Detarame na Minus to Plus ni Okeru Blend Ko

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Marx “mutuato”: il Mondo Segreto di Miyazaki

Sean Michael Nelson Satellite Gallery 7 aprile 2012Man mano che l’animatore Hayao Miyazaki invecchia, i suoi film diventano sempre più intimi. La Principessa Mononoke del 1997 dura 135 minuti ed è ambientato nel periodo degli Stati Combattenti in Giappone. Ponyo del 2008 è di mezz’ora più breve e segue le vicende di un piccolo villaggio sull’oceano. Il mondo segreto di Arrietty, che Miyazaki ha co-sceneggiato e stilato, è poco più di 90 minuti e si limita a una sola famiglia. Sebbene “più piccolo”, il film, adattato dal romanzo di Mary Norton, The Borrowers, ha ancora un grande messaggio per il pubblico sugli ideali di Miyazaki.

Principessa Mononoke

L’attenzione è spesso rivolta ai messaggi ecologici e per la gioventù di Miyazaki, ma ciò che viene spesso trascurato è l’inclinazione marxista di molti dei suoi film. Un esempio, Laputa: il castello nel cielo (1986) rappresenta una città mineraria assediata, ispirandosi alla difficile situazione dei minatori gallesi che i realizzatori incontrarono facendo ricerche sul luogo. Il film si propone di rappresentare la forza morale e fisica degli abitanti della città di fronte alle avversità. La solidarietà che mostrano appare una sorta di ideale marxista.

Laputa: Il castello nel cielo, 1986. Gli eroici minatori di Laputa pronti a resistere e combattere, si noti il poster operaista sullo sfondo

Sebbene nel Giappone del dopoguerra fosse stato studente contestatore e sindacalista che esibiva cartelli marxisti (come molti all’epoca), è improbabile che Miyazaki si etichetti tale oggi. Tuttavia, il suo marxismo è evidente nei continui ritratti dei lavoratori e della proprietà comune. I mutuatari di Arrietty, piccolo popolo che vive in famiglie procurandosi ciò di cui ha bisogno intraprendendo spedizioni dalla piccola patria verso il vasto mondo dell’umanità. Questo lavoro non è alienante, per dirla in termini marxisti: Arrietty e suo padre Pod non affittano i loro corpi a un padrone per produrre oggetti che qualcun altro deve acquistare, “prendono in prestito” i beni di cui hanno bisogno per sopravvivere. In una scena, Pod ricorda a sua figlia l’etica dei Mutuatari, “prendiamo solo ciò di cui abbiamo bisogno”, evocando la citata massima di Marx “da ciascuno secondo le proprie capacità, a ciascuno secondo le proprie necessità”. La vita dei Mutuatari è in linea con questa massima, letteralmente “piccola” e quindi basata su un’economia dei bisogni anziché dei desideri.

Arriety e suo padre partono per una spedizione

In un mondo in cui i beni devono essere “presi in prestito”, la malvagità della proprietà privata diventa ancora più evidente. Quando la madre di Arrietty viene catturata e messa in un barattolo per essere esposta, viene letteralmente trattata come qualcosa che si possiede, che può essere comprata e venduta, come il lavoro nel nostro mondo. Non si può dire che una parte del sollievo nel vederla liberata dal barattolo sia letteralmente la liberazione dalla proprietà privata, qui il punto di Miyazaki è chiaro.

La madre di Arrietty viene rapita

Nella sua carriera però, Miyazaki ha minato questo comunitarismo implicito facendo diventare le sue eroine membri della classe dominante: la donna che guida Laputa, Mononoke, Il castello di Cagliostro (1979) e Nausicaa della Valle del vento (1984), tra gli altri, vi sono principesse, un modo per connotare forza e statura dei personaggi in linea col femminismo di Miyazaki. A partire dal Servizio Consegne di Kiki (1989) Miyazaki ha provato qualcosa di diverso, facendone protagonista una ragazza “ordinaria”, ed anche questo fa parte del successo di Arrietty. In tal modo, Miyazaki consente una maggiore identificazione con l’eroina del film e suggerisce una forza nella persona comune. Le donne forti sono un pilastro dei film di Miyazaki e sono spesso un punto di riferimento su cui si costruisce la solidarietà: l’omonima principessa Mononoke presiede il regno animale nella guerra totale contro gli umani, mentre una ex-pirata e prostituta nel film fonda una città industriale e commerciale la cui forza lavoro sono donne; Arrietty stessa diventa la chiave di volta del legame che si forma tra umani e mutuatari. Nei mondi di Miyazaki la fonte ispiratrice dei valori comunitari non è un “grande” della Storia come Trotzkij, Lenin o Cristo; invece è una ragazza che sarebbe alta solo pochi centimetri.

Kiki

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Dolores O’Riordan ci ha lasciato per il regno degli Elfi

Patrice-Hans Perrier, 18 gennaio 2018La musa elfica è passata dall’altra parte del muro del suono. Dolores O’Riordan, piccola cantante dei Cranberries, non seguiva la corrente da quando cantò il genocidio perpetrato dalle truppe della Corona inglese nella sua nativa Irlanda. Gli zombi delle forze speciali della perfida Albione massacrarono ripetutamente i figli della verde Éirinn, la mitica Irlanda da cui proviene una grande percentuale di quebecois. Praticando un folk-rock combattivo, Dolores non ha mai negato il suo cattolicesimo abbracciando una qualche forma di teologia della liberazione. Ha solo testimoniato la devastazione della molto cattolica Irlanda da parte degli zombi:
È la stessa vecchia storia dal 1916
Nella tua testa, nella tua testa sono sempre pronti ad attaccare,
Con i loro carri armati e le loro bombe,
E le loro bombe e le loro mitragliatrici
Nella tua testa, nella tua testa, stanno morendo...”

I bardi non staranno mai zitti
Come noi, i francesi d’America, gli irlandesi furono l’obiettivo di un vero genocidio organizzato dai suprematisti inglesi che non abbassarono mai la guardia contro le forze insurrezionali dei bardi e druidi della diaspora celtica. Fu durante la settimana di Pasqua del 1916 che una fazione armata dei repubblicani irlandesi tentò di tutto per spezzare l’abbraccio del Regno delle logge nere. Organizzata dalla Fratellanza repubblicana irlandese, la ribellione del 1916 fu selvaggiamente schiacciata dalle truppe di Sua Maestà che presero tremila prigionieri, di cui duemila imprigionati nei campi di concentramento in Gran Bretagna. Va ricordato che i campi di concentramento sono un’invenzione inglese che ispirò altri movimenti suprematisti che non nascosero mai il desiderio di eliminare nazioni o popoli che ostacolano i loro piani totalitari. Persino l’artiglieria pesante fu usata per bombardare le posizioni dei patrioti irlandesi trinceratisi a Dublino. Battendo la ribellione, le forze inglesi stabilirono un vero regime di apartheid in Irlanda, confinando gli irlandesi nella posizione di cani affamati per più di mezzo secolo.

Celtitudine e Cristianità si intrecciano con grazia
Dolores la Passionaria delle brughiere verdi urlò la sua confusione girando sul palco, aerea e quasi funambolica, mai stucchevole… intrigante, come il famoso intreccio irlandese che adorna le miniature dei manoscritti dei primi monasteri d’Europa, nelle sue canzoni dai temi diversi come la salvezza dell’anima, le vaste distese o la liberazione del popolo irlandese. Quasi un’atleta di Cristo, per parafrasare San Paolo nella prima lettera ai Corinzi. Una vera mistica, Dolores O’Riordan implorò il Signore di “darle castità, santità, presenza mentale” saltando sul palcoscenico come una cerbiatta che nulla fermava. La scena rock, ma dei veri cristiani, non beati asini, ha appena perso un’artista di rara sensibilità che non avrebbe mai rinnegato le sue radici celtiche, quelle precedenti l’arrivo di San Colombano e dei primi missionari nell’Éirinn. E, Quebec, terra di leggendari bardi, piange amaramente questa piccola campanellino che ci ha ricordato con le sue canzoni che la sopravvivenza di un popolo non può essere separata da quella della sua anima. L’anima rappresenta la continuità tra il qui e l’aldilà, nonostante le vicissitudini di un’esistenza spesso ostacolata dalle forze del male.

Le forze del male
Dolores O’Riordan lottò contro un temperamento bipolare e una sensibilità cutanea che non le dava tregua. Pensiamo al nostro Jean Leloup, costretto a medicare la sua geniale pazzia, capace di trasformare il vincolo in forza creativa aiutando la musica del Quebec ad uscire dal torpore degli anni 2000. Anche la druidessa del rock lottò contro il male sopportato dal suo popolo per così tanto tempo, dall’inizio dei tempi. Ed è la salvezza dell’anima che rende possibile superare anche le prove che appaiono fatali. Va ascoltata la sua Salvation per vedere quanto Dolores sapeva cosa cantasse:
Tutti voi che seguite le strisce di coca, non fatelo, non fatelo.
Inietta la libertà nella tua anima, è gratis, è gratis“.

La grazia rende liberi
Jean Leloup, testimone del proprio bipolarismo, insisté sul fatto che “la persona perde facilmente il filo delle idee e ha difficoltà nella società, perché particolarmente distratta. Può cambiare argomento costantemente ed è impossibile avervi una conversazione”. È proprio tale instabilità che sembra essere stata il detonatore che permise alla cantante dei Cranberries di riuscire ad intrecciare una così grande complicità col pubblico nelle sue esibizioni sul palco. Come se il suo pubblico gli permettesse di concentrare finalmente l’attenzione nel contesto degli spettacoli che potrebbero essere paragonati a vere trance catartiche. Inoltre, è proprio attraverso la catarsi che possiamo lasciare il nostro involucro carnale nel tempo di una preghiera o di un lampo, potendo usare le nostre forze vitali per sfuggire alla gravità… in alcuni momenti di grazia. Piena di grazia, Dolores O’Riordan attraversò la scena rock come una magnifica bestia braccata dalle forze del male disarmate al traguardo. Ci lascia, soli, con la nostra coscienza e i nostri legittimi desideri di liberazione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Amadare no Uta

Shoujo Shuumatsu Ryokou ED 2 Full Version – Amadare no Uta (雨だれの歌)
The Sound Of Rain TV Anime “Girls’ Last Tour”
Ending Theme Amadare no Uta (雨だれの歌)
Chito (CV: Inori Minase) and Yuuri (CV: Yurika Kubo)

L’affermazione del Giappone come nazione moderna durante l’era Meiji

Fascinant JaponIl consolidamento dello Stato imperiale
Gli oligarchi erano divisi tra desiderio di reprimere e volontà di creare un Paese con una costituzione moderna. Quella del 1889 si basava sulla costituzione tedesca. L’ispirazione a questo documento era ambivalente. Avere una costituzione poneva il governo giapponese su un piano di parità coi principali Paesi moderni. C’erano alcuni elementi relativamente liberali in questa costituzione, ma rappresentava anche un’opportunità per un più forte carattere imperiale del regime. In questo, il documento giapponese era molto più autoritario della costituzione prussiana del 1850, a cui s’ispirava. L’imperatore personificava Stato e legge, aveva potere legislativo, di nomina del presidente delle due camere e di convocare la Dieta. Poteva pronunciare la dissoluzione della camera bassa e legiferare per ordinanze. Se veniva dichiarato lo stato d’assedio, poteva sospendere le libertà a suo piacimento, rappresentare il Giappone sulla scena internazionale e decidere da solo su guerra e pace. Il primo ministro veniva scelto dal consiglio degli anziani, il genro. Questo consiglio era composto dagli oligarchi che governavano dal 1868. Il genro poté continuare a tirare le fila fino all’inizio del XX secolo. I ministri erano responsabili nei confronti dell’imperatore, non esisteva la sovranità popolare. La costituzione prevedeva un parlamento bicamerale. La Camera dei Pari, o superiore, composta da persone prestigiose nominate dall’Imperatore. La Camera dei Rappresentanti, o bassa, da parte sua eletta dal voto popolare (l’1% della popolazione). La tassa per votare fu abolita nel 1950. La Camera bassa rappresentava pochi e aveva pochi poteri, se non votare il bilancio. Ma se veniva rifiutato il bilancio, restava quello precedente. La costituzione specificava il ruolo dei burocrati dipendenti dall’imperatore. Erano molto potenti, il loro numero variò da 20000 nel 1890 a 72000 nel 1908. Provenivano dall’Università Imperiale di Tokyo. In breve, la costituzione del 1889 era relativamente autoritaria e dava poteri all’imperatore. Tuttavia, dal 1900, il Parlamento prese il potere. Il primo ministro venne scelto, dal 1910, tra i parlamentari e dai partiti politici al potere nella Dieta. Intorno al 1920, fu la democrazia Taisho, quando il Parlamento era più influente. Ma questa luce democratica morì nel 1930, soffiata dall’esercito.

La rivendicazione del Giappone come grande potenza militare
La politica estera giapponese si sviluppò su due direzioni: da una parte il governo giapponese cercava di creare legami egualitari con le grandi potenze, e dall’altra cercava di estendere il dominio militare sui vicini. Il Giappone voleva rinegoziare i trattati ineguali e nel 1894 iniziò una serie di negoziati con alcuni Paesi occidentali per abolire certi punti. Nel 1911, il Giappone poté liberamente imporre i dazi. Allo stesso tempo, il governo cercò delle alleanze militari con le potenze del momento specialmente con la Gran Bretagna, ansiosa di controbilanciare l’influenza russa in Manciuria, firmando accordi nel 1902 e nel 1905 col Giappone. Quando la corte reale coreana si appellò alla Cina per sopprimere una rivolta, nel 1894, il Giappone decise d’intervenire. Gli eserciti giapponese e cinese si scontrarono; rapidamente, parte della flotta cinese fu distrutta e il sud della Manciuria occupato. Il conflitto portò al trattato di pace di Shimonoseki, molto vantaggioso per i giapponesi. Ricevettero un grosso compenso, il controllo di Formosa e della penisola di Liaodong, in Manciuria. Quest’area strategica era il capolinea della ferrovia della Manciuria, e la città di Port Arthur era il fulcro commerciale della regione. Francia, Regno Unito e Russia, che si contendevano da tempo questo territorio, si opposero ai desideri dei giapponesi. Quest’ultimo, cauto, s’inchinò e rinunciò al Liaodong.
Il successivo obiettivo fu la Corea. Non appena firmato il trattato del 1904, il Giappone attaccò la Russia in Manciuria e ottenne una rapida vittoria. La Russia, considerata una delle grandi potenze dell’epoca, capitolò nel 1905. Questa fu la prima vittoria di un Paese non occidentale su uno occidentale. Fu un evento incredibile che emozionò occidente ed Oriente. Il trattato di Portsmouth fu firmato lo stesso anno. La Russia riconobbe il dominio monetario, politico e militare del Giappone sulla Corea, annessa nel 1910. Gli interessi russi in Manciuria passarono ai giapponesi. Inoltre, il trattato conferì ai vincitori il controllo della penisola di Liaodong e della ferrovia della Manciuria, così come del sud di Sakhalin. Il potere militare del Giappone fu ben consolidato dopo questi due conflitti. Nacque anche lo spirito nazionalista di massa. Nel 1905 molti giapponesi, insoddisfatti del trattato di Portsmouth e desiderosi di altro, si ribellarono ad Hibiya. Fu la prima protesta popolare di questo carattere a scuotere il Paese. Da quel momento, il Giappone cercò d’estendere l’influenza in Cina.

Traduzione di Alessandro Lattanzio