Le origini naziste della NATO

Mision Verdad, 10 aprile 2018Sui nazisti ci sono molti miti e persino fantasie, tuttavia alcune storie su ciò che accadde a certi ufficiali, scienziati, intellettuali del Terzo Reich sono state confermate da documenti, rapporti e dossier declassificati. Si trova sul web la storia delle ratlines (linee dei topi), di cui il Vaticano tesse la logistica. Consisteva in una serie di rotte e punti di transizione per alcuni personaggi del nazismo che il governo statunitense volle arruolare, aiutandosi nella clandestinità. Da qui anche il riferimento ai ratti. La riconversione dal nazismo all’occidente contro il comunismo fu solo proforma, poiché già il Terzo Reich cercò nella Seconda guerra mondiale di sconfiggere l’Unione Sovietica. Come si sa, fallì. Ma alti comandanti nazisti furono poi riciclati nella struttura della coalizione transatlantica guidata dagli Stati Uniti contro il blocco sovietico. Di seguito presentiamo brevi profili dei seguenti ufficiali che, da nazisti, divennero importanti ufficiali dell’Organizzazione del Nord Atlantico (NATO).

Adolf Heusinger, al centro, Hitler a destra, a sinistra di Heusinger, Paulus.

– Adolf Heusinger ascese ai vertici delle gerarchie militari del Terzo Reich.
Divenne capo di Stato Maggiore nel 1944 per un breve periodo, e poi fu ridotto a capo della divisione cartografica per una possibile collaborazione all’attentato a Hitler.
Fu coinvolto nei piani d’invasione nazista di Polonia, Norvegia, Danimarca e Francia.
La sua storia è la più interessante, poiché dopo la guerra divenne spia della CIA, braccio destro militare del governo di Konrad Adenauer nel 1957-1961, nella Repubblica Federale di Germania, per poi avere la presidenza del Comitato militare della NATO, il massimo grado militare dell’organizzazione, fino al 1964.

Heusinger alle spalle di Adenauer.

– Hans Speidel fu tenente-generale nazista, Capo di Stato Maggiore e uno dei più importanti ufficiali da campo di Erwin Rommel. Aderì all’esercito tedesco di Adenauer come consigliere e supervisionò l’integrazione della Bundeswehr (forze armate tedesche) nella NATO. Fu poi nominato comandante supremo delle forze alleate della NATO in Europa centrale dal 1957 al 1963.

1944; Speidel, Lang e Rommel

1.12.1955, Heusinger, Blank e Speidel

– Johannes Steinhoff fu uno dei più audaci piloti dell’aviazione militare nazista.
Il suo record di 176 aerei nemici abbattuti, e la sua esperienza in 993 missioni durante la carriera di pilota da combattimento, fu abbattuto 12 volte e sempre salvato, gli valse la decorazione più importante del Terzo Reich durante la guerra: la Croce di Ferro da Cavaliere.
Steinhoff fu capo di Stato Maggiore e comandante delle Forze aeree alleate dell’Europa centrale (1965-1966), capo di Stato Maggiore della Luftwaffe della Bundeswehr (1966-1970) e presidente del Comitato militare della NATO (1971-1974).

Steinhoff e il Generale statunitense JR Holzapple

Steinhoff a sinistra, con Willy Brandt al centro; Bonn

– Johann von Kielmansegg fu ufficiale di Stato Maggiore Generale dell’Alto Comando nazista, dove divenne colonnello e comandò diversi reggimenti sul campo. Dopo la guerra, aderì alla marina tedesca e promosso generale di brigata, scalò i vertici della NATO come comandante in capo delle forze speciali dell’Europa centrale nel 1967.

Kielmansegg, Hoepner, Schoen Angerer e Landgraf, durante l’invasione dell’URSS, presso Leningrado

Il capo di Stato Maggiore USA Lyman Lemnitzer e Johann Adolf Graf von Kielmansegg; 1968

– Jürgen Bennecke faceva parte dello Stato Maggiore del Gruppo d’Armate Centro dei nazisti. Fu promosso generale durante la formazione dell’esercito tedesco nel dopoguerra, e dal 1968 al 1973 fu comandante in capo del Comando delle forze alleate della NATO in Europa centrale.

Jurgen Bennecke col Maresciallo dell’Aria Sir August Walker, comandante della RAF; 1968

– Ernst Ferber fu promosso tenente-colonnello nello Stato Maggiore della Wehrmacht, venne decorato con la Croce di ferro di prima classe. Dopo il reclutamento post-bellico, fu comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale dal 1973 al 1975.

Ernest Feber al centro

– Karl Schnell fu primo ufficiale dello Stato Maggiore di importanti corpi e divisioni e ricevette la Croce di ferro di seconda classe. Successivamente studiò economia aziendale e divenne tenente-generale, sostituendo il generale Ferber a comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale, nel 1975 – 1977.

Karl Schnell, a sinistra

– Franz-Josef Schulze fu tenente nelle forze aeree naziste e comandante di reggimento, ricevette la Croce di ferro di cavaliere. Nella Germania del dopoguerra divenne generale e fu comandante in capo delle f forze alleate della NATO in Europa centrale nel 1977 – 1979.– Ferdinand von Senger und Etterlin combatté come tenente nell’invasione nazista dell’Unione Sovietica (operazione Barbarossa) e partecipò alla battaglia di Stalingrado, una delle più importanti della Seconda guerra mondiale che ribaltò l’equilibrio di forze per gli alleati. Tra le tre decorazioni più importanti c’era la Croce tedesca in oro, ed alla fine della guerra fu assistente del Comando supremo della marina del Terzo Reich. In seguito comandò diversi battaglioni di carri armati divenendo generale e comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale nel 1979 – 1983.Tali ufficiali nazisti hanno parecchie cose in comune, tra cui aver scritto e pubblicato libri sulle loro esperienze da nazisti nella Seconda guerra mondiale, essendo stati catturati (in maggioranza) dalle forze armate statunitensi offrirono i loro servigi agli ordini della struttura più importante che affrontò, durante gli anni della cosiddetta Guerra Fredda, i sovietici e la loro influenza in Europa. L’obiettivo principale della Germania nazista era distruggere il progetto sovietico, così come la NATO aveva intenzione di fare fino alla caduta del muro di Berlino. Questo è il motivo per cui gli ufficiali nazisti con esperienza sul campo di battaglia e conoscenza delle tattiche che la NATO poi usò contro Jugoslavia e Libia, per nominare due casi, furono reclutati dalle élite statunitensi e tedesche per riprendere l’Operazione Barbarossa con modi più sottili e la stessa audacia ideologica. Proprio come l’Organizzazione Gehlen fu attivata da Stati Uniti e Germania Federale nel dopoguerra, partendo dalle reti spionistiche che i nazisti avevano nell’Europa dell’Est, gli stessi ufficiali che ebbero successo nelle campagne militari furono riattivati per adempiere al loro ruolo secondo nuovi tempi ed interessi. La ricapitolazione sulle origini naziste di tale organizzazione transatlantica spiega ciò che molti altri analisti militari a lungo pensano: che il nazismo in Europa si manifesta storicamente oggi nella NATO. Il sogno di Hitler si materializza oggi e punta direttamente contro Russia e progetto eurasiatico.

Hans Landgraf, Georg Reinhardt, ignoto, e von Kielmansegg, a destra, durante l’invasione dell’URSS, estate 1941

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Degenerazione e fondamentalismo dei media occidentali

Andre Vltchek, New Eastern Outlook, 08.04.2018Non c’è nulla di più triste e patetico di un famigerato bugiardo che urla, sputa, insulta persone normali a destra e sinistra, mentre terrorizza chi dice la verità. Ultimamente, l’occidente è diventato chiaramente furioso. Quanto più ha paura di perdere il controllo sul cervello di miliardi di persone in tutti gli angoli del mondo, tanto più aggressivamente urla, tira calci e ridicolizza se stesso. Non nasconde nemmeno più le intenzioni, che sono chiare: distruggere tutti gli avversari, siano Russia, Cina, Iran o qualsiasi altro Stato patriottico e indipendente. Silenziare tutti i media che dicono la verità; non la verità come definita a Londra, Washington, Parigi o Berlino, ma la verità percepita a Mosca, Pechino, Caracas o Teheran; la verità che al servizio della gente, non la falsa pseudo-verità inventata per sostenere la supremazia dell’impero occidentale. Sono stati stanziati enormi fondi per l’assalto mortale della propaganda nata a Londra e Washington. Milioni di sterline e dollari sono stati assegnati e spesi, ufficialmente e apertamente, per “contrastare” le voci di russi, cinesi, arabi, iraniani e latinoamericani; voci che finalmente arrivano agli “Altri”, gli abitanti desolati del “sud globale”, delle colonie e delle neo-colonie; gli schiavi moderni che vivono negli Stati “clienti”. La maschera cade e la faccia cancerosa della propaganda occidentale si svela. È terribile, spaventosa, ma almeno è ciò che è, perché tutti possano vederlo. Niente più suspense, sorprese. All’improvviso è tutto allo scoperto. È spaventoso ma onesto. Questo è il nostro mondo. Questo è come s’è ridotta la nostra umanità. Questo è il cosiddetto ordine mondiale, o più precisamente, neocolonialismo.
L’occidente sa come massacrare milioni di persone e manipolare le masse. La sua propaganda è sempre stata dura (e ripetuta mille volte, non diversamente dalle pubblicità aziendali o dalle campagne d’indottrinamento fascista della Seconda Guerra Mondiale) quando proviene dagli Stati Uniti, o brillantemente machiavellica e letale se proviene dal Regno Unito. Non dimentichiamolo mai: il Regno Unito ha assassinato e ridotto in schiavitù centinaia di milioni di esseri umani inermi e molto più avanzati, per secoli in tutto il mondo. A causa del talento nel lavaggio del cervello e nella manipolazione delle masse, il Regno Unito ha commesso innumerevoli genocidi, rapine riuscendo a convincere il mondo che va rispettato e autorizzato a mantenere mandato morale e seggio al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Il regime occidentale sa mentire, spudoratamente ma professionalmente, e soprattutto, sempre. Ci sono migliaia di menzogne accumulatesi, consegnate con perfetti accenti “educati” dalla classe superiore: bugie su Salisbury, comunismo, Russia, Cina, Iran, Venezuela, Cuba, Corea democratica, Siria, Jugoslavia, Ruanda, Sud Africa, Libia, rifugiati. Ci sono bugie su passato, presente e persino futuro. Nessuno ride, vedendo questi teppisti imperialisti come Regno Unito e Francia predicare, nel mondo e con faccia di bronzo, libertà e diritti umani. Non fa ridere, ancora. Ma molti lentamente s’indignano. I popoli di Medio Oriente, Africa, Asia e America Latina cominciano a capire di essere stati ingannati e raggirati; che le cosiddette ‘istruzione’ e ‘informazione’ provenienti dall’occidente non sono altro che spudorato indottrinamento. Per anni ho lavorato in tutti i continenti, compilando storie e testimonianze sui crimini dell’imperialismo e sul risveglio del mondo, “riassunti” nel mio libro di 840 pagine: “Exposing Lies Of The Empire“. Milioni ora possono vedere, per la prima volta, che i media, come BBC, DW, CNN, Voice of America, Radio Free Europe/Radio Liberty, li hanno ingannati sfacciatamente per anni e anni. Reuters, AP, AFP e diverse altre agenzie di stampa occidentali sono riuscite a creare una narrativa uniforme nel pianeta, con giornali locali che in tutto il mondo pubblicano fabbricazioni identiche provenienti da Washington, Londra, Parigi e altre capitali occidentali. Immagini totalmente false su argomenti importanti come Unione Sovietica, Comunismo, Cina, ma anche libertà e democrazia sono state incise in miliardi di cervelli umani. La ragione principale del risveglio dei popoli nel mondo d’essere ancora oppressi dall’imperialismo occidentale, è il lavoro incessante di media come New Eastern Outlook (NEO), RT e Sputnik, in Russia, CGTN, China Radio International e China Daily in Cina, TeleSur in Venezuela, al-Mayadin in Libano e Press TV iraniana. Certo, ci sono molti altri media anti-imperialisti orgogliosi e decisi in varie parti del mondo, ma quelli citati sono i più importanti vettori della contro-propaganda proveniente da Paesi che hanno combattuto per la loro libertà e che hanno semplicemente rifiutato di essere conquistati, colonizzati, prostituiti e soggiogati dall’occidente. Una potente coalizione anti-imperialista di Stati veramente indipendenti si è formata e solidificata. Ora ispira miliardi di esseri umani oppressi ovunque sulla Terra, dandogli speranza, promettendo un futuro migliore, ottimista e giusto. Essere all’avanguardia di molti cambiamenti positivi ed aspettative è il “nuovo media”. E l’occidente guarda, inorridito, disperato e sempre più al vetriolo. È disposto a distruggere, uccidere e schiacciare, solo per fermare quest’ondata di “ottimismo pericoloso” e lottare per vere indipendenza e libertà.
Ora ci sono attacchi continui ai nuovi media del mondo libero. In occidente, RT è minacciata d’espulsione, il brillante e sempre più popolare New Eastern Outlook (NEO), è finito sotto un malvagio attacco informatico da parte, molto probabilmente, hacker occidentali professionisti. TeleSur viene periodicamente paralizzato da sanzioni vergognose scatenate contro il Venezuela, e lo stesso banditismo si rivolge a PressTV iraniano. Vedete, l’occidente sarà responsabile di miliardi di vite in rovina nel mondo, ma non subisce sanzioni ed azioni punitive. Mentre Paesi come Russia, Iran, Cina, Cuba, Corea democratica e Venezuela devono “affrontare le conseguenze” principalmente sotto forma di embargo, sanzioni, propaganda, intimidazione diretta, persino bullismo militare, semplicemente per aver rifiutato di accettare la folle dittatura globale occidentale, e per aver scelto una propria forma del governo e sistema politico oltre che economico. L’occidente semplicemente non sembra capace di tollerare il dissenso. Richiede obbedienza piena e incondizionata, una sottomissione assoluta. Agisce da fondamentalista religioso e teppista globale. E per peggiorare le cose, i suoi cittadini sembrano essere così programmati od indifferenti o entrambi, che non capiscono ciò che i loro Paesi e “cultura” fanno al resto del mondo.
Quando sono intervistato, mi viene spesso chiesto: “il mondo affronta il vero pericolo della Terza Guerra Mondiale?” Rispondo sempre “sì”. È perché sembra che Nord America ed Europa non sappiano smettere di costringere il mondo ad obbedienza e schiavitù di fatto. Sembrano non voler accettare alcun accordo razionale e democratico sul nostro Pianeta. Sacrificherebbero uno, decine o centinaia di milioni di esseri umani solo per mantenere il controllo sull’universo? Sicuramente lo farebbero! L’hanno già fatto in diverse occasioni e senza pensarci due volte, senza rimpianti e senza pietà. La scommessa dei fondamentalisti occidentali è che il resto del mondo sia molto più decente e assai meno brutale da non poter sopportare un’altra guerra, un’altra carneficina, un altro bagno di sangue; che piuttosto si arrenda, rinunci ai propri sogni su un futuro migliore, invece di combattere e difendersi da ciò che appare sempre l’inevitabile aggressione militare occidentale.
Tali calcoli e “speranze” dei fanatici occidentali sono falsi. I Paesi che ora vengono minacciati ed intimiditi sono ben consapevoli di cosa aspettarsi se si arrendono alla pazzia occidentale e agli imperialisti. La gente sa, si ricorda cosa vuol dire essere schiavi. La Russia di Eltsin, crollata, fu saccheggiata dalle multinazionali occidentali, sputata faccia dai governi europeo e nordamericano; ebbe l’aspettativa di vita scesa ai livelli dell’Africa sub-sahariana. La Cina sopravvisse a un’agonia inimmaginabile del “periodo di umiliazione”, saccheggiata e spartita da invasori francesi, inglesi e statunitensi. L’Iran derubato del governo legittimo e socialista, dovette vivere sotto un maniaco sadico, il burattino occidentale scià. L’intera America “latina”, con le sue vene aperte, con la cultura in rovina, la religione occidentale che gli chiudeva la bocca; con letteralmente tutti i governi e leader socialisti e comunisti democraticamente eletti rovesciati o assassinati, o quantomeno manipolati dal potere di Washington e dai suoi lacchè. La Corea democratica, sopravvissuta a un genocidio bestiale contro i propri civili, commesso da Stati Uniti ed alleati nella cosiddetta guerra coreana. Vietnam e Laos, violentati e umiliati dai francesi, e poi bombardati da Stati Uniti e loro alleati. Sud Africa… Timor Est… Cambogia…
Ci sono carceri viventi, relitti in decomposizione, abbandonati dopo gli attacchi mortali occidentali “liberatori”: Libia e Iraq, Afghanistan e Honduras, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo, solo per citarne alcuni. Servono d’avvertimento per chi ha ancora delle illusioni su “buona volontà” e spirito di giustizia occidentali! Siria… Oh, Siria! Guardate cosa ha fatto l’occidente in un Paese orgoglioso e bello che si è rifiutato di piegarsi e leccare i piedi di Washington e Londra. Ma guardate anche quanto è forte, quanto determinato può essere chi ama veramente il proprio Paese. Contro ogni previsione, la Siria si è opposta, combattendo e vincendo i terroristi stranieri circondata e sostenuta dalla grande coalizione internazionalista! L’occidente pensava di scatenare un altro scenario libico, ma invece si scontrò con un pugno di ferro dai nervi d’acciaio, un’altra Stalingrado. Il fascismo fu visto, affrontato e fermato. Ad un costo enorme, ma fermato! Il Medio Oriente guarda. Il mondo guarda. I popoli ora vedono e ricordano. Cominciano a ricordare chiaramente cosa gli è successo. Iniziano a capire. Sono incoraggiati. Comprendono chiaramente che la schiavitù non è l’unico modo di vivere.
La coalizione anti-occidentale o più precisamente anti-imperialista è ora solida come l’acciaio. Perché è una grande coalizione di vittime, di popoli che sanno cos’è lo stupro e il saccheggio, cosa sia la distruzione completa. Sanno esattamente cosa infliggono gli autoproclamati sostenitori della libertà e della democrazia, il fondamentalismo culturale ed economico occidentale. Questa coalizione di nazioni indipendenti e orgogliose è qui per proteggersi, proteggere se stesse così come il resto del mondo. Non arrendersi mai, mai indietreggiare. Perché i popoli hanno parlato e inviano messaggi chiari ai loro leader: “Mai più! Mai capitolare. Non cedere alle intimidazioni occidentali. Combatteremo se attaccati. E resisteremo, orgogliosamente, qualunque cosa, non importa quale forza brutale vada affrontata. Mai piegarsi, compagni! Non cederemo mai di fronte a chi diffonde il terrore!” E i media in questi meravigliosi Paesi che resistono all’imperialismo e al terrore occidentali diffondono innumerevoli messaggi ottimistici e coraggiosi. E la dirigenza occidentale osserva, agitandosi e sporcandosi i pantaloni. Sa che la fine del suo brutale dominio sul mondo si avvicina. Sa che i giorni dell’impunità stanno finendo. Sa che il mondo giudicherà presto l’occidente, per i secoli di crimini che ha commesso contro l’umanità. Sa che la guerra dei media sarà vinta da “noi”, non da “loro”. Il campo di battaglia è in via di definizione. Con alcune brillanti eccezioni, gli occidentali e i loro media serrano le fila, attenendosi ai loro padroni. Come molti altri scrittori, ero stato senza tante cerimonie cacciato da Counterpunch, una delle pubblicazioni sempre più anticomuniste, anti-russe, anti-siriane e anti-cinesi degli Stati Uniti. Dal loro punto di vista, scrivevo per diverse pubblicazioni “sbagliate”. Sono davvero orgoglioso che abbiano smesso di pubblicarmi. Sto bene dove sono: contro loro, e contro altri media occidentali. L’estensione del controllo ideologico occidentale del mondo è degenerata, veramente perversa. I suoi media e sbocchi “istruttivi” sono pienamente al servizio del regime. Ma il mondo si sveglia e affronta tale fondamentalismo culturale e politico mortale. È in corso una grande battaglia ideologica. Questi sono tempi eccitanti e luminosi. Niente potrebbe essere peggio della schiavitù. Le catene si spezzano. D’ora in poi, non ci sarà impunità per chi ha torturato il mondo per secoli. Le loro bugie, così come i loro carri armati, saranno affrontate e fermato!Andre Vltchek è filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È un creatore di Vltchek’s World in Word and Images, autore del romanzo rivoluzionario Aurora e diversi altri libri. Scrive in particolare per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Le radici inglesi del nazismo tedesco

Nikolaj Starikov, Libertégérie, 1 aprile 2018

Maria Zakharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, ha recentemente promesso una “sorpresa”. Questa sorpresa è stata pubblicata in un riepilogo dettagliato di alcuni fatti che mostrano non solo la portata, ma anche l’importanza dei funzionari della dirigenza tra i rappresentanti inglesi in visita da Hitler in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936. A tal proposito, il resoconto dettagliato riflette la posizione della Russia sull’attuale conflitto artificiale gonfiato da Londra
Su “Meeting Place” di NTV, trasmesso il 30 marzo, veniva esaminato in dettaglio l’invisibile cordone ombelicale ideologico che legava impero inglese e Terzo Reich. Dato che la parola tedesca Reich significa “impero”, quando impero inglese veniva colloquialmente chiamato il Regno Unito, per mantenerne la leadership nel mondo, nei primi anni trenta giunse alla conclusione di restaurare la Germania. I finanziamenti occidentali ad Hitler iniziarono nella prima metà degli anni ’20. Una grande quantità di prove dell’opera cosciente di Londra, Parigi e Washington per creare l’inflazione artificiale nel Terzo Impero tedesco (come lo chiamava Hitler) viene data nei miei libri “Chi spinse Hitler ad attaccare Stalin” e “La guerra, dalle mani straniere“. Pertanto, per ulteriori dettagli, ne parlo con chi ne è interessato. Il programma dava molte informazioni e fatti interessanti. Alcuni vorremmo sottolinearli.
Nel 1936 nella Germania nazista non ci fu una, ma due Olimpiadi! d’Estate a Berlino e d’inverno a Garmisch-Partenkirchen. Hitler fu intensamente pompato come rispettabile, elevandone il prestigio internazionale da Cancelliere del Terzo Reich.
Il nazismo nacque dalla teoria e pratica razziale del colonialismo inglese.
I primi campi di concentramento furono inventati dagli inglesi durante la guerra anglo-boera. In questi campi, gli inglesi v’inviarono donne, bambini e anziani, tutti coloro che li combattevano.
Nel 1943, gli inglesi organizzarono consapevolmente la carestia nella provincia indiana del Bengala. Gli inglesi volevano privare del cibo le truppe giapponesi che si avvicinavano ed evitare la rivolta della popolazione locale, che odiava i colonialisti inglesi. A seguito della carestia, morirono oltre 20 milioni di persone. Gli inglesi trattavano gli abitanti delle loro colonie come persone di seconda o terza classe. Prima della Seconda guerra mondiale, la riserva aurea della Cecoslovacchia fu conservata nel Regno Unito (si noti che questo stock “cecoslovacco” era in realtà parte dell’oro dell’Impero russo preso dai cechi durante la guerra civile, dopo l’arresto di Kolchak.
Dopo l’occupazione della Cecoslovacchia da parte dei tedeschi, Londra condannò queste azioni a parole, ma consegnò ad Hitler le riserve auree della Cecoslovacchia. Molto eloquente è il frammento di programma, in cui rappresentati dell’organizzazione Belolentochnoj, “scelta democratica”, difatti giustificavano i crimini del fascismo, provando prima a dividere nazismo e fascismo, e quindi dicendo che il fascismo non è criminale e sanguinario. Una cosa sorprendente, ma come vediamo in Ucraina, dal liberalismo al nazismo, in senso politico, c’è solo un passo. Poiché la tesi che “il fascismo non è nazismo” iniziava a risuonare spesso, va sottolineato che lo scopo di tale virus informativo è riciclare il fascismo come sistema di opinioni politiche. Dove porti ciò, di nuovo, lo si vede coll’esempio ucraino. Fascismo e nazismo sono due facce della stessa medaglia. Uno non c’è senza l’altro, solo la dimensione criminale è diversa. I fascisti tedeschi semplicemente commisero molti più crimini dei loro “camerati” italiani e spagnoli. E per i crimini dei giapponesi potrebbero essere attribuiti al fascismo. L’ideologia della superiorità della razza giapponese, la stessa alla base dei genocidi, come la tesi della superiorità degli ariani. I fascisti croati massacrarono i serbi, costruirono campi di concentramento ed eliminarono i civili. I fascisti ungheresi terrorizzarono il popolo sovietico nelle regioni di Brjansk e Voronezh. I fascisti rumeni, con Hitler, marciarono su Mosca, e così via.Traduzione di Alessandro Lattanzio

I documenti della missione segreta sovietica per catturare l’ultimo imperatore

Sputnik 29.03.2018Natalija Malinovskaja, figlia del Maresciallo sovietico della Seconda Guerra Mondiale Rodion Malinovskij, ha accuratamente conservato l’archivio dei rapporti sul campo di battaglia, diari e documenti segreti di suo padre, consegnandone alcuni alla Società Storica Russa. Parlando con Natalja, un giornalista di Rossija Segodnja ha scoperto quali documenti hanno maggior valore. I documenti dell’archivio personale di Malinovskij furono caricati sul sito della Società Storica Russa, e comprendono traduzioni di documenti tedeschi, rapporti sull’operazione per liberare l’Ucraina occidentale, il comunicato di Malinovskij al comandante dell’Armata del Kwangtung e altro ancora.
Malinovskij trascorse gran parte della vita adulta in combattimento, ricorda il collaboratore sugli affari militari di RIA Novosti Andrej Kotz. All’inizio della Prima guerra mondiale, il giovane ucraino di Odessa si unì all’esercito imperiale all’età di soli 15 anni, convincendo i superiori ad arruolarlo come volontario nonostante l’età. Dopo due anni al fronte, fu inviato in Francia per combattere nel corpo di spedizione russo, dove fu gravemente ferito. Ritornato a Odessa nel 1919, si arruolò nell’Armata Rossa combattendo l’Ammiraglio Kolchak in Siberia. Nel 1937, col grado di colonnello, si arruolò volontario per la sua terza guerra, per combattere le forze fasciste del generale Francisco Franco e dei suoi alleati italiani e tedeschi nella guerra civile spagnola. Incontrò la Grande Guerra Patriottica (Fronte Orientale della Seconda Guerra Mondiale) come comandante di brigata, Malinovskij ascese rapidamente tra i ranghi e divenne comandante delle truppe del Fronte meridionale nel dicembre 1941, dopo che quest’ultimo ebbe una serie di devastanti sconfitte.Il giorno più memorabile
Nel 1946, la rivista Ogonjok chiese a mio padre quale fu la sua giornata più memorabile e felice della Grande Guerra Patriottica“, disse Natalja Malinovskaja, parlando a Kotz. “Penso che il progetto della sua risposta (l’originale non è sopravvissuto) è uno dei documenti più preziosi dell’archivio“, osservava. “La sua risposta fu: ‘Mi piacerebbe molto dire che il giorno più felice fu il 9 maggio 1945 (giorno della vittoria), o il 10 aprile 1944, quando la mia città natale, Odessa, fu liberata, ma il giorno più memorabile della guerra per me fu la giornata amara in cui fummo costretti a lasciare Rostov sul Don. Pensai a quella città ogni ora, ogni minuto, e posso tranquillamente dire che il primo vero giorno felice della guerra per me fu il 14 febbraio 1943, quando portammo via Rostov sul Don al nemico“.

Conosci il tuo nemico
Una parte significativa delle carte del Maresciallo Malinovskij è costituita da documenti tedeschi tradotti dall’intelligence militare sovietica. Compilando una cartella speciale intitolata “Conoscenza del nemico“, Malinovskij mostrò grande interesse per le vedute di ufficiali e soldati tedeschi, inclusa sull’offensiva sovietica su Nikopol-Krivoj Rog, che diresse insieme al Generale Fjodor Tolbukhin. Nell’arco di un mese, le truppe del 3.zo e 4.to Fronte ucraino sconfissero 12 divisioni tedesche, intrappolarono la 17.ma Armata della Wehrmacht in Crimea e liberando le aree strategiche industriali di Nikopol e Krivoj Rog. Un rapporto dell’archivio di Malinovskij del comandante della 16.ma Divisione motorizzata della Wehrmacht, datato 20 gennaio 1944, recita: “Al momento, la divisione è dissanguata… Il valore combattivo della divisione oggi consiste solo nell’artiglieria e nelle sottounità corazzate. la fanteria non può più resistere a forti attacchi“. Un altro documento, indirizzato dal comandante del 30.mo Corpo d’Armata Holidt ai comandanti delle 26.ma Divisione corazzata e 16.ma Motorizzata del 4 marzo, sulle conseguenze della battaglia, dice: “Chiedo un’indagine approfondita e la punizione dei comandanti colpevoli e dei loro vice. Le misure prese devono essere segnalate immediatamente. Prima del 7 marzo, il seguente materiale va fornito: su come il nemico è riuscito a inserire un cuneo tra le nostre difese creando una rapida svolta nella zona di Zelenaja? Perché, nella notte del 4 marzo, il fianco destro della 16.ma Divisione motorizzata si è ritirato in modo disordinato, in contrasto con l’ordine del Corpo? Tutti i comandanti colpevoli vanno dimissionati“. E Malinovskij controllava da vicino gli umori non solo dei comandanti, ma anche dei soldati. Nel suo archivio c’è la pagina di un diario di un militare catturato vicino Budapest. Malinovskij sottolineò il seguente estratto con una matita colorata: “Lo staff medico… vuole abbattere i muri e installare sei o otto nuove docce, nel momento in cui Ivan può porre rapidamente fine a questo idilliaco bagno. Per otto giorni l’edificio ben attrezzato e perfettamente funzionante non potrà operare a causa del restauro, e il nono giorno, quando tutto sarà completo, i russi arriveranno spazzando via tutto“.La cattura l’imperatore
Un altro documento di particolare significato storico è un episodio che getta nuova luce sulla guerra sovietico-giapponese dell’agosto 1945. Nel luglio dello stesso anno, Malinovskij prese il comando del Fronte del Trans-Bajkal, che avrebbe attraversato il deserto del Gobi nella Manciuria centrale, il mese dopo, nell’operazione Tempesta d’Agosto. Raggiunta la completa sorpresa, le forze sovietiche poterono circondare e distruggere completamente l’Armata del Kwangtung da un milione di soldati in due settimane. Malinovskij fu il primo a chiedere ai giapponesi di arrendersi. “L’archivio ha due splendidi documenti relativi a quella campagna“, affermava Natalija Malinovskaja. “La prima è la lettera scritta da mio padre su un normale foglio di carta, che ordinava all’Armata del Kwangtung di arrendersi, indicando le aree in cui ai soldati giapponesi veniva ordinato di deporre le armi”. “Il secondo potrebbe servire come sceneggiatura per un film in stile I Tre Moschettieri“, commentava Malinovskaja. “È scritto sullo stesso normale foglio di quaderno a quadretti, con la relazione del Maggiore Aleksandr Pritula, che coi suoi paracadutisti atterrò sull’aeroporto di Mukden il 19 agosto 1945, prendendone il controllo e, nel corso dell’ispezione, incappò inaspettatamente su Puyi, l’imperatore del Manchukuo: l’esercito sovietico lo cercava da oltre una settimana, ed era già su un aereo che si preparava a volare in Giappone; fu catturato all’ultimo momento e imbarcato su un aereo sovietico. Scrisse un rapporto a mio padre che diceva: “Durante l’ispezione del campo d’aviazione fu trovato l’imperatore Puyi, ve lo mando sotto scorta”. E un poscritto aggiunse: “Per favore inviate rapidamente il comandante della città di Mukden e rifornite le nostre forze: ci sono pochissimi paracadutisti, siamo moschettieri o cosa?”Traduzione di Alessandro Lattanzio

Perché la pseudo-sinistra odia Grover Furr?

Espresso Stalinist, 9 giugno 2016

Grover Furr è un professore e autore statunitense. Ha insegnato alla Montclair State University nel New Jersey per oltre quattro decenni e ha scritto saggi, articoli e libri sulla storia sovietica sia in russo che in inglese. Anche se la sua opera copre una vasta gamma di argomenti, i suoi scritti più famosi riguardano il periodo della storia sovietica sotto Josif Stalin, in particolare le controversie sui processi di Mosca, il “massacro” di Katyn, gli eventi in Polonia nel 1939, l’omicidio di Sergej Kirov, la carestia ucraina e il “discorso segreto” di Khrusciov. Le ricerche di Furr sulla storia del comunismo e sovietica e le falsificazioni storiche contro il socialismo sono alcune delle più straordinarie, rivoluzionarie ed illuminanti del mondo. Usa un approccio molto preciso e ammirevole basato su documenti estremamente preziosi e difficili da trovare altrove. Quest’approccio, non sorprende, gli è valso diversi nemici e critici, non solo a destra ma anche a sinistra. Chi da sinistra attacca Grover Furr è tra i più singolari dei suoi critici. Il Professor Furr esamina le accuse storiche usate per attaccare il socialismo, e nei suoi libri ed articoli si trovano prove oggettive documentate e d’archivio che queste non sono vere o sono ingannevoli. In altre parole, dedica molto tempo e sforzi a contrastare la propaganda borghese sul marxismo-leninismo. Qual è stata la loro risposta? Attaccarlo. Si potrebbe pensare che qualcuno che parli russo, abbia tradotto documenti russi e abbia avuto accesso agli archivi sia d’interesse per chi desidera conoscere la storia del socialismo. Si potrebbe inoltre pensare che una persona sincera che si considera socialista o marxista ringrazi Grover Furr per aver provato che gran parte di ciò che ci viene detto su Stalin e l’Unione Sovietica è una menzogna. Viviamo in un’epoca in cui la maggior parte degli accademici marxisti o progressisti che osano sfidare lo status quo viene licenziata, emarginati, cacciata dal mondo accademico o semplicemente considerata irrilevante. Solo un pazzo fingerebbe che la repressione accademica non sia una realtà. Tuttavia, quando si tratta dei coraggiosi, audaci e stimolanti lavori che Furr ha pubblicato, i razzisti li eliminano universalmente senza rivedere le prove che presenta. Nelle discussioni non li ho mai sentiti dire: “No Professor Furr, non sono d’accordo con la sua tesi, e desidero fare una contro-tesi. Ecco i miei fatti, le mie argomentazioni e le mie fonti a sostegno”. Invece, quello che sento ripetutamente è che il suo lavoro viene definito “assurdo” e “folle”, e Furr stesso etichettato come “pazzo” o “stalinista”, quasi sempre nel tentativo di collegare la sua ricerca all’antisemitismo e ai fascisti, o addirittura definirlo apertamente “negazionista”, paragonando implicitamente la storia sovietica a quella della Germania nazista. Perché i suoi critici si comportano universalmente in questo modo? La risposta è semplice: perché non possono smentire nulla di ciò che dice.
In tutte le ricerche in cui Furr ci ha fatto comprendere la storia sovietica e confutare le menzogne raccontate sulla vita nei Paesi socialisti, i suoi critici e avversari non hanno offerto alcuna significativa smentita delle sue opere o addirittura sfidato le prove in esse contenute. Quando viene spinto a riassumere le sue tesi, presentando le prove per sostenerle, e quindi offrendo contro-prove e confutazioni appropriate, il silenzio irrompe. Pochissimi, se non nessuno dei suoi critici, possono dire con quali punti specifici delle sue opere non sono d’accordo o possono dimostrare false. Spesso affermano cose che sono già state affrontate nell’articolo in questione. Gli oppositori della ricerca di Furr, qualunque siano le loro differenze ideologiche, condividono tutti un filo comune che nel tempo è diventato impossibile perdere. Nonostante il loro biascicare e vaneggiare, nessuno lo sfida direttamente sulle fonti o tenta di confutarne l’argomentazione. C’è una ragione concreta per questo: l’opposizione alla ricerca di Furr viene dall’anticomunismo viscerale. L’infinito veleno della pseudo-sinistra nei confronti del lavoro di Furr è interamente (no, non in parte, o per lo più, ma da ciò che ho visto, interamente) privo di contro-critica, contro-prove, ricerca o impegno contrastanti in qualsiasi modo forma o metodo il lavoro di Furr. Al momento, non ci sono confutazioni accademiche sul lavoro di Grover Furr. Le recensioni ostili, d’altro canto, abbondano. Né mancano critici che recitano “ci dia altre prove”, chiedendo una quantità maggiore di prove per soddisfarli, naturalmente, a un livello impossibile, indipendentemente da quanto ce ne siano. Un altro modello coerente nei suoi critici è che presuppongono che un autore debba provare che il senso della propria ricerca soddisfacendo un critico ostile o scettico, per essere considerato valido. Se l’autore non riesce a portare a termine questo compito, prova che non sa dimostrarla e prova definitivamente che l’intera ricerca è di conseguenza è priva di valore.
Il dibattito su Grover Furr è sempre sulla forma, la persona, il suo stile di scrittura, i suoi presunti motivi, la sua presunta disonestà o mancanza di qualifiche, e mai sul contenuto, le prove presentate, ciò che mostra e se è vero o meno. La pseudo-sinistra infantile risponde alla scienza con provocazioni, ai fatti con l’ostilità, alla ragione con gli insulti, alle domande ideologiche con attacchi personali e alle domande profonde poste dal lavoro di Furr con critiche superficiali. Questo non vuol dire che chiunque abbia criticato il lavoro di Furr si oppone automaticamente al socialismo. Lungi da ciò, la critica è parte essenziale dell’essere marxista-leninista. Ma in generale le critiche a Grover Furr non sono basate su un principio. “Nessuno prende sul serio Grover Furr” è il ritornello. Eppure, John Arch Getty, Robert Thurston, Lars Lih e molti altri ne hanno elogiato il lavoro pur non essendo d’accordo con la sua visione politica. Non è necessario condividere completamente la visione del mondo di Furr per trovare grande valore nei suoi saggi, articoli e libri. In realtà, qualsiasi ricercatore serio, marxista o no, può imparare molto dalle prove che raccoglie per sostenere i propri punti di vista, prove che non vengono quasi mai studiate a fondo da chi le denuncia violentemente. Se l’idea che Furr non sia un accademico serio è una posizione legittima da prendere, allora dovrebbero esserci critiche alla sua borsa di studio. Forse non sorprendentemente, non ho sentito un singolo argomento sul motivo per cui Grover Furr è una fonte inaccettabile di informazioni oltre alle sue opinioni impopolari. Se i suoi argomenti non possono essere affrontati, allora i suoi critici non hanno il diritto di rifiutarne la citazione delle opere. Si punta molto sulle “credenziali accademiche” di Furr, o presunta mancanza, per scrivere sugli argomenti che sceglie. È un professore inglese dicono, e quindi non può essere considerato un’autorità sulla storia. Questi nobili cavalieri dediti alla difesa del “credibile” mondo accademico capitalista che vediamo, devono parlare contro Furr. Eppure, costoro non hanno problemi con le opere di Noam Chomsky, un linguista che scrive una sfilza infinita di libri su una vasta serie di argomenti al di fuori del suo campo, come criticare la politica estera, l’economia, la scienza, l’immigrazione e la Guerra fredda degli Stati Uniti. Chiunque abbia familiarità con le opere di Chomsky sa che i suoi punti di vista sono l’anarchismo piuttosto tradizionale combinato col liberalismo classico dell’illuminismo. Non ama il socialismo e certamente non minaccia per nulla la classe dominante. Parlare contro l’imperialismo di per sé non è un atto particolarmente radicale, specialmente quando non lo si critica da una prospettiva marxista. Molti estremisti e libertari parlano contro la politica estera degli Stati Uniti. Perché tale doppio standard? Qual è la differenza tra Furr e Chomsky? Abbastanza semplice. Chomsky è il rampollo dell’anticomunismo di sinistra, una sinistra “sicura” e abbattuta, privata di tutto ciò che non sia accettabile alla borghesia. Nel frattempo, la ricerca di Furr tenta di confutare la comune propaganda anticomunista invece di accettarla. La pseudo-sinistra preferirebbe sostenere la causa piccolo-borghese che quella proletaria, perché si tratta di “radicali” bloccati in tale forma di pensiero.
È assolutamente indiscutibile che la visione moderna della storia del socialismo sia stata modellata da chi la disprezza, e tuttavia i sinistri fasulli non hanno problemi a sostenere le più vili menzogne contro la storia sovietica, dell’Europa orientale e cinese. In un’atmosfera dove le opere assai discutibili di Robert Conquest e Richard Pipes sono sostenute come dogma e trattate come materiale seriamente impegnato o addirittura inconfutabile, il lavoro di Furr viene tacciato da reazionari e pseudo-sinistra con rigetto e calunnia. Quando negare non basta, vengono inventate accuse generiche, come la pretesa che la sua presentazione della storia sia “teoria della cospirazione”. Si ricorse a ciò anche per descrivere le opere di altri studiosi marxisti-leninisti, come William Bland. Sottolineo ancora che finché non ci sono confutazioni, non si possono accettare tali accuse. Dopo tutto, con la storia delle trame capitaliste che sappiamo, si può accettare seriamente tale argomentazione? I fatti sono veri o no? Le accuse di “stalinista” contro Furr non significano nulla. Se i critici hanno delle contro-prove, si facciano avanti e li presentino. Questa non dovrebbe essere una richiesta irragionevole per un marxista, o per chiunque, davvero. Quando Furr parla di cospirazioni dell’opposizione nell’Unione Sovietica, o di vuoti e falsificazioni nella storia ufficiale di Katyn, viene trattato col massimo scetticismo. L’idea che gli imputati dei processi di Mosca possano essere stati effettivamente coinvolti in cospirazioni terroristiche per rovesciare il governo sovietico ed assassinare funzionari è vista come assurdità. Tuttavia, quando ci vengono presentate storie su una cospirazione atroce che coinvolge Stalin e un considerevole numero di altri alti funzionari, per assassinare Zinoviev, Bukharin e molti altri attraverso mezzi giudiziari, allora tale “teoria del complotto” viene adottata come predefinita posizione corretta. Ne consegue che sia più facile andare d’accordo con la narrativa dominante, cioè quella della borghesia, sulla storia del socialismo, piuttosto che sfidare oggettivamente tali idee. Con la falsa sinistra, la formula non potrebbe essere più semplice: la propaganda da Guerra Fredda degli Stati Uniti la sostiene, la ricerca accademica filo-comunista no. Ogni accusa contro i Paesi socialisti è vera; ogni difesa del socialismo è simile alla negazione dell’Olocausto. Chi è d’accordo, almeno a parole, che la storia dell’Unione Sovietica sia falsificata da studiosi e reazionari capitalisti e che i leader socialisti siano abitualmente sottoposti a calunnie, viene dichiarato “folle”, le loro ricerche o conclusioni “assurde”, o deriso come “pazzo” o “stalinista”. I critici non riesaminano le prove o affrontano la tesi; semplicemente le liquidano. Non presentano contro-prove; l’affermano semplicemente. Gli oppositori della falsa “sinistra” a Furr sostengono che “ha una borsa di studio non credibile”, solo perché non sono d’accordo. Furr è solo un “pazzo” perché non gli piace ciò che dice. Dal loro punto di vista, la ricerca accademica che neutralizza la narrativa della propaganda borghese va messa da parte, messa a tacere, svalutata, delegittimata, nascosta alla visione pubblica ed infine distrutta.
Mi sembra che la “sinistra” debba guardarsi allo specchio e negli occhi e chiedersi: a cosa siamo arrivati se non possiamo confutare queste opere? Cosa significa esattamente, quando l’intera pseudo-sinistra non può confutare un presunto “pazzoide senza credenziali accademiche?” Che cosa dice, quando non può nemmeno definire il contenuto del suo lavoro quando glielo si chiede, eppure l’ha già dichiarato totalmente falso? Cosa significa quando non ha prove per contrastare le affermazioni di Furr, ma punta ad attaccarne la persona? Tutte le accuse secondo cui le sue opere sono “criticabili” sono false. Se sono degne di tale ostilità, allora sono degne di una critica onesta. Se solo controllassimo i fatti e citassimo le fonti come possiamo vedere in Furr, piuttosto che riposare sui nostri pregiudizi e preconcetti, forse la sinistra statunitense non sarebbe così traballante oggi. L’odio della pseudo-sinistra non ha nulla a che fare con l’onestà. Ciò è dovuto all’anticomunismo, non al disaccordo politico, non a differenze ideologiche, non a problemi con la ricerca di Furr o le sue conclusioni, o con i suoi metodi o una critica legittima delle sue prove. È una visione liberale e reazionaria dove tutto ciò che è antisovietico ed antistalinista è vero, mentre qualsiasi cosa che contesti tale visione va attaccata, imbrattata, demonizzata, ridicolizzata e messa a tacere. Quando le prove non sono considerate o sono liquidate, e la persona calunniata, non c’è disaccordo di principio o differenza ideologica, ma odio e pregiudizio. La domanda è la seguente: perché la pseudo-sinistra odia Grover Furr? La risposta è chiara: odia Grover Furr proprio perché le sue opere sfidano l’egemonia del paradigma anticomunista di Trotskij-Khrusciov-Gorbaciov-Guerra Fredda, il paradigma dominante borghese. In altre parole, odia Grover Furr perché è un buon comunista in un’epoca di falsi. Odia Grover Furr perché è un ricercatore onesto in un’epoca colma di propaganda. Odia Grover Furr perché ha le prove delle conclusioni che trae e le presenta apertamente, piuttosto che ricorrere all’emotività. Odia Grover Furr perché sfida la visione borghese anticomunista della storia sovietica. Oggi, la pseudo-sinistra non è solo disonesta e liberale; è dichiaratamente anticomunista.
Traduzione di Alessandro Lattanzio