L’Esercito Arabo Siriano entra ad Ifrin

Ziad Fadil, Syrian Perspective 19/2/2018Sergej Lavrov, l’abile Ministro degli Esteri russo, accusava formalmente gli Stati Uniti di sostenere Jabhat al-Nusra (al-Qaida), organizzazione considerata terrorista da ogni nazione al mondo eccetto l’entità dell’apartheid sionista. L’ONU non solo considera Nusra un’organizzazione terroristica, ma anche il dipartimento di Stato degli USA. Lavrov dichiarava che è ovvio che gli Stati Uniti non sono disposti a combattere Nusra in Siria data la loro inazione ogni volta che si presenta l’opportunità di colpire il gruppo terroristico. Proprio come gli Stati Uniti crearono al-Qaida, così crearono Nusra. Ricordate alcuni miei vecchi articoli sull’argomento: Nusra significa “assistenza” in arabo e fu creata da Robert Ford e Bandar bin Sultan quando capirono che l’Esercito arabo siriano non andava a pezzi, c’erano troppi pochi disertori per combattere l’Esercito arabo siriano e, quindi, c’era bisogno di aiuti. Nusra è solo Arabia Saudita. Fino a che punto Muhamad bin Salman, il principe-pagliaccio, è disposto a continuare a finanziare tale organizzazione, nessuno lo sa oggi. Nonostante la questione finanziaria, appare chiaro che gli Stati Uniti sono pronti a fare di tutto per preservare il terrorismo in Siria attraverso Nusra. Questi sono giorni vergognosi per la loro storia.
La Divisione Tigre, guidata dal Generale Suhayl al-Hasan, si ammassa ai confini del Ghuta orientale. Sono stato informato che la divisione comprende oltre 11000 soldati che opereranno coi carri armati T-72 migliorati con l’equipaggiamento antimissile Sarab 2, preparandosi per l’ultima offensiva per sradicare Jaysh al-Islam, Nusra e Faylaq al-Sham una volta per tutte. La battaglia potrebbe iniziare in qualsiasi momento. Sospetto che una volta che Jaysh al-Islam sarà sconfitto, il Generale Hasan avrà il compito di annientare Nusra e i terroristi alleati ad Idlib. Come gli Stati Uniti aiuteranno Nusra, indicherà le mani sporche di Washington.
La celebre milizia della Difesa popolare della Siria entra ad Ifrin mentre scrivo. I turchi, che non hanno comandanti efficienti, (Erdoghan ne ha arrestato o incarcerato quasi tutti) hanno minacciato di colpire le milizie filogovernative siriane poiché, secondo la logica turca, proteggerebbero i combattenti del PKK. Questo è uno sviluppo interessante visto che Ifrin è territorio siriano. Ora vedremo come reagirà la Russia se le forze siriane saranno colpite dall’esercito turco. Interessante è anche il modo in cui l’Iran, che ha un patto di difesa con la Siria, risponderà se i turchi innescheranno il patto. Finora l’Iran è stato estremamente critico nei confronti delle azioni di Ankara nel nord della Siria. Noi di SyrPer non crediamo che i turchi abbiano la forza per una nuova guerra, mentre nutriamo forti sospetti sui curdi, dopo tutto cittadini siriani che cercano aiuto e protezione da Damasco.
È una certezza virtuale che Donald Trump non abbia idea di ciò che accade in Siria o Iraq, se è per questo. È consumato da un’ossessione narcisistica per come viene percepito globalmente. Oggi la CIA guida le relazioni estere degli Stati Uniti senza alcun coinvolgimento di Rex Tillerson che appare un incapace alla deriva. Sono gli stessi agenti della CIA che puntano a rovesciare il Dott. Assad. Ora sono tornati ancora più inferociti avanzando un’agenda neo-sionista nonostante i radicali cambiamenti sul campo. Gli Stati Uniti, come ho già scritto, hanno una posizione di retroguardia in Siria. I numerosi soldati per le operazioni speciali, che aiutano le cosiddette Forze democratiche siriane, oggi sono particolarmente vulnerabili. La pianificazione a Mosca e Damasco passa sostanzialmente dalla lotta allo SIIL sconfitto per estirpare ora le forze statunitensi dal Paese. Molto dipenderà dalla cooperazione irachena con Damasco. Se gli iracheni negano agli Stati Uniti i diritti di sorvolare il proprio territorio, Washington dovrà cedere qualsiasi accordo coi curdi per utilizzare Incirlik in Turchia. Sarà un disastro. L’unica altra alternativa sono le basi aeree dello Stato terrorista sionista che decideranno la possibile Terza guerra mondiale o qualcosa di davvero orribile. Gli Stati Uniti si sono messi all’angolo, intrappolati in un vicolo cieco. Proprio come l’Afghanistan risucchia le forze statunitensi, così sarà l’ultima avventura in Siria. Ed è solo all’inizio.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Il decano degli agenti segreti della Russia compie 101 anni

FRN, 12 febbraio 2018Il 10 febbraio, l’ufficiale e sabotatore dell’intelligence sovietica Aleksej Nikolaevich Botjan compiva 101 anni. Il Colonnello dell’Intelligence Estera della Russia veniva congratulato dai colleghi: “Oggi, 10 febbraio, ci congratuliamo non solo per un altro compleanno, ma per il primo anniversario del secondo secolo!“, dichiarava il direttore dell’intelligence russa. “Siamo orgogliosi di te, sei un esempio! Sono molto felice che tu sia così vigoroso, energico e circondato dalla cura e dall’amore di parenti e colleghi!” Vigore e vitalità di Aleksej Nikolaevic non sono affatto retorica. Non molto tempo prima, i giornalisti invitarono Botjan a sparare con le pistole “Walter PPK“, “Stechkin” e “Vul” delle forze speciali, insieme a giovani ufficiali dei servizi segreti militari. Tutti furono sorpresi dall’occhio acuto e dalla mano ferma di Botjan.
Aleksej Nikolaevich Botjan è nato il 10 febbraio 1917 in Polonia, nel villaggio bielorusso di Chertovichi. Oggi è il distretto di Volozhin della Bielorussia. Botjan, a proposito, significa “cicogna” nel dialetto bielorusso locale. Dopo aver lasciato la scuola nel 1939, Botjan fu arruolato nell’esercito polacco, nell’artiglieria antiaerea del territorio di Vilna, dove divenne sottufficiale. Nel settembre 1939, dopo l’attacco di Hitler alla Polonia, iniziò il contributo di Botjan alla guerra contro i fascisti. Difendendo i cieli di Varsavia, abbatté tre bombardieri tedeschi. Dopo la conquista della Polonia da parte dei nazisti, Botjan, insieme alla sua unità militare, si recò nel territorio liberato dall’Armata Rossa nella Bielorussia occidentale, dove si arrese. Se qualcuno si attende storie dell’orrore su interrogatori e repressioni sovietiche che colpirono il bielorusso dall’esercito polacco, non ce ne sono. Aleksej Botjan ricevette la cittadinanza sovietica, divenne insegnante e tornò ad insegnare nel villaggio natale. Nel maggio 1940, la vita della giovane insegnante prese una svolta inaspettata. Gli fu chiesto di addestrarsi per l’NKVD (predecessore del KGB) nella scuola d’intelligence. Non disse mai chi chiamò (o scrisse) e come, quindi chiameremo tali contatti “la Forza”. Nelle battaglie del luglio 1941, Botjan si arruolò nelle leggendarie forze speciali del NKVD, la Brigata speciale dei fucilieri motorizzati (OMSBON).Aleksej Nikolaevich partecipò alla battaglia per Mosca come comandante di un gruppo da ricognizione. All’inizio del 1943, il gruppo da ricognizione di Botjan fu inviato a condurre operazioni speciali partigiane nei territori occupati dell’Ucraina centrale, con compiti di sabotaggio. Nella regione di Zhitomir, Botjan condusse un’operazione audace facendo saltare in aria il comando tedesco nella città di Ovruch. Gli esploratori di Botjan localizzarono e persuasero un lavoratore, Kapljuk, a cooperare. Kapljuk era responsabile presso i tedeschi della manutenzione del riscaldamento. Botjan insegnò a Kapljuk ad usare esplosivi e detonatori. Poi, al momento convenuto, gli esplosivi furono portati e nascosti nell’edificio del comando. In totale, furono posati almeno 100 kg di esplosivo sotto l’edificio. L’esplosione eliminò più di 80 degli occupanti. L’operazione dei servizi speciali salvò la vita a decine di migliaia di sovietici nell’area ed ebbe un enorme effetto propagandistico. Fu persino preso ad esempio del sabotaggio nei libri di testo specializzati. Allo stesso tempo, per la prima volta Aleksej Nikolaevich Botjan fu nominato per il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica, ma fu rifiutato dalle autorità. La ragione è ancora sconosciuta. Nel 1944, al gruppo di Botjan fu ordinato di recarsi a Cracovia. Grazie all’eccellente conoscenza della lingua e dei costumi polacchi, il gruppo di Botjan organizzò la cooperazione tra i distaccamenti delle Guardie Operaie e le forze ambigue dei battaglioni dei contadini di Khlopsk e dell’Esercito di Craiova. Nella città di Ilzha, insieme ai soldati delle Guardie Operaie, l’ufficiale dell’intelligence sovietica riuscì ad irrompere in una prigione liberandone i patrioti polacchi. C’erano molti gruppi di intelligence e sabotaggio sovietici del GRU e del NKVD che eseguivano vari compiti. Questa collaborazione coi patrioti polacchi impedì ai nazisti di distruggere uno degli antichi centri della cultura slava. Il contributo di Botjan alla liberazione di Cracovia incluse anche la cattura del cartografo polacco Ogarek, mobilitato dai tedeschi. Fu Ogarek a rivelare preziose informazioni sull’invio di esplosivo nel castello jagellonico, che i tedeschi volevano utilizzare per ostruire e distruggere le infrastrutture della città mentre avanzava l’Armata Rossa.Alla fine della guerra, Botjan era tenente in Cecoslovacchia. Andò a studiare nella scuola tecnica di Praga come ingegnere progettista, ma al secondo anno fu nuovamente contattato dalla “Forza”. A quel punto, Botjan si era sposato con una cecoslovacca e, come immigrati cechi, operò come agente illegale nella Slesia ceca, al confine con la Germania occidentale. Poco si sa di questo episodio, ma è noto cosa accadde dopo la morte di Stalin, quando Botjan tornò a Mosca. I suoi comandanti di prima linea, Sudoplatov ed Ejtingon, furono arrestati, e gli scagnozzi di Chrusciov dispersero le forze speciali e chiesero a Botjan di andarsene, lasciandolo senza niente; niente appartamento e salario per far quadrare i conti. Botjan fu salvato dai suoi compagni al fronte, che gli organizzarono un lavoro come “ospite esperto in lingue straniere” in un ristorante a Praga. L’ex-sabotatore dei servizi segreti iniziò a lavorare nel servizio clienti, e lavorò così diligentemente che fu elogiato dalla direzione, e la sua foto era sul tavolo degli onori di casa. Nel 1957 fu ricordato e invitato a Mosca, con la proposta di continuare il servizio come agente. Botjan accettò d’essere reintegrato nei servizi speciali col grado di maggiore. È noto che Botjan lavorò contro l’intelligence della Germania occidentale, nella quale il generale fascista Reinhardt Gehlen riunì gli agenti sopravvissuti di Abwehr, SD e Gestapo. Nel 1965, i compagni d’arme di Botyan, che avevano raggiunto i vertici del KGB, rivolsero alle autorità una petizione per conferirgli il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica, ma di nuovo qualcosa l’impedì. Nel 1983, il colonnello Botjan andò in pensione, ma continuò a consigliare le forze speciali del KGB per altri sei anni. Solo nel maggio 2007, col decreto del Presidente della Federazione Russa, il leggendario agente speciale riceveva il meritato titolo di Eroe della Russia.

Buon compleanno, Aleksej Botjan!

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Difesa Aerea siriana respinge l’ultima aggressione israelo-statunitense

Alessandro Lattanzio, 10/02/2018Il 10 febbraio, aerei israeliani attaccavano diverse aree in Siria, ma la difesa aerea siriana abbatteva 2 aviogetti dell’IAF (1 F-16I Sufa e 1 F-15I Baaz), impiegando missili del sistema di difesa aereo S-125 Pechora-2M. I piloti si eiettavano, ma uno decedeva in seguito alle ferite. Gli israeliani avevano tentato di attaccare le postazioni dell’Esercito Arabo Siriano utilizzando 15 missili da crociera, quindi senza avvicinarsi allo spazio aereo siriano, ma la difesa aerea siriana abbatteva 13 dei missili israeliani, e uno dei jet israeliani veniva abbattuto nella regione al-Jalil, nel nord della Palestina, dal tiro di un’unità della difesa aerea siriana presso Qunaytra. Le difese aeree siriane (SyAAD) avevano abbattuto i missili più pericolosi, lasciando andare quelli che non avrebbero causato danni in territorio siriano. L’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv veniva chiuso e le sirene antiaeree suonavano nelle alture del Golan e nella Galilea. Subito dopo gli israeliani, per “rappresaglia”, attaccavano le postazioni dell’EAS nella regione meridionale della Siria, mentre le difese aeree siriane sventavano il nuovo attacco. “Il nemico israeliano all’alba aveva attaccato una postazione militare nella regione centrale, e le difese aeree siriane respingevano l’attacco colpendo più di un aereo”. In seguito gli israeliani attaccavano alcune postazioni nella regione meridionale, che le difese aeree respingevano ancora una volta. In seguito, le autorità israeliane facevano appello alla Russia per contribuire a ridurre le tensioni al confine con la Siria; questo a seguito di un incontro urgente tra il Primo ministro, il ministro della Difesa e altri alti funzionari israeliani. Il disinformatore Magnyer tentava di spacciare la tesi che gli aviogetti israeliani siano stati abbattuti da missili iraniani Shaheen, cercando di giustificare a livello mediatico la propaganda sionista. Ma il sistema di difesa Shaheen è la copia iraniana del sistema statunitense Hawk, ed è quindi incompatibile con la rete dei sistemi di difesa aerea siriana d’impronta sovietica-russa.
Tutto questo avveniva poche ore dopo che l’Esercito arabo siriano spazzava via ogni residua presenza di al-Qaida e Stato Islamico dai governatorati di Hama ed Aleppo, liquidando in poche settimane una sacca di 1100 kmq con 500 terroristi intrappolati dentro. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate siriane dichiarava lo sradicamento dei terroristi dello SIIL e dei gruppi affiliati nelle aree tra Qanasir, Aleppo, Sinjar e Sinah. Inoltre, la bufala della strage di soldati siriani nel bombardamento statunitense su Tabiyah e Qasham, presso Dayr al-Zur, svanisce con l’ammissione dello stesso Mattis che le forze d’occupazione statunitensi avevano colpito solo 2 carri armati delle milizie tribali governative siriane; probabilmente si trattava di due autoveicoli civili, dato che le autorità siriane riferivano di 40 civili uccisi o feriti. I timori negli USA riguardo a un coinvolgimento in Siria sono sempre più acuti; il senatore degli Stati Uniti Tim Kaine, membro del comitato per le relazioni estere e i servizi armati del Senato, criticava l’attacco degli Stati Uniti, “Anche se sono grato che nessun membro degli Stati Uniti o della coalizione sia stato ferito nell’attacco, sono gravemente preoccupato dall’amministrazione Trump che volutamente s’infila in un grande conflitto, senza il voto del Congresso ed obiettivi chiari“. Mattis stesso mostrava dei dubbi sugli eventi a Dayr al-Zur, definendola “situazione di perplessità“, non potendo dare “alcuna spiegazione sul perché” forze filogovernative avrebbero attaccato una base delle SDF. Come affermano chiaramente le fonti governative siriane, non c’è mai stata alcuna operazione siriana contro il territorio occupato dalle SDF, ma un’operazione di ricognizione contro le infiltrazioni dello SIIL nel governatorato di Dayr al-Zur.
Va notato che almeno un paio di presunti ‘giornalisti freelence’ in Siria, un presunto corrispondente russo e un noto mercenario statunitense, hanno amplificato e spacciato tale operazione da guerra psicologica e di disinformazione. Il falso corrispondente russo arrivava a dire che nell’azione statunitense erano morti “130 mercenari russi” della compagnia Wagner (!?), mentre il mercenario statunitense, due ore prima dell’attacco statunitense, aveva tweettato che forze siriane stavano per attaccare obiettivi detenuti dalle SDF nella regione, lanciando alle forze militari del proprio Paese un preallarme. Le autorità siriane dovrebbero mostrare estrema attenzione verso coloro che si presentano come amici, solo per poi monitorare con metodi, modalità e scopi poco chiari, le aree del territorio siriano sottoposte a maggior conflitto.

Nel frattempo, un capo di Jabhat al-Nusra, Abu Yaman, e cinque sue guardie del corpo, venivano uccisi presso Jisr al-Shughur, a sud d’Idlib, da disertori della stessa organizzazione terroristica, mentre un elicottero d’attacco turco Agusta/TAI T-129B ATAK veniva abbattuto dalle YPG ad al-Qudah, presso Raju, a nord-ovest d’Ifrin. I due piloti restavano uccisi. Un’unità dell’Esercito arabo siriano respingeva l’attacco del gruppo terroristico Jabhat al-Nusra su Tal Hadada, ad est di Qinsiba, a nord di Lataqia, eliminando l’intero gruppo. Ad est di Damasco, tra Irbin e Harasta, la 4.ta Divisione dell’Esercito arabo siriano liberava diversi edifici, numerose trincee e cinque tunnel occupati dai terroristi dell’Hayat Tahrir al-Sham. Inoltre, un distaccamento delle Forze di Difesa Nazionali (NDF) liquidava 12 terroristi dello SIIL, e ne sequestrava l’autocarro che trasportava missili anticarro AGM-114 Hellfire e dispositivi per il controllo dei missili.
Note
Anàlisis Militares
FNA
Global Security
al-Masdar
Moon of Alabama
Muraselon
Muraselon
Muraselon
Muraselon
RIAFAN
RIAFAN
RIAFAN
RIAFAN
SANA

L’invasione bloccata di Erdogan arruola al-Qaida, ex-cliente della CIA

Marko Marjanovic, Checkpoint Asia 7 febbraio 2018L’invasione dei terroristi filo-turchi del territorio d’Ifrin controllato dai curdi in Siria non va bene. Solo pochi giorni prima l’esercito turco subiva la peggiore giornata, con otto morti. Sei uccisi quando un carro armato Leopard 2 di fabbricazione tedesca veniva colpito da un missile anticarro (Konkurs russo) facendone detonare le munizioni. L’esplosione fu così grande che un altro soldato vicino fu ucciso assieme all’intero equipaggio di cinque uomini. Il numero ufficiale delle vittime di Ankara è ora di 16 morti e forse un centinaio di islamisti. Ciò significa che altre centinaia sono i feriti. Per queste perdite l’offensiva turca può vantare meno di 20 villaggi di confine tolti ai curdi (spesso quasi spazzati via dall’artiglieria). I turchi avanzavano da non meno di sette diversi punti, ma mai più di 6 chilometri, al massimo, dopo più di due settimane. Piuttosto che concentrare l’offensiva in pochi punti chiave e colpire duramente con un colpo decisivo, l’offensiva dei terroristi filo-turchi avveniva lungo tutto il fronte e tentava di avanzare dovunque in una sola volta, con risultati prevedibili. Forse l’effetto delle purghe militari di Erdogan dopo il colpo di Stato è stato maggiore di quanto pensato. Ciò che dovrebbe preoccupare i turchi è che i curdi non sembrano particolarmente impressionati dai loro sforzi, finora. Sono stati respinti, ma nonostante la schiacciante supremazia turca nell’artiglieria e nei corazzati, i curdi hanno potuto contrattaccare in numerosi luoghi e riprendersi un villaggio o una collina che avevano appena perso. Combattere per le proprie case gli da un morale superiore alla carne da cannone degli ex-ribelli filo-turchi.
Una cosa che l’offensiva turco-islamista ha ottenuto è stata annientare un antico tempio assiro di 3000 anni. Così, mentre Erdogan non ottiene alcuna grande vittoria sul campo, agisce proprio come gli islamisti più duri dello SIIL, che una volta sosteneva, cancellando l’inestimabile patrimonio culturale della Siria.
Turkey Untold@TurkeyUntold
Raid aereo turco distrugge ad Ayn Dara un tempio hittita, nel sito archeologico a sud di Ifrin.
16:54 – 27 gen 2018
Altre affermazioni sulla fama dell’offensiva “ramo d’ulivo” vedono gli islamisti mutilare il corpo di una combattente curda e filmare un curdo legato e bendato. Ma non preoccupatevi, forse l’impresa turca di Ifrin può ancora essere salvata, a tal fine la Turchia arruola gli infanticidi dell’Haraqat Nuradin al-Zinqi. Il gruppo fu salutato da Stati Uniti e dal Guardian come modello di “ribelli moderati” e ricevette sostegno adeguatamente ampio e PR. Ora è apertamente parte della coalizione HTS (Hayat Tahrir al-Sham) dominata da al-Qaida, ma è più famoso per un evento di due anni prima, quando i suoi uomini e capi si filmarono orgogliosamente decapitare un ragazzino palestinese del Campo profughi Handarat di Aleppo. (Il ragazzino fu accusato di “spionaggio” per conto della milizia palestinese filogovernativa Liwa al-Quds, a quanto pare meritando la decapitazione con un coltello da cucina dai lerci wahabbiti pesta mogli).
Il piano è che Zinqi colpisca da sud aggiungendosi alla pressione turca da nord, ovest ed est, ma non da Idlib occupata da al-Qaida. Bene, forse ciò cambierà le fortune dell’offensiva della Turchia, ma in realtà probabilmente ciò non succederà. Sarà necessario probabilmente che i soldati regolari turchi assumano anche l’incarico di fanteria. Ma almeno Zinqi tornerà ad esibirsi con questi tizi di nuovo:
Jenan Moussa@jenanmoussa
Che video questo…i ribelli filo-turchi presso Ifrin cantano la canzone jihadista “come abbiamo resistito a Groznij e in Dagestan. Come a Tora Bora. E ora Ifrin ci chiama”.
16:45 – 1 feb 2018Invincibili? Non proprio: perché i carri armati Leopard tedeschi sono così vulnerabili
Sputnik, 06.02.2018

Alla fine della scorsa settimana, i miliziani curdi distruggevano un carro armato Leopard 2A4 dell’esercito turco, con un lanciamissili anticarro sovietico nel corso dell’operazione di Ankara contro i combattenti curdi in Siria. Perché una cosa del genere è accaduta al presunto “indistruttibile” carro armato tedesco? Gli esperti militari indicano il compartimento vulnerabile delle munizioni come punto debole del Leopard-2. “È stato dimostrato ancora una volta che i tanto propagandati Leopard-2 hanno un difetto fatale, poiché la maggior parte delle munizioni vine immagazzinata nella sezione anteriore sinistra con una debole blindatura su entrambi i lati“, scrivono gli specialisti del Centro di Strategia ed Analisi della Tecnologia della Russia dopo aver visto un video del Leopard distrutto pubblicato dai miliziani curdi, aggiungendo che i primi carri armati Leopard-2A4 distrutti dall’esplosione delle munizioni a bordo riguardavano i carri armati che l’esercito turco perse combattendo lo SIIL nei pressi di al-Bab, in Siria, nel dicembre 2016. Gli esperti ritengono che il Leopard presso Ifrin sia stato apparentemente distrutto da un lanciamissili anticarro Fagot, sviluppato in Unione Sovietica nei primi anni ’70, circa un decennio prima che comparissero i primi carri armati Leopard-2. Ankara ha lanciato l’offensiva col sostegno dell’esercito libero siriano sulla città d’Ifrin, controllata dai curdi, mirando a proteggere i propri confini da ciò che chiama “esercito terrorista”, riferendosi ai gruppi militanti curdi dell’area. L’operazione, soprannominata Ramo d’Ulivo, è contro le YPG sostenute dagli Stati Uniti, considerate da Ankara affiliate al Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), designato organizzazione terroristica in Turchia e molti altri Paesi. Damasco condannava l’operazione come cruda violazione dei suoi confini e delle leggi internazionali. La Russia esprimeva preoccupazione per la situazione umanitaria nella regione e chiedeva di preservare l’integrità territoriale della Siria.

Impiego dei missili anticarro ad Ifrin
Cassad, 6 febbraio 2018

Mappa che indica le aree in cui i curdi hanno colpito obiettivi turchi con missili anticarro.21 gennaio, un PTRK “Konkurs” colpiva un “Leopard 2A4
28 gennaio, una stazione di polizia di frontiera veniva colpita da un PTRK “Konkurs
30 gennaio, un ATGM “Tufan” (missile anticarro iraniano) colpiva un “Leopard 2A4
31 gennaio, un bulldozer, una stazione di polizia di frontiera e un bersaglio non identificato venivano colpiti da PTRK “Konkurs
3 febbraio, un “Leopard 2A4“, un bulldozer e un carro armato non identificato (molto probabilmente M-60 Sabra) venivano colpiti da PTRK “Konkurs
4 febbraio, una stazione di polizia di confine e un bulldozer venivano colpiti da PTRK “Konkurs“.Traduzione di Alessandro Lattanzio

L’attacco turco su Ifrin dividerà l’alleanza curdi-USA?

Moon of Alabama, 6 febbraio 2018L’operazione riuscita dell’Esercito arabo siriano per liberare la base aerea di Abu Duhur, lasciava una grande enclave controllata da al-Qaida e SIIL ad est di Hama. Ulteriori progressi verso Idlib sono stati sospesi, per ora. per ripulire la sacca che altrimenti potrebbe creare problemi dietro le linee. La maggior parte dei taqfiri di al-Qaida/HTS è però fuggita dall’area ora chiusa, prima dell’accerchiamento delle forze del governo siriano. Qualche centinaio di combattenti dello SIIL, che prima si erano insinuati nella zona, affermava di aver occupato decine di villaggi vuoti. Ma tali forze sono troppo piccole per trattenere qualsiasi cosa. Verranno ora stanate e distrutte. In un solo giorno sono stati liberati 20 villaggi. Ci vorrà una settimana o due per liberare l’area. Un convoglio militare turco proveniva dalla Turchia e diretto ad al-Ays, importante saliente a sud-ovest di Aleppo. Il convoglio era protetto da al-Qaida. Un convoglio simile fu precedentemente attaccato e dovette ritirarsi. Questa volta le truppe turche furono attaccate non appena raggiunsero le posizioni. Secondo i media turchi, almeno cinque soldati rimasero feriti e uno ucciso. I turchi sostengono che il “punto di osservazione” rientra nelle responsabilità nell’ambito dell’accordo di Astana, relative alla zona di descalation d’Idlib. I russi sembrano concordare, almeno per ora, ma le forze iraniane e siriane vedono i turchi (giustamente) come nemici ed intendono ostacolarne le azioni verso Idlib. I turchi ad al-Ays sono piuttosto isolati e senza supporto aereo. Le loro posizioni sono più a rischio di quanto la Turchia sembri apprezzare. Al-Qaida o un gruppo affiliato, aveva abbattuto un aereo russo con un missile portatile (MANPADS). Ci sono varie ipotesi sulla provenienza del missile, ma è noto da tempo che Turchia e Giordania hanno depositi pieni di missili pronti per essere distribuiti alle forze antisiriane. Il Wall Street Journal ne parlava nel febbraio 2014: “Gli alleati arabi di Washington, delusi dai colloqui di pace in Siria, hanno acconsentito a dare ai ribelli armi più sofisticate, compresi i missili portatili che possono abbattere jet, secondo diplomatici occidentali e arabi e personalità dell’opposizione… Comandanti ribelli e capi dell’opposizione politica siriana hanno detto di non sapere ancora quanti Manpad e missili antiaerei otterranno. Ma è stato detto che sono una quantità significativa. Le armi aspettano nei magazzini in Giordania e Turchia. Le armi sono trattenute per la preoccupazione che probabilmente saranno usate contro aerei di linea civili in Paesi diversi da quelli previsti”.
Ora il Washington Examiner specula sul recente attacco missilistico: “La mia teoria è che il presidente Trump abbia dato un avvertimento letale alla Russia in Medio Oriente. Qualcuno ha fornito questi ManPAD ai ribelli siriani. E sembra che sia stato fatto solo di recente. Penso che si tratti degli statunitensi. Forse è stato deciso dal presidente Trump, o dallo Stato profondo che vuole la guerra contro la Russia. La Russia ha dichiarato pubblicamente e per mesi che gli Stati Uniti proteggono e addestrano le forze islamiste nel teatro siriano. Forse Trump voleva mandare un messaggio. Forse questi ManPADS erano “armi letali difensive” come quelle fornite ai soldati ucraini nel Donbas”. Se è così, è una mossa stupida. Due, o tre o quattro possono giocare a tale gioco. Cosa succede se i curdi d’Ifrin trovano improvvisamente una scorta di MANPADS. L’Iran ha allineato forze in Iraq? Che ne dite degli huthi nello Yemen? O dei taliban in Afghanistan? L’Esercito arabo siriano ha schierato nuove difese aeree nella parte nord-occidentale della Siria, coprendo il cantone d’Ifrin attaccato dai turchi. I raid aerei su Ifrin sono cessati e persino i droni turchi ora evitano lo spazio aereo siriano. La Turchia ha quindi perso una parte significativa delle capacità di ricognizione ed attacco nell’area. I progressi turchi contro i curdi delle YPG ad Ifrin sono estremamente lenti. Villaggi e colline che vengono presi di giorno e spesso persi di notte. Le forze curde hanno finora distrutto almeno 20 carri armati turchi e altri veicoli con missili anticarro che sembrano avere in abbondanza. I turchi usano i “ribelli siriani” taqfiri che hanno sponsorizzato in questi anni come loro fanteria. Perché sono disposti a morire per una causa che non sarebbe la loro? La risposta potrebbe essere in questo articolo sull’avanzata della principale organizzazione religiosa turca, la Diyanet, sponsorizzata dal governo e che ha il controllo di quasi tutte le istituzioni religiose. Sembra più pesantemente coinvolta nella guerra in Siria di quanto si possa supporre: “Dopo aver appreso del golpe programmato durante una cena col capo dell’intelligence Hakan Fidan e con Muaz al-Qatib (esponente dell’opposizione e degli ulema siriani), il capo del Diyanet Mehmet Goermez (2010-luglio 2017) radunava il corpo religioso di 112725 persone, compresi gli imam di circa 82381 moschee controllate dal corpo… la Diyanet fu attiva in Siria, rivelava l’ex-capo della riunione della sera del tentato colpo di Stato del 15 luglio 2016 con shaiq Muaz al-Qatib, lo stesso individuo che nel 2012 causò polemiche invitando gli Stati Uniti a riconsiderare la propria decisione di definire Jabhat al-Nusra organizzazione terroristica. Al-Qatib è anche ex-presidente della Coalizione nazionale delle forze rivoluzionarie e di opposizione siriane, ex-imam della moschea degli Omayadi a Damasco, e membro della Lega degli ulema del Sham (Rabitat Ulama al-Sham, fondata nel 2012 da ulema dell’opposizione a Damasco e Homs, e membro del gruppo ombrello Consiglio islamico siriano, Majlis al-Islami al-Suri), ideologicamente vicino ai Fratelli musulmani”.
I curdi che combattono contro gli estremisti supportati dalla Turchia hanno un certo sostegno dal governo siriano. I loro feriti vengono trasportati negli ospedali governativi. Il corridoio controllato dal governo tra le aree curde della Siria orientale e d’Ifrin è aperto ai rifornimenti curdi. La notte scorsa un grande convoglio di nuovi combattenti e munizioni della Siria orientale arrivava ad Ifrin. Queste sono le forze con cui l’occupazione statunitense nel nord-est della Siria si è alleata come SDF. Almeno una parte delle armi che portavano era fornita dall’esercito statunitense. La Turchia ha il secondo esercito nella NATO. Se davvero volesse prendere Ifrin, sicuramente potrebbe. Ma finora ha inviato solo forze a livello di compagnia dove sono necessarie le brigate. Il mio sospetto è che l’attuale operazione turca contro il cantone d’Ifrin non sia destinata a catturare e controllare realmente l’area. Ciò richiederebbe molte più forze militari turche e costerebbe migliaia di vittime turche. Ciò che l’operazione fa, ed è probabile che sia destinata a fare, è dimostrare alla NATO e a Washington, effettivamente allineati alle forze curde YPG/PKK, che esse, dalla prospettiva turca, sono terroristi. L’attacco ad Ifrin è volto a dividere l’alleanza degli Stati Uniti con le YPG/PKK. (Questo potrebbe essere il motivo del tacito appoggio russo). Se ci riuscirà renderà l’occupazione statunitense della Siria nord-orientale, in alleanza coi curdi, estremamente difficile. Gli Stati Uniti devono decidere tra il partner della NATO, la Turchia, e gli alleati curdi delle YPG. Offrire armi a questi che poi combattono la prima è insostenibile. Il Consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, McMaster, dovrebbe visitare la Turchia nel prossimo fine settimana. Il segretario di Stato Tillerson arriverà dopo pochi giorni. Che offerta faranno? Nel frattempo si sa poco delle restanti forze dello SIIL al confine iracheno, a nord dell’Eufrate. Migliaia di combattenti dello SIIL, che gli Stati Uniti lasciarono intenzionalmente fuggire da Raqqa verso est, sono ancora in libertà. L’area del confine dovrebbe essere controllata da USA/SDF, ma sembra che non ci siano altre operazioni per distruggere i resti dello SIIL. Se gli Stati Uniti non possono sconfiggerli, perché impediscono alle forze siriane di attraversare l’Eufrate per distruggere tale minaccia? Una speculazione ben fondata è che gli Stati Uniti dirigono questi combattenti dello SIIL contro le forze siriane nella città di confine di Abu Qamal, appena a sud dell’Eufrate. L’intenzione è interrompere la strada che collega Siria e Iraq, quindi Bayrut e Teheran. Di recente vi sono stati alcuni gravi attacchi a sorpresa contro le posizioni siriane. La guerra in Siria continuerà e tutti i piani di Stati Uniti e Turchia la stanno solo prolungando. Non hanno deciso se rinunciare o rischiare tutti i mezzi necessari per raggiungere gli obiettivi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio