Rilasciato il video dell’ostaggio degli inglesi Julija Skripal

Moon of Alabama, 24 maggio 2018

L’agenzia inglese Reuters pubblicava il video e una dichiarazione dell’ostaggio Julija Skripal: “Skripal parlava da una località segreta a Londra perché sotto la protezione dello stato inglese. È stata dimessa dall’ospedale del distretto di Salisbury cinque settimane dopo l’avvelenamento e finora non era stata vista dai media”. Avevamo già notato il Silenzio degli Skripal, e la nota D (SMA) emessa dal governo inglese per impedire ai media di seguire il caso e l’evidente disinformazione spacciata dal governo inglese, che afferma che l’ex-spia Sergej Skripal e la figlia Julija furono avvelenati da un micidiale agente nervino del gruppo Novichok. Secondo fughe di notizie del governo inglese ai media, l’agente nervino fu applicato a una valigia, una scatola, fiori, bevande e cibo, prese d’aria, mini droni, porta d’ingresso, cereali o maniglia sotto forma di spray, gel o liquido. Il governo inglese accusò a gran voce la “Russia” dell’avvelenamento degli Skripal, ma non identificò nessuno che avrebbe compiuto tale attacco. Nel nuovo video della Reuters, Julija Skripal svolge un monologo a memoria e sotto pressione dichiarando di non volere essere contattata da cugina, nonna, governo russo o chiunque altro. La dichiarazione era scritta in inglese burocratico. Nel video, Julija Skripal usava la versione russa del testo inglese probabilmente non tradotto. Se questo fosse stato video e dichiarazione di una cittadina inglese in “custodia cautelare” dello stato russo, media e governo inglese avrebbero sicuramente affermato che erano stati imposti con la costrizione. Julija Skripal sembrava star bene ma aveva una cicatrice alla gola che poteva provenire da un taglio della trachea.

Reuters pubblicava un rapporto e un video che mostra anche la firma della dichiarazione manoscritta del testo letto sul video. La dichiarazione è abbastanza simile a quella emessa dalla polizia metropolitana l’11 aprile “a nome di Julija Skripal”. Entrambe le dichiarazioni includono un’espressione burocratica diretta all’ambasciata russa che nessuna persona libera userebbe mai: “Al momento non desidero avvalermi dei loro servizi”. La versione inglese della dichiarazione manoscritta è senza errori, la versione russa ha diverse correzioni.L’ambasciata russa in Gran Bretagna esprimeva preoccupazione: “Siamo lieti di aver visto Julija Skripal viva e vegeta. La dichiarazione che ha letto contiene nuove informazioni. Tuttavia, il video rafforza solo le nostre preoccupazioni sulle condizioni in cui è detenuta. Ovviamente, Julija leggeva un testo scritto. Inoltre, a giudicare da alcuni elementi, era una traduzione di un testo scritto da madrelingua inglese. Le lettere manoscritte firmate da Julija in russo e inglese confermano questa impressione. Con tutto il rispetto per la privacy e la sicurezza di Julija, tale video non esonera le autorità del Regno Unito dagli obblighi previsti dalle convenzioni consolari. Il Regno Unito è obbligato a darci l’opportunità di parlare direttamente con Julija per assicurarci che non sia trattenuta contro la sua volontà e che non parli su pressione. Finora, abbiamo tutte le ragioni per sospettare il contrario”.
Il 18 maggio fu riferito che il padre di Julija era stato rilasciato dall’ospedale distrettuale di Salisbury: “Il signor Skripal è protetto da una guardia armata 24 ore in una casa sicura dell’MI5 dopo aver lasciato l’ospedale all’inizio di questa settimana, rivelavano alcune fonti”. Non sono state pubblicate immagini o dichiarazioni di Sergej Skripal. Mentre era in ospedale, Julija Skripal aveva chiamato la cugina in Russia. Fino a ieri la nonna e la cugina in Russia non avevano sentito altro dai parenti: “Nel frattempo, la madre di Skripal ha chiesto che le sia permesso di parlare con la figlia. Elena, che non ha più avuto notizie da quando fu avvelenata, oggi ha detto a un parente di volerle parlarle. La congiunta di Elena Viktorija Skripal, che per due volte si è visto rifiutare il visto inglese per vedere la cugina Julija, aveva detto: “Abbiamo appena comunicato la notizia all’anziana madre che aspetta da più di due mesi una qualche parola da lui o da Julija”, aveva detto Viktorija. “Supplica l’ospedale, o chiunque decida libertà di movimento e di parola di Sergej, che per favore gli consenta di parlarle”. Alcune delle “lettere manoscritte” di Julija Skripal (plurale) menzionatre dall’ambasciata russa si rivolgerebbero ai parenti.
Il governo inglese aveva accusato lo Stato russo del presunto attentato agli Skripal. L’unica argomentazione è che il presunto agente nervino utilizzato provenisse da un gruppo di agenti originariamente sviluppati nell’Unione Sovietica. Un’affermazione senza senso. I gruppi chimici Novichok erano ben noti, un libro fu pubblicato e uno scienziato iraniano li aveva sintetizzati, e furono aggiunti al database internazionale delle armi chimiche. La repubblica ceca aveva ammesso di averne prodotti. All’inizio degli anni ’90 le spie tedesche acquisirono alcune sostanze Novichok da un contatto nell’ex-Unione Sovietica. Furono analizzati in Svezia e i risultati condivisi con certi alleati della NATO: “I tedeschi erano al corrente della formula chimica negli anni ’90 grazie ad un campione da uno scienziato russo disertore, secondo i media tedeschi. Il composto fu analizzato per la prima volta in un laboratorio in Svezia. Successivamente, la formula fu inviata al ministero della Difesa tedesco e al BND. Su ordine dell’ex-cancelliere tedesco Helmut Kohl, il BND informò CIA e MI6, agenzie d’intelligence di Stati Uniti e Gran Bretagna. Da allora ne furono prodotte piccole quantità per testare antidoti, manometri e dispositivi di protezione. Anche la Repubblica ceca aveva prodotto del Novichok”.
Le accuse del governo inglese alla Russia non sono solide. Il laboratorio di armi chimiche a Porton Down, a pochi chilometri da Salisbury, sicuramente ha prodotto agenti del Novichok, dei composti semplici da creare per chiunque conosca la chimica organica e abbia accesso a un laboratorio decente. Dave Collum è professore di chimica organica alla Cornell University. Aveva criticato l’affermazione inglese secondo cui solo la Russia avrebbe prodotto l’agente che avrebbe ferito gli Skripal. Ne mise il test nella sua tesi e solo uno dei suoi 15 studenti non seppe superarlo:Le affermazioni del governo inglese sul caso Skripal sono prive di senso. È del tutto possibile che gli Skipal siano state vittime d’intossicazione alimentare o sovradosaggio di Fenatnyl. Il governo inglese ha usato il caso per accrescere l’ostilità nei confronti della Russia distraendo il pubblico dai fallimenti nei negoziati sulla Brexit. C’è un precedente storico di tali false accuse allo Stato russo. Il caso Skripal è anche legato al “Dossier sporco” dell’ex-spia inglese Christopher Steele creata per diffamare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sergej Skripal potrebbe averci scritto. Un fatto che il governo inglese cerca di nascondere . Gli Skripal furono probabilmente intossicati. Le accuse alla Russia hanno causato enormi danni nelle relazioni internazionali. Ma la prima vittima del caso è l’affidabilità dei media britannici. Dove sono profonde indagini, domande intriganti, le testimonianze di tale caso? Perché non vengono poste domande serie sulle discutibili affermazioni fatte sul caso? In che modo gli Skripal sopravvissero a un agente nervino “dieci volte più letale del VX”? Perché non era più necessario indagare in relazione al dossier Steele? Altre domande vanno poste. Chi gestisce i media col loro comportamento ossequioso? Perché?

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Ecco perché gli inglesi volevano uccidere Skripal

Numidia Liberum 23 marzo 2018Secondo il sito WhatDoesItMean, l’agente doppio Sergej Skripal e la figlia sono stati avvelenati dall’MI6 perché volevano tornare in Russia in cambio di documenti in loro possesso che provano che il dossier sulla falsa collusione “Trump-Russia” o “RussiaGate” è completamente ideato dall’MI6. Negli articoli “Il Regno Unito usa l’avvelenamento sotto falsa bandiera per accusare la Russia” e “Una spia avvelenata: esiste un legame con la campagna anti-Trump?” si era visto che gli inglesi avvelenarono l’ex-agente doppio Sergej Skripal e sua figlia a Salisbury, col gas nervino, nel Regno Unito, il 4 marzo 2018. Come naturalmente avviene in occidente, il governo inglese sostiene che il gas utilizzato è il Novichok prodotto solo nell’ex-Unione Sovietica. Ma l’unica fabbrica di armi chimiche sovietiche che produceva tale gas si trovava nell’Uzbekistan, smantellata dagli Stati Uniti dopo il crollo dell’Unione Sovietica… Stati Uniti e Regno Unito quindi sanno come fabbricarlo. Per coincidenza, il laboratorio di armi chimiche dell’esercito inglese di Porton Down è a sole 8 miglia da Salisbury, dove gli Skripal sarebbero stati avvelenati. Il governo inglese sostiene che Porton Down avesse identificato l’agente che sarebbe stato usato sugli Skripal. Ma il laboratorio è perfettamente in grado di produrre il Novichok, così come altri laboratori simili in altri Paesi. Inoltre, il vicino centro di addestramento nucleare chimico, biologico e radiologico CBRN Defense Center di Winterbourne Gunner, è a soli 4 km da Slisbury.
Tuttavia, all’inizio di febbraio il servizio di sicurezza federale russo (FSB) fu contattato da Julja Skripal, che viveva a Londra dal 2011 e si preparava a tornare in Russia per sposare il figlio di un alto funzionario della sicurezza russa. Sergej Skripal, già demoralizzato dalla morte del figlio l’anno scorso, e della moglie nel 2012, voleva tornare in Russia con lei. Per consentirlo, Sergej Skripal avrebbe fornito la prova che l’MI6, in collaborazione col regime di Obama-Clinton, aveva completamente creato ciò che ora è noto come dossier Trump, progettato per distruggere la legittimità del presidente Trump. Sergej Skripal è un ex-ufficiale dell’intelligence militare russa reclutato dall’MI6 come agente doppio. Il suo reclutamento fu orchestrato dall’agente dell’MI6 Pablo Miller che lavorava direttamente sotto l’egida del creatore del “Dossier Trump”, l’ufficiale dell’MI6 Christopher Steele. Da parte sua, Skripal aveva lavorato per l’Orbis Business Intelligence, il team di Steele che fabbricò il famigerato “Dossier Trump”. Le due spie dell’MI6, Miller e Steele, lavoravano anche per la stessa compagnia. Qui il ciclo si chiude.
Sebbene i dettagli dell’offerta di Skripal all’FSB per assicurarsi il ritorno in Russia restino segreti, è confermano che Julija Skripal ne discutesse col padre il 4 marzo, quando furono aggrediti ed abbandonati in condizioni critiche. Contemporaneamente, il quotidiano The Telegraph scriveva che tutti i collegamenti su Internet tra Skripal e Orbis Business Intelligence di Steele furono cancellati. Nello stesso tempo, tutti i collegamenti Internet tra Skripal e i creatori del falso “Dossier Trump” scomparvero. Parallelamente a tali azioni organizzate da professionisti dell’intelligence, il governo inglese accusò improvvisamente la Russia di aver avvelenato la spia e la figlia col gas nervino. Ma quando la Russia chiese le prove, gli inglesi le rifiutarono categoricamente, nonostante ciò che dice la Convenzione sulle armi chimiche, che il Regno Unito ha firmato come la Russia. E quando Jeremy Corbyn, leader del Labour Party, chiese perché il Regno Unito reagisse in questo modo, le forze favorevoli alla premier Teresa May lo presero in giro, seguite dal segretario della Difesa Gavin Williamson che disse che “la Russia dovrebbe andarsene e stare zitta“. Mentre il Presidente Putin disse alla riunione del Consiglio di Sicurezza russo di essere “estremamente preoccupato” dalla posizione lesiva e provocatoria del Regno Unito, il governo inglese continuava a scatenare l’isterismo bloccando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su un progetto sponsorizzato dalla Russia che chiede un'”inchiesta urgente” in conformità cogli standard internazionali. Ciò portava il senatore russo Sergej Kalashnikov ad avvertire: “L’occidente ha lanciato una massiccia operazione per espellere la Russia dal Consiglio di sicurezza dell’ONU… La Russia è ora un attore molto fastidioso per gli occidentali e ciò spiega i recenti attacchi al nostro Paese”.
È importante notare che nessuno in occidente si prende la briga di chiedersi perché la Russia avrebbe infranto la prima regola cardinale dell'”etichetta dello spionaggio” prendendo di mira una spia scambiata con altre spie, che Unione Sovietica e Russia hanno mai violato in oltre 70 anni. Come sottolinea il professor Anthony Glees, direttore del Center for Security and Intelligence Studies della Buckingham University, se la Russia ha davvero avvelenato Skripal, “Nessuno scambierebbe mai più con essa“, ponendo la domanda logica: “Se la Russia voleva davvero uccidere Skripal, perché non l’ha fatto quando era in prigione in Russia?Scienziati inglesi non collegano il gas nervino alla Russia, nonostante le pressioni
Craig Murray, ex-diplomatico ed ex-ambasciatore inglese

Ora ho ricevuto conferma da una fonte ben piazzata nel Ministero degli Esteri del Regno Unito, che gli scienziati di Porton Down (il laboratorio scientifico del ministero della Difesa) non sanno dire che il gas neurotossico sia un prodotto russo nonostante la pressione subita a dirlo. Porton Down non poteva che formulare “un tipo sviluppato dalla Russia”, dopo un incontro piuttosto difficile in cui questa formulazione fu concordata come compromesso. Per chi conosce Whitehall (governo), questo era ovvio da diversi giorni. Il governo non ha mai detto che l’agente nervino sia stato fabbricato in Russia o che possa essere fabbricato solo in Russia. L’esatta dicitura “un tipo sviluppato dalla Russia” fu utilizzata da Theresa May in parlamento, dal Regno Unito nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, da Boris Johnson alla BBC e, ancora più rivelatore, “di un tipo sviluppato dalla Russia” è la frase utilizzata nella dichiarazione congiunta rilasciata da Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Germania.

Conoscevate questi fatti interessanti?
Gli ispettori dell’OPCW hanno avuto pieno accesso a tutti gli impianti per armi chimiche russi per più di un decennio, compresi quelli identificati dal presunto informatore sul “Novichok” Mirzajanov, e l’anno scorso gli ispettori dell’OPCW completarono la distruzione delle ultime 40000 tonnellate di armi chimiche russe. Al contrario, il programma di distruzione delle scorte di armi chimiche degli Stati Uniti richiede cinque anni. Israele ha grandi scorte di armi chimiche ma ha costantemente rifiutato di dichiararle all’OPCW. Israele non ha firmato la Convenzione sulle armi chimiche, ne è membro dell’OPCW, che Israele sottoscrisse nel 1993 ma si rifiutò di ratificare perché significava ispezioni e distruzione delle sue armi chimiche. Israele ha indubbiamente la capacità tecnica come qualsiasi altro Stato di sintetizzare il Novichok. Porton Down non è ancora sicuro che siano stati i russi a sintetizzarlo, perciò “un tipo sviluppato dalla Russia”. Nota: sviluppata non prodotta. L’operazione è ovviamente propaganda formulata molto attentamente, un tipo elaborato di bugia.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Déjà Vu delle accuse inglesi alla Russia

Wayne Madsen SCF 20.03.2018

Soros, Saltykov e Berezovskij

Una cosa dei neo-conservatori, che hanno penetrato a fondo il governo tory della prima ministra inglese Theresa May e, data la natura salvifica del reality show di Donald Trump, occupano rapidamente il maggior numero possibile di posti nell’amministrazione statunitense, è che sono coerenti. I neoconservatori, che non fanno mistero del desiderio di grandi conflagrazioni militari, hanno rispolverato un vecchio libro di esercitazioni sull’avvelenamento da gas nervino dell’agente doppio russo Sergej Skripal e di sua figlia a Salisbury, nel Regno Unito. Le contorte accuse formulate dal governo inglese recano tutte le caratteristiche dell’intossicazione da radiazioni da polonio 210 dell’ex-agente dei servizi segreti russo Alexandr Litvinenko, morto a Londra nel 2006. Nel giugno 2008, il governo inglese ammise che il governo del primo ministro laburista Tony Blair inventò ed esagerò affermazioni sul coinvolgimento della Russia nell’avvelenamento di Litvinenko. Apparentemente, l’attuale governo May ritiene che la gente seria non ricordi ciò che accadde in Gran Bretagna dodici anni fa. I servizi segreti inglesi, che avevano rapporti con Litvinenko, non potevano più sopprimere le prove schiaccianti che il suo avvelenamento fosse dovuto al complotto della criminalità anti-Putin residente in Gran Bretagna, Israele, Ucraina e Polonia, per imbarazzare il governo russo. I sospetti sul ruolo della criminalità in esilio russo-israeliana nell’avvelenamento del ricercato Litvinenko, compreso l’amico oligarca russo-israeliano Boris Berezovskij, riemersero dopo che l’ex-primo ministro russo Egor Gajdar si ammalò gravemente dopo aver fatto colazione a una conferenza a Dublino, in Irlanda. Le leggi sul segreto bancario irlandese ne facevano il luogo preferito della mafia eurasiatico-israeliana. La morte sospetta di Berezovskij nel marzo 2013, il cui corpo fu scoperto nella tenuta di Ascot, nel Regno Unito, suggerì che la criminalità anti-russa, che collaborava col miliardario degli hedge fund George Soros e la Central Intelligence Agency, eliminò Berezovskij perché stava per rivelarne la natura al governo russo. La maggior parte dei resoconti sui media inglesi, all’epoca, sostenevano che Berezovskij morì per cause naturali. Altri suggerirono suicidio od omicidio. È interessante notare che Berezovskij era stato di recente curato in Israele. Gli amici espatriati di Berezovskij in Gran Bretagna e Israele includevano oligarchi in esilio oggetto di mandati d’arresto dalla Russia. Tra costoro l’affarista russo-israeliano Leonid Nevzlin, ex-amministratore delegato di Jukos Oil oggetto di un mandato d’arresto russo per omicidio, appropriazione indebita ed evasione fiscale. Nevzlin, ex-capo del Congresso ebraico russo, risiedeva a Tel Aviv sotto la protezione del governo israeliano. I compari esiliati russo-israeliani di Nevzlin includevano Vladimir Dubov, importante azionista della Jukos, e l’oligarca ricercato Vladimir Gusinskij. Gli ex-funzionari di Jukos ricercati, ora alleati dell’ex-capo espatriato di Jukos ed ex-galeotto Mikhail Khodorkovskij, erano anche legati al ricco affarista inglese Jacob Rothschild. Berezovskij guidava dall’esilio una grande rete di supporto ai terroristi ceceni. Uno dei loro capi, Ahmed Zakaev, era uno stretto collaboratore di Berezovskij e Litvinenko.
Proprio come Litvinenko, Sergej Skripal aveva rapporti personali coi servizi segreti russi e occidentali, suggerendo che come Litvinenko, si era imbarcato in una vita pericolosa da agente doppio o triplo. Skripal lavorò per il “centro informazioni” dell’ambasciata USA a Mosca e presso l’Holiday Inn di Southampton, nel Regno Unito. I posti di lavoro negli hotel sono la posizione di “copertura non ufficiale” preferita del Secret Intelligence Service (MI-6) inglese. Fino all’arresto da parte delle autorità russe, Sergej Skripal era un agente dell’MI-6. Nel 2010 gli fu concesso asilo in Gran Bretagna dopo un importante scambio di spie tra Stati Uniti e Russia. L’agente nervino che avrebbe colpito Skripal e sua figlia sarebbe il “Novichok“, da una serie di agenti binari presumibilmente sviluppati dall’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Questi agenti nervini sarebbero anche apparentemente stoccati nell’impianto di ricerca militare chimico inglese di Porton Down, a sole otto miglia da Salisbury, dove gli Skripal si ammalarono. Ma l’esistenza del Novichok è, a sua volta, discutibile. Le affermazioni sul Novichok provengono da Vil Mirzajanov, scienziato sovietico che sosteneva di averlo inventato in una struttura della Repubblica socialista sovietica uzbeka. Nel 1994, Mirzajanov fuggì negli Stati Uniti, dove passò sotto il controllo della CIA. Nel 2016, il Dr. Robin Black, capo del Detection Laboratory di Porton Down, pubblicò un articolo accademico che metteva in discussione la veridicità delle affermazioni di Mirzajanov. L’avvelenamento degli Skripal fu seguito a breve distanza dalla morte a Londra del vecchio socio e amico di Berezovskij Nikolaj Glushkov. La polizia inglese ne definì la morte “sospetta”, citando come causa “compressione al collo”. Berezovskij morì per impiccagione, secondo la polizia un “suicidio”. Tracce radioattive del Polonio 210 usato per avvelenare Litvinenko furono rinvenute nell’ufficio di Berezovskij al 7 di Down Street, nel quartiere Mayfair di Londra. Nel 2008, Badri Patarkatsishvili, socio georgiano-israeliano di Berezovskij, cadde e morì a casa sua, a soli 15 miglia dalla tenuta di Berezovskij. La morte del 52enne fu determinata dalle autorità come causata da “infarto”.
Molto più che prove circostanziali suggeriscono che Berezovskij, Glushkov e Patarkatsishvili siano stati assassinati da oppositori in esilio del governo russo, essendo anche dei capi della mafia eurasiatico-israeliana che usa la Gran Bretagna come principale base delle operazioni. Il Regno Unito è favorito da tali sindacati criminali per lo stretto rapporto di lavoro che hanno con le agenzie d’intelligence anglo-statunitensi, così come con Soros, che ha una residenza a Londra. Proprio come le accuse infondate sulla Russia fatte dai funzionari del governo inglese dopo la morte di Litvinenko, gli attuali funzionari inglesi trovavano difficile tenere in piedi le loro storie. Uno di tali funzionari è il segretario agli Esteri Boris Johnson, ex-sindaco di Londra soprannominato “Trump inglese”. Johnson affermò ridendo che la Russia diresse “l’uso di un agente nervino per le strade del Regno Unito, d’Europa, per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale”. Proprio come l’uso sfrenato da parte dell’amministrazione Trump di “notizie false” e “fatti alternativi”, Johnson si era impegnato a creare una “falsa storia”. Non ci sono prove che alcuna arma chimica, per non parlare di agenti nervini, sia stata usata dalla Germania contro la Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale. Adolf Hitler e la sua unità dell’esercito tedesco erano vicino Ypres, in Francia, nell’attacco che portò Hitler all’ospedale militare con polmoni bruciati e parziale cecità, convincendo il dittatore tedesco a non usare armi chimiche contro Gran Bretagna o Unione Sovietica. Sebbene i nazisti conservassero scorte di agenti nervini tabun e sarin, Hitler proibì ai suoi generali d’impiegarli in battaglia, tranne l’uso di gas asfissianti dalle truppe chimiche delle SS nelle caverne e catacombe di Sebastopoli e Odessa contro militari e civili sovietici che cercavano riparo dall’invasione tedesca. E sebbene i nazisti abbiano usato l’acido cianidrico e il monossido di carbonio per assassinare milioni di ebrei, rom, prigionieri di guerra sovietici e altri nei campi di concentramento d’Europa, la dichiarazione di Johnson sull’uso di agenti nervini per le strade inglesi ed europee nella Seconda guerra mondiale è ridicola, oltre che palesemente falsa. Ciò che non è falso è che i generali inglesi dissuasero il primo ministro Winston Churchill dall’usare gas velenoso e antrace sui centri abitati tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Certamente, Churchill fu un grande promotore dell’uso del gas velenoso, ordinando l’uso del gas lacrimogeno debilitante e del mortale gas mostarda contro i ribelli in Iraq, nel 1920.
Nel mondo dell’intelligence inglese, la “finzione” dei film a volte è più rivelatrice sulla vera natura delle operazioni dell’MI-6. Gli sceneggiatori del film “Casino Royale“, riconobbero la vera natura dei mafiosi internazionali che si occupano di assassini di individui per scopi propagandistici. Nel film, non solo c’è un rete mafiosa eurasiatica in Montenegro, uno dei centri della criminalità eurasiatico-israeliana, coinvolta nel terrorismo internazionale per manipolare il mercato azionario, ma c’è un riferimento di “M” “(Judi Dench) a un gruppo del genere impegnato a collocare opzioni azionarie prima degli attacchi da 11 settembre, al fine di ricavare tonnellate di soldi dai mercati mondiali. Sembra che le spie di fantasia sappiano di più su tali intrighi, su come gli omicidi di Litvinenko, Berezovskij, Patarkatsishvili e Glushkov e gli avvelenamenti degli Skripal e di Gajdar provochino crisi internazionali, che non le controparti reali e gli ottusi come Boris Johnson e Theresa May.

Eltsin e Berezovskij

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Porton Down, oscuro segreto sulle armi chimiche del Regno Unito

True Publica, 16 marzo 2018

Dal 1916 più di 25000 militari hanno preso parte ai test a Porton Down, dove gli scienziati svilupparono armi chimiche e dispositivi di protezione. È il programma più longevo di test di armi chimiche su esseri umani del mondo“. (Porton Down)Vi hanno sede due strutture governative del Regno Unito: il Laboratorio di scienza della difesa (Dstl) del ministero della Difesa, noto da oltre 100 anni come uno dei più segreti e controversi servizi di ricerca militare del Regno Unito, che copre 7000 acri. Il compito del laboratorio era condurre ricerche sugli agenti per armi chimiche delle forze armate inglesi nella prima guerra mondiale, come cloro, gas mostarda e fosgene. Quando terminò la Seconda guerra mondiale, lo stato avanzato della tecnologia tedesca sugli agenti nervini organofosforici, come tabun, sarin e soman, sorprese gli alleati, desiderosi di capitalizzarla. La successiva ricerca ebbe gli agenti nervini tedeschi appena scoperti come punto di partenza, portando infine al gas nervino VX, sviluppato a Porton Down nel 1952. Alla fine degli anni ’40 e all’inizio degli anni ’50, la ricerca a Porton Down mirava a fornire alla Gran Bretagna i mezzi per armarsi di moderni agenti nervini e sviluppare specifici mezzi di difesa contro di essi. I test per determinare gli effetti degli agenti nervini su soggetti umani, suscitò accuse persistenti di esperimenti su umani a Porton Down. Nel 1942, la Gruinard Island, in Scozia, fu pericolosamente contaminata dall’antrace dopo che una nuvola di spore di antrace fu deliberatamente rilasciata sull’isola durante un esperimento. “Dal 1945 al 1989, Porton ha esposto migliaia di “cavie” umane al gas nervino. Sembra probabile che Porton abbia testato più soggetti umani con gas nervino, e nel periodo più lungo, che qualsiasi altro stabilimento scientifico nel mondo”, riferiva The Guardian nel 2004. Altre due nazioni ammisero di testare il gas nervino su umani, ma mai nelle dimensioni del Regno Unito: le forze armate statunitensi contaminarono circa 1100 soldati tra il 1945 e il 1975, e il Canada un piccolo numero prima del 1968. Tra il 1963 e il 1975, la MRE condusse test a Lyme Bay, nel Dorset, in cui vennero spruzzati batteri vivi da una nave, per farli arrivare a riva col vento simulando un attacco con l’antrace. I batteri spruzzati erano il Bacillus globigii e l’Escherichia coli meno pericolosi, ma in seguito fu ammesso che i batteri danneggiarono alcune persone vulnerabili. La città di Weymouth era sottovento durante l’irrorazione. Quando i test divennero di pubblico dominio alla fine degli anni ’90, il Consiglio della contea di Dorset, i Consigli comunali di Weymouth e Portland e il Consiglio distrettuale di Purbeck richiesero un’inchiesta pubblica sugli esperimenti. Il governo si rifiutò. Nello stesso periodo, Porton Down fu indagata per 25 morti riguardanti iniezioni di antrace, vaiolo, poliomelite e peste bubbonica su ignari volontari. Per 30 anni il governo rifiutò qualsiasi richiesta.
Porton Down fu coinvolta in test umani in vari momenti dell’utilizzo del sito da parte del ministero della Difesa. 20000 persone presero parte ai vari studi dal 1949 al 1989. Dal 1999 al 2006 fu indagata con l’operazione Antler. Nel 2002 una prima inchiesta e nel maggio 2004, una seconda inchiesta sulla morte di Ronald Maddison, durante i test sull’agente nervino sarin, iniziate dopo che genitori e amici fecero pressioni per anni (51, NdT), scoprirono che la sua morte fu un crimine. “Ronald Maddison aveva 20 anni quando prese parte a quello che, si pensava, fosse un esperimento per trovare una cura al raffreddore, nel maggio 1953. L’aviere morì pochi minuti dopo e l’inchiesta originaria, tenuta riservata per “ragioni di sicurezza nazionale”, decretò che morì per asfissia, ma i commilitoni affermarono che fu esposto al mortale agente nervino Sarin nel centro di guerra chimica e biologica del governo nel Wiltshire”.
La maggior parte del lavoro svolto a Porton Down rimane segreta. Bruce George, membro del parlamento e presidente del comitato scelto sulla Difesa, dichiarò alla BBC News il 20 agosto 1999 che: “Non direi che la Commissione Difesa gestisca in modo microscopico DERA o Porton Down. Lo visitiamo, ma, con undici membri del Parlamento e cinque membri del personale che lavorano in un dipartimento labirintico come il ministero della Difesa e le Forze Armate, sarebbe del tutto errato e fuorviante dire che sappiamo tutto ciò che succede a Porton Down. È troppo grande per saperne, e in secondo luogo, ci sono molte cose che accadono lì che non sono nemmeno certo se i ministri ne siano pienamente consapevoli, per non parlare dei parlamentari“. Diversi dipartimenti di Porton Down attuano vari esperimenti su animali. Il dipartimento di Scienze biomediche è coinvolto nella valutazione della tossicodipendenza e nei test di efficacia, inclusi studi di tossicologia, farmacologia, fisiologia, scienze comportamentali, scienze umane, traumi e chirurgia. Il dipartimento di Scienze fisiche utilizza animali nella sua ricerca “Armor Physics“. Come altri aspetti della ricerca di Porton Down, i dettagli precisi degli esperimenti sugli animali sono generalmente tenuti segreti. I media suggerivano che comprendessero esposizione di scimmie all’antrace, drenaggio del sangue dai maiali, iniezione di batteri E. coli ed esposizione di animali a vari agenti nervini tossici e letali. In un caso del 2000 fu riferito che la polizia studiava i test di guerra chimica a Porton Down ed esaminava almeno 45 morti. Non ci sono ulteriori informazioni sul risultato di queste indagini.
Centinaia di veterani sottoposti a test nell’impianto per la guerra chimica di Porton Down hanno ricevuto un risarcimento di 3 milioni di sterline, secondo il ministro della Difesa Derek Twigg, nel gennaio 2008. In una dichiarazione scritta ai parlamentari, Twigg diede le prime piene scuse del governo ai militari, dicendo: “Il governo si scusa sinceramente con chi potrebbe essere stato colpito“. Il riconoscimento fu salutato dai rappresentanti dei veterani, che dichiararono di essere stati indotti a partecipare ai test presso l’impianto del Wiltshire durante la guerra fredda. Molti credevano che cercassero una cura per il raffreddore. 369 militari affetti lanciarono un’azione legale contro il ministero della Difesa lo scorso marzo, sostenendo che i test, tra cui invio alle camere a gas ed esposizione a gas nervino, gas mostarda e gas lacrimogeni, gli avevano causati problemi di salute che andavano dalle malattie respiratorie a cancro e problemi psicologici. Eric Gow, presidente del Porton Down Veterans’ Group, dichiarò: “Sono così dispiaciuto e arrabbiato che molti dei nostri compagni siano morti prima di arrivare a questo punto, ma sono sicuro che oggi ci guarderanno con una certa soddisfazione“. Solo sei mesi prima, gli attivisti per i diritti degli animali reagirono con rabbia e shock dopo che si scoprì che il laboratorio da guerra del governo faceva test su quasi tre volte più scimmie dell’anno precedente. Le richieste del Freedom of Information hanno rilevato che 2745 animali, tra cui macachi, maiali e uistitì, vi erano alloggiati.Traduzione di Alessandro Lattanzio