Le sanzioni statunitensi sono sintomatiche di un impero fallito

James Oneill New Eastern Outlook 5.08.2017

Il 26 luglio 2017 il Congresso degli USA approvava in via straordinaria un disegno di legge che prevede nuove sanzioni contro Corea democratica, Russia e Iran. Il passaggio di tale legge e il tipo di sostegno nel Congresso degli Stati Uniti sono istruttivi per vari aspetti. Il primo punto è che le fazioni statunitensi, precisamente le istituzioni statunitensi, sono disposte a perseguire politiche indipendentemente dall’assenza di basi evidenti; in contrasto con gli interessi dei supposti amici ed alleati e completamente prive di qualsiasi conoscenza o riferimento alle realtà storiche. Il risultato delle ultime sanzioni è creare una situazione singolarmente pericolosa che potrebbe facilmente portare a una guerra nucleare. Contrariamente alle credenze bizzarre di certi politici statunitensi, non ci sarebbero vincitori con tale risultato. Questi punti possono essere illustrati riguardo le sanzioni all’Iran. Per anni la retorica degli Stati Uniti e dell’alleato Israele era che l’Iran era “sul punto di sviluppare una bomba nucleare”. Per più di un decennio, il governo israeliano diceva che l’Iran era “a solo pochi mesi” da tale sviluppo. Che le date siano passate senza incidenti, non impediva la ripetizione di ciò che era una manifesta falsità. Il primo ministro israeliano Netanyahu apparve all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, presentando un disegno che rappresentava la presunta “minaccia imminente”. I media occidentali omisero di menzionare che Israele è la sola potenza nucleare del Medio Oriente; non ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare, e si rifiuta di consentire l’ispezione dell’AIEA delle proprie strutture nucleari. Non solo non vi era alcuna prova che l’Iran abbia o volesse sviluppare armi nucleari, fu opinione unanime delle 17 agenzie d’intelligence statunitensi in due occasioni che l’Iran non avesse un programma per armi nucleari. Per risolvere la prospettiva della costante propaganda antiiraniana che istiga all’attacco di Stati Uniti e alleati all’Iran, il governo russo fu determinante nel raggiungere l’accordo del 2015 che impediva che l’inesistente programma di armi nucleari giustificasse la guerra. L’esempio dell’Iraq illustra come demonizzazione costante, minacce di sanzioni e false accuse su armi nucleari e altre armi di distruzione di massa, possano rapidamente portare alla devastazione totale di una nazione in precedenza prospera. Le lezioni da trarre da Iraq, Libia e Siria sono decisamente ignorate dai media occidentali che attualmente rullano i tamburi di guerra contro la Corea democratica, ancora una volta ignorando storia, logica e realtà militari.
Il piano d’azione comune globale (JCPOA) negoziato nel 2015 e concordato dai partecipanti, compresi gli Stati Uniti, forniva lo strumento con cui si rende praticamente impossibile all’Iran divenire una potenza nucleare. I meccanismi per garantirne la conformità comprendevano ispezioni regolari dell’AIEA e relazioni semestrali che attestano la conformità dell’Iran. Queste relazioni sono inviate al Congresso degli Stati Uniti. Per gli statunitensi e i loro alleati, tuttavia, non basta. Sebbene il JCPOA li privi del casus belli immediato per la guerra, la retorica anti-iraniana continua senza sosta. Un esempio della falsa propaganda è l’affermazione che l’Iran sostenga i gruppi sciiti intenti a promuovere terrorismo e destabilizzazione in Medio Oriente e altrove. Tale affermazione non ha alcuna attinenza coi fatti. La Fondazione Carnegie USA, ad esempio, in un rapporto intitolato “L’aiuto dell’Iran in Yemen” criticava la rappresentazione dell’Iran come sostenitore dei “ribelli sciiti” contro le forze del presidente Hadi. La realtà è che Hadi fu eletto in un’elezione dove era l’unico candidato e che l’opposizione popolare fece fuggire in Arabia Saudita. Gli huthi, la principale opposizione ad Hadi, sono zaiditi, teologicamente del ramo sunnita dell’Islam piuttosto che sciita. La guerra brutale in corso nello Yemen è guidata dai sunniti sauditi, sostenuta da Regno Unito, Stati Uniti e dalla grave presenza di mercenari, anche australiani, su cui il governo australiano tace. La realtà ha più a che fare con la posizione strategica dello Yemen, che si affaccia sullo stretto tra Mar Rosso e Mar Arabico e gli enormi giacimenti di petrolio ambiti dai sauditi, piuttosto che a un qualsiasi presunto sostegno iraniano. Anche Gibuti, sullo stretto dello Yemen, ha attirato l’interesse strategico statunitense e cinese, senza essere devastato dalla guerra. L’Iran offre sostegno politico e morale a Hamas in Palestina, ai musulmani nel Kashmir e ai rohingya in Myanmar, tutti sunniti. La caratteristica che hanno in comune è che sono repressi e soggetti a politiche genocide di altri gruppi politici e religiosi.
L’amministrazione Trump dimostra la verità dell’osservazione del Presidente Putin sulla precedente amministrazione Obama, secondo cui “non sono capaci di un accordo”. Trump ha detto al Wall Street Journal: “se fosse per me avrei trovato (gli iraniani) non conformi 180 giorni fa” (quando giurò). Secondo un articolo del Journal of Foreign Policy, Trump riprese il mantra all’ufficio ovale accusando i suoi consiglieri in politica estera (Tillerson, Mattis e McMaster) di non aver trovato modo per affermare che l’Iran violi le disposizioni del JCPOA. Il New York Times diffuse una storia simile. Infatti, gli Stati Uniti violano il JCPOA, sia nella lettera che nello spirito, e anche la risoluzione 2231 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che approvò l’accordo. L’articolo 29 del JCPOA impegna gli Stati Uniti ad astenersi da qualsiasi politica intesa a incidere sulla normalizzazione delle relazioni commerciali e economiche con l’Iran. Le ultime sanzioni e la retorica bellicosa che le accompagna sono manifestamente non conformi all’articolo 29. Tra le tante falsità contro l’Iran c’è l’affermazione che i test missilistici dell’Iran violino il JCPOA. Non c’è nulla nell’accordo che impedisca all’Iran di sviluppare l’autodifesa, tra cui l’uso di tecnologie antiaeree e antimissili. Un diritto sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. L’Iran ha adottato il sistema antimissile S300 della Russia nel 2016, in virtù del diritto all’autodifesa. Date le quotidiane minaccia all’Iran; i due ultimi incidenti dei “colpi di avvertimento” sparati a navi iraniane da navi militari statunitensi che operavano presso le acque territoriali dell’Iran; e la storia sulle azioni statunitensi nei Paesi confinanti, le misure di autodifesa sono una prudenza. L’osservanza dell’Iran dei termini del JCPOA ha consentito d’intervenire in un’altra area probabilmente più importante delle misure di autodifesa militare. L’Iran ha compiuto rapidi progressi nel rafforzare i legami economici con Cina, India e Russia. Sono stati firmati memorandum d’intesa per 40 miliardi di dollari con la Russia e società russe. La società Gazprom ha firmato un accordo da miliardi di dollari per sviluppare il giacimento Farzad B. Gazprom sviluppa anche i campi petroliferi Azar e Ghanguleh nella provincia del Luristan dove si stimano 3,5 miliardi di barili di riserve di petrolio. L’Iran ha anche 7 miliardi di dollari in riserve di gas naturale. I 200 miliardi di dollari necessari per sviluppare tali riserve verranno da Russia, Cina e altre fonti non occidentali. L’Iran annunciava che darà la preferenza ad infrastrutture e ad altre iniziative di sviluppo alle nazioni che l’hanno sostenuto negli anni delle sanzioni e delle altre forme di guerra. La Cina, che attualmente costruisce un collegamento ferroviario ad alta velocità tra Mashad e Teheran (per collegarsi con altre linee dell’Est asiatico), vede l’Iran quale fattore chiave nella grande Belt and Road Initiative (BRI) che trasforma il quadro economico e geopolitico eurasiatico. L’Iran è anche attore chiave nel corridoio dei trasporti Sud – Nord che collega l’India attraverso Iran e Azerbaigian alla Russia, trasportando merci ad una frazione del costo e del tempo delle rotte convenzionali esistenti e vulnerabili alle interferenze della Marina statunitense. Significativamente importante è anche l’associazione all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, con l’adesione a pieno titolo probabilmente nel 2018. La SCO è una componente centrale del BRI con legami sempre più stretti con l’Unione economica euroasiatica (EEU). La Russia è il denominatore comune di BRICS, SCO, UEE, SCO e NSTC. I Paesi di questi quattro gruppi, così come altre nazioni (ora più di 60) che hanno aderito al BRI, sempre più negoziano altri accordi non denominati in dollari. I giorni del dominio del dollaro USA sono chiaramente contati.
Questa combinazione di grandi cambiamenti economici e geopolitici nell’equilibrio di potere, allontanandosi dal dominio statunitense degli ultimi sette decenni, è la chiave per capire perché gli statunitensi reagiscono in modo disperato, pericoloso ed irrazionale. È la classica sindrome della fine dell’impero. Si spera che gli adulti costringano gli Stati Uniti ad evitare la via che porterebbe alla fine dell’umanità.James O’Neill, avvocato australiano, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché la Russia è il nemico n°1 di USA e occidente?

Vladimir Gujanichic,  Fort Russ 5 agosto 2017Quante volte negli ultimi mesi o addirittura anni abbiamo sentito il segretario generale della NATO, Obama o i generali statunitensi affermare che “la Russia è il nemico peggiore” degli Stati Uniti o addirittura dell’ordine occidentale? L’isteria sulla “minaccia russa” è stata forgiata nei media ad alto livello. Ancora più spesso non si risponde sul perché la Russia sia tale minaccia per gli Stati Uniti. Tutto sembra iniziare nel 2011 quando gli Stati Uniti iniziarono ad accelerare con la loro “primavera” o “rivoluzioni colorato” nel mondo arabo. Ma mentre la “primavera araba” è stata “coperta” dai media, passò inosservato che gli Stati Uniti si volsero verso diversi governi “sleali” alla politica statunitense in America Latina e altre parti del mondo. Nel punto nevralgico, la Siria, la Russia affronta Stati Uniti ed alleati regionali. Il Presidente di Cuba Fidel Castro dichiarò apertamente, molto prima della scomparsa, che “la Russia ha salvato il mondo dalla ricolonizzazione“. Un punto altrettanto importante si trova anche nel lungo discorso di Zbigniew Brzezinski del 1979 sulle minacce che affrontavano gli Stati Uniti e come dovevano riformulare la politica estera. Brzezinski osservò che una rivoluzione colpì la Terra nel XX secolo: “Dal 1900 al 1950, la popolazione mondiale crebbe da 900 a 2,5 miliardi… a seguito di questo cambiamento politico, il numero di Stati e nazioni triplicò a più di 180, nella vita di ognuno di noi in questa stanza, questa è la più grande rivoluzione politica nella storia dell’uomo… A causa della moderna tecnologia delle comunicazioni, questi miliardi sono consapevoli delle nuove idee e delle ingiustizie del mondo. “Dopo la seconda guerra mondiale, va ricordato che il principale campo di lotta fu contro le potenze coloniali che cercavano di preservare il loro sistema. In quel periodo, i sovietici, guidati dall’ideologia marxista-leninista, sostennero tutti i Paesi che volevano essere indipendenti dai tutori coloniali”.
La difesa aerea più la sovranità è comunque una formula più pericolosa del comunismo. “Povero sarà quel Paese che non può difendere il popolo dagli attacchi aerei“, dichiarò Giorgij Zhukov. Queste parole dimenticate del Maresciallo Zhukov sono la chiave per comprendere la situazione attuale e la lotta per l’indipendenza. Come vediamo, lo schema delle azioni e dell’interventismo statunitense è abbastanza facile da capire. Sanzioni, ingiustizie e lotte politiche o nazionaliste creano in ogni società una massa critica che sarà sostenuta dall’interventismo statunitense, dopo di che gli Stati Uniti raggiungono i propri obiettivi. Tuttavia, l’elemento chiave e cruciale è la supremazia dell’aria. Senza la supremazia aerea, l’arma principale del processo di ricolonizzazione statunitense, gli Stati Uniti non possono intervenire in nessun Paese che abbia anche sono solo un esercito mediocre. Ma senza una corretta difesa aerea, non importa quanto grande sia l’esercito o la popolarità del partito politico o del presidente che si oppone agli Stati Uniti, questo regime è destinato a cadere. Dato che gli USA puntano a dominare il mondo e la Russia esporta i migliori sistemi di difesa aerea nei punti caldi del mondo (Algeria, Siria, Iran, Venezuela), va posta la domanda: chi è l’aggressore? Chi attacca chi e cosa? Il capitalismo occidentale non può esistere senza l’imperialismo. Se all’elezione di Eltsin vedemmo l’abbandono degli alleati del blocco socialista nel mondo, con Putin vediamo l’opposto, sostenere i partner dell’ex-URSS, non solo i sopravvissuti, ma anche nuovi, di cui il Venezuela è il miglior esempio.
Ci sono diverse teorie sulla politica estera di Putin. La prima è che sia formulata solo sulla guerra per le risorse energetiche che costituiscono la base dell’economia russa. La seconda è che alcune élite occulte dell’era sovietica perseguono sempre gli stessi obiettivi, ma con la copertura della formula statale attuale. Infine, c’è la prospettiva che la Russia semplicemente difenda la sua posizione di Stato sovrano. Non importa quale di tali teorie sia veritiera, ciò che è evidente è che la Russia affronta gli Stati Uniti nel mondo. La guerra in Medio Oriente è perduta per gli Stati Uniti e il danno che subiscono nella politica regionale e mondiale è devastante. Il Venezuela sarà probabilmente il prossimo punto di confronto tra USA e Russia. Ora è chiaro che Russia e Cina sostengono Maduro nella lotta per la via socialista del Paese rimanendo al potere. La Russia dispiegò moderne difese aeree con il Presidente Hugo Chavez e ora vediamo che la Russia aiuta Maduro esportando 60mila tonnellate di grano al mese, oltre a un considerevole supporto logistico. È chiaro che la Russia non affronta semplicemente gli Stati Uniti in ciò che si potrebbe definire semplice difesa di posizione, ma entra apertamente in ciò che verrebbe chiamato “cortile” degli Stati Uniti, il famoso bacino della “Dottrina Monroe”. Il risultato è chiaro: sanzioni, sanzioni e altre sanzioni e l’affossarsi delle relazioni Russia-USA. Se consideriamo questo da una prospettiva strategica, vediamo che la Russia raggira la politica statunitense, sovvertendo le conquiste della primavera araba, infiltrando l’UE con progetti energetici dopo aver annullato la grande pipeline del Medio Oriente. La Russia modella nuovi rapporti con la Turchia e supporta Duterte nel cambiarne la politica estera di 180 gradi. Gli Stati Uniti abbozzano. Se confrontiamo la politica estera russa con quella sovietica, notiamo che anche se la Russia è molto più debole dell’Unione Sovietica per risorse, è più pericolosa per gli Stati Uniti. Non solo ciò che potremmo chiamare neo-colonie, ma anche i loro alleati, cambiano lato, non avendo interesse a rimanere nella sfera d’influenza degli Stati Uniti e non essendo così facile per gli Stati Uniti intervenire militarmente nel mondo “democratico”. Il senatore McCain ha espressamente affermato che la Russia è più pericolosa dello SIIL per gli Stati Uniti. Tale affermazione è umoristica per qualsiasi analista, perché possiamo vedere alcuni modelli nelle operazioni dello SIIL: quando Maliqi cambiò lato, l’Iraq fu invaso dallo SIIL; quando Duterte cambiò lato, le Filippine venivano invase dallo SIIL, ecc. È chiaro chi gestisce lo strumento denominato SIIL. Tuttavia, tali operazioni speciali non impediscono a questi Paesi di sottrarsi dalla sfera degli Stati Uniti cercando rapporti con altri Paesi, principalmente Russia e Cina. Nel complesso, la ribellione dietro le “mura” degli Stati Uniti va paragonata alla ribellione nel Patto di Varsavia, ma questa volta sostenuta dalla Russia. I prossimi punti di scontro, oltre al Venezuela, sono probabilmente Penisola coreana e Balcani. Nonostante vagonate di minacce, gli Stati Uniti non hanno ancora attaccato la Corea democratica, come non lo fecero con la Siria, quindi se gli USA perdono un altro confronto con Russia e Cina, il dominio mondiale statunitense sarà in pericolo. Il dispiegamento di moderni sistemi antiaerei russi nei punti cruciali nel mondo infligge più danni alla politica statunitense che non le ideologie radicali antimperialiste. Gli Stati Uniti possono mantenere il potere solo con la forza bruta. Come si vede nella situazione attuale, gli Stati Uniti perdono ulteriori confronti strategici con la Russia, mentre le nuove sanzioni rallentano soltanto la fine del dominio statunitense, ma non possono impedirlo.
Non importa quale sia la teoria accurata sulla formulazione della politica estera russa, è chiaro che la Russia difende il suo status sostenendo la stessa avanzata come l’ex-Unione Sovietica, ma in forma diversa e su una piattaforma culturale e politica molto più ampia. Gli Stati Uniti possono opporsi a questo processo solo con la mera forza, mentre se non intervengono si ritroveranno in una situazione peggiore dell’attuale. D’altra parte, l’intervento porterebbe a una riduzione ancora più drastica della scarsa reputazione che gli è rimasta, con conseguenze imprevedibili.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Quando gli USA scontano le sanzioni: Russia e Iran firmano un accordo da 2,5 miliardi di dollari

Wade Shepard, Forbes 2/8/2017Russia e Iran hanno firmato il 1* agosto un accordo da 2,5 miliardi di dollari per avviare la dovuta produzione ferroviaria. L’accordo è stato stipulato tra Organizzazione Industriale per lo Sviluppo e il Rinnovamento dell’Iran (IDRO) e Transmashholding, il più grande fornitore di attrezzature ferroviarie della Russia. Le parti creeranno una nuova joint venture di proprietà per l’80%, anche se completamente finanziata, del partner russo. L’Iran è attualmente in ciò che si potrebbe chiamare slancio nella costruzione delle infrastrutture, dopo decenni di sanzioni che hanno lasciato gran parte dell’infrastruttura dei trasporti in decadenza. L’Iran ha intrapreso la ricostruzione quasi completa delle reti autostradale e ferroviaria. Il Paese dovrebbe aggiungere 15000 chilometri di nuove linee ferroviarie nei prossimi cinque anni, un’espansione che richiederà 8000-10000 nuovi vagoni all’anno. Il rafforzamento dei trasporti è fondamentale per l’idea dell’Iran di sfruttare la propria posizione geografica quale snodo commerciale eurasiatico, rientrando nell’iniziativa Fascia e Via della Cina, e per continuare la cooperazione economica con la Russia nello spazio post-sovietico. L’Iran è anche un partner fondamentale, insieme a Russia e India, del suddetto corridoio dei trasporti nord-sud, volto a creare una rotta commerciale multimodale che riduca i tempi di viaggio tra le città sulla costa occidentale dell’India e San Pietroburgo, superando le questioni territoriali con la Russia sul Mar Caspio. Spinto dalle sanzioni statunitensi, l’accordo per la produzione di materiale rotabile per le nuove ferrovie iraniane è l’ultimo di una serie di accordi che mostrano la crescente partnership tra Teheran e Mosca. Apparentemente mettendo da parte i vecchi sentimenti di diffidenza e concorrenza, dovuti a vari scontri militari del periodo sovietico, Iran e Russia hanno recentemente istituito partenariati economici e strategici su molti fronti, tra cui energia, infrastrutture e aiuti militari. Dalla stessa parte nella crisi siriana, secondo il portavoce del parlamento iraniano, l’Iran ha anche dato alla Russia priorità in qualsiasi settore voglia investire.
Il commercio tra Russia e Iran è raddoppiato nel 2016, con la vendita di attrezzature militari, come elicotteri Mi-17 e diversi sistemi missilistici, con alcune acquisizioni molto ricercate dall’Iran. Le società energetiche russe si recano in Iran, con Gazprom che ha recentemente ottenuto il contratto per lo sviluppo del giacimento di gas Farzad-B. Si stima che il commercio annuale bilaterale raggiungerà presto i 10 miliardi di dollari, aumentando dal minimo di 1,68 miliardi di dollari del 2014. Oltre ad acquisto e vendita di tappeti e aerei commerciali, le compagnie degli Stati Uniti non possono semplicemente affrontare un Iran in rapida espansione, in quanto restano le sanzioni degli USA per il presunto sostegno di Teheran al terrorismo e sui diritti umani, sanzioni da poco acuite. Gli USA inoltre hanno grande influenza sulle azioni delle imprese europee in Iran, con società come l’azienda petrolifera Total francese che ha bisogno dell’approvazione degli Stati Uniti per entrare nel mercato iraniano. Ciò lascia campo libero alla Russia. In quest’epoca di massicci commerci ed investimenti all’estero, il modo con cui i Paesi s’influenzano avviene aumentando l’attività economica e i progetti congiunti di sviluppo. In questa sfida, le sanzioni sostanzialmente escludono dai giochi e lasciano tutto il tavolo ai rivali che accumulano ricchezza e potenza. La Cina lo sa e la Russia lo sa. Putin probabilmente deve ringraziare il Congresso USA.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’importanza del Corridoio dei Trasporti Internazionale Nord-Sud cresce

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 25.07.2017Come è ben noto, i piani per l’integrazione economica e dei trasporti dell’Eurasia non si limitano all’Iniziativa Nuova Via della Seta (NSRI). Il progetto del Corridoio Internazionale dei Trasporti Nord-Sud (ITC) è altrettanto importante. I principali partecipanti al progetto sono Russia, Iran, India e Azerbaigian. L’ITC dovrebbe collegare India, Medio Oriente, Asia centrale e Caucaso via Russia a Paesi europei ed Unione economica eurasiatica (UEE). La rotta comprende la città portuale indiana di Mumbai, quella iraniana di Bandar Abbas, la capitale dell’Azerbaigian Baku e le città russe di Astrakhan, Mosca e San Pietroburgo. L’ITC sarà poi estesa all’Europa settentrionale. Si prevede che costo e durata del trasporto merci tra le suddette regioni dovrebbero esser significativamente ridotti contribuendo all’aumento significativo del commercio internazionale nel continente eurasiatico. Il progetto ITC Nord-Sud è allo studio dalla fine degli anni ’90. In un certo senso, già opera poiché l’Iran invia i propri prodotti attraverso l’Azerbaigian in Russia. Tuttavia, l’ITC Nord-Sud è tutt’altro che pienamente attivo. Ad esempio, India e molti Paesi del Medio Oriente svolgono la maggior parte del commercio con l’Europa utilizzando la lunga rotta che attraversa il canale di Suez. Il vantaggio principale dell’ITC Nord-Sud è che la maggior parte del viaggio è su terra, ed è più veloce, economico e sicuro. Tuttavia, per l’efficiente trasporto di grandi volumi di merci via terra è conveniente utilizzare le ferrovie. Finora non esiste un’infrastruttura ferroviaria adatta, e gran parte delle merci viene trasportata dall’Iran all’Azerbaigian su strada. Questo è probabilmente uno dei motivi per cui l’ITC Nord-Sud non è ancora considerato tra i più importanti itinerari eurasiatici. Negli ultimi anni, tuttavia, il lavoro sul sistema ferroviario unificato è aumentato notevolmente nell’ITC. Nuovi siti vengono creati e messi in servizio. Iran ed Azerbaigian hanno contribuito notevolmente al progetto. Per collegare i loro sistemi ferroviari, i due Paesi hanno deciso di costruire la ferrovia Astara-Rasht-Qazvin. La lunghezza totale della tratta in costruzione è quasi 360 km e sarà presto pronta. La tratta per la città azera di Astara parte dallo stesso fiume lungo cui corre il confine iraniano-azero. La strada attraversa il fiume Astara con un nuovo ponte appositamente costruito e raggiunge la città iraniana di Astara, dallo stesso nome della vicina azera. La tratta attraversa le città iraniane di Rasht e Qazvin nell’Iran del Nord, collegandosi con la rete ferroviaria iraniana e sarà utilizzata come corridoio vitale per il trasporto di passeggeri e merci per il porto di Bandar Abbas sulle coste del Golfo Persico, un centro di trasporto iraniano strategicamente importante. Il traffico marittimo proveniente dall’Asia potrà essere spedito da lì. Il punto più estremo dell’ITC Nord-Sud è il porto indiano di Mumbai, una delle città più popolose del mondo. Mumbai è un importante centro economico, non solo dell’India, ma dell’Asia nel complesso. La città si trova sulle coste del Mar Arabico ed è uno dei porti principali della regione al crocevia di numerose rotte internazionali.
All’inizio del marzo 2017 si ebbe il test della sezione Astara-Astara, anche se questa non è la parte più grande della tratta Astara-Rasht-Qazvin, la sua apertura è di grande importanza politica. L’inizio del traffico ferroviario Astara-Astara attraverso il confine iraniano-azero testimonia la reciproca fiducia dei due Paesi e l’assenza di differenze significative tra essi, compresa la questione della provincia iraniana del sud dell’Azerbaigian, che chiede periodicamente la secessione dall’Iran. Non era casuale che l’itinerario Astara-Astara sia stata testato durante la visita in Iran del presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliev, durante la quale s’incontrava con il Presidente dell’Iran Hassan Rouhani. Nei negoziati si discusse principalmente della cooperazione Iran-Azerbaigian nei trasporti. Furono firmati nuovi documenti relativi alla costruzione ferroviaria. A fine giugno 2017, il Ministero delle Strade e Sviluppo Urbano iraniano riferì che la tratta Qazvin-Rasht sarà presto pronta. Si prevede sia inaugurata a fine estate 2017. La costruzione della tratta Qazvin-Rasht fu avviata nel 2009. La realizzazione di questa tratta di 205 km è stata costosa. La tratta attraversa un terreno dalla topografia complessa e richiede numerosi ponti e tunnel. La tratta Qazvin-Rasht è già definita il progetto ferroviario più sofisticato dell’Iran. Nel luglio 2017, due società, Ferrovie Iraniane e Ferrovie Azere, firmarono l’accordo per costruire un grande terminal ferroviario ad Astara iraniana attraverso cui l’Azerbaigian intende trasportare merci in grandi quantità. La parte azera è disposta ad investire 60 milioni di dollari nel progetto. Allo stesso tempo, i media informavano della firma dell’accordo Iran-Azerbaigian sulla costruzione della tratta Astara-Rasht, il collegamento mancante della rotta Astara-Qazvin-Rasht in Iran. La costruzione dovrebbe costare più di 1 miliardo di dollari. L’Azerbaijan intende avanzare all’Iran un credito di 500 milioni di dollari. La creazione della tratta Astara-Rasht sarà l’ultimo passo per la connessione tra i sistemi ferroviari azero e iraniano, e sarà uno degli eventi più importanti della storia del progetto ITC Nord-Sud.
Il rilancio dell’interesse dell’India nel progetto potrebbe essere visto come indicazione del progresso chiaramente efficace dell’ITC. Nel luglio 2017, una delegazione parlamentare indiana visitò Mosca per partecipare a una riunione della Commissione interparlamentare russo-indiana. Dopo la riunione, il portavoce della Camera del Parlamento dell’India Sumitra Mahajan dichiarò che Russia e India dovrebbero sviluppare la cooperazione in vari ambiti, tra cui il progetto ITC Nord-Sud. Vi sono molti fattori che potrebbero far divenire l’ITC Nord-Sud una delle più importanti arterie dei trasporti dell’Eurasia. In primo luogo, costo e durata elevati della tradizionale rotta marittima Asia-Europa. In secondo luogo, l’instabilità in Medio Oriente, che pone diversi pericoli al traffico marittimo che attraversa il canale di Suez. Il terzo fattore è lo sviluppo costante del progetto Nuova Via della Seta cinese. Nonostante tutti i vantaggi della NSRI, molti dei principali attori della regione asiatica (soprattutto l’India) temono un rapido aumento dell’influenza cinese. Al tempo stesso, sono consapevoli della necessità dell’integrazione economica e dei trasporti dell’Eurasia. Di conseguenza, si affrettano a trovare o creare corridoi alternativi. L’ITC Nord-Sud è adatto a questo ruolo. È possibile che la creazione di un efficiente sistema ferroviario per tutta la sua lunghezza sia al capolinea, dopo di che avrà la meritata popolarità.Dmitrij Bokarev, esperto politologo, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin e Xi sui colloqui russo-cinesi

Vladimir Putin e il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping hanno fatto dichiarazioni per la stampa dopo i colloqui russo-cinesi
Kremlin, Mosca, 4 luglio 2017Presidente della Russia Vladimir Putin:
Signor Presidente Xi Jinping, onorevoli colleghi,
La visita ufficiale in Russia dal Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping è certamente l’evento centrale di quest’anno nelle relazioni tra i nostri Stati. Ieri il sig. Xi Jinping e io abbiamo avuto una riunione informale e scambiato apertamente opinioni sui temi più importanti della cooperazione bilaterale. Oggi abbiamo avuto colloqui intensi assieme a membri del governo e principali dirigenti di grandi aziende. Siamo giunti all’opinione comune che la partnership strategica russo-cinese ha acquisito dinamiche impressionanti in quasi tutte le aree. Vorrei sottolineare che gran parte del merito di ciò va al Signor Xi Jinping. Gli è stato assegnato l’Ordine di Sant’Andrea l’Apostolo in riconoscimento del contributo personale al consolidamento dell’amicizia tra i popoli di Russia e Cina. Come avete visto, sono lieto di presentare questo massimo premio di Stato della Federazione Russa al nostro amico al Cremlino oggi. Durante le nostre conversazioni, abbiamo esaminato un’intera gamma di questioni relative alle relazioni russo-cinesi e abbiamo raggiunto importanti accordi per l’ulteriore promozione dei rapporti bilaterali in diverse aree. Abbiamo avuto una discussione approfondita sulla cooperazione economica, sottolineando in particolare che il commercio continua a crescere quest’anno, come lo scorso anno. Nel 2016 gli scambi sono aumentati del 4%, a 66 miliardi di dollari, mentre nei quattro mesi di quest’anno sono aumentati di un sostanziale 37% o 24,5 miliardi di dollari. La nostra area prioritaria di cooperazione è l’energia. La Russia è un fornitore leader di petrolio della Cina. Nel 2016 la Russia ha esportato 27,3 milioni di tonnellate in base ai soli accordi intergovernativi. Le esportazioni totali, compresi i contratti commerciali, ammontano a 52,5 milioni di tonnellate. La costruzione del gasdotto Power of Siberia continua. Lasciatemi ricordare che questo gasdotto trasporterà 38 miliardi di metri cubi di gas in 30 anni. Come visto, i dirigenti di Gazprom e China National Petroleum Corporation hanno appena firmato un accordo supplementare sulle prime forniture di gas naturale nel dicembre 2019. I parametri della rotta occidentale vanno ancora concordati. La costruzione della centrale produttiva Jamal LNG è nella fase finale. L’interesse significativo del 29,9% di questo progetto appartiene ai nostri partner cinesi. Ad oggi l’impianto è completo al 90 per cento ed è previsto l’avvio a fine anno. Lasciatemi notare la riuscita costruzione della prima unità della centrale nucleare di Tianwan. Il prossimo anno, altre due unità diventeranno operative. Abbiamo accettato di continuare la stretta collaborazione nell’industria dell’energia nucleare. Oggi ci siamo particolarmente concentrati sulle industrie high-tech, in primo luogo l’esplorazione spaziale congiunta. Lavoriamo al prossimo programma spaziale, per il 2018-2022. I progetti congiunti riusciti nell’aviazione comprendono la progettazione di un nuovo velivolo a lungo raggio e di un elicottero pesante civile. Per quanto riguarda i trasporti, sviluppiamo un progetto ferroviario ad alta velocità tra Mosca e Kazan e discutiamo sulla localizzazione della produzione del materiale rotabile in Russia. Un altro progetto dei trasporti è la costruzione dell’autostrada dall’Europa occidentale alla Cina occidentale. La sezione russa sarà completata nel 2019. Vediamo un grande potenziale nell’uso congiunto della rotta del Mare del Nord e delle ferrovie Trans-Siberiana e Bajkal-Amur. Questo è in gran parte in sintonia con le iniziative dei nostri partner cinesi discusse all’ultimo forum internazionale “The Belt and Road” in Cina. L’iniziativa del leader cinese merita la massima attenzione e sarà sostenuta dalla Russia in ogni modo possibile.
Sono fiducioso su questi grandi progetti, che creeranno un commercio intenso, produzione moderna, posti di lavoro e rapido sviluppo delle regioni russe e cinesi. Ci siamo posti come compito sviluppare in modo attivo la sfera creditizia e finanziaria e la cooperazione in questo settore. L’anno scorso, a proposito, l’investimento diretto cumulato dalla Cina è aumentato del 12 per cento, a 2,3 miliardi di dollari. Abbiamo sostenuto l’accordo tra il Fondo d’investimento diretto russo e la Banca di sviluppo cinese per creare un fondo d’investimento congiunto da 65 miliardi di yuan. Abbiamo accettato di continuare le consultazioni sull’ampio uso delle nostre valute nazionali nelle transazioni e negli investimenti mutui. Sono sicuro che questo promuoverà l’apertura in Cina del primo ufficio estero della Banca Centrale della Federazione Russa. Vediamo opportunità significative nella cooperazione agricola. L’anno scorso, il volume delle esportazioni agricole russe è cresciuto del 17 per cento, a 1,6 miliardi di dollari. Inoltre, è stato deciso di aumentare le importazioni di grano russo. Attualmente viene stilato un documento sull’accesso ad altre colture sul mercato cinese. Abbiamo anche discusso la questione delle restrizioni da togliere all’importazione di carni e pollame russi in Cina. Abbiamo avuto uno scambio approfondito di opinioni sull’accesso all’attività dell’Unione economica eurasiatica con l’Iniziativa cinese sulla cintura economica della Via della Seta. Si tratta di una direzione altamente promettente, mettendo in comune l’impegno collettivo con la nostra idea di formare un partenariato eurasiatico. Altri temi importanti sono stati affrontati nei colloqui, in particolare i contatti umanitari. Abbiamo discusso altri piani in dettaglio durante l’incontro con il sig. Xi Jinping e con i rappresentanti delle comunità pubbliche, commerciali e mediatiche dei due Paesi. Abbiamo notato l’adozione riuscita del nuovo ambizioso progetto di scambi annuali tra media russi e cinesi. Il regolare forum sui media (Cina-Russia) doveva coincidere con la visita di Xi Jinping. Il risultato principale di questo forum è stato l’accordo sul lancio di Katjusha, il nostro terzo canale televisivo culturale ed educativo in Cina. Un accordo sulla produzione cinematografica è stato preparato per la firma. C’è anche una buona esperienza sulla produzione dell’animazione. Intendiamo rafforzare ulteriormente i nostri legami scientifici e di ricerca. Ad oggi, circa 25000 cittadini cinesi studiano in Russia e 17000 studenti russi studiano in Cina. Entro il 2020, gli scambi sull’istruzione dovrebbero raggiungere le 100000 persone. Da settembre, la prima università russo-cinese congiunta di Shenzhen, creata con l’assistenza dell’Università di Stato di Mosca e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, inizierà ad accettare i primi studenti. A lungo termine, l’università accoglierà 5000 studenti. Abbiamo anche notato una dinamica positiva nell’industria del turismo. I cittadini cinesi sono il maggiore gruppo turistico in Russia. Nel 2016, il numero è aumentato al 30 per cento, o 1,28 milioni di persone. La Cina è diventata la seconda destinazione più popolare dei turisti russi, indicando anche la notevole crescita del 30%.
Naturalmente, nei confronti delle questioni politiche internazionali è stata prestata particolare attenzione. Russia e Cina interagiscono attivamente nell’arena internazionale. Abbiamo concordato con il Sig. Xi Jinping di rafforzare la cooperazione in vari formati multilaterali, in particolare presso ONU, SCO e G20, riflettendosi nella nostra dichiarazione congiunta. Tra due giorni, insieme al Presidente cinese Xi Jinping, prenderemo parte al vertice del G20 ad Amburgo. Come tradizione avremo anche il vertice dei leader BRICS. Come sapete, quest’anno la Cina ha la presidenza dell’associazione ed ospiterà il summit ufficiale a Xiamen a settembre. Le nostre priorità nella politica estera comune comprende la risoluzione completa della questione della penisola coreana al fine di garantire pace e stabilità nell’Asia nordorientale. Abbiamo accettato di promuovere attivamente la nostra iniziativa comune basata sul piano proposto dalla Russia per la sistemazione coreana e le iniziative cinesi per il congelamento parallelo delle attività missilistiche e nucleari della RPDC e delle manovre militari su larga scala di Stati Uniti e Repubblica Di Corea. Abbiamo scambiato opinioni sulla crisi siriana e su altre questioni in sospeso. Abbiamo discusso sulle prospettive dell’attuazione degli accordi sul programma nucleare iraniano. Riassumendo, Russia e Cina hanno opinioni molto vicine o identiche sulle principali questioni internazionali. Intendiamo continuare a sviluppare il nostro coordinamento in politica estera.
In generale, i colloqui di oggi svilupperanno ulteriormente le relazioni veramente amichevoli tra Russia e Cina. Vorrei ringraziare ancora una volta i nostri amici cinesi per il dialogo aperto e utile. Vorrei anche esprimere la mia gratitudine al nostro amico, il Presidente Xi Jinping.
Grazie per l’attenzione.Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping:
Signor Presidente Putin, colleghi russi, rappresentanti dei media, buon pomeriggio. Sono molto contento di incontrarmi con il mio buon amico Presidente Putin. Questa è la mia sesta visita in Russia dall’assunzione della carica di Presidente della Cina nel marzo 2013. Abbiamo appena avuto il nostro terzo incontro quest’anno con il Presidente Putin, abbiamo scambiato opinioni sulle relazioni bilaterali e una serie di importanti questioni internazionali e regionali, e abbiamo raggiunto ampi accordi. È un grande onore per me aver ricevuto l’Ordine di Sant’Andrea, che conservo e considero simbolo dei vostri profondi sentimenti di amicizia per la nazione cinese. Oggi abbiamo firmato e pubblicato la dichiarazione congiunta di Repubblica popolare cinese e Federazione russa sull’estesa espansione del partenariato globale e della cooperazione strategica, nonché la dichiarazione congiunta sullo stato attuale degli affari globali e su importanti questioni internazionali, e abbiamo approvato il piano d’azione per attuare le disposizioni del trattato su buon vicinato, amicizia e cooperazione per il 2017-2020. I nostri Ministri degli Esteri hanno firmato dichiarazioni congiunte dei ministeri dei due Paesi sulla questione della penisola coreana. Dipartimenti ed enti commerciali corrispondenti hanno firmato numerosi accordi di cooperazione. Possiamo dire che questa visita è stata produttiva e ha dato nuovo impulso allo sviluppo del partenariato globale e della cooperazione strategica cinese-russa. Il Signor Putin e io condividiamo l’opinione che oggi le relazioni cinesi-russe siano le migliori mai avutesi. Qualunque siano i cambiamenti nella situazione internazionale, le nostre determinazione e fiducia nello sviluppo e approfondimento del nostro partenariato strategico restano incessanti. Continueremo a vedere le nostre relazioni bilaterali come priorità della nostra politica estera e ci sosterremmo reciprocamente su questioni relative agli interessi vitali dei nostri Paesi, promuoviamo attivamente la cooperazione pluridecennale delle nostre relazioni, che si sviluppano ad alti livelli, facendone il motore dello sviluppo e della ripresa dei nostri Paesi e pietra angolare per preservare pace e stabilità globali.
Siamo lieti di notare che quest’anno, gli sforzi congiunti nella nostra ampia collaborazione hanno portato a una forte crescita. Nei primi cinque mesi di quest’anno, il commercio reciproco ha raggiunto i 32,4 miliardi di dollari, in crescita del 26,1 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La Cina rimane il principale partner commerciale della Russia. I nostri parametri commerciali sono in continuo miglioramento. Si compiono progressi in numerosi progetti strategici tra cui energia, investimenti, spazio, aviazione e infrastrutture dei trasporti. Sviluppiamo il nostro coordinamento nell’iniziativa One Belt, One Road e nell’UEE, e promuoviamo sviluppo e prosperità del continente eurasiatico. Tutti questi risultati straordinari hanno avvantaggiato il nostro sviluppo economico e contribuito a rilanciare l’economia globale nel complesso. Anche i nostri contatti umanitari si sono sviluppati rapidamente negli ultimi anni. Ad esempio, attuiamo manifestazioni nel quadro dei nostri anni di scambio nazionali, scambi linguistici, scambi nel turismo e anche scambi tra i giovani. Quest’anno abbiamo attuato con successo l’anno dei nostri mass media. I mutui viaggi sono divenuti più intensi e più comodi. Il numero di persone che studiano e visitano l’altro, come i turisti, è aumentato in modo significativo. La nostra università congiunta di Shenzhen riconoscerà i suoi primi candidati quest’anno. Questo anno è il 20ennale del Comitato di Amicizia, Pace e Sviluppo Cina-Russia e il 60esimo della creazione dell’Associazione di Amicizia Cina-Russia. Ho fiducia nelle parti che faranno tutto il possibile per rafforzare la base pubblica e popolare delle relazioni cinesi-russe.
Il Presidente Putin e io, siamo fermamente d’accordo sul fatto che il mondo attuale è inquieto, i conflitti locali e le guerre compaiono ininterrottamente. Come detto, le questioni come la penisola coreana e la Siria rimangono complicate. Siamo decisi a rafforzare coordinamento e cooperazione con la Russia negli affari internazionali insieme alla comunità internazionale, aumentare gli sforzi per ottimizzare il sistema di governance globale per mantenere l’equilibrio strategico e la stabilità in tutto il mondo, sconfiggendo congiuntamente minacce globali e sfide come il terrorismo, lavorando insieme per incoraggiare il processo di risoluzione dei conflitti nei focolai attraverso mezzi politici e formando un nuovo tipo di relazioni interstatali basate su cooperazione e mutuo vantaggio. Il Presidente Putin e io parteciperemo al vertice dei G20 ad Amburgo. Cina e Russia, da economie leader mondiali, favoriscono un’economia globale più aperta. Ci coordineremo e collaboreremo nell’ambito dei G20 al fine di promuovere la crescita economica globale. Il Presidente Putin e io siamo pronti a mantenere stretti contatti ed utilizzare strategicamente il ruolo di governo dei nostri contatti nello sviluppo delle relazioni cinesi-russe. Invito il Presidente Putin a visitare la Cina a settembre per il vertice BRICS, continuando i nostri contatti amichevoli e profondi.
Grazie per l’attenzione.

Dichiarazione congiunta dei Ministri degli Esteri russo e cinese sui problemi della penisola coreana
MID 04-07-2017Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese sono i vicini della penisola coreana, per cui lo sviluppo della situazione nella regione riguarda gli interessi nazionali di entrambi i Paesi. Russia e Cina coordineranno strettamente i rispettivi sforzi per promuovere una soluzione complessa ai problemi della penisola coreana, compresa la questione nucleare, al fine di raggiungere pace e stabilità duraturi nel nord-est asiatico. Nello spirito della cooperazione strategica, i Ministri degli Esteri di Russia e Cina (di seguito “parti”) dichiarano quanto segue:
1. Le parti sono seriamente preoccupate dalla dichiarazione del 4 luglio 2017 della Repubblica democratica popolare di Corea (DPRK) relativa al lancio di missili balistici e considera tali affermazioni inaccettabili e in disarmonia con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
2. Le Parti esprimono serie preoccupazioni sullo sviluppo della situazione nella penisola coreana e vicino ad essa. L’aumento della tensione politica e militare nella regione, la piena eruzione di un conflitto armato, richiedono alla comunità internazionale di adottare misure collettive per risolvere in modo pacifico la situazione attraverso dialogo e consultazioni. Le parti si oppongono a qualsiasi dichiarazione o mosse che possano aumentare la tensione o aggravare le contraddizioni, e sollecitano tutti i Paesi interessati a mantenere la calma, rinunciare a provocazioni o retoriche bellicose, dimostrare disponibilità al dialogo senza prerequisiti e collaborare attivamente per placare la tensione.
3. Le Parti avanzano un’iniziativa congiunta basata sulle idee proposte dai cinesi sul “doppio congelamento” (attività missilistica e nucleare da parte della RPDC e esercitazioni congiunte su larga scala da parte di Stati Uniti e Repubblica di Corea), “Avanzamento parallelo” verso la denuclearizzazione della penisola coreana, creazione di meccanismi di pace nella penisola e graduale piano di sistemazione coreana proposto dalla Russia.
Le Parti propongono quanto segue:
La RPDC, tramite una decisione politica volontaria, annuncia una moratoria sulla sperimentazione di dispositivi esplosivi nucleari e test missilistici balistici, e Stati Uniti e Repubblica di Corea dovrebbero quindi astenersi da esercitazioni congiunte su larga scala. Contemporaneamente, le parti in conflitto iniziano i colloqui e affermano i principi comuni delle loro relazioni, tra cui non uso della forza, rinuncia all’aggressione, convivenza pacifica e determinazione a fare tutto il possibile per denuclearizzare la penisola coreana promuovendo una risoluzione complessa su tutti i problemi, inclusa la questione nucleare. Nel processo negoziale, tutte le parti interessate spingono a un formato adatto per la creazione nella penisola e nell’Asia nordorientale di un meccanismo di pace e sicurezza, di conseguenza normalizzando le relazioni tra i Paesi interessati. Le parti invitano la comunità internazionale a sostenere la summenzionata iniziativa aprendo una via autentica alla risoluzione dei problemi nella penisola coreana.
4. Le parti sono decisamente impegnate verso il regime internazionale di non proliferazione e sono fermamente dedite alla denuclearizzazione della penisola coreana e a una completa attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Le Parti intendono, congiuntamente con altre parti interessate, continuare ad impegnarsi a facilitare l’eliminazione equilibrata delle preoccupazioni esistenti attraverso dialogo e consultazioni. Le parti confermano che le preoccupazioni giustificate della RPDC vanno rispettate. Altri Stati devono compiere sforzi per riprendere i colloqui e creare congiuntamente un’atmosfera di pace e mutua fiducia. Le Parti invitano tutte le parti interessate a rispettare gli impegni formulati dalla dichiarazione congiunta del 19 settembre 2005 e a rilanciare il più rapidamente possibile il dialogo sulla risoluzione completa dei problemi della penisola coreana. Occorre escludere qualsiasi possibilità di utilizzare mezzi militari per risolvere i problemi della penisola coreana.
5. Le Parti esprimono sostegno a Nord e Sud della Penisola Coreana nel condurre dialogo e consultazioni, mostrare mutua benevolenza, migliorare le relazioni, cooperare su una sistemazione pacifica e svolgere un ruolo determinante nella dissoluzione della situazione nella penisola coreana e risolvere i propri problemi in modo corretto.
6. Le Parti confermano di prestare sufficiente attenzione al mantenimento di equilibrio e stabilità internazionali e regionali e sottolineano che le relazioni di alleanza tra Stati distinti non dovrebbero infliggere danni agli interessi di terzi. Sono contro qualsiasi presenza militare di forze extraregionali nell’Asia nordorientale e loro accumulazione con il pretesto di contrastare i programmi missilistici e nucleari della RPDC. Le parti confermano che la diffusione dei sistemi antimissile THAAD nell’Asia nordorientale provoca gravi danni agli interessi strategici e di sicurezza degli Stati regionali, tra cui Russia e Cina, e non aiuta a raggiungere gli obiettivi della denuclearizzazione della penisola coreana, né a garantire pace e stabilità nella regione. Russia e Cina si oppongono alla diffusione di tali sistemi, invitano i Paesi interessati a fermare e annullare immediatamente il processo di schieramento e ad accettare le misure necessarie per proteggere gli interessi alla sicurezza dei due Paesi e a garantire un equilibrio strategico regionale.

Questa dichiarazione è stata firmata il 4 luglio 2017 a Mosca.
Per il Ministero degli Affari Esteri della Federazione russa
Per il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica popolare cineseTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora