Hillary Clinton bizzarra e malata

Tyler Durden, Zerohedge 9 agosto 2016

Mentre la campagna presidenziale entra nella fase finale, domande emergono sulla salute di Hillary Clinton. Il bizzarro comportamento Hillary nella campagna elettorale (culminata nei perplessi commenti sul suo “corto circuito“) lascia molti chiedersi se sia gravemente malata. Hillary ha a più volte avuto convulsioni spesso riprese nei video, e una serie di attacchi di tosse apparentemente inspiegabili.Coughin-HillaryUn video spesso ripreso, sostiene che Hillary abbia condizioni da ricovero, emerse alcune settimane fa, e finora non si è riusciti a dare una spiegazione conclusiva se Hillary abbia problemi di salute o postumi dell’ictus subito tre anni fa.

Ricordiamo che nel gennaio 2013 la CNN riferì che l’allora segretaria di Stato Clinton fu ricoverata in un ospedale di New York per sciogliere un coagulo di sangue nel cervello. Allora i medici erano sicuri che si sarebbe pienamente ripresa. Clinton fu ricoverata al New York Presbyterian Hospital per il coagulo scoperto durante un esame relativo alla commozione cerebrale subita quel mese, secondo il suo portavoce Philippe Reines. Il coagulo si trovava tra il cervello e il cranio, dietro l’orecchio destro e non aveva comportato ictus o danni neurologici, secondo il comunicato dei medici. Risalendo al 2005, la senatrice Hillary svenne durante un discorso a Buffalo, NY, ricevendo cure mediche sul posto. “Circa cinque minuti dall’inizio del discorso, disse di avere la nausea”, riferì il presidente democratico della contea di Erie, Len Lenihan, che era alla raccolta fondi del club privato TAP delle Donne. “Clinton lasciò il podio e continuò il discorso seduta, ma alla fine lasciò la stanza dicendo che aveva bisogno di una pausa, secondo Lenihan. Tornò al podio dopo poco, ma svenne prima di riprendere il discorso. E’ chiaro che era debole, fu messa giù lentamente“, disse. La stanza fu sgombrata e Clinton immediatamente soccorsa, tra gli altri, da un medico presente alla manifestazione. E così le domande sulla salute di Hillary rimangono, soprattutto dopo la comparsa di foto che la mostrano salire delle scale con disagio.CpPE3clVYAAxGkN.jpg large

Ciò ha portato ad ulteriori speculazioni circa l’identità di un uomo, presumibilmente parte del suo servizio segreto, definito come il “controllore”, che si suppone sia il medico personale.

CpSfKySWEAIdpkZCome Mike Cernovich osserva, ecco una foto del controllore di Hillary prima di entrare nel servizio segreto. Con abbigliamento casual.CpSY4KOXYAASnasAbbiamo visto questo “dottore” durante il blocco di Hillary. Come le foto successive mostrano, il controllore sembra sempre pronto a rassicurare Hillary, spostando gli agenti segreti di servizio davanti e sollecitandola a “continuare a parlare“. Secondo Cernovich “non è un comune agente del servizio segreto”. Ulteriore mistero, Cernovich osserva anche, secondo una fonte non confermata, che il cosiddetto “controllore” sembra portare una penna di Diazepam.hillary-handler-seizure-drug-575x408Il dispositivo in questione è una penna di auto-iniezione Diazepam utilizzata per acute e ripetute ricadute. Diazepm è uno dei farmaci prescritti per i pazienti che soffrono di crisi ricorrenti.hillary-handler-diazepam-575x816Tali dettagli emergono il giorno dopo che l’American Psychiatric Association ha detto ai suoi membri di non definire i candidati presidenziali malati di mente, immaginando le ultime accuse a Donald Trump. Come nota The Hill dopo una brutta settimana per Donald Trump, in cui ha insultato una famiglia della Gold Star e s’è rifiutato di appoggiare lo speaker Paul Ryan, prima di andare avanti, molti iniziavano a chiedersi se Trump abbia un disturbo di personalità“. “Ce lo chiediamo, non lo dico io, ma tutti se lo chiedono: Donald Trump è uno sociopatico?” aveva detto ad MSNBC Joe Scarborough. Un democratico della California lanciava una petizione su change.org per chiedere a Trump di sottoporsi a una valutazione della salute mentale, suggerendo che possa avere un disturbo della personalità narcisistica. Più di 25000 firme sono state raccolte. Mentre gran parte di ciò sarebbe umorismo, allo scopo di focalizzare l’attenzione sulle dichiarazioni roboanti di Trump, è forse il momento di dare uno sguardo serio alla storia sanitaria di Hillary Clinton, soprattutto perché nella maggior parte dei sondaggi sembra poter battere Trump, e molto probabilmente essere il prossimo presidente degli Stati Uniti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Pentagono e CIA, i pretoriani di Clinton

Finian Cunningham  Strategic Culture Foundation 08/08/2016

Michael J. Morell

Michael J. Morell

L’ex-direttore della CIA Michael J. Morell è l’ultimo della falange di capi militari e d’intelligence degli Stati Uniti che gettando ogni pretesa di neutralità politica appoggiando con tutte le forze la candidata democratica alla presidenza Hillary Clinton. In un articolo sul New York Times Morell ha crudamente sostenuto Clinton come la più “altamente qualificata comandante in capo… nel mantenere la nostra nazione al sicuro”. L’editoriale dell’ex-capo della CIA era anche un’aggressione spuntata al rivale presidenziale repubblicano Donald J Trump. Morell ha detto che il miliardario politico di New York “non solo non è qualificato alla carica, ma costituirebbe anche una minaccia alla nostra sicurezza nazionale”. Il vecchio tema della paura per la “sicurezza nazionale” è stato riabilitato come criterio per l’elezione di Clinton, che è anche una connotazione inquietante del regime totalitario sempre più militarizzato che gli Stati Uniti diventano. Mentre ricopre Clinton di lodi incandescenti, l’ex-capo delle spie della CIA affligge Trump con una litania di difetti, tra cui “auto-esaltazione, reazione eccessiva a presunte offese, tendenza a prendere decisioni basate sull’intuizione, rifiuto di cambiare le opinioni sulla base di nuove informazioni, disattenzione continua ai fatti, mancanza di volontà di ascoltare gli altri e mancanza di rispetto per lo Stato di diritto”. Il “colpo di grazia” di Morell a Trump è che sia un “pericolo la sicurezza nazionale” per la presunta indifferenza verso l’alleanza militare guidata dagli Stati Uniti, la NATO, e la sicurezza europea e la riluttanza ad affrontare la Russia. Dopo aver accusato Trump di essere “distratto sui fatti”, Morell fa tale spericolata affermazione sensazionalista: “Nell’intelligence diremmo che Putin ha reclutato Trump come agente inconsapevole della Federazione russa”. È un’interferenza incredibile nella sfera nominalmente civile della politica degli Stati Uniti da parte di elementi militari e paramilitari mai eletti, dove un candidato alla presidenza viene accusato di essere un burattino degli stranieri. È un ritorno alla caccia alle streghe di McCarthy e alle “attività antiamericane” della guerra fredda. Tale intervento pubblico di un capo della CIA nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti è un affronto straordinariamente sfacciato alle norme costituzionali. Tradizionalmente, i militari e l’intelligence statunitensi erano sempre stati attenti ad assumere una posizione neutra nella politica a Washington, almeno in pubblico. Nelle elezioni del 2016, tuttavia, i confini tra politica e potere militare chiaramente scompaiono. I militari e la cabala dello Stato profondo, in effetti, agiscono preordinando il prossimo occupante della Casa Bianca. Tale situazione differisce quasi di nulla dal colpo di Stato militare che nomina una giunta amministrativa civile.
Hillary Clinton Alla Convenzione nazionale democratica di Philadelphia, l’approvazione di Hillary Clinton del vertice militare era evidente. Una delle principali cheerleaders del Pentagono era il generale dei Marine John Allen, che fece un discorso agghiacciante e farneticante dichiarando come “i nostri nemici avranno paura” degli USA guidati da Clinton. Tale spinta politica dell’esercito statunitense ha anche creato disagio tra certi ambienti del Pentagono. Solo pochi giorni dopo il raduno militarista della DNC, il Generale Martin Dempsey, ex-Presidente degli Stati Maggiori Riuniti, ha fatto il passo senza precedenti di pubblicare un ammonimento nell’articolo: “Tenete la vostre idee politiche per voi, miei amici generali e ammiragli”. Dempsey non ha menzionato il generale Allen o altri per nome, ma era chiaro che si riferisse a chi mostra un sostegno sciovinista a Clinton. Ed era anche chiaro che Dempsey vede l’abbraccio politico aperto del Pentagono come preoccupante segno dell’indebolimento della democrazia negli Stati Uniti, temendo “l’erosione delle relazioni civili-militari”. Cosa porta ad Hillary Clinton tale sostegno? L’ex-capo della CIA Morell ne elencava gli “attributi” come “la convinzione che l’America sia una nazione eccezionale che deve guidare il mondo per rendere il Paese sicuro e prospero; la comprensione che la diplomazia può essere efficace solo se il Paese è visto disposto e capace di usare la forza se necessario; e, più importante, la capacità di prendere le decisioni più difficili, anche mettendo giovani donne e uomini americani in pericolo”. In altre parole, ciò che è più apprezzato in Clinton sono volontà e disponibilità a trascinare gli USA in sempre più guerre. Nonostante l’eredità terribile di cui è già responsabile come segretaria di Stato dell’amministrazione Obama (2009-2013), quando perseguì le guerre in Afghanistan, Iraq, Libia e, di nascosto, Siria e Ucraina. Eppure l’ex-capo della CIA Morell, che ha operato con Clinton in tali guerre disastrose, ha la faccia tosta di censurare Trump per “mancanza di rispetto dello Stato di diritto”. Al contrario, Trump, pur con tutti i difetti e punti di vista distorti su immigrazione e razza, non ha sposato un tale zelo guerrafondaio. In effetti, il candidato repubblicano ha chiesto la normalizzazione delle relazioni con la Russia, in particolare, e ha comunicato che ordinerebbe il ritiro delle forze statunitensi da Asia, Europa e in altre regioni, per “ricostruire l’America prima”. Le sue idee su non avviare un’ipotetica guerra per difendere le nazioni baltiche della NATO da un’inverosimile invasione russa, sono viste da molti statunitensi comuni come buon senso. Nell’intreccio Pentagono-CIA, tuttavia, le opinioni di Trump sono un anatema. Ciò che ha spinto a scegliere Clinton come candidata del complesso militare-industriale degli Stati Uniti è che aumenterà i profitti delle imprese e il budget annuale da 600 miliardi di dollari per alimentare il leviatano di Pentagono e CIA. Fondamentale perciò è rafforzare la politica estera bellicosa nei confronti del mondo in generale e della Russia in particolare. O, come dice Morell, la “convinzione di Clinton che l’America sia una nazione eccezionale che deve guidare il mondo per rendere il Paese sicuro e prospero”. E’ tale ideologia eccezionale e suprematista di Washington che ha portato il mondo ad un precipizio così pericoloso.
Hillary Clinton, paradossalmente, molto più del cane sciolto Donald Trump, si dimostra essere l’esempio di ciò che può chiamarsi ideologia neo-fascista sempre più presente a Washington. I pretoriani di Pentagono e CIA che si radunano attorno Clinton non solo anticipano lo stato totalitario militarizzato amministrato da Washington, sono anche il segnale che gli Stati Uniti avanzano apertamente verso una politica d’imperturbabile e sfrenata guerra permanente contro qualsiasi Paese prendano di mira.

John Allen

John Allen

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Provvidenziali morti presidenziali: 5 morti in 4 settimane salvano Hillary Clinton

Algarath 8 agosto 2016 13886239Quando ci si candida alle presidenziali negli Stati Uniti suscitando rumore, si ha la fortuna del buon spirito che opera eliminando in un modo o nell’altro fastidiosi ostacoli. Così cinque persone, tra cui un testimone giurato su rivelazioni ai media che avrebbero posto fine alla candidatura di Hillary Clinton, spedendola a marcire dietro le sbarre, sono misteriosamente morti in condizioni più che sospette. Uno suicida, per altri la giustizia si fa delle domande. Il caso favorisce tale candidata. Sarà eletta impestando le nostre vita anche con funghi atomici ovunque, fino a casa nostra. Come Pollicino semina briciole, Hillary Clinton semina morte sulla via al potere. Ognuno ha il suo stile. Queste le persone morte per la grande causa, nelle ultime 4 settimane:
Shawn Lucas, sostenitore di Sanders che permise di scoprire il traffico sul 50% dei voti per Sanders presso la DNC, morto il 2 agosto 2016. Il traffico fu svelato facendo infuriare milioni di elettori democratici che avevano votato per Sanders al DNC e che hanno promesso di non votare Clinton alle presidenziali. E’ la minaccia numero 1 che potrebbe far perdere la megera.
Victor Thorn, autore che scrisse sulla nostra cose non belle, suicida ad agosto, colpa della prosa.
Seth Conrad Rich, 27enne militante del partito democratico , morto mentre si recava negli uffici dell’FBI per fare delle rivelazioni. L’inchiesta s’è conclusa con l’omicidio, l’8 luglio 2016. Di che s’immischiava questo?
John Ashe, funzionario delle Nazioni Unite che doveva testimoniare presso l’FBI contro Hillary Clinton e il suo partito. Non oppose resistenza allo strangolamento per mezzo del bilanciere del sollevamento pesi. Come quasi successe a James Bond in uno dei suoi film. John Ashe è morto il 22 giugno 2016. Essendo questo uno sport pericoloso, dobbiamo praticarlo il meno possibile.
Mike Flynn (redattore sul governo profondo per il Breitbart News). L’ultimo articolo di Mike Flynn fu pubblicato il giorno della morte, era intitolato “Il denaro dei Clinton: Bill e Hillary crearono la loro Fondazione cinese solo per sé, nel 2014“. Resta inteso che meritava tale fine, il malvagio. Accusare Clinton di appropriazione indebita, pensate! Morto il 23 giugno 2016.

Completerà l'opera

Completerà l’opera

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La NSA ha tutte le email “cancellate” di Clinton

Un ex-agente della NSA dice che la DNC non è stata piratata dalla Russia, ma dai servizi segreti degli Stati Uniti
Alex Christoforou, The Duran 1/8/2016

Quante volte ti ho detto che ci serve un armadio più grande!?

Per l’ultima volta, ci serve un armadio più grande!

Sul programma radio di Aaron Klein, “Aaron Klein Investigative Radio“, l’informatore del governo USA William Binney ha affrontato il caso delle email piratate affermando che il server del Comitato Nazionale Democratico non è stato violato dalla Russia, ma da un agente scontento dell’intelligence degli Stati Uniti. La motivazione… la preoccupazione per il disprezzo di Hillary Clinton verso i segreti della sicurezza nazionale quando usò le email personali e per aver sempre mentito su ciò. Binney ha appena iniziato a fare rivelazioni e siamo sicuri che alcun sito dei media principali avrà il coraggio di riferirne. “Putin l’ha fatto” è la favola a cui le pecore devono credere facilmente. Binney ha anche detto che la NSA ha tutte le email cancellate di Clinton, e l’FBI potrebbe ottenerle, se volesse. Non c’è bisogno che Trump lo chieda ai russi, può semplicemente rivolgersi ai più vicini FBI e NSA.
Breitbart continua
Binney si riferisce a una testimonianza alla Commissione Giustizia del Senato del marzo 2011 dell’allora direttore dell’FBI Robert S. Mueller, in cui parlò della capacità dell’FBI di accedere alle varie banche dati segrete “per rintracciare i terroristi noti e sospetti”. Dice Binney: “Ora quello di cui (Mueller) parlava del database nel NSA, come mostrato chiaramente dal materiale diffuso da (Edward) Snowden, indica l’accesso diretto al database della NSA di FBI e CIA, e senza alcuna supervisione. Quindi, ciò significa che NSA e numerose agenzie del governo degli Stati Uniti hanno anch’esse queste e-mail”. “Se l’FBI davvero le volesse andrebbe in tale banca dati e le avrebbe subito“, dichiarava sulle e-mail di Clinton e della DNC. All’improvvisa domanda se credeva che la NSA abbia le copie di “tutte” le e-mail di Clinton, tra cui la corrispondenza eliminata, Binney ha risposto in senso affermativo. “Sì” ha risposto. “Questo sarebbe il mio punto. Le hanno tutte e l’FBI può averle proprio da lì“. Binney ipotizzava che il pirataggio della DNC sarebbe stato coordinato da qualcuno della comunità d’intelligence statunitense arrabbiato per la compromissione della Clinton dei dati della sicurezza nazionale con l’uso personale delle e-mail. Altro punto è che Hillary, secondo un articolo dell’Observer di marzo, ha un problema con la NSA perché ne ha compromesso il materiale Gamma, il materiale più sensibile della SNC. E così numerosi funzionari della NSA si lamentano con la stampa o con coloro che hanno scritto articoli che l’accusano. Prese il materiale per i messaggi di posta elettronica direttamente dai rapporti Gamma. Ciò compromette direttamente il materiale più sensibile del SNC. Quindi è un vero problema, vi sono molte persone afflitte da ciò che ha fatto in passato. Quindi non necessariamente vanno visti i russi quali i soli ad aver ottenuto tali e-mail.
L’Observer così ha definito la classificazione Gamma: “il compartimento Gamma è un utile trucco della NSA usato verso le informazioni estremamente sensibili (ad esempio, conversazioni decifrate tra governi esteri, come in questo caso)”. Zerohedge ha alcuni retroscena su Binney, il più serio analista della sicurezza che si possa incontrare. “Più di un anno prima che Edward Snowden scioccasse il mondo nell’estate 2013 con rivelazioni che hanno cambiato la politica estera e nazionale degli Stati Uniti, soprattutto illuminando ciò che la NSA fa veramente ogni giorno, un ex-membro dello staff della NSA, e ormai noto informatore, William Binney, diede dei dettagli alla rivista Wired su tutto ciò che Snowden avrebbe comprovato l’estate successiva. Lo notammo in un post del 2012 dal titolo “Siamo vicini allo Stato totalitario chiavi in mano – il Grande Fratello entra nel vivo nel settembre 2013“. Non sorprende che Binney ebbe scarsa attenzione nel 2012, i suoi suggerimenti furono visti assurdi e ridicolmente cospiratori. Solo dopo fu evidente che aveva ragione. Ancora più importante, dopo le rivelazioni di Snowden, ciò che dice Binney diventa vangelo. Binney fu un architetto del programma di sorveglianza della NSA. E’ un noto informatore da quando si dimise il 31 ottobre 2001 dopo aver trascorso più di 30 anni nell’agenzia. Indica la testimonianza alla Commissione Giustizia del Senato del marzo 2011 dell’allora direttore dell’FBI Robert S. Mueller, in cui parlò della capacità dell’FBI di accedere alle varie banche dati segrete “per rintracciare i terroristi noti e sospetti”.13661884Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le accuse alla Russia servono ad occultare i brogli elettorali negli USA?

Moon of Alabama, 28 luglio 2016Hillary-Email-dump-600-LILa campagna di Clinton e certi pseudo-esperti affermano che la Russia è colpevole di aver piratato il Comitato Nazionale Democratico e svelato le email della DNC tramite Wikileaks. Vi sono zero prove concrete su ciò. La campagna di Clinton sostiene anche che Trump ha chiesto alla Russia di rubare le email di Clinton. Neanche questo è vero. Ma due esperti “liberali” presi sul serio sulla sicurezza dei computer, ora si basano su tali falsità per dire che la Russia potrebbe manipolare le macchine per il voto nelle elezioni del 9 novembre, presumibilmente per cambiare il conteggio dei voti a favore di Trump. Un pezzo di Bruce Schneier su Washington Post l’evidenza: “A novembre, gli hacker russi potrebbero colpire le macchine per il voto”. Il titolo dice tutto. Qualsiasi hacker potrebbe manipolare facilmente le macchine per il voto, se fossero collegate ad Internet. Gli amministratori locali di tali macchine possono manipolarle in qualsiasi momento. Schneier è, atipicamente, in preda al bellicismo. “Se la comunità d’intelligence infatti accerta che la Russia è colpevole, il nostro governo deve decidere la risposta. È difficile perché gli attacchi sono politicamente di parte, ma è essenziale. Se i governi stranieri apprendono di poter influenzare le nostre elezioni impunemente, si aprirà la porta a manipolazioni future, furti di documenti e saccheggi come quello che vediamo e manipolazioni più sottili di quanto non vediamo”. Gli Stati Uniti manipolano le elezioni all’estero da sempre, secondo l’avvocato dell’amministrazione Bush Jack Goldsmith. Non ci si sente bene ad essere improvvisamente il bersaglio di una manipolazione invece di perpetrarla, ma i tentativi di manipolare le elezioni sono normali in tutto il mondo e mai motivo per iniziare una guerra o altre “risposte”.
Schneier: “dobbiamo garantire i nostri sistemi elettorali prima dell’autunno. Se il governo di Putin ha già utilizzato un attacco informatico per tentare di aiutare Trump a vincere, non c’è ragione di credere che non lo faccia ancora, soprattutto ora che Trump chiede un loro “aiuto””. Che scherzo. Trump non ha chiesto l'”aiuto” russo per manipolare i computer del voto. Trump, inoltre, non ha chiesto alla Russia di “piratare” l’e-mail sever di Clinton. Tale server non esiste più. Se l’e-mail-server di Clinton era sicuro, come afferma lei, e se le e-mail in questione sono state cancellate, come afferma sempre lei, come la Russia le avrebbe “piratate”? Trump ha presentato una richiesta del FOIA per le e-mail che, secondo Hillary Clinton, sono state eliminate. Di cosa ha paura? Trump ha chiesto alla Russia di dare le e-mail cancellate di Clinton all’FBI, dovrebbe farne una copia. La richiesta di libertà d’informazione di solito va a una parte del governo degli Stati Uniti. Ma l’amministrazione Obama dice che non le ha. Trump poi ha fatto una battuta chiedendole direttamente alla Russia, facendo infuriare d'”indignazione” i media, cosa che voleva per rovinare l’effetto PR della Convenzione Democratica. Questo era probabilmente la vera intenzione della sua bravata, dimostrandosi ancora un genio del marketing. Ma torniamo a Schneier, il cui pezzo va unito al ballonzolante Cory Doctorow. Doctorow è come Schneier una persona famosa nel mondo dei computer, e citando il pezzo du Schneier aggiunge: “Le macchine per il voto sono così notoriamente scadenti da essere un obiettivo molto allettante per la Russia o altri Stati che vogliono influenzare il risultato del 2016 (o semplicemente destabilizzare gli Stati Uniti mettendo in discussione il risultato in una elezione)”. La frase di Doctorow trascura, come Schneier, il fatto che i soggetti con più evidenti interesse e capacità di manipolare le macchine del voto negli USA non sono Paesi stranieri. I candidati presidenziali e loro partiti sono molto più interessati. I candidati e denaro ed interessi che gli stanno dietro, hanno motivazioni più forti e potenti nel cambiare i risultati delle votazioni.
Perché c’è il tentativo orchestrato di accusare preventivamente la Russia di manipolare il voto degli Stati Uniti? E senza alcuna prova che la Russia abbia mai tentato di farlo? Ci sono già piani per tali manipolazioni che abbisognano di un colpevole estero plausibile per occultarli? O c’è una rivoluzione colorata in preparazione per screditare il vincitore delle elezioni? Cory Doctorow vede anche la destabilizzazione quale possibile movente ed esito delle manipolazioni del voto. Già a marzo, John Robb avvertiva su uno scenario del genere per autunno, in cui i risultati delle elezioni sarebbero seriamente messi in dubbio e un conflitto su essi tramutarsi in una guerra civile. Non prevedo tale scenario (per ora). Ma se ampie manipolazioni del voto avvenissero, e fossero attribuite alla Russia, sarebbe possibile più di una guerra civile.Hillary Clinton Freaked OutTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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