Il ministro della Difesa della Russia visita i Caraibi

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 16/02/2015b22824Il ministro della Difesa russo Sergej Shojgu ha compiuto una visita in America Latina l’11-14 febbraio in Venezuela, Nicaragua e Cuba, Paesi con relazioni alleati stabili con la Russia nel campo della cooperazione militare. Ha firmato un accordo sulle esercitazioni militari congiunte in Venezuela. Russia e Nicaragua hanno firmato un accordo intergovernativo sulla procedura semplificata per le visite di navi da guerra della Marina russa nei porti del Nicaragua. Un accordo per lo sviluppo della cooperazione tecnico-militare è stato concluso durante la visita a Cuba. Ma il viaggio nel “Triangolo Caraibico” aveva un significato politico assai maggiore degli accordi di cooperazione militare. A Caracas, Managua, Habana e America Latina in generale ciò è stato visto come manifestazione di solidarietà. Non poteva essere altrimenti, mentre gli Stati Uniti fanno ancora pressione sull’America Latina, intensificando la sovversione con le “rivoluzioni colorate”, per rovesciare governi legali. I leader di Venezuela, Nicaragua e Cuba dicono spesso che gli Stati Uniti usano l’intero arsenale delle guerre clandestine: dalla guerra dell’informazione alla creazione di cellule terroristiche e ai complotti volti ad eliminare fisicamente i leader dei Paesi nel mirino di Washington, come primi obiettivi. La visita di Shoigu a Caracas è coincisa con la divulgazione della cospirazione contro il governo del Venezuela tra le fila dell’aeronautica. Ufficiali attivi e in pensione aveano pianificato di attaccare obiettivi nella capitale: il palazzo presidenziale di Miraflores, gli edifici del Ministero della Difesa, del Servizio di Sicurezza (Sebin), del Ministero degli Esteri e dell’Ufficio del Procuratore Generale. I cospiratori volevano usare un aereo Tucano, progettato per combattere la guerriglia, che doveva decollare dalle isole Curaçao o Aruba dove vi sono basi operative avanzate (FOL) degli USA e la CIA conduce un’intensa attività. L’attacco era previsto mentre l’opposizione radicale avrebbe organizzato manifestazioni permettendo ai suoi capi di approfittare del caos nel Paese e prendere il potere. Questa volta la strategia della “creazione del caos” è fallita. I militari rimangono fedeli al regime bolivariano che gode di un forte sostegno sociale. In queste circostanze l’effetto stabilizzante della visita di Shojgu era evidente: il ministro ha dimostrato che Mosca non ha dubbi sul fatto che la posizione del Presidente Maduro sia solida e che il Venezuela rimane partner strategico affidabile nella regione dei Caraibi. La Russia fa del suo meglio per aumentare il potenziale della Difesa del Venezuela e degli altri alleati nei Caraibi. Continuerà a farlo. I media occidentali hanno definito il viaggio latinoamericano del ministro russo “un atto di pressione diplomatica sugli Stati Uniti”, anche se Shojgu non ha mai detto nulla a sostegno di tale affermazione durante il viaggio. Mosca sottolinea costantemente che la cooperazione militare bilaterale con i partner non è mai rivolta contro altri Paesi, anche se il capo della Difesa russa non ha detto nulla su ciò; la cooperazione militare è interpretata dai media occidentali come segno di pressione politica sugli Stati Uniti. Parlano di “pressione mentre gli Stati Uniti scatenano una propaganda intensa a sostegno dell’invio di armi all’Ucraina. Tali azioni non possono che spingere Mosca ad opporvisi. L’occidente deve capirlo”.
shoygu-canal-ni-2015 A Managua, un’altra tappa, il ministro ha firmato un accordo intergovernativo sulla procedura semplificata per la visite delle navi da guerra della Marina russa nei porti del Nicaragua e una serie di altri documenti sulla cooperazione tecnico-militare. Durante la visita in Nicaragua, il ministro della Difesa russo ha aperto un centro topografico, il cui equipaggiamento è fornito e installato da specialisti russi. Gli esperti sottolineano l’incremento tangibile della presenza russa nel Paese, in particolare con i piani per la costruzione del canale di Nicaragua, un altro passaggio che collega Atlantico e Pacifico, oltre al canale interoceanico controllato dagli statunitensi. La Cina svolge il grosso del lavoro. Secondo i media, la Russia sarà responsabile della protezione del gran canale. In nessun modo gli Stati Uniti rimarranno in disparte. Il governo sandinista deve vigilare al massimo. Il Presidente Daniel Ortega ha approfittato della visita di Shojgu per esprimere le sue opinioni sugli attuali eventi internazionali. Secondo lui le attività degli Stati Uniti sono la ragione principale della crisi economica mondiale che danneggia gli stessi Stati Uniti, così come l’Europa. Ortega ha sostenuto la Russia nei suoi sforzi per risolvere pacificamente la crisi in Ucraina. Secondo lui, l’occidente è responsabile del degrado di tale Paese. Ha detto, “Noi tutti abbiamo visto in diretta TV la scandalosa marcia dei fascisti verso il colpo di Stato. Ci aspettiamo che le nuove proposte presentate dalla Federazione Russa e dal Presidente Putin ripristino la pace nella regione”. Il viaggio di Shojgu è stato tempestivo. L’amministrazione statunitense ha messo a punto iniziative volte a riavvicinare l’Avana. Il momento giusto per definire chiaramente i veri obiettivi perseguiti dagli Stati Uniti e le minacce poste al “socialismo dal volto umano” e sul futuro delle relazioni Russia-Cuba. Fidel Castro ha detto che i cubani ancora non si fidano degli Stati Uniti e si atterrà alle politiche che perseguano propri interessi. Queste parole forniscono un indizio per capire l’approccio di Havana al dialogo USA-Cuba. Il messaggio di fondo è lo stesso: c’è la minaccia di essere colpiti alle spalle dalla “quinta colonna” promossa dalla CIA, con l’aiuto di organizzazioni non governative, blogger e intensa propaganda “anti-Castro”. Gli esperti ritengono che gli Stati Uniti radunano i dissidenti cubani per organizzare un colpo di Stato dell’isola. Ma la leadership cubana ha accumulato una ricca esperienza nel contrastare la sovversione dei servizi speciali degli Stati Uniti. Senza dubbio, la visita del ministro della Difesa della Russia ha dato nuovo impulso allo sviluppo della cooperazione militare Russia-Cuba. A L’Avana l’ordine del giorno comprendeva molte questioni e molti dettagli sono ignoti alla stampa. E’ importante notare che le questioni discusse comprendevano l’invio di nuovi sistemi d’arma, l’ammodernamento dell’arsenale fornito dall’URSS e l’addestramento di personale cubano nelle accademie militari russe. Incontrando Raul Castro, Presidente del Consiglio di Stato e Presidente del Consiglio dei Ministri cubani, Shojgu ha sottolineato che lo sviluppo dei rapporti militari è in pieno svolgimento. Il Ministro della Difesa ha aggiunto che Russia e Cuba sviluppano la cooperazione militare e tecnica. “Siamo grati a Cuba per accogliere le navi della Marina russa a L’Avana. La Russia è interessata ad espandere la cooperazione navale“, ha detto Shojgu, ringraziando Castro per la calorosa accoglienza della delegazione russa. Raul Castro ha molto apprezzato la cooperazione militare con la Russia. Ha detto che quest’anno gli equipaggi cubani parteciperanno ai biathlon dei carri armati che si terranno in Russia così come ai giochi militari internazionali, al forum tecnico-militare “Army-2015“, previsto per il 16 – 19 giugno, e alla conferenza annuale sulla sicurezza internazionale.
Le coste caraibiche comprendono i territori di Messico, America centrale e settentrionali del Sud America. Sono sempre state considerate dagli Stati Uniti un lago interno. Ma i tempi cambiano. Non importa quanto dica Obama sull’eccezionalismo statunitense e la sua leadership globale in questo secolo, gli Stati Uniti non riescono a mantenere lo status quo. La presenza di Cina, Russia e Brasile è sempre più forte; è una tendenza. Gli Stati dei Caraibi, così come dell’America Latina, si volgono ai poli del potere alternativi. Gli Stati Uniti cercano di affermare la propria leadership con attentati, terrorismo di Stato, spargimento di sangue e torture, venendo percepiti come un Moloch bellicoso e nemico dell’uomo.

62706Ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sventato un piano golpista contro il Venezuela

Uno scenario privo di “coincidenze”
Alessandro Lattanzio, 15/2/2015

Ho incontrato i venezuelani colpiti dall’oppressione del loro governo, per sottolineare il nostro impegno a promuovere i diritti umani nel mondo“.
Vicepresidente degli Joe Biden dopo aver incontrato la moglie di un golpista venezuelano, il 12 febbraio 2015.

Nicolas-MaduroIl Presidente del Venezuela Nicolas Maduro, denunciava il 12 febbraio un gruppo di ufficiali dell’aeronautica per aver programmato un golpe che prevedeva l’impiego di aerei d’assalto EMB 314 Super Tucano. Il Presidente Maduro aveva dichiarato “Il governo degli Stati Uniti è dietro ai piani di destabilizzazione e ai colpi di Stato contro il Venezuela. … Abbiamo smantellato, sventato un tentativo di colpo di Stato contro la democrazia e la stabilità del nostro Paese. Questo era un tentativo di utilizzare un gruppo di ufficiali dell’aeronautica militare per provocare un attacco, un colpo di Stato armato. I gruppi fascisti che promuovono i piani golpisti contro la Rivoluzione Bolivariana saranno sconfitti dalla coscienza e dalla mobilitazione del nostro popolo“. Il 2 febbraio, Maduro aveva detto che “La potenza imperiale del nord è entrata in una pericolosa fase di disperazione, annunciando ai governi del continente il rovesciamento del mio governo. Io accuso il vicepresidente Joe Biden di tale complotto. Ci sono diplomatici statunitensi in Venezuela che arruolano ufficiali per tradire il loro Paese, e cercano di influenzare i leader politici socialisti, gli opinionisti e gli imprenditori per provocare un sanguinoso colpo di Stato contro il Venezuela bolivariano“.
Il piano, denominato Operazione Gerico, era previsto per il 13 febbraio e prevedeva la diffusione di un manifesto che invocava un governo di transizione e successivamente un aereo Super Tucano avrebbe bombardato la cerimonia di commemorazione della battaglia di La Victoria, la sede governativa di Caracas, il quartier generale dei servizi segreti militari del Venezuela (DIM), Plaza Venezuela, la stazione della metropolitana al centro di Caracas, il Ministero della Difesa, il Ministero della Giustizia, la sede del Consiglio Nazionale Elettorale, il municipio di Caracas occidentale, gli uffici del pubblico ministero del Venezuela e dei maggiori funzionari governativi. Nello stesso tempo sarebbero esplosi tumulti di piazza nella capitale e in altre città della nazione. Il Presidente Maduro aveva riferito che gli ufficiali dell’aeronautica erano finanziati dal governo degli Stati Uniti, tramite un gruppo di Miami, per effettuare il golpe articolato in tre fasi:
1. Pubblicazione del “Programma del governo di transizione”, che definiva i piani del governo golpista: scioglimento delle autorità pubbliche, privatizzazione di Petroleos de Venezuela, richiesta di stanziamenti al Fondo monetario internazionale, avviare un nuovo processo di privatizzazione.
2. Attacco con aerei Super Tucano, “L’obiettivo era il Palacio de Miraflores o altri edifici governativi, compresa la sede di Telesur. L’attacco doveva essere effettuato con un aereo EMB-312 Super Tucano proveniente dall’estero, essendo quelli venezuelani in riparazione“.
3. “Un video in cui un generale golpista, condannato e reo-confesso, riferiva che la forze armate si erano rivoltate contro il Presidente Nicolas Maduro e l’avevano rovesciato“. Il generale era Oswaldo Sánchez Hernández. Tale video sarebbe stato trasmesso da CNN, Reuters, AP e altre agenzie di stampa.
Il golpe sarebbe rientrato in un’escalation di quattro tappe: assalto economico, dibattito internazionale su una presunta crisi umanitaria, colpo di Stato politico contro il governo e infine golpe militare per installare un governo di transizione. Il 3 febbraio, il gruppo dei 17 golpisti aveva ricevuto i visti dal dipartimento di Stato degli USA per poter organizzare negli Stati Uniti il golpe per rovesciare Maduro. Tramite un gruppo di Miami, Washington versò una grossa somma in dollari, effettuò diverse missioni e consegnò i visti per gli Stati Uniti ai golpisti, cui l’ambasciata degli USA disse che, se il golpe falliva, “potevano entrare negli USA da qualsiasi punto“.
Il Presidente ringraziava gli ufficiali che avevano sventato il golpe, “Voglio ringraziare i giovani ufficiali, le agenzie d’intelligence, per essere stati capaci di sventare tale tentativo di golpe contro il nostro Paese. Volevano altri morti a Caracas e nel paese durante le manifestazioni della destra“.
AIR_EMB-314_Drakos_Colombia_lg Il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello, dettagliava il piano golpista, denominato operazione “Hit Blue“, che coinvolgeva i deputati di destra Maria Corina Machado, finanziata dall’USAID; Leopoldo Lopez, collegato all’ex-narco-presidente colombiano Alvaro Uribe Velez e la cui moglie aveva incontrato il vicepresidente degli USA Joe Biden il 12 febbraio; Julio Borgues, fondatore del partito anti-chavista Primero Justicia; il sindaco di Caracas Antonio Ledezma, legato al terrorista Lorent Gómez Saleh, che al momento del golpe si sarebbe recato al quartiere de La Cadelaria, roccaforte elettorale dell’opposizione antibolivariana, dove avrebbe detto alla popolazione di abbandonare le case perché “sarebbero state bombardate” assieme alla sede di TeleSUR; l’affarista e politico Parsifal D’Sola; Pedro Mario Burelli, collegato a Peter Ackerman, discepolo del teorico delle rivoluzioni colorate Gene Sharp; il generale di brigata Oswaldo Sánchez Hernández; il capitano Jose Noguera, coordinatore della congiura; i tenenti José Antich Ricardo Zapata, Peter Alexander Moreno Guevara, Henry Javier Salazar Moncada ed Eduardo Figueroa Marchena, quest’ultimo latitante a Panama; l’ex-tenente Luis Calderon; l’ex-generale Angelo Vivas, che chiedeva la creazione di unità armate dell’opposizione, l’istituzione di un “governo di transizione” e invitava a prepararsi “a una guerra all’ultimo sangue“; la giornalista Patricia Poleo, che fungeva da collegamento con gli USA; Andreina Stephanie Carrillo Torres e un tale “El Viejo”. Cabello riferiva anche che un uomo, identificato come Jesus Carmona Álvaro Rodríguez, doveva assassinare il presidente venezuelano nella città di Valencia, Stato di Carabobo. Il SEBIN (l’intelligence venezuelana) aveva sequestrato uniformi, armi come fucili statunitensi AR-15, una pistola HK e granate, computer, video sul complotto e la proclamazione del golpe.
Il 5 febbraio, l’ambasciata tedesca in Venezuela avvertiva i cittadini tedeschi in Venezuela d’adottare una serie di “precauzioni di fronte alla crisi“. La dichiarazione è stata firmata dall’incaricato d’affari Joerg Polster, suggerendo che diplomatici e servizi segreti tedeschi fossero a conoscenza del piano golpista sostenuto dagli Stati Uniti.
Il 13 febbraio, l’Alto Comando Militare guidato dal ministro del Potere Popolare per la Difesa, Vladimir Padrino López, ribadiva sostegno incondizionato al Presidente Nicolas Maduro, in relazione al piano golpista steso da alcuni ufficiali. “L’Alto Comando Militare ribadisce pieno sostegno e fedeltà assoluta al Presidente Nicolas Maduro, e ribadisce l’impegno verso Costituzione, Popolo e Plan de la Patria. Ribadiamo il rifiuto netto delle Forze Armate Nazionali Bolivariane (FANB) al piano di un piccolo numero di soldati che non rappresenta i sentimenti dell’istituzione militare (…) Le FANB sono monolitiche e unite nel rispetto della democrazia e respingono ogni barbarie contro Popolo e Paese“. Padrino López affermava che tali atti destabilizzanti “rafforzano i principi e valori che ci indicano la strada giusta, senza retrocedere dalle conquiste raggiunte. Abbiamo le istruzioni del comandante in capo e sappiamo cosa fare per la Difesa del territorio nazionale. Un Paese non si costruisce con la violenza e il risentimento, ma con la giustizia, la cooperazione e la comprensione”.
Gli Embraer EMB 314 Super Tucano, o A-29, sono dei velivoli a turboelica in grado di trasportare, sui cinque piloni subalari e sotto la fusoliera, 1500 kg di armamenti, tra cui 2 mitragliatrici da 12,7 mm FN Herstal con 200 colpi, missili aria-superficie AGM-65 Maverick, razzi, bombe, 4 missili aria-aria AIM-9 Sidewinder, MAA-1 Piranha o Python-3/4.

Nicolas-Maduro-en-ascenso-militar-Venezuela-800x533Riferimenti
Contrainjerencia
Contrainjerencia
Correo del Orinoco
Correo del Orinoco
Correo del Orinoco
Global Research
Nsnbc
PSUV

TeleSur

Armi e uomini per una rivoluzione colorata in Venezuela

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 17/11/2014b07f0e52d6d25c62a2e6043bec20ca7eRapporti sui media latino-americani segnalano con allarmante regolarità sequestri da parte delle forze dell’ordine di grandi quantità di armi di fabbricazione USA. Tali eventi sono sempre più frequenti in Bolivia, Ecuador, Nicaragua e Argentina, Paesi che l’amministrazione Obama considera ostili. Ma il più delle volte, la notizia della scoperta di depositi clandestini di armi proviene dal Venezuela. Rovesciare quel regime bolivariano è uno degli obiettivi strategici di Washington, e le agenzie d’intelligence degli Stati Uniti utilizzano diversi canali per occultare armi di piccolo calibro, munizioni ed esplosivi nel Paese, in previsione dell’ora stabilita, l’“ora X”. Cartelli della droga controllati da CIA e DEA sono spesso utilizzati come copertura per tali operazioni, così come gruppi paramilitari colombiani creati per combattere FARC e ELN. Una volta che la violenza in Colombia ha cominciato a placarsi, gli statunitensi reindirizzarono i paramilitari nel teatro di combattimento in Venezuela. Una flotta di piccoli aerei è stata creata dalla CIA, per continuare a rifornire gli Stati Uniti di droga da Sud e Centro America. Tali aerei sono utilizzati anche per trasportare piccole quantità di armi e munizioni nelle regioni più remote del Venezuela, in particolare negli Stati di Apure, Amazonas e Bolivar dove sono stati creati dei depositi segreti. Ma il Venezuela ha una legge che impone al Paese di difendere lo spazio aereo, e i piloti dell’Aeronautica venezuelana rintracciano gli aerei che violano tale statuto. L’ultimo di tali aerei di fabbricazione statunitense, un Re-200, è stato abbattuto ai primi di novembre nello Stato di Apure, al confine con la Colombia, dove alcuni degli aerei utilizzati dalla CIA per operazioni speciali sono raggruppati presso basi militari statunitensi. E ci sono molte più armi oltre a quelle nei depositi segreti. José Guillen, capitano della Guardia Nazionale Bolivariana, è stato ucciso il 17 marzo nella città di Maracay. E’ stato colpito alla testa, appena sotto il cappello, da lunga distanza. Gli esperti sostengono che sia opera di un cecchino professionista. Presumibilmente un fucile M24E1 è stato utilizzato, dal raggio d’azione di 1300 metri. Il capitano Guillen fu protagonista della repressione degli estremisti che terrorizzavano la città, colpendo i sostenitori di Chavez e Maduro, erigendo barricate e incendiando edifici pubblici, centri commerciali e scuole. L’inchiesta fu avviata subito dopo la sua morte, individuando alcuni militanti dell’opposizione radicale. Una serie di attentati terroristici contro i membri della Guardia Nazionale e altri gruppi governativa indicava che tale provocazione era stata attentamente pianificata. I suoi organizzatori avevano nascondigli e arsenali moderni a disposizione. Gli agenti del Servizio d’intelligence nazionale bolivariano (Sebin) arrestarono diverse persone. Quando alcune delle loro case furono perquisite, trovarono armi da fuoco, cannocchiali, divise ed attrezzature per le intercettazioni delle conversazioni della polizia. Durante le indagini, fu dimostrato che Carlos Yanez, attore professionista che aveva ripetutamente minacciato il governo, era colpevole di attività criminali. Quando il suo appartamento fu perquisito trovarono un fucile con mirino telescopico e munizioni. Gli investigatori identificarono e arrestarono Luis Raúl Ramírez, contatto di Yanez e custode dell’arsenale della metropolitana, che forniva armi da fuoco ad altri cospiratori. L’inchiesta sull’omicidio del capitano Guillen continua…
venezuela_escudo_sebin L’ultimo rapporto sugli arsenali illegali in Venezuela è apparso da poco: in un deposito segreto di Maracay appartenente ad Eduardo José Guerreiro, 68 fucili (la maggior parte con mirino telescopico) sono stati scoperti con 15000 munizioni e 200 chili di polvere da sparo. A quanto pare ci sono molti “guerreiros” clandestini. Le armi erano preparate per l’ora X. La stazione della CIA in Venezuela cerca di accendere un malcontento che provochi una rivoluzione colorata, dopo di che sangue sarà certamente versato. E altro viene commesso, quale convincente lezione all’America Latina “populista”. I media conoscono fatti che denunciano i piani dei cospiratori venezuelani. Il servizio migrazione colombiano ha consegnato Lorent Gómez Saleh, capo dell’ONG Operation Liberty, alla giustizia venezuelana. Le prove delle attività sovversive di Saleh presentate dai venezuelani erano tanto esaustive da impedire che le pressioni inaudite dell’ambasciata degli Stati Uniti sul presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, non potessero aiutarlo. In Colombia, Saleh è stato addestrato dai paramilitari, e in Venezuela ha reclutato giovani per i gruppi militanti. Preparava i suoi iniziati alla lotta armata, e nelle conversazioni confidenziali diceva apertamente di essere finanziato da CIA e oligarchi venezuelani di Miami. I suoi piani includevano bombardamenti, attacchi ad agenzie governative e mobilitazione di paramilitari colombiani in operazioni di combattimento in Venezuela. Le prime reclute colombiane avevano già ricevuto carte d’identità venezuelane da Saleh. “Abbiamo tutto ciò che serve per infliggere potenti colpi al reimge” rassicurava i militanti, “tra cui copertura diplomatica”. Per “copertura” intendeva sostegno dei gruppi di estrema destra colombiani, in primo luogo dell’ex-presidente colombiano Alvaro Uribe, che aveva contribuito a creare il cosiddetto Frente de Héroes del Norte. Con la scusa di cercare lavoro in Colombia per gli studenti venezuelani, il Fronte aiutava Lorent Gómez Saleh a creare un’infrastruttura per la sovversione al confine Colombia-Venezuela. Parlando recentemente in televisione, il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello, ancora una volta ha dichiarato che le attività sovversive continuavano in Colombia contro il governo del Venezuela. Diosdado ha detto che l’ambasciata degli Stati Uniti a Caracas, con l’aiuto dell’ONG Un Mundo Sin Mordaza, continua ad amministrare il programma Giovani Ambasciatori (embajadores jovenes). Scegliendo giovani inviati a frequentare corsi speciali presso le università statunitensi. L’obiettivo non è solo il lavaggio del cervello, ma formare attivisti per la lotta al regime. I precedenti arruolamenti di personale in decine di organizzazioni non governative sono notevolmente diminuiti, compromessi dalle numerose rivelazioni sui loro legami con l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale statunitense (USAID), il National Democratic Institute, l’International Republican Institute, la Freedom House ed altri 401934_164923_1emissari della politica estera statunitense. La catena di montaggio per formare una nuova generazione di giovani capi è attiva e funzionante. Varie tecniche sono usate per modificare percezione e indottrinare i giovani, cioè: tutte le disgrazie del Venezuela provengono dal regime bolivariano che rifiuta i consigli di Washington. Allo stesso tempo, i servizi d’intelligence degli Stati Uniti adottano misure per eliminare promettenti giovani leader in ciò che gli statunitensi vedono come il campo ostile. Lorent Gómez Saleh ha detto ai suoi complici che “assassini dimostrativi” dei politici di medio livello bolivariani sono usati per indebolire il regime. Robert Serra, parlamentare governativo di 27 anni del Partito Socialista Unito del Venezuela (a cui Hugo Chavez aveva predetto un futuro luminoso) fu assassinato a casa ad ottobre. La sua ragazza, Maria Herrera fu uccisa. Il ministro degli Interni venezuelano affermò che si trattava di terrorismo ideato in Colombia e che una banda di mercenari vi si era addestrato per circa tre mesi. Il Presidente Maduro ha accusato i paramilitari colombiani e i militanti di estrema destra venezuelani dell’assassinio di Robert Serra. Sostiene che il crimine è parte di un ampio piano per destabilizzare politicamente il Paese tra novembre e dicembre.

Lorent Gómez Saleh

Lorent Gómez Saleh

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli interessi aziendali dietro il golpe in Ucraina

JP Sottile ConsortiumNews 16 marzo 2014

Dietro il colpo di Stato sostenuto dagli USA che ha spodestato il presidente democraticamente eletto dell’Ucraina vi sono gli interessi economici delle multinazionali, da Cargill a Chevron, che vedono il Paese come potenziale “miniera d’oro” di profitti nello sfruttamento agricolo ed energetico, afferma JP Sottile.
0,,17488968_303,00Il 12 gennaio si disse che 50000 ucraini “pro-occidentali” scesero in piazza Indipendenza a Kiev per protestare contro il governo del Presidente Viktor Janukovich. Alimentato in parte da un attacco al capo dell’opposizione Jurij Lutsenko, la protesta segnava l’inizio della fine del governo di Janukovich. Quello stesso giorno, il Financial Times riportava un importante accordo del gigante agroalimentare statunitense Cargill. Nonostante le turbolenze della politica ucraina, dopo che Janukovich aveva respinto l’importante accordo commerciale con l’Unione europea, appena sette settimane prima, Cargill era abbastanza fiduciosa sul futuro da sborsare 200 milioni di dollari per acquistare una partecipazione nell’UkrLandFarming dell’Ucraina. Secondo il Financial Times, UkrLandFarming è l’ottavo maggiore coltivatore di terra del mondo e secondo produttore di uova.  E quelle non sono le uniche uova nel sempre più ampio cesto della Cargill. Il 13 dicembre, Cargill annunciava l’acquisto della partecipazione di un porto del Mar Nero. Il porto di Cargill a Novorossijsk, ad est della strategicamente e storicamente importante base navale in Crimea della Russia, fornisce un importante punto di accesso ai mercati russi e aggiungendosi alla lista delle aziende Big Ag che investono nei porti del Mar Nero, in Russia e Ucraina. Cargill per oltre due decenni in Ucraina ha investito in silo e acquisito un’importante società di mangimi ucraina nel 2011. E in base al suo investimento nell’UkrLandFarming, Cargill era decisamente fiduciosa nel  caos post-accordo UE. E’ un accostamento stridente con l’allarme suonato dai media statunitensi, dai politici bellicosi di Capitol Hill e dai politici perplessi della Casa Bianca. E’ ancora più netto rispetto all’ansia espressa da Morgan Williams, Presidente e CEO dell’USA-Ukraine Business Council, che “promuove i rapporti commerciali USA-Ucraina dal 1995”. Secondo il suo sito Williams, intervistato dall’International Business Times il 13 marzo, nonostante la buona volontà dimostrata di Cargill, disse: “L’instabilità ha costretto le imprese a seguire solo le attività quotidiane e a non fare progetti per futuri investimenti, espansione e assunzione di altri dipendenti”. In realtà, Williams, che è anche direttore degli affari governativi della società di private equity SigmaBleyzer, ha affermato: “I business plan sono a un punto morto“. A quanto pare non sapeva degli investimenti di Cargill, il che è strano dato che avrebbe potuto semplicemente chiamare Van A. Yeutter, vicepresidente per gli Affari Societari di Cargill, e chiedergli dell’assai attivo business plan della sua azienda. Non c’è dubbio che Williams ne abbia il numero di telefono, perché Yuetter fa parte del Comitato Esecutivo dell’USA-Ukraine Business Council. Un piuttosto accogliente club per investimenti. Secondo il suo profilo sul sito di SigmaBleyzer, Williams “ha iniziato a lavorare sull’Ucraina nel 1992” e da allora ha comunicato che gli agro-alimentari statunitensi “investono nell’ex-Unione Sovietica“. Da esperto agente di Big Ag, deve essere abbastanza vicino a suoi CdA.

I luminari di Big Ag
E il comitato è il vero e proprio gotha di Big Ag. Tra i luminari che lavorano instancabilmente e senza dubbio disinteressatamente per una migliore e più libera Ucraina, vi sono:
– Melissa Agustin, Direttrice, International Government Affairs & Trade di Monsanto
– Brigitte Dias Ferreira, Consigliere, International Affairs per John Deere
– Steven Nadherny, Direttore, Institutional Relations for agriculture equipment-maker CNH Industrial
– Jeff Rowe, Direttore regionale per DuPont Pioneer
– John F. Steele, Direttore Affari Internazionali di Eli Lilly & Company
E naturalmente Van A. Yeutter della Cargill. Ma Cargill non è il solo ad avere caldi sentimenti verso l’Ucraina. Come Reuters ha riferito nel maggio 2013, Monsanto, la maggiore azienda di sementi al mondo, progetta di costruire un impianto di sementi di mais “non-GM (non geneticamente modificati) in Ucraina”  da 140 milioni dollari. E subito dopo l’accordo commerciale dell’UE, Jesus Madrazo, Vicepresidente per la Corporate Engagement della Monsanto ha ribadito “l’impegno verso  l’Ucraina” della sua azienda e “l’importanza nel creare un ambiente favorevole che incoraggi l’innovazione e favorisca il continuo sviluppo dell’agricoltura“. La strategia di Monsanto comprende anche pubbliche relazioni per “cuori e menti”. Sulla scia delle affermazioni di Madrazo, la Monsanto ha annunciato “un programma di sviluppo sociale dal titolo “Grain Basket of the Future” per aiutare gli abitanti dei villaggi rurali del Paese a migliorare la loro qualità di vita“. L’iniziativa elargisce sovvenzioni per 25000 dollari per sviluppare programmi che offrano “opportunità d’istruzione, rafforzamento della comunità e sviluppo delle piccole imprese“. Il ben congegnato nome “Grain Basket of the Future” dice perché, una volta, l’Ucraina fosse nota come “il granaio” dell’Unione Sovietica. La CIA indicava, durante l’era sovietica, che l’Ucraina era seconda solo alla Madre Russia come “componente economicamente più importante dell’ex-Unione Sovietica“.
In molti modi, i terreni agricoli dell’Ucraina furono la spina dorsale dell’URSS. La sua “terra nera fertile” generava più di un quarto dell’agricoltura dell’URSS. Esportava “notevoli quantità” di cibo nelle altre repubbliche e le sue aziende erano quattro volte più produttive della “repubblica prima in classifica”. Sebbene la produzione agricola dell’Ucraina sia crollata nel primo decennio dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, il settore agricolo è cresciuto in modo spettacolare negli ultimi anni. Mentre l’Europa lotta per scrollarsi dalla Grande Recessione, il settore agricolo dell’Ucraina è cresciuto del 13,7% nel 2013. L’economia agricola dell’Ucraina è attiva. Quella della Russia no.  Ostacolata dagli effetti del cambiamento climatico e da 25 milioni di ettari di terreno agricolo incolto, la Russia è in ritardo rispetto il suo antico granaio. Secondo il Centro per gli Studi Orientali, le esportazioni agricole ucraine sono aumentate da 4,3 miliardi di dollari nel 2005 a 17,9 miliardi nel 2012 e come nell’apogeo dell’URSS, l’agricoltura rappresenta attualmente il 25 per cento del totale delle esportazioni. L’Ucraina è anche il terzo maggiore esportatore mondiale di grano e mais. E il mais non è solo cibo. E’ anche etanolo.

Nutrire l’Europa
1207Ma la gente deve mangiare, in particolare in Europa. Come Frank Holmes dell’US Global Investors ha stimato nel 2011, l’Ucraina è pronta a diventare la macelleria dell’Europa. La carne è difficile da spedire, ma l’Ucraina è in posizione perfetta per sfamare l’Europa. Appena due giorni dopo che la Cargill ha acquistato l’UkrLandFarming, Global Meat News (sì, “Global Meat News” esiste) ha riferito di un possibile enorme picco in “tutte” le esportazioni di carne ucraina, con un incremento dell’8,1% complessivo e un sconcertante picco del 71,4% nelle esportazioni di carne di maiale. Non c’è da stupirsi che Eli Lilly sia rappresentata nel Comitato Esecutivo dell’US-Ukraine Business Council. La sua unità Elanco Animal Health è un importante produttore di integratori alimentari. Ed è anche noto che l’impianto dei semi previsto da Monsanto sia non-OGM, forse anticipando l’emergente mercato europeo no-OGM e il crescente appetito dell’Europa per gli alimenti biologici. Quando si parla del futuro redditizio di Big Ag in Europa, la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Per la Russia e la sua economia agricola ostacolata, è un’altra di una lunga serie di perdite dovute all’invasione degli Stati Uniti, dall’espansione della NATO verso l’Europa orientale alla presenza militare degli Stati Uniti nel sud e all’importante accordo di sviluppo del gas di scisto recentemente firmato dalla Chevron in Ucraina.
Quindi, perché Big Ag è così fiduciosa sull’Ucraina, anche di fronte a tanta incertezza e alla prevedibile reazione della Russia? La risposta è che i semi della svolta dell’Ucraina dalla Russia furono piantati negli ultimi due decenni dalla persistente alleanza da guerra fredda tra aziende e politica estera. Si tratta di una versione dello “Stato profondo”, di solito associata alle industrie del petrolio e della difesa, ma esiste anche nell’altro settore fortemente sovvenzionato degli USA, l’agricoltura. Morgan Williams è il nesso dell’alleanza tra Big Ag e la politica estera degli Stati Uniti. Cioè, l’agente di SigmaBleyzer Williams collabora con “varie agenzie del governo degli Stati Uniti, membri del Congresso, commissioni del Congresso, l’ambasciata dell’Ucraina negli Stati Uniti, istituzioni finanziarie internazionali, think tank e altre organizzazioni US-Ucraina dedite a imprese, commercio, investimenti e sviluppo economico“. In qualità di presidente dell’USA-Ukraine Business Council, Williams ha accesso al cortigiano del Consiglio David Kramer, presidente di Freedom House. Ufficialmente organizzazione non governativa, è palesemente collegata ai segreti tentativi “democratici” in luoghi dove la porta non è aperta agli interessi statunitensi, cioè alle aziende statunitensi.
Freedom House, National Endowment for Democracy e National Democratic Institute finanziarono e sostennero la “rivoluzione arancione” ucraina nel 2004. Freedom House è finanziata direttamente dal governo degli Stati Uniti tramite National Endowment for Democracy e dipartimento di Stato USA. David Kramer è un ex-vicesegretario di Stato per gli affari europei ed eurasiatici e, secondo la sua pagina web di Freedom House, “ex-senior fellow presso il Progetto per il Nuovo Secolo Americano”.

Il ruolo della Nuland
Ciò mette Kramer e, a una certa distanza, l’agente di Big Ag Morgan Williams in compagnia del co-fondatore del PNAC Robert Kagan, che casualmente è sposato con Victoria “Fottiti UE” Nuland, l’assistente dell’attuale segretario di Stato per gli affari europei ed eurasiatici. Curiosamente Nuland parlò alla Fondazione USA-Ucraina il 13 dicembre esaltando le virtù del movimento Euromajdan quale incarnazione dei “principi e valori capisaldi di tutte le democrazie libere“. Nuland ha anche detto al gruppo che gli Stati Uniti avevano investito oltre 5 miliardi di dollari a sostegno delle “aspirazioni europee” dell’Ucraina, cioè nel sottrarre l’Ucraina alla Russia. Commentava da una pedana dallo sfondo decorato dal logo della Chevron. Inoltre, il suo collega e compare di telefonata, l’ambasciatore USA in Ucraina Geoffrey Pyatt ha aiutato Chevron a stipulare l’accordo 50.ennale sul gas shale proprio nel cortile della Russia. Anche se Chevron ha sponsorizzato l’evento, non è indicato quale sostenitore della fondazione. Ma la fondazione indica Coca-Cola Company, ExxonMobil e Raytheon come suoi sponsor principali. E per chiudere il cerchio dell’influenza, l’USA-Ukraine Business Council è anche elencata come sostenitrice.

Cosa porta la storia dell’agente Big Ag Morgan Williams
Anche se era cupo sullo stato attuale degli investimenti in Ucraina, sfuma nel roseo quando guarda al futuro, quando dice ad International Business Times che “Il potenziale per agricoltura/agroalimentare è incredibile… la produzione potrebbe raddoppiare. Il mondo ha bisogno del cibo che l’Ucraina potrebbe produrre in futuro. L’agricoltura dell’Ucraina potrebbe essere una vera miniera d’oro“. Naturalmente la sua priorità è garantire che il pane delle imprese ben ammanicate sia generosamente imburrato nell’ex-granaio della Russia. E niente è meglio ammanicato nel gruppo collegato alle società interessate all’Ucraina che l’agroalimentare statunitense. Data l’entità del coinvolgimento ufficiale degli Stati Uniti nella politica ucraina, tra cui il fatto interessante che l’ambasciatore Pyatt abbia promesso l’assistenza degli Stati Uniti al nuovo governo nelle indagini per sradicare la corruzione, la strategia degli investimenti apparentemente rischiosa di Cargill, probabilmente non lo è dopo tutto.

004JP Sottile è un giornalista freelance, co-conduttore radio, documentarista ed ex-produttore di notiziari di Washington, DC. Il suo show settimanale, Inside the Headlines w/The Newsvandal, co-ospitato da James Moore, va in onda ogni venerdì su Kruu-FM a Fairfield, Iowa ed è disponibile online. Il suo blog è Newsvandal.com e lo si può seguire su Twitter.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le massicce PSYOP contro l’Ucraina da parte di GCHQ e NSA

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 28/02/2014 1002342Era solo questione di tempo. Il partner inglese dei cinque occhi della National Security Agency, il Gouvernement Communications HeadQuarters (GCHQ), ha fatto causa comune con un’altra creazione dei servizi segreti inglesi, il Tavistock Institute of Human Relations di Londra. Dalla sua creazione nel 1921 sotto l’egida della presidenza del Bureau of Psychological Warfare dell’esercito inglese, l’Istituto Tavistock è in prima linea nella ricerca e applicazione di tecniche di controllo mentale, mirate e di massa. L’istituto ha collaborato con enti di ricerca, tra cui Stanford Research Institute (SRI) e Esalen Institute degli Stati Uniti, che svolgono operazioni psicologiche per conto della Central Intelligence Agency e del dipartimento della Difesa. L’ultima tranche di diapositive PowerPoint rivelata dall’informatore della NSA Edward Snowden mostra le analogie con l’Human Science Operations Cell (HSOC) del Joint Threat Research Intelligence Group (JTRIG) del GCHQ. Il nome stesso di “Human Science Operations” appare stralciato dalla Carta operativa del Tavistock Institute, inclusa la capacità d’impegnarsi nel “dominio a spettro completo” dei servizi segreti statunitensi e inglesi, in altre parole, i due principali membri dell’alleanza dei cinque occhi. Ciò che è più allarmante della recente divulgazione di diapositive contrassegnate SECRET//SI//RELTOUSA.FVEY (intelligence speciale, solo negli Stati Uniti e per i cinque occhi) e UK TOP SECRET STRAP, è che l’alleanza dell’intelligence elettronica dei cinque occhi di Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda applica operazioni psicologiche (PSYOPS) e operazioni di controllo mentale ideate dal Tavistock, al tradizionale ruolo d’intelligence dei segnali (SIGINT). Il miscuglio tra SIGINT e intelligence umana (HUMINT) nell’ambito della cyber-warfare e dello sfruttamento della rete di computer (CNE), con poco o nessun controllo effettivo da parte delle autorità legislative di vigilanza, fino ad oggi è la prova più vicina a svelare come NSA e partner abbiano intrapreso la politica di controllo da Grande Fratello di “1984”, utilizzando internet come arma primaria. L’ultima tranche di diapositive indica una serie di programmi d’inganno via web. Tra cui la creazione di alias e mascheramenti (con l’impiego di “manichini” umani, già usati dai militari degli Stati Uniti per ostacolare e influenzare internet), messaggistica di massa (o spamming) e propaganda per “invocare bombardamenti” e “narrazioni d’istigazione”. Tali tattiche sono state perfezionate quando la CIA e i suoi alleati delle organizzazioni non governative finanziate da George Soros crearono la “primavera araba” rovesciando i governi di Egitto, Tunisia, Libia e Yemen, e avviando la sanguinosa guerra civile in Siria. In Ucraina, il governo democraticamente eletto del Presidente Viktor Janukovich è caduto più rapidamente del presidente egiziano Hosni Mubaraq e del leader libico Muammar Gheddafi, semplicemente perché i media corporativi occidentali hanno pienamente collaborato ai tentativi dei cinque occhi nell’attivare gli eserciti di burattini con alias che diffondono propaganda anti-Janukovich e, con l’aiuto dei media globali aziendali, “narrazioni d’istigazione”. Nel caso dell’Ucraina, tali “narrazioni” erano prodotte dagli uffici propaganda di CIA, NSA, GCHQ, MI-6 e Canadian Communications Security Establishment (CSEC) cooperando strettamente con le facciate di tali agenzie d’intelligence come Open Society Institute di Soros, Freedom House, Hudson Institute, Centro di Studi Strategici e Internazionali (CSIS), Heritage Foundation e Demos del Regno Unito. Le agenzie d’intelligence occidentali hanno diffuso le “narrazioni d’istigazione” attraverso Twitter, Facebook, Flickr e Youtube. Queste applicazioni sono parte integrante del Computer Network Information Operations (CNIO) di GCHQ e NSA. Al di fuori del campo della guerra tecnologica, JTRIG ammette l’impiego “della raccolta di credenziali” contro “le agenzie di stampa estere”. In realtà, spie e provocatori mascherati da spie furono scoperti non solo diffondere notizie fasulle sull’Ucraina, ma anche sul Venezuela, nella simultanea rivolta antigovernativa nel Paese. Falsi giornalisti sono stati smascherati anche in Egitto, Thailandia, Cina e Russia.
Due programmi del GCHQ sono stati probabilmente utilizzati per bombardare gli organi d’informazione con la propaganda dell’opposizione ucraina filo-occidentale, i cui nomi in codice sono INFINITE CURVATURE e MOUNTAIN SLOPE. (CURVATURA INFINITA e PENDIO DI MONTAGNA). Senza verificare in modo indipendente ciò che veniva diffuso tramite messaggi di testo, email, fax e telefonate, i media aziendali globali volentieri ritrasmettevano e ripubblicavano la propaganda dei cinque occhi sulla situazione in Ucraina, come dati di fatto. Comprese le falsità sui cecchini delle forze speciali russe Spetsnaz che sparavano sui manifestanti a piazza Maidan a Kiev (relazioni reali indicavano agitatori neo-nazisti in piazza Maidan sparare ai manifestanti con l’intento d’incolparne il personale di sicurezza del governo), l’accumulo di Janukovich di un tesoro di costosi dipinti e sculture alla maniera di Muammar Gheddafi e Saddam Hussein (in realtà, i gusti di Janukovich sono più orientati al kitsch barocco) e i manifestanti bruciati dalla polizia. Sull’ultimo punto, l’Associated Press ha trasmesso la foto di ciò che descriveva come manifestante di Kiev che fugge in fiamme. In realtà, il “contestatore” era un poliziotto ucraino e le insegne della polizia ucraina MBC possono facilmente vedersi sulla manica sinistra dell’uniforme. Dove JTRIG e i suoi gestori addestratisi al Tavistock prendono immagini, documenti e altre informazioni utilizzate per la propaganda ingannevole e le interferenze delle PSYOPS? La risposta si trova nelle ultime diapositive pubblicate: il database delle informazioni estratte da internet SALAMANCA. Inoltre, il GHCQ e la sua alleata NSA possono indirizzare cellulari specifici per diffondere propaganda attraverso designatori d’identificazione geografica (Target Geographic Identifiers – TGI) assegnati a particolari telefoni cellulari. Tali operazioni possono anche essere utilizzate per disturbare i telefoni cellulari di individui presi di mira attraverso le interruzioni CNIO. Le diapositive di JTRIG sottolineano come le operazioni di rete vengano utilizzate per supportare le operazioni d’intelligence sul campo. Queste operazioni sono identificate come infiltrazione, inganno, messa in scena, false flag, falso salvataggio, interruzione e puntate. Nel caso dell’Ucraina, agenti palesi e segreti occidentali infiltratisi tra i manifestanti a piazza Maidan. In alcuni casi, le operazioni di contro-CNIO possono avere successo contro le agenzie d’intelligence occidentali. Un video di Piazza Maidan mostra un Berkut della polizia speciale ucraina trattenere un uomo che portava una credenziale scaduta del 2012 dell’International Police Association (IPA) di nome di Oleksandr Bojarchuk, oltre a un distintivo dell’IPA ucraina. L’IPA è accusata di essere una copertura delle agenzie d’intelligence occidentali. Il tiro dei cecchini neo-nazisti sui manifestanti di piazza Maidan è uno stratagemma e un’operazione false flag. L’obiettivo generale di tale operazione era denigrare il personale di sicurezza ucraino con la morte di manifestanti e, riguardo ai media occidentali interessati, l’inganno e la false flag sono riuscite. Un’organizzazione mediatica dopo l’altra ha paragonato tali morti al massacro di piazza Tiananmen del 1989 e Janukovich a Saddam Hussein e Gheddafi, entrambi vittime delle primitive operazioni disinformative via rete…
cceb-logoL’operazione in Ucraina è stata anche un’operazione scenografica, un’operazione prevedibile impiegata con successo in passato. Certo, la rivolta di piazza Maidan era quasi una copia carbone, ma molto più violenta, della rivoluzione arancione in Ucraina, preparata dall’occidente nel 2004. Lo stesso modello, sviluppato dai provocatori di Otpor della CIA contro il governo di Slobodon Milosevic in Serbia e raffinato dal Center for Applied Non-Violent Action and Strategies (CANVAS), utilizzato nelle “rivoluzioni a tema” in Georgia, Iran, Egitto, Tunisia, Siria, Venezuela, Myanmar, Maldive, Thailandia e altri Paesi, così come nell’ultimo colpo di Stato in Ucraina. Le  operazioni irregolari sono state utilizzate anche nella fase iniziale in Ucraina, principalmente dal movimento FEMEN, sionista e finanziato da Soros, un gruppo anticristiano e antimusulmano che lavora a stretto contatto con Pussy Riot e Voina, disturbatori sociopatici in Russia. Gli attacchi delle FEMEN ai simboli del cristianesimo in Ucraina hanno contribuito al disordine sociale che alla fine ha portato alla rivolta nel centro di Kiev. La destra neonazista ed ultranazionalista ucraina si agitò per gli attacchi alle croci cristiane e alle chiese nel Paese, citando l’aperto sostegno dato alle Femen da ebrei sionisti statunitensi come Jed Sunden, proprietario di media ucraini come il Kyiv Post. L’uso di agenti neo-nazisti, sionisti e nazionalisti appare su una slide del JTRIG, che prevede l’”individuazione e lo sfruttamento dei punti di frattura” del Paese, regione o altro elemento preso di mira. L’intento di ciò è creare “tensione” sfruttando le “fratture preesistenti” e le concorrenti “differenze ideologiche”. Questi fattori sono accoppiati a “ciò che tiene insieme un gruppo” come “un’opposizione condivisa” e “credenze comuni”. Sfruttare tali fattori avvantaggiano il tipo di operazione d’intelligence riuscita in Ucraina. Altre tattiche impiegate dal sistema di analisi umana (HSA) dell’Online Covert Action (OCA) del personale di GCHQ e NSA, sono la definizione degli obiettivi per le “trappole al miele” (l’uso di esche sessuali per incastrare le persone mirate); cambiare le foto sul social networking utilizzando sofisticate tecniche di Photoshop; creare blog che pretendono di essere della vittima o delle vittime del bersaglio, e-mailing ed sms false e diffamatorie ad amici, colleghi e vicini di casa del bersaglio. Tali tattiche portano su internet le familiari operazioni fisiche “sporche” utilizzate in passato dagli agenti dell’intelligence umana. Altri settori in cui JTRIG e Tavistock cooperano sono l’uso del “pastore” e della “dinamica di gruppo” per creare “gruppi di pensiero” tra i bersagli. La rapidità della popolazione in generale ad accettare tutto ciò che viene scritto e trasmesso sulla situazione in Ucraina ne è un esempio calzante. Solo i media alternativi fornivano fatti imparziali su ciò che accadeva in Ucraina senza la propaganda delle agenzie d’intelligence. Tuttavia, JTRIG ha un sistema di risposta rapida alle notizie da fonti alternative: impiega “storie cospirazioniste” per influenzare pensieri e comportamenti. Le fonti alternative vengono derise come teorie cospirative dalle organizzazioni per operazioni d’influenza di GCHQ e NSA, oppure le agenzie d’intelligence stesse s’inventano storie  cospirazioniste per confondere le acque. JTRIG si basa anche sulle Dimensioni Hofstede dello psicologo olandese Geert Hofstede, che richiedono l’impiego dell’intreccio culturale del “collettivismo” o “pensiero di gruppo” per raggiungere gli obiettivi psicologici. Tali pratiche sono un puro dogma per il Tavistock. Ciò, oltre al desiderio del JTRIG di praticare la “magia informatica” su internet, rientra nella piena fiducia del Tavistock sull’occulta estensione della propria capacità di plasmare opinioni e comportamenti su vaste aree della popolazione mondiale. La tattica del Tavistock fu usata per produrre consenso popolare nella Seconda Guerra Mondiale, nella Guerra Fredda, nella “Guerra globale al terrorismo”, nella guerra dei Balcani, nei conflitti africani e nelle due guerre occidentali contro l’Iraq. Più di recente, i metodi del Tavistock, raffinati e impiegati da GCHQ e NSA, sono stati utilizzati durante la primavera araba e il recente sconvolgimento in Ucraina.
La fusione di SIGINT, HUMINT e tecnologia di manipolazione mentale del Tavistock rappresenta una mossa pericolosa delle agenzie d’intelligence occidentali, in un’arena in cui si possono subire tremendi contraccolpi. La disgregazione sociale vista con l’uso di tali pratiche in Libia e Siria, ha provocato la guerra civile. Anche l’Ucraina può sprofondare nella guerra civile tra nazionalità e gruppi linguistici concorrenti, similmente alla Jugoslavia.

29cyberwar_480La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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