Nuovi dati suggeriscono che la Corea democratica avrebbe la bomba H

L’ottava conferenza dell’industria delle munizioni è stata chiusa il 12 dicembre
DPRK TodayI relatori della conferenza hanno parlato della devozione e degli instancabili sforzi compiuti dal rispettato leader supremo Kim Jong Un che ha guidato l’iniziativa per il completamento della forza nucleare di Stato. Hanno parlato dei successi e delle esperienze acquisite nel corso dello sviluppo e della produzione di potenti armi e bombe secondo lo stile coreano del Juche, e espresso risoluzione nel dimostrare dignità e spirito forte del Juche della Corea. Kim Jong Un ha concluso la conferenza. Ha detto che l’ottava edizione dell’Industria delle munizioni si è svolta col massimo splendore tra profonda attenzione e attesa dell’intero Partito e di tutto il popolo e le calorose congratulazioni da tutto il Paese per gli ammirevoli eroi del Juche della Corea che hanno portato a termine con successo la grande causa del completamento della forza nucleare statale. Si è congratulato caldamente con i partecipanti alla conferenza sui loro devoti sforzi per lo sviluppo dell’industria della Difesa basata sul Juche a nome del Comitato Centrale del Partito dei lavoratori della Corea e di tutto il popolo del Paese. Ha esteso il saluto di congratulazioni ai soldati della scienza della Difesa, apprezzando molto le grandi imprese in cui hanno partecipato, presso la conferenza su invito speciale del Comitato Centrale del Partito, dopo il successo del lancio di prova dell’ICBM Hwasong-15, grande vittoria appositamente registrata nella storia del Paese. Ha inoltre espresso le più sentite congratulazioni e ringraziamenti a tutti gli operatori nell’industria della Difesa, compresi tutti gli scienziati, i tecnici, i lavoratori e il personale di industrie, istituti e università, funzionari e altri lavoratori che si occupano della produzione e fornitura di munizioni che difendono in modo affidabile l’arsenale della rivoluzione del Juche con illimitata lealtà al Partito e alla rivoluzione e al più nobile patriottismo.
Ricordando caldamente la devozione di tutta la vita e gli instancabili sforzi del Presidente Kim Il Sung e del Leader Kim Jong Il che hanno creato da zero un’industria della Difesa autosufficiente, ha molto apprezzato i rivoluzionari precursori nell’industria delle munizioni immancabilmente fedeli all’ordine del Partito e ai leader nel corso della dura lotta per ottenere la grande vittoria di oggi. Ha detto che la nostra industria della Difesa dalla lunga storia e tradizioni orgogliose si è sviluppata nell’industria della Difesa moderna e autosufficiente in grado di fabbricare qualsiasi arma coi propri sforzi. Ha dichiarato solennemente che lo sviluppo di nuovi sistemi d’arma strategici, tra cui bomba atomica, bomba H e ICBM Hwasong-15 con gli sforzi e la tecnologia nazionali e la realizzazione della grande causa del completamento delle forze nucleari di Stato, rappresentano una grande vittoria storica del nostro Partito e del popolo del Paese raggiunto nella lotta mortale alle sfide con un costo elevato. Notando che rafforzamento delle capacità di difesa come maggiore affare di Stato e avanzata degli sforzi principali nello sviluppo dell’industria della Difesa sono la linea strategica costantemente rispettata dal Partito, affermava che la maggiore impresa di Kim Il Sung e Kim Jong Il per il Paese e la rivoluzione era avanzare l’idea e la linea di costruzione dell’industria della Difesa orientata al Juche, costruendo una robusta industria della Difesa in grado di difendere con fermezza la sovranità del Paese, la sicurezza del popolo e le conquiste della rivoluzione contro l’aggressione degli imperialisti”, attraverso i loro devoti sforzi. Ha detto che il Partito dei Lavoratori della Corea ha stabilito la linea per avanzare contemporaneamente la costruzione economica e la costruzione della forza nucleare come richiesto dalla situazione vigente e dalla rivoluzione in via di sviluppo, ed ha correttamente guidato la lotta per far avanzare la linea.
La posizione strategica del Paese è stata lanciata su un nuovo livello elevato grazie alla potente industria della Difesa basata su Juche, osservava, notando con orgoglio che una realtà così grande dimostra chiaramente la validità della decisione e dell’opzione del Partito nell’avanzare ed attuare la linea. Dicendo che la nostra potente industria della Difesa basata su Juche è la preziosa consuista dell’indomabile spirito rivoluzionario di scienziati, tecnici, operai e funzionari nel campo dell’industria delle munizioni che hanno fedelmente sostenuto il Partito col sangue e il sudore e con spirito combattivo, attuando devotamente la politica del Partito, li elogiava come rispettabile corpo che sfidava la morte a nome del Partito, mostrando in pratica con quale atteggiamento e posizione si dovrebbero sostenere e attuare l’idea e la linea del Partito. Ancora una volta estendeva un profondo grazie agli scienziati, ai tecnici, ai lavoratori e ai funzionari dell’industria delle munizioni che hanno lottato eroicamente per attuare la linea di sviluppo simultaneo sui due fronti completando la costruzione della forza nucleare di Stato, condividendo il destino con il Partito e tutti coloro che hanno sostenuto in modo assoluto la politica del Partito di attribuire importanza all’industria della Difesa e hanno aiutato materialmente e moralmente l’industria della difesa mentre stringevano la cinghia. Indicando l’orientamento all”ulteriore glorificazione del Paese come potenza nucleare e militare più forte del mondo, definiva gli obiettivi a lungo termine, obiettivi primari, compiti strategici e compiti importanti da svolgere per sviluppare l’industria della Difesa del paese nell’ultra moderna industria della Difesa nel XXI secolo, fedele alla linea del Juche, e chiariva le vie da seguire. Ha detto che l’importante missione della nostra industria della Difesa è consolidare una difesa nazionale solida come una roccia e difendere così il Partito e la rivoluzione, il Paese e il suo popolo, garantire il successo della causa rivoluzionaria del Juche e guidare e accelerare la costruzione di una potente nazione socialista.
L’industria della Difesa nazionale basata su Juche continuerà a svilupparsi e vinceremo nella resa dei conti con gli imperialisti e gli Stati Uniti e certamente raggiungendo la causa del socialismo e la causa rivoluzionaria del Juche grazie alla bandiera della linea di sviluppo simultaneo dei due i fronti avanzati dal PLC; con gli eroici lavoratori nel campo delle munizioni e scienziati e tecnici di talento nell’industria della difesa nazionale fedeli al Partito, ha detto. Esprimeva la convinzione che gli scienziati dell’industria della Difesa nazionale e gli operai delle munizioni rafforzeranno la forza nucleare per qualità e quantità, fabbricando armi e equipaggiamenti avanzati in stile coreano e adempiendo così agli onorevoli missione e dovere nel mostrare pienamente la dignità e la forza della potenza militare socialista e affrettando la vittoria finale della rivoluzione del Juche. Grazie alla grande guida del PLC, la nostra industria della Difesa e Difesa autosufficiente saranno rapidamente rafforzate e la Corea democratica avanzerà vittoriosamente e divenendo la più forte potenza nucleare e militare del mondo, affermava, chiedendo di lavorare dinamicamente per il Partito e la rivoluzione e lo sviluppo dell’industria della Difesa basata sul Juche con unità di pensiero.
Al termine del discorso, i partecipanti hanno salutato con entusiasmo.

Nuovi dati suggeriscono che la Corea democratica avrebbe la bomba H
Sputnik 14.12.2017Un video di 30 minuti che mostra la conferenza del 12 dicembre nella capitale nordcoreana Pyongyang potrebbe svelare più del previsto l’entità della potenza militare della Corea democratica. Il video mostra, appesa sul muro delle realizzazioni nordcoreane nella produzione di armi, una foto del compianto Kim Jong-il che studia una sfera o un cilindro di grandi dimensioni. Mentre il video è troppo sfocato per stabilire se Kim Jong-il in realtà ispezionasse un’arma nucleare, ciò non impediva agli utenti dei social media dal fare speculazioni. “Questa è una bomba atomica o (cosa)?” si chiedeva un utente. Per quel che vale, l’arma nella foto somiglia alla bomba all’idrogeno con cui Kim Jong-un avrebbe posato quest’anno. Ma secondo la BBC non ci sono immagini disponibili del compianto Kim accanto a un’arma nucleare. Secondo l’agenzia di stampa centrale della Corea, la conferenza esaminava “risultati e conquiste nel lavoro per attuare la politica del partito sull’industria delle munizioni” e lo scopo di dare “piena forza all’invincibile potere della Corea socialista”. “Kim Jong-il effettuò i primi due test del regime, quindi durante il suo periodo avevano sicuramente armi atomiche e probabilmente erano di queste dimensioni“, affermava Shea Cotton del Centro James Martin per gli studi sulla non proliferazione. “Non credo che sia stato accidentalmente diffuso per errore, ma nemmeno che sia intenzionale. Penso che in molti modi, il regime non si preoccupi se gli USA sappiano che hanno queste armi“, affermava Cotton.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

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Crisi nordcoreana degli Stati Uniti e responsabilità del Giappone

Prof. Wada Haruki, Global Research 3 dicembre 20171. La crisi nord-coreana degli Stati Uniti si approfondisce
Nel novembre 2017, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump visitava l’Asia orientale. In Giappone, il Paese dove si fermava per primo, giocò a golf col Primo ministro giapponese Abe Shinzo, come se lui e Abe volessero mostrare che la visita non era altro che espressione di pacifica amicizia. parlarono della questione nordcoreana per “moltissimo tempo”. Il contenuto non ne fu divulgato. Nella conferenza stampa finale del summit, dopo che il primo ministro Abe dichiarò che lui e il presidente Trump “erano pienamente d’accordo sulle misure da adottare nell’analisi della situazione della Corea democratica“, disse: “Il Giappone sostiene costantemente la posizione del presidente Trump quando afferma che tutte le opzioni sono sul tavolo. Nei colloqui ho ancora una volta ribadito con forza che Giappone e Stati Uniti sono al 100% insieme“. Qual è l’obiettivo? Abe dichiarava di aver completamente accettato di “aumentare la pressione al massimo sulla Corea democratica con tutti i possibili mezzi” per far sì che abbandoni il programma nucleare. Nella RoK, il presidente Trump ha parlato all’Assemblea nazionale del popolo coreano, senza alcuna riserva o moderazione. In riferimento alla situazione nordcoreana, ha parlato di “Stato carcerario”, “gulag”, “Paese governato da un culto”, “regime brutale”, “Stato canaglia”. Ha avuto il coraggio di dire, “L’orrore della vita in Corea del Nord è così completo che i cittadini pagano tangenti ai funzionari governativi per farsi portare all’estero come schiavi. Preferirebbero essere schiavi che vivere in Corea del Nord“. Concluse che la Corea democratica è “un inferno che nessuno merita“. Chiamò il leader nordcoreano “tiranno” e “dittatore”. Dico al presidente Trump: “Come cittadino puoi accusare e denunciare il leader, il governo o il sistema nordcoreano come vuoi. Ma da presidente degli Stati Uniti, superpotenza militare, non dovrebbe parlare in questo modo. Noi giapponesi ricordiamo quando il presidente Bush, con veemenza, denunciò il regime di Sadam Husayn in TV alla vigilia dell’inizio della sua guerra all’Iraq”. Questo indirizzo di Trump non è solo una richiesta di resa. È peggio. Il presidente dice che desidera dal profondo del cuore che uno Stato così cattivo e immorale vada distrutto e che il suo popolo liberato. Nessun compromesso, nessuna negoziato. Ha detto: “Nonostante i crimini commesso contro Dio e l’uomo, daremo un futuro migliore. Iniziate con sospendere lo sviluppo di missili balistici e la completa, verificabile e totale denuclearizzazione“. Ciò significa che il leader nordcoreano dovrebbe arrendesi e capitolare incondizionatamente al presidente degli Stati Uniti. La crisi nordcoreana degli Stati Uniti si approfondisce. Massimizzare la pressione non porterà la Corea democratica ad arrendersi. Rafforzerà solo la crisi e l’inclinerà verso la fase militare. Osservatori della Corea democratica ed esperti di questa crisi hanno iniziato a parlare delle possibilità del governo USA di adottare misure militari contro la Corea democratica. Nel settembre 2017 un istituto inglese, il Royal United Services Institute, pubblicava un rapporto del vicedirettore generale Malcolm Chalmers, “Preparing for War in Korea“. Chalmers indicava due possibili modi con cui la guerra potrebbe iniziare.
Caso Uno. “La Corea democratica potrebbe colpire per prima se crede che gli Stati Uniti preparino l’attacco a sorpresa“.
Caso Due. “Un attacco degli Stati Uniti potrebbe essere innescato dalla Corea democratica per dimostrare nuove capacità, ad esempio attraverso test di missili arrivano vicino a Guam o California, il che potrebbe scatenare la decisione ‘ora o mai’ di Trump. Gli Stati Uniti potrebbero quindi lanciare un attacco preventivo contro la Corea democratica“.
Chalmers sottolineava che “dati i rischi di un attacco limitato, è probabile che l’attacco statunitense inizi su larga scala e si sviluppi rapidamente nell’attacco completo alle infrastrutture militari della Corea democratica“. Ora non c’è dubbio che affrontiamo il pericolo di una guerra degli Stati Uniti. Come possiamo impedirla? Dobbiamo tornare alle origini della crisi.

2. Le origini della crisi: il sistema di San Francisco
La crisi nord-coreana degli Stati Uniti è il risultato del conflitto Corea democratica-Stati Uniti. Le origini del conflitto si trovano nella guerra di Corea. (1) Nessuno dubita che le forze della Corea democratica abbiano superato il 38° il mattino del 25 giugno 1950. Questa guerra fu il tentativo di Kim Il Sung di unificare il Paese con le armi. La sua operazione fu approvata da Stalin e Mao Zedong, che fornirono armi e materiali militari. Ma il tentativo di Kim fu infine bloccato dalle forze armate statunitensi, chiamate forze delle Nazioni Unite. Successivamente, un altro tentativo di unificazione del Paese fu tentato da Syngman Ri con le forze delle Nazioni Unite. Ma il tentativo di Ri fu bloccato dalle forze comuniste cinesi. Poi la guerra civile coreana tra due stati coreani si trasformò in guerra sino-statunitense in Corea. Quando gli Stati Uniti entrarono in guerra per assistere la Corea del Sud, il Giappone era occupato da quattro divisioni dell’esercito statunitense sotto il comando del comandante supremo delle forze alleate (SCAP) Douglas McArthur. L’intero Giappone divenne automaticamente una base per le operazioni militari statunitensi in Corea. Durante la guerra, centinaia di bombardieri statunitensi B-29 da Yokota (vicino Tokyo) e Kadena (Okinawa) volarono incessantemente per bombardare eserciti, città, dighe e altre strutture della Corea democratica. Le Ferrovie, la Guardia Costiera e la Croce Rossa del Giappone collaborarono alla guerra degli Stati Uniti. I marinai giapponesi guidarono la 1a Divisione dei Marines nello sbarco ad Inchon, e dragamine della guardia costiera giapponese spianarono la strada alle forze statunitensi per lo sbarco a Wonsan. Il governo giapponese non decise di fornire questo sostegno in conformità a una propria politica. Piuttosto, era obbligato ad obbedire agli ordini dello SCAP incondizionatamente come Paese sconfitto e occupato. Il Giappone fornì basi militari vitali per le forze statunitensi nella guerra in Corea. Nella primavera 1951 fu chiaro che la guerra coreana sarebbe finita in parità. Il 10 luglio 1951 fu aperta a Kaesong la Conferenza dell’Armistizio. I negoziati furono difficili. La guerra continuò, mentre i negoziati per l’armistizio si aprirono. Due mesi dopo, una conferenza di pace col Giappone iniziò il 4 settembre 1951 a San Francisco. Quarantanove nazioni (incluso il Giappone) firmarono il Trattato di pace col Giappone l’8 settembre. Due ore dopo Yoshida e Dulles firmarono il Patto di sicurezza Stati Uniti-Giappone. Qui si formò un nuovo sistema nell’Asia orientale degli Stati Uniti. Possiamo chiamarlo Sistema San Francisco. (2) A rigor di termini, è il sistema della Guerra di Corea. Gli Stati Uniti erano decisi a continuarla per bloccare l’aggressione comunista. Sul lato nemico c’erano Unione Sovietica, Cina rossa, Corea democratica e Vietnam comunista. Dal lato alleato c’erano Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone, Taiwan, Filippine, Vietnam del Sud, Nuova Zelanda e Australia. Dato che gli Stati Uniti desideravano avere un Giappone indipendente come partner centrale dall’economia in ripresa, il Giappone fu risparmiato dal pagare le riparazioni. Ciò che era necessario dopo l’indipendenza era
1) il diritto di continuare a schierare le forze statunitensi in Giappone,
2) autorizzazione agli Stati Uniti di utilizzare il Giappone come base per operazioni militari in Estremo Oriente,
3) Permesso del Giappone alle Nazioni Unite di continuare a sostenere le forze ONU in Corea attraverso di esso.
Per confutare le possibili critiche che gli Stati Uniti avessero derogato alla sovranità giapponese, il Giappone fu sempre più incoraggiato ad assumersi la responsabilità della propria difesa. Gli Stati Uniti avrebbero dominato completamente Okinawa come base militare più importante della regione. L’anno successivo alla conclusione del Trattato di pace di San Francisco, il governo Yoshida cambiò la riserva della polizia di sicurezza in Forza di sicurezza nazionale (Hoantai ) e creò la forza di sicurezza marittima. Il 27 luglio 1953 la guerra di Corea terminò in un armistizio vicino al 38° parallelo quasi nello stesso punto in cui la Corea fu divisa nel 1945. La penisola coreana si stabilizzò in stallo tra nemici. L’armistizio interruppe la guerra, ma le ostilità persistettero senza la valvola di sicurezza della distensione della Guerra Fredda. Cina e Corea democratica rimasero fuori dal sistema di San Francisco. In Giappone, dopo la tregua della guerra di Corea, le Forze di autodifesa (terrestri, marittime e aeree) furono create nel 1954. Ma l’articolo 9 della Costituzione non fu rivisto. Il Senato adottato all’unanimità la risoluzione che proibiva alle forze di autodifesa di recarsi all’estero in caso di guerra. Così il Giappone rimase un peculiare “Stato pacifista” sotto l’ombrello della sicurezza statunitense del sistema di San Francisco. Nella penisola coreana, l’armata volontaria cinese e le forze armate statunitensi rimasero, una per difendere la RPDC e l’altra la RoK. Nel 1958 l’esercito cinese si ritirò totalmente dalla Corea democratica e nel 1961 la Corea democratica concluse trattati di amicizia, cooperazione e assistenza reciproca con Unione Sovietica e Cina. Il trattato con l’Unione Sovietica diede alla Corea democratica l’ombrello nucleare, così che potesse sentirsi sicura di fronte al sistema di San Francisco.
Il sistema di San Francisco permise agli Stati Uniti di condurre la guerra contro i comunisti vietnamiti dal 1965. La RoK raggiunse gli Stati Uniti in questa guerra. Il Giappone appoggiava la RoK col Trattato del 1965 e forni basi, materiali militari e strutture “ReR” (riposo e ricreazione) per le forze armate statunitensi. Nel gennaio 1968, la Corea democratica, cercando di creare un secondo fronte nella penisola coreana, inviò un’unità partigiana ad uccidere il presidente della RoK Park Chung Hi, invano. Mentre questo tentativo avventuroso fallì miseramente, Kim Il Sung abbandonò questa politica l’anno seguente. Il sistema di San Francisco non poteva assicurare agli Stati Uniti nemmeno il pareggio nella guerra del Vietnam. Per evitare di dare l’impressione di una miserabile sconfitta, il governo statunitense trovò una via d’uscita con la Cina. Nixon visitò Pechino nel febbraio 1972 per riconciliare Cina e Stati Uniti. Ciò portò al grande cambiamento al sistema di San Francisco. Negli anni ’70 la posizione internazionale della Cina cambiò drasticamente. La guerra di Corea fu combattuta tra le forze della Cina e della Corea democratica e le forze delle Nazioni Unite. Quest’ultimo campo comprendeva 16 Paesi: Stati Uniti, RoK, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Filippine, Thailandia, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Turchia, Etiopia e Colombia. Negli anni ’70 la Cina aprì le relazioni diplomatiche con quindici summenzionati Paesi, ad eccezione della sola RoK. Per la Cina, la guerra sino-statunitense terminò completamente e la guerra coreana finì. La RPDC voleva seguire la via cinese, ma era chiusa. Tredici dei 16 Paesi del campo delle Nazioni Unite aprirono le relazioni diplomatiche con la Corea democratica negli anni ’70 e ’80. Ma Stati Uniti, RoK e la Francia rimasero fuori da questo processo. Tra Sud e Nord ci furono alcuni cambiamenti, ma tra Stati Uniti e Corea democratica noi. Fondamentalmente, il confronto militare continua.3. L’inizio del nuovo conflitto: le due opzioni della Corea del Nord e gli Stati Uniti
Alla fine degli anni ’80 un grande cambiamento nella storia del mondo iniziò con la riconciliazione tra Stati Uniti e Unione Sovietica e le rivoluzioni dell’Europa orientale. Nell’autunno 1989 i governi comunisti di questa regione furono rovesciati. Quindi il governo sovietico cambiò radicalmente sistema politico e politica, e aprì relazioni diplomatiche con la RoK. I presidenti Gorbaciov e Roh Tae-wu s’incontrarono a San Francisco il 4 giugno 1990 per concordare l’apertura delle relazioni diplomatiche. I nordcoreani si sentivano in difficoltà. Il 2 settembre 1990 il ministro degli Esteri sovietico Shevarnadze visitò la Corea democratica per informarla della decisione del suo governo. Il Ministro degli Esteri della RPDC Kim Yong-nam gli lesse un memorandum. “Se l’Unione Sovietica stabilirà “relazioni diplomatiche” con la Corea del Sud, il trattato di alleanza RPDC-URSS sarà nominale. Se è così, siamo obbligati a prendere provvedimenti per procurarci da soli le armi che erano state finora fornite dall’alleanza“. (3) Ciò significava che una volta ritirato l’ombrello nucleare sovietico, la Corea democratica avrebbe dovuto disporre di proprie armi nucleari. Il 24 settembre 1990, una delegazione di partiti di governo ed opposizione giapponesi guidati da Kanemaru Shin e Tanabe Makoto visitò la Corea democratica. Kanemaru, ex-viceprimo ministro, parlò a Pyongyang, offrendo scuse profonde per “il dolore insopportabile e il danno causato dalle azioni del Giappone al popolo coreano“. Kim Il Sung espresse disponibilità ad avviare negoziati per la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi. Il 28 settembre è stata firmata una dichiarazione congiunta di tre parti, promettendo negoziati per la normalizzazione. In questa cruciale svolta storica, nella situazione disperata, i leader nordcoreani decisero di adottare due opzioni politiche per ottenere le armi nucleari e normalizzare le relazioni col Giappone. Gli Stati Uniti respinsero con veemenza il programma nucleare e non approvarono la normalizzazione del Giappone nelle relazioni con una Corea democratica con un programma nucleare. Pertanto, nel mondo che cambiava dopo la fine della Guerra Fredda, un nuovo conflitto iniziò tra Corea democratica e Stati Uniti sulla base delle opzioni della Corea democratica. I negoziati per la normalizzazione tra Corea democratica e Giappone, aperti nel gennaio del 1991, continuarono regolarmente fino al maggio 1992, quando si tenne il settimo round dei negoziati, ma nel successivo, l’ottavo del novembre 1992, il rappresentante della Corea democratica dichiarò i negoziati sospesi. La ragione principale della rottura fu che il rappresentante giapponese, su consiglio di Washington, chiese di chiarire i dubbi nucleari quale prerequisito per la normalizzazione. La seconda ragione fu che il rappresentante giapponese insisteva sul fatto che Taguchi Yaeko (Li Eun Hye) fosse vittima di un rapimento dei nordcoreani. Taguchi, o Li, era una donna rapita in Giappone che si dice fosse stata l’insegnante di Kim Hyon Hui, autore dell’attentato alla Korean Airlines del 1987. (4) Il governo degli Stati Uniti era molto sensibile al programma nucleare della Corea democratica a cui impose l’accettazione dell’ispezione dell’AIEA. Nella primavera 1993, i disaccordi tra Stati Uniti e Corea democratica si acutizzarono e nell’estate 1994 i due Paesi giunsero sull’orlo della guerra per il programma nucleare della Corea democratica. Fu la prima crisi bellica tra Stati Uniti e Corea del Nord. Questa crisi fu superata dalla visita dell’ex-presidente Carter e dai suoi colloqui con Kim Il Sung. Nell’ottobre 1994 fu concluso un accordo di congelamento nucleare. La seconda metà degli anni ’90 fu un periodo di difficoltà economica per la Corea democratica e della costruzione dei reattori ad acqua leggera sotto la guida del KEDO. Ma la costruzione non fu conclusa e non è chiaro di chi sia la colpa.
Nel giugno 2000, il presidente della RoK Kim Dae Jung visitò Pyongyang e incontrò Kim Jong Il. E nell’ottobre 2000 il numero due della DPRK, Cho Myong Rok, visitò Washington e incontrò il presidente Clinton. Era un momento di grande speranza, ma non durò a lungo. Alla fine dell’anno George Bush vinse le elezioni presidenziali. Nel settembre 2001 gli attacchi terroristici a New York e Washington cambiarono radicalmente l’atmosfera negli Stati Uniti e all’inizio del 2002 il presidente Bush definì Iraq, Iran e Corea democratica “asse del Male” ed espresso la determinazione a combatterlo. Sebbene il vento cambiasse, il Primo ministro giapponese Koizumi visitò Pyongyang il 17 settembre 2002 ed incontrò il Presidente Kim Jong Il . Questo fu il risultato di negoziati segreti di un anno con un emissario nord-coreano. Kim ammesso e si scuso del rapimento di un gruppo di civili giapponesi. Kim e Koizumi firmarono la Dichiarazione di Pyongyang coll’intenzione di procedere verso la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi. In questo documento, il Giappone si scusò per i danni e le sofferenze causate dal dominio coloniale giapponese al popolo coreano e promise cooperazione economica dopo l’instaurazione di relazioni diplomatiche. Inizialmente la diplomazia di Koizumi e le mosse per normalizzare le relazioni con la Corea democratica suscitarono una risposta pubblica positiva in Giappone. Ma i leader del movimento nazionale dei rapiti giapponesi accusarono i diplomatici di non aver verificato le informazioni sui cosiddetti “rapiti morti” e organizzarono una campagna contro l’instaurazione delle relazioni diplomatiche con la Corea democratica senza una soluzione completa del problema dei rapimenti. Sato Katsumi, presidente di tale movimento, parlò al comitato della dieta il 10 dicembre 2002, dicendo che il regime di Kim Jong Il era un regime militare fascista che va rovesciato il più rapidamente possibile. (5) Il governo degli Stati Uniti, che non fu consultato dal governo Koizumi, intervenne nei negoziati. James A. Kelly, sottosegretario di Stato per gli affari dell’Asia orientale e del Pacifico, visitò la Corea democratica ad ottobre e tornò per dire al governo giapponese che la Corea democratica avviava il programma di arricchimento dell’uranio. Ciò comportò forti pressioni sul governo Koizumi per rallentare i negoziati della normalizzazione. I rappresentanti di entrambi i Paesi s’incontrarono solo ad ottobre, ma in quell’occasione non poterono nemmeno decidere quando si sarebbero rincontrati. Nel marzo 2003, il presidente Bush iniziò la guerra all’Iraq. La Corea democratica era terrorizzata. Nell’agosto 2003 a Pechino si aprirono i colloqui a sei sul programma nucleare nordcoreano. Iniziò una discussione difficile. Il 22 maggio 2004 il Primo ministro Koizumi visitò Pyongyang e incontrò ancora una volta Kim Jong Il. Koizumi, lasciando Tokyo, dichiarò di essere deciso a “normalizzare le nostre relazioni anormali, a trasformare le relazioni antagoniste in amichevoli e relazioni ostili in cooperazione“. Le parole di Kim furono registrate dal Ministero degli Esteri giapponese e in parte diffuse da un programma televisivo. (6) Kim Jong Il disse a Koizumi, “Oggi vorrei dirvi, signor Primo Ministro, che è inutile avere armi nucleari. Ma gli statunitensi sono abbastanza arroganti da dire di aver messo sul tavolo le loro armi per un attacco preventivo contro di noi. Questo ci ha piuttosto sconvolti. Nessuno può tacere se minacciato da qualcuno con un bastone. Abbiamo concluso che avere armi nucleari è un bene che assicura il diritto all’esistenza. Se la nostra esistenza è assicurata, le armi nucleari non saranno più necessarie. Gli statunitensi, dimenticando ciò che hanno fatto, chiedono che abbandoniamo le armi nucleari. Non ha senso. Il completo abbandono delle armi nucleari può essere richiesto solo a uno Stato nemico che ha capitolato. Non siamo un popolo che ha capitolato. Gli statunitensi vogliono che ci disarmiamo incondizionatamente, come l’Iraq. Non obbediremo a una simile richiesta. Se gli USA ci attaccheranno con armi nucleari, non dovremmo rimanere fermi, senza fare nulla, perché se lo facessimo, il destino dell’Iraq ci attenderebbe“. D’altra parte, Kim Jong Il espresse disponibilità al dialogo cogli Stati Uniti. Disse a Koizumi, “Vogliamo cantare un duetto cogli statunitensi coi colloqui a sei. Vogliamo cantare canzoni cogli statunitensi finché le nostre voci non diventano rauche. Vi chiediamo, governi dei Paesi circostanti, di fornire l’orchestra. Un buon accompagnamento rende al meglio un duetto“. Queste parole presumibilmente furono trasmesse al governo degli Stati Uniti, ma adottò un atteggiamento severo. Anche questa volta, il governo Koizumi non riuscì ad andare avanti. Nel settembre 2005 si svolse a Pechino la quarta serie dei colloqui a sei. Questo round stilò il documento più impressionante sulla cooperazione. Secondo i suoi termini, la Corea democratica avrebbe abbandonato l’intero programma nucleare. E gli Stati Uniti s’impegnavano a non attaccare la Corea democratica e ad avanzare verso la normalizzazione delle relazioni. Ma l’atmosfera promettente svanì immediatamente, quando il Tesoro degli Stati Uniti impose sanzioni alla RDPC per presunto riciclaggio di denaro e altri reati. L’ultima possibilità fu scacciata. Nell’ottobre 2005 Koizumi nominò Abe Shinzo suo capo segretario di gabinetto, nominandolo difatti successore nel governo e nel partito al governo. Il 5 luglio 2006 la Corea democratica lanciò un missile Taepodong sopra il Giappone. Abe prese l’iniziativa d’imporre severe sanzioni alla Corea democratica. A settembre Abe, ora Presidente del Partito Liberaldemocratico e Primo ministro del Giappone, dichiarò nel suo primo discorso politico alla Dieta del 29 settembre 2006: “Non ci può essere normalizzazione nelle relazioni tra Giappone e Corea democratica a meno che la questione dei rapimenti non sia risolta. Per avanzare misure globali riguardanti la questione dei rapimenti, ho deciso d’istituire il “Quartier generale sul tema del rapimento” presieduto da me stesso… Con la politica del dialogo e della pressione, continuerò a chiedere con forza il ritorno di tutti i rapiti supponendo siano tutti ancora vivi. Riguardo alle questioni nucleari e missilistiche, cercherò una soluzione coi colloqui a sei, garantendo allo stesso tempo stretto coordinamento tra Giappone e Stati Uniti“. Con la formulazione di questo nuovo principio nell’affrontare la questione dei rapimenti, Abe chiuse completamente i negoziati per la normalizzazione con la Corea democratica. Questo passaggio si credeva adattarsi bene alla politica del governo degli Stati Uniti.
Il 9 ottobre 2006 la Corea democratica effettuò il suo primo test nucleare. Il governo Abe impose una seconda serie di sanzioni alla Corea democratica, vietando a qualsiasi nave nordcoreana di entrare nei porti del Giappone e vietando l’importazione di qualsiasi merce nordcoreana. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU condannò il test della Corea democratica nella risoluzione 1718. D’altra parte, l’amministrazione Bush fu scioccata dal test nucleare nordcoreano e cercò d’invitare la Corea democratica a cambiare politica. L’11 ottobre 2008 l’amministrazione Bush tolse la RPDC dalla lista degli Stati terroristi. La RPDC chiuse le strutture di Yongbyong. Ma questo non produsse una vera svolta nelle relazioni. Nel gennaio 2009 il presidente Obama entrò alla Casa Bianca. Il 13 febbraio Hillary Clinton, segretaria di Stato, disse alla Società Asia che gli Stati Uniti si sarebbero mossi per normalizzare le relazioni con la Corea democratica e concludere un trattato di pace, se la Corea democratica abbandonava il programma nucleare in forma completa e verificabile. Questa preparava un lungo capitolo della crisi nordcoreana degli Stati Uniti. Il 25 maggio 2009 la Corea democratica condusse il secondo test nucleare. Il 12 giugno, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottò all’unanimità la risoluzione 1874. Il governo giapponese adottò nuove sanzioni, vietando l’esportazione di merci giapponesi verso la Corea democratica. Il commercio tra i due Paesi fu completamente interrotto. Il 17 dicembre 2011, Kim Jong Il morì. Il successore fu suo figlio Kim Jong Un, 28enne. Senza abilità speciali o risultati speciali, avrebbe dominato questo Paese difficile, sostenuto dal sistema dello Stato di Partito. Nei primi due anni del suo governo, Kim Jong Un rafforzò il potere eliminando due consiglieri nominati dal padre e sostituendo i vecchi leader del partito e dell’esercito con uomini di una generazione più giovane. Cercò di crearsi la reputazione di amato dal popolo costruendo molte strutture come ospedali, parchi ricreativi e una pista da sci. Dopo tale preparazione, lavorò su diplomazia e affari militari, lasciando il compito delle riforme economiche al Primo Ministro e al suo governo. Ma nel 2012-2013 incontrò solo un giapponese e uno statunitense, il cuoco di Kim Jong Il Fujimoto Kenji e l’ex-star dell’NBA Dennis Rodman. Doveva concentrare l’attenzione sul programma nucleare e sui missili balistici. Questo è stato il suo fedele adempimento al testamento del compianto leader Kim Jong Il.4. Inizia la crisi nord-coreana degli Stati Uniti
Quando è iniziata davvero la crisi nordcoreana degli Stati Uniti? Direi con il quarto test nucleari della Corea democratica del 6 gennaio 2016. Il governo nordcoreano annunciò che si trattava di una bomba all’idrogeno. Il 7 febbraio la Corea democratica lanciò il satellite Kangmyongsung-4. Questi eventi scioccarono Stati Uniti, RoK, Giappone e Cina. La RoK decise di chiudere il complesso industriale di Kaesong. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU adottò all’unanimità la risoluzione delle sanzioni del 2 marzo. L’esercitazione militare USA-RoK Key Resolve iniziò il 7 marzo. A marzo, in Corea democratica furono testati continuamente missili a corto raggio e il 23 aprile fu effettuato il testa di un Submarin Launched Ballistic Missile (SLBM). Il 22 giugno la Corea democratica lanciò due missili a medio raggio Musudang e il giorno successivo un missile a lungo raggio Hwasong-10. I test di vari missili sono continuarono a luglio. Il 24 agosto la Corea democratica lanciò un SLBM e il 5 settembre tre missili nella ZEE giapponese. Poi si ebbe il quinto test nucleare il 9 settembre. Il ritmo elevato dei test era sorprendente. Questa tendenza non cambiò nel 2017. Il 12 febbraio la Corea democratica lanciò un missile Pukguksung-2 sul Mar del Giappone. Il 6 marzo, lanciò quattro missili balistici di cui tre caduti nella Zona economica esclusiva giapponese (ZEE). L’agenzia di stampa nordcoreana annunciò che furono lanciati “dal distaccamento di artiglieria che avrebbe attaccato le basi statunitensi in Giappone se si fosse verificata una situazione imprevista“. Il 14 maggio la Corea democratica lanciò un missile Hwasong-12, che dovrebbe volare per 4000 km. Il 4 luglio la Corea democratica testò l’Hwasong-14, il primo ICBM nordcoreano, che dovrebbe volare per 6000-9000 km raggiungendo Alaska, Hawaii e forse Seattle. E il 28 luglio la Corea democratica testò un altro ICBM, che dovrebbe volare per 14000 km, raggiungendo New York. Il governo degli Stati Uniti era seriamente spaventato. Nonostante la presenza della portaerei nucleare statunitense Carl Vinson nei mari dell’Asia orientale da aprile, i progressi della Corea democratica non potevano essere fermati. Ora so arriva alla vera crisi nordcoreana degli Stati Uniti. La crisi di oggi può essere chiaramente vista nel discorso del presidente Trump all’Assemblea nazionale della RoK.

5. Possibilità e responsabilità del Giappone
Come possiamo uscire da questa crisi? Senza dubbio, Stati Uniti e Corea democratica dovrebbero dialogare. Si dice che il governo degli Stati Uniti abbia contatti segreti o negoziati preliminari con la Corea democratica, ma il presidente Trump e il primo ministro Abe rafforzano la pressione nei suoi confronti, chiedendo di abbandonare tutti i programmi nucleari e missilistici in modo completo, verificabile e irreversibile. I funzionari nordcoreani dicono che non sarà possibile negoziare fin quando gli Stati Uniti non riconosceranno il possesso di armi nucleari della Corea democratica. La Cina propone il doppio congelamento dei programmi nucleari e missilistici della Corea democratica e delle esercitazioni militari congiunte annuali USA-RoK. La Corea democratica aveva proposto una simile idea agli Stati Uniti il 9 gennaio 2015. Ma ora non sembra trovare l’idea così attraente. Vuole di più. Vuole un cambiamento positivo dell’atteggiamento degli Stati Uniti. Qui propongo una via giapponese, perché il Giappone normalizzi incondizionatamente le relazioni con la Corea democratica. Ciò implica il riconoscimento incondizionato da parte del governo statunitense della normalizzazione delle relazioni tra Giappone e Corea democratica. Se questo passaggio è complementare alla proposta cinese di doppio congelamento, potrebbe verificarsi un cambiamento reale nella situazione sulla Corea democratica. Pensando concretamente alla normalizzazione delle relazioni Giappone-RPDC, vi è un buon modello. È “l’incondizionata instaurazione di relazioni diplomatiche con Cuba” da parte del presidente Obama. “Obama superò vari ostacoli e è riuscito a normalizzare le relazioni col vicino. Seguendone l’esempio, noi giapponesi possiamo passare all'”instaurazione incondizionata delle relazioni diplomatiche con la Corea democratica“. Ma naturalmente l’astensione della Corea democratica da ogni ulteriore esplosione nucleare per un certo periodo dall’instaurazione di relazioni diplomatiche è una premessa naturale, per non dire precondizione. Il modello di normalizzazione di Obama degli Stati Uniti con Cuba procedette per fasi, in primo luogo, l’apertura delle relazioni diplomatiche e la creazione di ambasciate, in seguito, negoziati reali e progressivo annullamento delle sanzioni economiche. C’è la dichiarazione di Pyongyang tra Giappone e Corea democratica, firmata nel 2002 dal Primo ministro Koizumi e dal Presidente Kim Jong Il. Seguendo il modello di Obama, Giappone e Corea democratica potrebbero rilasciare una dichiarazione congiunta che riafferma la dichiarazione di Pyongyang e stabilisce relazioni diplomatiche, almeno inizialmente lasciando sostanzialmente la situazione attuale. Ciò significa che la Corea democratica continuerà a possedere armi nucleari e mantenere la posizione base sulla questione dei rapimenti, e che il Giappone manterrà le proprie sanzioni nei confronti della Corea democratica e le basi statunitensi nel Giappone continentale e a Okinawa. In tal modo i due Paesi aprirebbero le ambasciate a Pyongyang e Tokyo e avvierebbero immediatamente negoziati. I negoziati procederebbero su tre tavoli.
Il primo dovrebbe essere sulla cooperazione economica. Un passo promesso nella Dichiarazione di Pyongyang come un segno di scuse per i “tremendi danno e sofferenze” causato dal Giappone “al popolo della Corea col dominio coloniale”. Dovrebbe essere elaborato un programma decennale di cooperazione economica, compreso un accordo sull’attuazione del progetto ciascun anno.
Il secondo riguarderebbe i negoziati relativi al programma nucleare e missilistico balistico della Corea democratica. Il Giappone dovrebbe trasmettere alla Corea democratica la grave preoccupazione per le esplosioni nucleari sotterranee della Corea democratica e chiedere di fermarsi. Il Giappone dovrebbe anche chiedere alla Corea democratica d’informare su quando e dove pianifica i test missilistico. Inoltre il Giappone dovrebbe chiedere alla Corea democratica di non attaccare le basi militari statunitensi in Giappone. Quindi la Corea democratica potrebbe dire che le forze statunitensi potrebbero attaccare la Corea democratica dalle basi in Giappone. La Corea democratica potrebbe chiedere al Giappone di ottenere la dichiarazione ufficiale dal governo degli Stati Uniti secondo cui le forze statunitensi non attaccheranno mai la Corea democratica dalle loro basi in Giappone. Tali negoziati sarebbero molto significativi e importanti.
Il terzo sarebbe sui negoziati riguardanti la questione dei rapimenti. Questi negoziati potrebbero iniziare dal punto in cui la Corea democratica disse che otto rapiti, tra cui Yokota Megumi, erano morti. Il Giappone potrebbe sottolineare che le spiegazioni della Corea democratica sulle circostanze della loro morte non siano convincenti e potrebbero richiedere ulteriori spiegazioni e indagini congiunte. La Corea democratica potrebbe nascondere alcuni giapponesi rapiti ancora vivi, ad esempio Taguchi Yaeko, insegnante di Kim Hyon-hui che fece esplodere un aereo KAL nel 1987. Per salvare una vittima, è necessario continuare la trattativa finché possibile, aspettando che la situazione della Corea democratica cambi.
Con l’instaurazione di relazioni diplomatiche con la Corea democratica, il governo giapponese potrebbe adottare misure per le donne comfort della Corea democratica, in seguito all’accordo Giappone-RoK del 2015. Anche il governo giapponese potrebbe rilasciare certificati all’hibakusha in Corea democratica all’esame dell’ambasciata e iniziare a pagarne l’assistenza regolare. Alcune restrizioni riguardanti importazione ed esportazione di merci tra Giappone e RPDC potrebbero essere revocate e le restrizioni relative alle visite di navi e voli charter potrebbero essere lentamente allentate. Scambi culturali e gli aiuti umanitari potrebbero essere immediatamente aperti. I concerti dell”orchestra filarmonica della NHK a Pyongyang e le esposizioni delle sofferenze delle persone colpite dalle bombe atomiche statunitensi a Hiroshima e Nagasaki sono particolarmente raccomandate. Se la proposta cinese e giapponese lungo queste linee sono presentate alla Corea democratica, la crisi nord-coreana degli Stati Uniti potrebbe essere allentata. È responsabilità del Giappone impegnarsi al massimo per impedire la guerra USA-Corea democratica.Questo documento è stato presentato alla conferenza su “Impegno civico e politica statale per la pace nel nord-est asiatico: oltre il sistema di San Francisco”, tenutasi il 1° dicembre 2017 al Perry World House, University of Pennsylvania. Testo inglese dell’autore, leggermente modificato per la rivista Asia-Pacifico.
Wada Haruki è professore emerito dell’Istituto di scienze sociali, Università di Tokyo e specialista su Russia, Corea e Guerra di Corea.

Note
1. Wada Haruki, The Korean War: An International History, Rowman & Littlefield, 2014
2. Ci sono diversi concetti del sistema di San Francisco. La mia idea è stata descritta nell’articolo Haruki Wada, “Eredità storiche e integrazione regionale”, Il sistema di San Francisco e sue eredità, a cura di Kimie Hara, Routledge, 2015, pp. 252-263.
3. Asahi Shimbun, 1 gennaio 1991.
4. Takasaki Soji, Kensho Nittyokosho (rivisitazione dei negoziati Giappone-Corea). Heibonsha, 2004, pp. 42-65.
5. Wada Haruki, Sato Katsumi Kenkyu (studio di Sato Katsumi), Shukan Kinyobi, n. 476, 19 settembre 2003, p. 17.
6. NHK Special, Hiroku Nittyokosho (Una storia segreta: negoziati Giappone-Corea), 8 novembre 2009. Wada Haruki, Kitatyosen Gendaishi (Storia contemporanea della Corea del Nord), Iwanami, 2012, pp. 215-216.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Dichiarazione della RPDC sul successo del test del nuovo ICBM

KCNA 29 novembre 2017Il governo della Repubblica Popolare Democratica di Corea annunciava la seguente dichiarazione sul successo del lancio di prova del nuovo ICBM:
Il lancio di prova del missile balistico intercontinentale Hwasong-15, di recente sviluppato secondo la risoluzione politica e la decisione strategica del Partito dei Lavoratori della Corea, è stato portato a termine con successo. Il sistema d’arma del tipo ICBM Hwasong-15 è un missile balistico intercontinentale dotato di una pesante testata super-potente in grado di colpire l’intero territorio degli Stati Uniti. Questo sistema ha vantaggi assai maggiori nelle specifiche tattiche e tecnologiche e caratteristiche tecniche rispetto all’Hwasong-14 il cui lancio di prova fu condotto lo scorso luglio, ed è il potente ICBM che raggiunge l’obiettivo del completamento dello sviluppo del sistema di armamenti missilistico deciso dalla RPDC. Su autorizzazione del PLC e del governo della RPDC, l’ICBM Hwasong-15 è stato lanciato alle 02:48 del 29 novembre, Juche 106 (2017) dalla periferia di Pyongyang sotto la guida del compagno Kim Jong Un. Dopo aver effettuato un volo di 53 minuti lungo la rotta predefinita, il missile centrava con precisione le acque bersaglio situate in mare aperto, nel Mare Orientale della Corea. Il lancio di prova è stato condotto dal sistema di lancio al massimo angolo e non ha avuto effetti negativi sulla sicurezza dei Paesi limitrofi. Il missile è salito alla quota massima di 4475 km volando per una distanza di 950 km.
Dopo aver assistito al successo del lancio del nuovo ICBM Hwasong-15, Kim Jong Un ha dichiarato con orgoglio che ora abbiamo finalmente realizzato la grande causa storica del completamento della Forza nucleare statale, la causa della costruzione della potenza missilistica. Il grande successo nel lancio di prova dell’ICBM Hwasong-15 è una vittoria inestimabile nella conquistata dal grande ed eroico popolo della Corea democratica che ha sostenuto la linea del PLC sullo sviluppo simultaneo dei due fronti, con lealtà e senza la minima esitazione nonostante le infide minacce degli imperialisti statunitensi e dei loro seguaci, e le molte difficoltà. Lo sviluppo e il progresso dell’arma strategica della RPDC sono volti a difendere sovranità e integrità territoriale del Paese dalla politica del ricatto nucleare e dalla minaccia nucleare degli imperialisti USA, assicurando la vita pacifica del popolo, e quindi senza porre alcuna minaccia a un qualsiasi Paese o regione finché non vengono violati gli interessi della RPDC. Questa è la nostra dichiarazione solenne.
Da potenza nucleare responsabile e Stato che ama la pace, la RPDC farà ogni sforzo possibile per servire il nobile scopo di difendere pace e stabilità del mondo.Il successo del lancio del nuovo ICBM nordcoreano “Hwasong-15
Juij Ljamin, 30 novembre 2017Il missile fu lanciato lungo la traiettoria più ripida, stimata come lancio con traiettoria standard dei missili balistici intercontinentali Hwasong-15, che possono volare per circa 13000 km. Il missile è molto più grande dell’Hwaseong-14, richiedendo un telaio a nove assi.
Pyongyang, 29 novembre. Sotto la guida personale del Presidente del Partito dei Lavoratori della Corea, Presidente del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Democratica di Corea, Comandante Supremo del KPA, Capo supremo del nostro Partito, Stato e Esercito, compagno Kim Jong-un, è stato lanciato un missile balistico intercontinentale Hwasong-15. Il compagno Kim Jong-un ha supervisionato sul posto l’intero processo del lancio di prova del missile balistico intercontinentale Hwasong-15. Lo stimato leader supremo propose alla direzione dell’Accademia della Difesa Nazionale di sviluppare un nuovo missile capace di concedere la vittoria completa nello scontro con gli Stati Uniti, e ogni giorno gestiva il lavoro in dettaglio, migliorando il sistema d’arma Hwasong-15. Il leader supremo, avendo accettato il rapporto sul completamento del lancio di prova del missile balistico intercontinentale di nuovo tipo il 28, giunse sul sito di prova tecnica del missile a mezzanotte, osservò il lanciatore semovente a 9 assi all’opera. Il leader supremo, lodando la realizzazione impeccabile del veicolo di lancio, attirava l’attenzione sul lavoro degli operai dello stabilimento che partecipava allo sviluppo del lanciatore, esprimendo soddisfazione per il fatto che nell’industria militare si aveva la produzione del 100% degli elementi del lanciatore su base nazionale e secondo il Juche, quindi da ora potremo produrre lanciatori quanto voluto. Da attento direttore, è salito sulla piattaforma di lancio e ha supervisionato attentamente tutti i processi prima del lancio, incluso l’erezione dell’ICBM. Quindi, il rispettato leader supremo presso il posto di osservazione del comando acquisiva conoscenza specifica del piano del lancio di prova del missile balistico intercontinentale Hwasong-15 e ne ordinava il lancio.
L’Hwasong-15 con riflessi brillanti saliva nello spazio, rivelando l’enorme fuso. L’ICBM Hwasong-15 salì a 4475 km (altitudine massima) e volò per 950 km in 53 minuti colpendo l’obiettivo specifico in mare aperto, sul Mare Orientale della Corea. Con questo lancio di prova veniva confermato che tutti i parametri del sistema d’arma soddisfacevano esattamente i requisiti di progettazione e che il sistema ha sufficiente affidabilità in situazione di combattimento in conformità con lo scopo del sistema d’arma strategico. In particolare, sono state verificate la percentuale di centri secondo il controllo della posizione, la velocità media in volo, la gittata, la precisione del motore sotto sforzo, il controllo del vettore di spinta del motore a propulsione elevata, l’accuratezza dei parametri di progettazione del sistema di guida e stabilizzazione. Sono tate confermate anche manovrabilità e capacità di carico, e l’affidabilità del sistema di lancio dal veicolo semovente di nuova concezione a 9 assi. Oltre a ciò, sono state riconfermate le già collaudate tecniche di controllo e stabilizzazione, separazione e impiantistica degli stadi, affidabilità dell’unità di combattimento in condizioni d’attacco. Il sistema d’arma ICBM Hwasong-15 è sviluppato al 100% dalla nostra forza tecnologica in conformità con la nostra realtà. È un sistema d’arma strategico nel vero senso della parola, e quindi il nostro Stato ora ha un altro sistema d’arma ICBM di nuovo tipo in grado di trasportare una testata nucleare pesante estremamente potente ed attaccare tutto il territorio degli Stati Uniti. Lo stimato leader supremo ha gioito per il successo del nuovo missile balistico intercontinentale Hwasong-15 a testata singola, esprimendo grande soddisfazione e ringraziando tutti i soldati che partecipavano allo sviluppo del nuovo sistema missilistico. Affermava che oggi è un giorno significativo, passo storico del miglioramento delle forze nucleari dello Stato nella grande causa della potenza missilistica, ed è doveroso iscrivere questo giorno nella storia della Patria, che ha dato vita alle grandi forze che hanno innalzato lo status strategico della Repubblica. Aveva anche detto che i brillanti successi nella scienza della difesa e in altre aree del Paese oggi sono una grande vittoria, che solo l’eroico popolo coreano può raggiungere, sostenendo fedelmente la grande causa del partito, nonostante tutte le avversità della storia.
Lo stimato leader supremo si congratulava calorosamente con scienziati, tecnici e lavoratori del campo delle scienze della Difesa che hanno condotto con successo il lancio di prova del missile balistico intercontinentale di nuovo tipo e hanno nuovamente dimostrato al mondo dignità e maestosa visione del Juche della Corea, venendo fotografati per ricordo insieme a loro. Era accompagnato da Zhang Chang Ha, Jeong Hu-ho, Kyaw Yong-won e Yu Jin.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Corea democratica e il suo programma missilistico

VPK-NEWSSouth FrontSi potrebbe dire che la situazione politica e militare nell’Asia-Pacificoa sia calma prima della tempesta. La corsa per preparare tutti a un conflitto tra “mondo libero” e “regime comunista totalitario” a Pyongyang propagato dai media occidentali ha raggiunto l’apice. Gli Stati Uniti concentrano le forze nell’est asiatico per colpire obiettivi militari e industriali nella Corea democratica. Tre gruppi d’attacco con portaerei (CSG) sono in attesa di ordini nel Mar del Giappone: USS CVN-68 Nimitz, USS CVN-71 Theodore Roosevelt e USS CVN-76 Ronald Reagan. Sono accompagnati da tre stormi aerei, per 72 jet F/A-18E e 36 vecchi jet F/A-18C di supporto. I CSG includono 18 cacciatorpediniere Arleigh Burke con 540 missili Tomahawk. Il Mar del Giappone è pattugliato dai sottomarini lanciamissili da crociera USS Michigan (SSGN-727) e USS Florida (SSGN-728), con altri 300 Tomahawk. Vi sono 6 bombardieri B-1B e B-52 e 3 bombardieri B-2 nucleari presso la Base Aerea Andersen di Guam. Tale potenza sorprendente è mobilitata non solo per spettacolo. Una vera minaccia d’attacco nucleare statunitense emerse durante la guerra di Corea del 1950-1953. Gli Stati Uniti svilupparono diversi piani per bombardare obiettivi-chiave in Corea democratica per avere un vantaggio strategico. I massimi vertici non riuscirono ad aprire la scatola di Pandora, ma la minaccia di distruzione nucleare era ancora presente anche dopo la guerra, anche se in misura minore. Probabilmente fu questo che spinse Kim Il-sung ad avviare il suo programma nucleare.Test d’indipendenza
Negli anni ’60 gli sviluppi iniziali furono permessi dai sovietici e in seguito dall’aiuto dei cinesi. Il Pakistan svolse un ruolo cruciale nel programma. Alla fine degli anni ’90 Abdulqadir Khan, “il padre della bomba nucleare d’Islamabad”, consegnò alla Corea democratica l’attrezzatura per l’arricchimento dell’uranio, 5000 centrifughe e la documentazione necessaria. Khan attirò l’attenzione pubblica dopo aver rubato i progetti di centrifughe quando lavorava nei Paesi Bassi, negli anni ’70. Secondo i funzionari dell’intelligence statunitense, scambiò compact disc coi dati chiave per le tecnologie missilistiche. Nel 2005, il presidente Pervez Musharraf e il primo ministro Shaukat Aziz ammisero che Khan fornì alla Corea democratica le centrifughe. Nel maggio 2008 lo scienziato che in precedenza aveva dichiarato di avere agito di propria volontà, si rimangiò le dichiarazioni e disse che il governo del Pakistan l’aveva denigrato, affermando che il programma nucleare nordcoreano era già avviato prima di essere contattato. All’inizio degli anni ’80, i migliori fisici del Paese erano riuniti nel Centro di ricerca scientifica nucleare di Yongbyon, a un centinaio di chilometri a nord di Pyongyang. Con l’aiuto dei cinesi, un reattore a grafite sperimentale da 20 MW fu costruito il 14 agosto 1985 e funzionò fino al 1989 quando fu fermato su pressione degli Stati Uniti, con ottomila barre di combustibile tratte dalla zona attiva. Le valutazioni su quanto plutonio sia stato generato dalla Corea democratica differiscono. Il dipartimento di Stato USA valuta la quantità di plutonio tra sei e otto chilogrammi, la CIA afferma che sono nove chilogrammi. Secondo esperti russi e giapponesi, ottomila barre di combustibile genererebbero non meno di 24 chilogrammi di plutonio. La Corea democratica riattivò il reattore più tardi: funzionò dal 1990 al 1994, quando si fermò di nuovo a causa della pressione degli Stati Uniti. Il 12 marzo 1993, Pyongyang dichiarò che intendeva non aderire al Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari e rifiutò di concedere all’AIEA l’accesso ai suoi programmi. Dal 1990 al 1994 furono costruiti altri due reattori Magnox (da 50 MW e 200 MW) a Yongbyon e Taechon. Il primo può produrre 60 chilogrammi di plutonio all’anno, sufficiente per 10 testate nucleari. Il reattore da 200 MW può produrre 220 chilogrammi di plutonio, sufficienti per 40 testate. In seguito alla risoluzione 825 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e alla minaccia degli attacchi aerei statunitensi, la Corea democratica cedette alle pressioni diplomatiche e interruppe il programma sul plutonio. Dopo la sospensione dell’accordo, a fine 2002, Pyongyang riattivò i reattori. Il 9 ottobre 2006, la Corea democratica dimostrò la sua potenza nucleare con un test sotterraneo. L’esplosione ebbe una potenza di 0,2-1 kiloton. Il 25 maggio 2009, la Corea democratica condusse un secondo test sotterraneo. L’US Geological Survey (USGS) riferì che l’esplosione ebbe una potenza maggiore, stimato da 2 a 7 kiloton. Il 12 febbraio 2013 l’Agenzia di stampa centrale della Corea democratica dichiarò che fu testata una piccola carica nucleare ad alta potenza. L’Istituto di geoscienza e risorse minerarie sudcoreano riferì che la potenza fu stimata in 7,7-7,8 kiloton. Il 9 settembre 2016, un terremoto di magnitudo 5,3 fu registrato alle 9.30. L’epicentro era a 20 km dal sito dei test di Punggye-ri. L’USGS lo definì esplosione nucleare. In seguito la Corea democratica dichiarò ufficialmente di aver condotto il suo quinto test nucleare. La potenza fu stimata tra 10 e 30 kiloton. L’8 gennaio 2017, il primo dispositivo termonucleare fu testato dalla Corea democratica. I sismologi cinesi registrarono un forte terremoto. La Corea democratica confermò di avere la bomba all’idrogeno lo scorso settembre. I sismologi di vari Paesi stimarono la magnitudo in 6,1-6,4, con centro sismico vicino al livello del suolo. Funzionari nordcoreani affermarono di aver detonato con successo una carica termonucleare. La potenza fu stimata tra 100 e 250 kiloton. L’8 agosto 2017, il Washington Post riferì che, secondo l’US Defense Intelligence Agency, la Corea democratica ha fabbricato 60 testate termonucleari che potrebbero essere montate su missili balistici e da crociera. Molti media occidentali pubblicarono foto che dimostrano come Pyongyang abbia una testata termonucleare da 500-650 kg.
Nonostante tutti gli sforzi nella difesa antimissile negli ultimi 60 anni, i media hanno pubblicato le opinioni incerte degli di esperti su un’efficace contromisura ai missili balistici di medio raggio ed intercontinentali. Un missile balistico strategico con testata nucleare è un asso militare, l’asso che molti Paesi desiderano avere nei giochi politici sul tavolo internazionale. Ma montare una testata nucleare su un missile balistico è un compito difficile. Tutti i membri del “club nucleare” impiegarono tempo ed ebbero difficoltà nel testare una bomba nucleare da montare su un missile. Ci vollero sette anni dal primo test nucleare statunitense per montare una testata nucleare W-5 da 1200kg sui missili da crociera MGM-1 Matador e Regulus-1, e ci vollero nove anni per creare le testate W-7 per i missili balistici tattici M-3 Honest John e Corporal. 30 test nucleari furono condotti durante questo periodo. Alcuni per migliorare peso e dimensioni delle bombe. Il dispositivo esplosivo da 4500 kg del W-3 fu ridotto a 750 kg del W-7, con un diametro che si restrinse da 125 cm a 62 cm rispettivamente. Il secondo compito importante fu adattare la testata alle alte velocità e temperature che si verificano durante il volo balistico. Il primo missile balistico a medio raggio sovietico, l’R-5M, con una testata nucleare fu provato nel febbraio 1956. La bomba atomica RDS-4 montata aveva un peso di 1300 kg. A quel tempo l’Unione Sovietica aveva condotto 10 test nucleari. La Cina aveva condotto quattro test nucleari quando il missile balistico a medio raggio DF-2 fu sottoposto a test di volo. A partire da Mk-1 Little Boy e Mk-3 Fat Man, tutte le bombe nucleari sono divise in due tipi. Le bombe del primo tipo sono le cosiddette armi a fissione, con la Mk-1 che ne è la “madre”. Il materiale fissile viene assemblato in una massa supercritica con l’uso del metodo del “cannone”: sparando del materiale sub-critico nell’altro. L’unico materiale attivo adatto a ciò è l’uranio arricchito U-235. Il secondo tipo è l’implosione, con la Mk-3 che ne fu il prototipo: una massa fissile di due materiali (U-235, Pu-239 o una combinazione) è circondata da esplosivi ad alta densità che comprimono la massa, con conseguente criticità. Pu239, U233 e U235 possono essere utilizzati come materiale attivo in questo caso. Il primo tipo è più semplice da produrre e quindi più facilmente disponibile per i Paesi meno sviluppati scientificamente. L’altro tipo richiede meno materiale attivo, ma è considerevolmente più difficile da costruire e richiede tecnologie avanzate. I dispositivi di tipo implosivo sono sfere cave concentriche. La prima sfera è costituita da materiale attivo (con raggio esterno di 7 cm nel caso dell’U235, 5 cm per il Pu239 e raggio interno di 5,77 e 4,25 rispettivamente). La seconda sfera di 2 cm di spessore è in berillio che devia i neutroni. Il terzo è una sfera di 3 cm realizzata in U238. La quarta sfera da 1 a 10 cm di spessore è di normale esplosivo. Il dispositivo è coperto con un paio di cm di alluminio. Il modello non è cambiato molto dalla Fat Man, tranne che per l’esplosivo obsoleto, l’Amatol del peso di 2300 kg. Oggigiorno le testate usano il PBX-9501 (W-88) di cui 6-8 kg bastano. Nel 1959 l’US Atomic Energy Commision sviluppò un modello matematico universale per il dispositivo implosivo nucleare e termonucleare come primo modulo. È obsoleto per i dispositivi russi e statunitensi contemporanei, ma per quelli nordcoreani sarebbe appropriato. Questo modello permette di stimare la potenza di un ordigno nucleare se se ne conosce il diametro. Un dispositivo di 28 cm avrebbe una potenza di 10 kiloton, di 40 cm 25, di 46 cm 100 e di 61 cm 1 megaton. La lunghezza del dispositivo corrisponde al diametro con un rapporto di 5 a 1, cioè se il dispositivo è largo 28 cm, la sua lunghezza sarà di 140 cm e il peso di 240 kg.Sfilata di Hwasong
L’Hwasong-5 è una copia del missile sovietico R-17 Elbrus (Scud-C). La Corea democratica se ne impossessò quando aiutò l’Egitto nel 1979-1980. Dato che i rapporti con l’Unione Sovietica erano tesi e che i cinesi erano inaffidabili, i nordcoreani iniziarono il reverse engineering degli R-17 “egiziani”. Il processo fu accompagnato dalla costruzione della relativa industria, con lo sforzo principale incentrato sulla fabbrica 125 di Pyongyang, l’Istituto di ricerca Sanum-dong e il sito di lancio di Musudan-ri. I primi prototipi furono sviluppati nel 1984. Denominati Hwasong-5 (designato dall’occidente come Scud-A Mod) i missili erano identici agli R-17 ricevuti dall’Egitto. I voli di prova furono condotti nell’aprile 1984, ma il primo lotto era limitato perché erano stati programmati solo per i voli di prova, per accertarne la qualità della produzione. La produzione in serie degli Hwasong-5 (Scud-B Mod) iniziò nel 1985. Questo tipo ebbe alcuni miglioramenti rispetto al progetto sovietico originale. La gittata con testata da 1000 kg migliorò da 280 a 320 km e il motore Isaev fu leggermente modernizzato. Esistono diversi tipi di carichi utili: a frammentazione, ad alto potenziale esplosivo, chimica e forse biologica. Durante l’intero ciclo di produzione, fino a quando l’Hwasong-6 fu sviluppato nel 1989, si sospetta che siano stati adottati diversi aggiornamenti, ma non sono disponibili dati precisi. Nel 1985, l’Iran acquistò 90-100 Hwasong-5 per 500 milioni di dollari. L’accordo includeva la tecnologia di produzione che aiutò Teheran ad avviare la propria produzione. Il missile fu chiamato Shahab-1 in Iran. Gli Emirati Arabi Uniti ne acquistarono un lotto nel 1989.
Hwasong-6 è un aggiornamento del precursore. Ha una gittata maggiore ed è più preciso. Entrò in produzione nel 1990. Circa 2000 missili furono prodotti entro il 2000, 400 dei quali venduti per 1,5-2 milioni di dollari. 60 missili furono consegnati all’Iran, dove vennero chiamati Shahab-2. Furono anche esportati in Siria, Egitto, Libia e Yemen.
Hwasong-7 (No Dong) è un missile balistico a medio raggio, divenuto operativo in Corea democratica nel 1998. Secondo gli esperti occidentali, ha un raggio d’azione di 1350-1600 km e può trasportare carichi utili da 760 a 1000 kg. Il No Dong fu creato dagli ingegneri nordcoreani, secondo gli esperti occidentali, col sostegno finanziario dall’Iran e l’aiuto tecnico della Russia. Apparentemente durante caos e collasso economico degli anni ’90, l’industria della Difesa russa vendette nuove tecnologie a tutti gli interessati. Si crede che il Makeev Design Bureau trasferì l’R-27 Zyb e l’R-29 Vysota alla Corea democratica. Il motore 4D10, secondo gli Stati Uniti, funse da prototipo per il No Dong. Questo è discutibile, non c’è nulla di straordinario nel fatto che No Dong e R-27 condividano alcune caratteristiche tecniche, in quanto almeno una dozzina di missili statunitensi, giapponesi ed europei sono davvero simili. Secondo l’intelligence degli Stati Uniti, il missile è propulso da un razzo a propellente liquido con carburante TM185 (20% benzina, 80% cherosene), ossidante AK-271 (27% N2O4 e 73% HNO3). La spinta è di 26600 kg (nel vuoto). Ma i motori 4D10 realizzati 50 anni fa utilizzavano un combustibile più sofisticato, l’UDMH, col 100% di N2O4 come ossidante. Il tempo di volo del No Dong è di 115,23 secondi. La velocità massima è di 3750 metri al secondo. Pesa 15850 kg, con la testata che si separa durante il volo del peso di 557,73 kg. Esistono varianti per l’esportazione in Pakistan e Iran. Il tempo di volo dipende dalla distanza e dal peso della testata. Un volo di 1100 km con una testata da 760 kg impiegherà 9 minuti e 58 secondi. Un volo di 1500 km con una testata di 557,73 kg impiegherà 12 minuti. Questo fu misurato dai satelliti statunitensi durante i test di lancio in Corea democratica, Pakistan e Iran.
Hwasong-10 (BM-25 o Musudan), sistema missilistico mobile a gittata intermedia. Fu mostrato per la prima volta nella parata militare per il 65.mo anniversario del Partito dei Lavoratori della Corea, il 10 ottobre 2010, anche se gli esperti occidentali ritengono fossero dei modelli. L’Hwasong-10 assomiglia all’R-27 Zyb, un SLBM sovietico, ma più lungo di 2 metri. Secondo i calcoli, grazie all’allungamento dei serbatoi di carburante, la gittata sarebbe di 3200-4000 km rispetto ai 2500 del prototipo sovietico. Dall’aprile 2016, l’Hwasong-10 fu testato numerose volte, con due test, a quanto pare, riusciti. L’arsenale della Corea democratica ne ha circa 50 lanciatori. Con una gittata ipotizzata a 3200 km, il Musudan può colpire qualsiasi obiettivo in Asia orientale, comprese le basi militari statunitensi a Guam e Okinawa. La Corea democratica ha venduto una versione del missile all’Iran col nominativo BM-25, indicando la gittata (2500 km). L’Iran ha designato il missile Khorramshahr e trasporta 1800 kg di carico utile per 2000 km (l’Iran sostiene di aver deliberatamente ridotto la gittata per rispettare le proprie leggi). Questa gittata basta a colpire non solo Israele, Egitto ed Arabia Saudita, ma anche membri della NATO come Romania, Bulgaria e Grecia. Secondo Teheran, il missile può trasportare diverse testate, molto probabilmente MRV.
Hwasong-12, a giudicare dalle foto del lancio sperimentale del 14 maggio 2017, è il progetto di un missile a un solo stadio dal peso iniziale di 28 tonnellate, propulso da quattro razzi a propellente liquido. Secondo le prime valutazioni, l’Hwasong-12 avrebbe una gittata di 3700-6000 km. L’Hwasong-12 era montato su un autoveicolo Wanshan WS51200 di fabbricazione cinese, durante la parata militare dell’aprile 2017. È probabile che sostituisca l’inaffidabile Hwasong-10.
Hwasong-13 (No Dong-C) è un ICBM. Per qualche tempo fu considerato un missile a gittata intermedia. I test del motore per il nuovo missile furono segnalati dagli osservatori occidentali alla fine del 2011. Il sistema fu mostrato per la prima volta nella parata a Pyongyang del 15 aprile 2012. I missili erano equipaggiati con testate di simulazione. Alcuni ipotizzano che i missili siano dei prototipi, poiché vi sono dubbi che sia possibile trasportare missili a propellente liquido di tali dimensioni senza un contenitore, a causa dell’alta probabilità della deformazione meccanica del guscio. Un altro progetto, anche se simile, fu mostrato alla parata del 70.mo anniversario della fondazione della Corea democratica, il 10 ottobre 2015. È possibile che nel 2012 siano stati mostrati finti modelli leggermente diversi per disinformare e siano stati mostrati nel 2015 quelli reali. Il sistema è montato su un autoveicolo cinese WS51200.
Hwasong-14 è lo sviluppo più recente. È un ICBM in fase di completamento, ed è in preparazione per i test di lancio. È designato dalla NATO KN-20. Fu mostrato per la prima volta in una parata militare nel 2011, ma il primo lancio di prova avvenne il 4 luglio 2017, raggiungendo l’apogeo di 2802 km, atterrando a 933 km nel Mar del Giappone. Secondo le classificazioni internazionali è un ICBM, poiché il suo apogeo era superiore ai 1000 km e la gittata ai 5500 km. Secondo gli analisti, la gittata dell’Hwasong-14 è stimata in 6800 km. È in grado di raggiungere l’Alaska e il territorio continentale degli Stati Uniti. Un secondo test di lancio fu condotto il 28 luglio 2017, su una traiettoria con apogeo di 3724,9 km, atterrando a 998 km nel Mar del Giappone. Il tempo di volo totale fu di 47 minuti e 12 secondi. Secondo la Russia, tale missile potrebbe colpire obiettivi a una distanza di 10700 km, rendendolo capace di colpire qualsiasi obiettivo sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Considerando la rotazione terrestre, Chicago e forse New York sono a portata. Il New York Time suggerì che i motori dell’Hwasong-14 si basassero sull’RD-250 di fabbricazione ucraina. Juzhmash li avrebbe consegnati alla Corea democratica. L’esperto statunitense Michael Elleman dice che anche la documentazione del costruttore fu acquistata con alcuni motori. Secondo l’intelligence sudcoreana, Pyongyang ha ricevuto da 20 a 40 RD-251 dall’Ucraina. Kiev lo nega. Joshua Pollak, caporedattore di The Nonproliferation Review, nota che la fuga di dati dell’RD-250 dall’Ucraina è possibile, ma il primo stadio dell’Hwasong-14 fu probabilmente sviluppato in collaborazione con l’Iran. Anche se la Corea democratica avesse accesso alla documentazione tecnica o ai motori 4D10, 4D75 o RD-250, usarli è fuori questione per Pyongyang. Il fatto è che la produzione chimica della Corea democratica è debole, e non saprebbe produrre uno dei componenti del carburante eptilico (dimetilidrazina asimmetrica UDMH). Pyongyang dovrebbe comprarla in Russia o Cina, il che è impossibile per l’embargo. I nordcoreani hanno usato un trucco ben noto: hanno solo ingrandito il motore Isaev 9D21 per adattarne la potenza necessaria.
Pukguksong-2 (KN-15) è un missile balistico a raggio intermedio a combustibile solido e lancio a freddo. È la variante terrestre dell’SLBM KN-11. Il suo primo volo di prova avvenne il 12 febbraio 2017, nonostante la Corea democratica avesse testato la variante sottomarina KN-11 nel maggio 2015. Non si sa molto delle capacità del KN-15. Nel febbraio 2017, il missile raggiunse un’altitudine di 550 km e volò per circa 500 km, quasi come i test del KN-11 dell’agosto 2016. Questa traiettoria non ottimale e deformata permette di sostenere che il KN-15 possa colpire bersagli nel raggio di 1200-2000 km. Il motore a combustibile solido consente di sparare il missile subito dopo aver ricevuto l’ordine. Tali missili richiedono meno mezzi ausiliari e personale, il che consente maggiore flessibilità operativa. Attualmente l’unico missile balistico operativo in Corea democratica è il KN-02. Una delle novità è il lancio del missile da un sistema di trasporto e lancio (TEL). Questo è chiaramente influenzato da tecnologie russe. Il TEL è realizzato in acciaio consentendo di utilizzare il contenitore più volte. I test del KN-15 sono degni di nota perché condotti utilizzando una piattaforma di lancio cingolata che assomiglia al vecchio sistema 2P19 basato sull’ISU-152. Questo differenzia il KN-15 dagli altri sistemi missilistici della Corea democratica che utilizzano piattaforme ruotate e quindi limitate alle strade. Il sistema cingolato consente la flessibilità necessaria per la Corea democratica, in quanto ha solo circa 700 km di strade asfaltate. Si presume che il lanciamissili sia basato sul carro armato T-55. Ciò dimostra che la Corea democratica può sviluppare lanciamissili autonomamente poiché non può comprarli in Russia e Cina a causa dell’embargo sulle armi. Il KN-15 è anche considerato simile a JL-1 e DF-21, il che solleva la possibilità che sia stato realizzato basandosi su tecnologia cinese. I loro profili sono simili e la velocità di sviluppo del KN-15 solleva sospetti. Le somiglianze fisiche sono un metodo inaffidabile per discernere l’origine di un missile, considerando le somiglianze fisiche complessive tra SLBM e missili a combustibile solido. Il 21 maggio 2017, la Corea democratica effettuò un secondo riuscito lancio di prova del KN-15. Il missile volò per 500 km, raggiungendo un’altitudine di 550 km, e cadde in mare. Le somiglianze del missile con l’SLBM statunitense Polaris A-1 sono evidenti. Peso e dimensioni sono quasi gli stessi: i missili hanno un diametro di 1,4 m e 1,37 m, la lunghezza rispettivamente di 9,525 m e 8,7 m. Il peso iniziale del KN-11/15 è probabilmente simile a quello del Polaris A-1, 13100 kg. Ma il missile nordcoreano è un prodotto più completo e moderno. Gli stadi del KN-11/15 sono realizzati in materiale composito similmente a un bozzolo, mentre quelli del Polaris A-1 sono realizzate in acciaio AM3-256 al vanadio.
La Corea democratica è una noce dura da spezzare. Cercate di non rompervi i denti, imperialisti!Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

La Cina non abbandonerà la Corea democratica

PressTV, 9 novembre 2017

La Cina non sembra pronta ad abbandonare la Corea democratica, Paese su cui le pressioni sembrano non avere alcun effetto. Secondo il quotidiano Rai al-Yum, la perseveranza e il potere dei leader dell’Asse della Resistenza è paragonabile a quella del leader nordcoreano; Trump non ha interesse a continuare ad esercitare pressioni su Pyongyang. Nel tour asiatico, il presidente statunitense incontra gli omologhi dell’Asia orientale, tra cui leader della Corea del Sud e del Giappone. Questo viaggio è in gran parte segnato dal dossier nordcoreano; piccolo Paese che ne spaventa molti.

La Corea democratica non si arrende
Trump continua a minacciare e a spingere la Cina a fare pressione su Pyongyang per porre fine alle sue attività balistiche e nucleari. Ma la Cina non sembra pronta ad abbandonare questo Paese, che a sua volta non mollerà. Le accuse di Trump alla “Grande Dittatura” della Corea democratica sono sempre più incoraggianti e rafforzano il leader nordcoreano nelle sue decisioni.

Trump minaccia la Corea democratica
Nella visita in Corea del Sud, Trump ha sostenuto di essere accompagnato da tre portaerei e da sottomarini atomici nelle acque regionali della Corea. Ha espresso ottimismo sull’avvio di negoziati con Pyongyang. Trump ha aggiunto che è a favore della pace, ma ha anche avvertito il leader nordcoreano: “Non sottovalutarci e non provarci, il governo degli Stati Uniti è cambiato“.

Vendere la pelle dell’orso prima di ucciderlo è come si potrebbe descrivere l’approccio di Trump
Infatti, il presidente statunitense minaccia la Corea democratica da sei mesi, mentre durante questo periodo fa proposte per piegare Pyongyang, senza alcun risultato. La Corea democratica sfida gli Stati Uniti completando con successo diversi test missilistici. Ha lanciato con successo un missile balistico intercontinentale in grado di trasportare una grande testata nucleare. C’è pericolo per gli USA? Trump cerca di provocare Giappone e Corea del Sud, immergendoli nella corsa agli armamenti. Una trappola in cui sono già caduti Arabia Saudita e Paesi del Golfo Persico. Anche se Trump compie un tour asiatico, tiene d’occhio il Medio Oriente. Lo sa: a differenza di Iran, Hezbollah, Siria e Iraq, la Corea democratica non costituisce una minaccia per Israele. Ecco perché è contento di minacciarla, mentre nel caso del Medio Oriente cerca di formare una nuova coalizione per avviare la guerra in Libano, nello Yemen e persino in Iran. Una guerra che sarebbe finanziata dai Paesi del Golfo Persico. Trump ha ragione quando dice che è diverso dai suoi predecessori. È molto meno serio e più limitato degli ultimi presidenti statunitensi. L’Asse della Resistenza non è quello di 20 anni fa. Ha grandi eserciti, come le forze iraniane, turche, siriane e irachene. I leader di questi governi non sono pronti ad arrendersi proprio come Kim Jong-un.
L’articolo di Rai al-Yum termina l’analisi con queste parole: “Proponiamo a Trump di non sfidare l’Asse della Resistenza e Pyongyang e a non seguire i consigli del genero e di Netanyahu. Se continua la sua politica attuale, subirà conseguenze catastrofiche: da cui Stati Uniti ed alleati non saranno risparmiati“. Traduzione di Alessandro Lattanzio