La Russia punta su Hezbollah per l’offensiva della Siria ad est

La Siria orientale attende la liberazione dallo SIIL, facendo dell’efficiente milizia una risorsa preziosa
Elijah J. Magnier, al-RaiRussia Insider 22 maggio 2017Ci sono state ampie affermazioni secondo cui la Russia avrebbe chiesto ad Hezbollah libanese di lasciare il territorio siriano, una speculazione nata dall’annuncio del Segretario generale di Hezbollah Sayad Hasan Nasrallah sul ritiro di suoi uomini dal confine libanese, ad eccezione della periferia di Arsal. Nasrallah ha chiesto all’esercito libanese di riempire il vuoto dal lato libanese (Hezbollah non si allontana dal lato siriano) spingendo certi media ed analisti a concludere che Mosca non vuole che Hezbollah rimanga nel Levante. È vero? Il confine tra Libano e Siria, controllato da Hezbollah ed Esercito arabo siriano, è sorvegliato da Israele perché rappresenta la nuova base di Hezbollah: ne ospita le forze di élite al-Ridwan, i silo dei missili strategici nelle montagne e le grotte fortificate lungo il confine di 130 chilometri. L’area era un pesante onere per l’apparato militare di Hezbollah, costringendolo a creare nuove strade, fortificare decine di siti e trovare nelle montagne un riparo adeguato per i missili strategici M600 e la nuova versione al-Fatah. Inoltre, Hezbollah opera nella zona negli ultimi 3 anni, per tutta l’estate e l’inverno anche su picchi di 2500 metri, un significativo drenaggio del budget. Più di 500 terroristi di al-Qaida si erano infiltrati nell’area, oltre alla presenza dello SIIL, spingendo Hezbollah a schierarvi almeno 5000 combattenti. Inoltre, Hezbollah usa droni e tende decine di agguati e di IED per cacciare i nemici e controllare una zona geografica notevolmente difficile. Dopo anni di guerra, Hezbollah è riuscito a controllare gran parte della regione: ciò significa che al-Qaida, SIIL e terroristi rimarranno senza vantaggi militari se decidessero di rimanere nella zona.
Quando la maggior parte delle aree siriane al confine con il Libano, soprattutto Qalamun e Zabadani, si sono accordate con la leadership siriana a Damasco e dopo l’accordo, i ribelli decidevano, sotto gli auspici di Russia, Turchia e Iran, di “smettere di combattere e lasciare l’area (chi voleva andare ad Idlib, mentre molti siriani preferivano rimanere nelle loro città), non è più possibile ai jihadisti continuare a combattere. Ciò coincide con la richiesta di Mosca alla leadership di Hezbollah di aumentare le forze Ridwan e avanzare nella steppa siriana: ciò fu possibile ad Hezbollah dopo la fine delle operazioni al confine. L’attività militare di Hezbollah sulla catena orientale era difficile e dolorosa. Vi sono stati investimenti enormi per consentire agli uomini di operare e combattere nella zona. Oggi, tuttavia, la minaccia è quasi scomparsa. La maggior parte delle forze di Hezbollah si sposta all’interno della Siria. Le forze Ridwan, insieme a centinaia di forze speciali russe e dell’Esercito arabo siriano ed alleate ora combattono per liberare i campi petroliferi e fermare il piano anglo-statunitense-giordano per creare una “zona tampone” dai territori di Suwayda e Dara al confine iracheno, e a Dayr al-Zur da Tadmur a Suqanah. È chiaro che gli Stati Uniti, che sostengono le “forze democratiche siriane” (SDF) costituite da curdi e tribù arabe sotto la loro direzione nel nord-est della Siria, non sono ancora pronti a guidarli verso Dayr al-Zur assediata dallo SIIL, che va sgretolandosi in Iraq e Siria, ma non è ancora debole nella provincia di Dayr al-Zur, specialmente nella Badiyah siriana (steppa). Russia, Damasco ed alleati si dirigono verso Dayr al-Zur, indipendentemente dal piano di Stati Uniti e loro agenti per controllare la steppa siriana e Dayr al-Zur (che ospita numerosi ufficiali e soldati dell’Esercito arabo siriano e delle forze speciali di Hezbollah). Inoltre, Damasco ha inviato un segnale chiaro ad Amman, la minaccia di ritenere le forze giordane nemiche se entrano nel territorio siriano per sostenere gli USA e i loro agenti. Questa minaccia chiara e diretta ha fermato l’avanzata anglo-statunitense-giordana mettendoli in una posizione precaria verso Damasco.
Le Forze Speciali Ridwan di Hezbollah avanzavano combattendo a Dayr al-Zur, al-Suqana, Raqqa e Dara liberandone le aree, ma soprattutto rovinando i piani statunitensi per occupare il nord-est della Siria. Le forze e i generali russi osservano attentamente le battaglie siriane, in particolare quelle di Hezbollah. Gli ufficiali russi traggono lezioni sull’efficienza delle forze speciali Ridwan e dalla qualità ed efficacia delle armi e tattiche utilizzate, specialmente data l’esperienza accumulata da Hezbollah nella lunga guerra contro Israele e le guerre in Siria dove affronta forze che seguivano metodi e ideologie sviluppati. La Russia non ha mai avuto conflitti del genere, quindi c’è grande interesse, espresso dalla forte presenza di esperti su tutti i fronti, non solo per avere il sostegno aereo e partecipare ai combattimenti, ma anche per analizzarli. Hezbollah è riuscito a cambiare la situazione in Siria insieme alle forze aeree russe e siriane ed ha combattuto numerose battaglie importanti, come ad Aleppo, Homs, Hama, al confine siriano-libanese ( Qalamun e Zabadani), Qusayr, presso Lataqia e vicino Damasco, a Qabun, Barzah, Wadi al-Barada e Madaya. Poiché la fine delle operazioni militari sul confine siriano-libanese è vicina, Hezbollah invia più di 20000 soldati su altri fronti interni e strategici. Anche i fronti presso Damasco e Zabadani hanno permesso a più di 10000 truppe siriane di essere inviate in zone “più calde”. Le fonti legate ai dirigenti in Siria hanno confermato che Hezbollah amplia le forze in Siria raggiungendo dimensioni senza precedenti, sostenute da grandi linee logistiche al fianco della forza di prima linea. Sono stati preparati piani militari significativi per il prossimo Ramadan, per porre fine alla presenza di al-Qaida e SIIL ad Arsal. Questi terroristi potranno andarsene ad Idlib o combatteranno fino alla fine sul confine siriano-libanese, zona esclusa dai negoziati di Astana. Se Hezbollah si ritirerà dal confine libanese, non lascerà il confine siriano dove ha stabilito posizioni, centri di addestramento e siti per le armi in vista di una prossima guerra con Israele. La Siria è direttamente coinvolta in questo particolare conflitto tra Hezbollah e Israele. Hezbollah ha anche introdotto il concetto ideologico di “resistenza siriana”, diventando una realtà che Israele troverà difficile ignorare quando finirà la guerra in Siria.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siria, sterminio tra taqfiri e alleanza curdo-russo-siriana

Alessandro Lattanzio

Polizia Militare Russa e combattenti delle YPG presso Ifrin, a nord di Aleppo.

Il 1° maggio 2017, l’Esercito arabo siriano liberava ad al-Qabun la centrale elettrica e la scuola Abdulqani Bajaqani, una base di Jabhat al-Nusra. Le forze siriane eliminavano numerosi terroristi presso al-Salamiyah, a Taldarah, al-Latamina, Qafr Zita, Latamin e al-Zaqat. A nord di Tadmur, le forze siriane liberavano il Jabal al-Shumariyah ed eliminavano decine di terroristi del SIIL. Continuavano gli scontri tra i terroristi di Jaysh al-Islam, Hayat Tahrir al-Sham e Faylaq al-Rahman nel Ghuta orientale, a Zamalqa, Irbin, Jisrin, Haza, al-Ashari, al-Aftaris e al-Muhamadiyah. L’Esercito arabo siriano respingeva l’attacco dei gruppi terroristici a nord di Hama, nei pressi di Abu Ubaydah, eliminando numerosi terroristi. A nord-est di Dara, venivano eliminati tre capi della liwa Amud Huran dell’ELS, Ahmad al-Hariri, Qasim al-Mujali e Bashar Ayan al-Hariri, nell’esplosione della loro auto. L’artiglieria dell’Esercito arabo siriano bombardava le posizioni di Jabhat al-Nusra a Dara, distruggendo 2 comandi, 3 posizioni e 7 autoveicoli degli islamisti a Basr al-Harir, Ulama, Qariyah al-Sharqi e Janin nella regione di al-Lajah. Le truppe dell’Esercito arabo siriano respingeva l’attacco del SIIL sulla base aerea di Dair al-Zur, eliminando diversi terroristi. L’artiglieria dell’Esercito arabo siriano bombardava le posizioni del SIIL presso Jabal al-Thardah, Wadi al-Thardah, quartiere al-Urfi, cementificio e caserma al-Tamin, eliminando numerosi terroristi. Nella regione di al-Maqabar, l’EAS liquidava numerosi terroristi, tra cui il loro capo Ahmad al-Janin. Il 2 maggio l’Esercito arabo siriano respingeva l’attacco del SIIL sul Jabal al-Shumariyah, ad est di Homs, presso Jub Ham e Rajm al-Qasr, eliminando numerosi terroristi. Le truppe dell’Esercito arabo siriano liberavano Um Sahrij, la caserma di al-Shandaqiyat e Unq al-Hawa nei pressi del Jabal al-Shair, a nord di Tadmur. L’Esercito arabo siriano avanzava su Badiyah al-Sham, presso Dara, sventando il piano di Stati Uniti, Gran Bretagna, Giordania e gruppi terroristici per creare un santuario nella Siria meridionale, tra Dara e Qunaytra. Nelle operazioni, aerei ed elicotteri siriani bombardavano le posizioni dei terroristi su Tal Daquh, a sud di Dara. Sempre presso Dara, ad al-Lijat, la SAAF distruggeva 7 automezzi dei terroristi, mentre l’artiglieria dell’Esercito arabo siriano distruggeva le posizioni di Jabhat al-Nusra a Basr al-Harir, Alma, al-Ghariya e Janin, eliminando 4 autoveicoli, 9 fortificazioni, oltre 15 terroristi e 2 centri di comando nemici collegati con il MOK in Giordania.L’Arabia Saudita aveva creato e sostenuto Jaysh al-Islam, un gruppo di terroristi wahhabiti infiltratisi nel Ghuta orientale, che aveva dichiarato guerra all’Hayat Tahrir al-Sham (al-Qaida) e al Faylaq al-Rahman, gruppo jihadista alleato dello SIIL. I combattimenti tra terroristi si svolgevano ad Irbin, Qafr Bathayna e al-Ashari, e solo il 28 aprile, oltre 50 terroristi si uccidevano in questu combattimenti. Ciò potrebbe rientrare in un ipotetico patto tra Stati Uniti ed Arabia Saudita, dove Washington sostiene apertamente l’aggressione saudita allo Yemen in cambio della fine del sostegno saudita allo SIIL in Siria e Iraq. Anche il gruppo terroristico Jabhat al-Nusra attaccava lo SIIL ad Tal Ajat, a nord-ovest di Zamarani, Falita e Jarajir, dove Abu Yazid, un capo di Jabhat al-Nusra, Abu Jafar al-Zuahiri, un capo dello SIIL, ed Abu Umar al-Qalamuni, altro capo dei terroristi, venivano uccisi. A campo Yarmuq, campo profughi palestinese a sud di Damasco, lo SIIL si scontrava con l’Hayat Tahrir al-Sham. Il 30 aprile, Faylaq al-Rahman e Hayat Tahrir al-Sham si scontravano con il Jaysh al-Islam, e il Faylaq al-Rahman abbandonava i suoi uomini ad al-Nishabiya, circondati dal Jaysh al-Islam che ne tagliava le linee dei rifornimenti. Lo scontro tra i terroristi di Jaysh al-Islam e Hayat Tahrir al-Sham e quelli del Faylaq al-Rahman nel Ghuta orientale, presso Damasco, era una guerra per procura tra ascari della Turchia, del Qatar e dell’Arabia Saudita. Jaysh al-Islam, sostenuto direttamente dall’Arabia Saudita, voleva espandersi nel Ghuta orientale, mentre Faylaq al-Rahman era un ramo dell’Iqwan al-Muslimin sostenuto da Qatar e Turchia, mentre l’Hayat Tahrir al-Sham era al-Qaida in Siria. I combattimenti erano iniziati quando Jaysh al-Islam attaccò le posizioni di Faylaq al-Rahman a Zamalqa, mentre Faylaq al-Rahman cercava di riprendersi le posizioni perse ad Irbin per mano del Jaysh al-Islam. L’Hayat Tahrir al-Sham riprendeva Jisrin e Haza al Jaysh al-Islam dopo degli scontri, che si svolgevano anche ad al-Ashari, al-Aftaris, al-Muhamadiyah e Irbin, nel Ghuta orientale, mentre il Jaysh al-Islam attaccava le posizioni del Faylaq al-Rahman anche ad al-Qabun. Negli scontri tra Faylaq al-Rahman e Hayat Tahrir al-Sham contro Jaysh al-Islam l’esercito libero siriano annunciava il sostegno al Jaysh al-Islam, affermando che Jabhat al-Nusra fa parte del SIIL e chiedendo ai gruppi terroristici in Siria di annientare Jabhat al-Nusra. E questo mentre l’emiro del Jaysh al-Umah Abu Hafas al-Muqadasi, un capo di al-Qaida, chiedeva a tutti i gruppi terroristici di annientare Jaysh al-Islam. Nel frattempo, il portavoce di Faylaq al-Rahman Wail al-Wan, affermava che Jaysh al-Islam aveva il controllo sulla strada che collega il Ghuta orientale ad al-Qabun. 2 capi di Faylaq al-Rahman venivano eliminati dai terroristi rivali del Jaysh al-Islam, si trattava di Samir al-Salah, noto come Abu Najib, e del capo di Faylaq al-Rahman nella regione di Qafr Bathayna, ed Abu Nabil al-Jaburani. Infine, Naman Awaz, alias Abu Usam, terzo capo del Jaysh al-Islam, veniva ucciso negli scontri con Faylaq al-Rahman e Hayat Tahrir al-Sham, dove l’Hayat Tahrir al-Sham occupava Hazah e Masraba, mentre il Faylaq al-Rahman occupava Bayt Sua, Hamuriyah, Zamalqa e Sabaqa, nel Ghuta orientale. Nel frattempo, l’artiglieria dell’EAS bombardava le posizioni dei terroristi ad al-Qabun, infliggendogli notevoli perdite. Truppe russe si disponevano al confine siriano-turco dall’enclave curda-siriana di Ifrin, per impedire altri attacchi dai turchi.

al-Qabun

Il 3 maggio, il capo del Jaysh al-Islam nella regione di al-Marj, Qasim Qadish, detto Abu Muhamad al-Qaqa, veniva ucciso da terroristi rivali di Faylaq al-Rahman e Hayat Tahrir al-Sham nel Ghuta orientale. Le truppe dell’Esercito arabo siriano bombardavano le posizioni del SIIL presso la regione di al-Shumariyah, ad est di Homs, eliminando decine di terroristi. Le truppe dell’Esercito arabo siriano liberavano Sabana e Darah, nella provincia occidentale di Damasco del Qalamun. Le truppe dell’Esercito arabo siriano liberavano 7 isolati e distruggevano un tunnel dei terroristi ad al-Qabun. L’artiglieria dell’Esercito arabo siriano bombardava le linee di Jabhat al-Nusra nei quartieri a Dara di Tarqi al-Sad, al-Abasiyah, al-Faran e Bir al-Shayah, eliminando numerosi terroristi e diverse loro posizioni. Le SDF avanzavano su al-Tabaqa, liberando 3 quartieri ed accerchiando i terroristi del SIIL presso la diga. Le forze curde, schierate a nord-ovest di Aleppo, consegnava nove punti di controllo all’Esercito arabo siriano ad Ayn Daqanah, Maranaz e Qafr Jana, presso Ifrin; questo mentre le forze siriane liberavano 3 villaggi vicini e la polizia militare russa e le unità delle YPG curde pattugliavano assieme i confini del distretto di Ifrin con la Turchia. Inoltre, militari russi accompagnati dalle unità di protezione del popolo kurdo (YPG) visitavano il campo profughi Runbar, sempre presso Ifrin, già oggetto dei bombardamenti turchi. La visita della delegazione militare russa avveniva mentre Russia e Siria creavano posti di osservazione al confine turco-siriano a nord di Aleppo, nelle aree controllate dalle YPG. Le Forze Speciali dell’Esercito arabo siriano (EAS) ed Hezbollah distruggevano 3 autoveicoli del Jaysh al-Islam sulla strada tra al-Masifra e al-Qaraq, presso Basra al-Harir, ad ovest di Dara, eliminando decine di terroristi del Jaysh al-Islam. L’EAS bombardava le posizioni dell’Hayat Tahrir al-Sham a Dara al-Balad, Aqraz, Qumal-Ruman e Janin, mentre gli elicotteri d’attacco siriani bombardavano le posizioni dell’HTS a Nasib, vicino la Giordania. L’Esercito arabo siriano liberava la società elettrica, nell’est di al-Qabun, ed eliminava due gruppi armati di Ahrar al-Sham e Hayat Tahrir al-Sham. Il SIIL attaccava con 16 attentatori suicidi le posizioni delle SDF ad al-Shadadi, al-Hariri e campo Rujm Salibi, nella provincia di al-Hasaqah, e ad al-Sifsafah, ad est di Tabaqa. Qui le SDF respingevano l’attacco eliminando un gruppo di terroristi e 1 tecnica.
Il Ministero degli Esteri siriano annunciava che Damasco sosteneva l’iniziativa russa per creazione di 4 zone di de-conflitto e l’accordo sulla cessazione delle ostilità firmato il 30 dicembre 2016. Ma Damasco sottolinea la prosecuzione dell’operazione antiterrorismo delle forze armate siriane contro SIIL e Jabhat al-Nusra e organizzazioni terroristiche affiliate. Nel frattempo era iniziato il quarto round dei colloqui internazionali sulla Siria ad Astana. Alla vigilia del forum si erano svolto colloqui tra Siria, Iran, Russia e Turchia. La delegazione russa ad Astana era guidata dal rappresentante speciale presidenziale per la crisi siriana Aleksandr Lavrentiev; la delegazione iraniana dal Viceministro degli Esteri Hossein Ansari e la delegazione turca dal Viceministro degli Esteri Sedat Onal. Per la prima volta, gli Stati Uniti erano presenti con l’assistente del segretario di Stato degli Stati Uniti per gli affari mediorientali Stuart Jones. La delegazione del governo siriano era diretta dal rappresentante permanente della Siria alle Nazioni Unite Bashar Jafari, mentre la delegazione degli islamisti dal capo del Jaysh al-Islam Muhamad al-Lush. Russia, Iran e Turchia avevano istituito una task force congiunta per controllare il cessate il fuoco in Siria.
Il 4 maggio, le truppe dell’Esercito arabo siriano liberavano al-Tadmuriyah, al-Qaliliyah e al-Mahsham, presso il Jabal al-Shumariyah, ad est di Homs, mentre l’artiglieria dell’Esercito arabo siriano bombardavano le posizioni di ISIL ad Um Sahrij, distruggendo 1 lanciarazzi dei terroristi. Inoltre, i soldati dell’EAS distruggevano 2 autobombe di Jabhat al-Nusra a Dair Falu. Le Forze Speciali russe attaccavano le difese di Jabhat al-Nusra a nord di Hama, ad al-Mahrdah, eliminando 55 terroristi. Le forze governative respingevano l’attacco dei terroristi su Abu Ubaydah, a nord di Hama, mentre la SAAF effettuava numerose sortite contro le linee dei terroristi ad al-Lataminah e Muraq, eliminando decine di islamisti. Le truppe dell’Esercito arabo siriano respingevano l’offensiva dei gruppi terroristici sud Jadrin, tra Homs e Hama, eliminando numerosi terroristi. Nel frattempo, l’artiglieria dell’EAS bombardava le posizioni di Jabhat al-Nusra a Hirbnafsa e del Jaysh al-Izah a Lahaya e al-Buayzah, eliminando decine di terroristi.

Il sostegno della RPDC ad Hezbollah

Korean Friendship Association Ireland, 16 gennaio 2017Il rapporto tra Hezbollah e Repubblica popolare democratica di Corea (DPRK) risale all’occupazione israeliana del Libano negli anni ’80. Come organizzazione antimperialista, Hezbollah è temuta dagli amici di Israele e degli Stati Uniti. Recentemente combatte a fianco dell’Esercito arabo siriano contro i terroristi che ricevono un sostegno immenso dal blocco imperialista, in particolare da USA, Regno Unito, Israele, Qatar e Arabia Saudita. Come la RPDC, Hezbollah è demonizzato dall’occidente per la sua fermezza contro l’imperialismo e per la giustizia. Hezbollah è accusata di antisemitismo per il suo antisionismo nato in relazione all’occupazione israeliana del Libano. Da notare che il Segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah dichiarò a nome dell’organizzazione che Hezbollah non cerca di costruire uno Stato islamico in Libano per via dell’ambiente multiculturale e che non è voluto dalla grande maggioranza al momento e probabilmente non lo sarà mai. Nasrallah ha anche indicato che non solo la maggioranza democratica del 51% non basta a costruire uno Stato islamico, ma è necessario il sostegno della stragrande maggioranza. I rappresentanti di Hezbollah nel parlamento libanese hanno anche affermato che “Hezbollah non è mai stato contro le religioni. Hezbollah supporta tutte le religioni, supporta il dialogo interreligioso e non ha alcun problema con alcuna religione. Hezbollah ritiene che il sionismo sia il nemico, non gli ebrei come popolo o religione“. Hezbollah ha difeso le libertà delle minoranze, sia in patria che all’estero, come in Siria. Chiamare l’Hezbollah antisemita non è altro che una vile menzogna. Secondo un’indagine condotta dal “Beirut Center for Research and Information” il 26 luglio 2006, durante la guerra del Libano, l’87% dei libanesi supportava gli “attacchi di ritorsione di Hezbollah su Israele settentrionale“; un incremento del 29% rispetto al sondaggio condotto nel febbraio dello stesso anno. Hezbollah è stato ritratto come organizzazione nazionalista sciita, tuttavia il sostegno alla resistenza di Hezbollah dalle comunità non sciite è enorme. L’80% dei cristiani intervistati sosteneva Hezbollah, insieme all’80% dei drusi e all’89% dei sunniti. Anche dai territori palestinesi occupati da Israele e dalla Giordania la grande maggioranza considera Hezbollah legittima organizzazione di resistenza. Questo potrebbe dare l’idea del perché un gruppo popolare come Hezbollah sia sempre attaccato dall’occidente.
La relazione tra Hezbollah e RPDC iniziò quando Israele invase il Libano e con l’occupazione israeliana del Libano meridionale, quando Israele istituì una “zona tampone” nell’area occupata, creando le milizie filo-israeliane costituite da segmenti della popolazione cristiana. Le milizie cristiane, tra cui il famigerato esercito del Libano del Sud, commisero pulizie etniche, soprattutto contro le minoranze drusa e palestinese. L’Esercito popolare coreano (KPA) supporta i fratelli da allora. Il Segretario generale Nasrallah visitò la RPDC per scopi formativi in quel periodo. Tra gli altri membri di Hezbollah che si addestrarono nella RPDC vi era Mustafa Badradin, a capo dello spionaggio del movimento nel 2006, quando Israele attaccò ancora una volta il Libano, ed Ibrahim Aqil, capo del servizio di sicurezza e d’intelligence di Hezbollah. Fu anche detto che circa 100 commando di Hezbollah si addestrarono presso le KPA nello stesso periodo. Fu persino affermato che gli istruttori coreani si recarono in Libano nel 2004 e aiutarono Hezbollah nella costruzione di una vasta e sofisticata rete di tunnel fortificati nella zona a sud del fiume Litani confinante con Israele. Dopo l’aggressione israeliana del 2006 al Libano, i sionisti iniziarono a temere l’addestramento dei combattenti di Hezbollah nella RPDC assieme alle Forze Speciali del KPA, nonché l’addestramento su sicurezza ed intelligence. L’addestramento post-2006 dei combattenti di Hezbollah si dimostrò molto importante per la difesa del popolo libanese. Le KPA hanno continuamente aiutato Hezbollah che oggi è uno degli attori non statali più efficienti, non solo in Medio Oriente, ma nel mondo. Gli imperialisti l’odiano.
Dal 2007, Israele si diede molto da fare per fermare lo sviluppo delle centrali nucleari in Iran e Siria e a diffondere la paura tra le rispettive popolazioni. L’ingegnere nucleare iraniano Majid Shahriari fu probabilmente assassinato da agenti del Mossad… Il 29 novembre 2010, assassini non identificati su motociclette lanciarono delle bombe uccidendo Shahriari e ferendo lo scienziato nucleare Fereydun Abbasi, professore presso l’Università Shahid Beheshti, dove anche Shahriari insegnava. Anche la moglie del Dottor Abbasi fu ferita. Gli assassini avevano attaccato le bombe sulle auto dei professori e le fecero detonare da remoto. Secondo The Guardian, Shahriari “non aveva collegamenti noti col lavoro nucleare” e secondo al-Jazeeraera un fisico quantico e per nulla una figura politica“, e “non era coinvolto nel programma nucleare iraniano“. Il solo scopo del regime sionista è diffondere il terrore e la paura. Decine di cittadini della RPDC sono stati uccisi dal regime sionista mentre lavoravano su dei siti in Siria. Ad esempio, nel marzo 2007, gli agenti del Mossad irruppero nella casa a Vienna del direttore dell’Agenzia Atomica siriana, dove trovarono le immagini di un reattore nucleare in Siria. Il 6 settembre dello stesso anno, otto aerei israeliani sganciarono 17 tonnellate di esplosivi sul sito siriano, distruggendolo. Solo alcuni Paesi sono autorizzati a possedere armi nucleari, mentre altri non sono nemmeno autorizzati ad avere l’energia nucleare. Altri cittadini della RPDC furono uccisi da Israele mentre lavoravano in Siria, come nel 1982, durante la guerra civile libanese. Il governo della RPDC inviò forze speciali in Siria per addestrare la guerriglia, e alcuni furono uccisi dall’esercito israeliano. Fu anche affermato dall’islamista “moderato” Asad al-Zubi che nel giugno 2013 la città occupata dai terroristi di Qusayr fu bombardata all’alba da un massiccio tiro di lanciarazzi, artiglieria e mortai, e circondata dalle forze armate siriane sostenute da Hezbollah. I consiglieri del KPA parteciparono alla pianificazione operativa dell’attacco a sorpresa e dell’operazione dell’artiglieria durante la battaglia per Qusayr dei combattenti alleati di Hezbollah, cambiando la dinamica della guerra in Siria. La vittoria di Qusayr rappresentò una vittoria militare e simbolica significativa per il governo siriano e una sconfitta umiliante per i terroristi. Va ricordato che durante il dominio islamista a Qusayr, sostenuto dall’occidente contro il governo legittimo della Siria, il capo militare dell'”opposizione armata”, il generale Abdasalam Harba, ordinò agli ultimi dei precedenti diecimila cristiani di lasciare Qusayr, effettuando la pulizia etnica della città. Madre Agnes Miriam de la Croix, Madre Superiore del Monastero di San Giacomo di Qara, nella Diocesi di Homs, fu intervistata dalla Radio irlandese nel giugno 2012, confermando che i terroristi filo-occidentali in Siria terrorizzavano la comunità cristiana della Siria. Alla domanda se fu l’Esercito libero siriano a dire ai cristiani di andarsene, Madre Agnes Miriam rispose “sì … era il comandante in campo Abdasalam Harba che decise che non ci sarebbero più stati negoziati con i cristiani“. Disse che i cristiani venivano perseguitati perché si rifiutavano di sostenere i ribelli e preferivano restare fuori dagli schieramenti del conflitto. Disse che i terroristi attaccavano specificamente le truppe governative nelle aree cristiane e prendevano i cristiani come scudi umani. Leggasi la storia completa.
I reazionari affermano che la RPDC è un Paese isolato e che ha perso la maggior parte degli amici dalla fine della guerra fredda, ma nulla è più lontano dalla verità. La connessione antimperialista tra RPDC ed altri Stati, e in alcuni casi attori non statali come Hezbollah, è infrangibile e cresce ogni giorno. Non è l’ultima volta che il patto USA-Israele cerca di rovinare un Paese pacifico e incoraggiare la violenza settaria nella regione. Proprio come gli imperialisti inglesi crearono la tattica dividi e conquista per governare il popolo delle sei contee occupate, così Israele l’ha fatto in Libano e gli imperialisti lo fanno ora in Siria. Oggi la religione è uno strumento degli imperialisti. Sappiamo come gli Stati Uniti utilizzano i missionari cristiani nella RPDC contrabbandando apparecchiature come radio, armi e altre cose illegali insieme alle loro bibbie Le minoranze religiose possono vivere in pace e godere delle libertà religiosa e praticare la loro religione nella RPDC, Siria, Libano e Iran. Le libertà civili sono qualcosa d’impensabile sotto l’occupazione statunitense. Hezbollah è un’organizzazione coerente e che avanza, allontanando le mani imperialiste dagli Stati indipendenti del Medio Oriente e proteggendo i diritti delle minoranze. Nel 2012 il canale televisivo libanese al-Manar trasmise uno speciale che elogiava un ragazzo di 8 anni che raccolse soldi per Hezbollah e che disse: “Quando crescerò, diverrò un guerriero della resistenza comunista con Hezbollah, combattendo Stati Uniti e Israele, li farò a pezzi e li caccerò da Libano, Golan e Palestina, che ho molto a cuore“.
L’amicizia e la solidarietà tra RPDC ed Hezbollah continueranno a crescere.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

A Dayr al-Zur lo Stato islamico si disintegra

Ziad al-Fadil Syrian Perspective 18/1/2017

hasan-muhamad-muqamatMessaggio dal Maggior-Generale Hasan Muhamad Muqamat, Comandante della 17.ma Divisione e Presidente del Comitato per la Sicurezza dell’Esercito arabo siriano nella Siria orientale:
– La situazione a Dayr al-Zur è sotto controllo e i punti presso cimitero e periferia della città sono stati rafforzati.
– La Guardia dell’aeroporto è pronta ad affrontare ogni attacco dei terroristi con il sostegno della 137.ma Brigata.
– Come abbiamo trionfato nell’aeroporto Quwayiris, trionferemo anche nell’aeroporto di Dayr al-Zur. Resisteremo fino alla vittoria.
– La vittoria è nostra. Operiamo per recuperare i punti infiltrati dai terroristi, il processo è continuo e non c’è paura a Dayr al-Zur.
Il Generale Muqamat dichiarava al corrispondente di al-Manar: “abbiamo assorbito l’attacco multiplo dello SIIL, passando dalla difesa all’attacco e recuperando i punti occupati dallo SIIL. L’aeroporto militare di Dayr al-Zur è sotto il controllo dell’Esercito arabo siriano, impegnato in scontri feroci per riprendere il controllo della centrale elettrica, dopo l’infiltrazione dello “SIIL”; le aree residenziali universitarie e la collina Baruq sono sicure e fortificate dopo le aspre battaglie per respingere l’attacco sferratovi. Le Aeronautiche siriana e russa continueranno a bombardare siti e movimenti del nemico, che ha subito pesanti perdite umane e materiali. Gli elicotteri militari continuano ad atterrare e decollare dalla città e a rifornire l’aeroporto militare… abbiamo avuto i rifornimenti e non siamo preoccupati per la situazione sul terreno a Dayr al-Zur, nonostante il grande attacco e la carenza di risorse, la vittoria è questione di pazienza e tempo”.16142919Il recente attacco su Dayr al-Zur, in particolare alla base aerea, è condotto da una forza composta quasi solo da iracheni e golfini guidati da Abu Ibrahim al-Iraqi, ex-agente delle forze speciali di Sadam Husayn, e da un saudita dal nome di battaglia Abu Shadad al-Jazraui. Questi due hanno il loro bel da fare. I difensori della Guardia Repubblicana dell’Esercito arabo siriano sono veterani in tutti i sensi della parola. Non solo la popolazione circondata nella città è totalmente devota al governo centrale, ma i leader tribali hanno anche chiarito nettamente che i combattenti dei loro ranghi scalpitano per combattere contro le forze nichiliste del wahhabismo. Per dimostrarlo, ieri e oggi, i gruppi di difesa locali hanno attaccato le basi dello SIIL ad al-Mayadin, al-Ashara e al-Bulayl, ad est di Dayr al-Zur, eliminando 9 ratti dello SIIL e bruciato ogni residuo della loro presenza nei villaggi menzionati. Secondo la mia fonte di Damasco, basandosi su testimonianze non verificate, i combattenti tribali avrebbero squartato con coltelli da caccia alcuni ratti dello SIIL catturati.
Oltre 16 autocarri-bomba furono individuati da ricognitori ed osservatori dell’EAS. Tali camion provenivano dall’area di Mosul, la notte del 13 gennaio 2017. Ogni autista dei camion aveva il compito di creare una breccia nelle difese dell’EAS per permettere ad unità specializzate dello SIIL (Inqimasiyn) di penetrare le postazioni dell’Esercito arabo siriano. Questi particolari tipi di ratti sono ex-commando delle forze speciali dell’esercito iracheno e degli Stati arabi del Golfo, intensamente addestrati e ridislocati dalle loro basi a Mosul, Raqqa e Palmyra nel tentativo di contrastare l’arretramento delle forze dello SIIL ad est e ad ovest dell’Eufrate. Il numero di morti fra i ratti è sorprendente. Ora la fine dei combattimenti è al traguardo con la piena vittoria dell’Esercito arabo siriano a portata di mano, dotato di armi e difeso da sciami di bombardieri siriani e russi.
Testimoni della corsa frenetica verso gli ospedali segnalano, in un caso, convogli di ambulanze correre ad al-Buqamal, città al confine tra Siria e Iraq. La maggior parte dei ratti va curata immediatamente, mentre la battaglia si svolge nella città. Oggi i comandanti della Guardia Repubblicana mettono insieme le forze per un contrattacco descritto come “massiccio”. Proprio oggi, lo SIIL cominciava a bruciare pneumatici nel tentativo maldestro di accecare i bombardieri siriani e russi. Evidentemente, le gomme erano per lo più pezzi di ricambio dei veicoli dello SIIL che hanno poche possibilità di salvare se bucano.
Che lo SIIL abbia occupato l’area del cimitero è esattamente una bugia. Non ha neanche ripreso la collina che getta l’ombra sull’area. Mere storie per sollevare il morale al collasso dei ratti. La Caserma della 119.ma Brigata corazzata che confina con la base aerea non è stata occupata e rimane nelle mani dell’EAS. Le uniche aree finite sotto il controllo dell’artiglieria dei ratti demoniaci sono la collina Ingegnere e la caserma Junayd, bloccando temporaneamente la strada per la base aerea. Sono stato informato che vengono prese le misure per rimuovere tale fastidio. Ad oggi, nonostante le bugie dei propagandisti inglesi, sono stati segnalati solo 20 soldati siriani caduti. Il numero di assassini dello SIIL spediti al l’inferno è oltre 1000 dal 13 gennaio, un dato che non può essere trascurato dai capi-ratti dello SIIL, e che li ha spinti ad inviare i rinforzi specializzati nell’area. Inoltre, all’attenzione dei nostri lettori va la menzogna inglese sui 10 soldati siriani giustiziati brutalmente dai selvaggi dello SIIL in modi diversi mentre correvano sui carri armati. In realtà, le persone giustiziate dallo SIIL erano informatori dell’esercito e funzionari del governo. I soldati siriani non si arrendono allo SIIL perché sanno quale sarebbe il loro destino.
SAAF e RVVS anneriscono i cieli sopra quest’area, ora: sul quartiere industriale, Tal Tamin, al-Sala, Cimitero, Tal Baruq. In questi luoghi, i ratti hanno perso 2 carri armati, un blindato e 7 tecniche. Oltre a queste aree, SAAF e RVVS attaccano Huayqa, al-Rushdiya, al-Sinah, al-Baqaliyah, al-Husayniyah e al-Junayna.
Un autista suicida su un camion-bomba carico di TNT e C-4 è stato fermato nel nord-est della base aerea. Le fonti dicono che aveva un sorriso da pazzo mentre guidava l’autoveicolo dritto nell’Ade. A Tal Baruq, l’EAS sventava l’attacco nel nord-ovest della città, eliminando 5 avvoltoi. Lo SIIL starebbe trasferendo i famigliari dalla città, in previsione di un attacco devastante da parte delle forze dell’Esercito arabo siriano. Temendo l’irruzione dei combattenti tribali Shaytat, la cui reputazione per la vendetta è ben nota, i ratti hanno deciso d’inviare la loro infelice prole nelle zone rurali, con centinaia di piccoli ratti urlanti con voce stridula, spuntando veleno sanguinoso e purulento dai finestrini del furgoni che li trasportano verso il destino incerto in cui scarafaggi e scorpioni vivono. Lo SIIL ha elencato centinaia di morti sui propri siti web. Gli unici degni di nota sono Ibrahim Shalash e Hamud al-Nasir.tulsi-gabbardUna storia in continuo sviluppo. La nostra eroina, la congressista Tulsi Gabbard (D-Hawaii), ha appena concluso un incontro a Damasco con molti funzionari. Si attende una dichiarazione al suo ritorno in Patria. Ci occuperemo di questo importante fatto.

Base Aerea di Dayr al-Zur

Base Aerea di Dayr al-Zur

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siria-Hezbollah: il radicale cambio operativo dell’Esercito Arabo Siriano

Samir Hasan, Madaniya 9 dicembre 2016
Samir Hasan, ex-capo dell’ala militare del Movimento di Unificazione, esperto militare di gruppi islamici.syria-people-and-armyUn cambiamento radicale dell’operatività
La guerra in Siria ha cambiato radicalmente le operazioni dell’Esercito arabo siriano fondendo le operazioni con Hezbollah, una milizia, portando alla decentralizzazione della catena di comando e a un’ampia autonomia delle unità operative. A causa dell’accerchiamento, talvolta prolungato, ed escluse dal centro di comando, diverse unità siriane si autogestivano senza riferire ai comandi e alcuni capi operativi in ambiente ostile erano più efficienti dei superiori. L’evoluzione qualitativa delle forze governative siriane non è il risultato di esperienze precedenti, ma la combinazione di metodi convenzionali con la guerriglia di Hezbollah. Lo sviluppo delle manovre per evitare ambienti ostili, così come la velocità di esecuzione lontano dai processi burocratici, hanno favorito l’azione delle unità sul campo, inducendo una nuova dinamica nel comando centrale. In altre parole, la base ha spinto al cambiamento operativo nella gerarchia militare

L’esercito, pietra angolare del conflitto
I Paesi occidentali e le altri componenti dell’opposizione hanno puntato sull’implosione dalle forze governative siriane, con conseguente disintegrazione del regime. Diversi Paesi arabi e occidentali hanno agito così, alternando pressione militare e offerte allettanti per incoraggiare le defezioni nell’esercito. Nonostante la defezione di singoli nell’esercito, spesso al comando, le manovre arabe e occidentali fallirono. “L’esercito libero siriano” è al massimo un’accozzaglia. Senza il molteplice supporto estero e il contributo in uomini e materiale, l’ELS non potrebbe mai condurre una sola battaglia. L’obiettivo dei Paesi occidentali e dei loro alleati arabi era scindere dal corpo le formazioni da combattimento migliori, 10000 combattenti, indebolendo l’esercito governativo, preludio alla disintegrazione della regime privandolo di un importante elemento della protezione. Le singole defezioni non influenzarono i vari corpi o la coerenza dell’esercito, non più della fedeltà al regime.

Simbiosi esercito-potere, base del regime
La questione che si pone è perché l’esercito non si è disintegrato nonostante le offerte interessanti. Come spiegarne la fedeltà al potere mentre combatte la seconda guerra interna dal 1982? (l’autore si riferisce alla rivolta di Hama nel 1982 e alla sconfitta dei Fratelli musulmani). Il colpo di Stato militare era la via naturale al potere in Siria nei trent’anni successivi all’indipendenza, nonostante la presenza di civili a capo dello Stato come il presidente Shuqri Quatly o il baathista Nuradin al-Atasi. La stabilizzazione avvenne nel 1970 con l’ascesa al potere del Presidente Hafiz al-Assad che riorganizzò completamente i militari per farne i guardiani dello Stato. Non sorprende che l’Esercito arabo siriano abbia resistito a cinque anni di guerra. Chiunque sia un poco versato sulla complessità della struttura delle forze governative siriane è consapevole che l’esercito è una struttura chiusa e strettamente legata al potere. Ciò spiega la solidità del regime verso l’aggressione. L’esperta istituzione militare sigilla la sicurezza del regime, non solo in questa guerra, ma da mezzo secolo, dall’inizio della Presidenza Assad. La simbiosi potere-militari è una singolarità del sistema politico siriano la cui tempistica non ha eguali negli altri Paesi arabi. La struttura dell’Esercito arabo siriano è una copia del sistema di Paesi socialisti come la Corea democratica, per composizione delle unità da combattimento, mobilitazione psicologica, fedeltà assoluta al comandante che lo simboleggia. L’esercito è costruito secondo una rete di suddivisioni dai compiti ben definiti e legati orizzontalmente e verticalmente al comando centrale, comprese le forze speciali.08-696x470Esercito siriano: 36mo nel mondo e quarto esercito arabo
L’Esercito arabo siriano è il 36mo nel mondo e il 4° degli eserciti arabi dopo Egitto, Algeria e Arabia Saudita, qui grazie all’arsenale non alle capacità sul campo. I grandi centri di comando sono dispiegati nella capitale Damasco, a Sayadat Zaynab e Zabadani, e ad Aleppo. L’Esercito arabo siriano comprende le forze di terra, uno dei quattro rami delle Forze Armate siriane, con 200000 soldati cui vanno aggiunti 280000 riservisti.
La divisione missilistica comprende:
Missili anticarro: AT-3 Sagger, AT-4 Spigot, AT-5 Spandrel, AT-7 Saxhorn, AT-10 Stabber, AT-14 Kornet, Milan.
Missili antiaerei: SA-7 Grail, SA-9 Gaskin, SA-13 Gopher, SA-17 Grizzly, SA-22 Greyhound
Missili superficie-superficie: 30 Scud B/C, 18 SS-21 Scarab, 18 FROG-7, M-600.
Missili da difesa costiera: 1 batteria di Bastion con missili supersonici antinave Jakhont.
Il 30 maggio 2013 l’Esercito arabo siriano riceveva i primi missili antiaerei S-300 russi. La componente aerea siriana comprende aerei da combattimento (MiG-29, MiG-25); d’attacco (Su-24, Su-22) ed elicotteri d’attacco (Mil Mi-24 e Gazelle), e quella navale le fregate Petya II, i pattugliatori lanciamissili classe Osa II, versione migliorata, e classe Komar, armati con i missili SS-N-2 Styx, e gli elicotteri antisom (Kamov Ka-25 Hormone, Kamov Ka-28 Helix-A, Mi-14PL).98439La guardia presidenziale: 4.to Corpo d’Armata, pretoriani del regime
La guardia presidenziale, direttamente dipendente dal Capo dello Stato, si basa sul 4.to Corpo d’Armata di 15000 effettivi, la guardia pretoriana del regime. Sostenuta da unità di artiglieria e corazzate, il 4° Corpo d’Armata è la più potente delle formazioni operative siriane per preparazione, attraverso l’addestramento a tutto campo (terra, anfibio, missilistico), che per efficienza sul campo. Il 4° Corpo d’Armata, così come le divisioni corazzate, è direttamente sottoposto al Capo di Stato, Comandante in Capo dell’esercito. Quindi la presidenza è presente nell’esercito e l’esercito è presente nella presidenza, senza assumere direttamente la direzione del Paese. Questa sovrapposizione è assicurata dalla formazione ideologica dei soldati e dall’adesione all’ideologia del partito Baath. Il soldato siriano è ideologicamente ostile a Israele, nazionalista arabo fedele al regime. L’esercito pubblica quotidianamente un bollettino politico che condensa i principali fatti di attualità e loro interpretazione. Il bollettino viene distribuito a tutte le unità nelle varie province del Paese.

La guerra di logoramento e strategia della resistenza
Nella nuova guerra in Siria, l’esercito ha adottato una posizione difensiva concentrandosi sulla tutela dei siti vitali, contenendo l’assalto dei gruppi armati carichi di denaro, armi e munizioni. Il regime ha optato per una guerra di logoramento e una strategia di resistenza, puntando a lungo termine a spingere l’opposizione alla disperazione e a togliergli ogni speranza di vittoria. L’esercito, come nella maggior parte dei Paesi arabi, è sempre stato un importante fattore di coesione nazionale, eliminando divisioni etniche o religiose, simboleggiando per molti aspetti la spina dorsale dei regimi nazionalisti arabi che lo utilizzano per raggiungere l’unione della popolazione attorno ai valori da essi difesi. L’Esercito arabo siriano era il motore delle guerre arabe contro gli israeliani, spesso intervenendo nei molti conflitti tra Israele e i Paesi arabi. Oggi la Siria subisce una guerra inter-religiosa tra lo Stato nazionale siriano e gruppetti di jihadisti sunniti. Il conflitto ha aumentato il peso dell’esercito nello Stato, con conseguente tutela militare di diversi enti della pubblica amministrazione (funzionari amministrativi, insegnanti, medici) ottenendo la maggior parte delle risorse dell’economia siriana. La Siria spese il 6,2% del PIL per la difesa nel 2004. Nel 2011, le spese militari erano di 2,5 miliardi di dollari. Dall’inizio della guerra in Siria, i dati sul bilancio della difesa non sono noti. Tuttavia, si può stimare che il bilancio sia aumentato per incrementare le capacità dell’esercito che subiva numerosi attacchi dai gruppi armati sunniti.e1f16af8-ffea-447b-890e-2bd5504375f4_16x9_788x442Hezbollah
Sui vari teatri operativi Hezbollah ha affinato la propria strategia optando per un “complesso metodo” nei combattimenti, combinazione di operazioni di guerriglia e di guerra, tra metodi d’attacco dell’esercito regolare con quelli della guerriglia. In Libano, nel terreno favorevole nel sud a maggioranza sciita del Libano, attuava la guerra difensiva di guerriglia contro Israele. In Siria, contro i jihadisti su terreno ostile, attua la guerra frontale in spazi aperto. Il corso della guerra in Siria ha portato Hezbollah a condurre operazioni congiunte con le forze governative siriane in battaglie con carri armati e veicoli blindati, mentre il proprio punto di forza era la fanteria, in combinazione con le unità aeree e missilistiche siriane. Ebbe il lusso, unico negli annali militari, di spezzare il saliente di Yabrud a Damasco, il 15 marzo 2014, il giorno del referendum della Crimea per l’adesione alla Russia, nel terzo anniversario della sommossa in Siria. La formazione sciita ha optato per operazioni con piccole unità mobili, la cui importanza aumenta con lo svilupparsi della battaglia, impegnando grandi formazioni con adeguate attrezzature belliche. Se nel Ghuta, periferia di Damasco, circondata dai terroristi di Ahrar al-Sham, e a Qusayr, Hezbollah incontrò serie difficoltà, con perdite pesanti, vinse sul campo comunque. Sperimentate nella guerriglia, le truppe d’élite riuscivano non solo a sovvertire il corso della guerra in Siria, ma a cambiare radicalmente le regole d’ingaggio nel confronto israelo-libanese.

Epilogo
La guerra asimmetrica ha svolto un ruolo nel destabilizzare il regime. Impegnato nella guerra convenzionale secondo schemi tradizionali, l’Esercito arabo siriano ha avuto difficoltà all’inizio delle ostilità. Hezobllah, impegnandosi a fianco dell’Esercito arabo siriano, ha cambiato il corso della guerra collegando formazioni regolari e irregolari. Hezbollah ha utilizzato il sistema delle ondate successive, avanzando sotto la protezione di un tiro pesante, indebolendo l’avversario. Attuando brillantemente le tattiche antiguerriglia, la sua efficienza ha inflitto gravi perdite al nemico. La comune esperienza di Hezbollah ed Esercito arabo siriano riattivava, attraverso la modernizzazione del concetto di “operatività complessa”, la sintesi tra guerra convenzionale e guerra di guerriglia. Questa innovazione ha aperto ampie possibilità di azione alle forze combinate Hezbollah-Siria. Hezbollah, Esercito Arabo Siriano e forze alleate hanno raccolto un’esperienza unica nelle operazioni combinate, potendo affrontare ogni forma di aggressione. In questo senso, la guerra in Siria ha cambiato radicalmente l’operatività dell’Esercito arabo siriano, con la fusione operativa con Hezbollah e conseguente decentramento della catena di comando, combinati a un’ampia autonomia delle unità.czljoghxaaa0qu8

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora