Mentre la Kuznetsov rientra alla base, US Navy e Royal Navy sono ‘in riparazione’

Alexander Mercouris, The Duran 12/2/2017cc5f31c345eb4b98973984b9a44168ddContrariamente alle notizie allarmistiche su internet, l’Admiral Kuznetsov completava la missione in Siria senza seri indicenti, e i media confermano che le portaerei della Marina militare degli Stati Uniti e la flotta dei sottomarini d’attacco nucleari della Royal Navy sono in porto per riparazioni.
Pochi mesi fa i media occidentali impazzavano sulla portaerei della Russia, l’Admiral Kuznetsov, che navigava a tutto vapore verso le coste siriane. I ben noti problemi all’apparato motore dell’Admiral Kuznetsov, che non hanno mai ostacolato la missione, furono grottescamente esagerati presentando la nave come arcaico e obsoleto lasciato della guerra fredda. Come dissi al momento, i problemi ai motori della nave non erano tali da comprometterne la missione, ed erano ben noti e comprensibili. Da allora non si sono avute notizie di guasti ai motori dell’Admiral Kuznetsov nella missione in Siria, ed ora è rientrata nel porto di stanza, in Patria, al sicuro. Nel frattempo, si è saputo che
1) l’HMS Duncan, esemplare degli avanzati cacciatorpediniere Tipo 45 della Gran Bretagna, ha avuto un guasto a novembre e si è dovuto rimorchiarlo in porto, e che tutti i cacciatorpediniere Tipo 45 hanno motori inaffidabili e mal progettati;
2) l’USS Zumwalt, ultimo e più avanzato cacciatorpediniere dell’US Navy, si è guastato a novembre, mentre transitava nel canale di Panama;
3) tutta la potente forza di 10 portaerei a propulsione nucleare dell’US Navy, all’inizio di gennaio, era in bacino per riparazioni, non una sola unità era operativa;
4) l’intera flotta di sottomarini d’attacco nucleari inglesi è fuori servizio e in riparazione, con un solo sottomarino attivabile, ma sempre in porto, mente la nuova classe Astute è afflitta da problemi ai motori e di altri tipo. I capi della Royal Navy ne erano così chiaramente imbarazzati che non lo riferirono alla prima ministra Theresa May. (In tutta onestà la Royal Navy ha “categoricamente negato” la storia. Tuttavia, il Daily Telegraph che aveva pubblicato la smentita, l’ha immediatamente minata riportando una fonte di Whitehall dire che “nessuno è onesto sullo scandalo“).
5) due terzi degli aerei F/A-18 Hornet e Super Hornet dell’US Navy sono a terra, secondo Defense News: “Nel complesso, più della metà degli aeromobili della Marina è a terra, soprattutto perché non ci sono abbastanza soldi per ripararli. Inoltre, non ci sono abbastanza soldi per riparare le navi e il numero di navi che necessita di manutenzione continua a crescere. Le revisioni, “disponibilità” in gergo della marina, vengono cancellate o differite, e quando le navi le ricevono, hanno bisogno di più tempo per completarle. La revisione di una portaerei richiede almeno tre anni, e alcuni sottomarini restano fuori servizio per periodi prolungati, quattro anni o più. Un sottomarino, il Boise, ha perso la certificazione alle immersioni e non può più operare aspettando di entrare in cantiere. I capi affermano che, se ulteriori fondi non saranno resi disponibili, altri cinque sottomarini saranno nelle stesse condizioni entro la fine dell’anno. La Marina non riceve i fondi per spostare il personale in servizio e le famiglie, cambiandone l’assegnazione, e circa 440 milioni di dollari servono per lo stipendio dei marinai. L’arma sostiene che il 15 per cento dei suoi impianti a terra è in rovina, in attesa di riparazione, sostituzione o demolizione.”
Il senso della proporzione è all’ordine. Il fatto che US Navy e Royal Navy subiscano l’esubero dei costi e che molte navi sono in porto per riparazioni, non significa che siano forze esaurite o tigri di carta. Le navi da guerra, soprattutto portaerei e sottomarini nucleari, sono tra le macchine più complesse mai costruite, ed è comprensibile che richiedano manutenzione costante ed intensa. Al di là che i costi operativi per queste navi siano fenomenali, è molto più conveniente tenerle in porto quando non vi è alcuna necessità di schierarle. Tuttavia, se è giusto mostrare proporzione e comprensione per i travagli di US Navy e Royal Navy, si dovrebbe ugualmente fare la stessa cosa per i militari russi, come la Marina militare russa, e non arpeggiare costantemente sui alcuni problemi che, come dimostra l’Admiral Kuznetsov, in realtà non ne affliggono l’operatività. Al contrario, la serie di esercitazioni operative a cui le Forze Armate russe sono ripetutamente sottoposte, molte avviate senza alcun preavviso per le unità coinvolte, suggerisce che le Forze Armate russe sono attualmente più operative di molti eserciti occidentali.150616060515-3-carriers-san-diego-super-169

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo caccia MiG-35

Valentin Vasilescu, Algora 11 febbraio 2017c3lwg86waaasrjwIl 26 gennaio 2017, l’Aeronautica russa cominciava a testare il lotto di pre-produzione del nuovo MiG-35, derivato del MiG-29. Il prototipo del MiG-35 fu fatto volate nel 2007, ora l’aereo è stato completamente modificato e dotato di nuova avionica. I precedenti MiG-29 erano caccia leggeri prodotti dall’Aircraft Corporation MiG (“RAC MiG”, in origine Mikojan-Gurevich Design Bureau), dalle qualità aerodinamiche eccezionali e il più alto rateo di salita di qualsiasi aeromobile multiruolo (330m/s). Il MiG-29 è entrato in servizio nel 1982 e ne furono prodotti 1600. Nel combattimento il MiG-29 è stato superato da F-15 e F-16 per via dell’avionica inferiore. La ragione di ciò è che fino al 2004 la Russia non aveva i fondi necessari per la ricerca di un’avionica migliorata e sostituire quella vecchia. A differenza della RAC MiG, Lockheed preferiva continuare a migliorare l’F-16, soprattutto nell’avionica, invece di progettare un altro aeromobile di 4.ta++ generazione. Dal 1978 ha costruito 4500 aerei nei vari modelli: F-16A/B (Block 1/5/10/15/20), F-16C/D (Block 25/30/32 / 40/42 / 50/52), F-16E e l’ultima versione F (Block 60) con gran parte delle dotazioni dell’F-35 di 5.ta generazione. L’US Air Force dispone di 900 F-16. Per portare le prestazioni del MiG-29 vicine a quelle dell’F-16, l’impianto Sokol della RAC MiG di Nizhnij Novgorod (400 km a est di Mosca) ha creato versioni aggiornate, come il MiG-29M/M2, MiG-29SMT e MIG-29K/KUB. Il MiG-35 è l’ultima versione del MiG-29 e non è inteso come aviogetto intercettore, in quanto inferiore a F-22, F-35 e F-15. Con il MiG-35C, i russi puntano a ridurre il costo di volo di 2,5 volte, aumentandone la capacità di colpire bersagli a terra e difendersi da velivoli di 4++ generazione come F-16C/D, Gripen, Rafale, Typhoon e F-18C/D.

Aggiornamenti
La cabina del MiG-29 è stata ridisegnata. Il MiG-35 ha un EFIS (Electronic Flight Instrument System) con tre LCD a colori MFD (display multifunzione) consentendo di visualizzare i dati di navigazione, nonché situazione tattica, controllo dei motori, carburante ed attrezzature speciali. Inoltre, vi è un HMTDS (Sistema di puntamento su casco) ed un HUD (Head-Up Display) proiettato sul parabrezza. Utilizza un sistema di controllo del volo fly-by-wire a tre canali. Il sistema di comunicazione del MiG-35 include due nuove stazioni radio, una delle quali opera come datalink protetto. Il datalink trasmette e riceve via satellite dati e informazioni ai centri di comando a terra o imbarcati, e a velivoli-radar (AWACS/AEW), trasmettendo al MiG-35 informazioni aggiuntive e affidabili sulla situazione, aumentando la probabilità di adempiere la missione. I due motori TVN RD-33 sono potenziate fino a una spinta di 9000 kg ciascuno. A differenza del MiG-29, i motori del MiG-35 sono dotati di chip (di monitoraggio digitale e sistemi di controllo), ed hanno un consumo specifico basso, non emettono fumo ed hanno una traccia ad infrarossi molto ridotta. I motori TVN RD-33 hanno ugelli vettoriali che gli permettono di virare e cabrare per 15-30 gradi. Questi miglioramenti “hanno consentito al MiG-35 di volare a velocità molto basse, senza limitazioni negli angolo d’attacco, assicurandone il controllo anche a velocità zero e a ‘velocità negativa’ per periodi prolungati”. [1] La spinta vettoriale permette l’esecuzione di manovre brusche con grandi sovraccarichi per evitare missili aria-aria o terra-aria. Inoltre, vi sono serbatoi dorsali (dietro l’abitacolo) e nella giunzione ali-fusoliera. Il carburante interno è stato portato a 950 litri, aumentandone l’autonomia di volo a 2000 km.

Radar Zhuk-AE
La principale risorsa per i dati aerei e terrestri è il radar Zhuk-AE. Un radar AESA (a scansione elettronica attiva) che può individuare bersagli aerei ad una distanza di 160 km e navi di superficie a 300 km. Il radar può tracciare 30 bersagli contemporaneamente e inseguirne 6. I radar del tipo precedente, PESA (a scansione elettronica passiva), avevano un’antenna conica che ruotava di 360 gradi per dirigere le onde radio in un fascio ristretto. Il pannello dell’antenna del radar AESA sul MiG-35 è composto da 1000-2000 moduli ricetrasmettitori (TR) disposti nel naso, sull’ala o la fusoliera, e ognuno funziona in modo indipendente. Il fascio radar è modellato digitalmente entro uno spazio molto ristretto delineato dal computer, che seleziona la potenza della radiazione emessa da ogni modulo TR in pochi milionesimi di secondo. Inoltre, ogni modulo TR può essere programmato per operare solo come trasmettitore o ricevitore, eseguendo funzioni diverse in parallelo. Due computer CIP (Processori integrati comuni) integrano il radar.40Optoelettronica
Il MiG-35 ha un sistema di puntamento/navigazione inerziale che riunisce radio e apparecchiature GPS. L’apparecchiatura di navigazione inerziale BINS-SP2 è prodotta dalla KRET in collaborazione con la SAGEM Defense-France e si basa su tre giroscopi laser e tre accelerometri al quarzo. Questo sistema è collegato al sottosistema per le condizioni di scarsa visibilità e il puntamento delle armi. Gli aerei di 5.ta generazione statunitensi F-22 e F-35 non hanno i sistemi di puntamento e navigazione installati su punti meccanici; il MiG-35 copia la soluzione di 5.ta generazione essendo questi dispositivi integrati nel velivolo. Il sistema di puntamento IRST (ricerca e inseguimento a raggi infrarossi) OLS-35 è montato nel naso ed è usato in combattimento. L’OLS-35 può individuare un aereo dopo aver scoperto un’emissione di calore a 50 km se emessa dall’“emisfero anteriore” e 90 km se emessa dall’“emisfero posteriore”. Il MiG-35 è dotato di un FLIR (sistema di ricerca agli infrarossi) in un pod montato sotto la gondola motore destra dell’aereo. Durante la navigazione notturna visualizza l’immagine del terreno sorvolato, permettendo l’identificazione dei bersagli. Il pod FLIR guida anche le munizioni intelligenti, come per gli aerei militari statunitensi. Il pod FLIR ha un telemetro laser che misura la distanza dal bersaglio (fino a 20-30 km) e un proiettore laser per guidare bombe e missili. Avendo abbandonato i punti meccanici per le apparecchiature optoelettroniche, il MiG-35 ha visto aumentare i piloni da 6 a 9, portando il carico utile massimo da 4800 a 7000 kg.

Equipaggiamento da guerra radio-elettronica
L’apparecchiatura EW (Guerra Elettronica) comprende un ricevitore di allarme radar a banda larga con antenne disposte su superficie alare e fusoliera. Il MiG-35 ha sensori ottici ed ultravioletti MAWS (sistema di allarme approccio missile) montati su fusoliera, coda e ali che segnala al pilota qualsiasi missile aria-aria in avvicinamento. Il sistema EW può anche rilevare il lancio di MANPADS (sistema di difesa aerea portatili) o di un sistema superficie-aria a corto raggio (10 km), o a medio o lungo raggio (30-50 km). Il microprocessore dell’EW stima il tempo di impatto dei missili nemici e controlla le contromisure elettroniche attive e passive. L’apparecchiatura EW è co-prodotta dalla ditta italiana Elettronica (incorporando il dispositivo ELT/568-V2, “disturbatore di auto-protezione per la difesa dai radar di tiro della contraerea“). Il test del MiG-35 sarà completato nel 2018, con il primo lotto di 37 MiG-35 da consegnare ai militari russi nel 2019. L’Aeronautica russa schiera circa 250 MiG-29 e prevede di sostituirli con 170 MiG-35. Il primo ordine straniero per il MiG-35 proviene dall’Egitto, che ha firmato un contratto nel 2015 per acquistare 50 MiG-35 per 2 miliardi di dollari.c3lwgnxwcaaguc_[1] MiG-35 Fulcrum-F Multirole Fighter, Russia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La flotta inglese è alla deriva

Alessandro Lattanzio, 11/2/2017

HMS Vanguard

HMS Vanguard

Tutti i sette sottomarini d’attacco a propulsione nucleare (SSN) del Regno Unito sono fuori servizio. I cinque sottomarini HMS Triumph, HMS Torbay, HMS Artful, HMS Talent e HMS Trenchant, sono in riparazione per guasti mentre il sottomarino diesel-elettrico (SSK) HMS Ambush è in riparazione dopo lo speronamento con una nave mercantile presso Gibilterra, nel luglio 2016. L’HMS Talent ha subito danni alla vela per 500mila sterline, con una collisione contro un lastrone di ghiaccio mentre inseguiva delle navi russe. Secondo il Daily Mail, nel 1981, quando il sottomarino a propulsione nucleare HMS Sceptre si scontrò contro il sottomarino sovietico K-211, all’equipaggio della nave inglese fu ordinato di dire che avevano colpito un iceberg, e non un battello sovietico. L’Ambush invece è un sottomarino classe Astute da 7400 tonnellate di dislocamento, costato 1,1 miliardi di dollari e dotato di missili da crociera Tomahawk. A più di sei mesi dall’incidente, è ancora in riparazione.
Il professor Anthony Glees, esperto di politica, sicurezza ed intelligence presso l’Università di Buckingham, ritiene che, “Quando si tratta di sorvegliare i nostri confini con le navi, abbiamo bisogno di una flotta forte. Ma la mia sensazione è che la sicurezza dipenda dal successo dell’economia. Credo che tutti siano d’accordo che, dopo la Brexit, la Gran Bretagna sarà più povera piuttosto che più ricca“. Nel novembre 2016 i sottomarini del Regno Unito rimanevano senza missili antinave per motivi di bilancio. “La linea di fondo è che ciò è imbarazzante per il governo. Se siamo una Gran Bretagna dagli interessi globali, dobbiamo difenderli. È una notizia particolarmente cattiva per il governo della Brexit di May. Non penso che questo sia dovuto a sue responsabilità, ma le conseguenze saranno di sua competenza. La Gran Bretagna sarà più povera come la volontà del contribuente di spendere soldi per la difesa? La maggioranza ha votato la Brexit per ridurre i costi“. In effttti, il ministero della Difesa di Londra, per via delle riduzioni del bilancio della Marina, limiterà l’armamento delle navi di superficie ai soli cannoni da 114mm e da 30mm, mettendo da parte il sistema missilistico antinave Harpoon Block-1C, imbarcato sui cacciatorpediniere antiaerei Tipo 45 e le fregate antisom Tipo 23. “Di conseguenza, le navi da guerra della Royal Navy avranno una potenza di fuoco inferiore a quella del nemico, più di quanto non fosse nel 19.mo secolo”. Inoltre, la Royal Navy disporrà di sole 17 navi, tra fregate e cacciatorpediniere, il minimo storico. Nel 2010, il Regno Unito radiò i cacciatorpediniere lanciamissili Tipo 42 e le fregate Tipo 22, il cui armamento missilistico fu trasferito su almeno 3 cacciatorpediniere Tipo 45.
cb0k6o-xiaez6wiAnche il programma nucleare Trident del Regno Unito ha creato problemi a Londra, oltre al costo di 252 milioni di dollari all’anno. L’ingegnere inglese William McNeilly nel maggio 2015 pubblicò un rapporto di 18 pagine su Internet sull’inefficienza della sicurezza della flotta sottomarina nucleare del Regno Unito. L’ingegnere della base navale di Faslane, in Scozia, si dava alla latitanza dopo la pubblicazione del rapporto, dove descriveva lo stato generale del programma Trident come “disastro in attesa di accadere”, e definiva la Royal Navy così disperata da assumere personale di cui non conosce il passato, così è “questione di tempo prima che s’infiltri uno psicopatico o un terrorista”. Il Regno Unito dispone di quattro sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) basati in Scozia, nell’unica struttura che può ospitarli. Nel giugno 2016, l’HMS Vengeance lanciò un missile Trident, privo di testata, in un’esercitazione al largo della Florida, ma il missile per un errore di navigazione puntò sulle coste orientali degli USA, invece di volare sull’Oceano Atlantico verso l’Africa. L’errore fu nascosto, per mesi, allo scopo di non disturbare il voto, del 18 luglio, sulla sostituzione dei vecchi SSBN classe Vanguard, di cui HMS Vengeance fa parte, con quattro nuovi SSBN classe Dreadnought, da progettare e costruire in collaborazione con il programma Columbia della Marina degli Stati Uniti entro il 2028, per un costo stimato in 50 miliardi di dollari. Il governo fu accusato di aver nascosto il fallito test quando la nuova Prima ministra Theresa May, intervistata in televisione, rifiutò per quattro volte di dire se avesse saputo dell’incidente prima del dibattito al Parlamento sul programma Dreadnought. May disse solo che aveva, “fede assoluta nei nostri missili Trident“. Inoltre, anche se il ministero della Difesa insisteva ad affermare che l’esercitazione con il missile Trident era riuscita, si è sempre rifiutato di divulgarne le informazioni, citando la segretezza sulla sicurezza nazionale, ma senza convincere il partito laburista all’opposizione. Se il ministro della Difesa Michael Fallon dichiarò alla Camera dei Comuni: “Contrariamente alle notizie della stampa, l’HMS Vengeance e il suo equipaggio sono stati testati con successo e certificati pronti ad essere operativi“. Julian Lewis, del partito conservatore e presidente del comitato ristretto sulla Difesa dei Comuni, chiedeva: “Il ministro ci dice che nulla è andato storto in questo particolare lancio? Pur ammettendo che il deterrente nucleare va tenuto segreto, una volta comparsa la notizia sul possibile fallito lancio di un missile, non è meglio essere sinceri, soprattutto se non avrebbe alcuna importanza strategica, in questo caso?” La deputata laburista Mary Creagh chiese conferma della notizia della CNN secondo cui il missile si era autodistrutto al largo della Florida. “Se è così, perché Parlamento e pubblico inglesi sono gli ultimi a saperlo?” E il deputato laburista Kevin Brennan affermava che il silenzio del governo non ha “alcun senso, visto che… i nostri omologhi del Congresso degli USA certamente hanno tutti i dettagli di ciò che successe nel test“. Brendan O’Hara del Partito nazionale scozzese, oppositore del programma Trident, affermava: “Dato che uno dei missili nucleari del Regno Unito è virato sugli Stati Uniti, è un insulto alla nostra intelligenza cercare di rivendicare, come fa il governo, che capacità ed efficienza del Trident sono insindacabili“. Fallon rispose: “Non confermo le speculazioni della stampa e metto in guardia i parlamentari dal credere a tutto quello che leggono sulla stampa domenicale. I governi precedenti in diverse situazioni, anzi in tempi più benevoli, avrebbero preso decisioni diverse sulle informazioni da rivelare (sul test). Ma questi non sono, ovviamente, tempi benevoli”. A ciò Horatio West, ex-primo lord del mare e ministro della Sicurezza, rispondeva che il fatto che il governo non riconoscesse il “piccolo errore” del sistema missilistico, è “strano e stupido“.

HMS Ambush

HMS Ambush

Fonti:
Anàlisis Militares
NWEmail
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Sputnik
The Guardian
USNI

La potenza navale cinese: le portaerei

Alessandro Lattanzio, 3/2/2017

CV-17 Shandong in costruzione

CV-17 Shandong in costruzione

La prima portaerei cinese, la Tipo 001 CV-16 Liaoning, e la squadra di supporto assegnata avevano svolto le prime esercitazioni di tiro reale nel mare di Bohai, nel dicembre 2016. I velivoli imbarcati, i caccia J-15, erano dotati di missili aria-aria PL-12 e di missili antinave YJ-83. I velivoli decollavano utilizzando una rampa angolato a prua della portaerei, permettendo agli aeromobili di decollare più facilmente. La Liaoning svolgeva anche manovre in coordinamento con le fregate e i cacciatorpediniere di scorta. La Liaoning svolge il compito di addestrare i futuri equipaggi delle portaerei, oltre che i piloti dei velivoli imbarcati, che costituiranno la futura componente aero-navale imbarcata della Marina Militare cinese. La seconda portaerei, la Tipo 001A CV-17 Shandong, è in costruzione nei cantieri navali di Dalian. Sarà la prima portaerei costruita interamente in Cina, dato che la Liaoning è l’ex-sovietica Varjag, acquistata dall’Ucraina nel 1998 e ricostruita in Cina. Entrò in servizio il 25 settembre 2012 dopo ampie prove in mare, per svolgere il compito principale di piattaforma di addestramento per la componente aerea imbarcata della Marina Militare. La Liaoning regolarmente imbarca 24 caccia J-15, 6 elicotteri antisom Z-18F, 4 elicotteri di preallarme Z-18J e 2 elicotteri di ricerca e salvataggio Z-9C. Il caccia J-15 è la versione navale del J-11B, versione cinese del Su-27, che svolge essenzialmente il ruolo d’intercettore a causa dei limiti imposti dalle operazioni di decollo con il trampolino angolato.
1027257430 Pechino schiererà la futura portaerei CV-17 Shandong nel Mar Cinese Meridionale, aumentando le difese della Cina e la disponibilità a rispondere ad eventuali “situazioni complicate”. La CV-17 probabilmente svolgerà le prove in mare nel 2018-2019 e sarà operativa nel 2020. La CV-17 avrà un dislocamento maggiore, così come sono maggiori l’hangar per gli aerei sottocoperta e l’isola della nave, situata a dritta sullo scafo. L’analisi della struttura dell’isola, realizzata in due moduli, indica che disporrà di più avanzati sistemi di comunicazione e del nuovo radar a scansione planare (APAR) Tipo 346A, già impiegato sui cacciatorpediniere Tipo 052D; un aggiornamento del radar a scansione elettronica (AESA) Tipo 346. Una riproduzione delle sovrastrutture della portaerei si trova a Wuhan, per addestrare i piloti e le squadre degli addetti ai velivoli imbarcati. Mentre nella base aerea di Huangdicun, a nord-ovest del Golfo di Bohai, che ospita il reggimento dotato dei caccia navalizzati J-15, venivano costruite due catapulte per il lancio dei velivoli imbarcati sulle portaerei, dove si trovano anche due impianti per i trampolini di lancio e due piste dotate dei cavi di arresto presenti sulla portaerei Liaoning; tutte componenti del centro di addestramento dei piloti dei caccia imbarcati, per svolgere le operazioni di addestramento al decollo dal ponte delle portaerei. I due sistemi di lancio o catapulte, di Huangdicun, appaiono differenti, suggerendo lo studio di due diversi tipi di catapulte: una convenzionale a vapore, e una elettromagnetica. La base aerea di Huangdicun, quindi, riproduce la disposizione delle rampe di lancio, delle aree di atterraggio, delle catapulte e degli hangar per i caccia J-15 imbarcati sulle portaerei. Inoltre, su alcuni aerei J-15 sono stati osservati un gancio per catapulta sul carrello anteriore, per aiutarli al decollo. Le operazioni di decollo dalle catapulte (sistema CATOBAR) a Huangdicun dovrebbero iniziare a metà 2017, in vista della preparazione di un reparto aereo imbarcato abilitato a questo tipo di operazioni a bordo delle future portaerei cinesi. La futura portaerei Tipo 002 CV-18, che dovrebbe essere costruita presso i cantieri Jiangnan Changxingdao di Shanghai, sarà dotata delle catapulte per il lancio degli aeromobili, superando così i limiti di peso imposti attualmente dal sistema di decollo basato sulla prua angolata delle portaerei CV-16 e CV-17 (sistema STOBAR). Il sistema CATOBAR permetterà il decollo dalla CV-18 di velivoli più pesanti o dotati di un maggior carico bellico, consentendo d’imbarcare aerei antisom (ASW) e aerei-radar (AEW). Le portaerei STOBAR opereranno entro il raggio d’azione dei velivoli ASW e AWACS basati a terra, mentre la Marina Militare cinese provvede alla costruzione di una nuova nave rifornimento di squadra, la Tipo 901, in costruzione nel Guangdong da 45000 tonnellate di dislocamento, il doppio delle navi cisterna di squadra Tipo 903A attualmente in fase di prove in mare.
416 Come detto, queste portaerei avranno compiti di Controllo e Interdizione di Area (A2/AD), soprattutto nel Mar Cinese Meridionale, e garantiranno la protezione dei sottomarini lanciamissili balistici cinesi dislocati nella base navale dell’isola di Hainan, che si affaccia proprio sul Mar Cinese Meridionale, dove Pechino ha fortificato diverse isole semi-artificiali. Qui le isole Zhubi, Yongshu, Yongxing e Meiji dispongono di piste della lunghezza di 3000 metri, nelle prime due isole, e 2700 metri nelle altre due, dove possono atterrare e decollare i cacciabombardieri della Marina Jianhong JH-7A, dotati di siluri Air3-500 e bombe di profondità Shen-3A; i bombardieri lanciamissili Hong H-6K e H-6M; e i velivoli da trasporto Il-76 e Y-20. Sulle altre isole sono state costruite degli eliporti. Inoltre, su queste isole vengono schierati, a rotazione, 72 caccia-intercettori Jian J-11B, che effettuano pattugliamenti e sono dotati dei missili antinave YJ-62 e YJ-83, e dei missili anti-radar YJ-91. I caccia sono supportati dalle aerocisterne H-6U del 17.mo Reggimento della 6.ta Divisione bombardieri, e Il-78. Ogni H-6U può rifornire 4 aerei da combattimento J-11B, prolungandone l’autonomia di almeno 1000km; mentre un Il-78, nello stesso intervallo, può rifornire 10 J-11B. Infatti, il sistema di rifornimento in volo dell’H-6U permette di rifornire 2 caccia per volta, mentre il sistema ORM-1M dell’Il-78 può rifornire 3 aeromobili per volta. Gli intercettori verranno supportati anche dagli aerei AWACS KT-200, che possono rilevare 500 bersagli aerei e di superficie simultaneamente fino a 400 km di distanza e a 10000 metri di quota. Con il sistema digitale unificato di scambio dati standard 1553, trasmetteranno le informazioni sugli obiettivi ad aeromobili, navi, batterie lanciamissili e infine anche ai bombardieri H-6, che hanno per compito principale distruggere le unità AEGIS della Marina degli Stati Uniti utilizzando i missili supersonici YJ-12 (dalla velocità di Mach 5,5).
Le basi navali sulle isole artificiali Yongshu, Zhubi e Meiji possono ospitare navi dal dislocamento di 20000 tonnellate. I depositi di carburante e i centri di riparazione e manutenzione consentono alla Marina Militare cinese di schierarvi in modo permanente un gruppo di 30 navi di superficie e una forza mista di sottomarini diesel-elettrici e nucleari. Forze ritenute sufficienti dalla strategia per la “difesa delle zone limitrofe e la protezione delle operazioni prolungate”. Le squadre navali della PLAN sono di due tipi:
Il tipo “Quattro Fronti d’Acciaio”, che comprende cacciatorpediniere Tipo 052A/C per la difesa aerea, fregate Tipo 054 o corvette Tipo 056A per la difesa anti-som e gli attacchi missilistici, e una nave da guerra elettronica Tipo 815A dotata di sistemi di soppressione radioelettronica.
Il tipo “Otto Fronti d’Acciaio”, che comprende lo schieramento summenzionato più 1 sottomarino convenzionale Tipo 039, 1 sottomarino nucleare Tipo 093G, 1 velivolo Y-8 o Y-9 da guerra antisom e 1 aereo AWACS KT-200. I sottomarini e i velivoli ampliano l’efficacia della squadra navale.
Sulle isole sono schierati radar con portata oltre l’orizzonte, stazioni di rilevamento aereo e di contromisure elettroniche, e batterie di missili antiaerei Hongqi H-9, che in futuro saranno sostituiti dai più sofisticati Hongqi H-26. In definitiva, i presidi sulle isole Yongshu, Zhubi e Meiji permettono di controllare una parte significativa del bacino del Mar Cinese Meridionale.

CV.16 Liaoning

CV-16 Liaoning

La Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN) cinese, schiera 235000 effettivi suddivisi tra le Flotte del Mare del Nord, del Mare dell’Est e del Mare del Sud, e dispone di:
1 portaerei
26 cacciatorpediniere (4 Sovremennij, 1 Tipo 051B, 2 Tipo 051C, 2 Tipo 052B, 6 Tipo 052C, 3 Tipo 052D)
35 fregate (4 Tipo 053H26, 10 Tipo 053H3, 2 Tipo 054, 19 Tipo 054A)
25 corvette Tipo 056
85 pattugliatori lanciamissili (di cui 60 Tipo 022)
56 navi d’assalto anfibio (di cui 4 LPD Tipo 071)
42 cacciamine
5 sottomarini d’attacco a propulsione nucleare
4 sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare
57 sottomarini convenzionali
316 velivoli da combattimento terrestri
21 velivoli da combattimento imbarcati
130 elicotteriasiemerdechineconflitzeeplateformepetrolierechinevietnamafpFonti:
Janes
South Front
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Sputnik
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Il rafforzamento della Russia terrorizza la NATO

Salman Rafi Sheikh, New Eastern Outlook 03/02/2017MONTENEGRO-US-RUSSIA-POLITICSProprio mentre appare il “filo-russo” Donald Trump, che rende incerto il futuro della NATO, l’ascesa della Russia e la sua massiccia avanzata militare ed economica aggrava i “timori” degli alleati europei degli Stati Uniti, portando questi ultimi ad inviare, il 30 gennaio, migliaia di truppe e armi pesanti in Polonia, Stati baltici ed Europa sud-orientale, in ciò che appare essere il maggiore concentramento dalla guerra fredda. Il dispiegamento di una brigata corazzata, che riporta i carri armati statunitensi in Europa per la prima volta dal 2013, rassicura sul supporto di Washington agli alleati europei che, per interesse, continuano a mostrare la Russia come il “cattivo” pronto ad attaccarli e distruggerli. Perciò la presenza di 3500 soldati statunitensi, affiancati da altri 1600 con elicotteri ed aerei, il prossimo mese. Se ciò rientra nel dispiegamento multinazionale della NATO, il tenente-generale Ben Hodges, alto comandante dell’esercito degli USA in Europa, ha detto che il dispiegamento è anche una rassicurazione di Donald Trump ai capi di Gran Bretagna, Germania e Francia sulla continua importanza della NATO. Mantenere viva la NATO è, quindi, sul tavolo. Mentre Stati Uniti ed alleati inviano soldati e armi in Europa, la questione del futuro raffreddamento dell’isteria anti-Russia inizia ad avere un senso. In realtà, tale processo indica che l’isteria anti-Russia probabilmente resta la logica ultima degli alleati europei degli Stati Uniti, affinché sostengano una posizione dura verso la Russia, per esempio imponendo sanzioni e mantenendo la NATO come prima forza di difesa e attacco. Pertanto, ciò che si vede oggi non accadeva dalla fine della guerra fredda. In parte, tale nuovo rafforzamento militare, di fatto, non s’è mai visto dalla seconda guerra mondiale. Circa 300 marines statunitensi sono sbarcati in Norvegia per restarci sei mesi, la prima volta dalla seconda guerra mondiale che truppe straniere sono autorizzate a stazionarvi.
Tale militarizzazione massiccia è una reazione alla rinascita della Russia ad importante attore mondiale, capace d’influenzare definizione e determinazione delle questioni geopolitiche. Nient’altro dimostrerebbe la rinascita russa se non il successo in Siria contro “ribelli” e terroristi eterodiretti. Considerando che questo successo militare è un riflesso della ripresa economica della Russia dopo la disintegrazione dell’Unione Sovietica, indica anche la velocità con cui la Russia si ricostruisce. Ciò che ha particolarmente allarmato l’occidente è la riapertura delle basi aeree e radar militari ex-sovietiche abbandonate sulle isole artiche e la costruzione di nuove della Russia. L’Artico, secondo l’US Geological Survey, ha riserve di petrolio e gas per 412 miliardi di barili di petrolio, circa il 22 per cento del petrolio mondiale ancora da scoprire e di gas, che recuperati ed impiegati nell’economia della Russia, l’aiuteranno a ridurre notevolmente l’onere economico causato dalle sanzioni occidentali, permettendo di rafforzarne la posizione nella regione e nel mondo, cosa che l’occidente non sopporta e neanche accetta come dato di fatto. L’espansione ha vaste implicazioni finanziarie e geopolitiche. L’Artico avrebbe più riserve di idrocarburi dell’Arabia Saudita e Mosca già traccia un serio confine militare nella competizione sul Grande Nord con i rivali di sempre, Canada e Stati Uniti. A tal fine, neutralizzare il dominio di Stati Uniti e alleati, la Russia costruisce tre rompighiaccio nucleari, i più grandi del mondo, per supportare la flotta di circa 40 rompighiaccio, 6 dei quali nucleari. Nessun altro Paese ha una flotta nucleare così grande, usata per aprire le rotta a navi militari e civili. La Flotta del Nord della Russia, basata a Murmansk nelle acque ghiacciate della Baia di Kola, ha ricevuto il proprio rompighiaccio, il primo, e due corvette rompighiaccio armate di missili da crociera. `Sotto Gorbaciov e Eltsin, le nostre aree artiche furono smantellate’, affermava il Professor Pavel Makarevich, membro della Società Geografica Russa,`Ora vengono restaurate‘.
Il rafforzamento artico della Russia ha ovviamente allarmato Washington dove, come per molte altre importanti questioni di politica estera, l’ufficio Artico del dipartimento di Stato rimane vuoto. E mentre il nuovo segretario alla Difesa degli USA James Mattis ha descritto i passi russi come “aggressivi” nell’audizione di conferma, tale posizione appare sconnessa col quadro politico complessivo che Trump sembra tracciare in questi giorni. Ciò era chiaramente evidente dalle dichiarazioni di Washington e Mosca dopo che Putin e Trump ebbero la loro conversazione telefonica. Né Cremlino, né Casa Bianca menzionavano la parola “sanzioni”, sostenendo che l’argomento semplicemente non figurasse. Eppure, come affermano i russi, i leader “sottolineavano l’importanza di ricostruire rapporti commerciali ed economici reciprocamente vantaggiose per le comunità imprenditoriali dei due Paesi‘, potendo dare ulteriore impulso allo sviluppo di solide relazioni bilaterali”. Corollario di questa lettura è l’annuncio del Fondo Investimenti Diretti del governo russo su vari progetti volti ad attrarre investimenti statunitensi in Russia. Tuttavia, la domanda chiave è: può avvenire con le sanzioni ancora incombenti sulla Russia? Oppure, come alcuni esperti sostengono, Trump e Putin sono arrivati a una “comprensione” sulla possibile revoca delle sanzioni nel prossimo futuro. Con Trump che indica costantemente la prospettiva di “rapporti migliori” con la Russia, il dispiegamento di truppe statunitensi in Europa, decisione presa dal presidente uscente Obama, sembra essere più una tattica dell’amministrazione Trump per tranquillizzare i ‘timori’ degli ‘alleati europei’ sulla spinta reale al ‘contenimento’ della Russia in Europa/Baltico. In caso contrario, l’umore ‘anti-sanzione’ di Trump è ben visibile. Infatti, se Trump rifiutava di escludere di togliere le sanzioni alla conferenza stampa con la prima ministra inglese Theresa May, a Washington, May insisteva, “riteniamo che le sanzioni debbano continuare“. Anche in questo caso non vi è alcun riferimento alle sanzioni nella dichiarazione congiunta rilasciata dopo la chiamata di Trump alla cancelliera tedesca Angela Merkel, anche se quest’ultima s’è dichiarata fortemente a sostengo delle sanzioni.
Il triangolo politico è quindi chiaramente visibile, Trump ed Europa non sono allineati sulla Russia. Mentre gli Stati Uniti non possono permettersi politicamente e strategicamente di ‘abbandonare’ l’Europa, il danno che l’amministrazione Obama ha inflitto alla posizione statunitense in Medio Oriente, in particolare, e a livello internazionale, in generale, richiede il ripristino dei rapporti con la Russia. Ciò che rende Trump diverso da Obama, in questo contesto, è che invece di cercare la vittoria assoluta sulla Russia, Trump vuole riavvicinarla e riaffermarsi su parte dello spazio perso negli ultimi 3 anni. In parole semplici, mentre il dispiegamento della NATO è debitamente sostenuto dagli Stati Uniti, assicurando l’Europa del sostegno degli Stati Uniti, serve anche da carta di scambio degli Stati Uniti per accordarsi con la Russia sul suo rafforzamento nell’Artico e nel Medio Oriente, dove ha già acquisito una presenza militare solida. Pertanto, se la Russia si ricostruisce, la NATO affila le armi e Trump affila la sua ascia della contrattazione. Il triangolo assume una forma definita!tumblr_mi2qomgiwf1qd7ygho1_1280Salman Rafi Sheikh, analista di relazioni internazionali e degli affari esteri e nazionali del Pakistan, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora