Fidel Castro Geopolitico

Rakesh Krishnan Simha RBTH 30 novembre 2016

Mentre i russi hanno una percezione positiva di Fidel Castro, alcuni indiani sembrano aver dimenticato che il leader cubano è stato uno dei pochi amici dell’India nella Guerra Fredda.1904_3_9762La morte di Fidel Castro ha rivelato il lato oscuro dell’odio che si annida in occidente nei confronti di chi segue vie diverse. Gli occidentali, che amano affermarsi più civili degli altri, celebrano la morte del vecchio cubano. La loro frustrazione è comprensibile dato che Castro era una spina nel fianco, sfidando i numerosi tentativi occidentali di assassinarlo durante la guerra fredda. Russi e indiani erano grandi sostenitori del Comandante durante la guerra fredda, e dimostrano emozione per la sua scomparsa. Mentre la Russia è assolutamente positiva sull’eredità di Castro, e la maggior parte degli indiani e dei media tradizionali ricorda con affetto il torreggiante leader, una frazione di indiani sui social media attacca il defunto leader. Questo è curioso, perché l’India ha avuto rapporti molto amichevoli con Cuba. In contrasto coi criminali capi occidentali come Richard Nixon e Margaret Thatcher, il carismatico Castro era una figura popolare tra tutte le classi indiane e rappresentava la lotta dei piccoli Paesi contro il colonialismo. Chi attacca Castro rigurgita le stesse accuse che i media occidentali spacciano da anni. Sono convinti che fosse un “dittatore spietato” che incarcerava “migliaia” di persone, seguendo la narrazione occidentale che Castro avesse imposto lo stato di polizia in cui i cittadini non avevano libertà di parola. E accusano Castro dei problemi economici di Cuba.

Capire Fidel
Gli indiani che twittano idee anti-castriste probabilmente non sanno che il reddito pro-capite nazionale di Cuba è 18000 dollari contro i 5000 dell’India. Nonostante il blocco, i cubani hanno accesso a una migliore assistenza sanitaria che negli Stati Uniti. L’aspettativa di vita di 78 anni, regge il confronto coi 79 negli USA. L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che il sistema sanitario del Paese è un esempio che tutti i Paesi del mondo devono seguire. Secondo Denise Baden dell’University of Southampton Business School, è sbagliato dire che Castro ha governato con pugno di ferro. Durante i suoi viaggi, ha scoperto che i cubani potevano parlare liberamente e anche criticare Castro apertamente senza essere arrestati o uccisi. Baden, che ha trascorso molti anni a Cuba, dice: “Mentre la vecchia generazione tende a vederlo come un eroe, altri lo descrivono come una figura paterna. Molti dicono che non sarebbero nemmeno qui se non fosse per i progressi nella salute“. Mentre molti indiani che seguono media come CNN, BBC e New York Times, faziosi e vocianti, come era evidente durante le ultime elezioni negli USA, ne accettano le pretese come sensate. Dato che i media occidentali dominavano i notiziari per decenni, molti si fanno condizionare iniziando la giornata seguendo questi essenzialmente strumenti di propaganda. Quindi, qualsiasi cosa pubblicata su Castro viene interiorizzata acriticamente o senza consultare fonti alternative. (Questo sta cambiando con la crescente popolarità di RT della Russia e di Press TV dell’Iran, e così via).

Guardare il mondo in modo diverso
Gli indiani devono capire non vi è nulla che sia giusto o sbagliato, amico o nemico. Prendono sul serio il concetto del “Mondo è una sola famiglia” senza guardare il contesto in cui tali vecchi concetti furono tracciati. Si dimentica che Castro era un nemico degli Stati Uniti, che erano nemici dell’India durante la guerra fredda. Il presidente Richard Nixon e il suo Segretario di Stato Henry Kissinger pensarono seriamente di bombardare con armi nucleari l’India nella guerra del 1971. Gli indiani ignorano la dottrina Chanakyan, vecchia di 2400 anni, che dice che il nemico del tuo nemico è tuo amico. Durante la Seconda guerra mondiale, Subhash Chandra Bose, capo dei ribelli dell’esercito nazionale indiano, cercò aiuto dai tedeschi per combattere gli inglesi. Anche se nessun leader indiano contemporaneo approvò le azioni della Germania, tutti celebrarono i rovesci subiti dalla Gran Bretagna contro l’esercito tedesco. Se Bose non va contaminato per i suoi legami durante la guerra, allora Castro non va trattato come un paria per essere stato un comunista. Gli indiani dovrebbero guardare il mondo attraverso la lente geopolitica e collaborare con chi lavora per gli interessi del loro Paese. Ancora una volta, fingere di essere indignati per le presunte violazioni dei diritti dell’uomo di Castro, è risibile quando lo si confronta con la storia degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti giustiziano più persone ogni anno di qualsiasi altro Paese, con la possibile eccezione della Cina che non rivela i suoi dati. A causa delle invasioni di Iraq e Libia, gli Stati Uniti sono responsabili della morte di centinaia di migliaia di persone in Medio Oriente, nonché della fuga di milioni di persone. Quando CNN e New York Times accusano Castro, o se perciò qualsiasi governante straniere, di violazioni dei diritti umani, si tratta di mera ipocrisia. Quando piangono per i “cubani comuni”, sono ancora risibili. E’ molto probabile che non saprebbero trovare Cuba sulla mappa. Hanno dimenticato che gli Stati Uniti hanno imposto un illegale blocco economico per 50 anni a questo piccolo Paese. Ogni nave che ancorava a L’Avana non poteva entrare nei porti degli Stati Uniti. Era l’apartheid economico puro e semplice. Nessuno saprà mai quante migliaia di bambini cubani, anziani e malati sono morti a causa della scarsità di cibo e medicine durante i lunghi decenni del blocco. Nel frattempo, gli Stati Uniti non si fanno scrupolo di negoziare con la Cina e l’alleato saudita. L’argomento che i cubani tentano di fuggire o migrare verso gli Stati Uniti, perché Castro era malvagio, non va. La gente di solita emigra verso un Paese più ricco e i cubani non fanno eccezione alla regola. Inoltre, molti cubani si accanivano nel raggiungere gli Stati Uniti prima dell’abrogazione della Legge di Aggiustamento Cubano che dice che chi fugge a Cuba ed entra negli Stati Uniti, avrà il permesso di residenza un anno e un giorno dopo. Se tale legge esistesse per l’India, il Punjab si svuoterebbe presto.

Visione dei russi
Per i russi Castro rimane una figura eroica fedele all’ideale fino alla fine. Secondo Andrej Fomin, direttore di Oriental Review di Mosca, “Nel braccio di ferro della guerra fredda era impossibile sottovalutare il significato della Rivoluzione cubana per Mosca. Da giovane, vivace e brillante oratore che coraggiosamente sfidò l’impero nel cortile di casa, divenne subito l’eccezionale opportunità di proiettare l’influenza di Mosca nella regione e nel mondo“. Qualcuno potrebbe obiettare che Castro fu uno strumento di propaganda utile, ma per la Russia era un fedele alleato. Fomin ha detto a RIR: “Anche se era un amico sincero dell’Unione Sovietica, non ha mai compromesso gli interessi fondamentali del popolo cubano. La storia della rivoluzione cubana nel 1959-1991 è un eccellente esempio di leadership impegnata e giusta dall’entusiasmo popolare“. La Russia potrebbe essersi allontanata dal comunismo, teoria superata ideata dal tedesco Karl Marx mentre era rintanato nella biblioteca di Londra, umida e fredda, ma molti russi comprendono che il capitalismo clientelare nel loro Paese è un male peggiore del comunismo. Al contrario, le élite di Cuba non mutano in “conglomerati di cinici avidi”. La prosperità di Cuba è in larga misura dovuta ai miliardi di dollari di aiuti sovietici, fondamentali davanti a blocco e sanzioni economiche. Tuttavia, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991, Cuba non si è arresa al bullismo statunitense. “Ciò che seguì dimostrò che fonte e forza della Rivoluzione Cubana giacevano nel popolo cubano e nei suoi leader“, dice Fomin. “In assenza del sostegno straniero negli ultimi 25 anni e soggetti a severe sanzioni economiche dagli Stati Uniti, non si arresero né scelsero la Pepsi. Per la maggioranza dei russi fu e sarà per sempre un pilastro di speranza e vera libertà. Ci sarebbe piaciuto avere il nostro Fidel, e sono sicuro che molte altre nazioni pensano lo stesso“.

Castro scaccia l’apartheid dall’Africa
Negli anni ’70, con il sostegno russo, i cubani diedero un ampio aiuto militare estero a numerose nazioni come Algeria, Etiopia, Guinea-Bissau, Congo, Camerun, Mozambico, Zimbabwe, Sierra Leone, Yemen, Vietnam, Cambogia e Laos. In molte occasioni i militari cubani combatterono battaglie feroci contro gli ascari degli occidentali, spesso vincendo, e il più spettacolare fu nel 1977, quando la tenaglia cubano-etiopica, sostenuta da un massiccio ponte aereo russo per carri armati e artiglieria, sconfisse la Somalia appoggiata dagli USA. Tuttavia, fu in Angola che la macchina militare cubana ebbe la vittoria più celebre, schiacciando gli occupanti delle Forze di Difesa del Sud Africa, contribuendo al rapido crollo dell’apartheid. Cuba per primo inviò truppe nel novembre 1975, dopo la richiesta del Presidente angolano Agostinho Neto che temeva l’invasione del Sud Africa. I sudafricani, che sostenevano l’assassino Jonas Savimbi e la sua forza Unita, ebbero molti sostenitori in occidente, in particolare negli Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Allarmati dal crescente coinvolgimento degli occidentali nella guerra, Cuba inviò più di 65000 truppe in Angola. Con Castro che inviava gli ufficiali in Angola, i cubani inflissero una pesante sconfitta al regime razzista. Più di ogni altra cosa, questa sconfitta l’occidente non poté sopportarla, dato che Stati Uniti e Regno Unito la considerarono propria, aggravando la ferita. Perciò i media di questi Paesi sono i più striduli nel dipingere Castro come un malvagio. Hanno perso la bussola ed ora che non c’è più, l’occidente vuole usurparne l’eredità. Ma questi sono semplici fatti scomodi per chi critica Castro. Se volete partecipare alle celebrazioni degli statunitensi per la sua morte, fate pure. Non sanno, o non gli interessa, della vostra esistenza.indira-gandhi24_102911010714Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossija: Il compagno ‘Texas’ su Strelkov

Russell Bonner Bentley Vip Video Club 28 novembre 2016oho8s_ocdroAgli albori della rivolta che fece nascere le Repubbliche Popolari di Donetsk e Luqansk, m’ispirai a “Strelkov”, pensando che fosse un’ottima persona. Giunsi a Donetsk per servire la bandiera della lotta di cui sosteneva essere la personificazione. Giunsi qui pienamente disposto a seguirne l’esempio e gli ordini. Ma quando all’inizio del dicembre 2014 arrivai a Donetsk, se n’era già andato con mezza RPD, che cedette senza combattere. E una volta qui, appresi la verità su Igor Strelkov, ciò che fece e ciò che fa ancora, e non lo considero più una brava persona. La mia opinione si basa sui fatti, sulle azioni di Girkin e sulle sue stesse parole. Sono qui da 2 anni e in tutto questo tempo non ho detto nulla su Girkin. Ma ora Girkin sta a Mosca dove ha detto pubblicamente che Jarosh e il fascismo non sono così male, che “meritano rispetto” e che sono “fraintesi”. Ho combattuto al fronte del Donbas più di Girkin, e preso servizio in questa Repubblica con parole, opere e sangue da quando è fuggito. E io, a differenza di Girkin, resterò qui fino alla fine. Vittoria o morte. Oggi combatto sul fronte della guerra dell’informazione, ma continuo a tenere “la polvere asciutta” e sono pronto a tornare sul fronte in qualsiasi momento, non appena i compagni chiameranno; non ci arrenderemo né fuggiremo mai, a differenza di Igor Girkin, che siede al sicuro a Mosca “rispettando” Dmitrij Jarosh. Pertanto, anch’io rivendico il diritto, che merito, di dire pubblicamente ciò che penso di Jarosh e del fascismo e di chi pensa che “meritino rispetto”.
Girkin ha detto che Dmitrij Jarosh, il capo di “Settore destro” (organizzazione vietata nella Federazione Russa) “va rispettato” perché “è andato al fronte dove fu ferito”. Quindi lo stesso per Hitler nella Prima guerra mondiale. Così, forse, Girkin rispetta Hitler e crede che dovremmo farlo anche noi? I cannibali dello SIIL (organizzazione vietata nella Federazione Russa), sono anche noti soldati coraggiosi. Girkin li rispetta pure? Che dire di Bandera? E di Poroshenko, Jatsenjuk, Tymoshenko e Kolomojskij? Forse anche loro sono coraggiosi? Non so se siano coraggiosi, e anche in tal caso non m’interessa, né li rispetto. Ma so che loro, i fascisti autentici, cioè killer spietati, ci considerano, qui nel Donbas e come popolo russo, dei subumani che possono per capriccio schiavizzare o uccidere. I nostri nemici mortali, e anche vostri, sono nemici dell’umanità, di tutto il mondo. E qui, il ben noto personaggio crede che “non sono poi così male”. Vi dico perché.
Sa che ora c’è il vuoto di potere a Kiev? I giorni di Poroshenko sono contati, almeno da presidente dell’Ucraina. Chi lo sostituirà? Girkin parla di fascismo e Jarosh in particolare, è un segnale dalla quinta colonna fascista in Russia che sosterrebbe l’ascesa al potere di Jarosh quando cadrà Poroshenko. Ma come Poroshenko, anche Jarosh ha gli stessi padroni, gli stessi dello SIIL e di Girkin. E sono i nemici del Donbas, della Russia e del mondo. Questi nazisti usano agenti come Girkin per ingannare e ottenere ciò che non poterono ottenere sul campo di battaglia con la forza militare e il coraggio.
La “leggenda” fasulla di Girkin rientra in questo inganno. E la verità è che si ritirò senza combattere, consegnando metà del territorio della RPD senza una sola perdita durante la ritirata, come se l’esercito ucraino gli avesse permesso di andarsene. Girkin non solo abbandonò la zona e i cittadini ai “punitori”, abbandonò anche molte armi ed equipaggiamenti (tra cui 12000 Kalashnikov), così come due dozzine di soldati nei checkpoint, che non furono avvertiti che il loro esercito si stava ritirando. I piani di Girkin non erano solo consegnare Slavjansk e Gorlovka ma anche Donetsk. Da “ministro della difesa” fu un piano geniale ritirarsi a Snezhnij, a 20 chilometri dal confine con la Russia. Voi sapete cos’è Snezhnij? Pascoli per mucche. Voleva consegnare oltre il 90% del territorio della repubblica, lasciando milioni di cittadini inermi sotto l’occupazione nazista e, in ultima analisi, prendere una posizione sul campo che non poteva essere difesa e che, inoltre, era abbastanza lontana dal confine con la Russia da poter far distruggere tutte le milizie prima di riuscire a ritirarsi. Se i leader e i comandanti della RPD avessero eseguito il piano di Girkin, oggi non ci sarebbero RPD o RPL, e il popolo di queste repubbliche sarebbe sotto il giogo nazista di Bandera e Jarosh.
Girkin ha molto in comune con John Kerry e John McCain. Usano le credenziali di falsi “eroe di guerra” per interferire negli affari di altri Paesi, ingannando il proprio Paese e collaborando col nemico, il nemico globale, i miliardari, la società dell’1% che ha intenzione di distruggere la maggior parte di noi, e schiavizzare i superstiti. E Girkin, come McCain e Kerry, è un loro strumento. Ho perso troppi amici, ho visto troppi civili, donne e bambini, uccisi e feriti dai nazisti di “Settore destro” del mai rispettato Dmitrij Jarosh. Girkin è un traditore e un vigliacco, un “nazionalista” russo che collabora con i “nazionalisti” ucraini, assicurando che gli stivali fascisti s’impongano in Ucraina, e presto in Russia. Girkin e i “monarchici” pianificavano Majdan a Mosca l’anno scorso. Ora leccano il culo di Jarosh, nella speranza che i nazisti ucraini arrivino a Mosca nel novembre 2017 per fare alla Russia ciò che hanno già fatto all’Ucraina.
Ci si riferisce al fatto che Zakharchenko abbia anch’egli detto di rispettare “Settore destro” dopo aver combattuto a Mukachevo nel luglio 2015. Personalmente penso che Zakharchenko scherzasse o cercasse di attizzare il conflitto tra i nemici. Ho letto ciò che ha detto su questo, e se diceva sul serio, si sbagliava. Ma fu un anno e mezzo fa, e Zakharchenko è ancora qui, ed anche se non è perfetto, fa del suo meglio per dirigere amministrazione e difesa della Repubblica. E non lo direi se non lo pensassi così. Altri si lamentano che io sia influenzato da “Essenza del tempo”, e credono che parli per conto dell’organizzazione. Aderisco ad “Essenza del Tempo” e ne sono fiero, ma qui parlo per conto mio, non a suo nome. “Essenza del Tempo” non mi ha messo in bocca le parole su Girkin, e quando Girkin fuggì, “Essenza del Tempo” con decisione e lealtà si oppose e si oppone ad oggi, combattendo nel Donbas. E io rimarrò fino alla fine, fino alla vittoria o alla morte. Come Zakharchenko, siamo ancora qui nel Donbas, combattendo ancora i nazisti, come l’amico di penna di Girkin, Jarosh, mentre l’unica cosa contro cui combatte Girkin sono gli ingorghi a Mosca.
Sono abbastanza intelligente da sapere di non sapere tutto, ed abbastanza intelligente da capire di potermi sbagliare. So che Girkin ha ancora seguaci qui, in Novorussia, e so che criticarlo può essere pericoloso. Non prendo alla leggera questo articolo e so che c’è il pericolo di un conflitto tra alleati. Ma non credo che Girkin sia un alleato. Non lo rispetto, e neanche Jarosh. Se qualcuno può spiegarmi come la ritirata di Girkin ed i suoi complimenti a Jarosh e il fascismo siano saggi, coraggiosi e patriottici verso RPD, RPL e Russia, l’ascolterò. Ho visto cosa ha fatto Girkin ed ho sentito le sue parole, su ciò baso la mia opinione. Avete visto e sentito cosa penso di ciò che ha lasciato. Sono pronto a vedere e sentire voi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo spirito rivoluzionario di Fidel Castro ispira il mondo nel perseguire equità e giustizia

Zhong Sheng, Quotidiano del Popolo, 29 novembre 2016 – Global Research

xi-jinping-firmaIl leader rivoluzionario cubano Fidel Castro è morto il 25 novembre, persone da tutto il mondo hanno offerto le condoglianze per la perdita, rendendo omaggio a una vita leggendaria e a uno spirito immortale. Nel corso dell’ultimo mezzo secolo, Castro è stato considerato simbolo del perseguimento della giustizia. “Ha dedicato tutta la vita alla grande causa della lotta per la liberazione nazionale, la salvaguardia della sovranità statale e la costruzione del socialismo del popolo cubano“, ha detto il Presidente cinese Xi Jinping nel messaggio di condoglianze all’omologo cubano Raul Castro. “Ha dato un contributo storico immortale al popolo cubano e allo sviluppo del socialismo nel mondo“, ha aggiunto Xi. Definendo Castro “grande figura del nostro tempo”, ha detto che il compagno Castro sarà ricordato dalla storia e dai popoli.
Il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, in un comunicato, ha lodato il contributo di Castro, dicendo che “era una voce forte per la giustizia sociale nelle discussioni globali presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite e nei forum internazionali e regionali“. Negli ultimi 60 anni, Castro ha combattuto per la rivoluzione, lo sviluppo del socialismo, l’indipendenza nazionale, così come la giustizia, sia a Cuba che nel mondo. Parlando dell’atteggiamento di Cuba verso gli Stati Uniti, Castro ha detto che “Cuba non s’inginocchierà mai agli Stati Uniti con tutto il popolo unito“. Cuba non si oppone alla soluzione sulle storiche discordanze con gli Stati Uniti, ma nessuno dovrà aspettarsi che Cuba cambi posizione o ceda nei suoi principi. Cuba è e continuerà ad essere socialista, osservava.
La perdita di una leggenda spinge anche il mondo a rivedere la storia e ad esplorare il futuro. Dato che equità e giustizia sono sempre necessarie allo sviluppo umano, ogni nazione dovrà lottare per questi obiettivi favorendo la civiltà umana in ogni epoca. Tuttavia, va ammesso che non tutti gli esseri umani godono di equità e giustizia ad oggi. E’ naturale per tutti i Paesi cercare l’uguaglianza sovrana e il proprio sviluppo autonomo, ma sfide ed ostacoli ancora ostacolano questo processo. Finché certi Paesi non abbandoneranno ambizione e tentazione di monopolizzare gli affari internazionali nel sistema globale, ci sarà ancora molta strada prima della democratizzazione definitiva delle relazioni internazionali. Per lo sviluppo umano, il crescente divario tra ricchi e poveri avanza nel mondo. Circa 800 milioni di persone vivono in estrema povertà, 6 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno, e quasi 60 milioni di bambini sono lasciati senza cure. Su questi fatti duri va riconsiderata la visione dello sviluppo e dell’approccio globale, ponendo maggiore attenzione a equità e giustizia, e perseguendo la globalizzazione economica più inclusiva e mutualmente vantaggiosa. Il mondo non deve mai fermarsi dall’esplorare la via dello sviluppo.
Ricordiamo l’appello di Castro alla chiusura del 7° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cubano di diversi mesi fa. “Cambieremo ciò che va riformato nel Paese pur mantenendo lealtà e unità, proprio come i nostri eroi dell’indipendenza Marti, Maceo e Gomez“, dichiarò il leader nella risoluzione.
Lo spirito di Fidel Castro vivrà per l’eternità. Oggi, il mondo apprende dalla sua saggezza per un futuro migliore, mentre è in lutto per la morte di questo grande combattente.x0e3525bb3ebd1860235e1187912726cc1f7fa665e05c007e71xpimgpsh_fullsize_distrTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Colloqui segreti tra Siria, Israele e Giordania?

Pars Today, 30 novembre 2016

130632-004-09a31303Fonti vicine ai servizi segreti israeliani affermano che colloqui segreti avrebbero avuto luogo tra Siria, Israele e Giordania per “garantire i confini meridionali della Siria“. Citando fonti russe e statunitensi, un rapporto cita l’accordo tra tre parti “sul ritorno alla situazione prima del marzo 2011 sulle frontiere tre Siria, Giordania e Israele, soprattutto sul Golan”. Infatti nel marzo 2011 scoppiò la crisi siriana. Il rapporto continua: “Inoltre i rappresentanti, siriani, giordani, israeliani, russi, statunitensi e degli Emirati Arabi Uniti hanno partecipato ai colloqui, L’accordo tripartito prevede, se concluso, il ritorno delle forze multinazionali delle Nazioni Unite sul Golan occupato, responsabili della prevenzione di un qualsiasi confronto nella zona. L’accordo prevede anche, come in passato, la gestione della sicurezza da parte della Siria delle Alture del Golan occupate. La forza multinazionale che dovrà ritornare nel Golan sarà formata da 1000 soldati e 70 osservatori. Ci sarebbe anche una zona smilitarizzata al confine, prevista nel 1974 con l’accordo di cessazione delle ostilità tra Israele e Siria“. “La zona demilitarizzata si estende per 80 chilometri dal Jabal al-Shayq al confine tra Giordania, Siria e Israele, secondo il rapporto che osserva che l’accordo sarebbe conseguenza della vittoria di Trump, avendo insistito per tutta la campagna elettorale a porre fine alla crisi in Siria, convincendo Assad, che aveva detto in un’intervista del 16 novembre di essere pronto ad allearsi con Trump per finirla con lo Stato islamico“.
Quali sono i segnali di questi colloqui? Se hanno avuto luogo, dimostrano una cosa: Israele ha ceduto obiettivi ed interessi che cercava di raggiungere nella Siria meridionale tramite i terroristi di al-Nusra e SIIL. Nessuno può dimenticare infatti la logistica fornita da Israele ai terroristi e l’aiuto a centinaia di loro evacuati e curati negli ospedali israeliani. Che Israele accetti di discutere con la Siria, pochi mesi dopo la riunione assai pubblicizzata di Netanyahu e del suo gabinetto sul Golan occupato, è un’amara confessione del regime israeliano, che vede i suoi cinque anni di tentavi abbandonati miseramente. I terroristi taqfiri di cui Israele ora sembra volersi sbarazzare (se si crede ai rapporti che Israele avrebbe bombardato le posizione del SIIL nel Golan), non hanno potuto regalargli l’ambito Golan. La vera paura d’Israele è vedere Hezbollah, alleato di Damasco, definitivamente alle porte di Israele, sulle strategiche alture del Golan. I colloqui segreti, se veri, indicano che Israele ha abbandonato il Golan e scelto il ritorno allo status quo ante…alture-golan-israelTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sarmat: Il missile che potrebbe impedire la Terza Guerra Mondiale

Rakesh Krishnan Simha, RBTH 28 novembre 2016

In grado di spazzare via una superficie grande come il Texas o la Francia, il nuovo missile balistico della Russia migliorerà considerevolmente la deterrenza, e impedirà l’avventurismo degli USA nel cortile di Mosca.rs-28-sarmat-russian-missile-satan-1Il nuovo missile balistico con una potenza distruttiva 2000 volte superiore alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki viene testato in prossimità degli Urali prima di entrare in servizio nelle Forze strategiche russe. Armato di 10 testate a rientro indipendente e numerosi inganni, un solo missile balistico intercontinentale (ICBM) RS-28 Sarmat può eliminare la vita umana in un’area grande quanto il Texas, secondo uno scrittore statunitense. Il colosso da 100 tonnellate fa dello statunitense Minuteman uno “stuzzicadenti a razzo”. In via di sviluppo dal 2011, l’esistenza del Sarmat fu confermata quando la prima immagine venne declassificata nell’ottobre 2016. Il missile è già una parola che spaventa i media occidentali. Il Daily Mail ha suscitato panico tra i lettori con un articolo secondo cui il nuovo missile russo potrà distruggere l’Inghilterra e il Galles in un colpo. Il New York Post l’ha descritto come il “diavolo sotto mentite spoglie”. I media occidentali, per una volta, hanno ragione. Il Sarmat è il derivato dell’SS-18 Satan, nome in codice NATO del 50enne missile RS-36, attualmente il più potente missile esistente. Il Sarmat non solo ha caratteristiche furtive ma può volare su grandi distanze, oltre 11000 chilometri, sorvolando polo nord e polo sud, creando enorme incertezza nel nemico. Queste caratteristiche lo rendono un’arma da deterrenza strategica estremamente utile. Secondo il Viceministro della Difesa russo per gli Armamenti Jurij Borisov, il nuovo missile sarà operativo già nel 2018. Attualmente il missile viene testato per il “lancio” a freddo. È la prima fase dei test del missile, durante cui l’enorme Sarmat viene espulso dal silo mediante gas compresso, prima di accendere il motore a razzo a diversi metri dal suolo. Il lancio a freddo del missile permette che lo scarico del getto non danneggi il silo missilistico.

Non esiste una cosa come troppa potenza
L’attuale peso massimo, l’SS-18, sarà un progetto di oltre cinquant’anni, ma può infliggere un potentissimo colpo, dal potere distruttivo superiore a un migliaio di armi nucleari tipo Hiroshima, ponendo fine alla vita umana in un’area grande quanto Gran Bretagna o Stato di New York. In questo contesto, l’assai più potente Sarmat potrebbe sembrare eccessivo, ma non è così. L’arsenale di missili balistici intercontinentali della Russia attualmente non può essere intercettato dai sistemi antimissili balistici (ABM) degli USA, ma in futuro questi missili mortali potrebbero non essere imbattibili. Attualmente, la deterrenza strategica si basa sulla distruzione reciproca assicurata, o MAD, in cui entrambe le parti sanno che saranno distrutte in caso di scambio nucleare. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno dichiarato l’intenzione di annullare il MAD con il Prompt Global Strike (PGS), un piano del Pentagono per sviluppare un sistema d’attacco aereo intelligente convenzionale capace di colpire in tutto il mondo nel giro di un’ora, similmente agli ICBM nucleari. Il Sarmat sarà la risposta efficace al PGS così come alla difesa missilistica degli Stati Uniti in prossimità delle frontiere della Russia, come ad esempio nei Paesi baltici, Romania, Polonia e Corea del Sud.2Fatto: sconvolgi e terrorizza
Borisov ha rivelato che il Sarmat è un’arma di quinta generazione più avanzata degli ICBM della generazione precedente. La velocità del missile è di 6,7 km al secondo (circa 25000 km all’ora), permettendo così di colpire obiettivi negli Stati Uniti continentali in meno di 30 minuti. Mentre l’SS-18 può cavalcare il vento (formando una serie di curve a S per eludere le difese antimissile) solo in alcune fasi del volo, il nuovo missile manovra sempre, quindi è quasi impossibile per i sistemi di difesa missilistica abbatterlo. Lo sviluppo del Sarmat avviene in sincronia con il Proekt 4202, un velivolo ipersonico che si prevede di attivare tra il 2020 e il 2025. Ciò significa che invece di testate a gravità trasportate dagli ICBM, le testate multiple del Sarmat accelereranno sull’obiettivo a un velocità 7/12 volte superiore a quella del suono. Molto semplicemente, il Sarmat è la risposta della Russia alla minaccia dei sistemi di difesa missilistica progettati dagli Stati Uniti per minare l’equilibrio strategico globale.

Mantenere le polveri asciutte
Nella prima parte del secolo scorso, lo scrittore e storico Will Durant scrisse: “Una nazione deve amare la pace, ma mantenere le polveri asciutte“. La Russia non può seguire l’interventismo degli statunitensi, ma Mosca ha bisogno di forze armate moderne più che mai dalla fine della guerra fredda. Non può permettersi d’ignorare i progressi nella tecnologia ABM degli USA, e neanche i suoi missili meno recenti che cominciano ad invecchiare. Igor Sutjagin, esperto della potenza nucleare russa del Royal United Services Institute di Londra, dice: “L’SS-18 ha più di 30 anni. Ha superato l’operatività prevista, quindi anche se avesse rapporti più stretti con la NATO, la Russia vorrà aggiornare i missili. Ma (il Presidente Vladimir) Putin, naturalmente, è felice che ciò appaia come mossa aggressiva, volendo sottolinearne imprevedibilità ed importanza”. Come disse Stephen J. Cimbala ne ‘L’esercito russo nel XXI secolo“, durante la guerra fredda i capi statunitensi erano “quasi eroicamente incapaci” a capire il comportamento russo. In una intervista di quei giorni, Putin ricordava l’imprevedibilità del governo russo.

Indebolimento delle difese degli USA
L’insistenza russa su una potenza di megatoni è un retaggio della dottrina militare sovietica ed è corretta. In un rapporto dell’US Army War College dal titolo ‘L’impatto delle minacce missilistiche sull’affidabilità delle basi d’oltremare’, Joel Wuthnow scrive che i missili sono interessanti strumenti coercitivi per due ragioni: “In primo luogo, i missili possono influenzare le decisioni politiche degli USA minacciando o causando vittime in massa all’estero o in patria. L’idea è che le pressioni interne per evitare o minimizzare le perdite possano spingere un presidente degli Stati Uniti a ripensare l’impiego della forza. In secondo luogo, i missili possono essere sfruttati contro gli Stati che ospitano truppe o che pensano di concedere accesso agli Stati Uniti. Le nazioni ospiti possono essere costrette con le minacce o vere vittime e/o danni economici“. Per Mosca, l’arsenale di missili balistici è fondamentale visto l’incessante avventurismo degli USA presso la Russia e in altri teatri. Le armi nucleari possono essere utilizzate per disperdere le forze NATO prima che possano organizzare l’invasione, diciamo, dell’Ucraina. Ciò costerebbe caro all’interventismo militare degli Stati Uniti. Nel corso di un’udienza al sottocomitato sulle minacce emergenti del Comitato per le forze armate del Senato, tenutasi il 5 marzo 1999, l’ex-Capo di Stato Maggiore dell’US Air Force Ronald Fogleman disse, “Attacchi di saturazione con missili balistici contro forze sulle coste, porti, depositi e aree di raccolta potrebbero rendere estremamente costoso proiettare le forze statunitensi in un teatro, tanto meno effettuare operazioni per sconfiggere un aggressore ben armato. Semplicemente la minaccia di tali attacchi missilistici del nemico potrebbe scoraggiare i partner della coalizione degli Stati Uniti e dal rispondere all’aggressione“. Anche se gli Stati Uniti pompano miliardi nel progetto PGS, potrebbe rivelarsi l’ennesimo disastro in stile Star Wars, destinato a fallire contro una pioggia di missili balistici intercontinentali russi. Christopher J. Bowie scrive in ‘La minaccia d’interdizione e basi aeree di teatro’ che l’aggiornamento delle armi offensive schierate è più facile di quello delle armi difensive. Per esempio, le future forze missilistiche saranno caratterizzare da inganni o contromisure, e possono essere rivestite di materiali radar-ablativi. Queste sono appunto le caratteristiche che il Sarmat avrà. Il massiccio peso al lancio potrebbe consentire decine di testate d’inganno, ognuna delle quali i radar degli Stati Uniti dovranno affrontare mentre monitorano anche le testate reali in volo sui centri abitati degli Stati Uniti. Il risultato: il Sarmat violerà la difesa statunitense. Come spiega Bowie, indipendentemente dalla raffinatezza della difesa, un avversario armato con un numero “minimo” di missili potrà sopraffare le difese, una preoccupazione aggravata dalla crescente letalità delle singole testate. Anche se in futuro le difese attive non costituiranno un’inutile “Linea Maginot degli USA”, la minaccia “stresserà significativamente le difese aeree“. In questo contesto, l’ICBM Sarmat minaccia di creare una tale vulnerabilità negli, esistenti o concepibili, scudi antimissilisi che proteggano le città occidentali. La potenza apocalittica del Sarmat potrà ironicamente preservare la pace nei prossimi decenni, ed impedire la terza guerra mondiale.sarmat-7Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013