Una linea nella steppa: la NATO incontra una SCO ampliata

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 19.06.2017Mentre i capi della NATO si congratulano per l’adesione del piccolo Montenegro, la forza di controbilanciamento della NATO ad est ha accolto a pieno titolo India e Pakistan. Mentre la bandiera del Montenegro è stata sollevata presso la sede della NATO a Bruxelles, le bandiere della democrazia più popolosa del mondo e della terza popolazione musulmana, India e Pakistan, sono state sollevate presso la sede a Pechino dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO). L’allargamento della SCO ha effettivamente neutralizzato la marcia a lungo attesa della NATO verso est, con l’intenzione d’inglobare gli Stati ex-sovietici dell’Asia centrale. L’ampliamento della SCO segnala anche la fine del sogno dei neoconservatori del “nuovo secolo americano” che domina l’intero pianeta e anche lo spazio. Il 21esimo secolo sarà un “nuovo secolo euroasiatico” con Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione europea e NATO emarginati, osservatori anemici che si contendevano il centro di un potere globale che si sposta verso la massa terrestre eurasiatica.
Nel 1904, Halford Mackinder scrisse un articolo profetico, intitolato “Il Perno Geografico della Storia”, presentando ciò che chiamò “la teoria dell’Heartland” geopolitico. L’“Heartland” di Mackinder comprende Asia, Europa e Africa, che chiamò “Isola-Mondo”. Nel 1919, Mackinder osservò che qualunque potenza controllasse l’Isola-Mondo avrebbe anche controllato il Mondo. “Chi controlla l’Europa orientale controlla l’Heartland; chi controlla l’Heartland controlla l’Isola-Mondo; chi controlla l’Isola-Mondo, controlla il Mondo”. Mackinder descrisse Gran Bretagna e Giappone come “isole off-shore” dell’Isola-Mondo. Le “Isole Periferiche” erano le Americhe e l’Australia. L’espansione della SCO con l’adesione di India e Pakistan e altre nazioni eurasiatiche che bussano alla porta dell’organizzazione, realizza l’Isola-Mondo di Mackinder quale evento fondamentale che eliminerà il dominio unipolare mondiale di Stati Uniti ed alleati. India e Pakistan, pur non andando d’accordo hanno deciso di mettere da parte le differenze, riconoscendo che l’allineamento a Cina e Russia nella SCO è preferibile a un’alleanza dubbia con gli Stati Uniti. Per la Cina, indiani e pakistani nella SCO sono un importante impulso all’Iniziativa della Via della Seta, conosciuta anche come progetto “One Belt, One Road” per la realizzazione di nuovi collegamenti autostradali, ferroviari e marittimi con i Paesi di tutto il mondo. La prospettiva è che grandi autostrade trans-himalayane e collegamenti ferroviari tra la Cina e il subcontinente indiano siano la spinta alle economie di India e Pakistan che riduca le differenze religiose sul controllo del Kashmir a favore di un’intesa e una più stretta cooperazione economica. Secoli di guerre religiose tra cattolici e protestanti nell’Irlanda del Nord finirono dopo che Irlanda e Irlanda del Nord aderirono all’Unione Europea. Lo sviluppo economico dell’Irlanda, a nord e a sud, è preferibile alla guerriglia. Lo stesso potrebbe avvenire nel Kashmir se i progetti della Cina sulla Via della Seta spingessero musulmani ed indù a concludere che una migliore situazione economica possa relegare la guerra religiosa ad anacronistico ostacolo.
La paura che India e Pakistan disturbino la SCO con le reciproche differenze politiche fu messa a tacere quando la SCO sottolineò che la sua carta proibisce rigidamente agli aderenti di usare l’organizzazione per promuovere qualsiasi frattura. La stessa regola si applica alle tensioni tra India e Cina. La Cina mostra i muscoli in ciò che Mackinder chiamava “Isola Periferica”, le Americhe. La Cina ha reso ancor più importante il progetto Via della Seta instaurando i rapporti diplomatici con Panama dopo che la nazione che controlla l’omonimo canale, aveva tagliato le strette relazioni diplomatiche con Taiwan. China Communications Construction, China Railway Group e COSCO Shipping Company sono interessati ai principali progetti di miglioramento delle infrastrutture di Canale di Panama e regione circostante. La società del miliardario cinese Wang Jing, la società di investimenti per lo sviluppo del canale Hong Kong-Nicaragua, avviva nel 2015 il canale da 40 miliardi di dollari attraverso il Nicaragua. Nicaragua, El Salvador, Paraguay e Repubblica Dominicana dovrebbero presto interrompere i rapporti con Taiwan e riconoscere Pechino. Ciò faciliterà la continua estensione dell’influenza cinese sulle “isole periferiche” dell’Eurasia. Il controllo cinese su due canali in America Centrale darà enormi potenzialità economiche, internazionali e nel cortile degli Stati Uniti.
Sulla strada dell’unione della SCO vi è l’Afghanistan, dove l’amministrazione Trump annuncia l’invio di 4000 militari per la più lunga guerra degli USA. Sarà presto il momento in cui la SCO, dopo la transizione dell’Afghanistan allo status di osservatore, ordinerà a Stati Uniti e NATO di ritirare le truppe d’occupazione da uno Stato aderente alla SCO. Washington rischierebbe la guerra con le quattro nazioni più popolose dell’Eurasia per mantenere i militari in una nazione della SCO? E’ dubbio, specialmente perché gli Stati Uniti vanno riducendosi a potenza politica di seconda classe in possesso di una forza militare tecnicamente avanzata e globalmente dispiegabile. Gli Stati Uniti hanno cercato di cooptare la Mongolia, situata tra Russia e Cina, quale posto d’ascolto per Agenzia d’Intelligence Centrale, Agenzia d’Intelligence della Difesa e Agenzia Nazionale per la Sicurezza. Questi sforzi saranno emarginati dopo che la Mongolia aderirà finalmente alla SCO. E complicando le cose per Washington e la sua alleanza di potentati arabi nel Golfo Persico ed Israele, la prossima nazione asiatica che aderirà alla SCO è l’Iran. Mentre l’Iran era sottoposto alle sanzioni delle Nazioni Unite, gli fu proibito di aderire alla SCO. Tuttavia, dopo la revoca delle sanzioni nel 2016, la Cina annunciava che l’Iran sarà il prossimo ad aderire a pieno titolo dopo India e Pakistan.
L’adesione dell’Iran, e anche della Bielorussia ed altre nazioni che aspirano a aderire alla SCO, renderà l’organizzazione una potenza che può opporsi non solo a Stati Uniti e NATO, ma anche a Unione europea e Giappone. In attesa di entrare tra gli osservatori della SCO vi sono i partner del dialogo Azerbaigian, Cambogia, Armenia, Nepal, Turchia e Sri Lanka. Interesse per la SCO è anche espresso da Bangladesh, Vietnam, Egitto, Siria, Iraq e Maldive. Sembra che non ci sia lo stomaco per Russia o Cina verso l’Arabia Saudita. Dopo il blocco economico saudita al Qatar, è probabile che il Qatar possa divenire osservatore o partner del dialogo della SCO. La SCO non desidera particolarmente accettare le richieste a partner del dialogo presentate da Ucraina e Israele, che sarebbero i “cavalli di Troia” statunitensi nella comunità SCO. A differenza della NATO, la SCO è molto attenta a non crescere troppo velocemente. India e Pakistan hanno atteso 12 anni per aderirvi. Ironia della sorte, la SCO si preparava ad accettare la prima nazione della NATO, la Turchia, quale membro. Un simile sviluppo potrebbe vedere la Turchia quale primo Stato membro della NATO uscire dal patto militare a favore della SCO.
I social media occidentali hanno scelto d’ignorare quasi completamente l’adesione di India e Pakistan nella SCO. I media occidentali che hanno scelto di seguire l’evento l’hanno fatto presentando i punti di vista del Council on Foreign Relations (CFR) collegato alla CIA. CFR e altri “think tank” spiegano che SCO e alleanza BRICS di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica sono organizzazioni internazionali indegne di molta stampa. Infatti, Unione europea e NATO affrontano dissensi interni e cadute sulla scena mondiale.La ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La SCO anti-Stato profondo si consolida

Covert Geopoliticcs 13 giugno 2017Dietro i titoloni dei media mainstream, molte organizzazioni geopolitiche d’Eurasia continuano a rafforzarsi lontano dall’influenza egemonica occidentale. Queste organizzazioni puntano a una collaborazione costruttiva che capitalizzi su obiettivi a lungo termine condivisi, rispettando la cultura unica di ciascun Paese aderente. Ciò significa che alcun Paese può imporre la sua propria volontà al gruppo, o ad uno degli aderenti. Con la capitolazione del Brasile ai banditi di Wall Street, i rimanenti aderenti del blocco BRICS gravitano ancor più verso l’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai a guida cinese, dalla prima metà del 2016.

Che cos’è l’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai?
L’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai è un’alleanza politica, militare ed economica che comprende Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. L’elenco dei Paesi candidati all’adesione comprende Pakistan, India e Iran. Bielorussia, Mongolia, Iran, Afghanistan, India e Pakistan hanno lo status di osservatore, mentre Azerbaigian, Cambogia, Armenia, Nepal, Turchia e Sri Lanka quello di partner del dialogo. La SCO fu fondata dai dirigenti dei sei Stati aderenti a Shanghai il 15 giugno 2001, ma la storia dell’organizzazione risale al 1996, quando i leader russi, cinesi, kazachi, kirghisi e tagichi si riunirono a Shanghai e firmarono il trattato per ampliare l’unione militare nelle regioni di confine. L’anno dopo, gli stessi leader a Mosca firmarono il trattato sulla riduzione delle forze militari nelle regioni di confine, e questi due documenti ampliarono la cooperazione tra i Paesi. Nel giugno 2002 i leader della SCO ne firmarono la Carta al vertice di San Pietroburgo in Russia, che entrò in vigore il 19 settembre 2003. La Carta costituisce il documento fondamentale che stabilisce finalità e scopi dell’organizzazione, nonché struttura e principali aree di attività. Gli obiettivi principali della SCO includono rafforzamento della mutua fiducia e dei rapporti di buon vicinato tra gli aderenti, incoraggiandone la cooperazione efficace in politica, economia e commercio, scienza, tecnologia e cultura, istruzione, energia, trasporti, turismo e ambiente, sicurezza e stabilità regionale e creazione di una comprensione politica e economica internazionale equa, democratica e razionale. L’area totale degli Stati aderenti alla SCO ammonta a 30,2 milioni di chilometri quadrati, i tre quinti dell’Eurasia con 1,5 miliardi di persone. L’attività della SCO ha acquisito un’ampia dimensione economica nel settembre 2003, quando i membri firmarono un programma ventennale su commercio multilaterale e cooperazione economica. Il programma fissò l’obiettivo a lungo termine d’istituire una zona di libero scambio nella SCO e uno a breve termine per creare un ambiente favorevole a commercio ed investimenti. Nel 2006, l’alleanza annunciò i piani per combattere il narcotraffico internazionale, visto come pilastro finanziario del terrorismo globale. Un’efficace contrapposizione congiunta alle minacce globali divenne questione fondamentale nell’agenda dell’organizzazione. Il trattato su buon vicinato, amicizia e cooperazione a lungo termine firmato nell’agosto 2007 a Bishkek, in Kirghizistan, fu un passo decisivo verso il rafforzamento del quadro giuridico dell’associazione. L’organizzazione s’impegnò a stabilizzare l’Afghanistan, travolto da un conflitto militare permanente. Il Consiglio dei Capi di Stato (CHS) è il principale organo decisionale della SCO e si riunisce una volta all’anno, prendendo decisioni fondamentali sull’attività dell’organizzazione. Il Consiglio dei Capi di Governo (SCG) dalla SCO si riunisce sempre una volta l’anno per discutere strategia e priorità nella cooperazione multilaterale e affrontare le questioni sulla cooperazione. Inoltre approva il bilancio annuale dell’organizzazione. Oltre alle riunioni CHS e CHG, c’è anche un meccanismo per organizzare riunioni a livello parlamentare, di segretari del Consiglio di sicurezza, ministri di Esteri, Difesa, Emergenza, Economia, Trasporti, Cultura, Istruzione e Sanità, nonché riunioni dei Capi delle forze dell’ordine, presidenti dei tribunali supremi e di arbitrato e dei procuratori generali. I principali organi economici dell’organizzazione sono il Consiglio economico della SCO, il Consorzio Interbancario della SCO e il Consiglio dei Coordinatori Nazionali (CNC) incaricati dell’interazione manageriale nella SCO. I soli due organi permanenti dell’organizzazione sono il Segretariato di Pechino, sotto la supervisione del Segretario Generale, e il Comitato esecutivo della Struttura Territoriale Regionale (RATS) di Tashkent, in Uzbekistan. Gli Stati aderenti alla SCO presiedono l’organizzazione attraverso una presidenza a rotazione annuale, completando il mandato con un vertice sul territorio dello Stato del presiedente. Il Segretario Generale e il Direttore del Comitato Esecutivo sono nominati dal CHS per tre anni. Le lingue ufficiali e operative della SCO sono russo e cinese. SputnikLa SCO guidata dalla Cina è completata dall’Unione economica eurasiatica (UEE) e dall’ASEAN. Queste organizzazioni geopolitiche troveranno comunanza nel grande impegno sul progetto economico One Road, One Road, OBOR, che rilancia lo spirito dell’antica Via della Seta che attraversava l’Eurasia secoli fa. Queste organizzazioni non occidentali cercano di migliorare l’attuale struttura e comportamento delle Nazioni Unite, iniziando con l’elezione del Segretario generale António Guterres. Mentre cooperano sul terrorismo (leggi: mafia khazara), il bilancio militare combinato non supera quello di 600 miliardi di dollari degli Stati Uniti, il che significa che non usa il denaro a vantaggio del solo complesso industriale militare. Tuttavia, offre la dovuta sicurezza collettivamente. Infatti, la sola Russia possiede la più avanzata forza aerea delle superpotenze di oggi. Si dice che Cina e Russia abbiano perfezionato la tecnologia dello stormo per sconfiggere i nemici. Questa è esattamente la base da cui Putin ha avvertito l’occidente che “nessuno sopravviverà” con la prossima grande guerra cinetica. India e Iran sviluppano la proprie versioni della tecnologia militare russa, mentre la Turchia continua a cercare per la difesa aerea i missili S400 dalla Russia e potrebbe adempiere al desiderio nei prossimi mesi. Questo e la collaborazione cinese permettono alla Russia di resistere alle sanzioni economiche e diplomatiche dell’occidente.
Il vertice SCO di quest’anno ha celebrato l’adesione quasi impossibile di due rivali, India e Pakistan, dalla popolazione totale di 1,5 miliardi di abitanti, raddoppiando la popolazione della SCO a 3 miliardi! “L’adesione di India e Pakistan è il culmine dell’ultimo vertice“, osservava Jia Lieying, della Scuola di Relazioni Internazionali dell’Università di Lingua e Cultura di Pechino. “La loro adesione offrirà maggiori opportunità di cooperazione nell’ambito della SCO, ed è particolarmente importante notare che l’espansione agevolerà il miglioramento delle relazioni indo-pakistane e sino-indiane. Questi Stati potranno risolvere le contraddizioni esistenti nella nuova piattaforma, divenendo esempio positivo per altre organizzazioni regionali“, osservava Jia. L’adesione dell’India nella SCO non coi fu considerando le divergenze con il Pakistan, già felice destinatario delle infrastrutture dell’iniziativa Fascia e Via finanziata dalla Cina attraverso i nodi nella provincia del Kashmir, provocando il boicottaggio indiano del recente vertice OBOR di Pechino. Inoltre, lo Stato profondo inviava i suoi terroristi a rapire ed uccidere due insegnanti cinesi nel Baluchistan, per rovinare le relazioni Cina-Pakistan “per sempre“, prima del Vertice di Astana. “Oggi nuovi aderenti all’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai… L’espansione della SCO contribuirà senza dubbio a garantire che diventi più potente e influente nei campi politici, economici e umanitari“, dichiarava il Presidente Vladimir Putin al vertice SCO di Astana dell’8 giugno. Come gesto di buona volontà verso il rivale, l’India liberava 11 prigionieri pakistani che avevano terminato la detenzione. I prigionieri entrarono in Pakistan dal valico di confine Attari-Wagah. C’erano già stati dei prigionieri rilasciati, e l’India “è ottimista sul Pakistan che libererà prigionieri indiani in risposta. Secondo New Delhi, 132 prigionieri indiani si trovano in varie prigioni in Pakistan. 57 hanno già terminato la condanna. La mossa probabilmente faciliterà le relazioni tra i due Paesi, in tensione dall’escalation di violenze nello Stato di Jammu e Kashmir“. Sputnik
Rafforzando le maggiori organizzazioni militari ed economiche asiatiche si assicura la protezione delle risorse asiatiche dallo sfruttamento estero. L’istituzione di proprie banche globali (3), sistema finanziario denominato in risorse, proprie agenzie di rating, propria infrastruttura di cambio inter-bancario, piattaforme di scambio di titoli in oro, proprie risorse energetiche, queste organizzazioni hanno la forza formidabile che sicuramente istituzionalizzerà il mondo multipolare. Così i vecchi della mafia khazara, una volta terrorizzati, saranno completamente sconfitti prima di esalare l’ultimo respiro. Tuttavia, ciò non significa che il sistema schiavistico cesserà di operare in occidente. Ma ciò darà una grande opportunità alla popolazione occidentale di schiacciare facilmente la piramide dei cartelli, su cui intelletti eccezionali si sprecarono, se lo desidera. Ma una cosa è certa, a differenza dell’altra parte, l’avanzata dell’Asia non avverrà sui cadaveri degli occidentali.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Vertice storico della SCO: emerge un nuovo G8

Inessa Sinchougov, Fort Russ, 9 giugno 2017Astana, in Kazakistan, ha ospitato lo storico vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai. Storico perché per la prima volta dalla fondazione l’organizzazione ha nuovi membri. Ora include due altre potenze nucleari, India e Pakistan. Inoltre la SCO riunisce quasi la metà della popolazione mondiale. Secondo il rappresentante russo al vertice Vladimir Putin, tutto ciò renderà l’organizzazione più influente, e non solo in Eurasia. Evidenza visibile della crescente autorità della SCO, per la prima volta al vertice c’era il segretario generale delle Nazioni Unite. I sei Paesi fondatori ne hanno aggiunto due all’organizzazione, India e Pakistan. Quindi, la mappa geopolitica del mondo ha ora un nuovo “grande otto”. Nella foto cerimoniale compaiono i primi ministri indiano e pakistano, insieme ai leader di Russia, Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Può sembrare una formalità da protocollo, ma è il quadro della struttura più potente dell’Eurasia. Recentemente, sembrava che il dialogo tra India e Pakistan non fosse possibile. Sono Paesi dalle relazioni storicamente difficili e con controversie territoriali. I grandi otto riuniscono quasi la metà della popolazione mondiale e generano un quarto del PIL globale. “Nei Paesi dello SCO operano cellule dello SIIL, come mostra l’indagine sull’attentato in Russia a San Pietroburgo. Secondo i resoconti, lo SIIL pianifica la destabilizzazione in Asia centrale e nelle regioni meridionali della Russia. Di conseguenza, va rafforzato il coordinamento dei servizi speciali della SCO“, dichiarava il Presidente Vladimir Putin. “La Russia è all’avanguardia nella lotta al terrorismo, in particolare in Siria. Sappiamo che questa è la giusta richiesta per sostenere i nostri sforzi comuni nel combattere il terrorismo, in particolare in Afghanistan, vicino dell’Asia centrale”, dichiarava il Presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev. L’Afghanistan è attualmente Stato osservazione presso la SCO. Rispondendo ai giornalisti, Putin ha detto che nessuno al mondo potrà sopravvivere a uno scontro tra Stati Uniti e Russia. “Assai corretta e puntale, la caratteristica della SCO è che non permetterà la destabilizzazione del mondo“, dichiarava il Presidente della Bielorussia Alelsandr Lukashenko. L’enorme potenziale economico regionale veniva sottolineato dal leader cinese Xi Jinping. Il suo progetto “Via della Seta” si riferisce ai nuovi corridoi tra Asia e Europa e alla futura area di libero scambio. “Chiediamo di semplificare le procedure commerciali, di sviluppare un programma coordinato sulle autostrade, creare l’Unione dei centri economici ed associazioni imprenditoriali“, dichiarava il Presidente Xi Jinping.
I leader hanno utilizzato il vertice come piattaforma per i contatti bilaterali. Putin ha parlato con il Presidente della Mongolia e con il Primo Ministro Sharif su progetti congiunti. Il padiglione russo è uno dei più grandi dell’area espositiva, illustrando l’energia nucleare e le possibilità dell’Artico russo, rompighiaccio e centrali nucleari galleggianti per alimentare villaggi remoti. L’esposizione rimarrà per 3 mesi, e sarà visitata da più di 2 milioni di visitatori.

SCO: Combattere il male è possibile solo congiuntamente, Putin
Inessa Sinchougova, Fort Russ, 9 giugno 2017Il presidente russo ha partecipato al vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai a Astana. I leader della SCO hanno firmato la convenzione sulla lotta all’estremismo e sostenuto l’adesione di India e Pakistan nella struttura. Nel 2017, la SCO include Russia, Cina, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kazakistan. India e Pakistan sono ormai pieni aderenti, dopo due anni di preparazione. “Va ripetutamente detto che la principale minaccia alla sicurezza degli Stati aderenti alla SCO è soprattutto il terrorismo: la lotta contro tale male è importante, unendo gli sforzi della comunità internazionale“, dichiarava Vladimir Putin aprendo la riunione. “Nell’ambito della nostra organizzazione e delle sue agenzie specializzate, è in corso un lavoro congiunto e nello stesso tempo creiamo un’interazione altrettanto efficiente con altri partner, all’esterno della nostra organizzazione, vediamo cosa succede in Siria, Iraq, Afghanistan, Medio Oriente in generale e devo dire che la situazione politica negli Stati Uniti non è favorevole a garantire che il lavoro internazionale sia costruttivo e sistematico”. “Secondo i rapporti, lo SIIL prepara nuovi piani per destabilizzare l’Asia centrale e le regioni meridionali della Russia, per cui dobbiamo rafforzare il coordinamento dei servizi speciali dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, inclusa la struttura antiterroristica regionale“, sottolineava Putin. Vladimir Putin ha anche proposto di affidare ai Ministri degli Esteri degli Stati aderenti alla SCO l’elaborazione delle opzioni per risolvere la crisi in Afghanistan, osservatore nell’organizzazione. “Riteniamo importante riprendere il lavoro del gruppo di contatto Organizzazione della Cooperazione di Shanghai – Afghanistan”, sospeso nel 2009. A quanto pare, non tutti i Paesi della NATO vogliono esservi coinvolti. Quasi nessuno vuole tornare alla modalità piena“. La riunione proseguiva con la partecipazione dei capidelegazione dei Paesi osservatori della SCO e delle organizzazioni internazionali.
Il capo del Comitato Esecutivo della Struttura Regionale Antiterrorismo della SCO, Evgenij Sysoev, affermava che attraverso il coordinamento delle azioni nell’organizzazione si è riuscito ad impedire 40 crimini terroristici, inclusi 16 attentati. In totale, sono stati arrestati 100 membri di organizzazioni estremiste. Allo stesso modo, il Segretario Generale della SCO Rashid Alimov dichiarava che i Paesi aderenti appoggiano l’idea cinese dell’integrazione “One Belt – One Way“.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russia e India: 70 anni insieme

Vladimir Putin, The Times of India, 30 maggio 2017KremlinQuest’anno celebriamo l’anniversario di un evento veramente storico. Settant’anni fa, il 13 aprile 1947, i governi dell’URSS e dell’India annunciavano la decisione d’istituire missioni ufficiali a Delhi e a Mosca. Questo passo da parte nostra logicamente seguiva il nostro corso nell’aiutare l’India nella strada verso la liberazione nazionale e contribuì a rafforzarne l’indipendenza. Nei decenni seguenti, la nostra partnership bilaterale s’è ulteriormente intensificata e rafforzata, senza mai essere oggetto di opportunismi. Le relazioni uguali e mutualmente vantaggiose dei due Stati si sono sviluppate costantemente. Questo è abbastanza naturale. I nostri popoli hanno sempre avuto reciproca simpatia e rispetto per i rispettivi valori spirituali e culturali. Oggi possiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo raggiunto. Con l’assistenza tecnica e finanziaria della Russia, si crearono i pionieri dell’industrializzazione indiana: i complessi metallurgici di Bhilai, Visakhapatnam e Bokaro, l’impianto minerario di Durgapur, la centrale termoelettrica di Neyveli, l’impianto elettromeccanico di Korba, quelli per gli antibiotici di Rishikesh e farmaceutico di Hyderabad. Gli scienziati e gli accademici sovietici e poi russi parteciparono alla creazione di centri di ricerca e istruzione in India, come l’Istituto Indiano di Tecnologia di Bombay e gli istituti di ricerca dell’industria petrolifera di Dehradun e Ahmedabad. Siamo orgogliosi dei nostri specialisti che contribuirono a sviluppare il programma spaziale dell’India. Grazie a questa feconda cooperazione bilaterale, nel 1975 fu lanciato il primo satellite dell’India, Aryabhata, e il cittadino indiano Rakesh Sharma andò nello spazio nel 1984 come membro dell’equipaggio della Sojuz T-11.
Nell’agosto 1971 i nostri Paesi firmarono il Trattato di pace, amicizia e cooperazione, definendo i principi fondamentali delle relazioni bilaterali, come il rispetto della sovranità e degli interessi, il buon vicinato e la convivenza pacifica. Nel 1993 la Federazione Russa e la Repubblica dell’India confermarono l’inviolabilità di questi principi fondamentali nel nuovo Trattato di pace, amicizia e cooperazione. La Dichiarazione sul partenariato strategico firmato nel 2000 prevede un coordinamento stretto negli approcci per garantire pace e sicurezza internazionali e la soluzione dei pressanti problemi globali e regionali. I vertici annuali sono pratica consolidata nelle relazioni bilaterali indiano-russe che permettono di discutere tempestivamente sugli sforzi per conseguire i nostri obiettivi e fissare obiettivi a lungo termine. A inizio giugno, avremo un altro vertice con il Primo ministro Narendra Modi a San Pietroburgo e dovrebbe partecipare al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in cui l’India parteciperà per la prima volta come partner. Il quadro giuridico comprende più di 250 documenti aggiornati regolarmente. Un lavoro efficace è svolto nelle commissioni intergovernative sulla cooperazione nel commercio e nell’economia, nella scienza e nella tecnologia, nonché nella cultura e nel settore militare-tecnico. I ministeri degli Esteri, gli uffici del consiglio di sicurezza e i ministeri interessati mantengono un dialogo continuo. I legami interparlamentari e interregionali, nonché i contatti commerciali e umanitari si sviluppano attivamente. Viene inoltre rafforzata la cooperazione militare: le manovre congiunte terrestri e navali si svolgono regolarmente.
La cooperazione nell’uso pacifico dell’energia atomica è una delle componenti fondamentali del rapporto tra India e Russia. La costruzione della centrale nucleare di Kudankulam con la nostra assistenza è un progetto di punta in questo campo. Nel 2013 fu attivato il primo reattore nucleare. Nell’ottobre 2016, la seconda unità fu consegnata agli indiani ed iniziò la costruzione delle terza e quarta unità. Tutto ciò contribuisce all’attuazione dei piani di sviluppo dell’energia nucleare in India che prevedono la costruzione di almeno 12 unità entro il 2020. Tali obiettivi sono definiti da un documento congiunto, la Visione strategica per rafforzare la cooperazione India-Russia sull’uso pacifico dell’energia atomica. Abbiamo intenzione di condividere ulteriormente con l’India tecnologie più avanzate in questa importante industria e contribuire a migliorarne la sicurezza energetica. La collaborazione nel settore energetico convenzionale si sviluppa con successo. L’acquisto delle azioni della società russa “Vankorneft” effettuato da un consorzio indiano è il maggiore accordo bilaterale nel settore petrolifero. Attualmente sono considerate le possibilità di partecipazione delle imprese indiane ai progetti congiunti di esplorazione e produzione di idrocarburi nei fondali dell’Artico russo. Ci sono anche buone prospettive per la cooperazione nell’energia solare, nella modernizzazione delle centrali elettriche esistenti e nella costruzione di nuove nel territorio dell’India. Grandi progetti vengono realizzati nelle industrie metalmeccanica, chimica e mineraria, aeronautica, farmaceutica e medica. Una delle priorità è promuovere il commercio e migliorarne la struttura, nonché stimolare l’attività economica delle nostre comunità imprenditoriali. Mi riferisco al miglioramento della cooperazione industriale e all’aumento delle forniture di prodotti ad alta tecnologia, creando un ambiente migliore per gli affari e gli investimenti, utilizzando sistemi di pagamenti in valute nazionali. La decisione di avviare i negoziati su un accordo di libero scambio tra Unione economica eurasiatica e India, adottata nel dicembre 2016, è particolarmente importante. Sono state esplorate le possibilità di creare il corridoio internazionale dei trasporti nord-sud. Tutti questi fattori dovrebbero promuovere lo sviluppo della nostra cooperazione bilaterale e regionale. Per favorire l’afflusso reciproco di capitali, è stato istituito un gruppo di lavoro sui progetti d’investimento prioritari nell’ambito della commissione intergovernativa sul commercio, la cooperazione economica, scientifica, tecnologica e culturale. Sono stati scelti i 19 progetti più promettenti. La Russia s’è impegnata a partecipare nel programma a lungo termine “Make in India” avviato dal Primo ministro Narendra Modi. I nostri Paesi collaborano intensamente alla produzione di armi multiruolo ed equipaggiamenti militari. La coproduzione del missile supersonico da crociera “BrahMos” è il nostro orgoglio. Dal 1960, il valore complessivo dei contratti nel quadro della cooperazione militare e tecnica ammonta ad oltre 65 miliardi di dollari, mentre il portafoglio ordini nel 2012-2016 superava i 46 miliardi di dollari.
India e Russia sono partner paritari negli affari internazionali. I nostri Paesi sostengono l’istituzione di un sistema democratico multipolare nelle relazioni internazionali basato sul rigoroso rispetto dei principi del diritto e del ruolo centrale dell’ONU. Siamo disposti ad affrontare congiuntamente sfide e minacce del XXI secolo, promuovendo l’agenda unica e contribuendo a mantenere la sicurezza globale e regionale, interagendo efficacemente nei BRICS, associazione che grazie ai nostri sforzi collettivi aumenta di peso e influenza. A giugno, l’India aderirà a pieno titolo alla Shanghai Cooperation Organization, potenziandola notevolmente. India e Russia collaborano anche nel G20 e in altri formati internazionali. Vorrei anche rilevare che i nostri Paesi coordinano strettamente le posizioni su questioni complesse come la soluzione della situazione in Siria e la stabilità nella regione del Medio Oriente e Nord Africa, contribuendo in modo significativo al processo di riconciliazione nazionale in Afghanistan.
Sono convinto che l’enorme potenziale della cooperazione tra le due grandi potenze sarà ulteriormente esplorato a beneficio dei popoli di India e Russia e della comunità internazionale in generale. Abbiamo tutto il necessario per raggiungere questo obiettivo: volontà politica delle parti, vitalità economica e priorità globali condivise. Tutto questo si basa sulla gloriosa storia dell’amicizia indiano-russa. Sfruttando questa opportunità, vorrei trasmettere i migliori auguri ai cittadini dell’amica India.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il divario tra i paradigmi orientale e occidentale si amplia

Covert Geopolitics 16 maggio 2017Il divario tra i paradigmi orientali e occidentali non è mai stato più ampio. Mentre la Cina incoraggia tutti a partecipare costruttivamente alla creazione di un mondo multipolare, i media dello Stato profondo continuano a oscurare il “progetto del secolo” etichettandolo come mossa per combattere il potere geopolitico occidentale, mentre le componenti militari, cioè intelligence, media, industria e militari mirano a continuare a soddisfare i propri desideri con guerre perpetue. Anche se il progetto è in corso da 10 anni, lo sviluppo della grande Eurasia continuava ad essere un tema oscuro fino a questa settimana, quando Xi annunciava ulteriori finanziamenti da tre banche di sviluppo per sostenere l’ambizioso progetto economico del suo Paese, che non ha eguali in occidente. L’OBOR della Cina è relativamente semplice nel concetto e nell’attuazione, ma punta ad avere un significato profondo per il futuro del mondo, cercando di sfruttare la forza di ogni nazione aderente, dando la possibilità a ciascuno di questi Paesi di condividere questa forza con gli altri e trarne benefici economici. Ecco perché il Pakistan spinge per l’attuazione anche se forze oscure fanno tutto il possibile per ritardarla.
Il Pakistan crea una forza speciale per la sicurezza dei tecnici del CPEC
Il Pakistan istituirà una forza speciale di circa 10000 soldati per proteggere lavoratori e imprese cinesi lungo il Corridoio Economico Cina-Pakistan, dichiarava l’agenzia cinese Xinhua, secondo cui il Pakistan costituirà una forza speciale di sicurezza per i progetti di investimenti da 46 miliardi di dollari e gli interessi della Cina. I dipartimenti militari chiave formano il personale per combattere in situazioni diverse. Circa 14000 tecnici e ingegneri cinesi lavorano su circa 210 progetti in Pakistan. Contingenti della forza speciale di sicurezza saranno impiegati per proteggerli. Il Presidente cinese Xi Jinping e il Primo ministro Nawaz Sharif firmarono un accordo per investimenti da 46 miliardi di dollari, il 20 aprile 2015, sul Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC)”. News Pakistan
L’esperienza ha dimostrato che una volta che i diversi popoli s’impegnano nella concorrenza economica aperta, esiste anche un parallelo scambio di culture e tradizioni che favorisce una maggiore comprensione. In breve, la pace è intrinseca all’OBOR, a differenza del dogma della nobiltà nera di usare la guerra per imporre la pace eliminando la concorrenza, “Fuori dal Caos, l’Ordine”. Molte personalità di alto profilo sono cadute nella trappola dell’eccitazione e della soddisfazione orgasmica quando la gente comune gli chiede misericordia. Per la Cina, il modo migliore per sostenere la propria posizione economica è creare consumatori dei propri prodotti, rafforzandone il potere d’acquisto attraverso infrastrutture economiche e consumando i prodotti primari d’esportazione di questi ultimi. Ciò si chiama soluzione win-win dai mutuo vantaggio e progresso. Al contrario, l’oligarchia occidentale cerca solo di distruggere gli altri in modo che alla fine sia l’unica a vivere. In generale, la cultura orientale è fondata sul guadagno del rispetto e dell’onore estendendoli per prima cosa, mentre la cultura occidentale dominante ricorre a continue minacce ed intimidazioni per mascherare il proprio fallimento. Quest’ultima è così orgogliosa della capacità di trasformare gli esseri umani in automi senza cervello, pronti e disposti a servire ottusamente anche i più oltraggiosi o mondani compiti. La leadership della Cina sa bene che se si concentra solo sullo sviluppo dell’economia interna della Cina, impiegando strategie monopolistiche, potrebbe certamente permettersi più efficienza di quanto l’occidente possa mai avere, per via del potere politico altamente concentrato, ma richiamerebbe i lupi ai confini. Nessuno sa esattamente i veri dati dei progetti OBOR in corso e previsti, ma la Cina ha già speso 1 trilione di dollari. La stima è che i membri dell’OBOR potrebbero avere bisogno di 5 trilioni di dollari entro il 2022 e di 26 trilioni di dollari per i progetti infrastrutturali entro il 2030, compresi finanziamenti per la costruzione di una complessa rete di strade, ferrovie, oleogasdotti, porti, aeroporti e zone economiche speciali. I trilioni di dollari che la Cina detiene possono anche essere utilizzati per finanziare i progetti infrastrutturali in America, se quest’ultima volesse. Sì, non solo la Cina ha un eccesso di prodotti industriali, ma anche trabocca di fondi. Si ricordano ancora i suoi centri urbani vuoti? Le città fantasma del futuro.
L’esperienza filippina della Cina negli ultimi 10 mesi è fondamentalmente positiva. Il Paese aveva l’infinita speranza che l’occidente ne finanziasse il lebbrosario per decenni. Ma quando l’attuale governo Duterte annunciava l’abbandono del paradigma a somma zero occidentale, una delegazione della Banca di Cina si recò subito nelle Filippine per informare il governo che i fondi erano già disponibili e che le parti dovevano solo firmare. Non fu mai necessario stabilire condizioni preliminari per i progetti stimati in 24 miliardi di dollari. I turisti cinesi che arrivano nelle Filippine saranno un milione entro la fine dell’anno, mentre l’occidente diffondeva consigli di viaggio nei giorni scorsi per dissuadere il Paese dal guadagnarci dall’afflusso di turisti a maggio. Ciò che non vogliono dire è che gli ultimi due terroristi di Abu Sayaf della CIA, che tentavano di disturbare il vertice ASEAN di Bohol, sono morti ieri nelle operazioni di rastrellamento. L’agricoltura inoltre riavvia le piantagioni di banane e riprende a rifornire la Cina, mentre studi di fattibilità sono in corso sui ponti per collegare le isole. Chi sarebbe costretto alfare la guerra per questo? Per 70 anni, l’occidente ha ritardato la crescita economica del Paese sfruttandone il lavoro a basso costo e alimentando l’oligarchia per controllarlo a lungo. Qualsiasi tentativo di allontanarsi dal suo potere subiva colpi di Stato e procedure d’impeachment. Quindi, mentre Duterte partecipava al vertice OBOR in Cina, l’occidente tentava di decapitarne il governo con un caso d’impeachment presentato da un congressista dello Stato profondo, Gary Alejano, che per inciso non riusciva a farsi seguire dai membri del Comitato sulla giustizia del Congresso che respingevano le accuse come inconsistenti, anche se alcuni le riterrebbero ancora più squallide. Alejano ora minaccia di portare la causa al Tribunale penale internazionale. Con lo stesso motivo, i fantocci dello Stato profondo nell’Asia del Sud-Est cercano di sabotare la via per la pace e la prosperità di tutti, mentre sia il segretario alla Difesa James Mattis che il Consulente per la Sicurezza Nazionale HR McMaster promuovono certi impegni a lungo termine degli Stati Uniti in Afghanistan, Iraq e Siria. I piani dovrebbero essere sottoposti a Trump, con la proposta per l’Afghanistan, prima del vertice della NATO a Bruxelles del 25 maggio. Porter ne ha discusso con Manila Chan di RT.
RT: Trump ha già detto che gli Stati Uniti non possono essere il poliziotto del mondo. Tuttavia, il Pentagono e la leadership militare statunitense parlano di tale impegno apertamente. Pensa che Trump seguirà i suoi consiglieri?
Gareth Porter: Prima di tutto, parliamo di guerra permanente in corso da diversi anni. La burocrazia bellica ha chiarito che è sua intenzione avere una guerra di durata generazionale in Medio Oriente. Ciò di cui parliamo è: come gestire la prossima generazione di iniziative politiche del Pentagono in tre Paesi, Siria, Afghanistan e Iraq. Ognuno di questi è diverso, in un certo senso, a causa della diversa politica interna e delle relazioni tra i governi e gli Stati Uniti. Due di essi, però, sono simili in un certo senso, la politica verso la Siria e verso l’Iraq. La burocrazia bellica ora non solo invia altre truppe a combattere lo SIIL, ma inoltre ne propone il soggiorno a lungo termine nei Paesi che comporteranno operazioni di stabilizzazione”. Accidenti! Un altro livello di eccezionalismo, proprio lì. Se la rimozione degli uomini forti non riguarda la democrazia, cosa allora? Distruggere la pace e ritardare i progressi che l’occidente pensa rafforzino i popoli di questi Paesi, che ne minaccerebbero l’esistenza un giorno, proprio come la Russia oggi. Una cosa è certa, se l’élite occidentale non è disposta a cambiare drasticamente mentalità verso un futuro pacifico per tutti, rimarrà solo davanti al veloce sviluppo dell’Eurasia. Non sarebbe la soluzione perfetta per la libertà individuale, e certamente la rotta che segue porta a tale fine. Lungo la strada, tutti i popoli del mondo devono affermare nei termini più concreti la propria visione di ciò che è buono per la specie umana e finirla di farsi annichilire.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora