Le notevoli esercitazioni nel Caspio

Análisis Militares

Con tutte le informazioni provenienti dalla Russia, alcuni aspetti importanti passano inosservati o rimangono sullo sfondo. È il caso delle esercitazioni navali condotte nel Mar Caspio nei giorni scorsi, offuscate da altre informazioni, come ad esempio l’ingresso plateale della nuova generazione di armi russe. Per ciò che interessa, l’enfasi sulle esercitazioni va posta sulla fregata Proekt 11661 Dagestan utilizzata come obiettivo di un attacco antinave simulato.

1713584Proekt 11661 Dagestan

La fregata Dagestan agiva da “esca” e gli aggressori erano quattro aerei da ricognizione Sukhoj Su-24MR che conducevano un attacco simulato a bassa quota contro la nave. Non molte informazioni sono state pubblicate su queste esercitazioni, ma si apprende che la fregata Dagestan è stata schierata al largo delle coste del Mar Caspio e i Sukhoj Su-24MR hanno volato a bassa quota verso di essa, simulando un attacco antinave e cercando di evitare il rilevamento radar nascondendosi sotto l’orizzonte radar della nave. Qui sta l’interesse, che nell’esercitazione rientra nell’individuazione del velivolo condotto non dai sensori della nave, ma dal nuovo radar del tipo oltre l’orizzonte (OTH) Podsolnuj di Kaspijsk.

radar oth kaspiysk 2La zona in cui il radar OTH è installato, a Kaspijsk

Le informazioni pubblicate dal Ministero della Difesa russo sono chiare, il radar OTH Podsolnuj di Kaspijsk era il sistema preposto alla rilevazione dell’attacco simulato a bassa quota dei Su-24MR contro la fregata Dagestan nel Mar Caspio. Agendo da sistema di preallarme della flotta, il radar OTH ha rilevato gli aeromobili da Kaspijsk ed inviato le informazioni al Centro Regionale di Controllo della Flotta del Mar Caspio e al comando della nave, che eseguiva un contrattacco simulato contro gli aerei aggressori, distruggendoli. (Articolo del Ministero della Difesa russo)

PODSOLNUH_03Commento: Il rilevamento di minacce a bassa o ultrabassa quota è uno degli obiettivi di qualsiasi sistema di difesa aerea navale. La curvatura della terra impedisce ai radar convenzionali di rilevare obiettivi a lungo raggio a pelo d’acqua e la mancanza di precisione, finora, dei radar di tipo oltre l’orizzonte (OTH) non gli permetteva di poter agire contro tali minacce. L’esercitazione condotta dalla Flotta del Mar Caspio della Marina russa è un traguardo importante perché i russi riuscivano a contrastare una minaccia oltre l’orizzonte a lunga portata con il sistema radar OTH Podsolnuj, anche coordinandosi con una nave in mare per l’intercettazione della minaccia utilizzando l’allarme e i parametri forniti dal radar a terra. Non so se sia mai successo prima, ma certamente non so di alcun altro test del genere finora. Le implicazioni sono chiare. Le navi russe saranno impiegate in aree in cui i radar OTH offrono copertura e sorveglianza oltre l’orizzonte, aumentandone quindi la capacità di difesa aerea, come in questo caso.
Attualmente ci sono radar OTH Podsolnuj in Kamchatka.radar orh kamchatkaNella già citata Kaspijsk.radar oth kaspiysk coberturaE se ne annuncia lo schieramento in Crimea e nella regione artica russa, senza specificarne la località.OTH crimeaPertanto, visto il trend, non sarà strano se qualcuno annuncerà l’adozione di radar OTH Podsolnuj nel Mar Baltico e nel Mare di Barents.

Il sistema di disturbo russo Richag-AV e il drone RQ-170 Sentinel
Valentin Vasilescu – Reseau International 17 aprile 2015

In questo testo, Valentin Vasilescu ci permette, ancora una volta, di capire o almeno indovinare il fondo di alcuni eventi che vediamo da tempo. Da un lato l’aggressivo blocco NATO-USA che pensa solo in termini di attacchi e, dall’altro, attuazione e sviluppo di un sistema di difesa per contrastare tali attacchi, facendo infuriare la battaglia. In un contesto in cui la comunicazione elettromagnetica è fondamentale, i sistemi di disturbo hanno un posto di rilievo nei sistemi di difesa.1584918Il nuovo sistema di disturbo Richag-AV può essere montato su elicotteri, navi e blindati. Il suo raggio di azione è di 250-400 km. Richag-AV è progettato per agire contro radar aerei, navali e terrestri e contro sonar e sistemi elettromagnetici di guida di missili e bombe. I segnali a radiofrequenza vengono ricevuti dalle antenne Richag-AV e confrontati automaticamente con le interferenze nella memoria digitale, identificando il tipo di trasmittente e quindi generando le immediate contromisure. La prima piattaforma mobile certificata dell’esercito russo è il Mi-8MTB. L’esercito russo ha tre di queste piattaforme di disturbo denominate Mi-8MTPR-1. 18 altri elicotteri di questo tipo dovrebbero essere ricevuti nei prossimi 18 mesi. Il costo di un impianto Richag-AV è oltre 10 milioni di dollari. Il Richag-AV sostituisce le vecchie apparecchiature dell’esercito russo, chiamate Smalta e che avevano un raggio di 100 km. Oltre al Richag-AV, l’esercito russo adotta sistemi di disturbo simili L-175B Khibinj, che sarà montato su aerei da caccia, Krasuha-2 e 1L267 Moskva-1 che saranno montati sui blindati dell’esercito.
In un’operazione aerea offensiva, il ruolo del sistema di disturbo Richag-AV è garantire l’apertura di un corridoio che consenta di penetrare la difesa antiaerea del nemico. Due aerei piattaforme del sistema Richag-AV “accecano” i radar di ricerca e puntamento degli aeromobili e della difesa aerea del nemico, anche di sistemi efficienti del tipo MIM-104 Patriot. Il sistema è ideale per dirottare il controllo a distanza dei droni (aerei senza pilota da ricognizione e/o armato) del nemico. È così possibile farli atterrare e catturarli. Il drone più avanzato, costruito da Lockheed Martin (Lockheed Martin RQ-170 Sentinel) appartiene al 432.mo Gruppo da ricognizione di base a Creech, Nevada. Il drone, con un’apertura alare di 20 metri e un peso di 4 tonnellate, è invisibile ai radar ed è propulso da un motore a reazione da 1700 kg/s, volando a una quota di circa 15000 m. Il 4 dicembre 2011, un RQ-170 Sentinel della CIA, durante una missione di spionaggio, sorvolò il nord-est dell’Iran, a 225 km dal confine con l’Afghanistan. Vi furono interferenze nei due canali di controllo (via emittenti satellitari e terrestri), attraverso cui gli statunitensi lo pilotavano. Qualcuno prese il controllo del drone e lo fece atterrare in buone condizioni sull’aeroporto iraniano di Kashmar. Qualcuno aiutò l’Iran a decodificare i dati di volo nella memoria del drone, scoprendo che era decollato dalla base statunitense di Kandahar.

I P5+1 (Russia, Stati Uniti d’America, Francia, Regno Unito, Cina e Germania) hanno recentemente raggiunto un accordo di principio con l’Iran nel settore nucleare e deciso di togliere gradualmente le sanzioni imposte a Teheran. Senza alcun rapporto con l’RQ-170 Sentinel, il Presidente Vladimir Putin ha abolito l’embargo imposto dalla Russia, il 22 settembre 2010, sulla consegna di 5 complessi del missile a lungo raggio S-300.
Per avere un’idea delle notevoli risorse utilizzate dalla Russia per la difesa, vedasi Reseau International.

0_827a9_a762afe1_XXLTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Assassinio ucraino: NATO, Gladio e Italia

Alessandro Lattanzio, 17/4/21021053356

CyberBerkut pubblica la lista degli istruttori occidentali in Ucraina
DNRThe Saker, 16 aprile 2015

1428954738_in_article_a7db464bd1Istruttori militari di Stati Uniti, Danimarca, Polonia, Germania e altri Paesi arrivano in Ucraina per sostenere Kiev. Gli hacker-attivisti ucraini hanno pubblicato la lista degli istruttori occidentali, che pianificherebbero provocazioni nel sud-est dell’Ucraina. “Noi, CyberBerkut, avvertiamo il popolo del Donbas e informiamo il popolo dell’Ucraina: nel prossimo futuro il governo criminale dell’Ucraina intende adottare delle provocazioni al confine delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk. Inoltre, la junta di Kiev programma l’escalation del conflitto nel sud-est dell’Ucraina. Questo è ciò che i nostri agenti segnalano da Kiev: dal 12 aprile al 6 maggio un gruppo di istruttori militari occidentali arriva in Ucraina per iniziare attività anti-nazionali”, indica il rapporto citato da RIA Novosti. Come si può vedere dalle scansioni dei documenti, il regime golpista di Kiev è supportato da esperti militari provenienti da diversi Paesi: Stati Uniti, Polonia, Estonia, Finlandia, Turchia, Norvegia, Lettonia, Francia, Danimarca, Austria, Spagna, Albania, Portogallo, Croazia, Islanda e Slovacchia. La maggior parte proviene dagli Stati Uniti”.

Da: Ministero degli Affari Esteri
A: Schieramento delle Guardie di frontiera dell’Ucraina
Ministero degli Affari Interni
Servizio di Sicurezza dell’Ucraina
Capi delle regioni

Il 12 aprile – 6 maggio il gruppo di controllo multinazionale di esperti militari guidati dagli Stati Uniti arriva in Ucraina per condurre missioni di osservazione secondo le norme dell’Accordo di Vidensko riguardanti fiducia e sicurezza. Lo scopo della è osservare e controllare lo sviluppo del nostro Paese e attuare le raccomandazioni per una soluzione pacifica della crisi. Quindi chiediamo al Dipartimento dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine di fornire alla missione di osservazione un convoglio con veicoli blindati del Ministero delle Forze Armate. Chiediamo inoltre di fornire al gruppo diritto di accesso ai servizi della guardia di frontiera e alle unità delle truppe del Ministero degli Interni nelle aree ispezionate. Nel caso di indirizzare il gruppo e i membri della missione di osservazione ai rappresentanti di Ministero degli Interni, SBU, Guardia di frontiere nelle regioni e aree, chiediamo di coordinarvi con il capo del convoglio e discutere le possibilità di briefing sulle prospettive di sviluppo in tali aree. Avendo incontri con i rappresentanti stranieri chiediamo di procedere dal fatto che, secondo le norme dell’accordo con Biden, tutti gli osservatori stranieri avranno status diplomatico e di tener conto dei requisiti di cui all’articolo 6, protocollo 10, relativo alla reazione agli eventi di Crimea e Sebastopoli siglati dal Segretario del SNBO Parubij (N429 del 04/04/2014)
In caso di rivelazione di attività insolite presso i confini dell’Ucraina, nonché di qualsiasi attività volta a violare l’ordine dello Stato, chiediamo d’informare immediatamente il capo del convoglio tenente-colonnello Vladislav Sergeevich Ponomarjov (cellulare 0974699474) o l’ufficiale d’ordinanza del Dipartimento dello Stato Maggiore delle forze armate ucraine (telefono/fax +444830724).

VI Nedopas
Vicedirettore del Dipartimento della Sicurezza internazionale

8d81a909e6c3dbcf47ee408f7e43876cLista
1 Thomas Miller -Svezia
2 Ian Almgerd – Svezia
3 Von Rozenzveig – Germania
4 Matias Kraimer – Germania
5 Raimondas Ivanauscas – Lituania
6 Zulonas Zbignevas – Lituania
7 Kari Ahrnberg – Finlandia
8 Kari Marti – Finlandia
9 Timathy Brown – Gran Bretagna
10 Richard Moris  – Gran Bretagna
11 Ach Gabor – Ungheria
12 Tamosh Vegvery – Ungheria
13 Brendon Pressley – USA
14 Jozef Przhevalskiy – USA
15 Patrick Jozef McDaniel – Irlanda
16 Korhan Karakoe – Turchia
17 Ruslan Getman – Estonia
18 Raizo Saremat – Estonia
19 Tomashic Erchi – Polonia
20 Martin Chervinsky – Polonia
21 Tore C. Bade – Norvegia
22 Hamo Dalevic – Norvegia
23 Ivars Ercums – Lettonia
24 Marita Brid-Alex – Lettonia
25 James Mackines – Canada
26 Robert Martin – Canada
27 Kolman Richard – Francia
28 Pinzhon Du Sel Erac – Francia
29 Bruni Valter – Italia
30 Santarpia Isidoro – Italia
31 Ivan Bela – Slovacchia
32 Martin Joskak – Slovacchia
33 Jozef Hvoltz – Austria
34 Kim Guldbeh – Danimarca
35 Henrick Hansen  – Danimarca
36 Bel Ian Williams – Paesi Bassi
37 Molen van der Guisebertus – Paesi Bassi
38 Ishir Anton – Austria
39 Niculasson – Islanda
40 Garcia Arribas – Spagna
41 Valliet Doka – Albania
42 Berdify Leonard  – Albania
43 Robert Ierubino – USA
44 Horhe Zilhao – Portogallo
45 Rui Firmosinho – Portogallo
46 Drago Bitench – Slovenia
47 Ales Chenta – Slovenia
48 Igor Predovchec  -Croazia
49 Vlasta Brklacich – Croazia
50 Ucsel Basaran – Turchia
51 Hans Georg Luber  – Svizzera
52 Flavien Shaller – Svizzera
53 Fjodotov Igor – Ucraina
54 Ponomarjov Vladislav – Ucraina
55 Gomenko Aleksej – Ucraina
56 Pljushev Aleksej – Ucraina
57 Dumler Constantin – Ucraina
58 Gorovetskij Aleksandr – Ucraina

1d004c922da81cc757776f4ac971a9c4(Nota: questi nomi sono stati tradotti dall’ucraino all’inglese così l’ortografia potrebbe non essere corretta)
Avvertiamo che l’occidente non pensa mai a pace e cessate il fuoco in Ucraina. L’occidente cerca solo di continuare guerra, escalation, strage dei popoli slavi e slavofoni, russo e altri.
Siamo il CyberBerkut! Non dimentichiamo! Non perdoniamo!”

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Brandon Pressley, Raimondas Ivanauskas e Zbignevas Zulonas

I lituani Raimondas Ivanauskas e Zbignevas Zulonas (5 e 6 nella lista), e lo statunitense Brandon Pressley (13 nella lista), svolsero un ruolo significativo nella preparazione del golpe a Kiev, e durante la sovversione di piazza Majdan erano attivamente impegnati a “consultare” i manifestanti. Inoltre, il tenente-colonnello Ivanauskas e Presley sono ufficiali della 1.ma Divisione di cavalleria delle forze armate degli Stati Uniti, Zulonas è un ufficiale delle forze speciali delle forze armate della Lituania. Tali figuri abbandonarono Kiev per riapparire il 5 marzo 2014 come osservatori dell’OSCE per spiare e comunicare ai majdanisti i dati delle postazioni federaliste della Novorossija. Il tenente-colonnello Von Rosenzweig (3 nella lista), dell’esercito tedesco e il tenente-colonnello dell’esercito ungherese Gabor Ach (11 nella lista), nel 2014 tentò con un gruppo di osservatori dell’OSCE d’infiltrarsi in Crimea, ma il gruppo fu respinto avendo all’interno dei mercenari che raccoglievano informazioni per conto del comando delle forze armate ucraine. Raizo Saremat, (18 nella lista) è un ufficiale delle forze speciali dell’Estonia. Nel 2012, il commando di Saremat del battaglione da ricognizione delle forze armate estoni vinse il wargameLanding in Atria“, che ricostruiva uno scontro del 1919 tra 400 soldati estoni e 600 volontari finlandesi, sul fiume Atria, contro l’Armata Rossa. Va ricordato che il consigliere del ministero degli Interni ucraino Anton Gerashenko si era recato in Estonia per studiarne il sistema di difesa e sicurezza: “Sono attualmente a Tallin, capitale della Repubblica di Estonia, su invito del consigliere del Ministro dell’Economia dell’Ucraina e del centro estone della partnership orientale (della NATO) per studiare difesa e sicurezza di questo piccolo Paese baltico con una popolazione 30 volte inferiore alla popolazione dell’Ucraina. Ad esempio, il sistema estone di addestramento militare-patriottico dei volontari dell’organizzazione paramilitare “Kaitseliit” (Lega della difesa), aveva scritto su facebook. Gerashenko era giunto assieme a 20 “volontari ucraini” per dei corsi di addestramento finanziati da imprenditori e altri “amici estoni dell’Ucraina”.” L’organizzazione paramilitare “Kaitseliit” fa parte del ministero della difesa dell’Estonia, ed è l’animatrice del wargame “Landing in Atria“, nell’ambito dei giochi militari “Erna“, dal nome dei gruppi nazisti estoni che nel 1941 sbarcarono dalla Finlandia nelle paludi dell’Estonia settentrionale, dove furono distrutti. I lettoni Ivars Erkums e Marita Brid-Aleks, 23 e 24 nella lista, svolgono compiti di propaganda antirussa. Vlasta Brklacich (49 nella lista), croato, nell’ottobre 2014 visitò le scuole della regione di Lvov, dove tentava di reclutare immigrati provenienti da Crimea, Donetsk e Lugansk. Yuksel Basaran, turco, 50 nella lista, nel dicembre 2014 era a Marjupol, assistette ai bombardamenti ucraini contro le proprie posizioni e la città, ma finse di non ricordarsene per incolparne i federalisti. Il tenente-colonnello canadese Robert Martin (26 nella lista) vicecapo delle operazioni del NORAD, il comando di difesa aerospaziale nordamericano. Nel 2010 partecipò alle esercitazioni anti-terrorismo “Golden Eagle” di Russia, Stati Uniti e Canada e il colonnello Drago Bitenc (46 nella lista), comandante del Centro di Verifica dello Stato Maggiore Sloveno, altro Stato membro della NATO.
Gli italiani (29 e 30 nella lista) sono il tenente-colonnello Valter Bruni dell’esercito, probabilmente specializzato nelle trasmissioni, anche lui della ‘Cavalleria’, e il maresciallo distaccato presso lo Stato Maggiore dell’aeronautica militare italiano (AMI) Isidoro Francesco Santarpia, che su facebook si presenta quale ‘simpatizzante’ della Russia, partecipando agli strani quiz geografici dell’AMI:CrimeaAMINotare l’invito ad “andare nella speciale Crimea”. Tra l’altro tale missione, che vede la presenza di due militari italiani, non viene segnalata dal sito del ministero della Difesa italiano. Un altro contributo dell’Italia al regime nazigolpista di Kiev, oltre alle missioni operative della NATO e a quelle speciali dei Voerzio, Fontana, Attanasio, Adinolfi (in Chiesa), Cazzulani-Pittella-Mogherini e altro pattume, è l’auto utilizzata dagli assassini del giornalista anti-golpista ucraino Oles Buzina, che rinvenuta mostra una targa italiana…1610197Il giornalista e scrittore ucraino Oles Buzina veniva assassinato a Kiev il 16 aprile, preceduto e seguito dall’assassinio di altri oppositori del regime nazi-golpista di Kiev. “Liquidato nel cortile di casa a Kiev il 16 aprile 2015”, scriveva il sito della NATO “Peacemaker”. Oles Buzina è stato ucciso nei pressi dell’abitazione da due uomini, poi fuggiti a bordo di una Ford blu scuro con targa italiana. Buzina Si era appena dimesso da direttore del quotidiano Segodnja, dell’oligarca tartaro-ucraino Rinat Akhmetov, per protesta contro la censura imposta dai majdanisti, gli era era stato anche vietato di comparire sui media, su pressione di un gruppo di “giornalisti” ucraini della CIA, denominato “Stop Censura“, che l’aveva identificato quale “agente del Cremlino”. Poche ore dopo l’omicidio di Buzina, veniva assassinato a Kiev il giornalista Sergej Sukhobok, definito filo-russo dalla propaganda di Gladio. Tra i numerosi omicidi di dissidenti antigolpisti, vi è anche quello di Olga Moroz, direttrice del  Neteshinskij Vestnik, trovata morta nel suo appartamento. Moroz lavorava sulla deforestazione praticata dalla società del marito dell’ex-governatrice di Lvov Irina Sech, coinvolta nell’esportazione illegali di legname e il cui denaro è stato utilizzato per finanziare Svoboda, partito neo-nazista vicino al Front National, alla Fiamma Tricolore e al British National Party, oltre che organizzatore di Majdan e del golpe di Gladio a Kiev.

Federica Mogherini, confidente della CIA nel PD, era a Kiev alla vigilia del golpe, quando diede l'assenso all'assalto contro il governo e all'aggressione contro la popolazione russofona. I suoi poteri di commissaria dell'UE per gli affari esteri e di sicurezza sono stati ridotti, proprio per la su a appartenenza alla rete spionistica della CIA.

Federica Mogherini con il suo vero capo, il segretario di Stato degli USA John Kerry. Mogherini, confidente della CIA nel PD, era a Kiev alla vigilia del golpe, dove diede l’assenso all’assalto contro il governo ucraino di Janukovich e all’aggressione contro la popolazione russofona. I suoi poteri di commissaria dell’UE per gli affari esteri e di sicurezza sono stati ridotti, proprio per la sua appartenenza alla rete spionistica della CIA.

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Oles Buzina

Difatti, l’omicidio di Oles Buzina e Sergej Sukhobok rientra nella sanguinaria campagna terroristica di Gladio (NATO) contro i dissidenti antigolpisti ucraini. Un’altra vittima di tale operazione terroristica è Oleg Kalashnikov, assassinato 24 ore prima di Buzina:

Oleg Kalashnikov

Oleg Kalashnikov

Oleg Kalashnikov, deputato del Partito delle Regioni ucraino, è stato assassinato il 15 aprile nei pressi della propria residenza a Kiev. Kalashnikov era stato minacciato per le sue idee politiche, in particolare per l’appello a celebrare degnamente il 70.mo anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale e per aver organizzato una protesta contro l’ambasciata USA. Il 7 aprile, due blogger, Svetlana Naboka e Marina Zhavoronkova, venivano sequestrate dal SBU per ‘propaganda filo-russa’, scomparendo nel lager di piazza Kulikovo, a Odessa. Numerosi oppositori al golpe nazi-atlantista di Kiev sono stati assassinati in circostanze analoghe, nel silenzio complice delle varie organizzazioni di disinformazione e propaganda della NATO che, anche in Italia, si travestono da associazioni pacifiste e perfino ‘antimperialiste’ (Centri sociali, ONG, la rete sionista-islamo-fascista coperta da famiglia wahhabita (ex-cristiana), associazioni dirittumaniste, antifa o antirazziste; PCL, Utopia Rossa, Militant e vari altri culti settari, russofobi e atlantisti).

Oles Buzina

Oles Buzina

Il sito majdanista “Peacemaker” pubblica l’elenco di “separatisti”, “sostenitori del mondo russo” e altri nemici del regime golpista di Kiev. Ad esempio il 13 aprile, l’utente “404” pubblicava sul sito i dati personali di Oleg Kalashnikov. E dopo il suo omicidio, il twitter di “Peacemaker” si congratulava con “l’agente 404″: “Per l’attività completata dall’agente”404″, oggi gli è stato assegnato un rank speciale e consegnato un prezioso regalo“.

aa101Il 14 aprile, sempre l’utente “404” pubblicava i dati personali di Olesja Buzina. Dopo l’omicidio di Buzina, il twitter ufficiale di “Peacemaker” si complimentava nuovamente con “l’agente 404″: “L’agente 404 ha colpito di nuovo. Per la corretta esecuzione della missione di combattimento di oggi, ha avuto una breve licenza“.

aa202Il sito “Peacemaker” viene utilizzato come “bacheca” per condannare a morte gli oppositori ai golpisti neonazisti messi al potere da Gladio. Il sito “Peacemaker” è sostenuto dal già citato consigliere del ministro degli Interni dell’Ucraina, il deputato Anton Gerashenko, che il 15 dicembre 2014 chiedeva di finanziare scrivendo che pubblicare i dati personali non è una violazione della legge e che chiunque condivida tali dati, “fa una maestosa cosa giusta, aiutando a combattere terrorismo e separatismo. … E’ anche interessante il fatto che, dopo la presentazione del sito “Peacemaker”, CIA, FBI, intelligence e controspionaggio europei vi si sono interessati“.

Anton Gerashenko, agente nazista della CIA, consigliere nel governo golpista di Kiev.

Anton Gerashenko, agente nazista della CIA, consigliere nel governo golpista di Kiev.

Una ricerca sul sito “Peacemaker” produce i seguenti risultati:
6b04f74c60845df27c5449936e675a99Il sito “Peacemaker” è ospitato da un server della NATO, HPWS/2.1  e gli altri siti ospitati dal medesimo server sono:
1. operativ.info, un sito ucraino per denunce anonime contro presunti federalisti
2. informnapalm.org, sito di disinformazione antirusso
Tutti i siti sono ospitati negli USA, in Texas, probabilmente dallo stesso datacenter. Difatti, la rete a cui aderisce il sito Peacemaker è quella della NATO (dominio nato.int):f4208e5faac08821b94de7f0f2876ad3ukrscreen4Quindi, psb4ukr.nato.int fa parte della rete nato.int, la rete internet della NATO utilizzata nella guerra delle informazioni contro Russia e Novorossija. Grazie alle notizie riguardanti il seminario svoltosi a Riga il 19 febbraio 2015, presso il Centro per le Comunicazioni Strategiche della NATO, è noto che la NATO collabora strettamente con l’esercito ucraino nella guerra dell’informazione e alcuni progetti su internet. Tali omicidi hanno per obiettivo controllare il Paese in crisi economica e politica, secondo lo stile seguito dagli Stati Uniti.

xxDopo alcune ricerche, infine si scopre che “psb4ukr.org” è registrato a nome di Vladimir Kolesnikov, 98 Lenin St, Velyka Oleksandrivka, Kiev Oblast, Ucraina, che ha registrato diversi altri siti su Limestone Networks, Inc a Dallas, Texas, come Operativ.info, dove s’invoca l’eliminazione di “sabotatori” e “terroristi”, e informnapalm.org portale nazista.

ukrscreen5logogladioRiferimenti:
The Guardian
Strategic Culture
Slavyangrad
Russia Insider
RIN
Oriental Review
Moon of Alabama
Fort Russ
Fort Russ
Cassad
Cassad
Cassad

Appena pubblicato quest'articolo i nazisti di Gladio si sono subito fiondati, monitorano tutti i riferimenti al loro lercio sito di killer.

Appena pubblicato quest’articolo, i nazisti di Gladio si sono subito fiondati, monitorando tutti i riferimenti al loro lercio sito di killeraggio.

Chi ha paura del cattivone S-300?

Eric Draitser New Eastern Outlook 16/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora Iran-Russia-China_MapL’ordine esecutivo emesso dal presidente russo Vladimir Putin, che toglie il divieto di esportazione dei sistemi d’arma in Iran, è stato accolto dalla tagliente condanna d’Israele e dall’ammonimento dagli Stati Uniti. Mentre Mosca deve ancora prendere una decisione definitiva su se e quando fornire i missili della difesa aerea S-300 all’Iran, che Teheran acquistò con un contratto del 2007 inadempiuto dalla Russia per l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite, è chiaro che solo la possibilità segna un cambio significativo nella geopolitica regionale. Da un lato, le difese aeree iraniane sarebbero notevolmente aggiornate con un sistema d’arma avanzato come l’S-300 che, anche se non proprio nuovo, è ancora molto efficace nel difendere lo spazio aereo del Paese da un eventuale attacco israeliano o statunitense. D’altra parte, la possibile consegna degli S-300 è un passo simbolico verso l’integrazione dell’Iran nell’ampia architettura della sicurezza non-NATO che prende forma sotto la guida di Russia e Cina. Mentre i BRICS pongono la parola d’ordine del multipolarismo, la Shanghai Cooperation Organization (SCO) emerge quale alleanza militare, di sicurezza e d’intelligence, oltre ad essere un forum economico-politico per le relazioni sino-russe. La possibilità di fare aderire l’Iran all’alleanza sia partecipando ai vertici della SCO che con contratti militari e non, nonché altre forme di cooperazione, è uno spartiacque per l’Iran e il mondo non-occidentale. Se pochi anni fa, gli Stati Uniti e i loro alleati potevano dettare i termini delle relazioni tra l’Iran e gli altri Stati, oggi semplicemente non possono, accordo sul nucleare o no. Gli S-300 sono solo la punta dell’iceberg.

Cosa significa ciò per l’Iran e la regione
16611 In primo luogo, l’Iran ha la possibilità di avere, almeno in una certa misura, condizioni di parità a livello internazionale. Anche se non sono ancora chiare le specifiche dell’accordo concluso, compreso l’odioso regime di sanzioni e la misura in cui verranno effettivamente tolte, ciò che è certo è che l’Iran avrà un più ampio margine di manovra per perseguire la cooperazione economica con potenziali partner internazionali. Naturalmente, i vari propagandisti di Washington e Tel Aviv hanno colto l’opportunità di usare la mossa russa per revocare il divieto, come segnale della “disastrosa” politica di “appeasement” dell’amministrazione Obama. Commentando la decisione della Russia, il ministro degli affari strategici e dell’intelligence israeliano Yuval Steinitz ha detto che è, “Il risultato diretto della legittimità che l’Iran riceve dall’accordo nucleare che si prepara, e la prova che la crescita economica iraniana dopo la revoca delle sanzioni sarà sfruttata per armarsi e non per il benessere del popolo iraniano… Invece di chiedere all’Iran di desistere dalle attività terroristiche in Medio Oriente e nel mondo, gli è consentito dotarsi di armi avanzate che non faranno che aumentarne l’aggressività”. Tali osservazioni sono forse molto più rivelatrici di quanto Steinitz possa capire. L’ammissione palese nella dichiarazione è che Israele vede la crescita economica iraniana come sua vera minaccia (leggi egemonia d’Israele). In netta contraddizione con la propaganda sull’Iran che vuole “cancellare Israele dalla carta geografica”, Steinitz qui giustamente anche se forse inavvertitamente, ammette che il potenziale economico iraniano è ciò che ne fa una minaccia regionale. Mentre include gli obbligatori riferimenti alle “attività terroristiche” e all'”aggressione” iraniane, Steinitz illustra il pensiero dei pianificatori strategici israeliani che vedono nell’Iran un potenziale motore economico che attrae investimenti occidentali e non allo stesso modo, non ultimo quelli delle compagnie energetiche occidentali. Come Bloomberg ha osservato a fine marzo, alla vigilia dell’accordo quadro, “(l’Iran) emerge di nuovo come possibile premio per le compagnie petrolifere occidentali come BP, Royal Dutch Shell Plc, Eni SpA e Total SA. I cinesi potrebbero gareggiarvi, mentre le compagnie statunitensi più gravate da sanzioni ed eredità, saranno svantaggiate...” L’Iran è il primo premio… La dimensione delle risorse è molto interessante. “Da tale prospettiva, Stati Uniti e Israele sono i principali perdenti dell’accordo nucleare e all’Iran è permesso avere investimenti cruciali dai partner internazionali. Ma il problema non sono solo gli investimenti, perché se così fosse Israele e Stati Uniti potrebbero probabilmente controllare il discorso. Invece, la possibile consegna dalla Russia degli S-300 cambia i calcoli strategici di Washington e Tel Aviv, con la loro leva principale, la minaccia dell’uso della forza dagli attacchi aerei limitati alla guerra totale, notevolmente indebolita se non annullata. Infatti, mentre Steinitz e altri parlano di “armi avanzate che non faranno che aumentare l’aggressività (iraniana)“, sanno perfettamente che gli S-300 sono armi difensive la cui funzione è proteggere l’integrità dello spazio aereo di un dato Paese da missili e aerei. Così Israele e Stati Uniti sono molto più preoccupati di perdere il vantaggio strategico che non da qualche atteggiamento aggressivo dell’Iran. C’ ancora più da preoccuparsi per Stati Uniti e Israele, cioè l’Iran potrebbe avere maggiore cooperazione militare e tecnologica con la Russia, fornendo all’Iran la possibilità di fornire maggior sostegno materiale e tecnico a Siria e Hezbollah nella lotta contro SIIL e al-Qaida nella regione. Questo, naturalmente, sarebbe disastroso per l’agenda del cambio di regime di USA-NATO-GCC-Israele in Siria che, nonostante più di quattro anni di guerra terroristica orchestrata e sostenuta a livello internazionale, non mostra segni di capitolazione. Insomma, gli S-300 simbolicamente e concretamente altererebbero l’equilibrio di potere nella regione.

Il significato geopolitico
Bisogna stare attenti a non sottovalutare l’importanza della mossa della Russia. A parte l’importanza strategica evidente di tale sistema d’arma per un Paese assediato come l’Iran, vi è l’importanza simbolica internazionale. Secondo ogni indicazione Russia e Iran si avvicinano parecchio, come dimostra il recente accordo di cooperazione militare firmato dai ministri della Difesa dei due Paesi. Russia e Iran hanno numerosi interessi reciproci, dalle questioni relative al conflitto in Siria, a risorse e sicurezza nella regione del Caspio alle esportazioni energetiche sui mercati mondiali. Tali complesse questioni internazionali richiedono non solo una stretta collaborazione, ma una comprensione reciprocamente vantaggiosa in vari ambiti; precisamente ciò che preoccupa Stati Uniti e Israele soprattutto. Ma purtroppo per Washington e Tel Aviv, l’integrazione dell’Iran in un ordine multipolare non-occidentale è molto più profonda. Il potenziale emergente dall’ingresso dell’Iran nella SCO guidata da Russia-Cina muterebbe radicalmente l’equilibrio di potere in Asia, in particolare alla luce anche della crescente propensione di Pakistan e India a partecipare alla SCO. Un tale sviluppo potrebbe vedere un nuovo blocco di potenze asiatiche, comprendente le potenze economiche e militari di Cina e Russia, con l’emergente potenza economia dell’India e, in misura minore, del Pakistan: due potenze militari proprie. E’ evidente il grado di minaccia che tale alleanza rappresenta, per non parlare del contrappeso, per l’egemonia della NATO e i suoi vecchi ascari. Assieme all’emergere delle istituzioni economiche connesse con i BRICS, Banca di sviluppo dei BRICS e Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB), che fornirebbero l’alternativa tanto necessaria a FMI e Banca mondiale dominati da USA-UE, i contorni di un nuovo ordine economico e militare diventano più evidenti. Mentre naturalmente tutti questi importanti sviluppi sono ben oltre la semplice revoca del divieto di esportare l’S-300 all’Iran, ne sono collegati. Infatti, con l’Iran che diventa partner militare e commerciale effettivo della Russia, s’integra nel sistema politico ed economico globale. Oggi può semplicemente essere un sistema missilistico di difesa, ma domani le possibilità sono illimitate. I pianificatori di Mosca e Teheran lo capiscono, così come quelli di Tel Aviv e Washington. Perciò gli S-300 sono molto più dei missili: sono il simbolo di un futuro multipolare.

image3Eric Draitser è un analista geopolitico indipendente di New York City, fondatore di StopImperialism.org e editorialista di RT, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia si prepara alle “Guerre Stellari”

Aleksandr Korolkov, RIR, 15 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il confronto tra Russia e Stati Uniti prende slancio e può, letteralmente, assumere scala cosmica, in riferimento alle tecnologie sviluppate dagli Stati Uniti che, nel prossimo futuro, possono influenzare l’equilibrio di potere globale e minacciare di ridurre il ruolo delle forze nucleari strategiche della Russia.

10153688Un po’ di storia
Una volta che i missili furono inventati per viaggiare nello spazio, i loro creatori decisero altri usi, anche sganciare le armi più potenti esistenti: quelle nucleari. Il Trattato sullo Spazio del 1967 vieta il posizionamento di armi nucleari nello spazio, tuttavia questa condizione non si applica alle armi convenzionali. Quindi, se non è possibile “bombardare” il nemico con missili nucleari dallo spazio, è possibile intercettarli. Tale lacuna fu affrontata nei negoziati che culminarono nella firma del trattato 1972 sulla limitazione della Difesa Missilistica.

Impunità assicurata
Nel 2001 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM e ora posizionano in diversi luoghi del mondo sistemi marini e terrestri Aegis in grado di abbattere missili dalla gittata di 5500 km. Inoltre, hanno intercettori GBI nei silo e creano un intero sistema radar (compreso il SBX flottante) e posizionano gli ultimi complessi THAAD in Corea del Sud per coprire i “vuoti” del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti verso Siberia ed Estremo Oriente russo, dove l’iniziale e più vulnerabile zona di volo dei missili balistici intercontinentali russi è fuori dalla portata dei radar statunitensi. Il 12 aprile 2015 le truppe EKO russe avvistarono un gruppo di satelliti da ricognizione elettronica in orbita. “Questa costellazione di satelliti fu sviluppata per sorvegliare le comunicazioni militari nel territorio della Federazione russa” ha detto Oleg Majdanovich, comandante delle truppe del Comando Spaziale delle Forze di Difesa Aerospaziale. Il Ministero della Difesa non ha indicato la nazionalità dei satelliti spia, ma gli analisti indicano gli Stati Uniti. “Ovviamente parliamo degli Stati Uniti, che possiedono i satelliti da ricognizione elettronici, in particolare della serie ‘Ferret-D’ che operano nel campo superiore dello spettro radio, in cui i sistemi di guida, scoperta e difesa missilistica operano” ha detto alla TASS Igor Korotchenko, caporedattore della rivista ‘Difesa Nazionale’.

Come risponderà la Russia?
La capacità della Russia di rispondere alle minacce esistenti in questo momento sono limitate, non solo dalla geopolitica ma anche dal punto di vista finanziario. Nella situazione attuale, qualsiasi risposta può essere solo asimmetrica. Date tali circostanze, i russi puntano a sviluppare nuovi missili balistici intercontinentali, a creare sistemi di difesa aerea universali con gli S-400 e S-500, e a modernizzare la difesa missilistica di Mosca. I test sono in corso su un nuovo missile del sistema S-400, dalla portata di 400 km, da utilizzare contro bersagli aerodinamici come gli aerei. Distanza e quota esatta in cui i missili possono abbattere (area di sconfitta) non sono specificate, ma sarebbero in grado di distruggere i missili nello spazio orbitale. Allo stesso tempo, si lavora sul sistema di difesa aerea di nuova generazione S-500 e sul nuovo sistema ABM di Mosca A-235, con cui coopererà. L’operatività è prevista per il 2017. Nel frattempo, l’industria della Difesa russa aumenta la produzione di missili per la difesa aerea e antimissile di tre volte rispetto al 2014. In Russia si lavora per garantire l’intelligence costante sui bersagli. Secondo Anatolij Savin, direttore scientifico della JSC Almaz-Antej, un “sistema originale d’intelligence spaziale” è stato creato permettendo d’individuare e tracciare i movimenti negli oceani delle portaerei nonché dei sottomarini strategici della NATO. “Abbiamo cominciato a sorvegliare costantemente praticamente tutti gli oceani del mondo” ha aggiunto. Inoltre, nel prossimo futuro, è previsto l’ampliamento della rete radar autonoma (RLS) nella regione artica.
Lo sforzo di tutta l’umanità è impedire una grande guerra nello spazio. Oggi, gli Stati Uniti non sono disposti a negoziare, spiegando l’assenza del Paese nel sostenere il progetto di trattato globale per impedire il dispiegamento di armi nello spazio, che Russia e Cina preparano dal 2007. In tale situazione, gli Stati Uniti richiedono un grande sforzo per convincersi che l’accordo soddisfa i loro interessi, ciò sarebbe possibile solo con la costruzione delle misure molto asimmetriche in corso in Russia e in Cina. A tal fine, la Cina ha già acquistato il sistema russo S-400.

1057761La Russia modernizza la flotta di caccia-intercettori MiG-31
Il primo lotto di 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM entra in servizio
Russia Insider 15 aprile 2015

d_pichugin_mig_31bm_10_1400I primi 24 caccia modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati alle forze armate russe. Il Viceministro della Difesa Jurij Borisov ha detto che 10 aerei saranno consegnati alle truppe ogni anno. “Dopo aver completato l’ammodernamento del MiG-31, ci aspettiamo che le forze militari abbiano a disposizione oltre 130 aerei aggiornati dagli eccezionali cruciali parametri tecnici“, ha detto Jurij Borisov, secondo cui circa 12-13 velivoli saranno modernizzati ogni anno. Il viceministro ha sottolineato che l’impianto aeronautico Sokol di Nizhnij Novgorod, dove avviene l’ammodernamento degli aerei, si adatta al programma di sostituzione delle importazioni. Le imprese Rostec producono i vari componenti dell’aeromobile. Ad esempio, i caccia aggiornati ricevono il nuovo sistema di controllo e radar Zaslon-M, sviluppato dal V. Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design (NIIP) del KRET. Mentre l’aereo era precedentemente classificato solo come intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato ora può distruggere bersagli aerei e terrestri. Con l’avionica modernizzata, l’efficienza del MiG-31BM è 2,6 volte maggiore rispetto al MiG-31. Il Zaslon-M differisce dal radar originale Zaslon per l’antenna di 1,4 m di diametro. Il raggio di scoperta dei bersagli aerei aumenta a 320 km, e quello d’inseguimento a 280 km. Il sistema radar del MiG-31BM può seguire contemporaneamente 10 bersagli aerei. Il MiG-31 è un caccia-intercettore a lungo raggio biposto supersonico ognitempo progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth ed altri obiettivi di ogni tipo e ad ogni quota, di giorno, di notte e in condizioni meteo avverse. Un gruppo di quattro aeromobili può controllare 800-900km di spazio aereo anteriore.
La produzione in serie dei MiG-31 iniziò nel 1979. All’inizio del 1992, le forze di difesa aerea dei Paesi della CSI avevano oltre 200 caccia-intercettori MiG-31. Il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato o ascendente, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può essere supersonico a quote medie e alte senza usare i postbruciatori.
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I missili cinesi YJ-18 una ‘grave minaccia’ per l’US Navy

Sputnik 15/04/2015
La Cina allestisce nuovi cacciatorpediniere armati di potenti nuovi missili antinave, ponendo una seria sfida alle difese navali statunitensi.052D-Missile-Destroyer-Kunming-172Un recente rapporto dell’Office of Naval Intelligence (ONI) ha confermato le affermazioni del governo cinese che “l’ultima classe di cacciatorpediniere Luyang III è equipaggiata con il nuovo ASCM (missile da crociera antinave) a lancio verticale YJ-18“. Le rivelazioni sul YJ-18, SMC supersonico di ultima generazione, sono uno dei principali aspetti della panoramica dell’ONI sugli sviluppi della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN). Finora vi è un solo cacciatorpediniere Luyang III (noto anche come 052D) con il sistema di lancio verticale (VLS) per lo YJ-18, ma la Cina prevede di averne più di 10 operativi entro il 2017. “Questo missile, e il suo cugino aerolanciato YJ-12, sono le principali minacce per l’US Navy“, ha detto al New York Times Lyle J. Goldstein, professore associato nell’Istituto di Studi Marittimi sulla Cina presso l’US Naval War College.Il maggiore aumento della velocità rende il missile molto più difficile da intercettare“. Il rapporto dell’ONI dice anche che il missile viene schierato su tre classi di sottomarini: Song, Yuan e Shang. Il missile avrebbe “una gittata di 180 chilometri a Mach 0,8 e una spinta di 40 km a Mach 2,5-3. Tutti coloro che comprendono seriamente le capacità militari cinesi devono conoscere questo missile”, scrive Andrew Erickson, professore associato presso l’US Naval War College di Rhode Island. Le maggiori velocità e portata del missile, aggiunge Erickson, “insieme ad un profilo di volo a pelo d’acqua e probabilmente un comando via collegamento dati basato su foto da Internet, potrebbero rendere lo YJ-18 estremamente difficile da contrastare“. I timori sulla minaccia rappresentata dallo YJ-18 aumentarono a fine 2014, quando un video apparve sulla CCTV che avrebbe mostrato un test di lancio del missile. In precedenza, la Cina ricorreva alla Russia per i missili, e lo YJ-18 è descritto come una versione locale del 3M54E Klub russo.

La Marina cinese si modernizza ed espande significativamente
Il rapporto dell’ONI, la prima valutazione non classificata sulla Cina dal 2009, dipinge un quadro del piano di miglioramento più qualitativo che quantitativo, ma anche così alcuni numeri, in particolare della Guardia Costiera, sono degni di nota. La PLAN attualmente dispone di 300 navi da combattimento di superficie, sottomarini, navi anfibie e motovedette lanciamissili. Nel 2014, 60 nuove navi hanno raggiunto la flotta, e un numero simile è previsto per il 2015. I cantieri navali cinesi hanno prodotto più navi di qualsiasi altro Paese nel 2013 e 2014. La Guardia Costiera cinese,  denominata “Seconda Marina” della Cina, aumenterà del 25% tra il 2012 e la fine del 2015, più velocemente di qualsiasi altra guardia costiera al mondo, secondo il rapporto. “I principali miglioramenti qualitativi riguardano l’aeronautica navale e la forza sottomarina, sempre più capaci di colpire obiettivi a centinaia di chilometri dal continente cinese“, dice il rapporto concludendo che nel complesso “emerge una forza ben equipaggiata e competente“.

Type 022 (Houbei Class)
Tre sottomarini cinesi puntano i loro missili sugli USA
Pravda 10/04/2015S3NKhL’ammiraglio William Gortney, comandante del Comando Settentrionale degli Stati Uniti, ha detto che la Cina ha schierato tre sottomarini lanciamissili balistici. I sottomarini, secondo il comandante, possono colpire gli Stati Uniti con missili nucleari. Secondo Gortney, i sottomarini potranno colpire gli Stati Uniti quando saranno completamente dotati di missili e testate. Le riserve cinesi sono dispiegati nel Mar Cinese Meridionale in una base sull’isola di Hainan. “Non hanno caricato i  missili o avviato pattugliamenti strategici“, ha detto l’ammiraglio William Gortney, “Ma crediamo che possano iniziare quest’anno“, ha aggiunto. Inoltre, Gortney ha detto riferendosi alle agenzie d’intelligence statunitensi che la Corea democratica può montare una piccola testata nucleare sui nuovi missili intercontinentali autocarrati KN-08. Gortney ha detto che ogni volta che una nazione possiede armi e vettori nucleari che possono raggiungere gli Stati Uniti, “è mia preoccupazione“. E’ la prima volta che un alto ufficiale degli Stati Uniti esprime preoccupazioni sui sottomarini lanciamissili nucleari cinesi.

OSIMINT-DG-May-2011-Sanya-Jin-Class-SSBNTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Washington atterra l’industria degli armamenti francese e Sukhoj decolla

Breiz AtaoFort Russ 14 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il governo del Partito del Congresso indiano aveva ordinato 126 Rafale francesi; il nuovo governo ne vorrà solo 36, passando il grosso dell’ordine alla Russia…fgfa_nausena_naval_variant__by_arkem8-d63xh8lL’India ha sostanzialmente annullato il gigantesco contratto sugli armamenti con la Francia per acquistare e costruire 126 aerei da combattimento Rafale; il primo ministro indiano ha accettato di acquistarne solo 36 durante la visita a Parigi della scorsa settimana, ha dichiarato una fonte del governo. Invece l’India acquisterà 127 caccia russi di quinta generazione. Ciò in conseguenza della politica antirussa del governo socialista francese, allineato con Washington. Obbediente agli Stati Uniti, il tandem Hollande/LeDrian ha scelto di non consegnare le navi Mistral alla Russia. Tale voltafaccia dell’India è un trionfo di Vladimir Putin. La vendetta di Mosca contro la Francia costerà a Parigi 20 miliardi di euro.

L’India in sostanza annulla l’ordine
Il Ministro della Difesa Manohar Perrikar ha indicato che se l’India vorrà acquistare qualsiasi ulteriore Rafale, ciò avverrebbe attraverso accordi intergovernativi. Nel gennaio 2012, l’India scelse i Rafale per uno dei maggiori acquisti di armamenti in decenni, per un costo valutato a 20 miliardi di dollari, ma l’accordo fu accantonato quando Modi s’insediò in carica. “Una macchina non può andare su due strade contemporaneamente. L’altra aveva numerosi problemi“, ha detto Parrikar alludendo al vecchio accordo sul Rafale con la Francia firmato dal precedente governo del Partito del Congresso nazionale indiano. Ma il ministro ha accolto l’acquisto di 36 Rafale come una “boccata d’aria fresca” per l’aeronautica indiana, senza specificare il numero di Rafale da acquisire dopo la consegna dei primi direttamente dalla Francia, entro due anni. Ma l’acquisto di 126 aerei da combattimento sarebbe finanziariamente “come arrampicarsi su una ripida collina”, ha concluso.

Conseguenze connesse alla consegna delle Mistral
Il governo socialista sconta l’allineamento alla diplomazia statunitense sulla consegna delle Mistral. L’India, oggi governata dai nazionalisti indù, in effetti si avvia a conciliarsi con la Cina, ad avvicinarsi alla Russia e a deludere le aspettative statunitensi su un qualsiasi asse anticinese ed antirusso. Con questo nuovo punto di vista, ordinare i Rafale francesi significa dipendere dalla consegna periodica di parti realizzate in Francia, e anche dagli aggiornamenti periodici di cui gli aerei avranno bisogno, come armamenti, equipaggiamenti per la navigazione e simili. Ma dato il rifiuto della Francia di consegnare le Mistral alla Russia, l’India teme di subire la pressione degli Stati Uniti sulla Francia per limitare tali consegne, o fornire pezzi non operativi. In sintesi, affidabilità e credito della Francia come fornitrice di armi sono grandemente diminuite, e il governo indiano non vuole rischiare l’indipendenza strategica. L’ordine, marginale, di 36 unità non può mettere in pericolo l’aeronautica indiana, che sarà rifornita da un’altra fonte.

La partnership dei nazionalisti indù con la Russia
Se l’India evoca “difficoltà di bilancio” per concludere un contratto da 20 miliardi di dollari con la Francia, uno sguardo ai colloqui con la Russia sugli armamenti permette di vedere dove le prove conducono. Il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha incontrato Vladimir Putin a dicembre quando il tema centrale era la mancata consegna delle Mistral per il conflitto in Ucraina. Il capo del governo indiano, determinato ad entrare nella Shanghai Cooperation Organization insieme a Cina, Russia e Iran, e a liberare l’Eurasia dalla tutela degli Stati Uniti, ha dettoa al presidente russo che voleva “avere la Russia primo partner nella Difesa“. Il governo indiano quindi entrava in trattative per acquisire il caccia di quinta generazione russo, che dovrebbe uscire di fabbrica nel 2016. Il contratto prevede per l’India 127 caccia russi, sapendo che l’industria russa ne produce i migliori del mondo. La Russia è impegnata ad accelerarne la produzione, per fornire i primi caccia entro 36 mesi. Costo? 25 miliardi di euro, cioè cinque miliardi in più del contratto negoziato con la Francia. In sintesi, le scuse sul bilancio sono un mezzo diplomatico per volgersi al più antico ed importante partner militare dell’India: la Russia. I due Paesi hanno una lunga storia di cooperazione nel settore e hanno intenzione di emancipare risolutamente l’Eurasia dal dominio statunitense, un intento che prevale nel nuovo governo indiano, accelerandone il voltafaccia.

Scacco al tandem Hollande/LeDrian
Tale scacco alla politica antirussa di LeDrian ed Hollande non è ancora finito, con conseguenze per l’industria bellica francese. LeDrian, futuro candidato alle elezioni regionali del 2015 e attuale ministro della Difesa, farà di tutto per evitare di affrontare la questione delle Mistral, che ha inferto un colpo decisivo ai cantieri navali di Saint-Nazaire. Atlantista, LeDrian ha notevolmente danneggiato gli interessi della Bretagna e della Francia, dato che il costo della mancata consegna delle Mistral impone alla Francia di restituire 20 miliardi di euro, cinque volte il costo di una Mistral. L’impatto del contrattacco russo alla Francia è notevole, sia a medio che a lungo termine. Nel frattempo, la stampa di regime, ansiosa di placare il governo, preferisce congratularsi per qualche giorno sull’affare dei 36 Rafale con l’India, pur di non ricordare gli effetti disastrosi di una politica estera saldamente allineata a Washington.

Jean-Yves LeDrian

Jean-Yves LeDrian

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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