Terza riunione plenaria del 7.mo CC del PLC in presenza di Kim Jong Un

Pyongyang, KCNA, 21 aprile – UriminzokkiriIl terzo incontro plenario del Settimo Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea si è svolto a Pyongyang il 20 aprile. Kim Jong Un, presidente del PLC, guidava la riunione plenaria. Alla riunione erano presenti membri del Presidium, membri e membri supplenti dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PLC e membri e membri supplenti del CC del PLC e membri della Commissione di Controllo Centrale del PLC. Presenti come osservatori erano membri del Comitato Centrale del PLC e funzionari di partito e amministrativi di ministeri, istituzioni nazionali, province, città e contee, importanti istituti ed istituzioni industriali e fattorie cooperative e membri degli organi delle Forze Armate. L’assemblea plenaria trattava i seguenti punti all’ordine del giorno:
1. Sui compiti del nostro partito per accelerare ulteriormente la costruzione socialista come richiesto dal nuovo avanzato stadio della rivoluzione in via di sviluppo
2. Verso una svolta rivoluzionaria nella scienza e nell’istruzione
3. Questioni organizzative
Il primo ordine del giorno fu discusso durante la riunione. Kim Jong Un fece rapporto sul primo ordine del giorno, dicendo che l’assemblea plenaria doveva essere convocata per discutere e decidere questioni importanti per il raggiungimento degli obiettivi dello stadio superiore della costruzione socialista, come richiesto dalla rivoluzione in via di sviluppo e nella situazione attuale. Dicendo che la situazione generale cambia rapidamente a favore della rivoluzione coreana grazie all’azione e agli sforzi attivi della Corea democratica, dopo la dichiarazione sul completamento dello Stato nucleare, l’anno scorso, informava della creazione del nuovo clima di distensione e pace nella penisola di Corea e nella regione e dei cambiamenti drammatici nel panorama politico internazionale. Dichiarava che la miracolosa vittoria adempiendo perfettamente la grande causa storica della costruzione della Forza Nucleare dello Stato in un breve arco di tempo, meno di cinque anni, è la grande vittoria della linea del PLC per far avanzare simultaneamente la costruzione economica e la costruzione della forza nucleare e, allo stesso tempo, brillante vittoria che poteva essere ottenuta solo dall’eroico popolo coreano. Indicava i progressi compiuti nella costruzione economica insieme alla lotta di tutto il partito, di tutto lo Stato e di tutto il popolo per l’attuazione della suddetta linea. Dichiarava con orgoglio che i compiti storici della linea strategica di sviluppo simultaneo dei due fronti indicati nella riunione plenaria del Comitato centrale del partito del marzo 2013, sono stati portati a termine con successo. Dichiarava la vittoria della linea del PLC e quindi la lotta del popolo coreano che ha lavorato duramente con sacrifico per acquisire una potente spada preziosa per difendere la pace si è conclusa con successo dando la ferma garanzia che i nostri discendenti potranno godere della vita più dignitosa e più felice del mondo. Dichiarava che non sono necessari test nucleari e missili balistici, intermedi e intercontinentali, per la RDPC, dato che il lavoro per porre testate nucleari sui missili balistici è stato verificato quando furono effettuati processi di sviluppo delle armi nucleari in modo scientifico e con sequenza regolare, e lo sviluppo dei vettori è stato anche completato scientificamente, aggiungendo che la missione del poligono nucleare settentrionale è quindi finita. Chiariva la posizione pacifista del PLC nel dare un contributo positivo alla costruzione del mondo libero dalle armi nucleari in conformità all’aspirazione e al desiderio comune all’umanità, a condizione che la potenza della RDPC sia posta sul livello desiderato divenendo possibile garantire in modo affidabile la sicurezza dello Stato e del popolo.
Dichiarava che oggi, quando i compiti storici della linea strategica di sviluppo simultaneo dei due fronti sono stati portati a termine con successo, il PLC affronta importanti compiti per accelerare l’avanzata della rivoluzione con fiducia nella vittoria e quindi accelerare la vittoria finale della causa socialista. Ha chiarito che nella fase attuale in cui la RPDC diventa potenza politico-ideologico e militare mondiale, la linea strategica del PLC è concentrare tutti gli sforzi del partito e del Paese sulla costruzione economica socialista. Dichiarava che è necessario lanciare l’offensiva rivoluzionaria generale e compiere progressi dinamici nella costruzione economica sotto lo slogan: “Acceleriamo ulteriormente l’avanzata della nostra rivoluzione concentrando tutti i nostri sforzi sulla costruzione economica socialista!” Osservava che l’obiettivo immediato della lotta per realizzare la nuova linea strategica è mantenere la produzione in piena attività in tutti gli stabilimenti industriali e raccogliere raccolto abbondante in tutti i campi agricoli durante il periodo di attuazione della strategia quinquennale dello sviluppo economico nazionale e quindi far risuonare le risate del popolo in tutto il Paese. Sottolineava che l’obiettivo a lungo termine è basare un’economia nazionale secondo le basi del Juche, moderne, informatiche e scientifiche fornendo a tutto il popolo una vita benestante e altamente civilizzata in modo che possa vivere bene come gli altri. Chiariva i compiti per eseguire a fondo la nuova linea strategica e le modalità per attuarli, come il problema delle priorità del lavoro economico nel lavoro complessivo del partito e dello Stato, sfruttando tutti i potenziali umani, materiali e tecnici del Paese per lo sviluppo. Invitava tutti i campi e le unità ad affidarsi a scienza e tecnologia, a migliorare costantemente lo spirito dell’autosviluppo ed aumentare la produzione sotto lo slogan dell’autosufficienza.
Al fine di attuare appieno la nuova linea strategica incanalando tutti gli sforzi sulla costruzione economica, è necessario migliorare drasticamente il ruolo delle organizzazioni di partito, sottolineava. Esortava gli organi di orientamento economico, incluso il Governo, ad occupare la loro posizione di responsabili degli affari economici, organizzando meticolosamente l’operazione e il comando per compiere rapidi progressi economici. Inoltre esortava tutti i campi e le unità ad subordinarsi incondizionatamente al comando unificato del Governo nell’attuazione della politica economica del partito.
Interventi si ebbero sul primo punto all’ordine del giorno durante la riunione plenaria.
I relatori erano Choe Ryong Hae, del Presidium dell’Ufficio politico e Vicepresidente del Comitato centrale del PLC, Pak Pong Ju, del Presidium dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PLC e primo ministro del Governo, e Kim Jong Gak, direttore dell’Ufficio Politico Generale dell’Esercito Popolare Coreano. Le risoluzioni sul primo punto all’ordine del giorno furono approvate all’unanimità. La risoluzione “Sulla proclamazione della grande vittoria della linea di sviluppo simultaneo di costruzione economica e costruzione della forza nucleare” specificava le seguenti decisioni.
In primo luogo, dichiariamo solennemente che i test sub-critici nucleari, test nucleari sotterranei, miniaturizzando e alleggerendo le armi nucleari, e lo sviluppo dell’arma nucleare super-potente e dei vettori furono effettuati nel corso della campagna per l’attuazione della linea del partito per sviluppare simultaneamente i due fronti e quindi il lavoro per disporre testate nucleari sui missili balistici è stato realizzato in modo affidabile.
In secondo luogo, interromperemo i test nucleari e dei missili balistici intercontinentali dal 21 aprile, Juche 107 (2018). Il poligono nucleare settentrionale della RPDC sarà smantellato per garantire in modo trasparente la cessazione dei test nucleari.
In terzo luogo, la cessazione dei test nucleari è un processo importante del disarmo mondiale e la Corea democratica aderirà al desiderio e agli sforzi internazionali per la fine totale dei test nucleari.
In quarto luogo, la RPDC non utilizzerà mai armi nucleari né trasferirà armi nucleari o tecnologia nucleare in alcuna circostanza a meno che non vi siano minacce e provocazioni nucleari contro la Corea democratica.
In quinto luogo, concentreremo tutti gli sforzi per costruire una potente economia socialista e migliorare notevolmente il livello di vita del popolo mobilitando tutte le risorse umane e materiali del Paese.
In sesto luogo, creeremo un ambiente internazionale favorevole alla costruzione economica socialista e faciliteremo lo stretto contatto e un dialogo attivo coi Paesi limitrofi e la comunità internazionale al fine di difendere pace e stabilità nella penisola coreana e nel mondo.
La risoluzione “Concentrando tutti gli sforzi sulla costruzione economica socialista per soddisfare i requisiti della nuova fase di sviluppo della rivoluzione” chiariva le seguenti decisioni.
In primo luogo, orienteremo il partito e gli affari di Stato nella costruzione economica socialista e concentreremo tutti gli sforzi su di esso.
In secondo luogo, il Partito e le organizzazioni dei lavoratori, gli organi di potere, gli organi di polizia e gli organi delle Forze Armate rafforzeranno il loro ruolo nella lotta per concentrare tutti gli sforzi sulla costruzione economica socialista.
In terzo luogo, le organizzazioni di partito e le istituzioni politiche a tutti i livelli dovranno controllare e rivedere regolarmente l’attuazione delle decisioni prese in occasione della Terza riunione plenaria del 7.mo Comitato centrale del PLC, in modo da garantirne l’attuazione completa.
In quarto luogo, il Presidium dell’Assemblea Popolare Suprema e il Consiglio dei Ministri adotteranno misure legali, amministrative e tecniche per svolgere i compiti stabiliti nelle risoluzioni della riunione plenaria del Comitato Centrale del PLC.
Il secondo punto all’ordine del giorno è stato discusso durante la riunione.
Kim Jong Un relazionava sul secondo punto all’ordine del giorno, sottolineando la necessità di realizzare una svolta rivoluzionaria nella scienza e nell’istruzione, aggiungendo che il problema di concentrare tutti gli sforzi sulla costruzione economica sarà impensabile senza il rapido sviluppo della scienza e dell’istruzione. Dichiarava che negli ultimi anni del nostro Partito ha realizzato non pochi risultati attraverso misure attive volte a promuovere scienza ed istruzione per soddisfare le esigenze dello stadio superiore della rivoluzione in via di sviluppo. Analizzava e rivedeva anche gli aspetti negativi nella scienza e dell’istruzione e loro cause. Presentava lo slogan strategico “Compiamo un balzo in avanti con la forza della scienza e garantiamo il futuro con la forza dell’istruzione!” e specificava chiaramente compiti e modalità per accelerare la costruzione di una potenza scientifica e tecnica e di talento.
Interventi sul secondo punto all’ordine del giorno furono presentati da Pak Thae Song, dell’Ufficio Politico e Vicepresidente del Comitato centrale del PLC, Kim Su Gil, membro supplente dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PLC e presidente del Comitato comunale di Pyongyang del PLC, e Kim Sung Du, presidente della Commissione per l’istruzione. Veniva adottata la risoluzione sul secondo punto all’ordine del giorno “Per realizzare la svolta rivoluzionaria nella scienza e nell’istruzione”.
La riunione plenaria ha discusso la questione organizzativa, terzo punto dell’agenda.
C’è stata la nomina suppletiva di un membro dell’Ufficio Politico del Comitato centrale del Partito dei lavoratori della Corea. Kim Jong Gak veniva eletto all’Ufficio Politico del CC del PLC. Vi furono rielezioni ed elezioni suppletive di membri e membri supplenti dell’Ufficio politico del Comitato centrale del partito. Sin Yong Chol, Son Chol Ju, Jang Kil Song e Kim Song Nam, membri supplenti del Comitato Centrale del Partito, furono eletti membri, e Kim Jun Son, Kim Chang Son, Jong Yong Guk e Ri Tu Song furono eletti membri del Comitato Centrale del partito per colmare i posti vacanti. Ri Son Gwon, Hong Jong Duk, Sok Sang Won, Jang Kil Ryong, Pak Hun, Ko Ki Chol, An Myong Gon, Ko Myong Chol, Kim Son Uk, Hong Man Ho, Kim Chol Ha, Kim Yong Gu, Kim Chol Ryong e Kim Il Guk furono eletti membri supplenti del Comitato Centrale del Partito per ricoprire i posti vacanti. Si ebbero rielezione ed elezione dei membri della Commissione di Controllo Centrale della PLC. Ko Chol Man e Choe Song Gun furono eletti alla Commissione di Controllo Ventrale del PLC.
Kim Jong Un deliberava un discorso storico conclusivo alla riunione plenaria. Dichiarava che la dichiarazione della vittoria della linea dello sviluppo simultaneo della costruzione economica e della costruzione della forza nucleare e il progresso della nuova linea per concentrare tutti gli sforzi sulla costruzione economica, all’attuale riunione plenaria, è un evento politico di portata storica significativa per la realizzazione della causa socialista di Juche. Lo spirito della Terza Assemblea Plenaria del 7.mo Comitato Centrale del Partito è accelerare ulteriormente l’avanzata della nostra rivoluzione sotto la bandiera dell’autosufficienza sulla base della grande vittoria della linea di sviluppo simultaneo della costruzione economica e della forza nucleare e quindi anticipare il programma dal massimo obiettivo della costruzione socialista, presentato al 7.mo Congresso del PLC, osservava, sottolineando che nucleo e principio della nuova linea rivoluzionaria del partito è l’autosufficienza, sottolineando la necessità di mantenere l’indomita perseveranza dello spirito dell’autosufficienza, come sempre, ed aprire la via alla prosperità e realizzare al più presto un futuro roseo. Il nostro obiettivo è attivare l’economia nazionale complessiva e avviarla in ascesa e quindi stabilire un’economia socialista indipendente e moderna, basata sulla conoscenza, nel periodo d’attuazione della strategia quinquennale per lo sviluppo economico nazionale, affermava. Sottolineava la necessità di attribuire importanza a scienza ed istruzione sviluppandole per raggiungere l’obiettivo massimo della costruzione socialista, realizzando completamente la nuova linea rivoluzionaria del Partito.
Per realizzare la linea rivoluzionaria e la politica del Partito, i funzionari dovranno compiere sforzi energici con forte determinazione e lavorare sodo con alte capacità per porre i loro campi e unità sul livello richiesto dal Partito, aggiungeva.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Pyongyang non rinuncia alla deterrenza nucleare

Alessandro Lattanzio, 21 aprile 2018Pyongyang annuncia una nuova linea strategica nazionale, sospendendo i test nucleari e missilistici fino al previsto incontro tra il Presidente Kim Jong Un e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Va ricordato che a Pyongyang, dal 30 marzo al 1° aprile, Mike Pompeo, nuovo segretario di Stato dal presidente degli USA Donald Trump, incontrava il Presidente Kim Jong Un, nell’ambito del dialogo tra Washington, Seoul e Pyongyang sulla denuclearizzazione della penisola e conclusione del trattato di pace della guerra di Corea, per il
rilancio delle relazioni inter-coreane e la fine delle sanzioni alla Corea democratica, con conseguente normalizzazione delle relazioni di Pyongyang con Washington e Tokyo. Fu l’incontro più importante tra un alto funzionario statunitense e un leader nordcoreano dal 2000, quando l’ex-segretaria di Stato Madeleine Albright, dell’amministrazione Clinton, incontrò Kim Jong-Il. Pompeo e Kim Jong Un discussero dei preparativi per un vertice tra Kim e Trump che potrebbe svolgersi a giugno. Il presidente Trump riconosceva anche i negoziati per il trattato di pace definitivo tra Coree e tra Corea democratica e USA, che nessun presidente degli USA aveva riconosciuto in precedenza. Il trattato di pace della guerra di Corea potrebbe aprire la strada all’unificazione delle due Coree, ma anche al ritiro delle forze statunitensi dalla penisola coreana, presenti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
All’ultima riunione plenaria del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori della Corea, venivano prese sei decisioni cruciali:
1. La Corea democratica dichiarava che i precedenti test missilistici avevano permesso di miniaturizzare le testate nucleari per i vettori balistici.
2. Dal 21 aprile, tutti i test nucleari e balistici venivano sospesi.
3. Il Centro dei test nucleari sarà demolito per garantire la trasparenza sulla sospensione della ricerca nucleare.
4. Pyongyang dichiarava che non userà mai armi nucleari se non in caso di “minaccia o provocazione nucleare” contro la Corea democratica, e “in alcun caso avvierà la proliferazione di armi e tecnologie nucleari”.
5. D’ora in poi, tutti gli sforzi di Pyongyang si concentreranno sulla costruzione di una forte economia socialista, mentre le risorse del Paese saranno mobilitate per “migliorare drasticamente” il tenore di vita del popolo.
6. Pyongyang supporterà un ambiente internazionale favorevole ed intensificherà il dialogo coi Paesi limitrofi e la comunità internazionale, proteggendo pace e stabilità nella penisola coreana e nel mondo.
Il presidente del Partito dei Lavoratori Coreano (PLC), alla riunione plenaria del Comitato Centrale, dichiarava che la situazione generale era favorevole alla rivoluzione coreana e all’iniziativa della Repubblica popolare democratica di Corea (RDPC), dopo aver completato lo sviluppo della forza nucleare nazionale. Ciò creava un nuovo clima di distensione nella penisola e nella regione, indicando i cambiamenti derivanti dalla scena politica internazionale. Quindi Kim annunciava la fine dei test nucleari e dei missili balistici intercontinentali, affermando che lo sviluppo di testate nucleari per missili balistici era stato completato. Aggiungeva che la missione del poligono nucleare di Punggye-ri, a nord-est di Pyongyang, era giunta al termine e che l’impianto sarà smantellato per garantire sull’interruzione degli esperimenti nucleari. Kim proclamava che la RPDC non utilizzerà mai armi nucleari né le trasferirà in alcuna circostanza, tranne in caso di minacce o provocazioni nucleari contro il territorio coreano. Chiariva che il PLC contribuisce alla costruzione di un mondo libero dalle armi nucleari, ma altresì affermava che garantirà sempre la sicurezza dello Stato e del popolo di tutto il Paese, elogiando il duro lavoro del popolo coreano sui due fronti strategici identificati dal Comitato centrale del PLC nel 2013, permettendo al Paese di dotarsi di una potente arma per difendere la pace e garantirsi un futuro prospero. Osservava che oggi il Paese diveniva una potenza politico-ideologica e militare mondiale, e che la linea strategica del PLC ora puntava a concentrare il lavoro nella costruzione economica del socialismo. Agli ospiti presenti da istituzioni nazionali, provinciali e cittadine, dai grandi stabilimenti, industrie e fattorie cooperative, si esigeva la continuazione della produzione a pieno regime negli stabilimenti industriali e in tutti i campi agricoli. Il leader del PLC affermava che l’obiettivo a lungo termine è modernizzare l’economia coreana attraverso informatizzazione e sviluppo scientifico, sfruttando tutto il potenziale umano, materiale e tecnico del Paese, promettendo un ambiente internazionale favorevole a stretti contatti e dialogo attivo coi Paesi limitrofi e comunità internazionale, per difendere pace e stabilità nella penisola coreana e nel mondo.

Una potente Marina Militare consolida la Cina

Global Times 13/4/2018Il 12 aprile, il Presidente Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e Presidente della Commissione Militare Centrale, faceva importanti osservazioni durante la parata navale svoltasi nel Mar Cinese Meridionale. L’evento era la più grande parata militare navale nella storia della Repubblica Popolare Cinese, mostrando il progresso della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare col gruppo di battaglia della portaerei Liaoning e i sottomarini nucleari di nuova generazione. La capacità della Cina di difendere la pace mondiale e regionale ha raggiunto un’altra pietra miliare. Durante il discorso, Xi osservava che la missione per costruire una forte Marina non è mai stata più urgente. Questo è cruciale da evidenziare nell’ambiente internazionale di oggi e il tono da un forte senso alla missione. Xi esprimeva in diversi rapporti chiave che la Cina è più vicina che mai a raggiungere la grande modernizzazione della nazione cinese. Tuttavia, la storia ci ricorda che più ci avviciniamo a un obiettivo glorioso, più aumentano pressione e rischio. Costruire una forte Marina, così come la Difesa Nazionale, non è mai stato più significativo per la Cina. Dopo 40 anni di riforma e apertura, la Cina è diventata la seconda economia del mondo. In questo processo, la Cina ha ulteriormente avanzato l’inarrestabile potenziale economico. Tuttavia, lo status della Cina, accompagnato da incredibili progressi, attrae sia atti di amicizia che ostili. Pertanto, il recupero nella Difesa Nazionale è necessario per una crescita equilibrata. Per qualsiasi grande nazione, un forte sviluppo economico senza sforzi equilibrati nella Difesa Nazionale è una combinazione pericolosa. Ciò potrebbe dare ad altre potenze idea e tentazione di sottomettere la Cina con metodi non economici.
La Marina di un Paese è considerata la forza che esercita maggior pressione, pur essendo la più attiva nelle Forze Armate moderne. Tra tutte le forze militari di un Paese, la Marina di solito è in prima linea nei momenti cruciali. La tecnologia delle forze navali è complessa e costosa, rappresentando la forza più evoluta del Paese. Forze Navali forti appartengono solo a un Paese potente, riflettendo la potenza e indicando propri futuro e destino. Lo sviluppo regolare della Marina cinese è costante e forte. Con la parata militare del Mar Cinese Meridionale, i cinesi possono vedere che parte della forza economica della Cina si converte rapidamente in forza militare. Possiamo anche prevedere che la capacità della Cina di convertire i propri punti di forza sarà maggiore in futuro. La logica del mantenimento della pace è diversa tra Paesi grandi, medi e piccoli. La Cina deve oggettivamente comprendere la situazione della sicurezza che affrontiamo e costruire l’Esercito di Liberazione Popolare (PLA) per dimostrare di poter proiettare potenza e concentrasi sul mantenimento della pace. Questo è un compito urgente che richiede una corsa contro il tempo. La Cina deve ignorare il rumore della teoria della “minaccia militare cinese” di certi Paesi occidentali. La teoria è un travisamento del ruolo della Cina come seconda economia del mondo e del suo ruolo nel garantire la pace globale. La teoria è anche una discriminazione contro lo status della Cina grande potenza mondiale.
Per costruire una Flotta di alto livello, la Cina ha una lunga strada da percorrere. Per comprendere le enormi sfide che affronta nella costruzione di una flotta oceanica, va visto come gli altri Paesi controllano porti e centri di rifornimento marittimi dall’estero per la Cina. Inoltre, la Marina cinese deve accumulare una vasta esperienza per divenire strumento efficace di deterrenza della Cina. Ci sono due questioni strategiche fondamentali per la Cina: come mostrare la nostra determinazione nel difendere l’interesse nazionale con la tesi della “crescita pacifica della Cina”? Come comunicare le nostre simultanee dedizione alla pace e risoluzione nel combattere l’aggressione? Molte navi dell’era della Seconda Guerra Mondiale sono ancora in servizio presso altre Marine nel mondo, eppure più della metà delle navi che partecipano a questa parata è entrata in servizio intorno al 18° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese. La Marina cinese si è rapidamente sviluppata e riteniamo che continuerà a farlo fin quando non raggiungerà la maturità. La Cina sarà più sicura e il mondo più pacifico quanto la Marina cinese solcherà gli oceani.

La più grande parata militare marittima della Cina col gruppo di battaglia della portaerei
Liu Xin e Zhang Hui, Global Times, 12/4/2018

La Commissione Militare Centrale cinese svolgeva il 12 aprile la più grande parata militare marittima mai realizzata nel Mar Cinese Meridionale, che per la prima volta vedeva il gruppo d’attacco della portaerei e le armi più avanzate dell’Esercito di liberazione popolare cinese (PLA). Il Presidente Xi Jinping, Segretario Generale del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) e Presidente della Commissione Militare Centrale esaminava le navi da guerra e parlava ai marinai, secondo il quotidiano del PLA. Xi ha detto che la necessità di costruire una forte flotta “non è mai stata più urgente che non oggi” e chiesto sforzi per costruire una flotta di prima classe mondiale, secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua.
48 navi da guerra, 76 aeromobili e oltre 10000 marinai e soldati hanno preso parte alla parata salutata come “la più grande parata militare marittima dalla fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949 ed eroica esibizione della Marina del PLA della nuova era“, riferiva il quotidiano del PLA. “Era la prima parata militare marittima tenuta nel Mar Cinese Meridionale aperta al pubblico. La portaerei cinese Liaoning vi partecipava per la prima volta. Tutti i sistemi di combattimento della Marina del PLA e 10 aeromobili aderivano alla parata. Le navi da guerra più avanzate, tra cui Liaoning, cacciatorpediniere Tipo 052D e Tipo 052C, nave d’assalto anfibio Tipo 071 e sottomarino Tipo 093 vi presero parte”, affermava Song Zhongping, esperto militare e commentatore televisivo. La parata mostrava il gruppo della portaerei del PLA e la sua avanzata operatività in alto mare, affermava Song, aggiungendo che una potente Marina per la Cina significa che il PLA non ha paura della guerra e può vincere qualsiasi battaglia. “La forza della Cina nel proteggere i propri interessi marittimi nazionali è cresciuta, la parata sarà anche deterrente all’egemonia marittima, facendo riflettere gli avversari due volte prima di tentare di danneggiare gli interessi nazionali della Cina“, dichiarava Song, aggiungendo che la parata era anche un’istruzione su difesa nazionale e patriottismo. La China Central Television (CCTV) riferiva che i cacciatorpediniere della parata navigavano per lo stretto di Taiwan conducendo esercitazioni. La Fujian Maritime Safety Administration cinese annunciava che le esercitazioni in diretta saranno condotte nello stretto di Taiwan il 18 aprile.Mossa strategica
Svolgere la parata nel Mar Cinese Meridionale era una mossa strategica poiché le acque sono potenziale zona di combattimento, affermava Li Jie, esperto navale di Pechino. Notava che la portaerei statunitense USS Theodore Roosevelt operava nel Mar Cinese Meridionale il 10 aprile. I video su CCTV mostravano soldati e marinai in tenuta da combattimento, il che indicava che la sfilata era anche una vera esercitazione al combattimento, secondo Li. Rafforzare l’operatività della Marina del PLA nel Mar Cinese Meridionale è una strategia importante, affermava un esperto militare. Nonostante gli sforzi congiunti di Cina e Paesi del Sudest asiatico per alleviare i problemi del Mar Cinese Meridionale, certi Paesi occidentali continuano a provocare la sovranità della Cina nell’area, affermava. Certi Paesi, vere minacce alla sicurezza regionale, potrebbero accusare il PLA di “mostrare muscoli” o “militarizzare il Mar Cinese Meridionale”, affermava Song, aggiungendo che non hanno il diritto di fare commenti irresponsabili sugli sforzi della Cina per proteggere i propri interessi nazionali. Un’altra fonte militare affermava che gli Stati Uniti hanno giocato a lungo la carta del Mar Cinese Meridionale, ma presto vi perderanno peso. Nessuno può impedire alla Cina di rivendicare diritti ragionevoli e legali con una crescente forza, dichiarava la fonte.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

L’avvertimento di Samora Machel su Mugabe

Africa Blogging, 27/10/2017Ottobre getta ombre oscure sul nostro continente Madre Africa, in quanto ha ingoiato grandi rivoluzionari che plasmarono le lotte al colonialismo e all’imperialismo. Il 19 ottobre 1986, Samora Moisés Machel, primo presidente del Mozambico, morì quando il suo aereo presidenziale si schiantò al confine tra Mozambico e Sudafrica. Non dimenticheremo mai il 15 ottobre 1987 e il 14 ottobre 1999, Madre Terra chiamò a sé Thomas Isidore Noël Sankara Presidente del Burkina Faso e il Presidente Julius Kambarage Nyerere della Tanzania. I giganti nella lotta anti-coloniali, Nyerere e Sankara partirono lasciando un segno indelebile che sarà inciso per sempre nei nostri cuori come fece il Presidente Samora Machel. Mentre commemoriamo i luminari, siamo consapevoli di ciò che rappresentavano e della loro visione dell’Africa grande continente per le generazioni future. Tuttavia, lo scopo del mio articolo si concentra sull’eredità del Presidente Machel, figura imponente nella nostra lotta per la liberazione. Con altri leader di Stati in prima linea, Machel diede solidarietà col militare e sociale ai combattenti dello Zimbabwe mentre intrapresero la lunga guerra al regime di Smith. Se Samora fosse vivo oggi, sono sicuro che direbbe ai cittadini dello Zimbabwe di ricordare gli avvertimenti su Mugabe dato lo stato di cose in Zimbabwe oggi. Chi fu in prima linea durante la guerra racconta come Machel fosse scettico nei confronti di Mugabe alla guida del movimento rivoluzionario. Almeno fu lungimirante!

L’avvertimento di Samora
Dzinashe Machingura, comandante durante la lotta, disse che Machel aveva dei dubbi molto profondi all’idea di concedere a Robert Mugabe qualsiasi importanza, per non parlare che fosse una sorta di giocatore centrale in corso. Dzino spiegò un incidente, l’incontro tra le strutture di comando di Frelimo e ZIPA nel 1976 in Mozambico nel pieno della guerra. Samora chiese l’incontro con la dirigenza del ZIPA per discutere del piano a lungo termine sulla futura leadership dello Zimbabwe. Mhanda giustamente illustrò il momento: “Rex Nhongo quindi presentò la nostra lista, con Mugabe in cima. Machel saltò dalla sedia disgustato. Chiaramente non era contento di Mugabe, tanto meno come leader. Continuò a dirci che aveva tolto Mugabe dai campi profughi per una buona ragione: “Ama le luci della ribalta” ed è contrario all’unità“.” Tuttavia, il Presidente Machel continuò ad accettare Mugabe come nuovo leader, ma Machel non era lontano dalla verità, come dimostra l’egoismo di Mugabe divenuto presidente a vita. Una nozione contro l’ethos del codice rivoluzionario dei leader che vanno e vengono. Ancora una volta, nel 1974, Mugabe fu respinto dai leader del Fronte dopo essere stato rilasciato da Smith, incontrando i leader del Fronte Kaunda, Julius Nyerere (Tanzania), Agostinho Neto (Angola) e Samora Machel (Mozambico). Secondo Dzino e corroborato da Rugare Gumbo in un’intervista alla China Global Television Network, Nyerere era particolarmente arrabbiato all’idea che un leader fosse così chiaramente inviatogli con la connivenza di Smith che si rifiutava di parlare con Mugabe e pretendeva che lui e seguaci tornassero in Rhodesia e con Sithole. Evidentemente era chiaro che Robert Mugabe era l’uomo di Ian Smith, contrariamente al gigante panafricano che interpretava. La biografia del defunto Joshua Nkomo, Storia della mia vita, a pagina 10 fa le stesse rivelazioni su come Mugabe era solito ottenere un trattamento preferenziale in carcere, avere il permesso di organizzare riunioni che orchestrarono il colpo di Stato contro Ndabaningi Sithole. Ecco Nkomo: “La mattina dopo ci siamo riuniti per il nostro incontro con i presidenti delle nazioni nere dell’Africa australe che erano in prima linea nella lotta al razzismo. Julius Nyerere uscì dall’aereo e ci salutò tutti, e la prima domanda che fece fu: “Dov’è Ndabaningi?La squadra del ZANU, sorprendentemente, non includeva Sithole, che tutti noi consideravamo presidente di quel partito. Invece c’erano il suo segretario generale, Robert Mugabe, e il suo segretario per la gioventù e la cultura, Morton Malianga. Risultò che cinque membri del Comitato centrale del ZANU erano in prigione e autorizzati a tenervi riunioni. Questo piccolo gruppo, senza consultare i membri e i compagni, decise di deporre Sithole dalla presidenza: Mugabe e Malianga agivano da loro portavoce”. Nkomo proseguiva: “I presidenti non poterono accettare queste due persone relativamente sconosciute come portavoce dello ZANU, quindi furono mandate nelle loro stanze ad aspettare mentre la riunione iniziava“. Tutto ciò indica alcune interessanti osservazioni, che il ruolo di Mugabe nella lotta di liberazione è piuttosto una posa geriatrica narcisista per postare selfie. In secondo luogo, i nostri libri di storia sono così distorti nell’elogiare Mugabe, che tutto il tempo intellettuali, storici e scrittori devono rivisitarla e dare allo Zimbabwe la narrazione corretta della lotta di liberazione. I Kudzai Chipanga di questo mondo e molti dei sicofanti che hanno elevato Mugabe a Dio dovrebbero tuttavia ricordare che lo Zimbabwe appartiene a tutti noi ed ha ispirato da molte generazioni prima di noi, senza paura, e non Mugabe e ZANU-PF. Il presidente Mugabe è intrinsecamente insicuro e minacciato sempre dalla paura dell’ignoto. Come ricordiamo Samora Machel, i cittadini dello Zimbabwe devono essere fermi nella difesa degli ideali della lotta di liberazione e dell’indipendenza per cui i veri eroi hanno combattuto così duramente. Dovremmo difendere l’eredità di tutti i compagni defunti che combatterono per la vera libertà, non per la libertà di una famiglia e di alcuni compari.

La guerra di liberazione non è stata una lotta individuale
Lo ZANU-PF ha dimenticato che la lotta di liberazione non era individuale, o la lotta di un partito, ma piuttosto la liberazione delle masse del nostro popolo dal giogo della dittatura del regime coloniale imperiale e razzista bianco. I recenti sviluppi politici sono solo un’indicazione che lo ZANU-PF è un partito egocentrico che ha usato la narrativa della liberazione come scusa per rimanere al potere. Diverse formazioni politiche, il movimento giovanile, la società civile, i sindacati hanno da allora decretato la decadenza economica e il sottosviluppo che accompagnarono la liberazione politica. Purtroppo, la maggioranza dei cittadini dello Zimbabwe ha lasciato il paese sparpagliandosi nel Mondo a causa di oppressione ed esclusione economica, in quanto le persone ancora intrappolate da povertà e fame esistenti già sotto il dominio coloniale. L’avvertimento del Presidente Samora Machel su ciò che viviamo sotto un leader egoista. Il dominio di Mugabe era caratterizzato da dittatura, mecenatismo e forme di leadership estremamente intolleranti. La sua incapacità di persuadere e convincere politicamente chi non era d’accordo, fece ricorso alla forza e alla coercizione come stile di leadership.

Storia di due movimenti di liberazione
Non c’è dubbio che Mugabe si stata la peggiore maledizione che lo Zimbabwe abbia mai avuto, la sua retorica vuota come paladino del potere nero è rimasta sulla sua bocca. Da quando lo ZANU-PF ottenne un altro mandato dopo la “clamorosa” vittoria del 2013, il partito non riuscì a trasformare lo Zimbabwe con lo sfortunato progetto ZIMASSET che da allora ha raccolto solo polvere. L’ossessione del partito per le elezioni è preoccupante, come se un nuovo mandato nel 2018 si traduca in nuovo sviluppo e ripresa economica. Mugabe come tutti gli spiriti ancestrali che di volta in volta hanno bisogno di accordarsi ai rituali tradizionali, è diventato un antenato vivente che, pur non affrontando alcuna sfida nel suo partito, ha bisogno del suo sostegno regolare per riaffermarsi leader supremo dello ZANU-PF. Ad esempio, aveva già indicato che il partito organizzava il congresso straordinario a dicembre per “approvare” Mugabe a candidato e centro di potere del partito. È tutto su di lui e vuole le luci della ribalta, come disse Machel. Le inutili conferenze dello ZANU-PF dimostrano chiaramente che non è in contatto con la realtà e dovrebbe comunque prendere spunto dagli amici di sempre, del Partito Comunista Cinese, che ha avuto il suo congresso in questi giorni. Mentre lo ZANU si riunisce nel congresso speciale per “approvare” Mugabe, il Congresso del PCC evidenziava i successi che il partito ha compiuto dall’ultimo congresso. Il rapporto del Congresso ha registrato un tasso di crescita medio annuo della Cina di oltre il 7%, che ha contribuito in media al 30% della crescita economica mondiale. Sotto la leadership del PCC, la Cina ha creato oltre 13 milioni di nuovi posti di lavoro all’anno per tre anni consecutivi, tra il 2013 e il 2016. China Daily aveva anche riferito che i nuovi posti di lavoro creati nei primi mesi del 2017 erano 9,74 milioni. Dal 2013, la Cina ha tolto 66 milioni di cinesi, pari alla popolazione della Francia, dalla povertà. Ha beneficiato della strategia contro la povertà presentata dal Presidente Xi Jinping. Secondo questa strategia, la Cina mira a togliere ogni anno 10 milioni di persone dalla povertà e si prevede che raggiunga l’obiettivo di “eliminare la povertà in Cina” entro il 2020. Il congresso inoltre delineava lo sviluppo futuro della Cina con un nuovo punto di partenza storico indicando gli effetti che lo sviluppo del Paese avrà sul mondo. Il discorso di Xi Jinping sul sogno cinese dovrebbe ispirare lo ZANU-PF e il presidente Mugabe a condurci al sogno dello Zimbabwe, che contenga le aspirazioni delle masse. Tuttavia, dovrei dire che Mugabe non ha alcun sogno sullo Zimbabwe, ma un sogno di Mugabe che diventa letteralmente presidente a vita. Una grande lezione per lo ZANU-PF è che i congressi non sono rituali per sostenere “l’antenato”, ma piuttosto un’opportunità per articolare strategie e tattiche, fornendo una guida programmatica e metodologica a qualsiasi movimento serio che cerchi di sviluppare il Paese. Lo ZANU-PF sembra perso; guarda al potere e al potere di un uomo, castigato da Samora come egoista a cui non va dato alcun ruolo di comando.

Ndabaningi Sithole

Chi uccise Samora Machel?
Paula Akugizibwe, Manica Post

È come se il Monumento a Samora Machel non fosse stato pensato per essere trovato. Dopo il bivio di un’autostrada ben marcata tra Sudafrica e Mozambico, la strada per il sito del misterioso incidente aereo del primo presidente del Mozambico prosegue per chilometri. Machel divenne presidente fondatore del Mozambico nel 1975, dopo aver guidato per anni il movimento di guerriglia FRELIMO nella lotta per l’indipendenza dal Portogallo, e procedette a guidare il Paese attraverso un tempestoso decennio. Credeva fermamente nella lotta armata non come mezzo per un fine, ma come mezzo per l’inizio. “Tra tutte le cose che abbiamo fatto”, disse, “il più importante, quello che la storia registrerà come contributo principale della nostra generazione, è che capiamo come trasformare la lotta armata in rivoluzione… era essenziale creare una nuova mentalità per costruire una nuova società”.

Sabotaggio
Dopo l’indipendenza, Machel introdusse riforme radicali orientate verso questa nuova mentalità. Un ardente socialista, nazionalizzò tutte le terre e le proprietà e guidò l’istituzione di scuole pubbliche e cliniche del Paese. Vietò anche la religione, provocando l’ira delle chiese internazionali che avevano massicci investimenti nel Paese. Alla fine del 1975, la maggior parte della popolazione dei coloni portoghesi aveva lasciato il Mozambico per timore di ritorsioni per i crimini coloniali. Lasciarono dietro di sé una scia di malvagità. gli abitanti delle città distrussero le infrastrutture industriali, i proprietari delle piantagioni bruciarono colture e attrezzature mentre abbandonarono i loro domini rurali. L’uscita improvvisa e distruttiva gettò il Paese dalle nuova indipendenza tra sconvolgimenti economici. Il sistema coloniale aveva escluso i neri dalla maggior parte delle professioni, assicurandosi che gli aspetti tecnici della produzione industriale e agricola rimanessero in mani portoghesi. Il colossale divario di competenze che seguì l’esodo di massa, combinato con atti di sabotaggio dei portoghesi in partenza. fece precipitare la produzione, infliggendo un duro colpo alle finanze del Paese.

Le relazioni si inasprirono
Il colpo fu aggravato dal cambiamento dei modelli di lavoro e commercio. Sotto il dominio portoghese, il Mozambico aveva fornito enormi quantità di lavoro, oltre che commercio da e verso Sud Africa e Zimbabwe (allora Rhodesia), assicurando un flusso costante di entrate al governo coloniale. Le relazioni con entrambi i Paesi s’inasprirono non appena il FRELIMO prese il potere e, a un anno dall’indipendenza, lo storico Tony Hodges riferì che il reclutamento di mozambicani nelle miniere del Sud Africa diminuì da circa 2000 alla settimana a meno di 400. I governi sudafricano e rodesiano, irritati dal socialismo di Machel e dal sostegno dato ai movimenti di liberazione in quei Paesi, reagirono investendo nel gruppo ribelle mozambicano RENAMO, che lanciò una violenta campagna anti-FRELIMO, distruggendo scuole e cliniche di nuova costruzione e altre infrastrutture pubbliche. Il suo sabotaggio divennero il seme di una devastante guerra civile che si estese ai primi anni ’90, con centinaia di migliaia di morti. Nel giro di pochi anni dall’indipendenza, questo cocktail d’instabilità aveva messo il Mozambico in gravi difficoltà economiche, aggravate dalle tensioni politiche interne, poiché la nuova mentalità che Machel aveva predicato faticò a mettere radici. In Mozambico, come in molti Paesi africani, c’era ciò che lo storico David Robinson descrive come “elementi nell’organizzazione e nelle forze militari che guardavano all’ascesa di una borghesia nera dopo l’indipendenza”. In mezzo agli scossoni politici dela sua presidenza, questa ideologia carismatica non fu facile da avviare. Tuttavia, nonostante crisi economica, delusione da aspettative insoddisfatte post-indipendenza e la reputazione di trattare duramente i dissidenti, Machel ebbe il sostegno popolare durante il suo mandato. Percy Zvomuya scrive che “A differenza dei rivoluzionari che non hanno mai potuto governare e quindi offuscare proprie eredità e promesse, ebbe abbastanza tempo in carica per disilludere molti, eppure la gente piange ancora quando pensa a Samora“.

Integrità rivoluzionaria
Ma non era nemmeno a corto di nemici, non ultimo il governo sudafricano, che nel 1981 invase il Mozambico per dare la caccia ai membri del Congresso Nazionale Africano (ANC). In risposta, Machel tenne una manifestazione nel centro di Maputo, dove abbracciò l’allora presidente dell’ANC Oliver Tambo prima di sfidare provocatoriamente il governo dell’apartheid: “Non vogliamo la guerra. Siamo pacifisti perché siamo socialisti. Una parte vuole la pace e l’altra vuole la guerra. Cosa fare? Lasciamo scegliere al Sudafrica. Non abbiamo paura… e non vogliamo neanche la guerra fredda. Vogliamo una guerra aperta. Vogliono venire qui e assassinarci. Quindi diciamo, lasciateli venire! Lasciate che vengano tutti i razzisti… allora ci sarà la vera pace nella regione, non la falsa pace che viviamo ora“. Ai politici mozambicani non fu risparmiata la sua impavida rabbia per tutto ciò che percepiva come un affronto all’integrità della rivoluzione. A un altro raduno di quell’anno, affrontò la corruzione, dichiarando l’intenzione di lanciare una “offensiva della legalità” rivolta a militari e funzionari della sicurezza che volevano cavalcare sulle spalle del popolo. Gli storici Fauvet e Mosse scrivono che “i diplomatici degli Stati del blocco sovietico erano stupiti. Nessun leader di nessun altro Paese socialista aveva mai criticato le proprie forze di sicurezza in questo modo. Queste affermazioni non erano temerarie? Machel non stava forse invitando al colpo di Stato? Ma non ci fu alcun colpo di Stato“.Complotto per l’assassinio
Ciononostante, operando in un terreno sempre più ostile, che divenne particolarmente chiaro dopo un fallito colpo di Stato nel 1984 in cui erano implicati membri del suo gabinetto, due dei quali divennero presidenti dopo la sua morte. Quell’anno, quando la RENAMO provocò crescente devastazione in Mozambico, bombardando infrastrutture e uccidendo civili, Machel fu anche obbligato a firmare un accordo col governo sudafricano, nel quale accettò di limitare il sostegno all’ANC in cambio della fine del finanziamento e dell’armamento sudafricano della RENAMO. Sebbene l’accordo provocasse grande delusione nei combattenti per la libertà nella regione, la minaccia rappresentata dalla RENAMO era così grave che persino Tambo, allora presidente dell’ANC, ammise che “La dirigenza del Mozambico fu costretta a scegliere tra vita e morte. Quindi se significava abbracciare la iena, dovevano farlo“. Ma la situazione continuò a peggiorare. Prima di partire per un incontro degli Stati del Fronte a Lusaka nell’ottobre 1986, Machel rese pubblicamente noto di essere sopravvissuto a un attentato. Accusò il governo sudafricano del complotto e diede istruzioni su cosa dovesse accadere in caso di morte. Machel non tornò mai più in Mozambico dall’incontro. Sulla via del ritorno, l’aereo presidenziale fece una virata inspiegabile e fatale di 37 gradi sulla catena montuosa Lebombo, tra Sudafrica, Mozambico e Swaziland. Nove ore passarono prima che il Sudafrica informasse il Mozambico che l’aereo era precipitato, anche se alcune forze di sicurezza sudafricane erano sul posto diverse ore prima. Durante questo periodo perquisirono il relitto confiscando tutti i documenti ufficiali, così come la scatola nera dell’aereo. Incisioni nel collo dei due piloti in seguito sollevò il sospetto che fossero stati uccisi sul posto, non nell’incidente.

Inchiesta
Poco dopo, il Sud Africa istituì una commissione d’inchiesta che, dopo un avvio ritardato a causa del rifiuto delle forze di sicurezza di consegnare la scatola nera, alla fine emise un rapporto che incolpava dell’incidente l’equipaggio russo. Il governo sovietico avviò una propria inchiesta che concluso che l’aereo era stato indirizzato erroneamente da un falso segnale radio installato per portarlo fuori rotta. L’esca portò i piloti a credere di sorvolare la pianura vicino Maputo, quando in realtà volarono contro le montagne. La commissione per la verità e la riconciliazione del Sudafrica (TRC) ha successivamente esaminato il caso e ha pubblicato un rapporto contenente dettagli che rafforzavano la teoria dell’assassinio. Graça Machel, la vedova di Samora e poi moglie di Nelson Mandela, testimoniò che fu ucciso e si presentò al TRC coi dettagli del complotto che coinvolgeva agenti di Sudafrica, Mozambico e Malawi.

Nuova indagine
La TRC non riuscì a raggiungere una conclusione definitiva, comunque, sebbene affermasse che erano state accumulate prove sufficienti per giustificare l’indagine. Oltre un decennio dopo, nel dicembre 2012, l’unità d’élite ella polizia del governo sudafricano, i Falchi, annunciò il lancio di una nuova indagine sull’incidente. L’indagine è in corso in collaborazione col governo del Mozambico e potrebbe finalmente portare ad alcune risposte alle domande che pendono sulla morte prematura di Machel. Ma a prescindere dal risultato, non risolverà altri problemi sconvolgenti, problemi di memoria che si attardano in spazi al di fuori della portata di qualsiasi commissione d’inchiesta. Oggi in Mozambico, i ricordi di Machel sono ovunque. Strade e istituzioni sono nominate in suo onore, le statue che catturano i suoi noti gesti, gli adesivi dei paraurti testimoniano il sostegno popolare che ha lasciato dietro di sé. Ma l’eredità che ha vissuto e per cui è morto è più difficile da trovare.

Consumismo
La storia va al contrario? Laddove un gran numero di portoghesi fuggi dall’indipendenza, un gran numero torna, allettato dalle opportunità offerte dall’economia in forte espansione del Paese. Le organizzazioni internazionali investono nel Paese con affari, aiuti e Gesù. Nella rapida transizione da uno dei Paesi più poveri del mondo a uno dei paesi più ricchi del continente, un cospicuo consumismo abbonda. Laddove Machel chiese la nazionalizzazione delle risorse del Paese, il governo di oggi assicura agli investitori stranieri che ai mozambicani basta detenere non più del 20% delle azioni minerarie. In Sud Africa, la cui liberazione ha sostenuto così ferocemente, un impoverito insediamento informale a Cape Town porta il suo nome. Le baracche sono raggruppate intorno alla strada Oliver Tambo che attraversa la cittadina, a distanza deliberata dal centro della città, offrendo il promemoria che bandiere ed inni potrebbero essere cambiati, ma l’antico sistema di oppressione economica è ancora vivo e vegeto.

Idee calpestate
Thomas Sankara, ex-Presidente del Burkina Faso assassinato un anno dopo Machel, osservò poco prima della morte che “mentre i rivoluzionari come individui possono essere uccisi, non si possono ucciderne le idee”. Ma anche se le idee potrebbero essere immortali, sembra abbastanza facile dimenticarle, idolatrare persone e onorarne i ricordi con souvenir simbolici, mentre la visione per cui vissero e morirono sono calpestate mentre la gente lotta per la ricchezza. Finalmente arriviamo al memoriale, arroccato su una collina circondato dalla tranquillità rurale. Tra relitti conservati dell’aereo, 35 tubi d’acciaio, uno per ogni persona morta quella notte, torreggiano verso il cielo, le fessure appositamente progettate per rilasciare tenui lamenti ogni volta che soffia il vento. È il tipo di suono che non si può replicare o dimenticare, il tipo che ti perseguita tra le contraddizioni quotidiane che si hanno nel divario sempre più ampio che Machel cercò di chiudere, il divario tra lotta come azioni e rivoluzione come modo di vivere.Questo articolo è apparso per la prima volta sul sito This is Africa il 18 marzo 2014.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La nuovissima superportaerei dell’US Navy è un casino

Jared Keller, Task and Purpose 13 febbraio 2018Il bilancio dell’anno 2019 del dipartimento della Difesa prevede un bel po’ di denaro per la quarta portaerei della classe Ford, ma la Marina dovrebbe aspettare abbastanza prima di vedere il sogno di una flotta di 11 portaerei realizzarsi. Tra le numerose navi incluse della Marina del previsto aumento del bilancio delle forze armate del presidente Donald Trump, vi sono tre cacciatorpediniere della classe Arleigh Burke, due sottomarini della classe Virginia e il “primo anno del finanziamento completo” per la portaerei CVN 81, gemella della nuovissima Gerald R. Ford (CVN 78) da 13 miliardi di dollari che la Marina (e Trump) hanno fatto entrare in servizio lo scorso luglio. Ma a quanto pare, l’ultima valutazione tecnica del Pentagono della superportaerei di nuova generazione (e senza bagni) si rivela una nave da guerra incapace di eseguire le operazioni base di routine; la Marina il 7 febbraio chiedeva al segretario alla Difesa James Mattis di ritardare i test di shock critico della nuova portaerei, fin quando il secondo scafo della classe Ford, l’USS John F. Kennedy, sarà disponibile nel 2024; gli stessi test che i legislatori evitarono alla Marina nel giugno 2017. L’intensa valutazione della Ford del dipartimento della Difesa, condotta dall’ufficio del direttore dei test operativi e della valutazione, pubblicata lo scorso mese insieme ad altre analisi tecniche nel 2017, rivela “scarsa o ignota affidabilità di molti sistemi essenziali della Ford, tra cui catapulte, equipaggiamento di arresto, ascensori per armi e radar“. Questi sistemi non sono solo di alto profilo, ma sono fondamentali per i compiti della nave nell’antiterrorismo e nella dissuasione da grande potenza. “Le limitazioni potrebbero influenzare la capacità di CVN 78 di compiere sortite, rendendola vulnerabile agli attacchi o creando limitazioni durante le operazioni di routine“, afferma il rapporto. “L’affidabilità scarsa o ignota di questi sottosistemi critici è il rischio più significativo per la CVN 78“. Tra i problemi più clamorosi della nave: le “dannatissime” catapulte elettromagnetiche. Mentre i Boeing F/A-18F Super Hornet e il suo derivato EA-18G hanno sperimentato “eccessivo stress alla cellula” nei lanci, secondo il rapporto del DoD, la Marina aveva anche “identificato l’impossibilità d’isolare elettricamente il sistema di aviolancio elettromagnetico (EMALS) e le componenti del sistema di arresto avanzato (AAG) durante la manutenzione“, complicazione che significa che i marinai non potranno eseguire manutenzione o riparazioni dei sistemi più critici della nave.
Questo non è solo una vera rottura se qualcosa va storto durante i bombardamenti contro, per esempio, forze ostili al personale governativo statunitense in Siria: rende l’intero sistema inutile. Nell’attuale affidabilità, i gatti della Ford hanno “solo il 9% di possibilità di completare un’ondata di 4 giorni e il 70% di possibilità di completare una giornata di operazioni secondo la missione prevista senza errori critici“. Una bel giorno, col ponte pieno di marinai addestrati, la classe Ford fu progettata per ridurre l’equipaggio, ma è “sensibile alle fluttuazioni della manodopera” semplicemente perché le tecnologie di prossima generazione che abbraccia “non sono ben comprese”, afferma il rapporto. Più preoccupanti sono le prove d’urto che la Marina ritarda sulla Ford, dove piccole cariche di esplosivo vengono innescate nell’acqua intorno la nave per testare la resistenza dei sistemi sotto stress. Negli ultimi anni, le normative del DoD hanno stabilito che le prove di shock sulle navi complete, progettate per testare la resilienza dello scafo, vanno condotte a “due terzi della potenza di shock a cui le navi devono sopravvivere“; la spinta della Marina a ritardare persino tali test nominali solleva dubbi sulla fiducia degli ufficiali sulla nuova superportaerei.
L’aumento del bilancio per la difesa del 2019 di Trump prevede 1,8 miliardi di dollari per il “continuo sviluppo” delle tecnologie delle portaerei classe Ford, come riporta il 13 febbraio Defense News. Alcuni miliardi qui, altri là, molto presto parleremo di una portaerei operativa.Traduzione di Alessandro Lattanzio