La Russia sviluppa un sistema antisatellite

Anatolij Zak, RSW, 21/4/2017

All’inizio del 2015, l’esercito russo completava con successo i test iniziali di un drone spaziale di nuova generazione progettato per rilevare e distruggere i satelliti nemici in orbita, secondo fonti affidabili. Un velivolo molto più sofisticato rispetto ai sistemi antisatellite di prima generazione noti anche come ASAT; il nuovo killer satellitare ha dimostrato la capacità di avvicinarsi molto agli obiettivi e d’inviarne le immagini a terra. Tuttavia scopo finale del nuovo velivolo sarebbe la distruzione dei mezzi stranieri, in primo luogo i satelliti militari degli Stati Uniti. Dopo il lancio di 2 satelliti di prova, sotto i nomi di copertura Kosmos-2491 e Kosmos-2499, l’ultimo velivolo spaziale della serie, designato Kosmos-2504, entrò in orbita il 31 marzo 2015 e, dopo una serie di manovre, compì la missione intorno al 16 aprile. Le manovre orbitali continuarono a luglio.

Sistema di nuova generazione
Secondo una fonte, all’inizio del 2015 un satellite antisatellite russo, probabilmente il Kosmos-2499, si era già avvicinato, inviandone le immagini, a un satellite militare statunitense! Finora non c’era stata conferma di tale incontro dal governo degli Stati Uniti. Anche se i parametri orbitali dei satelliti statunitensi non sono ufficiali, i dati amatoriali consentono di escludere praticamente tutti i satelliti non russi noti nelle orbite corrispondenti al Kosmos-2504 e simili, dice Jonathan McDowell, scienziato dell’Harvard-Smithsonian Center of Astrophysics e noto storico. Di conseguenza, non sarebbe possibile una formazione in volo o un appuntamento a bassa velocità tra il satellite russo e qualsiasi altro satellite, come quello osservato tra il Kosmos-2499 e lo stadio Briz-KM. Tuttavia, “un veloce flyby ad alta velocità è certamente possibile, e non posso escluderlo“, scriveva McDowell in una e-mail. Con sufficiente manovrabilità, i nuovi velivoli antisatellite russi potrebbero utilizzare laser o armi cinetiche di piccole dimensioni anziché esplosivi e shrapnel per disattivare i loro obiettivi. Le navette potrebbero quindi manovrare ed attaccare un altro satellite. Tuttavia, date le dimensioni relativamente piccole dei satelliti russi osservati, la loro capacità di manovra è probabilmente limitata. Allo stesso tempo, potrebbero essere solo precursori di velivoli spaziali più grandi e potenti. Le prove segrete dell’ultimo sistema antisatellite russo coincisero con il peggioramento delle relazioni tra occidente e Oriente per la crisi ucraina. Inoltre, anni di sforzi congiunti russi e cinesi nelle Nazioni Unite per introdurre il divieto di diffusione di armi nello spazio non hanno prodotto nulla per l’opposizione degli Stati Uniti a tale trattato, che sarebbe inapplicabile e privo di senso. Ironia della sorte, Cina e Stati Uniti l’hanno dimostrato distruggendo obiettivi orbitali con missili terrestri.

Lancio del Kosmos-2504
Un misile Rockot lanciò tre satelliti Gonets-M 21, 22 e 23 del Blocco 14 della rete Gonets-D1M e un carico utile militare classificato. Secondo i media, il Rockot/Briz-KM venne lanciato il 31 marzo 2015, alle ore 16:47:56 di Mosca dal sito 133 di Plesetsk. Il Ministero della Difesa russo confermò il lancio e la presenza di un quarto carico utile militare a bordo del vettore, che avrebbe ricevuto la designazione ufficiale di Kosmos-2504, e che potrebbe anche avere la designazione 14F153. La sezione del carico venne separata dal secondo stadio del vettore di lancio alle 16:53 e la navetta spaziale avrebbe raggiunto l’orbita alle ore 18:45.Manovre orbitali
I radar occidentali individuarono cinque oggetti (probabilmente quattro satelliti e lo stadio Briz-KM) nell’orbita di 1172 per 1506 chilometri con inclinazione di 82,5 gradi verso l’equatore. Nel catalogo pubblico del Comando Strategico degli Stati Uniti, questi oggetti hanno ricevuto le denominazioni 2015-020A, 2015-020B, 2015-020C e 2015-020D. Poche ore dopo il lancio, il radioamatore olandese Cees Bassa rilevò le trasmissioni radio associate all’Object 2015-020D, identiche ai segnali dei satelliti manovrabili Kosmos-2491 e Kosmos-2499. Sulla base dei parametri orbitali dell’Object D, era chiaro che il Kosmos-2504 si era separato dal Briz-KM dopo che lo stadio aveva manovrato verso l’orbita di “sepoltura”, anziché librarsi insieme ai tre satelliti Gonets, come Kosmos-2491 e Kosmos-2499 avevano già fatto, secondo osservatori del forum online della rivista Novosti Kosmonavtiki. I dati radar occidentali indicano che il 9 aprile 2015, Kosmos-2504 compì una piccola manovra, passando da un’orbita di 1171 per 1505 chilometri ad una di 1173 per 1508 chilometri. Un’altra serie di manovre apparentemente cominciò intorno al 13 aprile, culminando con un appuntamento con lo stadio Briz-KM, che l’aveva messo in orbita. La sera del 15 aprile, i due oggetti sarebbero stati distanti 4,4 km e il 16 aprile solo 1,4 chilometri. Inoltre, intorno al 16 aprile, lo stadio Briz-KM indicava una salita leggera, molto più probabilmente si spinse a un’orbita più alta, deliberatamente o in conseguenza dell’impatto fisico durante l’attracco. Tuttavia, il 17 aprile i due oggetti furono rilevati distanziarsi di nuovo, con il Kosmos-2504 ancora nell’orbita d’appuntamento e il Briz-KM su un’orbita decisamente superiore.

Nuove manovre nel luglio 2015
Tra il 2 e il 3 luglio 2015, il Kosmos-2504 compi una manovra improvvisa scendendo di 53 chilometri, secondo gli osservatori del forum online di Novosti Kosmonavtiki. Il satellite passò dall’orbita di 1181 per 1528 chilometri a una di 1154 per 1476 chilometri. L’inclinazione orbitale era leggermente cambiata da 82,49 a 82,68 gradi. L’8 ottobre 2015, Kosmos-2504 manovrò verso lo stadio Briz-KM che l’aveva messo in orbita e rimase nelle vicinanze per il resto del mese.

Kosmos-2504 si rianima nel 2017
Quasi due anni dopo aver ultimato le prove, il misterioso satellite militare russo Kosmos-2504 riprendeva improvvisamente le manovre. I suoi primi movimenti evidenti dal 2015 furono rilevati il 27 marzo 2017. Il 20 aprile, Kosmos-2504 passò notevolmente vicino, 1183 metri, dall’Object 1999-025DPP; i resti del satellite meteorologico cinese Fengyun-1C distrutto l’11 gennaio 2007 da un test con un missile antisatellite della Cina. Questo relitto spaziale circuita la Terra su un’orbita di 848 per 736 chilometri con un’inclinazione di 98,87 gradi verso l’equatore, secondo il NORAD. È una delle centinaia di frammenti lasciati dall’esplosione e tracciati dai radar. La navetta spaziale russa ha poi condotto un’altra manovra tra il 18 e il 19 aprile 2017. Ancora più sorprendente, il satellite precedente Kosmos-2499 apparve compiere una manovra nello stesso tempo!

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia può annullare le forze militari degli USA

Dopo l’attacco missilistico statunitense sulla Siria, la Russia fornisce informazioni dettagliate sui sistemi di guerra elettronica in grado di bloccare i sistemi statunitensi
Alexander Mercouris, The Duran 19/4/2017A seguito di voci, mai confermate e forse false, sui sistemi di guerra elettronici russi che inceppavano i sistemi di guida dei 59 missili da crociera Tomahawk lanciati dagli USA sulla Siria il 6 aprile 2017, presumibilmente abbattendone 36, i russi hanno fornito in modo insolito informazioni sui loro sistemi di guerra elettronica (EW) di solito molto segreti. La ragione esatta di ciò è che la Russia ha celebrato la giornata degli operatori della Guerra Elettronica il 15 aprile 2017. Tuttavia, non spiega perché i russi diffondessero queste informazioni quattro giorni dopo. Come per la recente pubblicazione dei dettagli del test del nuovo missile antinave ipersonico Tzirkon, è difficile evitare l’impressione che queste informazioni sui sistemi EW della Russia siano un avvertimento agli Stati Uniti. In particolare, i russi gli avvertono a non provare lo stesso attacco missilistico siriano contro la Russia. Presumibilmente il ritardo nella pubblicazione dei dettagli dei sistemi era dovuto alla necessità di avere il permesso di declassificare alcuni dettagli dei sistemi, pur continuando a nasconderne altri. Data la natura altamente classificata del materiale è probabile che ci fosse bisogno dell’approvazione ad alto livello dal governo russo, presumibilmente dal Presidente Putin. I russi hanno anche confermato che i loro sistemi EW sono presenti in Siria e sono operativi. Ciò non dovrebbe essere considerato una mera conferma dell’impiego per bloccare i missili Tomahawk che gli Stati Uniti lanciarono contro la base aerea al-Shayrat. La conferma che i sistemi russi EW sono operativi in Siria si ebbe il 17 marzo 2017, molto prima dell’attacco missilistico su al-Sharyat, da parte di Igor Nasenkov, Viceamministratore delegato del Gruppo tecnologico radio-elettronico russo (KRET), affiliato della società statale Rostec. “L’apparecchiatura fu testata. Non dirò cosa e come. Si è dimostrata pronta a combattere secondo i parametri tattici e tecnici previsti. Abbiamo visto che tutti i termini di riferimento ricevuti dal Ministero della Difesa sono stati rispettati, innanzitutto sui mezzi di guerra radio-elettronici”. Si sa che la Russia ha schierato l’assai avanzato sistema EW Krasukha-S4 in Siria e presumibilmente i commenti di Nasenkov si riferivano a questo sistema. Come per i dettagli del test del Tzirkon, i dettagli degli attuali sistemi EW russi sono forniti da un lungo articolo della TASS, agenzia di stampa ufficiale del governo russo. TASS forniva un vero e proprio panorama sui vari sistemi EW russi, anche se la vera estensione delle loro capacità rimane naturalmente classificata.

Sistemi aerei
1) Sistema Vitebsk, imbarcato su aerei d’attacco al suolo Su-25, elicotteri Mi-28 e Ka-52 ed elicotteri pesanti Mi-26, è destinato a proteggere gli aerei dai missili superficie-aria. Questo sistema è notoriamente usato abitualmente dai velivoli operanti in Siria.
2) Rychag-AV, nuovo sistema impiegato su una versione EW specializzata dell’elicottero d’assalto Mi-8. TASS dice a questo proposito, “Rychag-AV è capace di “accecare” completamente il nemico entro un raggio di parecchie centinaia di chilometri e di sopprimere diversi obiettivi contemporaneamente. Il sistema priva i sistemi missilistici di difesa aerea e gli intercettatori della possibilità di individuare eventuali bersagli e di puntargli i missili, mentre sopravvivenza ed efficienza dei velivoli amici viene aumentata notevolmente”.
3) Khibinij, imbarcato sui bombardieri Su-24 e Su-30, operativo dal 2013. Questo è il sistema utilizzato per bloccare i sistemi radar del cacciatorpediniere statunitense Donald Cooke nel noto caso avvenuto al culmine della crisi crimeana del 2014. TASS fornì il primo resoconto semi-ufficiale di ciò che successe, “I dati che appaiono sui radar della nave da guerra misero in allarme l’equipaggio: l’aereo sarebbe scomparso dagli schermi radar o cambiò improvvisamente posizione e velocità o creò cloni elettronici mentre i sistemi di combattimento del cacciatorpediniere furono disattivati”.
4) Himalaj, versione avanzata del Khibinij sviluppata per il nuovo caccia di quinta generazione Su-T50.Sistemi terrestri
1) Krasukha-S4 è un sistema di cui è noto lo schieramento in Siria. TASS ne descrive le capacità, “Il Krasukha-4 è stato progettato per proteggere posti di comando, gruppi di forze, mezzi di difesa aerea, strutture industriali dalla ricognizione radar e dalle armi di precisione. La stazione di blocco attivo a banda larga del sistema può contrastare efficacemente tutti i radar utilizzati dai vari aeromobili, nonché missili da crociera e velivoli senza pilota”. Alla luce dell’attacco missilistico su al-Shayrat del 6 aprile 2017, il riferimento ai missili da crociera in questo paragrafo non è probabilmente casuale. Tuttavia il paragrafo non va considerato una conferma che i russi hanno utilizzato il sistema Krasukha-S4 per bloccare i sistemi di guida dei missili Tomahawk lanciati dagli Stati Uniti su al-Shayrat. Per prima cosa il missile da crociera di Tomahawk ha una serie di sistemi di guida e non è chiaro quale fu usato nell’attacco.
2) Krasukha-20, è un sistema appositamente progettato per disturbare gli AWACS degli USA.
3) La descrizione del sistema Moskva-1 della TASS, suggerisce che è volto a sostenere i sistemi radar dei sistemi antiaerei come l’S-400. Entrò in servizio l’anno scorso e dalla descrizione della TASS sembra molto avanzato, “Il sistema è progettato per ricognizione radar (radiolocalizzazione passiva), interazione e scambio d’informazioni con i comandi delle truppe missilistiche della difesa aerea e delle forze radio-tecniche, i centri di direzione aerea, di acquisizione dati del bersaglio e controllo delle unità di disturbo e i singoli mezzi di soppressione elettronica. Il Moskva-1 comprende un modulo d’intelligence e un posto di controllo delle unità di disturbo (stazioni). Il sistema può:
– Condurre intelligence elettromagnetica fino a una distanza massima di 400 km;
– Classificare tutte le emittenti secondo il grado di minaccia;
– Fornire supporto in corso;
– Assegnare obiettivi e distribuire tutte le informazioni;
– Assicurare un’efficace controllo sull’efficienza operativa delle unità EW e dei singoli mezzi che gestiscono.
I sistemi Moskva apparvero nelle esercitazioni tattiche congiunte delle forze di difesa aerea ed aeree nella regione di Astrakhan, nel sud della Russia, nel marzo 2016”.
4) Infauna, sembra un sistema destinato a proteggere le truppe terrestri da determinati tipi di armi anticarro ravvicinate, come i missili Javelin e TOW. “Il sistema, sviluppato dalla United Instrument-Making Corporation, fornisce intelligence elettronica e soppressione radio, protezione di soldati, corazzati e autoveicoli contro tiro mirato di armi d’accompagnamento e lanciagranate, ed anche contro mine radio-controllate. L’apparecchiatura radiofonica a banda larga aumenta notevolmente il raggio di protezione dei sistemi mobili dalle mine radio-controllate. La possibilità di creare schermi aerosol aiuta a proteggere i mezzi militari dalle armi di precisione con sistemi di guida video e laser. Attualmente questi sistemi EW sono montati sui telai ruotati unificati K1Sh1 (basati sul blindato BTR-80) prodotti in serie e forniti alle varie unità dell’esercito russo”.
5) Borisoglebsk-2, sembra anche questo un sistema destinato a fornire supporto alle truppe terrestri, in questo caso bloccando i sistemi di comunicazione dei nemici. È in qualche modo il più tradizionale dei sistemi indicati dalla TASS e può essere il sistema EW più comunemente utilizzato dalle truppe russe.

Sistemi navali
Prima di discutere questi sistemi, va detto che uno dei maggiori problemi che i progettisti di sistemi d’arma moderni per le navi da guerra affrontano è garantirsi che i sistemi elettronici delle varie armi di una nave da guerra si completino a vicenda e non interferiscano. Dato che i sistemi sono sempre più complessi e più potenti, ciò diventa una sfida crescente data la vicinanza dei vari sistemi elettronici e d’arma su una nave da guerra. Quasi certamente il problema d’assicurare la compatibilità dei vari sistemi elettronici e d’arma ha ritardato l’entrata in servizio della nuova fregata Admiral Gorshkov. Ciò che si sa delle navi da guerra di superficie russe suggerisce che abbiano vari sistemi EW estesi e completi. L’articolo della TASS tuttavia fornisce poche informazioni, limitandosi a soli due sistemi, suggerendo che il livello di classificazione dei sistemi navali EW russi è molto elevato.
1) TK-25E, destinato alle grandi navi da guerra, secondo la TASS, “Il TK-25E genera interferenze a impulsi utilizzando copie digitali di segnali delle navi da guerra di tutte le classi. Il sistema può analizzare simultaneamente 256 obiettivi e fornire protezione efficace alla nave da guerra”.
2) MP-40E, sembra il sistema equivalente per le navi da guerra più piccole. La descrizione della TASS suggerisce che operi in modo diverso e più limitato, “È in grado d’individuare, analizzare e classificare le emissioni di mezzi radio-elettronici e del loro vettore per grado di minaccia e sopprimere elettronicamente tutti i sistemi di ricognizione e d’arma moderni e avanzati del nemico”.
Negli anni ’80, un ufficiale dell’esercito inglese mi disse che i sistemi EW sovietici potevano ridurre le comunicazioni nei campi di battaglia moderni al livello della guerra del 1914-1918 e che la NATO era completamente impreparata su questa minaccia. Presunsi che esagerasse, ma i russi senza dubbio prendono seriamente la guerra elettronica e sembra esserci consenso generale sul fatto che abbiano un largo vantaggio sull’occidente in questo settore. Infatti l’articolo della TASS dice, “Secondo il comandante della forza da guerra elettronica della Russia, Maggiore-Generale Jurij Lastochkin, la tecnologia militare moderna russa supera quella dei rivali occidentali su varie caratteristiche, tra cui il raggio operativo. Ciò grazie all’uso di trasmettitori più potenti e antenne più efficaci”. Ovviamente, in un momento di tensione internazionale acuta, con gli USA che attaccano con missili la Siria e minacciano la Corea democratica, qualcuno a Mosca ha deciso che è giunto il momento di far ricordare agli Stati Uniti questo fatto.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Parata nordcoreana con sorpresa per Trump

Alessandro Lattanzio, 15/4/2017La Corea democratica festeggiava il 105.mo anniversario della nascita del fondatore Kim Il Sung, o “Giorno del Sole”, il 15 aprile, con un’enorme parata militare a Pyongyang, dove sfilavano per la prima volta nuovi sistemi missilistici, tra cui missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e missili balistici intercontinentali (ICBM). Gli SLBM erano i KN15 (Paekuksong-2), definiti anche missili balistici a medio-lungo raggio, destinati ad essere dotati probabilmente di testate nucleari, mente gli ICBM comprendevano i già noti KN-08 e KN-14, e un nuovo inedito missile balistico intercontinentale, molto simile al russo Topol. Choe Ryong Hae, numero due della Repubblica Popolare Democratica di Corea, nel discorso ai soldati prima della sfilata accusava Donald Trump di “creare una situazione di guerra” nella penisola coreana, promettendo che “Risponderemo a una guerra totale con una guerra a tutto campo e una guerra nucleare con un nostro tipo di attacco nucleare”. Inoltre, nei video della sfilata appariva sul palco Kim Won Hong, il capo dell’intelligence della Corea democratica che, secondo la CIA e i servizi segreti della Corea del Sud, sarebbe stato rimosso.

KN11

I nuovi missili svelati alla parata militare di Pyongyang impressionavano gli esperti. Vladimir Khrustalev, specialista del programma nucleare e missilistico della Corea democratica, esprimeva le sue impressioni. Prima di tutto menzionava i nuovi missili antinave (KN09), la cui esistenza fu confermata nel 2015. I sistemi renderanno la difesa costiera della Corea democratica molto efficace. Un’altra novità era un missile balistico derivato dall’R-17 Elbrus sovietico. “Nelle foto pubblicate ho visto gli elementi aerodinamici della testata. E’ difficile dire se sia guidato o meno. In ogni caso, è chiaro che questi elementi siano destinati ad aumentare la precisione del tiro e a neutralizzare le difese antimissile“. Notava inoltre come le piattaforme di lancio fossero cingolati, come nel caso del missile KN11. “Oltre a considerazioni di ordine pratico, i nordcoreani preferiscono i cingolati perché la Corea democratica è in grado di produrli e, in questo senso la dipendenza dalle importazioni è minima. Così possono aumentare le rampe di lancio nonostante i vari embarghi”. Un altro missile, la cui ogiva e ad altri aspetti richiamano il missile intercontinentale KN08, anche se montato su un autoveicolo di lancio dal passo più corto. Questo missile avrebbe una gittata di circa 14000 km, sufficiente a colpire qualsiasi punto degli Stati Uniti dalla Corea democratica. Gli altri missili balistici intercontinentali potevano essere dei KN14, altro missile capace di raggiungere il continente americano. Gli autocarri che trasportavano i contenitori per questi missili si basano su quelli cinesi venduti al Ministero delle Foreste della Corea democratica e mai esibiti nelle precedenti parate militari. “La sensazione principale è che questi sono i due ultimi modelli di missili balistici. Il primo è ovviamente in un contenitore trasportare-lanciatore montato su un semirimorchio, come le prime versioni dei missili cinesi DF-21 e DF-31. Il secondo è sempre in un contenitore per il trasporto e il lancio montato su un potente autocarro a più assi, a quanto pare dello stesso modello utilizzato per trasportare i missili KN08 e KN14. A prima vista, assomiglia ai missili sovietici SS-25 o cinesi DF-31 e DF-41. I nordcoreani hanno una buona probabilità di aver successo in questi programmi“.

KN15

Il portavoce del ministero della Difesa nazionale della Corea del Sud si rifiutava di commentare l’esibizione delle forze militari di Pyongyang, mentre l’esperto di armamenti della Corea democratica dell’Istituto di Studi Internazionali Middlebury di Monterey, Dave Schmerler, affermava che il nuovo materiale sembrava essere molto più avanzato di quanto previsto, “Siamo totalmente spiazzati in questo momento. Non mi aspettavo di vedere tanti nuovi progetti missilistici”. Tali nuovi missili possono aumentare le opzioni di Pyongyang nel costituire una forza di ICBM in grado di colpire gli Stati Uniti con testate nucleari, come il leader nordcoreano Kim Jong Un indicò a gennaio. Secondo Melissa Hanham, esperta del James Martin Center for Nonproliferation Studies della California, i nordcoreani “Indicano i loro progressi nello sviluppo dei missili a combustibile solido”, che a differenza di quelli a combustibile liquido, possono essere lanciati più velocemente, evitando il rilevamento dai satelliti-spia nemici. Gli analisti lavorano per identificare i nuovi missili esibiti nella parata, come già indicato, un nuovo missile a lunga gittata e i due nuovi tipi di veicoli lanciatori per missili mai visti prima, e che ospiterebbero missili più grandi di quanto mai mostrato pubblicamente, “Hanno nuovi carri armati e sistemi lanciarazzi di produzione nazionale, e missili a combustibile solido, il che significa che possono lanciarne molti di più e più rapidamente, senza doversi rifornire”.
E’ evidente che la parata militare del 105.mo anniversario della nascita di Kim Il Sung abbia impressionato, e probabilmente scioccato, il Pentagono e gli Stati vassalli degli USA nella regione, tanto che subito dopo si è diffusa la voce, ad opera del Comando del Pacifico degli USA e dello Stato Maggiore sudcoreano, del fallimento del lancio di un ‘missile non identificato’. Una notizia non confermabile diffusa proprio da coloro appena usciti mediaticamente a pezzi dalla sfilata militare nordcoreana, che riduceva a miti consigli proprio il Pentagono. Se non ci fosse stato una test missilistico nordcoreano fallito, andava inventato. E forse le parole di un ufficiale cinese sembrano indicare proprio questo, una manovra di propaganda per ridimensionare il successo nordcoreano e sollevare il morale scosso delle fazioni belluine atlantiste: “Forse gli USA e i loro alleati anche creato interferenze per interrompere il lancio e causarne il fallimento, ma la possibilità di ciò è molto bassa. Se il lancio avveniva in tempo di guerra, gli Stati Uniti avrebbero interrotto o addirittura distrutto immediatamente il sistema di lancio. Ma ora non siamo in guerra, e gli USA devono anche osservare fino a che punto la Corea democratica può arrivare. Gli Stati Uniti preferiscono lasciare che la Corea democratica termini i suoi test, piuttosto che interromperli, in modo da raccogliere informazioni utili monitorandoli, a patto che i missili non puntino su Stati Uniti e alleati“.Difatti, la capitale della Corea del Sud, Seoul, si trova a 40 km dal confine con la Corea democratica, ed è perciò vulnerabile alla risposta da Pyongyang. Sam Gardiner, ex-colonnello dell’Air Force, dichiarava che gli Stati Uniti “non possono proteggere Seoul almeno per le prime 24 ore di guerra, e forse per le prime 48”. E perfino l’ex-presidente degli Stati Uniti Bill Clinton affermava che l’intensità dei combattimenti contro la Corea democratica “sarebbe maggiore a qualsiasi altro il mondo abbia assistito dalla guerra di Corea”. La potenza militare nordcoreana incute timore, perché tutt’altro che finta come pretendono di far credere i vari media di regime e tanti media pseudo-alternativi. L’Esercito Popolare Coreano (KPA) conterebbe 1300000 effettivi, 1700000 riservisti e 5000000 di paramilitari, e disporrebbe di 4200 carri armati, 4200 blindati cingolati e ruotati, 13000 sistemi di artiglieria, di cui 5000 semoventi, e 11000 cannoni contraerei e altrettanti sistemi anticarro, organizzati su 20 corpi d’armata e diverse unità autonome corazzate, meccanizzate e per operazioni speciali. L’industria militare nordcoreana non solo provvede ai componenti di ricambio e alle munizioni, ma produce anche sistemi d’arma complessi come carri armati aggiornati T-55 e T-62 con corazze reattive e nuovi motori e sensori, e progetti originali basati su tecnologia russa e cinese, come i 500 carri armati Pokpung-Ho, dotati di un cannone da 125 mm, e 1000 carri armai Chonma-Ho, versione nazionale del carro armato sovietico T-62. L’industria nordcoreana produce anche i blindati M-2010, versione nazionale del veicolo trasporto truppe corazzato sovietico BTR-80; i veicoli da combattimento M-2009, basati sullo scafo del carro anfibio sovietico PT-85 con torretta del BTR-80, oltre alle versioni nazionali del cingolato cinese Type-63. Seoul e diversi centri industriali sudcoreani rientrano nel raggio dell’artiglieria nordcoreana, che arriverebbe a 100 km. I sistemi d’artiglieria semoventi più potenti sono gli M-1978 Koksan da 170mm, ospitati in caverne e tunnel assieme a depositi e centri logistici. Vi si aggiungono i sistemi lanciarazzi multipli M-1985 e M-1991 da 240mm, con gittata di 60 km, e KN09 da 300mm con gittata di 100 km. Il KPA dispone di diversi reparti speciali per le operazioni d’infiltrazione via terra, sottoterra, mare e aria e per le operazioni di sabotaggio e guerriglia nelle retrovie nemiche, violando la Zona Smilitarizzata del 38° Parallelo. Circa 200000 sono gli operatori delle forze speciali aviotrasportate, d’assalto e anfibie del KPA. Tale combinazione di forze, oltre all’arsenale strategico, è ciò che trattiene l’aggressività delle forze statunitensi in Corea del Sud.

KN08

Il 15 aprile è il giorno più importante in Corea democratica, anniversario della nascita di Kim Il Sung. Ma già due giorni prima Pyongyang inaugurava un quartiere con 40 grattacieli, “Ryomyong Street è un risultato che la RPDC vuole promuovere sul fronte economico“, dichiarava un funzionario di Seoul. Durante la parata, Pyongyang invitava Washington a finirla con la sua “isteria militare” e a riprendere “sensi”. L’11 aprile, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump chiedeva, in una conversazione telefonica con il Presidente cinese Xi Jinping, di far sapere a Pyongyang che il governo degli Stati Uniti dispone non solo di portaerei ma anche di sottomarini nucleari. Quindi la sfilata avveniva tra gli ammonimenti degli USA, che inviavano un gruppo d’attacco con portaerei al largo della penisola coreana, mentre il presidente Trump minacciava che se la Cina non faceva pressione sulla Corea democratica, gli Stati Uniti avrebbero agito da soli. Se i funzionari dell’amministrazione Trump non escludevano azioni, quelli del Pentagono, tuttavia, negavano di essere pronti a lanciare un attacco se la Corea democratica fosse stata in procinto di condurre un test nucleare.Fonti:
Global Times
RID
RussiaToday
SCMP
Sputnik
Washington Post
WSJ

L’assistente di Tillerson dirige la cyberguerra contro la Russia

John Helmer, Mosca, 13 aprile 2017

Rex Tillerson e Margaret Peterlin

Quando il Segretario di Stato degli USA Rex Tillerson diceva ai russi e alla stampa di Stato USA di non influenzare la politica statunitense, seduta accanto a lui vi era l’ex-ufficiale dell’intelligence dell’US Navy ed avvocatessa Margaret Peterlin, il cui lavoro negli ultimi due anni era gestire una società di Boston specializzata nella guerra informatica, come i programmi informatici degli Stati Uniti per imitare gli hacker stranieri e convincerci che gli obiettivi venivano attaccati dai russi. Peterlin è stata anche consulente di Donald Trump durante la transizione presidenziale. I suoi obiettivi includevano Hillary Clinton e la sua organizzazione elettorale. Peterlin è nata in Alabama, e per la maggior parte della sua carriera ha lavorato al sud. La sua nomina al dipartimento di Stato, come capo dello staff di Tillerson, attualmente manca dal sito web del dipartimento. La nomina di Peterlin presso l’ufficio di Tillerson fu annunciata più autorevolmente dal Washington Post il 12 febbraio dove le credenziali nel Partito Repubblicano del Texas furono riportate in dettaglio, ma non la sua esperienza nella guerra informatica ed elettronica. “Peterlin ha una ricca esperienza nel governo e nell’industria privata. Dopo il servizio come ufficiale di Marina si è laureata presso la Law School dell’University of Chicago e fu eletta alla Corte d’Appello del 5° Circuito (Texas e Louisiana). Ha poi continuato a lavorare per il capogruppo della maggioranza al Congresso Dick Armey (repubblicano, Texas), pochi giorni prima degli attacchi dell’11 settembre. In seguito, negoziò e redasse normative fondamentali sulla sicurezza nazionale, tra cui l’autorizzazione all’uso della forza in Afghanistan, il Patriot Act e la normativa che istituiva il dipartimento della Sicurezza Interna. “È molto sostanziosa e faziosa. Non è necessariamente una politica”, dice Brian Gunderson, capo dello staff al dipartimento di Stato di Condoleezza Rice, che lavorò con Peterlin al Congresso (ufficio di Armey). “Dopo un periodo da consulente legislativa e consigliere per la sicurezza nazionale per l’allora presidente della Camera Dennis Hastert, Peterlin passò al dipartimento del Commercio, dove fu funzionaria del 2.nd Patent and Trademark Office”. La nomina di Peterlin innescò una causa con un gruppo di avvocati specializzati in brevetti e di investitori verso il segretario del Commercio. Il 23 luglio 2007, due mesi dopo che Peterlin prestò giuramento, le carte depositate presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti nel Distretto di Columbia, indicavano che la nomina di Peterlin violava la legge sui brevetti del 1999 che richiede a direttore e vicedirettore dell’Ufficio Brevetti di avere “esperienza e background professionali nel diritto di marchi e brevetti”. Peterlin, in carica, “mancava dell’esperienza professionale richiesta” e la corte ordinò di sostituirla con “chi soddisfa tali requisiti”. Sei mesi dopo, nel dicembre 2007, il giudice James Robertson respinse il caso con parecchi cavilli. La mancanza di professionalità e presunta incompetenza di Peterlin non furono provati in tribunale. Ma Peterlin non durò a lungo e lasciò nel 2008.
Le pubblicazioni di Peterlin riguardano computer e sorveglianza internet, intercettazione e spionaggio. Iniziò con un saggio del 1999 dal titolo “Il diritto nei conflitti dell’informazione: la sicurezza nazionale nel cyberspazio”. Nel dicembre 2001, con due co-autori pubblicò un documento per la Federalist Society di Washington dal titolo “L’USA Patriot Act e la condivisione delle informazioni tra comunità dell’intelligence e forze dell’ordine”, che può essere letto qui. Peterlin ha sostenuto “la necessità immutabile di una maggiore condivisione delle informazioni, visto che gli Stati Uniti non hanno più il lusso di semplicemente separare forze dell’ordine e agenzie d’intelligence. La separazione è un rischio per la sicurezza”, e concludeva: “Chi sorveglia può anche importare, ma le condizioni della performance sono d’importanza cruciale… al centro dell’attenzione dovrebbe roessere principalmente le tecniche con cui l’intelligence viene raccolta a livello nazionale e non se gli altri membri della comunità d’intelligence siano autorizzati a visualizzare le informazioni raccolte a seguito di tali operazioni”. Dopo aver lasciato il Patent and Trademark Office nel 2008, Peterlin divenne una dipendente delle imprese della famiglia Mars con la qualifica di “technology strategy officer” per sei anni, prima di mettersi in affari da sé con una società di consulenza chiamata Profectus Global Corporation. Non v’è alcuna traccia di tale ente su internet; sembra estranea a enti dal nome simile in Ungheria e Australia. Peterlin poi entrò nel XLP Capital di Boston nel novembre 2015. La nomina di Peterlin ad amministratrice delegata della società, secondo il comunicato stampa di XLP, rivela che quando era in Marina era specialista in comunicazioni informatiche. Fu distaccata dalla Marina alla Casa Bianca come “assistente sociale” dell’US Navy, quando Hillary Clinton era First Lady. XLP non menzionò che quando fu assunta era anche membro della direzione dei Draper Labs, il progettista del Massachusetts, tra le tante cose, dei sistemi di guida dei missili e delle armi informatiche per combatterli. Secondo XLP, uno dei punti di forza di Peterlin è “una vasta esperienza sul diritto amministrativo così come sulle operazioni in profondità delle agenzie federali, come dipartimenti della Sicurezza Interna, Giustizia, Difesa e Salute e Servizi Umani”. Per operazioni in profondità leggasi guerra informatica. Prima che Peterlin venisse assunta da Tillerson due mesi fa, il suo datore di lavoro al XLP Capital era Matthew Stack.
Nel suo curriculum internet Stack dice di esser “un hacker e criptanalista, che ha scritto e consigliato sulla politica statale verso la cyber-guerra, e sull’agilità nel combattere secondo strategia. Fu riconosciuto nel 2009 dalla metaltech come uno dei 10 hacker più influenti”. Prima che Stack venisse indotto a ridurre il proprio orgoglio pubblico su questi successi, ecco come appariva la schermata del sito:Alla Lambda Prime, Stack rivendica due piani di guerra cibernetici del 2013, il pratico “Come militarizzare le macchine virtuali con i nodi eterogenei su fronti offensivi imprevedibili e agili” e teorico, “Clausewitz, una teoria moderna della grande strategia per le forze militari informatiche e il ruolo delle tattiche di guerriglia informatica”. L’anno successivo Stack ospitò il suo primo “Hackathon annuale”, “Gli hacker giunsero da tutti gli Stati Uniti ospiti di una magione di 27 acri, che funge da sede centrale di Lambda Prime”. Sui social media Stack rivelava il suo coinvolgimento nelle operazioni di hackeraggio a Kiev, ed anche da quale parte stesse. “Nubi minacciose pendono sulla piazza centrale di Kiev, come la Russia sui suoi vicini Stati slavi post-sovietici”, come Stack mise su instagram per i suoi seguaci. “Il Paese può essere un pasticcio, ma Kiev ha l’internet più veloce che abbia mai cronometrato, ora so perché così tanti hacker vivono a Kiev. Grazie alla mia incredibile guida @ m.verbulya”. Stack, che iniziò con i soldi di famiglia l’azienda Family Office Stack, diversificando gli investimenti di ingegneria e tecnologia informatica, ha dieci anni meno di Peterlin. Entrambi hanno lavorato sulle cyberarmi per le agenzie governative degli Stati Uniti. Secondo Wikileaks sul file “Vault 7” della CIA, tali armi sono offensive, sviluppate per i dispositivi remoti della CIA; “i file svelano le operazioni Umbrage della CIA dal 2012 al 2016, raccogliendo e conservando una biblioteca sostanziale delle tecniche di attacco ‘rubate’ dai malware prodotti in altri Stati, tra cui la Federazione Russa. Con il piano Umbrage e affini la CIA può aumentare il numero di tipi di attacco, ma anche deviarne l’attribuzione lasciando le “impronte digitali” dei gruppi a cui le tecniche di attacco furono rubate. I componenti Umbrage coprono keylogger, password, webcam, distruzione dei dati, persistenza, privilegio di escalation, steatlh, anti-virus (PSP) e tecniche di elusione e indagine”. Alcuni dei componenti di Umbrage risalgono al 2012; la maggior parte al 2014. Un memorandum del 19 giugno 2013 rivela uno dei gestori Umbrage dire agli altri: “Per quanto riguarda l’organizzazione Stash, vi consiglio di creare un maggiore ‘progetto Umbrage’ e quindi creare un deposito separato all’interno del progetto per ogni componente. Poi c’è un punto centrale sul sito per ‘tutte le cose di Umbrage’”. Le segnalazioni sulle applicazioni di Umbrage non concludono se gli agenti del governo degli Stati Uniti l’hanno usato come “fabbrica per le operazioni di hacking sotto falsa bandiera” per le intrusioni nella campagna elettorale degli Stati Uniti poi attribuite ad informatici russi, accusa ripresa da Tillerson alla conferenza stampa di Mosca. Per tale storia, leggasi questo.
Secondo un altro rapporto, “sarebbe possibile lasciare tali impronte digitali se la CIA riutilizzasse il codice sporgente unico di altri attori per coinvolgerli intenzionalmente nell’hackeraggio della CIA, ma i documenti della CIA resi pubblici non lo dicono. Al contrario, indicano che il gruppo Umbrage facesse qualcosa di molto meno nefasto”. Tillerson affermò di “distinguere quando gli strumenti informatici sono utilizzati per interferire con le decisioni interne tra i Paesi al momento delle elezioni. Questo è un uso degli strumenti informatici. Gli strumenti informatici per interrompere i programmi bellici sono un altro uso degli strumenti”. Con Peterlin al suo fianco durante gli incontri con Lavrov e Putin, Tillerson sapeva che non c’è distinzione nelle operazioni informatiche degli Stati Uniti contro la Russia. Che Tillerson sappia o meno anche che Peterlin ha passato gran parte della carriera partecipando a tali operazioni, l’operazione Umbrage della CIA fu usata per fabbricare la pirateria russa nelle elezioni statunitensi. Peterlin sa esattamente come farla e presso dove, CIA, Pentagono ed altre agenzie. Peterlin ha anche redatto il memorandum su come gli statunitensi possano attuarle legalmente. E per gente come Stack è qualcosa di cui vantarsi.
I dati pubblici di Peterlin e Stack sono due ragioni per cui niente di tutto ciò sia un segreto per i servizi russi. Questo è un altro motivo per cui ieri a Mosca Lavrov non guardava Tillerson durante la conferenza stampa, e perché Putin si era rifiutato di farsi fotografare con lui.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cina, Giappone e Corea del Sud devono contenere l’approccio degli USA sulla Corea democratica

Ri Chol-Kuk, Chika Mori e Lee Jay Walker, Modern Tokyo Times, 13 aprile 2017

La leadership della Corea democratica è imprevedibile sul rischio calcolato internazionale e sembra un incubo geopolitico. Eppure, a differenza degli USA che spesso bombardano o invadono nazioni sovrane, la Corea democratica non minaccia guerre regionali se non preoccupandosi di sé nella penisola coreana. Infatti, mentre Corea democratica e Corea del Sud sono ostili, e le forze armate statunitensi sono sul territorio della Corea del Sud, solo schermaglie minori si sono verificate dalla fine della guerra di Corea. Le popolazioni di nordest della Cina, Giappone, Corea del Sud ed Estremo Oriente della Federazione russa non temono per nulla l’invasione dalla Corea democratica. Ciò grazie alla comprensione delle nazioni regionali delle peculiarità della Corea democratica. Tuttavia, con l’attuale amministrazione Trump che in politica estera avanza dichiarazioni contraddittorie e la natura chiaramente aggressiva di certi individui, l’allarme risuona nella regione. E’ altrettanto essenziale che il governo giapponese del primo ministro Shinzo Abe non giochi la carta nazionalista. Allo stesso modo, Abe non dovrebbe aver fede nell’inesperta amministrazione Trump che crede di poter agire da sola. Dopo tutto, se gli USA attaccassero la Corea democratica, la probabilità di rappresaglia contro la Corea del Sud, e forse il Giappone, è possibile. Recentemente gli USA hanno deciso di reindirizzare le proprie forze navali verso la penisola coreana. Di qui, la portaerei Carl Vinson, tre cacciatorpediniere lanciamissili guidati, caccia e altri mezzi si dirigono verso la regione, alzando la posta contro la Corea democratica. In effetti, può essere che il bombardamento della Siria faccia parte della tattica dell’amministrazione Trump per fare pressione sulla Corea democratica. Il New York Times riporta, “In un incontro al resort di Mar-a-Lago in Florida, Trump ha dichiarato al Presidente Xi Jinping della Cina l’allarme sulla crescente minaccia posta dalla Corea democratica che avanza il programma sulle armi nucleari. Alla domanda sul perché le navi della Marina venivano reindirizzate verso la penisola coreana, il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente, tenente-generale HR McMaster, diceva che era un necessario passo ‘prudente’”. E’ imperativo che la Cina prema su Giappone e Corea del Sud per non infiammare la situazione. Invece, le élite politiche a Pechino cercano di fare pressione economica e politica sulla Corea democratica se continua a concentrarsi sulle armi di distruzione di massa. Tuttavia, il timore è che il Giappone di Abe creda che nuovi potenziali anti-Corea democratica esistano grazie ai falchi geopolitici dell’amministrazione Trump. Altrettanto preoccupante, la Corea del Sud affronta molti problemi interni dovuti allo scandalo sulla corruzione che la scuote. Pertanto, si spera che Giappone e Corea del Sud vedano la follia nell’antagonizzare la Corea democratica incoraggiando i falchi dell’amministrazione Trump.
Il dialogo politico è necessario nella penisola coreana e non le teste calde da ogni parte. Naturalmente, la Corea democratica deve capire che la nuova crisi è dovuta alla modernizzazione delle sue armi di distruzione di massa. Nonostante gli aspetti negativi diffusi dalla Corea democratica, e le troppe menzioni, in passato il rischio calcolato era la realtà. Tuttavia, l’ingenuo falco dell’amministrazione Trump, al contrario di ciò che ha promesso, potrebbe facilmente destabilizzare la situazione. Conviene all’amministrazione Trump minacciare la Corea democratica, ma la realtà è che i cittadini di Corea del Sud e Giappone si troveranno ad affrontare il peso di tale follia. Data tale realtà, le élite politiche di Cina, Giappone e Corea del Sud dovrebbero concentrarsi su una nuova strategia basata su “colloqui sostanziali”, con Pechino dal ruolo chiave. In altre parole, i falchi di USA e Corea democratica, ed Abe che deve mettere il popolo del Giappone davanti a tutto, invece di ogni forma di nazionalismo, devono essere contenuti dal pragmatismo di Cina, Corea del Sud e Giappone.

Trump offre alla Cina incentivi economici se fa pressione sulla Corea democratica
Sawako Uchida e Lee Jay Walker, Modern Tokyo Times, 11 aprile 2017

Sembra che il presidente Donald Trump offra incentivi economici alla Cina per aiutarlo sulla “questione della Corea democratica”. Tuttavia, Trump sembra allontanarsi dalla promessa di affrontare le nazioni che ritiene manipolare il commercio con gli USA. In altre parole, nel giro di pochi giorni, la nuova amministrazione Trump si concentra sempre più sulla politica estera. Nonostante gli incentivi economici, la Cina si concentra su un approccio a “doppio binario” nel fare pressione sulla Corea democratica affinché sospenda le proprie attività missilistiche e nucleari. Allo stesso tempo, la Cina chiede a USA e Corea del Sud di sospendere le esercitazioni militari che fanno infuriare la Corea democratica. Hua Chunying, portavoce del Ministero degli Esteri di Cina ha detto, “la Cina ha prestato molta attenzione allo sviluppo della situazione nella penisola coreana. Nelle attuali circostanze, pensiamo che tutte le parti dovrebbero dar prova di moderazione e non intraprendere azioni che possano intensificare le tensioni regionali”. Tuttavia, Trump sembra collegare le politiche commerciali favorevoli con la Cina a una sua pressione sulla Corea democratica. Trump sui social media ha detto, “ho spiegato al Presidente della Cina che un accordo commerciale con gli Stati Uniti sarà assai migliore per loro se risolvono il problema della Corea democratica!” Non a caso, tale approccio ha portato Trump ad essere rimproverato da entrambi i lati dello spettro politico. Dopo tutto, Trump prima di essere eletto aveva detto alle “masse americane abbandonate” che avrebbe messo prima di tutto l’America. Ciò vale per gli accordi commerciali equi con nazioni come Cina, Giappone e Messico, che Trump sosteneva abusassero del commercio e manipolassero le valute (Cina e Giappone). Charles Schumer, senatore democratico aperto a Trump e ai suoi obiettivi di lotta agli abusi commerciali da parte della Cina, non è tanto colpito da tale dietro-front. Schumer ha espresso l’importanza per Trump di restare fedele ai suoi impegni elettorali nell’affrontare il governo cinese su commercio e manipolazione della valuta. Schumer ha detto ai media, “Penso che ciò che dice sia, se sono duro sulla Corea democratica, sarà più facile sul commercio… Chiedete al popolo americano se gli piace l’accordo. Non gli piacerà”.
Trump aveva anche detto alla Cina che, “la Corea democratica cerca guai. Se la Cina decide di aiutarci, sarebbe grande… In caso contrario, risolveremo il problema senza di loro!” Tuttavia, è essenziale che Cina, Giappone e Corea del Sud riducano le tensioni nella penisola coreana e questo vale anche per i falchi dell’amministrazione Trump e per l’espansione nucleare e missilistica della Corea democratica. In realtà, non va bene che gli USA agiscano da soli nella penisola coreana perché qualsiasi ritorsione dalla Corea democratica molto probabilmente colpirebbe i popoli di Corea del Sud e Giappone. Le recenti azioni dell’amministrazione Trump in Siria, alzando la posta verso la Federazione Russa, e la crescente aggressività sulla Corea democratica, sono di cattivo augurio per Trump, perché non è stato eletto per questi motivi. Trump ha promesso un approccio non interventista e di aiutare i lavoratori statunitensi contro accordi commerciali internazionali scorrette. Ora, improvvisamente, l’interventismo cresce nella sua amministrazione. Altrettanto allarmante, Trump suggerisce di rinnegare il rigore verso la Cina se aiuta gli USA nei loro obiettivi in politica estera nei confronti della Corea democratica. Pertanto, importanti questioni economiche diventano secondarie perché Trump è ormai sempre più volto all’approccio interventista.

L’incrociatore lanciamissili russo Varjag arriva in Corea prima degli statunitensi
RG, 12 aprile 2017 – Fort Russ

L’ammiraglia della Flotta del Pacifico, l’incrociatore lanciamissili Varjag, arrivava nel porto di Busan in Corea del Sud prima della portaerei statunitense Carl Vinson, improvvisamente dirottata verso la Corea dalla rotta per l’Australia. L’arrivo delle navi russe veniva annunciato dalla marina coreana. L’incrociatore Varjag e la petroliera Pechenga arrivavano a Busan per una visita in vista di una serie di esercitazioni congiunte tra Marine russa e sudcoreana, e per discutere i piani per un’ulteriore cooperazione. Le navi rimarranno a Busan fino al 14 aprile, per poi continuare il viaggio oceanico verso sette porti stranieri. L’obiettivo principale della visita è mostrare la bandiera di S. Andrea nell’Asia-Pacifico, veniva spiegato presso il comando della Flotta del Pacifico. A gennaio Busan fu visitata dal grande nave antisommergibile della Flotta del Pacifico Admiral Tributs e dalla petroliera Boris Butoma. Il 9 aprile la portaerei nucleare Carl Vinson riceveva a Singapore l’ordine di annullare la prevista visita in Australia e dirigersi con urgenza nel nord del Pacifico, verso la penisola coreana. Il Pentagono ha spiegato il cambiamento di programma con la necessità di una dimostrazione di forza dopo i test missilistici della Corea democratica.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora