60 ammiragli statunitensi indagati per corruzione

RussiaToday, 7 novembre 2017

L’indagine del dipartimento della Giustizia sulla corruzione riguardo un’azienda della difesa asiatica si amplia indagando su 60 ammiragli e centinaia di ufficiali della VII Flotta della Marina degli Stati Uniti, sconvolta dopo le collisioni mortali di sue navi. L’US Navy confermava di aver esaminato la condotta di 440 militari attivi e in pensione per eventuali violazioni delle leggi o delle norme federali sull’etica nel caso di Leonard Glenn Francis, magnate marittimo di Singapore noto come “Fat Leonard”. Sono indagati 60 ammiragli secondo il Washington Post. Il dipartimento della Giustizia studiava i casi di certi individui “che non hanno violato la soglia del processo civile, ma possono aver commesso reati nell’ambito del sistema giudiziario militare”. È doppio del numero degli ammiragli che l’US Navy aveva dichiarato oggetto di indagini lo scorso anno. Ci sono circa 210 ammiragli attualmente in servizio. Più della metà degli indagati, 230 persone, non sono considerati colpevoli di cattiva condotta, e alcuni avrebbero avuto pochi o alcun contatto con Francis, afferma l’US Navy, che ha detto che i nomi degli indagati sono tenuti segreti per evitare di comprometterne la carriera. “Il rilascio di tali informazioni… probabilmente rivelerebbe dettagli cruciali su ampiezza e portata delle indagini e dei casi in sospeso“, dichiarava il comandante Mike Kafka, portavoce dell’US Navy, Finora l’US Navy ha accusato cinque persone di reati della legge militare, e nessuno ammiraglio. La maggior parte degli ufficiali sono sospettati di partecipare a feste nei migliori ristoranti asiatici pagati da Francis, che ha fatto fortuna rifornendo le navi statunitensi nei porti del Pacifico da Brisbane, in Australia, a Vladivostok, in Russia. Francis era noto ospitare feste dopo cena, spesso con prostitute, che a volte duravano giorni, secondo i documenti dei federali. I procuratori federali affermano che in cambio gli ufficiali fornivano a Francis informazioni classificate o interne che permisero alla sua ditta, Glenn Defence Marine Asia (GDMA), di estorcere 35 milioni di dollari all’US Navy. I dati includono i movimenti delle navi ed informazioni contrattuali riservate. In alcuni casi, i comandanti portarono le navi nei porti dove GDMA imponeva tariffe e tasse false, secondo i procuratori. I casi sono stati descritti come la peggiore corruzione nella storia dell’US Navy dalla Seconda Guerra Mondiale. Gli incidenti risalgono dal 1992 al 2004.
Il peculato di Francis ai danni dell’US Navy fu un segreto noto da anni. In risposta a una denuncia per frode, il Servizio di Ricerca Criminale Navale (NCIS) ha aperto più di due dozzine di indagini sulla Glenn Defence nel 2006, secondo i documenti del tribunale. Il dipartimento della Giustizia accusava 28 persone, tra cui 2 ammiragli, da quando Francis è stato arrestato con un’operazione internazionale nel settembre 2013. A marzo, 8 ufficiali dell’US Navy furono accusati di aver accettato “viaggi di lusso, cene sontuose e servizi di prostitute” da Francis. Tra costoro vi è il contrammiraglio Bruce Loveless, recentemente mandato in pensione dal Pentagono, così come 4 capitani e un tenente di vascello dell’US Navy in pensione. Sono stati arrestati dal dipartimento della Giustizia in cinque Stati e sono accusati di corruzione, cospirazione per commettere corruzione, frode, ostruzione alla giustizia e dichiarazioni false agli investigatori federali. Francis, 53 anni, si è dichiarato colpevole nel 2015 della corruzione di decine di ufficiali dell’US Navy e di aver sottratto al governo oltre 35 milioni di dollari. È in custodia in un carcere di San Diego e aspetta la sentenza.
Le ultime rivelazioni nello scandalo “Fat Leonard” si hanno mentre la VII Flotta subisce le conseguenze di due collisioni mortali in mare. 2 cacciatorpediniere lanciamissili, USS John S. McCain e USS Fitzgerald, sono stati speronati da mercantili nel Pacifico questa estate. Nei due incidenti sono morti 17 marinai. Il comandante della flotta, Viceammiraglio Joseph Aucoin, è stato dimesso il mese prima che andasse in pensione. L’Ammiraglio Scott Swift, comandante della Flotta del Pacifico statunitense, si dimise a settembre dopo essere stato informato che non sarebbe stato promosso al Comando del Pacifico degli Stati Uniti. Annunciava il pensionamento a sorpresa su Facebook. La VII Flotta schiera 70 navi, 20000 marinai e 140 aeromobili.

“La prossima volta non sarà una crociera“, la Russia avverte gli Stati Uniti contro i volo sulle sue basi in Siria
Fort Russ , 9 novembre 2017

Il Centro di coordinamento russo di Humaymim confermava che un aereo di ricognizione P-8A Poseidon statunitense, in grado di rilevare sottomarini, era decollato dalla stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, per volare vicino alle basi russe sulle coste siriana, veniva rilevata dai radar russi. Poche ore dopo, i radar russi rilevavano un altro velivolo statunitense, un velivolo strategico e di lungo raggio che volava a bassa quota, a pochi chilometri dalla base aerea russa di Humaymim, nella provincia di Latqaqia, nel nord-ovest della Siria. “Tali provocazioni non sono le prime e riflettono la codardia degli statunitensi“, dichiarava Aleksandr Ivanov, portavoce della base aerea di Humaymim, in un avvertimento alle forze statunitensi.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Erosione militare degli Stati Uniti

Andrej Akulov, SCF 27.08.2017Il ministro della Difesa Jim Mattis dichiarò a giugno di esser “scioccato”, ritornando al Pentagono, per la fatiscenza dell’operatività militare degli Stati Uniti. Si credeva che la dichiarazione fosse solo un altro tentativo di convincere i congressisti che i militari necessitassero di altri fondi. Forse era una delle ragioni, ma una serie di incidenti confermano che “qualcosa non va in Danimarca”. Questi non sono i giorni migliori delle forze armate statunitensi, afflitte da problemi. Alcuni esperti ritengono che gli Stati Uniti subiscano l’erosione delle forze armate. Il Viceammiraglio Joseph Aucoin è stato dimesso dal comando della 7.ma Flotta, dopo l’incidente del 21 agosto in cui il cacciatorpediniere lanciamissili USS John S. McCain si scontrò con una nave mercantile, ad est dello stretto di Malacca. Fu la quarta volta che una nave da guerra degli Stati Uniti aveva un incidente nelle acque asiatiche, nel 2017. Il capo del comando del Pacifico degli Stati Uniti Harry Harris dichiarava che non avrebbe avuto effetti sulle operazioni. È difficile crederlo dopo la serie di incidenti di quest’anno. Il presidente Trump si è impegnato ad aumentare la flotta da 272 a 350 navi. Il piano di costruzioni navali per 30 anni attualmente in vigore porterebbe il numero a 308. Arrivare a 350 comporterebbe una grande balzo delle spese tenendo conto della manutenzione, del personale, dell’acquisizione di armi e dei costi a lungo termine. Il presidente vuole anche aumentare l’esercito di 60000 soldati e i marines di 20000 effettivi. Avere più personale e sistemi di arma è un bene, ma la professionalità è importante. Qual è il senso nel costruire più scafi e poi ridurre il numero di navi da guerra operative a causa di incidenti?
Jerry Hendrix, ex-capitano e direttore associato del programma di strategia e valutazioni della difesa presso il Centro per una nuova sicurezza americana, ritiene che gli incidenti indichino due importanti disagi: leadership e addestramento. La CNN riferiva che oltre alla “sospensione” della Marina, il Corpo dei Marine sospendeva i voli di tutti i suoi aeromobili 24 ore prima, a causa di due incidenti mortali, “per concentrarsi su fondamenti delle operazioni di volo sicure, standardizzazione e prontezza al combattimento”, citando il presidente del Comitato per i servizi armati Mac Thornberry, del Texas, secondo cui era inaudito che “due servizi militari debbano chinarsi per rivedere le procedure di sicurezza e addestramento”. Tre marines furono dichiarati deceduti all’inizio del mese dopo che il loro convertiplano MV-22 Osprey si era schiantato sulla coste australiane, rimbalzando sul ponte di poppa dell’USS Green Bay, nave d’assalto anfibio, e cadendo in mare il 5 agosto. Un elicottero Blackhawk dell’esercito si schiantava al largo delle Hawaii il 15 agosto. Come si può vedere, tutti i servizi affrontano lo stesso problema, un incidente dopo l’altro. La pianificazione ha molti difetti. Si prenda l’USS Zumwalt, la più costosa nave furtiva della Marina statunitense, dal costo superiore ai 4,4 miliardi di dollari e consegnato con due anni di ritardo, e già aveva problemi meccanici e ai motori, non più adatta alle missioni per cui è stata progettata. L’ultima nave è un fallimento progettuale. Quindi, la costruzione dei cacciatorpediniere Arleigh Burke concepiti negli anni ’80 continuerà. L’esercito ha ancora un elicottero d’attacco e un carro armato obsoleti. È giunto il momento di avere qualcosa di più moderno degli autoveicoli HMMWV Humvee. Il sistema d’ artiglieria mobile dell’esercito è obsoleto rispetto a quelli di altre nazioni. Gli aeromobili per il rifornimento in volo dell’US Air Force hanno più di 50 anni. Grandi somme di denaro vengono spese per nuove portaerei e “supervelivoli” come l’F-35, mentre molti sistemi d’arma convenzionali sono obsoleti senza speranza.
Le operazioni in Iraq e Afghanistan mostrano che l’Esercito può avanzare e occupare un territorio ma non può controllarlo. Non ci sono state brevi guerre vittoriose in questo secolo che potrebbero inorgoglire le forze armate statunitensi. Gli Stati Uniti spendono di più per la difesa di Cina, Arabia Saudita, Russia, Regno Unito, India, Francia e Giappone messi insieme. La spesa per la difesa rappresenta quasi il 16 per cento di tutte le spese federali e circa la metà della spesa discrezionale. Ma in molti casi gli Stati Uniti hanno hanno perso o perdono il proprio vantaggio. Con un budget molto più piccolo, altre nazioni, come la Russia, ottengono molto di più dalle spese. La Federazione russa è ovviamente leader in alcune aree cruciali. Non c’è bisogno di “contarle”. I numeri non sono il fattore decisivo. Alcuni aerei, navi da guerra e sistemi d’arma russi sono più avanzati della concorrenza. Per esempio, la Russia è leader mondiale nelle armi ipersoniche. I fatti sono evidenti. Mentre spende dieci volte di meno rispetto agli Stati Uniti per la difesa, compresi ricerca e sviluppo, la Russia ha prodotto armi che rendono inefficaci gli sforzi per la difesa antimissile degli Stati Uniti, fornendo al contempo un vantaggio tecnologico nel primo colpo. Grandi somme di denaro speso non comportano necessariamente maggiore efficienza. Con ovvie carenze nei sistemi di addestramento del personale e negli armamenti, gli incubi F-35 e USS Zumwalt e le prestazioni in Iraq e in Afghanistan, la superiorità militare statunitense è contestata oggi.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ride bene chi ride per ultimo: la Russia riceverà gratuitamente la tecnologia delle Mistral

Sputnik 13.05.2017L’accordo russo-egiziano sulla vendita di elicotteri d’attacco Ka-52K sarebbe nelle fasi finali. I colloqui sul prezzo degli elicotteri, da imbarcare sulle navi d’assalto anfibio Mistral dell’Egitto, dovrebbero iniziare questo mese. L’esperto militare Aleksandr Sitnikov spiega come la Russia ci guadagnerà dall’accordo delle Mistral.
Gli analisti ritengono che gli elicotteri d’attacco navali Ka-52K Katran siano la scelta ottimale per le Mistral egiziane, perché appositamente progettati per essere imbarcati sulle navi d’assalto anfibio. I costruttori navali francesi avevano realizzato le due navi Mistral per la Russia, ma l’accordo fu stracciato nel 2015 per il deterioramento delle relazioni e le pressioni su Parigi di Washington. La Francia accettava di vendere le due Mistral russe all’Egitto per 950 milioni di euro e di restituire il deposito della Russia per le navi. La Marina aveva allora adattato i Ka-52K per le operazioni a bordo della portaerei Admiral Kuznetsov. Ogni Mistral può trasportare 16 Ka-52K. Tuttavia, gli osservatori militari ritengono che Cairo probabilmente ne acquisterà 8 per nave. Si dice che gli ingegneri russi già adattino gli elicotteri ai requisiti dei militari egiziani. Inoltre, come sottolineava l’analista militare russo Aleksandr Sitnikov, a parte gli elicotteri la Russia può anche installare le attrezzature che aveva rimosso dalle Mistral dopo la rottura dell’accordo con Parigi. Inoltre, osservava l’analista, vi sono prove che suggeriscono che la Russia si unirà alla Francia nella manutenzione tecnica delle navi e nell’addestramento degli equipaggi egiziani. “In questo modo”, ha scritto Sitnikov, “possiamo parlare degli inizi di una nuova alleanza strategica in Medio Oriente”. “Va ricordato che a gennaio l’Egitto annunciava la creazione della flotta meridionale (nel Mar Rosso) che oltre alle Mistral, costruite dalla STX France di St Nazaire, includerà una fregata multiruolo FREMM e 4 corvette Gowind 2500 di costruzione francese e 4 sottomarini diesel-elettrici Tipo 209 tedeschi“. “È evidente“, ha scritto Sitnikov, “che le capacità di questo gruppo di navi da guerra non corrisponderanno alle ambizioni geopolitiche dichiarate da Cairo senza supporto aereo“. Ecco dove entra la Russia, secondo l’analista. Dopo tutto, Mosca aveva lavorato con i francesi per vendere le Mistral dalle precedenti specifiche russe all’Egitto. Le relazioni di quest’ultimo con Washington si acuirono bruscamente nel 2013, quando il presidente islamista Muhamad Mursi fu rovesciato dai militari. “L’interferenza sconvolgente degli Stati Uniti negli affari interni dell’Egitto, appoggiando la cosiddetta primavera araba, diede un momento sobrietà alla maggiorana degli egiziani, che capirono che gli Stati Uniti li spingevano nell’abisso“. In questa situazione, Sitnikov osservava che era logico che Cairo si rivolgesse a Parigi e a Mosca “che, malgrado le pressioni di Washington, continuavano a mantenere i contatti“. “Il giornalista egiziano Ahmad Sayad, che segue la storia delle Mistral, ha preso atto delle speciali relazioni tra gli specialisti egiziani, francesi e russi che lavorano a bordo delle navi“, ricorda l’analista. La cancellazione del contratto sulle Mistral franco-russe ebbe un impatto negativo sulla reputazione di STX France in particolare “e sull’immagine dell’industria della Difesa francese nell’insieme“, sottolineava Sitnikov. Ciò fu confermato da un’indagine sugli atteggiamenti francesi nel 2015, quando il 72% degli intervistati confermò che il contratto militare era nell’interesse nazionale della Francia, mentre la cancellazione comportava considerevoli rischi economici. “Perciò Parigi fece tutto il possibile per assicurare che tutti fossero soddisfatti, restituendo il deposito russo di 949,7 milioni di dollari e trasferendo subito tecnologie chiave, tra cui la costruzione di grandi portaelicotteri e sottomarina. Le Monde stimava che il valore del progetto consegnato a Mosca nell’accordo sulle Mistral ammontasse a 220 milioni di euro. La questione del trasferimento di tecnologia era parte integrante dell’accordo con la Russia fin dall’inizio“.
Sulla cooperazione franco-russo-egiziana sulle Mistral, Sitnikov ha osservato che “fin dall’inizio della discussione sui dettagli della vendita delle Mistral, era chiaro che la Marina militare egiziana avrebbe avuto bisogno del sostegno attivo del Ministero della Difesa russo“. Dopo tutto, “le portaelicotteri furono costruite secondo i requisiti e per i sistemi russi. La ricostruzione a norme NATO era tecnicamente fattibile ma commercialmente non giustificabile: sarebbe stato più conveniente semplicemente demolirle“. Infine, l’osservatore militare notava che “se la Russia vince la gara per gli elicotteri delle Mistral (e la probabilità è molto elevata), gli esperti egiziani permetteranno agli ingegneri navali russi di accedere ai sistemi di bordo, cosa che permetterà ai nostri specialisti di capire come operano le portaelicotteri della NATO. In realtà, il Ministero della Difesa russo non nasconde che l’esperienza di tale cooperazione sarà presa in considerazione nello sviluppo di analoghe navi“. “In linea di massima“, scrive Sitnikov, “la Russia aveva intenzione fin dall’inizio di costruire navi portaelicotteri basate sulle Mistral nei propri cantieri navali. L’ordine di una e poi due navi d’assalto anfibie dalla Francia va considerata una concessione commerciale. Ad essere sinceri, Mosca ebbe gratuitamente la documentazione delle Mistral, precisamente in cambio dei finanziamenti per Cairo“. E l’Egitto stesso è il massimo vincitore in tutto questo, secondo l’analista. “Dopo aver dispiegato la flotta meridionale, Cairo sarà una potenza navale regionale e potrà proteggere i grandi giacimenti di gas appena scoperti nei pressi della zona economica esclusiva. Attualmente Turchia, Israele, Cipro e Grecia lo rivendicano, ma come dimostra l’esperienza nella risoluzione delle controversie, le navi da guerra sono l’argomento migliore“. Inoltre, la flotta del sud permetterà a Cairo di proteggere le rotte marittime del Golfo di Aden e d’influenzare Iran ed Arabia Saudita nel conflitto nello Yemen. In definitiva, “nessuno dei partecipanti all’accordo ci perde: Parigi, disobbedisce a Washington e ottiene altri contratti militari, la Russia ha ricevuto la documentazione delle Mistral, insieme al nuovo alleato strategico, e l’Egitto acquisisce lo status di potenza navale“.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia vara un ultravanzato sottomarino nucleare

La Russia vara l’avanzato sottomarino Kazan riportando la flotta sottomarina ai livelli sovietici.
Alexander Mercouris, The Duran 01/04/2017La Marina russa riceverà presto il Kazan, secondo sottomarino nucleare della classe Jasen, appena varato dal gigantesco cantiere Sevmash nella città portuale di Severodvinsk, nella regione di Arkhangelsk. Il Kazan è un sottomarino multiruolo capace di lanciare siluri avanzati e missili da crociera supersonici delle famiglie Kalibr e Oniks. Si tratta di un sottomarino molto più avanzato e potente rispetto al sottomarino capoclasse Jasen, il Severodvinsk, progettato nell’URSS e impostato nel 1993, ma a causa della crisi economica degli anni ’90 fu infine varato solo nel 2010 ed entrò in servizio nella Marina russa nel 2013. Al contrario il Kazan fu impostato nel 2009, ed appena varato dovrebbe entrare in servizio nella Marina russa il prossimo anno. La storia eccezionalmente prolungata della costruzione del Severodvinsk riflette non solo la grave crisi finanziaria che colpì i piani di approvvigionamento della difesa russa negli anni ’90 e nei primi anni 2000. Riflette anche la severa riduzione dell’attività delle industrie cantieristica e della Difesa russe nello stesso periodo. Per completare con successo il Severodvinsk e riprendere la produzione in serie dei sottomarini nucleari, con i sistemi d’arma più complessi e più avanzati esistenti, si richiese l’aggiornamento e la ristrutturazione radicali dei cantieri navali e delle industrie della Difesa dediti alla loro produzione. Il fatto che ciò accada ora, permettendo la produzione in serie degli avanzati sottomarini classe Jasen, accelerandone i tempi di costruzione (altri cinque di questi sottomarini avanzati dovrebbero entrare in servizio entro il 2025), sono una significativa realizzazione industriale.
Anche se cinque Paesi, Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia, costruiscono sottomarini d’attacco a propulsione nucleare, con l’India intenzionata a seguirli, la classe Jasen è nettamente più avanzata rispetto ai sottomarini nucleari d’attacco costruiti dagli Paesi, a parte gli Stati Uniti. Infatti i russi sostengono che gli unici sottomarini relativamente sofisticati quanto la classe Jasen sono i tre sottomarini della classe Seawolf, costruiti dagli Stati Uniti negli anni ’90. E’ probabile che la classe Jasen fosse originariamente destinata a sostituire i precedenti sottomarini lanciamissili Granit e Antej, costruiti dall’URSS negli anni ’80, anche se la classe Jasen è molto più sofisticata ed ha prestazioni significativamente migliori. I russi attualmente sviluppano i sottomarini nucleari più piccoli e meno costosi della classe Husky, integrando la classe Jasen e sostituendo l’attuale classe di sottomarini Shuka-B, costruiti dall’URSS negli anni ’80. C’è anche un significativo continuo programma di sviluppo e costruzione dei sofisticati sottomarini a propulsione convenzionale diesel-elettrica delle classi Lada e Kalina. Mentre i sottomarini a propulsione convenzionale non hanno le prestazioni o l’autonomia dei sottomarini a propulsione nucleare, sono significativamente più silenziosi e furtivi (gli attuali sottomarini classe Kilo sono anche chiamati ‘buchi neri’ per la silenziosità), rendendosi utili soprattutto nelle acque costiere.
Incidentalmente, i sottomarini a propulsione nucleare della Russia sono sempre più significativamente silenziosi. È un luogo comune nei commenti occidentali che i sottomarini nucleari russi siano molto più rumorosi di quelli degli Stati Uniti. Come questo grafico (secondo le informazioni dell’US Navy) mostra, ciò è sempre stato esagerato, con sottomarini nucleari russi sempre meno in ritardo rispetto ai sottomarini nucleari degli Stati Uniti, di quanto spesso si affermi, e i sottomarini nucleari russi di solito sono più silenziosi dei sottomarini nucleari statunitensi della classe precedente. Con il varo del Kazan, e i lavori sulla classe Husky, è probabile che la silenziosità dei sottomarini a propulsione nucleare russi sia ormai al livello di quelli progettati dagli Stati Uniti.L’attenzione su sviluppo e costruzione dei sottomarini in Russia dimostra qualcos’altro. Anche se lo sviluppo di portaerei e navi di superficie russi tende ad attirare l’attenzione, l’attuale priorità navale russa sono sviluppo e costruzione dei sottomarini. La flotta sottomarina, dall’inizio della guerra fredda, è sempre stata la forza d’attacco principale della Marina russa. L’importanza che i russi attribuiscono alla flotta sottomarina è dimostrata dal fatto che la loro flotta sottomarina finora è l’unica parte della flotta russa ad essere stata riportata ai livelli dell’URSS. L’Ammiraglio Vladimir Korolev, comandante in capo della Marina russa, aveva detto alla cerimonia per il varo del Kazan che nel 2016 la flotta sottomarina russa per la prima volta è ritornata ai livelli dell’era sovietica, nelle missioni di pattugliamento. Con le nuove classi di sottomarini in via di sviluppo e realizzazione, la presenza sotto i mari della Russia d’ora in poi potrà solo crescere.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Corea democratica costruisce un nuovo grande sottomarino lanciamissili?

Joseph S. Bermudez Jr., 38 North, 30 settembre 20161043394503Sommario
Immagini satellitari suggeriscono fortemente che un programma di costruzione navale sia in corso presso i cantieri navali nordcoreani di Sinpo Sud, forse si tratta di nuovo sottomarino. Mentre non vi è alcuna prova diretta che il programma riguardi la costruzione di un battello lanciamissili balistici, la presenza di una componente di circa 10 metri di diametro esternamente all’impianto recentemente ristrutturato può essere inteso come elemento della linea di montaggio (1) o componente dello scafo resistente di un nuovo sottomarino. Tuttavia, è anche possibile che la componente di aspetto anulare sia collegato ad un altro programma. Se questa attività riguarda la costruzione di un nuovo sottomarino, sarebbe più grande del Gorae, il sottomarino lanciamissili balistico sperimentale (SSBA) della Corea democratica, dallo scafo dal diametro di circa 7 metri. (2)

Le basi di un nuovo programma
Mentre la Corea democratica ha costruito sottomarini in diverse località, la maggior parte fu costruita nel cantiere navale di Sinpo Sud (3), che ospita l’Istituto di ricerca marittima dell’Accademia delle Scienze della Difesa Nazionale, responsabile della ricerca e sviluppo di tecnologia navale, navi da guerra, sottomarini e armamenti navali e missilistici della Corea democratica (4). Il sottomarino della classe Gorae fu costruito ed è attraccato qui. Poco dopo il varo di questo sottomarino, la Corea democratica iniziò il programma per riattivare gli impianti e i macchinari per le costruzioni del cantiere navale. Ancor più significativo, dal 2014 Pyongyanq s’è concentrata sulla ristrutturazione degli edifici principali ed adiacenti, abbandonati e incompleti dal 2010 (5). L’edificio centrale per le costruzioni fu completato esternamente nel novembre 2014 e i padiglioni per le costruzioni nell’ottobre 2015. Queste strutture forniscono alla Corea democratica la possibilità di costruire nuovi sottomarini molto più grandi degli attuali delle classi Gorae e Romeo. (6)

Segni chiave della costruzione di sottomarini
La comparsa e i movimenti di materiali di acciaio grezzo, e di sotto-componenti e componenti lavorati attorno all’impianto e i padiglioni delle costruzioni e sui piazzali di stoccaggio indicano delle costruzioni navali. Ad accompagnare questi segni vi sono i movimenti di autoveicoli e gru tra gli stessi edifici e i piazzali di stoccaggio. Le immagini da gennaio a settembre 2016 indicano le seguenti attività presso l’impianto:
– Movimento di numerosi componenti, grandi e piccoli, nei due piazzali di carico adiacenti agli impianti di costruzione del cantiere;
– Il riposizionamento di torri e gru su rotaie che trasportano tali componenti dai depositi ai padiglioni del cantiere (7);
– La presenza di grandi gruppi di lavoratori tra i due padiglioni del cantiere e i depositi di stoccaggio;
– La presenza di autotrasporti per attrezzature pesanti;
– Il riposizionamento dei portoni di accesso di entrambi i padiglioni.
Inoltre, le immagini dal 24 settembre mostrano la presenza di una componente dal diametro di 10 metri, che verrebbe utilizzata per la costruzione di un nuovo sottomarino, sia per lo scafo esterno che come componente dello scafo resistente. Questa componente si trova su un grande pianale su rotaie all’esterno dell’edificio delle costruzioni. I componenti fabbricati qui verrebbero spostati nel piazzale di deposito su un pianale di movimentazione. Qui, una gru a cavalletto su rotaie li trasferisce dal pianale dell’edificio delle costruzioni al pianale dei padiglioni del cantiere, dove verrebbero spostati per l’assemblaggio.

fig1_sinpo-update-16-0930-990x742Figura 1. Lavoratori e gru vicine alle sale di costruzione e assemblaggio, a gennaio.

fig3_sinpo-update-16-0930-990x742Figura 2. Appaiono attrezzature per il trasporto pesante.

fig4_sinpo-update-16-0930-990x742Figura 3. Lavoratori intorno ai due padiglioni del cantiere, nuove componenti sono visibili.

fig5_sinpo-update-16-0930-990x742Figura 4. Grande componente circolare vista sul piazzale di stoccaggio.

fig6_sinpo-update-16-09301-990x742Figura 5. Primo piano dei nuovi componenti visti presso il deposito di stoccaggio.

1) La linea di montaggio posiziona le componenti nel modo corretto mentre vengono lavorati (ad esempio, saldatura, rivettatura, ecc)
2) Il sottomarino classe Gorae viene anche identificato come classe Sinpo, laddove fu visto la prima volta. Vedasi Storia dello sviluppo del sottomarino lanciamissili balistici di Sinpo.
3) Il Cantiere Sinpo Sud è noto anche con il nome di copertura “impianto termico Pongdae”.
4) Joseph S. Bermudez Jr., Lo Scudo del grande leader: Le Forze Armate della Corea del Nord (Londra: IB Taurus, 2001) 45-55.
5) I padiglioni delle costruzione sono a volte chiamati sale di assemblaggio.
6) Il il sottomarino lanciamissili balistico sperimentale (SSBA) classe Gorae è lungo 66,7 metri per 7,7 metri di diametro e i sottomarini d’attacco (SSK) classe Romeo sono armati con siluri ed sono lunghi 76,6 metri per 6,7 metri di diametro.
7) sebbene non identificato specificamente nelle immagini, oltre a 2 gru a cavalletto su rotaia, ci sono 4 gru a torre su rotaie presso i piazzali di stoccaggio dei cantieri.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora