Portaerei contro missili balistici antinave? (II)

Valentin Vasilescu Reseau International 31 agosto 201525_72972_9ed9f5df72c5b8bAbbiamo visto nel precedente articolo che la Cina dispone del missile balistico DF-21D per affrontare le portaerei degli Stati Uniti. Dispone inoltre di sottomarini a propulsione nucleare della classe Tipo 092 dotata di 12 MRBM nucleari JL-1. Il missile JL-1 ha stessi dimensione e peso del missile balistico antinave DF-21D (14,7 t). Un’altra classe di sottomarini cinese, i Tipo 094, è dotata di 12 missili balistici intercontinentale nucleari JL-2,che possono essere facilmente sostituiti da missili a testate convenzionali come il DF-21D. La Cina ha anche 12 sottomarini d’attacco convenzionali classe Kilo e altri 17 classe Tipo 035 (basati sui progetti del Kilo), che possono lanciare 6 missili. In una situazione di crisi, tutti i sottomarini vengono dispiegati a 2000-5000 km a est degli arcipelaghi del Giappone e delle Filippine. Nell’aprile 2006, la Cina mise in orbita 36 satelliti militari ELINT della famiglia Yaogan, che rilevano e individuano a 3000 km le frequenze dei radar e le comunicazioni militari navali. Questi satelliti sono equipaggiati con sensori ottici e di radar per la sorveglianza marittima. Il loro obiettivo è monitorare costantemente i movimenti delle navi della Marina degli Stati Uniti nel Pacifico e allertare il centro di comando della Marina cinese in caso di invasione.
Il principio dell’impiego dei missili antinave è semplice: quando il gruppo di spedizione di scorta alle portaerei degli Stati Uniti entra a portata dei missili del sottomarino, questi registra le coordinate GPS del gruppo e vi lancia una salva di missili 2-4 che cadono entro un raggio di 7 km dall’ultima posizione della portaerei. I sistemi di guida dei missili ricevono, durante la fase di discesa, le ultime correzioni dai velivoli senza pilota “stealth” cinesi Aquila Divina e dai radar BTH (Beyond The Horizon). La velocità di rientro nell’atmosfera del missile è di 12000 km/h, passando dalla quota di 80-100000 m alla portaerei in circa 3 minuti, superando i tempi di reazione degli attuali sistemi di difesa aerea delle portaerei. Il grande dilemma nella difesa della portaerei riguarda il modo in cui le navi di scorta vengono schierate per proteggerla. Finora vengono raggruppate a poche decine di chilometri dalla portaerei. Ma per colpire il missile balistico con il missile antibalistico SM-3, il missile attaccante dev’essere colpito in volo (a metà rotta) e non durante la discesa. Perciò la maggior parte dei cacciatorpediniere ed incrociatori AEGIS va posizionata in modo sfalsato e su più allineamenti, a 500-900 km dalla portaerei. Ma anche qui c’è un problema dato che la gittata dell’SM-3 è di 500 km; se il sottomarino lanciamissili balistici antinave è al di fuori della linea che va dall’incrociatore o cacciatorpediniere AEGIS alla portaerei, è praticamente impossibile intercettare i missili balistici.china_antiship_ballistic_1210-deA-copyTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Kim Jong-Un: le armi nucleari, non le discussioni, hanno posto fine alla crisi

al-Ahed Reseau International 29 agosto 2015

Il recente episodio tra le due Coree è un chiaro segno che la Corea (tutta la penisola), un’arma creata dagli Stati Uniti per gestire il territorio, è stata recuperata dalla Cina contro il suo creatore. La cancellazione delle esercitazioni congiunte tra eserciti di Stati Uniti e Corea del Sud è un evento eccezionale che non viene discusso, e per una buona ragione. Gli Stati Uniti hanno davvero paura, dato il contesto esplosivo (in senso letterale e figurato) con la Cina. Proprio come il Vietnam che avevano diviso in due si è riunito, la Corea diventerà un solo Paese, firmando la fine di uno dei principali pilastri della politica degli Stati Uniti nella regione da oltre 60 anni.Korea%20NukeIl leader nordcoreano Kim Jong-Un il 28 agosto ha assicurato che le armi nucleari, piuttosto che i negoziati, hanno permesso di concludere un accordo “storico” con Seoul ponendo fine al teso confronto militare. Il giovane leader, che ha presieduto la riunione della Commissione militare centrale, ha detto che grazie al Nord tale accordo è stato raggiunto, mettendo i due Stati rivali sulla via della “riconciliazione e fiducia”, ha riferito l’agenzia stampa ufficiale KCNA. L’accordo negoziato nel villaggio di confine di Panmunjom, dove fu firmato il cessate il fuoco della guerra 1950-1953, ha permesso la de-escalation mentre i due Paesi sembravano sull’orlo dello scontro. Seoul ha spento gli altoparlanti che trasmettevano a tutto volume propaganda al confine. Pyongyang ha espresso rammarico per l’esplosione di una mina antiuomo che ha mutilato due soldati sudcoreani ai primi di agosto. Il testo impegna inoltre i due Paesi al dialogo. Ma Kim Jong-Un ha sottolineato che ciò non significa che il suo Paese avrebbe discusso la chiusura del proprio programma di armamento nucleare che, ha detto, è comunque un fattore essenziale per la pace. L’accordo di Panmunjom “non è stato raggiunto dal tavolo dei negoziati, ma grazie alla (nostra) gigantesca forza militare, e (dalla nostra) deterrenza nucleare difensiva“, ha detto. La “priorità numero uno” è continuare gli sforzi per rafforzare le capacità militari della Corea democratica, ha proseguito Kim Jong-Un. Tuttavia, ritiene che l’accordo di compromesso rappresenti “un’occasione storica decisiva” che potrebbe inaugurare una nuova era nelle relazioni bilaterali. Tecnicamente, le due Coree sono in conflitto da 65 anni, dato che la fine della guerra con un semplice cessate il fuoco non è mai stata formalizzata con un trattato di pace nella debita forma.30236_125325_562046Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Portaerei contro missili balistici antinave?

Valentin Vasilescu Reseau International 29 agosto 2015maxresdefaultGli Stati Uniti hanno costruito un numero impressionante di aerei moderni per l’US Air Force: 190 F-15C/D, 219 F-15E, 982 F-16 C/D, 186 F-22A. Altri tipi di aerei speciali sono stati adattati per operare dai ponti delle navi che costituiscono l’American Expeditionary Force. L’US Navy ha 29 squadriglie, ciascuna con 10-12 velivoli F/A-18C Hornet e F/A-18E/F Super Hornet. 15 pattuglie (di 4 aerei) EA-18G con missioni di guerra elettronica sono sulle portaerei. Dalle navi d’assalto anfibio (portaelicotteri) operano otto squadriglie di aerei a decollo verticale McDonnell Douglas AV-8B Harrier II, appartenenti alla fanteria dell’US Navy. L’AV-8B Harrier II sarà presto sostituito dall’F-35B e F/A-18C Hornet e F/A-18E/F Super Hornet dall’F-35C. Ricordiamo che l’F-35 è un aereo di quinta generazione, cioè invisibile ai radar e mentre è facile individuare una portaerei, tuttavia l’F-35 non può essere rilevato. La portaerei di nuova generazione a propulsione nucleare come l’USS Gerald R. Ford, trasporta 75 aerei e costa 12,8 miliardi di dollari. L’US Navy ha 10 portaerei (più due di riserva), mentre India e Italia ne hanno due, Spagna, Francia, Russia, Brasile e Thailandia una. Negli ultimi conflitti armati, le forze aeree delle portaerei si sono dimostrate in grado di neutralizzare le difese aeree del nemico, distruggerne gran parte degli aerei a terra, disturbarne il comando strategico/operativo, condurre attacchi mirati su blindati, lanciamissili e artiglieria pesante. Quindi sono obiettivo strategico degli Stati che si sentono minacciati da un’invasione. Tuttavia, a differenza degli obiettivi fissi, una portaerei in movimento può modificare la rotta, il che rende difficile colpirla da distanza. Inoltre, intorno a una portaerei c’è un gruppo di protezione navale costituito da cacciatorpediniere (incrociatori), fregate, sottomarini e navi trasporto e rifornimento.
La corsa tra portaerei e missili balistici antinave non è iniziata oggi. Negli anni ’70, le specifiche di questi missili avevano per requisiti primari una gittata superiore a quella degli aeromobili tattici delle portaerei (900 km) e una velocità di rientro nell’atmosfera che evitasse la difesa aerea delle navi di supporto alla portaerei. I sovietici furono i primi a proporsi di neutralizzare le portaerei, in un momento in cui non c’erano dei missili antibalistici veramente efficaci. Il missile balistico antinave sovietico R-27K fu testato da un sottomarino diesel-elettrico classe Golf il 9 dicembre 1972. Il missile pesava 14 tonnellate e aveva un raggio d’azione di 2400 km. Il problema era che i sistemi di guida erano quelli del periodo e la probabile deviazione al rientro era di 1300 m, quindi solo un ordigno nucleare poteva affondare una portaerei. Nel 1987, il trattato di messa al bando dei missili a media e intermedia gittata, firmato da Stati Uniti e Unione Sovietica, entrava in vigore. E i missili R-27K furono demoliti.
DF21Da-155742_copy1 La Cina è in pieno boom economico. Ed ha quindi lanciato una nuova dottrina militare per la sua flotta, volta a garantirne la libertà di movimento su Pacifico e Indiano. Ma gli Stati Uniti cercano di contenerla, ed è possibile solo con mezzi militari, mediante l’installazione di batterie antinave sulle isole al confine con la Cina e con la forza aerea delle sue portaerei. Giappone e Corea del Sud hanno portaelicotteri e intendono, nel prossimo futuro, operare velivoli a decollo e atterraggio verticale F-35B. Questo è il motivo per cui la Cina ha adottato il concetto di missile balistico antinave e cerca di migliorarlo. Il missile balistico antinave cinese DF-21D, dotato di testata standard, è l’ultima arma della sua classe ed ha una gittata di 1450 km. Un sistema di guida inerziale dirige il missile dopo il lancio, permettendogli di puntare sulla zona con un raggio di 7 km dall’ultima posizione GPS della portaerei. Per ridurre la probabilità di errore a decine di metri, riceve regolarmente informazioni sulla traiettoria e le coordinate dell’evoluzione delle portaerei attraverso radar BTH, UAV ad alta quota invisibili (ai radar) e satelliti. Il drone “stealth” cinese Aquila Divina è del tipo HALE (High Altitude, Long Endurance) e dispone di moderne attrezzature AMTI (Airborne Moving Target Indicator) e SAR (Synthetic Aperture Radar), rilevando a grande distanza senza essere rilevato. Così, durante la fase finale del volo nell’atmosfera, i sensori autonomi d’inseguimento del bersaglio del missile si attivano riducendo l’errore probabile d’impatto a 10-20 m. Le correzioni sono effettuate dal motore del missile, riducendo la velocità da Mach 12 a Mach 5 per una maggiore precisione, poiché i ponti delle portaerei moderne sono grandi 300×70 m. I missili cinesi sono installati su piattaforme mobili, terresti e sottomarine.
Rispetto agli anni ’70, quando i sovietici costruirono i missili R-27K, oggi ci sono i missili antibalistici SM-3 sui cacciatorpediniere ed incrociatori AEGIS che proteggono le portaerei. Hanno tuttavia alcune limitazioni. L’SM-3 può neutralizzare un missile balistico in volo di crociera, ma non nella fase di rientro poiché la capsula di protezione del sistema di guida della testata viene rimossa a 80000 m di quota, tuttavia vi è la possibilità che la trasmissione dei dati (le coordinate del velivolo) del missile balistico sia offuscata dalle navi scorta della portaerei. I radar BTH (Beyond The Horizon) sono sistemi bi-statici ad alta potenza, con stazioni di trasmissione/ricezione separate e distanti l’una dall’altra. Molti di questi radar operano in Cina, uno dei quali si trova presso la città di Wenzhou, sul Mar Cinese Orientale. Questa sua posizione garantisce un campo di propagazione libero tra Giappone e Taiwan, estendendosi al centro dell’Oceano Pacifico. Recentemente gli Stati Uniti con allarme hanno scoperto attraverso i loro satelliti che sulle Isole Spratly nel Mar Cinese Meridionale (contestate da molti Stati), i cinesi costruiscono strutture militari. E’ molto probabile che la marina cinese vorrà installarvi un radar BTH per sorvegliare permanentemente la rotta delle portaerei degli Stati Uniti dal Sud e dal centro del Pacifico verso la Cina. E sulle Paracels i cinesi hanno costruito un sistema di difesa complesso con una pista di decollo. Un radar BTH qui montato copre lo spazio tra Taiwan e le Filippine, direttamente su centro e nord dell’Oceano Pacifico. I radar BTH emettono fasci di onde a 45 gradi dal suolo riflettendosi ripetutamente sullo strato ionosferico dell’atmosfera terrestre. Questa funzione consente al radar di avere una zona ottimale per rilevare un bersaglio a 4000 km dalla stazione trasmittente. Il rilevamento di navi di superficie nel Pacifico da parte della rete di radar BTH è molto più facile che a terra dove vi sono ostacoli dovuti ai rilievi.
Attualmente il costo di un missile balistico antinave è di 10 milioni di dollari, 1300 volte meno di una portaerei. Lo sviluppo di sistemi di rilevamento e guida del missile balistico aumenta la manovrabilità della testata dopo essere entrata nell’atmosfera. Questo rende i missili balistici un ottimo modo per neutralizzare le portaerei. Ciò sfida le grandi potenze sulla capacità di raggiungere obiettivi di politica estera attraverso l’invasione militare di Stati a migliaia o decine di migliaia di chilometri di distanza.DF-21D_rangesTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Iran annuncia che avrà sottomarini simili a quelli della NATO

Valentin Vasilescu, Reseau International 22 agosto 20155mkcb7La marina iraniana prevede d’introdurre una serie di nuove navi entro marzo 2017, ha detto l’Ammiraglio Habibollah Sayyari, comandante della marina iraniana. La dichiarazione è stata fatta nel corso di una visita ai cantieri Shiraz. Sayyari ha indicato un elenco di cacciatorpediniere, navi lanciamissili e soprattutto sottomarini d’attacco di produzione nazionale. La principale forza di superficie della Marina dell’Iran si compone di 3 fregate classe Alvand da 1540 t (anni ’70) e delle nuove fregate classe Moudge di cui 2 attualmente in servizio e altre 5 in costruzione. Il primo cacciatorpediniere iraniano (Sahand) in costruzione è già completo al 70%. Tutti armati di cannoni, siluri e missili antinave cinesi YJ-83 dalla gittata di 180 km. Inoltre, la Marina iraniana ha 4 corvette e 200 imbarcazioni costiere molto veloci e armate di due missili.
Fateh (Conqueror)Perché l’annuncio del comandante della Marina iraniana è così importante? L’arma più pericolosa della Marina iraniana sono i sottomarini e riguarda gli Stati Uniti perché alcun Paese del Golfo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrayn, Qatar, Quwayt e Iraq) ne ha. E anche se acquistassero sottomarini, non hanno l’esperienza necessaria per operarli nelle condizioni specifiche del Golfo Persico. Negli anni ’80 l’Iran importò 4 sottomarini classe Yugo da 90 tonnellate dalla Corea democratica. Dagli Yugo l’Iran sviluppò propri sottomarini di piccole dimensioni producendo così i primi 21 sottomarini da 120 t classe Ghadir. In parallelo, gli iraniani hanno creato una classe di sottomarini costieri, i Nahang da 400 tonnellate. Uno di essi è operativo nel Mar Caspio, e il secondo è in costruzione. Questi sottomarini sono estremamente agili in acque poco profonde, e sono utilizzati per minare i porti e infiltrare forze speciali subacquee. Il programma di ricerca per sviluppare un sottomarino potente quanto quelli occidentali iniziò con l’imposizione delle sanzioni internazionali nel 2006. Dopo sette anni, nel 2013, i primi sottomarini da 600 tonnellate classe Fateh divenivano operativi. A differenza dei sottomarini precedenti, i Fateh sono sottomarini d’attacco che possono immergersi fino a oltre 200 metri di profondità e rimanere in immersione per 35 giorni, con a bordo 4 siluri, mine e 2 missili antinave C-802 (gittata di 80-120 km). Alla fine del 2015, i primi 2 sottomarini veramente competitivi costruiti dall’Iran saranno operativi. Questi sono i sottomarini della classe Besat, dal dislocamento di 1200-1500 tonnellate e dotati del moderno sistema AIP (Air Independent Propulsion), simile a quelli della classe Tipo 212 tedeschi e degli Scorpène franco-spagnoli. Il sistema, secondo alcune fonti, è dovuto a trasferimento segreto di tecnologia russa. Nelle prove in mare, il primo sottomarino iraniano della classe Besat ha navigato immersione per 68 giorni consecutivi.
13920916000616_PhotoI L’Iran nel prossimo futuro vuole implementare nello Stretto di Hormuz una squadra di 10-20 sottomarini classe Besat, rappresentando una vera minaccia per le navi di superficie della V Flotta, di stanza nel Bahrayn. Questa minaccia è ancora più grave dato che i sottomarini Besat dovrebbero essere dotati dei missili supersonici antinave russi 3M-54E (Klub-S) o delle controparti cinesi YJ-18 dalla gittata di 220-300 km. Ciò che preoccupa gli statunitensi è che i missili Klub-S/YJ-18 sono dotati, tra gli altri, di una testata EMP (impulso elettromagnetico) del peso di 300 kg, in grado di produrre effetti simili a quelli del fulmine. La detonazione emette in una frazione di secondo impulsi elettromagnetici di elevata potenza, agendo a breve distanza direttamente sulle antenne della nave bersaglio. La testata EMP si diffonde sulla nave bruciando le antenne e mettendo fuori servizio per ore le apparecchiature elettroniche, del controllo del tiro e di navigazione. Questo tipo di arma è efficace contro gli incrociatori AEGIS classe Ticonderoga e i cacciatorpediniere AEGIS classe Arleigh Burke, appartenenti al gruppo d’urto delle forze di spedizione statunitensi formate intorno a una portaerei e una nave d’assalto anfibio (portaelicotteri). I sottomarini Besat potrebbero essere armati di siluri-razzi copiati dal modello sovietico VA-111 Shkval che navigano a una velocità di 370 chilometri all’ora e hanno una gittata di 15-25 km. I siluri-razzo hanno un’alta probabilità di distruggere incrociatori e cacciatorpediniere AEGIS, se i sensori elettronici per rilevare e controllare gli armamenti vengono eliminati dalle testate EMP dei missili Klub-S/YJ-18. Un episodio ancora incerto accadde il 2 aprile 2014 al cacciatorpediniere statunitense AEGIS Donald Cook nel Mar Nero, quando 2 aerei da combattimento Su-24 della Marina russa sorvolarono la nave, le dotazioni elettroniche smisero di funzionare. L’Iran ha anche tre sottomarini russi classe Kilo da 2325 t, con 6 tubi lanciasiluri e missili antinave Klub-S.

Iran-carrier-attack-SOHTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La portaelicotteri Mistral arriverà in Russia attraverso Egitto o Arabia Saudita?

Valentin Vasilescu, Reseau International 15 agosto 20157775941731_le-navire-mistral-vladivostok-le-15-novembre-2014-a-saint-nazaireAlla cerimonia per l’ampliamento del Canale di Suez a Ismailia, il presidente francese ha annunciato che le due portaelicotteri Mistral che si è rifiutato di consegnare alla Russia, potrebbero essere vendute all’Egitto, ma l’Egitto non ne ha bisogno e non ha i soldi per comprarle. L’Arabia Saudita aveva offerto al governo del Generale Abdalfatah al-Sisi, in un momento difficile, l’assistenza finanziaria per 3,7 miliardi di euro. Immediatamente l’Egitto ha firmato un contratto da 1 miliardo di dollari per acquistare 4 corvette francesi Gowind da 2500 tonnellate. Successivamente, nel febbraio 2015, l’Egitto ha siglato un accordo per l’acquisto da Parigi di 24 Rafale e una fregata FREMM. E’ possibile che l’Egitto sia usato come facciata dell’Arabia Saudita per acquistare le portaelicotteri Mistral? E in questo caso, la domanda è: l’Arabia Saudita ne ha bisogno? La nave da guerra degli Stati Uniti HSV-2 Swift (velocità di 80 kmh) ha partecipato, il 15 luglio 2015, al conflitto nello Yemen sotto bandiera degli Emirati Arabi Uniti. Questa nave ultra veloce può caricare 500 tonnellate e ha due piattaforme per gli elicotteri MH-60. Hanno usato tale stratagemma dato che Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita non hanno navi da sbarco per la fanteria di Marina. Fino al 3 agosto la nave ha trasportato e sbarcato ad Aden in due settimane una brigata di fanteria meccanizzata degli Emirati Arabi Uniti composta da un battaglione corazzato con 45 carri armati Leclerc, un battaglione di fanteria meccanizzata (40 APC BMP-3M), un battaglione di artiglieria con pezzi autopropulsi Denel G6 da 155mm e un battaglione delle forze speciali di 350 soldati. Dal punto di vista operativo, i marines sauditi dotati di 140 APC spagnoli (BMR-600P) non hanno i mezzi necessari per un gruppo d’assalto basato su una nave d’assalto anfibio (portaelicotteri), perché mancanti degli elementi fondamentali. Il compito principale della nave portaelicotteri d’assalto anfibio è imbarcare, schierare e proiettare all’estero un corpo di spedizione della fanteria di Marina con elicotteri da trasporto, hovercraft e mezzi da sbarco classici. L’Arabia Saudita non ha né hovercraft né mezzi da sbarco convenzionali. Come missione secondaria, la portaelicotteri assicura la superiorità aerea sulla zona dello sbarco e supporto aereo durante lo sbarco, grazie agli elicotteri d’attacco a bordo. La marina saudita non è dotata di elicotteri d’attacco imbarcati. Per proteggere la portaelicotteri e fornire tiro di supporto nella zona dello sbarco, il corpo di spedizione ha bisogno di due cacciatorpediniere con missili mare-terra, mare-mare, mare-aria e di cannoni. La Marina saudita non ne ha. I cacciatorpediniere vanno integrati con due fregate con lo stesso armamento. L’Arabia Saudita ha 3 fregate costruite in Francia della classe al-Riyadh (Lafayette) armate con missili da crociera SCALP EG, missili anti-nave Exocet MM40 Block II, missili antiaerei Aster 15 (30 km di raggio) e cannoni da 100mm e 20mm. Possiamo aggiungere quattro fregate male armate della classe al-Madinah costruite in Francia negli anni ’80. Queste navi non hanno la potenza di fuoco necessaria per supportare le portaelicotteri. Un altro tipo di mezzo d’appoggio essenziale per il gruppo d’assalto anfibio è il sottomarino, per neutralizzare un possibile attacco dei sottomarini nemici. L’Arabia Saudita non ne ha.
La Russia ha ricevuto dall’Armenia 200 milioni di dollari e sta per consegnarle missili Iskander-M. L’Arabia Saudita vuole rafforzare le relazioni con la Russia in tutti i campi, anche militare, ha detto il ministro degli Esteri saudita Adil al-Jubayr durante la visita a Mosca ad agosto. Era giunto con la proposta d’investire 10 miliardi di dollari nell’economia russa. Allo stesso tempo, l’Arabia Saudita ha avuto diversi negoziati con la Russia per l’acquisto di missili Iskander. Il missile Iskander ha una quota di crociera di 50000 m, rendendosi invulnerabile alla maggior parte dei sistemi terra-aria. Inoltre, vola a 7/9000 km/h eseguendo manovre d’evasione in volo. I missili da crociera, anche con tecnologia “stealth” e volando a 800 km/h, possono essere rilevabili a 80 km (anteriormente) e a 145 km (posteriormente) dai velivoli con rilevatori ad infrarossi (IRT). Per decenni i piloti russi del Comando Caccia si addestrarono alle procedure per intercettare e distruggere missili da crociera, ciascuno con almeno quattro tiri reali all’anno presso il poligono di Astrakhan contro aeromobili telecomandati che volavano a bassa quota e di notte, simulando perfettamente il profilo di volo dei Tomahawks.
Non è escluso che l’Arabia Saudita riceva la portaelicotteri Mistral invece dell’Egitto per poi cederla alla Russia in cambio dei sistemi missilistici Iskander. Se accedesse, ci sarebbero due ipotesi al lavoro. La prima riguarda il sistema di guida dei nuovi missili Iskander, con probabile deviazione di 2-5 m su una gittata di 500 km. Gli Stati Uniti, desiderosi di entrare in possesso di questo sistema, potrebbero ottenerlo dall’Arabia Saudita. Per gli Stati Uniti, il fatto che le due portaelicotteri Mistral da 21000 t e 16 elicotteri a bordo, finiscano in Russia non pone alcun pericolo, perché gli Stati Uniti hanno 8 navi d’assalto anfibio classe Wasp da 41335 t, ognuna dotata di 12 elicotteri da trasporto CH-46 Sea Knight, 6 aerei d’attacco al suolo a decollo e atterraggio verticale AV-8B, 4 elicotteri d’attacco AH-1W Super Cobra, 9 elicotteri antisom CH-53 Sea Stallion e 4 elicotteri di soccorso UH-1N Huey. La seconda ipotesi contesta l’equilibrio di potere in Medio Oriente. Forse l’Arabia Saudita prevede la sostanziale avanzata del ruolo della Russia nel Golfo nel prossimo futuro, supportando l’Iran che sfrutta enormi risorse energetiche. La cooperazione russo-iraniana sarebbe esponenziale per la crescita economica e militare dell’Iran, colpendo gravemente i Paesi della penisola arabica. Stati Uniti ed Israele non possono contrastare questa tendenza. Successivamente, l’Arabia Saudita (il più grande esportatore di petrolio al mondo e terzo di gas naturale) sarebbe costretta a cercare protezione volgendosi alla Russia (seconda per riserve di petrolio e prima per riserve di gas naturale). I due Paesi formerebbero un nuovo cartello del petrolio a scapito dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio), a cui la Russia non appartiene. L’OPEC è subordinata agli interessi dell’occidente, così, imponendo le sanzioni economiche alla Russia, il prezzo del petrolio è sceso artificialmente da 100 a 42 dollari. Ricordiamo che il 14 febbraio 1945 il presidente Franklin Delano Roosevelt incontrò re Abdulaziz bin al-Saud sull’incrociatore USS Quincy, nel Mar Rosso. L’incontro si svolse in segreto e pose le condizioni per una collaborazione che garantisse la stabilità nel Medio Oriente del dopo-guerra. Gli Stati Uniti garantivano la sicurezza dell’Arabia Saudita e un seggio alle Nazioni Unite, e l’Arabia Saudita diveniva, per sempre, alleata degli Stati Uniti, consentendogli ogni speculazione sul mercato del petrolio.RIMPAC 2004Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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