L’ultimo lancio dell’Hwasong-12

Imp-Navigator 16 settembre 2017Il 15 settembre mattina, la RPDC eseguiva un nuovo lancio di prova dell’IRBM Hwasong-12, che sorvolava le isole giapponesi cadendo nella regione del Pacifico designata, a 3700 km dal sito di lancio, raggiungendo la quota di 770 km durante il volo. Quindi, quanto basta per colpire Guam in caso di guerra. A proposito, questa volta il lancio è stato effettuato direttamente dal veicolo lanciamissili, a differenza dei test precedenti, quando l’autocarro piazzava sul sito di lancio il missile e si allontanava a distanza di sicurezza. Ciò spiega chiaramente che il missile è già abbastanza affidabile da non temere incidenti al lancio.

Pyongyang, 16 settembre
Il Presidente del PLC, Presidente del Consiglio di Stato della RPDC, Comandante supremo dell’EPC, stimato Leader supremo, il compagno Kim Jong-un ha diretto sul posto i preparativi del lancio del missile balistico a media e lunga portata Hwasong-12. Il leader supremo è stato accolto da alti funzionari del PLC, tra cui Li Bong Chor, Kim Jong Sik, Kyaw Yong Won e Yu Jin, e il comandante delle Forze Strategiche dell’EPC Generale Kim Rak Kim e gli operatori del Centro di Ricerca scientifica della Difesa dello Stato, tra cui Zhang Chang Ha e Jeong Ir Ho. Gli scienziati e tecnici dell’Industria missilistica e del Centro di controllo missilistico delle Forze Strategiche dell’EPC partecipavano ai preparativi dell’Hwasong-12. Questo lancio di prova del missile rientra tra gli obiettivi per far fronte all’aggressione degli Stati Uniti, che invocano l’uso della forza contro il Nord, rafforzando sempre più la capacità di compiere operazioni di attacco e contrattacco a un’aggressione con una reazione rapida e potente, valutando traiettoria e puntamento delle testate nucleari in condizioni operative.
All’ordine improvviso del compagno stimato leader supremo, la prima mattina il sistema Hwasong compiva le manovre schierandosi sulla piazzola di lancio e completando la preparazione al lancio secondo i competenti organizzazione e comando, attendendo l’ordine di lancio del missile balistico. Il comandante era giunto sul sito di lancio apprendendo il piano di lancio del missile balistico strategico a medio e lungo raggio Hwasong-12 e lo stato dei preparativi, dando l’ordine di lancio. Immediatamente l’Hwasong-12, tra una luce brillante e i maestosi suoni dell’esplosione che impressionavano il pianeta, decollava verso il cielo azzurro. Il missile seguiva la rotta di volo programmata sullo spazio aereo dell’isola di Hokkaido, in Giappone, e centrava l’area indicata tra le acque del bersaglio nell’Oceano Pacifico. Lo stimato Leader supremo apprezzava l’operazione di lancio, di grande importanza per l’armamento delle Forze Nucleari, raggiungendo l’obiettivo e superando il test con successo, ed esprimeva grande soddisfazione. Il leader supremo elogiava gli artiglieri dell’unità Hwasong, che hanno gestito il missile magistralmente nell’operazione di lancio. Con orgoglio affermava che l’efficacia operativa del missile balistico strategico a medio e lungo raggioa Hwasong-12 era stata ancora una volta verificata e la capacità operativa dei componenti della missione era stata assolutamente impeccabile nel dispiegare il missile Hwasong-12.
Affermava che in futuro tali esercitazioni saranno importanti e utili come questa volta per l’armamento delle Forze Nucleari e, in base alla potenza delle varie testate nucleari, sarà necessario stabilire rigorosamente le routine corrispondenti. Inoltre, affermava che scienziati e tecnici della ricerca missilistica e gli artiglieri dell’unità Hwasong, con uno stretto coordinamento, dovranno svilupparne la modernizzazione, arrivando ad avere sistemi missilistici ultramoderni e un centro di controllo dal massimo livello. Affermava agli ufficiali responsabili del Dipartimento militare del Comitato Centrale del partito e dell’Istituto di ricerca scientifica della Difesa di Stato, che l’accompagnavano: il nostro obiettivo è avere la vera parità militare con gli Stati Uniti ed impedire i discorsi pronunciati dai governanti statunitensi, inclusa l’irresponsabile scelta militare, e similari, verso il nostro Stato. La capacità di effettuare un attacco militare, consentendo un contrattacco nucleare a cui gli Stati Uniti non possano far fronte, e il continuo progresso, vanno costantemente rafforzati qualitativamente. Come riconosce il mondo intero, abbiamo respinto tutte le sanzioni dell’ONU, che durano da decenni e non hanno sempre ricevuto la “benedizione” dell’ONU. Così, l’animo si annoia infinitamente pensando alle eminenti potenze ancora trascinate dal pensiero che sia possibile sottometterci con sanzioni e cose simili, dichiarava.
Lo stimato Leader supremo dichiarava che è necessario dimostrare chiaramente ai grandi sciovinisti come il nostro Stato, nonostante loro sanzioni ed inutili embarghi, raggiunge l’obiettivo di perfezionare le Forze Armate dello Stato e, dato che abbiamo quasi raggiunto il punto finale, di completarle.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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“Gli Stati Uniti vanno bastonati come un cane rabbioso”

“I nostri missili non sono puntati sugli inutili burattini”
Cassad 15 settembre 2017Nelle esercitazioni militari sudcoreane vi sono stati i lanci di 2 missili balistici “Hyunmu-2“, in risposta alle prove di Pyongyang. Uno dei missili ha volato per 250 chilometri, la stessa distanza dalla zona delle manovre all’aeroporto internazionale di Pyongyang, da dove il missile della RPDC è stato lanciato. Il lancio del secondo missile sudcoreano è fallito, dopo il lancio era caduto in mare. Il commento dell’ambasciata della RPDC in Russia sulle sanzioni dell’ONU, le minacce degli USA e i piani futuri.
Il Ministero degli Esteri della RPDC il 13 settembre emetteva il messaggio seguente.
Il 12 Stati Uniti e satelliti, durante la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, definendo la nostra prova della bomba all’idrogeno di cui dotare gli ICBM come “minaccia” a pace e sicurezza del mondo, fabbricavano un’altra “sanzione” anti-coreana senza precedenti nella storia. Accusiamo fermamente la risoluzione come fabbricazione degli statunitensi che hanno mobilitato tutti i mezzi e i metodi più vili per far adottare la “risoluzione sulle sanzioni” n. 2375 al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, risultato di una brutale provocazione volta a soffocare il nostro Stato e il nostro popolo, privandoli della giusta difesa della loro Repubblica e applicando un blocco economico totale. Le illegalità dell’adozione della “risoluzione sulle sanzioni”, adottate nuovamente su iniziativa degli Stati Uniti, ci danno l’opportunità di affermare che il cammino scelto è centocinquanta volte corretto e ciò è motivo del forte rafforzamento della nostra decisione nel continuare a seguire questa strada fino alla fine e al più presto possibile. Dato che i tentativi degli Stati Uniti, con intrighi senza precedenti su sanzioni e pressioni per bloccare il nostro sviluppo, disarmarci e schiacciarci con le loro forze nucleari, ora sono chiari, creiamo una vera parità di forze militari difendendo la nostra sovranità e il diritto ad esistere, e rafforzeremo ulteriormente tale potebza garantendo pace e sicurezza nella regione.

È impossibile aumentare il peso delle testate per esistere
I burattini della Corea del Sud, accusando le nostre misure auto-difensive, s’impegnano a ricreare una “corsa ai missili” con gli Stati Uniti. Dicono recentemente che il governo della Corea del Sud ha invitato Trump a ricreare la “corsa ai missili” consentendogli di aumentare il peso della testata del missile balistico dell’esercito fantoccio e a riceverne un “consenso verbale”. Ad ottobre, a Seul, tale questione sarà discussa. I burattini fanno rumore anche se hanno già esteso la gittata del loro missile balistico attraverso due programmi puntando all’intero territorio della Repubblica Democratica Popolare, ma a causa del peso minore della testa bellica, il suo potere distruttivo è limitato e quindi è necessario aumentarlo di oltre una tonnellata. Si vantano che se il peso della testa bellica aumenta di oltre una tonnellata, può “distruggere completamente il comando sotterraneo del Nord, trasformato in fortezza” armandosi di “una forza militare deterrente per resistere alla minaccia del Nord“. Probabilmente, i burattini, che hanno perso la ragione coi successi sensazionali nel miglioramento delle nostre Forze Armate nucleari e la seria offensiva contro gli Stati Uniti, non hanno affatto la capacità elementare di analizzare la situazione e di capire la realtà.
Ora i nostri missili balistici intercontinentali sorvolano terraferma ed oceano, e arrivano fino allo spazio, e il suono maestoso di un’esplosione di una arma termonucleare super-potente, una bomba ad idrogeno, ha scosse la Terra. Le nostre armi strategiche vengono modernizzate al massimo per colpire con precisione qualsiasi obiettivo nemico, indipendentemente da dove sia o da quale parte. A questo punto, affidandosi ai padroni, cercano la via d’uscita per aumentare il peso della testa bellica del missile, veramente ridicolo. Questo sottolinea la loro miserabile posizione di schiavi coloniali, che da sé non decide neanche sul problema del peso della testata del missile, restando sotto il tallone degli Stati Uniti. Ogni volta che si prendono le misure per rafforzare le Forze Armate nucleari contro gli Stati Uniti, i burattini della Corea del Sud gridano e ricorrono a provocazioni militari irresponsabili. Gli Stati Uniti hanno frenato i burattini “nella corsa ai missili”, in modo che essi non facciano un solo passo senza il loro consenso. Il fatto che gli Stati Uniti abbiano dato un “consenso verbale” è volto ad usare tali pedine come carne da cannone nel confronto con i connazionali, la guerra contro il Nord e il dominio sull’Asia nordorientale. Coloro che non lo capiscono sono i burattini contenti, come sperano. Non possiamo nemmeno guardarne la disgrazia. Cosa può cambiare aumentando il peso della testata bellica del missile? Francamente, le nostre armi nucleari e i nostri missili balistici strategici non sono destinati agli inutili burattini sud-coreani. Le autorità della Corea del Sud non possono che far rumore. Li abbiamo già avvertiti che se strepitano sperando nella forza del padrone statunitense, subiranno un disastro inimmaginabile. 

La Corea democratica lancia un altro ICBM sorvolando il Giappone
Cassad 15 settembre 2017

Dopo le dichiarazioni di oggi su “Oscurità e cenere” per Giappone e Stati Uniti, inclusa la massima che “gli Stati Uniti vanno bastonati come un cane rabbioso“, Pyongyang prevedeva decisamente di dimostrare che Stati Uniti e loro sanzioni sono inutili. Un altro ICBM veniva lanciato sorvolando il territorio del Giappone e cadendo nell’Oceano Pacifico a 2000 chilometri ad est dell’isola di Hokkaido, non molto tempo dopo che la televisione centrale della RPDC aveva minacciato di affondare “con tutti i mezzi di rappresaglia”. Apparentemente, una versione modificata dell’ICBM Hwasong è stata provata. Il Giappone, che più di una volta ha minacciato di abbattere i missili nordcoreani se sorvolassero la sua zona economica, ha visto Kim per la seconda volta in tre settimane, e non solo vedendo arrivare vicino al Giappone, ma sorvolato direttamente fino all’Oceano Pacifico dai missili, non prestare particolarmente attenzione alle minacce dei giapponesi. Trump ha anche twittato le precedenti vuote minacce, ma tutto qui. Altra chiara conferma della tesi secondo cui la RPDC non si piegherà su pressione estera, come avvertono Pechino e Mosca.
PS: sarebbero stato lanciato un Hwasong-12. La gittata in questo test è stata di 3500 chilometri. La quota massima di 770 chilometri. Secondo fonti nella Casa Bianca, Trump “è stato informato”. È divertente, ma un paio di giorni prima in Giappone era comparsa una vignetta che propagandava la difesa missilistica giapponese.Ma finora…Traduzione di Alessandro Lattanzio

La razionalità di Kim Jong-un (e delle sue atomiche)

Gary Leupp, Dissident Voice 11 settembre 2017Kim Jong-un non è pazzo, al contrario, ha compiuto un’azione totalmente razionale. Producendo armi nucleari e missili balistici in grado di portarle nel territorio degli Stati Uniti, Pyongyang ha ottenuto la certezza che gli Stati Uniti non l’attaccheranno, con l’ennesimo tentativo di cambio di regime. Aspetta, diranno. Aveva già un’assicurazione. Ogni giornalista in TV dice che un attacco statunitense porterebbe inevitabilmente a un attacco su Seul che ucciderebbe decine di migliaia di persone immediatamente. I sudcoreani dovrebbero biasimare l’invasione degli Stati Uniti. Quindi non è semplicemente possibile. Anche se limitata alle forze convenzionali, la minaccia d’invasione era già un’appropriata deterrenza. Non c’è modo che gli USA inneschino l’attacco a una città di 10 milioni di abitanti che considererebbero gli Stati Uniti un loro protettore. Quindi i coreani non avevano bisogno di sconvolgere il mondo acquisendo il nucleare. Ma si pensi dal punto di vista di Jong-un. Nato nel 1984, Jong-un aveva 7 anni quando gli Stati Uniti bombardarono l’Iraq, presumibilmente per scacciarne le truppe dal Quwayt (anche se Sadam Husayn aveva già accettato di ritirarsi). Poi gli Stati Uniti imposero sanzioni che uccisero mezzo milione di bambini. Aveva 11 anni quando gli Stati Uniti intervennero in Jugoslavia, bombardando i serbi per creare lo Stato fallito cliente della Bosnia-Erzegovina. Aveva 15 anni (probabilmente in una scuola in Svizzera) quando gli Stati Uniti bombardarono la Serbia creando lo Stato fallito cliente del Kosovo. Aveva 17 anni quando gli Stati Uniti bombardarono e cambiarono regime dell’Afghanistan. Diciassette anni dopo, l’Afghanistan rimane preda della guerra civile, ospitando ancora truppe statunitensi per abbattere l’opposizione. Aveva 19 anni quando gli Stati Uniti abbatterono Sadam e distrussero l’Iraq, producendo di conseguenza miseria e caos. Aveva 27 anni quando gli Stati Uniti rovesciarono Gheddafi, distrussero la Libia e cacciarono il presidente dello Yemen causando caos e iniziarono a sostenere l’opposizione armata in Siria. Aveva 30 anni quando il dipartimento di Stato degli USA spese 5 miliardi di dollari per rovesciare il governo ucraino attraverso un colpo di Stato violento.
Conosce la storia del proprio Paese e di come l’invasione statunitense, dal settembre 1950, lo rase al suolo uccidendo un terzo del suo popolo, mentre Douglas MacArthur pensava ad usare le armi nucleari sulla penisola. Sa come il fantoccio degli statunitensi Synghman Rhi, presidente della “Repubblica di Corea” proclamata dagli Stati Uniti, aveva ripetutamente minacciato d’invadere il Nord e giustiziato 100000 sudcoreani dopo lo scoppio della guerra perché simpatizzanti comunisti che avrebbero aiutato il nemico. Ama i film di Elizabeth Taylor ma odia l’imperialismo statunitense. Non c’è niente di pazzo in questo.
Jong-un aveva 10 anni quando Stati Uniti e Corea democratica firmarono un accordo con cui Pyongyang accettava di congelare le proprie centrali nucleari sostituendole con reattori ad acqua leggera (inidonei alla proliferazione nucleare) finanziati da Stati Uniti e Corea del Sud e la graduale normalizzazione delle relazioni Washington-Pyongyang. Ne aveva 16 quando la segretaria di Stato Madeleine Albright visitò Pyongyang e incontrò il padre Kim Jong-il. (In quello stesso anno, il presidente sudcoreano Kim Dae-jung incontrò con Kim Jong-il a Pyongyang durante il periodo della “Diplomazia del sole”, sabotato dall’amministrazione Bush/Cheney). Aveva 20 anni quando l’accordo fu rotto (per mano di Dick Cheney e dei suoi neocon nel 2004). Aveva 17 anni quando il fratellastro Jong-nam fuggì nell’aeroporto di Narita, perché cercava stupidamente di entrare in Giappone con la famiglia con falsi passaporti dominicani, per visitare la Disneyland di Tokyo. Questa idiozia escluse dalla successione Jong-nam (assassinato come sapete in Malaysia nel febbraio 2017), mentre il fratello Jong-chul era considerato “effeminato” (a un concerto di Clapton a Singapore nel 2006 fu visto con i buchi alle orecchie). Jong-un probabilmente non si aspettava di essere il prossimo monarca fin quando non ebbe 25 anni. Aveva 24 anni quando l’Orchestra filarmonica di New York visitò Pyongyang con un caloroso benvenuto. (Washington rifiutò l’offerta nordcoreana per una visita di ricambio). Scelto come successore, è diventato il nuovo leader assoluto della Corea democratica a 27 anni; giovane, vigoroso e ben istruito (laurea in fisica della Kim Il-sung University) e dal forte senso di responsabilità dinastica. Ciò significa riportare la RPDC alla relativa prosperità economica degli anni ’70 e ’80, quando il consumo medio di energia procapite nel nord superava quella del sud.
Gli analisti suggeriscono che Kim abbia realizzato per primo lno sviluppo economico e che la politica del “Prima i militari” (Songun) da tempo lascia il posto al rafforzamento politico dei leader civili del Partito dei Lavoratori coreani. L’economia della RPDC, secondo The Economist, “probabilmente cresce tra l’1% e il 5% annuo“, facendo emergere una nuova classe di commercianti e imprenditori (donju). Il complesso sistema sociale (Songbun) che divide la società in 51 sottocategorie tra “leali”, “oscillanti” e “ostili” (e privilegi nella distribuzione di conseguenza) viene spezzato dall’ascesa delle forze del mercato. A quattordici mesi dalla sua nomina, Jong-un invitò Dennis Rodman, membro della Hall of Fame di Basket degli Stati Uniti, a Pyongyang per la prima di cinque visite. È un grande fan del basket, un appassionato di cultura popolare statunitense, figlio del rock’n roll. È anche razionalmente consapevole della minaccia che gli Stati Uniti pongono al suo Paese (tra molti Paesi). Quindi la sua strategia è arrivare al nucleare finché può. Forse pensava che, poiché l’amministrazione Trump fosse (ed è) nel caos, alcuna risposta violenta (come un attacco al complesso nucleare di Yongbyon) sia probabile. Ma rischiava; il presidente degli Stati Uniti è, dopo tutto, instabile ed ignorante. Ha chiesto ripetutamente ai suoi consiglieri, perché non possiamo usare le atomiche dato che le abbiamo? Il fatto è che Mattis, Tillerson e McMaster hanno davanti un fatto compiuto nucleare a cui devono rispondere, mentre cala l’influenza statunitense col relativo declino economico. Non possono sganciare una bomba MOAB (come in Afghanistan in aprile) o lanciare un attacco missilistico su una base (come in Siria nello stesso mese, per mostrare virilità). Jong-un si è assicurato. Se gioca bene le sue carte, avrà il riconoscimento internazionale della RPDC quale potenza nucleare: lo stesso riconoscimento dato agli altri non firmatari del NPT come India, Pakistan e Israele. Gli Stati Uniti dovranno rivolgersi alla sobrietà cinese e russa e abbandonare la rude reticenza minacciosa. Dovranno ripiegare, come nella guerra di Corea, quando capirono che non potevano conquistare il Nord e riunire la Corea sotto Washington, accettando l’esistenza della RPDC.
In cambio delle misure di riduzione della tensione da parte di Stati Uniti e Sud e dei rapporti diplomatici e commerciali, Pyongyang sospenderà il suo programma per armi nucleari, soddisfatta e orgogliosa di ciò che ha realizzato. È l’unico modo. L’altro è suggerito da John McCain, pazzo guerrafondaio fino alla fine. Il presidente del comitato dei servizi armati del Senato dichiarava alla CNN che se il leader nordcoreano “agisce in modo aggressivo”, qualunque cosa significhi per McCain che non ha mai capito che il suo bombardamento del Vietnam era un’aggressione, “il prezzo sarà l’estinzione”; sul tono del generale Curtis LeMay nelle sue osservazioni sull’assassinio di ogni uomo, donna e bambino a Tokyo durante il bombardamento terroristico della città nel 1945. Lindsey Graham, amico di McCain, ha detto che Trump gli disse: “Se ci sarà una guerra per fermare (Kim Jong-un), sarà laggiù. Se migliaia muoiono, moriranno là, non qui… E questo può essere provocatorio, ma non proprio. Quando sei presidente degli Stati Uniti, dove credi vada la tua fedeltà? Al popolo degli Stati Uniti“. Sapere che il nemico è capace di contemplare l’estinzione del tuo popolo, sicuramente motiva alcuni leader a cercare l’arma finale. Il caro giovane Marsciallo l’ha ottenuta. Ha replicato ciò che Mao fece in Cina tra il 1964 e il 1967, ottenere la bomba, usata per la prima volta su Hiroshima il 6 agosto 1945, e tre giorni dopo su Nagasaki. E non fu mai utilizzata da nessuno da quando gli Stati Uniti furono raggiunti da URSS, Regno Unito, Francia, Cina, Israele, India e Pakistan. Non c’è alcuna ragione per usarla, a meno che gli Stati Uniti non lo vogliano. I negoziati basati sul rispetto reciproco e la coscienza storica sono l’unica soluzione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La RPDC è uno Stato nucleare invincibile

Scienziati e tecnici nucleari celebrati da Kim Jong Un
Rodong 11 settembre 2017Il Comitato Centrale e la Commissione Militare Centrale del Partito dei Lavoratori di Corea hanno dato un grande banchetto di congratulazione per gli scienziati e i tecnici nucleari che hanno portato al grande successo della storia nazionale, l’evento straordinario del successo perfetto del test della Bomba-H. Al banchetto era presente il rispettato Leader supremo Kim Jong Un. Presenti su invito vi erano gli autori del successo del test della bomba per ICBM. Kim Jong Un è apparso nella sala del banchetto della Casa Mokran e ha salutato la guardia d’onore delle forze terrestri, navali, aeree e antiaeree dell’Esercito Popolare coreano e delle Guardie Rosse degli operai e dei contadine insieme agli scienziati. Ri Man Gon, Vicepresidente del CC del PLC svolgeva il discorso di congratulazioni. Su autorizzazione di Kim Jong Un, Comandante in capo della Forza Nucleare della Repubblica, l’oratore si congratulava calorosamente coi coraggiosi eroi che hanno dato un grande contributo al raggiungimento dell’obiettivo finale del completamento della Forza Nucleare dello Stato, enunciato al VII Congresso del Partito, raggiungendo il successo perfetto nel test della Bomba-H. Affermava che gli aderenti al corpo immortale nucleare che affrontarono la morte entrando nella battaglia nucleare eseguendo a tutti i costi l’ordine del Partito, dedicando indefessamente giovinezza, vita e felicità familiare senza volere alcun onore o lode per cui in realtà i veri patrioti, disinteressati e dal servizio distinto, sono rispettati in tutto il Paese. Non è molto nota la lotta e i meriti dettagliati dei ricercatori nucleari, ma il nostro partito s’interessa al loro sangue, sudore ed eroici solidi sforzi e li loda, affermava l’oratore continuando: Non sono pochi gli addetti alla difesa nazionale nel mondo, ma solo i nostri realizzatori nucleari conducono una vita degna della più grande gloria e felicità con particolari amore e cura del leader. La nostra Bomba-H dalla superpotenza esplosiva è certamente una realizzazione di Kim Jong Un prodotta dal suo amore ardente per il Paese e il popolo, la bomba termonucleare del Partito dei Lavoratori della Corea. Il nostro partito progetta un brillante domani da potenza socialista dalla forte fiducia verso gli scienziati della difesa illimitatamente fedeli al Paese e alla Rivoluzione, affermava l’oratore sottolineando la necessità che i ricercatori nucleari si dotino appieno dello spirito di difesa fino alla morte del Comitato Centrale del Partito, guidando dinamicamente la campagna finale per completare la Forza nucleare dello Stato e dotare così l’arsenale del Comando Supremo delle testate nucleari più potenti del mondo capaci di contenere per sempre il nemico.
Al banchetto Kim Jong Un faceva osservazioni significative. Apprezzava molto i ricercatori nucleari per la più orgogliosa e realistica realizzazione dei compiti affidatigli dal 7.mo Congresso del Partito dei Lavoratori della Corea e li ha ringraziati ancora una volta per conto del Partito e dello Stato. Affermava con serietà che il leader Kim Jong Il è felice quando sa della vittoria odierna avendo tracciato la strada per costruire la Forza nucleare della RPDC portandone l’opera alla vittoria. Il recente test della Bomba-H è la grande vittoria del popolo coreano ottenuta a costo del sangue, resistendo nel periodo più arduo, osservava. Invitava tutti i settori e le unità a seguire lo spirito e i caratteri dei combattenti nucleari che guidano l’esecuzione delle decisioni del VII Congresso del Partito. Presentava i compiti a scienziati e tecnici nel campo della scienza della Difesa, nel condurre le ricerche scientifiche per rafforzare la deterrenza nucleare dell’autodifesa e raggiungere l’obiettivo finale completando la Forza nucleare dello Stato, fedeli alla linea del Partito di sostegno contemporaneo a costruzione economica e costruzione della forza nucleare. Affermava che la vittoria finale della rivoluzione del Juche è certa, poiché esistono solide basi economiche autosufficienti, poste dai grandi leader, dal grande contingente di scienziati di talento, dall’esercito e dal popolo con lo spirito rivoluzionario del Paektu e la tradizionale lotta per l’auto-sufficienza. Invitava i combattenti nucleari fedeli al nostro Partito a conquistare una vittoria maggiore con sforzi raddoppiati, senza rinunciare allo spirito che hanno mostrato compiendo il grande evento della storia nazionale, straordinario col successo perfetto del test della Bomba-H.
Il banchetto si è svolto in un’atmosfera di alto entusiasmo rivoluzionario dei protagonisti della difesa salda del partito e della rivoluzione con le più potenti bombe nucleari del mondo, concludendo con successo la campagna di ricerca e sviluppo della fase finale del completamento della Forza nucleare di Stato e sostenendo con lealtà la leadership di Kim Jong Un. Presenti al banchetto erano Hwang Pyong So, Pak Pong Ju, Choe Ryong Hae e altri alti funzionari del partito, dello Stato e dell’esercito.La RPDC è uno Stato nucleare invincibile
Ri Hyon DoRodong 11 settembre 2017

La RPDC s’illustra luminosamente come Stato nucleari del Juche e gigante militare mondiale. La posizione della RPDC non è mai stata così alta come oggi, in 5000 anni di storia della nazione coreana. Il popolo coreano non poteva che soffrire nella pessima condizione di schiavo coloniale calpestato da stivali stranieri, senza nemmeno poter parlare del passato. La Corea imboccò la strada dello sviluppo indipendente alla liberazione. La fondazione della RPDC fu la nascita del nuovo potere popolare per la prima volta nella storia, un evento nazionale che comportò una svolta drammatica nel destino del popolo coreano e nella costruzione di un Paese prospero. È filosofia della rivoluzione coreana che se il leader è grande, anche un piccolo Paese può emergere come potente e dignitoso Paese e la nazione illustrarsi nel mondo. I miracoli della RPDC che rafforzano la forza militare e costruiscono una nazione socialista altamente civilizzata, negli ultimi anni, sono il prodotto degli sforzi instancabili e della devozione del rispettato leader supremo Kim Jong Un. La RPDC, dimostrando come non mai dignità e potere da potenza invincibile che nessun formidabile nemico può provocare, grazie alla saggia guida deu grandi e brillanti comandanti del Songun dallo spirito e dal coraggio del Paektu.La vittoria è la tradizione della RPDC
Rodong 11 settembre 2017

L’amministrazione Trump degli Stati Uniti s’è smascherata come gruppo di maniaci guerrafondai dall’inveterato odio per la RPDC, facendo l’inferno per più severe sanzioni, pressioni e manovre militari, dipingendo a tinte fosche il successo della Bomba-H per ICBM della RPDC, parlando di “proteste” e “minacce”. Gli Stati Uniti cercano disperatamente d’infangare la RPDC, falsandone la Forza nucleare di autodifesa. Questo è solo un trucco per nascondere la loro natura criminale che soprattutto cerca di aumentare le tensioni e le minacce nucleari. Il secondo test dell’ICBM Hwasong-14 di luglio è stato un serio avvertimento per gli Stati Uniti, che si agitano senza motivo. Più disperatamente gli Stati Uniti ricorrono a sanzioni senza precedenti per fare pressione sulla RPDC, più forti saranno le contromisure di quest’ultima. Tali mosse saranno solo un boomerang per gli Stati Uniti. La RPDC avanza con successo grazie alla fiducia in sé e all’autosviluppo di fronte a sanzioni e pressioni statunitensi. Oggi è emersa come potenza nucleare mondiale. Gli Stati Uniti compiono un fatale errore se credono che tali sanzioni e ricatti nucleari funzioneranno con la RPDC. Gli Stati Uniti riceveranno grandi o piccoli “pacchetti regalo” se persistono con tale politica ostile verso la RPDC. La vittoria è una tradizione della RPDC e gli Stati Uniti sono destinati alla sconfitta, dovrebbero ricordarselo invece di tirare dritto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il conflitto sovietico-cinese del 1929

La prima grande operazione dell’Armata Rossa dopo la Guerra Civile
Pogo on AirIl conflitto nell’Estremo Oriente sulla KVZhD, in Europa non viene ricordato. Va anche aggiunto che, sia prima che dopo il 1929, l’URSS cooperò attivamente con varie forze in Cina nei propri interessi e, guidata dalle regole del buon ordine, qualcosa dalla storia comune è andata “dimenticata”. Ma alla fine degli anni ’20 gli eventi della KVZhD furono piuttosto significativi per la politica estera sovietica, e furono ampiamente seguiti, inoltre, con molti dettagli interessanti. Per cominciare, questa fu la prima grande operazione dell’Armata Rossa dalla guerra civile, impiegando aerei, le navi della Flotta dell’Amur, mezzi da sbarco e carri armati. Inoltre, il comando dell’Armata Rossa dell’Estremo Oriente combatté contro gli “allievi” cinesi, che i suoi consiglieri istruirono con successo pochi anni prima del conflitto, e poi anche una dozzina di anni dopo.Come iniziò tutto
La ferrovia cinese-orientale (KVZhD) (costruita nel 1897-1903, e fino al 1917 ferrovia manciuriana), attraversava la Manciuria e collegava Chita, Vladivostok e Port Arthur alla ferrovia transsiberiana. La tratta fu costruita dai russi, apparteneva alla Russia e vi operavano suoi cittadini. Intorno alla ferrovie c’era una zona di sicurezza. Come risultato degli eventi del 20° secolo, alla fine degli anni ’20, lo status della ferrovie fu regolato dagli accordi sino-sovietici conclusi durante l’istituzione delle relazioni diplomatiche nel 1924. I cinesi, ripresisi dalla guerra civile, dovevano cambiare lo status della loro più importante infrastruttura in proprio favore. Una partecipazione attiva in essa riguardava numerose Guardie Bianche russe, stabilitesi ad Harbin che, oltre ad essere ostili ai sovietici, furono costrette a guadagnarsi da vivere servendo gli eserciti delle varie autorità cinesi. Gli eventi che portarono alle azioni militari del 1929 si svolsero dalla metà del 1925 e sono abitualmente chiamati “Provocazioni sulla KVZhD”, ovvero numerosi incidenti come detenzione di ferrovieri, incursioni negli edifici amministrativi, nonché scontri alla frontiera. Un aggravamento particolare fu causato dall’ordine del direttore del KVZhD, M.N. Ivanov, secondo cui dal 1° giugno 1925 tutti i dipendenti che non avessero la cittadinanza sovietica o cinese andavano licenziati. L’ordine era diretto, innanzitutto, contro gli emigrati che lavoravano in diverse strutture della ferrovia. Quindi, 19000 ferrovieri chiesero la cittadinanza sovietica principalmente per considerazioni economiche. Circa un migliaio di emigrati abbandonò la cittadinanza russa e prese quella cinese. Circa un migliaio di altri preferì essere licenziato piuttosto che accettare queste cittadinanze. Una parte significativa di emigranti rimase senza mezzi di sussistenza ed aderì all’esercito cinese. A sua volta, la politica conflittuale sulla ferrovia orientale cinese, considerata, secondo N. I. Bukharin, il “dito rivoluzionario” puntato sulla Cina, portò al confronto con le autorità cinesi locali. “Nel giugno dello stesso anno, Chiang Kai-shek ebbe una riunione a Nanchino con Zhu Chaoliang, l’ex-ambasciatore cinese a Mosca, sulla questione della ferrovia orientale cinese e all’inizio di luglio si decise di sequestrarla, durante una riunione coi generali cinesi a Pechino presieduta da Chiang Kai-shek. “L’obiettivo del nostro programma è la distruzione dei trattati disuguali. L’imperialismo rosso è più pericoloso di quello bianco”, disse Chiang Kai-shek. Il 10 luglio 1929 per ordine del governo di Nanchino, le truppe del governatore della Manciuria Zhang Xueliang occuparono il telegrafo della KVZhD e chiusero la missione commerciale e altre istituzioni economiche dell’URSS. Le autorità locali licenziarono i dipendenti sovietici e li sostituirono con emigrati bianchi. Durante questa provocazione furono schiacciate organizzazioni e cooperative di lavoratori ed impiegati, più di 200 cittadini sovietici furono arrestati e circa 60, tra cui il direttore e il suo assistente, deportati dalla Cina. Allo stesso tempo, Zhang Xueliang inviò sue truppe e distaccamenti di emigrati bianchi russi al confine sovietico. Il 13 luglio 1929, il governo sovietico protestò contro queste azioni illegali e richiamò l’attenzione del governo di Mukden e del governo nazionale della Repubblica cinese sull’estrema serietà della situazione creata da tali azioni. Dopo le scelte diplomatiche, il rifiuto di richieste impossibili, il 20 luglio si ebbe la rottura nelle relazioni diplomatiche tra URSS e governo centrale di Nanchino.Le forze in campo
Il 6 agosto 1929 fu costituito l’Esercito Speciale dell’Estremo Oriente (ODVA). V. K. Bljukher, che aveva precedentemente lavorato con successo in Cina come consigliere del Kuomintang, fu nominato comandante. Ora doveva combattere contro i suoi ex-allievi. Il conflitto sulla ferrovia orientale cinese fu per l’esercito sovietico il primo vero scontro dalla guerra civile. Fu solo al completamento della riforma militare di M. Frunze che venne introdotto il sistema territoriale nell’Armata Rossa. Nel 1928 le unità non militari nell’esercito erano il 58%. Era il momento del primo piano quinquennale. Il Paese diede l’addio al passato agrario e iniziò rapidamente l’industrializzazione. Si può probabilmente affermare che con i cinesi si andò in guerra con entusiasmo rivoluzionario, maggiore esperienza dalla guerra civile e i primi esemplari di materiale militare sovietico. Le truppe sovietiche che parteciparono alla prima fase del conflitto, con l’operazione di Sungari, contavano 1100 uomini, 9 carri armati (la prima operazione in combattimento del carro armato MS-1), 15 bombardieri, 6 idrovolanti e le navi della flottiglia dell’Amur. I cinesi avevano molti vantaggi. Nella loro fila c’erano distaccamenti di guardie bianche russe. C’erano diversi tipi di navi armate, treni blindati, aerei. Questi ultimi non parteciparono alle ostilità “a causa delle condizioni meteorologiche”. È indicata la presenza di armi giapponesi e europee, così come di consiglieri stranieri. Le forze principali dell’esercito di Mukden si concentrarono su direttive strategiche: lungo la ferrovia Hailar-Manchuria; Zhalainor, Hailar, Tsitsikar, a sud di Blagoveshensk, alla foce del fiume Sungari e nella regione del torrente Turiev. Ufficiali bianchi al servizio dei cinesi s’incontravano piuttosto spesso. Non solo nell’esercito di Zhang Xueliang. Era necessario mantenere la famiglia e lavorare in Cina era problematico per molte ragioni. Anche i posti più “spregevoli” non erano disponibili a causa del numero enorme di poveri cinesi.

Bljukher al centro

Le operazioni
Le azioni dell’Armata Rossa furono caratterizzate da attacchi preventivi nelle aree in cui l’esercito cinese si era concentrato, seguiti da tre operazioni distinte: l’attacco del raggruppamento Sungari (diviso in due fasi: cattura di Lahasusu e successiva marcia su Fugdin, operazione Manchuria-Zhalainor e i combattimenti sul lago Khanka nel Primorye).
La battaglia di Lahasus iniziò il 10/12/1929 alle 6:10 con un’azione degli idrovolanti sulla città e la flotta cinese. Inoltre, le navi della Flottiglia dell’Amur entrarono in battaglia, disattivando l’artiglieria della flotta cinese e sostenendo lo sbarco. I cinesi scesero il fiume fino alla città di Fugdin. La forza da sbarco lo risalì. Il giorno dopo le navi della Flottiglia dell’Amur erano a Fugdin. L’offensiva sovietica iniziò il 31 ottobre e il 3 novembre la città fu presa. La guerra del gruppo di Sungari finì. Le unità dell’Armata Rossa lasciarono il territorio della Cina e tornarono a Khabarovsk.
Le operazioni di combattimento nell’area della Trans-Baikal iniziarono il 17 novembre con l’operazione Manchuria-Zhalainor. Tre divisioni sovietiche e una brigata di cavalleria avanzarono tagliando la ferrovia tra Dalanor e Hailar e circondando le truppe manciuriane. Il 18 novembre alcuni elementi dell’OKDVA entrarono in città. Lo stesso giorno, grazie al sostegno dell’aviazione, la Manciuria cedette. Tutti soldati del gruppo Zhalainor-Manchuria guidato da Liang Zhuangjiang furono presi prigionieri. Le battaglie con gravi perdite si conclusero il 27 novembre, con la sconfitta del gruppo manciuriano nei pressi del ben noto lago Khanka. Un’ulteriore inseguimento del nemico in ritirata non vi fu per evitare di aggravare i rapporti con i giapponesi. Le truppe sovietiche, dopo aver assolto il compito, lasciarono la Cina pochi giorni dopo.Isolamento
I cinesi chiesero colloqui e il 22 dicembre a Khabarovsk fu firmato il protocollo sovietico-cinese sulla KVZhD, ripristinando la situazione sulla ferrovia orientale cinese. Nel maggio 1930, per la vittoria nel conflitto, V.K. Bljukher ricevette l’Ordine della Stella Rossa di Primo Rango. Partecipando a questi eventi, K. K. Rokossovskij notò anche il ruolo della divisione burjato-mongola nella battaglia: “La divisione si distinse nella battaglia a sud-est della città di Manchuria, quando la colonna di migliaia di soldati del generale Liang tentò di andare ad est. La Divisione Burjat, allertata e senza aspettare le unità della Brigata Kuban, attaccò coraggiosamente le numerose colonne del nemico, tagliandone le fila, ritardandone l’avanzata e poi, insieme alla Kuban, le sbandava sconfiggendo completamente le forze nemiche manciuriane con un’operazione d’assalto“. I protagonisti delle operazioni militari per la KVZhD ebbero un riconoscimento originale, il distintivo “Combattimenti dell’OKDVA” (1930), decorazione decisa dal Consiglio Centrale dell’Osoaviakhim all’inizio del 1930 per i soldati dell’Armata Rossa e dei particolari distaccamenti formati dai membri dell’Osoaviakhim, in memoria di questi eventi; fu molto apprezzato in Estremo Oriente.
Il governatore manciuriano Zhang Xueliang si ribellò al governo centrale. Inaspettatamente, poi si arrese presentandosi volontariamente alla corte marziale. Chiang Kai-shek mitigò la punizione sostituendo dieci anni di carcere con gli arresti domiciliari. Tuttavia, dato che il “giovane maresciallo” doveva sparire dalla grande politica, i termini dell’arresto domiciliare non furono definiti. Per 40 anni Zhang Xueliang rimase ai domiciliari; anche quando nel 1949 il Kuomintang fuggì a Taiwan, Chiang Kai-shek prese con sé Zhang Xueliang e continuò a tenerlo a Taipei come prigioniero personale. Anche dopo la morte di Chiang Kai-shek nel 1975, la libertà di movimento di Zhang Xueliang fu limitata, e solo nel 1991 il presidente Lee Teng-hui gli permise di lasciare l’isola. Nonostante numerose offerte per ritornare nella RPC, dov’era considerato un eroe, Zhang Xueliang andò a Honolulu dove morì nel 2001, per polmonite, a 101 anni.

1931, da destra a sinistra: Yu Fengzhi (moglie di Zhang Xueliang), W. Donald (consigliere australiano di Zhang Xueliang), Zhang Xueliang, contessa Ciano (figlia di Mussolini)

Epilogo
Secondo i documenti nelle battaglie per la KVZhD, le truppe sovietiche ebbero 281 caduti, (il 28% deceduti per le ferite in ospedale); 729 feriti (esclusi i leggermente feriti, che non ebbero bisogno del ricovero) e 17 dispersi. Le maggiori pare delle perdite erano fucilieri. Ad esempio, durante i combattimenti, la 21.ma Divisione di fanteria Perm perse 232 effettivi, 48 uccisi e morti per le ferite. Nella 36.ma Divisione di fanteria 61 soldati morirono. Le perdite nelle altre armi furono insignificanti. Quindi, dal numero totale di vittime, la brigata di cavalleria ebbe 11 caduti e 7 feriti; la Flotta dell’Estremo Oriente 3 caduti e 11 feriti (3 per l’esplosione di un cannone a bordo di una nave), solo 1 ferito le unità aeree che parteciparono alle ostilità. “Dopo la firma dei Protocolli di Khabarovsk, tutti i prigionieri di guerra del conflitto furono liberati e le truppe sovietiche si ritirarono dal territorio della Cina”. L’ultimo distaccamento tornò nell’URSS il 25 dicembre 1929. Presto il normale funzionamento del KVZhD riprese. I prigionieri cinesi furono attentamente “istruiti”. Tra loro vi erano esperti agitatori politici che promossero presso i soldati cinesi il potere sovietico. Le caserme presentavano slogan in cinese “L’Armata Rossa e i soldati cinesi sono fratelli!” Nei campi di prigionia usciva un giornale murale chiamato “Il soldato rosso cinese“. 27 prigionieri cinesi chiesero di aderire al Komsomol mentre 1240 chiesero di restare nell’URSS.
Nel 1931, la Manciuria fu occupata dal Giappone. Nel 1935, dopo numerose provocazioni nell’area della ferrovia, l’URSS la vendette al Manchukuo che poi si riprese nel 1945 all’URSS, e quindi la cedette alla Cina comunista insieme a Port Arthur, nei primi anni ’50.Traduzione di Alessandro Lattanzio