Il veleno ‘Novichok’ esiste? Le dichiarazioni fallaci di May

Moon of Alabama 14 marzo 2018Il governo inglese sostiene che il veleno “Novichok“, sviluppati 30 anni fa in Unione Sovietica, ha colpito un agente doppio inglese. Ma tale sostanza forse non esiste affatto. Il governo inglese affermava inoltre che il governo russo è responsabile dell’incidente e annunciava sanzioni contro il Paese. Un episodio analogo accadde nel 2001 negli Stati Uniti. Buste con spore di antrace inviate a vari politici. Alcune persone morirono. La Casa Bianca disse all’FBI di incolparne al-Qaida ma l’antrace si rivelò essere prodotto da un laboratorio di armi chimico-biologiche statunitense. Il caso è ancora irrisolto. Vil Mirzajanov, l'”informatore” che “rivelò” il programma “Novichok” e i suoi veleni, pubblicò le formule chimiche che dovrebbero consentire a qualsiasi laboratorio decente di riprodurle. Ma né l’esistenza del programma né delle presunte sostanze fu mai accettata dalla comunità scientifica. Il governo russo dice di non sapere del programma e dei presunti veleni. Il dramma fabbricato sul presunto avvelenamento dell’agente doppio inglese Skripal e sua figlia è quindi divenuto surreale. Il governo inglese finora non ha fornito prove che gli Skripal siano stati avvelenati da qualcuno. Non è stato pubblicato alcun bollettino medico dettagliato. Le accuse inglesi alla Russia fanno supporre che un tentato suicidio sia escluso. Perché? Non c’è una valutazione indipendente del presunto avvelenamento. Il governo inglese sostiene che il suo laboratorio di armi chimiche di Porton Down, a poche miglia dal luogo dell’incidente, ha identificato il veleno come uno dei prodotti chimici “Novichok“. Ma nel 2016 un chimico di spicco di Porton Down dubitava dell’esistenza di tali sostanze. (Paul McKeigue, professore di genetica statistica ed epidemiologia genetica all’Università di Edimburgo, Piers Robinson, professore di politica, società e giornalismo politico alla Sheffield University e l’ex-ambasciatore inglese Craig Murray lo sottolineano): “Recentemente, nel 2016, il dott. Robin Black, capo del laboratorio di rilevamento presso l’unico stabilimento di armi chimiche del Regno Unito a Porton Down, ex-collega del dott. David Kelly, scrisse su una prestigiosa rivista scientifica che le prove dell’esistenza di Novichok erano scarse e la sua composizione sconosciuta. Negli ultimi anni c’è stata molta speculazione sul fatto che una quarta generazione di agenti nervini, “Novichok” (nuovo arrivato), fosse stata sviluppata in Russia dagli anni ’70 col programma “Foliant” per trovare agenti che compromettano le contromisure difensive. Le informazioni su questi composti sono di scarso dominio pubblico, per lo più provenienti da un chimico militare russo dissidente, Vil Mirzajanov. Alcuna conferma indipendente delle strutture o proprietà di tali composti è stata pubblicata”. Robin Black. (2016) Sviluppo, uso storico e proprietà degli agenti da guerra chimica, Royal Society of Chemistry.
Il comitato consultivo scientifico dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) non ha riconosciuto Novichok come arma chimica perché ha trovato scarse prove che esista. Stati Uniti e Regno Unito fanno parte dell’organizzazione e concordano con questa valutazione: “Il SAB ha sottolineato che la definizione di sostanze chimiche tossiche nella Convenzione coprirebbe tutte le potenziali sostanze chimiche candidate all’uso come armi chimiche. Sulle nuove sostanze chimiche tossiche non elencate nell’allegato sulle sostanze chimiche che possono rappresentare un rischio per la convenzione, la SAB indica “Novichok”. Il nome “Novichok” è usato su una pubblicazione di un ex-scienziato sovietico che avrebbe indagato sulla nuova classe di agenti nervini adatti all’uso come armi chimiche binarie. Il SAB afferma di non disporre di informazioni sufficienti per commentare l’esistenza o le proprietà di “Novichok”.”(OPCW, 2013)
L’ex-scienziato sovietico, Vil Mirzajanov, che “spifferò” e scrisse del “Novichok“, ora vive in una casa da un milione di dollari negli Stati Uniti. L’AFP l’aveva intervistato sull’incidente: “Mirzajanov, parlando nella sua casa di Princeton, nel New Jersey, ha detto di essere convinto che la Russia l’abbia compiuto per intimidire gli oppositori del Presidente Vladimir Putin. “Solo i russi” svilupparono questa classe di agenti nervini, dice il chimico. “L’hanno tenuto e lo tengono ancora segreto”. L’unica altra possibilità, dice, sarebbe che qualcuno abbia usato le formule del suo libro per fabbricare un’arma del genere”. “E’ stata la Russia“, dice Mirzajanov, “O QUALCUNO CHE HA LETTO IL MIO LIBRO”. Il libro fu pubblicato nel 2008 ed è disponibile in versione cartacea, tascabile o a 8,16 dollari in formato elettronico. Include numerose formule che, secondo Mirzajanov, potrebbero essere utilizzate per produrre gli agenti chimici. Ma né Porton Down né l’OPCW sembrano convinti che sia possibile. Riterrebbero che Mirzajanov sia solo presuntuoso. Un lettore del libro di Mirzajanov osservava: “Ho bisogno dell’editore per cacciargli in gola l’epica cosa del “Sono un terrificante eroico martire” e attaccarmi alla scienza”. Un altro recensore scrisse: “Segreti di Stato è di gran lunga il romanzo più noioso sulle armi chimiche scritto da uno scienziato depresso e scontento dalla Russia che abbia mai letto! Se volete sapere delle delusioni sulla grandiosità di sé lamentandosi di ogni persona con cui si abbia mai lavorato, questo è il libro che fa per voi, altrimenti non sprecate i vostri momenti di pace. Sul serio! Non c’è nulla, tranne Vil che per 30 anni fa qualcosa su cose che uccidono, arrivando a una (sorta di) coscienza, disertando e continuando a lamentarsi di… tutto”. Vil Mirzajanov ha promosso il suo libro in un video del 2009. Poco dopo averlo pubblicato, spiegò perché v’incluse delle formule: “Mentre stavo scrivendo il mio libro “Segreti di Stato: cronaca di un insider del programma russo sulle armi chimiche”, alcuni a Washington mi consigliarono di non includervi le formule degli agenti chimici della serie Novichok… chiesi perché sarebbe una cattiva idea pubblicarle, poiché sarebbe per la sicurezza di tutti. Quindi i governi avrebbero lavorato includendo quegli agenti chimici e precursori nella lista dei controlli. Risposero: “I terroristi potrebbero usarli per le i loro crimini”. Tale ragionamento viene usato continuamente per spaventare la gente e impedire qualsiasi discussione. Grazie a ciò siamo già abituati ad ignorare molti problemi reali”. Mirzajanov osserva inoltre che negli esperimenti in laboratori ben attrezzati potrebbero usare le sue formule. Gli attori statali hanno laboratori del genere, come l’inglese Porton Down, ma i terroristi non hanno tali capacità. Mirzajanov esortava ad includere le sostanze descritte nella lista OPCW del materiale controllato. Ma l’OPCW, come già visto, l’ha respinto. Né il suo comitato scientifico né il capo del laboratorio di rilevamento di Porton Down erano convinti che tali sostanze o il programma sovietico descritto da Mirzajanov esistano. Il laboratorio di armi chimiche sovietico in cui Mirzajanov avrebbe lavorato era in Uzbekistan, non in Russia, come sostiene falsamente Theresa May. Il laboratorio fu smantellato con l’aiuto degli Stati Uniti. Theresa May afferma che gli Skripal sono stati avvelenati con agenti “Novichok“, ma ciò è assai discutibile. La sua affermazione che solo la Russia ne sia responsabile è ovviamente spazzatura.
L’esistenza delle sostanze descritte da Vil Mirzajanov è in serio dubbio. Ma se ha ragione, qualsiasi Stato o azienda con un laboratorio decente e personale competente può produrle dalle formule e descrizioni date dal suo libro. Questo è almeno ciò che dice Mirzajanov stesso. Ma ciò che è più inquietante nel caso non sono le false affermazioni di Theresa May. È in profonda difficoltà politica per i negoziati sulla Brexit e altre questioni e ha bisogno di ogni diversione politica possa ottenere. Accusare la Russia per “qualcosa” è di moda e potrebbe aiutarla per un po’. No, il problema più preoccupante è il comportamento dei media che non riescono a far notare che le affermazioni di May sono insulse e che non ci sono prove a sostegno. L’unico giornale scettico è l’Irish Times, che ritiene improbabile che il governo russo sia dietro l’avvelenamento. May aveva chiesto e ottenuto un vertice della NATO sul caso. Ma la dichiarazione rilasciata dalla NATO era estremamente vaga, offrendo supporto solo nelle indagini e chiedendo alla Russia di rispondere alle domande inglesi. Né ha sostenuto le affermazioni di May, né preso misure contro la Russia. Un portavoce francese dichiarava: “Non facciamo fantasy” e abbiamo “chiesto conclusioni definitive” sul caso prima di decidere. Alcun sostegno è stato dato a May dall’amministrazione Trump (Aggiornamento: l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso l’ONU Nick Haley è andata in aiuto di May). La storia che May racconta ha troppi buchi per essere sostenibile. Il coinvolgimento dell’agente doppio inglese Skripal nel falso dossier di Steele su Trump è probabilmente la vera causa del caso. Non c’è alcun supporto internazionale a May. Il leader dell’opposizione Corbyn aveva ragione quando chiese di produrre le prove delle sue affermazioni. Qualche altra spinta e il suo castello di carte cadrà sicuramente.

Vil Mirzajanov

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Crisi Skripal: Theresa May spara a salve

Le misure annunciate oggi rimbalzeranno sulla Russia colpendo il Regno Unito
Alexander Mercouris, The Duran 14 marzo 2018Dopo giorni di isteria e speculazioni, e dopo dichiarazioni su azioni severe contro la Russia a livelli stratosferici, Theresa May ha prodotto un pacchetto di “sanzioni” che non fanno altro che esporre la debolezza del Regno Unito. Così la BBC le descrive:
Espulsione di 23 diplomatici, hanno una settimana per andarsene
Aumento dei controlli su voli privati, doganali e merci
Congelamento di beni statali russi laddove vi siano prove che siano utilizzati per minacciare cittadini o residenti del Regno Unito
Ministri e famiglia reale boicotteranno la Coppa del Mondo a in Russia quest’anno
Sospensione di tutti i contatti bilaterali pianificati tra Regno Unito e Russia
Alcuna di tali sanzioni include i presunti passi draconiani di cui si è parlato negli ultimi giorni. Theresa May, ad esempio, sembra escludere bando dei visti generale e sequestro dei beni immobili di ricchi russi che vivono a Londra. È chiaro che l’idea del boicottaggio della squadra inglese alla Coppa del mondo in Russia e la completa rottura delle relazioni diplomatiche con la Russia sono state abbandonate, se mai prese in considerazione. I media confermano anche che l’idea di lanciare un attacco informatico contro la Russia è stata esclusa, dato che gli inglesi sanno perfettamente che la Russia ha incommensurabilmente maggiori risorse informatiche per una rappresaglia della Gran Bretagna.
Sull’opportunità o meno che Ofcom privi RT della licenza di trasmissione, la minaccia di Marija Zakharova di espellere tutti i media inglesi dalla Russia ha avuto un effetto paralizzante, coi media inglesi che apertamente fanno pressione sul governo inglesi per impedirlo. A titolo di esempio, The Times of London, il giornale che guida l’offensiva dei media inglesi contro la RT, ora dice, nascosto in fondo ad un editoriale contorto dal titolo vago e insulso di ‘An Unstable World’, “Il Cremlino ha minacciato di espellere i giornalisti inglesi da Mosca nel caso in cui Londra chiudesse il canale di propaganda russo RT. Sarebbe mal consigliabile. Nel Regno Unito conta null’altro che la libertà di parola. La signora May dovrebbe attenersi alle prove sul caso Skripal, identificando i colpevoli e usando la massima forza internazionale per punirli personalmente”. È interessante vedere come i media inglesi scoprano improvvisamente che la libertà di parola si applichi anche ai media russi quando i loro interessi sono minacciati. È ancora possibile che Ofcom possa attuare le sue minacce contro RT, ma ora sembra piuttosto meno probabile.
Sulle misure che Theresa May annunciava oggi, non influenzeranno minimamente la Russia, essendo in realtà controproducenti. I russi sicuramente risponderanno all’espulsione dei diplomatici russi da Londra espellendo un numero comparabile di diplomatici inglesi da Mosca. Poiché la Russia è di gran lunga il Paese più potente, gli inglesi devono mantenere una forte presenza diplomatica a Mosca per avere rilevanza. Invece, la Russia, in quanto Grande Potenza, non ha bisogno di avere una forte presenza diplomatica in Gran Bretagna, oggi Paese di secondo o terzo rango. Le reciproche espulsioni non influiranno minimamente sulla posizione della Russia a Grande Potenza. Tuttavia emargineranno ulteriormente gli inglesi nella diplomazia internazionale. Lo stesso vale per la decisione inglese di rompere i contatti bilaterali con la Russia. A parte i recenti disordini di Boris Johnson a Mosca, ci sono infatti alcuni contatti bilaterali tra i governi russo e inglese da anni, anche se è ancora il Regno Unito il Paese più debole che ha bisogno di questi contatti per avere rilevanza, non la Russia. Se accadrà, mi aspetto che i russi salutino la notizia che saranno risparmiati da ulteriori incontri con Boris Johnson con un sospiro di sollievo.
Su Boris Johnson, come pensa di risaltare da figura importante nella diplomazia internazionale quando gli viene impedito di visitare Mosca, la capitale di una delle grandi potenze mondiali, dal suo stesso governo, mi sfugge completamente. La realtà è che nessuno lo prende sul serio. Ovviamente le reciproche espulsioni dei diplomatici renderanno più difficile per gli inglesi mantenere la loro intelligence a Mosca. Dato che appare piuttosto estesa ed implicare molto più la “promozione della democrazia” (ad esempio, l’ingerenza nella politica interna russa) di quanto non facciano i russi nel Regno Unito, i russi probabilmente ne saranno sicuramente compiaciuti. Non sorprende che ci siano notizie secondo cui la comunità dei servizi segreti inglesi abbia fatto pressioni contro le espulsioni. Non è difficile capire perché, col suo armadietto vuoto, Theresa May non possa fare molto.
Sulla mancata presenza di ministri inglesi e membri della famiglia reale alla Coppa del Mondo, dubito che qualcuno li avrebbe notati comunque. Certamente i russi non ne saranno disturbati. Dubito che a qualcun altro interesserà molto.
Sulla minaccia di sequestrare i beni statali russi in Gran Bretagna “dove ci siano prove che possano essere usati per minacciare vita o proprietà di cittadini o residenti del Regno Unito” può sembrare minaccioso, ma nota che non furono annunciati sequestri di beni statali russi, e dato che tali sequestri sarebbero quasi certamente contrari al diritto internazionale e indubbiamente provocherebbero rappresaglie dalla Russia, dubito che ci saranno.
Riassumendo, Theresa May oggi sembra un prestigiatore che dopo un lungo rullo di tamburi scopre di avere in mano un cappello vuoto. È possibile che gli inglesi facciano pressioni per ulteriori azioni da parte dei loro alleati, e che più azioni simili possano esserci, ma francamente penso che la prospettiva di qualsiasi azione significativa contro la Russia dagli alleati occidentali, a livello internazionale, siano minime. Si noti ad esempio la lettura attentamente formulata che la Casa Bianca ha fornito della conversazione di Donald Trump con Theresa May, “Il presidente Donald J. Trump ha parlato oggi con la prima ministra Theresa May del Regno Unito. Hanno discusso le indagini del Regno Unito sull’attentato con armi chimiche a un privato cittadino e a sua figlia in territorio inglese. Il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono solidali coi vicini e pronti a fornire assistenza alle richieste d’indagine del Regno Unito. Il presidente Trump ha concordato con la prima ministra May che il governo della Federazione russa deve fornire risposte univoche riguardo a quest’arma chimica, sviluppata in Russia ed utilizzata nel Regno Unito. I due capi hanno deciso sulla necessità di conseguenze per chi usa tali armi efferate in flagrante violazione delle norme internazionali”. Contrariamente a quello che alcuni media inglesi dicevano ieri, sembra che l’unica assistenza che Donald Trump offra a Theresa May sia all’indagine sull’attentato a Skripal. Non si fa parola di aiuto nell’azione contro la Russia. Theresa May annunciava altre misure, che non riguardano specificamente la Russia. The Guardian le descrive così, “Il governo metterà in atto un nuovo potere volto a detenere persone sospettate di attività di Stati ostili alle frontiere. Questo potere era precedentemente limitato ai sospetti terroristi.
Il governo esaminerà se siano necessari nuovi poteri di controspionaggio
La Gran Bretagna ha già attuato leggi antiterrorismo e controspionaggio e si teme che vengano utilizzate in modo sempre più arbitrario. Rinforzarle ulteriormente preoccuperà sulla minaccia ai diritti privati, non della Russia. Infine, a proposito dell’attentato a Skripal, “l’aumentato dei controlli su voli privati, doganali e merci“, ritengo sia l’ulteriore prova che le autorità inglesi non sappiano in che modo la sostanza chimica usata contro Skripal sia arrivata nel Regno Unito. Naturalmente sulla base delle informazioni sull’indagine rilasciate finora, c’è anche la possibilità che la sostanza chimica utilizzata sia stata prodotta nel Regno Unito, dove nessuno, meno di tutti Theresa May, lo direbbe comunque. In conclusione, Theresa May ha fatto quello che fa abitualmente: prendere ciò che sembra una posa eccezionalmente forte, per poi non combinare niente. Probabilmente ci vorrà del tempo prima che questo passi, ma alla fine sarà d’obbligo, e quando accadrà, danneggerà ulteriormente la sua già lacera autorità. In verità gli inglesi sono stati incauti e sciocchi a scontrarsi con così deboli prove contro la Russia, Paese molto più potente di essi. Le misure che Theresa May ha annunciato oggi lo sottolineano semplicemente.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Lo strano caso dell’avvelenamento della spia russa

James O’Neill, Consortium News 13 marzo 2018

Pablo Miller

Il sospetto attentato con agente nervino all’ex-funzionario dei servizi segreti russi Sergej Skripal, che colpì anche la figlia nella città inglese di Salisbury, ha dato luogo a troppe speculazioni, isteria e poca analisi o intuizione. Ha fornito munizioni ai media russofobi occidentali per accusare un altro esempio della Russia e di Vladimir Putin sbarazzarsi di un presunto nemico del Cremlino. Come con l’inchiesta Mueller sulla presunta interferenza russa nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, vi sono accuse dalle varie insensatezze, ma con poche o alcuna prova che possa essere presentata in qualsiasi tribunale indipendente. Innanzitutto, quali sono i fatti noti, di cui solo alcuni accuratamente riportati nei media occidentali? La vittima (supponendo che si tratto di un attentato) è un ex-colonnello dell’intelligence militare russo (GRU). La più grande delle agenzie d’intelligence russe e, come gli equivalenti occidentali, ha ampie funzioni, di cui “spiare” è solo una. Nei primi anni ’90 Skripal fu reclutato da un agente dell’MI6, Pablo Miller, che i media inglesi di rifiutarono di nominare. Miller era un agente dell’MI6 a Tallinn, capitale dell’Estonia. Il compito principale di Miller era reclutare russi per avere informazioni sul loro Paese. Un fatto interessante, possibilmente casuale, è che l’ufficiale dell’MI6 sotto copertura diplomatica a Mosca in quel momento era Christopher Steele. Più tardi, Steele è diventato famoso come autore del famigerato dossier Trump. Quando Steele tornò a Londra, gestì l’ufficio Russia dell’MI6 tra il 2006 e il 2009. Le informazioni che Skripal divulgò sarebbero state date a Steele, prima a Mosca e poi a Londra. Skripal fu arrestato nel 2004. Nel 2006 fu condannato per tradimento e condannato a 18 anni di reclusione. Nel 2010 fu rilasciato nell’ambito di uno scambio di prigionieri con spie russe nelle carceri statunitensi. Andò a vivere nel Regno Unito, dove avrebbe vissuto di pensione. Un altro fatto interessante, anche se ancora una volta casuale, è che Salisbury, dove vive Skripal, si trova a 12 chilometri da Porton Down, il principale centro di ricerca del Regno Unito per gli agenti nervini. Se i russi avessero voluto ucciderlo, avevano ampie possibilità di farlo quando era in prigione o negli otto anni in cui era in pensione a Salisbury. Se volevano ucciderlo, non era molto credibile farlo pubblicamente e con mezzi che non potrebbero essere acquistati dalla farmacia locale. Manipolazione e somministrazione di tali sostanze molto pericolose richiedono esperienza professionale. Gli ovvi candidati al tentato omicidio sono le agenzie governative, ma di quale governo è la domanda senza risposta. È qui che i fatti si offuscano, ma le interessanti connessioni di Skripal offrono la possibilità di alcune ipotesi. Mentre viveva a Salisbury, Skripal divenne amico, secondo un rapporto del quotidiano Daily Telegraph, nientemeno del già citato Pablo Miller, che il Telegraph si rifiuta di nominare ma che da allora è stato identificato sul web. Miller ora lavora con una società di consulenza per la sicurezza Orbis Business Intelligence. Sempre secondo il Telegraph, l’associazione di Miller con tale azienda fu rimossa dal profilo LinkedIn di Miller. La domanda ovvia è di nuovo: perché farlo ora?
Orbis è l’agenzia d’intelligence privata di Christopher Steele. Sembra più che una semplice coincidenza che gli stessi tre uomini dai legami personali e professionali risalenti agli anni ’90 fossero associati nello stesso momento in cui il dossier Steele veniva compilato e poi con la cosiddetta inchiesta Russiagate che implode. L’ex-direttore dell’FBI James Comey descrisse il dossier di Steele come “salace e non verificabile” in un’audizione al Senato. L’ex-ambasciatore inglese Craig Murray suggeriva che un motivo del tentato omicidio di Skripal e sua figlia era promuovere ulteriormente l’isteria antirussa sui media e nei politici occidentali. Questo è certamente plausibile, e fu certamente una delle conseguenze, come chiarisce la copertura abissale dell’ABC sugli gli altri media. Ma un’ipotesi alternativa si presenta alla luce dei fatti di cui sopra, e questa ipotesi non è nemmeno menzionata, parlando dei nostrii media. La mia ipotesi chiaramente speculativa (ma direi non irragionevole) è che Skripal è stato probabilmente coinvolto nella produzione del dossier Steele. Era quindi in grado di dare informazioni potenzialmente dannose sul dossier Steele. Come notato sopra, tale particolare storia non solo è crollata in modo spettacolare, ma le rivelazioni denigrano, tra gli altri, la comunità dei servizi segreti degli Stati Uniti, FBI, Comitato nazionale democratico, Casa Bianca di Obama e Clinton. In ogni inchiesta criminale importante una delle domande fondamentali che l’indagine si pone è: chi aveva i mezzi, il movente e l’opportunità? Inquadrati sotto questa luce, i russi sono assai lontano dagli altri principali sospettati; le stesse agenzie d’intelligence statunitensi ed inglesi, ed elementi dello Stato profondo che cercavano d’impedire a Trump di vincere, e successivamente d’indebolirne la presidenza. Il motivo principale attribuito ai russi è la vendetta per il tradimento di Skripal di più di un decennio fa.
La seconda domanda importante posta in ogni indagine criminale è chi ne trae profitto, chi ne trae beneficio? È difficile avere un argomento credibile secondo cui la Russia ne beneficiaria dell’avvelenamento di Skripal. Ulteriore sostegno all’ipotesi che sia un’operazione sotto falsa bandiera arriva con la dichiarazione della prima ministra inglese Theresa May al Parlamento del Regno Unito. Dichiarazione francamente assurda e volta solo a demonizzare ulteriormente e accusare la Russia, piuttosto che stabilire la verità e applicare i normali principi di prove e analisi fattuali. L’argomento di May è completamente smontato da Moon of Alabama, che notava che la Russia aveva distrutto le scorte rimaste del programma di armi chimiche dell’Unione Sovietica e attualmente non ne produce. Inoltre, vi sono molti governi in grado di attuare l’attacco di Salisbury. “Se qualcuno viene investito da una BMW, è probabile che il governo tedesco ne sia responsabile?” si chiedeva Moon of Alabama. La confusione degli inglesi rafforza l’opinione che Skripal era pericoloso per le forze anti-Trump e le autorità hanno quindi cercato di farlo fuori. C’è ampio precedente per tali azioni e chi sa del “suicidio” del Dr. David Kelly ne riconoscerà il parallelismo. Le probabilità che la verità emerga sono minuscole, e le minacce allo stesso momento di un serio conflitto con la Russia sono divenute corrispondentemente maggiori.

Christopher Steele

James O’Neill è un avvocato e analista geopolitico.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

14 certezze e mezzo sul caso Skripal

John Helmer, 13 marzo 2018In casi come l’avvelenamento di Sergej e Julija Skripal, l’unico modo per procedere è identificare le prove che dimostrano con certezza cosa è successo; o in mancanza dimostrano con certezza cosa non è successo. Attentatori, cospiratori, metodo, movente, intenzione, tutti vengono dopo, se ci sono. Al momento, secondo i comunicati della polizia e del governo e i media di Stato inglesi, la scena del crimine a Salisbury viene perlustrata da almeno 250 agenti di polizia con 180 militari specializzati nella guerra chimica. Altre decine di agenti della sorveglianza elettronica e guerra cibernetica vi sono impegnati. Le scena del crimine comprende la casa degli Skripal; le tombe della moglie e del figlio di Skripal; il pub Mill dove Skripal e sua figlia bevvero qualcosa; il ristorante Zizzi dove mangiarono prima di collassare; e le zone pubbliche in cui camminarono tra casa, pub, ristorante, zona commerciale dei Maltings e panchina del parco. Almeno 240 prove sono state identificate, senza contare la casa di Skripal, e 200 testimoni intervistati, tra cui il sergente investigativo della polizia del Wiltshire Nick Bailey che ebbe dei sintomi dopo essere stato inviato a casa Skripal. Cioè, dopo che gli Skripal furono trovati e ricoverati. Secondo Lord Ian Blair, ex-commissario della polizia metropolitana, “ci sono alcune indicazioni che l’agente di polizia intossicato fosse a casa, mentre c’era un medico che si occupava dei pazienti all’esterno, che non ne è stato colpito affatto. Quindi potrebbero esserci alcuni indizi qui“, disse Blair alla BBC. La rivelazione, confermata anche da diversi giornali, fornisce la prima certezza del caso: gli Skripal entrarono in contatto col veleno per la prima volta a casa. Poi andarono al pub e al ristorante. Certezza n. 2: il veleno non può aver agito rapidamente a casa loro.
Certezza n. 3: il veleno fu veloce col Sgt. Bailey perché ne ebbe i sintomi quasi immediatamente entrato a casa Skripal.
Certezza n. 4: la prima ministra Theresa May identificò il veleno come “agente nervino militare… parte di un gruppo di agenti nervini noto come Novichok“. Ascoltate May annunciarlo alla Camera dei Comuni.
Certezza n. 5: i componenti del Novichok sono innocui fin quando non sono combinati. Una volta fatto e dispersa la miscela, il veleno agisce rapidamente sul sistema nervoso, scatenando insufficienza cardiaca e polmonare e morte per soffocamento. Si noti che il sovietico Novichok fu designato non rilevabile dall’equipaggiamento standard per la rilevazione chimica della NATO. Non è certo come gli inglesi abbiano rilevato una sostanza non rilevabile.
Certezza n. 6: il tempo tra esposizione e morte è di pochi minuti. Il sergente Bailey entrò in contatto col Novichok a casa Skripal e ne ebbe i sintomi molto rapidamente. Dopo averla lasciata la domenica pomeriggio, per gli Skripal passò più di un’ora prima di subire i sintomi. È certo, quindi, che ci furono due punti per l’avvelenamento attivo. Gli Skripal devono aver portato il veleno da casa fino al centro commerciale, pub e ristorante, prima che ne fossero affetti. Un gran numero di poliziotti, agenti dei servizi speciali e soldati fu schierato per tracciare la strada che gli Skripal fecero e i punti in cui si fermarono, per identificare, misurare e mappare le concentrazioni, quindi diluirle o distruggerle per sicurezza.
Certezza no. 7: le forze inglesi inventariarono gli oggetti a casa Skripal e ne verificarono la spedizioni, come posta e pacchi prima di domenica, per accertarsi se ci sono tracce di componenti chimici del Novichok e se si trovino in luoghi distinti a casa. Ed accertarsi come l’agente nervino fosse attivo colpendo il Sgt. Bailey, ma inattivo sugli Skripal per qualche ora.
Certezza n. 8: i servizi segreti inglesi e il laboratorio di scienza e tecnologia della difesa di Porton Down vicino a Salisbury sanno quali contatti, se esistenti, ci furono tra Skripal, i servizi segreti inglesi e il laboratorio di Porton Down.
Certezza n. 9: le agenzie governative inglesi informarono la prima ministra May se campioni di componenti del Novichok e dell’agente nervino fossero disponibili a Porton Down.
Certezza n. 10: la prima ministra non informò la Camera dei Comuni se il Novichok è, o era fino a domenica sera, depositato a Porton Down.
Certezza n. 11: sebbene i servizi segreti inglesi, statunitensi e russi abbiano la capacità di monitorare casa Skripal, Julija Skripal nel viaggio da Mosca a Salisbury, e Sergej Skripal a casa prima dell’avvelenamento, è improbabile che lo facessero domenica pomeriggio. Fonti inglesi aggiungono che il perimetro di sicurezza dello stabilimento di Porton Down non copre i nove chilometri (dodici su strada) da Salisbury. Tuttavia, è certo, le fonti riconoscono, che a posteriori i servizi inglesi e statunitensi abbiano identificato tutti gli insoliti segnali di cellulari, elettronici e messaggi crittografati presso gli Skripal la domenica, compresi quelli inviati via computer, internet e telefono e ricevuti prima degli eventi di domenica. Certamente, i servizi russi avranno la capacità di risalire nelle comunicazioni di tutti i loro agenti nelle vicinanze, se ce ne fossero. È certo che se ci fosse stata un’operazione russa contro Skripal, un inusuale volume di prove elettroniche sarebbe visibile a inglesi e statunitensi, e i russi lo saprebbero.
Certezza n. 12: il Ministero degli Esteri russo non ha ancora convocato l’ambasciatore inglese, Laurie Bristow, per presentare le prove elettroniche, se il governo inglese le ha. Aleksandr Jakovenko, Ambasciatore russo a Londra, non è ancora stato al ministero degli Esteri per chiedere le prove. Né è stato richiamato a Mosca per consultazioni.
Certezza n. 13. Il Consiglio di Sicurezza russo non viene convocato in sessione formale dal 26 febbraio. Questo intervallo di due settimane è insolitamente lungo. È certo che il Presidente Vladimir Putin abbia chiesto agli aderenti al Consiglio Sergej Lavrov, Ministro degli Esteri, Sergej Shojgu, Ministro della Difesa, e i responsabili dei servizi di sicurezza e d’intelligence di riferire le prove in possesso; valutazione di ciò che è successo agli Skripal; e loro visione della gravità del caso per gli interessi dello Stato russo.
Certezza n. 14: c’è consenso dei ministri, in particolare Lavrov e Shojgu, che la gravità del caso è seria.
Mezzà certezza. Sir Andrew Wood, 78 anni, ambasciatore inglese in Russia dal 1995 al 2000. Da allora si guadagna da vivere vendendo pareri sulla Russia ad organizzazioni commerciali e gruppi di riflessione. Fu anche sorpreso mentire sul suo interesse economico con Christopher Steele, e sul ruolo che giocarono nella campagna elettorale presidenziale degli USA accusando il presidente Donald Trump di collusione col Cremlino. La storia di Wood può essere seguita qui. Il 10 marzo, The Guardian riferì che Wood accusava i servizi segreti russi del tentato omicidio degli Skripal. “Non ne dubito“, aveva detto, “l’avvelenamento ha avuto l’approvazione generale dai capi: questo è il sistema che ha creato Putin. Dal 2012 la Russia regredisce, respingendo le riforme economiche e tribunali migliori a favore del rinnovato controllo statale e della repressione, la paura di tutto ciò che è altro. La rinascita dello stalinismo e dell’idea che la Russia abbia il diritto di dominare i vicini”. Si legga integralmente l’articolo. È certo che Wood non ha prove a sostegno delle sue affermazioni. Ed è altrettanto certo che non ne dubita. Col record di menzogne di Wood, queste due certezze non valgono nulla.Un altro traditore russo muore nel Regno Unito
Inessa Sinchougova, Fort Russ 13 marzo 2018

A Londra, uno stretto collaboratore di Boris Berezovskij, Nikolaj Glushkov, è morto. “C’erano segni di strangolamento sul collo di Glushkov: probabilmente un omicidio, ma non è ancora chiaro, c’è un’indagine in corso“, scrive Vedomosti. In Russia, Nikolaj Glushkov fu accusato di frode e riciclaggio di denaro sporco quando era vicecapo di LogoVAZ e della compagnia aerea Aeroflot. Nel 2017 fu condannato a 8 anni di prigione, ma viveva già a Londra, dove ottenne asilo politico. L’avvelenamento dell’ex-colonnello del GRU Sergej Skripal ha attirato l’attenzione su altre 14 morti sospette, tra cui numerose persone dalla cerchia di Berezovskij. Per promemoria, Berezovskij era un oligarca degli anni ’90 che finanziava personalmente i terroristi ceceni per frantumare il Paese e prendere il potere. Avendo ottenuto asilo nel Regno Unito, criticò spesso Vladimir Putin. Nel 2013 si dice che si sia suicidato nella casa di Londra.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Interferenza nelle elezioni estere: una tradizione della CIA dal 1948

Wayne Madsen, SCF 04.03.2018Con scioccante dimostrazione di relativa indipendenza dal controllo post-Operazione Mockingbird dei media da parte della Central Intelligence Agency, un articolo sul New York Times esce dall’attuale giornalismo convenzionale seguendo la lunga storia delle intromissioni della CIA nelle elezioni straniere. Un articolo del 17 febbraio 2018 intitolato “La Russia non è l’unica che s’intromette nelle elezioni. Anche noi lo facciamo“, di Scott Shane, che seguì perestroika e glasnost per The Baltimore Sun dal 1988 al 1991, gli ultimi anni dell’Unione Sovietica, riferiva che gli Stati Uniti hanno interferito nelle elezioni estere per decenni. Tuttavia, un paio di vecchi tramoni dell’intelligence statunitense venivano citati nell’articolo su ingerenze per scopi altruistici. I veterani della CIA accusavano la Russia d’interferire nelle elezioni straniere per scopi malvagi. La convinzione che l’interferenza statunitense nelle elezioni estere promuovesse la democrazia liberale non potrebbe essere più lontana dalla verità. La CIA non si è mai intromessa nelle elezioni estere per estendere tradizioni democratiche ad altre nazioni. Lo scopo principale era colpire elettori e partiti politici di sinistra e progressisti, assicurare l’imposizione della “democrazia” nei Paesi totalitari e proteggere gli interessi delle basi militari e delle multinazionali statunitensi. Con un discorso ipocrita che ricorda la Guerra Fredda, la CIA ritiene che le sue interferenze elettorali rientrino nella categoria delle “operazioni d’influenza”, mentre accusa la Russia d'”ingerenza nelle elezioni”. In verità, non c’è differenza tra le due categorie. Le interferenze elettorali rappresentano il “lavoro” dell’intelligence praticato da molte agenzie di Israele, Francia, Gran Bretagna, Cina, India e altre. Nelle rare occasioni in cui gli sforzi della CIA per sabotare un’elezione fallirono, come in Guatemala nel 1950 e in Cile nel 1970, l’agenzia organizzò sanguinosi colpi di Stato per rimpiazzare con giunte militari presidenti eletti democraticamente ai danni dei candidati da essa sostenuti.
Nel 1954, l’operazione PBSUCCESS della CIA rovesciò il governo guatemalteco del Presidente Jacobo Arbenz, eletto nel 1950 su una piattaforma per la riforma agraria che avrebbe migliorato la vita dei contadini guatemaltechi, molti dei quali subivano la servitù nelle proprietà dell’United Fruit degli Stati Uniti. L’United Fruit aveva piantagioni industriali nel Paese. Lavorando con la CIA, United Fruit fece del suo meglio per assicurarsi la sconfitta di Arbenz nelle elezioni del 1950. Quando tale tattica fallì, United Fruit, CIA e segretario di Stato USA John Foster Dulles escogitarono un piano per rovesciare Arbenz con un colpo di Stato militare. Il Guatemala divenne la stereotipata “repubblica delle banane” influenzata dagli statunitensi. La giunta cilena che sostituì il Presidente socialista Salvador Allende, eletto nel 1970 nonostante le massicce interferenze della CIA, trasformò il Cile in un banco di prova del capitalismo avvoltoio ideato dai “Chicago Boys”, un gruppo di economisti che studiarono sotto il neo-conservatore Milton Friedman all’Università di Chicago. Friedman definì le massicce politiche del libero mercato istituite dal regime del generale Augusto Pinochet “Miracolo cileno”. Politiche economiche che l’inchiesta del Comitato dell’intelligence del Senato degli Stati Uniti concluse realizzate con l’aiuto della CIA, e che videro l’eliminazione dei dazi commerciali, la svendita delle imprese statali, il taglio delle tasse, la privatizzazione del sistema pensionistico statale e la de-regolamentazione dell’industria. Nel 1990, l’interferenza della CIA nelle elezione in Nicaragua assicurarono la vittoria dell’opposizione al governo sandinista. Tale ingerenza fu ripetuta nelle elezioni serbe del 2000, che videro il Presidente Slobodan Milosevic perdere il potere. L’estromissione di Milosevic vide la prima dimostrata cooperazione nell’ingerenza elettorale tra CIA e Open Society Institute del magnate degli hedge fund George Soros. Nel 2009, la CIA tentò di sconfiggere il presidente afghano Hamid Karzai nella rielezione. Sebbene Karzai fu rieletto, si lamentò amaramente dell’interferenza della CIA. Alla MS-NBC è costantemente presente come esperto della Russia l’ex-ambasciatore a Mosca Michael McFaul. Tuttavia, McFaul non menziona mai come inviò contanti della CIA, circa 6,8 milioni di dollari in totale, tramite il National Endowment for Democracy (NED) e le sue filiali International Republican Institute del Partito Repubblicano e National Democratic Institute del Partito Democratico, ai capi dell’opposizione russa come Aleksej Navalnij. Né i media statunitensi menzionano come CIA e dipartimento di Stato inviarono 5 miliardi di dollari in Ucraina per crearvi un governo filo-statunitense. McFaul ospitò le riunioni del partito d’opposizione russo presso l’ambasciata degli Stati Uniti ignorando gli avvertimenti che la coalizione di Navalnij comprendesse diversi neo-nazisti che si oppongono agli immigrati provenienti dal sud della Russia. Sebbene fu chiamato da alcuni giornalisti occidentali l'”Erin Brokovich russo” (attivista ambientalista statunitense), Navalnij assomiglia al “David Duke” russo, l’ex-capo del gruppo razzista Ku Klux Klan.
I dossier della CIA declassificati sono pieni di esempi di interferenze nelle elezioni estere, come in India e Germania ovest, o nelle elezioni provinciali in Australia, Canada e Giappone. Negli anni ’50, la CIA fornì massiccio sostegno ai democristiani della Germania occidentale guidati dal cancelliere Konrad Adenauer. La CIA fece del suo meglio per reprimere i socialdemocratici della Germania occidentale e il partito nazionalista tedesco di estrema destra a Berlino, Assia e Baviera. Nel 1967, il Ministro degli Esteri indiano Chagla accusò la CIA di “essersi intromessa” nelle elezioni indiane attraverso finanziamenti all’opposizione al Partito del Congresso. La CIA in particolare prese di mira i partiti comunisti nel Bengala occidentale e nel Kerala. L’ex-primo ministro canadese John Diefenbaker del partito conservatore accusò nel 1967 la CIA di aver finanziato il Partito Liberale, che contribuì alla sconfitta di Diefenbaker nelle elezioni generali di maggio 1962 e giugno 1963. Il successore di Diefenbaker, il primo ministro Lester Pearson del Partito liberale, scoprì che la CIA finanziava l’Unione degli studenti canadesi pro-liberali nel 1965-1966. La CIA fece di tutto per sconfiggere alla rielezione il governo del primo ministro del Partito laburista neozelandese David Lange. La CIA diede sostegno propagandistico al partito nazionale che si oppose alla politica di Lange di negare l’ingresso nelle acque della Nuova Zelanda alle navi da guerra nucleari degli USA. La CIA fece si che i media filo-USA in Nuova Zelanda insistessero che la disoccupazione fosse al 6%, il debito estero la metà del prodotto interno lordo e il deficit di 1 miliardo di dollari. La CIA tentò anche di sopprimere il tradizionale sostegno maori alle elezioni del 15 agosto 1987, un uso cinico della politica razziale per modificare il risultato elettorale. Tra il 1965 e il 1967, la stazione della CIA in Brasile, in collaborazione col sindacato AFL/CIO degli Stati Uniti e il suo braccio internazionale, l’American Institute of Free Labour Development (AIFLD), fu scoperta interferire nelle elezioni sindacali in Brasile. L’ufficio di San Paolo dell’AIFLD, null’altro che una facciata della CIA, pagò in contanti funzionari brasiliani per corrompere le elezioni sindacali nell’industria petrolifera brasiliana. Un elenco dettagliato delle tangenti della CIA ai funzionari brasiliani fu scoperto da un funzionario del sindacato di San Paolo: “Bonus a Jose Abud per la collaborazione – $ 156,25; Pagamento speciale al Dr. Jorge M. Filho del Ministero del Lavoro – $ 875,00; Viaggio per Mr. Glaimbore Guimasaes, il nostro informatore a Fegundes St. – $ 56,25; Fotocopie di libri e documenti della Petroleum Federation – $ 100,00; Assistenza a Guedes ed Eufrasio per sconfiggere Luis Furtado dell’Unione Suzano – $ 140,64“. Prima dell’elezione presidenziale cilena del 4 settembre 1964, il Fronte popolare d’azione, l’opposizione di sinistra, scoprì che l’incaricato d’affari degli USA Joseph Jova aiutava il candidato del partito democristiano Eduardo Frei Montalva, che sconfisse Allende. Un memo della CIA datato 3 ottobre 1955 descrive il supporto della CIA al filo-occidentale Partito Masjumi nelle elezioni indonesiane, le prime dall’indipendenza della nazione. Il direttore della CIA Allen Dulles sembrava fiducioso nella vittoria del Masjumi data la “grande percentuale di analfabeti” indonesiani. Nelle elezioni presidenziali del Salvador del 1984, la CIA appoggiò il democristiano José Napoleon Duarte contro l’estremista di destra Roberto d’Aubisson. Il senatore repubblicano degli Stati Uniti Jesse Helms della Carolina del Nord allora accusò la CIA d'”intromettersi” nelle elezioni a favore di Duarte. Si scoprì che l'”inchiostro invisibile” sulle dita dei votanti fu fornito dalla CIA.
Se gli Stati Uniti vogliono veramente fermare le interferenze estere nelle elezioni, devono essere i primi a sostenere e ad aderire a tale politica. Proprio come col trattato sul divieto dei test nucleari, la convenzione per abolire le armi biologiche e chimiche e il trattato per proibire le armi nello spazio, gli Stati Uniti dovrebbero chiedere un trattato internazionale per vietare l’interferenza elettorale in ogni forma, con attacchi informatici, propaganda, manipolazione dei social media e finanziamento estero di partiti politici. Senza tale impegno, le proteste degli Stati Uniti sull’intrusione nelle elezioni continueranno ad essere un esempio di “segui quello che dico, non quello che faccio”.Traduzione di Alessandro Lattanzio