I vertici BRICS e SCO: simbolismo e contenuti specifici

Boris Volkhonskij Strategic Culture Foundation 16/07/2015brics640È piuttosto difficile valutare subito il significato dei vertici BRICS e SCO tenutisi a Ufa l’8-10 luglio, e questo è testimoniato dalla raffica di relativamente simili (anche se essenzialmente veri) commenti. La maggior parte dei commentatori si rivolge ad aspetti abbastanza esterni, essenzialmente simbolici. E’ difficile argomentare contro le dichiarazioni che BRICS e SCO insieme formano un nuovo centro di potere in opposizione all’ordine mondiale unipolare, ad esempio, ma cosa significa in pratica? Né SCO, tanto meno i BRICS sono alleanze militari e politiche, quindi non ha senso parlare di una sorta di NATO asiatica e ancor meno di una transcontinentale. Eppure entrambe le organizzazioni, con tutte le loro differenze relative a struttura organizzativa, appartenenza e ordine del giorno, sono una reale alternativa globale all’occidente con tutte le sue istituzioni, tra cui la NATO. È opportuno ricordare i classici del marxismo-leninismo, secondo cui “la politica è l’espressione concentrata dell’economia”. Da questo punto di vista, misure specifiche per creare una nuova architettura finanziaria indipendente delle istituzioni create nel quadro del sistema di Bretton Woods, che assicurano il monopolio del dollaro USA, sono di gran lunga più importanti delle dichiarazioni politiche. Quando l’idea di una banca BRICS fu sollevata un paio di anni fa, molti la dichiararono utopica e persino ridicola. Ora però ha acquisito non solo un concreto profilo organizzativo e finanziario, ma la Banca degli Investimenti Infrastrutturali Asiatica è in fase di realizzazione, allo stesso tempo, senza il coinvolgimento degli Stati Uniti. Al vertice SCO fu avanzata l’idea di creare una banca per questa organizzazione, e i Paesi di entrambe le organizzazioni sempre più passano ai pagamenti reciproci in valute nazionali. Anche se è attualmente improbabile che tutte queste istituzioni potranno scrollarsi il monopolio del FMI e della Banca mondiale nei prossimi anni, va ricordato che possenti querce nascono da piccole ghiande, e queste ghiande non sono solo piantate nel terreno, ma i primi germogli già appaiono. Più in particolare, vorrei indicare una cosa accaduta a Ufa, l’avvio dell’adesione alla SCO di India e Pakistan. C’è indubbiamente anche un aspetto simbolico nel (tanto atteso) evento: le tre grandi potenze asiatiche si uniscono in un’unica organizzazione ideata dal defunto Evgenij Primakov sull’asse geopolitico ‘Mosca-Delhi-Pechino’. Ma l’importanza di questo passo va ben oltre il simbolismo politico. Torniamo ancora una volta alle specifiche economiche.
Da grande potenza asiatica (e globale), l’India potrebbe essere considerata una nazione insulare in un certo senso: è circondata dal mare su tre lati, il nord e nord-est sono limitati dal sistema montuoso più alto del mondo, e il nord- a ovest confina con il Pakistan con cui i rapporti lasciavano molto a desiderare per quasi tutti i 70 anni d’indipendenza. Risultato, l’enorme interesse dell’India ai mercati e materie prime di Russia e Asia centrale, e la mancanza di infrastrutture impedisce che il suo potenziale sia utilizzato al massimo. Dati come il fatturato commerciale tra Russia e India nel 2014 (meno di 10 miliardi di dollari) parlano da soli, sono semplicemente ridicoli. L’8 maggio 2015, durante la visita del presidente cinese Xi Jinping a Mosca per celebrare il 70° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica, Russia e Cina presero la decisione storica di unire due progetti integrandoli, Unione economica eurasiatica e progetto della Cintura economica della Via della Seta (One Belt, One Road (OBOR)). L’India che aderisce alla SCO significa che questi due progetti, la cui spinta principale è da est a ovest, saranno integrati con il progetto internazionale del corridoio nord-sud a lungo accarezzato ma non ancora pienamente operativo (dall’India via mare al porto di Chabahar in Iran e poi attraverso strade e sistema ferroviario in Afghanistan, Asia centrale, Caucaso meridionale, Russia e Nord Europa). Così un sistema infrastrutturale chiuso verrebbe creato nella vasta area tra Nord Europa, Asia meridionale, Mediterraneo ed Estremo Oriente, aumentando di molte volte il fatturato commerciale tra tutti i Paesi interessati. E quando (non credo che ci sia alcun modo di dire “se”), questo sistema sarà realtà (il recente accordo sul programma nucleare dell’Iran e futura revoca delle sanzioni all’Iran daranno ulteriore impulso alla realizzazione del progetto), renderà possibile dire che un’alleanza integrata si crea nelle vaste distese dell’Eurasia, non solo in alternativa a ciò che esiste (come l’Unione Europea), ma probabilmente come qualcosa di ancora più attraente. E’ ovvio che non possano capirlo a Washington, per cui è ragionevole aspettarsi tentativi di colpire la stabilità in uno o più Paesi componenti questi legami integrati e colpi secondo le rivoluzioni colorate. Ma anche gli strateghi di Washington devono capire che Russia, Cina e India non sono affatto Georgia o Ucraina. Il fatto che le tre grandi potenze asiatiche abbiano interessi comuni farà da solida garanzia contro qualsiasi tentativo d’intervento estero.dollar-losing-status-reserve-currencyLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Combattere la Comunità del destino russa e cinese

Gli Stati Uniti provano a distruggere il mercato cinese perché i BRICS lanciano la Nuova Banca di Sviluppo?
Mahdi Darius Nazemroaya Strategic Culture Foundation 07/13/20150a0bf9290f535eb177d0be089db0e3987a0c7998La marea muta, il mondo non è più dominato da Stati Uniti, Europa occidentale e Giappone. Il Gruppo degli Otto (G8), ritornato Gruppo dei Sette (G7) nel 2014, è stato sostituito dai BRICS, motivo per cui la Russia non è stata disturbata quando fu espulsa dal circolo della chiacchiera G8/G7 da Stati Uniti, Germania, Giappone, Canada, Gran Bretagna, Francia e Italia. Nel mondo, imprese e governi prevedono la normalizzazione del commercio con l’Iran, con o senza accordo nucleare tra Teheran e il gruppo permanente 5 + 1 (o EU3 + 3). I BRICS si istituzionalizzano superando la fase del forum di coordinamento tra Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. La Nuova Via della Seta della Cina accelera mentre l’Unione economica eurasiatica (UEE) è diventata realtà nel gennaio 2015. Inoltre, dopo quindici anni, la Shanghai Cooperation Organization (SCO) si amplia. L’Eurasia integra e fonda il nucleo dell’ordine mondiale alternativo e rivale. Ciò preoccupa la classe politica di Washington. Mentre all’Ucraina è stata impedita l’adesione all’UEE, Stati Uniti e alleati fanno di tutto per minare e deridere l’UEE quando fu lanciata da Armenia, Bielorussia, Kazakistan e Russia. Nonostante ciò, entro l primo anno l’Unione economica eurasiatica ha fatto progressi. E’ già iniziato il processo di creazione di zone di libero scambio con Vietnam, Egitto, India, Iran e Mercato comune del sud Sud America (Mercosur/Mercosul), composto da Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela. Né gli Stati Uniti sono riusciti a isolare Cuba, Iran, Siria o Russia. Washington ha fallito nel cambio di regime in Siria e funzionari statunitensi hanno dovuto sedersi al tavolo delle trattative con iraniani e cubani. Sono invece gli Stati Uniti ad isolarsi. Sotto la presidenza russa, il settimo vertice dei capi di Stato dei BRICS e il quindicesimo di quelli della SCO si sono svolti in contiguità a Ufa, capitale del Bashkortostan in Russia, tenutisi rispettivamente dall’8 al 9 luglio e dal 9 al 10 luglio 2015. Non solo Ufa ha dimostrano che la Russia non è per nulla isolata, ma la capitale del Bashkortostan è diventata punto di partenza di un ordine mondiale rivale.

L’Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione si amplia
La SCO ha avviato il processo di espansione accettando le richieste del settembre 2014 di due grandi potenze dell’Asia del Sud, India e Pakistan, alla piena adesione. Se si considera l’Uzbekistan fondatore della SCO nel 2001, come SCO e tutti i suoi aderenti ufficialmente riconoscono, è la prima volta che la SCO si amplia. Se però non si considera il 2001 quale data di fondazione dell’organizzazione ma la fondazione del Patto di Shanghai (senza Uzbekistan) nel 1996, quale data di nascita della SCO, allora è la seconda volta che l’organizzazione eurasiatica si amplia. Mentre si decide al vertice SCO a Ufa che India e Pakistan diventeranno membri a pieno titolo della Shanghai Cooperation Organization nel 2016, la Bielorussia è passata a Ufa da osservatore della SCO a partner del dialogo. Minsk raggiunge Afghanistan, Iran e Mongolia quale osservatore della SCO. La Bielorussia probabilmente diverrà membro a pieno titolo della Shanghai Cooperation Organization. La candidatura dell’Iran a membro a pieno titolo è stata accettata sempre in occasione del vertice SCO nel Bashkortostan. Teheran da tempo chiede che il suo status passi a quello di pieno aderente. Una volta che le sanzioni delle Nazioni Unite contro l’Iran saranno eliminate, dopo il raggiungimento dell’accordo nucleare finale tra P5+1 e iraniani, Teheran seguirà le orme di Nuova Delhi e Islamabad avviando il processo di adesione alla SCO. Nuovi partner sono stati accettati nella Shanghai Cooperation Organization al vertice di Ufa. Armenia, Azerbaigian, Cambogia e Nepal sono stati accettati quali nuovi partner del dialogo. Ora aderiscono assieme a Turchia e Sri Lanka quali interlocutori della SCO. L’appartenenza alla SCO è ampiamente ricercata mentre l’organizzazione eurasiatica acquisisce sempre più importanza e risalto. Lo Sri Lanka ha comunicato alla SCO di voler aggiornare lo status nell’organizzazione eurasiatica. Paesi come Bangladesh, Egitto, Siria e Maldive hanno chiesto di aderire alla SCO in diversi aspetti. L’Egitto ha chiesto di diventare interlocutore della SCO il 2 giugno 2015.UfaBrics_risultatoIl Drago cinese e l’Orso russo forgiano una comunità del destino
Russia e Cina forgiano un ordine mondiale alternativo attraverso SCO, UEE e BRICS. Tutti e tre gli enti si sono riuniti ad Ufa. La Russia ne è il denominatore comune mentre la Cina lo è anche di SCO e BRICS. L’attraente concetto cinese di “comunità del destino” comprendente la Repubblica popolare, fu ufficialmente adottato dal Congresso nazionale del Partito comunista cinese nel 2007, ed associa BRICS, SCO, UEE e Nuova Via della Seta. I funzionari cinesi promuovono questo concetto da alcuni anni, ma è rinato nel Bashkortostan durante il vertice di Ufa ospitato dal governo federale russo. La “Comunità del destino”, senza giochi di parole, è il termine che i mandarini della politica di Pechino usano per indicare un prosperoso rapporto speciale comune tra Cina e altri Paesi, concretizzando il rapporto speciale tra Cina, Russia e i Paesi che riunitisi a Ufa. Washington, tuttavia, si rifiuta di accettare l’ascesa di Pechino e la “comunità del destino” illustratasi a Ufa. Essi non mostrano alcun segno di voler far parte della “comunità del destino”. I responsabili politici della periferia di Washington si rifiutano di capirlo e si ostinano a non accettare la nascita di una nuova realtà che disfa l’architettura dell’ordine globale. Funzionari ed élite politiche degli Stati Uniti continueranno a promuovere politiche ed approcci sbagliati finché la loro nave affonderà. Invece di accettare un consenso e un sistema di governance globale, Washington fa di tutto per destabilizzare, dividere e distruggere l’“Ordine Mondiale di Seta” che Cina e Russia promuovono. La posizione degli Stati Uniti trascina il mondo verso il conflitto.

Gli attacchi di Washington alla Borsa cinese
L’architettura finanziaria mondiale viene alterata. Il dollaro USA viene gradualmente neutralizzato come arma degli Stati Uniti, mentre il monopolio di Washington nel sistema Bretton Woods formato da Fondo monetario internazionale (FMI) e Banca Mondiale viene direttamente contestato dalla New Development Bank (NDB) dei BRICS e dalla Infrastrutture Asian Investment Bank (AIIB) della Cina.; Cina, Russia e una coalizione di altri Paesi si sottraggono agli Stati Uniti, indebolendone la capacità di manipolare valute e mercati finanziari mondiali. La SCO non solo si amplia, ma essa e vari Paesi e organizzazioni internazionali soprattutto in Eurasia e America Latina lasciano il dollaro nel commercio bilaterale e multilaterale. Venezuela, Cuba, Argentina, Uruguay, Sri Lanka, Turchia, Bielorussia, Armenia, Kazakistan, Repubblica socialista del Vietnam e Repubblica popolare democratica di Corea sono tra questi Paesi. A parte la SCO, Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), BRICS, Mercosur ed Unione economica eurasiatica (UEE) sono organizzazioni e gruppi che sostituiscono il dollaro nel commercio. In risposta, la guerra economica che gli Stati Uniti guidano sembra ad una nuova svolta. Speculando su un declino economico della Cina quale arma e manipolando la psicologia sui mercati, la reazione di Washington alle misure adottate da Pechino e Mosca per frenarne l’influenza e il dollaro USA sembra aver portato a un attacco finanziario sul mercato azionario cinese. L’obiettivo era colpire la fiducia degli investitori nell’economia cinese e avviare i disinvestimenti attraverso vendite massicce. I cinesi hanno accusato gli Stati Uniti, mentre il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha respinto ogni responsabilità. La reazione di Pechino ai tentativi di crash del mercato azionario cinese ha seguito con calma le leggi che limitano il ritiro degli investitori. La China Securities Regulatory Commission e la polizia cinese avviano indagini penali. Gli Stati Uniti vogliono ostacolare il ruolo centrale che i cinesi giocano nel finanziamento dei grandi progetti bancari, infrastrutturali e di sviluppo che mettono in discussione l’influenza globale di Washington. Il crollo sul mercato azionario cinese ha lo scopo di suscitare il panico tra gli investitori. In ultima analisi, la mossa viene innescata per minare il vigore economico della Repubblica popolare, per paralizzare la Nuova Via della Seta e il progetto di Pechino di creare un ordine mondiale alternativo con la Russia e i partner di BRICS, SCO e UEE.e910a63844df7022c9b194d39b2686bf-brics-launches-100-billion-new-development-bankRipubblicazione è accolto con riferimento la rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il compito dei BRICS: promuovere la yuanizzazione dell’economia globale

Ariel Noyola Rodríguez* RussiaToday
*Economista laurato all’Universidad Nacional Autónoma de México.

bricks-logo-colored1Molto inchiostro viene versato dalla stampa internazionale sui Paesi BRICS. Non c’è dubbio che il blocco a cinque abbia incrementato la presenza nell’economia globale negli ultimi anni, in concorrenza diretta con Stati Uniti e Unione europea. Tuttavia, i dettagli della nuova banca di sviluppo e dell’accordo sulle riserve di emergenza dimostrano che i suoi membri sono restii a lasciare l’orbita del dollaro, distruggendo così il guscio delle istituzioni di Bretton Woods. Nella città russa di Ufa, quasi ai piedi degli Urali, si sono riuniti i vertici dei Paesi BRICS, Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa e dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO), formata da Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan. Riguardo la cooperazione finanziaria, i Paesi BRICS hanno annunciato i dettagli della nuova banca di sviluppo, come pure dell’accordo sulle riserve di emergenza. Tuttavia, il modus operandi di entrambe le istituzioni rivela che non promuove il processo della de-dollarizzazione globale.(1) E i crediti della Nuova Banca di sviluppo dei BRICS sono indicati in dollari, e lo stesso accadrà alla liquidità prevista dall’accordo di contingenza delle riserve, che dovrà anche aver l’avallo(2) del Fondo monetario internazionale (FMI) per stabilizzare le bilance dei pagamenti dei BRICS(3). D’altra parte, la Cina mina, da sola, il dominio del dollaro attraverso la yuanizzazione dell’economia globale, stabilendo scambi di valuta (‘swap’) di natura bilaterale fra le banche centrali, sia mediante l’insediamento di banche di pagamento diretto (Banca di compensazione), che concedendo licenze per partecipare al Programma cinese per gli investitori istituzionali stranieri qualificati in Renminbi (RQFII), la “moneta del popolo” (‘RMB’) si fa strada.
Tuttavia, va notato che la Cina incoraggia lo yuan solo attraverso accordi bilaterali, sprecando così le straordinarie potenzialità delle istituzioni per il finanziamento delle infrastrutture, in maggioranza supportate dalle economie emergenti. Le operazioni di credito della Banca asiatica di investimento nelle infrastrutture (AIIB), il Fondo per la Via della Seta (‘Silk Road Fund‘) e la Nuova banca di sviluppo dei Paesi BRICS, avvengono tutte in dollari. Pertanto, se è vero che la quantità di risorse disponibili per le 3 istituzioni cinesi (240 miliardi) sfida il potere di FMI e Banca mondiale, allo stesso tempo supporta l’impero del dollaro, pietra angolare del sistema monetario internazionale fondato nel 1944. Nei BRICS lo slancio dello yuan è marginale. Fin qui alcun membro dei BRICS ha mostrato la volontà di partecipare alla RQFII. Solo dalla scorsa settimana, la Repubblica del Sud Africa è il primo membro dei Paesi BRICS a insediare una banca per i pagamenti diretti (‘banca di compensazione’) per facilitare le operazioni in yuan. Nel caso dell’India, vicinanza geografica e complementarità geo-economica con la Cina non incoraggiano il primo ministro Narendra Modi a chiedere un accordo di ‘scambio’ con la Banca del Popolo della Cina (PBOC), per proteggere il suo Paese dalla volatilità del dollaro. Perché c’è resistenza nel sostenere lo yuan? E cosa succede alla cooperazione nel blocco? Secondo il FMI, il PIL combinato dei BRICS ha raggiunto i 16900 miliardi (a prezzi correnti) nel 2014, importo che rappresenta più di un quarto (27%) del PIL mondiale. Anche se i loro tassi di accumulazione di capitale sono diminuiti, i Paesi BRICS hanno contribuito per metà alla crescita dell’economia mondiale nell’ultimo decennio. Tuttavia, questi record storici sono in contrasto con i bassi volumi di scambi ed investimenti tra i Paesi BRICS. Mentre le esportazioni dei Paesi BRICS (336 miliardi) costituiscono il 16 per cento delle esportazioni globali, il commercio di beni nel blocco rappresenta solo l’1,5% del totale globale. Lo stesso vale negli investimenti, fatta eccezione per il programma da svariati milioni di dollari lanciato dalla Cina, i flussi di capitali tra Brasile, Russia, India e Sud Africa sono scarsi, ammontando a meno del 5% del totale investito dai quattro Paesi, secondo l’archivio della conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD).
Contro questo scenario è necessario che i Paesi BRICS s’impegnino in 3 compiti fondamentali. Primo, i Paesi BRICS dovrebbero accelerare la costruzione di un’associazione economica integrale(4) approfondendo la cooperazione industriale, tecnologica, energia, finanziaria, ecc. Secondo, creare un’Area di libero scambio (FTA) dei BRICS sarebbe un passo decisivo rafforzando i legami economici tra i membri del blocco a cinque(5). In questo senso, la Cina dovrebbe aumentare le importazioni per ridurre gli squilibri commerciali(6). Terzo, infine, è urgente abbandonare l’orbita del dollaro. Se si crea un ‘paniere di valute’, promuoverebbe l’uso dello yuan(7) e i Paesi BRICS inizierebbero a sfidare l’egemonia della valuta nordamericana(8). In breve, se i Paesi BRICS non pongono ancora lo yuan al centro delle loro transazioni, sarà impossibile poi che le iniziative per il finanziamento delle infrastrutture (AIIB, Fondo della Via della Seta e Banca di sviluppo dei Paesi BRICS) sponsorizzate dalla Cina diventino le fondamenta di un sistema monetario multipolare.

BRICS_puzzle-090713-680x365Note
1 “BRICS and the Fiction of “De-Dollarization”“, Michel Chossudovsky, Global Research, 8 aprile 2015
2 “Los beneficiarios del fondo BRICS deberán atenerse a los consejos del FMI“, Sputnik, 9 luglio 2015
3 “The US still decides the future of capitalism, not the G20, and not the Brics nations“, Leo Panitch, The Guardian, 27 agosto 2014
4 “The Strategy for BRICS Economic Partnership“, Offical website of Russia’s Presidency in BRICS, luglio 2015
5 “‘BRICS Free Trade Zone’ being considered: Russia, The BRICS Post, 6 luglio 2015
6 “Xi pushes BRICS potential“, Chen Heying, The Global Times, 9 luglio 2015
7 “Ufa could be the yuan moment“, Jagannath Panda, The Hindu, 7 luglio 2015
8 “The Brics are building a challenge to western economic supremacy“, Radhika Desai, The Guardian, 2 aprile 2013

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Dichiarazione dei BRICS di Ufa

TBP 9 luglio 2015iniziato-il-summit-dei-brics-a-ufa-in-russiaorig_mainDopo colloqui-maratone, le cinque potenze emergenti hanno firmato una serie di accordi intergovernativi e il comunicato di Ufa. Le deliberazioni dei BRICS sulla situazione politica ed economica mondiale sono riflesse nel documento. I BRICS notano la fragile ripresa della crescita mondiale e si dichiarano “preoccupati per le potenziali ricadute delle politiche monetarie non convenzionali delle economie avanzate”. Il rifiuto degli Stati Uniti di ratificare le riforme del voto al FMI rimane una preoccupazione centrale, ha detto il gruppo. “Siamo profondamente delusi dalla prolungata mancanza degli Stati Uniti nel ratificare il pacchetto di riforme del FMI 2010, continuando a minare credibilità, legittimità ed efficacia del FMI“, ha detto il documento. I BRICS rappresentavano oltre il 17 per cento del commercio globale, il 13 per cento del mercato dei servizi globale e il 45 per cento della produzione agricola mondiale, nel 2014. Il PIL dei cinque Paesi BRICS è salito da 10000 miliardi dollari nel 2001 a 32500 miliardi dollari nel 2014. La dichiarazione di Ufa afferma anche che “la NDB (Nuova Banca di Sviluppo) funge da potente strumento di finanziamento degli investimenti infrastrutturali e dei progetti di sviluppo sostenibile nei Paesi BRICS, Paesi in via di sviluppo ed economie emergenti“. La Banca BRICS approverà i primi propri progetti di investimento nel primo trimestre del 2016 e lavorerà a stretto contatto con la AIIB della Cina. Tutti i Paesi BRICS sono membri della AIIB. “Accogliamo con favore la proposta della NDB di cooperare strettamente con i meccanismi di finanziamento esistenti e nuovi, tra cui la Banca di investimenti infrastrutturali asiatica“, dichiara il documento. La dichiarazione di Ufa fa anche riferimento al 70° anniversario della sconfitta di Germania nazista, “fascismo” e “militarismo” durante la Seconda Guerra Mondiale e denuncia i tentativi di riscrivere la storia, ma non si cita il Giappone. “Esprimiamo il nostro impegno a respingere risolutamente i continui tentativi di travisare i risultati della seconda guerra mondiale. Mentre si ricorda il flagello della guerra, si evidenzia che è nostro dovere comune costruire un futuro di pace e di sviluppo“, dichiara il comunicato. I rapporti Cina-Giappone sono al minimo storico su ciò che Cina e Corea del Sud affermano essere l’assenza di rimorsi per le atrocità di guerra del Giappone. Cina e Russia hanno anche dichiarato di sostenere le aspirazioni al Consiglio di sicurezza dell’ONU di Brasile, Sud Africa e India. I leader dei BRICS hanno promesso di collaborare con le Nazioni Unite sostenendo i trattati internazionali pur criticando l’adozione di “doppi standard”. “Sottolineiamo la necessità di un’adesione universale ai principi e alle norme del diritto internazionale, nella loro interrelazione e integrità, scartando il ricorso a “doppi standard” ed evitando l’imposizione degli interessi di certi Paesi su altri“, dichiara il documento.
I Paesi BRICS hanno regolarmente criticato la politica estera interventista di Washington e gli attacchi aerei nei Paesi del Medio Oriente come Siria e Iraq. In supporto al presidente russo Putin, gli omologhi dei BRICS sostengono Mosca nell’opposizione alle sanzioni occidentali contro la Russia sul conflitto ucraino. “Condanniamo gli interventi militari unilaterali e le sanzioni economiche in violazione del diritto internazionale e delle norme universalmente riconosciute nelle relazioni internazionali. Ricordando questo, sottolineiamo l’importanza unica del carattere indivisibile della sicurezza e che alcuno Stato rafforzi la propria sicurezza a spese di quella di altri“, ha aggiunto il comunicato di Ufa. Il blocco ha sottolineato la propria posizione sulla teoria dei due Stati sul conflitto israelo-palestinese. I BRICS hanno chiesto che Gerusalemme Est sia la capitale dello Stato di Palestina e la fine della costruzione di insediamenti israeliani. “Ci opponiamo alle continue attività degli insediamenti israeliani nei Territori occupati violando il diritto internazionale e ostacolando seriamente la pace“, ha detto il documento. Il comunicato di Ufa ha anche detto che i Paesi BRICS “Condanno fermamente le violazioni dei diritti umani da ogni parte nel conflitto” in Siria.
I BRICS hanno inoltre adottato un “Piano d’azione” che traccia per il 2016 l’azione del gruppo. La “Strategia dei partenariati economici dei BRICS” proposta dalla Russia è un progetto sui rapporti commerciali e d’investimento del gruppo fino al 2020. Tra l’altro, dovrà aumentare la competitività dei Paesi BRICS nell’economia globale. I cinque ministri degli Esteri hanno inoltre firmato un accordo sulla creazione di un sito web congiunto dei BRICS, che fungerà da segretariato virtuale del gruppo. Le banche centrali dei cinque Paesi hanno inoltre firmato accordi di cooperazione con la Nuova Banca di Sviluppo.putin-xi-bricsLa Via della Seta cinese esce vincente al vertice SCO
TBP 11 luglio 2015

UfaBrics_risultatoNell’ultimo vertice della regione, Beijing ha consolidato la sua già forte posizione economica in Asia centrale. Nei vertici di SCO e BRICS in Russia, il presidente cinese Xi Jinping invitava gli Stati aderenti a “sostenere lo”spirito di Shanghai per lo sviluppo comune”. Almeno 16 miliardi di dollari del fondo da 40 miliardi per la Via della Seta della Cina saranno dedicati a progetti in Asia centrale. Il Presidente Xi ha annunciato a Ufa che Pechino è disposta a rafforzare la cooperazione negli investimenti con altri membri della SCO, incanalando il fondo di cooperazione economica Cina-Eurasia e il fondo della Via della Seta, “per concentrarsi sui grandi programmi infrastrutturali, sfruttamento delle risorse, industriali e finanziari“. La Cina aveva già annunciato il fondo da 40 miliardi l’anno scorso. Xi ha accolto anche la prevista espansione della SCO includendovi i vicini asiatici India e Pakistan. L’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO) ha approvato la risoluzione per avviare le procedure di concessione a India e Pakistan della piena adesione all’organizzazione al XV vertice della SCO a Ufa. Entrambi i Paesi diverranno membri a pieno titolo della SCO al vertice di Tashkent nel 2016. Attualmente India e Pakistan sono osservatori. Hanno presentato domanda nel 2006 il Pakistan e nel 2014 l’India. Inoltre la SCO ha elevato la Bielorussia dallo status di osservatore a partner del dialogo e ha assunto Azerbaigian, Armenia, Cambogia e Nepal a nuovi partner del dialogo. “La Cina ritiene che l’ammissione di nuove forze nella SCO darà nuovo slancio alla cooperazione nell’organizzazione“, ha detto Xi al vertice.
Fondata nel 2001, la SCO conta Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan come pieni aderenti, Afghanistan, Bielorussia, Iran, Mongolia, India e Pakistan come osservatori e Armenia, Azerbaigian, Cambogia, Nepal, Sri Lanka e Turchia come partner del dialogo. La SCO ha firmato un accordo sulla difesa dei confini al vertice di Ufa. Il blocco prepara anche un nuovo trattato sulla lotta all’estremismo. Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al vertice che “garantire la sicurezza di territorio e frontiere dei Paesi aderenti resta uno dei compiti prioritari dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai. La crescente attività delle organizzazioni terroristiche islamiche che cercano d’estendere la loro influenza, peggiora la situazione. Abbiamo deciso di rafforzare il coordinamento tra i ministeri della Difesa per monitorare la situazione in modo più efficace e coordinare le nostre azioni per sventare potenziali minacce“.
I presidenti russo e cinese hanno firmato un decreto a maggio collegando lo sviluppo dell’Unione economica eurasiatica della Russia con l’ambizioso programma economico della “Via della Seta” della Cina. Gli Stati membri della SCO pianificano anche una nuova banca dopo il successo della nuova Banca BRICS e della Banca asiatica per gli investimenti infrastrutturali (AIIB). “I membri della SCO dovranno sforzarsi nell’istruire i risoettivi enti finanziari verso mutui vantaggiosi programmi multilaterali, così come lo sviluppo economico di ogni aderente“, ha detto Xi chiedendo agli Stati membri di accelerare l’attuazione del corridoio dei trasporti della SCO. La Cina fornirà i fondi per sostenere lo studio di fattibilità e i piani del progetto, ha detto. L’omologo russo ha accettato. “Vediamo la grande promessa dell’iniziativa di sviluppare una rete dei trasporti della SCO utilizzando il potenziale offerto dalle ferrovie Transiberiana e Bajkal-Amur in Russia“, ha proposto Putin. Nei prossimi anni la Cina completerà 4000 chilometri di ferrovia e oltre 10000 chilometri di autostrada nella regione, ha detto Xi. Beijing ha già investito miliardi di dollari nella rete dei gasdotti che collegano i produttori centroasiatici alla Cina. Collegando la regione ulteriormente con il programma della Via della Seta, la Cina sollecita gli Stati membri ad approfondire la cooperazione industriale ed accelerare la costruzione di parchi industriali in ogni Stato aderente.
L’Alleanza Russia-Cina in Asia centrale ha ricevuto una spinta con Putin che accetta la maggior parte delle proposte di Pechino. Nella conferenza stampa dopo i vertici di SCO e BRICS a Ufa, Putin ha sottolineato la necessità di ulteriore integrazione delle economie regionali. “La Cina rimane la locomotiva dell’economia mondiale“, ha detto Putin. “I nostri colleghi di SCO e BRICS parlano spesso della necessità di sviluppare le infrastrutture senza cui è impossibile garantire uno sviluppo sostenibile. Questo vale per ferrovie, strade, trasporti aerei e condutture. È difficile contestarlo. Nel frattempo i progetti della cintura economica della Via della Seta e i nostri piani per lo sviluppo delle ferrovie Tran-siberiana e Bajkal-Amur, ed altri nostri progetti nell’UEE, ovviamente richiedono sforzi congiunti“, ha aggiunto.

BRICS in Ufa, RussiaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il vertice BRICS/SCO di Ufa segna l’inizio dell’Ordine Mondiale di Seta

Mahdi Darius Nazemroaya Strategic Culture Foundation 10/07/2015354737Preparatevi a sconvolgenti terremoti geopolitici. All’incrocio tra Asia ed Europa s’è deciso che la città russa di Ufa sarà il punto di convergenza di tutte le iniziative e i progetti commerciali e d’integrazione dell’Ordine Mondiale di Seta che Cina e Russia guidano. Ufa, capitale del Bashkortostan in Russia, ospita contemporaneamente i vertici straordinari dei BRICS, sempre più forum alternativo al G7, e della Shanghai Cooperation Organization (SCO), rispettivamente dall’8 al 9 luglio e dal 9 al 10 luglio 2015.

L’incontro tra Eurasia e altrove
I vertici congiunti di BRICS e SCO di Ufa sono organizzati da Mosca essendo alla presidenza temporanea di BRICS e SCO. Non è un caso, tuttavia, che il settimo vertice dei BRICS e il quindicesimo vertice della SCO sono stati uniti in un grande vertice internazionale. Il Cremlino sfrutta la possibilità di riunire i partner della Russia nell’ambito del processo d’integrazione dell’Ordine Mondiale di Seta. Ci saranno sessioni congiunte di BRICS e SCO e molti scambi e discussioni sul nuovo archetipo mondiale. Una sessione informale a Ufa non solo include i membri di BRICS e SCO, ma anche dell’Unione economica eurasiatica (UEE), secondo le informazioni dell’assistente del Presidente russo Putin, Jurij Ushakov fornite ai media prima del vertice di Ufa. A parte Brasile e Sud Africa, tutti i membri di BRICS e SCO si trovano in Eurasia, e il Cremlino ha ritenuto pertinente che l’UEE sia coinvolta nelle discussioni sullo sviluppo dello spazio eurasiatico. In sostanza ciò significa che l’Armenia sarà presente ai vertici BRICS e SCO nel Bashkortostan, dato che tutti gli altri aderenti dello spazio economico eurasiatico sono membri a pieno titolo della SCO o, nel caso della Bielorussia, interlocutori della SCO. Secondo l’Istituto di Studi cinesi Mercator (Merics) di Berlino, i colloqui BRICS-SCO-UEE sono “un segno che la Russia punta a politiche di blocco”, la Repubblica di Azerbaigian e il Turkmenistan parteciperanno alla riunione informale di BRICS, SCO e UEE. [1] Le convergenze eurasiatiche e globali a Ufa sono chiare. Usando i legami già esistenti, la Nuova Via della Seta cinese e l’Unione economica eurasiatica dei russi avvieranno i passi per unificarsi nel Bashkortostan quale perno dello spazio eurasiatico. E’ la continuazione delle discussioni di vertice annunciati dal presidente cinese Xi Jinping e da Putin l’8 maggio all’arrivo di Xi Jinping a Mosca, per le celebrazioni del Giorno della Vittoria del 9 maggio 2015. Dopo tentativi falliti, il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente iraniano Hassan Rohani finalmente s’incontrano a Ufa. India e Iran riaprono i rapporti strategici trascurati dal governo del predecessore di Modi, il primo ministro Manmohan Singh. L’uso del porto iraniano di Chabahar da parte dall’India per accedere a Russia e Asia centrale attraverso il Corridoio Nord-Sud, sicuramente sarà discusso dai funzionari indiani e iraniani a Ufa.

Il Nuovo Ordine Mondiale di Seta viene svelato a Ufa
Mentre la Nuova Via della Seta e l’UEE si fondono a Ufa, i BRICS tracceranno un piano di sviluppo e la SCO illustrerà i piani di espansione con nuovi membri a pieno titolo. Saranno affrontate le domande di India, Iran e Pakistan per la piena adesione. Inoltre, Egitto e molti altri Paesi hanno chiesto di aderire alla SCO in futuro. A Ufa si traccia la tabella di marcia del “secolo eurasiatico” e dell’Ordine Mondiale di Seta che va oltre l’Eurasia, comprendendo di tutto, dalla megarete ferroviaria transcontinentale che collega la penisola iberica al Mar Cinese Meridionale e ciò che viene definita la “città moderna del continente eurasiatico” in Bielorussia. Gli Stati Uniti sono chiaramente preoccupati dalla nascita dell’Ordine Mondiale di Seta, e iniziano a ostacolarla con ogni mezzo, corteggiando il Brasile alla vigilia del vertice di Ufa o chiedendo all’Unione europea di non partecipare al progetto bancario cinese. La Strategia Militare 2015 del Pentagono, che prevede la possibilità di uno scontro della versione aggiornata dell’“Asse del Male” composto da Cina, Russia, Iran e Corea democratica, si adatta alla propensione di Washington nell’affrontare i Paesi che sfidano l’ordine internazionale dominato dagli Stati Uniti. Mentre Washington e NATO invocano la chiamata generale alle armi, i cinesi sono occupati nel realizzare reti infrastrutturali civili e dei trasporti. In Bielorussia i cinesi costruiscono la prima “città moderna del continente eurasiatico” nelle foreste vicino all’aeroporto di Minsk, in ciò che Bloomberg definisce “trampolino di lancio industriale tra Unione europea e Russia”. [2] Al termine, la nuova città volta all’esportazione della Bielorussia, in costruzione sulla strada europea che collega Berlino, Varsavia, Minsk e Mosca, sarà il maggiore parco industriale in Europa.

Il dollaro USA e Bretton Woods sono finiti
L’Ordine Mondiale di Seta che si forma a Ufa vedrà l’attuale architettura finanziaria di Bretton Woods spianata e sostituita da una non più dominata dalla trilaterale Stati Uniti, Europa occidentale e Giappone. Il monopolio di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, che ha avvantaggiato Washington, è alla fine. Il dollaro USA come valuta commerciale è cancellata da BRICS, SCO ed UEE, e l’inondazione dei mercati petroliferi da parte di Washington era in parte volta a deragliare ciò imponendo una rinnovata dipendenza dal dollaro statunitense nel commercio energetico. La nuova Banca di sviluppo dei BRICS (NDB) è la prima istituzione BRICS lanciata da Brasile, Cina, India, Russia e Sud Africa. Ad essa si affiancano la Banca di sviluppo della SCO e la Banca di investimento infrastrutturale asiatica recentemente lanciata all’assalto di Bretton Woods. Sono finiti i giorni del dominio statunitense incontrastato. L’architettura del dopo-seconda guerra mondiale, o ordine globale post-1945, è ora in agonia, sul punto di finire. Con o senza Washington, il Nuovo Ordine Mondiale di Seta emerge e il suo avvento viene celebrato a Ufa rafforzando la SCO e istituzionalizzando i BRICS a pietra angolare del nuovo ordine mondiale multipolare.

Note
[1] Gabriel Domínguez, “Cosa aspettarsi dal vertice SCO e BRICS in Russia”, Deutsche Welle, 6 luglio 2015.
[2] Aliaksandr Kudrytski, “La Cina costruisce la testa di ponte comunitaria con una città da 5 miliardi di dollari in Bielorussia”, Bloomberg, 26 maggio 2013.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Russian President Putin, Indian Prime Minister Modi, Brazil's President Rousseff, Chinese President Xi and South African President Zuma walk after the welcoming ceremony during the BRICS Summit in UfaElenco delle discussioni al vertice BRICS
Russia Insider 10 luglio 2015

• La cooperazione con la Mongolia sembra destinata ad aumentare. Putin ha sottolineato il grande potenziale della cooperazione sino-mongolo-russa.
• Il presidente della Mongolia ha chiesto che Cina e Russia ripensino il gasdotto Siberian-2 e ne considerino invece uno attraverso la Mongolia, che sarebbe meno costoso e più rapido da costruire di quello pianificato, che passa per la regione montagnosa dell’Altaj.
• I BRICS avviano un fondo valutario di riserva da 100 miliardi di dollari.
• L’India sembra proiettata ad entrare ufficialmente nella Shanghai Cooperation Organization (SCO).
• Alcuni accordi sono stati presi sullo sviluppo del gruppo. Si tratta di decidere alcuni progetti infrastrutturali e innovativi già previsti, che rientrano soprattutto nella “Nuova Via della Seta”. Maggiori dettagli in futuro.
• I BRICS ricercano un maggiore approccio comune nella lotta al terrorismo.
• Si lavora su strategie alimentari per le comunità più vulnerabili.
• Blindare in comune le economie contro forti fluttuazioni dei prezzi del petrolio.
• Un approccio multilaterale (cooperazione) nelle sfide globali (egemonia statunitense e NATO).
• Suggerimenti secondo cui i BRICS accolgano l’Iran, o almeno guardino ad una crescente cooperazione con esso. Turchia, Indonesia, Messico, Egitto, Argentina, Nigeria e Grecia si sono dichiarati interessati ad aderire ufficialmente ai BRICS. Per la Grecia sarebbe impossibile se rimane nell’UE.
• Forse più importante, i BRICS si preparano ad espandere l’uso delle monete nazionali nel commercio reciproco. I BRICS partecipano al 75% del commercio mondiale (interno o coinvolgente una nazione BRICS), con percentuale crescente nel commercio tra nazioni BRICS. Gli scambi commerciali tra Russia e Cina aumenteranno a circa 100 miliardi dollari nel 2015. L’uso delle monete nazionali nel commercio tra le due nazioni è aumentato di oltre l’800%.
• Le nazioni dei BRICS decidono di cooperare per impedire la ‘revisione’ della storia.
• La banca di sviluppo dei BRICS avvierà progetti già nel 2016.

5111-0294RTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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