Putin al consiglio del Servizio di Sicurezza Federale

Kremlin 16 febbraio 2017

Vladimir Putin ha partecipato a una riunione annuale allargata del Consiglio del Servizio di Sicurezza Federale (FSB) per discutere i risultati del FSB nel 2016, nonché i compiti prioritari per garantire la sicurezza nazionale della Russia.fsb-putinPresidente della Russia Vladimir Putin: Buon pomeriggio.
Questi incontri annuali del Consiglio del FSB ci danno la possibilità d’incontrarci e non solo di analizzare a fondo e rivedere i risultati dei lavori dell’Agenzia nel periodo, ma anche di discutere a lungo le più importanti questioni della sicurezza nazionale in generale e delinearne le priorità per il futuro immediato e a lungo termine. L’FSB ha un ruolo chiave nella protezione del nostro ordine costituzionale e la sovranità del nostro Paese, e nel proteggere il nostro popolo dalle minacce in patria e all’estero. Lasciatemi dire fin dall’inizio che i risultati dello scorso anno sono stati positivi e mostrano un buon sviluppo. Ciò riguarda il vostro lavoro nel contrastare il terrorismo e l’estremismo, una serie di riuscite operazioni di controspionaggio, i vostri sforzi nel combattere la criminalità economica, e in altre campi. Viene assicurato un elevato standard di sicurezza nei grandi eventi pubblici, tra cui le elezioni della Duma di Stato e le elezioni regionali e locali. Vorrei ringraziare dirigenti e personale per l’atteggiamento coscienzioso verso il lavoro e la tempestività ed efficienza prestata nelle loro funzioni. Allo stesso tempo, le esigenze verso qualità e risultati del vostro lavoro crescono costantemente. La situazione globale non è divenuta più stabile o migliorata nell’anno passato. Al contrario, molte minacce e sfide sono diventate più acute. La rivalità politico-militare ed economica tra i responsabili delle politiche globali e regionali e tra i singoli Paesi è aumentata. Vediamo sanguinosi conflitti continuare in numerosi Paesi in Medio Oriente, Asia e Africa. Gruppi terroristici internazionali, in sostanza eserciti terroristici, che ricevono sostegno tacito e talvolta anche aperto da certi Paesi, prendono parte attiva in questi conflitti.
Al vertice della NATO lo scorso luglio, a Varsavia, la Russia è stata dichiarata principale minaccia dell’Alleanza per la prima volta dal 1989; la NATO ha ufficialmente proclamato che contenere la Russia è la sua nuova missione. E’ con tale obiettivo che la NATO continua ad espandersi. Questa espansione era già in atto, ma ora credono di avere più serie ragioni per farlo. Hanno intensificato il dispiegamento di armi strategiche e convenzionali oltre i confini degli Stati membri principali della NATO. Ci provocano costantemente e cercano di attirarci nel confronto. Vediamo continui tentativi d’interferire nei nostri affari interni, nel tentativo di destabilizzare la situazione politica e sociale nella stessa Russia. Vediamo anche la recente grave fiammata nel sud-est dell’Ucraina. Questa escalation persegue il chiaro obiettivo d’impedire agli accordi di Minsk di andare avanti. Le attuali autorità ucraine, ovviamente, non vogliono una soluzione pacifica a questo problema molto complesso e hanno deciso di optare per l’uso della forza, invece. Per di più, si parla apertamente di organizzare sabotaggio e terrorismo, in particolare in Russia. Ovviamente, è una questione di grave preoccupazione.
Gli eventi e le circostanze che ho menzionato richiedono che i nostri servizi di sicurezza e d’intelligence, in particolare al Servizio di Sicurezza Federale, concentrino al massimo attenzione e impegno sul compito fondamentale della lotta al terrorismo. Abbiamo già visto i nostri servizi d’intelligence assestare potenti colpi ai terroristi e loro complici. I risultati dello scorso anno lo confermano: il numero di crimini connessi al terrorismo è diminuito. Il lavoro di prevenzione ha portato anche risultati. Il FSB e le altre agenzie di sicurezza, con il Comitato Nazionale Antiterrorismo in qualità di coordinatore, hanno impedito 45 reati connessi al terrorismo, di cui 16 attentati pianificati. Meritano speciale gratitudine per questo. È necessario continuare gli sforzi attivi per identificare e bloccare l’attività dei gruppi terroristici, eliminarne la base finanziaria, impedire le attività dei loro emissari provenienti dall’estero e le attività pericolose su Internet, e prendere in considerazione, in questo lavoro, l’esperienza russa e internazionale nel campo. L’omicidio del nostro ambasciatore in Turchia è stato un crimine terribile che in particolare sottolinea la necessità di proteggere i nostri cittadini e le missioni all’estero. Vi chiedo di collaborare con il Ministero degli Esteri e il Servizio d’Intelligence Estero per adottare ulteriori misure per garantirne la sicurezza. Si deve anche lavorare per portare la nostra cooperazione nell’antiterrorismo con i partner esteri ad un nuovo livello, nonostante le difficoltà che vediamo nei vari ambiti della vita internazionale. E’ una priorità, naturalmente, intensificare il lavoro con i nostri partner nelle organizzazioni come Nazioni Unite, CSTO e Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. E’ nel nostro interesse comune ripristinare il dialogo con i servizi segreti degli Stati Uniti e degli altri Paesi membri della NATO. Non è colpa nostra che tali legami siano stati tagliati e non si sviluppino. E’ molto chiaro che tutti i Paesi responsabili e gruppi internazionali dovrebbero collaborare nell’antiterrorismo, perché anche semplicemente lo scambio di informazioni su canali e fonti di finanziamento dei terroristi e persone coinvolte o sospettate di legami con il terrorismo, migliorano sensibilmente i risultati dei nostri sforzi comuni.
Le nostre priorità comprendono saldamente la soppressione dell’estremismo. I metodi della protezione devono andare di pari passo con il continuo lavoro di prevenzione. E’ essenziale impedire che l’estremismo trascini i giovani nelle sue reti criminali, e imporre un fermo rifiuto globale a nazionalismo, xenofobia e radicalismo aggressivo. In questo contesto, di grande importanza è il dialogo aperto con le istituzioni della società civile e i rappresentanti delle religioni tradizionali della Russia. I servizi di controspionaggio affrontano maggiori richieste oggi. I dati operativi dimostrano che l’attività dei servizi segreti stranieri in Russia non è diminuita. L’anno scorso, i nostri servizi di controspionaggio hanno fermato 53 funzionari e 386 agenti dei servizi segreti stranieri. E’ importante neutralizzare gli sforzi dei servizi segreti stranieri per accedere a informazioni riservate, in particolare le informazioni riguardanti le nostre capacità tecnico-militari. Ciò rende prioritario migliorare il nostro sistema di protezione delle informazioni classificate comprese nel segreto di Stato, in particolare dato che le agenzie usano il sistema elettronico di circolazione dei documenti. Vorrei sottolineare che il numero di attacchi informatici alle risorse informative ufficiali si è triplicato nel 2016 rispetto al 2015. In questo contesto, ogni agenzia deve sviluppare il proprio segmento del sistema statale per individuare e impedire gli attacchi informatici alle risorse informative ed eliminarne le conseguenze.
Il pubblico si aspetta maggiori risultati in settori chiave come la sicurezza economica e la lotta alla corruzione. Vi chiedo in particolare un approfondimento nel monitoraggio dei fondi stanziati per gli appalti della Difesa dello Stato (un argomento di cui ho già parlato), i grandi progetti infrastrutturali, la preparazione di grandi eventi internazionali e l’attuazione dei programmi federali socialmente mirati ed importanti. Purtroppo, vediamo ancora molti casi di fondi statali sottratti o indebitamente appropriati. La protezione affidabile dei nostri confini statali ha un ruolo importante nel garantire la sicurezza globale del nostro Paese. La priorità è chiudere i canali attraverso cui membri di gruppi terroristici ed estremisti internazionali entrano in Russia, e porre fine a ogni forma di contrabbando, dalle armi alle droghe e a varie risorse biologiche. Naturalmente, dobbiamo continuare il lavoro per sviluppare le infrastrutture di confine non ancora sufficientemente sviluppate, in particolare in Estremo Oriente e nella regione artica.
Colleghi, vorrei sottolineare che continueremo a sostenere i rami centrali e regionali del FSB e ad assicurarci che abbiano le armi e le attrezzature più avanzate. Continueremo anche a prestare attenzione alle disposizioni in materia sociale per il personale del FSB e i loro familiari. Vi auguro di riuscire a proteggere i nostri interessi nazionali e la sicurezza del nostro Paese e del nostro popolo. Sono certo che continuerete a lavorare sui vostri obiettivi con dignità.
Grazie per l’attenzione.CRIMEA-UKRAINE-RUSSIA-POLITICS-CRISIS-HISTORY-WWIITraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli intrighi contro Trump

Larry Chin, Global Research, 20 febbraio 2017rt_trump_pence_3_jt_160716_4x3_992Con Donald Trump, nulla è come sembra. L’episodio di Michael Flynn esemplifica la natura sfuggente, imprevedibile e letale del conflitto dall’alta posta in gioco che continua a svolgersi. Ciò che è evidente e fuori discussione è che il presidente Trump sia in guerra con lo Stato profondo in tutte le sue forme, comprese significative fazioni della comunità d’intelligence e delle forze dell’ordine. I media mainstream (in gran parte controllati dalla CIA) e praticamente l’intera dirigenza politica. Trump è visto chiaramente come minaccia esistenziale per i loro crimini. Quest’apparato, ad ogni livello, è impegnato in un colpo di Stato. Ciò che non è chiaro, ed è estremamente difficile valutare, è la natura della risposta di Trump ai nemici. Inoltre non è chiara la situazione nella sua amministrazione. Nemici e alleati sono in bilico.

Flynn: il parafulmine
Michael Flynn era centrale per la politica estera di Trump. Flynn era a capo della Defense Intelligence Agency sotto Obama, e ha portato un patrimonio di conoscenze nella comunità d’intelligence nella sua breve ma ricca azione da consigliere per la sicurezza nazionale. Flynn, democratico, era un aperto critico della politica estera di Obama/Clinton e dell’uso deliberato da parte della CIA dei terroristi di al-Qaida/SIIL/al-Nusra in Siria. Ha voluto importanti riforme per la comunità d’intelligence politicizzata. Ha spinto a migliorare le relazioni con la Russia e ha cercato di denunciare e annullare i rapporti dell’amministrazione Obama con l’Iran. Il controverso Flynn è un eroe per la base di Trump, per aver detto di “rinchiudere” Hillary Clinton e “prosciugare la palude”. Trump rispetta Flynn, e sembrava avere problemi con il suo stile combattivo. Era controverso durante il mandato sotto Obama prima di appoggiare Trump, e controverso durante la campagna e le elezioni. Trump ha sfruttato Flynn come consigliere per la sicurezza nazionale invece che in un altro posto di gabinetto, per evitare a Flynn di dover essere brutalmente approvato dal Congresso (e probabilmente non sarebbe passato). Cosa è cambiato?

Dimissioni curiose
L’episodio Flynn è stato descritto come un’insabbiatura senza un crimine. Flynn non ha violato alcuna legge. E’ stato approvato dal FBI, come descritto in questo articolo del Washington Post. (Il Washington Post è uno dei principali organi anti-Trump). Flynn ha agito in modo appropriato ed entro l’autorità di consigliere per la sicurezza nazionale, e non ha (come afferma la propaganda dell’opposizione) negoziato le sanzioni al telefono con l’ambasciatore russo. Le trascrizioni lo confermano. Trump stesso ha più volte sostenuto che Flynn ha fatto il suo lavoro. Perché a Flynn è stato chiesto di dimettersi? Secondo la linea ufficiale della Casa Bianca, Trump e il vicepresidente Mike Pence non erano soddisfatti dalle modalità comunicative di Flynn. Le dimissioni di Flynn sono semplicemente una questione di protocollo interno? Un problema di chimica o di lotta per il potere nella cerchia di Trump? Se sì, qual è la natura del problema e perché non è gestito internamente? Chi e cosa ha reso pubblico uno scandalo drammatico e dannoso?309126432_0-0785“Sangue nell’acqua”
Come succintamente descritto da Julian Assange di Wikileaks, “una battaglia incredibile per il dominio si svolge tra il governo degli Stati Uniti eletto e la comunità d’intelligence che si considera il “governo permanente””. La cacciata Flynn è il risultato di una “campagna di destabilizzazione di spie statunitensi, democratici e stampa”. Dal punto di vista dello Stato profondo, una grande vittoria è stata ottenuta con la cacciata di Flynn, decapitando l’amministrazione Trump ancor prima di esser completamente formata. Trump ha perso un membro chiave della sua cerchia, e il resto cadrà presto. Trump ha dimostrato gravi debolezze, e queste vengono attaccate con gusto e violenza. Secondo il Wall Street Journal, la comunità d’intelligence non riceve informazioni da Trump. (Trump e il suo ODNI lo negano). I lealisti di Obama, in particolare, lavorano contro. Secondo Glenn Greenwald , i rivelatori dello Stato profondo che hanno denunciato Flynn ci sono riusciti compiendo dei reati. Lo Stato profondo è ora ancora più incoraggiato e potente. Secondo l’ex-congressista Dennis Kucinich, “qualcosa di sbagliato succede nella comunità d’intelligence, che vuole riaccendere la guerra fredda tra Stati Uniti e Russia, in modo che l’asse militare, industriale e d’intelligence ci guadagni“. “Svegliati America!” Secondo Eli Lake di Bloomberg, l’episodio di Flynn è un “assassinio politico”, dove Trump “ha ceduto all’opposizione burocratica e politica“. La CNN (la voce della CIA e della dirigenza politica) ha dichiarato che la rete non cede alla narrativa russa e di Flynn. Ovviamente ne avrà il materiale per il crescente tentativo d’impeachment dei democratici e repubblicani anti-trump. Uno dopo l’altro, CIA/media potranno semplicemente denigrare tutti i membri del gabinetto Trump, e lo stesso Trump, finché sarà rimosso. C’è “sangue nell’acqua”. Come piranha, i nemici di Trump sono in frenesia. Ma Trump, difatti, è “alle corde”? O Trump come Muhammad Ali “li metterà alle corde”?

Cambio di carte
Dopo una giornata di attacchi dei media, Trump ha preso a Twitter ed ha rapidamente istituito una conferenza stampa, durante cui ha invertito pubblicamente la narrazione in maniera aggressiva. Le fughe sono la vera storia. Trump: la vera storia è la fuga illegale. Le fughe, non Flynn, i problemi nell’amministrazione, la “Russia”. “Le fughe sono reali. La notizia è falsa“.

E’ una provocazione?
La speculazione intrigante, non riportata dai media mainstream, è che l’intero caso Flynn sia una complessa provocazione, una trappola tesa deliberatamente da Trump per smascherare i rivelatori, nell’ambito di un’operazione contro lo Stato profondo. Questa operazione, a sua volta, fa parte del programma “Prosciugare la palude”; la pulizia radicale e tanto attesa per scovare la dirigenza politica. Vi sono diversi resoconti che sostengono in modo convincente che si tratti di una provocazione:
Le dimissioni del generale Flynn sono un elaborato stratagemma per smascherare i rivelatori
Le dimissioni di Flynn sono una provocazione?
Attenti, rivelatori (Diario dell’operazione delle fughe di Trump)
Secondo un’analisi dettagliata (citando fonti del’intelligence russa), l’episodio Flynn era una classica “trappola canarino” ideata da Trump e Flynn in coordinamento con l’FBI e altri rami dell’intelligence e delle forze dell’ordine, per esporre e cogliere i rivelatori e le corrotte figure dei media che lavorano per lo Stato profondo: Il cambio del FBI terrorizza i media statunitensi.
Flynn aveva diretto contemporaneamente le operazioni contro le principali reti del narcotraffico internazionale legate a CIA, islamisti e Clinton. Robin Townley, aiutante di Flynn impegnato in questa operazione, si vide improvvisamente negare il nulla osta della sicurezza dalla CIA, nonostante Townley l’avesse avuto per anni. La CIA ha creato lo scandalo Flynn/Russia per ritorsione. “L’ombra” del generale Michael Flynn di Trump. Secondo il resoconto, Flynn e la sua squadra sarebbero rimasti operativi, lavorando nell’Ufficio informazione e ricerca. Ciò suggerisce che Flynn non sia stato davvero “licenziato”, ma trasferito a un ruolo più segreto, per motivi pratici. La sanzione ufficiale del Tesoro degli USA sul caso contro la rete di Samark Jose Lopez Bello, guidata da Flynn, il 13 febbraio 2017, può essere letta qui. L’operazione/trappola di Flynn non finisce qui (i media non hanno smesso di diffondere materiale appositamente trapelato), e non sarebbe l’unica provocazione che l’amministrazione Trump attua. Secondo Jack Posobiec dei Cittadini per Trump e suo forte sostenitore, Trump ha utilizzato con successo le provocazioni nella campagna presidenziale e nell’elezione. Secondo Posobiec, la storia del piano di Trump di utilizzare la Guardia Nazionale per rastrellare gli immigrati era intenzionale. The Associated Press c’è cascata. Ulteriori prove della tanto attesa massiccia campagna di pulizia per “drenare la palude” comprende il “bagno di sangue” del 7.mo piano del dipartimento di Stato da parte del segretario di Stato Rex Tillerson, e il licenziamento di numerosi dipendenti, presumibilmente per non aver superato i controlli. Craig Deare, alto funzionario del NSC, è stato appena licenziato per aver espresso opinioni in contrasto con l’agenda di Trump.3caeec8900000578-4174310-image-a-15_1485839768432Yemen
Il ruolo di Flynn nell’incursione nello Yemen potrebbe anche aver innescato la rappresaglia della CIA. Questa operazione rischiosa ha provocato la morte di 14 militanti di al-Qaida (inclusi dei capi operativi), di 25 civili e del Navy Seal William “Ryan” Owens, e il ferimento di sei soldati statunitensi. Anche se i dettagli rimangono oscuri, il raid nello Yemen sembra aver scontrato le Forze Speciali dei Navy Seals con al-Qaida. Dato che al-Qaida è una facciata della CIA, il conflitto è essenzialmente tra la squadra militare-intelligence di Trump e la CIA. L’obiettivo sembra essere stato avvertito, portando la squadra delle Forze Speciali dei Navy Seal ad affrontare una fiera resistenza. (Forse la CIA aveva avvertito i propri agenti nello Yemen?) Anche se pesantemente criticato dai media mainstream come “pasticciato” e “disastroso”, l’amministrazione l’ha visto come un “grande successo”, raggiungendo l’obiettivo principale, i documenti dell’intelligence a supporto delle future campagne antiterrorismo. La squadra dei Navy Seal ha portato via un “tesoro” d’intelligence su cd per computer, telefoni cellulari e file. Flynn e la sua squadra agisco secondo l’intelligence contenuta nei file? Ciò ha fatto infuriare ulteriormente la CIA, accelerando la campagna contro di lui?

Il collegamento con la pedofilia
Aggiungendo bizzarria sulla cacciata di Flynn, vi è il collegamento alla pedofilia, o Pizzagate. Dopo la cacciata di Flynn, Hillary Clinton non ha potuto resistere dal postare un greve commento su Twitter, rilanciato dal suo funzionario Philippe Reines: “Cari Mike Flynn e Mike Flynn Jr, fatevi un giro su COMET. E avrete la vostra ossessione sulla pizza… jobs.dominos.com/dominoscareer… Hillary Clinton: Philippe ha il suo modo di dire le cose, ma ha ragione sulle reali conseguenze delle false notizie…” A cosa si riferiva? Nel novembre 2016 Flynn espresse sostegno all’indagine del Dipartimento di Polizia di New York sulle prove e-mail del possibile coinvolgimento di Hillary Clinton in “reati di riciclaggio e sesso con bambini“. Il figlio, Michael G. Flynn (primogenito di Flynn e suo braccio destro) espresse sostegno alle indagini. I messaggi di posta elettronica di John Podesta svelati da Wikileaks indicano ciò che appare una significativa prova sulla rete di pedofili di alto livello della dirigenza di Washington, e più precisamente la parte di una rete che coinvolge Podestà, agenti del Partito Democratico e dei Clinton, e la rete delle pizzerie nel Paese, in particolare Comet ping-pong e Pizza di Washington DC. Numerosi ricercatori indipendenti hanno continuato a cercare tenacemente queste prove, nonostante il forte e pericoloso insabbiamento politico e un grave contraccolpo. Clinton avrebbe potuto scegliere di rimanere in silenzio, ma non poteva resistere dall’insultare Flynn, non più sulla “Russia” o su Trump, ma sul Pizzagate. Perché se n’è uscita richiamando l’attenzione su questo? Flynn ha subito “conseguenze reali” per qualcosa che non è “reale”?

Turbolenze nella cerchia di Trump: opinioni contrastanti
Nonostante gli avvertimenti continui dei lealisti Trump si è circondato di coloro che sembrano essere dei nemici: neocon repubblicani e anti-Trump; ha riempito la “palude” invece che “prosciugarla”. Trump crede che cooptare e conquistare la dirigenza lo ponga in una posizione più forte? Quanto pesa questo calcolo rispetto ai desideri della base anti-globalista/anti-dirigenza? C’è disaccordo anche fra la base di Trump su ciò che accade. La perdita di Flynn è un duro colpo. Trump è circondato da neoconservatori guidati da Pence. Steve Bannon e Kellyanne Conway sono gli ultimi lealisti rimasti a Trump nella cerchia interno. L’amministrazione Trump è inquinata e compromessa? Il capo dello staff Reince Priebus, ex-presidente del RNC, è visto da sempre più lealisti di Trump come la principale minaccia interna. Secondo Breitbart, Priebus è la talpa, accusato di non volere attuare gli ordini esecutivi, rallentando la conferma dei candidati di gabinetto, e di non fare nulla contro la rete delle “cellule dormienti” di Obama che continua a sovvertire l’amministrazione. Trump, secondo Breitbart, ha lavorato attivamente per sostituire Priebus. Pence e Priebus decisero di estromettere Flynn, secondo Fox News, nonostante le obiezioni di Bannon e Conway, che credevano che Flynn dovesse restare. Secondo Jerome Corsi di Infowars, Priebus non è solo una talpa, ma il “capo dei rivelatori”, e dovrebbe essere il prossimo ad andarsene. Mike Cernovich così come Alex Jones e Roger Stone, vedono Priebus come una minaccia. La fedeltà di Priebus va ai neocon repubblicani e lavora attivamente contro Trump. Il vicecapo dello staff Katie Walsh è stata identificata come possibile rivelatrice ed è indagata. Il 19 febbraio, apparendo alla conferenza stampa della NBC, Priebus si è assunto la colpa sul caso Flynn, definendolo disonesto.

Reince Priebus

Reince Priebus

La minaccia di Pence
Il vicepresidente Mike Pence non è solo un neocon repubblicano, ma un neocon di Bush. Pence ha recentemente partecipato al Super Bowl con George HW Bush, verso cui è servile e che sostiene d’idolatrare. Di cosa Pence ha discusso con Poppy Bush l’arcicriminale e capo dell’apparato criminale che non esita nel voler distruggere Trump? Pence supporta su tutto Bush. Il suo profilo è quello di un nemico di Trump. Ha sostenuto il Patriot Act, la guerra in Iraq, la tortura (si oppone alla chiusura di Guantanamo), la guerra in Medio Oriente e la linea dura con la Russia. Ha sostenuto il rovesciamento della Libia e ringraziato Hillary Clinton di ciò. Sostiene la globalizzazione e il libero scambio, la NAFTA e il CAFTA. È per le grandi aziende e si oppone alle riforme sulla finanza bancaria e in campagna ha elogiato la criminale sentenza della Corte Suprema sul caso Cittadini Uniti a favore delle corporazioni. Lui e Trump sono apertamente in disaccordo sulla Russia, contrasti che l’amministrazione ha respinto blandamente. Pence voleva far fuori Flynn. Pence decide la politica estera di Trump? Pence era contro le operazioni segrete di Flynn? Pence ignora Tillerson, Mattis, ecc.? Il 18 febbraio, nel discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, Pence vantava che gli Stati Uniti saranno “costanti” nell’impegno per la NATO, che “staranno con l’Europa” ed ha anche minacciato la Russia: “Sappiate questo: gli Stati Uniti continueranno ad accusare la Russia“. Tale presa di posizione bellicosa sovverte la retorica di Trump (riecheggiata da Flynn) che chiede il miglioramento delle relazioni con la Russia, ed antagonizza la NATO, che definiva “obsoleta”. La visione di Pence è in netto contrasto con la frustrazione di Trump nel migliorare le relazioni con Mosca, indebolite dalla propaganda russofoba. Ma è il suo vicepresidente che vomita tale propaganda. La contraddizione Trump-Pence sarebbe uno stratagemma “poliziotto buono/poliziotto cattivo”, o c’è un vero conflitto? Pence è nella posizione ideale per fare di Trump ciò che George HW Bush fece di Ronald Reagan, o Lyndon B. Johnson di John F. Kennedy. Se Trump viene rimosso, l’amante di Bush e russofobo Pence sarà presidente. (E chi avrebbe il presidente Pence come suo vice? Jeb Bush?)

L’esplosiva previsione di un ex-agente della CIA
In una intervista esplosiva per Alex Jones Show, l’ex-agente della CIA Robert David Steele ha espresso i seguenti pareri:
– La NSA ha spiato i cittadini, mentre la CIA causa le fughe di notizie, ed entrambi partecipano al colpo di Stato.
– Reince Priebus è il “Giuda alla Casa Bianca”, permettendo e coprendo la pedofilia. (Nota: in una precedente intervista per RT, Steele definì Priebus agente della CIA presso Trump.)
– Julian Assange “può abbattere il partito repubblicano e Priebus in particolare“.
– Avendo indagato sulla pedofilia per oltre un decennio, Steele dichiarava che “la pedofilia è una tendenza acquisita dai democratici“, e che gente come John Podesta sono “pedofili all’acqua di rose” rispetto a repubblicani, élite bancaria e sauditi.
– La pedofilia è il tallone d’Achille del sistema, e “Trump l’ha capito”.
– Le fondazioni delle corporation e i loro anarchici pianificano massicci disordini a primavera e in estate, tra cui una grande manifestazione a Washington DC a maggio.
In particolare, riguardo Michael Flynn:
– “Flynn è finito nei guai perché diventato troppo arrogante e ha cercato di dire a Mattis e Tillerson cosa fare“. Ma il motivo per cui è stato licenziato, secondo Steele, era che Flynn voleva smascherare la lista dei pedofili di Washington. Uno dei nomi sulla lista era “il migliore amico di Mike Pence“. Steele non l’ha nominato. Chi è?

Tutto va bene secondo Trump
L’amministrazione Trump ha fermamente respinto tutte le critiche e i sospetti sul suo gabinetto. Nella conferenza stampa del 16 febbraio, Trump ha sostenuto che la sua amministrazione “gira come una macchina messa a punto“, che vi è “zero caos” ed ha anche ripetuto l’ampia fiducia in Reince Priebus, che “fa un lavoro fenomenale“. Nell’ultimo Twitter, Trump ha scritto: “Non credo al flusso di (false) notizie dei media. La Casa Bianca opera molto bene. Ho ereditato un pasticcio e lo sto risolvendo“. Trump ha continuato ad attaccare i media, nel comizio del 19 febbraio. Secondo The Hill, Bannon è indignato dalle pretese che lui e Priebus siano in contrasto, e respinge le osservazioni avanzate da Breitbart, la sua ex-pubblicazione. L’ex-agente dell’intelligence Steve Pieczenik respinge la cacciata di Flynn come mossa pragmatica di routine. Secondo Pieczenik, tutto il personale è alla fine “usa e getta”, e ritiene che Flynn non doveva rimanere in carica per molto. A suo avviso, la polemica è esagerata. Il senatore Paul Ryan, capo dei repubblicani e considerato un aspro anti-Trump e nemico dai lealisti di Trump, diffonde voci concilianti, come se fosse con Trump. L’intervista di Ryan su Fox con Sean Hannity è la prima in cui parla positivamente dell’ordine del giorno di Trump. Quando gli è stato chiesto da Hannity che lui e Trump sono considerati in contrasto, Ryan l’ha liquidata come “passato”. Perché Ryan è improvvisamente conciliante? Chi sostituisce ora Flynn come consigliere per la sicurezza nazionale di Trump? Un altro neocon. La lista si restringe a tre candidati: l’attuale sostituto consigliere per la sicurezza nazionale Keith Kellogg, lo stratega militare HR McMaster, e il maniacale ex-ambasciatore alle Nazioni Unite di George W. Bush John Bolton. Robert Harward (Lockheed Martin, ex-funzionario della NSC di George W. Bush) ha rifiutato dopo aver chiesto di avere il proprio personale (Trump ha rifiutato di licenziare il team di Flynn, tra cui KT McFarland).

Verso l’inaspettato
Lo Stato profondo non è “profondo”. Il governo ombra non è nascosto. La criminalità è alla luce del sole come non mai, ed è tutta contro Trump. L’aperta sedizione e il tradimento sono pubblicamente incoraggiati e “sponsorizzati dal governo”. Vi sono inviti aperti a colpi di Stato, anarchia, terrorismo e isteria di massa. Trump è in pericolo, o controlla? Viene rovesciato o guida con successo una guerra di inganno e agguati? Siamo entrati in un territorio inesplorato, con il futuro dell’umanità in gioco. Tutto è in gioco. Nulla è chiaro.ct-trump-pence-huppke-20160715Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Generale McMaster: pappagallo del complesso militar-industriale

Tony Cartalucci, NEO 22/02/2017

635799907110060403-arm-2014-ausa47Recentemente è stato annunciato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto il Tenente-Generale dell’US Army Herbert Raymond McMaster come Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Il New York Times nell’articolo, “Trump sceglie HR McMaster consigliere della sicurezza nazionale”, riferisce: “Il Presidente Trump ha nominato il Tenente-Generale HR McMaster come suo nuovo consigliere per la sicurezza nazionale, accogliendo uno stratega militare ampiamente rispettato e noto nel sfidare il pensiero convenzionale, contribuendo a far svoltare la guerra in Iraq nei giorni più bui”. In realtà, ciò che il Presidente Trump ha fatto è scegliere un uomo che porterà ben poco dei propri pensieri. Invece, testualmente, ripete i discorsi che riflettono l’ordine del giorno che serve gli interessi che guidano la manica di think tanks finanziate dalle corporation finanziarie che da decenni suggeriscono, dopo averla definita, la politica estera di Stati Uniti-Unione europea.

Cosa rappresenta il Generale McMaster
In un discorso tenuto in uno di tali think tank, il Centro di Studi Strategici e Internazionali, finanziato da aziende come ExxonMobil, Hess, Chevron e Boeing, e presieduto da individui come il segretario di Stato del Presidente Trump Rex Tillerson, e da rappresentanti di Lockheed Martin, Raytheon e Betchel, il Generale McMaster sciorina un passo ben studiato che riflette la visione e gli obiettivi collettivi del mondo non solo del CSIS, ma certamente di Brookings Institution, Council on Foreign Relations e una miriade di altri pensatoi politici guidati da interessi precisi. Il discorso, pubblicato sul canale YouTube del CSIS nel maggio del 2016, vede il Generale McMaster nella sua uniforme accusare la Russia d'”invadere l’Ucraina” e la Cina di “sfidare gli interessi degli Stati Uniti ai confini della potenza americana“. Nel descrivere la Cina “sfidare” gli interessi degli Stati Uniti, presenta una mappa della Cina e del Mar cinese meridionale, decisamente non proprio luoghi vicino agli Stati Uniti o in qualsiasi ambito logico e legittimamente vicino alla sfera d’influenza di Washington da poterne giustificare il controllo. Il Generale McMaster accusa Russia e Cina di minacciare gli “interessi degli Stati Uniti” all’estero, non la sicurezza nazionale, sfidando l’ordine internazionale post-Seconda Guerra Mondiale, un ordine certamente creato da e per gli Stati Uniti e gli alleati europei, concedendogli egemonia unipolare militare, socio-politica e finanziaria sul pianeta. Indica prevedibilmente Corea democratica e Iran come minacce per gli Stati Uniti, nonostante non abbiamo mai attaccato gli USA o desiderato o potuto farlo. Accusa l’Iran, in particolare, di “combattere una guerra per procura contro di noi dal 1979“, riferendosi a quando gli iraniani finalmente rovesciarono la dittatura brutale insediata e sostenuta dagli Stati Uniti di Mohammad Reza Shah Pahlavi, nel 1979. Il Generale McMaster accusa l’Iran di “costruire milizie” fuori dal controllo dei governi del Medio Oriente, di sostenerle ed anche di usarle come leva contro di essi, non diversamente da come gli Stati Uniti fanno con le forze di occupazione dispiegate nella regione e con i gruppi terroristici armati, finanziati, addestrati e diretti da Stati Uniti e alleati del Golfo Persico, dal Nord Africa al Medio Oriente, come in Iraq, Yemen, Siria e Libano. Nel discorso del 2016, McMaster passa ad affrontare lo “Stato islamico” (SIIL), presentando una diapositiva dell’estensione territoriale dello SIIL, indicando in modo chiaro le linee dei rifornimenti che vanno direttamente dal membro della NATO Turchia in Siria e Iraq, con una linea secondaria promanante dall’alleata degli USA Giordania. Non fa menzione di chi combatte lo SIIL, raffigurando il conflitto come il cartone animato che i media statunitensi-europei spacciano presso il pubblico. Il Generale McMaster presenta al pubblico una strategia di difesa basata su “deterrenza dell’interdizione e deterrenza alle frontiere a spese dei potenziali avversari“, riferendosi a regioni del pianeta a migliaia di miglia dalle coste degli Stati Uniti, dove cercano di mantenere o riaffermare potere e influenza, o di proiettarle in regioni finora indipendenti da Wall Street e Washington.

Un’agenda perenne
La scelta del Presidente Trump del Generale McMaster a Consigliere per la Sicurezza Nazionale assicura che la sicurezza nazionale resti dominio dei think tanks aziendal-finanziari che hanno definito, deciso e dominato la politica estera degli USA per decenni. I documenti politici che il Generale McMaster cita sempre in ogni suo discorso in un think tank aziendal-finanzierio dopo l’altro, sono i prodotti degli stessi think tank. Che il Generale McMaster identifichi Russia, Cina e Iran come “minacce” agli Stati Uniti non perché cercano di danneggiarli nel proprio territorio o nella logica sfera d’influenza, ma perché semplicemente cercano di proteggere le proprie sfere d’influenza dal sistematico e palese sovvertimento degli Stati Uniti tramite influenza e accerchiamento, indica la continuazione della devastante guerra globale già vista con le amministrazioni di numerosi altri presidenti, come Obama, Bush, Clinton, Bush padre, Reagan e anche Carter. Mentre gli Stati Uniti posano da nazione “democratica” guidata dagli interessi del popolo, è evidente che gli interessi di Wall Street e Washington hanno un ordine del giorno proprio che trascende presidenti “eletti” dal popolo e le politiche che chi ha eletto questi presidenti crede svolgano. I sostenitori del Presidente Trump nel mondo del lavoro subiscono l’illusione che rigetti l’aggressione e il cambio di regime nel mondo degli Stati Uniti, mentre ha appena nominato il Generale McMaster come suo consigliere per sicurezza nazionale, un uomo che apertamente e ripetutamente sostiene la ricerca dell’egemonia globale degli USA, indicando ancora una volta l’inganno perpetrato e come tale preciso ordine del giorno avanzi senza sosta.herbert-raymond-mcmaster-donald-trumpTony Cartalucci, ricercatore e scrittore geopolitico di Bangkok, in esclusiva per la rivista on-line “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Accordo in Libia grazie a Egitto e Russia

Nabil ben Yahmad, Tunisie Secret 19 febbraio 2017

Sotto l’egida del Cairo, è stato raggiunto un accordo tra il capo del governo d’unione (GNA) Fayaz al-Saraj e il maresciallo Qalifa Balqasim Haftar, per risolvere la crisi libica. Nonostante le tattiche dilatorie di Butefliqa e gli intrighi del fratello musulmano Rashid Ghanuchi, favorevoli all’integrazione nei colloqui di Abdalhaqim Belhadj, l’accordo è stato finalmente ratificato senza di lui e grazie alla determinazione del Presidente egiziano Abdalfatah al-Sisi e al sostegno della Russia.11210133-18633067Nonostante le nostre relazioni fraterne con l’Algeria che abbiamo sempre difeso, ecco che arriva il momento in cui si deve saper dire a certi leader algerini, basta doppiezza! Basta ipocrisie! Basta divisione del Maghreb soffiando sulla brace del Sahara marocchino! e Basta doppio gioco. L’abbiamo chiarito nell’edizione del 22 gennaio, dal titolo “Butefliqa protegge i Fratelli musulmani tunisini?“, a differenza del re del Marocco Muhamad VI che non ha mai voluto ricevere il capo dei Fratelli musulmani tunisini, nonostante le ripetute richieste di quest’ultimo, Butefliqa è quasi diventato il padrino del mafioso islamo-terrorista tunisino (1).

Abdalhaqim Belhadj escluso dall’Egitto dell’accordo intra-libico
Oltre agli incessanti incontri pubblici tra Abdalaziz Butefliqa e Rashid Ghanuchi, il rapporto tra i due sono passati dalla sponsorizzazione dei mercenari all’alleanza con gli islamisti in generale, a scapito degli interessi strategici di Tunisia ed Algeria. Rashid Ghanuchi non è l’unico fratello musulmano ufficialmente ricevuto più volte ad Algeri. I suoi seguaci e fratelli della setta terroristica Ali al-Salabi e Abdalhaqim Belhadj hanno ricevuto tale privilegio presidenziale. In precedenza, la nebulosa islamista ha forgiato legami con i vertici algerini. Ma con l’ultimo accordo tra Fayaz al-Saraj e Qalifa Balqasim Haftar, concluso a Cairo il 14 febbraio, la strategia della nomenklatura al potere ad Algeri è in frantumi. Nonostante una certa riluttanza da entrambe le parti (Haftar e Saraj), l’accordo è stato stipulato senza il protetto di Ghanuchi e Butefliqa, l’ex-terrorista di al-Qaida Abdalhaqim Belhadj, un vero e proprio schiaffo al presidente algerino che ha legato reputazione e destino all’ex-attivista di al-Qaida e capo dei Fratelli musulmani locali Rashid Ghanuchi. Consentendo a Ghanuchi di sostituire i ministeri degli esteri algerino e tunisino con una diplomazia parallela, in cosa sperava Butefliqa? Affondare gli accordi intra-libici firmati alla fine del 2015 in Marocco, o rafforzarli?

La retromarcia della diplomazia algerina
Tale affronto non è sfuggito alla stampa. Il 17 febbraio 2017, tre giorni dopo la conclusione dell’accordo tra Haftar e Saraj, il sito Aqir Qabar titolava: “Le autorità algerine si accorgono dell’errore di lavorare con Rashid Ghanuchi“. Il giorno prima, sotto il titolo “lezione tunisina”, il quotidiano algerino vicino agli islamisti al-Qabar scriveva: “Diverse personalità dell’ambiente politico, culturale e mediatico tunisine hanno chiesto spiegazioni al governo sui rapporti tra governo algerino e il presidente di al-Nahda Rashid Ghanuchi, in particolare sulla questione libica. Questi tunisini credono che governo e presidente Baji Caid a-Sabsi debbano indicare agli algerini che in Tunisia vi sono un governo, un presidente e un ministro degli Esteri con cui parlare, e non con il capo di un partito politico (al-Nahda)“. Per sdrammatizzare l’impatto politico e mediatico di questo affronto, il Ministero degli Esteri algerino denunciava il ruolo che cercava di svolgere Rashid Ghanuchi verso il governo algerino, in particolare nel caso della Libia. Almeno questa è l’affermazione dei nostri colleghi e amici di Algerie-Patriotique, “Posando da intermediario tra Algeria e Fratelli musulmani libici, il capo del partito islamista tunisino al-Nahda, Rashid Ghanuchi, cercava pubblicità gratuita ai danni dell’Algeria? I funzionari del Ministero degli Esteri algerino sono convinti, prima di tutto, di non aver bisogno dei servizi di nessuno per discutere con i nostri fratelli libici“.

L’incontro segreto tra Ghanuchi, Ahmad Uyahia e Salabi
Rimane vero che il rapporto tra la Presidenza algerina e la Fratellanza musulmana sono eccellenti dall’inizio della cosiddetta “primavera araba”. Oltre l’ultima visita di Ghanuchi a Butefliqa, il 22 gennaio, il capo di gabinetto di quest’ultimo, Ahmad Uyahia, arrivava di nascosto a Tunisi, a gennaio, per rivedere il capo dei Fratelli musulmani tunisini. Quando la notizia trapelò, Ahmad Uyahia, che è anche segretario generale del Congresso Nazionale Democratico (RND), affermò che l’incontro avveniva nell’ambito delle sue attività di avvocato! Il sito d’informazione algerino TSA s’è poi chiesto: “Perché un incontro tra parti, che secondo un fonte diplomatica (algerina), sarebbe stato segreto?” E TSA rispose: “Ovviamente Ahmad Uyahia era a Tunisi per la questione libica, dovendo incontrare, tra gli altri, Ali al-Salabi, uno dei principali capi islamisti libici…“. Non potendo negare l’evidenza, Jamil Auy, dell’ufficio stampa di al-Nahda, confermava l’incontro tra Uyahia, Ghanuchi e Salabi parlando di “visita ufficiale”. Su Radio Shams FM aveva detto che questo “incontro era incentrato sugli interessi comuni dei due Paesi, ma soprattutto sulla questione libica. Questo giro si accordava con quello dello sceicco Ali al-Salabi. Furono accolti entrambi a casa di Rashid Ghanuchi (…)!

Rashid Ghanuchi utilizza l’Algeria per scopi islamisti
Secondo Algerie-Patriotique, citando un diplomatico algerino, “certo, Rashid Ghanuchi vede aprirsi le porte in Algeria per dimostrare all’opinione pubblica tunisina di aver ancora un peso e soprattutto di essere una personalità fondamentale nei circoli islamisti del Maghreb“; e il nostro collega di Algerie-Patriotique aggiungeva che Ganuchi “si agita come un diavolo per dimostrare che i Fratelli musulmani rappresentano nel Maghreb una corrente dell’opinione pubblica e un forza che non è possibile ignorare (…) Da fine calcolatore, Rashid Ghanuchi vede la Libia come un modo per risorgere politicamente e dimostrare all’opinione internazionale che i Fratelli musulmani ancora giocano un ruolo come forza stabilizzante del Nord Africa e più in generale del mondo arabo“. A fine gennaio, il capo della setta islamista tunisina al-Nahda assicurava anche di essere stato nominato dal Presidente Butefliqa per convincere gli islamisti in Libia “a svolgere un ruolo positivo” nella soluzione della crisi nel Paese. La stessa fonte diplomatica algerina, confidava a TSA che, “il signor Ghanuchi ha fatto politica interna (Tunisia). In Algeria non c’è diplomazia parallela. Pensa che abbiamo bisogno di Ghanuchi per discutere con le parti libiche?“.

Il rigetto di Abdalfatah al-Sisi
Secondo le informazioni del quotidiano arabo Quds al-Arabi, pubblicato a Londra, Rashid Ghanuchi avrebbe coordinato Algeri e Tunisi per fare incontrare a Tunisi Fayaz al-Saraj, presidente dell’Accordo Nazionale (GNA) e Qalifa Balqasim Haftar, capo della Forze armate del Parlamento di Tobruq, prima di un vertice a tre (Butefliqa, Sisi, Sabsi). Le nostre fonti indicano che con l’appoggio di Butefliqa, Rashid Ghanuchi sperava di accogliere Saraj, Haftar e Salabi, il complice di Abdalhaqim Belhadj in Libia. Ma l’Egitto si oppose nettamente, sventando così il piano di Rashid Ghanuchi con la complicità passiva di Baji Caid al-Sabsi ed approvato da Butefliqa in spregio degli interessi strategici dell’Algeria e del Maghreb in generale. Principale sostegno logistico, militare e diplomatico di Qalifa Balqasim Haftar, sostenuto dalla Russia e dalla nuova amministrazione statunitense, Abdalfatah al-Sisi non conta di fare alcuna concessione ai Fratelli musulmani, indicati da Egitto ed Emirati Arabi Uniti come organizzazione terroristica. Questo è uno dei motivi per cui l’ultimo accordo concluso tra Haftar e Saraj, il 14 febbraio, esclude d’ufficio Belhadj e Salabi. Secondo fonti egiziane, questo accordo continuerà la “pulizia” della Libia dai jihadisti di SIIL e al-Qaida, così come dai mercenari del Qatar in Libia, i Fratelli musulmani. L’accordo affida a Qalifa Balqasim Haftar questa missione militare, con il sostegno del “Consiglio supremo delle tribù libiche” (presieduto da Agali Abdusalam Brani), fino all’organizzazione nel 2018 delle elezioni legislative e presidenziali.
Riguardo il “vertice” Algeria-Tunisia-Egitto sulla crisi libica, che dovrebbe svolgersi a marzo, una fonte diplomatica egiziana assicurava che è ormai obsoleto e che si limiterà a una riunione informale dei ministri degli Esteri dei tre Paesi. A meno di cambiamenti dell’ultimo minuto o del voltafaccia algerino, l’incontro dovrebbe tenersi il 1° marzo a Tunisi.113242391-5238c71b-fb7b-4a79-b147-789a89ba3c78Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Perla della Grande Flotta Cinese

Aleksandr Ermakov, RIACchinas-liaoning-aircraft-carrierLa Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLA Navy) è forse quella dalla più rapida e ambiziosa crescita del mondo. Dopo decenni di sviluppo della difesa costiera, la PLA Navy per la prima volta si avventura sugli oceani ed è pronta a combattere per la supremazia nella regione. Per supportare le rivendicazioni territoriali e confermare lo status di mezzo di proiezione di potenza mondiale del Paese, la PLA Navy ha avviato un grande programma per costruire una flotta di portaerei.

Tutto ciò che si può comprare
4a7ed479b4bb687fb89d910f325fb2d5-kheg-835x437ilsole24ore-web-11 Per sviluppare la Marina, la Cina naturalmente segue la prima potenza globale e principale avversario, gli Stati Uniti. Tuttavia, il programma per le portaerei si basa sui progetti sovietici. Non sarebbe esagerato suggerire che la Cina, al momento almeno, continua l’opera dei costruttori navali russi interrotta un quarto di secolo fa. Ciò non sorprende dato che prende spunto dai piani sovietici. In primo luogo, sintetizziamo il programma delle portaerei sovietiche. Dopo i tentativi falliti di costruire “La Grande Flotta di Stalin”, come fu chiamata [1], che avrebbe incluso le portaerei (le prime proposte del genere si ebbero quando l’impero russo ancora esisteva), la Marina sovietica fu costretta a mettere da parte le portaerei, che in ogni caso furono etichettate “armi dell’aggressione imperialista”. Le prime poterei sovietiche erano piuttosto dei bizzarri compromessi, essendo stato sviluppate dalle portaelicotteri, e furono dotate di missili da crociera ed ufficialmente classificate incrociatori portaeromobili (o semplicemente portaerei secondo la nomenclatura delle forze armate di tutto il mondo). I 7 incrociatori costruiti fecero ufficialmente parte del Proekt 1143 (nome in codice “Krechyet“, falcone). E nonostante mostrassero una certa affinità, furono divise in tre gruppi.
Le prime quattro navi potrebbero giustamente essere chiamate incrociatori, essendo incrociatori pesanti lanciamissili con ponte di volo per elicotteri e velivoli Jak-38 a decollo e atterraggio verticale (VTOL) “allegata a babordo”. Le successive due sono portaerei con un ponte di volo esteso comprendente una grande rampa e cavi d’arresto che rendono possibile l’utilizzo di velivoli da combattimento navalizzati. Lo sviluppo logico di queste navi era il Proekt 1143.7, la portaerei Uljanovsk la cui costruzione fu sospesa con il crollo dell’Unione Sovietica. L’Uljanovsk doveva essere la prima portaerei a pieno titolo dell’Unione Sovietica, una nave a propulsione nucleare e con catapulte per aerei. I lanciamissili dovevano esser rimossi dalle ultime navi della serie, divenendo portaerei “pulite” (anche se è del tutto possibile che la Marina sovietica continuasse comunque a chiamarle incrociatori). Le rampe della navi sovietiche consentivano di ridurre significativamente la corsa al decollo e decollare con un buon rapporto spinta-peso (la correlazione tra potenza del motore e peso dell’aeromobile). Sistemi d’arresto venivano utilizzati per l’atterraggio, come funi di acciaio progettati per essere catturati dal gancio di arresto del velivolo. In altri Paesi, le rampe sono usate per aumentare il peso al decollo degli aerei dopo una breve corsa, come lo Sky Jump per l’Harrier, consentendo maggiore quantità di carburante e carico bellico. Da un lato, le rampe assicurano facilità di funzionamento e affidabilità; dall’altra parte, tuttavia, non consentono ad aerei pesanti di decollare, come i velivoli-radar a lungo raggio, limitando il peso al decollo degli aeromobili, anche dei caccia, soprattutto quando la nave viaggia a bassa velocità ed in condizioni meteo sfavorevoli (senza venti a favore e con temperature elevate che riducono la spinta dei motori a reazione). Le catapulte per aerei non hanno tali limitazioni. Tuttavia, il meccanismo della catapulta moderna è piuttosto complesso.
1280px-usnwc_varyag01Il destino delle navi costruite come Proekt 1143 fu vario. La maggioranza lasciò la Russia, con la Cina che ne acquistò tre in un colpo solo. Una nave fu venduta alla Corea del Sud (per rottamarla); un’altra fu acquistata dalla Marina indiana (aggiornata ed in servizio con il nome Vikramaditya); una terza nave (Uljanovsk) fu smantellata nel cantiere in Ucraina; e una quarta fa parte della Marina russa (Admiral Kuznetsov). Ufficialmente, la Cina ha acquistato le portaerei per trasformarle in attrazioni e/o alberghi a tema, e le prime due (Kiev e Minsk) vengono infatti utilizzate per tale scopo (anche se sono state studiate da militari e costruttori navali). Fu una storia completamente diversa per la terza nave acquistata, la Varjag. Al momento del crollo dell’Unione Sovietica, la nave era al 70 per cento completata. Nel 1998, lo scafo fu acquistato da una società cinese per 27milioni di dollari. La ragione ufficiale era trasformarla in casinò e albergo. Tuttavia, il piano originale era completarla ed assegnarla alla flotta del Paese [2]. La Varjag arrivò in Cina solo nel 2002, avendo seguito un lungo tragitto. I lavori che ripristinarono lo scafo, rimossero la corrosione, completarono la costruzione e riequipaggiarono la nave iniziarono nel 2005. Sembra che i costruttori navali cinesi dovettero acquistare dei componenti necessari (tra cui l’apparato motore) in Ucraina e Russia. Inoltre, l’acquisto da parte cinese della documentazione tecnica del Proekt 1143.6 in Russia, negli anni ’90, gli avrebbe aiutati. Se le portaerei sovietiche furono costruite nel cantiere navale sul Mar Nero in Ucraina, furono progettate dall’Ufficio Progettazione Nevskoe di San Pietroburgo, per cui è lecito ritenere che la documentazione non poteva che essere stata ottenuta lì [3]. Non fu che nel 2011, quando i lavori sulla nave erano in fase di completamento, che la Cina ufficialmente riconobbe che la portaerei sarebbe entrata nella sua flotta. Ovviamente, sarebbe stato sciocco da parte delle autorità cinesi continuare a nascondere le intenzioni. Il viaggio inaugurale della nave avvenne nell’agosto dello stesso anno, e nel settembre 2012 entrò ufficialmente nella flotta. La portaerei ebbe il numero identificativo 16 e fu denominata Liaoning in onore della provincia in cui è stata completata, nella città costiera di Dalian, che ospita diversi grandi cantieri navali.
Così cosa esattamente hanno ereditato i cinesi dall’URSS?6-1024x565La prima di molte
Il fatto che così tanti cacciatorpediniere siano in costruzione suggerisce che l’obiettivo non è creare un solo gruppo di portaerei. Sembrerebbe che la Cina sia impegnata nella costruzione di una grande flotta oceanica con portaerei che ne formano il nucleo. La portaerei cinese Liaoning è l’aggiornamento della nave sovietica Proekt 1143.6, quasi identica all’Admiral Kuznetsov costruita come Proekt 1143.5 [4]. Allo stesso tempo, i cinesi non hanno effettuato serie alterazioni alla nave, oltre a dotarla della componente aerea e ad allestirne lo scafo. Di conseguenza, la portaerei è molto simile al predecessore russo per aspetto e con capacità di volo comparabili. Tuttavia, la nave cinese si differenzia principalmente nell’avionica e nei sistemi di difesa aerea a corto raggio. Considerando l’intervallo tra il varo della Liaoning e quello dell’Admiral Kuznetsov, non c’è da meravigliarsi che la versione cinese abbia un’avionica superiore. Per quanto riguarda la difesa aerea, tuttavia, la Liaoning non è così massicciamente armata come la controparte russa. Parlando della difesa aerea, sembrerebbe che la Cina s’ispiri alle marine occidentali, dove questo compito è in gran parte affidato a cacciatorpediniere con potenti sistemi missilistici antiaerei e radar. Finora l’attenzione su questo tipo di difesa aerea ha portato alla comparsa di una classe universale di navi da guerra, come i cacciatorpediniere inglesi Type 45 (più comunemente noti come classe Daring) e i cacciatorpediniere australiani classe Hobart, essenzialmente navi antiaeree con capacità limitate negli altri settori. Il compito prioritario dei cacciatorpediniere degli Stati Uniti classe Arleigh Burke è provvedere alla difesa antiaerea dei gruppi d’attacco imbarcati (CSGS), anche se i conflitti degli ultimi decenni hanno reso questo compito meno evidente, evidenziato dall’uso da parte di queste navi dei missili da crociera a lungo raggio contro obiettivi terrestri. In questi casi, le portaerei fungono da difesa aerea a lungo raggio, responsabilità degli aerei da combattimento imbarcati, mentre le navi sono equipaggiate con sistemi di difesa aerea a corto raggio minimali, principalmente destinati a contrastare i velivoli che superano le prime difese.
c6b615721b99 La Cina ha seguito l’esempio occidentale negli ultimi anni, costruendo rapidamente cacciatorpediniere Tipo 052C (sei) e Tipo 052D (sette di dodici navi programmate). Le specifiche tecniche reali di queste navi sono difficili da valutare, ma sarebbero in linea con i leader mondiali. Si lavora sui cacciatorpediniere Tipo 055, che sembrano promettenti. Le dimensioni di queste navi hanno portato alcuni esperti a considerarli incrociatori, piuttosto. Il fatto che tanti cacciatorpediniere (che, naturalmente, possono svolgere molti compiti) siano in costruzione suggerisce che l’obiettivo non è comporre un solo gruppo portaerei. Sembrerebbe che la Cina sia da tempo impegnata nella costruzione di una grande flotta oceanica con portaerei che ne formino il nucleo. La prima portaerei interamente progettata e realizzata in Cina è attualmente in costruzione presso lo stesso cantiere di Dalian in cui è stata completata la Liaoning. Il nome in codice della portaerei è Tipo 001A (di conseguenza, il nome in codice della Liaoning è Tipo 001). Il sistema cinese di denominazione delle navi da guerra è piuttosto rigido e prevedibile, così la nuova nave probabilmente avrà il nome di una delle province del Paese, per esempio Guangdong, la provincia più popolosa della Cina e che ospita la Flotta del Sud, responsabile della protezione del Mar cinese meridionale e delle sue isole contese. A giudicare dalle immagini (la Cina tende a mantenere riservate le esatte specifiche tecniche delle sue navi), la Tipo 001A sarà, almeno in apparenza, una copia della Liaoning. Alcune differenze possono essere viste nella sovrastruttura, basate essenzialmente sul presupposto che vi sarà installata avionica cinese (l’attesa riduzione delle dimensioni della sovrastruttura non s’è avuta). Di ben maggiore interesse è l’ampiezza della riprogettazione interna della nave: per esempio, le dimensioni dell’hangar sono aumentate? Dimensioni e numero degli ascensori aerei (due) lasciano molto a desiderare, sarebbe utile poter sollevare due caccia su almeno uno di tali impianti. Sarà interessante vedere come sarà utilizzato lo spazio liberato dalla rimozione dei missili antinave, un semplice “magazzino”? O forse una serie di scomparti verrà modificata? Ciò che è certo è che i moderni mezzi di automazione riducono significativamente le dimensioni dell’equipaggio. Circa duemila marinai prestavano servizio sulle originali portaerei sovietiche Proekt 1143.5 e 1143.6, oggi eccessivo per una nave della loro stazza. In confronto, le dimensioni dell’equipaggio della nuova portaerei Gerald R. Ford degli Stati Uniti sono state ridotte di un quinto rispetto alle precedenti classe Nimitz [5]. Un equipaggio ridotto significa alloggi e spazio ridotti, come mense e palestre. Nel complesso, ci si può aspettare di vedere alcuni miglioramenti nella portaerei Tipo 001A, un hangar più grande, sistemi di decollo ed atterraggio più efficienti, peso al decollo più elevato (assumendo un miglioramento delle prestazioni dinamiche) e avionica migliorata. La nave sarà varata nei prossimi mesi, ma ciò non significa che sarà completata, semplicemente lo sarà quando sarà già in mare, consentendo di liberare il cantiere per avviare la costruzione di una nuova nave. In epoca sovietica, la navi Proekt 1143 furono costruite presso il cantiere navale del Mar Nero in Ucraina quasi senza interruzione, non appena una veniva varata la costruzione di un’altra iniziava.
0ab809748ba5Si parla molto di come sarà la nuova nave, anche se per lo più sono congetture e speculazioni, come avviene di solito nel caso dei programmi militari della Cina. E’ molto probabile che la seconda portaerei, interamente progettata e realizzata in Cina (e terza della flotta), l’ipotetica Tipo 002, sarà dotata di catapulte per aerei. La Cina iniziò a studiare le catapulte alla fine degli anni ’80, quando usò la tecnologia dalla portaerei Melbourne che acquistò [6], presumibilmente per rottamarla, costruendo un impianto per le esercitazioni simile a quello sovietico NITKA [7]. In seguito, i piloti cinesi si addestrarono a decollare da rampe simili a quelle della Liaoning. Tuttavia, la Cina ha recentemente aperto un proprio centro di collaudo con due catapulte, di cui almeno una probabilmente elettromagnetica invece che a vapore. Le catapulte elettromagnetiche sono una nuova promettente tecnologia, dalla maggiore efficienza nella conversione dell’energia e maggiore facilità d’uso rispetto alle classiche catapulte a vapore. Ma sono estremamente difficili da costruire dal punto di vista tecnologico. Allo stato attuale, non una sola portaerei al mondo ha catapulte elettromagnetiche operative. La Gerald R. Ford (CVN-78) è dotata di un prototipo di catapulta elettromagnetica, ma non è nemmeno stata testata che già causa problemi tecnici. In generale, i programmi militari cinesi non tendono ad essere eccessivamente avventurosi. Di conseguenza, la costruzione della seconda portaerei del Paese (e prima di proprio disegno) non dovrebbe essere troppo difficile. Schematicamente, sarebbe simile alla sovietica Proekt 1143.7 Uljanovsk, che era dotata di rampa e due catapulte. L’affidabilità della catapulta non sarà così cruciale in questo caso, tuttavia, poiché i caccia possono decollare dalla rampa. Potrebbe essere possibile, quindi, “rischiare” d’installare una catapulta elettromagnetica. Un’altra questione importante è se la Tipo 002 sarà una nave nucleare. I motori nucleari offrono una serie di vantaggi alle portaerei di grandi dimensioni: eliminano la necessità di rifornirsi di carburante durante le operazioni; liberano spazio per il carburante e le armi degli aeromobili [8]; garantiscono alte velocità stabili e hanno grande potenza. Tra le navi di superficie, l’utilità del nucleare è evidente per le portaerei; la flotta statunitense, che ha costruito un numero significativo di incrociatori nucleari durante la guerra fredda, gli ha radiati. Le navi da battaglia Proekt 1144 classe Orlan sono le uniche che poterono essere prodotte dall’Unione Sovietica, che all’epoca puntava alla creazione di un mezzo per combattere i gruppi d’attacco imbarcati degli Stati Uniti. Dotare le navi Tipo 002 di reattore nucleare sarebbe un compito straordinariamente difficile, soprattutto per la Cina, in quanto nessuna delle sue navi di superficie ne è attualmente dotata. Se si decidesse d’installarvi un reattore nucleare, allora il programma Tipo 002 diverrebbe il più ambizioso che le forze armate cinesi abbiano intrapreso. Probabilmente s’impiegherebbero gli sviluppi compiuti nella tecnologia dei sottomarini nucleari, dove hanno una certa esperienza (la PLA Navy ha varato i suoi primi sottomarini a propulsione nucleare all’inizio degli anni ’70). I reattori nucleari per i sottomarini sono relativamente poco potenti, ma diversi possono essere installati in una sola nave: la portaerei francese Charles de Gaulle ha due reattori simili a quelli utilizzati sui sottomarini a propulsione nucleare, e la portaerei USS Enterprise ne aveva otto. L’Uljanovsk doveva averne quattro, e due ne hanno gli incrociatori Proekt 1144.
Qualunque cosa accada, la portaerei Tipo 002 non sarà operativa prima del 2020. Nel frattempo, la flotta cinese sarà composta da 2 portaerei con rampe. L’approfondimento delle prospettive dello sviluppo della componente aerea imbarcata della Cina e dei relativi compiti sarà affrontato nella seconda parte di questo articolo.liaoning-cv16Note
1. Nome collettivo da tempo assegnato a una serie di programmi di costruzione navale nel pre e dopoguerra, il cui obiettivo era creare una potente flotta oceanica. I programmi si conclusero con un fallimento poiché le autorità sovietiche sopravvalutarono le capacità dell’industria, e perché scoppiò la guerra. Il colpo finale fu la morte di Stalin e la successiva ridistribuzione del denaro assegnato ai programmi per la flotta sottomarina, l’esercito e lo sviluppo dei missili nucleari.
2. Va notato qui che nella sua autobiografia (pubblicata 15 anni dopo), Xu Zengping, l’uomo d’affari di Hong Kong che effettuò l’acquisto, scrive che il governo cinese lo compensò solo in parte della somma che versò, e solo dopo molto tempo. Effettivamente consegnò la nave al governo come dono. L’affare lo rovinò.
3. Questo probabilmente spiega perché, secondo i ricordi dei protagonisti ucraini dell’operazione, i cinesi non acquisirono la documentazione tecnica del Proekt 1143.6 che si trovava nel cantiere. Xu Zengping afferma il contrario.
4 . Secondo i piani sovietici, le differenze tra Proekt 1143.6 e 1143.5 dovevano essere minime e impercettibili: modifiche al disegno dell’isola; un leggermente diverso posizionamento dei lanciamissili antiaerei ed elettronica aggiornata.
5 . Da 5680 a 4660 membri dell’equipaggio .
6. L’HMAS Melbourne delle portaerei classe Majestic, fu operativa dal 1955 al 1982. La nave fu impostata nel Regno Unito nel 1943 e varata nel febbraio 1945. La costruzione venne sospesa dopo la seconda guerra mondiale. La Royal Australian Navy l’acquistò nel giugno 1947. I lavori di costruzione sulla Melbourne proseguirono con ritmo lento, con una serie di modifiche introdotte per permetterle di accogliere gli aerei a reazione.
7. NITKA (Complesso di prova e addestramento aereo) è un impianto militare costruito in Crimea nei primi anni ’80, per consentire di imitare le operazioni di decollo e atterraggio su un ponte, per ricerca ed addestramento. Desiderosa di liberarsi della dipendenza dall’Ucraina, la Russia costruì un complesso simile a Ejsk, ma la Russia si annetté la Crimea prima che il complesso venisse completato e i problemi associati al primo complesso scomparvero.
8. Ad esempio, la portaerei Proekt 1143.7 poteva trasportare più di due volte la quantità di carburante per aeromobili rispetto alle similari navi Proekt 1143.5 e 1143.6.6efc26e759feTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora