Orange Mint

Orange Mint (Tsukimonogatari Opening) by Saori Hayami

 

Annunci

Kogarashi Sentiment

Kogarashi Sentiment (Koimonogatari Opening) by Hitagi Senjougahara (Chiwa Saito) and Deishu Kaiki (Shinichiro Miki)

Perfect Slumbers

Perfect Slumbers – Nekomonogatari: Kuro Opening by Yui Horie

Dolores O’Riordan ci ha lasciato per il regno degli Elfi

Patrice-Hans Perrier, 18 gennaio 2018La musa elfica è passata dall’altra parte del muro del suono. Dolores O’Riordan, piccola cantante dei Cranberries, non seguiva la corrente da quando cantò il genocidio perpetrato dalle truppe della Corona inglese nella sua nativa Irlanda. Gli zombi delle forze speciali della perfida Albione massacrarono ripetutamente i figli della verde Éirinn, la mitica Irlanda da cui proviene una grande percentuale di quebecois. Praticando un folk-rock combattivo, Dolores non ha mai negato il suo cattolicesimo abbracciando una qualche forma di teologia della liberazione. Ha solo testimoniato la devastazione della molto cattolica Irlanda da parte degli zombi:
È la stessa vecchia storia dal 1916
Nella tua testa, nella tua testa sono sempre pronti ad attaccare,
Con i loro carri armati e le loro bombe,
E le loro bombe e le loro mitragliatrici
Nella tua testa, nella tua testa, stanno morendo...”

I bardi non staranno mai zitti
Come noi, i francesi d’America, gli irlandesi furono l’obiettivo di un vero genocidio organizzato dai suprematisti inglesi che non abbassarono mai la guardia contro le forze insurrezionali dei bardi e druidi della diaspora celtica. Fu durante la settimana di Pasqua del 1916 che una fazione armata dei repubblicani irlandesi tentò di tutto per spezzare l’abbraccio del Regno delle logge nere. Organizzata dalla Fratellanza repubblicana irlandese, la ribellione del 1916 fu selvaggiamente schiacciata dalle truppe di Sua Maestà che presero tremila prigionieri, di cui duemila imprigionati nei campi di concentramento in Gran Bretagna. Va ricordato che i campi di concentramento sono un’invenzione inglese che ispirò altri movimenti suprematisti che non nascosero mai il desiderio di eliminare nazioni o popoli che ostacolano i loro piani totalitari. Persino l’artiglieria pesante fu usata per bombardare le posizioni dei patrioti irlandesi trinceratisi a Dublino. Battendo la ribellione, le forze inglesi stabilirono un vero regime di apartheid in Irlanda, confinando gli irlandesi nella posizione di cani affamati per più di mezzo secolo.

Celtitudine e Cristianità si intrecciano con grazia
Dolores la Passionaria delle brughiere verdi urlò la sua confusione girando sul palco, aerea e quasi funambolica, mai stucchevole… intrigante, come il famoso intreccio irlandese che adorna le miniature dei manoscritti dei primi monasteri d’Europa, nelle sue canzoni dai temi diversi come la salvezza dell’anima, le vaste distese o la liberazione del popolo irlandese. Quasi un’atleta di Cristo, per parafrasare San Paolo nella prima lettera ai Corinzi. Una vera mistica, Dolores O’Riordan implorò il Signore di “darle castità, santità, presenza mentale” saltando sul palcoscenico come una cerbiatta che nulla fermava. La scena rock, ma dei veri cristiani, non beati asini, ha appena perso un’artista di rara sensibilità che non avrebbe mai rinnegato le sue radici celtiche, quelle precedenti l’arrivo di San Colombano e dei primi missionari nell’Éirinn. E, Quebec, terra di leggendari bardi, piange amaramente questa piccola campanellino che ci ha ricordato con le sue canzoni che la sopravvivenza di un popolo non può essere separata da quella della sua anima. L’anima rappresenta la continuità tra il qui e l’aldilà, nonostante le vicissitudini di un’esistenza spesso ostacolata dalle forze del male.

Le forze del male
Dolores O’Riordan lottò contro un temperamento bipolare e una sensibilità cutanea che non le dava tregua. Pensiamo al nostro Jean Leloup, costretto a medicare la sua geniale pazzia, capace di trasformare il vincolo in forza creativa aiutando la musica del Quebec ad uscire dal torpore degli anni 2000. Anche la druidessa del rock lottò contro il male sopportato dal suo popolo per così tanto tempo, dall’inizio dei tempi. Ed è la salvezza dell’anima che rende possibile superare anche le prove che appaiono fatali. Va ascoltata la sua Salvation per vedere quanto Dolores sapeva cosa cantasse:
Tutti voi che seguite le strisce di coca, non fatelo, non fatelo.
Inietta la libertà nella tua anima, è gratis, è gratis“.

La grazia rende liberi
Jean Leloup, testimone del proprio bipolarismo, insisté sul fatto che “la persona perde facilmente il filo delle idee e ha difficoltà nella società, perché particolarmente distratta. Può cambiare argomento costantemente ed è impossibile avervi una conversazione”. È proprio tale instabilità che sembra essere stata il detonatore che permise alla cantante dei Cranberries di riuscire ad intrecciare una così grande complicità col pubblico nelle sue esibizioni sul palco. Come se il suo pubblico gli permettesse di concentrare finalmente l’attenzione nel contesto degli spettacoli che potrebbero essere paragonati a vere trance catartiche. Inoltre, è proprio attraverso la catarsi che possiamo lasciare il nostro involucro carnale nel tempo di una preghiera o di un lampo, potendo usare le nostre forze vitali per sfuggire alla gravità… in alcuni momenti di grazia. Piena di grazia, Dolores O’Riordan attraversò la scena rock come una magnifica bestia braccata dalle forze del male disarmate al traguardo. Ci lascia, soli, con la nostra coscienza e i nostri legittimi desideri di liberazione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Il ruolo degli “intellettuali di sinistra” imperialisti

Prof. Michel Chossudovsky, Mondialisation, 13 gennaio 2018Ciò a cui assistiamo in Nord America ed Europa occidentale è la falsa militanza sociale, controllata e finanziata dalla dirigenza aziendale. Tale manipolazione impedisce la formazione di un vero movimento di massa contro guerra, razzismo ed ingiustizia sociale. Il movimento contro la guerra è morto. La guerra imposta alla Siria è descritta “guerra civile”. Anche la guerra allo Yemen è descritta guerra civile. Mentre l’Arabia Saudita continua a bombardare, il ruolo insidioso degli Stati Uniti viene banalizzato o semplicemente ignorato. “Dato che gli Stati Uniti non sono direttamente coinvolti, non vediamo la necessità di lanciare una campagna contro la guerra“. La guerra e il neoliberismo non sono più al centro della militanza della società civile. Finanziato da enti di beneficenza aziendali, attraverso una rete di organizzazioni non governative, l’attivismo sociale è frammentato. Non esiste un movimento integrato anti-globalizzazione e anti-guerra. La crisi economica non è percepita come legata alle guerre degli Stati Uniti. Il dissenso è compartimentato. I movimenti di protesta “incentrati su particolari questioni” (ad es. ambiente, anti-globalizzazione, pace, diritti delle donne, LGBT) sono incoraggiati e generosamente finanziati, a scapito di un movimento di massa omogeneo contro il capitalismo globale. Tale mosaico era già una realtà nei summit G-7 e dei Popoli negli anni ’90, così come nel primo World Social Forum del 2000, che raramente adottò un atteggiamento anti-guerra inequivocabile. Gli eventi organizzati dalle ONG e generosamente finanziati da fondazioni imprenditoriali hanno lo scopo tacito di creare profonde divisioni nella società occidentale per mantenere l’ordine sociale esistente e l’agenda militare.

Siria
Il ruolo dei cosiddetti intellettuali “progressisti” che parlano a favore del programma militare statunitense e della NATO va sottolineato. Non c’è niente di nuovo. Segmenti del movimento contro la guerra che si oppose all’invasione dell’Iraq nel 2003 tacitamente appoggiano gli attacchi aerei di Trump contro il “regime di Assad” in Siria, che presumibilmente “massacra il proprio popolo”, uccidendolo con attacchi chimici premeditati. Secondo Trump, “Assad ha tolto la vita a uomini, donne e bambini indifesi“. In un’intervista rilasciata a “Democracy Now” il 5 aprile 2017 (due giorni prima degli attacchi di Trump alla Siria), Noam Chomsky dichiarava di essere a favore del “cambio di regime” suggerendo che l'”eliminazione” negoziata di Bashar al-Assad portasse alla soluzione pacifica. Secondo Chomsky, “Il regime di Assad è immorale, compie atti orribili e pure i russi”. Accuse prive di alcuna prova e documento. Una scusa per coprire i crimini di guerra di Trump? Le vittime dell’imperialismo sono accusate con nonchalance dei crimini dell’imperialismo: “(…) Sa, non possiamo dirgli “vi uccidiamo. Vedete di negoziare”. Non funziona. Ma un processo in cui Bashar al-Assad sia eliminato coi negoziati (con i russi) potrebbe portare a una sorta di sistemazione. L’occidente non l’avrebbe voluto (…) All’epoca pensavano di poter rovesciare Assad, quindi non voleva farlo e la guerra continuò. Avrebbe funzionato? Non lo sapremo mai. Ma si sarebbe potuto provare. Nel frattempo, Qatar ed Arabia Saudita sostengono i jihadisti, che non sono diversi dallo SIIL. Quindi c’è orrore da tutte le parti. Il popolo siriano viene decimato”. (Noam Chomsky su Democracy Now, 5 aprile 2017).
In Gran Bretagna, Tariq Ali, descritto dai media inglesi come il capo del movimento pacifista di sinistra nel Regno Unito dalla guerra del Vietnam, invocava la dipartita del Presidente Bashar al-Assad. Il suo discorso ricorda quello dei guerrafondai di Washington: “Assad deve essere abbattuto, (…) e il popolo siriano fa del suo meglio per farlo (…) Il fatto è che la stragrande maggioranza dei siriani vuole che la famiglia di Assad se ne vada ed è il nocciolo che dobbiamo capire e che Assad dovrebbe capire (…) Ciò che è necessario in Siria è un governo nazionale laico per preparare una nuova costituzione (…) Se il clan di Assad si rifiuta di rinunciare al controllo sul Paese, prima o poi succederà qualcosa di disastroso (…) Il loro futuro si decide e non c’è per loro”. Intervista a RT nel 2012. Tariq Ali, portavoce della coalizione Stop the War, evitò di menzionare che Stati Uniti, NATO ed alleati sono attivamente coinvolti nel reclutamento, addestramento e armamento di un esercito di mercenari terroristi (sopratutto stranieri). Sotto le mentite spoglie del cosiddetto movimento progressista contro la guerra, Ali tacitamente legittima l’intervento militare occidentale sotto la bandiera della “guerra al terrore” e della cosiddetta “responsabilità di proteggere” (R2P). Il fatto che al-Qaida e Stato islamico siano segretamente supportati da Stati Uniti e NATO viene ignorato. Secondo l’autore inglese William Bowles, Tariq Ali è uno dei molti intellettuali di sinistra imperialisti che hanno distorto la militanza contro la guerra nel Nord America e in Europa: “Ciò evidenzia la contraddizione di essere un cosiddetto socialista pur avendo il privilegio di far parte dell’élite intellettuale dell’impero, venendo molto ben pagato per aver detto alla Siria ciò che dovrebbe e non dovrebbe fare. Non vedo alcuna distinzione tra l’arroganza di Ali e quella occidentale, che pretende esattamente la stessa cosa, che Assad deve andarsene!

John Deutch, capo della CIA nel 1995-1996. Amico intimo di Noam Chomsky.

Il movimento contro la guerra di oggi
Il capitalismo globale finanzia l’anticapitalismo. Tale relazione è tanto assurda quanto contraddittoria. Non può esserci alcun significativo movimento contro la guerra quando il dissenso è generosamente finanziato dagli stessi interessi aziendali obiettivo del movimento di protesta. Come McGeorge Bundy, ex-presidente della Fondazione Ford (1966-1979), una volta disse: “Tutto ciò che la fondazione Ford ha fatto va visto come sforzo per rendere il mondo sicuro per il capitalismo“. Molti “intellettuali di sinistra” oggi cercano di “rendere il mondo sicuro” per i guerrafondai. Il movimento contro la guerra di oggi non mette in discussione la legittimità di chi prende di mira. Oggi, i “progressisti” finanziati da grandi fondazioni, con l’approvazione dei media istituzionali, impediscono la formazione di un movimento popolare contro la guerra significativo e nazionale. Un movimento pacifista coerente deve anche opporsi a qualsiasi forma di cooptazione, essendo consapevole che una parte significativa della cosiddetta opinione “progressista” sostiene tacitamente la politica estera degli Stati Uniti, anche gli “interventi umanitari” auspicati da ONU e NATO. Un movimento contro la guerra finanziato da fondazioni aziendali è una causa e non la soluzione. Un movimento pacifista coerente non può essere finanziato dai guerrafondai.

La via da seguire
Ciò che è necessario è creare una rete ampia e popolare che cerchi di sradicare i modelli di autorità e processo decisionale relativi alla guerra. Questa rete va stabilita in tutta la società, le città e i villaggi, nei luoghi di lavoro e nelle parrocchie. Sindacati, associazioni di agricoltori, associazioni professionali e imprenditoriali, associazioni studentesche, associazioni di veterani e gruppi basati sulla fede sarebbero invitati ad unirsi alla struttura organizzativa pacifista. Questo movimento dovrebbe estendersi anche alle forze armate, di fondamentale importanza per infrangere la legittimità della guerra tra i militari. Il primo compito sarebbe neutralizzare la propaganda bellica con un’efficace campagna contro la disinformazione dei media. I media istituzionali sarebbero direttamente presi di mira, il che porterebbe al boicottaggio dei principali media, responsabili della disinformazione via media. Allo stesso tempo, questo sforzo richiederebbe la creazione di un processo per sensibilizzare i concittadini sulla natura della guerra e della crisi economica globale, permettendo anche di “diffondere il messaggio” efficacemente con una rete avanzata, attraverso media alternativi su Internet, ecc. Negli ultimi tempi, i media online indipendenti sono oggetto di manipolazione e censura, con lo scopo preciso di danneggiare l’attivismo pacifista su Internet. La creazione di tale movimento, che minerebbe seriamente la legittimità delle strutture del potere politico, non è un compito facile. Ciò richiederà solidarietà, unità e impegno senza precedenti nella storia del mondo. Rimuoverà anche gli ostacoli politici ed ideologici nella società e parlerà con una sola voce. Infine, sarà necessario deporre i criminali di guerra e processarli.

Jeremy Corbyn e Tariq Alì

Traduzione di Alessandro Lattanzio