Giulietto Chiesa si presenta

Alessandro Lattanzio, 29/12/2015

Giulietto Chiesa è una False Flag, e il suo circo è una pedina della guerra 'ibrida' contro la Russia.

Giulietto Chiesa è una False Flag, e il suo circo è una pedina della guerra ‘ibrida’ contro la Russia.

Giulietto Chiesa si presenta così: “… Dal 1 ottobre 1980 al 1 settembre 1990 corrispondente da Mosca per l’Unità. Nel 1989-1990 e’ “fellow” del Wilson Center, Kennan Institute for Advanced Russian Studies (1) di Washington. Conferenze in quindici università e istituti di ricerca americani, Dipartimento di Stato, Rand Corporation etc. Nel 1990 entra alla “Stampa”, ancora come corrispondente da Mosca, e rimane in Russia fino alla fine del 2000. Durante il periodo moscovita ha collaborato intensamente con “Radio Liberty“…”
La RAND Corporation è un think tank legato al complesso militar-industriale-spionistico statunitense, mentre il sito del Wilson Center, si apre con un ‘cantante’ ucraino che tesse le lodi al colpo di Stato, incitando alla guerra contro la Novorossija e la Russia. Inoltre, il Kennan Institute definisce la Russia di Putin in tale modo “The majority of the Russian population, which is (supposedly) overwhelmingly supportive of the Kremlin, ends up living in a constructed reality-television show”; dove la Russia sarebbe sotto la cappa della propaganda mediatica del governo (di Putin), cosa che di certo non accade coi regimi occidentali…. Come non collegare tale definizione della Russia con l’appello di Giulietto Chiesa alla Rivoluzione colorata in Russia, per rovesciare il sistema di governo di Putin, “Che la Russia debba essere riformata non c’è alcun dubbio. La sua vulnerabilità attuale è proprio dovuta alla sua dipendenza dal mercato occidentale, dalla finanza occidentale, dalla credenza diffusa nei gruppi oligarchici che le favole di Wall Street e della City of London siano verità. La Russia dev’essere riformata intellettualmente e moralmente. Molti intellettuali interpretano la crisi mondiale, planetaria, con gli stessi, miopi criteri dei grandi centri del dominio mondiale. E dunque collocano la Russia al traino di altri interessi. E non c’è dubbio che questa intelligencija non sia in grado di rappresentare gl’interessi del popolo. Chi non usa la metropolitana di Mosca è difficile che sappia cos’è il popolo di Mosca, e neanche il popolo russo. Io vedo e percepisco un risveglio dal basso, che dev’essere aiutato e incentivato dall’alto. Questo risveglio ha una grande forza nascosta in sé e costituirebbe una risorsa straordinaria. Ma questo comporta la costruzione di strumenti di partecipazione, di democrazia, che ancora non ci sono. Solo un consenso attivo può liberare un’enorme energia. Ed è così come dici: non si può a lungo esercitare una forte difesa dell’interesse russo sul piano internazionale senza risanare la società russa e senza difendere i diritti dei suoi cittadini, la giustizia, la solidarietà, l’uguaglianza”. (Megachip)
Il linguaggio è quello proprio delle primavere arabe e delle rivoluzioni colorate, come quella in Ucraina nel 2014… la neolingua antioccidentale e finto-putinista usata da Chiesa è solo l’espediente utilizzato per ingannare il pubblico, soprattutto italiano, tarlato da una claque Chiesofila composta da soggetti dalla visione fideistica della realtà, quando non si tratta di soggetti ambigui, confusionari ed infidi. Neanche la CIA e Soros (che gestiscono Radio Liberty con cui Chiesa ha “intensamente collaborato”), hanno mai strombazzato le vere ragioni per cui sostenevano le rivoluzioni colorate e le primavere arabe, ma strombazzavano “…la costruzione di strumenti di partecipazione, di democrazia, che ancora non ci sono”, per far uscire la società russa dal “reality-television show” di Putin, di cui parla il Think Tank del Dipartimento di Stato degli USA, nel tentativo di screditare la rinascita della Russia dovuta all’operato del Presidente Putin.
Giulietto Chiesa si propose già nel 2012 di portare giustizia, solidarietà, uguaglianza in Russia, scendendo in piazza per abbattere Putin, istigando a partecipare alle manifestazioni organizzate e finanziate dall’Ambasciata degli USA, allora presieduta dall’ambasciatore McFaul, che dichiarò al giornalista Greene, che l’intervistava: “Lei ha scritto un libro, un decennio fa, chiamato “La rivoluzione infinita della Russia”. Dando uno sguardo al Paese dall’era Gorbaciov all’era Putin, e sul fallimento della democrazia nel consolidarsi. Mi chiedo se si potesse fare un passo indietro, e dirci dove siamo oggi. Voglio dire, queste proteste a Mosca sono un segno che la Russia va verso il traguardo?
Beh, è stato bello essere un accademico, quando ho potuto scrivere libri e pontificare sul futuro. Sono molto restio a parlare di previsioni sul futuro. Quello che vorrei dire è che avete visto un periodo di crescita economica, modernizzazione qui, in questo Paese, dopo un periodo molto difficile. Ricordiamo, quando scrissi quel libro, parlavo di tripla transizione, fine dell’impero, fine del comunismo come sistema politico, e fine dell’economia di comando come sistema economico. Fare tutte e tre queste cose contemporaneamente è stata una sfida enorme, e un gran numero di persone ne ha sofferto. Ma ne sono usciti ora. È una società prospera; molto istruita; molto sofisticata. E nessuno dovrebbe essere sorpreso dal fatto che chiedono un sofisticato sistema di governo ed a sua volta, un governo molto sofisticato che vi corrisponda. Guardo un Paese come l’Ucraina. E abbiamo visto nel 2004 qualcosa di simile a quello che vediamo ora, in Russia, le proteste innescate da ciò che fu vista come elezione truccata. La folla in piazza a Kiev era molto, molto più grande. La gente dietro, si sa, erano esponenti dell’opposizione che veramente mobilitò grandi folle. Ora, c’è un sistema di governo, un capo che non sembra democratico come quelli che guidarono la rivoluzione arancione” (si riferisce a Janukovich, abbattuto a Kiev dal golpe di Gladio del febbraio 2014). Come si vede, anche McFaul esprime concetti che allieterebbero i più sprovveduti. Ma l’accenno all’Ucraina dovrebbe mettere in guardia chiunque.

Si legga la didascalia del video, chiara e netta: “Putin eletto con i soliti brogli. Ma questa volta ha preso coscienza che c’è un’opposizione. E ne terrà conto. La Russia da sempre preferisce la stabilità alla democrazia. Putin come Berlusconi? Hanno la stessa idea di democrazia, ma hanno stili e culture diverse”. Infatti, in questo video Giulietto Chiesa appare chiaramente allineato alle analisi e agli scopi dell’ambasciatore statunitense che voleva trasformare la Russia, nel 2012, nell’Ucraina del 2014.
Chiesa, inoltre, non fa mistero dei suoi stretti legami con Mikhail Gorbaciov: “Negli ultimi nove anni si e’ occupato di studio della globalizzazione e, in particolare, degli effetti sul sistema mediatico mondiale. In questo contesto si colloca la partecipazione di Giulietto Chiesa alla fondazione del “World Political Forum”, con sede a Torino, sotto la presidenza di Mikhail Gorbaciov. Nel 2010 il Presidente Gorbaciov ha continuato la sua attività di ricerca internazionale fondando in Lussemburgo il “New Policy Forum” del cui dell’Advisoy Board Giulietto Chiesa è membro“. Anche Gorbaciov invoca il rovesciamento di Putin, affinchè Russia e Cina non siano più d’ostacolo al Nuovo Ordine Mondiale. “Ci ho pensato a lungo e ho concluso che le proteste cui stiamo assistendo in tutto il mondo (parla della ‘Primavera araba’), in realtà sono un segno che tra circostanze molto difficili, il movimento verso un nuovo ordine mondiale emerge. Non possiamo lasciare le cose come prima, quando vediamo queste proteste dilagare verso sempre nuovi Paesi, visto che quasi tutti i Paesi assistono alle proteste con cui la gente vuole il cambiamento. Vuol dire che non è felice del tipo di ordine mondiale esistente ora. Ciò significa che le nazioni si adeguano alle sfide del nuovo ordine mondiale” (Gorbaciov, quindi, appoggiava chiaramente la sovversione islamo-atlantista del 2011, ciò di cui si dispiaceva era l’opposizione che tale ‘rivoluzione’ incontrava). (Lafayette). Ma Gorby non solo cianciava di “rivoluzioni globali”, ma cercò di applicarle in Russia. Durante la tentata rivoluzione colorata contro Putin, a Mosca, Gorbaciov definì il sistema politico russo “corrotto” e “stupido”, ed appoggiò tali operazioni anti-Cremlino. Parlando alla vigilia di una protesta dell’“opposizione” contro le elezioni parlamentari vinte dal partito Russia Unita, Gorbaciov attaccò Dmitrij Medvedev, l’allora presidente russo, per non aver bloccato il processo elettorale su richiesta di “osservatori internazionali e attivisti dell’opposizione” foraggiati dagli USA; “Ha detto che non aveva niente da ridire o dubbi sulle elezioni. E con questo, Dmitrij Anatolevich penso abbia calato il sipario sulla sua carriera”, sentenziava Gorbaciov, scottato dal fallimento dell’alleanza politico-elettorale con il banchiere milionario Aleksandr Lebedev, datore di lavoro di Anna Politkovskaja, sostenitrice del terrorismo islamista in Cecenia. E in tutto ciò fu seguito da Giulietto Chiesa. Infatti, il Cremlino conosceva il vero ruolo di Gorbaciov, accusandolo di orchestrare, assieme a ONG e Dipartimento di Stato degli USA, le manifestazioni di malcontento dell’“opposizione liberale”, “chiarendo che non tollererà alcun tentativo d’effettuare un cambio di regime in stile Primavera araba”. Come spiega lo storico francese Jean Geronimo, “Al momento, tali “manifestazioni” furono interpretate dal Cremlino come segnali di un’offensiva globale volta, infine, contro la Russia e le cui premesse, via interferenza occidentale, furono osservate nelle ultime elezioni russe (presidenziali) nel marzo 2012. Secondo una certezza inquietante e nonostante l’assenza di prove reali, l’ONG Golos, finanziata dagli USA (!) accusò Putin di “massicci brogli elettorali”. L’obiettivo di Golos era fomentare il malcontento nelle piazze per creare, in ultima analisi e invano, un’effervescenza “rivoluzionaria” per destabilizzare il nuovo “zar rosso”. Con una ridondanza mediatica, continua e manipolatrice, osservata poi durante Majdan“. (Histoire et Societé)Gorbachev leaving the Eastonian HotelMa sicuramente la claque Chiesofila, rispettando il nome del proprio guru, continuerà a seguire ottusamente il santone ‘contrario ai media di regime’, che pontifica sempre assiso sul pulpito dei media di regime…RAND-logoPer ulteriori approfondimenti Del Kazakhstan, ovvero Grillo, Chiesa e adoratori di mummie.

Per ulteriori approfondimenti (ovvero a chi gli mancano delle tessere), Giulietto Chiesa e il Reich di Gladio

10689539Sull’incontro tra Chiesa e Gabriele Adinolfi, esponente di Pravij Sektor in Italia, (a chi gli mancano delle tessere dico subito che Adinolfi è il sodale del neonazista Fontana entusiasta partecipe della strage di Odessa, oltre che sostenitore aperto e dichiarato del golpe neonazista a Kiev e della guerra alla Novorossija). Chiesa non ha mai detto se ha partecipato o meno a tale iniziativa con tale soggetto; ma un suo tirapiedi sembrava confermarlo. Dai commenti qui sotto, si evidenziano i risultati mediatico-sociali del fenomeno Giulietto Chiesa “contro tutti”, ma che poi scrive per tutti i potentati che incontra, dalle fondazioni governative statunitensi alla stampa e alla TV di regime italiani. Dov’è la persecuzione mediatica di cui piagnucola Chiesa ogni volta che va in TV? Frequenta uno stragista mondiale, Gorbaciov, e lo incensa ogni volta, uno che dovrebbe essere seppellito nella spazzatura; ma ancora ci viene riproposto con le sue ricette da “Club di Roma”, come la riduzione della popolazione, e con contorno sciachimistico e 11 settembre (a cui arrivò però dopo 5 anni, sebbene la cosa fosse evidente a tutti da subito).
A chi è confuso: pensi davvero che uno che per vent’anni si è vantato di aver lavorato per Radio Liberty sia il Donchisciotte anticapitalista e russofilo che dice di essere? Lo sapete cos’é Radio Liberty? Chi la gestisce? Chi la finanzia? Cosa propaganda, ad esempio oggi sull’Ucraina e la Novorossija? Basta farsi un giro sulla pagina FB di Radio Liberty, che ha visto vent’anni d'”intensa collaborazione” di Giulietto Chiesa, per porsi delle serie domande sulla serietà delle chiacchiere di Chiesa. (A cui vorrei dire che ho conosciuto qualcuno di Lotta Comunista, che mi ha accennato sulle vicende del PCI a Genova negli anni ’70…). Sul video, Chiesa esorta i russi ad unirsi a una manifestazione anti-Putin nel marzo 2012, per chiederne la caduta. Ebbene, tutti gli storici e politologi riconoscono che quelle ‘manifestazioni’ erano pagate dall’ambasciata degli USA a Mosca. Gorbaciov stesso, agente degli USA e referente di Chiesa, si era infuriato per la vittoria di Putin. Che altra conclusione se ne deve trarre? Si veda poi lo sfogo delirante di Chiesa contro la Repubblica Democratica Popolare di Corea, un insulto contro un intero popolo, utilizzando le peggiori argomentazioni della peggiore destra statunitense (Kim Jong Il pagato da Washington, fenomenale). Sì di tasselli ne mancano, perché per spiegare le manzogne che racconta Chiesa ci vorrebbe un libro. Un esempio, Chiesa si vanta di avere una profonda conoscenza della Russia, però poi spaccia le teorie apocalittiche sulla fine della Terra, tirando fuori discorsi malthusiani (anche se Chiesa nega di esserlo, nonostante l’evidenza; ma quando sproloquia di una popolazione mondiale limitata a 1,7 miliardi di persone, cosa propone se non un’idea malthusiana?), come il Peak Oil, che cioè il petrolio stava già finendo… Ebbene, si scoprono sempre più giacimenti, e sempre più grandi. La teoria del Peak Oil è roba di metà XIX secolo, anche allora il ‘grande scienziato’ del momento, un certo Jewons, terrorizzò l’Inghilterra avvertendo dell’imminente fine del… carbone… Secondo lui le miniere di carbone, di tutto il mondo, si sarebbero esaurite entro il 1880-1890. Ebbene, oggi sappiamo che ci sono riserve di carbone per poter continuare a produrre energia, ai ritmi attuali (sottolineo attuali), per altri 2000 (duemila) anni. Ma dov’è sta la disonestà di Chiesa, in questo peculiare aspetto? Chiesa, che posa a russologo tuttologo, evita di dire all’audience che quando parla di fine del petrolio tira fuori la tesi di due tecnici delle multinazionali statunitensi, ma evita di accennare alla scuola sovietica, secondo cui il petrolio è prodotto a processo continuo nelle viscere della Terra, e che quindi non finirà mai. Chi ha interesse a dire che le risorse sono limitate? E chi ha interesse a nascondere la tesi sovietica sull’origine del petrolio, di cui Chiesa non fa mai cenno? E questo è un tassello, si pensi ad altri, alcuni poco noti sono davvero grotteschi e bizzarri (tipo un Giorgio Bongiovanni in Russia).
A chi mi accusa di essere russofobo: dimostra solo di essere il soggetto preferito da Chiesa e dalla setta che ha creato, il tipico militonto che crede ciecamente alle corbellerie del gran capo, solo perchè il gran capo appare come la Madonna di Fatima in TV, luogo per antonomasia che assegna legittimità e sacralità presso le menti deboli. Tali menti deboli, e ne ho conosciuti un bel campionario nell’entourage e nell’area d’influenza di Chiesa, si scagliano contro chi critica il santone-guru, identificandolo perfino con la ‘Russia’, tirando fuori epiteti ridicoli, accusando il sottoscritto di essere un agente di Washington; e questo dopo che il sottoscritto è stato accusato dalla catena la Repubblica (dove lavora la moglie del ‘dissidente perseguitato’ Giulietto Chiesa, tra l’altro), di essere un agente pagato da una potenza straniera (la Russia)… I pretoriani di Chiesa, ripeto una setta, neanche si documentano su ciò di cui parlano. La signora che mi ha definito agente di Washington, neanche si è degnata di vedere di cosa scrive questo blog; infatti l’uomo nuovo che Chiesa va creando, assomiglia abbastanza al volgo ignorante e supersitizioso che dava la caccia alla streghe (e non a caso Chiesa definisce gli ultimi 300 anni di progresso tecnico-scientifico un”illusione’, agognando l’era del feudalesimo dominante, la distopia perseguita dal Club di Roma, cui non a caso Chiesa e il criminale stragista Mike Gorby fanno parte).
Noto che Chiesa, o il suo staff, ha risposto buffoneggiando come al solito.41RVAVFA82L._SS500_Giulietto Chiesa, tra l’altro, si spaccia da marxista proponendo entusiasta il veleno malthusiano del Club di Roma di cui fa parte assieme a Gorbaciov.  Ma un vero marxista non ha nulla a che fare con tale propaganda neo-malthusiana, “La teoria di base, che la popolazione per sempre ed inevitabilmente superarà le scorte di cibo (o di energia, NdAL) a disposizione è diventato un mantra per chi vuole sostenere che ci sono troppe persone sul pianeta. Nel contesto del problema del cambiamento climatico, questo è diventato un argomento secondo cui il mondo non ha abbastanza risorse per sostenere la popolazione, e se vogliamo salvare il pianeta, il numero di esseri umani dovrà diminuire“. (Marx and Engels on the Population Bomb)
Gorbaciov, a sua volta, nel 1996, presidette il convegno del State of the World Forum, cui partecipavano altri benefattori dell’umanità come Margaret Thatcher, George H. Bush, Mohamed Yunus e Colin Powell. In tale convegno, Mike Gorby avrebbe detto: “Dobbiamo parlare con maggiore chiarezza su sessualità, contraccezione, aborto, valori che controllano la popolazione, perché la crisi ecologica, in breve, è la crisi della popolazione. Riduciamo la popolazione del 90% e non ci saranno abbastanza persone da creare grandi danni ecologici“. Inutile cercare il testo al riguardo sul sito ufficiale del World Forum; è vuoto, come è vuoto il sito dedicato alle riunioni del 1995 e 1996.gorbachev_state_of_the_world_forum
Ecco cosa pensa in realtà della Russia, Giulietto Chiesa (minuto 2:42). Però poi nell’illiberale TV russa Chiesa ci va lo stesso, dove può permettersi (alla faccia della dittatura di Putin) d’insultare un deputato della Duma che non la pensa come lui; ad un talk-show, sul primo canale russo, del 18 settembre 2015, Chiesa difese Charlie Hebdo definendo “terrorista cristiano” il deputato della Duma Mikhail Starshinov, perché aveva osservato che mentre erano li a discutere, i terroristi islamici, a cui offendono l’Islam, arrivano e tagliano teste. Un altro dal pubblico interviene, “E’ inutile discutere con questo signore (Chiesa) perche’ sono 50 anni che li istruiscono ad essere così“.

Del Kazakhstan, ovvero Grillo, Chiesa e adoratori di mummie

Il fronte anti-eurasiatico italiano si allarga

nazarbayevLa vicenda del truffatore bancarottiere più amato dalla sinistra italiana, dal PD ai rottami dell’hoxhismo, passando per SEL e M5S, il kazaco Mukhtar Abljazov, si trasforma in una sempre più ampia operazione invasiva ai danni della residua politica economica e diplomatica dell’Italia. L’assalto ai robusti rapporti economici tra Roma e Astana sembra sempre più manipolata e organizzata dall’estero; un auto-sabotaggio prono agli interessi estranei a quelli italiani. Ad esempio è rivelatore ciò che dice sulla sua pagina FB, il deputato di M5S Alessandro Dibattista in relazione alla vicenda della moglie del dissidente-bancarottiere Abljazov, “Ho presieduto la Commissione Affari Esteri, ero emozionato. Attaccare questo Parlamento che non funziona ed è la tomba della nostra democrazia non significa non rispettare le istituzioni, significa l’esatto opposto, significa amarle a tal punto da provare rabbia immensa a vederle ridotte in questo stato. … Ho avuto negli ultimi giorni diversi incontri privati con numerosi Ambasciatori … Se non ci fossimo noi chi avrebbe il coraggio di … mettere in relazione (magari ci sbagliamo ma indaghiamo) l’affare kazako con gli interessi del Satrapo di Arcore? Chi avrebbe il coraggio di dire la verità, di dire che da Paese a sovranità limitata nei confronti degli USA ci stiamo trasformando, contemporaneamente, a Paese a sovranità limitata nei confronti della Russia?
Bella dichiarazione, dopo aver confessato incontri segreti con ambasciatori ‘europei’ (vedasi USA, Regno Unito e Francia) ed ‘asiatici’ (vedasi Israele) ed aver risposto a una mia domanda su chi fossero questi ‘ambasciatori’ così: “con ambasciatori di paesi europei e asiatici. la diplomazia (e questo faccio, in parte) presuppone anche riservatezza”, si fornisce una dimostrazione di scarsa coerenza con la vantata ventata di novità nelle stanze della politica, ma anche di scarsissima coerenza con le indignate declamazioni sulla subalternità italiana agli USA e altre belle parole su ‘democrazia’, ‘sovranità’ ecc. Ma la frase sull’Italia che non deve essere una ‘colonia della Russia’, svela soltanto la solita vile modalità di far politchetta in Italia. Pur di non disubbidire agli ordini e alle direttive degli USA, e del suo attuale ambasciatore in Italia John Phillips (Filippi), si tira fuori la panzana di non voler essere subalterni alla Russia (ma non si parla del Kazakhstan? Un lapsus freudiano). Tutto ciò inizia a svelarsi sgradevolmente quale indirizzo generale e di fondo dei cosiddetti ‘cittadini in Parlamento’ rispetto le cose serie, e non più verso la polemica-cabaret sul teatrino politico italidiota.
Sostanzialmente si assiste all’assalto concentrico ed eterodiretto contro gli ultimi legami non-atlantisti dell’Italia. Un elemento rivelatore è fornito dall’atteggiamento assunto dalla bella manica di guru della sinistra cimiteriale italiana. Ad esempio, il malthusiano che si traveste da ‘marxiano’ Giulietto Chiesa scrive sulla sua pagina FB: ‘Credevamo di essere una colonia americana, invece siamo anche una colonia kazakhstana‘. Ci tiene che si resti colonia di una sola potenza. Il fatto che usi l’acca al posto della i nella parola ‘Kazakhstan’, non lo rende di certo un amico dell’ex-URSS, anzi, Chiesa è sempre stato orgoglioso del suo ruolo nell’avvento al potere di Eltsin, in Russia, come di essere amico del pupazzo delle oligarchie Gorbaciov, autore di un libro che svelava la necessità di distruggere l’URSS e che, ancora non pago, oggi si propone di portare a termine l’opera con la disintegrazione di Russia e Cina: ‘Le uniche due potenze che si oppongono al Nuovo Ordine Mondiale‘, spiega Gorbaciov accompagnato dal suo messia apocalittico Giulietto Chiesa. Ma cos’altro aspettarsi da chi, negli anni ’90, partecipò come conferenziere a dieci riunioni al Dipartimento di Stato USA, più una al quartier generale della CIA, dove sicuramente avrà spiegato come cercare di distruggere la Federazione Russa (cos’altro poteva mai spiegargli questo esperto genovese di cose russe citato nei manuali dell‘US Army? (pag. 10)).
A costoro si affiancano i relitti piccisti di ogni sfumatura, come il teorico del socialismo in un solo quartiere di Roma, Sergio Cararo, che afferma: “Sarà una coincidenza ma il famigerato impianto del giacimento gigante di Kashagan… ha inaugurato la sua entrata in funzione proprio il 30 giugno scorso, dopo cinque anni di ritardi, traversie, problemi insorti con le autorità kazache e con la magistratura italiana per via di alcune tangenti. Un avvio di operatività a un mese esatto di distanza dalla cattura della moglie e della figlioletta di Ablyazov. Un coincidenza o una cambiale dal e con il governo kazaco?” Qui, il nemico in nome del ‘marxismo’ delle ‘teorie del complotto’ sull’11 settembre e al-Qaida, invece gradisce adottare il complottismo pecoreccio di Repubblica. Tale presunto nemico proletario del sistema capitalista ama sempre adottare totalitaristicamente modalità, analisi, pensieri e scopi del suo apparente nemico. Se l’obiettivo è prendersela con chi contrasta o sfugge al controllo della NATO e degli USA, Cararo, Contropiano e annessi arnesi si trovano sempre in prima fila. Su Libia, Siria e oggi Kazakhstan; sempre in agguato, assieme al sodale berlingueriano Chiesa, nell’attesa di una bella resa dei conti contro il ‘fascista rosso-bruno’ Putin.
Scendendo nella scala della rivoluzione, ci s’imbatte nell’auto-smascheramento democretinista dei tanti piccolo-borghesucci italiani che vanno in giro travestiti da zorro del ‘marxismo-leninismo’, come il partito-individuale Piattaforma Comunista che, scopiazzando Repubblica e altri organi del ‘bolscevismo mondiale’, riesce ad affermare: “la polizia italiana ha operato in modo oscuro e semigolpista, di propria iniziativa e/o in combutta con alcuni agenti dei servizi, nel prelevare e trasferire dall’Italia in Kazakistan la moglie e la figlia del principale dissidente politico del presidente Nazarbaev (notoriamente amico di Berlusconi)…” Eccola qui, in tutto il suo fulgore, l’analisi scientifica-materialistica di questo adoratore di mummie. Il solito concentrato di luogocomunismo più democretino che si possa trovare nell’ambiente analfabeta e allucinato della  sinistra italiana.
Tutta questa brodaglia sinistra, dall’opusdeista Renzi all’ultimo farabutto settario, sa benissimo chi sia il ‘dissidente’ Abljazov e da chi sia protetto. Si ricordi che la Shalabaeva, la moglie del ‘dissidente’ kazaco, aveva un passaporto della Repubblica Centrafricana, Stato africano occupato con un golpe-invasione dalle truppe francesi all’inizio di quest’anno. Saranno stati loro a consegnare il passaporto fasullo a Shalabaeva? E perchè? Nessuno se lo chiede, poiché così gli è stato ordinato dai loro veri referenti atlantisti, così come gli è stato anche ordinato di sabotare i rapporti economici tra Italia e Kazakhstan, dove un terzo delle aziende estere che vi operano è italiano, e di certo non tutte sono di Berlusconi. Inoltre, alcuni pur di abbattere questo ignobile governo Letta-Alfano sono disposti ad affossare l’Italia. Ad esempio, dipingendo come un satrapo Nazarbaev, l’M5S ha già preso una pessima china, già vista su Libia, Siria e Iran. Lo scopo? Comprare lo shale-gas dagli USA quale piano energetico alternativo del M5S, e non solo del M5S?
In conclusione, la disintegrazione del sistema Italia ha portato al controllo delle leve del potere politico, economico e diplomatico, una serie di guitti oltraggiosi, esiziali, micidiali. Non si tratta dell’inane nano di Arcore e del suo fido scudiero senza attributi, o degli altrettanto futili e dannosi Letta, Bonino, Kyenge, Lorenzin, Boldrini e circo al seguito. No, anche le presunte alternative, genovesi o meno, sono bacate, guaste e prone ai ben noti interessi estranei. L’Italia è nata grazie a una classe politica infida, truce ed infame, e oggi sta morendo per mano di un ceto politico-culturale ancor più infame, vile e infido. Un ciclo storico sta per concludersi.

Alessandro Lattanzio, 18/7/2013

The Italian party is over

Negli ultimi mesi, tanti uccellacci del malaugurio hanno svolazzato sopra le nostre teste, dall’isterico Giulietto Chiesa che, dal 2004, si sveglia ogni mattina sperando in un bombardamento nucleare dell’Iran, al marmagliume confusionario, violento e pericoloso della cosiddetta sinistra radicale italidiota che, salvo poche eccezioni, aveva partecipato militarmente all’assalto dell’ambasciata libica nel febbraio 2011, in strettissimo coordinamento con le frange terroristiche salafito-qatariote, nel quadro di un’alleanza stretta tra la sinistra radicale e fazioni integraliste finanziate dalle petromonarchie del Golfo Persico, e suggellata  tramite la cosiddetta ‘Freedom Flottilla‘. Oggi, parte di quel pantano ‘rivoluzionario’, o pseudo-tale, vedendo la resistenza opposta dal partito Baath di Damasco all’aggressione salafito-atlantista contro la Siria, per ridarsi verginità e una dignità persa da un decennio buono, si riscopre antimperialista e anticolonialista (ma non Laica e Socialista, termini divenuti nella neolingua ‘partigianny correct’ sinonimo di nazifascismo!), e al solo scopo di salvare il salvabile di una bancarotta irreversibile, evidentissima non solo sul piano internazionalista, ma anche e soprattutto sul piano sociale ed economico, dove il panzer-oekonomismus dei Monti-Marchionne e figli, sta liquidando il costrutto marcio e fatiscente che i sindacati, dal 1991, hanno così faticosamente e meschinamente tirato su, fino a inventarsi e manipolare totalmente il famoso referendum sul TFR dei bei tempi andati di Prodi-bis.
Oggi, per contrappasso, dobbiamo sorbirci gli squittì logorroici e irritanti dei Landini e dei Cremaschi, generalicchi senza truppa tanto incompetenti quanti petulanti e fastidiosi. E spiace per gli operai di ILVA, Sulcis e quant’altro. La loro vita da proletariato andreottiano, moroteo, con pizzichi berlingueriani, è finita. Meglio, terminata. Il mercato mondiale, verso cui l’italietta velinara-berluskina dei guitti antiberlusconiani travaglio-savianei ha espresso un sommo disprezzo snobistico, si vendica con sadismo. Gli altri sono andati avanti, perfino gli spagnoli in crisi, se ne usciranno, poiché hanno investito in infrastrutture, aziende, produzione, mentre l’italietta velinara-tottesca imitava il peggio del circo politico statunitense, irridendo il resto del Mondo non-americanizzato. Il risultato lo stiamo vedendo. La Cina e l’India se ne fanno un baffo delle minacce espresse da bimbiminkia come Benetazzo & friends, e hanno macinato tutto quel che c’era da macinare. Anzi. Non gli è stato consentito di vendere auto sul mercato dell’UE; vedi mai che avrebbero potuto liquidare carrozzoni privati a carico pubblico, come la FIAT, prima di venderne la polpa a Obama e sputandone l’osso invendibile sulla testa di Roma. Ma tant’è, l’importante per i militont ‘rivoluzzionari’ e le femministedisotto, è combattere invece per il diritto delle anarcocapitaliste Pussy Riot di danneggiare i beni pubblici pur di vendere la loro mercanzia scaduta e scadente sul mercato delle Hollywood di terza categoria,  mentre se ne fottono altamente di veri artisti dissidenti, come le due aderenti al gruppo rock-folk maoista Grup Yorum, arrestate e pestate dalla polizia turca. Il cosiddetto ‘internazionalismo’ della compagneria italiana, che si ferma regolarmente sui marciapiedi delle basi della NATO.
Già, perché l’importante è, nell’Italia sull’orlo dell’abisso, combattere per le marce gay e salafite, volantinare per il ‘bombardamento umanitario’ di regimi immensamente più degni dei loro sogni sclerotizzati di paradisi hippies, inventarsi gli orchi rosso-bruni per darsi un’identità diafana, afona e fantasmatica, avendo scoperto di essere totalmente escrescenziali, superflui, per quella che una volta, secoli fa, avrebbe dovuto essere il loro riferimento sociale. Dulcis in fundo, per questa massa amorfa di adolescenziali liderini liceali con la pensione assicurata dalla vituperatissima mamma DC, è vitale perpetrare all’infinito, fino alla tomba, il manicomio post-sessantottino e settantasettino. Un passato, senza storia, che non vuole passare.
Saltando a bomba sulle cose serie. Con la schiacciante sconfitta militare, ad opera della Siria, dell’asse atlantista-gulenista-salafita rappresentata dall’alleanza politico-strategica USA-NATO-Qatar-Arabia Saudita*, l’assalto geostrategico elaborato dal clan Brzezinsky, all’interno dell’amministrazione Obama, subisce un colpo tremendo. A ciò, si unisce la reazione della frazione Putin all’interno dei vertici strategici di Mosca: la cacciata, finalmente!, delle ONG statali USA, che per vent’anni hanno avvelenato l’ambiente politico russo ed ex-sovietico, con la loro opera missionaria: finanziamento a gruppi e gruppetti di teppisti, dai neocon come Kasparov e Navalnij, ai ‘comunisti’ di Udaltsov, alle anarco-capitaliste Pussy Riot, al buffone Limonov (il più amato dai nostrani cacciatori di rosso-bruni, che non capiscono che insultano un loro collega della CIA, che con il movimento Eurasiatico non ha una cippa a che fare. Ma vallo spiegare a dei caproni anarcoidi che si credono aquile leniniste). Obama, impegnatissimo sul fronte della campagna presidenziale, cui partecipa abusivamente, ma potentemente appoggiato dal sistema bancario-mediatico, può solo sparare vacue amenità anti-siriane e anti-iraniane, giusto per gasare amici dichiarati dell’impero USA, e amici travestiti da nemici del medesimo impero. Non è mica poi così facile bombardare Stati come Siria e Iran, anche se si è l’America di Capitan Hollywood. E ciò è ben dimostrato sia dall’isterismo della megera Hillary Clinton che del premier israeliano Binyamin Netanyahu.
La vecchia Clinton, in quattro anni da Segretaria di Stato di Washington, non ha portato a casa che l’Honduras e il Paraguay, mentre la succosissima Libia resta ancora aldilà del traguardo. Ciò farà sprofondare la sua carriera politica, mentre, grazie anche a lei, pure il Medio Oriente sprofonderà nel caos dissolvente degli integralisti islamisti al potere, incapaci di gestire  società ben più complesse degli incubi sociali saudita e qatariota. Incubi che nella porno-italietta hanno trovato, purtroppo, diversi estimatori nel milieux dei cosiddetti amici della Palestina, flottigliatori, campantimperialisti et similia. Potenza dei petrodollari. Da parte sua, il vecchio Biniamyn Netanyahu costerna i nemicissimi del sionismo globale mondiale invincibile, dando un sonoro colpo alla loro amata teoria, e che cioè gli ebrei sono dei formidabili manipolatori dei mass-media, dei telegiornali, del cinema, di Hollywood, della radio e della banda larga su Internet. Smentendo che l’umorismo ebraico sia volto alla conquista del mondo, Netanyahu invece ha dimostrato che il senso dell’humor non è presente in tutti gli ebrei, e che le barzellette dagli shtetl possono avere effetti-boomerang. Così, il famigerato capo del formidabile sionismo invincibile e imbattibile, ha dato uno spettacolo che neanche Meyerchold o Mel Brookes (lasciando perdere quella mezzasega gonfiata di Woody Allen), si sarebbero sognati nelle loro più sfrenate fantasie: presentarsi all’Assemblea Generale dell’ONU con un disegno della Bomba usata nei cartoni animati della Warner Bros., per indicare l’imminente minaccia dell’arma atomica iraniana. Uno sputtanamento simile, da far sganasciare, nell’arco di un paio di secondi, tutto il mondo tramite l’internet messoci a disposizione da quel sant’uomo di Bill Gates.
Manco fosse stato intervistato da Fulvio Grimaldi o Massimo Fini.
Con queste premesse, è improbabile un qualsiasi lancio di petardi sionisti su suolo iraniano, siriano o libanese. Con grande disperazione di quegli anti-americani totali assoluti, che hanno sul comodino le opere omnie dei loro guru e santini: Henry Ford, Robert Dukes, Otis Pike e Anthony Sutton. Ovviamente tutti American WASP purissimi. Se Marx e Trotskij non vanno bene perché erano ebrei, Lenin perché mezzo-asiatico, Mao perchè tutto asiatico, ecc. ecc. Allora agli anti-americanisti totali assoluti restano il peggio della politica statunitense, anzi, americana; anche se si passa da Vichy, Preziosi, Pio XII o Goebbels, finiscono tutti nelle pianure del Midwest o sul Ponte dei Frati Neri, a prendere il thè con Ford, Teddy Roosevelt, Churchill e Houston Chamberlein, tutti anglo-sassoni DOC.
Per fortuna, Mosca, Beijing, Minsk, Damasco, Caracas e tante altre capitali hanno forgiato la loro visione del mondo basandosi su analisi e studi che hanno anche radici secolari, come quelle forniteci da Bolivar o Marx, ma che al contrario dei vari adoratori di mummie adusi a mummificare il cervello per rituale, utilizzano per comprendere la realtà di oggi e non per crearsi fumisterie ideologiche a scopo consolatorio. L’abisso tra occidente, tutto, e l’avanguardia più sveglia del resto mondo, sta essenzialmente in ciò. Ed è stato questo, che ha permesso di sventare la mossa anti-eurasiatica e neoegemonistica studiata da vecchi arnesi come Brzezinsky, Kissinger, Rockefeller, queste ‘speranze’ dell’America che assieme totalizzano quasi 300 anni di età…
Un impero senza futuro, che ha giocato le sue ultime carte puntando sulla primavera araba, un fantasmatico fuoco di artificio, originale e creativo, che ha entusiasmato bimbetti, giornalisti d’assalto della RAI** e analisti della supponente mailing lista accademica Sesamo, ma sempre un fuoco d’artificio, che si spegne rapidamente e lascia solo cenere. Turbinio di cenere che, qui nell’Italietta velinaro-saviannea, ci arriverà in faccia.


Canzone militarista, laico-socialista, in sostanza Rosso-Bruna. Compagnetti, tappatevi le orecchie!!

Note
*Intorno cui ruota una immensa galassia di gruppi di giannizzeri, dalla Fratellanza musulmana alle ONG statali degli USA, dai mercenari della Blackwater e della Legione straniera jihadista, ai volenterosi kollabos dei salotti alternativi parigini, londinesi e della Roma sinistra e destra.
** Ricordiamoci del contegno ripugnante tenuto da Gabanelli, Belinguer, Goracci, Iacona, Ricucci, ecc. ecc.

Alessandro Lattanzio

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