Il segretario di Stato USA Kerry svela che Obama favoriva lo Stato islamico

South Front 06/01/2017

Wikileaks ha pubblicato un audio sull’incontro del segretario di Stato degli USA John Kerry con i membri dell’opposizione siriana, comprovante l’affermazione che Obama è il fondatore dello Stato islamico. Wikileaks pubblicava altre prove dell’asserzione di Donals Trump secondo cui Barack Obama è il fondatore dello SIIL: un audio dell’incontro del segretario di Stato John Kerry con i membri dell’opposizione siriana presso la missione olandese delle Nazioni Unite, il 22 settembre. L’audio è anche la prova che i media ufficiali sono collusi con l’amministrazione Obama sostenendone la narrazione del cambio di regime in Siria e nascondendo la verità su chi arma e finanzia lo SIIL dagli Stati Uniti, svelati nei 35 minuti di conversazione nascosti dalla CNN.
Kerry ammette che l’obiettivo principale dell’amministrazione Obama in Siria era il cambio di regime e la rimozione del Presidente Bahar al-Assad, ma che Washington non aveva calcolato che Assad si rivolgesse alla Russia. Per raggiungere l’obiettivo, la Casa Bianca permise l’ascesa dello Stato islamico (IS). L’amministrazione Obama sperava che il crescente potere dello SIIL in Siria avrebbe costretto Assad a cercare una soluzione diplomatica secondo le condizioni degli Stati Uniti, costringendolo a cedere il potere. A sua volta, al fine di raggiungere tali obiettivi, Washington armò intenzionalmente il gruppo terroristico ed attaccò un convoglio governativo siriano cercando di fermare l’attacco strategico allo SIIL, uccidendo 80 soldati siriani. “E noi sapevamo che lo SIIL avanzava, stavamo a guardare, vedevamo lo SIIL rafforzarsu e pensammo che Assad ne fosse minacciato“, diceva Kerry durante l’incontro. “Pensammo, tuttavia“, continuava: “Potremmo probabilmente costringere Assad a negoziare, ma invece di negoziare ebbe l’aiuto di Putin“. “Persi l’argomento dell’uso della forza in Siria“, concludeva Kerry.
Secondo Wikileaks, “l’audio illumina su ciò che accade al di fuori delle riunioni ufficiali. Si noti che rappresenta la narrazione degli Stati Uniti e non necessariamente l’intera verità“. L’audio fu già pubblicato da New York Times e CNN, tuttavia ne scelsero solo qualche parte, riportando alcuni aspetti ed omettendo i commenti schiaccianti di Kerry. In realtà, cercarono di nascondere le dichiarazioni che permettevano al pubblico di capire ciò che effettivamente avviene in Siria. L’audio completo non fu mai pubblicato dal New York Times, ma scelse solo dei frammenti. La CNN ha cancellato l’audio, spiegandolo come richiesta di alcuni partecipanti preoccupati della loro sicurezza personale.15895175Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’attentato di Berlino e la strana morte di Anis Amri

Aanirfan
3b983be900000578-4061478-image-a-15_1482496245951Il quartier generale del Mossad in Italia è a Milano. Hanno cercato di avvertirci.
Il 16 dicembre 2016 il carico del TIR fu caricato a Cinisello Balsamo, prima di recarsi a Berlino. Il 19 dicembre avveniva l’attentato al mercatino di Berlino. “Video mostrano Anis Amri in una moschea locale, il giorno dopo l’attentato“. Secondo la versione ufficiale, dopo l’attentato di Berlino, Anis Amri viaggiò senza problemi in almeno tre Paesi. Il 23 dicembre 2016, Anis Amri sarebbe stato ucciso a Milano, a Sesto San Giovanni. Dailymail/Dailymailok_livex-2All’inizio di dicembre 2016, la NATO effettuava l’esercitazione Summer Tempest/Eagle Meteor. L’esercitazione era diretta da Solbiate Olona, alla periferia di Milano._93056315_036972323-1Sopra la foto del camionista polacco Lukasz Urban.Sopra, il capo di Urban e suo cugino, Ariel Zurawski. Zurawski potrebbe essere un cognome ebraico. Il nome compare nel processo Eichmann.
logogladioIl 12 dicembre 1969, delle bombe esplosero in Italia. 17 persone furono uccise in quello che è nota come la strage di Piazza Fontana, a Milano. Gli attentati avviarono una lunga serie di attentati nota come “Strategia della tensione”. “Il loro obiettivo era evitare che il Paese cadesse nelle mani della sinistra, ingannando il pubblico facendogli credere che gli attentati fossero parte di una rivolta comunista“. (BBC 1969: esplosioni mortali in Italia)
In altre parole, l’idea era mantenere la ricca élite fascista al potere. In Italia, la ricca élite è composta da ricchi massoni fascisti, oligarchi fascisti e ricchi mafiosi. La strategia della tensione era parte dell’Operazione Gladio di CIA e NATO. Paolo Emilio Taviani, ex-ministro della Difesa ed ex-ministro degli Interni. dichiarò nell’agosto 2000: “Mi sembra certo che gli agenti della CIA siano stati tra coloro che diedero i materiali e confusero le indagini“. (Strage di piazza Fontana: Fatti)
Una delle armi utilizzate negli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 proviene da un trafficante di armi della Florida, coinvolto nelle operazioni Iran-Contra della CIA. Attentati di Parigi: venditore dice che un’arma proveniva dalla Florida/Arma collegata agli attentati di Parigi porta al trafficante d’armi della Florida implicato nell’Iran-Contras
Che altro sappiamo della strage di piazza Fontana a Milano? Nel 1998, David Carrett, ufficiale della Marina degli Stati Uniti, fu incriminato da un magistrato milanese con l’accusa di partecipazione alla strage di piazza Fontana. (Diritto)
Il giudice aprì un’indagine anche su Sergio Minetto, funzionario italiano della rete d’intelligence USA-NATO. Trent’anni dopo la strage di piazza Fontana, nel corso di un processo ad estremisti di destra, il generale Giandelio Maletti, ex-capo della contro-intelligence italiana, dichiarò che la strage fu effettuata da stay-behind dell’esercito italiano e da terroristi di destra su ordine della CIA. (ISN)
Gli eserciti segreti di Gladio, ‘Gruppi Stay Behind‘, furono svelati nell’agosto 1990, quando il primo ministro Andreotti confermò l’esistenza dell’Operazione Gladio, un gruppo dei servizi di sicurezza che manipolava l’opinione pubblica con il terrorismo. Uno degli agenti di Gladio disse, “Dovevi attaccare i civili, la gente, le donne, i bambini, persone inerme, gente sconosciuta lontano da ogni gioco politico. La ragione era molto semplice. Avrebbero dovuto costringere queste persone, il pubblico italiano, a volgersi allo Stato per chiedere maggiore sicurezza”. anis-amriPagina di Facebook di un uomo che sembrerebbe il fratello di Amri, mostra un recente video di Anis Amri. Il video di sette secondi fu caricato il 26 settembre 2016 e ripreso a May-Ayim-Ufer nei pressi del ponte Oberbaumbrucke di Berlino. (Bellingcat)italian-police-and-forensics-experts-gatQui sopra vediamo un corpo nel punto in cui ‘sarebbe stato ucciso’ Anis Amri. Notare i pantaloni marroni e la giacca nera.italian-police-and-forensics-experts-gat-2Sopra vediamo un membro dei servizi di sicurezza curvo sul corpo. Il membro dei servizi di sicurezza indossa pantaloni marroni e giacca nera.italian-police-and-forensics-experts-sta-3Sopra vediamo un membro dei servizi di sicurezza sulla scena. Indossa giacca nera e pantaloni marroni.amriQui si vede ciò che si suppone fosse Anis Amri morto.
La madre di Anis Amri, Nurahuda Hasani, disse di aver parlato con il figlio il 18 dicembre, il giorno prima dell’attentato a Berlino. Le chiese di cercare di risolvere il problema con la polizia tunisina e di assumere un avvocato per gestire il caso per poter tornare in Tunisia. Anis Amri, il sospetto di Berlino di Natale…
Ad Anis piaceva festeggiare e non ha mai avuto alcun pensiero religioso, uno qualunque“, dice la madre. Reuters riferiva, il 23 dicembre 2016, che il 24enne sospettato Anis Amri era stato ucciso. L’agenzia ANSA riportava che l’uomo ucciso dalla polizia di Milano era il sospettato del mercato natalizio di Berlino Anis Amri. Così, il capro espiatorio sembra essere stato ucciso.shlomo-shpiro-100_v-standard368_9f87d9Il professor Shlomo Shpiro è un esperto di terrorismo dell’Università Bar-Ilan di Tel Aviv. Era al mercatino di Natale di Berlino poco prima dell’attentato. “Solo dieci minuti prima che il camion finisse sulle bancarelle, il professor Shlomo Shpiro, esperto di terrorismo presso l’Università Bar-Ilan di Tel Aviv, passeggiava nello stesso mercatino“. Israelischer Terror-Experte im BILD-intervista über den Anschlag…/Anschlag in Berlin – so erlebte Terrorismus-Experte Shpiro_93044091_a9201445-d035-4d77-8fa3-f31cd54dd220Il primo sospettato dell’attentato a Berlino fu un pachistano. “Chiaramente i veri colpevoli contavano a che la polizia sparasse sul pakistano mentre scappava. Quando ciò non è accaduto, e lui si è rivelato essere innocente, i veri criminali piazzarono la carta d’identità di qualcun altro nel camion per dargli copertura mentre gli autori fuggivano“. “Il passaporto dell’attentatore di Charlie Hebdo fu lasciato nell’auto di fronte al locale di Parigi favorito dal Mossad”. Il sospettato dell’attentato di Berlino e la curiosa questione dei documenti d’identità abbandonati.
lutz-bachmannLutz Bachmann è il capo del partito PEGIDA d’estrema destra e pro-Israele. Bachmann dice che sospettava del tunisino già due ore dopo l’attentato al mercatino di Berlino. Twittò quella notte, subito dopo l’attentato, di avere ‘informazioni per la polizia interna’ secondo cui il sospetto era tunisino. Al momento, la polizia aveva annunciato l’arresto di un pakistano. Fu solo quando il pakistano fu rilasciato che il tunisino Anis Amri venne identificato come il sospettato. ‘Tutto troppo comodo’
israel_flag_pegidaUna manifestazione del PEGIDAc56e1d4c3dc6e700c10ba50b7bdcc0ae78c54828Chi ha effettuato l’attentato al mercatino di Berlino era del gruppo di destra ‘bianco’ collegato ai servizi di sicurezza e ai sionisti? Lutz Bachmann, il capo del PEGIDA ha detto che la Germania deve rimanere ‘ebraico-cristiana’. Sionista.
Bachmann ha precedenti penali per sedici furti, guida in stato d’ubriachezza, cocaina e aggressione. Nel 1998, dopo che Bachmann fu condannato a diversi anni di prigione, fuggì in Sud Africa, ma fu deportato in Germania. Il PEGIDA è davvero sionista. Bachmann, naturalmente, è un sostenitore Trump. Alcuni hanno messo in dubbio la ‘comoda’ scoperta del portafoglio del tunisino, 24 ore dopo che la polizia aveva perquisito il camion. Anis Amri, probabilmente era un agente dei servizi d’intelligence.libreriaweb-reinhard-gehlen-zeichen-der-zeit-d_nq_np_13561-mla2954258400_072012-fChi controlla i servizi segreti tedeschi?
Nel 1956, il generale nazista Reinhard Gehlen divenne il primo capo del servizio d’intelligence della Germania, il BND. Il BND di Gehlen impiegò gli agenti nazisti dell’organizzazione Gehlen. Alla fine della seconda guerra mondiale, la CIA controllava il BND e il suo capo Reinhard Gehlen. Gehlen e i suoi agenti delle SS e della Gestapo lavoravano per la CIA.
Nel 2014 un impiegato della BND fu arrestato per aver consegnato documenti segreti agli Stati Uniti.
Nazisti e sionisti sarebbero alleati. “Un documento interno del giugno 1934, delle SS, sollecitava il sostegno attivo e ampio al sionismo da parte del governo e del partito nazisti“. Sionismo e Terzo Reich

agent-gehlen-left-us-connection-officer-right-in-lucerne-around-1948Gehlen (a sinistra) e il suo contatto degli Stati Uniti (a destra) a Lucerna, nel 1948

Anis Amri “era sorvegliato a Berlino tra marzo e settembre 2016 per sospetta pianificazione di una rapina. La sorveglianza sarebbe stata tolta dopo averlo scoperto… spacciare droga in un parco di Berlino“. Ralf Jaeger, ministro degli Interni del Nord Reno-Westfalia, dice: “Le agenzie di sicurezza scambiavano risultati e informazioni su Anis Amri con il Centro antiterrorismo congiunto, nel novembre 2016“. L’attentato di Berlino: latitante tunisino ‘era sotto sorveglianza’ – BBC News
Sembra che Anis Amri fosse protetto dai servizi segreti. “La Federal Verfassungsschutz (BfV) è l’ente di sicurezza interna della Germania, mentre i vari LFV, equivalenti a livello di lander, svolgono il grosso del lavoro d’intelligence“. La storia condanna l’antiterrorismo tedesco. L’agenzia d’intelligence interna della Germania, BfV, ha collegamenti con i nazisti. Il processo per omicidio ai neonazisti rivela i segreti più oscuri della Germania

3b92b33600000578-0-image-a-7_1482391913371Dalia Elyakim (a sinistra), di Herzliya, Israele, era al mercatino di Berlino, con il marito Rami, quando il camion colpì il mercato. Dailymail. Una israeliana, Dalia Elyakim, ‘è scomparsa dopo l’attentato’. L’attentato di Berlino: latitante tunisino ‘era sotto sorveglianza’ – BBC News
Lo SIIL ha rivendicato l’attentato di Berlino. Chi finanzia lo SIIL? Il dipartimento per lo Sviluppo Internazionale del Regno Unito ha recentemente dato più di 120 milioni di sterline alla Somalia. Una recente ‘revisione’ ha concluso che c’é un ‘certo’ rischio che questo denaro sia utilizzato da gruppi di terroristi legati ad al-Qaida e SIIL. Dailymail
L’attentato al mercato di Berlino del 20 dicembre 2016 appare una ‘false flag, un lavoro interno’. La carta d’identità di Anis Amri, tunisino di 24 anni, “è stata trovata sotto il sedile del camion“. Dailymail.
In altre parole, certi servizi di sicurezza hanno piazzato la carta d’identità del ‘capro espiatorio’ nel camion? Perché c’è voluto così tanto tempo per ritrovarla? Il governo tedesco ha detto che non poteva espellere Anis Amri perché non aveva alcuna carta d’identità. Come ha fatto a comparire magicamente sul camion? Anis Amri “si crede avesse avuto precedenti penali in Tunisia, per aver rapinato auto“. Anis Amri passò quattro anni in un carcere italiano per incendio doloso di una scuola. Nel 2016, Anis Amri fu “apparentemente arrestato dal GBH ma scomparve prima che potesse essere processato“. Nel luglio 2016 “fu accoltellato per droga“. Dailymail
Anis Amri fu arrestato insieme a cinque membri di una rete di reclutamento che operava per conto del Mossad e amici (SIIL). Come poteva Anis Amri svanire, se era un uomo pericoloso?
Prima si leggeva: “Secondo Michael Behrendt, cronista di nera per Die Welt, Berlino: ‘La polizia non sa chi ricercare. Non ha armi, né tracce di DNA“. Dailymail
Poi si leggeva: “La polizia crede di aver trovato il sangue di Anis A. nella cabina del camion“. Dailymail
La polizia prima accusò Naved Baluch dell’attentato. “Ispettori, portarono Naved Baluch da Berlino a Karlsruhe per interrogarlo, perdendo 18 ore prima di capire che Naved Baluch, che non aveva sangue sui vestiti e nessuna ferita, non guidava il camion…Dailymail.
Naved Baluch sarebbe afflitto da handicap mentale.3b884fa700000578-4054140-manhunt_the_isis_killer_behind_germany_s_worst_terror_attack_sin-a-6_1482357416959Il camionista Lukasz Urban guidava a Berlino per consegnare acciaio della ThyssenKrupp. Secondo fonti della polizia Urban era vivo, e nel camion, quando finì tra la folla. DailymailciaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le 5 stranezze dell’attentato di Berlino

Elena Trojanova, The Duran 22 dicembre 2016

Dato che inchiesta e caccia all’uomo dell’attentatore continua(va)no, ecco cinque cose da considerare.
2016122102868208783-1000x600 1) La reazione di Merkel. Un attentato orrendo su un mercato di Natale a Berlino, il 19 sera, causava 12 morti e 48 feriti. La cancelliera Merkel, tuttavia, solo il giorno successivo, circa 15 ore dopo, ne parlava. “Ero sconvolta, scioccata e profondamente triste per ciò che è successo al Breitscheidplatz”. Merkel ammetteva che non aveva “una risposta semplice su come possiamo vivere con ciò che è successo”, sottolineando anche: “sarebbe particolarmente insopportabile per tutti noi se fosse confermato che un richiedente asilo abbia commesso questo crimine”. Sembra che anticipasse eventuali reazioni, dicendo che la sua politica della porta aperta sia più importante che garantire la sicurezza dei cittadini. Al momento di tale tragedia, ci si aspettavano parole di rassicurazione e un messaggio chiaro che il governo adottava tutte le misure possibili per proteggere i cittadini dal terrorismo in futuro. Invece, Merkel ancora una volta cercava di giustificare la sua politica verso i rifugiati, e il tentativo appare cinico verso i morti e i feriti dell’attentato.
2) Il tizio ‘sbagliato’. Il primo sospetto, un pachistano richiedente asilo, Naved B., veniva arrestato dalla polizia dopo che un testimone oculare l’avrebbe visto guidare il camion, lo seguì per un paio di chilometri e informò la polizia. Naved fu interrogato fino alla sera del giorno successivo, quando la polizia concluse che non vi erano prove sufficienti per trattenerlo. Secondo il giornale Tagesspiegel, Naved fu in precedenza arrestato per violenza sessuale, ma rilasciato dalla polizia. Forse le aggressioni sessuali a donne, dopo tutto, non interessano le autorità tedesche.
3) Una tessera d’identità ben nascosta. Solo il 21 mattina la polizia trovava la carta d’identità del 24enne tunisino richiedente asilo Anis Amri. Il documento trovato in un portafoglio sotto il sedile del conducente, Duldung, indica che Amri aveva chiesto asilo, ma la domanda fu respinta rendendo Amri soggetto a deportazione. Allora perché alla polizia ci vollero 40 ore per scoprire il portafoglio?
4) Una coincidenza? Anis Amri ha trascorso quattro anni in carcere in Italia per aver bruciato una scuola prima di arrivare in Germania nell’estate 2015. Secondo Spiegel, Amri chiese asilo a Kleve, Nord-Reno-Vestfalia, nell’aprile 2016. Nel giugno 2016, la sua domanda di asilo fu respinta come ‘priva di fondamento’. Proprio come altri 200000 richiedenti asilo in Germania, le cui domande di asilo furono respinte, ricevette un documento di conferma che si trattava di soggetto a deportazione, ma poteva rimanere nel Paese fino all’applicazione dell’espulsione. Un richiedente asilo respinto può essere espulso solo se ha un documento valido (passaporto o carta d’identità), e se il suo Paese d’origine collabora con la deportazione. Non era il caso di Amri. La Tunisia non ammise per mesi che Amri fosse davvero un cittadino tunisino. D’altra parte, Amri fu registrato in Germania sotto diverse identità. Il 21, due giorni dopo l’attentato, le autorità tedesche finalmente ricevettero tutti i documenti richiesti dalla Tunisia. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Dusseldorf, Ralf Jaeger, il ministro dell’Interno del NRW, si rifiutò di commentarlo, una tempistica che appare davvero sorprendente.
5) Le falle della sicurezza. Anis Amri era sorvegliato dalla polizia da diversi mesi quale simpatizzante dello SIIL. Fu comunicato alle autorità tedesche che Amri fosse collegato a un noto reclutatore dello SIIL, Abu Wala, indicato come alto rappresentante dello SIIL in Germania. Amri cercò di acquistare armi automatiche e di reclutare un complice per un attentato. Secondo Suddeutsche Zeitung, gli investigatori ebbero informazioni che Amri volesse combattere per lo SIIL in Siria e vi si fosse addestrato. E tuttavia, poté rimanere in Germania. Amri era associato ad un gruppo di simpatizzanti dello SIIL, la cui priorità era compiere attentati terroristici in Germania, perciò il viaggio in Siria fu ritardato. Uno dei piani del gruppo era uccidere poliziotti con bombe a mano. Amri fu identificato dalle autorità tedesche come ‘assai pericoloso’, arrestato all’inizio di quest’anno e rilasciato. Per diversi mesi Amri poté muoversi liberamente in tutto il Paese. Era sorvegliato dalla polizia nel Nord-Reno-Westfalia fino a febbraio, e poi a Berlino da marzo a settembre, quando il controllo fu revocato. Con Amri ancora in libertà, il pericolo di un altro attentato restava alto. Ciò che è piuttosto agghiacciante di tutta la tragedia è la domanda: quanti altri terroristi, ben noti alla polizia, sono in attesa di aggredire altre persone inermi?15590839Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché l’ambasciatore russo ad Ankara non aveva un’adeguata protezione?

Analisi Militares 21 dicembre 201615590237Quando fu annunciato che l’ambasciatore russo ad Ankara era morto in un attentato, una delle prime cose che venne in mente è come fosse possibile che succedesse a una figura importante? Immediatamente criticarono il servizio di protezione, perché nessuno sapeva la situazione in cui ciò è successo. In ogni caso, in quel giorno iniziai a cercare informazioni sullo stato dei servizi di protezione dei diplomatici russi in Turchia e sembra che le cose non siano come molti credono. Ciò che è emerso è che da più di 10 anni Ankara non consente la protezione armata dei diplomatici russi in Turchia. Questo compito dovrebbe essere dell’unità speciale ‘Zaslon‘ dell’SVR russo, ma ancora a più di 10 anni, non è autorizzata a svolgerla nel territorio turco. I commenti del funzionario intervistato in questo articolo non sbagliano. Zaslon non aveva il permesso di proteggere le spalle l’ambasciatore durante il discorso e anche che se era protetto da due membri dell’unità ai fianchi, non potevano rispondere a qualsiasi minaccia. Dopo l’omicidio, si parla di nuovo dell’arrivo della protezione armata russa per diplomatici russi in Turchia, ma è sorprendente che con ciò che è accaduto con tale Paese, la rappresentanza diplomatica russa non avesse una migliore protezione.

15621721Erdogan con la famiglia della famosa Bana, l’ultima trovata della propaganda islamo-atlantista. Il terrorista che interpreta il papà della “bambina di Aleppo” è membro del gruppo terroristico islamista qataib al-Safwa ad Aleppo dove sicuramente ha ucciso molte persone agli ordini di Ankara. La foto è anche chiaramente un messaggio su chi abbia armato la mano del poliziotto-terrorista che ha ucciso l’Ambasciatore Andrej Karlov.15672997Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’omicidio dell’Ambasciatore russo: una rappresaglia

Tony Cartalucci New Eastern Outlook 20/12/2016

Erdogan si congratula con il futuro assassino dell'Ambasciatore russo Andrej Karlov.

Erdogan si congratula con il futuro assassino dell’Ambasciatore russo Andrej Karlov.

Pochi giorni dopo la liberazione di Aleppo, l’ambasciatore russo in Turchia Andrej Karlov veniva assassinato mentre parlava a una galleria d’arte nella capitale turca Ankara. Il bandito, identificato come un ex-poliziotto, ha fatto il gesto familiare usato dalle organizzazioni terroristiche che operano in Siria, Jabhat al-Nusra e autoproclamato “Stato islamico”, gridando, secondo il Guardian: “Non dimenticate Aleppo. Non dimenticate la Siria. A meno che le nostre città siano sicure, non sarà possibile avere sicurezza. Solo la morte mi può prendere. Tutti i coinvolti in questa sofferenza la pagheranno”. L’omicidio coincideva con un presunto incidente presso l’ambasciata USA ad Ankara, spiegata dall’ambasciata come “sparo”, forse in riferimento all’assassinio. I giornali occidentali, tuttavia, come Daily Mail, UK Express e The Sun hanno tentato di ritrarre lo sparo come un altro incidente. Sarebbe un deliberato tentativo di ritrarre gli Stati Uniti vittima assieme alla Russia, per sviare i sospetti dagli Stati Uniti. L’assassinio avviene giorni dopo che gli Stati Uniti avevano promesso una “rappresaglia” contro la Russia. Il presidente Barack Obama, politici ed esperti, così come senatori degli Stati Uniti, la settimana passata promisero la “rappresaglia” contro la Russia per il presunto “pirataggio” delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Tali minacce hanno luogo tra le sempre più ampie accuse sgangherate di politici ed esperti occidentali frustrati nell’attuare la propria agenda globale contro una Russia che riemerge e una Cina in ascesa. The Guardian nell’articolo pubblicato questa settimana, “Barack Obama promette ritorsioni contro la Russia per l’hackeraggio nelle elezioni degli Stati Uniti“, dice: “Barack Obama avverte che gli Stati Uniti si vendicheranno degli attacchi informatici russi durante le elezioni presidenziali. In un’intervista alla National Public Radio, il presidente degli Stati Uniti ha detto che attende la relazione finale ordinata su una serie di attacchi hacker russi, promettendo una risposta. “Credo che non vi sia alcun dubbio che quando qualsiasi governo straniero cerca d’influenzare l’integrità delle nostre elezioni… dobbiamo agire“, ha detto Obama. “E lo faremo, nel momento e nel luogo di nostra scelta. “Alcuni saranno espliciti e pubblicizzati; altri no”. Articoli come quello dell’International Business Times, “Quali saranno le ritorsioni degli USA contro l’hackeraggio della Russia? Vi sono 6 mosse possibili”, riassumono l’elenco delle possibili ritorsioni, tra cui: “Attacco informatico a reti o infrastrutture russe; diffondere informazioni dannose su Vladimir Putin; colpire conti offshore; diffondere malware nelle reti spiate dei russi; interferire con sanzioni economiche nella politica russa”. Tuttavia, molti analisti, anche dei circoli della politica estera degli Stati Uniti, notano che la capacità degli Stati Uniti di reagire con “attacchi informatici” contro la Russia sarebbe inutile, arrivando anche a galvanizzare il popolo russo a fianco del Cremlino. Il New York Times, in un articolo intitolato, “Obama affronta la complessità dell’utilizzo del potente cyberarsenale contro la Russia“, nota: “Ma se Obama ha promesso di “mandare un messaggio chiaro alla Russia” quale punizione e deterrente, alcune opzioni sono state respinte come inefficaci, ed altre come troppo rischiose. Se le scelte fossero migliori, osserva uno degli aiutanti coinvolti nel dibattito, il presidente avrebbe agito ora”. Con ogni probabilità, un tentativo di “contrattacco informatico” finirebbe in un’ulteriore umiliazione ed isolamento dei circoli dirigenti degli Stati Uniti.

Cui bono?
L’assassinio a sangue freddo dell’ambasciatore russo in Turchia, tuttavia, è una “rappresaglia”, molto efficace non solo del ruolo della Russia nel controbilanciare l’influenza dei media occidentali, minando efficacemente il monopolio occidentale della percezione pubblica globale, ma anche per confondere gli obiettivi geopolitici degli USA nel Medio Oriente, in particolare in Siria e nella liberazione di Aleppo. L’assassinio, un crimine e anche atto di guerra, comunque è stato apparentemente commesso da un militante di organizzazioni terroristiche armate, addestrate e finanziate da Stati Uniti ed alleati regionali come Arabia Saudita, Qatar e Turchia. E nonostante ciò, se gli Stati Uniti ne sono coinvolti, sarà difficile dimostrarlo. Ed anche se viene dimostrato, sarebbe difficile convincere l’opinione pubblica globale che gli Stati Uniti siano passati dal considerare pubblicamente “benigni attacchi informatici”, la settimana passata, ad assassinare un diplomatico straniero. Al di là del semplice “invio del messaggio”, come i politici statunitensi volevano fare, mina anche i presunti progressi compiuti tra Ankara e Mosca sul ruolo turco nella guerra per procura in corso in Siria. L’assassinio blocca tali progressi e minaccia di cancellare quelli faticosamente realizzati dall’abbattimento turco dell’aereo russo sulla Siria nel novembre 2015. Mentre non c’è ancora una prova disponibile sull’assassinio, gli Stati Uniti, con le minacce pubbliche e ripetute a Mosca di ritorsioni, di per sé diventano uno dei sospetti principali del brutale assassinio. Considerando il ruolo degli Stati Uniti nel creare, armare, finanziare e dirigere i terroristi nella regione, da anni, ne sono responsabili indirettamente per lo meno.

Il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, ad Astana al vertice russo-turco-iraniano sulla crisi in Siria, seduto con alle spalle la 'guardia del corpo' del collega turco, a sua volta sorvegliata dalla guardia del corpo di Zarif...

Il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, ad Astana al vertice russo-turco-iraniano sulla crisi in Siria, seduto con alle spalle la ‘guardia del corpo’ del collega turco, a sua volta sorvegliata dalla guardia del corpo di Zarif…

Tony Cartalucci, ricercatore e scrittore geopolitico a Bangkok, per la rivista on-line “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora