Il futuro esercito russo potrebbe schierarsi in tutto il mondo in 7 ore

RussiaToday 20 marzo 2015

346546576878In futuro, una flotta di aerei da trasporto pesanti potrebbe trasportare un’unità strategica di 400 carri armati ‘Armata’, con le munizioni, in qualsiasi parte del mondo, e probabilmente a velocità ipersonica, consentendo alla Russia di attuare una risposta militare globale. Secondo una nuova specifica progettuale della Commissione militare-industriale di Mosca, l’aereo da trasporto denominato PAK-TA volerà a velocità supersoniche (2000 km/h), vanterà un impressionante carico utile di 200 tonnellate ed avrà anche un’autonomia di almeno 7000 km. Il programma PAK-TA prevede 80 nuovi aerei cargo da costruire entro il 2024. Ciò significa che in un decennio il Comando Centrale della Russia potrà schierare un’armata corazzata operativa ovunque, riporta Expert online citando una fonte militare che ha partecipato al vertice. Uno dei principali compiti del nuovo PAK-TA è trasportare carri armati Armata e altro equipaggiamento militare su medesima piattaforma come avanzati semoventi d’artiglieria, complessi missilistici antiaerei, lanciamissili tattici, lanciarazzi multipli e veicoli da combattimento anticarro. I cargo PAK-TA saranno multiruolo con sistema di carico automatico e capacità di paracadutare materiale e personale su qualsiasi terreno. Una flotta di diverse decine di aerei cargo PAK-TA potrà trasportare 400 carri armati Armata o 900 veicoli corazzati, come il cacciacarri anfibio Sprut-SD .ES7sXBNmrn7dtI78zCAHNYXXXL4j3HpexhjNOf_P3YmryPKwJ94QGRtDb3Sbc6KYCon lo sviluppo di una rete di basi militari in Medio Oriente, America Latina e Sud-Est asiatico, che verrebbe completata nello stesso periodo (entro il 2024), è ovvio che la Russia si prepari al confronto militare su scala transcontinentale“, dice Expert Online. Una fonte che ha partecipato alla riunione conclusiva della Commissione militare-industriale ha detto di essere “scioccata” dalle esigenze dei militari. Secondo la fonte, il programma PAK-TA è in corso da diversi anni e alla fine soppianterà gli aerei da trasporto attualmente operativi. Ma una simile dichiarazione di missione globale per l’aeronautica da trasporto militare nazionale non è mai stata espressa prima. “Significa che per la prima volta abbiamo come obiettivo creare una capacità operativa per trasportare via aerea una vera e propria armata in qualsiasi luogo del pianeta“, ha detto la fonte. Ciò significa inviare una task force pari all’ex-NATO o alle truppe degli USA in Iraq, in poche ore su ogni continente. “Nel contesto della dottrina militare attuale che sfida ogni comprensione”, secondo la fonte.image2La specifica iniziale del PAK-TA comportava la costruzione di aerei cargo subsonici con una velocità di crociera di 900 km/h e un’autonomia moderata di 4500 chilometri. Il programma prevede la creazione di grandi velivoli con carico che varia da 80 a 200 tonnellate, per sostituire tutti gli attuali aeromobili cargo Iljushin e Antonov. Il solo velivolo operativo con un carico comparabile è l’Antonov An-225 Mrija (250 tonnellate), ma è un aereo specifico creato appositamente per il programma della navetta spaziale sovietica Buran. L’anno scorso fu riferito che i futuri aerei cargo militari saranno sviluppati dal Complesso Iljushin Aviation, con alcuni esperti secondo cui la compagnia si baserebbe sui progetti del velivolo cargo Il-106 (80 tonnellate) che vinse una gara del governo alla fine degli anni ’80, poi abbandonato dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Ora, con specifiche ed obiettivi ambiziosi, il PAK-TA è un vero aereo da trasporto di nuova generazione.

Iljushin Il-106

Iljushin Il-106

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’esercito del futuro. Cosa riceverà l’esercito russo nel 2015?

3ddd8f30-6c10-11e4-a70d-8d3a3319b86c-jpg20141114190859Le grandi esercitazioni del marzo 2015
Il 17 marzo, in conformità con la decisione del Comandante Supremo delle Forze Armate russe, Presidente Vladimir Putin, le flotte del Baltico e del Nord, le unità del Distretto Militare del Sud e le Forze aeroportate venivano poste al massimo stato di prontezza operativa nel quadro di ampie esercitazioni strategiche, “Un certo numero di unità militari e formazioni della flotta del Baltico, del Distretto Militare Meridionale e delle Forze Aeroportate sono poste al massimo stato di prontezza al combattimento ed avviate nei poligoni di terra e di mare”, affermava il Ministero della Difesa russo. “Circa 50 aerei da guerra ed elicotteri saranno ridislocati a distanze di 400-4000 km. Squadre di specialisti dell’aeronautica sono arrivate negli aeroporti designati per esaminare e preparare gli aeroporti per l’atterraggio dei velivoli“, tra cui aerei da combattimento MiG-31, Su-27 e Su-24 dell’Aeronautica e del comando della Difesa Aerea, aerei da trasporto Antonov An-12 e An-26 e velivoli Su-27, Su-24M, Mi-8AMTSh e Mi-24 del distretto militare occidentale. In relazione alle esercitazioni della NATO in Norvegia, la Flotta del Nord russa veniva posta in allerta per le esercitazioni. “Il compito principale dell’esercitazione per la prontezza al combattimento è valutare le capacità della flotta del Nord nell’adempimento dei compiti per garantire la sicurezza della Federazione russa nella regione artica“, ha detto il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu. La Flotta del Nord comprende 38000 militari, 3360 mezzi, 41 navi, 15 sottomarini e 110 aerei ed elicotteri. “Le nuove sfide e minacce alla sicurezza militare richiedono l’ulteriore innalzamento delle capacità delle Forze Armate e particolare attenzione sarà rivolta ai compiti strategici delle nuove forze del Nord“, aggiungeva il Generale Shojgu. Quindi cinque gruppi della Flotta del Nord si schieravano nel Mare di Barents e nella baia di Kola per un’esercitazione antisom congiunta con l’Aeronautica. La forza navale russa era composta da 20 navi suddivise tra un gruppo tattico guidato dall’incrociatore Admiral Nakhimov, due gruppi antisom con le grandi navi antisom Admiral Levchenko e Admiral Ushakov e le navi antisom Brest e Junga, da un gruppo di dragamine e una forza di ricerca e soccorso operanti nel Mare di Barents. Una divisione dell’Aeronautica russa veniva trasferita da Ivanovo all’Artico, nel corso delle esercitazioni, “Aerei da trasporto militari Iljushin Il-76 trasportano materiale militare negli aeroporti dell’Artico, dove le forze aeroportate russe svolgeranno varie esercitazioni” dichiarava il Ministero della Difesa russo. Inoltre, bombardieri strategici a lungo raggio Tu-95MS eseguivano manovre nell’Artico, “Gli equipaggi dell’aviazione a lungo raggio dell’Aeronautica Militare russa conducono esercitazioni nel Circolo Polare Artico per testare la prontezza al combattimento della forza di Difesa aerea in allerta nel nord-ovest della Russia. Un distaccamento di bombardieri strategici Tu-95MS, decollato dalla Base Aerea di Engels, entra nello spazio aereo delle unità della Difesa aerea della penisola di Kola, dove sistemi antiaerei effettueranno lanci contro attacchi simulati da diverse direzioni, quote e velocità“, dichiarava il servizio stampa del Ministero della Difesa russo. 80000 militari partecipavano alle esercitazioni della Flotta del Nord assieme a 65 navi da guerra, 15 sottomarini, 16 navi ausiliarie, oltre 10000 veicoli da combattimento e supporto e 220 velivoli.
Nell’ambito delle esercitazioni del Distretto Militare meridionale, le navi antisom Pitlivij, Suzdalets e Aleksandrovets della Flotta del Mar Nero della Russia, unitamente a velivoli dell’Aeronautica navale russa, svolgevano esercitazioni di ricerca contro dei sottomarini. Il Capitano Vjacheslav Trukhachjov aveva dichiarato che un gruppo tattico della Flotta del Mar Nero compiva esercitazioni contro bombardieri e navi “nemici”. In Crimea la fanteria di Marina avviava le manovre tra Krasnodar e lo Stretto di Kerch e 10 bombardieri strategici Tu-22M3 russi venivano dispiegati nella penisola, “Durante le esercitazioni sulla prontezza operativa delle Forze Armate, i velivoli strategici Tu-22M3 saranno schierati in Crimea“; e sempre presso Krasnodar, nella base aerea di Krymsk, veniva schierato uno squadrone combinato di 10 elicotteri Mi-8 e Mi-24H per eseguire le esercitazioni che coinvolgevano 2000 militari e 500 mezzi; ciò mentre sistemi missilistici tattici Iskander venivano schierati durante l’esercitazione nella regione di Kaliningrad, assieme a 10 caccia multiruolo Sukhoj Su-34 e Su-27, rischierati a Kaliningrad nell’ambito delle esercitazioni della Flotta del Baltico che, a loro volta, coinvolgevano oltre 20 navi tra sottomarini, motovedette lanciamissili, navi antisom, dragamine e navi ausiliarie suddivise tra diversi gruppi tattici antisom e di difesa aerea. “Il rischieramento di caccia e bombardieri dell’Aeronautica è previsto nella regione di Kaliningrad, e il raggruppamento dell’esercito nel Baltico sarà rinforzato con sistemi missilistici Iskander del Distretto Militare occidentale, trasportati dalle grandi navi da assalto anfibio della Flotta del Baltico“. 2000 paracadutisti e 10 velivoli compivano esercitazioni nella regione di Pskov. Il 16 marzo il Distretto Militare orientale russo preparava le esercitazioni sull’isola di Sakhalin e in altre nove regioni; 3000 militari e 1000 tra mezzi e sistemi d’arma, tra cui carri armati T-72B3, veicoli MT-LB e sistemi missilistici superficie-aria Osa-M di unità della Fanteria meccanizzata e delle Truppe corazzate russe, partecipavano alle esercitazioni sull’isola del Pacifico russa, mentre il 12 marzo era iniziata un’esercitazione delle truppe della Difesa aerea della regione estremo orientale, e il 3 marzo 2500 artiglieri partecipavano a una grande esercitazione nell’Estremo Oriente della Russia.

0_c1ac2_bb5b7758_XLL’esercito del futuro. Cosa riceverà l’esercito russo nel 2015?
Mikhail Timoshenko Fort Russ, 18 marzo 2015

2283789Cominciamo con le forze di terra. La loro principale arma d’attacco è il sistema missilistico semovente Iskander-M, che riceve un nuovo missile con gittata di 500km e una precisione di 10 metri. Il missile segue una traiettoria balistica con manovre attive e contromisure elettroniche per perforare le difese antimissile. Le testate disponibili sono cluster, alto esplosivo-frammentazione, perforanti e nucleari. Gli obiettivi del missile sono centri comando e comunicazione, sistemi missilistici e artiglieria a lungo raggio, sistemi di difesa antimissile e antiaerea, basi aeree… le forze di terra riceveranno 2 brigate Iskander nel 2015, da aggiungere alle 5 già in servizio, ed entro il 2018 vi saranno 10 brigate in servizio. Le brigate di Fanteria Motorizzata e Corazzate riceveranno oltre 700 carri armati, BMP e BTR. La maggior parte dei carri armati sarà dell’ultima versione T-90AM. Le caratteristiche distintive comprendono una nuova torretta con un nuovo sistema d’informazione e comando da combattimento, un nuovo autocaricatore e un cannone modernizzato da 125mm. Il pilota avrà una trasmissione automatica ed un volante invece delle vecchie leve. La modernizzazione dei famosi carri armati T-72B al livello T-90 (variante T-72B3) continuerà. La fanteria avrà i modernizzati BMP-3 e BTR-82, che riceveranno il modulo di combattimento Bakhcha. Ma la torretta del BMP-3 include un cannone da 100mm e un cannone automatico da 30mm, mentre il BTR-82 avrà un cannone automatico e una mitragliatrice.
Ora l’Aeronautica avrà 126 velivoli e 88 elicotteri nuovi. Più della metà saranno caccia di 4.ta++ generazione delle serie Su-30 e Su-35, destinati a combattere per la superiorità aerea, avranno una velocità di oltre Mach 2, un raggio operativo di 3000km e un carico bellico di 8 tonnellate. L’aereo d’attacco principale sarà il caccia-bombardiere Su-34 in grado di utilizzare l’intera gamma di munizioni aria-terra di precisione. Con una velocità di quasi Mach 2, raggio operativo di 1100km e un carico bellico di 8 tonnellate su 12 punti d’attacco. Quest’anno 57 Su-34 già in servizio saranno affiancati da 30 nuovi. Le acquisizioni comprenderanno anche 15 bombardieri strategici modernizzati. L’aviazione dell’esercito riceve attivamente i Mi-28 Night Hunter e i Ka-52 Alligator. Più della metà degli elicotteri forniti saranno mezzi d’attacco.
Le Forze della Difesa Aerea riceveranno una brigata di sistemi S-300V4 Vitjaz, mentre 3 su 9 reggimenti saranno riarmati con missili S-400 dalla gittata di 400km capaci di abbattere non solo aerei ma anche missili balistici a quote superiori ai 150km.
La Flotta del Pacifico attende gli SSBN Vladimir Monomakh e Aleksandr Nevskij, ognuno armato con 16 SLBM Bulava e saranno basati a Kamchatskij Viljuchinsk. La Flotta del Mar Nero riceverà 2 SSK classe Varshavjanka, dove sono assolutamente indispensabili: l’unico sottomarino operativo attualmente ha più di 25 anni. Le forze di superficie riceveranno 4 corvette e 1 fregata. Quest’ultima si chiama grande nave antisom. In realtà si tratta di incrociatori leggeri praticamente in grado di operare in qualsiasi punto degli oceani. Tutte le navi menzionate hanno per armamento principale dei missili, mentre i cannoni hanno ruolo di supporto.
Infine, lo scudo nucleare, che è anche una spada. La proporzione dei sistemi nucleari moderni è ora più della metà, e alla fine del 2015 sarà i 2/3 dell’intero arsenale. 4 reggimenti con nuovi sistemi missilistici entreranno in servizi. Il Topol a testata singola sarà sostituito dallo Jars con quattro testate. Complessivamente saranno prodotti 50 ICBM.

UKRAINE-RUSSIA-CRISIS-ARMYCommento di J. Hawk: I nuovi veicoli Armata e Kurganets non sono ancora in cantiere, anche se forse tra un paio di anni entreranno in servizio. Ciò vuol dire che l’esercito russo impiegherà tre diversi tipi di MBT: T-72B3, T-90AM e T-14? In realtà le differenze tra i veicoli sono apparenti. T-72B3 e T-90AM utilizzano stessi motore e armamento. T-90AM e T-14 avranno armamento ed elettronica molto simili, ed ho il forte sospetto che il T-90AM non sia un veicolo di nuova costruzione ma piuttosto il T-90A aggiornato con sottosistemi originariamente sviluppati per il T-14. L’esercito russo non è così ricco da permettersi di sostituire tutti i suoi veicoli più vecchi con quelli più recenti. Tuttavia, gli aggiornamenti degli esistenti T-72B e T-90A aumenteranno la qualità della forza corazzata nel complesso. Inoltre, il T-72B3 è un veicolo perfettamente adeguato verso molti potenziali avversari della Russia, che non possono permettersi gli ultimi MBT, e il loro armamento e controllo del tiro li rende efficaci anche contro le minacce più moderne. La torretta Bakcha probabilmente è la stessa sviluppata per il BMD-4, dotata di un visore termico e di elettronica all’avanguardia, promettendo di migliorare l’efficacia del BMP-3. L’Aeronautica riceve decine di caccia altamente efficienti. La cosa interessante è che la Marina dovrebbe ricevere solo una fregata, anche se 12 sono state ordinate. Ciò può essere dovuto alla difficoltà nel sostituire le turbine a gas che avrebbero dovuto essere prodotte a Nikolaev, in Ucraina, con quelle nazionali.

Riferimenti:
Russia Insider
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TASS
TASS1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La NATO è molto più debole di quanto si pensi, non può combattere una guerra

Alexander Zapolskis Regnum – Russian News AgencyRussia InsiderNATO-symbol-with-flags-of-member-countriesIl termine cinese “tigre di carta” significa qualcosa che sembra forte, ma in realtà è debole. Mi sono ricordato di quando ho letto l’analisi comparativa della capacità militari russe e della NATO sulla rete polacca TVN24. Sulla carta, la NATO rispetto alla Russia è come un elefante in una gabbia. Prendete per esempio i bilanci militari: l’alleanza spende 950 miliardi di dollari l’anno, mentre la Russia ne spende meno di 90. O la forza numerica complessiva delle forze armate: 3,5 milioni la NATO contro i 766000 della Russia. L’alleanza atlantica sembra superiore alla Russia su tutti i fronti. Ma è davvero così? Dopo tutto, sulla carta, a partire dal febbraio 2014, l’esercito ucraino era il sesto più grande al mondo. Eppure fu sconfitto dalle forze di autodifesa del Donetsk, comandati da musicisti, operai e anche un fan delle rievocazioni storiche. Ma se si prendono i principali indicatori degli eserciti della NATO e li si elencano, l’immagine apparirà un po’ diversa. A prima vista, sembra buona. Ci sono 28 Paesi del blocco con una popolazione totale di 888 milioni di persone che hanno 3,9 mln di truppe, oltre 6000 aerei da guerra, circa 3600 elicotteri, 17800 carri armati, 62600 veicoli blindati da combattimento, 15000 pezzi di artiglieria, 16000 mortai, 2600 sistemi lanciarazzi multipli e 302 navi da guerra (tutte delle principali classi, compresi i sottomarini). Il trucco però è che viene incluso ciò che va oltre la NATO. Una frode contabile.
Prendete la Francia, per esempio. Le forze armate sono spesso aggiunte al totale, nonostante il fatto che il Paese si sia ritirato dalla struttura militare NATO molto tempo fa, e anche nel migliore dei casi, vi assegnerebbe un paio di corpi scheletrici, riducendo immediatamente le cifre totali di 64 milioni di persone, 654mila soldati, 637 carri armati, 6400 veicoli corazzati da combattimento, e così via. Non sembra un gran che. Anche senza i 600 cannoni francesi, la NATO ne ha ancora 14000. Ma questo è vero solo se si ignora il fatto che la maggior parte di queste armi sono fuori servizio e in deposito. L’Ucraina aveva oltre 2500 carri armati di vario tipo. Ma quando è arrivato il momento della guerra, si è scoperto che solo circa 600 erano pronti, mentre molti potevano essere attivati entro un lasso di tempo relativamente breve. I restanti erano inutili. Mi auguro che la Germania (858 carri armati e 2002 veicoli blindati da combattimento) e Spagna (456 carri armati e 1102 AFV) abbiano più cura del loro equipaggiamento in deposito, ma anche questo non cambierebbe molto. Nell’insieme le cifre sono impressionanti. Sulla carta, la NATO ha 55600 (62000 meno 6400 francesi) AFV di vario tipo, tra cui 25300 statunitensi, e di cui 20000 nei depositi da lungo tempo. Inoltre, si scopre che il maggior numero di AFV della “riserva”, 11500, si concentra in Paesi con eserciti di meno di 100000 militari. Ad esempio, la Bulgaria ha una forza di 34970 soldati e ha ereditato 362 carri armati e 1596 AFV dal Patto di Varsavia. Quindi, praticamente tutti sono nei depositi. La situazione nella Repubblica ceca è fondamentalmente la stessa. Sulla carta ha un esercito di 17930 soldati, con 175 carri armati e 1013 AFV. In breve, anche senza entrare nei meandri della logistica, delle forniture di ricambi e delle evidenti difficoltà di avere riservisti inglesi che guidano carri armati di fabbricazione sovietica T-72, si scopre che praticamente tutte le cifre su veicoli blindati e sistemi di artiglieria possono essere facilmente divise per quattro. Ciò lascia 4450 su 17800 carri armati, ma solo una metà di essi è effettivamente operativa. La seconda metà è ancora in deposito sotto uno spesso strato di paraffina, che richiede del tempo per essere rimossa. Indicativo in tal senso, ci sono voluti quattro mesi all’Ucraina per schierare l’esercito, e praticamente in condizioni ideali e senza alcuna interferenza.
L’Ucraina ci ha ricordato un’altra importante lezione. Un esercito non è solo la somma di soldati, cannoni, carri armati e veicoli blindati. L’esercito, prima di tutto, è la struttura. Eppure non tutte le forze armate nazionali dei Paesi membri sono strutturati nella NATO, ma solo circa un terzo di esse. E allora questo terzo è diviso in tre categorie molto differenti. Circa il 15 per cento delle formazioni (ad esempio dal 15 al 30 per cento degli eserciti nazionali “collegati all’alleanza”) sono le cosiddette forze d’intervento rapido. Mantengono il 75-85 per cento del personale in tempo di guerra e sono pronti a svolgere una missione di combattimento entro sette giorni dall’ordine. Un altro 25 per cento è mantenuto in stato di “prontezza operativa” (60 per cento degli effettivi in tempo di guerra), e può essere implementato in tre o quattro mesi. Il restante 60 per cento delle unità richiede non meno di 365 giorni per essere messo in allerta. Tutte le altre subunità militari dei Paesi membri sono tenute ai livelli operativi previsti nell’ambito dei programmi nazionali della Difesa. Data la costante riduzione dei bilanci militari, molti sono tenuti a livelli di forza ridotta. Ciò vale soprattutto per gli Stati dell’Europa orientale. Se 1,5 mln di statunitensi e 350000 francesi sono sottratti dai 3,6 mln di soldati attivi, ciò ne lascia 1,75 mln in cui Germania, Regno Unito e Italia rappresentano appena 654300 soldati. Gli eserciti greco e spagnolo (156600 e 128200 soldati, rispettivamente) possono essere facilmente esclusi. Vi sono anche grandi punti interrogativi sull’esercito turco (510000). Alla luce dei recenti accordi su gas e militari, Istanbul non è così ansiosa di mostrare la sua unità euro-atlantica. Così si scopre che, a parte 100000 “baionette polacche”, gli altri 500000 soldati sono forniti da 19 Stati con gli eserciti che vanno da 73.000 uomini (Romania) a 4700 (Estonia). E non dimentichiamo le Forze Armate del Lussemburgo: 900 uomini!
Si scopre che la “vecchia” NATO, rappresentata dai primi 12 Stati membri, è un’esagerata auto-promozione. Un tempo, fatti e cifre degli opuscoli NATO riflettevano la realtà. Nel 1990, dopo la caduta del muro di Berlino, la Bundeswehr da sola aveva 7000 carri armati, 8900 veicoli corazzati e 4600 cannoni. Inoltre vi erano 9500 carri armati e 5700 blindati e corazzati da trasporto truppa, 2600 sistemi d’artiglieria e 300 aerei da guerra statunitensi. Oggi non v’è ne sono più su suolo tedesco. Nel 2016, l’ultimo soldato inglese andrà a casa. Solo due scheletriche brigate senza effettivi e attrezzature, e meno di 100 aerei delle forze statunitense, vi rimangono. Nel frattempo, la Bundeswehr si è ridotta a 185500 uomini. Due volte e mezzo meno soldati dell’esercito turco, 5,2 volte meno AFV e 2,2 volte meno carri armati. Ci sono più carri armati e veicoli blindati in deposito in Polonia che in Germania! I polacchi hanno 946 carri armati e 2610 AFV rispetto ai 858 e 2002 dei tedeschi. Ironia della sorte, gli Stati baltici e dell’Est europeo hanno aderito alla NATO in primo luogo per essere sotto l’ombrello della difesa di Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Italia, e per sottrarsi dall’onere gravoso delle spese militari. Una situazione paradossale s’è affermata all’inizio del 21° secolo. L’alleanza comprende più di due dozzine di Paesi, ma la sua capacità di difesa continua a basarsi sui sogni della superiorità militare tedesca su terra e la superiorità inglese sui mari. Ad esempio, la retorica e il comportamento dei capi dei Paesi baltici sempre più aggressivi, ancora si basa sulla fiducia che se accadesse qualcosa, tutti gli 800 panzer tedeschi si affretterebbero a difesa, per esempio, di Vilnius.
Drastici cambiamenti hanno avuto luogo nella NATO negli ultimi 15 anni. Bruxelles fondamentalmente ammette con tante parole che: le risorse disponibili del blocco basteranno solo per due tipi di missioni: partecipazione limitata in un’operazione umanitaria (cioè senza l’azione militare) e operazioni per far rispettare l’embargo; e nel secondo caso solo verso un Paese piccolo e debole, non la Russia. Anche missioni come l’evacuazione di civili, il sostegno a un’operazione antiterrorismo e dimostrazioni di forza non sono più possibili, sia per le limitate capacità delle proprie forze che per le inaccettabili perdite pesanti. Riguardo la “gestione delle crisi” e le missioni d'”intervento diretto”, sono oltre la capacità del blocco. Sì, negli ultimi dieci anni la NATO è stata coinvolta in numerose operazioni militari. Iraq, Afghanistan, Medio Oriente. Ma in realtà, solo le forze USA hanno combattuto ovunque. Le forze NATO sono state solo “presenti”. Il trucco era che Germania e Regno Unito hanno naturalmente inviano piccoli contingenti in Afghanistan, ma si trattava fondamentalmente di addestrare in quelle guerre lituani, lettoni, estoni, cechi, polacchi ed altri “partner”: un plotone qui, una compagnia o un battaglione lì, quanto basta per condurre le missioni di combattimento al posto di tedeschi e inglesi. Ciò risponde anche alla domanda che infastidisce sempre più gli ucraini. Perché USA e NATO promettevano tante belle cose lo scorso inverno, ma l’Ucraina ancora combatte per conto suo? E’ semplice. La NATO esiste sulla carta non nella realtà. L’ex-potenza militare può essere ripristinata? Certamente, ma solo abbassando gli standard di vita europei del 20-25 per cento. La Difesa ha un prezzo. Non produce nulla, ma consuma molto sia direttamente, sotto forma di spesa di bilancio per la manutenzione e la gestione, che indirettamente, deviando personale dal settore privato, dove sono contribuenti, per divenire “consumatori fiscali”. I Paesi dell’UE non sono entusiasti di una tale prospettiva. I membri di nuova ammissione della NATO hanno voluto unirsi all’alleanza proprio per non pagare i propri eserciti e avere l’esercito di qualcun altro a proteggerli, tedesco o portoghese. Ma i portoghesi non desiderano rinunciare a pane e burro per difendere i Paesi baltici, che pochi europei possono trovare su una mappa. E’ il momento per gli Stati baltici e l’Ucraina, tra gli altri, di affrontare la realtà. La NATO è una tigre di carta preoccupata dai suoi problemi interni. Tutto il resto è solo protagonismo per le telecamere.main_clip_image007Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia potenzia la Difesa

I piani militari russi per acquistare 100 aerei e 600 blindati all’anno
Sputnik 10/12/2014

I militari russi hanno ricevuto 38 missili balistici intercontinentali, 250 velivoli, 280 blindati e oltre 5000 autoveicoli nel 2014, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale.179630585Il ministero della Difesa russo ha in programma di acquistare 100 aerei da combattimento, 120 elicotteri, 30 navi da guerra e 600 blindati all’anno nei prossimi cinque anni, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale Valerij Gerasimov. “Entro la fine del programma di riarmo del 2021 la quota di armi moderne nelle Forze Armate sarà del 70-100%“, ha detto Gerasimov a un incontro con gli addetti i militari stranieri assegnati a Mosca. Gerasimov ha detto che l’esercito russo aveva ricevuto 38 missili balistici intercontinentali, 250 velivoli, 280 veicoli blindati e oltre 5000 autoveicoli nel 2014. Il capo dell’esercito ha aggiunto che quattro reggimenti della difesa aerea sono stati riarmati con avanzati sistemi di difesa aerea e due brigate missili con missili balistici Iskander-M. Secondo Gerasimov, la marina russa ha commissionato il sottomarino d’attacco nucleare Jasen della classe Severodvinsk, il sottomarino diesel-elettrico Novorossijsk della classe Varshavjanka, due corvette classe Buyan, così come tre mezzi d’assalto anfibio e una motovedetta.
La Russia attua un ambizioso programma di riarmo da 20 trilioni di rubli (circa 368 miliardi di dollari), che dovrebbe terminare nel 2020. Il programma fa parte della grande riforma militare del 2008, che prevede anche un significativo ridimensionamento delle forze armate, della leva e un aumento dei soldati professionisti.

La Russia potenzia la Difesa
Sputnik 10/12/2014

Stati Uniti, Paesi europei e NATO non sono disposti a garantire che lo scudo missilistico degli Stati Uniti non sarà usato contro la Russia, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale russo.GerasimovI Paesi occidentali cercano di ridurre la potenza della difesa della Russia attraverso la costruzione dello scudo antimissile USA e altre misure, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale russo, Generale Valerij Gerasimov. “Hanno scelto d’espandere lo scudo missilistico globale degli USA come principale contromisura“, ha detto, aggiungendo che il potenziale difensivo di questo sistema “è di molte volte superiore al necessario per contrastare le esistenti e potenziali minacce missilistiche all’Europa“. “Allo stesso tempo, nonostante le nostre numerose proposte, Stati Uniti, Paesi europei e NATO in generale, non sono disposti a garantire che non venga usato contro la Russia“, ha detto Gerasimov. La Russia ha ripetutamente espresso preoccupazione per l’ampliamento dello scudo della difesa antimissile globale degli Stati Uniti, che la NATO sostiene sia volto a contrastare le minacce da Corea democratica e Iran. Le relazioni tra Russia e occidente si sono deteriorate negli ultimi mesi per la crisi ucraina. L’occidente ha accusato Mosca d’interferire negli affari interni ucraini, accusa ripetutamente negata dalla Russia. La NATO, che comprende la maggior parte dei Paesi europei così come Stati Uniti e Canada, ha chiuso ogni collaborazione con la Russia in aprile e potenziato la presenza militare alle frontiere russe. I Paesi occidentali cercano di trasformare l’Ucraina in fonte d’instabilità contro gli interessi geopolitici della Russia e l’integrazione post-sovietica, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale russo. Secondo il Generale Valerij Gerasimov l’occidente “cerca di trasformare l’Ucraina in fonte d’instabilità a lungo termine per danneggiare direttamente gli interessi geopolitici della Russia e l’integrazione dello spazio post-sovietico“. Secondo Gerasimov, l’occidente cerca di dare l’immagine della Russia come “aggressore dell’Ucraina“.
Nel discorso annuale all’Assemblea federale del 4 dicembre, il Presidente Vladimir Putin aveva dichiarato che la Russia ha sempre sostenuto l’Ucraina come “nazione sorella“, e che tale posizione non cambierà.

La NATO giustifica la concentrazione militare presso la Russia con delle ‘favole’
Sputnik 10/12/2014

Il Capo di Stato Maggiore Generale russo ha detto che la NATO inventa “favole” per giustificare le sue attività militari al confine russo.vladimir-putin-valerij-gerasimov-1352500133-228346La NATO inventa “favole” per giustificare le sue attività militari intensificate ai confini russi, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale russo, Generale Valerij Gerasimov. Le “forze aeree, terrestri e navali dell’alleanza hanno intensificato le attività in Polonia, Baltico e Mar Nero“, ha detto. “Le esercitazioni militari giustificate con fiabe sulla ‘minaccia da est’ si sono intensificate“, ha aggiunto. Le relazioni tra Russia e NATO si sono deteriorate con la crisi in Ucraina, mentre l’alleanza accusa Mosca d’ingerenza negli affari interni ucraini, accusa che la Russia ha ripetutamente negato. Dopo la riunificazione della Crimea alla Russia a marzo, la NATO ha rafforzato la presenza militare in Polonia e nelle repubbliche baltiche di Lettonia, Lituania ed Estonia. Ad aprile, l’alleanza ha cessato ogni cooperazione con la Russia, limitando il contatto agli ambasciatori. Mosca ha ripetutamente espresso preoccupazione per l’espansione del blocco in Europa orientale. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha più volte descritto l’espansione della NATO come un errore che mina la stabilità europea. La leadership dei Paesi occidentali è direttamente coinvolta nel rovesciamento dei governi legittimi di numerosi Paesi creando preoccupazione, ha detto il Capo di Stato Maggiore Generale dell’Esercito russo, Generale Valerij Gerasimov. “Quest’anno ci sono stati continui tentativi d’interferenza negli affari interni di numerosi Stati sovrani utilizzando il formato della cosiddetta rivoluzione colorata“, ha detto Gerasimov a un incontro con gli addetti militari di diversi Paesi. Secondo la valutazione del generale russo, “l’interesse pubblico e il coinvolgimento diretto della leadership politica dei principali Paesi occidentali nel rovesciare poteri statali legittimi utilizzando qualsiasi metodo, non può non suscitare una nostra seria preoccupazione“. All’inizio di dicembre, il Presidente Vladimir Putin ha detto nel suo discorso annuale all’Assemblea federale russa che gli Stati Uniti, “direttamente o dietro le quinte” danneggiano sempre le relazioni della Russia con i vicini, aggiungendo che “a volte non è chiaro con cui parlare: alle autorità del Paese o direttamente ai mandanti degli Stati Uniti“.
Il 22 febbraio v’è stato un cambio di governo in Ucraina, la cui legittimità è stata respinta dai residenti delle regioni del sud-est dell’Ucraina. La situazione in Ucraina è esplosa quando Kiev ha lanciato l’operazione militare nel sud-est del Paese. Dall’inizio del conflitto ucraino, gli Stati Uniti hanno sostenuto il nuovo governo di Kiev. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha ripetutamente affermato che le autorità statunitensi non contribuiscono a risolvere la crisi ucraina, ma solo ad alimentarla spingendo Kiev verso un ulteriore confronto con le regioni del sud-est.

Ramzan Kadirov: le intelligence occidentali hanno finanziato l’attacco terroristico in Cecenia del 4 dicembre
Fort Russ

2007-9-11-rmamn74111884-copyIl leader della Cecenia Ramzan Kadirov sospetta dei finanziamenti degli organizzatori dell’attacco terroristico a Groznij nel suo post su Instagram: “Io so i nomi di quasi ogni agente di polizia in servizio in Cecenia. Soprattutto dei soldati delle forze speciali. So il loro stato civile. Sono tutti miei fratelli. Pochi giorni fa nel corso della liquidazione di una banda terrorista, 14 miei compagni sono morti. Considero la morte di persone molto vicine, come la morte di miei fratelli. Avevo affermato che le famiglie dovrebbero essere responsabili dei crimini dei loro figli, se non li fermano o non contattano la polizia. Kaljapin protegge i banditi e i loro parenti. In Cecenia sono responsabile dei diritti umani. Né Kaljapin o chiunque altro ha fatto un solo passo per aiutare le famiglie dei soldati morti, mai s’è chiesto quanti bambini sono orfani, se hanno un tetto sulla testa. Le autorità dispongono di informazioni sui finanziamenti delle agenzie d’intelligence occidentali ad Ahmad Umarov e trasferiti ai banditi da un uomo di nome Kaljapin. Si deve sapere se effettivamente costui sia lo stesso Kaljapin. E se confermato, ritenerlo responsabile. Non permetterò a nessuno, con qualsiasi maschera, di sostenere i banditi. Non m’interessa quale passaporto abbia in tasca, e da quale ambasciata sia compensato. Ho la responsabilità di proteggere la sicurezza del popolo e lo farò, a costo di mettere l’intero occidente e i suoi servi a testa in giù!
Il 4 dicembre 2014, un gruppo di sconosciuti su tre veicoli ha attaccato un posto di controllo del traffico a Groznij. I terroristi erano entrati in una tipografia e una scuola. Durante l’operazione d’eliminazione degli estremisti, 14 agenti di sicurezza sono stati uccisi e 28 feriti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

MiG-35: l’aereo che non morirà

Rakesh Krishnan Simha RBTH 30 maggio 2014

Il jet da combattimento multiruolo MiG-35, rifiutato dall’India, si appresta a compiere un atterraggio spettacolare in Egitto, nell’ambito dell’offensiva diplomatica di Mosca in Medio Oriente.

3576Il russo MiG-35, in stallo nel concorso per il caccia multiruolo per l’India del 2010, probabilmente volerà nei cieli egiziani. Mosca e Cairo starebbero lavorando su un accordo da 3 miliardi di dollari per la fornitura al Paese strategicamente importante di tra l’altro 24 avanzati caccia MiG-35. La vendita del MiG-35, discussa durante la visita della delegazione militare russa in Egitto ad aprile, è uno sviluppo significativo delle relazioni tra Cairo e Mosca. Mikhail Rijabov esperto militare del team di consulenza militare russa durante la guerra arabo-israeliana del 1973, ha detto ad al-Ahram Weekly: “Le offerte saranno attuate nel prossimo futuro. C’è un accordo tra Cairo e Mosca. Poiché l’Egitto era governato da un governo ad interim, l’accordo è verbale invece che su carta. I russi puntano su un Feldmaresciallo Abdel-Fatah al-Sisi vincente alle elezioni per attuare l’accordo all’inizio del suo mandato. Al-Sisi veleggia verso il potere questo mese.” Il campo di applicazione dell’accordo potrebbe allargarsi includendo ulteriori equipaggiamenti per la difesa come gli elicotteri da combattimento Mi-35, missili anticarro e sistemi di difesa costiera.

Il velivolo
L’aeronautica egiziana, in gran parte basata sugli obsoleti jet F-16 degli USA, probabilmente sarà entusiasta di ricevere il nuovo caccia da superiorità aerea russo. Il nuovo MiG, presentato nell’air show di Bangalore del 2007, è un velivolo multi-ruolo con buone capacità ognitempo nelle missioni aria-aria e d’attacco di precisione contro obiettivi terrestri. La versione per l’esportazione sarà equipaggiata con il radar a matrice a scansione elettronica attivo (AESA) Zhuk-AE, ed è compatibile con sistemi d’arma russi e occidentali. Mentre i suoi detrattori dicono che i MiG-35 sia solo un MiG-29 rinnovato, in realtà il MiG-35 è un aereo notevolmente migliorato, il 30 per cento più grande e classificato come jet da combattimento di 4.ta++ generazione. Non solo è un asso nel dogfight in grado di neutralizzare aerei d’attacco e missili da crociera, ma può distruggere obiettivi di superficie a distanza e può anche condurre missioni di ricognizione. Può anche avere alcune caratteristiche stealth per via dell’uso di materiali compositi. Inoltre, non è più un figliastro dei militari russi. Secondo il comandante dell’aeronautica russa Generale Aleksandr Zelin, fino a quando il caccia stealth PAK-FA sarà introdotto, l’esercito russo utilizzerà i nuovi caccia multiruolo MiG-35D per fronteggiare l’ultimo aereo stealth statunitense F-35. “Non abbiamo rinunciato ai velivoli leggeri MiG-35D, ma punteremo al PAK-FA in futuro”, ha detto il Generale Zelin. La Russia ha firmato un contratto da 473 milioni di dollari per 16 caccia MiG-35 da consegnare dal 2016. Secondo l’United Aircraft Corporation, la società prevede che circa 100 caccia MiG-35 saranno prodotti “nel breve termine”.

Dogfight mediorientale
Se la vendita andrà in porto, sarà un evento d’importanza strategica perché segnerà il ritorno della Russia nel Medio Oriente dopo 40 anni di deserto diplomatico. Nel 1972, l’allora presidente egiziano Anwar Sadat espulse oltre 17000 consiglieri militari sovietici dal Paese e aderì all’alleanza impopolare con Stati Uniti e Israele. Non solo l’accordo indica che l’influenza statunitense nella regione s’indebolisce, ma dal punto di vista della Russia sarebbe un altro successo dopo la Siria e la Crimea, nel suo braccio di ferro strategico con l’occidente. Secondo gli analisti strategici Yiftah Shapir, Zvi Magen e Gal Perel dell’Istituto di studi sulla sicurezza nazionale israeliano, “la Russia ha designato il Medio Oriente come un altro fronte nella lotta globale contro l’occidente, in parte  bilanciando le pressioni in Europa orientale… La Russia quindi ha un interesse preciso nel vendere armi all’Egitto, in quanto potrebbe migliorarne significativamente la posizione internazionale ed essere il degno esempio per gli altri Paesi della regione dell’espansione della cooperazione“. Gli israeliani credono che l’accordo sarà una grave sconfitta politica e diplomatica degli Stati Uniti in Medio Oriente, un rifiuto diretto a Washington. Un analista locale l’ha descritto come il possibile  caso di “Obama che cede l’Egitto a Putin“.

2985Cairo in bancarotta, chi paga?
L’Egitto è a pochi passi dal disastro finanziario. Da quando i russi se ne andarono negli anni ’70, i requisiti per la Difesa del Paese furono affidati agli Stati Uniti. Tuttavia, nell’ottobre 2013 gli USA dissero che avrebbero “ricalibrato” gli aiuti per la Difesa dell’Egitto sospendendone una parte secondo una disposizione legale statunitense che vieta di vendere armi ai regimi che arrivano al potere con un colpo di Stato militare. In tale contesto, la capacità dell’Egitto di auto-finanziare tali acquisti è dubbia. Mentre Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti sarebbero disposti a pagare i MiG, la grande domanda è, sarà vero? Entrambe le dittature del Golfo sono fermamente nel campo statunitense, ma ultimamente cercano di ricucire con Mosca. I sauditi, che apertamente sostengono i fondamentalisti islamici in Siria nel tentativo di rovesciare il Presidente Bashar Al-Assad, si sentirono frustrati quando gli Stati Uniti ci ripensarono e decisero di non attaccare la Siria. L’Arabia Saudita è anche preoccupata dalle aperture statunitensi verso l’acerrimo nemico Iran. Rafforzare l’Egitto, l’unico Paese arabo (ora che l’Iraq è neutralizzato) che può essere un baluardo contro i temuti persiani, è quindi nell’interesse di Riyadh. Tuttavia, se i finanziamenti in petrodollari non passano, ciò non significa che Mosca mollerà tale opportunità strategica. L’azienda di esportazioni di armamenti russa Rosoboronexport piazza vendite in tutto il mondo, utilizzando finanziamenti agevolati garantiti dal governo russo. Sergej Tshimisov, funzionario per gli armamenti russo, ha detto al giornale kuwaitiano al-Ray che Mosca è pronta a essere “molto flessibile” nei pagamenti essendo interessata a consolidare i rapporti con Cairo.

Occasione mancata?
Quando il MiG-35 fu offerto all’India, il problema principale dell’aeromobile era la mancanza di sostegno statale al programma. Ciò funse da ostacolo nel garantire ordini esteri. La manutenzione è il secondo problema. Il tempo fra le revisioni del motore era di almeno 2000 ore e la vita totale era di 4000 ore, ma l’RD-33 non soddisfaceva questi parametri, secondo una fonte di Kommersant. Entrambi i problemi sono ora sistemati e l’aereo è pronto per il decollo. La Serbia è un’altra nazione che ha firmato per l’aeromobile. La domanda è, l’India rimpiangerà di non aver acquistato il MiG-35, che costa solo 30-40 milioni di dollari per unità rispetto al Rafale prezzato oltre 100 milioni di dollari, in aumento.

AIR_MiG-35D_5oclock_lgTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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