Le origini naziste della NATO

Mision Verdad, 10 aprile 2018Sui nazisti ci sono molti miti e persino fantasie, tuttavia alcune storie su ciò che accadde a certi ufficiali, scienziati, intellettuali del Terzo Reich sono state confermate da documenti, rapporti e dossier declassificati. Si trova sul web la storia delle ratlines (linee dei topi), di cui il Vaticano tesse la logistica. Consisteva in una serie di rotte e punti di transizione per alcuni personaggi del nazismo che il governo statunitense volle arruolare, aiutandosi nella clandestinità. Da qui anche il riferimento ai ratti. La riconversione dal nazismo all’occidente contro il comunismo fu solo proforma, poiché già il Terzo Reich cercò nella Seconda guerra mondiale di sconfiggere l’Unione Sovietica. Come si sa, fallì. Ma alti comandanti nazisti furono poi riciclati nella struttura della coalizione transatlantica guidata dagli Stati Uniti contro il blocco sovietico. Di seguito presentiamo brevi profili dei seguenti ufficiali che, da nazisti, divennero importanti ufficiali dell’Organizzazione del Nord Atlantico (NATO).

Adolf Heusinger, al centro, Hitler a destra, a sinistra di Heusinger, Paulus.

– Adolf Heusinger ascese ai vertici delle gerarchie militari del Terzo Reich.
Divenne capo di Stato Maggiore nel 1944 per un breve periodo, e poi fu ridotto a capo della divisione cartografica per una possibile collaborazione all’attentato a Hitler.
Fu coinvolto nei piani d’invasione nazista di Polonia, Norvegia, Danimarca e Francia.
La sua storia è la più interessante, poiché dopo la guerra divenne spia della CIA, braccio destro militare del governo di Konrad Adenauer nel 1957-1961, nella Repubblica Federale di Germania, per poi avere la presidenza del Comitato militare della NATO, il massimo grado militare dell’organizzazione, fino al 1964.

Heusinger alle spalle di Adenauer.

– Hans Speidel fu tenente-generale nazista, Capo di Stato Maggiore e uno dei più importanti ufficiali da campo di Erwin Rommel. Aderì all’esercito tedesco di Adenauer come consigliere e supervisionò l’integrazione della Bundeswehr (forze armate tedesche) nella NATO. Fu poi nominato comandante supremo delle forze alleate della NATO in Europa centrale dal 1957 al 1963.

1944; Speidel, Lang e Rommel

1.12.1955, Heusinger, Blank e Speidel

– Johannes Steinhoff fu uno dei più audaci piloti dell’aviazione militare nazista.
Il suo record di 176 aerei nemici abbattuti, e la sua esperienza in 993 missioni durante la carriera di pilota da combattimento, fu abbattuto 12 volte e sempre salvato, gli valse la decorazione più importante del Terzo Reich durante la guerra: la Croce di Ferro da Cavaliere.
Steinhoff fu capo di Stato Maggiore e comandante delle Forze aeree alleate dell’Europa centrale (1965-1966), capo di Stato Maggiore della Luftwaffe della Bundeswehr (1966-1970) e presidente del Comitato militare della NATO (1971-1974).

Steinhoff e il Generale statunitense JR Holzapple

Steinhoff a sinistra, con Willy Brandt al centro; Bonn

– Johann von Kielmansegg fu ufficiale di Stato Maggiore Generale dell’Alto Comando nazista, dove divenne colonnello e comandò diversi reggimenti sul campo. Dopo la guerra, aderì alla marina tedesca e promosso generale di brigata, scalò i vertici della NATO come comandante in capo delle forze speciali dell’Europa centrale nel 1967.

Kielmansegg, Hoepner, Schoen Angerer e Landgraf, durante l’invasione dell’URSS, presso Leningrado

Il capo di Stato Maggiore USA Lyman Lemnitzer e Johann Adolf Graf von Kielmansegg; 1968

– Jürgen Bennecke faceva parte dello Stato Maggiore del Gruppo d’Armate Centro dei nazisti. Fu promosso generale durante la formazione dell’esercito tedesco nel dopoguerra, e dal 1968 al 1973 fu comandante in capo del Comando delle forze alleate della NATO in Europa centrale.

Jurgen Bennecke col Maresciallo dell’Aria Sir August Walker, comandante della RAF; 1968

– Ernst Ferber fu promosso tenente-colonnello nello Stato Maggiore della Wehrmacht, venne decorato con la Croce di ferro di prima classe. Dopo il reclutamento post-bellico, fu comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale dal 1973 al 1975.

Ernest Feber al centro

– Karl Schnell fu primo ufficiale dello Stato Maggiore di importanti corpi e divisioni e ricevette la Croce di ferro di seconda classe. Successivamente studiò economia aziendale e divenne tenente-generale, sostituendo il generale Ferber a comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale, nel 1975 – 1977.

Karl Schnell, a sinistra

– Franz-Josef Schulze fu tenente nelle forze aeree naziste e comandante di reggimento, ricevette la Croce di ferro di cavaliere. Nella Germania del dopoguerra divenne generale e fu comandante in capo delle f forze alleate della NATO in Europa centrale nel 1977 – 1979.– Ferdinand von Senger und Etterlin combatté come tenente nell’invasione nazista dell’Unione Sovietica (operazione Barbarossa) e partecipò alla battaglia di Stalingrado, una delle più importanti della Seconda guerra mondiale che ribaltò l’equilibrio di forze per gli alleati. Tra le tre decorazioni più importanti c’era la Croce tedesca in oro, ed alla fine della guerra fu assistente del Comando supremo della marina del Terzo Reich. In seguito comandò diversi battaglioni di carri armati divenendo generale e comandante in capo delle forze alleate della NATO in Europa centrale nel 1979 – 1983.Tali ufficiali nazisti hanno parecchie cose in comune, tra cui aver scritto e pubblicato libri sulle loro esperienze da nazisti nella Seconda guerra mondiale, essendo stati catturati (in maggioranza) dalle forze armate statunitensi offrirono i loro servigi agli ordini della struttura più importante che affrontò, durante gli anni della cosiddetta Guerra Fredda, i sovietici e la loro influenza in Europa. L’obiettivo principale della Germania nazista era distruggere il progetto sovietico, così come la NATO aveva intenzione di fare fino alla caduta del muro di Berlino. Questo è il motivo per cui gli ufficiali nazisti con esperienza sul campo di battaglia e conoscenza delle tattiche che la NATO poi usò contro Jugoslavia e Libia, per nominare due casi, furono reclutati dalle élite statunitensi e tedesche per riprendere l’Operazione Barbarossa con modi più sottili e la stessa audacia ideologica. Proprio come l’Organizzazione Gehlen fu attivata da Stati Uniti e Germania Federale nel dopoguerra, partendo dalle reti spionistiche che i nazisti avevano nell’Europa dell’Est, gli stessi ufficiali che ebbero successo nelle campagne militari furono riattivati per adempiere al loro ruolo secondo nuovi tempi ed interessi. La ricapitolazione sulle origini naziste di tale organizzazione transatlantica spiega ciò che molti altri analisti militari a lungo pensano: che il nazismo in Europa si manifesta storicamente oggi nella NATO. Il sogno di Hitler si materializza oggi e punta direttamente contro Russia e progetto eurasiatico.

Hans Landgraf, Georg Reinhardt, ignoto, e von Kielmansegg, a destra, durante l’invasione dell’URSS, estate 1941

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Le radici inglesi del nazismo tedesco

Nikolaj Starikov, Libertégérie, 1 aprile 2018

Maria Zakharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, ha recentemente promesso una “sorpresa”. Questa sorpresa è stata pubblicata in un riepilogo dettagliato di alcuni fatti che mostrano non solo la portata, ma anche l’importanza dei funzionari della dirigenza tra i rappresentanti inglesi in visita da Hitler in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936. A tal proposito, il resoconto dettagliato riflette la posizione della Russia sull’attuale conflitto artificiale gonfiato da Londra
Su “Meeting Place” di NTV, trasmesso il 30 marzo, veniva esaminato in dettaglio l’invisibile cordone ombelicale ideologico che legava impero inglese e Terzo Reich. Dato che la parola tedesca Reich significa “impero”, quando impero inglese veniva colloquialmente chiamato il Regno Unito, per mantenerne la leadership nel mondo, nei primi anni trenta giunse alla conclusione di restaurare la Germania. I finanziamenti occidentali ad Hitler iniziarono nella prima metà degli anni ’20. Una grande quantità di prove dell’opera cosciente di Londra, Parigi e Washington per creare l’inflazione artificiale nel Terzo Impero tedesco (come lo chiamava Hitler) viene data nei miei libri “Chi spinse Hitler ad attaccare Stalin” e “La guerra, dalle mani straniere“. Pertanto, per ulteriori dettagli, ne parlo con chi ne è interessato. Il programma dava molte informazioni e fatti interessanti. Alcuni vorremmo sottolinearli.
Nel 1936 nella Germania nazista non ci fu una, ma due Olimpiadi! d’Estate a Berlino e d’inverno a Garmisch-Partenkirchen. Hitler fu intensamente pompato come rispettabile, elevandone il prestigio internazionale da Cancelliere del Terzo Reich.
Il nazismo nacque dalla teoria e pratica razziale del colonialismo inglese.
I primi campi di concentramento furono inventati dagli inglesi durante la guerra anglo-boera. In questi campi, gli inglesi v’inviarono donne, bambini e anziani, tutti coloro che li combattevano.
Nel 1943, gli inglesi organizzarono consapevolmente la carestia nella provincia indiana del Bengala. Gli inglesi volevano privare del cibo le truppe giapponesi che si avvicinavano ed evitare la rivolta della popolazione locale, che odiava i colonialisti inglesi. A seguito della carestia, morirono oltre 20 milioni di persone. Gli inglesi trattavano gli abitanti delle loro colonie come persone di seconda o terza classe. Prima della Seconda guerra mondiale, la riserva aurea della Cecoslovacchia fu conservata nel Regno Unito (si noti che questo stock “cecoslovacco” era in realtà parte dell’oro dell’Impero russo preso dai cechi durante la guerra civile, dopo l’arresto di Kolchak.
Dopo l’occupazione della Cecoslovacchia da parte dei tedeschi, Londra condannò queste azioni a parole, ma consegnò ad Hitler le riserve auree della Cecoslovacchia. Molto eloquente è il frammento di programma, in cui rappresentati dell’organizzazione Belolentochnoj, “scelta democratica”, difatti giustificavano i crimini del fascismo, provando prima a dividere nazismo e fascismo, e quindi dicendo che il fascismo non è criminale e sanguinario. Una cosa sorprendente, ma come vediamo in Ucraina, dal liberalismo al nazismo, in senso politico, c’è solo un passo. Poiché la tesi che “il fascismo non è nazismo” iniziava a risuonare spesso, va sottolineato che lo scopo di tale virus informativo è riciclare il fascismo come sistema di opinioni politiche. Dove porti ciò, di nuovo, lo si vede coll’esempio ucraino. Fascismo e nazismo sono due facce della stessa medaglia. Uno non c’è senza l’altro, solo la dimensione criminale è diversa. I fascisti tedeschi semplicemente commisero molti più crimini dei loro “camerati” italiani e spagnoli. E per i crimini dei giapponesi potrebbero essere attribuiti al fascismo. L’ideologia della superiorità della razza giapponese, la stessa alla base dei genocidi, come la tesi della superiorità degli ariani. I fascisti croati massacrarono i serbi, costruirono campi di concentramento ed eliminarono i civili. I fascisti ungheresi terrorizzarono il popolo sovietico nelle regioni di Brjansk e Voronezh. I fascisti rumeni, con Hitler, marciarono su Mosca, e così via.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il Grande gioco nel Baltico

Chroniques du Grand Jeu, 1 aprile 2018Nella grande lotta tra sistema imperiale e Russia, tutti ora rispondono rapidamente, senza vacillare, senza ritirarsi. L’ultimo episodio, con pochissimi commenti al momento, si svolge nel Baltico, uno dei punti caldi del Grande Gioco, dove si scontrano la volontà dell’Heartland eurasiatico di aprire le porte al mondo oceanico e, al contrario, il tentativo statunitense di accerchiare e contenere l’Eurasia. Diverse provocazioni, intimidazioni, intercettazioni aeree, spettacolari sorvoli, manovre navali congiunte sino-russe… il Baltico ha già avuto la sua parte di eventi negli ultimi anni. Ma una notizia è appena esplosa, le esercitazioni russe con tiro missilistico dal 6 all’8 aprile nelle acque internazionali vicino la Svezia. Questa è nuova. L’orso non è mai andato così lontano, o così vicino ai confini svedesi. Lo stato maggiore scandinavo s’è riunito e il traffico aereo civile dovrà cambiare in quei due giorni…
Reagendo al pseudo-affare Skrypal, nuova pietra miliare nella Guerra Fredda 2.0, Putin contrattacca scacciando lo stesso numero di diplomatici occidentali delle controparti russe espulse. Ora raddoppia organizzando queste manovre navali il più vicino possibile alla Natolandia. Ciò contribuisce indubbiamente al rigetto categorico di Mosca di cedere di una virgola con l’impero. Questo ovviamente iniziò con la presentazione del mese scorso, da parte di Vladimirovich, delle “armi invincibili” che distruggono lo scudo antimissile statunitense e il discorso storico che l’accompagnava; il Pentagono è agitato (“Siamo senza difesa dalle armi ipersoniche russe e cinesi“). Che il nome più votato dall’opinione pubblica russa per battezzare questi missili, Bye bye America, non venisse adottato, non cambia il caso…
Allo stesso modo, il notevole veto del Cremlino posto alla risoluzione inglese che condannava l’Iran per un presunto coinvolgimento nello Yemen. Per la prima volta, la Russia silurava un tentativo dell’impero in un conflitto in cui non è coinvolta. Ricordiamo che Mosca, nonostante l’opposizione, non pose il veto nel 2008 (ammissione del Kosovo alle Nazioni Unite), né nel 2011 (massiccio intervento in Libia). Il significato è duplice e comporta cambiamenti significativi nelle future relazioni internazionali:
D’ora in poi la Russia si opporrà, in linea di principio, ai tentativi egemonici statunitensi, ovunque.
Mosca è pronta ad ancorarsi diplomaticamente e ufficialmente per proteggere i suoi alleati.
L’altra grande lezione della fiammata nel Baltico è evidentemente legata al gas, supportando lo psicodramma di Salisbury ma probabilmente senza avere gli effetti desiderati: “Le euronullità hanno, mano sulla patta, parlato come un sol uomo “condannando” Mosca, ma erano attente a non discutere del gas e ad evocare la minima sanzione. E per una buona ragione: le scorte europee di oro blu sono vuote! Frau Milka potrebbe lanciare l’idea di “ridurre la dipendenza dal gas russo” progettando un terminale GNL, ma senza ripensare ad accettare Nord Stream II, con dispiacere dei media di regime. Il commercio russo-tedesco è in buona forma nonostante le sanzioni e sarebbe suicida per Berlino rinunciare a diventare il fulcro gasifero dell’Europa”. A nessuno sfuggirà che l’annuncio russo delle imminenti esercitazioni navali arriva subito dopo il via libero tedesco al Nord Stream II e che sono pianificate precisamente sulla rotta del futuro gasdotto. Perché allora Putin vuole questi fuochi d’artificio missilistici proprio nel punto in cui passerà il tubo? Sarebbe un avvertimento alla… Danimarca. Il placido Paese scandinavo affronta uno greve dilemma, la “decisione più importante in politica estera dalla Seconda guerra mondiale“: consentire il passaggio del Nord Stream II sulle proprie acque territoriali. Il progetto necessita anche nei prossimi mesi delle autorizzazioni di Russia (fatta in anticipo), Finlandia e Svezia. Ma riguardo questi ultimi due, si tratta solo della loro zona economica esclusiva governata dal diritto internazionale del mare su cui i governi svedese (molto russofobo) e finlandese (meno russofobo) hanno comunque poco da fare. Solo la Danimarca è preoccupata della propria sovranità, e gli sarebbe andata bene. Gli emissari statunitensi e di Bruxelles sollecitano il governo ad impedire il passaggio del Nord Stream II nei 139 km di acque territoriali, mentre Mosca e Berlino l’incoraggiano ad accettare. Copenhagen può andare contro il suo principale partner (Germania) e la principale potenza militare europea (Russia), che ha appena provato alcuni missili nelle vicinanze? Il sistema imperiale riuscirà a silurare il gasdotto, come nel caso del South Stream? Le Forze Armate russe esercitano la tattica della pressione e, in caso affermativo, funzionerà o sarà un’arma a doppio taglio che si rivolterà contro il promotore? Lo sapremo nel prossimo episodio…Traduzione di Alessandro Lattanzio

I documenti della missione segreta sovietica per catturare l’ultimo imperatore

Sputnik 29.03.2018Natalija Malinovskaja, figlia del Maresciallo sovietico della Seconda Guerra Mondiale Rodion Malinovskij, ha accuratamente conservato l’archivio dei rapporti sul campo di battaglia, diari e documenti segreti di suo padre, consegnandone alcuni alla Società Storica Russa. Parlando con Natalja, un giornalista di Rossija Segodnja ha scoperto quali documenti hanno maggior valore. I documenti dell’archivio personale di Malinovskij furono caricati sul sito della Società Storica Russa, e comprendono traduzioni di documenti tedeschi, rapporti sull’operazione per liberare l’Ucraina occidentale, il comunicato di Malinovskij al comandante dell’Armata del Kwangtung e altro ancora.
Malinovskij trascorse gran parte della vita adulta in combattimento, ricorda il collaboratore sugli affari militari di RIA Novosti Andrej Kotz. All’inizio della Prima guerra mondiale, il giovane ucraino di Odessa si unì all’esercito imperiale all’età di soli 15 anni, convincendo i superiori ad arruolarlo come volontario nonostante l’età. Dopo due anni al fronte, fu inviato in Francia per combattere nel corpo di spedizione russo, dove fu gravemente ferito. Ritornato a Odessa nel 1919, si arruolò nell’Armata Rossa combattendo l’Ammiraglio Kolchak in Siberia. Nel 1937, col grado di colonnello, si arruolò volontario per la sua terza guerra, per combattere le forze fasciste del generale Francisco Franco e dei suoi alleati italiani e tedeschi nella guerra civile spagnola. Incontrò la Grande Guerra Patriottica (Fronte Orientale della Seconda Guerra Mondiale) come comandante di brigata, Malinovskij ascese rapidamente tra i ranghi e divenne comandante delle truppe del Fronte meridionale nel dicembre 1941, dopo che quest’ultimo ebbe una serie di devastanti sconfitte.Il giorno più memorabile
Nel 1946, la rivista Ogonjok chiese a mio padre quale fu la sua giornata più memorabile e felice della Grande Guerra Patriottica“, disse Natalja Malinovskaja, parlando a Kotz. “Penso che il progetto della sua risposta (l’originale non è sopravvissuto) è uno dei documenti più preziosi dell’archivio“, osservava. “La sua risposta fu: ‘Mi piacerebbe molto dire che il giorno più felice fu il 9 maggio 1945 (giorno della vittoria), o il 10 aprile 1944, quando la mia città natale, Odessa, fu liberata, ma il giorno più memorabile della guerra per me fu la giornata amara in cui fummo costretti a lasciare Rostov sul Don. Pensai a quella città ogni ora, ogni minuto, e posso tranquillamente dire che il primo vero giorno felice della guerra per me fu il 14 febbraio 1943, quando portammo via Rostov sul Don al nemico“.

Conosci il tuo nemico
Una parte significativa delle carte del Maresciallo Malinovskij è costituita da documenti tedeschi tradotti dall’intelligence militare sovietica. Compilando una cartella speciale intitolata “Conoscenza del nemico“, Malinovskij mostrò grande interesse per le vedute di ufficiali e soldati tedeschi, inclusa sull’offensiva sovietica su Nikopol-Krivoj Rog, che diresse insieme al Generale Fjodor Tolbukhin. Nell’arco di un mese, le truppe del 3.zo e 4.to Fronte ucraino sconfissero 12 divisioni tedesche, intrappolarono la 17.ma Armata della Wehrmacht in Crimea e liberando le aree strategiche industriali di Nikopol e Krivoj Rog. Un rapporto dell’archivio di Malinovskij del comandante della 16.ma Divisione motorizzata della Wehrmacht, datato 20 gennaio 1944, recita: “Al momento, la divisione è dissanguata… Il valore combattivo della divisione oggi consiste solo nell’artiglieria e nelle sottounità corazzate. la fanteria non può più resistere a forti attacchi“. Un altro documento, indirizzato dal comandante del 30.mo Corpo d’Armata Holidt ai comandanti delle 26.ma Divisione corazzata e 16.ma Motorizzata del 4 marzo, sulle conseguenze della battaglia, dice: “Chiedo un’indagine approfondita e la punizione dei comandanti colpevoli e dei loro vice. Le misure prese devono essere segnalate immediatamente. Prima del 7 marzo, il seguente materiale va fornito: su come il nemico è riuscito a inserire un cuneo tra le nostre difese creando una rapida svolta nella zona di Zelenaja? Perché, nella notte del 4 marzo, il fianco destro della 16.ma Divisione motorizzata si è ritirato in modo disordinato, in contrasto con l’ordine del Corpo? Tutti i comandanti colpevoli vanno dimissionati“. E Malinovskij controllava da vicino gli umori non solo dei comandanti, ma anche dei soldati. Nel suo archivio c’è la pagina di un diario di un militare catturato vicino Budapest. Malinovskij sottolineò il seguente estratto con una matita colorata: “Lo staff medico… vuole abbattere i muri e installare sei o otto nuove docce, nel momento in cui Ivan può porre rapidamente fine a questo idilliaco bagno. Per otto giorni l’edificio ben attrezzato e perfettamente funzionante non potrà operare a causa del restauro, e il nono giorno, quando tutto sarà completo, i russi arriveranno spazzando via tutto“.La cattura l’imperatore
Un altro documento di particolare significato storico è un episodio che getta nuova luce sulla guerra sovietico-giapponese dell’agosto 1945. Nel luglio dello stesso anno, Malinovskij prese il comando del Fronte del Trans-Bajkal, che avrebbe attraversato il deserto del Gobi nella Manciuria centrale, il mese dopo, nell’operazione Tempesta d’Agosto. Raggiunta la completa sorpresa, le forze sovietiche poterono circondare e distruggere completamente l’Armata del Kwangtung da un milione di soldati in due settimane. Malinovskij fu il primo a chiedere ai giapponesi di arrendersi. “L’archivio ha due splendidi documenti relativi a quella campagna“, affermava Natalija Malinovskaja. “La prima è la lettera scritta da mio padre su un normale foglio di carta, che ordinava all’Armata del Kwangtung di arrendersi, indicando le aree in cui ai soldati giapponesi veniva ordinato di deporre le armi”. “Il secondo potrebbe servire come sceneggiatura per un film in stile I Tre Moschettieri“, commentava Malinovskaja. “È scritto sullo stesso normale foglio di quaderno a quadretti, con la relazione del Maggiore Aleksandr Pritula, che coi suoi paracadutisti atterrò sull’aeroporto di Mukden il 19 agosto 1945, prendendone il controllo e, nel corso dell’ispezione, incappò inaspettatamente su Puyi, l’imperatore del Manchukuo: l’esercito sovietico lo cercava da oltre una settimana, ed era già su un aereo che si preparava a volare in Giappone; fu catturato all’ultimo momento e imbarcato su un aereo sovietico. Scrisse un rapporto a mio padre che diceva: “Durante l’ispezione del campo d’aviazione fu trovato l’imperatore Puyi, ve lo mando sotto scorta”. E un poscritto aggiunse: “Per favore inviate rapidamente il comandante della città di Mukden e rifornite le nostre forze: ci sono pochissimi paracadutisti, siamo moschettieri o cosa?”Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Seconda guerra mondiale fu voluta dal Regno Unito

Andrej Knjazev, Nikolaj StarikovLibertégérie, 20 marzo 2018

Dopo aver preso Berlino nel 1945, quando divenne chiaro che la guerra era finita, il pianeta sembrava appeso al filo della Terza guerra mondiale. Il suo istigatore (come nella Seconda guerra mondiale) era… il Regno Unito. Così crede il professore dell’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri della Russia, ed accademico dell’Accademia di Scienze Militari Igor Panarin. “Come scienziato, non sono abituato a non basarmi su documentazioni“, dice Igor Nikolaevich. Permettetemi di ricordarvi che nell’ottobre 1998, prima nella stampa inglese e poi mondiale, furono pubblicate le prime relazioni sui piani militari di Churchill contro l’Unione Sovietica preparati nella primavera del 1945. La base di questi rapporti erano documenti dell’Archivio di Stato del Regno Unito. Recentemente, l’Istituto di Storia Mondiale dell’Accademia delle Scienze Russa ha ricevuto le fotocopie di questi documenti, consentendo di conoscerli nel dettaglio. La chiave di tutto ciò era il piano dell’Operazione Impensabile, datato 22 maggio 1945, pianificato dallo Stato Maggiore inglese. Il piano valutava la situazione, formulava gli obiettivi dell’operazione, identificava le forze da impiegare, la direttrice degli attacchi delle truppe occidentali e i loro probabili risultati. Gli allegati al piano contengono informazioni sullo schieramento di truppe sovietiche (nei documenti inglesi, di solito viene usato il termine “esercito russo”) ed occidentali, oltre al materiale cartografico. Data la complessità della preparazione, e natura e portata dei documenti, vi sono tutte le ragioni di ritenere che il primo ministro avesse assegnato questo compito ai pianificatori nell’aprile 1945. Dopo il fallimento dell’operazione Valchiria e il tentativo di concludere una pace separata col Reichsfuhrer Himmler, Winston Churchill impartì un ordine segreto per la preparazione di un piano di attacco all’URSS. Già il 22 maggio un piano del genere era pronto.

– Ma non erano passate due settimane dalla resa della Germania, continuava la Seconda Guerra Mondiale, il Giappone militarista non è ancora stato sconfitto. È difficile credere che si potesse pianificare la Terza guerra mondiale…
– Purtroppo, non tutto è logico, non solo per i filistei, ma anche per politici e storici. Eppure, un colpo doveva essere inflitto da mezzo milione di truppe anglo-statunitensi dalla Germania settentrionale. Con loro, un esercito di 100000 tedeschi doveva essere formato dai resti della Wehrmacht hitleriana, su ordine di Churchill. Con uniformi e armi e sotto il comando degli stessi ufficiali hitleriani. La Terza guerra mondiale doveva iniziare il 1° luglio 1945, col passaggio a un’offensiva decisiva di 47 divisioni occidentali.

– E cosa l’impedì?
Il fatto che Stalin apprendesse in anticipo dall’intelligence sovietica l’astuto piano degli ex-alleati. Il 29 giugno 1945, le truppe sovietiche in Germania si mossero inaspettatamente, adottando posizioni migliori. E il leader sovietico organizzò simultaneamente un’operazione d’informazione e un’operazione di propaganda, con cui il mondo intero seppe dell’esistenza dell’esercito tedesco di Churchill, che fu costretto a smantellarlo. Il piano d’attacco all’URSS fallì. Ma l’intenzione era indicativa.

– Ho sentito che anche prima della fine della guerra, quando il risultato era ovvio, il Regno Unito sviluppò un piano di propaganda nera, secondo cui doveva dichiararsi vincitore…
– Sì, era l’obiettivo più importante della guerra d’informazione. Passiamo al piano altamente segreto approvato in Quebec ed accuratamente nascosto all’URSS. Si scopre che la famosa “Operazione Overlord”, lo sbarco nel nord della Francia il 6 giugno 1944 delle truppe alleate, fu concordata dall’MI6 inglese ed Ufficio servizi strategici degli Stati Uniti coi generali tedeschi nell’ambito dell’Operazione Valchiria. Divenne la base del complotto contro Hitler, organizzato dal capo dell’OSS Donovan, e dal capo dell’MI6 Menzies, usando i contatti nei circoli dell’esercito tedesco dell’agente d’influenza ammiraglio Canaris. Secondo i circoli dominati dell’impero inglese (Comitato dei 300, “Tavola rotonda”, ecc.), Hitler aveva già adempiuto ai suoi compiti e interferiva nell’attuazione dei piani per l’istituzione dell’ordine mondiale postbellico e la massima limitazione dell’URSS. Canaris, essendo un sostenitore dell’impero inglese, fornì i contatti coi generali tedeschi all’MI6. La chiave promossa dall’intelligence inglese nella Wehrmacht era Rommel, che doveva sostituire Hitler e continuare la guerra ad est in alleanza con le formazioni armate del governo degli emigrati polacchi a Londra. Se parliamo dello sbarco alleato in Normandia, allora si faccia attenzione a chi comandava le truppe tedesche nella zona dello sbarco, Rommel, che partecipava attivamente alla cospirazione contro Hitler; il futuro Napoleone tedesco (secondo i piani dell’MI6). Sulla base di questi fatti, è possibile affermare che il “Day D” fu una delle più grandi operazioni di disinformazione del ventesimo secolo. Il “D-Day” era un altro accordo di Monaco (ricordate la collusione, tra l’altro, per salvare le truppe inglesi a Dunkerque e la promessa a Hitler, il 10 maggio 1941, di non aprire un secondo fronte in caso di attacco all’URSS).

– Si trattava di disinformazione… verso chi?
– L’oggetto principale era, naturalmente, l’Unione Sovietica. Ma toccò il mondo intero. Molto probabilmente, lo sbarco alleato in Normandia del 6 giugno 1944 fu accuratamente preparato dall’operazione segreta per simulare l’invasione (cospirazione guidata da Churchill col feldmaresciallo Rommel).

– Recentemente ha espresso un’idea molto “insinuante” secondo cui all’inizio della Seconda guerra mondiale, la Germania fu incoraggiata da Regno Unito e Stati Uniti…
– Quale insinuazione? Posso confermarlo coi fatti. Nel 1933, sotto il controllo del capitale finanziario anglo-statunitense vi erano industrie chiave e le principali banche tedesche. Allo stesso tempo, c’erano fondi per il partito nazista ed Hitler personalmente, istruito ad attaccare l’Unione Sovietica.
Dall’autunno 1929, indotto da Banca d’Inghilterra e Federal Reserve (FED), il crollo della Borsa statunitense avviò la terza fase attuando la strategia dei circoli finanziari dell’impero inglese. FED e Morgan Bank decisero d’interrompere i prestiti alla Germania, causando la crisi bancaria e la depressione economica in Europa. Nel settembre 1931, l’impero inglese abbandonò il gold standard, distruggendo deliberatamente il sistema dei pagamenti internazionale e bloccando completamente i finanziamenti della Repubblica di Weimar. Il NSDAP, tuttavia, era al secondo posto nel Reichstag, dopodiché ne fu attivato il finanziamento dall’estero. Schacht, presidente della Reichsbank, era il principale collegamento tra i maggiori industriali tedeschi e i finanzieri stranieri. Il 4 gennaio 1932, il capo della Bank of England Montagu Norman incontrò Hitler, durante il quale fu firmato un accordo segreto sui finanziamenti al NSDAP. All’incontro c’erano anche dei politici statunitensi, i fratelli Dulles. Così, già nel 1932, i Dulles parteciparono attivamente alla realizzazione dei piani dell’impero inglese. Pochi mesi dopo, l’élite politica tedesca decise di dare il potere ai nazisti e il 30 gennaio 1933 Hitler divenne Cancelliere del Reich. Iniziò l’attuazione della quarta fase della strategia. L’atteggiamento dei circoli governativi anglo-statunitensi nei confronti del nuovo governo fu estremamente benevolo. Quando Hitler si rifiutò di pagare i risarcimenti, ovviamente mettendo in discussione il pagamento dei debiti di guerra, né l’impero inglese né la Francia presentarono richieste di pagamento. Inoltre, dopo aver visitato gli Stati Uniti nel maggio 1933 e aver incontrato il presidente e i più grandi banchieri di Wall Street, gli USA concessero alla Germania nuovi prestiti per un miliardo di dollari. E a giugno, durante un viaggio a Londra, incontrando Norman, Schacht ebbe un prestito di 2 miliardi di sterline, oltre a tagli e interruzione dei pagamenti dei vecchi prestiti. Così, i nazisti ebbero ciò che i precedenti governi non poterono ottenere. Nell’estate del 1934, l’impero inglese concluse un accordo di trasferimento anglo-tedesco, che divenne una delle basi della politica del Terzo Reich. Alla fine degli anni ’30, la Germania divenne il principale partner commerciale del Regno Unito. La Schroeder Bank divenne l’agente principale della Germania nel Regno Unito, e nel 1936 il suo ufficio di New York si fuse con la Rockefeller House per creare la Banca di Investimenti Schroeder, Rockefeller e Co.
Dal punto di vista della guerra dell’informazione, la Grande Depressione fu, a mio parere, un’operazione strategica d’informazione per preservare il dominio mondiale dell’impero inglese organizzando la crisi economica globale e la Seconda guerra mondiale. In questo caso, si può solo essere felici che la Gran Bretagna non abbia raggiunto tali obiettivi.Traduzione di Alessandro Lattanzio