Macron: cavallo di Troia degli USA

Wayne Madsen, SCF, 17.05.2017Il nuovo presidente francese Emmanuel Macron, impegnato nelle presidenziali francesi in contrappeso pro-europeo per impedire l’elezione della leader del Partito Nazionale Marine Le Pen, sembra avere più di un rapporto casuale con gli Stati Uniti. Mentre lavorava al Ministero dell’Economia da ispettore speciale e ministro, Macron supervisionò il furto virtuale delle industrie strategiche francesi da parte delle imprese statunitensi dai forti legami con l’intelligence. L’hackeraggio dei computer del movimento di Macron “En Marche!” da parte di soggetti sconosciuti ha prodotto materiale interessante. I difensori di Macron sostengono che i file rilasciati erano o “falsi” o estranei. Tuttavia, una serie di file sul furto virtuale del gigante tecnologico dell’informazione francese da individui collegati alla CIA è esattamente ciò che ci si aspetterebbe dalla campagna di Macron. Il primo incarico di Macron nel governo francese era proteggere gli interessi delle società francesi dalla concorrenza estera e, soprattutto, dall’acquisizione. La mossa dei servizi d’intelligence statunitensi acquisendo la leader francese della tecnologia delle smart card, Gemplus International, iniziò nel 2001 e l’operazione fu completata entro il 2004, anno in cui Macron divenne ispettore delle finanze nel Ministero dell’Economia francese. L’industria francese è da tempo obiettivo della sorveglianza e/o acquisizione dalle società statunitensi e la CIA ha svolto un ruolo importante in tali operazioni di “guerra economica”. Ad esempio, la società di elettronica francese Thomson-CSF è stata a lungo l’obiettivo principale dell’agenzia statunitense per la sicurezza nazionale e della sorveglianza della CIA. I documenti riguardanti la riuscita acquisizione della Gemplus, insieme alla principale fabbrica di Gemenos, Bouches-du-Rhône, in Francia, dall’impresa statunitense Texas Pacific Group (TPG) rientra nella tranche degli archivi prelevati dai computer di “En Marche!”. TPG acquisì le azioni della Gemplus nel febbraio 2000. Nel 2006 Gemplus si fuse con Axalto per formare Gemalto completando l’efficace controllo statunitense sull’impresa. Nel settembre 2002, Alex Mandl, statunitense residente a Vienna, Austria ed ex-presidente di AT&T, presidente e amministratore delegato di Teligent, membro del consiglio di amministrazione della società della CIA IN-Q-TEL e membro del consiglio di amministrazione del neoconservatore American Enterprise Institute, fu nominato CEO della Gemplus International. Continua ad essere presidente esecutivo della Gemalto.
A seguito delle comunicazioni dell’ex-contraente dell’NSA Edward Snowden, è ormai noto che il Centro di comunicazioni del governo (GCHQ) inglese, collaborando con l’NSA, penetrava con successo le carte SIM utilizzate dalla Gemalto. GCHQ/NSA intercettarono le comunicazioni dei cellulari utilizzando le carte SIM Gemalto abilitate per la crittografia in Afghanistan, Yemen, India, Serbia, Iran, Islanda, Somalia, Pakistan e Tagikistan. L’attacco di GCHQ-NSA fu anche indirizzato contro i centri di personalizzazione della carta SIM Gemalto in Giappone, Colombia e Italia. La pirateria di NSA e GCHQ dei chip SIM Gemalto tramite il loro Mobile Handset Exploitation Team (MHET), fu forse la più grande operazione d’intercettazione dell’NSA nella storia, che vide migliaia di chiamate e messaggi di testo intercettati e decodificati da NSA e dal partner inglese. Molto sinistra fu l’inclusione dei dati d’identificazione della carta SIM Gemalto nel database della CIA dei cellulari presi di mira negli attacchi dei droni statunitensi. I documenti interni di “En Marche” puntano a quattro agenzie governative francesi che condussero le indagini sull’acquisizione della Gemplus: “Renseignements généraux” (RG) (Intelligence Generale), “Direction de la sûreté du territoire” (DST), Ministero dell’Industria e Ministero dell’Economia di Macron. La stampa francese, che celebra Macron ex-banchiere dei Rothschild, afferma che i documenti della Gemplus non hanno nulla a che fare con Macron. I media francesi sostengono che Macron era un semplice studente all’accademia elitaria dei servizi pubblici francesi, l’École nationale d’administration (ENA) fino al diploma nel 2004. Tuttavia, come indicano chiaramente i documenti fuoriusciti, l’acquisizione della Gemplus era ancora indagata dal governo francese quando Macron divenne ispettore del Ministero dell’Economia nel 2004. Dato che Macron ebbe il compito di assicurare che le società francesi non subissero tentativi stranieri di contrastare la crescita economica francese, la sua performance, come si vede dalla perdita di posti di lavoro francesi per gli interessi stranieri, fu abissale. È molto probabile che i file di “En Marche” sull’acquisizione della Gemplus dovessero avere informazioni riservate pronte, nel caso in cui il ruolo di Macron nel coprire i dettagli dell’acquisizione statunitense divenissero pubblici. Ogni partito dev’essere disposto a fronteggiare le rivelazioni dalle “ricerche dell’opposizione” sui loro candidati. Va anche notato che una delle liste pubblicate da “En Marche” afferma che la politica di Macron era “monitorare” ma non impedire la proprietà straniera su industrie e imprese strategiche francesi.
Nel 2008, Macron lasciò il governo per entrare nella Rothschild&Cie Banque. Divenne anche capo della Fondazione francese-statunitense pesantemente neocon che conta Hillary Clinton, generale Wesley Clark e l’ex-presidente della Banca mondiale Robert Zoellick. La questione operativa su Macron è: cosa sapeva dell’acquisizione della Gemplus e quando? I file della Gemplus di “En Marche”, contenuti in una cartella denominata “Macron” e che si occupano dell’acquisizione statunitense, si leggono come un romanzo di spionaggio di John LeCarré. Un file, contrassegnato “Confidential” e inviato a Stefan Quandt della famiglia miliardaria Quandt delle note BMW e Daimler in Germania, si occupa del valore dei titoli della Gemplus nel 2001, tra “rapporti estremamente tesi e scontri tra i principali ai vertici, nella rottura delle comunicazioni con il personale. Di conseguenza, la maggior parte di essi è completamente inedita oggi”. Da ispettore del Ministero dell’Economia, è stupefacente che Macron non sapesse della violazione delle leggi verificatasi con l’acquisizione statunitense della Gemplus. Ciò è descritto anche in un altro file della Gemplus dalla sua campagna, che indica la situazione post-acquisizione statunitense della Gemplus: “Dichiarazioni irresponsabili, spesso seguite da chiusura di siti e licenziamento del personale, anche prima di consultarne i rappresentanti (come la legge e il senso comune richiedono)”. I Quandt sono molto discreti e per una buona ragione. Guenther Quandt fabbricò fucili Mauser e missili antiaerei per il Terzo Reich. Divorziò dalla prima moglie, Magde Quandt, dopo aver avuto un figlio, Harald Quandt. Magde poi sposò il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels. Stefan Quandt, coinvolto nella presa di Gemplus, è figlio del fratellastro di Harald, Herbert Quandt. Le informazioni negative sulla Gemplus portarono a una relazione della Goldman Sachs del 24 gennaio 2002 che spinse l’azienda a continuare con la ristrutturazione diretta dagli statunitensi per mantenersi sul mercato. Anche se era allievo all’ENA all’epoca, non esiste alcuna informazione su quali progetti Macron fu assegnato dal 2001 al 2003 dai professori del servizio civile. Altri file correlati con la Gemplus nella cartella “En Marche!” comprendono quelli collegati a uno dei capi di Gemplus, Ziad Takieddine, broker franco-libanese druso e diplomato dell’università americana di Beirut collegata alla CIA. Takieddine aiutò a progettare l’acquisizione statunitense con l’aiuto di Herr Quandt. Takieddine contribuì a concludere importanti trattative sulle armi francesi con Libia, Siria, Arabia Saudita e Pakistan. Accusato di riciclaggio di denaro nelle Isole Vergini inglesi dall’ex-moglie, Takieddine è anche lo zio di Amal al-Amudin, moglie dell’attore George Clooney. Takieddine è anche un feroce nemico dell’ex-presidente Nicolas Sarkozy, che perse le presidenziali nel 2017 rispetto al rivale conservatore François Fillon. Macron superò Fillon al primo turno delle elezioni presidenziali, arrivando al secondo turno con Fillon al terzo posto.
Takieddine, Quandt e una società sospetta della CIA, Texas Pacific Group (TPG), erano tutti chiaramente parte di una cospirazione per sbarazzarsi del co-fondatore francese della Gemini Marc Lassus e dei dirigenti francesi dell’azienda. La decisione di licenziare Lassus e colleghi francesi fu presa in una riunione del consiglio di amministrazione della Gemplus tenutasi a Washington DC, non in Francia, il 15 dicembre 2001. Un altro responsabile dell’acquisizione statunitense della Gemplus fu Lee Kheng Nam, dirigente di Singapore e titolare di un master su operazioni di ricerca e analisi di sistema della scuola post-laurea della Marina statunitense di Monterey, California. Il co-fondatore di TPG, David Bonderman di Fort Worth, in Texas, fu coinvolto nell’acquisizione ostile della Gemplus. L’acquisizione delle azioni della Gemplus da parte di TPG avvenne attraverso una società finta praticamente sconosciuta e registrata a Gibilterra, chiamata “Zensus”. Bonderman, ebreo, fece una mossa politica nel 2012 in Egitto quando incontrò Qayrat al-Shatar, vicedirettore della Fratellanza musulmana e membro del governo di Muhamad Mursi. Bonderman dichiarò di cercare un'”opportunità di investimento” in Egitto. In un documento word senza data trovato nei computer di “En Marche”, Lassus viene citato dire: “Sono convinto che l’investimento della TPG abbia qualche accordo con il governo per spostare la sede centrale in California. Ci riprovarono di nuovo nel gennaio 2002”. I sindacati dei lavoratori della Gemplus previdero che la produzione dell’impresa passasse dalla Francia alla Polonia. Il maggiore sindacato francese, “Confédération générale du travail” (CGT), dichiarò che l’acquisizione della Gemplus doveva eliminare la Francia dalla leadership tecnologica delle smart card. Gemplus impiegava 7000 lavoratori francesi prima dell’acquisizione da parte degli statunitensi. Il documento word si riferisce anche alle agenzie governative francesi che “avviarono indagini” e cercarono “informatori interni”. Macron svolse un ruolo sia nelle indagini del Ministero dell’Economia sia nella ricerca presso la Gemplus di “informatori interni” per i suoi amici statunitensi? Quando la società statunitense General Electric acquisì la società francese per turbine e tecnologia nucleare Alstom, il Ministro dell’Economia Macron affermò di aver approvato tali acquisizioni perché “l’intervento statale nell’industria avviene solo in Venezuela”. Questa è musica per le orecchie dei miliardari nell’amministrazione Trump.La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli alleati occidentali si spiano a vicenda

Wayne Madsen, Strategic Culture Foundation 28/03/2017

In una raro annuncio pubblico, l’agenzia d’intelligence elettronica della Gran Bretagna, Government Communications Headquarters (GCHQ), rilasciava una dichiarazione pubblica riguardante l’accusa di un ex-giudice statunitense di aver sorvegliato il presidente Donald Trump dopo la vittoria a sorpresa dell’8 novembre 2016. Il GCHQ ha dichiarato: “le accuse sui media del giudice Andrew Napolitano sul GCHQ che avrebbe condotto ‘intercettazioni’ contro l’allora presidente eletto sono sciocchezze. Sono assolutamente ridicole e vanno ignorate”. L’annuncio pubblico svela come GCHQ e partner dei Cinque Occhi abbiano spiato i cittadini degli altri partner con il “trucco” legale che evita le leggi nazionali volte ad impedire le intercettazioni dei rispettivi cittadini. Negli Stati Uniti, gli ordini di sorveglianza nazionale sono emessi dal tribunale speciale, il Foreign Intelligence Surveillance Court (FISC), ai sensi del Foreign Intelligence Surveillance Act del 1978 (FISA). Le altre nazioni, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda, hanno leggi restrittive analoghe. Tale spionaggio avvenne nei confronti di due membri del Governo inglese nel 1983 ad opera di un’agenzia SIGINT del Canada. L’ex-ufficiale del Canadian Communications Security Establishment (ora noto come Communications Security Establishment Canada o CSEC) Mike Frost disse che Margaret Thatcher utilizzò la rete di sorveglianza globale delle cinque potenze per spiare due membri del suo gabinetto perché non credeva che gli fossero leali. Frost disse a “60 Minutes” della CBS, “(Thatcher) aveva due ministri che secondo lei ‘Non l’affiancavano’… quindi il mio capo andò a Londra ed intercettò il traffico dei due ministri”. Frost confermò che i cinque Paesi aggirano le leggi nazionali contro lo spionaggio dei cittadini, chiedendo a un altro membro dell’alleanza di farlo al posto loro. Uno dei ministri inglesi spiato e poi licenziato dalla Thatcher, dopo la clamorosa rielezione del 1983, fu il ministro degli Esteri Francis Pym, un conservatore moderato che, ironia della sorte, fu anche il responsabile dei servizi segreti GCHQ e MI6. L’altro era il viceprimo ministro e ministro William Whitelaw, che fu poi nominato presidente della Camera dei Lord, posizione insignificante. Nel 1998 fu rivelato da Margaret Newsham, ex-contractor della Lockheed per la National Security Agency, che GCHQ e NSA erano coinvolti nella sorveglianza senza mandato di telefonate d’oltremare dagli Stati Uniti del senatore Strom Thurmond. Nei primi anni ’70, NSA e GCHQ riferirono di aver collaborato ad intercettazioni senza mandato delle comunicazioni a New York del cantante dei Beatles John Lennon. L’agenzia canadese spiò il telefono dell’auto dell’ambasciatore degli Stati Uniti a Ottawa, con gli ufficiali di collegamento del NSA pienamente consapevoli. Negli anni ’60, quando il presidente francese Charles de Gaulle fece causa comune con il movimento d’indipendenza del Quebec, i canadesi chiesero alle agenzie SIGINT norvegese, danese e svedese (membri “THIRDPARTY” dell’alleanza delle cinque SIGINT) di sorvegliare le comunicazioni tra Parigi e il premier del Quebec Rene Levesque e del suo movimento separatista Parti Quebecois. Negli anni ’80, i canadesi furono utilizzati dalla NSA per condurre la sorveglianza “nera”, con violazione di domicilio dei cittadini degli Stati Uniti che si riteneva lavorassero per i sovietici. Fu un trucco volto ad aggirare la mancanza di prove che impediva di avere l’ordine del tribunale FISC. Alla fine degli anni ’90, dispositivi d’intercettazione della NSA furono scoperti nel router di posta elettronica del Parlamento europeo di Bruxelles. Tra le email intercettate vi erano quelle degli eurodeputati inglesi.
Nel 2015, l’allora primo ministro della Nuova Zelanda John Key fu sorvegliato dalla Direzione elettronica australiana (ASD) di Canberra. Le trascrizioni non solo furono trasmesse al governo australiano e alla NSA, ma anche al Government Communications Security Bureau (GCSB) della Nuova Zelanda. Lo spionaggio australiano dettagliò la posizione negoziale di Key verso la Pharmac, l’agenzia di acquisto farmaci del governo, e l’accordo commerciale Trans Pacific Partnership (TPP). Nel dicembre 2016, Key di colpo si dimise per “motivi personali”. I negoziati commerciali asiatici comportarono anche che l’ASD sorvegliasse lo studio legale di Chicago Mayer Brown per conto della NSA. Nel 2013, Mayer Brown rappresentava il governo indonesiano nei negoziati commerciali con gli Stati Uniti. Il GCHQ deve agli Stati Uniti un paio di favori. Nel 2007, il dipartimento della Difesa, che sovrintende la NSA, confermò che la NSA “Scaricò le conversazioni della principessa Diana” negli anni prima della morte nel 1997, ma insisté nel dire che faceva solo parte di un’operazione di sicurezza riguardante “altri obiettivi”. La legge inglese vietava al GCHQ di monitorare Diana, quindi la NSA ben volentieri la sorvegliò per conto dell’omologo inglese. Il lavoro legale presso le operazioni di sorveglianza viene descritto in una direttiva del 2005 per un piano segreto del NSA, dal titolo “Raccolta, elaborazione e diffusione delle comunicazioni alleate”, rivelato dall’informatore del NSA Edward Snowden. La bozza afferma, “l’accordo (UKUSA 1946) è arrivato ad includere la comune comprensione che entrambi i governi non sorveglino a vicenda cittadini e persone. Tuttavia, se è nell’interesse di ogni nazione, si riserva il diritto di condurre azioni unilaterali COMINT (intelligence delle comunicazioni) contro cittadini e persone dell’altro… In alcune circostanze, può essere consigliabile e consentito sorvegliare unilateralmente persone e sistemi di comunicazione di seconde parti, se nel migliore interesse degli Stati Uniti e necessario alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti… tale considerazione mirata va eseguita esclusivamente nell’ambito della direzione, procedure e processi decisionali descritti nella direttiva… vi sono circostanze in cui mirare persone e sistemi di comunicazioni di seconde parti, con la piena conoscenza e collaborazione di una o più seconde parti, sia consentito se nel migliore interesse di entrambe le nazioni. Tale sorveglianza sarà conforme alle linee guida stabilite nella presente direttiva”. In una riunione delle agenzie dei Cinque Occhi presso la sede centrale del GCHQ, il 22-23 aprile 2008, si convenne che le cinque agenzie avrebbero condiviso i dati intercettati dalle altre, anche dei propri cittadini. La Direzione della Difesa Elettronica australiana (DSD), ora ASD, non mostrò la minima preoccupazione per i propri interessati alla condivisione dei dati. Gli australiani apparvero anche disposti a condividere i dati intercettati con “le agenzie non d’intelligence, per esempio, la polizia federale australiana”. La sorveglianza degli altri partner dei Cinque Occhi fu effettuata dal CSEC al vertice G20 di Londra del 2009. I membri delle delegazioni di Canada, Stati Uniti e Australia ebbero propri telefono, e-mail e cellulari intercettati dal CSEC che effettuò le operazioni sul suolo inglese. Un documento classificato TOP SECRET STRAP 1 indica che le intercettazioni tra i Cinque Occhi furono condotte dal CSEC per conto del GCHQ “per garantire che l’intelligence rilevante del HMG (governo di Sua Maestà) desse i risultati desiderati con la sua presidenza del G20, raggiungendo gli ospiti al momento giusto e nella forma che ne permettesse il pieno uso”. Un simile trucco legale si ebbe ai G8 e G20 di Toronto bel 2010, dove una speciale operazione di sorveglianza della NSA svolta dall’ambasciata degli Stati Uniti a Ottawa, prese di mira le comunicazioni dei membri delle delegazioni canadese, inglese e australiana. Allo stesso tempo, la CSEC, dal suo quartier generale di Leitrim, presso Ottawa, intercettò le comunicazioni dei delegati statunitensi, inglesi e australiani. Tecnicamente, alcuna legge fu violata.
GCHQ e governo inglesi s’indignano per la notizia di aver sorvegliato la squadra di transizione di Trump per conto dell’amministrazione Obama. Tuttavia, vi sono diverse informazioni storiche su tale cooperazione tra i Cinque Occhi. Il fatto che il GCHQ abbia gracchiato pubblicamente sul fatto d’essere implicato nelle intercettazioni politiche, rende più probabile che sia stato colto in flagrante. GCHQ e partner hanno un lungo curriculum di semplici “no comment” a tali notizie.

John Key

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le massicce PSYOP contro l’Ucraina da parte di GCHQ e NSA

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 28/02/2014 1002342Era solo questione di tempo. Il partner inglese dei cinque occhi della National Security Agency, il Gouvernement Communications HeadQuarters (GCHQ), ha fatto causa comune con un’altra creazione dei servizi segreti inglesi, il Tavistock Institute of Human Relations di Londra. Dalla sua creazione nel 1921 sotto l’egida della presidenza del Bureau of Psychological Warfare dell’esercito inglese, l’Istituto Tavistock è in prima linea nella ricerca e applicazione di tecniche di controllo mentale, mirate e di massa. L’istituto ha collaborato con enti di ricerca, tra cui Stanford Research Institute (SRI) e Esalen Institute degli Stati Uniti, che svolgono operazioni psicologiche per conto della Central Intelligence Agency e del dipartimento della Difesa. L’ultima tranche di diapositive PowerPoint rivelata dall’informatore della NSA Edward Snowden mostra le analogie con l’Human Science Operations Cell (HSOC) del Joint Threat Research Intelligence Group (JTRIG) del GCHQ. Il nome stesso di “Human Science Operations” appare stralciato dalla Carta operativa del Tavistock Institute, inclusa la capacità d’impegnarsi nel “dominio a spettro completo” dei servizi segreti statunitensi e inglesi, in altre parole, i due principali membri dell’alleanza dei cinque occhi. Ciò che è più allarmante della recente divulgazione di diapositive contrassegnate SECRET//SI//RELTOUSA.FVEY (intelligence speciale, solo negli Stati Uniti e per i cinque occhi) e UK TOP SECRET STRAP, è che l’alleanza dell’intelligence elettronica dei cinque occhi di Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda applica operazioni psicologiche (PSYOPS) e operazioni di controllo mentale ideate dal Tavistock, al tradizionale ruolo d’intelligence dei segnali (SIGINT). Il miscuglio tra SIGINT e intelligence umana (HUMINT) nell’ambito della cyber-warfare e dello sfruttamento della rete di computer (CNE), con poco o nessun controllo effettivo da parte delle autorità legislative di vigilanza, fino ad oggi è la prova più vicina a svelare come NSA e partner abbiano intrapreso la politica di controllo da Grande Fratello di “1984”, utilizzando internet come arma primaria. L’ultima tranche di diapositive indica una serie di programmi d’inganno via web. Tra cui la creazione di alias e mascheramenti (con l’impiego di “manichini” umani, già usati dai militari degli Stati Uniti per ostacolare e influenzare internet), messaggistica di massa (o spamming) e propaganda per “invocare bombardamenti” e “narrazioni d’istigazione”. Tali tattiche sono state perfezionate quando la CIA e i suoi alleati delle organizzazioni non governative finanziate da George Soros crearono la “primavera araba” rovesciando i governi di Egitto, Tunisia, Libia e Yemen, e avviando la sanguinosa guerra civile in Siria. In Ucraina, il governo democraticamente eletto del Presidente Viktor Janukovich è caduto più rapidamente del presidente egiziano Hosni Mubaraq e del leader libico Muammar Gheddafi, semplicemente perché i media corporativi occidentali hanno pienamente collaborato ai tentativi dei cinque occhi nell’attivare gli eserciti di burattini con alias che diffondono propaganda anti-Janukovich e, con l’aiuto dei media globali aziendali, “narrazioni d’istigazione”. Nel caso dell’Ucraina, tali “narrazioni” erano prodotte dagli uffici propaganda di CIA, NSA, GCHQ, MI-6 e Canadian Communications Security Establishment (CSEC) cooperando strettamente con le facciate di tali agenzie d’intelligence come Open Society Institute di Soros, Freedom House, Hudson Institute, Centro di Studi Strategici e Internazionali (CSIS), Heritage Foundation e Demos del Regno Unito. Le agenzie d’intelligence occidentali hanno diffuso le “narrazioni d’istigazione” attraverso Twitter, Facebook, Flickr e Youtube. Queste applicazioni sono parte integrante del Computer Network Information Operations (CNIO) di GCHQ e NSA. Al di fuori del campo della guerra tecnologica, JTRIG ammette l’impiego “della raccolta di credenziali” contro “le agenzie di stampa estere”. In realtà, spie e provocatori mascherati da spie furono scoperti non solo diffondere notizie fasulle sull’Ucraina, ma anche sul Venezuela, nella simultanea rivolta antigovernativa nel Paese. Falsi giornalisti sono stati smascherati anche in Egitto, Thailandia, Cina e Russia.
Due programmi del GCHQ sono stati probabilmente utilizzati per bombardare gli organi d’informazione con la propaganda dell’opposizione ucraina filo-occidentale, i cui nomi in codice sono INFINITE CURVATURE e MOUNTAIN SLOPE. (CURVATURA INFINITA e PENDIO DI MONTAGNA). Senza verificare in modo indipendente ciò che veniva diffuso tramite messaggi di testo, email, fax e telefonate, i media aziendali globali volentieri ritrasmettevano e ripubblicavano la propaganda dei cinque occhi sulla situazione in Ucraina, come dati di fatto. Comprese le falsità sui cecchini delle forze speciali russe Spetsnaz che sparavano sui manifestanti a piazza Maidan a Kiev (relazioni reali indicavano agitatori neo-nazisti in piazza Maidan sparare ai manifestanti con l’intento d’incolparne il personale di sicurezza del governo), l’accumulo di Janukovich di un tesoro di costosi dipinti e sculture alla maniera di Muammar Gheddafi e Saddam Hussein (in realtà, i gusti di Janukovich sono più orientati al kitsch barocco) e i manifestanti bruciati dalla polizia. Sull’ultimo punto, l’Associated Press ha trasmesso la foto di ciò che descriveva come manifestante di Kiev che fugge in fiamme. In realtà, il “contestatore” era un poliziotto ucraino e le insegne della polizia ucraina MBC possono facilmente vedersi sulla manica sinistra dell’uniforme. Dove JTRIG e i suoi gestori addestratisi al Tavistock prendono immagini, documenti e altre informazioni utilizzate per la propaganda ingannevole e le interferenze delle PSYOPS? La risposta si trova nelle ultime diapositive pubblicate: il database delle informazioni estratte da internet SALAMANCA. Inoltre, il GHCQ e la sua alleata NSA possono indirizzare cellulari specifici per diffondere propaganda attraverso designatori d’identificazione geografica (Target Geographic Identifiers – TGI) assegnati a particolari telefoni cellulari. Tali operazioni possono anche essere utilizzate per disturbare i telefoni cellulari di individui presi di mira attraverso le interruzioni CNIO. Le diapositive di JTRIG sottolineano come le operazioni di rete vengano utilizzate per supportare le operazioni d’intelligence sul campo. Queste operazioni sono identificate come infiltrazione, inganno, messa in scena, false flag, falso salvataggio, interruzione e puntate. Nel caso dell’Ucraina, agenti palesi e segreti occidentali infiltratisi tra i manifestanti a piazza Maidan. In alcuni casi, le operazioni di contro-CNIO possono avere successo contro le agenzie d’intelligence occidentali. Un video di Piazza Maidan mostra un Berkut della polizia speciale ucraina trattenere un uomo che portava una credenziale scaduta del 2012 dell’International Police Association (IPA) di nome di Oleksandr Bojarchuk, oltre a un distintivo dell’IPA ucraina. L’IPA è accusata di essere una copertura delle agenzie d’intelligence occidentali. Il tiro dei cecchini neo-nazisti sui manifestanti di piazza Maidan è uno stratagemma e un’operazione false flag. L’obiettivo generale di tale operazione era denigrare il personale di sicurezza ucraino con la morte di manifestanti e, riguardo ai media occidentali interessati, l’inganno e la false flag sono riuscite. Un’organizzazione mediatica dopo l’altra ha paragonato tali morti al massacro di piazza Tiananmen del 1989 e Janukovich a Saddam Hussein e Gheddafi, entrambi vittime delle primitive operazioni disinformative via rete…
cceb-logoL’operazione in Ucraina è stata anche un’operazione scenografica, un’operazione prevedibile impiegata con successo in passato. Certo, la rivolta di piazza Maidan era quasi una copia carbone, ma molto più violenta, della rivoluzione arancione in Ucraina, preparata dall’occidente nel 2004. Lo stesso modello, sviluppato dai provocatori di Otpor della CIA contro il governo di Slobodon Milosevic in Serbia e raffinato dal Center for Applied Non-Violent Action and Strategies (CANVAS), utilizzato nelle “rivoluzioni a tema” in Georgia, Iran, Egitto, Tunisia, Siria, Venezuela, Myanmar, Maldive, Thailandia e altri Paesi, così come nell’ultimo colpo di Stato in Ucraina. Le  operazioni irregolari sono state utilizzate anche nella fase iniziale in Ucraina, principalmente dal movimento FEMEN, sionista e finanziato da Soros, un gruppo anticristiano e antimusulmano che lavora a stretto contatto con Pussy Riot e Voina, disturbatori sociopatici in Russia. Gli attacchi delle FEMEN ai simboli del cristianesimo in Ucraina hanno contribuito al disordine sociale che alla fine ha portato alla rivolta nel centro di Kiev. La destra neonazista ed ultranazionalista ucraina si agitò per gli attacchi alle croci cristiane e alle chiese nel Paese, citando l’aperto sostegno dato alle Femen da ebrei sionisti statunitensi come Jed Sunden, proprietario di media ucraini come il Kyiv Post. L’uso di agenti neo-nazisti, sionisti e nazionalisti appare su una slide del JTRIG, che prevede l’”individuazione e lo sfruttamento dei punti di frattura” del Paese, regione o altro elemento preso di mira. L’intento di ciò è creare “tensione” sfruttando le “fratture preesistenti” e le concorrenti “differenze ideologiche”. Questi fattori sono accoppiati a “ciò che tiene insieme un gruppo” come “un’opposizione condivisa” e “credenze comuni”. Sfruttare tali fattori avvantaggiano il tipo di operazione d’intelligence riuscita in Ucraina. Altre tattiche impiegate dal sistema di analisi umana (HSA) dell’Online Covert Action (OCA) del personale di GCHQ e NSA, sono la definizione degli obiettivi per le “trappole al miele” (l’uso di esche sessuali per incastrare le persone mirate); cambiare le foto sul social networking utilizzando sofisticate tecniche di Photoshop; creare blog che pretendono di essere della vittima o delle vittime del bersaglio, e-mailing ed sms false e diffamatorie ad amici, colleghi e vicini di casa del bersaglio. Tali tattiche portano su internet le familiari operazioni fisiche “sporche” utilizzate in passato dagli agenti dell’intelligence umana. Altri settori in cui JTRIG e Tavistock cooperano sono l’uso del “pastore” e della “dinamica di gruppo” per creare “gruppi di pensiero” tra i bersagli. La rapidità della popolazione in generale ad accettare tutto ciò che viene scritto e trasmesso sulla situazione in Ucraina ne è un esempio calzante. Solo i media alternativi fornivano fatti imparziali su ciò che accadeva in Ucraina senza la propaganda delle agenzie d’intelligence. Tuttavia, JTRIG ha un sistema di risposta rapida alle notizie da fonti alternative: impiega “storie cospirazioniste” per influenzare pensieri e comportamenti. Le fonti alternative vengono derise come teorie cospirative dalle organizzazioni per operazioni d’influenza di GCHQ e NSA, oppure le agenzie d’intelligence stesse s’inventano storie  cospirazioniste per confondere le acque. JTRIG si basa anche sulle Dimensioni Hofstede dello psicologo olandese Geert Hofstede, che richiedono l’impiego dell’intreccio culturale del “collettivismo” o “pensiero di gruppo” per raggiungere gli obiettivi psicologici. Tali pratiche sono un puro dogma per il Tavistock. Ciò, oltre al desiderio del JTRIG di praticare la “magia informatica” su internet, rientra nella piena fiducia del Tavistock sull’occulta estensione della propria capacità di plasmare opinioni e comportamenti su vaste aree della popolazione mondiale. La tattica del Tavistock fu usata per produrre consenso popolare nella Seconda Guerra Mondiale, nella Guerra Fredda, nella “Guerra globale al terrorismo”, nella guerra dei Balcani, nei conflitti africani e nelle due guerre occidentali contro l’Iraq. Più di recente, i metodi del Tavistock, raffinati e impiegati da GCHQ e NSA, sono stati utilizzati durante la primavera araba e il recente sconvolgimento in Ucraina.
La fusione di SIGINT, HUMINT e tecnologia di manipolazione mentale del Tavistock rappresenta una mossa pericolosa delle agenzie d’intelligence occidentali, in un’arena in cui si possono subire tremendi contraccolpi. La disgregazione sociale vista con l’uso di tali pratiche in Libia e Siria, ha provocato la guerra civile. Anche l’Ucraina può sprofondare nella guerra civile tra nazionalità e gruppi linguistici concorrenti, similmente alla Jugoslavia.

29cyberwar_480La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siria: quale Sarin?

Seymour M. Hersh, Global Research, 8 dicembre 2013

560827Barack Obama non ha detto tutto, questo autunno, quando ha cercato di fare sì che Bashar al-Assad venisse indicato quale responsabile dell’attacco di armi chimiche presso Damasco il 21 agosto. In alcuni casi, ha omesso importanti dati d’intelligence, mentre in altri ha presentato delle ipotesi come fatti. Più importante, non è riuscito a riconoscere ciò che era noto alla comunità d’intelligence degli Stati Uniti: l’esercito siriano non è l’unica parte nella guerra civile ad avere accesso al Sarin, l’agente nervino che secondo uno studio delle Nazioni Unite è stato utilizzato, ma senza valutarne la responsabilità nell’attacco missilistico. Nei mesi prima dell’attacco, le agenzie d’intelligence statunitensi produssero una serie di rapporti altamente classificati, culminando in un formale Ordine di Operazioni, un documento per la pianificazione di un’invasione terrestre, citando la prova che il Fronte al-Nusra, un gruppo jihadista affiliato ad al-Qaida, aveva appreso i metodi per produrre il Sarin in grandi quantità. Quando si verificò l’attacco di al-Nusra, se ne sarebbe dovuto sospettare, ma l’amministrazione scelse le informazioni che giustificassero l’attacco contro Assad.
Nel suo discorso televisivo nazionale sulla Siria del 10 settembre, Obama diede la colpa dell’attacco con il gas nervino al quartiere in mano ai ribelli del Ghuta orientale, definitivamente al governo Assad e chiarì di esser pronto a sostenere le sue precedenti dichiarazioni secondo cui un qualsiasi uso di armi chimiche avrebbe violato la ‘linea rossa’: ‘il governo di Assad ha gasato più di mille persone‘, disse. ‘Sappiamo che il regime di Assad ne era responsabile… Ed è per questo che, dopo un’attenta riflessione, ho deciso fosse nell’interesse della sicurezza nazionale degli Stati Uniti rispondere all’uso di armi chimiche del regime di Assad con un attacco militare mirato.’ Obama  andava in guerra sulla base di un pericolo pubblico, ma lo faceva senza sapere con certezza chi avesse fatto cosa la mattina del 21 agosto. Citò una lista di ciò che sembravano essere delle stentate prove della colpevolezza di Assad: ‘Nei giorni precedenti al 21 agosto, abbiamo saputo che il personale chimico di Assad si era preparato per un attacco nei pressi della zona dove fu usato il gas Sarin. Distribuirono maschere antigas alle loro truppe. Poi spararono razzi da un’area controllata dal regime su 11 quartieri che il regime cercava di ripulire dalle forze dell’opposizione‘. La certezza di Obama riecheggiava quella di Denis McDonough, capo del suo staff, che disse al New York Times: ‘Nessuno con cui ho parlato dubita dell’intelligence che collega direttamente Assad e il suo regime agli attacchi con il Sarin‘. Ma negli ultimi colloqui con agenti dell’intelligence e militari, funzionari e consulenti, passati e presenti, ho trovato intensa preoccupazione e talvolta rabbia, su ciò che più volte veniva visto come deliberata manipolazione dell’intelligence. Un alto ufficiale dell’intelligence, in una e-mail a un collega, definì le rassicurazioni dell’amministrazione sulle responsabilità di Assad un ‘trucco’. L’attacco ‘non era dovuto al regime attuale‘, scrisse. Un ex alto funzionario dell’intelligence mi disse che l’amministrazione Obama aveva alterato le informazioni disponibili, su tempistica e sequenza, per consentire al presidente ed ai suoi consiglieri di usare l’intelligence dopo l’attacco come se fosse stato raccolto e analizzato in tempo reale, mentre era in corso l’attacco. La distorsione, ha detto, gli ricordava il Golfo del Tonchino del 1964, quando l’amministrazione Johnson invertì la sequenza delle intercettazioni della National Security Agency per giustificare i primi bombardamenti del Vietnam del Nord. Lo stesso funzionario disse che vi fu un’immensa frustrazione tra la burocrazia militare e dell’intelligence: ‘I ragazzi alzano le mani dicendo: “Come possiamo aiutarlo“, Obama, “quando lui e i suoi compari alla Casa Bianca fanno dei dati dell’intelligence quel che vogliono?”
Le denunce si concentravano su ciò che Washington non aveva: nessun preavviso sulla presunta origine dell’attacco. La comunità d’intelligence militare da anni produce ogni mattina la sintesi dell’intelligence altamente classificata, noto come Rapporto del mattino per il segretario della Difesa e per il presidente del Joint Chiefs of Staff, copie vanno anche al consigliere per la sicurezza nazionale e al direttore di intelligence nazionale. Il Rapporto del mattino non contiene alcuna informazione politica o economica, ma fornisce una sintesi dei più importanti eventi militari nel mondo, con tutta l’intelligence disponibile al riguardo. Un consulente dell’intelligence mi ha detto che qualche tempo dopo l’attacco, esaminò le relazioni dal 20 agosto al 23 agosto. Per due giorni, 20 e 21 agosto, non vi fu alcuna menzione della Siria. Il 22 agosto il Rapporto del mattino trattava dell’Egitto, un elemento successivo discusse del cambiamento nella struttura di comando di uno dei gruppi ribelli in Siria. Nulla fu osservato circa l’uso di gas nervino a Damasco quel giorno. Non fino al 23 agosto, quando l’uso del Sarin divenne  un tema dominante, anche se centinaia di fotografie e video della strage si erano diffuse in poche ore su YouTube, Facebook e altri social media. A questo punto, l’amministrazione ne sapeva quanto il pubblico. Obama lasciò Washington la mattina del 21 agosto per un frenetico tour di due giorni a New York e Pennsylvania, secondo l’ufficio stampa della Casa Bianca, è fu informato la sera del giorno dell’attacco e del crescente furore del pubblico e dei media. La mancanza di dati d’intelligence immediati fu chiarita il 22 agosto, quando Jen Psaki, portavoce del dipartimento di Stato, disse ai giornalisti: ‘Non possiamo stabilire in modo definitivo che (armi chimiche) siano state utilizzate. Ma ci concentriamo ogni minuto di ogni giorno, da quando questi eventi sono accaduti… per fare tutto il possibile in nostro potere per stabilire i fatti‘. Il tono dell’amministrazione si era indurito il 27 agosto, quando Jay Carney, addetto stampa di Obama, disse ai giornalisti, senza fornire alcuna informazione specifica, che gli eventuali suggerimenti che il governo siriano non ne fosse responsabile ‘sono così assurdi quanto l’idea che l’attacco stesso non si sia verificato‘.
L’assenza di un allarme immediato nella comunità dell’intelligence statunitense dimostra che non vi erano dati dell’intelligence sulle intenzioni siriane nei giorni precedenti l’attacco. E vi sono almeno due modi con cui gli Stati Uniti potevano saperle in anticipo: entrambi sono coperti da uno dei documenti top secret statunitensi resi pubblici in questi ultimi mesi da Edward Snowden, l’ex consulente della NSA. Il 29 agosto, il Washington Post pubblicò estratti del bilancio annuale di tutti i programmi d’intelligence nazionali, agenzia per agenzia, forniti da Snowden. In consultazione con l’amministrazione Obama, il giornale scelse di pubblicare solo una piccola parte del documento di 178 pagine, che aveva una classificazione superiore al top secret, ma fu riassunta e pubblicata una sezione che trattava di aree problematiche. Una parte del problema era il gap nella copertura riguardante l’ufficio di Assad. Il documento disse che in tutto il mondo i servizi d’intercettazione elettronica della NSA potevano ‘monitorare le comunicazioni crittografate tra alti ufficiali riguardanti la guerra civile‘. Ma vi era ‘un vuoto sulle forze del Presidente Bashar al-Assad, a quanto pare riconosciuto in seguito‘. In altre parole, la NSA non aveva più accesso alle conversazioni della leadership militare della Siria, che avrebbe incluso le comunicazioni più importanti di Assad, come ad esempio gli ordini per l’attacco con il gas nervino. (Nelle sue dichiarazioni pubbliche del 21 agosto, l’amministrazione Obama non ha mai affermato di avere informazioni specifiche che collegassero Assad all’attacco.) L’articolo fornì anche la prima indicazione di un sistema di sensori segreto in Siria, progettato per segnalare tempestivamente ogni cambiamento nell’arsenale chimico del regime. I sensori erano controllati dal National Reconnaissance Office, l’agenzia che controlla tutti i satelliti dell’intelligence USA. Secondo la sintesi del Post, la NRO ebbe anche assegnato ‘l’estrazione dei dati dai sensori sul terreno‘ in Siria. L’ex alto funzionario dell’intelligence, che aveva conoscenza diretta del programma, mi disse che i sensori della NRO furono impiantati nei pressi di tutti i siti chimici conosciuti in Siria. Sono progettati per monitorare costantemente i movimenti delle testate chimiche nei depositi militari. Ma molto più importante, in termini di allerta precoce, era la capacità dei sensori d’avvertire  le intelligence di Stati Uniti e Israele quando le testate vengono caricate con Sarin. (Il Paese vicino, Israele è sempre in allerta sui cambiamenti nell’arsenale chimico siriano, e lavora a stretto contatto con l’intelligence statunitensi sui preallarmi.) Una testata chimica, una volta caricata con Sarin, ha una durata di pochi giorni o meno, l’agente nervino inizia a erodere il razzo quasi subito, si tratta di un’arma di distruzione di massa ‘usa e getta’. ‘L’esercito siriano non ha tre giorni per preparare un attacco chimico‘, mi ha detto l’ex alto funzionario dell’intelligence. ‘Abbiamo creato il sistema di sensori per una reazione immediata, come l’allarme aereo o un allarme antiincendio. Non si può avere un preavviso di tre giorni perché tutte le persone coinvolte sarebbero morte. O è ora o sei storia. Non stai tre giorni pronto a sparare gas nervino‘. I sensori non rilevarono alcun movimento nei mesi e giorni precedenti il 21 agosto,  ha detto l’ex funzionario. Naturalmente è possibile che il Sarin sia stato fornito all’esercito siriano con altri mezzi, ma l’assenza dell’allerta ha fatto sì che Washington potesse monitorare gli eventi nel Ghuta orientale, come spiegato. I sensori funzionarono in passato, come sapeva fin troppo bene la leadership siriana. Lo scorso dicembre il sistema di sensori raccolse i segnali di ciò che sembrava essere Sarin presso un deposito di armi chimiche. Non fu immediatamente chiaro se l’esercito siriano stesse simulando il caricamento di Sarin nell’ambito di una esercitazione (tutti i militari effettuano costantemente tali esercitazioni) o addirittura preparando un attacco. Al momento, Obama avvertì pubblicamente la Siria che l’utilizzo del Sarin era ‘totalmente inaccettabile‘, un messaggio simile fu inviato anche per via diplomatica. L’evento successivamente si scoprì essere parte di una serie di esercitazioni, secondo l’ex funzionario dell’intelligence: ‘Se quello che i sensori videro lo scorso dicembre era così importante da far dire al presidente: “Smettetela”, perché il presidente non fece tale stesso avviso tre giorni prima dell’attacco del gas di agosto?’
La NSA ovviamente monitorerebbe l’ufficio di Assad tutto il giorno se potesse, l’ex funzionario ha detto. Altre comunicazioni, da diverse unità dell’esercito in combattimento in tutta la Siria, sarebbero molto meno importanti, e quindi non analizzate in tempo reale. ‘Vi sono letteralmente migliaia di frequenze radio tattiche utilizzate dalle unità sul campo in Siria per le comunicazioni di routine‘,  disse, ‘e ci vorrebbe un numero enorme di crittografi della NSA per ascoltarle, e il ritorno utile sarebbe nullo.’ Ma il ‘chiacchiericcio’ è normalmente memorizzato sui computer. Una volta che la scala degli eventi del 21 agosto fu compresa, la NSA avviò un tentativo globale per cercare eventuali collegamenti all’attacco, analizzando l’archivio completo delle comunicazioni memorizzate. Una parola chiave o due sarebbe stata selezionata e un filtro impiegato per trovare le conversazioni pertinenti. ‘Che cosa è successo qui è che voci dell’intelligence della NSA scovarono  un evento, l’uso del Sarin, e iniziarono a cercare le comunicazioni che potessero riguardarlo‘, ha detto l’ex ufficiale. ‘Ciò non porta a una valutazione dall’elevata fiducia, a meno che non si inizi con la certezza che Bashar Assad l’avesse ordinato, e cercare qualcosa che sostenga tale convinzione.’ La scelta è simile al processo utilizzato per giustificare la guerra in Iraq.
La Casa Bianca ebbe bisogno di nove giorni per assemblare l’accusa contro il governo siriano. Il 30 agosto invitò un gruppo selezionato di giornalisti di Washington (e almeno un giornalista, spesso critico, Jonathan Landay, il corrispondente delle sicurezza nazionale dei McClatchy Newspapers, non fu invitato), e gli consegnarono un documento accuratamente etichettato come ‘valutazione del governo’, piuttosto che come valutazione della comunità d’intelligence. Il documento era essenzialmente un argomento politico per rafforzare l’accusa dell’amministrazione contro il governo Assad. Fu tuttavia più specifico rispetto a Obama, in seguito, nel suo discorso del 10 settembre: l’intelligence statunitense, affermò, sapeva che la Siria aveva iniziato ‘la preparazione di munizioni chimiche tre giorni prima dell’attacco‘. In un discorso aggressivo dopo quel giorno, John Kerry fornì ulteriori dettagli. Disse che ‘personale chimico siriano era sul campo, nella zona, per i preparativi‘ dal 18 agosto. ‘Sappiamo che elementi del regime siriano ebbero l’ordine di prepararsi all’attacco mettendosi maschere antigas e prendendo precauzioni connesse con le armi chimiche.’ La valutazione del governo e i commenti di Kerry facevano sembrare che l’amministrazione avesse scoperto l’attacco del Sarin. Questa versione dei fatti fasulla ma non contestata, fu ampiamente segnalata al momento. Una reazione imprevista avvenne sotto forma di denuncia da parte della leadership dell’esercito libero siriano e di altri, per l’assenza di avvertimenti. ‘E’ incredibile che non abbiano fatto nulla per avvertire le persone o cercare di fermare il regime prima del crimine‘, disse Razan Zaitunah, membro dell’opposizione che abitava in una delle città colpite da Sarin, a Foregin Politcy. Il Daily Mail fu più netto: ‘Il rapporto dell’intelligence afferma che funzionari statunitensi sapevano dell’attacco nervino in Siria, tre giorni prima che venissero uccise oltre 1400 persone, tra cui più di 400 bambini.’ (Il numero dei decessi attribuibili all’attacco varia ampiamente, da 1429, come inizialmente sostenuto dall’amministrazione Obama, a molti meno: un gruppo per i diritti umani siriani ha riportato 502 morti; Medici Senza Frontiere 355 e una relazione francese parla di 281 decessi noti. Il dato sorprendentemente preciso degli Stati Uniti fu poi riportato dal Wall Street Journal non essere basato sul conteggio effettivo dei corpi ma su un’estrapolazione dagli analisti della CIA, che su YouTube scansionarono più di un centinaio di video del Ghuta orientale con  un sistema informatico, alla ricerca delle immagini dei morti. In altre parole, era poco più di una supposizione). Cinque giorni dopo, un portavoce dell’ufficio del direttore della National Intelligence  rispose alle lamentele. Una dichiarazione all’Associated Press disse che l’intelligence dietro le affermazioni dell’amministrazione non era nota al momento dell’attacco, ma fu recuperata solo in seguito: ‘Cerchiamo di essere chiari, gli Stati Uniti non guardavano in tempo reale, quando tale attacco orribile ha avuto luogo. La comunità dell’intelligence poteva raccogliere e analizzare le informazioni dopo il fatto e stabilire che elementi del regime di Assad avevano infatti provveduto a prepararsi in precedenza ad usare armi chimiche‘. Ma da quando la stampa statunitense ebbe la sua storia, la precisazione ebbe scarsa attenzione. Il 31 agosto il Washington Post, basandosi sulla valutazione del governo, aveva vividamente riportato in prima pagina che l’intelligence statunitense poté registrare ‘ogni passo’ dell’attacco dell’esercito siriano, ‘in tempo reale, dagli ampi preparativi per il lancio dei razzi alle valutazioni post-intervento da parte di funzionari siriani‘. Non pubblicò la correzione dell’AP e la Casa Bianca mantenne il controllo della narrazione.
Così, quando Obama disse il 10 settembre che la sua amministrazione sapeva che personale chimico di Assad aveva preparato l’attacco in anticipo, si basava non sull’intercettazione colta mentre ciò accadeva, ma sulle comunicazioni analizzate giorni dopo il 21 agosto. L’ex alto funzionario dell’intelligence spiegò che la caccia alle comunicazioni rilevanti risalivano all’esercitazione rilevata nel dicembre precedente, in cui, come più tardi disse Obama, l’esercito siriano aveva mobilitato personale chimico e distribuito maschere antigas alle truppe. La valutazione del governo, della Casa Bianca e il discorso di Obama non descrivevano gli eventi specifici che portarono all’attacco del 21 agosto, ma un resoconto delle sequenze che l’esercito siriano avrebbe seguito per un qualsiasi attacco chimico. ‘Misero insieme una storia‘, ha detto l’ex funzionario, ‘con molti e diversi pezzi e parti. Il modello usato risaliva a dicembre‘. E’ possibile, naturalmente, che Obama non sapesse che il resoconto era tratto da un’analisi del protocollo dell’esercito siriano per condurre un attacco con i gas, piuttosto che da prove dirette. In entrambi i casi, apparve chiaro essere un giudizio affrettato. La stampa doveva seguire l’esempio. Il rapporto delle Nazioni Unite del 16 settembre confermava l’uso del Sarin, ma fu attento nel far notare che l’accesso dei suoi inquirenti ai punti dell’attacco, che avvenne cinque giorni dopo la gassificazione, era controllato dalle forze ribelli. ‘Come in altri siti,’ il rapporto avvertiva, ‘furono trafficati da altre persone prima dell’arrivo della missione… Durante il tempo trascorso in questi luoghi, individui  arrivarono e portarono altre munizioni sospette, indicando che tale prova potenziale era stata spostata ed eventualmente manipolata.’ Eppure, il New York Times nascose la relazione, come fecero i funzionari statunitensi ed inglesi, ed affermò di aver fornito la prova cruciale a sostegno delle affermazioni dell’amministrazione. Un allegato al rapporto delle Nazioni Unite riproduceva le foto su YouTube di alcune munizioni recuperate, tra cui un razzo che ‘indicativamente aveva’ le specifiche di un razzo d’artiglieria del calibro di 330 mm. Il New York Times scrisse che l’esistenza dei razzi, in sostanza, dimostrava che il governo siriano fosse responsabile dell’attacco ‘perché le armi in questione non erano state precedentemente documentate o segnalate in possesso della rivolta’.
Theodore Postol, professore di tecnologia e sicurezza nazionale al MIT, ha esaminato le foto delle Nazioni Unite con un gruppo di suoi colleghi e ha concluso che il razzo dal grande calibro era una munizione improvvisata molto probabilmente prodotta localmente. Mi ha detto che era ‘qualcosa che si potrebbe produrre in una modesta officina‘. Il razzo nelle foto, ha aggiunto, non aveva le specifiche di un razzo simile, ma più piccolo, noto per essere nell’arsenale siriano. Il New York Times, sempre basandosi sui dati del rapporto delle Nazioni Unite, analizzò anche la traiettoria dei due razzi vuoti ritenuti essere armati con il Sarin, e concluse che l’angolo d’impatto ‘puntava direttamente‘ su un base dell’esercito siriano, a più di nove chilometri dalla zona d’impatto. Postol, che fu consulente scientifico per il capo delle operazioni navali del Pentagono, ha detto che le affermazioni del Times e di altrove ‘non erano basate su osservazioni reali‘. Concluse che l’analisi della traiettoria di volo, in particolare, come ha detto in una e-mail, ‘è totalmente assurda‘, perché uno studio approfondito ha dimostrato che la gittata dei razzi  improvvisati ‘difficilmente’ va oltre i due chilometri. Postol e un collega, Richard M. Lloyd, pubblicarono l’analisi due settimane dopo il 21 agosto, in cui correttamente valutarono che i razzi in questione avevano una carico utile in Sarin di gran di lunga maggiore di quanto stimato in precedenza. Il Times riferì tale analisi a lungo, descrivendo Postol e Lloyd come “principali esperti di armi”. Successivamente, lo studio della coppia sulla traiettoria e l’autonomia dei razzi, che contraddiceva la tempistica segnalata dal Time, inviato al giornale la settimana prima, non fu pubblicato.*
Il travisamento della Casa Bianca di ciò che sapeva dell’attacco, e di quando, coincise con la sua disponibilità ad ignorare l’intelligence che compromettesse il racconto. Tali informazioni riguardavano al-Nusra, il gruppo ribelle islamista designato da Stati Uniti e Nazioni Unite organizzazione terroristica. Al-Nusra è nota per aver effettuato decine di attentati suicidi contro cristiani e le altre sette musulmane non sunnite in Siria, e per aver attaccato il suo alleato nominale nella guerra civile, il secolare esercito libero siriano (ELS). Il suo obiettivo dichiarato è rovesciare il regime di Assad e stabilire la legge della sharia. (Il 25 settembre al-Nusra riuniva diversi altri gruppi di ribelli islamici ripudiando l’ELS e l’altra fazione laica, la coalizione nazionale siriana). La serie di interessi statunitensi per al-Nusra e il Sarin derivava da una serie di piccoli attacchi chimici a marzo ed aprile, quando il governo siriano e i ribelli si accusarono della responsabilità. Le Nazioni Unite alla fine conclusero che quattro attacchi chimici furono effettuati, ma non stabilì la responsabilità. Un funzionario della Casa Bianca dichiarò alla stampa, a fine aprile, che la comunità d’intelligence aveva valutato ‘con diversi gradi di fiducia‘ che il governo siriano fosse responsabile degli attacchi. Assad aveva attraversato la ‘linea rossa’ di Obama. La valutazione di aprile fece notizia, ma alcuni passi  significativi furono persi nella traduzione. L’anonimo funzionario del briefing riconobbe che “non sono sufficienti le ‘valutazioni della comunità di intelligence’, vogliamo‘, disse, ‘indagare oltre tali valutazioni dell’intelligence, per raccogliere i fatti, per stabilire una credibile e corroborata serie di informazioni che possano quindi informare il nostro processo decisionale.’ In altre parole, la Casa Bianca non aveva alcuna prova diretta del coinvolgimento dell’esercito o del governo siriani, un fatto solo occasionalmente osservato dalla stampa. Difficile dire se Obama abbia ingannato il pubblico e il Congresso, che vedevano Assad come un assassino spietato.
Due mesi dopo, una dichiarazione della Casa Bianca annunciava il mutamento della valutazione della colpevolezza siriana e dichiarava che l’intelligence aveva ora ‘alta fiducia’ che il governo di Assad fosse responsabile di ben 150 morti negli attacchi con il Sarin. Altri titoli furono generati e la stampa disse che Obama, in risposta alla nuova intelligence, aveva ordinato l’aumento degli aiuti non letali all’opposizione siriana. Ma ancora una volta vi furono avvertimenti significativi. La nuova intelligence includeva un rapporto secondo cui ufficiali siriani avevano pianificato ed eseguito gli attacchi. Non furono forniti dati specifici, né s’identificava chi fornì questi rapporti. La dichiarazione della Casa Bianca disse che analisi di laboratorio avevano confermato l’uso del Sarin, ma anche la constatazione positiva del gas nervino ‘non dice come o dove le persone furono esposte o chi sia stato responsabile della diffusione‘. La Casa Bianca inoltre dichiarava: ‘Non abbiamo nessuna segnalazione corroborata affidabile che indichi che l’opposizione in Siria abbia acquistato o usato armi chimiche.‘ L’affermazione contraddiceva le prove che all’epoca giunsero alle agenzie d’intelligence statunitensi. Già dalla fine di maggio, il consulente dell’intelligence mi disse che la CIA aveva informato l’amministrazione Obama su al-Nusra e il suo lavoro con il Sarin, e aveva mandato rapporti allarmanti su un altro gruppo fondamentalista sunnita attivo in Siria, al-Qaida in Iraq (AQI), che aveva capito come produrre Sarin. A quel tempo, al-Nusra operava nelle zone vicino a Damasco, tra cui il Ghuta orientale. Un documento dell’intelligence rilasciato a metà estate, trattava a lungo di Ziyad Tariq Ahmed, esperto di armi chimiche proveniente dai militari iracheni, che si diceva trasferitosi in Siria e attivo nel Ghuta orientale. Il consulente mi disse che Tariq fu identificato ‘come un tizio di al-Nusra capace di produrre iprite in Iraq ed implicato nella produzione ed uso di Sarin‘. Fu considerato un obiettivo di alto profilo dai militari statunitensi.
Il 20 giugno un cablo top secret di quattro pagine, che riassumeva quanto appreso sulle capacità con il gas nervino di al-Nusra, fu trasmesso a David R. Shedd, vicedirettore della Defense Intelligence Agency.Shedd fu informato ampiamente e in modo completo‘, ha detto il consulente. ‘Non era nel gruppo dei “credenti”.’ Mi ha detto che il cablo non valutava se i ribelli o l’esercito siriano avessero avviato gli attacchi di marzo e aprile, ma confermava rapporti precedenti secondo cui al-Nusra aveva la capacità di acquisire ed usare Sarin. Un campione di Sarin utilizzato fu anche recuperato, con l’aiuto di un agente israeliano, ma secondo il consulente nessuna ulteriore notifica sul campione appare nel traffico dei cabli. Indipendentemente da queste valutazioni, il Joint Chiefs of Staff, nell’ipotesi in cui truppe statunitensi avessero l’ordine di catturare i depositi chimici del governo siriano, chiese un’analisi sull’origine della minaccia potenziale. ‘Il massimo ordine poneva le basi per l’esecuzione di una missione militare, se ordinata‘, spiegò l’ex alto funzionario dell’intelligence. ‘Ciò includeva l’eventuale necessità d’inviare soldati statunitensi in un sito chimico siriano per difenderlo dai ribelli. Se i ribelli jihadisti invadevano il sito, il presupposto era che Assad non li avrebbe combattuti perché stavamo proteggendo le sostanze chimiche dai ribelli. Tutti gli ordini operativi contengono una componente dell’intelligence sulle minacce. Avevamo analisti tecnici di Central Intelligence Agency, Defense Intelligence Agency, dell’esercito e delle I&W (indicazioni e le avvertenze) che lavoravano sul problema… Conclusero che le forze ribelli potevano attaccare una forza statunitense con il Sarin, perché potevano produrlo. L’esame si basava sull’intelligence elettronica ed umana, così come sull’intenzione e la capacità tecnica dei ribelli‘.
Vi sono prove che durante l’estate alcuni membri del Joint Chiefs of Staff fossero turbati dalla prospettiva di un’invasione via terra della Siria, nonché dalla professata volontà di Obama di dare alle fazioni ribelli supporto non letale. A luglio, il generale Martin Dempsey, presidente del Joint Chiefs, diede una valutazione cupa, raccontando al Comitato dei Servizi Armati del Senato, con testimonianza pubblica, che ‘migliaia di elementi per le operazioni speciali e le altre forze di terra‘ fossero necessari per occupare l’arsenale chimico siriano ampiamente disperso, insieme a ‘centinaia di aerei, navi, sottomarini e altri mezzi‘. Le stime del Pentagono parlavano di settantamila truppe, in parte perché le forze USA avrebbero anche custodito i missili siriani: l’accesso a grandi quantità di sostanze chimiche per produrre il Sarin, senza i vettori, sarebbe stato di scarso valore per una forza ribelle. In una lettera al senatore Carl Levin, Dempsey avvertì che la decisione di catturare l’arsenale siriano poteva avere conseguenze indesiderate: ‘Abbiamo appreso negli ultimi dieci anni, tuttavia, che non è sufficiente modificare semplicemente l’equilibrio di potere militare senza un attento esame di quanto è necessario per preservare uno Stato funzionante… Se le istituzioni del regime crollassero, in assenza di un’opposizione valida, inavvertitamente si potenzierebbero gli estremisti o si userebbero le armi chimiche che cerchiamo di controllare‘.
La CIA ha rifiutato di commentare questo articolo. I portavoce della DIA e l’Ufficio del Direttore della National Intelligence hanno detto che non sapevano della relazione a Shedd e che se fornivo i codici dei cablo specifici del documento, dissero che potevano trovarlo. Shawn Turner, responsabile degli affari pubblici dell’ODNI, disse che nessuna agenzia d’intelligence statunitense, tra cui la DIA, ‘ritiene che il Fronte al-Nusra sia riuscito a sviluppare la capacità di produrre Sarin‘.  I funzionari degli Affari pubblici dell’amministrazione non sono così preoccupati dal potenziale militare di al-Nusra come Shedd lo fu nelle sue dichiarazioni pubbliche. Alla fine di luglio, diede un resoconto allarmante sulla forza di al-Nusra, in occasione del Forum annuale sulla sicurezza ad Aspen, in Colorado. ‘Conto non meno di 1200 diversi gruppi dell’opposizione‘, disse Shedd, secondo una registrazione del suo intervento. ‘E dentro l’opposizione, il Fronte al-Nusra è… il più efficace e guadagna forza.’ Questo, disse, ‘è una grave preoccupazione per noi. Se incontrollati, sono assai preoccupato del fatto che gli elementi più radicali“, citava anche al-Qaida in Iraq, ‘vincano’.  La guerra civile, proseguiva, ‘può solo peggiorare… violenze insondabili si devono ancora avere.’ Shedd non fece menzione delle armi chimiche nel suo discorso, ma non gli era permesso: le relazioni del suo ufficio sono altamente classificate.

BSMOz-BCIAAZmGo*Una serie di dispacci segreti dalla Siria, nel corso dell’estate riferiva che i membri dell’ELS si lamentavano presso gli operatori dell’intelligence statunitense dei ripetuti attacchi contro le loro forze da parte dei combattenti di al-Nusra e di al-Qaida. Le relazioni, secondo il consulente d’intelligence di alto livello che li lesse, fornivano la prova che l’ELS era ‘più preoccupato dai pazzi che da Assad‘. L’ELS era in gran parte composto da disertori dell’esercito siriano. L’amministrazione Obama, impegnata a farla finita con il regime di Assad e nel continuo sostegno ai ribelli, ha cercato nelle sue dichiarazioni pubbliche dopo l’attacco, di minimizzare l’influenza delle fazioni salafite e wahabite. All’inizio di settembre, John Kerry sbalordì il Congresso con l’improvvisa affermazione che al-Nusra e altri gruppi islamisti erano minoritari nell’opposizione siriana. In seguito lo ritrattò.
Nelle sue comunicazioni pubbliche e private, dopo il 21 agosto, l’amministrazione avrebbe violato l’intelligence disponibile sul potenziale accesso di al-Nusra al Sarin e continuato a sostenere che il governo di Assad fosse l’unico in possesso di armi chimiche. Questo messaggio fu trasmesso nei vari briefing segreti che i membri del Congresso ricevettero nei giorni dopo l’attacco, quando Obama cercava sostegno alla sua offensiva missilistica programmata contro le installazioni militari siriane. Un legislatore con più di venti anni di esperienza in questioni militari, mi ha detto che con tale mole di informazioni fu convinto che ‘solo il governo Assad avesse Sarin e che i ribelli non ne avessero.’ Allo stesso modo, in seguito alla pubblicazione del rapporto delle Nazioni Unite del 16 settembre, a conferma che il Sarin era stato utilizzato il 21 agosto, Samantha Power, l’ambasciatrice USA alle Nazioni Unite, disse in una conferenza stampa: ‘E’ molto importante notare che solo il regime (di Assad) possiede il Sarin, e non abbiamo alcuna prova che l’opposizione lo possieda‘. Non è noto se la segnalazione altamente classificata su al-Nusra sia stata messa a disposizione dell’ufficio di Powers, ma il suo commento riflette l’atteggiamento dell’amministrazione. ‘L’ipotesi immediata fu che Assad l’aveva fatto‘, mi disse l’ex alto funzionario dell’intelligence. ‘Il nuovo direttore della CIA, (John) Brennan, saltò su questa conclusione… si unì alla Casa Bianca dicendo: “Guardate cosa ho”. Erano solo parole, ma sventolava una camicia insanguinata. Vi era una notevole pressione politica per spingere Obama in soccorso dei ribelli, e vi era il pio desiderio che questo (collegare Assad all’attacco del Sarin) avrebbe forzato la mano a Obama: ‘Questo è il telegramma Zimmermann della ribellione siriana e ora Obama può reagire’. Il wishful thinking di Samantha Power aleggiava sull’amministrazione. Purtroppo, alcuni membri del Joint Chiefs, avvisati che stavano per attaccare, non erano così sicuri che fosse una buona cosa.’ La proposta di un attacco missilistico statunitense sulla Siria non convinse mai il pubblico e Obama passò ben presto alle Nazioni Unite e accettò la proposta russa per lo smantellamento del complesso chimico bellico siriano. Qualsiasi possibilità di un’azione militare fu definitivamente scongiurata il 26 settembre, quando l’amministrazione approvò il progetto della Russia di risoluzione dell’ONU, chiedendo al governo di Assad di sbarazzarsi del suo arsenale chimico. La ritirata di Obama sollevò molti alti ufficiali. (Un alto consulente per le operazioni speciali mi disse che l’attacco missilistico statunitense su aeroporti militari e postazioni missilistiche siriani era mal concepito, come inizialmente aveva previsto la Casa Bianca, e avrebbe ‘fornito supporto aereo ravvicinato ad al-Nusra’.)
La distorsione dei fatti sull’attacco del Sarin dell’amministrazione solleva una questione ineludibile: cosa sappiamo della volontà di Obama di allontanarsi dalla sua minaccia della ‘linea rossa’ per bombardare la Siria? Aveva affermato di avere prove ferree, ma improvvisamente decise di portare la questione al Congresso, e poi di accettare l’offerta di Assad di cedere le armi chimiche. Sembra possibile che a un certo punto abbia avuto davanti informazioni contraddittorie, con prove abbastanza forti da convincerlo a cancellare il suo piano di attacco ed accettare le critiche dei repubblicani. La risoluzione delle Nazioni Unite, adottata il 27 settembre dal Consiglio di sicurezza, tratta indirettamente dell’idea che le forze ribelli come al-Nusra debbano disarmare: ‘nessuno in Siria dovrebbe usare, sviluppare, produrre, acquistare, stoccare, trattenere o trasferire armi chimiche‘. La risoluzione chiede anche la notifica immediata del Consiglio di sicurezza nel caso di armi chimiche acquisite da eventuali “attori non statali”. Nessun gruppo viene nominato. Mentre il regime siriano continua il processo di eliminazione del suo arsenale chimico, l’ironia è che, dopo che i depositi degli agenti precursori di Assad saranno distrutti, al-Nusra e i suoi alleati islamisti potrebbero essere l’unica fazione in Siria in possesso degli elementi per produrre il Sarin, arma strategica inutile in qualsiasi altra zona in guerra, ma molto per negoziare.

Ghouta_chemical_attack_map_svgSeymour M. Hersh sta scrivendo una storia alternativa della guerra al terrore. Vive a Washington DC.
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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come la NSA spia le telecomunicazioni dell’America Latina

Wayne Madsen, Strategic Culture Foundation, 26.10.2013

NSA_CHIEF_AP-thumb-570x321-123773Grazie ai documenti forniti dall’informatore della National Security Agency (NSA) Edward Snowden, le attività di un ramo poco noto della comunità d’intelligence degli Stati Uniti, il Servizio di Raccolta Speciale (SCS), diventano sempre più note. Un’organizzazione ibrida composta per lo più personale della NSA, ma anche della Central Intelligence Agency (CIA), il SCS, noto come F6 nella NSA, ha sede a Beltsville, Maryland. La sede del SCS, in un edificio per uffici con le iniziali “CSSG”, è adiacente al Servizio Diplomatico delle Telecomunicazioni del dipartimento di Stato (DTS). Un cavo sotterraneo corre tra i due edifici, permettendo al SCS di comunicare in sicurezza con le postazioni di ascolto clandestine della NSA, create nelle ambasciate USA in tutto il mondo. Queste “stazioni estere” della NSA, note anche come “Elementi di raccolta speciale” e “Unità di raccolta speciali” si trovano nelle ambasciate USA da Brasilia a Città del Messico, da New Delhi a Tokyo… Come sappiamo dai documenti di Snowden, il SCS inoltre è riuscito a infiltrare le comunicazioni via Internet e cellulare, e le infrastrutture delle telecomunicazioni su rete fissa di un certo numero di nazioni, specialmente quelle dell’America Latina. Collabora con il SCS è il Communications Security Establishment del Canada (CSEC), il “Quinto Occhio” dell’agenzia partner della NSA, nell’intercettazione di obiettivi particolari, come ad esempio il ministero delle Miniere e dell’Energia del Brasile. Per molti anni, nell’ambito di un’operazione denominata Pilgrim, il CSEC teneva sotto controllo le reti delle telecomunicazioni di Caraibi-America Latina con le stazioni estere nelle ambasciate e nelle alte commissioni canadesi dell’emisfero occidentale. Queste strutture avevano nomi in codice come Cornflower per Città del Messico, Artichoke per Caracas, ed Egret per Kingston, Giamaica.
La capillare raccolta della NSA di dati digitali dalle linee in fibra ottica, dagli Internet Service Provider, dagli switch delle rete per telecomunicazioni aziendali e dai sistemi cellulari in America Latina, non sarebbe stata possibile senza la presenza di agenti dell’intelligence nelle società per  telecomunicazioni e altri fornitori di servizi di rete. Tra i Cinque Occhi della Signals Intelligence (SIGINT) di Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Canada e Nuova Zelanda tale cooperazione nella  condivisione con le aziende commerciali era relativamente facile. Cooperando con le rispettive agenzie SIGINT delle loro nazioni, favorirono vantaggi ed evitarono rappresaglie da parte dei rispettivi governi. Negli Stati Uniti, la NSA gode della collaborazione di Microsoft, AT&T, Yahoo, Google, Facebook, Twitter, Apple, Verizon ed altri nell’analizzare la massa di metadati raccolta dal programma PRISM. Il Government Communications Headquarters della Gran Bretagna (GCHQ) ha assicurato la collaborazione di British Telecom, Vodafone e Verizon. Il CSEC del Canada ha rapporti con aziende come Rogers Wireless e Bell Aliant, mentre il Defense Signals Directorate dell’Australia (DSD), può contare su un flusso costante di dati provenienti da aziende come Macquarie Telecom e Optus. E’ inconcepibile che la raccolta di 70 milioni di intercettazioni delle comunicazioni della NSA, tra telefonate e messaggi di testo francesi, in un solo mese, sia stata possibile senza avere proprie agenti collocati negli staff tecnici delle due società di telecomunicazioni francesi prese di mira: l’Internet Service Provider Wanadoo e la ditta per telecomunicazioni Alcatel-Lucent. È anche improbabile che l’intelligence francese non fosse a conoscenza delle attività della NSA e del SCS in Francia. Allo stesso modo, è improbabile che l’intercettazione della NSA delle reti di telecomunicazioni tedesche non fosse nota alle autorità tedesche, soprattutto da quando il Bundesnachrichtendiesnt (BND), il Servizio federale dell’intelligence della Germania aveva fornito i due programmi per l’intercettazione delle telecomunicazioni Veras e Mira-4 e i dati raccolti, in cambio dell’accesso del BND alle intercettazioni SIGINT delle comunicazioni tedesche contenute nel database della NSA noto come Xkeyscore. NSA e BND ancor più certamente hanno agenti inseriti nella società di telecomunicazioni tedesca Deutsche Telekom. Dati classificati del GCHQ confermano l’uso di prodotti e personale di supporto nell’infiltrare la rete BELGACOM in Belgio. Una pagina sul piano d’infiltrazione Merion Zeta della rete classificata descrive il funzionamento del GCHQ: “L’accesso all’Internal CNE (Network Certified Engineer) continua a espandersi, avvicinandosi nell’accedere al fondamentale router GRX (General Radio Packet Services (GPRS) Roaming Exchange), attualmente su host con accesso”. Un’altra pagina rivela l’obiettivo dell’infiltrazione del router centrale di BELGACOM: “puntare sul roaming che utilizza smart phones”.
Nei Paesi in cui la NSA e i suoi partner non hanno un’alleanza formale con le autorità nazionali d’intelligence, elementi della Fonte per Operazioni Speciali della NSA (SSO) e unità per le Operazioni di Accesso Mirate (TAO) operano per il SCS e i suoi partner della CIA infiltrando agenti negli staff tecnici delle aziende di telecomunicazioni o facendoli reclutare come lavoratori dipendenti, in particolare quando si tratta di amministratori di sistema, assumendoli come consulenti o acquisendo dei dipendenti con denaro o altri favori, o ricattandoli con imbarazzanti informazioni personali. Le informazioni personali che possono essere utilizzate nei ricatti, vengono raccolte dalla NSA e dai suoi partner con messaggi di testo, ricerche web, visite ai siti web, rubriche ed elenchi di webmail, ed altre comunicazioni mirate. Le operazioni SIGINT del SCS s’incontrano con l’HUMINT, o “intelligence umana”. In alcuni Paesi come l’Afghanistan, la penetrazione della rete cellulare GSM Roshan è facilitata dalla grande presenza di militari e servizi segreti di Stati Uniti ed alleati. In Paesi come gli Emirati Arabi Uniti, l’infiltrazione della rete mobile satellitare Thuraya è facilitata dal fatto che la grande azienda della difesa degli Stati Uniti, Boeing, ha installato la rete.  Boeing è anche un’importante azienda della NSA. Quest’interfaccia SIGINT/HUMINT è apparsa  con i dispositivi d’intercettazione clandestini immessi su fax e computer di varie missioni diplomatiche a New York e Washington DC. Invece di irrompere nelle strutture diplomatiche sotto la copertura delle tenebre, il metodo utilizzato dalle squadre operative dalla “borsa nera” del SCS  ottiene assai facilmente l’ingresso a tali impianti, con il di supporto tecnico del personale delle telecomunicazioni o di appaltatori a contratto. Il SCS ha collocato con successo dispositivi di intercettazione nei servizi dai seguenti nomi in codice: missione europea delle Nazioni Unite (Perdido/Apalachee); l’ambasciata italiana a Washington (Bruneau/Hemlock); la missione francese all’ONU (Blackfoot), la missione greca alle nazioni unite (Powell); l’ambasciata francese a Washington DC (Wabash/Magothy); l’ambasciata greca a Washington DC (Klondyke); la missione brasiliana all’ONU (Pocomoke) e l’ambasciata brasiliana a Washington DC (Kateel).
Il Designatore per la Signals Intelligence “US3273” Silverzephyr della NSA, è l’unità di raccolta del SCS situata nell’ambasciata statunitense a Brasilia, capitale del Brasile. Oltre a sorvegliare le reti di telecomunicazioni del Brasile, Silverzephyr può anche monitorare via satellite (FORNSAT) le trasmissioni dell’ambasciata e possibilmente altre unità clandestine operanti al di fuori della copertura diplomatica ufficiale su territorio brasiliano. Un tale punto di accesso alla rete clandestina si trova nei documenti forniti da Snowden, il cui nome in codice è Steelknight. Vi sono circa 62 simili unità del SCS che operano da altre ambasciate e missioni degli Stati Uniti in tutto il mondo, tra cui New Delhi, Pechino, Mosca, Nairobi, Cairo, Baghdad, Kabul, Caracas, Bogotà, San Jose, Città del Messico e Bangkok. E’ attraverso l’infiltrazione clandestina delle reti del Brasile, utilizzando una combinazione di mezzi tecnici SIGINT e HUMINT, che la NSA poteva ascoltare e leggere le comunicazioni della Presidentessa Dilma Rousseff e dei suoi consiglieri e ministri del Governo, tra cui il ministro delle Miniere e dell’Energia. Le operazioni d’intercettazione nei confronti di questi ultimi sono state delegate al CSEC, progetto Olympia era il nome in codice per l’infiltrazione del ministero delle Miniere e dell’Energia, così come della compagnia petrolifera di Stato Petrobras.
Le operazioni della NSA Rampart, Dishfire e Scimitar si rivolgevano specificamente alle comunicazioni personali dei capi di governo e di Stato come Rousseff, il presidente russo Vladimir Putin, il presidente cinese Xi Jinping, il presidente ecuadoriano Rafael Correa, il presidente iraniano Hasan Rouhani, il presidente boliviano Evo Morales, il primo ministro Turco Recep Tayyip Erdogan, il primo ministro indiano Manmohan Singh, il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta e il presidente venezuelano Nicolas Maduro, tra gli altri. Un’unità speciale SIGINT della NSA, il “Mexico Leadership Team”, ha in modo simile infiltrato la Telmex e la Satmex del Messico per poter condurre la sorveglianza delle comunicazioni private dell’attuale presidente Enrique Peña Nieto e del suo predecessore Felipe Calderon, nell’operazione dal nome in codice Flatliquid. La sorveglianza della NSA della Segreteria della pubblica sicurezza messicana aveva il nome in codice Whitetamale, e doveva utilizzare collaboratori interni, in considerazione del fatto che a un certo livello, i funzionari della sicurezza messicana usano metodi di comunicazione criptati. Il SCS certamente richiede insider ben piazzati per monitorare le comunicazioni delle reti cellulari messicane, nel piano segreto dal nome in codice Eveningeasel. Mentre vi è un certo numero di correzioni tecniche e contromisure che possono contrastare la NSA e i Cinque Occhi nelle sorveglianza delle comunicazioni governative e aziendali, la semplice valutazione della minaccia e della vulnerabilità che si concentra sul personale e sulla sicurezza fisica, sono la prima linea di difesa contro le orecchie e gli occhi intrusivi del “Grande Fratello” USA.

nsa_the_world_by_kelevra2k9-650x406La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora