Il capo del SIIL, al-Baghdadi, morto in un ospedale israeliano

Veterans Today 27 aprile 2015BvWoGHnCEAAhK9mIl capo del gruppo terroristico SIIL Abu Baqr al-Baghdadi è morto e membri del gruppo taqfirita in Iraq hanno già giurato fedeltà ad Abu Ala Afri quale suo successore, secondo media arabi. Secondo le agenzie irachene Alghad Press e Yum al-Thaman (l’8.vo giorno), così come fonti da Mosul, al-Baghdadi è morto in un ospedale israeliano nelle alture occupate del Golan, dov’era ricoverato per cure dopo aver subito gravi ferite nel corso di un attacco dell’esercito iracheno e delle forze popolari. Le fonti hanno aggiunto che al-Baghdadi è stato dichiarato da medici e chirurghi israeliani ormai “clinicamente morto”. Il capo dei terroristi era stato colpito in un attacco aereo nell’Iraq occidentale il 18 marzo.
Yum al-Thaman, citando fonti dell’intelligence ha detto che il SIIL aveva già registrato diversi video del suo capo, mesi prima del raid aereo di marzo, dopo che una era scampato, con gravi ferite, circa un anno fa, per dimostrare che era vivo finché il gruppo non avesse presentato un nuovo capo universalmente accettato. Le fonti hanno aggiunto che i membri del gruppo taqfirita operante in Iraq hanno già giurato fedeltà al nuovo capo Abdurahman al-Shaijlar, alias Abu Ala Afri, successore di Baghdadi. Ci sono anche notizie non confermate su dispute interne e divergenze tra le numerose fazioni del SIIL in Siria e Iraq, che si ampliano con la nomina del nuovo capo, mentre il ramo del SIIL che combatte in Siria ha respinto la leadership di Afri e cerca un altro successore di Baghdadi.
La televisione HispanTV ha anche pubblicato una notizia il 25 aprile, in cui conferma la morte del capo del SIIL. Una notizia sul Guardian del 21 marzo indicava che Baghdadi aveva subito gravi ferite ed “era in pericolo di vita” per un attacco a marzo. L’articolo, naturalmente, aggiunse che Baghdadi era sopravvissuto. Il ferimento di Baghdadi ha portato a riunioni urgenti dei capi del SIIL, che inizialmente credevano che sarebbe morto e quindi pianificavano di nominare un nuovo capo. Un ufficiale iracheno ha confermato che l’attacco ha avuto luogo il 18 marzo ad al-Baj, provincia di Niniwa, presso il confine siriano. C’erano state due notizie a novembre e dicembre secondo cui Baghdadi era stato ferito, anche se non facevano precisazioni.
Hisham al-Hashimi, ufficiale iracheno che consiglia Baghdad sul SIIL, ha detto: “Sì, è stato ferito ad al-Baj, presso il villaggio Um al-Rus, il 18 marzo assieme al suo gruppo“.

mb3Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Pakistan è diventato terreno di gioco per Stati Uniti e Cina

Valerij Kulikov New Eastern Outlook 27/04/20151236278Sullo sfondo dei tentativi di Washington di ampliare l’influenza in diverse regioni del mondo, è simbolico che la Casa Bianca decida di rafforzare la cooperazione militare con il Pakistan. Tale passo degli Stati Uniti è dettato da una serie di variabili, tra cui il fatto che il Pakistan sia una potenza nucleare, capace di decidere se sostenere l’aggressione saudita allo Yemen sponsorizzata da Washington. Ma la causa principale di tale passo è il rapido svilupparsi della cooperazione militare Pakistan-Cina dimostratasi forte negli ultimi anni. Washington tende ad ignorarlo, mentre si oppone al progresso economico cinese avanzando offerte “lucrative” a Islamabad nel campo militare. Va notato che le élite pakistane considerano la partnership con la Cina come sicura garanzia di sicurezza per il Pakistan, in una situazione in cui i due Stati sono sempre più prudenti verso la vicina India. Così la notizia che nel 2014 la Cina è tra i massimi tre esportatori di armamenti, con il 41% delle esportazioni dirette in Pakistan, mostra la dimensione di questa cooperazione. Nel 2009 la Chendu Aircraft aiutò il Pakistan Aeronautical Complex ad avviare la produzione del caccia multiruolo leggero JF-17, progettato in Cina per le esigenze dell’aeronautica pakistana. Nel 2015 l’esercito pakistano ha iniziato a ricevere gli elicotteri Z-10 (noti anche come WZ-10) originariamente sviluppati in Cina, che saranno ben impiegati per combattere i terroristi in Pakistan. Si dice che questi elicotteri possano colpire bersagli ad una distanza di 5 km, senza entrare nella zona di tiro nemica. Non sorprende che la Cina utilizzi esperienza e competenza degli esperti russi della Kamov nel sviluppare l’elicottero ora prodotto in Cina dalla Changhe Aircraft Industries Corporation (CAIC).
Recentemente i due Paesi hanno deciso l’invio di otto nuovissimi sottomarini diesel-elettrici Tipo 41 (conosciuti dalla NATO come classe Yuan) al Pakistan. L’accordo rientra nei 5 miliardi di dollari di cui Pechino ha già espresso la disponibilità a fornire ad Islamabad tramite prestiti a lungo termine, ripagando il contratto. L’ulteriore sviluppo della cooperazione politica, economica e militare tra i due Paesi è stata assicurata dalla visita del Segretario Generale del Partito Comunista, Xi Jinping, arrivato in Pakistan il 20 aprile, presentatosi alle élite pakistane con un piano di investimenti da 46 miliardi di dollari. La maggior parte dei fondi forniti da Pechino sarà assegnata allo sviluppo del porto di Gwadar che, secondo alcuni analisti, può essere considerato l’avvio del grande progetto cinese per stazionare forze navali in Medio Oriente. Una quantità considerevole di truppe cinesi a Gwadar permetterà a Pechino di proteggere le rotte commerciali internazionali, garantendosi che le risorse per l’industria cinese non siano bloccate verso la destinazione. Inoltre, lo sviluppo di Gwadar, nell’ambito del grande progetto di corridoio economico sino-pakistano, prevede la realizzazione di quasi 2000 km di ferrovia insieme ai gasdotti dal porto pakistano di Gwadar alla città cinese di Kashgar. Un altro obiettivo degli investitori cinesi è la costruzione dell’autostrada Karakoram, dalla Cina al Pakistan. Ciò renderebbe numerose province cinesi più competitive economicamente, creando anche un corridoio alternativo allo Stretto di Malacca. Questi progetti possono compromettere il vecchio obiettivo degli Stati Uniti di contenere la Cina, dato che Washington non potrà più contenerla sulle frontiere marittime.
In queste circostanze, al fine di sottrarre il Pakistan dalla sua zona di influenza, gli Stati Uniti hanno deciso di vendere ad Islamabad otto pattugliatori GRC43M, alle fine del 2014, per 350 milioni di dollari. L’accordo è stato firmato con il pretesto di favorire gli sforzi del Pakistan nella lotta a pirateria e narcotraffico nel nord della penisola arabica. A gennaio Washington inviava armi e munizioni utilizzate dalle truppe dell’Afghan International Security Assistance Force. Un paio di settimane fa, il governo degli Stati Uniti ha approvato la consegna di elicotteri, missili e altri equipaggiamenti militari al Pakistan per 1 miliardo di dollari. In particolare, venderanno 15 elicotteri d’attacco Bell AH-1Z Viper con tutte le armi e le attrezzature necessarie al loro funzionamento, insieme a 356 missili AGM-114R Hellfire II. Questi sistemi saranno utilizzati per le operazioni antiterrorismo nel Nord Waziristan, nelle “zone tribali” e altre aree remote e montagnose del Pakistan. L’accordo dovrebbe concludersi nei prossimi cinque anni, dato che prevede la partecipazione di militari statunitensi nel supporto tecnico ed addestramento dei pakistani. Gli elicotteri in questione, AH-1Z (noto anche come Bell 449 SuperCobra) è l’ultima modifica di una ben nota famiglia di elicotteri da combattimento statunitensi, ma l’AH-1 Cobra è in produzione esclusivamente per l’US Marine Corps dal 2006. Nonostante il fatto che la Bell Helicopter abbia cercato di promuovere l’AH-1Z sul mercato internazionale, non è riuscita a ottenere alcun ordine. Pertanto il Pakistan sarà il primo cliente straniero che accetta di acquistarli. Le unità dell’esercito pakistano utilizzano da tempo i Bell AH-1 Cobra, 20 AH-1S furono forniti nel 1984-1986 e 32 AH-1F nel 2003-2010.
Così il Pakistan è diventato un’arena della lotta per l’influenza tra Washington e Pechino, proprio come il mercato di scontro tra commercianti di armi cinesi e statunitensi.

603315Valerij Kulikov, analista politico, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I droni russi nell’Artico, svelano i satelliti spia degli USA

Tyler Durden Zerohedge 26/04/201514SAVX3766-1Mentre gli Stati Uniti sono impegnati ad uccidere civili e terroristi statunitensi con il loro droni, la Russia schiera i propri droni Orlan-10 nella regione artica, ricca di petrolio e gas (dovrebbero monitorare la situazione climatica). Come riporta SputnikNews, il Colonnello Aleksandr Gordeev ha dichiarato: “il compito dei droni è controllare la situazione nell’Artico russo, tra cui quella ecologica e il ghiaccio nelle zone di mare adiacenti e lungo la Rotta del Nord”. Quindi passivo-aggressivo? Tuttavia la Russia ha scelto, questa settimana, di diffondere le rare immagini di un satellite dell’intelligence degli Stati Uniti che, come nota un analista, è una provocazione (ma oscura negli intenti oltre a riconoscere la crescente attività di spionaggio spaziale degli USA). Come Sputnik News indica, i droni russi saranno dispiegati nella regione artica e lungo la Rotta del Nord dal 1 maggio per monitorare la situazione climatica e il deterioramento del ghiaccio artico, nonché facilitare la navigazione e le missioni di soccorso. I droni Orlan-10 del distretto militare orientale verranno schierati sulla Penisola di Chukotka, di fronte la penisola Seward dell’Alaska. La missione dell’unità dei droni sarà “gestire il controllo oggettivo della situazione nell’Artico russo”, ha aggiunto Gordeev. Gli UAV saranno trasportati dagli elicotteri da trasporto pesanti Mi-26, e la stazione sarà presidiata da laureati del centro dell’aeronautica telecomandata del Ministero della Difesa… L’annuncio della creazione del gruppo drone presso la città di Anadyr, a novembre, giungeva pochi mesi dopo che il Presidente russo Vladimir Putin ordinava l’istituzione di un ente pubblico responsabile dell’attuazione delle politiche russe nell’Artico e di una rete unificata di strutture navali per ospitare navi da guerra e sottomarini per aumentare la tutela degli interessi e dei confini della Russia nella zona. La Russia cerca di costruire la propria presenza nella regione artica ricca di petrolio e gas, in conformità con la rinnovata dottrina militare del Paese firmata dal Presidente Vladimir Putin nel dicembre 2014”. Ma non è tutto ciò che la Russia ha fatto questa settimana… Come riferisce la Federation of American Scientists, un impianto di localizzazione satellitare russo in Siberia ha pubblicato rare immagini di un satellite d’intelligence statunitense. Il satellite radar statunitense LACROSSE è stato ripreso dal Altay Optical Laser Center della Russia, a quanto pare tra il 2005 e il 2010.
Una selezione di immagini è stata compilata e analizzata da Allen Thomson.

20150426_russia3Le immagini contengono informazioni sufficienti (intervallo, scala angolare) per svolgere un po’ di intelligence tecnica (cioè trigonometria per liceali del secondo anno) sulle dimensioni dell’antenna del radar, utile parametro per determinarne le capacità”, ha detto a Secrecy News Thomson, ex-analista della CIA. Sebbene provocatorio, l’intento della divulgazione resta oscura, ha detto. “Perché i russi pubblicano le immagini? Gli Stati Uniti sono molto paranoici nel rilasciare immagini dei satelliti-spia, nostri o altrui. La paranoia russa è almeno altrettanto grande, quindi da dove spuntano queste immagini? Qual è lo scopo?” (Anche Thomson è un paranoico. NdT)
Le immagini sembrano essere per lo più solo una curiosità, ma forse sottolineano la crescente visibilità e corrispondente vulnerabilità dei sistemi spaziali statunitensi. “Il nostro vantaggio asimmetrico nello spazio crea anche vulnerabilità asimmetrica” aveva detto l’anno scorso Gil Klinger, ufficiale dell’intelligence della difesa. “I nostri avversari riconoscono la nostra dipendenza dallo spazio e continuano a pensare ai modi per rispondervi”. Testimoniava a un’audizione nel 2014 del Comitato Forze Armate della Camera degli USA sulle attività spaziali per la sicurezza nazionale, la cui note sono state recentemente pubblicate. Protezione dello spazio, detriti orbitali, industria e argomenti correlati furono affrontati”.
Sembra che i russi siano occupati. Ma una cosa spunta guardando le immagini dallo spazio…

20150426_russia5una coincidenza?

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

NATO e Soros puntano sull’“estrema balcanizzazione” per sabotare il Turkish Stream

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 25/04/2015MacedoniaMapGli interventisti dell’amministrazione Obama, contenuti dalla consapevolezza di avere ancora un anno e mezzo di potere, hanno deciso di ricorrere all’estrema balcanizzazione etnica per bloccare il gasdotto russo “Turkish Stream” dalla Russia attraverso la Turchia e la Grecia a Macedonia, Serbia e Ungheria. L’amministrazione Obama ha deciso di fomentare un’altra “rivoluzione colorata”, questa volta in Macedonia. La strategia degli interventisti di Obama/Soros è seppellire il governo del primo ministro macedone Nikola Gruevski di accuse infondate basate sulla massiccia intercettazione di circa 20000 macedoni, tra cui i leader dell’opposizione. La fonte delle trascrizioni delle comunicazioni intercettate dei cittadini macedoni presumibilmente è l’ex-capo dell’intelligence macedone Zoran Verushevsky, che può aver avuto l’aiuto nella raccolta delle intercettazioni dagli amici delle intelligence inglese, tedesca e statunitense. Le intercettazioni sono state usate dal capo dell’opposizione socialdemocratica Zoran Zaev, uno dei preferiti della rete di Soros e degli Stati Uniti, per accusare Gruevski di intercettare l’opposizione. Così Zaev ha acquisito le copie delle intercettazioni per attaccare il governo. Sebbene 20000 individui sembrino una quantità eccessiva di intercettazioni, lontana dalla portata dell’intelligence macedone, tale compito è certamente alla portata della National Security Agency (NSA) e della sua alleanza dei Cinque Occhi. Secondo un rapporto ben pubblicizzato in Germania, il “Bundesnachrictendienst” (servizi segreti federali tedeschi) ha accettato di intercettare 800000 cittadini europei per conto dell’US National Security Agency (NSA), indicando che 20000 macedoni sono stati presi di mira da NSA e BND con la registrazione delle comunicazioni vocali che potrebbero essere oggetto dei comunicati di Zaev e dei suoi soci a Skopje, ciò ben alla portata delle intercettazioni statunitense e tedesca. La NSA ha inviato al BND numerosi “selettori”, e-mail, indirizzi di protocollo Internet (IPO), numeri di cellulare e vari altri dati identificativi di centinaia di migliaia di politici, imprenditori, ingegneri ed altri europei. Sistemi di NSA, inclusi PRISM, PRINTAURA e UPSTREAM vengono utilizzati per “selezionare” le comunicazioni di particolare interesse per gli analisti di NSA e delle intelligence dei segnali alleati. La raccolta di telefonate ed e-mail dei macedoni, basata sui “selettori” della NSA, avrebbe facilmente accumulato 20000 intercettazioni dal BND a Pullach, Germania e dalla NSA a Fort Meade, nel Maryland. Se le intercettazioni della NSA sono state fornite in formato igienizzato a Zaev e fedelissimi, sarebbe una nuova tattica della Comunità dell’Intelligence degli Stati Uniti: la trasmissione di metadati per ricattare governi eletti vigenti.
ap00012054cxw200h208c00 La strategia della destabilizzazione di Stati Uniti e Soros nei Balcani, vede anche la nascita dell’irredentismo albanese sul fragile confine Kosovo-Albania, con l’ultimo attacco contro un posto di polizia alla frontiera macedone, a Goshince, da parte di 40 uomini armati indossanti le insegne dell’illegale esercito di liberazione del Kosovo (UCK). Tale ricorso avviene mentre il ministro degli Esteri del Kosovo, Hashim Thaci, ex-capo dell’UCK, ha sfidato le minacce delle autorità serbe di arrestarlo per una condanna per terrorismo del 1997, se visitava Belgrado partecipando a una conferenza delle ONG di George Soros, la “NGO Youth Education Committee”. La conferenza del 24 aprile volta a contrastare la crescente cooperazione serbo-macedone di fronte alle pressioni occidentali, aveva ovviamente per titolo “L’integrazione europea dei Balcani occidentali, insieme possiamo fare meglio”. I ministri degli Esteri di Serbia, Macedonia e Bosnia-Erzegovina, oltre a Thaci, erano stati invitati alla conferenza. L’arresto del ministro degli Esteri del Kosovo, invitato a Belgrado che avrebbe innescato, poteva gettare le basi per un altro scontro NATO/UE con la Serbia, partner fondamentale non solo del gasdotto Turkish Stream, ma della ferroviaria balcanica finanziata dai cinesi nel progetto per la Via della Seta, collegando il porto greco del Pireo a Budapest attraverso Macedonia e Serbia. La “NGO Youth Education Committee”, nel ritirare l’invito a Thaci ha citato “pressioni e minacce” da parte del governo serbo. Il gruppo non ha per nulla menzionato la condanna per terrorismo di Thaci. L’attacco dell’UCK ricostituito al posto di frontiera macedone, dove poliziotti macedoni sono stati presi brevemente in ostaggio prima che i predoni albanesi tornassero in Kosovo, non sarebbe stato possibile senza la consapevolezza del protettore militare del Kosovo, la NATO, che gestisce la grande base militare di Camp Bondsteel, in Kosovo. Nel 2001, quando le forze dell’UCK, alleato dei nazionalisti albanesi macedoni, combatterono le forze macedoni nella città di Arachinovo, in Macedonia, le forze della compagnia militare privata statunitense, Military Professional Resources Inc. (MPRI) furono coinvolte in entrambe le parti. Gli accordi di Ocrida videro la Macedonia concedere generosi diritti di autonomia alla popolazione albanese, nel tentativo di evitare che la violenza che devastava Kosovo e Bosnia si riversasse nella pacifica Macedonia. Il tentativo della rete di Soros di fomentare violenze nella comunità albanese è un chiaro tentativo di fare leva sul partito albanese, l’Unione democratica (DUI) guidata da Ali Ahmeti, da sei anni nel governo di coalizione VMRO-DPMNE guidato da Gruevski.
L’ambasciatore statunitense in Macedonia, Jess Baily, ha irritato Skopje sostenendo pubblicamente il putsch istigato dall’ex-primo ministro socialdemocratico e presidente Branko Crvenkovski, originario di Sarajevo, Bosnia, che invitava giovani e studenti macedoni a scendere in piazza a Skopje, inscenando la rivoluzione colorata contro il governo democratico di Gruevski. Tutto ciò dovrebbe essere familiare. Fu l’ambasciatore degli Stati Uniti a Kiev Geoffrey Pyatt che, lavorando con il suo capo, la segretaria agli affari europei del dipartimento di Stato Victoria Nuland, che cospirò con i capi dell’opposizione ucraina tra fine 2013 e inizio 2014 per organizzare la protesta Euromaidan che alla fine vide il presidente ucraino democraticamente eletto, Viktor Janukovich, rovesciato e il conseguente scoppio della guerra civile ucraina. Alimentando l’opposizione per cercare una rivoluzione colorata simile in Macedonia, Baily gioca con il fuoco fomentando tensioni e utilizzando i nazionalisti albanesi. Tale combinazione potrebbe scatenare una violenta guerra civile che potrebbe rivaleggiare con quella tra Kiev e la popolazione russa dell’Ucraina orientale. Gli slavi macedoni e i serbi contrapposti agli albanesi in Macedonia, Kosovo e regione del Sangiaccato e Presovo in Serbia, non solo creerebbero un’altra violenta guerra sulla penisola balcanica, ma significherebbe anche la fine della pipeline Turkish Stream attraverso i Balcani e i collegamenti finanziati dai cinesi tra Grecia e Budapest. I Balcani rimarrebbero zona di guerra della NATO sotto il dominio totale di Stati Uniti e Unione europea. Due capi politici albanesi, il primo ministro Edi Rama e l’ex-primo ministro Sali Berisha si espressero a favore di una “Grande Albania” composta da Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia e parti della Grecia. Il messaggio per i Balcani è chiaro: se continuate i piani del Turkish Stream e il progetto ferroviario cinese, gli albanesi si solleveranno ricorrendo alla guerra civile per proteggere il dominio dell’Unione europea e della NATO sulla penisola. Gli albanesi, va notato, erano i più fedeli nei Balcani nel sostenere il Terzo Reich di Adolf Hitler. Dopo che Verushevksy è stato arrestato in quanto fonte delle intercettazioni e Zaev è stato preso con il passaporto in mano mentre cercava di fuggire dalla Macedonia, le squadre della rivoluzione colorata finanziate da Soros hanno avviato la strategia per fomentare i problemi con la minoranza albanese del Paese, un terzo della popolazione. Oggi, la Macedonia vacilla sull’orlo di una rinnovata violenza etnica, con Nuland e la sua banda di guerrafondai neoconservatori che attendono con ansia l’inizio di una nuova conta dei morti nei Balcani.25sskqwLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA addestrano la guardia ucraina

Dean Henderson 24/04/2015

Sergej Shkil e Julija Timoshenko

Andrej Shkil e Julija Timoshenko

In chiara violazione dell’accordo di Minsk, le truppe statunitensi hanno iniziato l’addestramento della Guardia Nazionale ucraina nella nazione in guerra. Interfax cita il portavoce del Ministero della Difesa russo Maggiore-Generale Igor Konashenkov dire che le truppe statunitensi addestrano le forze ucraine non solo in Ucraina occidentale, “ma direttamente nella zona dei combattimenti di Marjupol, Severodonetsk, Artjomovsk e Volnovakha“. Il Pentagono ha negato qualsiasi attività ad est, ma ha riconosciuto che circa 300 membri della 173.rd Airborne Brigade degli Stati Uniti di Vicenza, Italia, sono stati inviati presso il Peacekeeping International & Security Center di Javorov, vicino il confine polacco, per addestrare le forze della Guardia nazionale di Kiev. I combattimenti sono aumentati nelle ultime settimane in Ucraina orientale, nonostante l’accordo di pace firmato a febbraio a Minsk. La portavoce del dipartimento di Stato Marie Harf accusava la Russia di disporre difese aeree e truppe vicino alla linea del cessate il fuoco. Più di 6000 persone sono morte in Ucraina orientale dall’avvio dei combattimenti dopo il colpo di Stato filo-occidentale contro il presidente democraticamente eletto Victor Janukovich. L’Ucraina ha dichiarato l’indipendenza dall’ex-Unione Sovietica nel 1991. Nel 2004-2005 le ONG occidentali operarono con finanziamenti di CIA/Mossad/MI6 inscenando la falsa rivoluzione arancione. Victor Jushenko divenne primo ministro, ma fu avvelenato durante la campagna. I media occidentali incolparono i russi, ma probabilmente era un operazione del Mossad per sostituirlo con la più banksterofila miliardaria di destra Julija Timoshenko. Timoshenko co-condusse la rivoluzione arancione ed è una delle persone più ricche dell’Ucraina. Nel 2005 Forbes la nominò terza donna più potente del mondo. Nel 2007 si recò negli Stati Uniti per incontrare il vicepresidente Dick Cheney e la consigliera della sicurezza nazionale Condaleeza Rice per parlare di energia. Timoshenko divenne ricca essendo dirigente di una società gasifera. L’Ucraina fu inserita nella distorta Policy Task Force Energy di Cheney, che aprì il pianeta alla selvaggia esplorazione di petrolio e gas, tra cui il fracking. Timoshenko privatizzò oltre 300 industrie di Stato durante il suo dominio, ma il popolo ucraino sentì puzza di ratto. Nel 2010 votò Primo Ministro Viktor Janukovich con il 48% dei voti. Il suo Partito delle Regioni sconfisse ancora il partito Patria di Timoshenko nelle elezioni parlamentari del 2012. Timoshenko fu condannata per appropriazione indebita di fondi statali e abuso di potere, a sette anni e a una multa di 188 milioni di dollari. I reati avvennero nel settore del gas. Timoshenko fu rilasciata dal carcere nell’ambito di un accordo ordito durante un incontro segreto tra Janukovich, e funzionari UE, NATO e russi svelato da William Engdahl in un articolo per Veterans Today. Subito dopo il rilascio si scatenò l’inferno.

Gli amici fascisti del Mossad
shkil_una_unso_shrine Il 22 febbraio cecchini spararono dai tetti sulla piazza di Kiev. Engdahl spiega che tali cecchini erano membri di una cellula terroristica fascista chiamata Assemblea Nazionale ucraina – Autodifesa popolare ucraina (UNA-UNSO) guidato da Andrej Shkil: il gruppo ha legami con il neo-nazista Partito Nazionaldemocratico tedesco. Secondo fonti d’intelligence di Engdahl, UNA-UNSO è parte di una cellula segreta della NATO, Gladio, ed è coinvolta nei conflitti che vanno dalla Georgia al Kosovo e alla Cecenia, nell’ambito della strategia della tensione contro la Russia. Shkil aveva anche legami diretti con Timoshenko, con il neopremier Aleksandr Turchnov, predicatore battista ed ex-consigliere di Timoshenko, che andò al potere dopo che Janukovich era fuggito in Russia per le minacce alla vita. Nel 2006 i pubblici ministeri aprirono un procedimento contro Turchinov, accusato di distruggere i documenti che mostravano i legami di Timoshenko con il capo della criminalità organizzata Semjon Mogiljovich. Con Turchinov primo ministro, l’Ucraina è dominata dai mafiosi fascisti noti collettivamente come settore destro. Non sorprende quindi, quanto Press TV riferì su Haaretz e Times of Israel vantarsi apertamente di come un gruppo di “ex” soldati israeliani, conosciuti come caschi blu di Majdan, avessero posto i “manifestanti” di Kiev sotto la guida di un uomo dal nome in codice Delta. Secondo Paul Craig Roberts, tali “manifestanti” erano pagati dall’UE e dagli Stati Uniti. Il colpo di Stato del Mossad portò al potere Settore Destro, emarginando le voci più moderate finanziate e sostenute dagli Stati Uniti, come rivelato sul video di YouTube dall’ormai famigerata assistente del segretario di Stato Victoria Nuland, mentre discute con l’ambasciatore statunitense in Ucraina Geoffrey Pyatt (entrambe agenti israeliani nel dipartimento di Stato), su chi insediare come primo ministro ucraino, una volta sbarazzato Janukovich.

Rubare risorse
Come al solito questo putsch dei bankster di Rothschild rigaurda le risorse. L’Ucraina si trova in una posizione geografica altamente strategica, costeggiando Mar Nero e Mare d’Azov. L’Ucraina è il granaio dell’emisfero orientale. Nel 2011 fu il 3.zo maggiore esportatore mondiale di grano. È tra i primi 10 Paesi al mondo per terreni agricoli. L’Ucraina aveva il 2.ndo maggiore l’esercito dell’Europa dopo la Russia e, la NATO, strumento dei Rothschild, non vorrebbe altro che cacciare la Flotta del Mar Nero russa da Sebastopoli, simbolo della potenza navale russa dal 18.mo secolo. L’Ucraina ha vasti giacimenti di gas naturale, una base industriale avanzata ed è crocevia altamente strategico degli oleogasdotti che collegano i giacimenti dei Quattro Cavalieri del Mar Caspio ai consumatori europei. Nel 2009 una disputa tra Putin e Timoshenko sulle forniture di gas trans-ucraine della Russia causò un enorme aumento dei prezzi del gas in Europa. Nell’ottobre 2013, il Fondo monetario internazionale incontrò funzionari ucraini per discutere della presunta “crisi del bilancio” del Paese. Il braccio armato dei bankster chiese che l’Ucraina raddoppiasse i prezzi al consumo di gas naturale ed energia elettrica, svalutasse la moneta, tagliasse i finanziamenti statali a scuole e anziani, e togliesse il divieto di vendita dei suoi ricchi terreni agricoli agli stranieri. In cambio all’Ucraina fu promessa la miseria di 4 miliardi di dollari. Janukovich disse al Fondo monetario internazionale di sparire e la Russia si presentò subito promettendo energia più economica e dichiarando che avrebbe acquistato 15 miliardi di obbligazioni ucraine. Janukovich era ormai sulla lista dei nemici dei bankster, e il resto è storia.

00-ukraine-map-04-11-06-141Dean Henderson è autore di cinque libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Potete iscrivervi gratis al settimanale Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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