Idlib, blackout su Jisr al-Shughur mentre la battaglia s’intensifica

Ziad al-Fadil Syrian Perspective, 28 ottobre 2015

Duh. Il tipico sorriso saudita genera sospetti sulla stabilità mentale di chi ne fa sfoggio. Muhamad bin Salman, 29 anni, ora dirige le "forze armate" del suo regno del pianeta delle scimmie. Non ha mai studiato nulla di militare ed è visto dal resto delle scimmie saudite come una sorta di dufus, un adolescente pecoraio, nella migliore delle ipotesi.

Duh. Il tipico sorriso saudita genera sospetti sulla stabilità mentale di chi ne fa sfoggio. Muhamad bin Salman, 29 anni, ora dirige le “forze armate” del suo regno del pianeta delle scimmie. Non ha mai studiato nulla di militare ed è visto dal resto delle scimmie saudite come una sorta di dufus, un adolescente pecoraio, nella migliore delle ipotesi.

Due settimane fa, i servizi segreti congiunti siriani, russi e di Hezbollah assieme alla decisiva intelligence satellitare, rilevavano un concentramento insolitamente elevato di ratti del Jaysh al-Islam a Dhahiyat al-Assad e Jubar. L’intelligence fu rapidamente analizzata e confrontata con altri dati acquisiti dalla sorveglianza del comando del MOK nella Giordania hashemita, dove gli ufficiali sauditi-giordano-sionisti pianificavano l’attacco frontale su Damasco, in risposta all’intervento della Russia nel conflitto a fianco del governo siriano. Il piano era colpire la capitale da Darah e Qunaytra con la copertura di aeromobili sauditi e giordani. Il governo siriano fece rapidamente sapere ai russi che i nuovi mezzi forniti da Mosca alla Siria sarebbero stati utilizzati per abbattere qualsiasi intrusione aerea. Questo avrebbe significato, per la prima volta, lo schieramento del sistema antiaereo S-300 che Mosca vuole mantenere segreto finché non sarà assolutamente necessario. La divulgazione della loro tecnologia è d’immensa importanza nel favorire l’elemento sorpresa in qualsiasi teatro di conflitto. L’alto comando russo dissuase i siriani dal farlo, cioè di attivare il sistema in modo che venisse analizzato dai sionisti, ed assicurò il governo siriano che i bombardieri Sukhoi da Nord sarebbero passati alla prioritaria sconfitta del piano saudita nel Sud. Ed è esattamente ciò che successe.
Il principe Muhammad bin Salman, la vice-scimmia erede al trono del regno dell’Arabia Saudita ebbe un attacco di amarezza, dopo essere stato respinto dal Presidente Vladimir Putin per due volte consecutive, la prima a Mosca e la seconda a Sochi. In entrambi i casi, Muhamad, che agisce da ministro della Difesa saudita ed ha zero competenze nelle scienze militari, offrì a Vlad 300 milioni di dollari e un vasto piano di espansione nel suo Paese se avesse fatto 2 cose: primo aiutare l’Arabia Saudita a convincere l’Iran a non aiutare gli huthi nello Yemen; e il secondo approvare il piano per spodestare il presidente siriano. Promise a Vlad il mondo. Nella mente di Muhamad (che non ha proprio) il problema era la continua sconfitta del suo miserabile esercito di coscritti inetti, mercenari sudanesi e assortita marmaglia da Africa e Asia. Aggiungete la forza aerea, in gran parte affollata da piloti egiziani, giordani e pakistani in pensione, il cui unico interesse in qualsiasi conflitto innescato dai sauditi è cogliere il grasso che li attende ogni settimana. Come precauzione, abbiamo saputo, il regime saudita insiste nel smantellare i seggiolini eiettabili degli aerei pilotati da tali piloti-a-nolo.
Quando Muhamad tornò a casa, singhiozzò sulla gonna della madre, dicendole quanto “cattivone fosse il malvagio Vlad”. Lo rassicurò spingendolo a punire il presidente russo facendo qualcosa di cattivo ad Assad. Il piano riferito ai nostri lettori qui, nasce da un’idea di Muhamad. E come tutte le sue idee, ora si trova convenientemente nella grande cloaca della storia. I russi iniziarono a bombardare le zone di concentramento a Dair al-Asafir e Duma dove venivano raccolti i ratti per trasferirli nelle zone ritenute opportune per l’avvio dell’operazione. Ma, ahimè, gli aiutanti di al-Lush si resero conto che l’elemento sorpresa non c’era più e le loro forze ormai ridotte stavano per esserlo ancor più con l’Aeronautica russa che ferocemente mollava su di loro qualsiasi tipo di bomba nell’arsenale. L’EAS fu anche molto attivo con i nuovi razzi termobarici sulle zone prive di popolazione civile, eliminando tra le urla decine di iene terroriste. Fu un disastro. Nel frattempo, l’Arabia Saudita, non nota per le sue finezze ma per la loro mancanza, si riferiva all’intervento russo in termini calcolati per far rizzare ogni pelo. Si noti come Mileikowski (alias Netanyahu) fosse imbarazzante collegando il capo palestinese Amin Haj al-Husayni al genocidio nazista degli ebrei (come se i nazisti avessero ucciso solo ebrei), e come i sauditi ora chiamino i Russi ‘Crociati’. (he, he). E’ imbarazzante perché i russi sono ortodossi, una chiesa che non ama i crociati in gran parte cattolici ed entrati nella gloriosa città di Bisanzio quando era sotto il dominio dell’imperatore Alessio Comneno, contaminando e distruggendo ciò che potevano. A nessuno importa. Francamente, i siriani che conosco sono lieti che la Russia sia parte della squadra. Nessuno si preoccupa dei deliri e vaneggiamenti dei sauditi. E’ solo il suono delle scimmie allo zoo.


Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Alessandro Lattanzio ad IRIB: “Per il capo dell’intelligence turca, l’ISIS è una creazione di Turchia e NATO e va assistito militarmente” (Audio)

Teheran (Radio Italia IRIB)109437-004-645E01EEAlessandro Lattanzio, saggista, redattore della Rivista Eurasia intervistato dalla nostra Redazione per esaminare diverse questioni mediorientali tra cui la nuova fase della lotta al terrorismo dell’alleanza Iran, Russia e Siria. Altro argomento trattato da Lattanzio è la guerra saudita nello Yemen e le politiche della Turchia nella Regione. Per ascoltare la versione integrale dell’intervista cliccare qui.

La Russia aumenta la pressione contro la guerra alla Siria

Moon of Alabamasiria rutasFonti israeliane accusano Erdogan di aver causato volontariamente l’ondata di migranti in Nord Europa: “In un primo momento la Turchia ha fatto tutto il possibile per bloccare le rotte marittime utilizzate per l’immigrazione clandestina verso l’Europa. In seguito, però, con la NATO rifiutarsi di agire per rovesciare Assad senza adempiere alla speranza di Erdogan di sconfiggere decisivamente il leader alawita, la Turchia ha deciso di rendere le cose difficili per l’Europa facendovi pressione. Negli ultimi mesi, la Turchia ha sospeso il blocco dei movimenti dei rifugiati verso ovest. La fonte israeliana ha detto che è del tutto possibile che le stesse forze di sicurezza turche che aiutano lo SI, aiutino i trafficanti di esseri umani. L’11 settembre, il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha sospeso il console onorario del suo Paese a Bodrum dopo aver appreso che aiutava i rifugiati a partire illegalmente per l’Europa. In una conversazione filmata da una telecamera nascosta di Canale 2, il console, che vendeva gommoni ai rifugiati destinati alle piscine e non ad attraversare il mare aperto, con cui speravano di raggiungere l’isola greca di Kos, ha detto: “Il comune aiuta il traffico (dei profughi via mare). La capitaneria di porto favorisce il traffico. Il governatore del distretto aiuta il loro traffico“. La fonte israeliana accusa anche Erdogan di finanziare lo Stato islamico. Ne dubito. Ma l’accusa di aver causato l’ondata di migranti è probabilmente corretta. Ma Erdogan agisce da solo o è un’azione concertata della NATO per spingere gli europei ad accettare una guerra per il cambio di regime in Siria?
Adam Johnson ha steso un (incompleto) elenco di chi utilizza la crisi dei migranti per invocare il bombardamento della Siria:
– Nick Kristof, NYT
– Anne Marie Slaughter
Save the Children
Linda Sarsour
The Gurdian
– la potente ONG “umanitaria” Avaaz
– il Consiglio Atlantico
Alcuni di costoro, come l’ufficio propaganda della NATO Consiglio Atlantico, sono anche lobbisti dei sauditi. Diversi politici europei aderiscono all’argomentazione folle che più bombardamenti della Siria creeranno meno rifugiati. L’ONU dice che la metà della popolazione siriana fugge a causa del conflitto, cioè circa 11 milioni. Ma solo 3 o 4 milioni di questi sono fuggiti all’estero, soprattutto in Turchia, Giordania e Libano. 7 milioni sono fuggiti nelle aree controllate dal governo come Damasco. Bombardare il governo della Siria e queste persone, portando lo Stato islamico e al-Qaida a conquistare Damasco, creerà certamente una ondata molto più grande di profughi.
Intanto Obama incolpa gli altri per le sue stupide decisioni in Siria: “La Casa Bianca non va biasimata. Il dito, dice, non va puntato su Obama ma a chi lo spinge a tentare di addestrare i ribelli siriani, in primo luogo un gruppo che, oltre a repubblicani del Congresso, include l’ex-segretaria di Stato Hillary Rodham Clinton”. Questo è incredibilmente patetico: “Se i membri del Congresso e alcuni membri dell’amministrazione Obama fanno “pressione” su di lui per fare qualcosa che sapeva inutile, ancora più colpevole avendo seguito un’opzione che sapeva non avrebbe portato a nulla“. Obama è il Comandante in Capo degli Stati Uniti. Incolpare gli altri per i suoi ordini è vigliaccheria spudorata. E chi ha ordinato che la CIA addestrasse, equipaggiasse e pagasse 10000 jihadisti in Siria se non Obama? Anche quello è colpa altrui? E perché non parlare del New York Times? Dopo aver falsamente accusato il governo siriano dell’uso di armi chimiche nel Gutha, Stati Uniti e Regno Unito volevano bombardare la Siria, ma ciò fu impedito dal Parlamento inglese e dalla minaccia di impeachment negli Stati Uniti. Poi la Federazione russa contribuì a un accordo per salvargli la faccia e sbarazzarsi delle armi strategiche della Siria. Ora ancora la Russia si offre di salvare la pelle di Obama. Avendo fallito nel programma di addestramento del Pentagono e nella lotta allo Stato islamico, Obama è di nuovo sotto pressione per bombardare la Siria. Ma la minaccia di una forza aerea russa, e di una possibile forte forza di terra schierata in Siria lo trattiene. La Siria non è abbastanza importante per iniziare un conflitto con una grande potenza nucleare. Obama ha bisogno di una via d’uscita che gli salvi la faccia. Finirla nel versare olio sul fuoco del conflitto in Siria e trattare con la Russia sono l’unica strada percorribile.
Oggi la Russia aumenta la pressione: “Rispondendo ad una domanda se la Russia avrebbe accettato d’inviare truppe per partecipare alle operazioni militari con l’esercito siriano, (il portavoce del Cremlino Dmitrij) Peskov ha detto: “Se c’è una richiesta, nel quadro dei contatti bilaterali e degli accordi bilaterali naturalmente, sarà discussa e considerata. Per ora è piuttosto difficile parlarne ipoteticamente”. Il Vicepremier e Ministro degli Esteri degli Siria Walid Mualam ha detto che la Siria avrebbe chiesto alla Russia d’inviare truppe per combattere a fianco dell’Esercito arabo siriano, se ce ne fosse bisogno. Secondo lui, la Siria non esiterà a chiedere il sostegno della Russia”. Una “zona di sicurezza” o “no fly zone” della NATO e amministrata dai turchi in Siria, mentre l’Armata Rossa è sul campo appoggiata da aeronautica e marina russe? Scordatevelo. Obama e la NATO hanno la possibilità di uscire dal caos che hanno creato in Siria e allontanare i problemi della crescente ondata di migranti. Devono parlare con la Russia e non solo a livello “tattico” come vuole Obama, ma strategico. Insomma, la colpa è di Erdogan e dei sauditi e vanno tenuti al guinzaglio corto. Lasciare alla Siria e ai suoi alleati far pulizia senza intervenire ulteriormente. Ci sarà ovviamente pressione a non fare così dai soliti falchi e lobbisti, ma Obama potrebbe per una volta prendere una decisione sensata e mantenerla.10341590WINEP scopre l’intervento russo in Siria
Sic Semper Tyrannis

12039597La Russia sembra aver iniziato un significativo intervento diretto militare in Siria. Molti report, tra cui alcuni attribuiti a fonti governative e d’intelligence degli Stati Uniti, indicano che la Russia costruisce un corpo di spedizione aero-terrestre nelle province di Lataqia e Tartus, sulle coste, andando di gran lunga oltre consulenza e fornitura di armi di lunga data. Se questa forza si sviluppa lungo le linee riportate, potrebbe mutare il corso della guerra. Potrebbe anche avere importanti implicazioni per la capacità d’Israele di condurre operazioni aeree sulla Siria occidentale e il Libano, e per le operazioni della coalizione degli Stati Uniti contro lo “Stato islamico”/SIIL e le altre organizzazioni terroristiche in Siria. Inoltre, se la presenza russa si stabilisce, sarà difficile rimuoverla. Come in Crimea e Ucraina, gli Stati Uniti, e tanto meno di qualsiasi altro Paese, difficilmente sfiderà militarmente le forze russe. E mentre tali forze probabilmente soffriranno perdite e potrebbero impantanarsi in Siria, Mosca potrebbe accettare il costo di mantenere il regime di Assad al potere e frustrare Washington”. Jeff White di WINEP

Beh, Jeff, meglio tardi che mai. “…E per le operazioni della coalizione degli Stati Uniti contro lo “Stato islamico”/SIIL e le altre organizzazioni terroristiche in Siria“. Oh, andiamo, tutto quello che servirebbe sarebbe una piccola cellula de-conflittuale da qualche parte per risolvere l’uso dello spazio aereo e le missioni. Come ciò funzionerebbe per gli israeliani, nessuno lo sa se il suo potenziale aereo si trovasse in uno spazio aereo coperto da unità della difesa aerea russe.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il piano “Blair-Erdogan-Mishal” su Gaza e le implicazioni in Siria

Nasser Kandil “60 minuti con Nasser Kandil” 25 agosto 2015 – Reseau International
Trascrizione e traduzione di Mouna Alno-NakhalCE5alSHWgAA7LQCI – Cosa succede dietro le quinte dei negoziati di Tony Blair per togliere il blocco di Gaza?
Egypt-Gaza-Israel-border--001 Data che la costante strategica occidentale è la sicurezza e la supremazia d’Israele, propongo di esporre ciò che accade contro la Palestina storica e soprattutto il progetto sul futuro di Gaza. Una lettura personale, ma basata su fatti che cominciano ad invadere la stampa, alcuni parlando di colloqui semplici, altri di negoziati diretti o indiretti tra Hamas e Israele [1] [2] [3]. Un progetto in corso di sistemazione il cui padrino è il burattinaio Tony Blair, il promotore è Tayib Rajab Erdogan, e il complice dichiarato Qalid Mishal (capo del Politburo di Hamas) senza poter presumere in che misura convincerà gli altri capi di Hamas, tra cui quelli di al-Qasam (ala militare di Hamas). Il tempo lo dirà, ma in ogni caso potrebbe spiegare il motivo per cui Israele ha accusato il movimento del Jihad islamico palestinese di aver lanciato il 20 agosto razzi sulle alture siriane del Golan occupate e l’adiacente Galilea [4] [5] quando si sa che non c’è nulla. In altre parole, il raid israeliano del 21 agosto nel sud della Siria, presso al-Qunaytra, in rappresaglia al lancio dei razzi, è un messaggio al Jihad islamico nella Striscia di Gaza e non nel Golan. Ci torneremo (…). Va notato che secondo il mito sionista è la Cisgiordania (Giudea e Samaria), da Tulqarim a Qalil (Hebron) che farebbe parte della terra promessa, non Gaza, sempre sotto la tutela egiziana, o Haifa, Jaffa o le coste sul Mediterraneo. Ecco perché non ho mai creduto che Israele avrebbe accettato una soluzione pacifica che richiede di restituire i territori occupati nel 1967 per accontentarsi dei confini del 1948. Nessun leader israeliano avrebbe il coraggio di accettarlo, così come nessun leader palestinese oserebbe firmare l’unica alternativa dell’autonomia, qua e là, sotto il controllo dell’occupante. Hillary Clinton non accettò il rifiuto pungente di Netanyahu alla proposta di spostare 25000 coloni da Tulqarim a Gerico? Da qui l’idea di uno Stato palestinese a Gaza, (una striscia di terra lunga 41 km e larga 6-12 km, da cui Israele ha unilateralmente ritirato l’esercito e 9000 coloni nel 2005), con l’apertura di valichi di frontiera, porto, aeroporto, passaporto, luce, acqua, ricostruzione, elezioni, legislatura, ecc…; la Turchia garantiva che Gaza non minacciasse mai la sicurezza d’Israele; Hamas parlava di “tregua a lungo termine” con la speranza di liberare il resto dei territori occupati con la sola forza dei negoziati politici (sic). Ciò significa che con lo slogan “Il vostro Stato palestinese di Gaza”, Israele si prepara ad eliminare l’Autorità palestinese e perseguire lo Stato ebraico colonizzando Cisgiordania e Gerusalemme al prezzo di sofferenze e stermini che supereranno quelli sopportati dal popolo palestinese nel 1948 (…). Non è più una teoria a lungo pensata da certuni, ma il piano affidato a Erdogan. Erdogan è bloccato in una situazione disperata fino alle elezioni legislative anticipate del 1° novembre, quando coloro che l’hanno votato perché pensavano che fosse il più forte potrebbero cambiare idea e coloro che non hanno votato per l’opposizione perché pensavano che avrebbe perso, gli voteranno contro. Due mesi in cui gli Stati Uniti devono assolutamente dargli via libera, e gli europei chiudere gli occhi in modo che possa spezzare il collo ai curdi, tanto da non osare nemmeno pensare di votare per l’opposizione; sapendo che solo il 2% dei voti andrà in suo favore, rispetto alle ultime elezioni, basterebbe per garantirgli i 65 seggi necessari per la vittoria. Questo è il prezzo affinché Israele non sia contrario alla firma dell’accordo sul nucleare iraniano ed anche ad offrire servigi al governo degli Stati Uniti per farlo accettare a chi si oppone e all’opinione pubblica statunitensi: “Gaza è il futuro Stato palestinese, date a Erdogan ciò che chiede in Turchia!”. Così si forma il trio “Turchia-Israele-Fratelli Musulmani”, quest’ultimo con lo Stato di Gaza sotto la bandiera di Hamas. Che si tratti di successo o fallimento è un altro problema. Ciò che è certo è che gli israeliani studiano seriamente la revoca del blocco di Gaza, a condizione dell’uscita di Hamas dal campo della resistenza palestinese, sfruttando la carta vincente di sempre: la preoccupazione umanitaria per la popolazione di Gaza che tanto soffre…

II – Cosa succede nel Golan siriano?
capture-d_c3a9cran-2013-09-08-c3a0-18-57-42_risultato Per capirlo va analizzato il comportamento d’Israele mentre si cercano soluzioni. Abbiamo già discusso la relazione di DEBKAfile secondo cui “Russia e Stati Uniti corteggiano i sauditi per salvare Assad, mettendo in pericolo Israele e Giordania...”[6]; rapporto che ci porta a prevedere che Israele farà di tutto per silurare il riavvicinamento siriano-saudita sponsorizzato dalla Russia [7] Ciò permesso dalla ritirata del ministro degli Esteri saudita Adil al-Jubayr, alla conferenza stampa integrale con Lavrov. [8] Infatti, tale rapporto va compreso come avvertimento all’alleato saudita che non può sperare di giocare da solo, a questo punto, anche se gli alleati Stati Uniti potrebbero essere d’accordo sul principio della priorità alla lotta al terrorismo (…). Infatti dato che Stati Uniti, Arabia Saudita e Iran si sarebbero uniti alla Russia per trovare una soluzione in Siria e Yemen, in modo che l’Arabia Saudita salvasse la faccia, come Israele avrebbe voce in capitolo realizzando il piano “Blair-Erdogan-Mishal” a Gaza? Come, se non con una chiara azione sul campo e l’attivazione di gruppi armati sotto il suo comando nel sud della Siria? Di qui l’incursione su al-Qunaytra nel Golan siriano. Azione speciale che non dimostra che Israele sia pronto alla guerra (…) ma invia il messaggio aggiuntivo trasmesso da DEBKAfile: “Siamo qui! Non abbiamo covato e permesso ai gruppi armati di occupare il sud della Siria per permettere una soluzione alle nostre spalle. Inoltre i gruppi armati e la Giordania sono nelle nostre mani, non in quelle dell’Arabia Saudita che ha Zahran al-Lush (capo di Fronte islamico e Jaush al-Islam). Fin quando è così, siamo noi a decidere“. In altre parole, tale ennesimo raid avverte: Israele è ora l’unico giocatore nel sud della Siria, la Turchia nel nord; se si deve solo lottare contro il terrorismo ci si concentri solo sullo Stato islamico e dimenticate al-Nusra e tutti gli altri gruppi terroristici che Israele e Turchia sostengono; l’Arabia Saudita non ha nulla a che fare con la Siria, Israele scommette sulla Turchia.

III – Perché puntare sulla Turchia?
Israele scommette sulla Turchia, così come contro Stato siriano, Resistenza libanese, Resistenza palestinese ed Autorità palestinese. Ciò perché Erdogan risolverebbe i suoi problemi se riuscisse ad incassare il prezioso assegno della “carta palestinese” a favore della sicurezza d’Israele, aiutando l’occidente a concedergli il gran premio atteso, in Siria e altrove, per non dover lambiccarsi nel cercare di garantire la continuità geografica tra Gaza e i brandelli della presunta soluzione dei due Stati. Per non parlare della realizzazione della proposta di alleanza tra occidente e Fratelli musulmani, con capitale Gaza, che faciliterebbe il loro ritorno al potere in Egitto, di condividere il potere in Libia e possibilmente consolidare Ghanushi in Tunisia e portare Ansarullah a partecipare al futuro governo dello Yemen. Tutto ciò perché la vittoria di Gaza è stata venduta da Turchia e Qatar [9].

IV – Perché ora?
Ciò che unisce i fronti nel sud della Siria da al-Qusayr, a Yabrud, Zabadani, Qunaytra è che la vittoria di Siria ed Hezbollah a Zabadani significherebbe la fine della guerra nel Qalamun, eliminando i gruppi terroristici al confine siriano-libanese, e il prossimo passo sarebbe la pulizia di Qunaytra. Quindi, facendosi coinvolgere in questo modo, Israele avverte che sarà una questione molto diversa e molto più complicata di Zabadani, perché i gruppi terroristici come al-Nusra, ramo di al-Qaida in Siria, saranno supportati e protetti dagli aerei israeliani. Israele non permetterà la sconfitta di al-Nusra o il fallimento del piano per Gaza. Il messaggio israeliano è stato ricevuto. Dobbiamo aspettarci un’escalation nei prossimi due mesi, sapendo che la risposta arriverà in tempo, come i raid su Joumraya 1 e 2 (…).

Qalamun5015Note:
[1] Tregua a Gaza: Israele nega ogni trattativa con Hamas
[2] Negoziati Israele-Hamas: una hudna in cambio del blocco
[3] Vincitori e vinti nei colloqui tra Hamas e Israele
[4] Tensione sul Golan siriano, attacco aereo israeliano mortale
[5] Iran, Hezbollah, Israele: la spirale di vendette e risposte
[6] Russia e Stati Uniti corteggiano i sauditi per salvare Assad, anche se mettono Israele e Giordania sotto la minaccia dalla Siria
[7] Iniziativa di Putin: è possibile una riconciliazione siriano-saudita?
[8] Lavrov: i tentativi di rovesciare Assad porteranno al potere il SIIL in Siria
[9] Gaza: Vittoria venduta da Turchia e Qatar!

Nasser Kandil è l’ex-vice direttore di TopNews Kandil-Nasser, e direttore del quotidiano libanese al-Bina

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le guerre di quarta e quinta generazione arrivano sui teatri europeo e mediorientale

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 21/04/2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I senatori statunitensi Chris Murphy e John McCain, e il capo del partito neo-nazista ucraino Svoboda, Oleg Tjagnibok.

I senatori statunitensi Chris Murphy e John McCain, e il capo del partito neo-nazista ucraino Svoboda, Oleg Tjagnibok.

Statunitensi, inglesi, canadesi e altri militari occidentali addestrano le forze ucraine che includono gangster neonazisti di Ucraina e altre parti d’Europa, e il sostegno di NATO/CIA all’addestramento in Turchia e Giordania fornito ai jihadisti islamisti di Stato islamico, al-Nusra e al-Qaida, sono l’applicazione sul campo di battaglia delle tattiche della guerra di 4.ta generazione (4GW) e di 5.ta generazione (5GW) dei think tank di Pentagono e Central Intelligence Agency. Le 4GW/5GW riguardano principalmente l’uso dei cosiddetti “attori violenti non statali” (VNSA). Nel caso dell’Ucraina, questi, con l’integrazione dei battaglioni neonazisti nell’esercito ucraino regolare, sono divenuti “attori violenti statali” o VSSA. Il concetto di 4GW fu redatto da un gruppo del collegio di guerra del Pentagono alla fine degli anni ’80, per descrivere la minaccia degli insorti VNSA negli Stati falliti. Dopo aver affinato il concetto di 4GW, il mondo affronta gruppi come SIIL e derivati annidatisi negli Stati falliti come Yemen, Siria, Iraq, Afghanistan e Libia, grazie all’intervento militare e d’intelligence delle amministrazioni repubblicane e democratiche degli USA, minacciando la stabilità regionale e globale. La nomina del capo della milizia neo-nazista ucraina Dmitrij Jarosh a consulente del Comandante in Capo delle Forze Armate Viktor Muzhenko e l’integrazione dei gangster della milizia neo-nazista nell’esercito ucraino è un chiaro esempio di VNSA divenuti VSSA. Ciò è anche il passo di CIA e NATO dalla 4GW alla molto più pericolosa 5GW, in cui organizzazioni criminali, hacker e terroristi statali hanno un ruolo significativo. Jarosh ebbe un ruolo significativo nella rivolta “Euromajdan” che rovesciò il governo eletto ucraino con un colpo di Stato nei primi mesi del 2014. Una situazione simile esiste con lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (SIIL), il cui auto-proclamato “califfo” Abu Baqr al-Baghdadi fu visto nel nord della Siria in compagnia di politici neo-conservatori come John McCain e ufficiali di collegamento dell’ambasciata USA ad Ankara e della CIA. In ciò che è un cattivo auspicio per la sicurezza globale, Jarosh è divenuto un culto tra i capi neo-nazisti, così come numerosi nazionalisti ucraini, in particolare a Lvov, che collaborerebbro con i volontari del SIIL provenienti dai fronti siriano e iracheno. Jarosh e al-Baghdadi, una volta prigioniero delle forze di occupazione statunitense, sono VNSA da manuale. Jarosh è diventato un VSSA mentre le connessioni di al-Baghdadi con il “Milli Istihbarat Teshkilati” (MIT), l’Organizzazione Nazionale dell’Intelligence, e con il “Muqabarat al-Ama”, Direzione Generale dell’Intelligence saudita, indicano che anche lui è passato da VNSA a VSSA.
lead_large Le reclute neonaziste e del SIIL si battono per entità quasi-statali pesantemente coinvolte nella criminalità organizzata internazionale. Il regime ucraino si basa sul supporto di oligarchi come l’ucraino-israeliano Igor Kolomojskij, a capo di una mafia in Ucraina e all’estero. Gli irregolari dello Stato islamico giurano fedeltà a un califfato che sequestra persone, traffica le antichità saccheggiate (a volte in concerto con organizzazioni criminali ucraine e israeliane), infiltra reti informatiche e deruba banche. Organizzazioni criminali e VNSA/VSSA sono al centro della 5GW. Alcuni esperti vedono la 5GW come combinazione di barbarie e guerriglia. Certo, sotto tale definizione, decapitazioni e stragi del SIIL in Libia, Siria e Iraq e gli omicidi ben pianificati dai gangster statali di politici e giornalisti in Ucraina, critici del regime Kiev, seguono i piani dettati dalla 5GW. Un organigramma del SIIL recuperato dal campo di battaglia in Iraq e pubblicato da “Der Spiegel” rivela che il SIIL agisce come un servizio segreto. Ciò non dovrebbe sorprendere se si considera che tra i padroni del SIIL vi sono i servizi di sicurezza di Arabia Saudita e Turchia, agendo con più dei semplici “ammiccamenti e cenni” da CIA, MI-6 e Mossad. Il SIIL è affiliato all’“Esercito libero siriano” addestrato e armato dagli USA, in gran parte formato da leali ad al-Nusra, al-Qaida e SIIL. Gli ascari sauditi che combattono i ribelli huthi nello Yemen sono affiliati ad “al-Qaida nella penisola arabica” (AQAP) che ha saccheggiato con piacere dalle armerie abbandonate da Sana, a Muqala, Taiz e Aden, le armi statunitensi fornite ai passati regimi yemeniti. AQAP ha assaltato Muqala nello Yemen del Sud, liberando dal carcere il sedicente emiro dell’AQAP della provincia di Abyan, Qalid Batarfi. Non solo al-Baghdadi s’è guadagnato un altro alleato nello Yemen, ma i sauditi hanno un altro capo jihadista da usare per combattere gli huthi. L’armamento dell’AQAP con armi statunitensi catturate nello Yemen rispecchia la cattura da parte del SIIL delle armi statunitensi dalle basi abbandonate dell’esercito iracheno nelle regioni settentrionali ed occidentali dell’Iraq. Gli Stati Uniti sono i primi responsabili dell’inondazione di armi leggere in Medio Oriente, più di qualsiasi altra nazione. Tuttavia, permettendo a gruppi come SIIL e AQAP di armarsi, il Medio Oriente entra in una 5GW in piena regola.
8736718 E’ stato recentemente rivelato che i guerriglieri siriani che “catturarono” il corrispondente della NBC Richard Engel e il suo team nel 2012, non erano sciiti fedelissimi del presidente siriano Bashar al-Assad, come originariamente riportato dalla NBC, ma dell’Esercito siriano libero filo-USA. Engel mentì consapevolmente dopo il suo rilascio: “Penso di avere una buona idea di chi siano (i sequestratori). È un gruppo noto come Shabiha, milizia governativa. Costoro sono fedeli al Presidente Bashar al-Assad. Sciiti che parlavano apertamente della loro fedeltà al governo, esprimendo apertamente la loro fede sciita. Sono addestrati dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana e sono alleati di Hezbollah”. Le dichiarazioni di Engel erano totalmente false, ma NBC News le diffuse. Engel inoltre spargeva la propaganda israeliana secondo cui Hezbollah e Iran erano i principali responsabili della guerra civile siriana. Se non fosse stato per il rovesciamento per mano USA e NATO della Libia di Muammar Gheddafi, il Boko Haram in Nigeria non potrebbe avere le armi dai jihadisti che hanno proclamato l’emirato nella Libia orientale. Infatti, i jihadisti libici e nigeriani hanno giurarono fedeltà allo Stato islamico di al-Baghdadi. Il presidente della Nigeria Goodluck Jonathan, aspramente criticato per non fare abbastanza per arginare Boko Haram, poi sconfitto alle elezioni, tuttavia raccolse enormi quantità di aiuti militari statunitensi grazie allo “spauracchio” del Boko Haram. L’inazione di Jonathan ha portato Boko Haram ad essere non solo una minaccia per il nuovo governo nigeriano di Muhammadu Buhari, ma anche per i vicini Niger, Camerun e Ciad. Tutto ciò ovviamente rientra nella strategia della 5GW dell’US Africa Command per l’Africa, continente divenuto fonte importante di materie prime per la macchina da guerra degli Stati Uniti.
Con la decisione del Pentagono di armare i neo-nazisti integrati nell’esercito ucraino, i pianificatori militari di Stati Uniti e NATO hanno ora intrapreso la pericolosa strada della 5GW. Oggi, VNSA come le bande neonaziste di Ucraina e altri Paesi europei, e i jihadisti islamici che da tutto il mondo aderiscono a Jabhat al-Nusra e altri gruppuscoli allineati allo Stato Islamico, passano da VNSA a VSSA. La “dottrina Obama”, in parte basata sull’intervento nelle nazioni destabilizzate, ha permesso l’introduzione della 5GW sulla scena mondiale.

Al-Baghdadi, pimo a sinistra, McCain primo a destra.

Al-Baghdadi, pimo a sinistra, McCain primo a destra.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora