Primakov: l’uomo che ha creato il multipolarismo

Evgenij Primakov ha elaborato il concetto di triangolo strategico Russia, India, Cina in contrappeso all’alleanza occidentale
Rakesh Krishnan Simha RIR 27 giugno 2015primakovIl 24 marzo 1999, Evgenij Maksimovich Primakov volava verso gli Stati Uniti per una visita ufficiale. A metà strada, sull’Oceano Atlantico, il primo ministro russo apprese che le forze combinate della NATO avevano cominciato a bombardare la Serbia, suo stretto alleato. Primakov ordinò immediatamente il rientro a Mosca con una manovra chiamata “Loop di Primakov”. La decisione di Primakov era in sintonia con ciò che voleva raggiungere. Nel 1996, da Ministro degli Esteri aveva presentato all’élite del Cremlino un piano per sviluppare il triplice perno strategico tra Russia, India e Cina. La dottrina della multipolarità sarebbe stata l’alternativa all’unipolarità imposta dagli Stati Uniti nel post-guerra fredda. Allora il Cremlino era tarlato da moscoviti filo-occidentali, marci fino al midollo e al soldo dei think tank statunitensi (agenzie di spionaggio). Non era tempo e luogo per presentare un’idea così radicale come unire tre Paesi diversi in un abbraccio strategico. Ma come la maggior parte delle grandi idee, quella di Primakov era semplice. In primo luogo, la Russia doveva por termine a una politica estera servile verso gli Stati Uniti. Quindi sottolineò la necessità di rinnovare i legami con l’India e promuovere la nuova amicizia con la Cina. Primakov sosteneva che la trojka Russia-India-Cina (RIC) nel mondo multipolare permetteva una certa protezione alle nazioni libere e non alleate all’occidente. Disse che la crisi economica in Russia presentava una rara convergenza di condizioni nei RIC. Leonid Fituni, direttore del Centro di studi strategici e globali di Mosca spiega: “La Cina è praticamente l’unico Stato nel mondo contemporaneo che gode di oltre 3000 anni di statualità ininterrotta. Ha proprie ricche tradizioni di governo statale, che non sono identiche a quelle esistenti nell’occidente di oggi, ma mai inferiori. Attraverso millenni, la Cina ha accumulato esperienza impareggiabile nell’organizzazione e sviluppo sociale e politico“. Fituni aggiunse: “l’India, anche se diversa per molti aspetti, gode di simile ricchezza storica, spesso incomprensibile agli occidentali. Gli ultimi due secoli sono stati un periodo di degrado e umiliazione per queste due grandi nazioni. Agli occhi di cinesi e indiani ciò era indissolubilmente legato all’avanzata europea/occidentale: colonialismo e dominio imperiale, compresa l’imposizione della servitù normativa ed economica che ancora intrappola la semi-periferia, anche dopo il colonialismo“. La Russia si trovava in una condizione simile. Era un momento in cui le ex-economie pianificate venivano “spietatamente saccheggiate dalle democrazie vittoriose con il pretesto delle riforme economiche e della liberalizzazione. Pensatori sociali e storici russi hanno notato le somiglianze con il periodo di distruzione e saccheggio di Cina e India nel 19° e inizio 20° secolo“, scrive il prof. Li Xing su ‘I BRICS e il futuro‘. Primakov, ex-giornalista, orientalista e agente dell’intelligence, previde il degrado inevitabile dell’economia russa, la riduzione allo status di “terzo mondo” e il continuo drenaggio delle risorse (naturali, finanziarie, tecnologiche ed umane) da parte del vittorioso occidente nel tentativo di rinviare la sua crisi imminente, indebolito da decenni di guerra fredda. (Un parallelo inquietante con il drenaggio di risorse, denaro e talenti high tech dall’India all’occidente).

Avvio lento
Nel 1998 Primakov visitò l’India e propose la creazione del triangolo strategico RIC. La nuova leadership russa di Vladimir Putin mutò la deriva dell’era Boris Eltsin nei rapporti Russia-India, firmò un importante trattato di partenariato strategico e creò l’istituzione dei vertici annuali. Quattordici anni dopo che la Russia aveva abbandonato l’alleato, gli indiani sentirono voci amiche da Mosca. “L’India è il numero uno“, ha detto Putin riferendosi al primato dell’India nel subcontinente. A dire il vero, la trojka ha impiegato molto tempo per raggiungere un accordo di base. Una ragione fondamentale di ciò è la controversia di confine tra India e Cina che ha creato la versione asiatica della corsa agli armamenti tra i due colossi. In secondo luogo, in qualsiasi collaborazione trilaterale, il membro più debole, in questo caso l’India, acquista prestigio e potere sproporzionati alla forza effettiva. Pechino, che ha tradizionalmente ha visto l’India debole, divisa, pedissequamente filo-occidentale e soprattutto potenziale rivale strategico, chiaramente non voleva aiutare l’India a raggiungere tale status. Inizialmente, i leader dei RIC s’incontravano solo a margine dei vertici mondiali. “Una volta che il formato fu avviato nel 2003, ampliandolo includendo il Brasile non ha presentato problemi insormontabili“, scrivono Nikolas K. Gvosdev e Christopher Marsh su ‘Politica estera russa. Interessi, Vettori e Settori’. (Il termine di Jim O’Neill, economista della Goldman Sachs, rapidamente adottato dagli analisti finanziari e dei mercati emergenti del mondo, si diffuse opportunamente in quel momento esatto. O’Neill o meno, i BRICS sono una realtà anche senza tale goffo nome). Non fu che nel 2012, in coincidenza con l’India che testava con successo un missile balistico a lungo raggio in grado di raggiungere le coste orientali della Cina, che i colloqui RIC decollarono. Infine, la riunione a Pechino del febbraio 2015 impartì un nuovo impulso, con la Cina che avallava la mossa della Russia d’includere l’India nella Shanghai Cooperation Organization (SCO).

Grande impronta
Ampliando gli scopi, Primakov andò oltre i RIC. “La dottrina Primakov era volta principalmente a diluire forza e influenza degli Stati Uniti, aumentando l’influenza della Russia e la sua posizione in Medio Oriente e Eurasia“, scrive l’analista politico statunitense Ariel Cohen della Heritage Foundation in un rapporto intitolato ‘La Dottrina Primakov: Gioco a somma zero della Russia con gli Stati Uniti‘. “Primakov si è dimostrato un maestro nel sfruttare i sentimenti antiamericani della dirigenza sciita iraniana, dei nazionalisti arabi, e anche dell’élite politica estera francese. Visitando Giappone e America Latina, Primakov ha promesso il sostegno della Russia nei loro sforzi per assicurarsi seggi permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite“. Ma Primakov non lasciava i falchi statunitensi agire incontrastati. In un discorso del 2006 tuonò: “Il crollo delle politiche statunitensi in Iraq ha dato un colpo fatale alla dottrina statunitense dell’unilateralismo”. “Inglobando sempre più Paesi nell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord avvicinandosi ai nostri confini, ciò non può non preoccuparci”, aggiunse Primakov. “L’espansione della NATO è sempre accompagnata da retorica anti-russa e da politiche aggressive perseguite dagli Stati Uniti nelle repubbliche ex-sovietiche. Mosca non può non considerare tutto ciò come attività istigate dal dispiacere di certi ambienti occidentali per il fatto che ripristinando il suo enorme potenziale futuro, la Russia riconquista lo status di superpotenza“.

Una nuova era nella diplomazia russa
Il grande contributo di Primakov è aver chiuso l’età dell’innocenza russa. Approfittando di una Mosca conciliante e troppo fiduciosa, gli statunitensi la ingannarono in diversi teatri, come Iraq, Libia, espansione della NATO e trattato ABM. “Siamo troppo onesti in questa materia e tale ingenuità in campo politico non porta buoni risultati”, disse in un’intervista. “Mi auguro cambiamenti nella nostra politica“. Con una frecciatina allo Scontro delle civiltà di Samuel Huntington disse che la Russia non avrebbe accettato la divisione del mondo in base a principi di civiltà e religiosi, ma avrebbe invece perseguito proprie politiche, “il raffreddamento delle teste calde che non riescono a imparare dalle loro lezioni in Iraq, è inutile, essendo pronte a ripetere le perniciose tecniche di lotta ai regimi indesiderati“. In realtà, il suo credo era: “Coloro che fanno del bene saranno premiati. Sulle rive del fiume vedrete passare il cadavere dei vostri nemici“. L’eredità di Primakov è riassunta al meglio dall’attuale ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov: “Nel momento in cui ne assunsi la direzione, il Ministero degli Esteri russo segnò una svolta drammatica nella politica Estera della Russia. La Russia ha lasciato la via che i nostri partner occidentali avevano cercato di farle seguire dal crollo dell’Unione Sovietica, e ora segue la sua strada“. Indicando il successo dei BRICS, emersi dai RIC, Lavrov ha detto che la linea dei Paesi desiderosi di unirsi al gruppo dei cinque “Continuerà”. Tra decenni, o forse tra qualche anno, si parlerà di “declino e caduta dell’occidente”, riconoscendo l’uomo giunto dalla Guerra Fredda per cambiare la mappa del Nuovo Ordine Mondiale.1067518
Un saluto rosso all’uomo del rinascimento della Russia
MK Bhadrakumar Indian Punchline 28 giugno 2015

jevgenijus-primakovas-65864656L’origine del termine “uomo del Rinascimento” rimane oscura. Molti significati si accumulano nella mente. In generale, si parla di una persona a tutto tondo straordinariamente versatile, profonda conoscitrice ed esperta in molti campi. Leonardo da Vinci? Sì. Michelangelo? Hm, non del tutto. Pablo Picasso, Winston Churchill? Non sono sicuro. Rabindranath Tagore? Certo che si. Nella misura in cui il suo genio era presente in molti campi, lo statista russo Evgenij Primakov era certamente un uomo del Rinascimento. Primakov si dilettava brillantemente in molti campi, giornalismo, accademia, spionaggio, diplomazia, governo, politica, scritti, commercio e industria. C’è anche una vodka che porta il suo nome, una vodka dolce e leggera che va bene con ghiaccio. I necrologi arrivano da tutto il mondo e sono eloquenti. Così per Henry Kissinger Primakov era “un vero patriota che ha difeso gli interessi del proprio Paese con coraggio, vigore e saggezza“, un uomo dai “saggi consigli e buon umore” con cui HK ha “goduto in innumerevoli conversazioni… sulla vita in generale”. Per l’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e la sua “mano russa” Strobe Talbott, la nomina di Primakov a Ministro degli Esteri nel gennaio 1996 fu un campanello d’allarme, alludendo al disincanto di Boris Eltsin sull’alleanza della Russia post-sovietica con il mondo occidentale. Per molti in occidente Primakov era l’archetipo della “guerra fredda”. Ma Primakov non rientrava in alcuna casacca. Era un realista freddo ed è utile ricordare che fu lui che negoziò l’Atto istitutivo, importante accordo della Russia con la NATO (1997) che aprì la porta all’espansione dell’alleanza nei Paesi dell’ex-Patto di Varsavia, e che oggi è la dolente nota politica in Eurasia e nel rapporto russo-statunitense. Questo perché Primakov capiva perfettamente che la politica è l’arte del possibile. (L’origine ebraica lo spiegherebbe?) Naturalmente c’è il famoso episodio in cui ordinò al suo aereo in volo verso gli Stati Uniti, sull’Atlantico, di rientrare a Mosca dopo aver saputo dei bombardamenti NATO sulla Serbia nel 1999, che molti vedono come momento decisivo nella politica Estera della Russia. Primakov evocò forti sentimenti tra gli intellettuali russi. I suoi accoliti lo vedevano come il difensore ultimo della Fede, mentre i suoi detrattori come trapezista consumato nel mondo malvagio della politica del Cremlino. In effetti, la sua carriera è impressionante e facilmente passò dal Cremlino dell’era sovietica a quello di Eltsin. Ricordo di aver letto di una conversazione alimentata da bicchieri di vodka tra Aleksandr Jakovlev, il venerdì di Mikhail Gorbaciov, e Eltsin al Cremlino (mentre Gorbaciov si riposava nell’anticamera, esausto e deluso) nel fatidico ultimo giorno dell’Unione Sovietica (25 dicembre 1991), quando il potere passava inesorabilmente a Eltsin, impaziente di creare la squadra per far uscire la Russia dalla macerie del grande crollo. Jakovlev avvertì Eltsin di diffidare del KGB per paura che controllasse l’informazione a lui diretta, sottolineando come l’agenzia di spionaggio spaventò Gorbaciov costringendolo ad adottare la linea dura contro i democratici (che alla fine portò al fallito colpo di Stato e al crollo sovietico). Eltsin annuì e disse che intendeva creare cinque o sei canali indipendenti d’informazione. Ma alla fine scelse Primakov, il decano del KGB, come direttore del neo-costituito servizio d’intelligence SVR, posizione che Primakov mantenne dal 1991 al 1996 (quando fu promosso ministro degli Esteri).
_36190949_primakov_ap_300 Senza dubbio, Primakov ebbe un ruolo fondamentale nell’orientare della politica estera russa nel decennio cruciale degli anni ’90, anzi nella transizione della Russia verso l’era di Vladimir Putin. Senza dubbio, le idee cardine della politica estera russa di oggi, come multilateralismo e opposizione all’unilateralismo degli Stati Uniti, “Look East“, ritorno della Russia in Medio Oriente, ecc., vanno attribuite all’intelletto di Primakov. Certo, Eltsin licenziò Primakov da primo ministro nel maggio 1999 (dopo poco più di 8 mesi), quando si sentiva minacciato dalla popolarità di quest’ultimo e dalla sua vicinanza al Partito Comunista (che non si curò mai di nascondere). In effetti Primakov a un certo punto espresse l’idea di concorrere per la presidenza succedendo a Eltsin. Primakov è meglio noto dai saggi indiani per aver promosso il “triangolo strategico” Russia, India e Cina per controbilanciare gli Stati Uniti. L’India la ritenne una strana idea, avendo iniziato già allora (1999) a ritenersi “alleata naturale” degli Stati Uniti. Ma i semi che Primakov sparse divennero l’albero imponente di oggi sulla scena mondiale, sotto forma d’intesa sino-russa. Il “triangolo strategico” di Primakov prenderà mai forma? Il punto è che le tre potenze regionali Russia, India e Cina seguono una via decisamente nazionalista e vi potrebbero essere ricadute inevitabili sulle loro politiche estere (non ancora visibili oggi), incontrando il predominio occidentale sul sistema internazionale. È interessante notare che l’adesione formale a pieno titolo dell’India al Shanghai Cooperation Organization (SCO), ampiamente attesa al prossimo vertice di Ufa (9-10 luglio), porta le tre potenze regionali sotto un unico tutto, per la prima volta affrontando le questioni di sicurezza regionale. Primakov sarebbe stato contento di vedere cosa succederà. Tuttavia, sembra che Primakov fosse molto avanti, come visionario e pensatore. India e Cina lottano per avere reciproca fiducia, considerando che Russia e Cina sono guidate dagli imperativi dell’equilibrio strategico globale raggiunto recentemente, nel momento migliore di tutta la loro tumultuosa storia di confinanti. D’altra parte, il carattere scientifico dell’intelletto di Primakov non fu mai per un attimo messo in dubbio. Oggettivamente parlando, è sempre più evidente che le tre potenze emergenti condividono preoccupazioni ed interessi, che non scompariranno. La banca BRICS e la banca d’investimento per le infrastrutture asiatiche della Cina (dove l’India è il secondo maggiore azionista) lo testimoniano.
Primakov era un grande amico dell’India. Da giovane terzo segretario dell’ambasciatore a Mosca, ebbi il grande privilegio di assistere alle conversazioni brillanti di Primakov, una volta accese da qualche bicchiere di cognac. Primakov era invitato sempre ai ricevimenti dell’ambasciata dall’ambasciatore IK Gujral, immensamente stimato quale voce autorevole della politica estera sovietica. Primakov indossava le vesti dell’accademico in quel periodo (a metà degli anni ’70) nell’influente organo del Ministero degli Esteri IMEMO (Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali), dove continuò a dirigere l’Istituto di Studi Orientali. Avrebbe potuto ascoltarti con grande facilità regalando concise osservazioni su politica, uomini e topi con l’unico senso dell’umorismo russo, a volte sardonico ma sempre penetrante scatenando flussi di pensiero molto dopo. Primakov era un narratore per eccellenza. Il Presidente Putin ha ordinato che Primakov riposi per l’eternità nei templi del cimitero di Novodevichij in compagnia di Anton Cechov, Gogol, Majakovskij, Aleksej Tolstoj, Prokofiev, Ejsenstejn, Rostropovich, Iljushin, Shostakovich, Lazar Kaganovich, Maksim Litvinov, Nikolaj Bulganin, Anastas Mikojan, Molotov, Nikita Krusciov, Sergej Gorshkov, Andrej Gromyko e altri 170 che hanno lasciato un segno indelebile nella vita nazionale, cultura, politica e storia sovietica e russa tra cui, ovviamente, Boris Eltsin medesimo. Come valutare i passi di Primakov dal punto di vista della Russia di Putin? Si legga l’analisi spassionata di un cronista di Bloomberg qui.DV2069843-942Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia riprende la produzione dei bombardieri strategici Tu-160

Valentin Vasilescu Reseau International 26 giugno 2015216028Abbiamo visto che il dispiegamento di armamenti pesanti e missili balistici statunitensi ai suoi confini costringono la Russia, mentre congela il programma sul velivolo di quinta generazione T-50 per gli effetti delle sanzioni economiche di Stati Uniti e Unione europea, a trovare nuove soluzioni per difendersi. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per riprendere la produzione dei bombardieri Tu-160 Tupolev nell’impianto aeronautico di Kazan. La decisione ha lo scopo di ridurre il divario tra Stati Uniti e Russia sul numero di bombardieri strategici. Gli Stati Uniti hanno 159 bombardieri strategici (62 B-1B, 78 B-52H e 19 B-2), mentre la Russia solo 70 (55 Tu-95 e 15 Tu-160). Inoltre vi sono proposte di riassegnazione dal Pentagono di bombardieri nucleari strategici e missili balistici a medio raggio degli Stati Uniti in Europa e Asia.
Il Tupolev Tu-160 è stato costruito in 35 esemplari ed entrò in servizio nel 1987. Il bombardiere ha un peso massimo al decollo di 275 tonnellate e può trasportare un carico di 40 tonnellate di bombe guidate di diverse dimensioni o 24 missili da crociera. Il Tu-160 ha un’ala geometria variabile, una velocità massima di 2230 chilometri all’ora (Mach 2) e un’autonomia di 13900 km (15 ore di volo continuo). La Russia prevede di produrre oltre 50 nuovi Tu-160 modernizzati. Questi nuovi velivoli raggiungeranno la flotta di bombardieri Tu-160 ereditata dall’Unione Sovietica al suo crollo ed in fase di aggiornamento. Per aggiornare gli attuali 15 bombardieri Tu-160, la Russia ha deciso di sostituire le apparecchiature di epoca sovietica con sistemi moderni. La modernizzazione viene effettuata in due fasi. La prima, completata nel 2008, ha sostituito i sistemi di navigazione (installazione del dispositivo di localizzazione satellitare basato sulla rete russa GLONASS) e installato nuovi sistemi d’arma multiruolo per l’impiego di armi nucleari e convenzionali (missili da crociera NPO Raduga Kh-555 e Kh-101, bombe laserguidate). La seconda fase prevede sostituzione e riparazione dei motori, sostituzione di unità radar, sistemi di comunicazione e rivestimento con pannelli compositi con maggiore grado d’invisibilità ai radar. Il primo volo del Tu-160M completato con i nuovi sistemi si ebbe nel novembre 2014. Il completamento dell’aggiornamento è previsto per il 2019. In base alle nuove condizioni, la modernizzazione degli equipaggiamenti esistenti sarà parallela alla costruzione dei nuovi velivoli. La ripresa della produzione dei bombardieri Tu-160 è un processo difficile perché strettamente legato alla redditività della linea di produzione della Kuznetsov di Samara, che produce i quattro motori NK-32 che spingono il velivolo. Una nuova variante del motore NK-32 da 24900 kg/s, con minor consumo specifico, estende il volo senza rifornimento a 16000 km. A differenza del NK-32, i motori General Electric F101-GE-102 che spingono il bombardiere strategico supersonico statunitense B-1B sviluppano solo 13800 kg/s per una velocità massima di 1335 km/h. La Kuznetsov ritiene una redditività minima con un ordine annuale di 30/40 motori, perciò il Ministero della Difesa russo ha deciso di finanziare la produzione di 50 velivoli Tu-160M in 5-6 anni. Secondo il Colonnello-Generale Viktor Bondarev, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, la ripresa della produzione del Tu-160 non pregiudica la progettazione del bombardiere di quinta generazione PAK-DA, che sarà condotta dalla compagnia Tupolev, e il cui primo volo è previsto per il 2019. Il PAK-DA sostituirà la flotta di 55 bombardieri strategici turboelica Tu-95.
I voli di pattugliamento nello spazio aereo internazionale dei Tu-160 furono rilevati nel 2007, dopo 15 anni di sospensione su richiesta di Washington. Il 10 giugno 2010, 2 bombardieri Tu-160 decollati dalla base aerea di Engels, stabilirono il record mondiale di volo continuo di 23 ore. All’inizio del 2009, un Tu-160 volò per 21 ore senza interruzione. I bombardieri completarono un volo di 18000 chilometri, con soste, volando intorno ai confini russi e su Oceano Artico e Pacifico.

112013Gli Stati Uniti suggeriscono di schierare in Europa e Asia missili nucleari
Valentin Vasilescu – Reseau International 25 giugno 2015

988748Nella riunione del G7 in Baviera, oltre a mantenere le sanzioni economiche alla Russia e al dispiegamento di armi pesanti ai suoi confini, gli Stati Uniti avrebbero proposto il ritorno alla situazione prevalente durante la Guerra Fredda. In altre parole, spostare vettori nucleari degli Stati Uniti in Europa. L’Associated Press ha poi pubblicato parte di un rapporto segreto preparato dal capo di Stato Maggiore degli eserciti degli Stati Uniti che considera la possibilità di schierare armi nucleari in Europa, in risposta a una presunta violazione di Mosca del Trattato sulle forze nucleari intermedie (INF). Secondo il rapporto, il Pentagono proporrebbe le seguenti misure:
1. Installazione un Europa di sistemi antimissile per abbattere i missili balistici intercontinentali russi subito dopo il lancio.
2. Contrastare la possibilità di un attacco nucleare da parte della Russia con attacchi preventivi a silos e rampe mobili dei missili nucleari russi. Ciò significa il dispiegamento di missili a raggio breve, medio e intermedio, bombardieri strategici e missili da crociera statunitensi in Asia e in Europa. Sul primo punto i sistemi antimissile che saranno installati in Romania e Polonia non possono intercettare i missili balistici intercontinentali russi. Per la semplice ragione che i silos dei missili nella parte europea della Russia sono fuori dalla loro portata (500 km) e la loro rotta sugli obiettivi negli USA, ad est degli Urali, passa sul Polo Nord. Al contrario, lo scudo degli Stati Uniti in Romania e Polonia è del tipo AEGIS terrestre che, dal punto di vista della Russia, è una flagrante violazione del trattato Intermediate Nuclear Forces (INF) firmato da Stati Uniti e URSS nel 1987, in quanto i lanciatori VLS Mk-41 in Romania e Polonia contengono missili da crociera con testate nucleari BGM-109G Tomahawk, in grado di colpire Mosca. In precedenza, 846 missili BGM-109G Tomahawk e Pershing-2 furono ritirati da Regno Unito, Belgio, Olanda, Italia, Germania, Stati Uniti secondo il trattato INF. Questo è ciò che fa ritenere ai russi che il primo punto sia una cortina di fumo per nascondere il secondo punto. C’è un terzo punto concernente un piano d’azione per migliorare la capacità nucleare degli Stati Uniti nel distruggere la capacità di rappresaglia nucleare russa. Ma ancora una volta la Russia non è stata presa alla sprovvista. Distribuirà MiG-31 capaci d’intercettare missili balistici e da crociera.
Possiamo quindi supporre che gli Stati Uniti intendono schierare sistemi di lancio nucleari con l’obiettivo di sorprendere la Russia, colpendo da direzioni in cui non ha mezzi contro i missili balistici o da crociera. Una possibile nuova sede sarebbero i sultanati salafiti del Golfo. Il Pentagono potrebbe schierare missili tattici a testata nucleare ATACMS MGM-168 (da 500 km) nei Paesi baltici, Polonia e Romania. La Polonia ha acquistato 40 missili da crociera AMG-158 JASSM che possono essere dotati di testate nucleari per i suoi F-16 block 52 ed è in trattative per comprare missili da crociera Tomahawk. In Corea del Sud gli Stati Uniti hanno un deposito sotterraneo a Kunsan, contenente testate nucleari. Da lì potrebbero schierare 24 bombardieri nucleari strategici B-52 e B-1, insieme a 2 B-2 stealth. La Gran Bretagna ha approvato la presenza sul suo territorio di altri 3 bombardieri strategici nucleari statunitensi B-52 e 2 B-2 nella base aerea di Fairford. Gli inglesi studiano la possibilità di schierare missili nucleari a raggio intermedio statunitensi sul proprio territorio.

v_dmitrenko_savasleyka_06Qual è il concetto d’impiego in Europa dei nuovi corazzati russi?
Valentin Vasilescu, Reseau International 23 giugno 2015

1092792Lo schieramento di equipaggiamento militare pesante dagli Stati Uniti ai confini della Russia contraddice gli accordi Russia-NATO del 1997. Perciò la Russia ha dovuto rivedere le proprie strategie di difesa e schierare truppe in questa regione europea, con particolare attenzione all’impiego dei nuovi blindati presentato alla parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa.
L’Operazione Tempesta nel Deserto del febbraio 1991 ha dimostrato che una difesa preparata in anticipo, come fecero gli iracheni che avevano molti blindati può essere perforata o bypassata da truppe con maggiore mobilità e protette dalle armi anticarro dai blindati di ultima generazione. Le unità statunitensi con carri armati M1A1 Abrams coordinati dai veicoli della fanteria M2 Bradley riuscirono ad avanzare per 150-250 km al giorno nel deserto. Così, nelle brecce prodotte, poterono  infiltrare massicciamente blindati da trasporto truppa LAV-50 dei marines degli Stati Uniti. Dalle lezioni del conflitto, la missione delle nuove unità di carri russi T-14 è creare un ampio e profondo corridoio nelle difese nemiche, che verrebbe attraversato dalla fanteria motorizzata a bordo dei nuovi veicoli Bumerang e dai nuovi blindati da combattimento di fanteria Kurganets-25. La riserva di carburante del T-14 Armata gli permette di avanzare per 500 km a una velocità massima di 90 km/h. Il carro armato T-14 è dotata di una torretta telecomandata sul cui è montato un cannone da 125mm 2A82-1M, che può sparare proiettili e lanciare missili anticarro a guida laser. Ma dato che un proiettile da 125mm pesa 5,6 kg, il T-14 ne ha solo 42. Pertanto, il T-14 sceglierà gli obiettivi prioritari come carri armati da neutralizzare e artiglieria del nemico da distruggere sul campo di battaglia. Per la distruzione del restante 70% degli obiettivi nemici, cioè supporto della fanteria, gruppi di artiglieria, linee anticarro, blindati leggeri tipo Humvee o Stryker, i carri armati T-14 opereranno congiuntamente con i veicoli pesanti della fanteria T-15 Armata. Ruolo chiave dei due tipi di carri armati russi è colpire i convogli in profondità dello schieramento nemici. Il T-15 ha lo stesso scafo del T-14 ma è dotato di una torretta universale telecomandata Epoch della Almaty, la stessa del nuovo cingolato corazzato da 25 t, Kurganets-25 e del blindato 8×8 Bumerang. La torretta Epoch dell’Almaty è armata con un cannone da 30mm, una mitragliatrice coassiale da 7,62mm e un lanciamissili con con 2 missili a guida laser Kornet/Kornet-EM (gittata da 8-10 km). Il cannone  automatico 2A42 da 30mm spara 550-800 colpi al minuto. Il peso di un proiettile è di 300-400 g. T-15 Armata, Kurganets-25 e Boomerang trasportano ciascuno 500 proiettili da 30 mm. Come nel caso di T-14 Armata, la blindatura del T-15 è composta da materiale ceramico, acciaio e lega di titanio. Il carro armato T-14 e il blindato T-15 Armata hanno anche pannelli RHA (blindatura laminata omogenea). Il terzo tipo di protezione è la corazza reattiva Afganit progettata per contrastare i puntatori dei proiettili e dei missili anticarro. Il sistema di contromisure elettroni dei T-14 e T-15 Armata è composto da laser d’interferenza. Dopo aver individuato il puntatore dei missili anticarro nemici, emette un raggio laser che acceca il sistema di guida ottica (telemetro laser, visori notturni, telecamere diurne e infrarossi).
Confrontandolo al carro armato tedesco Leopard 2, a quello statunitense M1A2 Abrams, al francese AMX-56 Leclerc e all’inglese Challenger 2, il russo T-14 Armata ha un rapporto di 4/1 a favore. Sugli carri armati nei Paesi ex-comunisti diventati membri della NATO, come la Romania, il rapporto è di 10/1. Ecco perché la Russia non ha bisogno di acquisire più di 2300 T-14 carri armati Armata. Alcun esercito europeo e neanche degli Stati Uniti ha qualcosa di equivalente. L’esercito russo sarà quindi dotato di 3/4000 blindati T-15 che saranno le piattaforme per armi come mortai o sistemi missilistici antiaerei, oppure essere utilizzati per recuperare carri armati danneggiati, ecc. Con questi veicoli, l’esercito russo avrà anche 4000 Kurganets-25.
TEHNIKA_PARAD_150504_02Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Tunisia, attentato sotto falsa bandiera a Port al-Qantawi

Aanirfan 27 giugno 2015ISIS-flag-jpgIl 26 giugno 2015 c’è stato l’attentato sotto falsa bandiera a Port al-Qantawi, presso Susa in Tunisia. Tunisia
Il 26 giugno 2015, testimoni oculari riferirono che cinque terroristi sbarcarono per attaccare strutture vicino Susa. Testimoni oculari dicono che furono utilizzate due barche. AljaridahAzuRq2TMqNel 1987 il Mossad attaccò la Tunisia. L’operazione “coinvolse circa 30 agenti che raggiunsero la costa tunisina su piccole imbarcazioni. Alcuni di loro si fingevano turisti… Altri presero posizione indossando uniformi dell’esercito tunisino”. Turisti con licenza di uccidere
Il 26 giugno 2015, un uomo armato “ridendo e scherzando come un ragazzo normale’, secondo un testimone. ‘Decise di sparare. Ad alcune persone diceva ‘andate via’. ‘Sceglieva turisti inglesi e francesi’“. Dailymail
L’uomo armato parlava inglese o francese? Quando fui a Susa scoprì che praticamente nessun tunisino sapeva l’inglese. Vi sono islamisti a Qayruan in Tunisia. Ma nessun pazzo islamista ride e scherza come un ragazzo qualsiasi. Il video del presunto killer Sayif Razgui.

ISIS _L’uomo armato era un israeliano che opera in combutta con poliziotti e militari corrotti a Susa. Israele ha una storia di omicidi di inglesi e tunisini. Il tuo vero nemico è Israele
Il SIIL controllato dal Mossad e armato dal Pentagono ha rivendicato l’attacco. Il SIIL è controllato da Simon Elliot del Mossad
Il Mossad ha una base importante a Susa. Nel 2012, il Mossad rafforzò le attività a Susa e nel maggio 2015 numerosi ebrei si recarono in Tunisia. 300 mercenari del Mossad operano in Tunisia
L’attacco alle strutture appare una sofisticata operazione di certi servizi di sicurezza, piuttosto che l’attacco di uno studente musulmano pazzo. “Gli amici hanno detto a Sky News che due giorni prima dell’attacco, Yaqubi non mostrava segni di radicalizzazione visitando un caffè e passeggiando“. La breakdance del terrorista tunisino Sayfadin Yaqubi

Sousse shooter___Il ‘tiratore’ viene chiamato Sayfadin Yaqubi e Sayfadin Razgui, aggiungendo confusione. “Media locali affermano che uno degli aggressori indossava l’uniforme della polizia“. Tunisia Live
Polizia e militari hanno aiutano gli attentatori? Predrag Marjanovic, 55enne di Belgrado soggiornante presso il Palm Marina, ha detto: “Non ho visto poliziotti o militari sulla spiaggia. L’attacco è avvenuto dalla spiaggia e non c’era nessuno a proteggere. Mi sarei aspettato di vedere l’esercito, o almeno la polizia. Non abbiamo visto la polizia. Nell’hotel non ho visto un poliziotto armato darci sicurezza, comfort o come volete chiamarlo“. Nel frattempo Glen Evans, turista inglese dello Yorkshire ha anche criticato la gestione della polizia dell’attentato. “Il mio maggior  problema è il motivo per cui c’è voluta quasi un’ora prima che un elicottero apparisse“, ha detto. Gli esperti sostengono che il governo tunisino ha ignorato Susatunisia-sousse-gun_3356689bSecondo quanto riferito questo sarebbe ‘Sayfadin’ sulla spiaggia prima della sparatoria. La pagina facebook di Sayfadin posta musica rap, Real Madrid e le possibilità della Tunisia per la Coppa d’Africa. E’ improbabile che Sayfadin fosse uno dei tiratori. L’inglese Tom Richards si trovò faccia a faccia con l’uomo armato ed ha detto che “aveva lunghi capelli neri e la barba“. The Guardian


Nel 2011 due cecchini svedesi dai nomi ebraici furono arrestati. I cecchini avrebbero sparato ai  tunisini dai tetti (nell’ambito del piano della NATO per screditare il presidente Ben Ali). Il politico tunisino Muhamad Munsif Marzuqi liberò i cecchini. Marzuqi è accusato di essere un agente della CIA.

Munsif Marzuqi

Munsif Marzuqi

Secondo quanto riferito, almeno 30 persone sono state uccise. Ai primi di maggio 2015 ci fu un afflusso di ebrei in Tunisia. La ragione ufficiale era il pellegrinaggio in una sinagoga in Tunisia. “Circa 500 erano attesi a Djerba per due giorni di festa religiosa da Francia, Israele, Italia e Gran Bretagna, secondo gli organizzatori“. La Tunisia ospita un pellegrinaggio ebraico. Il Mossad ha uffici a Susa, Djerba e Tunisi. Il Mossad rafforza l’attività in Tunisia

Tunisia-attack-mapA Port al-Qantawi, i terroristi giunsero in spiaggia su un gommone. Gli assalitori aprirono il fuoco sui turisti sulla spiaggia e poi entrarono nell’Imperial Marhaba Hotel sparando con la mitragliatrice che nascondevano in un portaombrellone. Inoltre lanciarono granate, secondo i testimoni. Anche il Riu Bellevue Park sarebbe stato attaccato. Secondo quanto riferito, un uomo armato è stato ucciso. Gli attentati in Francia e Tunisia potrebbero indicare il tentativo di USA e alleati di plasmare l’opinione pubblica prima di lanciare l’invasione della Siria.

Jacob Welles e Baji al-Sabsi

Jacob Welles e Baji al-Sabsi

Il 20 febbraio 2015, “l’ambasciatore degli Stati Uniti in Tunisia veniva cacciato dal palazzo presidenziale“. Secondo quanto riferito, l’ambasciatore statunitense Jacob Walles fece infuriare il presidente tunisino Beji al-Sabsi quando provò a fargli pressioni per accettare una base militare statunitense in Tunisia. Secondo quanto riferito, il presidente al-Sabsi non solo espulse Walles dalla sua residenza, ma si rifiutò di avere una conversazione telefonica con il presidente Obama. Tunisia: ambasciatore statunitense espulso dal palazzo presidenziale/Massacro a Tunisi

vlcsnap-2015-03-20-16h45m34s98_risultatoIl 18 marzo 2015, turisti in Tunisia furono colpiti da un gruppo che si ritiene lavorasse per CIA e Mossad. Spari in Tunisia: almeno 17 morti al Museo del Bardo di Tunisi
Nel 2010 prevedemmo un colpo di Stato in Tunisia, ma fummo ignorati dai grandi blogger. Il colpo della CIA in Tunisia aiutato da Wikileaks?
Nel 2002, CIA e amici avrebbero effettuato un attacco sotto falsa bandiera su Djerba in Tunisia. CIA, Mossad e il bombardamento di Djerba

b061116sIl Generale Rashid Amar (Capo dell’esercito della Tunisia) stringe la mano al generale Raymond Henault (presidente del Comitato militare della NATO). Secondo quanto riferito la CIA ha molti agenti nelle forze armate di Tunisia ed Egitto. Nel 2010 la CIA rovesciò il leader moderato tunisino Ben Ali. False Flag. La falsa storia che avviò il golpe della CIA
Nel 2010, l’operazione false flag di CIA/NATO/Mossad in Tunisia avviò la primavera araba. La storia ufficiale della morte di Mohamed Bouazizi, il venditore ambulante, è una finzione. La CIA ha portato al potere gli islamisti. Gli islamisti poi diedero alla CIA i combattenti per il SIIL nella guerra della CIA contro Assad in Siria. La Tunisia ha fornito il più grande contingente di combattenti, oltre 3000, al SIIL. I reclutatori della CIA pagano tra 1000 e 3000 dollari ogni combattente, una somma enorme per un tunisino disoccupato. Gli islamisti hanno permesso al Mossad d’incrementare la propria attività in diverse città tunisine. Il Mossad rafforza l’attività in Tunisia

La-justice-n-oublie-pas-Ben-AliLa Tunisia del presidente Ben Ali aveva una storia di successo musulmana. Era liberale, gestita da tecnocrati e relativamente prospera. Nel dicembre 2014 gli ex-ministri di Ben Ali hanno vinto le elezioni in Tunisia e sono tornati al potere! Ora CIA e Mossad sembrano colpire i moderati, ancora una volta. “Media locali affermano che uno degli aggressori indossava l’uniforme della polizia“. Tunisia Live
I media riferiscono che l’uomo fosse uno degli armati di Port al-Qantawi, ed era giunto a Susa! Tempo prima dell’attacco, viaggiamo da Port al-Qantawi a Susa; ci vollero 25 minuti in taxi. Notammo che la strada era sorvegliata da auto e da un posto di blocco della polizia. Port al-Qantawi e Susa avevano una grande presenza della polizia. Quindi, come ha potuto così facilmente l’uomo armato raggiungere Susa?

gunmanSopra, il cadavere del bandito che si crede fosse il 23enne Sayfadin Yacubi. Ha gambe bianchissime. “Arma in mano, si aggirava per le strade di Susa“. Secondo quanto riferito, questo è Sayfadin Yacubi. Tweets dei deputati – Euwatch.eu

0e95a80374d46d74602a556d51b357ec8f20d68650568689ce0aa617c09514fdL’assassino depravato, ritenuto il 23enne Sayfadin Yacubi, è stato ucciso dalla polizia mentre passeggiava per le strade di Susa con un AK47 dopo aver massacrato decine di persone sulla spiaggia” Il Mail dice: “La maggior parte dei testimoni ha parlato di un tiratore solitario poi ucciso dalle forze di sicurezza tunisine“. (Dailymail)
Relazioni precedenti parlano di più di un uomo armato. Tunisia attacco terroristico: Uomini armati hanno usato un gommone
Testimoni hanno detto che i terroristi a Susa hanno usato una moto d’acqua e una barca per accedere alla spiaggia, nascondevano le armi negli ombrelloni e vestivano abiti occidentali. Il corpo di un uomo armato si trovava sulla scena con un kalashnikov, dopo essere stato colpito in uno scontro a fuoco con la polizia. Un secondo sospetto è stato poi arrestato nei pressi dell’autostrada“.

18557498384_1c198b30b5_zLa foto (sopra) lo mostra picchiato da una donna furiosa mentre viene portato per la città dalla polizia“. (Dailymail)
L’uomo appare un capro espiatorio innocente? Un impiegato dell’hotel ha detto: ‘Ha aperto il fuoco con un Kalashnikov. Era un ragazzo con pantaloncini corti, come se fosse un turista‘. Testimoni oculari hanno descritto come il killer depravato ‘ridesse e scherzasse’ con i turisti sulla spiaggia tunisina prima che senza pietà aprisse il fuoco su di loro. I media tunisini hanno detto che il terrorista ucciso era Sayfadin Yacubi, 23enne studente di aviazione di Qayruan, a un’ora di auto da Susa. (Dailymail)
Il bandito appariva vestito come un turista e aveva capelli lunghi.

83881367_france_attack_260615v3Il 26 giugno 2015, un attentato sotto falsa bandiera, in stile Operazione Gladio della CIA, ha avuto luogo presso una fabbrica statunitense nei pressi di Lione, in Francia. Perché la Francia? I legislatori francesi sostengono la mozione che riconosce lo Stato palestinese. Secondo quanto riferito, l’attacco ha coinvolto:
Due uomini su un’auto.
Una testa decapitata, ‘coperta da scritte arabe’ e appesa sulla recinzione.
Piccole esplosioni che ferivano degli operai.
Un uomo ‘noto ai servizi di sicurezza”, arrestato sulla scena che dice agli agenti di essere del SIIL.
Il SIIL sarebbe controllato dalla CIA e alleati. L’attacco ha avuto luogo presso la sede dell’Air Products, di proprietà statunitense, a Saint-Quentin-Fallavier, nei pressi di Lione. Due uomini furono visti arrivare al cancello subito dopo le 10:00, prima di girare intorno gettando bombole di gas sul cortile. I testimoni dicono che gli uomini avevano bandiere islamiche. Uno degli uomini saltò dall’auto, secondo “fonti inquirenti locali”, e poi ‘decapitò un uomo’. (Dailymail)

Rifaat al-Assad e François de Grossouvre

Rifaat al-Assad e François de Grossouvre

Nel 1947, il ministro dell’Interno della Francia Edouard Depreux rivelò l’esistenza di un esercito segreto in Francia dal nome in codice “Plan Bleu“. Lo scopo di tale esercito era effettuare operazioni sotto falsa bandiera per promuovere l’agenda delle élite. Nel 1949 la NATO aveva vari eserciti segreti, tutti parte dell’Operazione Gladio della CIA. L’ex-direttore dei servizi di spionaggio francesi DGSE, l’ammiraglio Pierre Lacoste, disse in un’intervista del 1992 a The Nation che alcuni elementi della rete furono coinvolti in attività terroristiche contro de Gaulle. François de Grossouvre era a capo di Gladio per la regione di Lione in Francia fino al suo presunto suicidio, il 7 aprile 1994.

François Mitterand e François

François Mitterand e François de Grossouvre

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Stato islamico made in Langley, Tel Aviv e Riyadh

Wayne Madesen Strategic Culture Foundation 26 /06/2015cia-isis-bullshit-scamE’ sempre più evidente che lo Stato islamico di Iraq e Levante (SIIL), o “Daash” in arabo, o SIIS Stato Islamico di Iraq e al-Sham preferito dai sostenitori d’Israele per la somiglianza tra “Israele” e “ISIL”, sia parte di un’altra operazione della Central Intelligence Agency per suscitare una nuova “strategia della tensione” nei continenti eurasiatico e africano. Un altro esempio della natura non-islamica del SIIL s’é visto a Palmyra con la distruzione della tomba di Muhamad bin Ali, discendente del profeta Maometto e cugino dell’Imam Ali, da parte dei mercenari del SIIL. Il vero obiettivo è sradicare la storia araba e pre-araba del Medio Oriente con un’importante eccezione. Non vi sono notizie di antichità sacre ai sionisti distrutte dal SIIL in Siria o Iraq. I principali obiettivi delle squadre di demolizione del SIIL sono sumeri, accadici, babilonesi, romani, assiri, persiani, alawita, drusi, turcomanni, yazidi, parti, cristiani, sciiti, sufi e (l’altra tomba principale distrutta a Palmyra era quella di Nizar Abu Baha al-Din, studioso sufi vissuto 500 anni fa). Il SIIL ha distrutto la Moschea della tomba di Yunus (Giona) in Iraq non perché onorava il patriarca ebreo Giona, ma perché era una moschea. La presunta tomba del profeta ebreo Daniele distrutto dal SIIL a Mosul non è che una delle sei in Iraq, Iran e Uzbekistan. Il Talmud, libro ebraico da cui i sionisti traggono ispirazione geo-politica, proibisce severamente le immagini di volti ma permette quelle create da non ebrei. Sebbene il SIIL e i talmudisti siano pari nel distruggere sculture, mosaici e dipinti raffiguranti persone, ad eccezione del Talmud che permette agli ebrei di possedere immagini create da non ebrei, si è prodotto un lucroso mercato nero di antichità rubate dal SIIL e vendute da intermediari a Tel Aviv, Amsterdam e Ginevra. Appare chiaro che il SIIL fin dall’inizio sia una creazione della CIA e del suo direttore pro-saudita e pro-israeliano John Brennan; del Mossad, che ha assicurato che gli obiettivi israeliani non siano attaccati dal SIIL; e dell’Arabia Saudita, che ha permesso gli attacchi del SIIL contro le moschee sciite ad al-Qadih e a Damam, nella provincia orientale dove gli sciiti sono la maggioranza. In Iraq e Siria, armi israeliane e statunitensi sono state viste da testimoni oculari consegnate al SIIL e ai suoi alleati, tra cui Jabhat al Nusra in Siria. Assegni di banche saudite sono stati trovati nelle basi abbandonate del SIIL in Siria e Iraq. Gli attacchi del SIIL agli sciiti dell’Arabia Saudita sono ritenuti da molti avvertimenti della santa alleanza tra Washington, Tel Aviv e Riyadh all’Iran sciita.
ISIS-CIA-cooperation-400x266Dalla rete terrorista “Stay behind” dei fascisti di Gladio, che effettuò attacchi terroristici in Europa negli anni ’70 e ’80 di cui furono incolpati irregolari di sinistra, alla grande alleanza di terroristi dell’UNITA in Angola, mujahidin afghani, contras del Nicaragua, hmong del Laos che, sotto gli auspici statunitensi, si riunirono nel 1985 a Jamba, in Angola, dove la CIA scoprì che i gruppi terroristici erano alleati convenienti. La CIA clandestinamente e illegalmente violò due leggi degli Stati Uniti, gli emendamenti Clark e Boland, per sostenere i terroristi angolani e nicaraguensi. Il SIIL è un importante agente di CIA, Arabia Saudita ed Israele contro i nemici comuni come l’Iran. Il SIIL non fa segreto del desiderio di portare morte e distruzione da Siria e Iraq nell’Iran. La destabilizzazione dell’Iran sponsorizzandovi attacchi terroristici e contro obiettivi iraniani all’estero è stata a lungo il modus operandi di Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita soprattutto attraverso l’anti-iraniano Mojahedin-e-Khalq (MEK) e i separatisti baluchi in Pakistan. Il SIIL indica Iran, Afghanistan, Pakistan, India, Tibet, Sri Lanka, Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan e Turkmenistan come “Wilayat Qurasan” o Stato Qurasan. Un affiliato del SIIL, noto come Gruppo Qurasan, ha combattuto in Siria e si crede sia costituito da centroasiatici del SIIL. Recentemente è stato annunciato che il colonnello Gulmurod Khalimov, già a capo di un’unità antiterrorismo del Tajikistan, gli OMON, ha disertato presso il SIIL ed è ora uno dei suoi capi in Siria. Khalimov, addestrato da US Special Operations Forces, Blackwater e CIA nel corso di varie visite ufficiali negli Stati Uniti, ha promesso di tornare in Tagikistan per “massacrare” il presidente tagiko Emomali Rakhmonov, reclutare tagiki che lavorano in Russia per lanciarvi attacchi terroristici e in Tagikistan per attaccare le truppe militari russe di stanza (facendo di Khalimov un alleato del comandante militare della NATO generale Philip Breedlove e del segretario alla Difesa USA Ashton Carter, che vogliono aumentare la pressione militare sulla Russia ai livelli della Guerra Fredda). I terroristi del SIIL, soprattutto ceceni appena usciti dai combattimenti in Siria e Iraq, sono stati scoperti combattere nei battaglioni di mercenari del neo-nazista israeliano Igor Kolomojskij contro le forze filo-russe di Donetsk e Lugansk in Ucraina orientale.
Il SIIL, affiancando l’occidente, attacca le forze taliban in Afghanistan, che avevano dichiarato l’autoproclamato califfato del SIIL illegittimo, e il suo capo, Abu Baqr al-Baghdadi, probabile creatura delle unità da guerra psicologica di CIA e Mossad, un inganno. I taliban si allarmarono quando alcuni membri ruppero con il movimento jihadista e si unirono al SIIL in Afghanistan e Pakistan. Inoltre, il SIIL ha dichiarato i taliban “qafiri” o non credenti. Ad aprile al-Baghadi definì il Mullah Omar “uno sciocco analfabeta signore della guerra”. Non è un caso che la retorica del SIIL sull’enigmatico capo talib si abbina alle uscite delle unità di psy-ops militari degli Stati Uniti in Afghanistan al culmine dell’intervento militare degli Stati Uniti nel Paese. A metà giugno, il SIIL ha pubblicato un video che mostra le sue forze decapitare taliban prigionieri in Afghanistan. Il SIIL di concerto con l’aumento della pressione militare degli Stati Uniti su Cina e Corea democratica ha dichiarato la jihad o guerra santa alle due nazioni asiatiche. A maggio, una coppia di medici nordcoreani che lavorava presso l’ospedale di Zallah, Libia, fu sequestrata dal SIIL. Nulla si sa del loro destino. A gennaio, hacker del SIIL, noti come “Cyber Califfato”, sostennero di aver modificato la pagina facebook di Air Koryo, compagnia aerea della Corea democratica. Una bandiera bianca e nera del ISIL apparve sulla pagina con una dichiarazione che definiva Kim Jong Un “un maiale che piange”. Gli hacker del SIIL minacciavano Corea democratica e Cina: “La Corea democratica, nazione comunista criminale, e i teppisti comunisti cinesi pagheranno caro la loro collaborazione con i nemici dei mujahidin”. La propaganda del SIIL su Cina e Corea democratica coincide con le dichiarazioni del Comando statunitense del Pacifico sulle minacce militari poste da Pechino e Pyongyang. La Corea democratica ha risposto alle minacce del SIIL fornendo la mitragliatrice Type 73, prodotta dal Primo Ufficio dell’Industria Metalmeccanica della Corea democratica, al governo iracheno e alle forze curde che combattono contro il SIIL in Iraq. Consiglieri militari nordcoreani assisterebbero il governo siriano ed Hezbollah che combattono contro il ISIL in Siria. La Corea del Sud, che non perde occasione di confrontarsi con la Corea democratica, ha permesso a un cittadino sudcoreano, noto solo con il nome comune “Kim”, di unirsi al SIIL in Siria a febbraio. E’ probabile che “Kim” sia un agente dei servizi segreti sudcoreano responsabile del coordinamento degli attacchi del SIIL ai nordcoreani nella regione, tra cui la coppia di medici in Libia. Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro, che la CIA è impegnata a rovesciare, chiamò il SIIL “Frankenstein mostruoso nutrito dall’occidente” in un discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2014. Non a caso, mentre il presidente Barack Obama dichiarava che il Venezuela rappresentava una “minaccia alla sicurezza nazionale” degli Stati Uniti, a marzo vi furono segnalazioni di attività del SIIL in Venezuela. L’US Army War College, assieme al professor Robert Bunker, dichiara che l’aumento dell’attività del SIIL in Venezuela sia un bene per la sicurezza nazionale perché il SIIL è il nemico naturale di Hezbollah, che i neocon statunitensi sostengono riceva sostegno strategico dal Venezuela. I legami tra SIIL e occidente in America Latina non sono ignorati dal saggio statista dell’emisfero occidentale, l’ex-presidente cubano Fidel Castro. Nel settembre 2014 Castro accusò il Mossad israeliano, in combutta con il senatore McCain, di aver contribuito a creare il SIIL.
Gli autori ultimi della devastazione del SIIL nel Medio Oriente non vanno ricercati nei deserti del Medio Oriente e nelle montagne dell’Afghanistan, ma nelle suite al settimo piano del quartier generale della CIA a Langley. Nel 1985, quando la CIA sponsorizzò il vertice dei gruppi terroristici di destra a Jamba, Angola, la CIA cercò di uccidere il Grande Ayatollah libanese sciita Muhamad Husayn Fadlallah con un’autobomba a Beirut. La CIA lo mancò ma uccise 80 persone innocenti e ne ferì 256. Oggi la CIA permette al SIIL di compiere attacchi terroristici da Iraq e Siria a Yemen e Libia. Il SIIL non può essere sconfitto senza affrontare duramente Brennan e i suoi consiglieri.

John Brennan capo della CIA

John Brennan capo della CIA

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina costruisce la nuova “Collana di perle” con piattaforme mobili anfibie

Valentin Vasilescu, Reseau International 24 giugno 2015sansha_islandL’esercito degli USA ha depositi militari in tutti i continenti, nei Paesi vicini ad aree di possibili conflitti. Ad esempio, in Quwayt vi sono enormi depositi del Comando Centrale (CENTCOM) per il teatro dell’sud-ovest Asia. In questi depositi sono conservati migliaia di carri armati, blindati, attrezzature logistiche, elicotteri e munizioni che possono armare un corpo degli Stati Uniti. Per uno schieramento veloce, l’esercito statunitense ha recentemente utilizzato una piattaforma mobile anfibia. É della nuova classe di navi che permette trasporto, posizionamento e concentramento di forze in qualsiasi teatro nel globo. Queste navi possono essere utilizzate anche come base operativa per le missioni delle forze speciali o come navi comando per operazioni anfibie (portaelicotteri). Nel maggio 2013, la prima piattaforma mobile anfibia del mondo, la Montford Point (T-MLP-1) da 34000 t e una lunghezza di 240 m, entrava nell’esercito statunitense. Questa nave ausiliaria con un’autonomia di 17000 km è utilizzata da un gruppo d’assalto. E’ appositamente progettata per trasportare veicoli blindati e materiale da guerra pesante vicino le coste. Truppe e materiale da guerra sono poi trasferiti con elicotteri e grandi hovercraft sulla riva. Attualmente sono in costruzione la John Glenn (T-MLP-2) e la Lewis B. Puller (T-MLP-3), quest’ultima con un dislocamento di 84000 tonnellate, con hangar e piattaforma di atterraggio per 4-6 elicotteri CH-53E. Oltre agli elicotteri CH-53E, è possibile farvi atterrare gli MV-22 Osprey e i velivoli a decollo e atterraggio verticale F-35B.
A fine maggio 2015 furono pubblicate foto che mostrano una nave semi-sommergibile cinese in via di completamento nel cantiere navale di Guangzhou Wenchong. La nave ha una lunghezza di 180 m, una larghezza di 33 m ed uno dislocamento di 5000 t. E’ una piattaforma mobile per il trasferimento su navi di grandi dimensioni di forze di spedizione con elicotteri da trasporto e mezzi da sbarco dell’esercito cinese. Si presume che i cantieri navali cinesi costruiscano qualche decina di queste navi da impiegare come piattaforme mobili. Foto satellitari mostrano anche che i cantieri navali cinesi costruiscono diverse navi con rampe roll-on/roll-off per la marina militare cinese. Si tratta di piattaforme che imbarcano, trasportano e scaricano blindati e autocarri dal molo alla nave e viceversa. La costruzione di queste navi rientra nel contesto in cui la Cina pubblica la nuova dottrina militare secondo cui la missione della Marina non si riduce alla difesa delle coste, ma cerca piena libertà di movimento nel Mar Cinese Meridionale. E’ attraverso il Mar Cinese Meridionale che passano le rotte di approvvigionamento della Cina, divenuta la maggiore economia del mondo. E la marina cinese ha un programma audace per recuperare il ritardo con gli Stati Uniti.
In conformità alla nuova strategia militare, la Cina ha iniziato a modificare l’atollo di Fiery Cross nell’arcipelago delle Spratly creandovi una struttura permanente intorno a una pista di decollo lunga 3 km. Per proteggere le linee di rifornimento delle materie prime, la Cina attua il concetto strategico denominato “collana di perle”. La Cina mira a creare, passo dopo passo, nuovi avamposti e basi operative lungo le rotte dalla Cina all’Oceano Indiano e Pacifico. Una “perla” inizia con la costruzione di una pista di atterraggio, una base navale o un presidio dei marines. La prima perla di questa collana è l’isola cinese di Hainan, separata dal continente asiatico dallo stretto di Qiongzhou. Su Hainan, a Sanya, i cinesi hanno una grande base navale con infrastrutture sotterranee che ospitano 20 sottomarini convenzionali e nucleari. Ci sono sempre sull’isola di Hainan sei basi aeree militari cinesi. La seconda perla è l’isola Woody nell’arcipelago Paracel, 300 km a sud-est di Hainan. Oltre al porto militare, difeso da sistemi missilistici antinave HY-4 (con raggio di 300 km), vi è su questa piccola isola un aeroporto militare dove operano aerei multiruolo Su-30MKK cinesi. Altre “perle” cinesi sono il porto e l’aeroporto dell’isola di Sittwe in Myanmar, Chittagong (secondo porto del Bangladesh), Gwadar in Pakistan (50 km dal confine con l’Iran e 250 km dallo Stretto di Hormuz), Marao nelle Maldive (900 km a sud-ovest dello Sri Lanka) e Hambantota nello Sri Lanka.1432508988854Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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