La geopolitica di Mackinder contro la Nuova Via della Seta di Xi Jinping

La realtà non è un sistema chiuso
Matthew Ehret-Kump, The Canadian Patriot, 15/02/2018

La Cina continuerà a mantenere alta la bandiera della pace, dello sviluppo, della cooperazione e del vantaggio reciproco e sosterrà il suo obiettivo fondamentale in politica estera di preservare la pace mondiale e promuovere lo sviluppo comune. La Cina rimane ferma nell’impegno a rafforzare amicizia e cooperazione con altri Paesi sulla base dei Cinque Principi di coesistenza pacifica e a creare una nuova forma di relazioni internazionali che comprendano il rispetto reciproco, l’equità, la giustizia e la cooperazione vantaggiosa per entrambe le parti.
– Indirizzo di Xi Jinping al 19° Congresso Nazionale del PCCNel suo discorso al 19° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, Xi Jinping presentava un grande piano e una filosofia per la strategia a breve, medio e lungo termine sia per il suo Paese che per il mondo [1]. Il Presidente Xi non solo ha sfidato direttamente la moralità soggiacente a postmodernismo e neoliberismo che ha reso la popolazione occidentale incapace di pianificare il futuro o addirittura di mantenere le istituzioni tramandataci dalle passate generazioni, ma soprattutto ha gettato il guanto di sfida alle potenze occidentali per liberarsi dalla cricca ideologica della “geopolitica” e lavorare con la Cina a un nuovo paradigma di “cooperazione mutualmente vantaggiosa”. L’Iniziativa Cintura e Strada di Xi Jinping e le sue manifestazioni globali in Africa, Europa e Americhe venivano completate il 25 gennaio 2018 dall’estensione nell’Artico soprannominata Via della Seta Polare. Questa estensione dava nuova vita a un progetto che il Presidente Vladimir Putin approvò già nell’aprile del 2007, noto come il tunnel ferroviario dello Stretto di Bering che collega le Americhe con l’Eurasia [2]. Fino a poco tempo prima, i geopolitici occidentali tentavano di respingere tali iniziative come “concetti marginali” promossi da Lyndon e Helga LaRouche dello Schiller Institute, ma oggi è emerso un quadro molto diverso che rivela che questa battaglia tra due paradigmi opposti risale ancora più indietro nella storia di quanto la maggior parte delle persone sa, e quindi è necessario rivedere una storia dimenticata. Dopotutto, è dovuto a questa potente concezione della storia come lotta tra due paradigmi opposti che i LaRouche e i loro alleati hanno potuto far avanzare tali politiche da oltre quattro decenni.

Storia dell’unificazione eurasiatico-americana
All’inizio del XX secolo, il conte Sergej Witte, ministro delle Finanze russo (1892-1903), lavorando in tandem con diplomatici e ingegneri dell’American System in Siberia completava il tratto finale della Transiberiana. Questa linea ferroviaria di 9289 km fu modellata sulla prima ferrovia trans-continentale del mondo avviata sotto Abraham Lincoln nel pieno della Guerra Civile, utilizzando locomotive e ferrovie prodotte a Filadelfia [3]. Seguirono questo sviluppo ferroviario transiberiano: 1) la soppressione vittoriosa di Lincoln, con l’aiuto dello zar Alessandro II, della rivolta confederata finanziata dall’Inghilterra nel 1860-1865 [4], 2) l’acquisto degli Stati Uniti nel 1867 dell’Alaska dalla Russia, e 3) la mancata annessione della British Columbia agli USA nel 1870, per la promessa di collegare l’incompiuta “ferrovia trans-continentale settentrionale” di Lincoln con la colonia inglese isolata [5]. Tra i sostenitori di questo piano vi erano alcuni architetti dell’acquisto dell’Alaska come William Seward, Charles Sumner e persino il presidente Ulysses S. Grant. I primi studi ufficiali per collegare i due continenti per ferrovia furono presentati ufficialmente dal governatore William Gilpin del Colorado nel 1890, e nel 1905 furono condotti studi di fattibilità più avanzati dalla Trans-Siberian Railway Company [6]. Figure di spicco della Russia e degli USA, incluso lo sfortunato zar Nicola II, sostennero questo progetto. L’impero inglese all’epoca era noto come “il vecchio d’Europa”, dopo aver sprecato le risorse in diminuzione per mantenere vivo un impero globale gonfiato reprimendo rivolte in India (1857-58), Irlanda (1867), Transvaal del Sud Africa (1880-1881) e organizzando la guerra di Crimea (1853-1856) contro la Russia e la seconda guerra dell’oppio (1856-1860) contro la Cina, mentre tentava di annullare la Rivoluzione americana sostenendo la rivolta confederata del 1860 – 1865.

Il vero sistema americano era sempre “Win-Win”
Dalla restaurazione Meiji giapponese all’iniziativa “Ferrovia Berlino – Baghdad” del cancelliere von Bismarck, alla Transiberiana ferroviaria russa, lo sviluppo intercontinentale guidato da programmi ferroviari avviò nuove dinamiche di cooperazione e sviluppo tra tutte le nazioni di Nord America, Europa, Russia e Asia [7]. Ancora più importante, questi approcci allo sviluppo delle economie nazionali si fondarono sul rifiuto concertato di tutti i dogmi del liberoscambismo inglese e la vigorosa adozione della tariffa protettiva, del credito produttivo e della pianificazione a lungo termine, tutti agendo secondo il principio del benessere generale. Queste politiche erano basate sul sistema dell’economia politica statunitense. Il principale economista del sistema statunitense del 19° secolo, Henry C. Carey, affermò più chiaramente questo conflitto di paradigmi nel saggio del 1851, L’armonia degli interessi: “…Due sistemi sono di fronte nel mondo. Uno guarda a pauperismo, ignoranza, spopolamento e barbarie; l’altro ad aumentare ricchezza, benessere, intelligenza, cooperazione e civiltà. Uno guarda alla guerra universale; l’altro alla pace universale. Uno è il sistema inglese: l’altro potremmo essere orgogliosi di chiamare sistema americano, perché è l’unico che abbia mai inventato la tendenza ad elevare mentre eguaglia la condizione dell’uomo nel mondo“.

Mackinder (al centro) circondato da alcuni dei suoi discepoli, a sinistra dall’alto: William Yandell Elliot, Zbigniew Brzezinski, Samuel P. Huntington. A destra dall’alto: Karl Haushofer, Henry Kissinger e Bernard Lewis dell’MI6

La geopolitica di Mackinder richiede un sistema chiuso
In risposta a questi sviluppi, diversi “think tank” furono formati alla fine del 19° secolo per ridisegnare e riformare le strutture dell’arcaico impero inglese da parte dei pensatori imperiali “illuminati” che riconobbero che il mondo imperiale inglese era un ordine che rischiava di essere sostituito da uno nuovo, basato su cooperazione, sviluppo e progresso. Due dei più importanti “think tank” che ebbero un ruolo determinante nel XX secolo, furono la Fabian Society di Londra [8] e il Roundtable Movement [9]. Uno dei primi membri della Fabian Society era Sir Halford Mackinder, direttore della London School of Economics e fondatore di una scuola di pensiero che ancora oggi forma pensiero ed accademismo occidentale noto come “Geopolitica”. Questo studio influenzò tutti gli strateghi imperiali emersi dal 20° secolo, dallo studente di Rodhes William Yandell Elliot, i suoi studenti di Harvard sir Henry Kissinger, Zbigniew Brzezinski, Bernard Lewis dell’MI6 e Samuel P. Huntington, per nominarne alcuni. Fu anche la base della teoria dell’Heartland celebrata dal geopolitico nazista Karl Haushofer e adottata da Hitler. Il programma di Mackinder era poco più di una riformulazione del “dividi per conquistare” praticato per secoli dall’impero inglese, e sorse in risposta alla minaccia che il programma del Sistema americano di Lincoln dello sviluppo ferroviario mondiale pose all’esistenza dei fallimentare impero inglese, come già menzionato. Lo sviluppo delle ferrovie non solo minacciava l’impero annichilendo il controllo marittimo inglese sugli stretti marittimi del mondo, ma avviò l’uso di una nuova densa fonte energetica, nota come petrolio, che minacciava di sostituire il monopolio inglese sul (meno denso) carbone, nella produzione industriale.

L’Artico come ultima frontiera
Dopo le riuscite spedizioni verso Polo Sud e Polo Nord nel 1909, Mackinder dichiarò, come Thomas Malthus prima di lui, che tutto ciò che poteva essere scoperto sulla Terra era stato scoperto e che la società umana era ora ufficialmente dentro un sistema assolutamente chiuso. Tutto ciò che rimaneva era che i principali monopoli tracciassero le risorse limitate e inducessero le nazioni vittime a massacrarsi a vicenda per dispute territoriali necessariamente presentatesi in ogni tentativo di possedere quante più “risorse limitate” possibili prima che si esaurissero. Ciò avrebbe portato le nazioni a guardare al futuro non dal punto di vista del Sistema americano delle potenzialità creative per cambiare i limiti al meglio, ma piuttosto col filtro libero-monetarista del piacere/dolore dalla miope definizione di “interesse personale”. Se la dinamica bestiale di tutti contro tutti non veniva adottata, le speranze di dominare il mondo sarebbero andate perse. La teoria di Mackinder fu espressa più chiaramente dall’osservazione: “Chi governa l’Europa dell’Est comanda l’Heartland; Chi governa l’Heartland comanda l’Isola del Mondo; Chi governa l’Isola del Mondo comanda il Mondo“. In altre parole, se si fosse impedito che l'”Isola del Mondo” venisse formata da Stati sovrani cooperativi che collaborano tramite i collegamenti ferroviari stimolando la crescita industriale/culturale nazionale, l’oligarchia inglese e i suoi partner minoritari di Wall Street avrebbero creduto di poter “comandare il mondo”. Mentre la profondità e la portata di questa parte soppressa della storia collettiva dell’umanità è troppo lunga per estrapolarla in questo breve articolo, ma riportata in dettaglio altrove, basti dire che per capire le cause della Prima guerra mondiale (e in definitiva la continuazione dopo 18 anni della Seconda guerra mondiale), questa dinamica storica va compresa.

La realtà è un sistema aperto
Nella logica dell’impero, le nazioni devono combattersi nel sistema chiuso dell’assoluta scarsità. Invece di muoversi creativamente al di fuori di tali limiti scoprendo nuovi principi universali e creando nuove fonti di energia come la fissione nucleare, la fusione termonucleare o desalinizzando l’acqua oceanica verso i deserti, alle nazioni fu detto, piuttosto arbitrariamente, che la “scarsità” (alias: “legge dei rendimenti decrescenti”) va rispettata e, come le bestie, adeguarsi al paradigma della sopravvivenza del più adatto. Tale logica fu usata per manipolare politicamente gli idioti ad iniziare quasi ogni guerra non necessaria del secolo scorso, ed è al centro della maggior parte dei conflitti odierni. Questo è ciò che la Cina respinge lanciando Nuova Via della Seta, Via della Seta Polare, BRICS e Shanghai Cooperation Organization. Richiamando l’energia creativa dei popoli e raccomandando la leadership cinese a servire il benessere generale, Xi Jinping ironicamente evocava ciò che Alexander Hamilton, Benjamin Franklin, Henry Carey e Abraham Lincoln fecero in vita per progredire. Invocava anche lo spirito rivoluzionario di Sun Yat Sen, il primo presidente della Repubblica di Cina (1911) istruito dagli economisti del sistema americano alle Hawaii e che modellò i suoi tre principi del popolo sul principio di governo di Lincoln “Per, Dal e Col popolo” [10]. Oggi nuove fonti di energia e megaprogetti creativi attendono la volontà politica di superare quei limiti incontrati dalla nostra attuale dipendenza dalle “risorse limitate”, come i combustibili fossili. Oltre alla prospettiva di collegare i Paesi eurasiatici con la “Nuova Via della Seta” e alle Americhe attraverso lo Stretto di Bering, la prossima frontiera del progresso umano non si trova sulla Terra, come Mackinder cinicamente suppose, ma piuttosto nella prospettiva dell’illimitata esplorazione spaziale, industrializzazione lunare e marziana e difesa dagli asteroidi. Niente di ciò è “fantasia utopica”, ma piuttosto politiche attive già applicate da nazioni leader come Cina e Russia, o proposte da leader di quelle nazioni come la proposta del Viceprimo Ministro russo Dmitrij Rogozin per la Difesa Strategica della Terra (SDE), e la proposta dello Stretto di Bering della Russia [11].
Il 10 febbraio 2018, nella conferenza What is the New Paradigm, la presidentessa del Schiller Institute, conosciuta in Cina come la “New Silk Road Lady”, pose la domanda: “Se guardate le condizioni del mondo occidentale oggi, specialmente degli stessi Stati Uniti; dell’Europa; del governo tedesco autodistruttivo mentre cerca di costruire un nuovo governo, la situazione del mondo è chiaramente nel caos. Evidenziavo il fatto che abbiamo bisogno di un nuovo paradigma, che dev’essere diverso da quello delle ipotesi e degli assiomi attuali, poiché il Medioevo era diverso dai tempi moderni, dove fondamentalmente tutte le ipotesi dello scolasticismo, l’aristotelismo, la superstizione e disordini simili furono sostituite da un’immagine completamente diversa dell’uomo e dalla diversa concezione della società. Questo è necessario per garantire la sopravvivenza della specie umana. E la domanda è: possiamo darci un sistema di autogoverno che garantisca che la specie umana esista per altri secoli e anche millenni? Ovviamente questa domanda era una di quelle a cui mio marito, Lyndon LaRouche, si dedicò per tutta la vita: in altre parole rilevare quegli aspetti del sistema attuale errati e come sostituirli con un sistema migliore e più completo“. Quando la specie umana dimostrò in modo coerente la capacità di scoprire le leggi dell’universo a vantaggio dell’umanità, e quando l’universo dimostrò l’illimitata abbondanza di nuovi principi da scoprire, allora come potrebbe ancora qualcuno sano di mente credere che viviamo in un mondo di scarsità e materialismo? Con intere nazioni che avanzano verso una nuova direzione in armonia con quelle leggi della natura che richiedono cooperazione, pace e sviluppo, sopraffacendo tirannia, guerra ed ignoranza, perché dovremmo scegliere di non cambiare il nostro paradigma per avere una dignitosa ed eccitante futura realtà che valga la pena di vivere?Note
[1] Garantire una vittoria decisiva nella costruzione di una società moderatamente prospera in tutti gli aspetti e lottare per il grande successo del socialismo dalle caratteristiche cinesi per una nuova era, di Xi Jinping.
[2] Nell’aprile 2007, “Megaprogetti della Russia orientale”, il governo russo offriva ufficialmente 65 miliardi di dollari per iniziare la costruzione del tunnel di 100 km sotto lo stretto di Bering. Vedasi “La Russia vuole un collegamento ferroviario con l’America“, Der Spiegel, 20 aprile 2007. Da allora la Russia ha iniziato l’implementazione con un’iniziativa miliardaria per lo sviluppo siberiano estendendo i corridoi ferroviari e sviluppando l’Artico collegandosi alla Nuova Via della Seta. I sostenitori più noti dello Stretto di Bering oggi includono il Viceprimo Ministro Dimitrij Rogozin e il consigliere di Putin Sergei Glaziev.
[3] Per una storia più approfonda della costruzione statunitense della Trans Siberian Rail, vedasi la Trans Siberian Railway dell’archivio Catskill di Theodore Waters.
[4] “Quale ruolo ha giocato la Russia nella guerra civile americana?“, 16 agosto 2017 di Oleg Egorov
[5] Se non fosse stato per la Gran Bretagna che corruppe i mercanti della BC durante le tensioni nel 1867-1870, tutti in Canada e Stati Uniti credevano che la colonia britannica sarebbe entrata negli USA, essendo l’unica soluzione economicamente valida per la colonia in bancarotta. La Transcontinental era appena stata costruita a San Francisco e un sistema di traghetti attivo collegava i mercanti della BC agli USA. Gli inglesi dovettero muoversi velocemente e lo fecero 1) ripagando il massiccio debito della Columbia Britannica, 2) acquistando poi il territorio che separava le sue colonie orientali e occidentali conosciute anche come Rupert’s Land e di proprietà della Hudson’s Bay Company, nel 1868, e 3) promettendo di costruire una ferrovia che collegasse la BC al Canada orientale, portata a termine nel 1885. L’unica condizione era che la Columbia Britannica si unisse alla Confederazione e non scegliesse l’opzione statunitense. Per un resoconto completo vedasi Il Mito Imperiale della politica nazionale canadese di Matthew Ehret-Kump, The Canadian Patriot, n. 8
[6] I fondi persei milioni di dollari sono stati raccolti privatamente, concludendo che il progetto potesse essere realizzato per 300 milioni. Un editoriale del New York Times del 24 ottobre 1905 osservò che “il tunnel dello Stretto di Bering è un progetto che a in futuro avrà probabilmente grande considerazione”.
[7] 1932: Non parlare dei partiti ma dei Principi universali – 2008. Documentario Lpac sulla diffusione internazionale del sistema americano e la rappresaglia inglese creando la prima guerra mondiale e la seconda guerra mondiale
[8] “Cos’è la Fabian Society e a che fine fu creata?” di Matthew Ehret-Kump, The Canadian Patriot n. 8, 2013
[9] Il Roundtable Movement è stato fondato dal rabbioso razzista Cecil Rhodes e amministrato da Lord Alfred Milner insieme al Programma di borse di studio di Rodhes, per adempiere alla missione esposta nella 7 ° Volontà di Rodhes: “Istituire, promuovere e sviluppare una società segreta, vero scopo ed oggetto di ciò sarà l’estensione del dominio inglese su tutto il mondo. La colonizzazione da parte di soggetti inglese di tutte le terre dove i mezzi di sostentamento sono raggiungibili con energia, lavoro e imprese, e specialmente l’occupazione dei coloni inglesi di continente africano, Terra Santa, valle dell’Eufrate, Cipro e Candia, America del Sud, isole del Pacifico non possedute finora dalla Gran Bretagna, l’arcipelago malese, quelle di Cina e Giappone, e recupero definitivo degli Stati Uniti d’America come parte integrante dell’impero inglese“. Per un resoconto completo sul Movimento della Tavola Rotonda vedasi Carroll Quigley, L’establishment anglo-americano, New York, Books in Focus, 1981 e anche Dittatura inglese o Sistema americano di Matthew Ehret-Kump su The Canadian Patriot n. 7. Le operazioni del Movimento della Tavola Rotonda negli USA si chiamano Council on Foreign Relations (CFR), fondata nel 1921, e in Gran Bretagna Royal Institute for International Affairs (alias: Chatham House) nel 1919. In Canada fu chiamata Istituto canadese per gli affari internazionali, e cambiò nome in Canadian International Council (CIC) nel 2006. A parte i nomi, la missione è sempre la stessa.
[10] L’eredità di Sun Yat Sen e la rivoluzione americana, di Mark Calney e Bob Wesser, Executive Intelligence Review, 28 ottobre 2011
[11] Jakunin vuole una decisione sul collegamento ferroviario dello Stretto di Bering entro il 2012, e per la Difesa Strategica della Terra di Rogozin, vedi “Star Wars come alternativa alla difesa missilistica“, 18 ottobre 2011Traduzione di Alessandro Lattanzio

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La Via della Seta Polare della Cina e l’occidente

Jonathon Ludwig, The Canadian Patriot 7 febbraio 2018

La Cina, in quanto principale Paese responsabile, è pronta a cooperare con tutte le parti interessate per cogliere l’opportunità storica nello sviluppo dell’Artico, affrontando le sfide poste dai cambiamenti nella regione“- Libro bianco cinese, 25 gennaio 2018.Il 25 gennaio in Cina la “Via della Seta Polare” ha creato una meravigliosa opportunità per lo sviluppo del Nord, che non si vede da decenni. Questa opportunità non solo estende il modello di crescita della Cina incredibilmente riuscito sull’America del Nord, attraverso un sistema rivoluzionario di navigazione artica e sviluppo delle infrastrutture, ma fornisce anche un nuovo spirito diplomatico fondato non sulla militarizzazione dell’Artico, come desiderato dai richiami neo-con utopici dell’era Cheney e Obama, ma piuttosto cooperazione, rispetto, sviluppo e fiducia. Con Global Affairs Canada che ha risposto favorevolmente all’iniziativa Via della Seta Polare e con l’adesione del governo canadese all’Asian Infrastructure Investment Bank guidata dalla Cina, per non parlare del memorandum della Columbia Britannica che aderisce l’iniziativa Fascia e Via, questa nuova realtà richiede una seria riflessione a canadesi e statunitensi, se vogliono rispondere adeguatamente nel modo più genuino e vantaggioso per il bene del nostro popolo e dell’umanità [1].Da dove nasce la nostra crisi?
Le economie stagnanti dell’America del Nord hanno sofferto per circa 50 anni dell’insieme di velenose falsità note dualisticamente come “società post-industriale-consumista” da un lato ed “economia della crescita anti-industriale” dall’altro. Sin da John F. Kennedy, Franklin Roosevelt (e loro corrispondenti canadesi John Diefenbaker, CD Howe e WAC Bennett) si ebbero programmi a lungo termine guidati dal nostro pensiero economico, con l’effetto di aumentare la produttività del lavoro, sia di migliorare morale , benessere fisico ed intellettuale dei nostri cittadini [2]. L’avanzata di questi tre parametri (fisico, intellettuale, morale) aumentò le capacità della nostra popolazione in modi che nessun’altra specie è capace, permettendoci di triplicare la nostra popolazione dal 1950 e, così facendo, dimostrare la vera natura dell’umanità come specie dalla sconfinata ragione creativa, con orrore dell’impero inglese e della sua élite globalmente indottrinata. Quei leader umanisti menzionati provenivano da un’era che non dicotomizzava “economia” e “politica”, in quanto erano riconosciute facce della stessa moneta, come meravigliosamente espresso da Benjamin Franklin che descriveva l’economia politica come “Scienza dell’umana felicità” [3]. Non appena quella dicotomia fu imposta alla società occidentale, formalizzata dalla distruzione del 1971 del sistema di cambio fisso di Bretton Woods, la politica divenne nient’altro che un gioco di sofismi, corruzione e ipocrisia, mentre “economia”, ormai senza “vincoli morali” dei regolamenti nazionali, divenne semplicemente una copertura per l’imperialismo postbellico attraverso la schiavitù del debito, il lavoro a basso costo, la speculazione sfrenata e il saccheggio delle risorse. Questo mondo dicotomizzato non aveva spazio per leader come quelli suddetti, né in Nord America né in altre parti del mondo. Le agenzie d’intelligence, sotto il pieno controllo dell’oligarchia dei finanzieri anglo-statunitensi, si assicurarono che nessun leader nazionalista e pro-industriale venisse tollerato al governo in qualsiasi Paese del mondo [4]. Durante gli anni patologici della Guerra Fredda, il mondo era diviso tra i “sviluppati” che non avrebbero avuto bisogno di crescere ulteriormente e i “non sviluppati” a cui erano permessi denaro e “tecnologie appropriate”, come i mulini a vento, ma non progresso tecnologico che aumentasse standard di vita o produttività del lavoro della società. Qualsiasi forma di innovazione scientifica fu relegata agli affari militari, o per far avanzare le nuove “industrie della pacificazione mentale” (cioè: intrattenimento, droghe, ecc.). L’infrastruttura non era più consentita quale dominio in cui esprimere la tecnologia, né definito lo “sviluppo”. Infatti, nel 1978-2000, i nuovi investimenti nelle infrastrutture canadesi scesero allo 0,1% / anno (rispetto al 4,8% annuo medio nel 1955-1978) [5]. Tendenze simili colpirono gli Stati Uniti causando il caos che si sta ora dispiegando nel Nord America. Nel frattempo le industrie produttive furono esternalizzate nei mercati del lavoro a basso costo, col risultato di una società sempre più dipendente da “beni economici” e servizi scadenti. La logica lineare dei confini della popolazione animale conosciuta come “Capacità portante dell’ambiente” fu quindi imposta all’umanità dalla stessa élite neomalthusiana che l’odiava così tanto da essere disposta ad ucciderne i leader più brillanti e ad elaborare una filosofia cinica solo per convincere la società, con una forma malvagia di effetto Pigmalione, che la nostra natura sia pensata per distruggere la natura e infine autodistruggersi. Un importante architetto malthusiano di tale “nuova società” fu il co-fondatore del Club di Roma Sir Alexander King, che rivelò tale infame intenzione nel sorprendente libro del 1991 The First Global Revolution: “Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, abbiamo avuto l’idea che inquinamento, riscaldamento globale, scarsità d’acqua, carestia e simili sarebbero stati adeguati. Tali pericoli sono causati dall’intervento umano, ed è solo attraverso atteggiamenti e comportamenti modificati che possono essere superati. Il vero nemico, quindi, è l’umanità stessa“. [6] E così è successo che una generazione di baby boomer drogati fu indotta a “liberarsi del passato e del futuro” seguendo i mantra di guru come Timothy Leary e Aldous Huxley per “accendere, sintonizzare e abbandonare”. Poiché l’umanità è troppo irrimediabilmente corrotta, gli fu detto di abbandonare ogni responsabilità per cambiare un mondo che non può essere, in ultima analisi, cambiato ed invece va verso l’interiorità ala ricerca del piacere (piacere/dolore, convalidato come nuovo standard di giusto/sbagliato). Questo allontanarsi dal passato e dal futuro ha reso un’intera generazione irrimediabilmente malleabile e suscettibile a una nuova etica chiamata variamente “post-strutturalismo”, “post-realismo” e “postindustrialismo”. Precisamente, tali nomi adottati dal movimento della contro-cultura erano meglio etichettati come “post-verità”. Ora, a quasi 50 anni da tale disordine nevrotico, e di fronte al crollo immanente dell’illusoria bolla del debito speculativo che troppi economisti idioti credono sia la nostra “economia”, ci è stata presentata una crisi potenzialmente meravigliosa.

Un ritorno a un futuro umanista
La Cina rispetta il diritto di tutte le nazioni di cercare la propria strada. Non perseguiremo mai lo sviluppo a spese degli altri. Troveremo una convergenza con altri Paesi e rafforzeremo la cooperazione con altri Paesi in via di sviluppo e promuoveremo la cooperazione attraverso l’iniziativa Fscia e Via“.Xi Jinping, 22 ottobre 2017Ciò che ha reso questa crisi “potenzialmente” meravigliosa è che un nuovo ordine possibile è sorto con una velocità straordinariamente rapida da quando qualcosa di nuovo ha cominciato a succedere nel 2013. Questo nuovo ordine rispetta il diritto alla sovranità di ogni nazione e presuppone che le relazioni internazionali debbano basarsi sullo sviluppo reciproco delle risorse mentali e fisiche di ogni nazione. Questo non è il Nuovo Ordine Mondiale promosso dai fratelli Huxley, ma uno fondato sulla rinascita del mondo giusto che Franklin Roosevelt immaginò in opposizione a Churchill alla fine della Seconda Guerra Mondiale [7] e che John Kennedy descrisse chiedendo di sostituire la guerra fredda con l’impegno per tutta l’umanità ad esplorare insieme le stelle [8]. Negli ultimi 30 anni, il modello di crescita della Cina ha fatto uscire oltre 800 milioni di persone dalla povertà e con l’annuncio della Nuova Via della Seta del maggio 2013, la Cina ha legato il suo destino ad istituzioni nuove e potenti come BRICS, Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e Unione Economica Eurasiatica invitando tutte le nazioni del mondo a unirsi al sogno. Consapevole del fatto che il quadro monetarista di istituzioni come Bretton Woods come FMI, Banca Mondiale e OMC non avrebbe mai permesso investimenti a lungo termine per l’estesa Via della Seta, la Cina ha creato una serie di nuovi meccanismi finanziari internazionali come Asian Infrastructure Investment Bank, New Development Bank, New Silk Road Fund e altro ancora. Con questo nuovo ritmo progressivo, gli ex-Paesi coloniali del “2 ° e 3 ° mondo” sono incoraggiati a sfidare i tronfi Dei dell’Olimpo seduti sulle rovine della City di Londra e di Wall Street. Sempre più Paesi del “1° mondo”, stagnanti e disperati, iniziano a puntare sulla Nuova Via della Seta. In questa nota, la visita di Donald Trump in Cina nel novembre 2017 consolidò non solo 250 miliardi di dollari in accordi tra le due potenze e aperto la porta agli investimenti cinesi negli USA, ma ha fatto un passo da gigante verso l’unione degli interessi statunitensi con l’Eurasia. Finora, la Nuova Via della Seta ha esteso i corridoi dello sviluppo dalla Cina all’Europa, aumentando commercio e scambi culturali, scatenando un vasto potenziale lungo la rotta. Nuove città moderne sono state costruite da zero a centinaia, e nuove industrie, tecnologie e scoperte scientifiche associate sono sbocciate. Questi corridoi sono sorti in Medio Oriente, Africa, Eurasia e persino in Sud America e Caraibi con la riduzione della povertà, la riduzione dei conflitti e la speranza come effetti.Lo stretto di Bering come perno della Via della Seta Polare
Si stima prudentemente che il 30% del gas naturale non scoperto del mondo e il 13% delle riserve di petrolio non ancora scoperte siano nell’Artico. I minerali di tutta la tavola periodica si trovano generosamente nell’Artico ma non servono all’umanità dato che non sono state costruite reti di trasporto per raggiungerli. Attualmente, i progetti della Cina con i suoi vicini artici riguardano principalmente navigazione, turismo e materie prime. Tuttavia, lo spirito della Via della Seta si basa sulla crescita complete di tutte le componenti delle economie nazionali, ed è guidato dalla creazione di corridoi di sviluppo ovunque sia adottato (energia, fibre ottiche, acqua, edilizia comunitaria, sanità, istruzione e infrastrutture di trasporto ), e non c’è ragione di credere che l’Artico costituisca un’eccezione a questa filosofia. Poiché il programma di sviluppo siberiano della Russia è parallelo alla filosofia della Nuova Via della Seta, con miliardi investiti da attori internazionali dall’estremo oriente russo allo stretto di Bering, il progetto centenario del tunnel ferroviario dello Stretto di Bering va rivisitato come punto ideale di collaborazione per riportare tecnologie e pratiche della prossima generazione in linea con la ricostruzione della nostra salute economica, fisica, mentale e morale. Il collegamento dello stretto di 100 km tra i continenti russo e americano fu approvato da Vladimir Putin nel 2007, seguito dall’approvazione della Cina nel maggio 2014. Ora, con oltre 25000 km di ferrovie ad alta velocità costruite solo in Cina (38000 km da costruire entro il 2025), con diversi progetti di binari magnetici aggiuntivi ora in costruzione e vasti progetti ferroviari nell’Artico russo, il prossimo passo logico per lo sviluppo eurasiatico è portare l’America nel complesso in questo programma con linee ferroviarie attraverso lo Stretto di Bering. Con un simile impegno, la costruzione della tratta ferroviaria di 1000 km nota come linea ferroviaria Alaska-Canada sarà facilmente realizzata, con nuove reti ferroviarie costruite attraverso i territori canadesi e il continente sbloccando le materie prime, costruendo nuove città avanzate e standard di vita edificanti lungo la rotta.

Il risveglio di grandi personalità
La necessità di rivisitare programmi così audaci come il Corridoio di sviluppo del Canada, progettato dall’eroe canadese della Seconda Guerra Mondiale, Generale Richard Rohmer, può finalmente verificarsi in modo legittimo una volta che questo paradigma potrà adottarsi organicamente nell’Artico. Il piano del 1969 di Rohmer, che prevedeva un binario ferroviario di 4000 km dalla Nuova Scozia allo Yukon, attraverso lo Scudo canadese del “Mid Canada”, fu progettato per aprire la zona sottosviluppata tra la tundra e la sottile zona di sviluppo che abbracciava il confine statunitense. Se questo programma fosse stato intrapreso quando fu presentato per la prima volta, nel 1969, come alternativa all’inferno post-industriale scelto al suo posto, non solo la popolazione canadese avrebbe almeno il doppio delle attuali dimensioni, ma la perdita di posti di lavoro manifatturieri (e inversamente la nostra dipendenza da beni economici provenienti da nazioni povere), il decadimento delle nostre infrastrutture e il crollo dei nostri cittadini non si sarebbero verificati. Da questo punto di vista, la creazione di città artiche ispirate alla città a cupola di Frobisher Bay del primo ministro John Diefenbaker, diventerà presto una perla lungo la grande Fascia e Via del Nord. Tali complessi, che avrebbero dato ad oltre 5000 ingegneri e famiglie tutti i comfort della città di Toronto, erano pronti per essere costruiti già nel 1958 se non fosse per l’attacco coordinato a Diefenbaker e all’economia nordamericana. Ciò che è più importante dello sviluppo delle materie prime sono le nuove opportunità scientifiche per esplorare gli effetti della radiazione cosmica e il suo ruolo nel guidare i cicli climatici, l’evoluzione della biosfera e persino alcune forme di malattie virali. Tali indagini possono avvenire solo negli ambienti saturi di radiazioni cosmiche dell’artico. L’esplorazione spaziale, dove Russia e Cina sono sempre più leader mondiali, richiede anche ambienti artici che imitino le condizioni climatiche extra-terrestri che incontreremo su Marte. La cosa più importante è che la Cina vuole questo futuro e sa che noi occidentali possiamo svegliarci dal nostro lungo sonno.Visione a lungo termine della Cina per l’umanità
Nel maggio 2016, in previsione dell’inaugurazione della Via della Seta Polare, l’ambasciatore cinese in Canada scrisse: “L’iniziativa Fascia e Via è un nuovo tipo di meccanismo di cooperazione. La Cina seguirà i principi di apertura, cooperazione, armonia, inclusività, mutuo vantaggio e cooperazione vantaggiosa per tutti. I programmi di sviluppo nell’ambito dell’iniziativa non sono esclusivi, ma sono aperti a tutti i Paesi o parti interessati, sia nelle regioni lungo il percorso che in altre parti del mondo… Alcuni amici canadesi mi hanno detto che, come Canada e Cina sono vicini del Pacifico, l’iniziativa Fascia e Via da molte opportunità anche al Canada. In considerazione dei progressi compiuti nel corso della cooperazione Cina-Canada in tutti i settori, negli anni, il Canada può sfruttare il vantaggio in risorse e tecnologia per rafforzare la cooperazione con i Paesi asiatici in settori come sviluppo delle infrastrutture, investimenti industriali, le risorse energetiche, finanziamento, scambi interpersonali e produzione avanzata… Nel frattempo, Cina e Canada potrebbero esplorare insieme modi e mezzi per estendere Fascia e Via nel Nord America“. Per il geopolitico, o qualsiasi altra vittima dell’ingegneria sociale del baby boom, tali intenzioni espresse dalla Cina sono del tutto inesistenti. Tutto ciò che esiste è presunto meccanismo di pianificazione basato su idee hobbesiane di potere del più forte per dominare il più debole e potere di monopolizzare le risorse. La nozione di potere che si trova nella capacità dell’umanità di coesistere e cooperare nell’interesse comune e dell’universo come idea compresa da pensatori come Gottfried Leibniz, Benjamin Franklin, Abraham Lincoln, Franklin Roosevelt e altri, è quasi del tutto assente nelle menti di una società condizionata a pensare in termini materialistici. Tuttavia, qualsiasi pensatore dalla chiaro conoscenza della storia e amorevole senso del futuro può facilmente identificare l’intenzione della Cina e dei suoi principali alleati eurasiatici. Per chi vede oltre gli effetti dell’ingegneria sociale su descritti, come la presidentessa dell’istituto Schiller Helga Zepp-LaRouche, la Nuova Via della Seta non rappresenta solo un’opportunità per costruire infrastrutture e sanare le ferite dell’ultimo mezzo decennio, ma ancor più, rappresenta nientemeno che un’opportunità per mettere finalmente l’umanità in armonia con le leggi naturali dell’universo, il cui comando primario è “essere creativi o collassare”. In una recente conferenza a Berlino, la signora LaRouche concludeva con le seguenti parole, “È molto bello vivere in questo momento storico e contribuire a rendere il mondo un posto migliore. E può essere fatto, perché il Nuovo Paradigma corrisponde alla legittimità dell’universo fisico nella scienza, nell’arte classica e in questi principi. Il neoliberismo e liberalismo di sinistra sono obsoleti e scompariranno come gli scolastici che discutevano su quanti angeli sedessero sulla capocchia di una spilla. Ciò che verrà affermato è l’identità della specie umana come specie creativa nell’universo“.

La fase successiva dell’evoluzione della Nuova Via della Seta promossa dall’Istituto Schiller è illustrata con decine di importanti progetti. (Worldlandbridge.com)

Note
[1] Indipendentemente dal fatto che il sostegno del governo canadese a tali iniziative sia autentico o meno, non è questione di cui ci occupiamo in questo momento. Il fatto è che c’è stata un’espressione di sostegno a un processo le cui regole non sono state modellate dall’élite anglo-statunitense, e la nostra valutazione deriva da questo fatto. Resta che, in un momento di crisi, anche le agenzie che beneficiavano del decadimento della società devono adattarsi alla cura se desiderano sopravvivere, o collassare con l’ospite che hanno distrutto come parassiti.
[2] Tali grandi progetti erano noti New Deal, programma Apollo, la rivoluzione idro-nucleare e Avro Arrow
[3] Da Leibniz a Franklin su “Happiness” di David Shavin, Fidelio Vol. 12 n. 1
[4] Per una cronologia più completa dei colpi di Stato e assassinii della CIA-MI6 dalla Seconda guerra mondiale, vedasi “Cronologia delle atrocità della CIA“, Steve Kangas, 7 febbraio 1997
[5] Il pericolo dell’imminente crollo dell’infrastruttura municipale canadese, Federazione delle municipalità canadesi, novembre 2007. Mentre il tasso di investimento è leggermente migliorato rispetto al 2001, il danno causato dal gap di 25 anni è diventato irrisolvibile senza un completo cambiamento sistemico. Le percentuali del collasso delle infrastrutture statunitensi sono di entità simile, per la relazione dell’American Society of Civil Engineers 2017, che avanza una stima prudente di 2 trilioni di dollari per portare le infrastrutture a livelli “accettabili”.
[6] The First Global Revolution: A Report by the Club of Rome, 1991 di Alexander King
[7] Per un resoconto completo della battaglia tra FDR e le intenzioni opposte di Churchill sul mondo postbellico, tratto dal libro di Elliot Roosevelt, As He Saw It.
[8] Nel discorso alle Nazioni Unite del 20 settembre 1963, Kennedy disse: “Includo tra queste possibilità una spedizione congiunta sulla Luna… Perché.. dovrebbe il primo volo dell’uomo sulla Luna essere una questione di competizione nazionale? Perché Stati Uniti ed Unione Sovietica dovrebbero sobbarcarsi immense duplicazioni su ricerca, costruzione e spesa? Sicuramente dovremmo esplorare se scienziati e astronauti dei nostri due Paesi, anzi di tutto il mondo, non possono collaborare alla conquista dello spazio, mandando un giorno di questo decennio sulla Luna non i rappresentanti di una sola nazione, ma di tutti i nostri Paesi“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Russia e Cina costruiscono la “Via della Seta Polare”

Fort Russ News, 30 gennaio 2017

Potrebbe la Russia controllare una larga fetta del trasporto marittimo globale nel prossimo futuro? La frase del presidente russo, detta scherzosamente ai rappresentanti della Cina alla cerimonia del primo carico di gas liquefatto nello stabilimento LNG Jamal: “La Via della Seta ha raggiunto il Nord. La uniremo con la rotta del Mare del Nord, e sarà proprio ciò di cui abbiamo bisogno: La Via della Seta Polare”, frase che si è rivelata profetica e anche piuttosto pragmatica. Nel primo Libro bianco sulla politica della Cina nell’Artico, pubblicato dal Consiglio di Stato della Cina, una dichiarazione diretta e inequivocabile afferma che la Cina intende “congiuntamente con altri Stati, creare rotte commerciali marittime nella regione artica nell’ambito della struttura dell’iniziativa ‘Via della Seta Polare’“. Quali “altri Stati” siano, nessuno l’ha detto. Ma basta aprire una mappa e ci sono, naturalmente, Stati Uniti e Canada, senza alcun rapporto con l’iniziativa “Via della Seta”, e la Norvegia, che non rappresenta nulla di valore nel quadro del megaprogetto cinese. “Possiamo fare passi costruttivi per coordinare le strategie di sviluppo con gli Stati artici”, afferma la strategia cinese, “Innanzitutto, promuovere sforzi congiunti per creare un corridoio economico marittimo tra Cina ed Europa attraverso l’Oceano Artico. Le imprese cinesi sono incoraggiate a partecipare allo sviluppo delle infrastrutture, ai viaggi commerciali di prova in conformità con leggi e regolamenti appropriati“.
Perché la Cina è interessata alla rotta del Mare del Nord? Altre rotte marittime trans-eurasiatiche, da una prospettiva a lungo termine, possono essere instabili, soprattutto in termini di sicurezza. L’attuale rotta “di base” attraversa Canale di Suez e Mediterraneo. Ma tenendo conto dell’espansione pianificata, è ancora troppo affollata. In secondo luogo, il Medio Oriente è un’evidente zona d’instabilità. E in terzo luogo, nessuno sa come si comporteranno in una data situazione le autorità locali: c’è sempre un certo rischio. Un altro possibile itinerario è attraverso l’America centrale, che si tratti del canale Panama o dell’ipotetico canale nicaraguense. Anche questi non sono del tutto razionali, ma per altri motivi. Ha senso usarli per il commercio asiatico-americano, il cui sviluppo è pianificato. Pertanto, solo due rotte polari possono davvero offrire una soluzione strategica a lungo termine.
C’è il Passaggio a Nord-Ovest Americano, per primo attraversato dal norvegese Roald Amundsen all’inizio del secolo scorso, ma vi sono alcuni problemi. Innanzitutto, il Canada, ritenendo che il passaggio a nord-ovest attraversi le sue acque territoriali, potrebbe comportare conseguenze per altri Paesi. Inoltre, gli Stati Uniti; ma avere un’autostrada commerciale sotto il controllo di un concorrente strategico non sarebbe favorevole. E poi c’è la rotta del Mare del Nord della Russia, che è molto più logica e attraente per i vicini cinesi dalla mentalità strategica. Per la Russia, la partecipazione attiva dei cinesi allo sviluppo della rotta del Mare del Nord è utile non solo per gli investimenti. In Russia, i cinesi beneficiano in primo luogo dei continui acquisti di servizi: dalla flotta rompighiaccio ai trasbordi portuali. I servizi potrebbero anche essere utilizzati da giapponesi, coreani, vietnamiti e anche UE se fosse interessata. Ma il principale “grossista di transito”, senza dubbio, non può che essere la Cina. E non è un caso se alla fine dello scorso anno gli scienziati marittimi russi e cinesi decidevano di sviluppare congiuntamente nuove tecnologie artiche per la ricerca oceanica e modellare i ghiacci. Un accordo su questo fu firmato a dicembre 2017, a San Pietroburgo, dai rappresentanti dell’Università Tecnica Marittima Statale di San Pietroburgo e dal Centro di Ricerca per le Costruzioni Navali della Cina.
La Cina è interessata all’esplorazione congiunta delle risorse naturali dell’Artico. E la Russia, a sua volta, ha vitale interesse nello sviluppo delle infrastrutture artiche: questa regione è molto ricca ma, come si suol dire, è complessa. Allo stesso modo, non è un caso che la Russia stia investendo attivamente nella componente militare dell’Artico: detta ricchezza va protetta. E così anche Federazione Russa e Cina vedono la necessità di cooperazione nello sviluppo di questa regione. Vicinanza e interessi comuni sono tra i migliori criteri per il successo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Stratega della Cina: gli Stati Uniti usano il dollaro per dominare il mondo

Qiao Liang, Chinascope

Nota del redattore: Qiao Liang, Generale dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLA), tenne una discorso al Comitato Centrale del Partito comunista cinese (PCC) e presso un ufficio governativo. Qiao è lo stratega dell’ELP coautore del libro “Guerra senza limiti”. Nel discorso, Qiao spiegava di aver studiato le teorie finanziarie e concluso che gli Stati Uniti impongono il dollaro come valuta globale per preservare la propria egemonia sul mondo. Gli Stati Uniti proveranno di tutto, anche la guerra, per mantenere il dominio del dollaro nel commercio globale. Ha anche parlato della strategia della Cina, da crescente superpotenza, e del contenimento degli Stati Uniti. I seguenti passi sono estratti dal suo intervento. [1]I. La situazione che circonda la Cina e il segreto del ciclo dell’indice del dollaro USA
A. Il primo impero finanziario nella storia

Le persone che lavorano in economia o nel settore finanziario sono probabilmente più adatte a parlare di questo argomento. Ne discuterò dall’angolatura della strategia [nazionale]. Il 15 agosto 1971, quando il dollaro USA smise di essere ancorato all’oro, la nave del dollaro gettò via l’ancora, che era d’oro. Facciamo un passo indietro. Nel luglio del 1944, per aiutare gli Stati Uniti a prendere in mano l’egemonia monetaria dall’Impero inglese, il presidente Roosevelt sostenne tre sistemi mondiali: il sistema politico: le Nazioni Unite; il sistema commerciale: l’Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio (GATT), che in seguito divenne l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC); e il sistema finanziario valutario: il sistema di Bretton Woods. Il desiderio degli statunitensi era avere l’egemonia del dollaro statunitense nel mondo attraverso il sistema di Bretton Woods. Tuttavia, dal 1944 al 1971, il dollaro non ottenne quel potere. Cosa bloccava il dollaro? L’oro. Quando fu istituito il sistema di Bretton Woods, gli Stati Uniti promisero al mondo che il dollaro sarebbe stato ancorato all’oro mentre la moneta di ogni altro Paese avrebbe potuto ancorarso al dollaro. Un’oncia d’oro fu fissata a 35 dollari. Con questa promessa, gli Stati Uniti non potevano fare nulla secondo la propria volontà. In altre parole, non potevano stampare un numero illimitato di dollari. Ogni volta che stampavano un biglietto da un dollaro, dovevano aggiungere un’oncia d’oro al tesoro come riserva. Gli Stati Uniti fecero questa promessa al mondo perché detenevano l’ottanta per cento della riserva d’oro del mondo, in quel momento. Pensavano che, con così tanto oro in mano, bastasse a sostenere la credibilità del dollaro USA. Tuttavia, non era così semplice. Gli Stati Uniti entrarono stupidamente nelle guerra di Corea e del Vietnam, che costò caro. La guerra del Vietnam costò in particolare 800 miliardi, così grande che gli Stati Uniti non poterono sopportarlo. Sulla base della promessa degli Stati Uniti, ogni volta che spendevano 35, perdevano un’oncia d’oro. Nell’agosto del 1971, avevano ancora circa 8800 tonnellate d’oro. Sapevano di essere nei guai. Altri continuavano a creargli nuovi problemi. Ad esempio, il Presidente francese De Gaulle non si fidava del dollaro USA. Chiese al ministro delle finanze francese e al presidente della Banca centrale e gli fu detto che la Francia aveva circa 2,3 miliardi di dollari in riserva. Gli disse di venderli tutti per l’oro. Altri Paesi seguirono l’esempio. Così, il 15 agosto 1971, il presidente statunitense Nixon annunciò che gli Stati Uniti smettevano di ancorare il dollaro all’oro. Fu l’inizio del crollo del sistema di Bretton Woods, e anche del modo con cui gli statunitensi hanno imbrogliato il mondo. Tuttavia, il mondo non se ne rese conto. La gente si fidava del dollaro USA perché era sostenuto dall’oro. Il dollaro USA era la valuta internazionale, di regolamento e di riserva da oltre 20 anni. Le persone erano abituate al dollaro. Quando il dollaro statunitense perse improvvisamente il legame con l’oro, allora, in teoria, divenne un mero pezzo di carta verde. Perché si usa ancora?
In teoria la gente potrebbe smettere di usarla, ma in pratica cosa userebbe per i pagamenti internazionale? La valuta è una misura del valore. Se la gente smette di usare il dollaro USA, c’è qualche altra valuta di cui fidarsi? Così, gli statunitensi approfittarono dell’inerzia della gente e costrinsero l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) ad accettare la loro condizioni secondo cui il commercio mondiale di petrolio doveva basarsi sui dollari USA. In precedenza, gli scambi petroliferi erano regolati in qualsiasi valuta internazionale, ma dall’ottobre 1973 il regolamento si limitò al solo dollaro USA. Dopo aver disimpegnato il metallo prezioso, gli statunitensi legarono il loro dollaro al petrolio. Perché? Gli statunitensi erano molto chiari: la gente non amava il dollaro, ma non poteva vivere senza energia. Ogni Paese aveva bisogno di svilupparsi e quindi di consumare energia. In questo modo, il bisogno di petrolio si tradusse nella necessità del dollaro USA. Per gli Stati Uniti fu una mossa molto intelligente. Non molti avevano la chiara comprensione di ciò al momento. Le persone, inclusi economisti ed esperti finanziari, non si resero conto che la cosa più importante nel 20° secolo non fu la prima guerra mondiale, la seconda guerra mondiale, o la disintegrazione dell’URSS, ma piuttosto il 15 agosto 1971, la disconnessione tra dollaro e oro. Da quel giorno emerse un vero impero finanziario, basato sull’egemonia del dollaro statunitense e entrammo nell’era della valuta cartacea. Non c’è metallo prezioso dietro il dollaro USA. Il credito del governo è l’unico supporto. Gli Stati Uniti traggono profitto dal mondo. Ciò significa che possono avere ricchezza materiale dal mondo stampando un pezzo di carta verde. Non è mai successo prima nel mondo. Nel corso della storia dell’umanità ci sono stati molti modi in cui le persone potevano arricchirsi: scambio in valuta, oro o argento, o con la guerra per afferrare i beni (tuttavia, la guerra è molto costosa). Quando il dollaro statunitense divenne solo un pezzo di carta verde, il costo per gli Stati Uniti nel creare soldi diventato estremamente basso. Senza la restrizione dell’oro, gli Stati Uniti possono stampare dollari a volontà. Se conservano una grande quantità di dollari negli Stati Uniti, creeranno sicuramente inflazione. Se esportano dollari, il mondo intero aiuta gli Stati Uniti a gestire la propria inflazione. Ecco perché l’inflazione non è così alta negli Stati Uniti. Tuttavia, una volta che gli Stati Uniti esportano il dollaro nel mondo, non hanno molti soldi. Se continuano a stampare denaro, il dollaro USA continuerà a svalutarsi, il che non è positivo per essi. Pertanto, la Federal Reserve statunitense non è, come qualcuno ha immaginato, una banca centrale che stampa denaro in modo irresponsabile. La Federal Reserve sa cosa significa “restrizione”. Dalla fondazione nel 1913 fino al 2013, la Federal Reserve ha stampato solo 10 trilioni di dollari. Ciò potrebbe portare le persone a criticare la Banca centrale cinese, che ha stampato 120 trilioni di yuan (circa 20 trilioni di dollari usando un tasso di cambio di 6,2 yuan per dollaro) dal 1954. In realtà ciò non significa che la Cina stampi denaro senza alcuna restrizione. Dall’apertura, la Cina ha guadagnato molti dollari e anche una grande quantità di dollari è volata in Cina come investimenti. Il controllo della valuta estera della Cina impedisce al dollaro di circolare in Cina. Quando arriva il dollaro USA a circolare in Cina, la Banca centrale cinese deve invece stampare una quantità corrispondente di renminbi. Tuttavia, un investitore straniero può ritirare i soldi dalla Cina dopo aver guadagnato. Inoltre, abbiamo bisogno di spendere le nostre riserve estere per acquistare energia, prodotti e tecnologia. Di conseguenza, una grande quantità di dollari USA è volata fuori dalla Cina, ma una quantità corrispondente di renminbi è rimasta in Cina. Non si possono distruggere quei renminbi, quindi la Cina finisce con più renminbi che riserva estera. La Banca centrale cinese ha ammesso di aver sovrastampato 20 miliardi di yuan. Questa enorme quantità è rimasta in Cina. È un argomento che discuterò più avanti, perché dovremmo fare del renminbi una valuta internazionale.

B. La relazione tra il ciclo dell’indice del dollaro USA ed economia globale
Gli Stati Uniti hanno evitato un’inflazione elevata lasciando circolare il dollaro a livello globale. Hanno anche bisogno di frenare la stampa di dollari per evitarne la svalutazione. Allora cosa dovrebbe fare quando finiscono i dollari? Gli statunitensi hanno trovato una soluzione: emettere debito per riportare il dollaro negli Stati Uniti. Hanno iniziato a stampare soldi con una mano e a prendere denaro in prestito con l’altra. La stampa di denaro può creare soldi. Anche prendere in prestito denaro può creare soldi. Questa economia finanziaria (usare il denaro per fare soldi) è molto più facile della vera economia (basata sull’industria). Perché preoccuparsi delle industrie manifatturiere che hanno solo una bassa capacità di aggiunta di valore? Dal 15 agosto 1971, gli Stati Uniti hanno gradualmente chiuso la propria economia reale passando a un’economia virtuale. Sono diventati uno Stato economico “vuoto”. L’attuale prodotto interno lordo degli Stati Uniti (PIL) ha raggiunto i 18 trilioni di dollari, ma solo 5 trilioni provengono dall’economia reale. Con l’emissione del debito, gli Stati Uniti portano una grande quantità di dollari dall’estero ai tre grandi mercati statunitensi: mercato delle materie prime, dei buoni del tesoro ed azionario. Gli Stati Uniti ripetono questo ciclo per creare soldi: stampare denaro, esportarlo all’estero e farlo ritornare. Gli Stati Uniti sono quindi diventati un impero finanziario. Molti pensano che l’imperialismo si sia fermato dopo che il Regno Unito si è indebolito. In realtà, gli Stati Uniti hanno guidato un imperialismo occulto con il dollaro USA e hanno trasformato altri Paesi in colonie finanziarie. Oggi molti Paesi, inclusa la Cina, hanno proprie sovranità, Costituzione e governo, ma dipendono dal dollaro USA. I loro prodotti sono misurati in dollari e devono consegnare la loro ricchezza materiale agli Stati Uniti in cambio del dollaro USA. Questo può essere visto chiaramente nel ciclo dell’indice del dollaro negli ultimi 40 anni. Dal 1971, quando gli Stati Uniti iniziarono a stampare liberamente moneta, l’indice del dollaro USA ha perso valore. Per dieci anni, l’indice ha continuato a diminuire, indicando che viene sovrastampato. In realtà, non fu necessariamente una brutta cosa per il mondo quando l’indice del dollaro USA diminuì. Significava un aumento dell’offerta di dollari e un grande deflusso di dollari verso altri Paesi. Molti dollari andarono in America Latina. Questo investimento creaò il boom economico in America Latina negli anni ’70. Nel 1979, dopo aver inondato il mondo coi dollari per quasi 10 anni, gli statunitensi decisero d’invertire il processo. L’indice del dollaro USA iniziò a salire nel 1979. I dollari tornarono negli Stati Uniti e altre regioni ricevettero meno dollari. L’economia dell’America Latina esplose a causa dell’ampia offerta di investimenti in dollari, ma questo si fermò improvvisamente quando gli investimenti si prosciugarono. I Paesi dell’America latina cercarono di salvarsi.
L’Argentina, che un tempo aveva il PIL pro capite da Paese sviluppato, gu la prima a cadere in recessione. Sfortunatamente, il presidente argentino Galtieri, salito al potere con un colpo di Stato militare, scelse di usare la guerra per risolvere il problema. Puntò alle isole Malvinas (che gli inglesi chiamavano Falkland), a 400 miglia dall’Argentina. Queste isole erano sotto il dominio inflese da oltre 100 anni. Galtieri decise di riprenderle. Certo, non poteva affrontare una guerra senza la benedizione degli Stati Uniti. Inviò un intermediario per informarsi sull’opinione degli Stati Uniti. Il presidente degli Stati Uniti Reagan rispose alla leggera: era tra voi e il Regno Unito; gli Stati Uniti non avevano una posizione e sarebbero rimasti neutrali. Galtieri la prese come acquiescenza dagli Stati Uniti. Cominciò la guerra e prese il controllo delle isole con facilità. Gli argentini erano impazziti. Tuttavia, la prima ministra inglese Margaret Thatcher affermò che non l’avrebbero assolutamente accettato e costrinse gli Stati Uniti a parlare apertamente. Reagan si tolse la maschera neutrale, denunciando l’invasione dell’Argentina e di appoggiare ul Regno Unito. Gli inglesi inviarono una task force con una portaerei, che percorse 8000 miglia, per riprendere le Isole Malvinas. Allo stesso tempo, il dollaro USA fu apprezzato e il capitale internazionale tornò negli Stati Uniti proprio come desideravano. Quando iniziò la guerra delle isole Malvinas, gli investitori di tutto il mondo conclusero che una crisi regionale era iniziata in America Latina e che l’ambiente degli investimenti si sarebbe deteriorato. Quindi gli investitori ritirarono il loro capitale. Allo stesso tempo, la Federal Reserve annunciò un aumento dei tassi d’interesse, che accelerò il ritiro di capitali dall’America Latina. L’economia latinoamericana decadde. Il capitale andato via finì nei tre grandi mercati statunitensi. Diede agli Stati Uniti il primo mercato in rialzo dato che il dollaro non veniva ancorato all’oro. L’indice del dollaro USA balzò da 60 a 120, con un aumento del 100 percento. Gli statunitensi non si fermarono dopo aver guadagnato molti soldi dal mercato in rialzo. Alcuni presero i soldi appena ottenuti e tornarono in America Latina per comprare i buoni beni i cui prezzi erano crollati. Gli Stati Uniti guadagnarono proficuamente dall’economia dell’America Latina. Se ciò fosse accaduto solo una volta, sarebbe considerato evento dalla scarsa probabilità. Essendo accaduto più volte, indica uno schema.
Nel 1986, dopo “dieci anni di dollaro USA debole e sei anni di dollaro forte”, l’indice del dollaro USA iniziò nuovamente a calare. Dieci anni dopo, nel 1997, l’indice del dollaro iniziò a salire. Questa volta il dollaro forte durò ancora sei anni. Durante il secondo ciclo decennale, il dollaro USA finì principalmente in Asia. Quale fu il concetto d’investimento più caldo negli anni ’80? Erano le “Tigri asiatiche”. Molti pensavano che fosse dovuto al duro lavoro degli asiatici e alla loro intelligenza. In realtà, la grande ragione era l’ampio investimento in dollari USA. Quando l’economia asiatica iniziò a prosperare, gli statunitensi sentirono che era tempo di raccogliere. Così, nel 1997, dopo dieci anni di dollaro debole, gli statunitensi ridussero l’offerta di moneta all’Asia e crearono un dollaro forte. Molte aziende e industrie asiatiche subirono un’offerta di moneta insufficiente. L’area mostrò i segni di imminenti recessione e crisi finanziaria. Era necessaria un’ultima goccia per spezzare la schiena del cammello. Quale fu? Yna crisi regionale. Doveva esserci una guerra come quella argentina? Non necessariamente. La guerra non è l’unico modo per creare una crisi regionale. Così apparve l’investitore finanziario Soros prendere il suo Fondo Quantico, così come oltre un centinaio di altri fondi hedge nel mondo, e attaccare in modo famelico l’economia più debole dell’Asia, la Thailandia. Attaccò la valuta tailandese Baht per una settimana. Questo creaò la crisi di Baht che si diffuse in Malesia, Singapore, Indonesia e Filippine. Poi passò a nord , a Taiwan, Hong Kong, Giappone, Corea del Sud e persino Russia. Così la crisi finanziaria dell’Asia orientale esplose completamente. Il cammello cadde a terra. Gli investitori del mondo conclusero che l’ambiente dell’investimento asiatico era crollato e ritirarono i soldi. La Federal Reserve statunitense prontamente suonò il corno e aumentò il tasso di interesse del dollaro. Il capitale proveniente dall’Asia volò verso i tre grandi mercati degli Stati Uniti, creando il secondo grande mercato al rialzo degli Stati Uniti. Quando gli statunitensi fecero un sacco di soldi, seguirono lo stesso approccio con l’America Latina: presero i soldi raccolti con la crisi finanziaria asiatica in Asia per acquistarne i buoni che, a quel punto, erano al prezzo minimo. L’economia asiatica non poteva contrattaccare. L’unico fortunato sopravvissuto in questa crisi fu la Cina.

C. Ora, è tempo di raccogliere dalla Cina
Era preciso come la marea; il dollaro USA fu forte per sei anni. Poi, nel 2002, iniziò a indebolirsi. Seguendo lo stesso schema, rimase debole per dieci anni. Nel 2012, gli statunitensi iniziarono a prepararsi per renderlo forte. Usarono lo stesso approccio: creare una crisi regionale agli altri popoli. Pertanto, abbiamo visto accadere diversi eventi in relazione alla Cina: l’affondamento del Cheonan, la disputa sulle Isole Senkaku (le isole Diaoyu in cinese) e la disputa su Scarborough Shoal (l’isola Huangyan in cinese). Tutto questo successe durante tale periodo. Il conflitto tra Cina e Filippine sull’Isola di Huangyan e il conflitto tra Cina e Giappone sulle Isole Diaoyu potrebbero non avere molto a che fare con l’indice del dollaro USA, ma era davvero così? Perché è accaduto esattamente nel decimo anno in cui il dollaro USA era debole? Sfortunatamente, gli Stati Uniti hanno giocato troppo col fuoco (nel proprio mercato dei mutui) e si lanciarono in una crisi finanziaria nel 2008. Ciò ritardò un po’ i tempi del rialzo del dollaro USA. Se riconosciamo che esiste un ciclo dell’indice del dollaro USA e gli statunitensi l’usano per raccoglierlo dagli altri Paesi, allora possiamo concludere che era giunto il momento di raccogliere dalla Cina. Perché? Perché la Cina aveva ottenuto la maggior quantità di investimenti dal mondo. Le dimensioni dell’economia cinese non erano più quelle di un solo Paese; era persino più grande di tutta l’America Latina e aveva le stesse dimensioni dell’Asia orientale. Dal conflitto tra le isole Diaoyu e il conflitto sull’isola di Huangyan, gli incidenti continuarono a perseguitare la Cina, compreso lo scontro sulle piattaforme petrolifere cinesi 981 con il Vietnam e l’evento “Occupy Central” di Hong Kong. Possono ancora essere considerati semplicemente accidentali? Accompagnai il Generale Liu Yazhou, Commissario politico della National Defence University, a visitare Hong Kong nel maggio 2014. A quel tempo, sentimmo che il movimento “Occupy Central” era in programma e avrebbe avuto luogo entro la fine del mese. Tuttavia, non successe a maggio, giugno, luglio o agosto. Che successe? Cosa stavano aspettando? Diamo un’occhiata a un’altra tempistica: l’uscita della Federal Reserve statunitense dalla politica del Quantitative Easing (QE). Gli Stati Unito dissero che avrebbero interrotto il QE all’inizio del 2014, ma rimase ad aprile, maggio, giugno, luglio e agosto. Finché erano col QE, mantennero la sovrastampa di dollari e il prezzo del dollaro non poteva salire. Quindi, nemmeno “Occupy Central” di Hong Kong doveva accadere. A fine settembre, la Federal Reserve annunciò che gli Stati Uniti sarebbero usciti dal QE. Il dollaro iniziò a salire. Poi “Occupy Central” di Hong Kong esplosa all’inizio di ottobre. In realtà, le isole Diaoyu, l’isola Huangyan, la piattaforma 981 e il movimento “Occupy Central” di Hong Kong erano tutte bombe. L’esplosione di uno di questi poteva creare una crisi regionale o peggiorare l’ambiente degli investimenti in Cina. Ciò costringendo a ritirare grande quantità di investimenti dalla regione, che sarebbero poi tornati negli Stati Uniti Sfortunatamente, questa volta l’avversario era la Cina, che usò i movimenti del “Tai Chi” per raffreddare ogni crisi. Ad oggi, l’ultima goccia per spezzare la schiena del cammello deve ancora cadere e il Cammello è ancora in piedi. Il cammello non si è spezzato. Pertanto, la Federal Reserve non poteva suonare il corno per aumentare il tasso di interesse. Gli statunitensi si resero conto che era difficile raccogliere dalla Cina, quindi cercarono un’alternativa.
Dove altro mirarono? In Ucraina, il collegamento tra UE e Russia. Certamente c’erano alcuni problemi sotto l’amministrazione del Presidente ucraino Janukovich, ma il motivo per cui gli statunitensi lo scelsero non era semplicemente per i suoi problemi. Avevano tre obiettivi: dare una lezione a Janukovich che non ascoltava gli Stati Uniti, impedire all’UE di avvicinarsi troppo alla Russia e creare un cattivo ambiente per gli investimenti in Europa. Così si ebbe una “rivoluzione colorata” che gli stessi ucraini sembravano aver guidato. Gli Stati Uniti raggiunsero il loro obiettivo inaspettatamente: il Presidente russo Putin si prese la Crimea. Sebbene gli statunitensi non l’avessero pianificato, gli diede le migliori ragioni per fare pressione su UE e Giappone nel sanzionare la Russia, aggiungendo ulteriore pressione all’economia dell’UE. Perché gli statunitensi lo fecero? Chi tende ad analizzare dal punto di vista geopolitico, lo fa raramente dall’angolo del capitale. Dopo la crisi ucraina, le statistiche mostravano che oltre 1 trilione di dollari in capitale lasciò l’Europa. Gli Stati Uniti ottennero ciò che volevano: se non riuscivano ad ottenere dollari dalla Cina, li avrebbero ottenuti dall’Europa. Tuttavia, il passo successivo non si ebbe come previsto dagli statunitense. Il capitale uscito dall’Europa non andò negli Stati Uniti, invece andò ad Hong Kong. Una delle ragioni era che gli investitori globali preferivano la Cina, che aveva il primo tasso di crescita economica mondiale, nonostante il fatto che la sua economia avesse iniziato a raffreddarsi. L’altro motivo era che la Cina annunciò che avrebbe implementato lo Shanghai-Hong Kong Stock Connect. Gli investitori di tutto il mondo volevano ottenere un bel ritorno dal Shanghai-Hong Kong Stock Connect. In passato, il capitale occidentale era cauto nell’entrare nel mercato azionario cinese. Una ragione chiave era il severo controllo della valuta estera della Cina: potete entrare liberamente ma non uscire quando volere. Con il Shanghai-Hong Kong Stock Connect, potevano investire nel mercato di Shanghai da Hong Kong e ripartire subito dopo aver realizzato un profitto. Pertanto, oltre 1 trilione di dollari USA rimase a Hong Kong. Questo è il motivo per cui la mano dietro “Occupy Central” continuò a pianificare e non volle fermarsi. Gli statunitensi avevano bisogno di creare una crisi regionale alla Cina, per riavere i soldi negli Stati Uniti. Perché l’economia statunitense si affida così disperatamente al capitale che torna sul proprio mercato? È perché dal 1971 gli Stati Uniti hanno smesso di produrre beni reali. Hanno definito spazzatura le industrie manifatturiere o industrie del tramonto dalla bassa economia o dal produzione dal basso valore aggiunto, e le hanno trasferite nei Paesi in via di sviluppo, in particolare in Cina. Oltre ai settori high-end, come IBM e Microsoft, che mantenevano, il 70% della popolazione passò alle industrie dei servizi finanziari. Gli Stati Uniti sono diventati uno Stato completamente vuoto dalla scarsa economia reale, per poter offrire agli investitori un grande ritorno. Gli statunitensi non hanno altra scelta che aprire la porta dell’economia virtuale: i suoi tre grandi mercati. Vogliono prendere i soldi dal mondo per questi tre mercati, in modo che possano fare soldi. Quindi usare quei soldi per raccoglierne in altri Paesi. Gli statunitensi hanno solo questo modo di sopravvivere ora. La chiamiamo strategia nazionale di sopravvivenza degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno bisogno di una grande quantità di capitale che ritorni per sostenerne la vita quotidiana e l’economia. Se un Paese blocca il flusso di capitali, è il nemico degli Stati Uniti

II. Di chi sarà il pranzo la Cina se crescerà rapidamente?
A. Perché la nascita dell’euro ha portato a una guerra in Europa?

Il 1° gennaio 1999 l’euro nacque ufficialmente. Tre mesi dopo, la NATO iniziò la guerra contro la Jugoslavia. Molti pensavano che Stati Uniti e NATO abbiano combattuto la guerra per fermare il genocidio degli albanesi da parte dell’amministrazione Milosevic, una spaventosa tragedia umanitaria. Dopo la guerra, si rivelò una bugia. Gli statunitensi riconobbero che si trattava di una messa in scena allestita congiuntamente da CIA e media occidentali. L’obiettivo era attaccare la Repubblica Federale di Jugoslavia. Tuttavia, la guerra del Kosovo davvero attaccò la Repubblica Federale di Jugoslavia? Gli europei credevano per la prima volta in modo schiacciante a tale teoria. Tuttavia, dopo questa guerra di 72 giorni, scoprirono che furono ingannati. Quando l’euro fu creato, gli europei avevano molta fiducia. Il tasso di cambio dell’euro rispetto al dollaro USA era 1:1,07. Dopo 72 giorni di bombardamenti, gli europei scoprirono che qualcosa non andava: l’euro era rovinato. Perse il 30 percento del valore; un euro equivaleva solo a 0,86 dollari. Gli europei si resero conto di essere stati ingannati. Questo è il motivo per cui in seguito, quando gli Stati Uniti insistettero ad avere una guerra con l’Iraq, Francia e Germania furono fortemente contrarie. Alcuni dicono che i Paesi democratici occidentali non si combattono. È vero che, dalla Seconda guerra mondiale, i paesi occidentali non si sono combattuto, ma ciò non significa che non abbiano conflitti militari o guerre economiche o finanziarie tra di essi. La guerra in Kosovo fu una guerra finanziaria indiretta che gli statunitensi combatterono contro l’euro. In superficie era contro la Jugoslavia, ma l’euro ebbe successo. Questo perché la nascita dell’euro toccò il pranzo del dollaro statunitense. Prima, il dollaro USA era usato per comandare l’80% del mercato internazionale delle transazioni. Scese al 60% del mercato. L’euro si prese una grande torta dal dollaro. L’Unione Europea (UE), un’economia da 27000 miliardi di dollari USA, superò l’economia dell’Area di libero scambio nordamericana (FTA) da 25 trilioni di dollari, diventando la più grande zona economica del mondo. Con un’economia così vasta, ovviamente l’UE non voleva usare il dollaro per gestire i propri scambi, quindi creò l’euro. L’introduzione dell’euro portò via un terzo del business dei cambi in dollari, oggi il 23% del commercio mondiale è regolato in euro. All’inizio, gli statunitensi non erano vigili sull’euro. Fu un po’ tardi quando scoprirono che avrebbe messo in discussione l’egemonia del dollaro. Quindi gli Stati Uniti avevano bisogno di un modo per far cadere l’UE e l’euro, così come altri possibili sfidanti.

B. Come gli Stati Uniti cercano di bilanciare la propria strategia di “riequilibrio dell’Asia-Pacifico”?
L’ascesa della Cina la rese il nuovo sfidante al dominio globale del dollaro. I conflitti sulle isole Diaoyu e sull’isola Huangyan furono l’ultimo tentativo degli Stati Uniti di sopprimere la sfidante. Sebbene questi due eventi politici intorno al confine cinese non abbiano causato la fuga di una grande quantità di capitale dalla Cina, gli statunitensi raggiunsero degli obiettivi parziali: due degli sforzi della Cina finirono. All’inizio del 2012, Cina, Giappone e Corea del Sud erano vicini al raggiungimento di un accordo sui negoziati per l’accordo di libero scambio dell’Asia nord-orientale. Nell’aprile 2012, Cina e Giappone avevano anche raggiunto un accordo preliminare sul cambio di valuta e il mantenimento dei rispettivi debiti nazionali. Tuttavia si ebbero il conflitto sulle isole Diaoyu e sull’isola Huangyan , spazzando via l’FTA e il cambio di valuta. Pochi anni dopo, la Cina finalmente sciolse la contrarietà della Corea del Sud sull’accordo di libero scambio bilaterale, ma non ebbe molto significato. Perché? L’originale FTA del nord-est asiatico, una volta stabilito, avrebbe incluso Cina, Giappone, Corea del Sud, Hong Kong, Macao e Taiwan. Sarebbe stata la terza maggiore economia del mondo, con una dimensione di oltre 20 trilioni di dollari. Inoltre, probabilmente avrebbe integrato all’FTA l’ASEAN, formando l’FTA dell’Asia orientale. Ciò sarebbe diventata la maggiore economia del mondo, da oltre 30 trilioni di dollari. Possiamo inoltre immaginare che l’accordo di libero scambio tra Asia orientale e ASEAB poteva continuare ad espandersi: India e l’Asia del sud, i cinque paesi dell’Asia centrale e i paesi dell’Asia occidentale (parte del Medio Oriente). Questo accordo con l’Asia avrebbe quindi superato i 50 trilioni di dollari statunitensi, più di quanto combinato tra UE e USA. Una FTA così grande avrebbe usato euro o dollaro per regolare il commercio interno? Ovviamente no. Ciò significa che un dollaro asiatico sarebbe nato. Penso che, se effettivamente esistesse un FTA in Asia, dovremmo promuovere il renminbi come valuta principale dell’Asia, così come il dollaro è diventato la valuta del Nord America e quindi del mondo. Portare il renminbi sul palcoscenico internazionale è molto più di ciò di cui abbiamo parlato in precedenza col “Renminbi che va all’estero” o lasciare che abbia un ruolo nella “One Belt, One Path”. Insieme al dollaro e all’euro, avrebbe condiviso il mondo. Se i cinesi potevano pensarci, gli statunitensi no? Quando annunciarono che avrebbero spostato la loro attenzione verso Oriente, spinsero i giapponesi a creare un problema sulle isole Diaoyu e sostennero le Filippine a scontrarsi con la Cina sull’isola di Huangyan. Non possiamo essere così ingenui da pensare che ciò sia stato causato solo dai giapponesi di destra o dal presidente delle Filippine Aquino. Fu il pensiero profondo e attento degli statunitensi ad impedire al renminbi di sfidare il dollaro. Gli statunitensi erano molto chiari su ciò che facevano. Se si formasse l’FTA del nord-est asiatico, con la sua reazione a catena, renminbi, euro e dollaro avrebbero reclamato un terzo del mercato commerciale mondiale. Allora per gli Stati Uniti averebbero ancora avuto l’egemonia valutaria solo per terzo? Senza un’economia reale, se dovessero perdere l’egemonia monetaria, come potrebbero gli Stati Uniti rimanere il dominatore del mondo? Una volta compreso, si capisce perché, dietro a tutti i problemi della Cina, ci sono gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti evitano “scontri” diretti con la Cina. Così hanno creato problemi alla Cina ovunque. Cosa cercano di “riequilibrare” gli Stati Uniti nell’Asia-Pacifico? Vogliono davvero mediare tra Cina e Giappone, Cina e Filippine, Cina e altri Paesi? Ovviamente no. Hanno un solo obiettivo in mente: annullare l’ascesa della Cina.

III. Il segreto che l’esercito statunitense combatte per il dollaro
A. La guerra in Iraq e la valuta utilizzata per il commercio di petrolio

Tutti dicono che la forza degli Stati Uniti si basa su tre pilastri: moneta, tecnologia e forza militare. In realtà oggi possiamo vedere che la vera spina dorsale degli Stati Uniti sono loro valuta e forza militare. Il sostegno della valuta è la loro forza militare. Ogni Paese nel mondo spende una grande quantità di denaro quando è in guerra. Gli Stati Uniti, tuttavia, sono unici. Può anche fare soldi mentre li spende per una guerra. Alcun altro Paese può farlo. Perché gli statunitensi hanno combattuto la guerra in Iraq? Molti risponderebbero, “Per il petrolio”. Tuttavia, gli statunitensi combatterono veramente per il petrolio? No. Se davvero hanno combattuto per il petrolio, perché non hanno preso un barile di petrolio dall’Iraq? Inoltre, il prezzo del petrolio greggio è salito a 149 dollari al barile dopo la guerra, dal prezzo pre-bellico di 38 dollari al barile. Il popolo statunitense non ha avuto petrolio a basso prezzo dopo che il suo esercito occupò l’Iraq. Pertanto, gli Stati Uniti hanno combattuto la guerra non per il petrolio, ma per il dollaro. Perché? La ragione era semplice, controllare il mondo, gli Stati Uniti hanno bisogno di tutto il mondo per usare il dollaro. Fu una grande mossa nel 1973 costringere l’Arabia Saudita e altri Paesi OPEC a insediare il dollaro come valuta di regolamento per le operazioni petrolifere. Una volta compreso, capirete perché gli Stati Uniti hanno combattuto una guerra in un Paese produttore di petrolio. Il risultato diretto fu aumentare il prezzo del petrolio. Una volta che il prezzo del petrolio è salito, anche la domanda di dollari è aumentata. Ad esempio, se avevate 38 dollari, potevate comprare un barile di petrolio greggio prima della guerra. Dopo la guerra, il prezzo salì di oltre quattro volte, a 149 dollari. I vostri 38 dollari vi avrebbero permesso solo un quarto di barile. Come potere ottenere gli altri tre quarti? Dovevate usare i vostri beni e risorse per scambiare cogli statunitensi dollari. Quindi il governo degli Stati Uniti poteva apertamente e legittimamente stampare altri dollari. Questo era il segreto. Voglio anche dire a tutti, che la guerra degli Stati Uniti in Iraq non ebbe solo questo obiettivo. Doveva anche mantenere l’egemonia del dollaro. Sadam non appoggiava i terroristi o al-Qaida, né aveva armi di distruzione di massa. Ma perché fu impiccato? Perché giocò una partita tra Stati Uniti e Unione Europea. Dopo la creazione dell’euro nel 1999, annunciò che il commercio petrolifero dell’Iraq sarebbe stato regolato in euro. Questo fece arrabbiare gli statunitensi, specialmente quando molti altri Paesi seguirono l’esempio. Il Presidente russo Putin, il Presidente iraniano Ahmadinejad e il Presidente venezuelano Hugo Chavez fecero lo stesso annuncio. Come potevano accettarlo gli statunitensi? Alcuni potrebbero pensare che ciò che ho detto sia una favola. Diamo un’occhiata a ciò che gli USA fecero dopo aver vinto la guerra in Iraq. Prima di arrestare Sadam, gli statunitensi si precipitarono a formare il governo temporaneo iracheno. Il primo ordine che il governo temporaneo pubblicò annunciava che il commercio petrolifero iracheno passava dall’euro al dollaro. Questo dimostrò che gli USA combattevano per il loro dollaro.

B. La guerra in Afghanistan e il flusso netto di capitali
Qualcuno potrebbe dire: “Posso vedere che gli statunitensi hanno combattuto la guerra in Iraq per il dollaro. L’Afghanistan non produce petrolio. Quindi non dovrebbe essere per il dollaro che gli statunitensi hanno combattuto quella guerra, che fu dopo l’attacco dell’11 settembre. Il mondo intero sapeva che era per vendicarsi di al-Qaida e punire i taliban che la sostenevano”. Era vero? La guerra in Afghanistan iniziò un mese dopo l’11 settembr, in fretta. Verso la metà della guerra, gli statunitensi esaurirono tutti i missili cruise. Mentre la guerra continuava, il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti dovette ricorrere alle armi nucleari. Tirò fuori 1000 missili da crociera nucleare, sostituì le testate nucleari con testate convenzionali e ne sparò 900 per vincere la guerra. Ovviamente gli statunitensi non erano pronti a questa guerra. Perché vi si precipitarono? Perché non potevano più aspettare. La loro vita finanziaria era in grave difficoltà. All’inizio del 21° secolo, come Paese senza industrie produttrici di beni reali, per mantenerlo il livello attuale, gli Stati Uniti dovevano avere un afflusso netto di 700 miliardi di dollari da altri Paesi ogni anno. Dopo l’evento dell’11 settembre, gli investitori globali mostrarono grande preoccupazione per il contesto degli investimenti negli Stati Uniti. Di conseguenza, 300 miliardi di dollari fuggirono dagli Stati Uniti Ciò costrinse gli Stati Uniti a combattere rapidamente una guerra per fermare la fuga. Non si trattava solo di punire i taliban e al-Qaida, ma anche di ricostruire la fiducia degli investitori globali. Dopo che i primi missili da crociera esplosero a Kabul, l’indice Dow Jones salì di 600 punti in un giorno. Il capitale che aveva lasciato gli Stati Uniti iniziò a rifluire. Alla fine del 2001, 400 miliardi di dollari tornarono negli Stati Uniti. Ciò dimostrò ancora una volta che la guerra in Afghanistan fu combattuta per il dollaro e il capitale.

C. Perché il Prompt Global Strike System sostituirà i portaerei?
Molti cinesi hanno grandi speranze sulla portaerei cinese. Hanno visto l’importanza della portaerei in passato e la nave cinese Liaoning ha permesso alla Cina di entrare nel rango delle potenze navali. Tuttavia, sebbene la portaerei sia ancora un simbolo per una grande potenza nel mondo, resta solo un simbolo. Questo perché la portaerei è un prodotto dell’era della logistica. Quando la Gran Bretagna era all’apice, imponeva il commercio globale e inviava i suoi prodotti nel mondo e ne prendeva le risorse, aveva bisogno di una forte marina per garantirsi la sicurezza marittima. La creazione della portaerei servì anche a controllare l’oceano e le rotte. A quel tempo il detto era: “La logistica è la chiave”. Chi controllava l’oceano controllava il flusso della ricchezza globale. Ora il capitale è la chiave. Alcuni colpi sulla tastiera di un computer possono spostare miliardi o persino trilioni di dollari da un luogo all’altro. Una portaerei può tenere il passo con la velocità della logistica, ma non col flusso di capitali. Non è quindi in grado di controllare il capitale globale. Allora oggi, quale mezzo può tenere il passo con direzione, velocità e volume del flusso del capitale globale su Internet? Gli USA sviluppano un enorme e tempestivo sistema d’attacco globale che gli consentirà di colpire qualsiasi regione concentrata di capitali con missili balistici, aerei supersonici e missili da crociera che viaggiano a velocità cinque o dieci volte superiori al suono. Gli Stati Uniti affermano di poter colpire qualsiasi luogo sulla terra in 28 minuti. Non importa dove sia il capitale, finché non vogliono che sia lì, i loro missili possono arrivarci in 28 minuti e cacciare il capitale. Ecco perché il sistema d’attacco rapido globale sostituirà inevitabilmente le portaerei. Ovviamente, anche la portaerei ha un suo valore, come salvaguardia delle rotte o per condurre una missione umanitaria. È una buona piattaforma navale.

IV. La “Air Sea Battle” non risolverà il problema degli Stati Uniti
gli USA hanno adottato il concetto di “Air Sea Battle” quando progettarono le risposte alla crescita della Cina. Fu introdotto per la prima volta nel 2010. Come concetto di guerra, significa combinare congiuntamente la potenza delle forze aeree e della marina per combattere la Cina. La creazione di tale concetto mostrò che l’esercito statunitense si stava indebolendo. In passato, gli Stati Uniti pensavano che potesse effettuare attacchi aerei o navali per colpire la Cina. Ora si scopre che l’uso di una sola forza non gli conferisce superiorità militare sulla Cina. Hanno bisogno di unire le due forze ed è così che è nato il concetto di “battaglia aeronavale”. Gli statunitensi pensano che Cina e Stati Uniti non entreranno in guerra nei prossimi dieci anni. Dopo aver studiato lo sviluppo militare della Cina, gli statunitensi si rendono conto che l’attuale capacità militare degli Stati Uniti non garantisce un vantaggio sui punti di forza della Cina, come la capacità di attaccare le portaerei e di distruggere i sistemi spaziali. Pertanto, gli Stati Uniti hanno bisogno di altri dieci anni per sviluppare un sistema da combattimento più avanzato per compensare il vantaggio della Cina. Può significare che gli Stati Uniti hanno spostato il momento per una guerra con la Cina tra dieci anni. Anche se non ci sarà una guerra per dieci anni, dobbiamo prepararvici. Se non vogliamo che una guerra avvenga tra dieci anni, dobbiamo portare a termine le nostre azioni entro i prossimi dieci anni, compresa la preparazione alla guerra.

V. Il significato strategico della strategia “One Belt, One Road”
Agli statunitensi piacciono il basket e il pugilato. Il pugilato mostra la tipica natura statunitense del rispetto della potenza: un colpo diretto con piena forza e la speranza di far abbattere l’avversario. Tutto è semplice. I cinesi sono esattamente l’opposto. Preferiscono l’ambiguità e “usano la morbidezza per conquistare la forza”. Non cercano di sconfiggere l’avversario, ma di evitate gli attacchi dal nemico. Ai cinese piace il Tai-chi, arte più nobile della boxe. La strategia “One Belt, One Road” riflette questa filosofia. Nel corso della storia, ogni volta che sorge una grande potenza, c’è un movimento per la globalizzazione corrispondente. Ciò significa che la globalizzazione non è un fenomeno continuo dal passato al presente; piuttosto appartiene a una grande potenza. L’impero romano ebbe la sua globalizzazione. La dinastia Qin in Cina (circa 200 aC) ebbe la sua globalizzazione. Ogni globalizzazione è stata avviata da un impero in ascesa, ed era anche limitata dalla forza dell’impero. La posizione più lontana che il potere dell’impero potesse influenzare e i suoi mezzi di trasporto potessero raggiungere definiva il confine della globalizzazione. Pertanto, nella visione di oggi, sia la globalizzazione dell’Impero Romano che della Dinastia Qin sono considerate espansione regionale. La “globalizzazione” di oggi è iniziata con l’impero inglese. Gli Stati Uniti hanno continuato la globalizzazione del commercio inglese. Poi si passò alla globalizzazione del dollaro USA. La “One Belt, One Road” della Cina non è semplicemente aderire al sistema economico globale, una globalizzazione sotto il dollaro USA. Come superpotenza in ascesa, la strategia “One Belt, One Road” è l’inizio della globalizzazione cinese. È un processo di globalizzazione necessario che una superpotenza deve avere durante la fase dell’ascesa. “One Belt, One Road” è la migliore strategia da superpotenza che la Cina possa adottare in questo momento, perché è una contromossa alla strategia statunitense volta a spostare l’attenzione verso Oriente. Qualcuno potrebbe chiedersi: “Una contromisura dovrebbe essere nella direzione opposta alla forza che vi minaccia. Come voltare le spalle agli Stati Uniti? “(Gli Stati Uniti spingono la Cina da est sull’Oceano Pacifico, ma la Cina gira le spalle alla pressione e si sposta ad ovest.) Esatto. La strategia “One Belt, One Road” è il contraltare indiretto della Cina alla mossa degli Stati Uniti verso est. La Cina gira le spalle agli Stati Uniti (per evitare uno scontro diretto). Mi fai pressione (da est), cammino verso ovest, non perché voglio evitarti, né perché ho paura di te, ma piuttosto perché questa è una mossa intelligente per disinnescare la pressione che imponi. La strategia “One Belt, One Road” non richiede che le due rotte siano parallele. Dovrebbe avere priorità. La forza marittima è ancora una debolezza della Cina, quindi possiamo concentrarci prima sulla rotta di terra. “One Belt” è la direzione principale. Ciò significa anche che dobbiamo rivedere l’importanza dell’esercito. Alcuni dicono che l’esercito cinese è il migliore del mondo. È vero se resta in Cina: l’esercito cinese batterà chiunque invada la terra della Cina. Il problema è che l’esercito cinese potrebbe non avere la possibilità di uscire dalla Cina per combattere e vincere una guerra? Ne ho parlato l’anno scorso alla riunione annuale di Global Times. Dissi che gli USA hanno scelto l’avversario sbagliato quando scelsero la Cina come suo avversario e vi fanno pressione. La vera minaccia per gli Stati Uniti in futuro non è la Cina, ma gli stessi Stati Uniti. Gli Stati Uniti si seppelliranno. Questo perché non si sono ancora resi conto che sta arrivando una grande era e il capitalismo finanziario che gli Stati Uniti rappresentano raggiungerà il picco e poi inizierà a scendere. Da un lato, gli Stati Uniti hanno già sfruttato appieno i benefici che il capitale genera. D’altra, attraverso l’innovazione tecnologica che gli Stati Uniti guidano, spingono Internet, big data e cloud computing all’estremo. Questi strumenti diverranno alla fine le forze che porranno fine al capitalismo finanziario. Taobao.com e Tmall.com, entrambi società di Alibaba, hanno registrato vendite per 50,7 miliardi di yuan (8,2 miliardi di dollari) l’11 novembre 2014. Alcune settimane dopo, le vendite totali su Internet più le vendite nei negozi sul mercato statunitense nei tre giorni del Ringraziamento, furono di soli 40,7 miliardi di yuan (6,6 miliardi di dollari). I 50,7 miliardi di yuan sono solo le vendite di un giorno su Alibaba, ad eccezione di 163.com, qq.com, jd.com e altri negozi online in Cina, né di vendite di negozi fisici. Tutte le vendite di Alibaba furono effettuate tramite Alipay (un sistema di pagamento elettronico). Cosa significa Alipay? Significa che la valuta è fuori dalla piattaforma commerciale. L’egemonia degli Stati Uniti è basata sul suo dollaro. Cos’è il dollaro? È una valuta. In futuro, quando smetteremo di utilizzare la valuta per le vendite, sarà inutile. Un impero basato sulla valuta esisterà ancora? Questa è la domanda a cui gli statunitensi dovrebbero pensare. La stampa 3D rappresenta anche una direzione futura. Creerà cambiamenti fondamentali nel processo di produzione. Quando il processo di produzione cambia e il processo di scambio cambia, il mondo subirà un cambiamento fondamentale. La storia mostra che questi due cambiamenti, non altri fattori, sono la vera causa del cambiamento della società. Il capitale odierno può scomparire quando la valuta scompare. Quando il metodo di produzione cambia con la stampa 3D, il mondo umano entrerà in una nuova modalità sociale. Allora, Cina e Stati Uniti staranno sulla stessa linea di partenza su Internet, big data e cloud computing. La competizione in quel momento dipenderà da chi sarà il primo a superare questa nuova porta, non da chi spingerà l’altro verso il basso. Da questo punto di vista, dico che gli Stati Uniti hanno scelto l’avversario sbagliato. Il vero avversario degli USA sono se stessi e questo cambiamento. Gli USA hanno mostrato una sorprendente lentezza nel capirlo. Questo perché hanno investito troppo nel mantenere la posizione egemonica. Non vogliono condividere il potere con altri Paesi, né unirvisi nella nuova porta sociale dietro la quale ci sono ancora molte cose a noi sconosciute.Nota:
[1] Pubblicazione online in Cina, “Qiao Liang: la strategia degli Stati Uniti nel spostare l’attenzione verso l’est e la strategia cinese di andare ad ovest – La scelta strategica cinese nel gioco tra Cina e Stati Uniti“, 15 aprile 2015.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Evoluzione della cooperazione interregionale tra Russia e Cina

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 05.01.2018La cooperazione regionale offre maggiore profondità e solidità alle relazioni economiche tra i due Paesi. Dimostra il livello di fiducia reciproca e facilita l’instaurazione di relazioni veramente strette, l’integrazione economica e culturale. Comprendendo ciò, Russia e Cina incoraggiano i contatti tra le loro regioni. Una delle importanti tendenze della cooperazione interregionale russo-cinese è il Progetto Volga-Yangtze. Nel 2013, in accordo con l’approvazione del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, fu creato il gruppo di lavoro congiunto sulla cooperazione nei settori economico e umanitario per le regioni del distretto federale del Volga della Federazione Russa e le Rotte Superiori e Centrali del fiume Yangtze in Cina. Il Distretto Federale del Volga comprende 14 entità territoriali della Federazione Russa, con quasi 30 milioni di abitanti (20% della popolazione russa). Le zone superiori e medie del fiume Yangtze comprendono cinque province cinesi e Chongqing, un comune autonomo con una popolazione di 360,6 milioni di persone. Entro la fine del 2017, le parti si sono scambiate diverse visite e hanno avuto alcune riunioni congiunte. Sono stati raggiunti accordi di cooperazione commerciale ed economica tra l’amministrazione dell’Oblast di Nizhnij Novgorod (il cui centro amministrativo, Nizhnij Novgorod, è anche il centro amministrativo del distretto federale del Volga) e le province cinesi Anhui e Sichuan. Nel complesso, si può notare che la cooperazione tra queste grandi unità regionali di Russia e Cina si sviluppa abbastanza lentamente. Ciò per via di molti ostacoli legislativi, l’assenza di condizioni favorevoli per gli scambi commerciali e il rigoroso regime dei visti tra i due Paesi. Tuttavia, molti specialisti ritengono che se queste difficoltà venissero rimosse, le relazioni tra Distretto Federale del Volga e Rotte Alta e Media del fiume Yangtze hanno un futuro luminoso. Inoltre, l’interazione tra Cina e Kraj Altaj della Federazione Russa è notevolmente aumentata di recente. La cooperazione nell’economia, nell’istruzione e nella cultura si sviluppa tra la suddetta regione russa e la Cina. La base della cooperazione economica tra Kraj Altaj e Cina è il commercio di prodotti agricoli. Come è noto, il Kraj Altaj è tra le principali entità territoriali della Federazione Russa nell”agricoltura. Il mercato cinese dei prodotti alimentari è uno dei principali mercati per l’esportazione in questa regione. La Grande Cina acquista periodicamente grandi volumi di farina, cereali e miele dell’Altaj Inoltre, il Kraj Altaj è il più grande fornitore di olio vegetale russo della Cina. Nel 2015, la regione vendette alla Cina 5,4 mila tonnellate di farina e più di 26 tonnellate di miele (nove volte la quantità di miele acquistato dai cinesi nel 2014). Nel giugno 2016, l’amministrazione del Kraj Altaj informò dell’aumento del quadruplo del fatturato economico estero con la Cina nell’ultimo anno. Oltre ad altri prodotti, la Cina acquistava centinaia di tonnellate di gelato dall’Altaj. Nel 2017 questa tendenza continuava. Il Kraj Altaj ha il commercio più vivace con la regione autonoma dello Xinjiang Uygur, territorio autonomo nel nord della Cina. Il trasporto di merci avviene su strada attraverso Kazakistan e Mongolia. Tuttavia, l’eccedenza di cereali osservata nel Kraj Altaj e la domanda in costante crescita della Cina di prodotti alimentari di qualità e prodotti agricoli di base richiedono ad entrambe le parti l’espansione del commercio e l’inclusione di nuove regioni della Cina. La crescita delle esportazioni verso la Cina è la principale preoccupazione dell’amministrazione del Kraj Altaj. Va notato che vi sono alcuni ostacoli nella legislazione cinese, che impediscono al commercio russo-cinese di prodotti agricoli di svilupparsi pienamente. Ad esempio, nonostante la crescente popolarità dei prodotti cerealicoli dell’Altaj in Cina, il sistema di quote d’importazione della farina esistente in Cina, impedisce la crescita delle forniture, nonostante la crescente popolarità dei prodotti cerealicoli dell’Alta; queste quote sono solo assegnate alle aziende cinesi.
Oggigiorno, Russia e Cina hanno trattative su annullamento o allentamento delle restrizioni alle importazioni cinesi dei prodotti agricoli, e un certo successo è già stato raggiunto. Pertanto, la Cina è obbligata a sbarazzarsi delle barriere tariffarie entro il 2020, che non corrispondono ai requisiti dell’OMC. Nel novembre 2017 si svolgeva l’incontro tra il Governatore del Kraj Altaj Aleksandr Karlin e Li Hui, l’ambasciatore cinese in Russia, per discutere delle prospettive dello sviluppo del commercio e della cooperazione negli investimenti tra Kraj Altaj e Cina. Oltre ai tradizionali campi, le parti hanno toccato il tema del turismo. Secondo Li Hui, il territorio mostra un notevole potenziale in questa sfera. Nello stesso mese, la delegazione del Kraj Altaj si recava a Shanghai, alla XXI Esposizione Internazionale di Cibo e Bevande, la fiera mondiale cinese su cibo e ospitalità FHC 2017. Gli uomini d’affari e i funzionari cinesi hanno l’opportunità di conoscere i vari prodotti delle Imprese dell’Altaj. In generale, le prospettive della cooperazione economica tra Cina e Kraj Altaj possono essere considerate favorevoli. È noto che l’agricoltura cinese non può soddisfare pienamente le richieste della popolazione del Paese e l’importazione cinese di prodotti alimentari aumenterà nel prossimo futuro. Inoltre, molti cinesi sono preoccupati per l’uso eccessivo di prodotti chimici e alimenti geneticamente modificati, a cui gli agrari cinesi ricorrono per massimizzare i raccolti. Considerando questi fattori, così come i lavori per la liberalizzazione della legislazione commerciale cinese, i produttori russi di prodotti agricoli biologici possono contare su una significativa crescita degli scambi commerciali con la Cina ne prossimo futuro.
Un’altra interessante notizia sulla cooperazione russo-cinese regionale è l’estensione dei contatti tra Cina e Repubblica cecena. Il business petrolifero è la principale sfera della cooperazione economica tra Cecenia e Cina. Nell’aprile 2017, la società cecena OAO “Chechenneftehimprom” e la cinese СРТSA SA firmavano un accordo di cooperazione. I produttori di petrolio cinesi ottenevano l’approvazione per l’esplorazione e lo sviluppo dei giacimenti di petrolio/gas ceceni. Come primo partner straniero della Cecenia nel settore petrolifero, СРТSA SA riceveva la promessa di condizioni operative favorevoli. Secondo le parole del Primo ministro ceceno Abubakar Edelgeriev, le parti s’impegneranno non solo nell’estrazione petrolifera ma anche nella raffinazione del petrolio, influenzando positivamente l’economia cecena. Un’altra sfera d’impegno tra Cina e Cecenia sono le disposizioni sulla sicurezza. Recentemente, la crescita delle minacce terroristiche si notava nella regione autonoma cinese dello Xinjiang Uygur. Per mantenere la sicurezza sul suo territorio, la Cina intende adottare le migliori tattiche antiterrorismo cecene. Con tale visione, nel novembre 2017, la delegazione cinese guidata da Chen Gopin, rappresentante speciale per la lotta al terrorismo e la sicurezza della Repubblica popolare cinese, visitava la Cecenia. Oltre alle questioni sulla sicurezza, i rappresentanti della delegazione discussero dello sviluppo della cooperazione economica coi funzionari ceceni, affermando che la Cecenia è ricca di risorse e ha un notevole potenziale turistico.
In conclusione, si può notare che Russia e Cina sviluppano costantemente la cooperazione tra queste due regioni, che già paga dei dividendi.Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio