La Corea democratica lancia un missile balistico da un “sottomarino”

Análisis Militares 9 maggio 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraImages obtained by Yonhap News Agency show a ballistic missile believed to have been launched on Saturday.Il 9 maggio 2015, oscurata dalla Parata per la Vittoria a Mosca, la Corea democratica ha effettuato il lancio di un missile balistico da un sottomarino, secondo l’agenzia di stampa nordcoreana KCNA. Si ricordi che mesi fa fu riferito che era in preparazione un nuovo sottomarino nordcoreano concepito proprio per lanciare missili balistici, nel cantiere di Sinpo38north

Foto della zona del cantiere di Sinpo:corea del norte sinpoZona Sinpo su Google Maps

Le strutture interessate sono qui:

corea del norte sinpo 2L’area su Google Maps

E in questo molo è possibile trovare il nuovo sottomarino della Corea democratica:

corea del norte sinpo 3Il nuovo sottomarino della Corea democratica su Google Maps

Secondo l’agenzia Yonhap, che di solito ha successo in queste tematiche, il lancio sarebbe stato effettuato dalla zona del cantiere di Sinpo, anche se non ci sono dettagli…

La Corea democratica testa il lancio di un missile balistico sottomarino: KCNA
Yonhap, 9 maggio – La Corea democratica ha effettuato un test di lancio da un sottomarino di un missile balistico, supervisionato dal leader Kim Jong-un, afferma il media statale, una passo per aumentare le capacità missilistiche sottomarine che potrebbe rappresentare una nuova minaccia nella regione. La Korean Central News Agency (KCNA), portavoce dello Stato comunista, ha riferito che Kim ha emesso un ordine per il test di lancio ed osservato il missile balistico sottomarino “salire verso il cielo da sott’acqua”. L’articolo non ha specificato la data esatta e il luogo del test, e ha solo detto che il sito era lontano dalla terraferma. Si suppone che abbia avuto luogo presso il Cantiere Sinpo Sud sulle coste orientali, mentre i media, in una nota separata, riferivano che Kim visitava la zona lo stesso giorno, ispezionando un complesso per la pesca.
Articolo completoSinpoSide940Succede a volte che le innovazioni tecnologiche vengano annunciate e poi taciute. Tutti, o quasi tutti, sono stupiti dalla Corea democratica capace di sviluppare un missile e piazzarlo su un sottomarino, soprattutto perché il Paese non ha grandi siti per ospitare gli enormi missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM). La risposta può forse trovarsi sugli ultimi aggiornamenti satellitari sulle strutture di Sinpo, dove è situato il nuovo sottomarino SSB nordcoreano…

corea del norte submarino sinpoGuardando la foto si vedrà che il sottomarino al centro. Dietro vi è un pattugliatore e poco più avanti la prua una struttura.corea del norte submarino sinpo 2In confronto, la struttura assomiglia ad un pontile dove è installato un “silos”, cioè possiamo vedere una struttura sommergibile progettata per testare il lancio del SLBM nordcoreano KN-11, senza rischiare il nuovo sottomarino, con cui ha avuto luogo lo sviluppo del missile prima di inserirlo nello scafo del sottomarino…

corea del norte sinpo 4L’area su Google Maps

Qualcosa di simile a ciò che si è visto con il nuovo missile da crociera iraniano. Da subito, la Corea democratica ha annunciato il missile balistico lanciato da sottomarino (SLBM), ma nessuna prova è stata fatta senza prima dei preparativi, sembrando rischioso lanciare direttamente da un sottomarino. Dando uno sguardo all’immagine satellitare di Sinpo, si vede una struttura che potrebbe essere il vero protagonista del lancio, con un ragionevole sviluppo del programma dei missili balistici per sottomarino con cui prima svolgere tutti i test e poi, quando pronto, installarlo nella piattaforma operativa per impiegarlo in modo sicuro. Si dovranno aspettare i dettagli per avere certezza se sia da un sottomarino o da un pontile ancorato. Nel frattempo abbiamo le immagini ritoccate della propaganda del regime per stuzzicare l’appetito…

KOREA_BRPL_150509_01Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’incrociatore lanciamissili Admiral Nakhimov punta di diamante della Marina russa

Aleksej Ramm, RIR, 7 novembre 2014

L’incrociatore pesante Admiral Nakhimov riceverà nuovi sistemi d’arma, superando l’attuale ammiraglia, l’incrociatore lanciamissili Pjotr Velikij (Pietro il Grande).

ship_566L’incrociatore nucleare russo Admiral Nakhimov riceverà i nuovi sistemi antimissili a lungo raggio S-400 e quelli a medio raggio Poliment-Redut, così come i missili da crociera Kalibr, nell’ambito del continuo ammodernamento della flotta. Secondo Vladimir Spiridopoulo, direttore generale del Severnoe Design Bureau e sviluppatore del progetto dell’incrociatore, dopo la modernizzazione l’Admiral Nakhimov sarà più potente rispetto al suo ‘gemello’, l’incrociatore pesante lanciamissili nucleare Pjotr Velikij, attualmente ammiraglia della Flotta del Nord.

Ampia modernizzazione Oltre l’Admiral Nakhimov, un’altra nave dello stesso progetto, l’Admiral Lazarev, potrebbe subire una modernizzazione simile. L’Admiral Lazarev, componente della Flotta del Pacifico, è in manutenzione in un cantiere navale. “Anche prima dell’inizio del processo, la Marina russa discuteva sul tipo di armamenti da installare sull’Admiral Nakhimov”, dice l’esperto militare indipendente e redattore-capo del progetto internet Militaryrussia Dmitrij Kornev. “Secondo gli annunci del Comando della Marina, si è anche considerato di dotare l’incrociatore del nuovo sistema antimissili S-500“. Kornev ritiene che i costruttori navali conservino i sistemi d’arma originali dell’incrociatore, ma aggiornati alle esigenze moderne. “L’S-400 sostituirà l’S-300F, installato sull’incrociatore in precedenza, il Poliment-Redut sostituirà l’Osa-M e i missili da crociera Kalibr sostituiranno i missili da crociera antinave supersonici P-700 Granit“, nota Kornev, aggiungendo che con tali armamenti l’incrociatore sarà sicuramente la più potente nave della flotta russa. Mentre prima i missili da crociera supersonici antinave P-700 Granit installati sul Nakhimov potevano colpire solo obiettivi sul mare ora, dopo l’installazione dei nuovi Kalibr, “l’incrociatore potrà colpire non solo sull’acqua, ma anche obiettivi terrestri, aumentandone notevolmente il potenziale di combattimento, senza dubbio“, dice.

I Kalibr saranno supersonici I missili da crociera Kalibr, sviluppati dal Novator Design Bureau (dell’Almaz-Antej Corporation), sono ora in fase d’installazione sui nuovi sottomarini Projekt 885 classe Jasen e le piccole navi lanciamissili Bujan-M. Secondo i dati ufficiali, i missili da crociera possono colpire bersagli a una distanza di 300 chilometri. Fonti dei media russi dicono anche che presto i Kalibr potranno colpire bersagli a una distanza di almeno 1000 chilometri. È possibile che questi missili siano anche supersonici. “Nella Marina sovietica le navi Projekt 1144 classe Orlan (la classe a cui appartiene l’Admiral Nakhimov – RIR] erano le navi più importanti dei cosiddetti Gruppi navali di superficie”, dice Dmitrij Boltenkov, esperto militare indipendente, storico militare e autore di libri sulla storia della Marina sovietica. “In tempi di pace erano responsabili della sorveglianza delle flotte dei Paesi della NATO, in particolare statunitensi”.

Le missioni di combattimento sono le stesse Secondo Boltenkov, a giudicare dai sistemi d’arma installati sull’incrociatore in corso di modernizzazione, le sue missioni non cambieranno molto. “Allo stesso tempo, è possibile che con l’installazione dei nuovi sistemi di comunicazione e controllo automatizzati, il Nakhimov possa facilmente diventare l’ammiraglia della squadra“, dice Boltenkov. “Oltre a distruggere le navi nemiche, utilizzando i Kalibr, l’incrociatore può rappresentare una seria minaccia per le infrastrutture terrestri del nemico, così come per i suoi obiettivi strategici“. Per il momento la questione rimane ancora: cosa faranno i costruttori navali del complesso sistema sonar Polin installato su tutte le navi Projekt 1144 Orlan? E’ possibile che il Polin sia completamente modernizzato o sia sostituito con un totalmente nuovo sistema sonar. Dal 1980 al 1998, quattro incrociatori pesanti lanciamissili nucleari Projekt 1144 Orlan sono entrati nella Marina sovietica e poi russa. Il primo fu il Kirov nel 1980 e l’ultimo il Pjotr Velikij, che entrò nella flotta nella primavera del 1998.

02167002Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Scontro navale tra Corea del Nord e del Sud

Konstantin Asmolov Nuovo Oriental Outlook 09/04/2014

northkorea-8bf0bab48301cbf27686e2d795f8969354e64714-s6-c30Il 31 marzo 2014 c’è stato uno scontro a fuoco in mare tra Corea del Nord e del Sud, durante cui  nessuno è rimasto ferito. Ciò s’è verificato per i seguenti motivi:
A differenza degli anni precedenti, nel 2014, la Corea democratica ha fatto ricorso ad una risposta simmetrica allo svolgersi regolare delle esercitazioni militari di Corea del Sud e Stati Uniti nelle vicinanze del confine marittimo della Corea democratica, importante punto controverso. Il nocciolo della questione è che nel 1953, la frontiera terrestre fu decisa da entrambe le parti, mentre il confine marittimo fu imposto unilateralmente al Nord, lasciando la maggior parte del Mar Giallo, tra cui diverse isole d’importanza strategica, alla Corea del Sud. La Corea democratica non riconosce tale confine e sostene che vada stabilito più a sud. Quindi, c’è un contenzioso sulle acque tra i due Paesi.  Tale problema persiste ancora oggi. Nel 2007, nel corso di un summit tra i leader di Corea del Nord e del Sud, Kim Jong-il e Roh Moo-hyun s’incontrarono per risolvere il problema. L’equivalente di una zona demilitarizzata doveva essere aperta alle imbarcazioni civili di entrambi i Paesi. Tuttavia, nel 2008, il partito conservatore andò al potere in Corea del Sud abbandonando questi piani. Il confine marittimo rimase fonte di tensioni. Ciò divenne più evidente nel 2010, durante l’incidente con la corvetta Cheonan e il bombardamento di Yeonpyeong.
Nell’incidente che ha avuto luogo alla fine di marzo, i nordcoreani inizialmente lanciarono diversi missili a corto raggio. Poi, secondo i militari della Corea del Sud, lanciarono due missili Rodong, dei missili balistici. Ciò portò ad una “condanna de jure” da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e alla prevedibile reazione della Corea democratica. Infine, la Corea democratica ha annunciato un’esercitazione dell’artiglieria dopo aver informato il Sud e “chiuso” l’area in cui i proiettili dovevano cadere. La maggior parte cadde nelle acque della Corea del Nord, ma alcuni di essi (i dati differiscono) caddero sulle acque contese. La presidentessa Park Geun-hye e i rappresentanti della leadership militare della Corea del Sud affermarono ripetutamente che, “Replicheremo adeguatamente alle provocazioni della Corea del Nord“. Ciò causò il bombardamento sudcoreano delle acque nordcoreane, dopo l’evacuazione della popolazione dalle isole nella zona del possibile conflitto, nel caso in cui la Corea democratica rispondesse. Sulla base dei dati attuali, tuttavia, la situazione non degenerava. Tutti i bombardamenti finirono nelle acque ed entrambe le parti fecero i dovuti appelli ad evitare provocazioni. Anche se non è chiaro come la situazione si svilupperà, i mass media sudcoreani hanno riferito razionalmente, sottolineando che i sud-coreani furono informati delle imminenti esercitazioni d’artiglieria. In questo contesto, si dovrebbe prestare attenzione alla pronta risposta della Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hong Lei, quel giorno ha invitato le parti interessate nella penisola coreana a mantenere sobrietà, moderazione e cautela, nelle parole e negli atti, per evitare un’ulteriore escalation del conflitto. Questo è un buon segno, dato che le prime relazioni sul bombardamento fecero riferimento al bombardamento del 2010, quando a causa di un errore tecnico avutosi durante un’esercitazione, e al desiderio di superiorità, le acque nordcoreane furono bombardate. La Corea democratica in risposta bombardò la base militare più vicina della Corea del Sud. Nel bombardamento due soldati e due operai militari furono uccisi. Sebbene la reazione della Corea del Sud dimostrasse scarsa preparazione, rispose al bombardamento infliggendo al nemico dei danni. Ciò fu seguito dal netto peggioramento della situazione, bloccato da una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU convocato da Russia e Cina. Il caso fu risolto senza spargimento di sangue.
Le relazioni inter-coreane oggi sono una combinazione di due tendenze opposte, dichiarazioni di pace e fiducia combinate ad azioni contrastanti. La situazione sarà descritta più in dettaglio nei prossimi articoli, ma vale la pena notare ora che la prudenza dei militari e dei politici di entrambi i Paesi sono volte ad evitare un’escalation del conflitto. Anche se le esercitazioni della Corea del Sud prevedono azioni offensive, compreso l’uso di vettori nucleari, e la Corea del Nord non esclude lo svolgimento di test nucleari in risposta ad ulteriori provocazioni da parte del Sud, non vi è stato alcun aggravarsi della situazione in questo momento, ed è una buona cosa.

NLL-and-DPRK-alternativeKonstantin Asmolov, PhD, Senior Fellow presso il Center for Korean Studies dell’Institute for Far Eastern Studies, in esclusiva per la rivista online “Nuovo Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Pronto il primo sottomarino nucleare indiano costruito con l’aiuto russo

Arun Mohanty, RIR, 5 dicembre 2013

arihant released early June 2010L’INS Arihant, primo sottomarino a propulsione nucleare lanciamissili dell’India, nell’ambito del programma Advanced Technology Vessel (ATV) della Marina indiana, con l’aiuto russo, è pronto per le prove in mare. Il reattore del sottomarino è stato attivato ad agosto. Le prove in mare, che includeranno il lancio di missili balistici a testata nucleare K-15 dal sottomarino all’inizio del prossimo anno, sarà la pietra miliare del potenziamento della deterrenza strategica dell’India. Il comandante della Marina indiana Ammiraglio D K Joshi, ha detto che il reattore nucleare dell’INS Arihant, attivato il 10 agosto, è attualmente oggetto di una serie di attività per raggiungere la piena potenza a Vishakapatanam. Ciò sarà completato nelle prossime settimane e il sottomarino nucleare effettuerà le prove in mare, avendo già completato le prove di accettazione in porto, ha detto l’ammiraglio Joshi.
Il programma ATV fu concepito nei primi anni ’70, all’indomani della guerra indo-pakistana del 1971, quando la portaerei degli Stati Uniti USS Enterprise fu schierata nel Golfo del Bengala per intimidire l’India, e dopo che l’Unione Sovietica inviò navi armate con missili nucleari e sottomarini nucleari nella baia per scongiurare la minaccia statunitense. La presenza di una formidabile flotta nucleare sovietica nel Golfo del Bengala a sostegno dell’India, giocò un ruolo importante nel neutralizzare i piani statunitensi e porre fine alla guerra. A quanto pare, l’allora primo ministro indiano Indira Gandhi apparentemente fu molto impressionata dalla flottiglia a propulsione nucleare sovietica, ed ordinò il programma ATV. Anche se il programma fu concepito dalla signora Gandhi, tutti i successivi primi ministri dell’India, tra cui Rajiv Gandhi, VP Singh, IK Gujral, Atal Bihari Vajpayee e l’attuale Primo ministro Manmohan Singh, hanno mostrato notevole interesse nel successo del programma.
L’Arihant può trasportare dodici missili nucleari K-15. In linea con la ‘politica del non primo impiego’ dell’India, il sottomarino permetterà lo sviluppo di una credibile ‘capacità di secondo colpo’ del Paese. Il sottomarino nucleare non solo incrementa la deterrenza strategica dell’India, ma riflette anche la saga della cooperazione strategica del Paese con la Russia. Infatti, il progetto dell’Arihant si basa sui sottomarini russi classe Akula-1 e il suo reattore ad acqua pressurizzata da 83MW è stato costruito con il significativo contributo russo. Mentre il suo equipaggio di 100 membri è stato addestrato da specialisti russi, gli scienziati indiani del Bhabha Atomic Research Centre hanno tratto una significativa esperienza nel ridurre le dimensioni del reattore per poterlo inserire nello scafo del diametro di 10m del sottomarino nucleare.
Il primo ministro indiano Manmohan Singh, parlando alla cerimonia del varo dell’Arihant, aveva detto che rappresenta “un grande passo nel progresso della nostra tecnologia.” Infatti, la cooperazione nucleare costituisce uno dei principali pilastri della partnership strategica indo-russa, sigillata durante la prima visita di Stato del presidente russo Vladimir Putin in India, nel 2000.  Tuttavia, la cooperazione strategica in questo settore vitale iniziò molto prima della firma della Dichiarazione di Delhi sul partenariato strategico. La Russia è l’unico Paese che abbia affittato sottomarini nucleari all’India, riflettendo la natura strategica della consolidata amicizia. Il primo sottomarino nucleare russo classe Akula-1, battezzato INS Chakra, fu affittato all’India dall’ex Unione Sovietica per tre anni, nel 1988. Il secondo sottomarino nucleare russo fu affittato all’India nel 2012, per un periodo di 10 anni. Attualmente entrambi i Paesi sarebbero in trattative per l’affitto di un altro sottomarino nucleare russo all’India. L’equipaggio indiano dell’Arihant ha ricevuto l’addestramento sul secondo INS Chakra.
Anche se l’India ha missili Agni e caccia Mirage-2000 per trasportare testate nucleari, la sua triade nucleare sarà completata solo quando l’INS Arihant completerà con successo le sue prove in mare,  nei prossimi 12 mesi. L’India programma di costruire un paio di sottomarini nucleari a Vadodara e Vishakapatanam. Tuttavia, l’Arihant è il dimostratore tecnologico, come descritto dall’ex comandante della Marina indiana Ammiraglio Nirmal Verma. Il contributo della Russia nel sviluppare le capacità nucleari dell’India è lodevole. La presenza dell’ambasciatore russo in India Vjacheslav Trubnikov e di altri alti diplomatici, alla cerimonia di lancio dell’Arihant nel luglio 2009, ha confermato l’enorme contributo russo al successo del programma per la triade nucleare indiana.

Arihant_3Arun Mohanty è professore presso la Scuola di Studi Internazionali della Jawaharlal Nehru University e direttore dell’Eurasian Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’arma più micidiale nell’arsenale della marina russa

Anton Valagin, RIR, 2 dicembre 2013

1469965I Marines russi operano dalle navi d’assalto, infliggendo la ‘morte nera’ (come i Marines sono chiamati) sul campo di battaglia. Queste navi hanno rampe di sbarco a prua e a poppa. Truppe e materiali militari vengono caricati sulla nave attraverso la rampa di poppa, in porto, mentre la rampa a prua viene utilizzata per sbarcare truppe e attrezzature direttamente in acqua, o anche su terreno su un punto adeguato (lo scafo viene zavorrato per questa ragione). L’imbarcazione è in grado di sbarcare truppe e attrezzature con mare forza quattro. Una grande nave da assalto è in grado di imbarcare un battaglione rinforzato di marines così come 80 veicoli militari, in media una compagnia di marines e 12 veicoli blindati. Il Zubr (Bisonte in russo) è un hovercraft d’assalto in grado di coprire 1000 miglia alla stessa velocità di un’auto e di sbarcare 360 truppe (o 10 veicoli corazzati da trasporto o 3 T-80 carri armati e 80 soldati) su quasi ogni spiaggia. La nave può fornire fuoco di copertura con salve di lanciarazzi, nonché dai sistemi d’artiglieria sei canne. La nave e le truppe sono protetti dagli attacchi aerei da quattro sistemi missilistici antiaerei Igla. Il Zubr è il più grande hovercraft del mondo e uno dei più veloci. Nei test è arrivato a 70 nodi (130 km/h), ma questa non è la sua velocità massima. La nave è propulsa da eliche azionate da turbine a gas dalla potenza combinata di 36000 hp e da quattro turbocompressori dalla potenza combinata di 24000 hp, che sollevano la nave sulla superficie dell’acqua. Un pilota controlla il vascello con una cloche di tipo aeronautico.

2s31Il Vena galleggiante
A causa delle idiosincrasie delle loro operazioni, tutti i blindati della marina russa possono galleggiare. In realtà il BMP-3F (Flotta) è stato testato e ma non ha avuto l’approvazione per entrare in produzione. La MGTU Baumann (Moskovskij Gosudarstvennij Tekhnicheskij Universitet – Università Tecnica Statale di Mosca) ha vinto un concorso per compiere ricerche per creare il futuro veicolo da combattimento dei Marines. Questo veicolo dovrà soddisfare le esigenze del nuovo concetto di sbarco ‘oltre l’orizzonte’ di soldati ed equipaggiamenti: truppe e attrezzature sbarcate dalla nave a 15-40 km dalla riva. In relazione a ciò, il veicolo deve possedere ottime qualità marine. “In effetti questo deve operare come una veloce imbarcazione in mare e come veicolo corazzato a terra“, ha spiegato il capo progettista del Centro Scientifico di Produzione per l’Ingegneria Meccanica Speciale presso l’Università Baumann, Sergej Popov. “Il problema principale era che i Marines non hanno mai avuto un veicolo da combattimento proprio, e di conseguenza non c’era una chiara comprensione di come questo veicolo debba essere. Produrre un veicolo simile a una variante terrestre non aveva significato.
I marines ancora utilizzano il BMP-3 standard. L’eccellente potenza di fuoco di questo veicolo data da un cannone da 100mm, un sistema lanciamissili, un cannone automatico da 30mm e una mitragliatrice, accompagna le sue scarse qualità marine. Dopo 30 minuti in acqua la tensione elettrica del BMP comincia a mancare. L’obice semovente galleggiante Vena fornisce una potenza di fuoco supplementare ai Marines. Il sistema di controllo del cannone da 120mm è automatizzato, e il computer è dotato di un sistema di navigazione per mappare il terreno calcolando i dati del tiro. L’alta potenza esplosiva dei colpi del Vena può essere paragonata alle munizioni da 152-155mm.
Tra l’altro l’eroe di Stalingrado, il cecchino Vasilij Zaitsev, era un marine, un sergente maggiore di prima classe della Flotta del Pacifico. A 1942 Zaitsev aveva personalmente ucciso 242 camicie brune di cui 11 cecchini, nonché l’asso tedesco e capo della scuola dei cecchini Heinz Thorvald che fu inviato a Stalingrado per dargli la caccia. I cecchini sovietici addestrati da Zaitsev uccisero 1106 soldati fascisti.
Le armi letali dell’arsenale della marina sono gli stessi marines. Secondo una legge non scritta un marine deve essere pronto al combattimento in ognuno dei tre ambienti: terra, mare e aria. I marines sono il più piccolo di tutti i rami delle forze armate. Il numero totale dei raparti suddivisi in ciascuna delle flotte russe non supera i 12500 effettivi. Inoltre, una compagnia di marines è uguale a un reggimento standard. Per sottolineare il carattere elitario di questa unità, i marines hanno una propria uniforme: basco nero, giubbotto nero, camicia di marinaio, pantaloni regolari e stivali. L’obiettivo principale dei marines è stabilire una testa di ponte a terra. Inoltre, la ‘morte nera’ viene spesso chiamata a svolgere impegnative missioni di combattimento lontano dalla riva. Per esempio durante la presa di Groznij, nel 1995, un battaglione dei marines della Flotta del Nord fu inviato a prendere d’assalto il palazzo di Dudaev. La prima bandiera russa ad apparire sulla facciata del palazzo era sulla giacca da marinaio del Tenente Igor Borisevich.

1013566Pubblicato la prima volta su Rossijskaja Gazeta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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