Esercitazioni militari russo-bielorusse “Zapad 2017”

Valentin Vasilescu, Rete Voltaire, Bucarest (Romania), 18 settembre 2017
Valentin Vasilescu, esperto militare ed ex-vicecomandante dell’aeroporto militare di Otopeni.Dall’organizzazione del colpo di Stato in Ucraina, l’insediamento dei nazisti a Kiev e l’indipendenza della Crimea, la NATO alimenta la paranoia dei suoi membri europeo-orientali. Mosca non avrebbe protetto i crimeani da un governo nazista, ma conquistato e annesso questo territorio storicamente russo. Grazie a tale narrazione, Washington occupa l’Europa orientale militarmente, senza che i popoli sottomessi protestino. Al contrario, sono allarmati dalle manovre militari russe-bielorusse.
La stampa occidentale riferisce ogni sorta di preoccupanti ipotesi sulle esercitazioni militari “Zapad-2017” quale opportunità per la Russia d’invadere gli Stati sul fianco orientale della NATO. Nessuno si preoccupa di studiare lo scenario di queste esercitazioni ed ha la formazione necessaria per analizzarle. Vediamo cosa sono. Le esercitazioni militari russo-bielorusse Zapad-2017 si svolgono dal 14 al 20 settembre 2017 e mirano a: “Migliorare l’addestramento e l’uso di gruppi di forze armate per garantire la sicurezza dell’avamposto strategico della difesa collettiva di Russia e Bielorussia“. Lo scenario delle esercitazioni indica che il territorio della Bielorussia e l’enclave russa di Kaliningrad vengono infiltrati massicciamente da unità delle Forze Speciali che simulano i terroristi. Provengono da tre Paesi fittizi: Vajsnoryja, Vesbaria e Lubenia. Vesbaria si trova, sulla mappa, nel territorio di Lituania e Lettonia, e Lubenia comprende Lituania e Polonia, tutti membri della NATO. I terroristi infiltrati controllano importanti obiettivi nel Vajsnoryja, zona nordoccidentale della Bielorussia. Il primo passo è separare il Vajsnoryja dal resto della Bielorussia con azioni di sabotaggio volte ad aggravare la situazione socioeconomica del Paese e facilitare un colpo di Stato a Minsk. L’obiettivo è utilizzare il territorio bielorusso per lanciare una massiccia invasione della Russia. Il concetto delle esercitazioni Zapad-2017 si basa su misure militari capaci d’impedire la destabilizzazione della Bielorussia e la liberazione della regione occupata dal Vajsnoryja. Pertanto, il primo passo delle manovre è verificare la capacità delle Forze Armate russe e bielorusse di mantenere la supremazia aerea e bloccare il corridoio d’infiltrazione e rifornimento ai terroristi di armi e munizioni. Il secondo passo consiste nel verificare la capacità delle unità aeree d’intervenire a grande distanza dalle basi isolando e circondando i gruppi terroristici infiltrati. Questa operazione prevede la manovra di forze di supporto, terrestri e aeree, per bloccare la via di ritirata dei terroristi verso il Mar Baltico. L’ultima tappa delle manovre è circondare i terroristi ed eliminarli fisicamente.Quali conclusioni trarre?
Queste esercitazioni sono strettamente difensive, limitate all’ovest di Bielorussia e Russia. Si svolgono rigorosamente in sette poligoni terrestri in Bielorussia e tre in Russia, dove sono stati invitati osservatori militari di tutti gli Stati della NATO. Comprendono 12700 soldati (7200 in Bielorussia e 5500 in Russia), 680 mezzi, tra cui 370 blindati (di cui 250 carri armati), 200 sistemi d’artiglieria, 70 elicotteri e aerei e 10 navi da guerra. La necessità di pianificare queste esercitazioni deriva dal timore di un’invasione della NATO da Paesi baltici e Polonia. Per migliorare la sicurezza in questi Stati, la NATO ha recentemente schierato la 10.ma Brigata aerea statunitense, con più di 60 aeromobili, e la 3.za Brigata corazzata statunitense. Inoltre, nei tre Stati baltici, i membri della NATO svolgono un servizio in rotazione con uno squadrone di aerei da combattimento. La NATO ha anche creato una forza di risposta ultrarapida, formata da 10000 soldati di sette Stati membri appositamente addestrati per agire sulle coste di Mar Baltico e Mar Nero. I timori della Russia sono ragionevoli perché, secondo la dottrina della NATO, Mosca è nel “teatro operativo militare europeo”, sull’asse strategico bielorusso che inizia a Berlino, attraversa la Polonia, l’enclave di Kaliningrad e la Bielorussia, arrivando a Mosca e proseguendo per Samara (ex-Kujbishev). I carri armati possono avanzare rapidamente su questa vasta pianura. Questo percorso è chiaramente progettato per invadere Mosca. Gli obiettivi strategici sono i concentramenti vitali economico-politici (con complessi economici, fonti energetiche, materie prime, reti dei trasporti energetici, ecc.). La loro conquista o controllo temporaneo provoca automaticamente il cambio dell’equilibrio di forze in qualsiasi teatro di operazioni militari. Ad esempio, durante l’Operazione Barbarossa nella Seconda Guerra Mondiale, lanciata il 22 giugno 1941, il Gruppo armate centro guidò l’offensiva sull’asse strategico bielorusso, con 50 divisioni tedesche concentrate in Polonia, con obiettivo strategico per eccellenza Mosca. La Russia ha ripetutamente affermato che i 5 miliardi di dollari del finanziamento di euromajdan a Kiev (secondo Victoria Nuland, ex-vicesegretaria di Stato per l’Europa) portarono al colpo di Stato con cui l’Ucraina passò da amica a nemica della Russia. Tale situazione consente agli Stati Uniti di considerare in futuro l’invasione della Russia dalla NATO. Questa ipotesi non è priva di fondamenta, perché l’invasione potrebbe seguire l’asse ucraino; certamente la via migliore del teatro d’operazione in Europa. Tale asse strategico comincia a Monaco di Baviera, in Germania, attraversa Polonia, Ucraina, fino alla Russia sud-occidentale, passando per Volgograd (già Stalingrado) e seguendo il Volga fino al mare Caspio. Il piano Barbarossa, l’invasione dell’URSS durante la Seconda guerra mondiale, affidò la conquista dell’Ucraina al Gruppo armate sud composto da 57 divisioni tedesche, italiane, ungheresi e rumene. Alcune di queste (in totale 330000 soldati) furono circondate e distrutte a Stalingrado o forzate a consegnarsi ai sovietici il 26 gennaio 1943. Se l’Ucraina venisse scelta come punto di partenza per l’offensiva sulla Russia della NATO, darebbe il vantaggio alla NATO di poter evitare i combattimenti nei Carpazi, che raggiungono i 2061 metri di altezza.

[1] Queste esercitazioni non sono di notevoli dimensioni. Occupano meno di 13000 effettivi, mentre gli Stati aderenti all’OSCE, tra cui Bielorussia e Russia, s’impegnano ad invitare come osservatori tutti i partner dell’organizzazione.
[2] “Le osservazioni di Victoria Nuland alla Conferenza della Fondazione USA-Ucraina“, di Victoria Nuland, Voltaire Network, 13 dicembre 2013.

La Russia effettuava lanci del missile balistico tattico Iskander-M
Vladimir Rodzianko, The Duran 18 settembre 2017

I militari russi hanno condotto il lancio di un missile balistico Iskander-M alla gittata massima operativa, secondo il Ministero della Difesa russo.
Un sistema missilistico Iskander-M ha eseguito il lancio di un missile dal poligono di Kapustin Jar nella regione di Astrakhan, nell’ambito dell’esercitazione strategica Russia-Bielorussia Zapad-2017″, dichiarava il Ministero della Difesa russo a Sputnik. “Il missile ha volato per 480 chilometri colpendo l’obiettivo nel poligono Makat (Kazakistan)“, affermava la dichiarazione. Il 9K720 Iskander è un sistema missilistico mobile a corto raggio creato e schierato dalla Federazione Russa. Questi sistemi missilistici sostituiranno i sistemi obsoleti OTR-21 Tochka, ancora impiegati dalle Forze Armate russe, entro il 2020. L’Iskander ha diverse testate convenzionali, tra cui una da combattimento con submunizioni, una esplosiva aria-combustibile, una esplosiva ad alta potenza, una a penetrazione anti-bunker e una ad impulsi elettromagnetici per le missioni anti-radar. Il missile può anche trasportare testate nucleari. Nel settembre del 2017, il Direttore Generale della KBM, Valerij M. Kashin, dichiarò che c’erano almeno sette versioni (e “forse più”) del missile Iskander, tra cui una da crociera.

Le manovre russo-cinesi enfatizzano la guerra anti-som
Sputnik 18.09.2017

Un distaccamento della Marina Militare cinese arrivava a Vladivostok per partecipare alla seconda fase delle esercitazioni navali russo-cinesi Joint Sea-2017. In un’analisi speciale per Sputnik, l’osservatore militare russo Vasilij Kashin ha spiegato ciò che rende uniche le esercitazioni nella cooperazione militare russo-cinese.
La seconda fase delle Joint Sea-2017 iniziavano ufficialmente il 18 settembre per proseguire fino al 26 settembre. La fase costiera delle esercitazioni si svolgerà fino al 28 settembre e prevede le manovre congiunte della fanteria navale russa e cinese. La seconda tappa, dal 22 settembre, sarà costituita dalla fase marittima nel Mar di Giappone e nell’area meridionale del Mare di Okhotsk. Le navi della Marina Militare russa coinvolte nelle esercitazioni sono l’Admiral Tributs, cacciatorpediniere classe Udaloj progettato per la guerra anti-som, nonché la Sovershennyj, corvetta classe Steregushyj che la NATO designa fregata per le dimensioni, la nave di supporto Igor Belusov, dotata di apparecchiature di soccorso subacqueo AS-40, oltre a 2 sottomarini diesel, una corvetta classe Tarantul e diverse navi appoggio. La Cina è rappresentata dal cacciatorpediniere Shijiazhuang, dotato del sistema missilistico antiaereo russo S-300FM, dalla fregata Daqing e dalla nave di supporto Changdao, che dispone di un veicolo di soccorso subacqueo Elar-7.
Commentando le esercitazioni, Kashin spiega che sono significative per la particolare attenzione alla guerra anti-som. Secondo l’osservatore, ciò è importante perché, mentre le precedenti esercitazioni congiunte marittime prestavano particolare attenzione alle operazioni di assalto anfibio, queste ne sono totalmente prive. “Le unità della fanteria navale condurranno una manovra congiunta sulla riva, ma gli sbarchi non sono inclusi nel programma di quest’anno“, secondo Kashin. “Invece“, sottolinea l’analista, “per la prima volta sono incluse le manovre congiunte di navi di salvataggio sottomarini russe e cinesi dotate di veicoli di salvataggio in mare profondo. Gli aerei anti-som russi e gli elicotteri anti-som russi e cinesi partecipano alle esercitazioni: due sottomarini della Flotta del Pacifico russa ne sono coinvolti, probabilmente il loro ruolo sarà essere trovati e “salvati” dalla task force congiunta russo-cinese“. Secondo Kashin la novità di queste esercitazioni è che aiuteranno lo scambio di preziose esperienze nell’organizzare operazioni di salvataggio. “Inoltre, grazie alla cooperazione, nuove opportunità saranno aperte per realizzare effettive missioni congiunte russo-cinesi se un disastro accadesse mai a un sottomarino appartenente ad uno dei due Paesi“. Naturalmente, anche l’ampliato scambio di esperienze sulla guerra anti-som avrà “particolare interesse per i cinesi“, nota l’analista. Infine, Kashin ritiene che la crescente importanza delle operazioni di guerra anti-som nei programmi delle esercitazioni congiunte russo-cinesi indica crescente fiducia tra i due Paesi nella sfera militare, “e la volontà di scambiare informazioni su questioni complesse“. “La cooperazione russo-cinese in questo settore non è ancora pari alla cooperazione tra Russia e India, con quest’ultima che affitta sottomarini nucleari russi, tuttavia si può ipotizzare che l’obiettivo della cooperazione tra Russia e Cina sia ottenere un simile livello di fiducia e cooperazione“, concludeva l’esperto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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L’ultimo lancio dell’Hwasong-12

Imp-Navigator 16 settembre 2017Il 15 settembre mattina, la RPDC eseguiva un nuovo lancio di prova dell’IRBM Hwasong-12, che sorvolava le isole giapponesi cadendo nella regione del Pacifico designata, a 3700 km dal sito di lancio, raggiungendo la quota di 770 km durante il volo. Quindi, quanto basta per colpire Guam in caso di guerra. A proposito, questa volta il lancio è stato effettuato direttamente dal veicolo lanciamissili, a differenza dei test precedenti, quando l’autocarro piazzava sul sito di lancio il missile e si allontanava a distanza di sicurezza. Ciò spiega chiaramente che il missile è già abbastanza affidabile da non temere incidenti al lancio.

Pyongyang, 16 settembre
Il Presidente del PLC, Presidente del Consiglio di Stato della RPDC, Comandante supremo dell’EPC, stimato Leader supremo, il compagno Kim Jong-un ha diretto sul posto i preparativi del lancio del missile balistico a media e lunga portata Hwasong-12. Il leader supremo è stato accolto da alti funzionari del PLC, tra cui Li Bong Chor, Kim Jong Sik, Kyaw Yong Won e Yu Jin, e il comandante delle Forze Strategiche dell’EPC Generale Kim Rak Kim e gli operatori del Centro di Ricerca scientifica della Difesa dello Stato, tra cui Zhang Chang Ha e Jeong Ir Ho. Gli scienziati e tecnici dell’Industria missilistica e del Centro di controllo missilistico delle Forze Strategiche dell’EPC partecipavano ai preparativi dell’Hwasong-12. Questo lancio di prova del missile rientra tra gli obiettivi per far fronte all’aggressione degli Stati Uniti, che invocano l’uso della forza contro il Nord, rafforzando sempre più la capacità di compiere operazioni di attacco e contrattacco a un’aggressione con una reazione rapida e potente, valutando traiettoria e puntamento delle testate nucleari in condizioni operative.
All’ordine improvviso del compagno stimato leader supremo, la prima mattina il sistema Hwasong compiva le manovre schierandosi sulla piazzola di lancio e completando la preparazione al lancio secondo i competenti organizzazione e comando, attendendo l’ordine di lancio del missile balistico. Il comandante era giunto sul sito di lancio apprendendo il piano di lancio del missile balistico strategico a medio e lungo raggio Hwasong-12 e lo stato dei preparativi, dando l’ordine di lancio. Immediatamente l’Hwasong-12, tra una luce brillante e i maestosi suoni dell’esplosione che impressionavano il pianeta, decollava verso il cielo azzurro. Il missile seguiva la rotta di volo programmata sullo spazio aereo dell’isola di Hokkaido, in Giappone, e centrava l’area indicata tra le acque del bersaglio nell’Oceano Pacifico. Lo stimato Leader supremo apprezzava l’operazione di lancio, di grande importanza per l’armamento delle Forze Nucleari, raggiungendo l’obiettivo e superando il test con successo, ed esprimeva grande soddisfazione. Il leader supremo elogiava gli artiglieri dell’unità Hwasong, che hanno gestito il missile magistralmente nell’operazione di lancio. Con orgoglio affermava che l’efficacia operativa del missile balistico strategico a medio e lungo raggioa Hwasong-12 era stata ancora una volta verificata e la capacità operativa dei componenti della missione era stata assolutamente impeccabile nel dispiegare il missile Hwasong-12.
Affermava che in futuro tali esercitazioni saranno importanti e utili come questa volta per l’armamento delle Forze Nucleari e, in base alla potenza delle varie testate nucleari, sarà necessario stabilire rigorosamente le routine corrispondenti. Inoltre, affermava che scienziati e tecnici della ricerca missilistica e gli artiglieri dell’unità Hwasong, con uno stretto coordinamento, dovranno svilupparne la modernizzazione, arrivando ad avere sistemi missilistici ultramoderni e un centro di controllo dal massimo livello. Affermava agli ufficiali responsabili del Dipartimento militare del Comitato Centrale del partito e dell’Istituto di ricerca scientifica della Difesa di Stato, che l’accompagnavano: il nostro obiettivo è avere la vera parità militare con gli Stati Uniti ed impedire i discorsi pronunciati dai governanti statunitensi, inclusa l’irresponsabile scelta militare, e similari, verso il nostro Stato. La capacità di effettuare un attacco militare, consentendo un contrattacco nucleare a cui gli Stati Uniti non possano far fronte, e il continuo progresso, vanno costantemente rafforzati qualitativamente. Come riconosce il mondo intero, abbiamo respinto tutte le sanzioni dell’ONU, che durano da decenni e non hanno sempre ricevuto la “benedizione” dell’ONU. Così, l’animo si annoia infinitamente pensando alle eminenti potenze ancora trascinate dal pensiero che sia possibile sottometterci con sanzioni e cose simili, dichiarava.
Lo stimato Leader supremo dichiarava che è necessario dimostrare chiaramente ai grandi sciovinisti come il nostro Stato, nonostante loro sanzioni ed inutili embarghi, raggiunge l’obiettivo di perfezionare le Forze Armate dello Stato e, dato che abbiamo quasi raggiunto il punto finale, di completarle.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Gli scienziati di Pyongyang sono stati sottovalutati?

Bob Woodward, Decrypt News, 6 settembre 2017L’ultimo test nucleare fa suonare l’allarme. Gli Stati Uniti hanno sottovalutato per anni i progressi tecnologici del regime nordcoreano? C’era un momento in cui tutto questo faceva ridere. Il gioviale leader nordcoreano in una sala di controllo di un’altra epoca, che sembrava fatta di cartapesta; Kim Jong Un assorto che sembrava augurare buona fortuna a un missile a lungo raggio prima del lancio, lo scorso febbraio… Ora nessuno ride. Il 23 settembre Pyongyang effettuava l’ultimo test atomico, di gran lunga il più potente se si crede alla violenza delle scosse misurate. Giustamente o meno, credendo al regime nordcoreano, si trattava di una bomba H o termonucleare che sviluppa la fusione degli atomi d’idrogeno e la cui caratteristica, a parte la potenza, è che richiede, prima, un’esplosione nucleare “classica” con una bomba a fissione. Un apoteosi, in un certo senso. Dimenticati gli aspetti “folklorici” che finora circondavano l’avventura nucleare nordcoreana, la questione centrale è: gli Stati Uniti hanno sottostimato i progressi degli ingegneri di Pyongyang? Un problema reso ancora più cruciale da una circostanza aggravante: insieme a questa scoperta, la Corea democratica ha anche fatto un salto drammatico nei test missilistici intercontinentali. Fino a poco tempo prima sembrava che le prove nordcoreane fossero solo una serie di fallimenti. La situazione è diversa ora: a luglio la Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) lanciava con successo nuovi missili, che non solo hanno permesso di mettere satelliti in orbita ma di poter colpire gli Stati Uniti. Jeffrey Lewis, professore presso l’Istituto Middlebury del Vermont, dettaglia l’enigma. Con gli studenti del suo istituto di ricerca ha creato un modello dei primi cinque test nucleari condotti dai nordcoreani tra il 2006 e il 2016. Conclusione? La RPDC avrebbe scommesso su una sorta di “scorciatoia”, difficile da realizzare dal punto di vista tecnologico, ma pagante in termini di efficienza. Saltando il caso di una “mega-bomba” tradizionale, gli ingegneri nordcoreani avrebbero testato direttamente sistemi miniaturizzati, con meno plutonio e più facili da piazzare direttamente, domani, su un missile. I risultati, deludenti nei primi test per energia liberata, “non erano frutto d’incompetenza, ma di ambizione“, riassume Jeffrey Lewis. Prove che avrebbero ingannato il mondo facilmente, perché si svolsero in profondissime gallerie scavate in montagna, rendendo ancora più difficile valutarne la potenza reale. È questa circostanza, nota oggi agli specialisti, che rende ancora casuale la valutazione esatta dell’ultimo test. Una bomba termonucleare? Una migliore bomba a fissione? Dovremo aspettare ulteriori dati. Ma una cosa è certa: altri Paesi prima della Corea democratica, in particolare il Pakistan, decisero allo stesso modo di “saltare le fasi” per arrivare al punto.
Sebbene descritto come “regime eremita”, la Corea democratica non lesina nel dispiegare propri agenti e spie per trarre vantaggio dall’esperienza acquisita dalle altre pecore nere del trattato di proliferazione nucleare, trattato che Pyongyang denunciò nei primi anni 2000. È questo stesso tipo di “collaborazione” internazionale che sembra spiegare il salto improvviso dei lanci missilistici della RPDC. Mentre il regime nordcoreano avviò il programma nucleare a metà del secolo scorso, fino alla svola degli anni ’90, quando il Paese cominciò a sviluppare propri missili balistici internazionali, per lanciate testate nucleari a migliaia di chilometri. Il risultato, a sua volta, del crollo dell’Unione Sovietica e poi dell’aumento delle tensioni tra Russia e Ucraina? Secondo un altro esperto, Michael Elleman dell’International Institute for Strategic Studies, il motore degli ultimi missili lanciati con successo da Pyongyang, incluso quello che ha recentemente sorvolato il Giappone, è uguale a quelli prodotti dalla Dnipro, in Ucraina, una volta orgoglio del regime comunista e che ora è ridotta a fabbricare carrelli. “Sinceramente, la velocità con cui hanno raggiunto questo livello ci ha sorpreso, tanto negli Stati Uniti che nel resto del mondo“, commentava alla televisione statunitense l’ex-direttore della CIA Leon Panetta.
La duplice avanzata a marce forzate sarebbe passata inosservata a causa della profondità delle montagne nordcoreane ma anche dell’esplosione del mercato nero dopo la fine dell’Unione Sovietica. Una spiegazione che, infatti, lascia il mistero quasi intero. Mentre la RPDC subisce sanzioni internazionali crescenti, quante complicità sono state necessarie per ricevere tutto questo materiale ingombrante? Gli Stati Uniti, almeno, avevano la testa altrove.Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Corea democratica umilia la difesa missilistica degli Stati Uniti

Sputnik 02.09.2017L’osservatore militare russo Aleksandr Khrolenko spiega come il test dei sistemi missilistici sempre più sofisticati della Corea democratica manda in bancarotta i costosi sistemi di difesa missilistica degli USA. La settimana scorsa, la Corea democratica lanciava il nuovo missile balistico Hwasong-12 che sorvolava il Giappone prima di cadere nell’Oceano Pacifico, a 1133 chilometri ad est dell’isola settentrionale di Hokkaido. Diversi giorni dopo, il Ministero della Difesa giapponese chiedeva un bilancio per la difesa record per l’anno fiscale 2018, da 5,25 trilioni di yen (48,6 miliardi di dollari) per i nuovi missili antiaerei terrestri e navali, caccia, pattugliatori e un sottomarino. La richiesta del ministero include la grande modernizzazione della rete della difesa aerea e delle capacità di missilistiche anti-superficie e antinave del Paese. Commentando il test del missile e la risposta del Giappone, l’osservatore militare di RIA Novosti Aleksandr Khrolenko scriveva che l’ultima prova di Pyongyang dimostra oltre ogni dubbio che i sofisticati sistemi di difesa missilistica degli Stati Uniti in Asia sono inutili. “Oggi“, spiegava l’analista, “la difesa missilistica del Giappone è fornita da navi dotate del sistema Aegis (che comprende il missile SM-3 per l’intercettazione esoatmosferica). Inoltre, il Giappone ha i Patriot PAC-3 per la distruzione dei missili entro l’atmosfera“. “Tuttavia tali mezzi si sono rivelati inutili il 29 agosto, quando il missile balistico nordcoreano sorvolò il territorio giapponese cadendo a 1180 km da capo Erimo, nell’Hokkaido. In 14 minuti il missile coprì 2700 km raggiungendo la quota massima di 500 km“. Anche se il Giappone non riportava danni dalla prova, Khrolenko osservava che era estremamente curioso che non avessero nemmeno tentato di abbattere il missile. “Avrebbero almeno tentato di abbatterlo, anche se solo per addestramento“, scriveva l’analista. “La comunità mondiale non l’avrebbe condannato e Washington avrebbe sicuramente sostenuto Tokyo, ma i sistemi di difesa missilistici statunitensi e giapponesi hanno solo seguito la traiettoria dell’Hwaseong-12“. “Ancora più interessante è come il Giappone potrebbe abbattere il missile nordcoreano che vola ad una quota di 550 km, quando il più potente missile SM-3 statunitense raggiunge una quota di 250 km. Con un raggio di 500 km, il sistema Aegis non potrebbe raggiungere il missile neanche durante la discesa, tanto più che l’obiettivo si separava in tre parti (forse tre testate)“. Ricordando questi fatti, Khrolenko suggeriva che la “richiesta record del Ministero della Difesa giapponese riflette il panico tra gli alleati degli statunitensi, dopo tutto non era la prima volta che una ragione per dubitare dell’onnipotenza delle armi statunitensi, e in particolare dei loro sistemi ABM, si presenta“. Il mese scorso, ad esempio, a seguito delle minacce di Pyongyang disposta ad attuare un attacco missilistico massiccio su Guam, il Pentagono rispose che qualsiasi lancio di tali missili sarebbe stato individuato in pochi minuti e avrebbe portato alla prospettiva di una guerra totale. È interessante però, secondo Khrolenko, notare che il Pentagono “non precisò se i missili nordcoreani sarebbero stati intercettati e questo è fondamentalmente importante per prevedere perdite ed esito di una guerra (che non lascerebbe il Giappone inalterato)“. Inoltre, secondo l’analista, il lancio del missile nordcoreano si è dimostrato particolarmente umiliante alla luce del fatto che nello stesso giorno in cui avveniva, le truppe giapponesi svolgevano esercitazioni di difesa aerea presso la base di Yokota, Tokyo occidentale, dove schieravano intercettori Patriot-3. “Dalla prospettiva militare, le esercitazioni coincisero con la riuscita prova del nuovo missile balistico nordcoreano. Pyongyang ‘ha giocato a palla’, ma Washington non accettava l’inatteso ‘passo’, continuando installazione e preparazione dei componenti del PAC-3, come se l’azione fosse più importante del risultato”.
In realtà, scriveva Khrolenko, la vera efficacia dei numerosi e costosi sistemi di difesa missilistica statunitense va ancora dimostrata in condizioni operative. “Solo una volta, nel febbraio 2013, un intercettore SM-3, lanciato dall’incrociatore USS Lake Erie, distrusse l’USA-193, un satellite difettoso ad un’altitudine di 247 km. Il bersaglio simulava un missile balistico a medio raggio (anche se questi ultimi non vanno in orbita) Il test fu semplificato il più possibile, i parametri di volo erano noti in anticipo, così come il settore del bersaglio. La designazione del bersaglio fu fornita dal satellite da ricognizione STSS-D, che non può essere utile in una vera situazione operativa“. “Un altro esempio: i test del sistema di difesa missilistico statunitense durante le esercitazioni della Difesa Missilistica del Teatro Marittimo, del 2015, mostrarono che… numerose navi dell’alleanza equipaggiate con il sistema di gestione delle informazioni in combattimento Aegis poterono eliminare solo un missile balistico Terrier Orion, che probabilmente volava a una velocità subsonica. Il grado di efficacia di tali difese antimissile in caso di attacco massiccio non è noto, ma il grado di semplificazione implicato nei test suggerisce che è piuttosto basso“. In effetti Khrolenko osservava che l’ultima prova del missile nordcoreano “creava una paradossale parità di forze nel confronto del Paese con gli Stati Uniti“. In queste circostanze, osservava, Washington farebbe bene ad evitare di sottoporre gli alleati regionali a un pericolo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Istituto per le Armi Nucleari della RPDC sulla riuscita prova della bomba H per ICBM

Rodong 4 settembre 2017L’Istituto per le armi nucleari della RPDC ha dato la seguente dichiarazione in relazione al successo perfetto del test della bomba a idrogeno per ICBM:
Gli scienziati dell’industria nucleare della RPDC hanno eseguito con successo il test di una bomba H per ICBM nel poligono nel nord della Corea democratica, alle 12:00 del 3 settembre, fedele al piano del Partito dei Lavoratori della Corea per la costruzione di una forza nucleare strategica. La prova della bomba H veniva effettuata per esaminare e confermare l’accuratezza e la credibilità della tecnologia di controllo della potenza e il progetto strutturale interno recentemente introdotto nella fabbricazione della bomba H da collocare come carico utile di ICBM. Il risultato delle misurazioni sperimentali ha mostrato che le specifiche di potenza della testata nucleare comprendenti la potenza totale dell’esplosione e il rateo della potenza dalla fissione alla fusione e tutte le altre specifiche fisiche riflettono il livello qualitativo delle armi termo-nucleari a due stadi, pienamente conformi ai dati di progettazione. È stato anche confermato che anche se il recente test è stato effettuato con una bomba di potenza senza precedenti, non c’erano emissioni attraverso la superficie del suolo, né perdite di materiali radioattivi, né alcun effetto negativo sull’ambiente ecologico circostante.
Il test ha confermato la precisione della tecnologia di compressione e di controllo dell’avviamento della reazione a catena della fissione del primo sistema della bomba H, dimostrando ancora una volta che il tasso di utilità del materiale nucleare nel primo e nel secondo sistema raggiunge i livelli previsti dal progetto. La compressione simmetrica della carica nucleare, la detonazione della fissione e l’accensione nucleare ad alta temperatura della fusione, e le conseguenti reazioni della fusione che si espande rapidamente, tecnologie chiave per incrementare il potere nucleare della fusione del secondo sistema della bomba H, sono stati confermati realizzandosi a un livello elevato. Ciò ha contribuito a dimostrare che la struttura combinata direzionale e l’esplosione delle radiazioni multi-livello della struttura di progetto del primo sistema e del secondo sistema, utilizzati per la fabbricazione della bomba H, erano molto accurati e i materiali resistenti alle radiazioni termiche e ai neutroni, e quindi che i materiali erano stati selezionati razionalmente. Il test ha contribuito a trarre la conclusione che il metodo analitico in stile coreano e i programmi di calcolo per i complicati processi fisici che si verificano nel primo e secondo sistema ha raggiunto un livello elevato, e che la struttura ingegneristica della bomba H come testata nucleare progettata secondo lo Juche, inclusa la struttura della carica nucleare del secondo sistema, è accettabile. Il test ha confermato ancora una volta l’affidabilità del sistema di controllo della detonazione nucleare a concentrazione, completamente verificata attraverso la prova di detonazione nucleare e i lanci di prova di diversi missili balistici.
Il successo perfetto nel test della bomba H per ICBM ha dimostrato chiaramente che le bombe secondo lo Juche della RPDC hanno basi altamente precise, e la sicurezza dell’operazione della testata nucleare è pienamente garantita, che progettazione e produzione della tecnologia delle armi nucleari della RPDC si basano su livelli elevati, adeguandone la potenza distruttiva in considerazione di obiettivi e finalità. Ha anche segnato un’occasione molto significativa di raggiungere l’obiettivo finale di completare la forza nucleare dello Stato. Il Comitato Centrale del PLC ha esteso calorose congratulazioni a scienziati e tecnici dell’industria nucleare e del poligono nucleare del nord, per il successo della prova della bomba H per ICBM.Ridicole minacce guerrafondaie
Sim Chol Yong, Rodong 4 settembre 2017

Poco tempo fa, il comandante fantoccio della marina sudcoreana, insieme al padrone statunitense, di recava nelle isole meridionali del Mare Occidentale, affermando la necessità di “aprire il fuoco con decisione se il nemico provoca”. Nel frattempo, le unità speciali della marina dei fantocci organizzava un’esercitazione imponente per colpire i sistemi di lancio mobile della RPDC. Anche se le forze dei burattini avviano l’isteria bellica, istigata dagli Stati Uniti, restano solo pecore scabbiose. Se spariamo, moriranno. Questo è il destino inevitabile dei fantocci guerrafondai. I gangster militari fantocci dovrebbero sempre essere consapevoli che se fingono di essere coraggiosi, non salveranno la pelle, poiché non hanno né misura né capacità per far fronte alle conseguenze. È sciocco chi espone il collo alla falciatrice osando contrastare una potenza militare mondiale dotata di potenti forze nucleari. Se le forze dei fantocci sudcoreani continuano ad essere sconsiderate, giudicando male risentimento e volontà dei nostri esercito e popolo, subiranno un terribile disastro.

Dalla test della Bomba H nordcoreana? No, dalla reazione del mondo…

Azioni sconsiderate acuiscono la tensione regionale
Rodong 4 settembre 2017

Il Ministero della Difesa del Giappone ha deciso d’introdurre i nuovi missili statunitensi Aegis col pretesto di contrastare lo sviluppo della tecnologia missilistica balistica della RPDC. Il Giappone ha apertamente optato per le azioni militari degli Stati Uniti. I media di ultra-destra chiedono di dimostrare solidarietà tra Giappone e Stati Uniti e contenere la RPDC. È in questo contesto che il primo ministro Abe ha discusso con il ministro degli Esteri e il ministro della Difesa e ha indicato la stretta solidarietà tra Giappone e Stati Uniti per far fronte alle “minacce” della RPDC. Questo è un atto senza senso oltre ogni limite. È l’eterna ambizione dei reazionari giapponesi realizzare il vecchio sogno della “Grande Sfera di Co-Prosperità dell’Asia Orientale” abusando della situazione tesa in Asia-Pacifico. Il parlamento giapponese ha concesso alle “Forze di autodifesa” il diritto di esercitare l'”autodifesa collettiva” e ampliato l’ambito delle operazione estere. Intensificando le mosse per trasformare il Paese in fascista e militarista emanando in successione leggi malvagie come la legge sulla protezione dei segreti e quella sulla punizione dei crimini organizzati, il Giappone rivederà in modo retrogrado la costituzione per giustificare legalmente l’aggressione all’estero. Ma la revisione retrograda della costituzione affronta una denuncia forte in patria e all’estero e il governo giapponese attualmente subisce sconfitte consecutive nelle elezioni locali. Ora cerca la via d’uscita estremizzando l’ostilità verso la RPDC e diffondere l’idea militarista nella società. Se il Giappone acuisce la situazione regionale tesa, si ritroverà tra la vita e la morte.

La Corea del Nord dichiara di avere la Bomba all’Idrogeno!!! – Che sollievo, pensavo che non avrebbero finito di parlare di Trump!…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora