Ecco perché gli inglesi volevano uccidere Skripal

Numidia Liberum 23 marzo 2018Secondo il sito WhatDoesItMean, l’agente doppio Sergej Skripal e la figlia sono stati avvelenati dall’MI6 perché volevano tornare in Russia in cambio di documenti in loro possesso che provano che il dossier sulla falsa collusione “Trump-Russia” o “RussiaGate” è completamente ideato dall’MI6. Negli articoli “Il Regno Unito usa l’avvelenamento sotto falsa bandiera per accusare la Russia” e “Una spia avvelenata: esiste un legame con la campagna anti-Trump?” si era visto che gli inglesi avvelenarono l’ex-agente doppio Sergej Skripal e sua figlia a Salisbury, col gas nervino, nel Regno Unito, il 4 marzo 2018. Come naturalmente avviene in occidente, il governo inglese sostiene che il gas utilizzato è il Novichok prodotto solo nell’ex-Unione Sovietica. Ma l’unica fabbrica di armi chimiche sovietiche che produceva tale gas si trovava nell’Uzbekistan, smantellata dagli Stati Uniti dopo il crollo dell’Unione Sovietica… Stati Uniti e Regno Unito quindi sanno come fabbricarlo. Per coincidenza, il laboratorio di armi chimiche dell’esercito inglese di Porton Down è a sole 8 miglia da Salisbury, dove gli Skripal sarebbero stati avvelenati. Il governo inglese sostiene che Porton Down avesse identificato l’agente che sarebbe stato usato sugli Skripal. Ma il laboratorio è perfettamente in grado di produrre il Novichok, così come altri laboratori simili in altri Paesi. Inoltre, il vicino centro di addestramento nucleare chimico, biologico e radiologico CBRN Defense Center di Winterbourne Gunner, è a soli 4 km da Slisbury.
Tuttavia, all’inizio di febbraio il servizio di sicurezza federale russo (FSB) fu contattato da Julja Skripal, che viveva a Londra dal 2011 e si preparava a tornare in Russia per sposare il figlio di un alto funzionario della sicurezza russa. Sergej Skripal, già demoralizzato dalla morte del figlio l’anno scorso, e della moglie nel 2012, voleva tornare in Russia con lei. Per consentirlo, Sergej Skripal avrebbe fornito la prova che l’MI6, in collaborazione col regime di Obama-Clinton, aveva completamente creato ciò che ora è noto come dossier Trump, progettato per distruggere la legittimità del presidente Trump. Sergej Skripal è un ex-ufficiale dell’intelligence militare russa reclutato dall’MI6 come agente doppio. Il suo reclutamento fu orchestrato dall’agente dell’MI6 Pablo Miller che lavorava direttamente sotto l’egida del creatore del “Dossier Trump”, l’ufficiale dell’MI6 Christopher Steele. Da parte sua, Skripal aveva lavorato per l’Orbis Business Intelligence, il team di Steele che fabbricò il famigerato “Dossier Trump”. Le due spie dell’MI6, Miller e Steele, lavoravano anche per la stessa compagnia. Qui il ciclo si chiude.
Sebbene i dettagli dell’offerta di Skripal all’FSB per assicurarsi il ritorno in Russia restino segreti, è confermano che Julija Skripal ne discutesse col padre il 4 marzo, quando furono aggrediti ed abbandonati in condizioni critiche. Contemporaneamente, il quotidiano The Telegraph scriveva che tutti i collegamenti su Internet tra Skripal e Orbis Business Intelligence di Steele furono cancellati. Nello stesso tempo, tutti i collegamenti Internet tra Skripal e i creatori del falso “Dossier Trump” scomparvero. Parallelamente a tali azioni organizzate da professionisti dell’intelligence, il governo inglese accusò improvvisamente la Russia di aver avvelenato la spia e la figlia col gas nervino. Ma quando la Russia chiese le prove, gli inglesi le rifiutarono categoricamente, nonostante ciò che dice la Convenzione sulle armi chimiche, che il Regno Unito ha firmato come la Russia. E quando Jeremy Corbyn, leader del Labour Party, chiese perché il Regno Unito reagisse in questo modo, le forze favorevoli alla premier Teresa May lo presero in giro, seguite dal segretario della Difesa Gavin Williamson che disse che “la Russia dovrebbe andarsene e stare zitta“. Mentre il Presidente Putin disse alla riunione del Consiglio di Sicurezza russo di essere “estremamente preoccupato” dalla posizione lesiva e provocatoria del Regno Unito, il governo inglese continuava a scatenare l’isterismo bloccando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su un progetto sponsorizzato dalla Russia che chiede un'”inchiesta urgente” in conformità cogli standard internazionali. Ciò portava il senatore russo Sergej Kalashnikov ad avvertire: “L’occidente ha lanciato una massiccia operazione per espellere la Russia dal Consiglio di sicurezza dell’ONU… La Russia è ora un attore molto fastidioso per gli occidentali e ciò spiega i recenti attacchi al nostro Paese”.
È importante notare che nessuno in occidente si prende la briga di chiedersi perché la Russia avrebbe infranto la prima regola cardinale dell'”etichetta dello spionaggio” prendendo di mira una spia scambiata con altre spie, che Unione Sovietica e Russia hanno mai violato in oltre 70 anni. Come sottolinea il professor Anthony Glees, direttore del Center for Security and Intelligence Studies della Buckingham University, se la Russia ha davvero avvelenato Skripal, “Nessuno scambierebbe mai più con essa“, ponendo la domanda logica: “Se la Russia voleva davvero uccidere Skripal, perché non l’ha fatto quando era in prigione in Russia?Scienziati inglesi non collegano il gas nervino alla Russia, nonostante le pressioni
Craig Murray, ex-diplomatico ed ex-ambasciatore inglese

Ora ho ricevuto conferma da una fonte ben piazzata nel Ministero degli Esteri del Regno Unito, che gli scienziati di Porton Down (il laboratorio scientifico del ministero della Difesa) non sanno dire che il gas neurotossico sia un prodotto russo nonostante la pressione subita a dirlo. Porton Down non poteva che formulare “un tipo sviluppato dalla Russia”, dopo un incontro piuttosto difficile in cui questa formulazione fu concordata come compromesso. Per chi conosce Whitehall (governo), questo era ovvio da diversi giorni. Il governo non ha mai detto che l’agente nervino sia stato fabbricato in Russia o che possa essere fabbricato solo in Russia. L’esatta dicitura “un tipo sviluppato dalla Russia” fu utilizzata da Theresa May in parlamento, dal Regno Unito nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, da Boris Johnson alla BBC e, ancora più rivelatore, “di un tipo sviluppato dalla Russia” è la frase utilizzata nella dichiarazione congiunta rilasciata da Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Germania.

Conoscevate questi fatti interessanti?
Gli ispettori dell’OPCW hanno avuto pieno accesso a tutti gli impianti per armi chimiche russi per più di un decennio, compresi quelli identificati dal presunto informatore sul “Novichok” Mirzajanov, e l’anno scorso gli ispettori dell’OPCW completarono la distruzione delle ultime 40000 tonnellate di armi chimiche russe. Al contrario, il programma di distruzione delle scorte di armi chimiche degli Stati Uniti richiede cinque anni. Israele ha grandi scorte di armi chimiche ma ha costantemente rifiutato di dichiararle all’OPCW. Israele non ha firmato la Convenzione sulle armi chimiche, ne è membro dell’OPCW, che Israele sottoscrisse nel 1993 ma si rifiutò di ratificare perché significava ispezioni e distruzione delle sue armi chimiche. Israele ha indubbiamente la capacità tecnica come qualsiasi altro Stato di sintetizzare il Novichok. Porton Down non è ancora sicuro che siano stati i russi a sintetizzarlo, perciò “un tipo sviluppato dalla Russia”. Nota: sviluppata non prodotta. L’operazione è ovviamente propaganda formulata molto attentamente, un tipo elaborato di bugia.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Déjà Vu delle accuse inglesi alla Russia

Wayne Madsen SCF 20.03.2018

Soros, Saltykov e Berezovskij

Una cosa dei neo-conservatori, che hanno penetrato a fondo il governo tory della prima ministra inglese Theresa May e, data la natura salvifica del reality show di Donald Trump, occupano rapidamente il maggior numero possibile di posti nell’amministrazione statunitense, è che sono coerenti. I neoconservatori, che non fanno mistero del desiderio di grandi conflagrazioni militari, hanno rispolverato un vecchio libro di esercitazioni sull’avvelenamento da gas nervino dell’agente doppio russo Sergej Skripal e di sua figlia a Salisbury, nel Regno Unito. Le contorte accuse formulate dal governo inglese recano tutte le caratteristiche dell’intossicazione da radiazioni da polonio 210 dell’ex-agente dei servizi segreti russo Alexandr Litvinenko, morto a Londra nel 2006. Nel giugno 2008, il governo inglese ammise che il governo del primo ministro laburista Tony Blair inventò ed esagerò affermazioni sul coinvolgimento della Russia nell’avvelenamento di Litvinenko. Apparentemente, l’attuale governo May ritiene che la gente seria non ricordi ciò che accadde in Gran Bretagna dodici anni fa. I servizi segreti inglesi, che avevano rapporti con Litvinenko, non potevano più sopprimere le prove schiaccianti che il suo avvelenamento fosse dovuto al complotto della criminalità anti-Putin residente in Gran Bretagna, Israele, Ucraina e Polonia, per imbarazzare il governo russo. I sospetti sul ruolo della criminalità in esilio russo-israeliana nell’avvelenamento del ricercato Litvinenko, compreso l’amico oligarca russo-israeliano Boris Berezovskij, riemersero dopo che l’ex-primo ministro russo Egor Gajdar si ammalò gravemente dopo aver fatto colazione a una conferenza a Dublino, in Irlanda. Le leggi sul segreto bancario irlandese ne facevano il luogo preferito della mafia eurasiatico-israeliana. La morte sospetta di Berezovskij nel marzo 2013, il cui corpo fu scoperto nella tenuta di Ascot, nel Regno Unito, suggerì che la criminalità anti-russa, che collaborava col miliardario degli hedge fund George Soros e la Central Intelligence Agency, eliminò Berezovskij perché stava per rivelarne la natura al governo russo. La maggior parte dei resoconti sui media inglesi, all’epoca, sostenevano che Berezovskij morì per cause naturali. Altri suggerirono suicidio od omicidio. È interessante notare che Berezovskij era stato di recente curato in Israele. Gli amici espatriati di Berezovskij in Gran Bretagna e Israele includevano oligarchi in esilio oggetto di mandati d’arresto dalla Russia. Tra costoro l’affarista russo-israeliano Leonid Nevzlin, ex-amministratore delegato di Jukos Oil oggetto di un mandato d’arresto russo per omicidio, appropriazione indebita ed evasione fiscale. Nevzlin, ex-capo del Congresso ebraico russo, risiedeva a Tel Aviv sotto la protezione del governo israeliano. I compari esiliati russo-israeliani di Nevzlin includevano Vladimir Dubov, importante azionista della Jukos, e l’oligarca ricercato Vladimir Gusinskij. Gli ex-funzionari di Jukos ricercati, ora alleati dell’ex-capo espatriato di Jukos ed ex-galeotto Mikhail Khodorkovskij, erano anche legati al ricco affarista inglese Jacob Rothschild. Berezovskij guidava dall’esilio una grande rete di supporto ai terroristi ceceni. Uno dei loro capi, Ahmed Zakaev, era uno stretto collaboratore di Berezovskij e Litvinenko.
Proprio come Litvinenko, Sergej Skripal aveva rapporti personali coi servizi segreti russi e occidentali, suggerendo che come Litvinenko, si era imbarcato in una vita pericolosa da agente doppio o triplo. Skripal lavorò per il “centro informazioni” dell’ambasciata USA a Mosca e presso l’Holiday Inn di Southampton, nel Regno Unito. I posti di lavoro negli hotel sono la posizione di “copertura non ufficiale” preferita del Secret Intelligence Service (MI-6) inglese. Fino all’arresto da parte delle autorità russe, Sergej Skripal era un agente dell’MI-6. Nel 2010 gli fu concesso asilo in Gran Bretagna dopo un importante scambio di spie tra Stati Uniti e Russia. L’agente nervino che avrebbe colpito Skripal e sua figlia sarebbe il “Novichok“, da una serie di agenti binari presumibilmente sviluppati dall’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Questi agenti nervini sarebbero anche apparentemente stoccati nell’impianto di ricerca militare chimico inglese di Porton Down, a sole otto miglia da Salisbury, dove gli Skripal si ammalarono. Ma l’esistenza del Novichok è, a sua volta, discutibile. Le affermazioni sul Novichok provengono da Vil Mirzajanov, scienziato sovietico che sosteneva di averlo inventato in una struttura della Repubblica socialista sovietica uzbeka. Nel 1994, Mirzajanov fuggì negli Stati Uniti, dove passò sotto il controllo della CIA. Nel 2016, il Dr. Robin Black, capo del Detection Laboratory di Porton Down, pubblicò un articolo accademico che metteva in discussione la veridicità delle affermazioni di Mirzajanov. L’avvelenamento degli Skripal fu seguito a breve distanza dalla morte a Londra del vecchio socio e amico di Berezovskij Nikolaj Glushkov. La polizia inglese ne definì la morte “sospetta”, citando come causa “compressione al collo”. Berezovskij morì per impiccagione, secondo la polizia un “suicidio”. Tracce radioattive del Polonio 210 usato per avvelenare Litvinenko furono rinvenute nell’ufficio di Berezovskij al 7 di Down Street, nel quartiere Mayfair di Londra. Nel 2008, Badri Patarkatsishvili, socio georgiano-israeliano di Berezovskij, cadde e morì a casa sua, a soli 15 miglia dalla tenuta di Berezovskij. La morte del 52enne fu determinata dalle autorità come causata da “infarto”.
Molto più che prove circostanziali suggeriscono che Berezovskij, Glushkov e Patarkatsishvili siano stati assassinati da oppositori in esilio del governo russo, essendo anche dei capi della mafia eurasiatico-israeliana che usa la Gran Bretagna come principale base delle operazioni. Il Regno Unito è favorito da tali sindacati criminali per lo stretto rapporto di lavoro che hanno con le agenzie d’intelligence anglo-statunitensi, così come con Soros, che ha una residenza a Londra. Proprio come le accuse infondate sulla Russia fatte dai funzionari del governo inglese dopo la morte di Litvinenko, gli attuali funzionari inglesi trovavano difficile tenere in piedi le loro storie. Uno di tali funzionari è il segretario agli Esteri Boris Johnson, ex-sindaco di Londra soprannominato “Trump inglese”. Johnson affermò ridendo che la Russia diresse “l’uso di un agente nervino per le strade del Regno Unito, d’Europa, per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale”. Proprio come l’uso sfrenato da parte dell’amministrazione Trump di “notizie false” e “fatti alternativi”, Johnson si era impegnato a creare una “falsa storia”. Non ci sono prove che alcuna arma chimica, per non parlare di agenti nervini, sia stata usata dalla Germania contro la Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale. Adolf Hitler e la sua unità dell’esercito tedesco erano vicino Ypres, in Francia, nell’attacco che portò Hitler all’ospedale militare con polmoni bruciati e parziale cecità, convincendo il dittatore tedesco a non usare armi chimiche contro Gran Bretagna o Unione Sovietica. Sebbene i nazisti conservassero scorte di agenti nervini tabun e sarin, Hitler proibì ai suoi generali d’impiegarli in battaglia, tranne l’uso di gas asfissianti dalle truppe chimiche delle SS nelle caverne e catacombe di Sebastopoli e Odessa contro militari e civili sovietici che cercavano riparo dall’invasione tedesca. E sebbene i nazisti abbiano usato l’acido cianidrico e il monossido di carbonio per assassinare milioni di ebrei, rom, prigionieri di guerra sovietici e altri nei campi di concentramento d’Europa, la dichiarazione di Johnson sull’uso di agenti nervini per le strade inglesi ed europee nella Seconda guerra mondiale è ridicola, oltre che palesemente falsa. Ciò che non è falso è che i generali inglesi dissuasero il primo ministro Winston Churchill dall’usare gas velenoso e antrace sui centri abitati tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Certamente, Churchill fu un grande promotore dell’uso del gas velenoso, ordinando l’uso del gas lacrimogeno debilitante e del mortale gas mostarda contro i ribelli in Iraq, nel 1920.
Nel mondo dell’intelligence inglese, la “finzione” dei film a volte è più rivelatrice sulla vera natura delle operazioni dell’MI-6. Gli sceneggiatori del film “Casino Royale“, riconobbero la vera natura dei mafiosi internazionali che si occupano di assassini di individui per scopi propagandistici. Nel film, non solo c’è un rete mafiosa eurasiatica in Montenegro, uno dei centri della criminalità eurasiatico-israeliana, coinvolta nel terrorismo internazionale per manipolare il mercato azionario, ma c’è un riferimento di “M” “(Judi Dench) a un gruppo del genere impegnato a collocare opzioni azionarie prima degli attacchi da 11 settembre, al fine di ricavare tonnellate di soldi dai mercati mondiali. Sembra che le spie di fantasia sappiano di più su tali intrighi, su come gli omicidi di Litvinenko, Berezovskij, Patarkatsishvili e Glushkov e gli avvelenamenti degli Skripal e di Gajdar provochino crisi internazionali, che non le controparti reali e gli ottusi come Boris Johnson e Theresa May.

Eltsin e Berezovskij

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Porton Down, oscuro segreto sulle armi chimiche del Regno Unito

True Publica, 16 marzo 2018

Dal 1916 più di 25000 militari hanno preso parte ai test a Porton Down, dove gli scienziati svilupparono armi chimiche e dispositivi di protezione. È il programma più longevo di test di armi chimiche su esseri umani del mondo“. (Porton Down)Vi hanno sede due strutture governative del Regno Unito: il Laboratorio di scienza della difesa (Dstl) del ministero della Difesa, noto da oltre 100 anni come uno dei più segreti e controversi servizi di ricerca militare del Regno Unito, che copre 7000 acri. Il compito del laboratorio era condurre ricerche sugli agenti per armi chimiche delle forze armate inglesi nella prima guerra mondiale, come cloro, gas mostarda e fosgene. Quando terminò la Seconda guerra mondiale, lo stato avanzato della tecnologia tedesca sugli agenti nervini organofosforici, come tabun, sarin e soman, sorprese gli alleati, desiderosi di capitalizzarla. La successiva ricerca ebbe gli agenti nervini tedeschi appena scoperti come punto di partenza, portando infine al gas nervino VX, sviluppato a Porton Down nel 1952. Alla fine degli anni ’40 e all’inizio degli anni ’50, la ricerca a Porton Down mirava a fornire alla Gran Bretagna i mezzi per armarsi di moderni agenti nervini e sviluppare specifici mezzi di difesa contro di essi. I test per determinare gli effetti degli agenti nervini su soggetti umani, suscitò accuse persistenti di esperimenti su umani a Porton Down. Nel 1942, la Gruinard Island, in Scozia, fu pericolosamente contaminata dall’antrace dopo che una nuvola di spore di antrace fu deliberatamente rilasciata sull’isola durante un esperimento. “Dal 1945 al 1989, Porton ha esposto migliaia di “cavie” umane al gas nervino. Sembra probabile che Porton abbia testato più soggetti umani con gas nervino, e nel periodo più lungo, che qualsiasi altro stabilimento scientifico nel mondo”, riferiva The Guardian nel 2004. Altre due nazioni ammisero di testare il gas nervino su umani, ma mai nelle dimensioni del Regno Unito: le forze armate statunitensi contaminarono circa 1100 soldati tra il 1945 e il 1975, e il Canada un piccolo numero prima del 1968. Tra il 1963 e il 1975, la MRE condusse test a Lyme Bay, nel Dorset, in cui vennero spruzzati batteri vivi da una nave, per farli arrivare a riva col vento simulando un attacco con l’antrace. I batteri spruzzati erano il Bacillus globigii e l’Escherichia coli meno pericolosi, ma in seguito fu ammesso che i batteri danneggiarono alcune persone vulnerabili. La città di Weymouth era sottovento durante l’irrorazione. Quando i test divennero di pubblico dominio alla fine degli anni ’90, il Consiglio della contea di Dorset, i Consigli comunali di Weymouth e Portland e il Consiglio distrettuale di Purbeck richiesero un’inchiesta pubblica sugli esperimenti. Il governo si rifiutò. Nello stesso periodo, Porton Down fu indagata per 25 morti riguardanti iniezioni di antrace, vaiolo, poliomelite e peste bubbonica su ignari volontari. Per 30 anni il governo rifiutò qualsiasi richiesta.
Porton Down fu coinvolta in test umani in vari momenti dell’utilizzo del sito da parte del ministero della Difesa. 20000 persone presero parte ai vari studi dal 1949 al 1989. Dal 1999 al 2006 fu indagata con l’operazione Antler. Nel 2002 una prima inchiesta e nel maggio 2004, una seconda inchiesta sulla morte di Ronald Maddison, durante i test sull’agente nervino sarin, iniziate dopo che genitori e amici fecero pressioni per anni (51, NdT), scoprirono che la sua morte fu un crimine. “Ronald Maddison aveva 20 anni quando prese parte a quello che, si pensava, fosse un esperimento per trovare una cura al raffreddore, nel maggio 1953. L’aviere morì pochi minuti dopo e l’inchiesta originaria, tenuta riservata per “ragioni di sicurezza nazionale”, decretò che morì per asfissia, ma i commilitoni affermarono che fu esposto al mortale agente nervino Sarin nel centro di guerra chimica e biologica del governo nel Wiltshire”.
La maggior parte del lavoro svolto a Porton Down rimane segreta. Bruce George, membro del parlamento e presidente del comitato scelto sulla Difesa, dichiarò alla BBC News il 20 agosto 1999 che: “Non direi che la Commissione Difesa gestisca in modo microscopico DERA o Porton Down. Lo visitiamo, ma, con undici membri del Parlamento e cinque membri del personale che lavorano in un dipartimento labirintico come il ministero della Difesa e le Forze Armate, sarebbe del tutto errato e fuorviante dire che sappiamo tutto ciò che succede a Porton Down. È troppo grande per saperne, e in secondo luogo, ci sono molte cose che accadono lì che non sono nemmeno certo se i ministri ne siano pienamente consapevoli, per non parlare dei parlamentari“. Diversi dipartimenti di Porton Down attuano vari esperimenti su animali. Il dipartimento di Scienze biomediche è coinvolto nella valutazione della tossicodipendenza e nei test di efficacia, inclusi studi di tossicologia, farmacologia, fisiologia, scienze comportamentali, scienze umane, traumi e chirurgia. Il dipartimento di Scienze fisiche utilizza animali nella sua ricerca “Armor Physics“. Come altri aspetti della ricerca di Porton Down, i dettagli precisi degli esperimenti sugli animali sono generalmente tenuti segreti. I media suggerivano che comprendessero esposizione di scimmie all’antrace, drenaggio del sangue dai maiali, iniezione di batteri E. coli ed esposizione di animali a vari agenti nervini tossici e letali. In un caso del 2000 fu riferito che la polizia studiava i test di guerra chimica a Porton Down ed esaminava almeno 45 morti. Non ci sono ulteriori informazioni sul risultato di queste indagini.
Centinaia di veterani sottoposti a test nell’impianto per la guerra chimica di Porton Down hanno ricevuto un risarcimento di 3 milioni di sterline, secondo il ministro della Difesa Derek Twigg, nel gennaio 2008. In una dichiarazione scritta ai parlamentari, Twigg diede le prime piene scuse del governo ai militari, dicendo: “Il governo si scusa sinceramente con chi potrebbe essere stato colpito“. Il riconoscimento fu salutato dai rappresentanti dei veterani, che dichiararono di essere stati indotti a partecipare ai test presso l’impianto del Wiltshire durante la guerra fredda. Molti credevano che cercassero una cura per il raffreddore. 369 militari affetti lanciarono un’azione legale contro il ministero della Difesa lo scorso marzo, sostenendo che i test, tra cui invio alle camere a gas ed esposizione a gas nervino, gas mostarda e gas lacrimogeni, gli avevano causati problemi di salute che andavano dalle malattie respiratorie a cancro e problemi psicologici. Eric Gow, presidente del Porton Down Veterans’ Group, dichiarò: “Sono così dispiaciuto e arrabbiato che molti dei nostri compagni siano morti prima di arrivare a questo punto, ma sono sicuro che oggi ci guarderanno con una certa soddisfazione“. Solo sei mesi prima, gli attivisti per i diritti degli animali reagirono con rabbia e shock dopo che si scoprì che il laboratorio da guerra del governo faceva test su quasi tre volte più scimmie dell’anno precedente. Le richieste del Freedom of Information hanno rilevato che 2745 animali, tra cui macachi, maiali e uistitì, vi erano alloggiati.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Assassinii sponsorizzati dallo Stato inglese

Gavin O’Reilly AHTribune 15 marzo 2018

Cogli occhi del mondo concentrati sul presunto attentato a Sergej Skripal, il russo che operava da agente doppio inglese prima di essere esiliato nel Regno Unito nel 2010, dopo che lui e sua figlia furono trovati accasciati su una panchina pubblica di Salisbury, non si può fare a meno di notare la reazione ipocrita della dirigenza politica inglese all’attentato. Rivolgendosi alla Camera dei Comuni, la prima ministra Theresa May accusava il Cremlino dell’incidente per il “record della Russia di assassinii sponsorizzati dallo Stato”. Tali parole erano un auto-assoluzione, suggerendo che il Regno Unito avesse autorità morale sulla Russia e che non avrebbe mai assassinato oppositori politici in terra straniera. Chiunque sappia qualcosa della politica estera inglese verso l’Irlanda saprebbe che non è così.
Nel 1989, il nord dell’Irlanda era al culmine del sanguinoso conflitto in cui i militanti repubblicani irlandesi conducevano la guerriglia contro le forze della corona nel tentativo di por fine al dominio inglese nella regione. Per contrastare la minaccia dell’IRA e di altri gruppi di questo tipo, Westminster decise che chiunque fosse accusato di attività repubblicana nelle sei contee occupate sarebbe stato processato in un tribunale “Diplock” senza giuria, massimizzando così condanna e detenzione. Tuttavia, un avvocato per i diritti umani di Belfast si affermò rapidamente difendendo con successo i repubblicani accusati da tali tribunali. Pat Finucane finì per la prima volta sotto l’attenzione pubblica con la sua campagna per i prigionieri repubblicani nello sciopero della fame all’H-Block del 1981. Presto divenne una spina nel fianco della dirigenza inglese rappresentando i repubblicani in diversi casi importanti negli anni ’80, con la goccia di troppo nel novembre 1988, quando difese con successo un volontario dell’IRA in un caso relativo alla morte di due soldati inglesi.
Il 12 febbraio 1989, uno squadrone della morte inglese irruppe nella casa di Pat Finucane e gli sparò 14 volte mentre cenava con la moglie e i figli. Lo squadrone della morte in questione, l’Ulster Defence Association (UDA), era un’organizzazione legale controllata dalla Force Research Unit (FRU), un’unità militare segreta inglese incaricata di trasformare l’UDA in un’organizzazione “professionale”. Il coinvolgimento dello Stato inglese nell’assassinio arrivava al vertice militare, col ministro degli Interni Douglas Hogg che si lamentò nelle settimane prima della morte di Finucane degli avvocati nel nord dell’Irlanda “ingiustamente solidali con la causa dell’IRA“. L’omicidio di Pat Finucane non fu comunque l’unico, e nemmeno una tattica usata dagli inglesi nei periodi di conflitto in Irlanda, come negli anni ’80.
Dieci anni dopo l’uccisione di Finucane, il livello conflittuale in Irlanda era sceso significativamente in seguito all’accordo del 1998 tra IRA provvisorio e governo inglese. Questa “pace”, tuttavia, era ed è tuttora sostenuta dalla minacce dallo Stato inglese, nel caso qualcosa sconvolga lo status quo. Questo infine comportò l’assassinio di Rosemary Nelson. Avvocatessa per i diritti umani, come Pat Finucane, Rosemary divenne famosa grazie alla difesa di repubblicani in casi importanti. Tuttavia, fu la sua difesa della famiglia di Robert Hamill, giovane nazionalista picchiato a morte da una folla lealista nel 1997, sotto lo sguardo della Royal Ulster Constabulary (RUC), la forza di polizia inglese del nord dell’Irlanda, che attrasse le ire dalla dirigenza inglese. Il 15 marzo 1999, Rosemary Nelson fu uccisa da un’autobomba davanti casa ad Armagh, nell’Irlanda occupata. L’attentato fu rivendicato dai Red Hand Defenders (RHD), fazione dell’UDA. Nei giorni successivi all’omicidio, emerse che membri del ramo speciale segreto della RUC sorvegliavano la casa di Nelson la notte prima della morte, apparentemente per monitorare presunti membri dell’IRA. Nonostante l’intensa sorveglianza dell’area circostante la casa di Nelson, nessun membro del Ramo Speciale riferì di aver visto il team dei RHD effettuare l’attentato. Come Pat Finucane, anche Rosemary Nelson fu un’altra vittima del sanguinoso record di omicidi sponsorizzati dallo Stato inglese.Traduzione di Alessandro Lattanzio