Lo strano destino delle Mistral russo-egiziane

Philippe Grasset, Dedefensa, 21 aprile 2016

E meno male che l'ho fermato dicendogli Ciao!

E pensare che l’ho fermato dicendogli ‘Ciao’…

E’ nota la molto originale avventura, testimonianza di grande carattere e forti virtù della dirigenza politica, se non del Sistema che dirige la Francia, delle portaelicotteri classe Mistral vendute alla Russia nel 2009. Le istruzioni washingtoniane, arrivate nel 2014, denunciavano la vendita e la Francia cercava disperatamente un via d'”uscita”, trovandola “vendendo” le due unità, nel frattempo battezzate Vadivostok e Sevastopol, all’Egitto per 950 milioni di dollari, lontano dal quasi miliardo per unità previsto dall’iniziale vendita alla Russia. L’abilità di Hollande è sconfinata. Nella svendita, com’è stata negoziata, gli egiziani hanno scelto la componente elicotteristica russa (tra cui gli elicotteri d’attacco Ka-52), corrispondendo alle intenzioni iniziali dei russi e facendo delle Mistral egiziane la decisione che avvicina ancor più Egitto e Russia negli equipaggiamenti militari. La cosa s’è ulteriormente ampliata e rafforzata, forse per la crescente confusione dei francesi, se ancora esistono, con la richiesta degli egiziani che il sistema elettronico delle unità sia russo e non francese. Si negozia, scrive RT riprendendo la TASS. La conclusione delle sapienti operazioni francesi sotto gli auspici della sorprendentemente originalità della politica estera completamente allineata: le Mistral promesse e poi vietate ai russi diventano sempre più “russe” e probabilmente l’Egitto potrebbe, forse diciamo, prestarle alla Marina russa. Il risultato generale della svendita all’Egitto di equipaggiamenti strategici francesi rifiutati alla Russia è l’ulteriore rafforzamento dei legami strategici tra Egitto e Russia, e l’evidente coordinamento tra Egitto e Russia, comprese le operazioni congiunte. Hollande ancora svetta nei sondaggi. “Le Forze Armate egiziane hanno chiesto alla Russia la fornitura di sistemi elettronici per le portaelicotteri classe Mistral acquistate dalla Francia, secondo una fonte militare diplomatica citata da TASS. “Dopo i colloqui con la russa Rosoboronexport (Azienda per l’esportazione delle armi dello Stato), la delegazione militare egiziana ha detto chiaramente che vuole installare apparecchiature elettroniche russe, tra cui sistemi di guerra elettronica, sulle Mistral acquistate dalla Francia e in attesa di essere consegnate”, ha detto la fonte. Esemplari dei sistemi di guerra elettronica saranno mostrati nei prossimi negoziati con l’esportatore di armi della Russia. I colloqui potrebbero aversi il prossimo mese, secondo la fonte. Il Capo dello Staff Presidenziale Sergej Ivanov ha detto che Cairo potrebbe acquistare 1 trilione in equipaggiamenti e aeromobili per le nuove navi. Ivanov ha scherzato dicendo che senza tale materiale, le Mistral sono solo barattoli di latta“.

Il premier francese Manuel Valls al Presidente Abdalfatah al-Sisi, "le vuoi tutt'e due, no?"

Il premier francese Manuel Valls al Presidente Abdalfatah al-Sisi, “le vuoi tutt’e due, no?”

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russi ed europei tolgono agli USA il monopolio sui velivoli di 4.ta generazione

Valentin Vasilescu, Reseau International 12 aprile 201616cde3fd7b3032d549d492dcb0b86295-960x64045 anni dopo il primo volo dell’F-16, Lockheed Martin Corporation vuole smantellarne la linea di produzione nello stabilimento di Fort Worth (Texas). Il motivo è l’assenza di ordini di nuovi velivoli di 4.ta++ generazione e concentrarsi sulla costruzione di velivoli di 5.ta generazione F-35. Se l’anno scorso ha costruito 11 F-16, quest’anno saranno solo 8, mentre nel 1987 erano uno al giorno. Questa decisione potrebbe creare problemi per i Paesi che hanno le versioni precedenti dell’F-16, a causa della carenza di pezzi di ricambio. Ma poi, solo circa 600 F-35 A/B/C entreranno nell’arsenale del Pentagono per sostituire oltre 900 F-16 C/D dell’US Air Force e della Guardia Nazionale che attualmente utilizza gli F-16 A/B. I ritardi del programma dell’F-35 sono dovuti in gran parte all’ambizione di Lockheed Martin di produrre con quasi gli stessi sottoinsiemi tre diversi aeromobili (F-35A a decollo convenzionale, F-35C per le portaerei ed F-35B a decollo e atterraggio verticale per le portaelicotteri). Non prima del 2020-2022 Danimarca, Olanda, Israele, Norvegia, Taiwan e Bahrayn potranno acquisire tutti gli F-35 ordinati, perché non possono permettersi di acquistare aerei. Poi questi Stati, che hanno vecchi F-16 A/B, probabilmente li rivenderanno a Romania, Bulgaria, Croazia e Paesi baltici, soliti acquistare F-16 usati a prezzi da aeromobili nuovi. Belgio, Giordania e Portogallo non possono permettersi di acquistare nuovi aerei, useranno i loro F-16 A/B fino alla fine. Al contrario Thailandia, Indonesia, Venezuela già sostituiscono i loro F-16 A/B con i nuovi aerei russi Su-30 e Su-35. Lo stesso dilemma si presenta per la società statunitense Boeing sul mantenimento della linea di produzione di velivoli di 4.ta++ generazione F-18 Hornet E/F ed EA-18G Growler, con l’opzione per sostituire tutti gli F-18 dell’US Navy con gli F-35C per le portaerei e gli F-35B per le portaelicotteri dei Marines. Il Canada, che possiede 73 CF-18A/B dal 1982, si rifiuta di comprarne altri, preferendo espandere le risorse per i velivoli dal 2025. La Spagna ha sostituito i suoi vecchi F-18A/B con 34 Eurofighter. Boeing aveva un contratto per 24 F-18E/F con il Quwayt, che li ha mollati per 28 velivoli Eurofighter. Da parte sua, dopo un lungo periodo durante cui si chiese se por termine alla produzione dei velivoli di 4.ta++ generazione Rafale, la società francese Dassault ha abbastanza contratti per mantenere la linea di produzione (36 Rafale per l’India, 24 per l’Egitto e 24 per il Qatar).
Tuttavia, la Russia trae il massimo vantaggio da questa situazione, grazie al basso costo e all’alta qualità della sua tecnologia, sul mercato degli aeromobili di 4.ta++ generazione. La campagna militare di sei mesi in Siria ha raggiunto i suoi obiettivi, in particolare la Russia promuovere i suoi aerei. La Russia è al secondo posto nelle esportazioni di armi nel mondo, con il 27% delle vendite dello scorso anno, per un valore di 15,5 miliardi di dollari. Al salone degli armamenti Singapore Air Show (16-21 febbraio 2016), l’Algeria ha firmato un contratto con la Russia per il primo lotto di 12 nuovi aerei Su-34 (variante da esportazione del Su-32). L’intenzione dell’Algeria è acquisire in totale 40 aerei Su-34 e 14 aerei Su-35. Entro il 2017, l’Algeria riceverà dalla Russia 14 aerei multiruolo Su-30MKI e il Venezuela altri 12 aerei Su-30MK2. L’Egitto sarà felice di ricevere i MiG-29 indiani della portaerei Vikramaditya (ex-Admiral Gorshkov) ed ha avviato negoziati con la Russia per l’acquisto di 46 MiG-29 d’attacco aeronavale (possibile variante MiG-29K/KUB) al posto degli ultimi MiG-21 ed F-7 dell’Aeronautica egiziana. Nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, l’Iran acquisirà 36 nuovi aerei Su-30SM, mentre la Cina ha ricevuto 24 aerei Su-35 e l’Indonesia 10 Su-35. La Malesia, che ha 18 Su-30MKM, vuole sostituire 12 vecchi MiG-29N con Su-34 e Su-35.mig_29smt_by_maxodavion-d98crc4Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA ammettono che l’F-35 è un inutile costoso giocattolo

Gli ufficiali statunitensi finalmente ammettono che il programma da 400 miliardi di dollari F-35 è inutile, ma non fermeranno il programma comunque
David Axe, The Daily Beast, 18 marzo 2016 – Russia Insider1490842Nei primi anni 2000 l’esercito statunitense aveva un sogno, sviluppare un nuovo jet da combattimento “universale” che potesse fare, beh, praticamente tutto ciò che l’esercito chiede ai suoi diversi aerei. Ma il sogno del Joint Strike Fighter F-35 è diventato un incubo. Il programma è in ritardo di sei anni e di decine di miliardi di dollari sul budget. E ora, 16 anni dopo, coi prototipi del JSF appena decollati, gli alti ufficiali finalmente capiscono quale trauma il programma da 400 miliardi di dollari abbia inflitto a finanze e prontezza bellica degli USA. In un momento notevole, per diverse settimane da febbraio, alti ufficiali e burocrati hanno pubblicamente riconosciuto i danni basilari del programma dell’aereo da guerra. Ma i tempi del mea culpa militare sono… interessanti. Mentre ammettono le colpa, l’F-35 supera i passaggi miliari burocratici, rendendolo quasi impossibile annullarlo. Troppi soldi sono già stati spesi. Troppi posti di lavoro sono in gioco. Troppi F-35 già escono di fabbrica. Il Pentagono può liberarsi la coscienza per i misfatti del caccia, perché ora, così tardi, è libero di farlo. Gli ufficiali già ammisero che il nuovo jet manca di manovrabilità, che le prove sono in ritardo e che il suo software è ancora incompleto. Ultimamente i capi militari hanno rivelato che le tre versioni del jet F-35 non sono così compatibili quanto avevano promesso. Inoltre, un funzionario ha ammesso che gli aerei sono così costosi che dotarne tutte le squadriglie di caccia dell’US Air Force li costringerebbe a ridurre di un quinto gli squadroni. E i due generali che hanno lanciato l’idea dell’aviogetto universale, infatti, confessano che sia così concettualmente viziato che è improbabile che il Pentagono ci proverà di nuovo. Oggi Air Force e Navy gettano i piani per i cosiddetti jet di “sesta generazione” per infine sostituire l’F-35. “Si dovrà pensare veramente molto se c’è realmente bisogno di caccia di sesta generazione e di quanta sovrapposizione si veramente necessaria tra Marina e Aeronautica“, afferma il Tenente-Generale dell’US Air Force Christopher Bogdan, direttore del programma JSF, a un seminario militare a Washington DC del 10 marzo. “A questo punto pensiamo che avranno missioni abbastanza diverse da non esserci uno stesso aereo“, aveva detto il Tenente-Generale James Holmes, Vicecapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, ai giornalisti a febbraio. Leggendo tra le righe delle dichiarazioni di Holmes e Bogdan, la delusione è evidente. Il Joint Strike Fighter semplicemente non ha funzionato come i militari speravano. Il sogno di un caccia universale s’è dimostrato una fantasia.
A dire il vero, l’F-35 aveva grandi ambizioni. L’aereo monomotore a doppia deriva dal naso angolare e le ali tozze, doveva esser sufficientemente veloce e maneggevole per combattere altri aerei. Avrebbe anche la capacità stealth e di carico per penetrare le difese nemiche e spazzare via gli obiettivi a terra. E non solo l’F-35 doveva decollare da basi terrestri come la maggior parte dei caccia convenzionali, ma doveva anche decollare da portaerei o alzarsi verticalmente dalle navi d’assalto. Per fare tutto questo oggi, il Pentagono possiede non meno di otto diversi tipi di caccia. Per i combattimenti F-15 e F-16. Per l’interdizione gli A-10. Diversi aerei imbarcati F/A-18. L’Harrier per il decollo verticale. Il programma Joint Strike Fighter, con Lockheed Martin quale appaltatore principale, dovrebbe sostituire la quasi totalità di questi aerei, migliaia, con solo tre versioni assai simili dell’F-35. Un maneggevole F-35A per l’Air Force. La versione F-35B per il Corpo dei Marines con un ulteriore motore con ugello verso il basso per i decolli verticali. L’F-35C della Marina con un’ala più grande per il lancio dalla portaerei. Riducendo otto modelli da combattimento a soli tre versioni del medesimo progetto, secondo i militari, avrebbe incrementato l’efficienza di produzione, addestramento e ricambio, salvando decine se non centinaia di miliardi di dollari. Ciò presume che F-35A, F-35B e F-35C sarebbero molto simili. Si potrebbe costruire una fusoliera di base con la cabina di guida, e adattare ali diverse o altri motori a seconda delle necessità. I militari puntavano al 70 per cento di “compatibilità”. In altre parole, i tre quarti di, per esempio, un caccia F-35A dell’Air Force sarebbero stati uguali, per esempio, all’F-35C della Navy. Il 70 per cento di compatibilità si è rivelato impossibile, con ogni arma che richiedeva sempre più specifiche per i propri F-35. Quindi, oggi i vari modelli sono per lo più incompatibili. “Dal 20 al 25 per cento”, dichiarava Bogdan il 10 marzo. Infatti, la cosa principale che le tre versioni hanno in comune è la designazione F-35. Altrimenti sono dei progetti essenzialmente diversi, cosa che il programma Joint Strike Fighter all’inizio cercava di evitare. L’assenza di compatibilità spiega il prezzo elevato dell’F-35. Ogni aereo costa più di 100 milioni di dollari, decine di milioni più di quanto Lockheed ed esercito avevano preventivato all’inizio del programma. Spingendo l’Air Force, in particolare, a ridurre il numero di F-35 da acquistare ogni anno. L’arma sperava di procurarsi ben 80 F-35 ogni anno, e invece passa a meno di 50. Così se l’Air Force dovesse sostituire rapidamente tutti i suoi vecchi F-15, F-16 e A-10 con gli F-35, potrebbe farlo solo riducendo in modo significativo il numero gli squadriglie in prima linea. Ma poi l’Air Force sarebbe troppo piccola per esercitazioni, schieramenti internazionali ed operazioni di combattimento che il Pentagono prevede, secondo Robert Job, vicesegretario alla difesa. “Se mi dicessero che saremmo scesi da 54 squadriglie di caccia tattici a 45, ma tutti F-35, non sono certo che direi che sia una buona cosa“, aveva detto Job alla rivista specializzata Flight Global il 10 marzo. L’Air force non può permettersi di ridurre gli squadroni e, inoltre, non può permettersi di comprare abbastanza nuovi F-35 per tutte le squadriglia di cui ha bisogno. A questo punto, abbandonare l’F-35 è politicamente impossibile. Produrre l’aviogetto riguarda 1300 fornitori con 133000 posti di lavoro in 45 Stati. Il Corpo dei Marines ha dichiarato che il suo primo squadrone di F-35 doveva essere pronto nel luglio 2015. L’Air Force dovrebbe dichiarare l’operatività a dicembre, e la Marina due anni dopo.
E’ sempre più difficile liquidare un programma quando è già in produzione e i servizi hanno deciso che è veramente importante completarlo“, aveva detto Gordon Adams, professore di politica estera presso l’American University, a Bloomberg. Job ha detto che c’è una sola soluzione per la traballante potenza aerea del Pentagono, continuare a comprare F-35 mantenendo in servizio anche i caccia più anziani, alcuni dei quali costruiti negli anni ’70, fino al 2040. L’esercito statunitense ritira generalmente i caccia dopo 30 anni di volo. Mantenerne alcuni per 70 anni sarebbe senza precedenti. Allora gli aerei potrebbero essere surclassati dai molto più moderni jet russi e cinesi. La prospettiva del 70.enne F-15 che combatte contro nuovissimi aerei russi fa venire i brividi ad alcuni congressisti, che segnalano la volontà di aggiungere altri 5 F-35 per il bilancio dell’Air Force del 2017, nonostante le recenti ammissioni sul fallimento del programma da parte degli alti ufficiali. “Non possiamo permetterci di pensare che il nemico assomigli alle minacce di guerre recenti, né possiamo supporre che i combattimenti futuri non richiedano un maggior numero di velivoli avanzati“, aveva detto il senatore Tom Cotton, repubblicano dell’Arkansas e presidente della sottocommissione servizi armati del Senato, a un’audizione sul bilancio dell’8 marzo.
Gli ufficiali possono confessare tranquillamente che l’F-35 non funziona come previsto perché, a questo punto, non c’è alcun modo con cui militari o Congresso possano rottamare il programma. L’equivalente aereo della fetta di torta… anche da mangiare.eurofighter_risultatoTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russia e Cina vinceranno la nuova corsa agli armamenti

Gli Stati Uniti hanno accumulato un ritardo per via del sistema economico e politico corrotto e monopolista del loro Stato profondo
Jon Hellevig, Russia Insider 10 marzo 2016179112Molti credono che il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan progettò il crollo dell’Unione Sovietica con il suo programma per la corsa agli armamenti “Star Wars”. In effetti, il programma fu più retorico che reale e personalmente non credo che avesse eliminato l’Unione Sovietica, che invece crollò a causa dal declino dell’economia non competitiva e il venir meno della fede ideologica. Tuttavia, è senza dubbio vero che l’URSS spese troppe risorse economiche e finanziarie per la difesa, sia direttamente che indirettamente. Il grande paradosso è che questa volta la nuova corsa agli armamenti, continuando la nuova guerra fredda, probabilmente spezzerà l’economia degli Stati Uniti, piuttosto che quella russa. Ciò sembra incredibile per la maggior parte delle persone, soprattutto vedendo il grafico sottostante diffuso sui media.arm-salesMa in realtà questo grafico è piuttosto la prova della debolezza degli Stati Uniti. Mostra che gli Stati Uniti già spendono enormi quantità di denaro, ma non hanno tuttavia alcuna superiorità militare schiacciante su Cina e Russia, al contrario, perdono costantemente vantaggio. Vanno prima risolte due ipotesi principali alla base del saggio. La prima è, che sì c’è una nuova guerra fredda. I leader russi e occidentali e i loro media sono riluttanti ad ammetterlo. Da parte russa l’idea era abbassare i toni, mentre penso che l’occidente sia riluttante ad ammetterlo per evitare che la popolazione si renda conto che effettivamente trascinano il mondo in una nuova guerra fredda con il rischio della distruzione termonucleare. Fortunatamente, il Primo Ministro russo Medvedev ha riconosciuto opportunamente l’inevitabile nella famosa Conferenza sulla sicurezza di Monaco, “la politica della NATO nei confronti della Russia è ostile e oscura, e parrebbe si sia tornati indietro con la nuova guerra fredda“. La seconda ipotesi è considerare Russia e Cina alleati sulla materia oggetto del presente saggio. Russia e Cina sono le fondatrici economico-militari della Shanghai Cooperation Organization, comunque per nulla un’alleanza tipo NATO con impegni militari congiunti in caso di attacco. I leader dei due Paesi ovviamente sottolineano in pubblico che non c’è alcuna alleanza formale e che la loro cooperazione non è diretta contro un qualsiasi altro Paese. E’ vero che non è diretta contro altri Paesi, nel senso che i due Paesi non preparano una guerra offensiva. Ma sono impegnati a costruire le difese per proteggersi da un nemico molto chiaro, l’espansionismo dell’impero degli Stati Uniti e della loro coalizione di Stati vassalli sotto l’ombrello della NATO. Entrambi i Paesi sanno molto bene che l’obiettivo delle élite occidentali guidate dagli Stati Uniti è l’egemonia mondiale assoluta e perciò devono sottomettere Cina e Russia. Così è chiaro che tale strategia prevede la sottomissione della Russia, in primo luogo mediante un’operazione di cambio di regime, o una guerra aperta o sabotandola con la guerra economica e il terrorismo. Con la Russia sotto controllo, l’occidente poi circonderebbe la Cina con sanzioni e guerre. Alcun altro Paese al mondo potrebbe mantenere una posizione indipendente verso l’occidente se Cina e Russia cedessero. E’ da tali considerazioni che si cumulano le spese per la difesa russa e cinese confrontandole con quelle dell’occidente, e in particolare statunitense.56db7142c461880d138b456aNon è oro tutto ciò che luccica
Torniamo ora ai paradossali dati sulle spese militari. Non vi è dubbio che gli USA spendano nominalmente molto di più di Cina e Russia insieme, ma la questione non è quanto spendano, ma cosa ne ricavino. Va sottolineato che non sappiamo di sicuro quanto questi Paesi in realtà spendano perché, alla fine, i bilanci non sono così trasparenti. Ma supponiamo che gli Stati Uniti spendono 700 miliardi di dollari, la Cina 220 e la Russia 40-50 (è molto difficile affermarlo dato il cambio di valuta volatile del rublo rispetto al dollaro). Così non credo che ci sia molta differenza per la spesa dei vassalli europei degli Stati Uniti. Mi concentrerò qui sulla Russia, ma la maggior parte delle considerazioni si applica anche alla Cina. Con questi dati sembrerebbe che gli Stati Uniti spendano circa tre volte più di Cina e Russia assieme, e circa 15 volte di più della sola Russia. Ma c’è differenza tra spesa e spesa. Soprattutto se si pensa alla capacità di questi Paesi di sviluppare e produrre nuovi armamenti avanzati. In primo luogo, dobbiamo considerare la parità di potere d’acquisto (PPP) tra questi Paesi. In generale, il PPP di un dollaro è 3 volte di più in Russia, il che significa che con un dollaro si ottengono tre volte più cose in Russia che negli Stati Uniti. Con la caduta del cambio del rublo negli ultimi due anni, il PPP potrebbe essere superiore a 3; per di più si stima che il tasso sia ancora nettamente superiore nel settore militare, potendo essere 5 (o anche più). Il coefficiente PPP cinese con gli Stati Uniti d’America va stimato almeno 4. Così solo regolando la spesa militare con il coefficiente PPP vediamo che in realtà gli Stati Uniti non hanno un vantaggio su Cina e Russia; potrebbe ancora essere il contrario. Facendo un esempio concreto, il drone cinese Wing Loong costa solo 1 milione di dollari, mentre l’equivalente statunitense, dalle stesse capacità, il Reaper MQ-9, costa ben 30 milioni di dollari. Può darsi solo che i complessi militari-industriali russo e cinese siano molto più efficienti di quello statunitense, ma è abbastanza strano. Un altro fattore è che una parte enorme (non so quanto esattamente) della spesa militare degli Stati Uniti serve a mantenere le basi militari nel mondo, una mera perdita di risorse che danneggia lo sviluppo della difesa. Secondo alcune stime gli Stati Uniti hanno 800 basi nel mondo, e soprattutto militari e marines in 160 Paesi ed anche sulle costose basi galleggianti della Marina, i 10 gruppi di portaerei. Tutto sommato, ciò significherebbe che mezzo milione di soldati con famiglia è all’estero. Russia e Cina non hanno alcun corrispondente onere nel mantenere una forza imperiale diffusa nel mondo.article-1253068-086E1005000005DC-519_964x886Wall Street incontra War Street
Il più grande peso sul bilancio della difesa degli Stati Uniti deriva dal rapporto simbiotico del complesso militare-industriale con la finanza, Wall Street con War Street. Si tratta della cartolarizzazione del complesso militare-industriale degli Stati Uniti. I principali fornitori sono tutti quotati in borsa e quindi i contratti della difesa hanno enormi margini di profitto per soddisfare le esigenze dell’ideologia del mercato azionario. I contratti non sono aperti a qualsiasi tipo di gara, ma assegnati da macchinazioni nello Stato profondo, dove i congressisti che campano di contributi elettorali fanno i passacarte. Tale meccanismo garantisce che i contratti abbiano i margini di profitto richiesti. Non ho alcuna cifra reale, ma sarebbe enorme. E’ assai probabile che circa il 30% del bilancio militare degli Stati Uniti finisca in tali margini di profitto, poi riversati come dividendi, o peggio, pagamenti dei profitti di giochi azionari. Considerando ciò, il denaro reale rimasto per lo sviluppo militare e la produzione fisica è di gran lunga inferiore a quello che Cina e Russia raccolgono. La sindrome di Wall Street precisa, inoltre, che tutti i contratti di outsourcing presumibilmente garantiscano operazioni più efficienti, ma in realtà drenano ulteriormente il sistema con contratti costosissimi e altri margini di profitto. Un piccolo ma buon esempio fu il contratto per la costruzione di un centro fitness a Camp Lemonier di Gibuti per 25,5 milioni di dollari (2013). La corruzione automatica del sistema consente di decidere qualsiasi margine, potendo sempre motivarlo con i “disagi” all’estero. Poi vi sono le forme più tradizionali di corruzione, anche se spesso travestite da consulenze. Negli Stati Uniti si è liberi di pagare un consulente qualsiasi con tasse esorbitanti. Tuttavia, sempre e comunque anche qui miliardi scompaiono in modi assai tradizionali. Parte interessante e cruciale della corruzione sono i contributi elettorali che scendono dai fornitori della difesa ai membri del Congresso per far continuare il carosello. Ecco un articolo interessante su questo argomento: Come la corruzione sabota i militari statunitensi. Le armi degli Stati Uniti contro le armi russe. Chi vince.

Le prove si accumulano
Vi sono sempre più articoli che rivelano come il sistema in realtà non possa più produrre armi come si deve, come evidenziato ad esempio dal miliardario fiasco del programma dell’aviogetto da combattimento F-35, di cui ci sono sempre più documentazioni. Ma non si tratta solo dell’F-35, si è anche parlato del fallimento della nuova classe di cacciatorpediniere. E i miliardi affondati per lo scudo missilistico che non riesce a proteggere il continente americano. Ecco un articolo che smantella in modo convincente il mito che la Russia sia inferiore agli Stati Uniti nella tecnologia militare. Sembra effettivamente esserci molta verità metaforica nell’aneddoto della “penna spaziale”, secondo cui gli scienziati della NASA vollero ideare una penna che funzionasse nello spazio, spendendo milioni di dollari dei contribuenti per sviluppare una penna che scrivesse in assenza di gravità. La battuta finale è che le controparti sovietiche invece usarono le vecchie matite. (In realtà, però, la società privata Fisher Pen Company, senza alcun finanziamento governativo, sviluppò la vera penna spaziale). Il sistema corrotto e iperbolico della macchina da guerra permanente statunitense favorisce costosi e presuntuosi programmi di ricerca e sviluppo che mirano a una superiorità finale che spesso viene sopraffatta dagli ingegneri russi che lavorano secondo bilanci più rigidi. Un meraviglioso esempio è dato da Saker su come le bombe di ferro “stupide” russe siano quasi altrettanto precise delle bombe intelligenti statunitensi se sganciate da 5000 metri.

La Russia vince per il suo sistema economico e politico più sano
Considerando tutto questo, e molto di più, sembra che gli Stati Uniti non trarranno altra efficienza aumentando i fondi per la difesa. Facendo i calcoli, credo che per ogni 10 miliardi di dollari che Russia e Cina spendono, gli Stati Uniti dovrebbero spenderne 50-100. Tuttavia, vi sono preoccupazioni che il sistema sia così marcio che alcuna quantità di nuovi fondi potrebbe salvarla. Si tratta di somme di denaro che gli Stati Uniti non potrebbero semplicemente tirar fuori trovandosi affrontare a serie sfide per finanziare le fatiscenti infrastrutture nazionali e un sistema finanziario che potrebbe collassare un qualsiasi giorno. Il rischio della crisi finanziaria imminente è profondamente sostenuto dallo studio dell’Awara. Combinando tutte le considerazioni fatte, si vede che Russia e Cina non sono alla testa delle spese militari ma effettivamente sarebbero in vantaggio sostanziale rispetto agli Stati Uniti. La grande ironia è che gli Stati Uniti perdono la nuova corsa agli armamenti per gli stessi motivi per cui l’URSS crollò. Gli Stati Uniti hanno ora, proprio come l’URSS, un sistema economico non competitivo e monopolistico volto a soddisfare le esigenze di una piccola élite corrotta, anziché le esigenze della società. E questo coincide con la crescente consapevolezza della popolazione statunitense, proprio come nell’URSS, che il sistema è insostenibile e va verso il punto di rottura. Il sistema ad economia di mercato della Russia con significativa componente statale, soprattutto nel settore militare, sembra di gran lunga superiore al pervertito capitalismo monopolistico oligarchico dello Stato profondo degli USA di oggi.120531032713-amarc-aircraft-horizontal-large-galleryPS. Sono stato molto aiutato nel formulare le mie idee leggendo il libro di Mike Lofgren, Stato profondo: la caduta della Costituzione e l’ascesa del governo ombra, a cui devo la meravigliosa formulazione di “Wall Street e War Street”. Che gli Stati Uniti abbandonino la democrazia evolvendo in un’oligarchia è dimostrato in modo convincente da uno studio della Princeton University, ampiamente pubblicato, per esempio qui. Anche molto significativamente, l’ex-presidente Jimmy Carter s’è espresso contro tale flagello: Jimmy Carter: gli Stati Uniti sono completamente sovvertiti dagli oligarchi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Mantenere il complesso militare-industriale

Jonathan Marshall, Consortium News, 1 febbraio 2016

Poiché aveva comandato le forze alleate nella seconda guerra mondiale, il presidente Eisenhower capì gli eccessi dell’industria bellica e avvertì gli statunitensi sui pericoli del complesso militare-industriale, una forza che continua a dirottare decine di miliardi di dollari delle tasse, come Jonathan Marshall spiega.1027104732La macchina delle acquisizioni militari statunitense può essere l’unico sistema di trasferimento di ricchezze di maggior successo mai concepito, passa decine di miliardi di dollari ogni anno dai contribuenti ordinari alle tasche dei grandi appaltatori della difesa e dei loro alleati nel Congresso. Ma come fornitore di equipaggiamenti per difendere gli Stati Uniti dalle minacce realistiche, è sempre più disfunzionale ogni anno che passa. I piani dell’attuale amministrazione chiamano a spendere un trilione di dollari nei prossimi 30 anni per “modernizzare” l’arsenale nucleare degli Stati Uniti per combattere una guerra inutile che potrebbe decimare le principali civiltà del mondo. Allo stesso tempo, il Pentagono chiede ancor maggiori somme per ammodernare i sistemi d’arma convenzionali più adatti ai conflitti Est-Ovest degli anni ’50 rispetto alle schermaglie di oggi con gli insorti in Medio Oriente, Asia e Africa. La spesa per i principali programmi di acquisizione militare balzano del 23 per cento, tenuto conto dell’inflazione, dall’anno fiscale 2015 a quello 2022. Peggio ancora, Congresso e amministrazione spendono molto di quel denaro in armi che nemmeno funzionano, come viene pubblicizzato. Uno dei più grandi piloti delle nuove acquisizioni è l’F-35 Joint Strike Fighter. L’aereo è troppo costoso e sofisticato per semplici bombardamenti in Siria o Afghanistan, ma anche storpio nei duelli aerei contro i caccia più avanzati di Russia e Cina. Ma è ideale a un solo scopo: col costo totale del programma che si proietta oltre il trilione di dollari, tale programma non mancherà di tenere a galla Lockheed Martin e subappaltatori in 46 Stati per almeno i prossimi vent’anni. Al programma F-35 sono stati assegnati più di 12 miliardi di dollari da un disegno di legge omnibus passato al Congresso a dicembre per l’anno fiscale 2016. Il denaro dovrebbe comprare 68 aerei, oltre ai 44 acquistati nell’anno fiscale 2015. Con l’intero programma, il Pentagono prevede di acquisire più di 2400 aerei. Il programma F-35 ha subito innumerevoli intoppi dal 2001. Per il New York Times, “Il programma è in ritardo di sette anni, i costi sono saliti alle stelle e le sopracciglia s’inarcano dopo che un prototipo è stato battuto da un vecchio F-16 in un dogfight simulato all’inizio dello scorso anno“. I critici notano che l’aereo è stato messo a terra per problemi di sicurezza, di software o altri, tra cui la tendenza a prendere fuoco sulla pista, 13 volte dal 2007. L’ultimo problema tecnico l’eccesso di peso del casco, costato 400000 dollari, che può causare fatali colpi di frusta ad alcuni piloti. Finché non sarà riprogettato, i piloti di peso inferiore a 65 kg staranno a terra. Lo scorso anno, lo stesso casco non era ancora capace di permettere ai piloti di distinguere aerei amici da quelli nemici, capacità piuttosto cruciale quando appaiono come puntini su uno schermo radar al di là del campo visivo. La stabilità dei motori degli aerei è stata valutata “estremamente scarsa” e altri sistemi chiave erano inaffidabili.
HMDS-F35Nella migliore delle ipotesi… faremo decollare un aereo instabile che non può eseguire molte missioni fondamentali per anni“, ha detto Jackie Speier, congressista democratica della California, la scorsa estate. “Nel peggiore dei casi, farà male alla gente o lo terremo a terra nell’hangar spendendo miliardi per l’aggiornamento“. Un pilota collaudatore che ha pilotato l’F-35 nei combattimenti aerei simulati, nel gennaio 2015, contro un vecchio (e molto più conveniente) F-16D, ha riferito che il maledetto aviogetto era incapace di superare l’F-16 nel dogfight. Cosa vera anche se il test era truccato, appesantendo l’F-16 con dei serbatoi di carburante per rallentarlo. Questo risultato ha confermato una simulazione al computer del 2008 degli analisti della RAND, azienda legata all’Aeronautica, riferendo che in un ipotetico conflitto con forze aeree e navali cinesi, l’F-35 verrebbe rapidamente spazzato via. L’ultimo jet degli USA soffre di “accelerazione inferiore, salita inferiore (rateo), virata sostenuta inferiore“, hanno scritto. “Ha anche minore velocità di puntata. Non può virare, salire, correre“. I costruttori dell’F-35 hanno dimostrato la loro superiorità in potenza di fuoco, politica però. Il Center for Responsive Politics ha riferito che nel 2014 il contraente principale dell’aereo, Lockheed Martin, ha distribuito oltre 4,1 milioni di dollari in contributi elettorali, integrati da 7,6 milioni da tre subappaltatori: Northrop Grumman, United Technologies e BAE. Il denaro è stato versato ai membri di Comitato della Camera Servizi Armati, House Appropriations Committee e commissione sugli Stanziamenti del Senato, così come al leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell del Kentucky.
L’F-35 non è l’unica arma malfunzionante del programma di approvvigionamento che drena denaro oggi. Il suo predecessore, l’F-22, s’è dimostrato costoso e sofferente di difetti cruciali ogni 1,7 ore di volo, in media. Anche se volò la prima volta nel 1997, non andò in combattimento che nel 2014, in una missione sulla Siria. Oppure si prenda la Littoral Combat Ship della Marina. Progettata per le missioni costiere, ha uno scafo di alluminio sperimentale che potrebbe essere vulnerabile a mare mosso e fondersi a temperature elevate (ad esempio causate da un attacco missilistico o una bomba). Nessuno lo saprà di sicuro, almeno fino al 2018, ma nel frattempo 24 navi sono state costruite o sono in costruzione. Il segretario alla Difesa Ashton Carter ha chiesto tagli al programma, ma la Marina è in aperta rivolta. Ma non si applauda la leadership civile del Pentagono che rapidamente risponde alla Marina. Carter vorrebbe utilizzare parte dei risparmi del programma navale per comprare più jet da combattimento F-35.F351

Il Pentagono ha speso 51 miliardi di dollari in progetti inutili
Ridus Fort Russ 1 febbraio 20161311476145772798383Washington ha steso l’elenco dei programmi militari irrealizzati costati enormi perdite finanziarie al ministero della Difesa. Gli Stati Uniti hanno stimato le enormi perdite del bilancio nei programmi militari mai completati. Arricchendo le aziende belliche ma senza essere utili all’esercito per le carenze del sistema del bilancio per le spese sui programmi. “Secondo il rapporto del Centro di studi strategici e internazionali degli Stati Uniti d’America, da inizio millennio Washington ha speso 51,2 miliardi di dollari in 15 programmi tecnologici militari abbandonati col sequestro del budget militare”, riferisce l’edizione statunitense di Business Insider. Come è stato affermato ai giornalisti dall’ex-segretario alla Difesa Robert Gates, una riduzione della spesa militare è attualmente la peggiore minaccia alla difesa statunitense.future-combat-systems18,1 miliardi di dollari furono spesi per i misteriosi “sistemi di combattimento futuri”, tra cui la produzione di nuovi veicoli da combattimento previsti per l’esercito, ma di cui infine le truppe non videro altro che prototipi.fort_sill_tanks_10_by_falln_stockUn tentativo di creare un veicolo di combattimento per il Corpo dei Marines finì male: il programma costò 3,3 miliardi. Lo stesso per l’obice semovente XM2001 Crusader (2,2 miliardi).0521439Al secondo posto nella lista delle spese c’è l’elicottero RAH-66 Comanche. Il suo sviluppo costò 7,9 miliardi di dollari. Come nel primo caso, l’esercito statunitense non ebbe il velivolo multiruolo da ricognizione e attacco promesso.csar-x-combat-rescue-helicopterFinì in un fallimento lo sviluppo dell’elicottero presidenziale VH-71. In questo caso 3,7 miliardi del bilancio furono sprecati. 200 milioni furono sprecati per creare l’elicottero di soccorso e altro mezzo miliardo per sviluppare un elicottero da ricognizione.noaa-18poesIl sistema satellitare nazionale operativo su orbita polare per il monitoraggio ambientale è nella terza posizione. Il suo sviluppo costò 5,8 miliardi di dollari. Un altro mezzo miliardo fu speso per un sistema a raggi infrarossi spaziale, progettato per l’allarme precoce sui lanci di missili balistici.airborne-laserLa creazione di sistemi laser a bordo di aerei al bilancio degli Stati Uniti costò 5,2 miliardi di dollari.765Inoltre, il Pentagono si rifiutò di sviluppare il velivolo multiruolo da controllo e coordinamento E-10 (1,9 miliardi).767 Italian Tanker and B-52 1/23/2007Un altro centinaio di milioni fu speso per creare un bombardiere di prossima generazione.cgxSoldi del bilancio furono sprecati anche dall‘US Navy. Il progetto per lo sviluppo di veicoli subacquei avanzati per le forze speciali fallì. Il progetto costò 0,6 miliardi di dollari. Il piano per creare il futuro incrociatore CG (X) (da 0,2 miliardi di dollari) non fu neanche avviato. Nonostante gli Stati Uniti abbiano sempre tagliato i finanziamenti ai propri programmi militari, Washington ha accettato di spendere 300 milioni di dollari per l’esercito ucraino. Il senatore John McCain, commentando la decisione, ha detto che le forze armate ucraine non hanno nulla per opporsi ai militari delle Repubbliche Popolari del Donbas, quindi Kiev ha necessità di ulteriori finanziamenti.Handout photo of workers on the moving line and forward fuselage assembly areas for the F-35 JSF at Lockheed Martin Corp's factory located in Fort Worth, TexasTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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