L’ombra dopo Renzi: Luigi Di Maio, brevi note

Alessandro Lattanzio, 9/6/2016dimaiogrilloIl vicepresidente del gruppo M5S alla Camera, presidente del “Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione” e capo del direttorio del M5S Luigi Di Maio, originario di Pomigliano d’Arco, visitava questa primavera Londra, Parigi, Berlino e Strasburgo, incontrando i presidenti delle commissioni affari esteri e finanze dell’assemblea nazionale francese, il segretario per la riforma dello Stato del governo Valls Jean-Vincent Placé, la vicepresidente del Bundestag tedesco Claudia Roth, il sottosegretario del ministero degli Interni tedesco Guenter Krings e Johannes Ludewig, presidente del Nationaler Normenkrontrollrat, organo di controllo normativo del Bundestag. A Londra, Di Maio cercava di “apprendere le buone pratiche” del modello parlamentare inglese e di “portarle in Italia”. Di Maio aveva incontrato parlamentari e funzionari inglesi con l’obiettivo di studiare come “coinvolgere i cittadini in una maggiore democrazia partecipata. I dati sulla partecipazione popolare in Italia sono disarmanti e negli ultimi dieci anni solo tre o quattro petizioni sono state esaminate. Questo crea un problema di credibilità istituzionale, mentre qui a Londra c’è una grande sensibilità verso queste petizioni”, dichiarava Di Maio parlando ai giornalisti dopo i passaggi a Westminster, dove incontrava il leader laburista Jeremy Corbyn e la capogruppo dell’opposizione Rosie Winterton, e al National Audit Office. Di Maio descriveva la sua “missione istituzionale” come volta ad approfondire il tema del controllo parlamentare e a studiare l’attività delle commissioni parlamentari inglesi attraverso strumenti online e il controllo della spesa pubblica, compito proprio del National Audit Office. “La prima buona pratica che hanno qui è quella di verificare che fine facciano le leggi dopo averle approvate. Se funzionano, se raggiungono gli obbiettivi di bilancio, di posti di lavoro, di ritorno degli investimenti che si erano prefissate. Noi invece non abbiamo una struttura predisposta per il controllo parlamentare, mentre dovremmo iniziare a immaginare uffici indipendenti interni alla Camera o esterni, che sono la strada migliore per capire quante leggi ci servono in Italia”. Un secondo punto in cui la Gran Bretagna va presa a modello, secondo Di Maio, è l’Audit Office che controlla la spesa pubblica e “fa un po’ le pulci ai provvedimenti presentati e approvati“, e il coinvolgimento dei cittadini con le leggi d’iniziativa popolare, che qui “viene affrontato con maggiore serietà e questo contribuisce a dare più credibilità al Parlamento”.
Dichiarandosi contro la Brexit e incoerentemente anche contro l’euro, Di Maio osservava che il partito euroscettico UKIP “si fa rispettare, avendo con il referendum portato l’Europa al tavolo negoziale”. Sulla Brexit, Di Maio aveva spiegato di esserne contrario precisando anche che il M5S è “contrario all’eventuale uscita dell’Italia dall’Unione europea, ma non si pronuncia sul destino dei britannici. Anche in questo modo gli inglesi si fanno rispettare”. Nonostante tali elogi, la richiesta di Di Maio d’incontrare il leader dell’UKIP Nigel Farage, l’ex-sindaco di Londra Boris Johnson e l’ex-ministro conservatore thatcheriano Kenneth Clarke veniva rifiutata dagli interessati. Dopo questi mancati appuntamenti, Di Maio affermava “Con l’UKIP abbiamo solo un’alleanza tecnica all’Europarlamento, fondata sulla passione comune per la democrazia diretta”. Di Maio però riusciva ad incontrare il ministro per i Rapporti con il Parlamento Chris Grayling, conservatore eterodosso che aveva incontrato poche settimane prima la ministra Maria Elena Boschi, per parlare della Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, sostenuta da Grayling, ma non dal premier inglese Cameron e neanche da Di Maio. Va osservato che poco prima del viaggio a Londra, il direttorio del M5S aveva mostrato apprezzamento verso il premier inglese e la sua azione verso l’Unione Europea. Oltre a Chris Grayling, Di Maio incontrava l’omologo laburista Chris Bryant, che ricopre lo stesso incarico nel cosiddetto “governo ombra” del Labur Party. La sera del 21 aprile, il vicepresidente della Camera incontrava imprenditori e finanzieri della City, ma qui, su tale incontro “economico”, veniva posto un riserbo assoluto, poiché gli imprenditori incontrati “hanno nomi importantissimi ed hanno chiesto discrezione“. E di quell’incontro Di Maio evitava di parlarne in seguito.
La visita a Londra, con decine di incontri, aveva una grande risonanza mediatica, “Neanche per Renzi si erano visti tanti cronisti italiani per una visita”, spiegava un funzionario italiano a Londra. Anche i mass media inglesi, a partire dall’Economist, mostravano crescente interesse per il M5S e i suoi epsonenti, come la candidata a sindaco di Roma Virginia Raggi. In effetti, i viaggi di Di Maio dovrebbero accreditarlo quale personalità politica autorevole italiana, futuro leader del Movimento 5 Stelle che si candida a “responsabilità di governo e a una maggiore visibilità internazionale”. Infatti, a Londra Di Maio bacchettava i senatori italiani che non votavano la sfiducia al governo di Matteo Renzi, “hanno preferito le poltrone alla coerenza”. A fine giugno, Di Maio si recherà in Israele, per incontrare esponenti del governo a Gerusalemme, e a settembre andrà negli USA, invitato dell’università di Harvard, poiché l’influente rivista statunitense Forbes ha inserito Luigi Di Maio tra i 30 giovani politici più influenti d’Europa, assieme agli italiani Jacopo Mele (Cofondatore, Fondazione Homo Ex Machina Onlus), Leonardo Quattrucci (Consulente politico alla Commissione Europea), Anna Ascani (deputata del PD), Brando Benifei (europarlamentare PD) e Giulia Pastorella (Capo relazioni col governo).U43170877541942Il primo cerchio
Luigi Di Maio e Davide Casaleggio costituivano un sodalizio in sostituzione del controllo esercitato dal defunto Gianroberto Gianroberto sul M5S. Davide è il figlio di Gianroberto e della prima moglie inglese; è un manager laureatosi alla Bocconi che ha ereditato la proprietà dell’azienda che possiede i server utilizzati dall’associazione giuridica “MoVimento cinque stelle”, a sua volta intestata a Beppe Grillo, Enrico Grillo, Enrico Maria Nadasi e Gianroberto Casaleggio, che negli ultimi tempi delegava le responsabilità direttive al figlio Davide, comprese anche le più cruciali scelte politiche, trasmesse poi proprio a Di Maio. A quanto pare alla Casaleggio Associati si studierebbe la formazione di un governo ombra da far votare online in vista delle prossime elezioni politiche che, secondo Di Maio, si dovrebbero svolgere nel 2017. Tale governo vedrebbe Di Battista agli Esteri e Toninelli alle riforme.
Nota gossippara, Luigi Di Maio è fidanzato con Silvia Virgulti, ufficialmente assunta da Gianroberto Casaleggio quale “coach TV” per il M5S. Laureata in glottologia ed esperta della cosiddetta “Programmazione neurolinguistica”, Virgulti ha collaborato con le ambasciate di USA e Canada a Roma, e Beppe Grillo l’assunse per organizzare i suoi spettacoli negli Stati Uniti. Infine, il 4 luglio 2014 fu inviata a casa dell’ambasciatore degli USA John Phillips, a Villa Taverna. Nell’estate 2014, Di Maio e Virgulti si fidanzarono e Di Maio la propose a capo della comunicazione del M5S al posto di Ilaria Loquenzi, ma Gianroberto Casaleggio bloccò la mossa. La Virgulti si vendicò dicendo che le elezioni europee del maggio 2014 andarono male per il M5S a causa del “cappellino di Casaleggio”, ed a un convegno del movimento avrebbe incitato a superare l’impasse elettorale del M5S “usando la paura e la rabbia che suscita l’immigrazione negli italiani”.

U43150507832120l0FFonti:
Beppe Grillo
Corriere
Corriere
Corriere
Huffington Post
Il Messaggero
La Stampa
La Stampa
Repubblica

Ecco perché costruire un Partito Comunista Italiano è tempo perso

Alessandro Lattanzio, 7/6/2016

Togliatti-638x425La più grossa battaglia di nazionalizzazioni in Italia è stata quella dell’energia elettrica con il centro-sinistra, ma non direi nemmeno che si stato un nostro cavallo di battaglia. Lo fu piuttosto di Riccardo Lombardi e della sinistra socialista. Eravamo ben d’accordo, intendiamoci, ma non è che ci siamo sentiti obbligati perché le nazionalizzazioni erano un cardine di tutto il sistema sovietico! Noi non abbiamo mai sostenuto una programmazione centralizzata del tipo di quella sovietica. Anche quando in Italia è venuta in campo la questione della programmazione, ci siamo mossi sempre con molta attenzione: la nostra parola d’ordine fu quella della programmazione democratica”. Alessandro Natta intervistato da Mario Spinella in “Togliatti protagonista della democrazia italiana”, Il Calendario del Popolo, n° 567, luglio 1993.
“Programmazione democratica”, ovvero concordare la politica economica italiana con FIAT, Pirelli, Riva, ecc. ecc. Ecco questo era il Partito Comunista Italiano, senza orpelli. La programmazione economica, secondo Togliatti e Natta, non era compito del partito comunista italiano. Quindi, cosa rendeva ‘comunista’ tale partito, allora? Non ci è data la risposta, perché appunto il controllo dell’economia, della macroeconomia a livello statale è ciò che caratterizza un partito comunista, e non le relative fisime moraliste su “le mani pulite” o la propria “diversità”, come andavano strombazzando i vari gerarchi berlingueriani e post-berlingueriani negli anni ’80 e ’90. Prodromi del cretinismo anti-berlusconico dell’Italia forco-bacchettona dei Moretti-Travaglio. Una volta rinunciato a controllare la leva economica di una realtà, un partito comunista non può più esistere. Quindi è stato logico abbandonare un titolo ingannevole, che pur tuttavia continua ad ingannare a tutt’oggi. E infatti, il 26 giugno a Bologna verrebbe, nientedimeno, ricreato il Partito Comunista Italiano, in risposta alla frantumazione della sinistra italiana (qualsiasi cosa sia tale sinistra). Infatti, chi appare entusiasta della cosa, infilerebbe nel “partito comunista italiano” un po’ di tutto: Fassina, Airaudo, Partito Comunista di Rizzo, SEL, Rifondazione, Sinistra Italiana, Partito Comunista dei Lavoratori, le liste civetta di ciò che resta del PRC e del PdCI e perfino un redivivo Partito Comunista d’Italia… Ripetendo l’errore che fu del Partito Comunista nel 1921, e poi di Rifondazione Comunista nel 1991: creare dei partiti comunisti rappattumando frazioni e fazioni politiche provenienti da svariate e divergenti forze politiche: anarchici, socialisti, socialdemocratici, pacifisti, liberali radicali, ecc. Tutte forze che non si compattarono mai, se non per mano amministrativa esterna durante il trionfo dello stalinismo. Ma oggi, voler ripetere tali esperienze, con l’illusione di ricreare un “Partito Comunista Italiano” percepito in modo a-storico e mitologico, senza conoscerne la vera storia (Bordiga, chi era costui? Il settario della demonologia gramsciano-togliattiana o ben altro?) e la funzione autentica che il PCI svolse in Italia (sostegno al grande capitale monopolistico italiano, da Agnelli a Berlusconi…) può solo comportare l’eterno ripetersi delle solite catastrofi “non immaginabili” nel 1989, e delle solite farse “non immaginabili” come il bertinottismo trionfante degli anni 1993-2009.
barattoCome ho già detto, un eventuale ‘comunismo italiano’ è esistito nel 1943-1948. Poi vi fu solo un partito che esibiva un ‘brand’ in occasioni elettorali. Un ‘brand’ il cui valore in Italia era sorretto dal prestigio dell’Unione Sovietica presso i militanti di base, i lavoratori, ecc. Ma a cui i quadri e i dirigenti del PCI sostanzialmente non credevano. E quando crollò il Blocco Sovietico, i capi e i quadri del PCI furono sollevati; finalmente poterono liberamente e apertamente proclamare integralmente ciò che avevano adottato solo nella prassi da sempre, una politica filo-capitalista, liberale o financo liberista. Una linea politica che avevano attuato pienamente con le Cooperative, ad esempio costruendo nei primi anni ’80 la base missilistica statunitense di Comiso… passo concretamente politico-economico adottato dai vertici del PCI, dopo le berlingueriane sparate alla vasellina su “La fine della spinta propulsiva della rivoluzione d’Ottobre” e “la sicurezza che da l’ombrello della NATO”, propedeutiche appunto, allo sganciamento finanziario definitivo dall’URSS e all’adesione ai succosi contratti con la NATO, nel fatidico anno 1978. E quindi, con la Bolognina della testa di turco Occhetto, l’apparato burocratico-imprenditoriale piccista poté sbarazzarsi della zavorra marxista o comunista, e procedere apertamente e con pieno sollievo ad attuare a livello nazionale ciò che faceva da decenni a livello locale. Punto. Il PCI non poteva non trasformarsi nel PDS, e oggi nel PD. Togliatti non poteva che generare Berlinguer e Napolitano, e Berlinguer e Napolitano non potevano che generare i Veltroni, i Dalema, i Vendola, i Renzi e i Fassina…
Il resto, i resti, dell’illusione spezzata, il milione circa di votanti fedeli al defunto PCI, confluirono con le altre sinistre fallimentari italiane (dal Manifesto a DP) nella cloaca sterilizzante del Partito della Rifondazione Comunista, un campo di sterminio per gli ultimi sostenitori dell’ideologia e della cultura comunista e/o marxista, o presunta tale. Il risultato è quello che si vede oggi, uno sfarfallio di microsette e partitini elettorali di quartiere che non avranno mai alcun peso, soprattutto perché espressioni di segmenti ideologici che neanche hanno idea di cosa sia stato il proprio passato, la propria storia.
Errare è umano, ma perseverare… è da cretini.Partito_Comunista_Italiano_-_Walter_Veltroni_+_Achille_Occhetto

Nazipiddini, Paccoquotidiano e Ucraina

Alessandro Lattanzio, 17/4/2015

Mentre in Ucraina il governo golpista fa assassinare decine di oppositori e si prepara ad aggredire la Novorossija, ancora una volta, il partito nazihollywoodiano della CIA, il Partito Democratico, e il suo braccio partigianesco di Gladio, l’ANPI, accolgono a braccia aperte uno dei massimi responsabili degli attuali crimini ed assassini politici in Ucraina.

Il nazista Avakov ospite del PD e dell'ANPI, enti nazikollabos agli ordini di CIA e Mossad

Il nazista Avakov ospite del PD e dell’ANPI, enti nazikollabos agli ordini di CIA e Mossad

“Quando Elena Bondarenko sale sulla tribuna parlamentare, vorrei la mia pistola”
Arsen Avakov minacciando Elena Bondarenko, deputata del Partito delle Regioni e oppositrice del golpe a Kiev

Mentre il Ministro della Difesa greco Panos Kammenos, esponente di destra, definisce fascista il governo ucraino, dicendo che “La popolazione greca in Crimea è stata molestata dal governo fascista ucraino, la protezione alle famiglie greche è stata data dalla presenza delle forze russe. Ieri ho discusso la questione con il patriarca Kirill: condividiamo la Chiesa, crediamo negli stessi valori ed era impossibile non difendere i Greci dal governo fascista ucraino“, il ministro degli Interni Angelino Alfano s’incontrava con il ministro golpista degli Interni ucraino Arsen Avakov. Un criminale che guida la persecuzione e l’omicidio degli oppositori al governo nazigolpista di Gladio, nonché presiedere l’aggressione alla popolazione novorussa. Il “ministro” ucraino e quello italiano hanno deciso di collaborare per riformare le strutture territoriali e creare prefetture in Ucraina. Il nazigolpista Arsen Avakov, nel 2012, fu arrestato a Frosinone su mandato di cattura dell’Interpol per abuso d’ufficio e appropriazione indebita quando era governatore della regione di Kharkov, in Ucraina. Avakov era un tirapiedi della corrotta prima ministra Julija Timoshenko. Matteo cazzulani ne Ukraine1 protesta6La Corte d’appello di Roma respinse l’estradizione di Avakov denunciando “il rischio di atti discriminatori per motivi politici”. A su difesa si era mosso l’apparato di propaganda e disinformazione del Partito Democratico, soprattutto nella figura del sicario nazi-atlantista Matteo Cazzulani, agente d’influenza degli statunitensi e convinto sostenitore della repressione e dello sterminio della popolazione novorussa. Avakov fu eletto nel parlamento ucraino per garantirgli l’immunità e una volta nominato ministro degli Interni, ha proceduto ad integrare i paramilitari neonazisti di piazza Maidan nelle forze di sicurezza, dopo aver dissolto il corpo speciale Berkut. Tutto ciò non scandalizza il PD, summa di ogni putrefazione: morale, ideologica, culturale, politica, umana, sempre pronto a menare il ditino su democrazia, diritti umani, lotta all’illegalità e altra merda. Ne è emblematico il succitato nazipiddino Matteo Cazzulani, che vive a Filadelfia, negli USA, e che si spaccia per analista di questioni energetiche ed internazionale del fantomatico centro di studi globali “Strategia XXI”, di cui non si trova traccia se non nel suo blog di propaganda neobanderista; e che collabora con il settimanale neo-banderista ucraino “Dzerkalo Tyzhnya” (Specchio settimanale), un foglio di disinformazione e propaganda russofoba finanziato da “anonime” ONG tedesche e statunitensi (Interternational Charity Promotion Foundation con conti bancari a New York e Francoforte) e che sostiene l’assassinio degli oppositori al golpe di Gladio, oltre alla guerra di sterminio contro la Novorossija.

I nazipiddini Gianni Pittelli e Matteo Cazzulani con Tatjana Chornovol, giornalista banderista legata al nazibattaglione Azov.

I nazipiddini Gianni Pittella e Matteo Cazzulani con Tatjana Chornovol, giornalista banderista legata al nazibattaglione Azov.

Il nazipiddino Matteo Cazzulani e il banderista russofobo (http://www.romagnanoi.it/news/rimini/1214221/Urla-al-convegno---Siete.html) Massimiliano di Pasquale. mentre disquisiscono di Ucraina.

Il nazipiddino Matteo Cazzulani e il neo-italo-banderista russofobo Massimiliano Di Pasquale. mentre disquisiscono di Ucraina. No, non è rosso-brunismo perchè, come insegnano gli squallidissimi burocrati dell’ANPI, i rosso-bruni combattono e sostengono gli operai  e i contadini del Donbas, al contrario di questi due eroi nazi-hollywoodiani.

Il 'saggista' Di Pasquale, o meglio, agiografo del nazismo banderista galiziano, dedica un suo libretto a un giovane fan della democrazia ucraina.

Il ‘saggista’ Di Pasquale, o meglio, agiografo del nazismo banderista galiziano, dedica un suo libretto a un giovane fan della democrazia ucraina.

Francesco Saverio Fontana, il neonazista che ha partecipato ai massacri di Odessa e nel Donbas, nei ranghi del battaglione neonazista Azov.

Francesco Saverio Fontana, il neonazista che ha partecipato ai massacri di Odessa e nel Donbas, nei ranghi del battaglione neonazista Azov, era a pochi metri di distanza da Di Pasquale, e a poche ‘idee’ di distanza da Cazzulani.

Francesco Saverio Fontana, Stan per gli amici Voerzio e Biloslavo, in vacanza a Londra.

Francesco Saverio Fontana, Stan per gli amici Voerzio e Biloslavo, in vacanza a Londra.


Il nazibattaglione Azov difende i valori rappresentati dai nazipiddini Pittella e Cazzulani e dai neonazisti DiPasquale, Voerzio e Fontana.

I nazisti di Kiev e ilpaccoquotidiano

Roberta Zunini, reporter de Ilfattoquotidiano, entusiata sostenitcie del golpe di Gladio a Kiev e della guerra contro la Noovrossija. Qui fotografata con un suo fidanzatino di Pravij Sektor.

Roberta Zunini, reporter de Ilfattoquotidiano, entusiasta sostenitrice del golpe di Gladio a Kiev e della guerra contro la Novorossija. Qui fotografata con un suo fidanzatino di Pravij Sektor.

A Kiev, il ministro dell’Economia Ivaras Abromavicius (“di origine lituana e naturalizzato a dicembre 2014”) confermava che: “Il governo ucraino ha scelto la banca Lazard come consulente per ristrutturare il proprio debito, attualmente scambiato a 50 centesimi per 1 dollaro” (TASS). Ora, perché il Fatto quotidiano sostiene entusiasticamente il golpe di Gladio a Kiev? Un nome, Guido Roberto Vitale, costui è tra gli azionisti di ChiareLettere e de ilfattoquotidiano, ma nel 1997-2001 è stato presidente della banca Lazard per l’Italia. 2+2=5 no?

Guido Roberto Vitale si prepara per l'Ucraina

Guido Roberto Vitale si prepara per l’Ucraina

Per illustrare l’animo delicato e la sensibilità democratica e dirittumanitaria di tali sostenitori del golpe majdanista di Kiev, si consideri un esempio tra i tanti, quello del leader del Partito dei Lavoratori d’Ucraina, caporedattore del quotidiano Classe Operaia e deputato alla Rada Aleksandr Bondarchuk, arrestato il 18 marzo per aver diffuso informazioni “antigovernative” e “propaganda indiretta del separatismo”. Il sensibile animo democratico del nazista Di Pasquale, l’intraprendenza informativa della fidanzatina padellaro-pravosektorista Zunini e lo spirito garantista del putto di Julija Timoshenko, appunto il nazipiddino Cazzulani, non s’é risentito per nulla per tale repressione della libertà di espressione. L’importante è che ciò sia condannato solo laddove l’indicano la CIA e le ONG che foraggia e per cui lavorano i nazisti Di Pasquale e Cazzulani. Non essendo un mafioso corrotto come Timoshenko, né una spia della CIA come Avakov, Bondarchuk può essere processato e condannato per il reato di libertà di espressione, secondo tali aedi della democrazia colorata. PD, Di Pasquale, Cazzulani e sopratutto i miserabili burocratelli dell’ANPI in effetti avranno di che felicitarsi con il freedom fighter Arsen Avakov, ministro degli Interni della junta banderista-atlantista di Kiev.

Aleksandr Bondarchuk

Aleksandr Bondarchuk

cartolina-282x400I sicari dell’ANPI e affini (PRC, PCL, centri sociali e altre carabattole), dietro la mascherata partigianista, restano partigiani degli USA, o meglio della NATO sul piano militare, di Ronald McDonald sul piano cul-turale, di Hollywood sul piano storico-ideologico, con la CiaNN sul piano geopolitico. I loro presidenti si chiamano Kennedy (uno qualsiasi) e Obama/Clinton. Possono agitare le loro fasulle bandierine picciste, ma resteranno sempre al fianco del soldato John Wayne (il Ryan di Spielberg è già politically ambiguo). A difendere la burocrazia nazipiddina che forma l”associazione dei partigiani’ (e che ci mangia) e le migliaia di suoi militonti collusi, e non ‘confusi’ come si tenta d’ingannare, sono coloro che vogliono spacciare tale trucco infame. L’ANPI ha invocato il bombardamento in pratica di tutto, dall’Iraq alla Jugoslavia, dall’Afghanistan all’Iraq, alla Libia. Sostiene le ‘rivoluzioni’ colorate in Europa orientale e in Medio oriente, invoca la distruzione di Siria e Iran, il rovesciamento dei governi bolivariani in America Latina, demonizza la Federazione russa e la Bielorussia, si prostituisce con la pornostoriella della brigata ebraica (formata per 2/3 da palestinesi, arabi per gli ottusi), solo per ricevere la giusta mancia dall’ambasciata del Mossad. Vieta le bandiere palestinesi per solidarietà ai coloni anglo-sionisti. E dopo tutto questo, qualche babbeo osa pure dire che sono ‘confusi’. Saranno confusi i quattro partigiani novantenni ancora vivi, che all’epoca al massimo facevano le staffette, e che oggi sono così rimbambiti da voler abbattere statue, a imitazione dei loro camerati ucraini. All’epoca erano l’ultima ruota del carretto, oggi ragliano con Laura Boldrini. Ma gli altri, quelli che hanno vent’anni oggi, non possono aver fatto alcuna Resistenza, non sono confusi; sono solo infami venduti e collusi, come ordinato dal partito della CIA (PD) e dall’associazione delle più o meno giovani marmotte di Gladio (ANPI e annessi). Tali individui si sono inventati la categoria del ‘rosso-bruno’ solo per giustificare la persecuzione di coloro che sono al fianco di Libia Jamahiriyana, Siria Baathista, Iran, Jugoslavia, Novorossija, Bielorussia, Russia, Cina, Venezuela bolivariano, Argentina kirchnerista, Brasile, Ecuador, Bolivia, Cuba, Nicaragua. Insomma degli antimperialisti, mentre contemporaneamente mantegono un silenzio eloquente con il governo del PD, il partito che ha creato, gestisce e controlla l’ANPI e che paga lo stipendio dei suoi miserabili burocrati, al servizio perenne delle campagne di disinformazione e propaganda in supporto all’interventismo della NATO e del golpismo di Gladio. Quando il PD ha accolto a braccia aperte il ministro degli Interni neonazista ucraino Avakov, uno dei maggiori responsabili della guerra alla Novorosssija e dell’assassinio e repressione di centinia di oppositori alla junta di Kiev, comunisti e operai, non un solo moscerino partigianista, non un solo squadrista dell’ANPI ha fiatato, ha avuto qualcosa da dire. La ‘Resistenza’, oggi, è una mascherata degna del Gay Pride.1907439

In Ucraina arriva la democrazia dell'ANPI e del PD

In Ucraina arriva la democrazia dell’ANPI e del PD

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La vera storia (o quasi) del Risorgimento

 

Anche l’ANPI supporta i nazisti ucraini

10653830Anche l’ANPI (Associazione nazionale ‘partigiani’ italiani) getta la mascherina ‘antifascista’, e finalmente da libero sfogo alla sua contiguità con il Mossad celebrando il golpe nazitatlantista di Kiev, supportato dal Mossad e soldati di Tzahal, dando voce ai supporter delle bande neonaziste banderiste illustratesi a Odessa e Donbass, e finanziate dal loro sodale ideologico, l’oligarca sionista e mafioso Igor Kolomojskij, finanziatore dei neonazisti di Pravij Sektor e delle loro spedizioni punitive contro comunisti, antifascisti e lavoratori del Donbas. Non potevano mancare il cantore del nazismo ucraino Di Pasquale e la russofoba a libro paga del quiotidiano La Stampa Zafesova.

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Il 'saggista' Di Pasquale, o meglio, agiografo del nazismo banderista galiziano, dedica un suo libretto a un giovane fan della democrazia ucraina.

Il ‘saggista’ Di Pasquale, o meglio, agiografo del nazismo banderista galiziano, dedica un suo libretto a un giovane fan della democrazia ucraina.

Non è un caso che l’ANPI, specializzatasi nella pulizia etnica antipalestinese, ora conceda una patente di legittimità a chi uccide comunisti e autentici antifascisti. In fondo l’ANPI è un’emanazione della putrida pozzanghera atlantista nota come Partito Democratico, il cui servilismo verso le operazioni sovversive di Gladio e le ‘missioni’ di pace della NATO, é indiscutibile: Catania East Sicily Euromed summit Nato strategie 2-4 Oct 2014
Oltre 100 Parlamentari della NATO a Catania per decidere le strategie sul Mediterraneo con Andrea Manciulli – Capo Delegazione Italiana (PD), Enzo Bianco Sindaco di Catania (PD), Pietro Grasso – Presidente del Senato della Repubblica Italiana (PD), Hugh Bayley – Presidente dell’Assemblea, Parlamentare della NATO, Ali Riza Alaboyun – Presidente Special group Mediterraneo e Medio Oriente (Turchia), Federica Mogherini – Ministro degli Esteri (PD).
Sicily District

vertice nato 1Coincidenze: mentre il PD si crogiola nella kermesse atlantista di Catania, dove s’invoca un nuovo bombardamento della Libia, la cinghia di trasmissione piddina, l’ANPI, fedele alla linea blu-atlantico indice un incontro-dibattito con i sostenitori dei ‘nuovi’ alleati della NATO, i golpisti nazisti ucraini.

Pittella e Cazzulati

Pittella e Cazzulani in viaggio di piacere golpista a Kiev, a nostre spese.

International Conference on LibyaFederica Mogherini, spia della CIA e attuale ministra degli Esteri, si recò a Kiev con una delegazione “dell’Assemblea parlamentare della NATO, per incontrare rappresentanti di tutte le forze politiche (tutte?) … e poi Ong, società civile variamente organizzata, giornalisti”, partecipando attivamente alla costruzione del golpe di Gladio in Ucraina, contro il presidente eletto Janukovich. “Poco più in là, al di là della piazza, altre barricate proteggono i palazzi del potere, il Parlamento ed il palazzo presidenziale, con blindati e forze di polizia. É qui che passiamo la giornata, in un Parlamento che sembra essere stato aperto solo per noi – e probabilmente é proprio così“. “Ma c’é anche il racconto di un giovane deputato di uno dei partiti di opposizione che, dopo aver richiamato la necessità della non violenza e del dialogo nel corso dell’incontro, nella pausa per il pranzo ci spiega con disinvoltura inconsapevole che stanno mettendo su un esercito parallelo, strutturato non solo a Kiev e non solo per difendere la piazza“. Mogherini e gli altri gerarchi della NATO si erano recati a Kiev ad organizzare le forze naziatlantiste, ovvero Gladio, in vista del golpe che venne attuato il 22 febbraio. E non solo, ma a preprare le forze per reprimere l’opposizione al piano nazi-atlantista e, soprattutto, per distruggere le regioni orientali russofone e filorusse. Ciliegina sulla torta, “E sì, certamente la Russia di Putin ha rivitalizzato un atteggiamento di egemonia regionale che accentua la competizione con “l’Occidente”, senza dubbio alcuno“. Non è un caso che Mogherini, da ministra degli Esteri dell’UE sia all’avanguardia nella nuova crociata contro la Russia, definendola ‘non più un partner strategico dell’Europa’. No, per Mogherini Mosca non è mai stata un partner strategico dell’Europa, perché non è mai stata un partner strategico della NATO, vero referente e creatore di Federica Mogherini, commissaria agli Esteri dell’Unione Europea. BlogMog

Mauro Voerzio

Mauro Voerzio

Il nazista Voerzio ha organizzato una kermesse con la sua associazione banderista Italia-Ucraina, dove con il compiaciuto sostegno del PD e la partecipazione di Zafesova, Di Pasquale e Cazzulani, raccoglieva fondi per le truppe neonaziste della Guardia nazionale ucraina ed ospitava il mercenario neonazista Francesco Fontana, reduce del massacro di Odessa, a cui ha partecipato, e delle operazioni squadristiche del battaglione neonazista Azov finanziato, guarda caso, dal mafioso ebreo sionista Kolomojskij e dal deputato nazista pedofilo Oleg Ljashko.

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Francesco Saverio Fontana, il neonazista che ha partecipato ai massacri di Odessa e nel Donbas, nei ranghi del battaglione neonazista Azov.

Francesco Saverio Fontana, il neonazista che ha partecipato ai massacri di Odessa e nel Donbas, nei ranghi del battaglione neonazista Azov, qui è alla kermesse banderista di Milano, 14 settembre 2014.

0_f9028_e6551baf_origFontana ha dichiarato di essere andato in Ucraina, dove “Io sono volontario, non prendo soldi. Ho pagato per venire in Ucraina. Questa esperienza l’ho sognata tutta la vita, l’ho desiderato. Non c’è spazio per i sentimentalismi. Questa è la guerra. Sono qui per uccidere“. Fascisti stranieri pagano il safari con diritto di uccidere gli ucraini. Fontana, come il nazista Voerzio e il nazipiddino banderista Cazzulani, chiaramente godono del sostegno dei servizi segreti italiani AISE e AISI, storicamente collegati al PD.

L'ANPI come si crede

L’ANPI come si crede

L'ANPI nella realtà.

L’ANPI nella realtà

La spettacolare miseria del piddismo atlantista
Alla cortese attenzione della Presidenza, della Segreteria e del Comitato nazionale Anpi e della sez. di Vittorio Veneto

380px-Mossad_seal.svg_Oggetto: Convegno Ucraina previsto per sabato 18 p. v. a Vittorio Veneto Sul blog “Aurora”, di evidente orientamento rossobrunista, è comparso questo post di attacco all’Anpi, passibile di querela per i contenuti diffamatori che esprime. L’intento è, palesemente, quello di gettare discredito sulla nostra Associazione al fine di delegittimare l’Antifascismo in generale, soprattutto agli occhi delle masse giovanili che, in alcuni casi, rari certo ma non per questo non allarmanti, ci cascano. Perciò occorre prestare a queste espressioni la massima attenzione.
Il pretesto è quello dell’ennesimo convegno locale che vede nostre sezioni dibattere pubblicamente su temi delicati con personaggi, in teoria e pratica, non proprio in sintonia con l’Antifascismo. Sulla questione ucraina, come ribadito da più parti, il posto dell’Associazione partigiani non può che essere al fianco delle forze che in quelle terre si stanno battendo contro la giunta golpista di Kiev, con i suoi palesi richiami al collaborazionismo filonazista della Seconda guerra mondiale, sebbene nella consapevolezza che l’Antifascismo espresso da quelle forze possa presentare caratteri più patriottici che strettamente valoriali. Anche nella Resistenza, da noi come nei paesi slavi, esistevano però più “pensamenti” (l’espressione è di Sigaro, esponente della Banda bassotti, il gruppo che proprio ora si trova nel Donbass con la Carovana antifascista).
L’Anpi ha in questi tempi preso serie posizioni in netta autonomia dai partiti. Sulla stessa guerra ucraina, fatto salvo un tentennamento iniziale, si sono denunciati i rigurgiti neonazisti; sul Medio Oriente si sono denunciati gli attacchi israeliani a Gaza. Nella politica interna si stanno contrastando energicamente le riforme costituzionali, e sociali, in corso. In luce di ciò, per quanto in quest’occasione il titolo del Convegno presenti un punto interrogativo, l’Anpi, che certo non deve sottrarsi al confronto, ha l‘obbligo, in ogni dove, di mettere al primo posto la condanna del nazifascismo, che qui non risulta affatto.
Salute & solidarietà

Silvio Antonini
Presidente Cp Anpi Viterbo

L’affermazione da tarantolato di tale ‘partigiano’, indica che la denuncia qui presentata, ha solidissime ragioni e fondamenti.
Lo squallore che gronda la lettera di tale Antonini è infinito: chi sostiene Siria, Russia, Cina, Venezuela e Novorossija contro l’aggressione atlantista, viene bollatto, da costui, presunto ‘partigiano’, come un rosso-bruno, infido fascista, pur avendo il sottoscritto perso cinque anni nel cosiddetto Partito della Rifondazione Comunista, e per giunta nella frazione di Ferrando-Grisolia. Ma sempre per tale Antonini, “sono personaggi, in teoria e pratica, non proprio in sintonia con l’Antifascismo”, coloro che invece sostengono il golpe di Gladio a Kiev, attuato per interesse del Patto Atlantico, dell’Unione Europea e degli USA (si chiama imperialismo dappertutto, tranne che nei covi sionisti dell’ANPI e del PD), e tramite l’impiego di bande di teppisti dishiaratamente e apertamente fascisti, autori di massacri a Piazza Majdan a Kiev, ad Odessa, nel palazzo dei sindacati (non mi pare che l’ANPI abbia spiccicato parola su tale crimine), ed infine dei massacri nel Donbass compiuti assieme a militanti “non propriamente antifascisti”. Che dire? Nauseante, come è nauseante questo mondo di ‘pigliainculo’ della sinistra italiana, tutta allineata in appoggio ai bombardamenti a Jugoslavia e Libia, e alle aggressioni contro Siria, Venezuela, Cuba (la cheeleaders della CIA Yoani Sanchez, è un’icona dell’universo piddino) e ultimamente Ucraina, dove tutta o quasi la cosiddetta sinistra italiana organizzata si è schierata in appoggio alla ‘rivoluzione colorata’ di Majdan e ai conseguenti crimini russofobi, dal divieto del Partito Comunista e del Partito delle Regioni, alla tentata invasione della Nuovarussia, passando per le fosse comuni che sempre più numerose vengono scovate nel Donbas-Donets. Vergognoso, ma non poi tanto. La missione dell’ANPI, oggi, è supportare le aggressioni atlantiste ovunque: dalla Libia a Gaza, dalla Siria ad Hong Kong, ammantantole di farsesche fraseologie democraticiste. Da qui, l’esempio ultimo di denigrare e infangare la Resistenza della popolazione di Novorossija (la Resistenza, lo sanno cos’è la Resistenza i burocratelli piddino-anpini? Non è il voto farsa alle primarie truccate del PD, ad esempio) affermando che è intrecciata con ‘le oscure forze reazionarie’ russe, ungheresi, francesi e peggio che peggio, con Putin stesso, il demonio come indicano Obama e la sua coorte di buffoni mediatici hollywoodiani, referenti culturali-ideologici dell’ANPI, del PD e della cosiddetta ‘sinistra diffusa’. Una sinistra diffusa che seguendo pavlovianamente i cliché ideologici del circo mediatico hollywoodiano, denigra la storia stessa del movimento comunista e operaio mondiale, infamando le esperienze societica, cinese, jugoslava, perfino cubana, e che oggi diffama chiunque si opponga all’imperialismo: Siria, Iran, Bielorussia, Venezuela, perfino i presidenti autenticamente socialdemocratici latinoamericani come Rousseff, Kirchner, Morales, Ortega e Correa. Tutti vengono infangati quotidianemnte dai pornogiornalacci Repubblica e Fatto quotidiano: guide ideologiche della ‘sinistra diffusa’ italiana e del PD (e quindi anche dall’ANPI) in primo luogo.
Non è un mistero che l’ANPI sia affetto da russofobia, come lo è la sinistra italiana, che più è radicale, più è russsofoba e più sposa l’ideologia creata dall’ex-ufficiale dell’US Army Gene Sharp, specializzato nella guerra pisoclogica, e spacciata dalle ONG di Washington e di George Soros, il criminale oligarca miliardario statunitense che finanzia tutte le ‘rivoluzioni colorate’ e le ‘primavere arabe’ che solo morte e distruzione hanno saputo diffondere. E sempre, sempre!, tra gli applausi e l’istigazione delle sinistre italiane, ANPI anti-palestinese compresa. Non era l’Unità, quotidiano-cult della sinistra italiana, piddina e anpina, che affermava a tambur battente che i cittadini ucraini, vittime dell’orrendo pogrom nazista cui hanno partecipato i sodali degli esimi invitati ‘non proprio in sintonia con l’Antifascismo’, si erano dati fuoco da soli? Questa infamia non ha mai suscitato l’indignazione di Antonini e dei suoi sodali ‘partigiani’?? Non mi risulta.
Riguardo alla Mogherini, che sia una spia degli USA, basta per provarlo questo passaggio:
“C) Mogherini discussed government formation developments in light of the recent decision by DS President Massimo D’Alema to step aside and allow Communist Renewal Secretary Fausto Bertinotti (RC) to take the pole position for the important Presidency of the Chamber of Deputies. She argued that Prodi strengthened his coalition and reinforced the more moderate elements within the Communist Renewal party by giving Bertinotti such a high-profile institutional position in the new government. By making Bertinotti part of the establishment, Prodi weakened the more extreme elements within Bertinotti’s party and has ensured a more cooperative, centrist RC party.”  Wikileaks
Non serve aggiungere altro.


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