Scontro culturale: gli artisti si uniscono alle proteste contro il governo giapponese

Sempre più persone dello spettacolo esprime opposizione alla modifica da parte del governo della Costituzione pacifista del Paese
Masami Ito Japan Times 29 agosto 2015mhprotests30518A giudicare dai recenti commenti postati su twitter e siti web come Abe-no.net, il primo ministro Shinzo Abe non sembra essere caro a una serie di celebrità dall’ampia influenza sull’opinione pubblica, per i suoi passi per cambiare la Costituzione della nazione. Se la critica sia meritata o meno, sicuramente c’è una certa coerenza nelle dichiarate ostilità. Prendiamo degli esempi:
Tu fai molta paura. Non sai comunicare, e non capisci la democrazia, i diritti umani o la Costituzione“, Minori Kitahara, scrittrice
Sarà la fine di questo Paese se l’amministrazione Abe continua“, Peter Barakan, televisione
È possibile ascoltare la voce del popolo che scende per le strade, no? Sono tutti arrabbiato perché il vostro modo di pensare distrugge il nostro futuro“, Katsu Takagi, chitarrista dei Soul Flower Union
Non so se fa finta di non capire o se davvero non capisce, ma sembra che non possiamo comunicare, quindi perché non mette qualcun altro al suo posto?”, Kazumi Nikaido, cantante
Sono orgogliosa della generazione più giovane che prende posizione. Cosa succede in Giappone?“, Shelly, personaggio televisivo
La guerra d’aggressione è sbagliata e dobbiamo dire con forza che è sciocco sostenerla“, Shigeru Kishida, musicista dei Quruli
Queste celebrità sono sul piede di guerra contro il tentativo dell’amministrazione Abe di reinterpretare la rinuncia alla guerra della Costituzione del Paese, una carta intatta dalla sua adozione nel 1947. Finora, l’articolo 9 della Costituzione ha limitato l’uso della forza del Paese all’autodifesa. Tuttavia, la legge sulla protezione passata alla Camera bassa a luglio e in corso di delibera alla Camera alta consentirà al governo di adottare l’autodifesa collettiva. Abe insiste che la legge non trascinerà il Giappone nelle ostilità che altri Paesi, ma pochi sembrano credergli. Anziani salariati, madri e giovani del Paese hanno tutti espresso netta opposizione alla legge. Inoltre, l’opposizione alla legge non si ferma lì, musicisti, artisti, personaggi televisivi, scrittori, registi, attori e attrici hanno anche iniziato a criticarlo attraverso parole, musica, arte e social media. Le celebrità evitavano di fare dichiarazioni politiche, dice Ikuo Gonoi, professore associato di scienze politiche presso l’Università internazionale Takachiho della Suginami Ward di Tokyo. In questi giorni, tuttavia, sono molto più propense a parlare di questioni che ritengono appassionati. “E’ chiaro che un movimento di protesta culturale si svolge in questo momento“, dice Gonoi. “Con le impreviste elezioni generali nell’immediato futuro, le persone cercano di cambiare il mondo della politica dall’esterno, attraverso l’organizzazione di manifestazioni sociali e culturali“. A Hollywood, le celebrità in genere non rifuggono dalle dichiarazioni politiche, e di solito affermano pubblicamente chi appoggiano alle elezioni presidenziali. Gli artisti in Giappone, però, hanno storicamente taciuto su questioni controverse. Gonoi, esperto di manifestazioni nazionali e internazionali, dice che la minaccia di perdere il posto di lavoro garantito ha spinto la maggioranza dei commentatori a tenersi per sé le opinioni. Tuttavia, dal terremoto del marzo 2011 e dalla successiva catastrofe nucleare nella centrale nucleare di Fukushima,ciò è, almeno in una certa misura, cambiato. Sempre più persone prendono posizione contro le politiche del governo, in particolare artisti e musicisti, dice Gonoi. “Molte persone in Giappone avevano paura di fare dichiarazioni politiche perché ritenevano un tabù parlare contro le autorità o le discussioni politiche“, dice Gonoi. “Ora, però, vedono i loro artisti e musicisti preferiti parlare e si rendono conto che è un bene parlare di politica e criticare il governo“.

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Il regista Isao Takahata, co-fondatore dello Studio Ghibli, non è certo timido nell’esprimere preoccupazione sulla proposta di legge della sicurezza. “Quello che Abe cerca di fare è cambiare direzione di 180 gradi“, dice a The Japan Times. “Dice ogni sorta di assurdità ma alla fine, credo che tutto si riduca al fatto che cerchi di cambiare il Giappone da Paese che non può impegnarsi in una guerra in uno che può farlo, e senza rivedere la Costituzione“. Takahata, artista che da bambino sopravvisse a un raid aereo degli USA sulla Prefettura di Okayama, è il creatore di “Hotaru no Haka” (“Una tomba per le lucciole”), che racconta la storia di due fratelli che lottano per sopravvivere alla Seconda guerra mondiale. Il regista, però, dice che semplicemente ricordare alla gente le atrocità della guerra non ne impedisce un’altra. “Nessuno crede la seconda guerra mondiale sia stata una buona cosa, ma poi le opinioni si dividono“, dice Takahata. “Persone come Abe sostengono che il Giappone deve poter andare in guerra in modo da non subire mai di nuovo qualcosa di simile. Io, dall’altra parte, sono completamente contrario“. Il pluripremiato regista dice che la legge sulla sicurezza non è necessaria e sottolinea l’importanza dell’articolo 9, impedendo al Giappone di farsi coinvolgere in un’altra guerra. Insieme ad altri registi e attori quali Yoji Yamada, Takahata avverte il pubblico sulla china cui Abe trascina il Giappone. Il collettivo, che si chiama Eigajin Kyujo no Kai (cineasti per l’articolo 9), ha rilasciato una dichiarazione e raccolto più di 700 sostenitori, tra cui l’attrice Sayuri Yoshinaga, d’accordo che la legge sulla sicurezza “ovviamente limiti i nostri diritti umani fondamentali, la libertà di parola e di stampa“. “La cosa importante è evitare i pericoli associati (a guerra e terrorismo) a tutti i costi, e il modo migliore per garantirlo è sostenere l’articolo 9 e la diplomazia“, dice Takahata.

‘Fare la differenza’
Seifuku Kojo Iinkai (Comitato per migliorare le uniformi), un gruppo di idol di 10 ragazze che indossano uniformi scolastiche, ha criticato il governo negli ultimi mesi. Affrontando temi controversi come energia nucleare, difesa e capitalismo, il gruppo di certo non ha paura di dire ciò che pensa. A giugno, il gruppo fu preso di mira dal governo municipale di Yamato nella prefettura di Kanagawa per aver cantato canzoni che criticano Abe e il Partito Liberal Democratico, ad una manifestazione approvata dal comune. “L’elezione del Senato manca d’eccitazione”, cantavano nella parodia della canzone dello statunitense Stephen Foster Oh Susanna. “Le emittenti televisive non le rendono eccitanti/Ci sono troppi politici che mentono/il Partito Democratico Liberale è la radice di ogni male“. Il governo locale ha retroattivamente ritirato il suo sostegno. La diciottenne Yuria Saito e la 17enne Kana Kinashi sono ancora scioccate dalla reazione del partito di governo. “Non potevo credere quanto siano meschini i membri del LDP“, spiega Saito. “Criticare l’LDP non significa supportare una specifica organizzazione politica o altro. Con le nostre canzoni sottolineiamo ciò che pensiamo sia sbagliato del governo. Abbiamo cantato anche contro il Partito Democratico del Giappone“. Dopo l’evento, l’ufficio del gruppo è stato inondato di messaggi di odio e anche da minacce di morte. La società che gestisce il Seifuku Kojo Iinkai ha rafforzato la sicurezza e consultato la polizia, che ha accettato di aggiungere la sede ai pattugliamenti quotidiani. Le ragazze, però, rifiutano di farsi intimidire. “E’ vero che riceviamo messaggi da gruppi di destra, che dicono che siamo brutte e altri commenti sprezzanti. Naturalmente, ci addolora e siamo un po’ preoccupate per la nostra sicurezza“, afferma Kinashi. “Ma abbiamo anche ricevuto un grande sostegno dagli altri, e così vogliamo continuare a cantare per loro, così come per coloro che non sono ancora nati, preservando questo Paese meraviglioso e tranquillo“, Kinashi e Saito si sono unite al Seifuku Kojo Iinkai dopo i disastri del marzo 2011, ma il gruppo pop è attivo da più di 20 anni. Anche se Seifuku Kojo Iinkai fu fondato nel 1992 per migliorare la progettazione delle uniformi studentesse, si è anche concentrato su altre attività sociali, dalla protezione degli animali, alla lotta al fumo e al bullismo. Hiroyuki Takahashi, produttore del gruppo, dice che il gruppo è molto più attivo politicamente dal 1997, dopo un incidente con uno stalker. La donna al centro della vicenda chiese l’intervento della polizia, ma ne ignorò le preoccupazioni e fece commenti sprezzanti sul suo aspetto. In risposta, il gruppo partecipò a una petizione per adottare la legge anti-stalking. La prima legge anti-pedinamento del Paese fu promulgata nel 2000. Da allora, il gruppo ha registrato, secondo le stime, 1300 canzoni, molte delle quali di protesta. “Vogliamo che la gente prenda coscienza dei problemi e penso che la musica sia un buon modo per farlo”, dice Takahashi. “Di conseguenza, penso che possiamo fare la differenza. A poco a poco“.

Seifuku Kojo Iinkai

Seifuku Kojo Iinkai

Agitare
Seifuku Kojo Iinkai è ben lungi dall’essere l’unico gruppo musicale politicamente attivo. Southern All Stars ha pubblicato una decisa canzone contro la guerra dal titolo “Peace and Hi-Lite” nel 2013, mentre il gruppo di idol pop AKB48 ha pubblicato una canzone intitolata “Bokutachi wa Tatakawanai” (“Non combatteremo”) a maggio. Keisuke Kuwata, cantante dei Southern All Stars, è stato anche costretto a scusarsi all’inizio dell’anno dopo aver partecipato ad una serie di acrobazie prendendosi gioco di Abe, come indossare un paio di baffetti alla Adolf Hitler mentre cantava “Peace and Hi- Lite” al concorso canoro di fine anno della NHK “Kohaku Uta Gassen”. In televisione, lo schietto cantautore Tsuyoshi Nagabuchi ha detto che crede che il Giappone vada verso la guerra. “Sono sempre i nostri figli, i ragazzi che saranno il nostro futuro, che dovranno prendere le armi e andare in guerra“, ha detto Nagabuchi a un programma della Fuji TV di luglio. “E la vita verrà sacrificata. Voglio trasformare le armi in chitarre“. Il controverso artista Makoto Aida ha anche agitato la comunità culturale con un’installazione del 2014 dal titolo “Registrazione video di un uomo che si fa chiamare primo ministro del Giappone, e che fa un discorso a un’assemblea internazionale”. Anche se Aida nega qualsiasi beffa di Abe, lui stesso appare nel video vestito come il primo ministro, con il seguente discorso in inglese: “Abbiamo iniziato ad imitare altri Paesi potenti, abbiamo colonizzato le nazioni più deboli che ci circondano e iniziato guerre di aggressione. Ci furono molte persone che insultammo, ferimmo e uccidemmo.… Mi dispiace!!!!” L’installazione è uno dei numerosi pezzi che Aida ha incluso in una mostra dal titolo “Mostra d’arte per bambini. Di chi è questo posto?” al Museo d’Arte Contemporanea di Tokyo, nel Koto Ward, in mostra fino al 12 ottobre. Il mese scorso, però, ha rivelato su Tumblr che il museo gli chiese di abbattere due display, tra cui l’installazione del video. L’artista non lo fece e il museo fece marcia indietro ai primi di agosto. L’installazione satirica con Aida che parla con esitante inglese di antiglobalismo e necessità di tagliare tutti i legami con altri Paesi, distruggendo gli aeroporti internazionali, i grandi aerei, nonché di scollegarsi da Internet. “L’uomo raffigurato nel video chiaramente sbaglia, tuttavia è difficile dire che lo sia completamente“, dice Aida. “L’installazione si concentra proprio su questo dilemma“. Mentre Aida dice che non è diretto ad Abe o al suo governo, osserva che vi sono alcune somiglianze. “Abe e questa persona (nel video) hanno punti di vista fondamentalmente diversi, ma credo che alcune convinzioni s’intreccino in modo contorto“, dice Aida. “Spero che questi aspetti del lavoro facciano pensare gli spettatori e riflettere il pubblico“. Le opere sono esposte al museo nel loro stato originale. Aida dice di aver spiegato il significato dell’esposizione ai dirigenti del museo e fu informato che i suoi pezzi sarebbero stati esposti come previsto. “Non conosco i dettagli della loro decisione“, ha detto, “ma sono sollevato“.
Gonoi dell’università di Takachiho dice che mentre l’LDP non è direttamente coinvolto nelle denunce contro gli artisti, le organizzazioni adottano un approccio prudente dopo aver visto il modo in cui il partito ha attaccato l’Asahi Shimbun lo scorso anno, dopo aver ripreso articoli pubblicati negli anni ’80 e ’90 sulla questione delle donne costrette a lavorare nei bordelli militari prima e durante la seconda guerra mondiale. “Penso che la libertà di espressione e di stampa stiano scomparendo“, dice Gonoi. “Tutto ciò che critica il governo o è doloroso per le orecchie del LDP, viene inquadrato come antigovernativo. Questa, tuttavia, non è democrazia“. Sarà difficile comunque per l’LDP ignorare le varie proteste nazionali contro la legge sulla sicurezza. Siti web come Abe-no.net sono saltate sul carro, aiutando celebrità, accademici, musicisti, giornalisti, legislatori e avvocati ad inviare messaggi per fermare il primo ministro una volta per tutte. Inoltre,ci sarà la grande della manifestazione che si terrà a Tokyo, domenica. Gli organizzatori chiedono a 100000 persone di circondare l’ufficio del primo ministro, mentre sono previste altre manifestazioni in 200 luoghi in tutta la nazione. “La gente teme che 70 anni dopo possa esserci la fine della pace e della prosperità del dopoguerra e di non potere vederne il 100° anniversario“, dice Gonoi. “I cittadini del Giappone si sono svegliati partecipando a un movimento democratico per farsi sentire da fuori le mura della dieta“.

people-hold-placards-andTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina collega l’Eurasia

F. William Engdahl New Eastern Outlook 28/08/2015maglev-technology-train-china-flickrLa Cina è diventata il principale produttore mondiale di ferrovie moderne, nell’ambito della strategia a lungo termine per saldare il nuovo spazio economico, costruendo mercati completamente nuovi laddove prima non esistevano. Ha studiato i responsabili ferroviari europei, le ferrovie tedesche ad alta velocità ICE, ingaggiato Siemens e un consorzio tedesco per costruire il primo treno a levitazione magnetica (maglev) al mondo collegando il centro dei congressi internazionali di Shanghai al nuovo aeroporto internazionale, alla velocità di 300- 400 km all’ora. Ora lavora su un nuovo concetto di ferrovia veloce mentre negozia con 28 Paesi per costruire linee ferroviarie convenzionali ad alta velocità. La Cina è il leader nelle ferrovie che cambia il mondo come lo conosciamo. Mi trasferì in Germania a metà degli anni ’80 da New York per lavorare come giornalista. A quei tempi c’erano studi tecnologici all’avanguardia sviluppati con il sostegno finanziario del governo tedesco. Uno di essi fu chiamato sistema ferroviario a levitazione magnetica o Maglev. Feci un giro di prova sul Maglev sperimentale a Emsland, nel nord della Germania, un’esperienza impressionante. C’era grande ottimismo che la Germania potesse essere leader mondiale nell’esportazione del Maglev, concetto che si affermò essere di gran lunga superiore al rivale giapponese. Crescita dei costi e lotte burocratiche nelle Ferrovie dello Stato tedesche tra la piccola lobby Maglev e quella tradizionale ad alta velocità istituita dall’ICE, fecero morire lentamente il nuovo promettente progetto ferroviario tedesco. Piani concreti per costruire il primo collegamento Maglev tra Amburgo e Berlino, dopo l’unificazione tedesca, morì per mano burocratica, come anche l’intenzione di costruire un collegamento Maglev tra Monaco e il suo nuovo aeroporto internazionale. Maglev in Germania finì nella pattumiera mentre la globalizzazione premeva sulle economie europee con la logica spietata della produzione all’estero del “comprare a buon mercato, vendere a caro prezzo” legata alla nozione di Wall Street che “dividere azioni” sia l’unica ragione d’esistere delle aziende. Il mondo dei Gordon Gekko di Wall Street avvelenò gradualmente la Germania e il Maglev morì. Treni ICE tedeschi sono ampiamente usati e sono in generale confortevoli, ma l’industria tedesca non è più il centro dell’innovazione dei trasporti. Questo ruolo è ora della Cina.

Il Maglev della Cina
Invece d’importare tecnologia Maglev dalla Siemens in Germania, gli ingegneri cinesi hanno studiato attentamente le caratteristiche progettuali del modello comprato per l’aeroporto di Shanghai creandone una propria versione migliorata. Il mese scorso l’enorme azienda ferroviaria cinese CRRC Corp. all’Istituto Zhuzhou nella provincia di Hunan annunciava il riuscito test di un avanzato sistema di trazione magnetica permanente sincronico Maglev che farà i treni ad alta velocità ultraveloci, a 500 chilometri all’ora. Si avvale di un nuovo sistema di trazione avanzato più leggero e più potente del sistema Transrapid della Siemens o di altri. Ding Rongjun, a capo dell’istituto ha detto che la CRRC inizierà la produzione di serie del treno Maglev. L’Istituto Zhuzhou perfeziona il proprio sistema Maglev dal 2003. Si pensa che inizierà a dotare i treni del nuovo sistema di trazione tra tre anni. E’ testato con successo su una linea della metropolitana di Shenyang dal 2011. Sarà un forte sviluppo, ma i progetti ferroviari cinesi già in corso sono letteralmente impressionanti.

La Cina costruisce e sviluppa
pudongmaglev La cosa più impressionante nelle mie numerose visite in Cina negli ultimi anni è la straordinaria creatività degli innumerevoli progetti, cosa che l’occidente da tempo ha dimenticato nel suo mondo fantasy post-industriale. Questa spinta a cambiare l’ambiente fisico emerge su impressionante scala intorno alla massima priorità del Presidente Xi Jinping, il progetto ferroviario ad alta velocità euroasiatica della cosiddetta Cintura e Via. La Cina oggi ha la più lunga rete ferroviaria ad alta velocità del mondo, di oltre 16000 km, dal dicembre 2014, più di tutto il resto delle tratte ferroviarie ad alta velocità del mondo messe insieme. Il sistema ferroviario ad alta velocità della Cina comprende anche la linea più lunga del mondo, i 2298 km della ferroviaria ad alta velocità Pechino-Guangzhou. In breve, la Cina sa cosa farne delle ferrovie più di chiunque e agisce in base a questa consapevolezza. Negli articoli precedenti ho parlato degli enormi progressi geopolitici che si sviluppano con l’accordo a Mosca di maggio tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi, decidendo d’integrare lo sviluppo della Via e Cintura cinese, progetto infrastrutturale noto anche come progetto economico Nuova Via della Seta, con la neo-costituita Unione economica eurasiatica comprendente Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan, tra l’altro l’unione economica a cui il presidente ucraino democraticamente eletto Viktor Janukovich aveva deciso di aderire davanti all’offerta irrisoria dell’UE. Tale decisione innescò il colpo di Stato neonazista guidato da Washington che costrinse Janukovich a fuggire per salvare la vita, nel febbraio 2014, mentre Victoria Nuland ed amici installavano una cabala anti-russa a Kiev per condurre la guerra contro la Russia di Putin. Fu una decisione sbagliata degli oligarchi ucraini che cominciano a rimpiangere. Già all’inizio di quest’anno Russia e Cina hanno deciso di completare 7000 km di ferroviaria ad alta velocità da Pechino sulla costa orientale della Cina, a Mosca, via Kazakistan, un viaggio di sole 30 ore invece di cinque giorni, al costo di circa 240 miliardi. Il collegamento ferroviario segue l’accordo Russia-Cina dello scorso anno con cui Gazprom fornirà alla Cina gas naturale secondo il più grande accordo energetico della storia. E’ abbastanza chiaro che l’emergente partenariato Russia-Cina negli ultimi anni è diventato a lungo termine ed altamente strategico. Le due grandi nazioni eurasiatiche usano le rotte terrestri aggirando geopoliticamente il dominio sui mari di Washington e allo stesso tempo fornendo le arterie per la nascita del nuovo centro di gravità economico mondiale, vale a dire l’Eurasia. Negli ultimi dieci anni la Cina ha attentamente costruito la propria industria ferroviaria, con l’obiettivo di essere l’esportatore mondiale leader delle tecnologia ferroviaria e di materiale ferroviario “Made in China”. Ironicamente segue la strada della Germania del 1870, costruendo l’economia industriale più avanzata del mondo, utilizzando una banca nazionale, la Reichsbank, e non una banca centrale privata come la Federal Reserve. L’industria inglese costrinse le importazioni tedesche ad imprimere, come timbro di presunta inferiorità, il “Made in Germany”. Questo segno divenne ben presto un marchio di garanzia di qualità e non di economicità. Così oggi in Cina. L’immagine di milioni di cinesi che sgobbano per basse retribuzioni nel tessile per le esportazioni a buon mercato passa rapidamente, mentre l’attuale piano quinquennale del governo mira a fare della Cina esportatrice di prodotti industriali e di tecnologia ad valore aggiunto. Le ferrovie sono al centro di tale strategia. Per molti versi è la stessa strategia che trasformò il Giappone del 1950 da Paese sconfitto e devastato dalla guerra ad uno dei principali Paesi industriali del mondo, e in soli due decenni.

Collegamenti ad alta velocità con il Sud-Est Asiatico
Preparandosi all’ambiziosa Nuova Via della Seta, il più grande progetto infrastrutturale nella storia, la Cina s’impegna nella costruzione ferroviaria all’estero. Nel 2014 la Cina era coinvolta in 348 progetti ferroviari, più del doppio dell’anno prima. Il valore totale dei contratti è tre volte superiore a quello del 2013, quasi 25 miliardi di dollari e un fatturato annuo di 7,6 miliardi. Dal 2001 le esportazioni di locomotive cinesi sono passate da meno di 80 milioni a 3,74 miliardi nel 2014. Centrale in tale strategia, l’industria ferroviaria cinese è passata dalle esportazioni di prodotti di fascia bassa a quelle ad alta tecnologia e alto valore aggiunto, comprese locomotrici elettriche e carrozze a due piani. Le esportazioni vanno a più di 80 Paesi in sei continenti, con i principali mercati di esportazione nell’ASEAN, Argentina e Australia. Tra i progetti stranieri che la Cina ha stipulato c’è la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità lunga 3000 km da Kunming, nella provincia meridionale dello Yunnan in Cina, a Singapore, passando per Laos, Thailandia e Malesia. Data la storia coloniale dei Paesi dell’Asia del Sud-Est, dall’occupazione coloniale francese del Laos, a quella inglese di Singapore e Malaysia, e della Thailandia che mantenne abilmente l’indipendenza, i Paesi finora avevano scarsa o alcuna moderna interconnessione infrastrutturale. Pechino stima che solo il progetto aumenterà il PIL della Cina e delle nazioni del sud-est asiatico coinvolte di 375 miliardi di dollari, di gran lunga superiore a quanto la sciocca Partnership Trans-Pacifica sul “libero commercio” di Washington porterebbe alla regione. La China Railway Corporation dice che la linea Kunming-Singapore sarà costruita in quattro fasi: da Kunming a Vientiane, nel Laos; da Vientiane a Bangkok, in Thailandia; da Bangkok a Kuala Lumpur, in Malesia; e da Kuala Lumpur a Singapore. La costruzione delle linee ferroviarie tailandesi dovrebbe iniziare quest’anno nel quadro della nuovo piano di sviluppo infrastrutturale da 23 miliardi del governo thailandese, collegando Bangkok e altre città chiave ad aeroporti, porti, zone di confine e depositi. In Thailandia 106 nuovi treni si aggiungeranno alla flotta esistente. Sei linee ferroviarie a doppio binario saranno costruite dal piano. L’intera tratta Kunming-Singapore dovrà essere finita in sette anni, nel 2022.

A Kathmandu…
Il governo cinese esplora anche la fattibilità di una linea ferroviaria moderna da Lhasa, nella regione autonoma del Tibet della Cina, a Kathmandu, capitale del Nepal. La ferrovia Qinghai-Tibet collega già il resto della Cina alla capitale tibetana Lhasa. Un’estensione della ferrovia di Lhasa è prevista, su richiesta del Nepal, secondo un esperto ferroviario dell’Accademia d’Ingegneria cinese citato dal China Daily. Il progetto dovrebbe essere completato entro il 2020. Il piano è estendere il collegamento ferroviario tra Cina e Nepal creando un collegamento vitale, per la prima volta, tra Cina e India. In visita nel dicembre 2014 a Kathmandu, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ne menzionava la possibilità. Ciò richiederà probabilmente dei tunnel nelle montagne più alte del mondo, tra cui l’Everest, secondo l’esperto ferroviario cinese Wang Mengshu. Notevole, in questo contesto, è la conclusione del vertice annuale della Shanghai Cooperation Organization, SCO, ad Ufa, Russia, dove gli aderenti alla SCO hanno deciso la piena adesione di India e Pakistan, stretto alleato della Cina. L’India è anche aderente con la Cina ai BRICS che hanno appena ufficialmente aperto la propria banca infrastrutturale, la Nuova Banca di Sviluppo, il 21 luglio a Shanghai. La NBS ha anche annunciato che collaborerà strettamente con la nuova Banca d’investimento infrastrutturale asiatica (AIIB) della Cina. Le ultime stime indicano che la grande regione asiatica richiederà 8000 miliardi di dollari da investire nel 2010-2020 nelle infrastrutture per sviluppare economicamente la regione. NBS di Shanghai e AIIB di Pechino finanzieranno gran parte di queste infrastrutture e chiaramente la Fascia e Via della Cina sarà al centro di tali investimenti infrastrutturali. Washington, che ha provocatoriamente rifiutato di aderire all’AIIB, vede le due banche quali minaccia mortale al controllo dei flussi d’investimento globali attraverso FMI e Banca Mondiale controllate dal Tesoro USA. Ha ragione, il mondo va avanti mentre gli aspiranti egemoni mondiali restano inerti davanti esso.Sifang_CRH2_380A_at_Shanghai_ExpoF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in Scienze Politiche all’Università di Princeton, è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La guerra finanziaria di Washington alla Cina: l’eclissi del dollaro

Mahdi Darius Nazemroaya Strategic Culture Foundation 30/08/20156528323078786260b9d74c8520a2cad299d7dc0dI cinesi sono in procinto di eliminare il monopolio del dollaro USA, cedendo le obbligazioni del Tesoro USA, stoccando riserve auree e aprendo banche regionali per distribuire la propria valuta nazionale. Questo darà più facile accesso ai mercati dei capitali, isolando la manipolazione finanziaria di Washington e Wall Street. Temendo l’eclissi di dollaro e sistema di Bretton Woods con l’architettura finanziaria rivale, la risposta degli Stati Uniti è un tentativo di danneggiare i mercati cinesi e rivalutare la valuta cinese. La Cina ha risposto attraverso le regole del mercato e quindi con i quantitative easing della propria moneta mantenendo bassi i prezzi dei prodotti industriali cinesi e delle esportazioni. Il quantitative easing di Pechino è una reazione alla manipolazione finanziaria di Washington e Wall Street. Inoltre, Washington non ha mai pensato che i cinesi rispondessero con il dumping dei buoni del tesoro statunitensi. Al posto dell’isteria sull’economia cinese, “il crollo imminente del dollaro dovrebbe avere sempre l’attenzione degli investitori”, avvertiva l’economista Peter Schiff. La voce di Schiff è una dei molti analisti che dicono che i discorsi su una vacillante economia cinese sono esagerati e pessimi.

La guerra finanziaria contro Cina e Russia: la guerra degli USA alla “comunità del destino”
Mentre l’architettura finanziaria mondiale è alterata da Cina e Russia, il dollaro USA viene gradualmente neutralizzato come arma preferita di Washington. Anche il monopolio del sistema di Bretton Woods di Washington, formato da Fondo monetario internazionale (FMI) e Banca Mondiale, è messo in discussione direttamente. Anche se non costituiscono un’alternativa all’economia neoliberista, la New Development Bank (NDB) dei BRICS e l’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) di Pechino sfidano il sistema di Bretton Woods attraverso una struttura finanziaria rivale. L’impero degli Stati Uniti è consapevole delle mosse per creare un ordine finanziario rivale. I politici di Washington, Pentagono e Wall Street guardavano con preoccupazione al duplice vertice di BRICS e Shanghai Cooperation Organization nella città russa di Ufa. Fino a quel momento perseguivano guerre di propaganda, sui mercati energetici, finanziari, valutari ed economici in generale contro la Federazione russa. Dopo Ufa hanno esteso la guerra finanziaria ed economica alla Cina. Banche e governi dell’Unione europea esaminano l’uso della moneta nazionale cinese, renminbi/yuan, come valuta di riserva. Ciò per l’attrattiva stabilità del renminbi come valuta. Ciò preoccupa Washington e Wall Street, ed è uno dei fattori che hanno determinato l’espansione della guerra monetarie e finanziaria dalla Russia alla Cina. Utilizzando speculazione e manipolazione del mercato come arma psicologica, gli Stati Uniti lanciavano un attacco finanziario contro i cinesi. Ciò attraverso il tentativo di affondare o mandare in crash il mercato azionario cinese e colpire la fiducia degli investitori nell’economia cinese e le sue riserve. Pechino, tuttavia, ha reagito rapidamente imponendo controlli sui prelievi d’investimento. Ciò ha impedito la valanga di vendite azionarie e disinnescato la bomba finanziaria degli Stati Uniti. Mentre il prezzo del renminbi ha cominciato a salire, Pechino ha iniziato il quantitative esaing svalutando la moneta nazionale, per continuare le esportazioni. Il Congresso degli Stati Uniti e della Casa Bianca vi si oppongono nettamente, accusando i cinesi di manipolazione finanziaria e chiedendo che Pechino non regoli il valore del renminbi. Ciò che la gente della periferia di Washington vuole é che i cinesi lasciano valutare il renminbi per distruggere economia e mercato cinesi.

Il Drago cinese colpisce ancora: Pechino liquida i BOT degli USA
Spingendo la Cina, essa respinge. Il dollaro (o, più propriamente, renminbi/yuan) non si ferma con l’introduzione di norme da parte di Pechino. La Cina ha adottato misure che scuotono Wall Street e Washington è avvertita. Mentre le istituzioni finanziarie statunitensi cercano di danneggiare la fiducia degli investitori in Cina attraverso tattiche psicologiche, sostenendo che l’economia cinese rallenta e che il mercato cinese è in caduta libera, Pechino annuncia di aver acquistato 600 tonnellate di oro nel giro di un mese e la Banca Popolare Cinese si sbarazza di oltre 17 miliardi di dollari dalle riserve di valuta estera. Le riserve in valuta estera cinese, escluse le riserve in valuta estera delle Regioni amministrative speciali di Hong Kong e Macao, erano 371o miliardi di dollari nel maggio 2015. Sono scese a 3690 miliardi nel giugno 2015. Il sito sul mercato finanziario ZeroHedge, che segue questa evoluzione, ha spiegato ciò che accade: “Abbiamo poi messo il cambio della Cina sulle riserve valutarie assieme al totale delle partecipazioni del Tesoro USA della Cina e relativo ‘anonimo’ rivenditore off-shore di Euroclear (‘Belgio’), rilasciato dal TIC, scoprendo che il rapporto drammatico che avevamo rilevato a maggio persiste, cioè praticamente il delta delle riserve valutarie cinesi trascina via tutti i buoni del Tesoro USA detenuti dalla Cina”. Il punto principale qui è che i i buoni del Tesoro USA detenuti dalla Cina “sono venduti in modo aggressivo, per la somma di 107 miliardi di dollari, finora nel 2015”. Seguendo le transazioni finanziarie della Cina in Belgio, ZeroHedge ha effettivamente calcolato che Pechino ha mollato 143 miliardi di dollari in tre mesi. Pochi mesi dopo, ad agosto, altri 100 miliardi di dollari in titoli del Tesoro USA sono defluiti nel giro di due settimane. Il giorno dopo, il 27 agosto, Bloomberg confermava ciò che ZeroHedge aveva notato, spiegando in un rapporto: “La Banca Popolare della Cina scarica dollari e acquista yuan per sostenerne il tasso di cambio, una politica che ha ridotto di 315 miliardi di dollari le riserve valutarie negli ultimi 12 mesi. Le scorte di 3650 miliardi diminuiranno di circa 40 miliardi al mese per il resto del 2015, secondo le stime di un’indagine di Bloomberg”. Mentre Bloomberg sottolinea che i cinesi usano i dollari per acquistare la propria valuta nazionale, casualmente dice, “Strategicamente e probabilmente è intenzione della Cina trovare il momento giusto per alleggerire l’eccessivo cumulo di titoli del Tesoro USA”, citando un economista della Reorient Financial Markets Limited di Hong Kong.

L’eclisse del dollaro da parte del Renminbi cinese
Wall Street dovrebbe preoccuparsi dei problemi economici degli Stati Uniti invece di cercare di minare la Cina. Il discorso sul rallentamento dell’economia cinese è in parte distrazione. Si distoglie l’attenzione dal declino degli Stati Uniti e si rafforzano gli sforzi di Washington e Wall Street per frenare Pechino. I cinesi, tuttavia, continuano ad andare avanti imperterriti. Pechino ha scelto il Qatar come prima piazza di cambio del renminbi per i mercati dei cambi regionali in Medio Oriente e Nord Africa, nell’aprile 2015. Il nome di questo centro di cambio è Renminbi Qatar Center, ed aggirerà le strutture finanziarie USA e darà maggiore accesso a petrolio e gas naturale di Medio Oriente e Nord Africa alla Repubblica Popolare Cinese. Nonostante i desideri di Wall Street e Washington, l’Ordine Mondiale di Seta va avanti.renminbi2La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le banche occidentali in fermento mentre HSBC va verso il collasso

What Does It Mean 28 agosto 2015HSBC_4C83Il Ministero delle Finanze riporta che il gigante bancario inglese HSBC si avvicina al collasso totale dopo aver perso quasi 1 trilione di dollari nel corso del Grande Crash del Mercato Globale del 2015, oggi completamente a corto di denaro per pagare obbligazioni e depositanti. Secondo il rapporto, HSBC, multinazionale bancaria e finanziaria di Londra, Regno Unito, è la quarta banca del mondo con un patrimonio dal valore di 2670 miliardi di dollari. Non è noto a molti occidentali, continua la relazione, che HSBC fu istituita nella forma attuale a Londra nel 1991 dalla Hong Kong e Shanghai Banking Corporation Limited per agire da nuova holding le cui origini risiedono ad Hong Kong e, in misura minore, Shanghai, dove le filiali furono aperte nel 1865. Con il crollo sconcertante del Shanghai Composite Index, che perde il 38% del valore dal 12 giugno, la relazione spiega, HSBC ha perso quasi 700 miliardi di dollari in Cina, mentre ulteriori 300 miliardi sono andati persi con il crollo del Dow di oltre 1800 punti dal suo picco annuale, raggiunto il 27 maggio. Conseguenza di tale massiccia perdita da 1000 miliardi della HSBC, afferma la relazione, rapporti apparivano dal Regno Unito secondo cui centinaia di migliaia di persone non ricevevano lo stipendio, cosa che il gigante bancario inglese inizialmente ha cercato di negare, ma di cui poche ore dopo ne incolpava un “errore del computer”.hsb1Esperti del MoF in questo rapporto liquidano la spiegazione della HSBC dell'”errore del computer”, notando che tale frase viene comunemente usata da banche e istituzioni finanziarie occidentali come “storia di copertura” per mascherare l’incapacità ad accedere ai contanti… e anche per spiegare ciò che impedisce a centinaia di fondi comuni d’investimento e scambio statunitensi di ripagare gli investitori delle aziende, e motivo per cui uno dei più grandi broker del mondo, Charles Schwab, ha chiuso in anticipo. Essendo HSBC la più grande banca della Gran Bretagna, questa relazione nota, si è lanciato un appello per un prestito di emergenza dalla Banca d’Inghilterra (BoE), che fa quindi appello alla Banca centrale europea (BCE), e la BCE al Federal Reserve System (FRS). Il Congresso degli Stati Uniti, dopo aver verificato che oltre 16000 miliardi di dollari del popolo statunitense sono stati consegnati dalla Federal Reserve degli Stati Uniti a imprese e banche europee, presumibilmente per “assistenza finanziaria” durante e dopo la crisi fiscale 2008, la relazione afferma che è “molto probabile” lo facciano di nuovo prima che HSBC crolli del tutto. Con la Cina che continua a scaricare centinaia di miliardi di debito statunitense per stabilizzare i propri mercati ed economie, emerge dalla relazione, il quasi collasso di HSBC oggi non è che un preludio al prossimo grande crollo finanziario globale che secondo alcuni esperti “cambierà il quadro mondiale“.
Anche se non menzionato nella presente relazione, è interessante notare che almeno il popolo statunitense vede la realtà e, secondo un notiziario, “ritirerà il proprio denaro da quasi tutto“… portando il principale portavoce delle élite, il Financial Times, a pubblicare un articolo anonimo sull’abolizione definitiva del denaro per dare a banche centrali e governi più potere.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come Russia e Cina distruggeranno gli aerei stealth degli USA

Zachary Keck The National InterestRussia Insider09512IC0-0All’inizio dell’anno apparvero le prime foto del nuovo UAV High Altitude Long Endurance (HALE) Aquila Divina cinese che gli osservatori credono progettato per rilevare ed eliminare gli aerei stealth nemici lontano dal continente cinese. Come Jeffrey Lin e PW Singer hanno scritto a maggio: “L’Aquila Divina a lungo raggio ha capacità anti-stealth contro velivoli come il bombardiere B-2, e navi da guerra come il cacciatorpediniere DDG-1000. Utilizzando l’Aquila Divina per la sorveglianza, l’aeronautica cinese potrebbe intercettare rapidamente aerei, missili e navi furtivi nemici ben prima che mettano sotto tiro la terraferma. Volando in alto, l’Aquila Divina potrebbe anche rilevare sistemi di missili antinave e antiaerei a terra, preparando l’offensiva cinese“. La Russia sembra progettare un sistema simile, secondo Flight Global. Mentre era al MAKS di Mosca, questa settimana, Flight Global ha parlato con Vladimir Mikheev, il primo vicedirettore generale del produttore dei sistemi elettronici KRET, del nuovo UAV mostrato allo show, di cui KRET è subappaltatrice. Nell’intervista, Mikheev detto che il nuovo (finora l’UAV è senza nome) è simile all’Aquila Divina della Cina che utilizza un radar a bassa frequenza per rilevare aerei stealth come F-35, F-22 e B-2. Gli aerei stealth furono creati per eludere i sistemi radar ad alta frequenza. L’UAV russo fa un passo avanti integrando un sofisticato sistema di guerra elettronica sul velivolo. Secondo Flight GlobalMikheev dice che KRET fornisce un sistema di guerra elettronica profondamente integrato che non solo protegge elettromagneticamente il velivolo per contrastare i missili aria-aria, ma protegge anche dai radar“. Così, se è vero, il nuovo UAV russo potrebbe rilevare aerei stealth statunitensi senza essere rilevato. Potrebbe essere una combinazione letale. Alcuni militari degli Stati Uniti già prevedono il giorno in cui la furtività sarà obsoleta. Come The National Interest già nota, quando si parla come saranno i jet da combattimento di sesta generazione statunitensi, a febbraio il Capo delle Operazioni Navali Ammiraglio Jonathan Greenert disse che la furtività sarebbe sopravvalutata. “Si può solo andare più veloce, e voi sapete come la furtività sia sopravvalutata… Ammettiamolo, se qualcosa vola veloce, distrugge molecole ed emette calore e non importa quanto si possa raffreddare il motore, sarà sempre rilevabile. Così la penso”. Non era la prima volta che Greenert s’interrogava sulla redditività a lungo termine della tecnologia stealth. In un articolo del 2012, per esempio, disse che una migliore potenza di calcolo minarà notevolmente il valore dello stealth. “Questi sviluppi non preannunciano la fine degli stealth, ma ne mostrano i limiti, avvicinandosi alle piattaforme abbastanza da usare armi a corto raggio“, scrisse Greenert sul Navy Times. “E’ il momento di concentrarci dalle piattaforme esclusivamente stealth a quelle che includono anche concetti per operazioni a lungo raggio usando armi stand-off e sistemi senza pilota, o che utilizzano carichi da guerra elettronica per confondere o disturbare i sensori piuttosto che eluderli”.
Dave Majumdar ha osservato su The National Interest che “Russia e Cina già lavorano su nuove reti di difese aere assieme a nuovi radar operanti sulle bande UHF e VHF, minacciando di neutralizzare i massicci investimenti degli Stati Uniti sui caccia di quinta generazione. I caccia stealth sono ottimizzati solo contro i radar del controllo del tiro ad alta frequenza che operano nelle bande Ku, X, C e S“. Non tutti sono d’accordo, però. Ad esempio, in risposta alle osservazioni di Greenert sulle capacità furtive del futuro caccia di sesta generazione statunitense, il Generale Hawk Carlisle, Capo dell’Air Combat Command, ha detto che la furtività continuerà ad essere “estremamente importante“. “Lo stealth è meraviglioso, ma è necessario averne di più“, ha detto Carlisle secondo l’Air Force Times. “Bisogna combinarli, è necessario disporre di diverse capacità su tutta la gamma. Sarà estremamente importante e non sarà l’unico attributo chiave, non come oggi“.2927330A00000578-3101268-image-a-2_1432835426996Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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