Gli islamisti aggrediscono l’Egitto, mentre Washington li ospita

Boutros Hussein e Lee Jay Walker, Modern Tokyo Times, 30 gennaio 2015generale-egitto-638x320Il governo egiziano deve affrontare molti intrighi interni ed esterni degli ancora potenti Fratelli musulmani. In effetti, gli USA sono ancora disposti ad ascoltare i Fratelli musulmani, nonostante la distruzione di molte chiese cristiane copte e l’assassinio di innocenti da parte dei loro sostenitori. Se le masse non fossero scese in strada e il Generale Abdelfatah al-Sisi non avesse resistito alla tirannia dei Fratelli musulmani, questa nazione sarebbe stata “annichilita”. Inoltre, i cristiani sarebbero diventati dei dhimmi sottoposti a persecuzione continua; la popolazione sciita sarebbe stata perseguitata; le donne segregate; la modernizzazione dimenticata ed economia, magistratura e strutture sociali affrontare la cupa realtà dei Fratelli musulmani. Nonostante questo, nazioni come USA, Qatar e Turchia, a fianco del porto sicuro del Regno Unito, hanno giocato la carta dei Fratelli musulmani. Pertanto, nella stessa settimana in cui molte persone sono state uccise dagli islamisti nel Sinai, gli Stati Uniti ancora una volta ascoltano i Fratelli musulmani a Washington. L’Investigative Project on Terrorism riferisce che una delegazione è stata incontrata nei corridoi del potere a Washington. La fonte afferma: “La delegazione ha cercato aiuto per restaurare l’ex-presidente Muhammad Mursi e i Fratelli musulmani in Egitto. Parlamentari, ministri e giudici dell’era Mursi hanno costituito il Consiglio rivoluzionario egiziano ad Istanbul, in Turchia ad agosto, allo scopo di rovesciare il governo militare egiziano. La sede è a Ginevra, in Svizzera“. I cristiani interessati dal ruolo degli USA negli affari interni dell’Egitto sono ancora una volta allarmati dagli intrighi di Washington. Michael Meunier, riporta Investigative Project on Terrorism, dice: “La Fratellanza era dietro le violenze che hanno travolto l’Egitto dalla caduta di Mursi, ha detto all’IPT Meunier da Cairo. Ha osservato che le chiese copte furono incendiate dai sostenitori della Fratellanza, e la Cattedrale di San Marco di Cairo fu attaccata dagli islamisti durante il mandato di Mursi“. Investigative Project on Terrorism inoltre riferisce: “Meunier ha avuto parole lapidarie per il dipartimento di Stato, affermando che l’incontro con tale delegazione favorisce la percezione che gli Stati Uniti siano dietro l’ascesa al potere della Fratellanza ed acuisce le tensioni tra egiziani e statunitensi“. Nella stessa settimana in cui intrighi dei Fratelli musulmani hanno ancora avuto voce a Washington, l’Egitto è colpito da attacchi terroristici. Tale realtà irrita il popolo egiziano, perché il governo attuale del Presidente al-Sisi ha bisogno di respiro per stabilizzare lo Stato.
La BBC riferisce: “Almeno 26 persone sono state uccise in una serie di attacchi degli islamisti nel nord della penisola egiziana del Sinai… Un’autobomba e mortai hanno colpito obiettivi militari nella capitale del Nord del Sinai, al-Arish, uccidendo numerosi soldati… Altri attacchi hanno avuto luogo nelle vicine città di Shayq Zuwayid e Rafah, al confine con Gaza“. Ansar Bayt al-Maqdis, gruppo taqfirita fedele al SIIL (Stato islamico), ha rivendicato gli attacchi terroristici. Va anche sottolineato che le relazioni del SIIL con la Turchia sono note, perché video mostrano convogli militari turchi entrare nelle aree del SIIL, nel corso degli intrighi contro la Siria, e così via. Pertanto, con Erdogan e il governo della Turchia pro-Fratelli musulmani e crescenti attacchi terroristici dalla scomparsa di Mursi, è chiaro che tutto punta sugli intrighi interni ed esterni contro il governo centrale di al-Sisi. La delegazione, riferisce l’Investigative Project on Terrorism, includeva “Abdul Mawgud Dardary, membro in esilio e parlamentare egiziano dei Fratelli musulmani; e Muhammad Gamal Hashmat, membro in esilio del Consiglio della Shura dei Fratelli Musulmani e parlamentare egiziano“. Il presidente al-Sisi deve continuare a sostenere la tanto necessaria stabilità dell’Egitto, perché molti intrighi interni ed esterni minacciano lo Stato nazionale. Tale realtà indica che le minacce interne dei Fratelli musulmani devono essere bloccate, perché tale movimento si propone di utilizzare il malcontento politico. Pertanto, i leader politici sotto le bandiere del socialismo, liberalismo e altre non devono fare il gioco dei nemici dell’Egitto. In effetti, bisogna solo guardare all’ingerenza dei vari movimenti militanti taqfiri in Libia, Iraq, Siria, Yemen e altre nazioni vicine, per vedere che l’Egitto ha bisogno di stabilità politica ed economica. Se ciò non si materializzasse, l’Egitto continuerà ad essere sottoposto a minacce estere e sovversione interna dei Fratelli musulmani e l’ingenuità di movimenti ben intenzionati creerà solo ulteriore instabilità. Pertanto, l’Egitto non ha bisogno di nazioni come gli USA che danno “ai portavoce dei falsi Fratelli musulmani” un posto per attaccare l’Egitto.

1180706313Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La vittoria di Gaza è stata venduta a Turchia e Qatar

Nasser Kandil, Global Research, 4 settembre 2014

wa_image_gaza_map_1Qalid Mishal o il riconoscimento a geometria variabile
Leggendo l’articolo su Middle East Monitor (la cui traduzione è stata pubblicato da Le Grand Soir) [1], si potrebbe subire la cieca ammirazione per lo spirito di resistenza di Qalid Mishal, capo dell’ufficio politico di Hamas, che ha detto che uno degli errori d’Israele è “mentire, ancora una volta, alla comunità internazionale e all’amministrazione americana“. La questione è che, nel regno dei bugiardi, chi è il re? Ma prima di scoprire cosa pensano coloro che resistono sul campo, come ci spiega Nasser Kandil sulla TV al-Mayadin, vediamo più da vicino coloro cui sono indirizzati i ringraziamenti di Mishal, dovuti a finanziamenti e residenze più o meno di lusso.

Residenza in Qatar: dichiarazioni di Mishal dopo l’ultimo cessate il fuoco a Gaza[2]
“…Un grazie meritato al Qatar e al suo “coraggioso principe”, sceicco Tamim. Grazie al Presidente Erdogan, uomo “autentico” che non ha mancato di preoccuparsi per Gaza, sebbene occupato dalla rielezione e dal riordino interno. Grazie al rivoluzionario presidente Munsif al-Marzuqi. Applauditeli tutti!
Grazie anche ai tanti capi:
• il presidente sudanese che, per Allah, non ha mancato di testimoniarci la sua lealtà e generosità,
• l’emiro del Quwayt, che ci ha anche ampiamente dimostrato fedeltà e generosità,
• i funzionari dell’Oman che non ci hanno lesinato aiuti,
• il presidente dello Yemen, che non ha badato a spese per noi,
• i funzionari algerini, tunisini e marocchini, che non ci hanno lesinato aiuti,
• il primo ministro della Malesia non ci ha lesinato aiuti.
Tutti erano in contatto con noi e ci hanno sostenuto, e non sono stati avari. Che tutto il bene li ricompensi per i loro benefici. E la cosa migliore di tutti i capi, emiri, ministri degli Esteri… molte persone che non ci hanno lesinato aiuti. Possano essere ricompensati per i loro benefici. Ci sono anche persone… che ci hanno contattato per assicurarci il loro sostegno. È il caso dei “fratelli iraniani”. Li ringraziamo. Vogliamo unificare la Ummah intorno alla battaglia per la Palestina. Vogliamo che la vera battaglia sia condotta per recuperare Gerusalemme, al-Aqsa, la Palestina e allontanarsi dalle polarizzazioni della fede e da battaglie sparse. Questa è la vera battaglia. Vogliamo pace, sicurezza e stabilità per l’intera Ummah e che tutti possano soddisfare le loro richieste. Che Dio ci salvi da ogni ingerenza straniera. Desideriamo tutto ciò. I nostri “fratelli in Egitto” hanno ospitato i negoziati per il cessate il fuoco. Apprezziamo l’energia che consumate. Ma data la sua importanza, molto, molto di più ci aspettiamo dall’Egitto. Questa è la nostra speranza per l’Ummah, e voi media che vedevo e non vedevo, soprattutto quelli che coprivano gli eventi da Gaza… candidandosi al martirio per media di Gaza… e al-Jazeera, “la perla dei media arabi”!
Grazie a tutti voi.
La pace sia su di voi, e che Dio vi conceda misericordia e benedizione“.

Residenza siriana: dichiarazione dello stesso Mishal nel 2011[3]
Perché dovremmo dire grazie a chi ci ha sostenuto in segreto e in pubblico… economicamente, materialmente e politicamente? Perché non ringraziare il Presidente Bashar al-Assad, che ci sosteneva come fanno i veri uomini?

Khaled MashaalLa vittoria di Gaza è stata venduta a Turchia e Qatar
1. L’aggressione nemica a Gaza si è conclusa. Qual è la situazione attuale, mentre si dice che alcuni cerchino di far saltare il rapporto Hamas-Fatah?
Credo, purtroppo che, nonostante la grande vittoria della popolazione e dei combattenti di Gaza contro “Iron Dome” e le brigate super attrezzate da otto anni di preparazione dell’esercito israeliano, che pensava di aver appreso lezioni dall’aggressione al Libano nel 2006, ci troviamo di fronte a una direzione politica peggiore della precedente. In altre parole, con Mahmud Abbas abbiamo sempre temuto il peggio; Oggi, il peggio è ancor peggiore perché la vittoria di Gaza è stata venduta a Turchia e Qatar. Non abbiamo sentito da Qalid Mishal: Principe “coraggioso” e uomo “autentico” che, nonostante le preoccupazioni elettorali, non poteva pensare che al popolo di Gaza? Due Paesi che non hanno nemmeno il coraggio di arrivare al livello dei Paesi latino-americani! Sappiamo tutti che Brasile ed Ecuador hanno chiuso le ambasciate israeliane nel loro territorio, che il Venezuela ha fatto lo stesso e che la presidentessa dell’Argentina ha ritirato la cittadinanza ai connazionali che servono nell’esercito israeliano. La bandiera israeliana sventola nel cielo di … Ankara e Mishal ha il coraggio di dirci che Erdogan è un eroe vittorioso!? Un eroe? Sul principe del Qatar, che non ha nemmeno il coraggio di annunciare “costruiremo il porto e l’aeroporto di Gaza su cui atterrerò“, è divenuto un principe coraggioso!? La vendita della vittoria di Gaza porterà alla debacle palestinese. Sì, lo dico come ho detto che lamenteremo il passo di Mahmud Abbas, che potrà goderne. Buon per lui!

2. Come vede l’evoluzione della situazione?
Penso che ci saranno ulteriori negoziati e che Mahmud Abbas sfrutterà la vittoria di Gaza per consolidare le sue posizioni. La leadership politica di Hamas ha tradito i sacrifici dei suoi combattenti e della sua resistenza. Muhammad Dayf [4] è certamente più degno della lode di Mishal di chiunque altro. Mi permetto di aggiungere, con un certo imbarazzo parlando su al-Mayadin, che Mishal sembra aver dimenticato ciò che la vostra rete ed i vostri corrispondenti hanno instancabilmente fatto per Gaza e la causa palestinese… Spudoratamente ha descritto al-Jazeera come “la perla dei media arabi”, che gli paga le bollette del soggiorno a Doha; nel Qatar, che non ha il coraggio di sfidare Stati Uniti ed Israele accogliendoli ufficialmente, ha lo status di “ospite di al-Jazeera” quale analista politico. E’ inaccettabile che rimborsi le spese con il sangue della sua gente e della resistenza! Pertanto, tale discorso è un vero e proprio scandalo. Basti pensare a tutti i sacrifici del popolo palestinese e alla straordinaria ingegnosità dei comandanti di Iz al-Din al-Qasam (braccio militare di Hamas) e delle brigate al-Quds. Tale dualità di Hamas non può portare ad una ristrutturazione a breve termine, da cui l’opportunità di Mahmud Abbas di sfruttare la vittoria di Gaza per reintrodurre il suo piano per la creazione dello Stato palestinese [5]. Inoltre, in tal senso lo studioso statunitense, in un recente articolo, Martin Indyk [6] ha detto che Turchia e Qatar sono riuscite a condurre Hamas ai negoziati avviati da Israele… [7]

3. Tornando alla coppia Fatah-Hamas, alcuni dicono che i loro disaccordi siano sotto controllo. Lei?
Rispondo francamente che ciò m’inquieta. Conosco Fatah, è un’entità intrappolata dalla visione sulla sicurezza, facilmente infiltrabile. Su Hamas, che dipende da Qalid Mishal, è interessata solo al potere e non si preoccupa di una politica per unire il popolo palestinese tramite la vittoria a Gaza della Resistenza. Pertanto, abbiamo da un lato l’entità intrappolata di Fatah e la leadership opportunista di Hamas; dall’altra una struttura combattente e forte. Cioè non tutti sono preoccupati dalla Resistenza. C’è chi ne approfitta raccogliendo il bottino come Qalid Mishal di Hamas, e ci sono infiltrati in Fatah che lavorano per distruggerlo. Il rischio è che una sola scintilla possa distruggere la vittoria palestinese e seminare discordia tra i palestinesi.

4. Date le rispettive dichiarazioni contraddittorie, possiamo aspettarci un cambio nelle strutture interne di Hamas?
Infatti, le dichiarazioni di Mahmud al-Zahar e al-Qasam sono completamente differenti, perché la loro bussola indica sempre la Palestina. Qualcuno potrebbe pensare che avremmo voluto che nel suo discorso Qalid Mishal ringraziasse Siria e Hezbollah. Assolutamente no, e Dio non voglia! Vogliamo parlare della Palestina e che la sua bussola punti solo sulla Palestina. Che scherziamo? La “normalizzazione” sarebbe la ricetta della vittoria? Che barzelletta! Sì, è indiscutibile che la direzione di al-Qasam sia fedele alla Palestina e ai palestinesi. E se uno di questi giorni, Muhammad Dayf dichiarasse che è contrario al “regime” siriano, mi congratulerei ancora; perché fin dall’inizio della guerra contro la Siria, non ha mai compromesso la resistenza adottando una qualche ideologia politicamente estranea alla Palestina. Così avremmo voluto che la leadership politica di Hamas si comportasse. Ecco dove siamo. La resistenza di Hamas accetterà tale situazione, ora che è assai chiaro che Qalid Mishal la sfrutta?

5. Secondo lei cosa accadrà?
Quello che so è che vi sono discussioni interne ad Hamas, il sentimento dominante si riassume: “Ci siamo venduti a Muhammad Mursi nel 2012 e la fitna (disaccordo) tra Egitto e Palestina ha quasi distrutto la Resistenza. Oggi (la leadership politica di Hamas) ci vende a Turchia e Qatar...”

6. Non abbiamo il tempo di affrontare il conflitto tra Qatar e Paesi del Golfo. Una parola su ciò?
In una parola, e spero che ve lo ricordiate, il risultato di tutto ciò si tradurrà in due o tre anni nella ricompensa al Qatar dell’Arabia Saudita. Per ristabilire il suo prestigio nella penisola il suo principe e il suo gas dovranno vendersi ai sauditi!

Nasser Kandil, al-Mayadin 31/08/2014
Nasser Kandil intervistato da Fatun Abasi [38′]

Trascrizione e traduzione di Mouna Alno-Nakhal per Mondialisation.ca

Note:
[1] Mishal parla di resistenza, trattative e politica regionale (Middle East Monitor). Traduzione di Dominique Muselet
[2] TV al-Manar: Dichiarazione di Qalid Mishal dopo l’ultimo cessate il fuoco a Gaza
[3] Video dell’Asse della Resistenza: Il capo di Hamas (Qalid Mishal) ringrazia Assad per il sostegno militare, nel 2011
[4] Muhammad Dayf. Muhammad Dayf, nato Muhammad Ibrahim Diab al-Masri il 12 agosto 1960 a Khan Younis, è un militante palestinese e comandante delle brigate Iz al-Din al-Qasam, ala militare di Hamas. Il 20 agosto 2014, l’aviazione israeliana colpiva la casa in cui si trovava, secondo le sue informazioni. Israele crede che sia stato ucciso o gravemente ferito, Hamas l’ha negato. La moglie e la figlia sono state uccise nel bombardamento.
[5] Abbas: Uno Stato palestinese e ritirata israeliano entro 3 anni
[6] Martin Indyk, l’inviato USA in Medio Oriente si dimette
[7] La relazione Stati Uniti-Israele giunge a un ripensamentoBrookings

Nasser Kandil è un ex-deputato libanese e direttore di TopNews-Nasser Kandil e del quotidiano libanese al-Bina
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Abbas, Hanyah e al-Thani

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli Stati Uniti hanno tradito l’Egitto: al-Sisi

Christof Lehmann 10/08/2014RTX120E0-e1375297827217Il 4-6 agosto, il presidente statunitense Barack Obama ha ospitato a Washington il vertice dei leader dell’Africa presso la Casa Bianca. Obama disse “Non vedo i Paesi e i popoli dell’Africa come un mondo a parte. Vedo l’Africa come parte fondamentale del nostro mondo interconnesso, partner dell’America per il futuro che vogliamo per i nostri figli. Tale partenariato deve basarsi su responsabilità e rispetto reciproco“. Il 14 luglio, il portavoce della Casa Bianca al Consiglio di Sicurezza Nazionale, Ned Price, ha detto che il presidente Obama aveva deciso d’invitare il Presidente dell’Egitto Abdelfatah al-Sisi, con breve preavviso. Obama aveva deciso di invitare al-Sisi perché l’Unione Africana aveva ridato la piena adesione all’Egitto. Abdelfatah al-Sisi declinò l’invito dicendo che non aveva tempo per parteciparvi. Disse che invece avrebbe inviato il primo ministro Ibrahim Mahlab. Il rifiuto educato di al-Sisi ricorda l’intervista di Larry Weissman del 2012 con l’allora Generale Abdelfatah al-Sisi che disse: “Il popolo dell’Egitto è consapevole del fatto che gli Stati Uniti l’hanno pugnalato alla schiena con i Fratelli musulmani e Mursi. Nulla che l’Egitto possa facilmente dimenticare o perdonare“. Dicendo ciò al-Sisi s’è dimostrato non solo un vero statista coraggioso. Ha toccato uno dei temi centrali nei dibattiti africani sul neo-colonialismo. Cioè, se Mandubuchi Dukor aveva ragione quando parlava di “non-libertà africana”, sempre più  pensatori africani, come John Ezenwankwor, non respingono Dukor ma sottolineano che “l’africano come essere umano con libero arbitrio e responsabilità non può continuare a incolpare i colonizzatori quando può rifiutare azioni coloniali predeterminate o accettarle assumendosene la responsabilità“.

Come gli USA hanno tradito l’Egitto e il suo popolo con Mursi e i Fratelli musulmani?
Nel luglio 2012 il Capo dell’Intelligence militare egiziana, Umar Sulayman, morì durante un controllo medico di routine in un ospedale di Cleavland. Umar Sulayman era non solo uno degli amici più stretti di al-Sisi. Sulayman conosceva profondamente il coinvolgimento dei servizi segreti di Stati Uniti, Qatar e Turchia nella primavera araba. Mursi divenne il primo presidente democraticamente eletto dell’Egitto. Sospese la camera bassa del parlamento e la magistratura, senza proteste dagli Stati Uniti. Mursi cambiò costituzione e legge elettorale dell’Egitto, rendendo impossibile ai partiti non-islamisti competere alle elezioni. L’amministrazione Obama elogiò Mursi nel riformare l’Egitto. Mursi divenne il primo dittatore democraticamente eletto dell’Egitto. La propaganda spacciò un colpo di Stato per lotta per la libertà e la democrazia. Quando l’opposizione chiese di discutere seriamente delle modifiche costituzionali, il capo dei Fratelli musulmani Amir Darag disse che era “una perdita di tempo e sospendere il dialogo nazionale sulla questione costituzionale era irrealistico“. Fu dopo tale dichiarazione, nel gennaio 2013, che l’opposizione organizzò le proteste di massa. Nel giugno 2013 Mursi segnò un altro punto. Circa 14 milioni di egiziani scesero in piazza chiedendogli di avviare colloqui con l’opposizione o dimettersi.  L’esercito si schierò a protezione degli edifici pubblici. L’avvertimento che l’esercito doveva intervenire a meno che Mursi parlasse con l’opposizione, fu ignorato. La risposta degli Stati Uniti alla cacciata di Mursi, il 3 luglio 2013, fu una condanna inequivocabile. Il peggior tradimento, però, doveva ancora venire.
Ad agosto, la polizia e i militari annunciarono che i manifestanti avrebbero dovuto lasciare piazza Rabia perché la sua occupazione da un mese aveva portato il traffico e le attività di Cairo a un punto morto. Misteriosi cecchini furono visti sui tetti sparare ai manifestanti che seguivano gli ordini della polizia lasciando piazza Rabia. Il panico seguì e la gente fuggì di nuovo in piazza dove fu accolta con tiri di fucili automatici. Centinaia di manifestanti in preda al panico furono falciati dai militanti dei Fratelli Musulmani che aprirono il fuoco da dietro i sacchi di sabbia posizionati sulla piazza.  Video che mostravano i militari sparare furono diffusi da al-Jazeera. Non venne detta una parola sul fatto che l’esercito sparava a uomini armati che tiravano sui manifestanti. 578 furono uccisi e 4021 feriti. Gli Stati Uniti risposero inequivocabilmente condannando il brutale massacro dei pacifici manifestanti pro-Mursi. Fu dopo questo incidente che al-Sisi disse: “Il popolo dell’Egitto è consapevole del fatto che gli Stati Uniti hanno pugnalato alla schiena l’Egitto con i Fratelli musulmani e Mursi. E’ qualcosa che l’Egitto non dimenticherà o perdonerà facilmente“.

Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti e i paralleli con l’Ucraina
Nel febbraio 2014, circa 100 poliziotti ucraini e manifestanti furono uccisi da cecchini misteriosi.  La risposta degli Stati Uniti al massacro era l’inequivocabile condanna del presidente ucraino Victor Janukovich. Una telefonata trapelata tra l’assistente del segretario di Stato USA Victoria Nuland e l’ambasciatore statunitense Geoffrey Pyatt dimostrò che gli Stati Uniti gestivano il cambio di regime in Ucraina. Nel corso di un’audizione presso la commissione Esteri della Camera, Nuland ammise  che gli Stati Uniti collaboravano con i nazisti ucraini. Una telefonata trapelata tra il capo degli Esteri dell’Unione europea Catherine Ashton e il ministro degli Esteri estone Umeas Paet, rivelò che i membri dell’opposizione filo-occidentale erano responsabili dei massacri. C’è un parallelo tra Cairo e Kiev che dimostra, oltre ogni ragionevole dubbio, che il dipartimento di Stato degli Stati Uniti era coinvolto nelle violenze a Cairo e Kiev. I volantini che incitavano i “manifestanti pacifici” di Cairo a prepararsi a manifestazioni violente erano identici ai volantini distribuiti tra i “manifestanti pacifici” di Kiev. L’organizzatore di tali volantinaggi era Canvas, già nota come Demoz. Canvas è sponsorizzata dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti. L’organizzazione fu coinvolta nelle sovversioni in Jugoslavia. È parte del kit per il cambio di regime del dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Troppo occupato per recarsi a Washington, per il vertice dei leader africani con Obama alla Casa Bianca
Il Presidente dell’Egitto Abdelfatah al-Sisi rifiutava cortesemente l’invito di Obama perché era troppo occupato. La situazione a Gaza richiede attenzione. L’Egitto s’è offerto di aprire il valico di Rafah tra Striscia di Gaza e Sinai. Condizione dell’Egitto per l’apertura delle frontiere è che sia un governo d’unità palestinese, e non Hamas o qualsiasi altro soggetto, a controllare la parte palestinese del confine. Qatar e Turchia hanno finora comunicato ad Hamas di respingere la proposta e gli Stati Uniti non sono interessati a un governo di unità. L’Egitto ancora affronta l’insurrezione armata nel Sinai, supportata da Turchia, Qatar e dalla fazione di Hamas di Qalid Mashal. Obama ha dovuto tenere a Washington il vertice dei leader africani senza al-Sisi. Il comandante in capo del neo-colonialismo e primo presidente afro-americano alla Casa Bianca è responsabile della morte di più neri africani dei cinque suoi predecessori. Al-Sisi mostra il potenziale di vero leader africano, concludendo il dibattito su Dukor e la “non libertà africana” mostrando libero arbitrio e pragmatismo.
_72955220_9ns4rbqnIl Dr. Christof Lehmann consulente politico indipendente su conflitti e risoluzione dei conflitti, fondatore e direttore di Nsnbc, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cos’hanno in comune le guerre in Ucraina, Gaza, Iraq, Siria e Libia?

Alfredo Jalife-Rahme, Rete Voltaire Città del Messico (Messico) 7 agosto 2014

Per il geopolitico messicano Alfredo Jalife-Rahme, la simultaneità degli eventi ne illumina il senso: dopo aver annunciato la creazione di una alternativa al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, così come al dollaro, la Russia affronta contemporaneamente l’accusa di aver distrutto il volo delle Malaysian Airlines, l’attacco a Gaza d’Israele sostenuto dall’intelligence militare di Stati Uniti e Regno Unito, il caos in Libia e l’offensiva dell’emirato islamico nel Levante. Inoltre, su ciascuno di tali teatri operativi, i combattimenti ruotano intorno al controllo degli idrocarburi, il cui mercato utilizza esclusivamente dollari.

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Sono del governo USA e sono qui per aiutarvi

Calendari, diagrammi e schede informative sono i più utili nell’analisi geopolitica. Così, due giorni prima della misteriosa esplosione in aria del volo delle Malaysia Airlines, altro evento poco chiaro occorso ai suoi recenti voli, si chiuse il sesto vertice dei BRICS con alcuni Paesi di UNASUR, tra cui Colombia e Perù [1]. Il giorno prima del lancio del missile mortale Obama aumentava la pressione sulla Russia e le sue due risorse più connesse, banche e risorse energetiche.  “Casualmente” il giorno in cui il misterioso missile è stato sparato in Ucraina, “Netanyahu, che dirige uno Stato dotato di armi nucleari, ordinava al suo esercito d’invadere la Striscia di Gaza” come è stato giustamente sottolineato da Fidel Castro nella sua denuncia del governo golpista ucraino, accusato di aver commessoo una “nuova forma di provocazione” agli ordini degli Stati Uniti [2]. Cosa potrebbe dunque saperne il vecchio guastafeste delle Indie Occidentali? Mentre il misterioso missile riduceva in briciole il volo delle Malaysia Airlines, Israele, Stato razzista e segregazionista, invadeva la Striscia di Gaza in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite,  “inimicandosi l’opinione pubblica internazionale” secondo l’ex-presidente Bill Clinton [3]. Contemporaneamente, in “coincidenza” (Castro dixit) con gli obiettivi geopolitici riguardanti Ucraina e Striscia di Gaza, scontri confessionali e per il controllo delle risorse energetiche crescevano nei tre Paesi arabi ritenuti “falliti” dagli strateghi statunitensi, Libia, Siria e Iraq, per non parlare delle guerre in Yemen e Somalia.
In Libia, Paese balcanizzato e distrutto dall’intervento “umanitario” di Gran Bretagna e Francia con la supervisione ipocrita degli Stati Uniti, le milizie ribelli delle brigate Zintan hanno sbarrato, solo due giorni prima del lancio del misterioso missile in Ucraina, tutti gli accessi a Tripoli dall’aeroporto internazionale, mentre gli scontri si moltiplicavano tra clan rivali a Bengasi, laddove le armi arrivano ai jihadisti in Siria e Iraq e dove l’ambasciatore degli Stati Uniti fu assassinato per motivi oscuri. Oltre il flusso di armi tra Libia, Siria e Iraq nella regione di al-Qaida/al-Nusra e del nuovo califfato dell’emirato islamico (SII) [4], è essenziale per le multinazionali del petrolio, del gas e dell’acqua statunitensi, inglesi e francesi controllare le materie prime (gas e acqua) della Libia, dove Russia e Cina si sono fatti ingenuamente ingannare [5]. Sull’appropriazione del petrolio iracheno della coppia Regno Unito-Stati Uniti che ha sconfitto l’Iraq, Paese balcanizzato e distrutto, “nella guerra dei 30 anni”, sarebbe fatalmente fastidioso riprendere tale evidenza. Durante la mia recente visita a Damasco, dove sono stato intervistato da Thierry Meyssan, presidente del Réseau Voltaire, mi ha detto che l’improvviso voltafaccia “occidentale (qualsiasi cosa significhi)” contro Bashar al-Assad è dovuto in gran parte, oltre ai giacimenti di gas sulle coste del Mediterraneo, alla pletora di giacimenti di petrolio all’interno della Siria, ora controllati dal “nuovo califfato del XXI secolo (Daash)”. Il nesso petrolio e gas riemerge a Gaza cinque anni dopo l’operazione “Piombo Fuso”, la cui operazione “protezione dei confini2 (sic) ne riprende la strategia senza che un’indagine abbia stabilito definitivamente il responsabile dell’orribile assassinio di tre giovani israeliani, come intuito con preveggenza da Tamir Pardo, il capo “visionario” del Mossad [6], e pretesto per l’ennesima invasione israeliana della Striscia di Gaza che ha ucciso numerosi bambini. Per il geografo Manlio Dinucci del Manifesto [7], la pletora di giacimenti di gas che abbonda nella zona marittima di Gaza è una delle ragioni dell’intransigenza israeliana. Come la pletora di depositi di gas di scisto che abbonda nella Repubblica autonoma di Donetsk, che cerca di separarsi dall’Ucraina o federarsi, è la fonte della feroce guerra psicologica tra filo-UE e filo-russi nel rigettare sull’avversario la responsabilità dell’esplosione del velivolo delle Malaysia Airlines. Non potrebbe trattarsi di un’operazione del governo ucraino per accusare di “terrorismo” i separatisti, utilizzando “registrazioni” che potrebbero benissimo essere stati manomessi, e quindi distruggerli? Sono passati due mesi da quando Russia Today (RT), sempre più seguita in America Latina per contrastare la disinformazione mediatica israelo-anglo-sassone, venendo perciò calunniato pubblicamente dal segretario di Stato John Kerry, sottolineava l’importanza dello shale gas nella regione di Donetsk (l’Ucraina orientale che cerca l’indipendenza) e “gli interessi delle compagnie petrolifere occidentali dietro le violenze” [8]. Infatti, la parte orientale dell’Ucraina, ora travolta dalla guerra civile, concentra “una miriade di giacimenti di carbone e gas di scisto nel bacino del Dnepr-Donets.” Nel febbraio 2013, l’inglese Shell Oil firmò con il governo ucraino (il precedente, deposto da un colpo di Stato neo-nazista sostenuto dall’UE) un accordo per condividere i profitti per 50 anni dell’esplorazione ed estrazione di gas di scisto nella regione di Donetsk [9]. Secondo la rete RT, “i profitti che Kiev non vuole perdere” sono tali che il governo ucraino ha avviato una “campagna militare (sproporzionata) contro il proprio popolo”. L’anno scorso, la Chevron ha firmato un accordo analogo (con lo stesso governo) per un valore di 10 miliardi di dollari. Hunter Biden, figlio del vicepresidente degli Stati Uniti, è stato nominato al Consiglio di amministrazione Burisma, il maggiore produttore di gas privato (Supersic) in Ucraina [10], “dando una nuova prospettiva allo sfruttamento dello shale gas ucraino” nella misura in cui “la licenziataria copre il bacino del Dnepr-Donets“. John Kerry non rimane con le mani in mano sulla divisione degli utili e Devon Archer, suo ex-compagno di stanza e affittuario del genero, entra in Burisma ad aprile, in questa controversa società.
La “licenza” per l’alienazione catastale per sfruttare lo shale gas ucraino può servire da “licenza di uccidere” innocenti? La fratturazione idraulica cerca di spezzare l’Ucraina? Questa è la costante nella tragica storia dello sfruttamento degli idrocarburi dei petrolieri “occidentali”, nel XX secolo. E’ chiaro che gli idrocarburi sono il denominatore comune delle guerre in Ucraina, Iraq, Siria e Libia.

Note
[1] “Vers une nouvelle architecture financière”, Ariel Noyola Rodríguez, Réseau Voltaire, 1 luglio  2014. “Sixth BRICS Summit: Fortaleza Declaration and Action Plan”, Voltaire Network, 16 luglio 2014. “Momento BRICS en Fortaleza”, Alfredo Jalife-Rahme, 17 luglio 2014.
[2] “Fidel Castro: El derribo de avión malasio es una “provocación insólita” de Ucrania”, Russia Today (canale spagnolo), 17 luglio 2014.
[3] AFP, 17/07/14.
[4] “Una jihad globale contro i BRICS?”, Alfredo Jalife-Rahme, La Jornada (Messico), Réseau Voltaire, 18 luglio 2014.
[5] “El botín del saqueo en Libia: “fondos soberanos de riqueza”, divisas, hidrocarburos, oro y agua”, Alfredo Jalife-Rahme, La Jornada, 28 août 2011.
[6] “Le chef du Mossad avait prédit l’enlèvement de trois jeunes Israéliens”, Gerhard Wisnewski, Réseau Voltaire, 8 luglio 2014.
[7] “Gaza: il gas nel mirino”, Manlio Dinucci, Il Manifesto, Réseau Voltaire, 17 luglio 2014
[8] “Shale gas and politics: Are Western energy giants’ interests behind Ukraine violence?”, Russia Today (canale inglese), 17 maggio 2014.
[9] “L’Ukraine brade son secteur énergétique aux Occidentaux”, Ivan Lizan, ?dnako (Russia), Réseau Voltaire, 2 marzo 2013.
[10] “In Ucraina, il figlio di Joe Biden unisce l’utile al dilettevole”, Réseau Voltaire, 14 maggio 2014.

isis_world_takeover_mapAlfredo Jalife-Rahme La Jornada (Messico)

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Muhammad Dayf, capo militare di Hamas e agente di CIA/Mossad

Aanirfan 3 agosto 2014

2367Muhammad Dayf è il comandante dell’ala militare di Hamas. Nel 2006, Deyf aderì ad al-Qaida nella Striscia di Gaza.
Al-Qaida è gestita dalla CIA, come l’ex-ministro degli Esteri inglese Robin Cook spiegò una volta al parlamento del Regno Unito. Al-Qaida: Database. Hamas fa parte della Fratellanza musulmana, creata dagli inglesi e utilizzata da MI6 e CIA per distruggere i Paesi musulmani. L’uso dei Fratelli musulmani da parte del MI6/Chi ama i Fratelli musulmani?

w460L’ultima foto nota di Muhammad Dayf risale a vent’anni fa. Si ritiene che Dayf lavori per il Mossad. Hamas fu creata dal Mossad al fine di indebolire e dividere i palestinesi.

mossad_mottoSecondo Avner Cohen, funzionario israeliano: “Hamas, con mio grande rammarico, è una creazione d’Israele“. Secondo Cohen, Israele per anni ha incoraggiato Hamas come contrappeso ai nazionalisti laici di Fatah di Yasir Arafat. Secondo Cohen, Israele ha collaborato con il capo di Hamas, sceicco Ahmad Yasin. Come Israele ha allevato Hamas – WSJ
Nel 2006, John Loftus, ex-procuratore degli Stati Uniti ed ex ufficiale dei servizi segreti dell’esercito, scrisse: “I Fratelli musulmani sono un’organizzazione fascista ingaggiata dai servizi segreti occidentali poi evolutasi in ciò che oggi conosciamo come al-Qaida… Abbiamo mantenuto la Fratellanza musulmana sul nostro libro paga…Fratellanza Musulmana, CIA, nazisti e al-Qaida
Secondo l’ex-agente del Mossad Victor Ostravsky, il Mossad armò i Fratelli musulmani egiziani con le armi dei mujahadin afghani nel 1986. “Il Mossad indicò anche ai terroristi della Jihad islamica gli obiettivi da colpire… Nell’ottobre 1991, irritato alla volontà dell’amministrazione di Bush sr. di mediare i colloqui di pace a Madrid tra Israele e i palestinesi, secondo Ostrovsky, il Mossad usò tre estremisti di Hamas nel tentativo di assassinare Bush a Madrid...”

6173094-34667184-375bee2a24fde4c357f3bc514bb4753eMorten Storm è l’agente danese usato da CIA e MI5 per finanziare Iqirma, ovvero Abduqadir Muhammad Abduqadir, il cosiddetto ideatore dell’attacco al centro commerciale del Kenya.

osama-bin-laden-5L’attuale capo di al-Qaida è Ayman al-Zawahiri, che combatté per la CIA in Bosnia. Suo fratello Zayman al-Zawahiri combatté per la CIA in Kosovo. Ayman al-Zawahiri è coinvolto nel massacro di Luxor. Secondo una testimonianza al Congresso USA nel gennaio 2000, Ayman al-Zawahiri ricevette la residenza negli Stati Uniti dal Servizio Immigrazione e Naturalizzazione. Uno dei centri operativi di al-Zawahiri era Londra. Il presidente Mubaraq, dopo il massacro di Luxor, dichiarò: “Ci sono persone che hanno commesso crimini e sono state condannate (in Egitto) e che vivono in territorio inglese“. (Zawahiri)

8-9-TLLa prima moglie di Usama, Najwa Ghanim, e il figlio di Usama

Il SIIL opera per conto di Stati Uniti, Francia e Arabia Saudita, secondo Rete Voltaire.
Usama bin Ladin era un ebreo che lavorava per il Mossad e la CIA. La madre di Usama

Abu-Bakr-al-BaghdadiL’ex-agente della NSA e della CIA Edward Snowden ha rivelato che il capo del SIIL, Stato islamico dell’Iraq e Siria, Abu Baqr al-Baghdadi, è stato addestrato in Israele. Il SIIL “è guidato da Abu Baqr al-Baghdadi, a nome del principe Abdul Rahman al-Faysal… l’ambasciatore saudita a Washington. È finanziato e controllato da ufficiali statunitensi, francesi e sauditi. Il problema è che la maggior parte dei terroristi musulmani, da Usama bin Ladin a David Headley, risultano lavorare segretamente per Israele e gli alleati Stati Uniti e NATO”. Il grande segreto – sono tutti ebrei.

abu-omar-al-baghdadi-deadIl vero Abu Baqr al-Baghdadi fu eliminato dalla polizia irachena il 20 aprile 2010. There Are no Sunglasses

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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