltre al generale polacco Waldemar Skrzypczak, consigliavano Poroshenko su questioni militari verso la Russia. Il documento cita Soros come “avvocato auto-nominatosi della Nuova Ucraina”. Soros è uno dei più stretti consiglieri e finanziatori di Hillary Clinton. I documenti trapelati descrivono come Clinton Global Initiative e Soros Foundation collaborino nel minare la sovranità delle nazioni nel mondo, anche in Europa. E che tale rapporto dovrebbe pesare su ogni elettore statunitense l’8 novembre.o-GEORGE-SOROS-facebookLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il capo dei mercenari turchi guida l’invasione della Siria

L’ex-capo delle forze speciali e direttore della compagnia militare privata turca Sadat, generale Adnan Tanriverdi, ha un ruolo chiave nell’operazione turca in Siria
South Front

CpF94XnWAAAwimwPrendendo il controllo delle forze armate e di sicurezza dopo il tentato colpo di Stato del luglio, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan prevede anche di prendere l’iniziativa all’estero, secondo il sito d’informazione francese Intelligen?e online. Il presidente turco supervisiona una grande offensiva in Siria, iniziata il 23 agosto con il nome Eufrate Shield, che ne farà l’epicentro degli eventi. Rivolgendosi all’ex-capo delle forze speciali, generale Adnan Tanriverdi, Erdogan spera anche di rafforzare l’esercito. Secondo il sito francese, quasi tutti i vertici militari turchi, in particolare quelli coinvolti nei combattimenti contro lo Stato islamico (IS) e che cooperavano con i generali occidentali, sono stati progressivamente sostituiti dopo il tentato colpo di Stato. La liquidazione dei militari turchi ha infastidito i partner anti-islamisti di Ankara. Inoltre, l’eliminazione è avvenuta poco prima dell’invasione turca della Siria, coperta con lo slogan di occupare il confine occupato dallo SIIL, ma in realtà prendere le città controllate dai curdi del Partito dell’Unione Democratica (PYD). Anche se il capo di Stato Maggiore turco, generale Hulusi Akar, obbedisce ad Erdogan mantenendo il posto, tutti i subordinati sono stati sostituiti. Un fattore importante che, tuttavia, è passato quasi inosservato, era l’invito del proprietario della maggiore compagnia militare privata turca, Adnan Tanriverdi, al presidente turco, il 16 agosto.
L’ex-generale delle forze speciali, espulso dall’esercito perché ritenuto dai superiori fin troppo religioso, controllerebbe la ristrutturazione dell’esercito ed anche tutti gli ufficiali licenziati dalle Forze Armate per essere islamici troppo zelanti. Nel 2012, Tanriverdi creò la prima compagnia militare privata turca, la Sadat. A capo di tale azienda, Tanriverdi, considerato vicino ad Erdogan da molti anni, vuole “aiutare il mondo arabo a raggiungere un livello da grande potenza“, secondo il libro da lui scritto. Perciò la Sadat opera solo nei Paesi dalla grande popolazione musulmana. Dall’inizio della crisi in Siria nel 2011, la compagnia militare privata è regolarmente accusata di addestrare i terroristi sul territorio della Turchia. Sadat ha anche cercato d’infiltrasi in Libia e Pakistan. Secondo le fonti del sito, Tanriverdi visitò più volte lo Stato Maggiore prima del colpo di Stato, per avere il sostegno dei militari nella preparazione dei gruppi armati stranieri e, in particolare, per partecipare alla coalizione antiterrorismo islamica, che il ministro della Difesa dell’Arabia Saudita, Muhamad bin Salman, cerca di creare da diversi mesi.
sadat-1(1)Sadat è presente nella regione del Golfo con l’aiuto della società saudita al-Aquid, guidata da un ex-ufficiale dell’intelligence dell’aeronautica saudita, il colonnello Giza Ghazi al-Harbi. Principale interlocutore di Tanriverdi nello Stato Maggiore turco era il generale Salih Ulusoy, responsabile della pianificazione strategica. Tuttavia, oggi, Salih Ulusoy è in custodia accusato del golpe a luglio. L’esercito turco ha iniziato le operazioni in Siria con capacità notevolmente indebolite nel campo della ricognizione e minato dal tentato colpo di Stato. Da un lato, il direttore dell’intelligence militare, Mustafa Ozsoy, è in prigione da diverse settimane. Dall’altro, l’intelligenza turca, il MIT, è influenzata dagli eventi che non aveva previsto, soffrendo ancora della ‘purga estiva’. Il servizio è frammentato e subordinato a Hakan Fidan, e prova a salvare l’onore agli occhi di Erdogan. L’agenzia d’intelligence cerca il dialogo con gli omologhi siriani, soprattutto con la potente intelligence dell’Aeronautica siriana.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora