I sospetti di Putin confermati dall’USAF: gli statunitensi raccolgono DNA dei russi

Alex Christoforou, The Duran 2 novembre 2017

Il Presidente Vladimir Putin allarmava il Consiglio sui diritti umani russo informandoli che alcuni soggetti possibilmente legati agli Stati Uniti avevano raccolto tessuti biologici di vari gruppi etnici russi. I responsabili della raccolta si sono rivelati, avanzando una storia. Secondo Zerohedge, “Mentre alcuni avevano inizialmente scontato le osservazioni di Putin come ennesima teoria cospirazionista, risulta che abbia ragione: il gruppo responsabile della raccolta dei tessuti non era altri che l’US Air Force, dimostrando che un’altra teoria cospirazionista è un fatto. Un rappresentante del Comando degli Stati Uniti spiegava che la scelta della popolazione russa non era intenzionale ma legata alla ricerca che l’Air Force conduce sul sistema muscolo-scheletrico umano. Dubbi furono sollevati la prima volta a luglio, quando l’AETC lanciò un’offerta per acquisire campioni di acido ribonucleico e liquido sinoviale dai russi, aggiungendo che tutti i campioni (12 RNA e 27 fluidi sinoviali) “saranno raccolti in Russia e devono essere di caucasici”. L’USAF affermava che non raccoglie campioni dagli ucraini, ma senza specificare perché. Secondo il portavoce dell’AETC Capitano Beau Downey, il centro di ricerca molecolare del 59.mo Gruppo medico attualmente “studia la locomozione per identificare vari biomarcatori associati a un trauma”. Downey aveva detto ai media russi che lo studio richiede due serie di campioni: campioni di malati e di controllo del RNA e della membrana sinoviale. Il primo set è stato fornito da una “società statunitense”. Dato che la prima serie di tessuti, fornita da una società statunitense, proveniva dalla Russia, l’Air Force ha optato per raccogliere anche la seconda serie di dati dai russi per eliminare eventuali confusioni che potrebbero affliggere i risultati dello studio. Non aveva detto quale set, del controllo o dei malati, sia stato raccolto la prima volta e evitava di fornire ulteriori dettagli sullo studio”.
La spiegazione parrebbe innocua, ma il Pentagono è tutt’altro che innocuo e può raccogliere tessuti per scopi molto più sinistri. Secondo RT, “Il Presidente Vladimir Putin ha detto che il materiale genetico russo viene raccolto in tutto il Paese. “Sapete che il materiale biologico viene raccolto in tutto il Paese, dai diversi gruppi etnici che vivono nelle diverse regioni geografiche della Federazione Russa? La domanda è perché? E’ intenzionale e sistematico. Siamo oggetto di grande interesse”, dichiarava Putin al Consiglio dei diritti umani della Russia, senza specificare chi sia dietro le attività sui campioni biologici russi. “Lasciate che facciano ciò che vogliono, e noi dobbiamo fare ciò va fatto”, concludeva”. Il fatto che campioni di tessuti russi appaiono specificamente nella lista dei desiderata suscita preoccupazioni sul Pentagono che lavorerebbe ad un’arma biologica contro i russi. “Non dico che si tratta di preparare una guerra biologica contro la Russia. Ma tali scenari, senza dubbio, sono studiati. Cioè, nel caso si verifichi improvvisamente la necessità”, scriveva Franz Klintsevich, Primo Vicepresidente del Comitato del Consiglio federale per la Difesa e la Sicurezza. “Non è un segreto che diversi gruppi etnici reagiscano diversamente alle armi biologiche. Quindi la raccolta del materiale biologico dai russi che vivono in diverse località. In occidente tutto viene fatto in modo estremamente scrupolosamente e verificato nei minimi dettagli”.”
Secondo Zerohedge, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov confermava che i servizi speciali russi hanno informazioni che suggeriscono che le ONG raccolgono materiale genetico; intelligence che avrebbe indotto Putin a speculare su chi ci sia dietro. “Alcuni emissari svolgono tali attività, rappresentanti di organizzazioni non governative (ONG) e altri organismi. Tali casi sono stati registrati, e i servizi di sicurezza e il presidente naturalmente hanno tali informazioni”, dichiarava. Non è il primo tentativo di raccogliere campioni genetici dei russi da parte di agenzie estere, dichiarava Igor Nikulin, ex-aderente alla Commissione sulle armi biologiche dell’ONU. “Tali tentativi risalgono agli anni ’90, quando c’era il programma del genoma umano, poi c’erano diversi programmi anche negli anni 2000… dai diversi pretesti, anche nobilissimi, ma per qualche motivo tutto ciò avviene nell’interesse dei militari degli Stati Uniti, e questo suscita sospetti”, dichiarava Nikulin, osservando che in linea di principio, “i campioni degli europei del gruppo slavo, soprattutto russi” sono ricercati. “Campioni di sangue sono presi per l’analisi e se un’organizzazione è straniera, ciò che fa dei risultati è sempre ignoto”, concludeva”.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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I laboratori biologici del Pentagono in Ucraina

Leonid Savin Strategic Culture Foundation 24/11/2014Mad-Scientist-Fort-Detrick-copy3Nonostante gli accordi internazionali che regolano le attività nella ricerca biologica, su questo argomento così come sulle armi chimiche, gli Stati Uniti adottano il doppiopesismo. Non si sa in modo certo che tipo di ricerche, in particolare sui virus mortali, siano in corso da parte dei militari statunitensi, e dove. Dopo gli attacchi terroristici a New York nel settembre 2001, le minacce biologiche furono utilizzate per spaventare gli USA. La situazione con l’invio di lettere contenenti polvere con spore di antrace esplose nell’isteria pubblica. Successe a una settimana dagli attacchi al World Trade Center di New York, creando l’illusione che ci fosse un nesso tra i due eventi, uniti dal tema della minaccia del ‘fondamentalismo islamico’. Dieci anni dopo, nel 2011, i documenti declassificati dell’FBI mostrano che le spore di antrace furono sviluppate presso l’US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases. In dieci anni, il numero di laboratori statunitensi impegnati nella protezione dal bioterrorismo, secondo la versione ufficiale, è cresciuto da 20 a 400. Centri biologici segreti sono apparsi in Africa e America Latina e, laboratori biologici dagli scopi oscuri hanno aperto in Ucraina e Georgia, e si prevede che aprirà un centro biologico in Kazakhstan nel 2015. La maggior parte di tali attività è supervisionata dal Pentagono. Un accordo tra Stati Uniti e Georgia sulla “cooperazione nella prevenzione della proliferazione di tecnologia, agenti patogeni e competenze collegate allo sviluppo di armi biologiche” fu firmato nel 2002. Nel 2004 si decise di costruire un “laboratorio per la sanità pubblica” nel villaggio di Alekseevka, vicino Tbilisi. All’inaugurazione ufficiale, il 18 marzo 2001, vi era il sottosegretario alla Difesa per i programmi di difesa dalle armi nucleari, chimiche e biologiche, Andrew Weber. Nella ricerca biologica, l’Ucraina ha un particolare interesse per l’esercito statunitense. Subito dopo la vittoria della prima rivoluzione colorata, un accordo fu firmato tra il ministero della Sanità ucraino e il ministero della Difesa degli Stati Uniti per la ristrutturazione di strutture biologiche in Ucraina. Nel 2008, apparve un piano di aiuti statunitensi al ministero della Salute ucraino, e nell’ottobre 2009 fu avanzato il concetto per sviluppare un “programma di riduzione della minaccia biologica”. Con il sostegno degli Stati Uniti, il primo centro biologico ucraino fu inaugurato il 15 giugno 2010 nell’ambito del Mechnikov Anti-Plague Research Institute di Odessa, in presenza dell’ambasciatore statunitense John Tefft. Il centro di Odessa ha un livello che permette di lavorare sui ceppi utilizzati per sviluppare armi biologiche. In Ucraina, conservare in depositi decentrati agenti patogeni pericolosi è una pratica comune. A tal proposito, la domanda sorge spontanea: vi sarebbe un collegamento tra il lavoro svolto in questo centro e il massacro nell’edificio sindacale di Odessa del 2 maggio 2014? Numerosi attivisti e media locali dichiararono che una sostanza ignota fu utilizzata quel giorno per uccidere numerose persone. In Ucraina, nel solo 2013 e con il sostegno degli Stati Uniti sono stati aperti biolaboratori a Vinnitsa, Ternopol, Uzhgorod, Kiev, Dnepropetrovsk, Simferopol, Kherson, Lvov (tre laboratori in questa sola città!) e Lugansk.
300px-USAMRIID_Logo Nel 2012, l’ammodernamento di un laboratorio biologico in Azerbaigian fu effettuato con l’aiuto degli Stati Uniti. La creazione di centri simili in Uzbekistan e Kirghizistan appare nei piani statunitensi. Vi sono prove che Ken Alibek, ex-microbiologo militare sovietico e ora cittadino degli Stati Uniti, dopo essere emigrato in America all’inizio degli anni ’90 passando informazioni segrete agli statunitensi sul programma militar-biologico dell’Unione Sovietica, verrà messo a capo del centro biologico in Kazakhstan. Quando tornai in Kazakistan nel 2010, Alibek era a capo di un dipartimento dell’Università Nazarbaev, ed inoltre è anche amministratore delegato della National Medical Holdings JSC. Che le attività degli Stati Uniti si concentrino sulla creazione di centri biologici nei Paesi vicini alla Russia è evidenziato dal fatto seguente. Nel 2010, il Centro transeuropeo per la rivelazione delle minacce di bio-agenti (TECDOBA) fu istituito sotto la guida del Laboratorio Biotecnologico Congiunto finlandese-russo (JBL) di Turku. Diversamente da Georgia e Ucraina, il lavoro del Centro era progettato in collaborazione con la Russia ed approvato dal governo finlandese. Fu subito chiuso, però, senza alcun motivo. Si apprese da fonti private che il progetto fu chiuso su ordine diretto di Washington proprio mentre gli Stati Uniti si preparavano ad aprire un laboratorio biologico in Georgia. Non solo il Pentagono e reparti speciali statunitensi sono coinvolti nella guerra biologica segreta, ma anche società dell’Alleanza per la Biosicurezza. Tale gruppo di società include Bavarian Nordic, Cangene Corporation, DOR BioPharma, Inc., DynPort Vaccine Company LLC, Elusys Therapeutics, Inc., Emergent BioSolutions, Hematech, Inc., Human Genome Sciences, Inc., NanoViricides, Inc., Pfizer Inc., PharmAthene, Siga Technologies, Inc., e Unither Virology LLC. Tutti del cosiddetto ‘Big Pharma’. Tale termine indica una struttura ramificata dove gli interessi dei congressisti degli Stati Uniti s’intrecciano con gli interessi delle industrie farmaceutiche e militari statunitensi.

Ken Alibek

Ken Alibek

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Per la Crimea, il mondo è stato sull’orlo della guerra nucleare

Evgenij Chernikh, KP Novorossia

Negli anni ’60, una situazione simile si ebbe durante la crisi dei missili cubani. Il direttore del Centro per lo studio applicato dei problemi sociali, colonnello della riserva Aleksandr Zhilin, e il colonnello della riserva della Direzione Generale dello Stato Maggiore della Federazione Russa, Grigorij Vanin, hanno espresso interessanti analogie storiche al giornalista di “Komsomolskaja Pravda”.

10012452Sebastopoli da tempo era ambita dalla NATO come base militare
Era così grave?
Zhilin: Sì. La domanda “chi è il più forte” si pone in modo inequivocabile. La Russia, con alla testa Putin, ha dovuto superare l’esame della maturità Statuale.

La crisi dei missili di Cuba scoppiò nel 1962 perché l’Unione Sovietica posizionò missili nucleari a Cuba in grado di raggiungere il territorio degli Stati Uniti. In qualsiasi momento poteva iniziare una guerra nucleare. E oggi?
Zhilin: Precisiamo, all’epoca l’URSS fu costretta a schierare missili a Cuba in risposta alle minacce degli Stati Uniti. Già nel 1961 gli statunitensi disposero 15 missili “Jupiter” con testate nucleari in Turchia, presso Izmir, in grado di raggiungere Mosca e altre città sovietiche. Oggi gli yankees avevano l’intenzione, né più né meno, di cacciare la nostra flotta militare dalla Crimea per schierarvi i propri missili nucleari. Da un punto di vista militare sarebbe stata una sconfitta militare senza la guerra. Già alla fine del 2014 la penisola doveva diventare la base centrale della NATO nella regione o, per usare le parole usate dagli stessi statunitensi, divenire la loro “portaerei inaffondabile stazionante al confine russo”. Dallo scorso anno iniziarono ad operare clandestinamente per riattivare determinati siti dove schierare militari, comandi, depositi e altre infrastrutture della NATO. Mentre la Russia, ci tengo a sottolinearlo, è stata costretta ad affrontare il problema della Crimea, così come l’URSS con Cuba, per difendere gli interessi della propria sicurezza.

L’operazione speciale “compagna per un angelo”
Tornando al 1962. In risposta ai missili nucleari degli Stati Uniti in Turchia, Khrushjov propose di “infilare un nostro riccio nelle mutande degli americani” creando una nostra base missilistico-nucleare che avesse gli Stati Uniti nel mirino. Chi ha deciso “di prendere un riccio americano?
Vanin: La probabilità che un giorno si scopra chi e quando negli Stati Uniti si decise di fare della Crimea una base NATO è quasi zero. Ma non importa. Si deve capire una cosa: occupare la Crimea era il compito più importante per gli Stati Uniti. Anche Majdan era secondaria. La cosa partì quando la dipendente del dipartimento di Stato Katerina Shumachenko sposò Jushenko. Fu la classica operazione “compagna per un angelo“. Shumachenko, figlia di immigrati ucraini, “per caso” si trovò in business class accanto a Jushenko. Nel corso di quel lungo viaggio attraverso l’oceano si conobbero. Affascinato, Jushenko abbandonò moglie e figli. La nuova moglie prese il potere in Ucraina. Con l’aiuto del ministro degli Esteri Jatsenjuk e della prima ministra Julija Timoshenko. La sorella di Jatsenjuk per molti anni ha vissuto a Santa Barbara, California, sposata con uno statunitense. Mentre Julija Timoshenko fu arruolata dagli yankees dopo il caso clamoroso dell’ex- primo ministro ucraino Lasarenko, imprigionato negli Stati Uniti da più di 8 anni “per appropriazione indebita in Ucraina“. Lasarenko contribuì decisamente agli affari di Julija. Ma gli yankees la salvarono dal processo. Queste sono le persone che hanno preso il potere consegnando gli interessi nazionali e la difesa dell’Ucraina alla NATO.

Il riavvicinamento occulto tra Ucraina e NATO può essere dimostrato?
Vanin: dopo l’irruzione di truppe statunitensi, avrebbe firmato un accordo di cooperazione militare comprendente la clausola: “Gli Stati Uniti hanno il diritto di ricorrere alle armi in caso di minaccia all’esercito statunitense schierato in Ucraina“. Tutto questo è dettagliato nei documenti della presidenza Jushenko, supplemento “al decreto del Presidente dell’Ucraina No.289/2008 del 1° aprile 2008. Il piano focale Ucraina-NATO 2008 nel quadro del piano d’azione Ucraina-NATO“. C’è anche un documento riservato “Nota analitica sull’attuazione del piano focale Ucraina-NATO per il primo semestre 2008“. (Questi documenti, così come la nota analitica di Grigorij Vanin e Aleksandr Zhilin: “Perché la questione dell’annessione della Crimea alla Russia fu decisa in modo impetuoso“, sono disponibili sul sito kp.ru). Nell’agosto 2008 l’Ucraina superò un esame sanguinoso: quando Saakashvili iniziò la guerra in Ossezia del Sud (o, più precisamente contro la Russia, perché tutti capirono che Mosca non avrebbe abbandonato Tskhinvali), Washington doveva capire se gli ucraini sarebbero entrati in guerra contro i russi. Non il presidente Jushenko, ma il corpo degli ufficiali, carne della carne russa poiché gli ufficiali furono istruiti nelle scuole militari russe. Kiev consegnò sistemi missilistici “Buk” alla Georgia con equipaggi ucraini. Questi spararono agli aerei russi ed abbatterono un bombardiere Tu-22. Washington esultò di gioia: l’aspetto antirusso dell’Ucraina impressionò! Gli slavi sono divisi fino all’odio!

1912369Il D-Day era previsto per il 15 maggio 2014
L’avvento di Janukovich chiuse l’avvicinamento?
Vanin: Molte persone lo credono. In realtà Janukovich si barcamenava, a voler essere troppo maliziosi. Prendeva il nostro denaro e stava per consegnare la Crimea agli statunitensi, al miglior offerente, dimenticandosi la posta. Quando l’autunno scorso gli Stati Uniti organizzarono euromaidan in Ucraina, tutti pensarono che punissero Janukovich per aver rifiutato all’ultimo momento di firmare l’accordo sull’associazione con l’Unione europea. Questo rifiuto non era la scusa. In effetti, gli yankees decisero di punire Janukovich per aver cercato di frenare l’occupazione della Crimea da parte delle forze statunitensi, su pressione di Putin. Mentre allo stesso tempo Janukovich riteneva che la Russia sarebbe stata costretta a concedergli gas a miglior prezzo tramite tali concessioni agli statunitensi (il futuro accordo con l’UE!) E così via.
Zhilin: Obama decise di accelerare l’occupazione politica dell’Ucraina cambiando il potere a Kiev con un governo filo-statunitense. Il 15 maggio 2014, il nuovo primo ministro Jatsenjuk aveva già annunciato la risoluzione del contratto sulla flotta russa e di chiederne il ritiro in territorio russo.

Da dove provengono queste informazioni?
Vanin: “Fonti confidenziali affidabili di Kiev” come si è soliti dire in questi casi. Ai militari ucraini non aggrada la NATO.

Ma l’accordo con l’Ucraina sulla flotta russa non terminava nel 2017. E doveva essere esteso automaticamente per 25 anni, incassando lo sconto sul gas russo. Come potevano denunciarlo così?
Vanin: Molto semplicemente. In una situazione in cui qualsiasi coalizione internazionale antirussa sostenesse Kiev, anche violando alcune disposizioni dell’accordo, un ultimatum avrebbe permesso di chiuderlo prematuramente. Avrebbero potuto creare condizioni insopportabili ai nostri impianti in Crimea. Immaginate affittarle alle navi militari degli Stati Uniti. Sotto la copertura di “Pravy Sektor“, assaltare ogni giorno e terrorizzare i nostri siti militari. Ciò era già accaduto con Jushenko quando i nazionalisti cercarono d’irrompere nelle nostre unità militari. Avrebbero potuto organizzare altre provocazioni, facile… Così saremmo stati costretti ad andarcene di nostra spontanea volontà.
Zhilin: Il problema della Crimea doveva essere risolto senza ulteriori ritardi. Gli abitanti della Crimea rischiavano l’imminente eliminazione fisica. Gli esperti del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti avevano già in programma, il 17 gennaio, la possibilità di utilizzare mercenari delle SMP, e se ciò non avesse funzionato come previsto, i soldati dell’esercito regolare avrebbero occupato la Crimea. Putin ha agito apertamente. Spiegò in modo inequivocabile la sua posizione a Obama sulla Crimea, affermando che non avrebbe permesso alla NATO di dominare i confini russi. La Russia alla fine di febbraio, come sappiamo, organizzò manovre militari su larga scala. Il Washington Times all’inizio di marzo ne parlò riferendosi a una fonte del Pentagono. “L’esercitazione ha suscitato preoccupazione al Pentagono e al comando europeo delle forze USA, essendo le più importanti degli ultimi 20 anni e che prevedono di migliorare la prontezza al combattimento delle forze nucleari russe. Si sostiene che le manovre coinvolgano il 12.mo Primo Direttorato del Ministero della Difesa della Russia, incaricato delle armi nucleari“. Tuttavia, il Comitato dei Capi di Stato Maggiore della NATO assicurò i capi politici che il Cremlino stava solo cercando di spaventare e non avrebbe osato agire contro la volontà degli Stati Uniti. Gli yankees continuavano in tutta tranquillità i preparativi di base per l’occupazione della Crimea.

Si predestinava agli abitanti della Crimea il destino del Kosovo
Il Cremlino è stato davvero costretto ad agire subitaneamente?
Vanin: Sì. Il fattore tempo valeva oro. Per neutralizzare il patriottismo del popolo di Sebastopoli e della penisola, gli yankees stavano preparandosi a riprodurre in Crimea lo scenario del Kosovo. Secondo le loro intenzioni, i tartari della Crimea avrebbe dovuto svolgere il ruolo degli albanesi in Kosovo dichiarando la sovranità ed eliminando i patrioti russi dalla Crimea. L’operazione di Putin per garantire stabilità nella penisola, tra l’indizione del referendum e la sua attuazione, fu unica e senza precedenti, secondo molti criteri.
Zhilin: Alla vigilia del referendum in Crimea, Jatsenjuk arrivò negli Stati Uniti per un colloquio d’emergenza con Obama. Ma non riuscì ad affossare il referendum. “Gli uomini cortesi” non permisero alcuna provocazione. L’intelligence militare degli Stati Uniti: gli agenti segreti, la ricognizione aerea, marittima, radio statunitensi, ecc., in Crimea subirono un fiasco totale! É una cosa inaudita oggi, quando ogni centimetro di terra è controllato, che nessuno si accorga di nulla! Non una parola fu pronunciata via radio, e tutti i movimenti delle unità si svolsero nella massima riservatezza. Esperti stranieri credono che la Russia abbia fatto ricorso a mezzi tecnologici, per la copertura dei preparativi dell’operazione militare, che nessun altro possiede.

Più spazio per ritirarsi
Perché ci teniamo tanto alla penisola? Capisco che sia un luogo sacro. Ma dal punto di vista militare?
Vanin: Perdendo le nostre basi in Crimea avremmo perso il Mar Nero. I missili degli Stati Uniti sulla penisola sarebbero stati l’inizio della fine della Russia. Non potevamo tornare indietro.
Zhilin: Data la mostruosa mancanza di tempo, il nostro presidente ha svolto il compito brillantemente. La Crimea veniva reintegrata alla Russia in modo così travolgente. Putin ha dimostrato che il mondo unipolare non esiste più. La Russia non seguirà più il penoso tracciato della politica statunitense. Da qui l’odio che suscita a Bruxelles e Washington.
Lezioni della storia e documenti riservati: Chrushjov e Kennedy sapevano di essersi fermati a un passo dalla guerra nucleare globale. Il Cremlino ritirò i suoi missili da Cuba. La Casa Bianca promise di non attaccare Cuba. L’accordo prevedeva un’altra clausola riservata. Gli USA ritiravano i loro missili nucleari dalla Turchia, ma noi passammo sotto silenzio i missili in Turchia su richiesta di Kennedy, che non voleva perdere la faccia di fronte al suo “giro”, perciò sembrammo i perdenti che avrebbero avuto paura degli statunitensi! Chrushjov agì con saggezza nel dare tale concessione a Kennedy. Il fatto che la guerra nucleare venisse evitata era più importante della propaganda. Il presidente Obama sembra mancare di questa saggezza, così cerca di mettere la Russia con spalle al muro.

Map_of_the_CrimeaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Biolabs USA: una nuova epidemia di vaiolo in Georgia

Henry Kamens New Oriental Outlook 30/05/2014

800px-Biolab_Tbilisi_02-e1381199448933Jeffrey Silverman, giornalista investigativo nella Repubblica di Georgia e veterano dell’esercito statunitense, una volta era di stanza in un deposito di armi chimiche degli Stati Uniti, il Bluegrass Army Depot di Richmond, Kentucky, durante il suo servizio. Da tempo afferma che una struttura di ricerca biologica degli Stati Uniti, presso il Tbilisi International Airport, sia coinvolta non solo nel traffico di gas tossici e altri agenti utilizzati nei conflitti nel mondo, ma anche che sviluppi nuovi virus e presumibilmente ne infetti il bestiame, diffondendolo per vedere come gli ignari georgiani rispondono e il loro potenziale utilizzo militare. Per diversi anni Stati Uniti e Georgia hanno negato tale possibilità, rigettando totalmente le affermazioni di Silverman, nonostante il fatto che il laboratorio prenda il nome dal senatore Richard E. Lugar e sia stato ufficialmente inaugurato dall’ambasciatore degli Stati Uniti e dal presidente georgiano dell’epoca. Infatti, gli Stati Uniti insistevano tanto su ciò che il personale della struttura inesistente lo spedì all’ospedale con una ferita alla testa e l’ambasciata l’insultò personalmente sui media, mentre veniva screditato sul sito ufficiale degli Stati Uniti. L’ambasciata afferma che le sue affermazioni sulla politica degli Stati Uniti sono assolutamente senza alcun fondamento e che, purtroppo, ciò riflette la veridicità della  fonte. Nel frattempo però un paio di cose interessanti sono successe. In primo luogo l’esistenza del laboratorio è stata pubblicamente riconosciuta da Stati Uniti e Georgia, anche se fu descritto come un semplice istituto scientifico. Poi fu preso sotto il controllo del nuovo governo georgiano, per monitorare ciò che realmente vi succedeva. Poi armi biologiche furono utilizzate in Siria, Egitto, Iraq, Yemen, Afghanistan e Ucraina. Prendete una mappa, tracciare le linee tra questi Paesi e vedete dove s’incrociano. Ora il Center for Disease Control (sebbene non preventivo), o CDC, un’istituzione statunitense di Atlanta, annuncia in un comunicato stampa che un nuovo virus simile al vaiolo è stato scoperto nella Repubblica di Georgia. E’ stato catturato da due lavoratori zootecnici che vivono di allevamento. L’hanno recuperato, ma non si sa quanti altri ne siano stati colpiti prima che ciò venisse alla luce, e quanti ne saranno in futuro, non potendo curare un virus di cui non si sa nulla. Contattato in proposito, Silverman ha risposto: “Odio dirtelo, ma te l’avevo detto, e se volete i dettagli basta contattare il responsabile affari pubblici presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Tbilisi, di come impazzirono per screditare la mia indagine, rovinando la storia e la mia reputazione, e guardate le successive interviste rilasciate alla stampa georgiana lo scorso aprile, sui pericoli di una rete di laboratori di armi biologiche in costruzione in Georgia, uno in prossimità di Tbilisi, da parte del contraente dell’US DoD Bechtel National“. La storia viene ora raccolta dalla stampa mainstream, tra cui US National Public Radio, The Guardian e altri. Il tempo ci dirà quanto sia grave questa ultima epidemia, ma tutti devono fare attenzione.

Ciò che ha detto
Silverman fece la seguente dichiarazione lo scorso anno, segnalata da Veterans Today e dai media russi, tra cui la TV di Stato russo, cui diede un’intervista esclusiva nel maggio 2013. Silverman è anche capo dell’ufficio locale di Veterans Today e sulle questioni militari del giornale, fu redattore capo del Georgian Times e altre pubblicazioni regionali. “Presto mi resi conto che il governo degli Stati Uniti e il dipartimento della Difesa, DoD, volevano studiare nuovi ceppi infettivi come l’Anthrax, evoluti in natura tra mandrie di bovini nelle regioni rurali della Georgia. Va ricordato che questo piccolo Paese e Tbilisi una volta erano al centro del sistema di ricerca sulle armi biologiche, per la guerra contro animali e vegetali dell’Unione Sovietica. Ho potuto accedere ai progetti dell’impianto biologico e parlando con imprenditori e informatori, ben presto seppi che il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti gestisce una rete di laboratori in Georgia con capacità offensiva. Alcuni addirittura arrivarono ad affermare che il governo statunitense usa la Georgia e la sua popolazione nelle sue ricerche. Ho anche il sospetto di ciò, ed è per questo che cerco prove solide per l’accusa. La questione è se i georgiani siano usati nei sinistri bio-programmi e nei test sul campo dei vaccini. Può essere difficile dimostrarlo, ma anche gli Stati Uniti fecero esperimenti sulla propria popolazione negli anni, e possono utilizzare la popolazione della Georgia negli esperimenti sul campo per i vaccini, senza il loro pieno ed informato consenso“. Fondamentalmente Silverman ha accusato Georgia e US DoD di fare esperimenti sulla popolazione locale, senza il permesso, commettendo così atrocità degne di Joseph Mengele, il famigerato medico di Auschwitz. E’ noto che molti studi clinici furono condotti in Georgia, spesso di nascosto, tra cui alcuni su farmaci sperimentali per la TB. Questi studi sono finanziati dai soliti noti: agenzie di sviluppo, tra cui l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, e varie aziende farmaceutiche europee. L’eventuale esplosione di una nuova malattia del vaiolo può avere ampie conseguenze sulla salute pubblica. Ora il CDC è coinvolto nei regolari programmi di vaccinazione contro il vaiolo, reintegrabili come misura preventiva in quanto forniscono un certo grado di protezione da virus simili che influenzano il bestiame, come il vaiolo bovino. Come il vaiolo stesso, questi virus possono essere mortali per persone dal sistema immunitario soppresso.

Quello che è stato trovato
chemweapon1Il virus scoperto di recente è stato descritto come “cugino di secondo grado del vaiolo“. Come il vaiolo provoca dolorose vesciche su mani e braccia e altri sintomi che includono febbre, ingrossamento dei linfonodi e debolezza generale. I due allevatori di bestiame che l’hanno preso negano di avere avuto vaccinazioni contro il vaiolo. Una volta erano obbligatorie, ma furono  sospese nel 1980, quando la malattia si supponeva debellata. Solo i militari sono vaccinati ora, e il laboratorio di Tbilisi è stato istituito dal dipartimento della Difesa statunitense, non dal dipartimento della Salute, impiegando scienziati militari. Il detective forense per le malattie Neil Vora, che ha guidato il team che ha fatto la scoperta, ha detto che “i ricercatori del CDC considerano tale famiglia di virus molto importante, perché il vaiolo potrebbe essere usato come agente nel bioterrorismo”. Ma come, se la malattia non esiste più? L’unico posto dove si può trovare il virus del vaiolo è un laboratorio di ricerca scientifica, i cui campioni sono ancora conservati. Gli Stati Uniti riconoscono che possono in qualche modo fuoriuscire da tali istituzioni ed essere usati in guerra. L’anno scorso il governo degli Stati Uniti spese circa 460 milioni di dollari per un relativamente nuovo farmaco sul vaiolo, nel caso in cui il virus fosse volutamente rilasciato con un attacco bioterroristico. La quantità di farmaco in questione potrebbe trattare circa due milioni di persone, essendo questa la dimensione di un previsto attacco. Quattro virus della famiglia orthopox colpiscono le persone: vaiolo, vaiolo bovino, monkeypox e vaiolo vaccino. Gli altri tre colpiscono gli animali all’inizio, e poi passano alle persone opportunisticamente. Ora che le persone non sono immunizzate contro il vaiolo, gli altri virus della stessa famiglia hanno spazio per riemergere, mentre l’immunizzazione contro uno dei quattro protegge anche contro gli altri. Ma non è chiaro perché un nuovo virus debba emergere, a meno che naturalmente qualcuno lo diffonda.

Quali conclusioni trarre?
Sappiamo che il laboratorio inesistente in Georgia, invece esiste, e che i laboratori hanno campioni dello stesso tipo del vaiolo apparso. Sappiamo che il nuovo virus, descritto dagli esperti statunitensi simile al vaiolo e membro della stessa famiglia virale, è stato scoperto in Georgia e ha colpito due allevatori. Inoltre, il precedente governo georgiano di Mikheil Saakashvili sospese l’immunizzazione del bestiame su richiesta del governo degli Stati Uniti in modo che il centro inesistente potesse studiare la diffusione delle malattie nelle mandrie di bovini georgiani. Tutto ciò  è coerente con quanto Silverman, egli stesso laureato e ricercatore su malattie degli animali nella Facoltà di Agraria dell’Università del Kentucky, dice da molti anni. Sostiene che il nuovo virus è probabilmente un ibrido, una combinazione di diversi virus legati per produrre il massimo effetto, essendo tale pratica seguita da molti anni e in diversi campi scientifici. Silverman richiama l’attenzione su una sospetta epidemia di morbillo in Georgia lo scorso anno, che colpì adulti e bambini, tra cui persone che già subirono tale malattia e avrebbero dovuto esserne immunizate permanentemente. Ricorda come egli stesso si sentì dire dai funzionari della sanità pubblica che doveva vaccinarsi, anche se aveva fatto tutte le vaccinazioni necessarie nelle forze armate degli Stati Uniti, che sapesse. Le vaccinazioni che i funzionari georgiani cercavano d’imporgli furono  donate dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Nessuno si preoccupò di avere il consenso informato di coloro cui dovevano somministrarli. Silverman ritiene che facevano parte dello stesso programma per iniettare malattie ai georgiani, a loro insaputa, per testare la reazione umana ai potenzialmente mortali nuovi virus utilizzabili in guerra.

La consistenza finale
Tutto ciò appare troppo brutto per essere vero, per alcuni. Fino a quando, forse, si tirano fuori un paio di nomi storici. Alois Brunner, il più ricercato criminale di guerra nazista, ancora forse in vita, sosteneva di aver lavorato per l’esercito statunitense come autista. Klaus Barbie, il Macellaio di Lione, fu impiegato dal controspionaggio degli Stati Uniti come consigliere, svelando le tecniche di interrogatorio e tortura nazista alle nuove generazioni, aiutato a sfuggire alla giustizia per molti anni venendo spedito in Bolivia attraverso la ratline degli USA. Walter Schreiber, responsabile per la sperimentazione sui detenuti dei campi di concentramento, fu portato negli Stati Uniti dal governo per lavorare nella Scuola di Medicina dell’Aeronautica Militare. La difesa, l’intelligence e il personale medico militare statunitensi di oggi sono stati addestrati da qualche parte, e volutamente scelti da una lunga serie di istruttori le cui competenze sono state tramandate di generazione in generazione. Questa rete di strutture include anche parti di Ucraina e Unione Sovietica, terreni fertili per la scienza dei pazzi.

Le attività del Pentagono in Ucraina
aaa1_747Gli Stati Uniti sono coinvolti anche nella costruzione di laboratori microbiologici in Ucraina. Il giornale ucraino ‘2000’ riferiva che risiedenti di Kharkov visitarono la sede per esprimere preoccupazione sui piani di costruzione di un laboratorio biologico statunitense nei pressi della cittadina di Shelkostantsja, vicino Merefa. Fu riferito dalla stampa ucraina che il Pentagono è in procinto di costruire una rete di laboratori biologici in tutto il Paese, molti vicino ai confini di Russia, Bielorussia, Polonia e Moldavia. Sono già stati costruiti laboratori a Odessa, Dnepropetrovsk, Lugansk, Lvov, Vinnitsa, Ternopol, Uzhhorod, Kiev, Simferopol e Kherson. La gente del posto esprime ansia per i danni collaterali che potrebbero derivare dalla fuga di sostanze mortali. Tutte le attività di ricerca in Ucraina sono condotte nell’ambito del Cooperative Threat Reduction Agreement dell’agosto 2005. Il Pentagono (che non è un agenzia civile, ma il dipartimento della Difesa) è responsabile del programma. Accordi analoghi sono stati conclusi con Azerbaigian, Armenia, Kazakistan e Uzbekistan. L’accordo di cooperazione nella microbiologia tra Stati Uniti e Ucraina è scaduto nel maggio 2014, ma il programma è ancora attivo. Gli Stati Uniti insistono che dovrebbe essere prolungato fino al settembre 2017, nonostante l’assenza di un accordo, l’atmosfera politica e le forze di ultradestra in Ucraina. In breve, la scoperta di un nuovo virus bovino in Georgia, dove c’è un centro di ricerca biologica che ha i mezzi per produrlo, riposa su una logica orribile. Anche nelle ultime settimane vi sono state inspiegabili epidemie di meningite virale in scuole e asili della Georgia, coincidenza o no; decine di casi confermati finora. E’ stato così grave che le scuole sono state costrette a chiudere, mentre misure di riduzione del rischio sanitario sono state attuate per rallentarne la diffusione.

23987Henry Kamens, giornalista, esperto di Asia centrale e Caucaso, per la rivista online “New Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’isteria bellica degli USA contro la Russia entra nella Zona d’ombra

Jim Dean New Oriental Outlook 03/05/2014

10253771Le tensioni montano con la NATO che gonfia il petto con dispiegamenti militari secondari nella sua recita minacciosa. L’Estonia era in primo piano oggi ricevendo gli aerei della NATO e fingendo di sentirsi minacciata chiedendo una presenza permanente della NATO. Gli onesti sanno che vuole solo il denaro che porta con sé. Kiev ha il suo esercito in piena allerta e ha chiesto la leva ai 18-25enni nel solito abuso del giovane da parte del vecchio, quando si tratta della guerra. Sembra che il presidente ad interim dell’Ucraina Turchinov stesse aspettando i fondi del FMI in modo che il governo abbandonasse i “finanziamenti popolari” dei militari, chiedendo non solo donazioni in denaro per acquistare elmetti e giubbotti antiproiettile, ma anche sapone, asciugamani e biancheria intima. Nel frattempo, i capi dei golpisti sembrano concentrati sulla raccolta di milizie per affrontare l’Oriente ucraino dove sembrano pensare che le milizie siano efficaci contro civili disarmati, esattamente come di solito vengono utilizzate. Se le loro milizie di assassini venissero liquidate nell’operazione, i golpisti potrebbero affermare che sia colpa dei russi chiedendo l’intervento della NATO. Il regime a Kiev mostra tutti i segni di aver bisogno di un disastro per far dimenticare di aver preso il potere con le armi. Quello che vediamo è un attacco orchestrato su più fasi contro la Russia creando non una guerra tradizionale, come alcuni giornalisti vanno saltellando attirandosi l’attenzione, ma le condizioni per ingannare l’opinione pubblica occidentale e farle accettare e sostenere una nuova Guerra Fredda. I capi imbonitori occidentali vogliono imporsi da nostri grandi protettori, pensando che ci dimentichiamo che sono solo tanti ladruncoli.
Adesso pensate che tali strutture politiche occidentali sono le stesse che hanno devastato l’economia negli ultimi dieci anni, dove enormi quantità di ricchezza sono passate dai molti ai pochi. Non ci sono quasi processi contro coloro che ci hanno portato al collasso. Anche i licenziati per negligenza sono pochissimi. Dopo anni di miglioramento delle relazioni con la Russia, dovuto alla guerra al terrorismo e alla più stretta cooperazione tra Est e Ovest nel condividere intelligence e tattica nel combattere la nuova guerra asimmetrica. Abbiamo saputo poi che mentre Bush faceva l’amico di Putin nella lotta contro il flagello del terrorismo, gli Stati Uniti in realtà facevano il doppio gioco sostenendo i ceceni, con i loro avanzi di terroristi mujahidin ed ex-combattenti dispiegati dagli Stati Uniti contro i russi in Afghanistan. Dopo le tensioni delle guerre balcaniche e il fiasco statunitense nella Repubblica della Georgia, i russi ancora non avevano rotto i rapporti con la NATO. Non si facevano giocare da coloro che vogliono isolarli. Gli Stati Uniti hanno sperimentato sul campo i primi attacchi delle truppe fantoccio alla Russia, compiuti da mercenari israeliani e dallo sfortunato esercito georgiano che pensavano di uccidere 300 peacekeeper russi e distruggerne i blindati, lasciando l’Ossezia del Sud indifesa. Si sbagliarono. “Loro” pensano che noi non lo sappiamo… ma invece sì. Sappiamo chi ne era responsabile, e molti dovrebbero essere perseguiti. Anche dopo tale vera aggressione degli Stati Uniti, non abbiamo sentito minacce dalla Russia su sanzioni o presenza di maggiori forze ai loro confini occidentali per scongiurare futuri attacchi. La cooperazione con la NATO è proseguita con il ben coordinato monitoraggio delle rispettive manovre militari, sempre richiedendo decine di osservatori di altri Paesi che verificassero che l’addestramento non venisse utilizzato per preparare un attacco, come gli Stati Uniti aveva fatto in Ossezia del Sud.
Russi e cinesi appoggiarono gli interventi in Libia, poi ampliatisi nella campagna per rimuovere Gheddafi, andò bene ma il popolo della Libia è ora nelle mani di meschini signori della guerra estremisti. Non si sa ancora se gli andrà peggio o meglio. Russia e Cina dissero che era l’ultima volta che si sarebbero fidate della NATO per un simile intervento. Alla NATO importa? Probabilmente no. Si attende da qualche parte che un gruppo elitario decida che la “cooperazione” con la Russia e la Cina sia finita. Un importante cambiamento è iniziato nella pianificazione geopolitica e militare occidentale e in particolare degli Stati Uniti. Sì, c’è stata una gradita ritirata dei nostri esausti militari dall’Iraq e presto dall’Afghanistan. Il bilancio statunitense è in rosso profondo, non solo per i suoi cittadini indebitati, ma anche per il resto del mondo. Vediamo la preparazione per l’avvio di un nuovo tipo di offensiva, in cui non saranno necessarie grandi installazioni militari statunitensi ed enormi spese, ma l’utilizzo di nuovi eserciti di fantocci creati dall’instabilità in Medio Oriente, Balcani e Cecenia. Una nuova svolta finanziaria s’è aggiunta alla miscela, quando i super-ricchi monarchi del Golfo sono stati imbarcati da soci finanziatori per alleviare le preoccupazioni nazionali sulla spesa di guerra in tempo di pace, qualcosa che apprendiamo essere solo un miraggio. Non solo gli israeliani non vogliono la pace con i palestinesi, ma l’occidente ha scelto il conflitto come forza stabilizzante per contrastare il malessere finanziario nazionale. Con grande angoscia d’Israele, l’amministrazione Obama ha deciso di rinunciare al fantasma della minaccia fasulla dell’Iran nucleare, parzialmente creata come originaria giustificazione di USA e NATO per spostare il loro scudo missilistico difensivo/offensivo vicino al confine con la Russia. Pensate alla “capacità di primo attacco”. E ricordate il cambio nella dottrina della Difesa degli Stati Uniti, trasformatasi in offensiva, secondo cui avremmo il diritto di attaccare preventivamente tutti coloro che riteniamo una futura minaccia. Letteralmente carta bianca per attaccare chiunque vogliamo.
984076I russi, naturalmente, non sono stupidi e mai credettero allo scudo missilistico contro una minaccia iraniana. Mentre i colloqui sul nucleare iraniano procedevano, vedendo finalmente abbandonata l’idea della ricerca di armi nucleari mai esistite, l’opinione pubblica ha mai domandato di punire tutti coloro che ci hanno tormentato con le loro bugie e per così tanto tempo? Chi è stato punito, cacciato o dichiarata persona non grata? Mentre la gradita svolta iraniana procede, abbiamo subito visto il “Pivot in Asia” lanciato con grande clamore. Ma dopo tutto ciò, “dov’è la minaccia?” Non importa quante volte lo chiedete, nessuno al governo ve lo dirà. Il termine generico usato è che abbiamo da proteggervi i nostri “interessi” e i nostri alleati. Ma da chi? Chi ha la capacità di farlo e chi vorrebbe farlo? Nessuna risposta è stata mai data, perché dove non c’è alcuna minaccia.
Per quanto folle sembri, siamo nella zona crepuscolare da I Guerra Mondiale. Non intendo il genere in cui avremo milioni di vittime ed economie distrutte, ma il tremendo fallimento della leadership occidentale, come allora, oggi. Siamo in una situazione molto simile con un popolo a cui viene dipinto un quadro fraudolento di ciò che accade, semplicemente per indurci a sostenerli. L’abbiamo fatto e l’hanno fatto. Invece vogliamo la guerra contro i guerrafondai. Se ci sono colpevoli che dovrebbero essere puniti, iniziamo da loro.

Jim W. Dean, direttore editoriale di VeteranToday, produttore/commentatore di Heritage TV Atlanta, per la rivista online “New Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora