La risposta russa al sistema antimissile in Europa

Reseau International 7 giugno 2017Parlando ad un incontro sull’Industria della Difesa, il presidente russo ha detto che il dispiegamento del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Romania e Polonia, “non è difensivo, ma rientra nella potenza nucleare degli Stati Uniti schierato nell’Europa orientale “, e che la Russia non rimarrà a guardare mentre Stati Uniti e NATO cercano di limitare il potenziale delle forze strategiche russe. “Ora, con l’introduzione di tali sistemi, dobbiamo pensare come fermare le minacce alla sicurezza della Federazione russa. Ci siamo offerti di cooperare e collaborare con i partner statunitensi, ma hanno rifiutato“, ha detto Vladimir Putin. “Non si sono offerti di collaborare, ma semplicemente di ascoltare i loro discorsi senza riguardo per le nostre preoccupazioni“, ha detto. Ricordiamo che nella base di Deveselu in Romania, il sistema missilistico Aegis Ashore degli Stati Uniti è già attivo. In Polonia, una base della difesa missilistica è in costruzione a Redzikowo. Inoltre, alle frontiere marittime della Russia (ad esempio nel Mar Nero) vengono schierati cacciatorpediniere statunitensi equipaggiati con il sistema Aegis ed aerei spia statunitensi sono quasi sempre avvistati dalle difese russe. Come più volte dichiarato dal Viceministro della Difesa Anatolij Antonov, dato lo sviluppo illimitato della difesa missilistica occidentale che può intercettare i missili balistici intercontinentali russi, sono necessarie risposte finché i capi di NATO e Stati Uniti vedono la Russia come Paese “grande e moderno, ma nemico“, e addestrano i loro piloti militari a bombardare con armi nucleari “un certo grande Paese”.

Come la Russia risponderà a tale minaccia?
In primo luogo, la Russia ha deciso di riavviare la produzione dei sistemi missilistici ferroviari: la prima unità Barguzin sarà operativa dal 2020 e trasporterà 3-6 missili nucleari a testata multipla. Secondo gli esperti sarà camuffata da treno ordinario, non sarà rilevabile dai satelliti della NATO e potrà colpire all’improvviso obiettivi in tutti i Paesi. Secondo la CNN, il missile intercontinentale Bulava-30dotato di testata multipla in grado di colpire bersagli un America, sarà operativo il prossimo anno e sarà una risposta al dispiegamento del sistema di difesa missilistico della NATO in Romania“. I Paesi occidentali sono preoccupati anche dallo schieramento del missile Sarmat, che “può distruggere in pochi secondi un intero Paese” secondo il quotidiano “The Mirror“, che afferma che “l’attuale tecnologia missilistica non può assolutamente fermarlo“. Inoltre, l’annuncio ufficiale del dispiegamento di missili Iskander nel cuore dell’Europa, a Kaliningrad, innescava un’onda d’urto nei Paesi europei. Secondo gli esperti militari, l’Iskander può trasportare testate nucleari, ma anche nella versione convenzionale è una minaccia mortale per la difesa missilistica e le basi militari. Non va dimenticato che l’ex-comandante delle Forze Strategiche Missilistiche Viktor Esin rivelò qualche tempo fa che, in caso di attacco da parte degli Stati Uniti, la prima cosa che farà la Russia sarà bombardare le basi della difesa missilistica degli Stati Uniti in Romania e Polonia. In sintesi, a causa delle azioni statunitensi, l’Europa dovrà abituarsi a vivere sotto la minaccia dei missili strategici nucleari, delle armi nucleari tattiche, dei missili da crociera e dei bombardieri strategici russi.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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Come Gorbaciov distrusse il programma spaziale militare dell’URSS

Sputnik, 14.05.2017Trent’anni fa, nel maggio 1987, il leader sovietico Mikhail Gorbachev giunse nel Cosmodromo di Bajkonur per ordinare personalmente la chiusura del programma spaziale militare dell’URSS. Tre decenni dopo, l’osservatore militare Aleksandr Khrolenko guarda a quella decisione che costò al Paese e continua a costare alla Russia. In un articolo dedicato all’anniversario della decisione di Gorbaciov per RIA Novosti, Khrolenko ricordò che mentre il leader conobbe alcune tecnologie sviluppate dagli scienziati sovietici durante la visita nello spazioporto, espresse rammarico per aver promesso a Ronald Reagan a Reykjavik, l’anno prima, di chiudere unilateralmente il programma spaziale militare dell’URSS. Washington, nel frattempo, rifiutò di sospendere i lavori sullo scudo missilistico della propria difesa strategica, continuandoli fino al 1993, dopo che l’Unione Sovietica era scomparsa. Tuttavia, quando arrivò alla Casa degli Ufficiali l’11 maggio 1987, “il Segretario generale ribadì il corso dello sviluppo pacifico dello spazio”, un’iniziativa che aveva intrapreso dopo l’ascesa al potere nel 1985. Khrolenko scrive: “Dopo la visita di Gorbaciov, il programma sovietico per sistemi spaziali militari venne smantellato. Il concetto di stazione orbitale pesante fu chiuso nel 1989 e subito dopo tutto il lavoro cessò sul missile spaziale pesante Energija e la navetta spaziale Buran”. Sfortunatamente, il giornalista aggiunge che tre decenni dopo, nonostante i grandi auguri di pace di Gorbaciov, “il mondo non è cambiato.” Il 7 maggio 2017, il velivolo orbitale X-37B Test-4, in missione segreta per quasi due anni, atterrava a Cape Canaveral“. Khrolenko ricorda che “in precedenza, il Pentagono aveva affermato che lo spazioplano, che pesa circa 5 tonnellate, volando a un’altitudine compresa tra 200 e 750 km può cambiare rapidamente orbita e manovrare, eseguire missioni di ricognizione e porre piccoli carichi in orbita“. Nel frattempo, gli esperti russi definiscono l’X-37B per quello che è: un intercettore militare spaziale. “In altre parole”, secondo il giornalista, sembra ovvio che “il programma statunitense per armi d’attacco orbitale sopravvissuto alle “Star Wars” di Ronald Reagan, sia un fatto nel ventunesimo secolo: la Russia dovrà recuperare nel campo spaziale militare, creando un nuovo missile pesante e una base materiale affidabile“.Ciò che Gorbaciov cedette
L’Unione Sovietica cominciò a lavorare su sistemi spaziali militari negli anni ’60, partendo dall’idea di satellite volto ad abbattere quelli nemici. L’URSS lanciò il primo satellite operativo sperimentale, Poljot-1, in orbita nel 1963. Cinque anni dopo, il 1° novembre 1968, gli ingegneri sovietici per la prima volta intercettarono un satellite. Tra il 1973 e il 1976, con il programma segreto Almaz, l’Unione Sovietica mise in orbita tre stazioni da ricognizione civili e militari. Nel frattempo, gli ingegneri effettuarono decine di test continuando a migliorare i sistemi anti-satellite. Nelle massicce esercitazioni strategiche svoltesi tra giugno e settembre 1982 e successivamente definite dalla NATO come “guerra nucleare delle sette ore”, l’Unione Sovietica e gli alleati effettuarono manovre che previdero il lancio di missili balistici basati a terra e mare, test di missili antimissile e manovre con satelliti militari, compreso l’intercettore-satellite 5V91T Uran. “Anche l’Energija Space Corporation produsse armi d’attacco spaziale per le operazioni di combattimento nello spazio“, ricorda Khrolenko. Alla fine degli anni ’70, Energija creò due progetti di futuri velivoli spaziali con la stessa piattaforma, il primo con missili spaziali e il secondo con laser. I missili erano più piccoli e leggeri, permettendo al sistema di trasportare una grande quantità di combustibile a bordo; il velivolo fu designato 17F111 Kaskad, progettato per abbattere sistemi nemici in orbita bassa (entro 300 km). Il velivolo armato di laser, conosciuto come 17F19 Skif, doveva essere utilizzato contro i satelliti nemici in orbite geostazionarie e medie. Esistevano piani per creare un gruppo d’attacco orbitale costituito sia da Kaskad che Skif. Il progetto Kaskad comprendeva un missile intercettatore spaziale per intercettare le testate dei veicoli di rientro degli ICBM nemici, nella fase passiva del volo. Per la distruzione delle installazioni militari chiave nemiche a terra, gli ingegneri sovietici svilupparono una stazione spaziale pesante, la DOS-17K, così come velivoli autonomi (come la navetta spaziale Buran) con testate nucleari a bordo (fino a 15-20 ognuno). In caso di guerra, i moduli si separavano dai vettori, prendevano posizione e iniziavano la discesa per colpire gli obiettivi con estrema precisione. Dopo che il presidente Reagan presentò la sua iniziativa di difesa strategica, gli ingegneri sovietici iniziarono ad esplorare la possibilità di sfruttare lo spazio orbitale. Khrolenko ricorda che “fu condotta una ricerca sull’efficacia della spazzatura orbitale di nuvole, che avrebbe completamente liberato lo spazio a una navetta spaziale nemica fino a un’altezza di 3000 km“. Infine, il giornalista osserva che, nonostante i progressi compiuti dall’URSS nel programma spaziale militare, Gorbaciov, dopo essere salito al potere, inizà persistentemente a promuovere la tesi dello sviluppo pacifico dello spazio, secondo il suo “nuovo pensiero”. “Su pressione del Comitato Centrale, la Commissione statale sul lancio del 17F19 Skif (con un laser gasdinamico dalla potenza di 1 MW) annullò il programma e altri sistemi di combattimento. Il fallimento tecnico durante il lancio della navetta accelerò la chiusura del programma“. Khrolenko sottolinea che nella guerra fredda, gli Stati Uniti erano in grave ritardo rispetto all’URSS nella tecnologia militare spaziale. La creazione di stazioni spaziali statunitensi per uso militare iniziò solo negli anni ’70 (i progetti includevano armi cinetiche, laser e a fasci di particelle). Reagan ordinò lo sviluppo di un sistema antisatellite nel 1982 e proclamò l’iniziativa di difesa strategica nel marzo 1983. Mentre questo programma venne formalmente sciolto nel 1993, Khrolenko osserva che “l’uso pacifico dello spazio rimane solo un sogno dell’umanità“. “Le tecnologie spaziali danno origine a nuovi modi per svolgere le operazioni militari. Oggi, di circa 1380 satelliti in orbita, 149 sono militari e a doppio uso statunitensi, in confronto la Russia ne dispone di 75, la Cina 35, Israele 9, Francia 8 e Regno Unito e Germania 7“.
Le maggiori potenze attualmente sviluppano tecnologia militare spaziale. “Lo spazio prossimo alla Terra è sempre più militarizzato“. All’inizio dell’anno, il vicecomandante del Comando Strategico degli Stati Uniti disse che è necessario inviare ai nemici futuri degli Stati Uniti il segnale di essere disposti a combattere una guerra nello spazio. Alla fine dell’anno scorso, il generale John Hyten, capo di Stratcom, andò oltre affermando che mentre le potenze mondiali si espandono nello spazio, la possibilità di conflitti inevitabilmente cresce. “In quel caso, dobbiamo essere pronti“, disse. Nel frattempo, gli analisti militari statunitensi ritornano ancora sul tema della difesa missilistica spaziale, con l’Agenzia della difesa missilistica e la Raytheon Corporation che sviluppano e testano sistemi missilistici progettati per individuare e distruggere missili balistici che si avvicinano nell’atmosfera dallo spazio. Oggi Khrolenko osserva che anche quei Paesi che si oppongono alla militarizzazione dello spazio, come Russia e Cina, sono costretti a sviluppare le armi spaziali per evitare che si crei uno squilibrio strategico mortale. Secondo il giornalista, la domanda che va posta è: “E’ valsa la pena, con tanta persistenza in tanti anni, forgiare dalle spade spaziali russe degli aratri, riducendo i nostri Kascada e Skif in pentole e padelle?Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia guida la corsa alle superarmi

Andrej Akulov, SCF, 27/04/2017Mentre il regime di controllo delle armi attraversa tempi difficili, è in corso una corsa ai superarmamenti. Questo mese, gli Stati Uniti hanno mostrato capacità d’attacco di precisione a lungo raggio sulla Siria ed utilizzato anche la più potente bomba non nucleare in Afghanistan, il grande ordigno esplosivo aereo GBU-43B che può eliminare tutto entro un raggio di 1000 metri, ed iniziato a provare la nuova bomba nucleare B61-12 in Nevada. Una flotta di caccia furtivi F-35 è arrivata in Europa. Oggi, sistemi d’arma ad energia diretta sosterrebbero il vantaggio nell’attacco di precisione degli USA. Ma c’è un’area in cui gli Stati Uniti appaiono in ritardo. L’emergere delle armi ipersoniche rivoluziona seriamente l’equilibrio di potere globale. Ad esempio, quando diverrà operativa la nuova portaerei da 15 miliardi di dollari Ford, sarà vulnerabile ai missili ipersonici. Il 15 aprile la Russia testava con successo il missile da crociera ipersonico 3M22 Tzirkon da 5 tonnellate che vola ad otto volte la velocità del suono. “Durante le prove del missile, è stato confermato che la velocità di crociera arriva ad 8 Mach”, riferiva l’agenzia stampa russa TASS. Il missile ipersonico è un salto quantico tecnologico. Non richiede alcuna contromisura elettronica e traiettoria complessa. La velocità pura rende obsoleta ogni difesa antiaerea contemporanea. L’unico sistema di difesa aerea che può colpire obiettivi che volano a Mach 5-6 è il russo S-500. L’arma è progettata per essere trasportata da navi da guerra e sottomarini avanzati e modernizzati, come la classe Husky. La produzione del missile dovrebbe iniziare l’anno prossimo. Gli incrociatori lanciamissili a propulsione nucleare Admiral Nakhimov e Pjotr Velikij saranno i primi a ricevere la nuova arma nel 2018 e nel 2022 rispettivamente. La Marina prevede di dotare i due grandi incrociatori di dieci sistemi di lancio verticali 3S-14, ciascuno dotato di otto missili. L’aggiunta del 3S-14 permetterebbe ad ogni nave di trasportare ottanta missili da crociera.
Secondo la relazione “Vigilanza, Portata e Potenza Globale degli USA: Armi Manovrabili ad Alta Velocità”, presentata nel 2016 da un comitato di noti esperti del Consiglio di Studio sulle Forze Aeree dell’Accademia delle Scienze Nazionale, gli Stati Uniti perdono nella corsa tecnologica per sviluppare armi manovrabili ad alta velocità difensive e offensive. Il documento allarma sulla corsa agli armamenti in corso da svariati anni per sviluppare missili ipersonici per sistemi nucleari strategici e sistemi d’attacco convenzionali. Mark J. Lewis, presidente del comitato che ha prodotto la relazione, dichiarava che “gli Stati Uniti potrebbero affrontare la minaccia di una nuova classe di armi che combina efficacemente velocità, manovrabilità e quota che potrebbe sfidare vigilanza, portata e potenza di questa nazione“.
La Russia è leader nei velivoli ipersonici. Per esempio, nell’ottobre 2016 la Russia testò con successo l’Obekt 4202, un’avanzata testata planante. Il test fu condotto a mezzogiorno da un sito presso Jasnij, regione di Orenburg, negli Urali meridionali, e la testata raggiunse il poligono di Kura, in Kamchatka, nell’Estremo Oriente della Russia. Il velivolo planante ipersonico (HGV) vola soprattutto nella stratosfera piuttosto che nello spazio. Può manovrare durante l’avvicinamento ad alta velocità sul bersaglio, senza lasciare il tempo ai sistemi di difesa missilistica di rispondere. L’HGV può accelerare fino a 15 Mach (7 km al secondo). La testata fu realizzata usando solo componenti russe, compresi dispositivi di bordo, componenti elettronici e sistema di guida. Obekt 4202 va installato sul missile balistico intercontinentale di nuova generazione RS-28 Sarmat, capace di portarne 3. Mentre rispetto agli Stati Uniti spende dieci volte di meno per la difesa, compresa ricerca e sviluppo, la Russia ha prodotto armi che rendono inefficace la difesa missilistica degli Stati Uniti, permettendole al contempo un vantaggio tecnologico nel primo colpo. Questo è il momento in cui le fantasie si avverano. La Russia ha acquisito la tecnologia per creare autentiche armi ipersoniche, tra cui missili da crociera ipersonici e testate plananti per ICBM. La sua leadership mondiale nella corsa è confermata dai test riusciti. Nessuno altro è vicino alla produzione in serie.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia sviluppa un sistema antisatellite

Anatolij Zak, RSW, 21/4/2017

All’inizio del 2015, l’esercito russo completava con successo i test iniziali di un drone spaziale di nuova generazione progettato per rilevare e distruggere i satelliti nemici in orbita, secondo fonti affidabili. Un velivolo molto più sofisticato rispetto ai sistemi antisatellite di prima generazione noti anche come ASAT; il nuovo killer satellitare ha dimostrato la capacità di avvicinarsi molto agli obiettivi e d’inviarne le immagini a terra. Tuttavia scopo finale del nuovo velivolo sarebbe la distruzione dei mezzi stranieri, in primo luogo i satelliti militari degli Stati Uniti. Dopo il lancio di 2 satelliti di prova, sotto i nomi di copertura Kosmos-2491 e Kosmos-2499, l’ultimo velivolo spaziale della serie, designato Kosmos-2504, entrò in orbita il 31 marzo 2015 e, dopo una serie di manovre, compì la missione intorno al 16 aprile. Le manovre orbitali continuarono a luglio.

Sistema di nuova generazione
Secondo una fonte, all’inizio del 2015 un satellite antisatellite russo, probabilmente il Kosmos-2499, si era già avvicinato, inviandone le immagini, a un satellite militare statunitense! Finora non c’era stata conferma di tale incontro dal governo degli Stati Uniti. Anche se i parametri orbitali dei satelliti statunitensi non sono ufficiali, i dati amatoriali consentono di escludere praticamente tutti i satelliti non russi noti nelle orbite corrispondenti al Kosmos-2504 e simili, dice Jonathan McDowell, scienziato dell’Harvard-Smithsonian Center of Astrophysics e noto storico. Di conseguenza, non sarebbe possibile una formazione in volo o un appuntamento a bassa velocità tra il satellite russo e qualsiasi altro satellite, come quello osservato tra il Kosmos-2499 e lo stadio Briz-KM. Tuttavia, “un veloce flyby ad alta velocità è certamente possibile, e non posso escluderlo“, scriveva McDowell in una e-mail. Con sufficiente manovrabilità, i nuovi velivoli antisatellite russi potrebbero utilizzare laser o armi cinetiche di piccole dimensioni anziché esplosivi e shrapnel per disattivare i loro obiettivi. Le navette potrebbero quindi manovrare ed attaccare un altro satellite. Tuttavia, date le dimensioni relativamente piccole dei satelliti russi osservati, la loro capacità di manovra è probabilmente limitata. Allo stesso tempo, potrebbero essere solo precursori di velivoli spaziali più grandi e potenti. Le prove segrete dell’ultimo sistema antisatellite russo coincisero con il peggioramento delle relazioni tra occidente e Oriente per la crisi ucraina. Inoltre, anni di sforzi congiunti russi e cinesi nelle Nazioni Unite per introdurre il divieto di diffusione di armi nello spazio non hanno prodotto nulla per l’opposizione degli Stati Uniti a tale trattato, che sarebbe inapplicabile e privo di senso. Ironia della sorte, Cina e Stati Uniti l’hanno dimostrato distruggendo obiettivi orbitali con missili terrestri.

Lancio del Kosmos-2504
Un misile Rockot lanciò tre satelliti Gonets-M 21, 22 e 23 del Blocco 14 della rete Gonets-D1M e un carico utile militare classificato. Secondo i media, il Rockot/Briz-KM venne lanciato il 31 marzo 2015, alle ore 16:47:56 di Mosca dal sito 133 di Plesetsk. Il Ministero della Difesa russo confermò il lancio e la presenza di un quarto carico utile militare a bordo del vettore, che avrebbe ricevuto la designazione ufficiale di Kosmos-2504, e che potrebbe anche avere la designazione 14F153. La sezione del carico venne separata dal secondo stadio del vettore di lancio alle 16:53 e la navetta spaziale avrebbe raggiunto l’orbita alle ore 18:45.Manovre orbitali
I radar occidentali individuarono cinque oggetti (probabilmente quattro satelliti e lo stadio Briz-KM) nell’orbita di 1172 per 1506 chilometri con inclinazione di 82,5 gradi verso l’equatore. Nel catalogo pubblico del Comando Strategico degli Stati Uniti, questi oggetti hanno ricevuto le denominazioni 2015-020A, 2015-020B, 2015-020C e 2015-020D. Poche ore dopo il lancio, il radioamatore olandese Cees Bassa rilevò le trasmissioni radio associate all’Object 2015-020D, identiche ai segnali dei satelliti manovrabili Kosmos-2491 e Kosmos-2499. Sulla base dei parametri orbitali dell’Object D, era chiaro che il Kosmos-2504 si era separato dal Briz-KM dopo che lo stadio aveva manovrato verso l’orbita di “sepoltura”, anziché librarsi insieme ai tre satelliti Gonets, come Kosmos-2491 e Kosmos-2499 avevano già fatto, secondo osservatori del forum online della rivista Novosti Kosmonavtiki. I dati radar occidentali indicano che il 9 aprile 2015, Kosmos-2504 compì una piccola manovra, passando da un’orbita di 1171 per 1505 chilometri ad una di 1173 per 1508 chilometri. Un’altra serie di manovre apparentemente cominciò intorno al 13 aprile, culminando con un appuntamento con lo stadio Briz-KM, che l’aveva messo in orbita. La sera del 15 aprile, i due oggetti sarebbero stati distanti 4,4 km e il 16 aprile solo 1,4 chilometri. Inoltre, intorno al 16 aprile, lo stadio Briz-KM indicava una salita leggera, molto più probabilmente si spinse a un’orbita più alta, deliberatamente o in conseguenza dell’impatto fisico durante l’attracco. Tuttavia, il 17 aprile i due oggetti furono rilevati distanziarsi di nuovo, con il Kosmos-2504 ancora nell’orbita d’appuntamento e il Briz-KM su un’orbita decisamente superiore.

Nuove manovre nel luglio 2015
Tra il 2 e il 3 luglio 2015, il Kosmos-2504 compi una manovra improvvisa scendendo di 53 chilometri, secondo gli osservatori del forum online di Novosti Kosmonavtiki. Il satellite passò dall’orbita di 1181 per 1528 chilometri a una di 1154 per 1476 chilometri. L’inclinazione orbitale era leggermente cambiata da 82,49 a 82,68 gradi. L’8 ottobre 2015, Kosmos-2504 manovrò verso lo stadio Briz-KM che l’aveva messo in orbita e rimase nelle vicinanze per il resto del mese.

Kosmos-2504 si rianima nel 2017
Quasi due anni dopo aver ultimato le prove, il misterioso satellite militare russo Kosmos-2504 riprendeva improvvisamente le manovre. I suoi primi movimenti evidenti dal 2015 furono rilevati il 27 marzo 2017. Il 20 aprile, Kosmos-2504 passò notevolmente vicino, 1183 metri, dall’Object 1999-025DPP; i resti del satellite meteorologico cinese Fengyun-1C distrutto l’11 gennaio 2007 da un test con un missile antisatellite della Cina. Questo relitto spaziale circuita la Terra su un’orbita di 848 per 736 chilometri con un’inclinazione di 98,87 gradi verso l’equatore, secondo il NORAD. È una delle centinaia di frammenti lasciati dall’esplosione e tracciati dai radar. La navetta spaziale russa ha poi condotto un’altra manovra tra il 18 e il 19 aprile 2017. Ancora più sorprendente, il satellite precedente Kosmos-2499 apparve compiere una manovra nello stesso tempo!

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’arma suprema russa: Sarmat, Tzirkon e Status-6

Krassimir Ivandjiiski, Strogo SekretnoAnche i più grandi esperti di armamenti non si sono accorti degli ultimi importanti cambiamenti in questo campo della corsa occulta tra Russia e Stati Uniti. Questi eventi inosservati potrebbero essere descritti nel seguente modo: la Russia non solo ha recuperato l’equilibrio strategico con gli Stati Uniti, ma è riuscita a creare armi completamente nuove: “Sarmat”, “Tzirkon” e “Status-6”, che danno alla Russia la supremazia nei tre campi militari basilari: spazio, aria e acqua. Cominciamo con il nuovo missile ipersonico strategico “Sarmat” e dalla recente visita del Presidente Putin al Centro missilistico di Stato “Makeev”, nel distretto di Cheljabinsk. Questa regione è nota per la produzione dei missili balistici intercontinentali di quinta generazione RS-28 “Sarmat”. Alla fine del settembre 2016, le testate ipersoniche del “Sarmat”, le Izdelie 4202 o Ju-71, colpivano i bersagli nel poligono di Kura. Il “Sarmat” può raggiungere una traiettoria suborbitale e colpire il bersaglio dallo spazio. Ciò significa che non solo diretti, ma anche attacchi indiretti contro gli USA, dallo spazio, sono possibili sorvolando i poli nord o sud. La traiettoria è impostata per evitare le regioni coperte dal sistema antimissile degli USA (MDS). Ciò è possibile grazie al sistema di volo più efficace del primo e del secondo stadio del missile, e dall’accelerazione dell’ultimo stadio. Le testate hanno alta manovrabilità e un’estrema precisione, avendo solo 5-10 metri di margine di errore nel puntamento sul bersaglio. Questo permetterà di servirsi di testate nucleari o cinetiche, che distruggono i bersagli con un’enorme quantità di energia. Entro il 2020, il missile sarà armato con testate ipersoniche, conosciute dal nome in codice “Izdelie 4202”. Le prove iniziarono nel 2010. La loro velocità è tra i 17 e i 22 Mach. Il velivolo di rientro potrà inserire più testate ipersoniche nell’atmosfera, manovrando in senso verticale e orizzontale. Il “Sarmat” avrà un peso di quasi 110 tonnellate e trasporterà parecchie testate nucleari dalla traiettoria indipendente. Le testate saranno invulnerabili al MDS, che gli Stati Uniti dispiegano o dispiegheranno ai confini della Russia. Non un solo missile MDS potrà intercettare le testate del Sarmat che volano su uniche curve balistiche, cambiando improvvisamente velocità da supersonica a ipersonica, seguendo il profilo della superficie e manovrando per rotta e quota. Distruggere tali testate sarà impossibile. La gittata del “Sarmat” sarà di oltre 11000 chilometri. Poiché il missile non volerà secondo la tipica rotta balistica, ma più piatta, la durata del volo verso l’obiettivo sarà minore. La testata manovrabile ipersonica volerà nell’atmosfera più a lungo e ne aumenterà l’efficacia. Ma l’aspetto principale del nuovo sistema “Sarmat” (4202 o per gli Stati Uniti Ju-71), è che sarà controllata per l’intero volo. Se questo è vero, e se i russi risolveranno il complesso problema del telecontrollo delle testate, che volano nell’atmosfera entro una nube di plasma e a velocità colossali, la precisione dell’impatto potrebbe essere paragonata a quella del GPS o del GLONASS; pochi metri. Con tale precisione, non c’è bisogno di una testata nucleare o convenzionale. Potrebbe essere semplicemente cinetica, senza alcun esplosivo all’interno. Se questa testata pesasse circa una tonnellata, il “Sarmat” potrà trasportare 10 tonnellate di carico bellico. Considerando l’enorme velocità con cui la testata colpirà l’obiettivo, le conseguenze sarebbero pari all’esplosione di centinaia di tonnellate di tritolo, distruggendo qualsiasi bersaglio al suolo o sotto diversi metri di cemento armato. Ciò significa che con il “Sarmat” Mosca, anche senza l’utilizzo di testate nucleari, avrà l’opportunità unica del primo attacco globale, cioè distruggere ogni possibile bersaglio terrestre entro 30-40 minuti.
Nel frattempo, è apparso il missile da crociera ipersonico denominato “Tzirkon”, che armerà gli incrociatori “Pjotr Velikij” e “Admiral Nakhimov”. Gli incrociatori aggiornati potranno lanciare non solo missili “Tzirkon”, ma anche “Oniks” e “Kalibr”. Al momento, la velocità di questi due ultimi è doppia di quella del suono. Ma la cosa più importante è che con lo “Tzirkon” la Russia potrà coprire tutti gli oceani, mentre le portaerei statunitensi rimarranno nei porti, e neanche lì saranno al sicuro. Ma in cosa è esattamente diverso il “Tzirkon” dalla testata del missile balistico ipersonico 4202. In primo luogo il “Tzirkon”, paragonato al 4202, può completare il volo nell’atmosfera terrestre entro la linea Karman, il confine convenzionale tra atmosfera terrestre e spazio cosmico. In secondo luogo, se il 4202 è un sistema strategico che può colpire obiettivi a migliaia di chilometri di distanza, il “Tzirkon” è un missile antinave, versione migliorata dei missili Bazalt- Granit-Oniks, che distruggerà obiettivi in mare o terra a 300-400 chilometri di distanza. Il “Tzirkon” non solo deve raggiungere una determinata posizione, ma deve rilevare l’obiettivo evitando le interferenze di MDS e radar del nemico, e distruggere il bersaglio. Ciò significa che gli ingegneri russi hanno risolto con successo almeno tre compiti complessi:
– hanno trovato il modo di superare i danni alla fusoliera del missile dovuti al surriscaldamento per attrito;
– hanno trovato il modo di neutralizzare la nube di plasma che appare attorno all’oggetto in rapido movimento e che porta a far perdere il controllo del missile;
– sono riusciti a creare un carburante speciale per razzi ipersonici, noto come Decilyn-M.
All’inizio di dicembre 2016 apparve l’ultima e probabilmente più spaventosa arma, un gigantesco siluro con testata termonucleare dalla potenza agghiacciante, lo “Status-6”. “Status-6” è un siluro innovativo che può raggiungere una velocità di 90 nodi e una profondità 1000 m. La gittata è di 10000 km ed è lungo 6,5 metri con una testata bellica di 100 megatoni. Se questo siluro raggiungesse le coste degli Stati Uniti, creerebbe un gigantesco tsunami che distruggerebbe gli Stati costieri con le loro basi militari, aeroporti e fabbriche militari. Secondo fonti degli Stati Uniti, le prove ebbero luogo il 27 novembre, quando “Status-6” fu lanciato dal sottomarino speciale B-90 Sarov. “Status-6” è un’altra risposta della Russia al MDS degli Stati Uniti. Scacco matto.
Fino al 2020, oltre ad altre nuove armi come gli aviogetti da combattimento di quinta generazione, i nuovi carri armati “Armata” e le nuove armi nucleari, la Russia disporrà del missile strategico ipersonico “Sarmat”, del missile da crociera ipersonico “Tzirkon” e del siluro “Status-6” .Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora