Accademici al servizio dell’impero

James Petras, Internationalist 360°, 5 maggio 2018Introduzione
Nell’ultimo mezzo secolo sono stato impegnato in ricerche, ho tenuto conferenze e lavorato con movimenti sociali e governi di sinistra in America Latina. Ho intervistato funzionari e think tank statunitensi a Washington e New York. Ho scritto decine di libri, centinaia di articoli professionali e ho presentato numerosi articoli in occasione di riunioni professionali. Nel corso della mia attività ho scoperto che molti accademici spesso s’impegnano in ciò che i funzionari del governo chiamano “de-briefing”! Gli accademici si incontrano e discutono sul campo di lavoro, sulla raccolta di dati, sui risultati delle ricerche, sulle osservazioni e sui contatti personali durante il pranzo presso l’ambasciata con funzionari del governo degli Stati Uniti o a Washington con funzionari del dipartimento di Stato. I funzionari del governo degli Stati Uniti aspettano con ansia questi “commenti”; l’accademico fornisce un utile accesso alle informazioni che altrimenti non potrebbero ottenere da agenti d’intelligence o collaboratori locali. Non tutti gli informatori accademici sono in ottima posizione od investigatori competenti. Tuttavia, molti forniscono utili informazioni, specialmente sui movimenti di sinistra, partiti e i leader avversari antimperialisti reali o potenziali. I costruttori dell’impero statunitense, sia che svolgano attività politiche o militari, dipendono da informazioni in particolare su chi sostenere e chi sovvertire; chi dovrebbe ricevere supporto diplomatico e chi dovrebbe ricevere risorse finanziarie e militari. Gli accademici interrogati identificano avversari ‘moderati’ e ‘radicali’, così come vulnerabilità personali e politiche. I funzionari sfruttano spesso problemi di salute o bisogni familiari per “trasformare” le sinistre in spie imperialiste. I funzionari degli Stati Uniti sono particolarmente interessati agli accademici ‘gate-keeper’ che escludono critiche all’imperialismo, attivisti, politici e funzionari governativi. A volte, funzionari del dipartimento di Stato degli Stati Uniti dichiarano di essere simpatizzanti ‘progressisti’ che si oppongono ai “neanderthaliani” nelle istituzioni, al fine di avere informazioni privilegiate dagli informatori accademici di sinistra. Il debriefing è una pratica diffusa e coinvolge numerosi accademici provenienti da importanti università e centri di ricerca, così come “attivisti” non governativi e redattori di riviste e pubblicazioni accademiche. Gli accademici che partecipano al debriefing spesso non pubblicizzano i loro rapporti col governo. Molto probabilmente condividono i rapporti con altri informatori accademici. Tutti affermano semplicemente di condividere le ricerche diffondendo informazioni per la “scienza” e per promuovere “valori umani”. Gli informatori accademici giustificano sempre la loro collaborazione fornendo un’immagine chiara e più equilibrata ai “nostri” responsabili politici, ignorando i prevedibili risultati distruttivi che potrebbero derivarne.

Accademico al servizio dell’impero
Gli informatori accademici mai studiano, raccolgono ricerche e pubblicizzano rapporti sulle politiche statunitensi segrete, palesi e clandestine, in difesa delle multinazionali e dell’élite latinoamericana che collaborano coi costruttori dell’impero.

Piantare il “Regime Change” in Venezuela
I funzionari degli Stati Uniti sono desiderosi di conoscere tutti i rapporti sui “movimenti dal basso”: chi sono, quanta influenza hanno, suscettibilità a tangenti, ricatti e inviti dal dipartimento di Stato, da Disneyland o dal Wilson Center di Washington. I funzionari statunitensi finanziano ricerche accademiche su sindacati, movimenti sociali agrari, minoranze femministe ed etniche impegnate nella lotta di classe e attivisti e leader antimperialisti, poiché tutti sono obiettivi della repressione imperiale. I funzionari sono anche appassionati dei rapporti accademici sui cosiddetti collaboratori “moderati” che possono essere finanziati, consigliati e reclutati per difendere l’impero, minare la lotta di classe e dividere i movimenti. Gli informatori accademici sono particolarmente utili nel fornire informazioni personali e politiche su intellettuali, accademici, giornalisti, scrittori e critici di sinistra latinoamericani permettendo ai funzionari statunitensi di isolare, calunniare e boicottare gli antimperialisti, così come gli intellettuali che possono essere reclutati e sedotti con concessioni di fondi e inviti al Kennedy Center di Harvard. Quando i funzionari statunitensi hanno difficoltà a comprendere le complessità e conseguenze dei dibattiti ideologici e divisioni nei partiti o regimi di sinistra, gli informatori accademici d’ex-sinistra, che raccolgono documenti e interviste, forniscono spiegazioni dettagliate e forniscono ai funzionari un quadro politico per sfruttare ed esacerbare divisioni e guidare la repressione, minando gli avversari impegnati nella lotta antimperialista e di classe. Il dipartimento di Stato degli USA lavora a stretto contatto con centri di ricerca e fondazioni nel promuovere riviste che evitino ogni menzione dell’imperialismo e dello sfruttamento della classe dirigente; promuovono “questioni speciali” su politiche di identità “senza classe”, teorizzazioni postmoderne e conflitti etnico-razziali e conciliazioni. In uno studio sulle due principali riviste di scienze politiche e sociologiche, si nota che in cinquanta anni hanno pubblicato meno dello 0,01% sulla lotta di classe e l’imperialismo USA. Gli informatori accademici non hanno mai riferito sui legami del governo degli Stati Uniti con governanti narco-politici. Gli informatori accademici non studiano l’ampia e lunga collaborazione israeliana cogli squadroni della morte in Colombia, Guatemala, Argentina e El Salvador, a causa della lealtà a Tel Aviv e nella maggior parte dei casi perché il dipartimento di Stato non è interessato ai rapporti che espongono alleati e complicità.

Informatori accademici: cosa vogliono e cosa ottengono?
Gli informatori accademici s’impegnano nel debriefing per vari motivi. Alcuni lo fanno semplicemente perché condividono politica ed ideologia dei costruttori imperialisti e sentono che è un loro “dovere” servire. La stragrande maggioranza sono accademici affermati con legami coi centri di ricerca che informano perché ingrassano il loro curriculum vitae, aiutando a garantirsi borse di studio, appuntamenti prestigiosi e premi. Gli accademici progressisti che collaborano hanno un approccio da Giano bifronte; parlano alle conferenze pubbliche di sinistra, in particolare agli studenti. e in privato riferiscono al dipartimento di Stato degli USA. Molti studiosi ritengono di poter influenzare e cambiare la politica del governo. Cercano d’impressionare i funzionari autodichiariati “progressisti” con le loro conoscenze interne su come “trasformare” i critici latini in collaboratori moderati. Inventano innocue categorie e concetti accademici per attirare studenti per l’ulteriore collaborazione coi colleghi imperialisti.

La conseguenza del debriefing accademico
Gli informatori accademici ex di sinistra sono frequentemente citati dai mass media come “esperti” affidabili e competenti per calunniare governi, accademici e critici antimperialisti. Gli accademici di ex-sinistra spingono gli studiosi emergenti dalla prospettiva critica ad adottare critiche ragionevoli “moderate”, a denunciare ed evitare gli “estremisti” antimperialisti e a screditarli come “ideologi polemici”! Gli informatori accademici in Cile hanno aiutato l’ambasciata USA ad identificare i militanti di quartiere poi consegnati alla polizia segreta (DINA) durante la dittatura di Pinochet. Informatori accademici statunitensi in Perù e Brasile hanno fornito all’ambasciata piani di ricerca che identificavano ufficiali nazionalisti e studenti di sinistra successivamente epurati, arrestati e torturati. In Colombia, gli informatori accademici statunitensi furono attivi nel fornire rapporti sui movimenti dei ribelli rurali che portarono a una repressione di massa. Collaboratori accademici fornirono rapporti dettagliati all’ambasciata in Venezuela sui movimenti di base e le divisioni politiche tra il governo chavista e gli ufficiali al comando di truppe. Il dipartimento di Stato degli USA finanziava accademici che lavoravano con organizzazioni non governative che identificano e reclutano giovani della classe media come combattenti di strada, narcogangster e indigenti per impegnarli in violente lotte per rovesciare il governo eletto e paralizzare l’economia. Rapporti accademici sul regime “violento” e “autoritario” servivano da foraggio propagandistico per il dipartimento di Stato ed imporre sanzioni economiche, impoverendo la gente, fomentando il colpo di Stato. Collaboratori accademici statunitensi hanno arruolato i colleghi latini per firmare le petizioni che spingono i regimi di destra nella regione a boicottare Venezuela. Quando gli informatori accademici affrontano le conseguenze distruttive dell’imperialismo, sostengono che non era loro “intenzione”; che non erano i loro contatti col dipartimento di Stato a portare avanti le politiche regressive. La più cinica affermazione è che il governo avrebbe fatto il lavoro sporco a prescindere dal debriefing.

Conclusione
Ciò che è chiaro in quasi tutte le esperienze note è che i de-briefing degli informatori accademici rafforzano gli imperialisti e completano il lavoro mortale degli operatori professionisti di CIA, DEA e National Security Agency.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Someone else

Working!! – Someone else

Degenerazione e fondamentalismo dei media occidentali

Andre Vltchek, New Eastern Outlook, 08.04.2018Non c’è nulla di più triste e patetico di un famigerato bugiardo che urla, sputa, insulta persone normali a destra e sinistra, mentre terrorizza chi dice la verità. Ultimamente, l’occidente è diventato chiaramente furioso. Quanto più ha paura di perdere il controllo sul cervello di miliardi di persone in tutti gli angoli del mondo, tanto più aggressivamente urla, tira calci e ridicolizza se stesso. Non nasconde nemmeno più le intenzioni, che sono chiare: distruggere tutti gli avversari, siano Russia, Cina, Iran o qualsiasi altro Stato patriottico e indipendente. Silenziare tutti i media che dicono la verità; non la verità come definita a Londra, Washington, Parigi o Berlino, ma la verità percepita a Mosca, Pechino, Caracas o Teheran; la verità che al servizio della gente, non la falsa pseudo-verità inventata per sostenere la supremazia dell’impero occidentale. Sono stati stanziati enormi fondi per l’assalto mortale della propaganda nata a Londra e Washington. Milioni di sterline e dollari sono stati assegnati e spesi, ufficialmente e apertamente, per “contrastare” le voci di russi, cinesi, arabi, iraniani e latinoamericani; voci che finalmente arrivano agli “Altri”, gli abitanti desolati del “sud globale”, delle colonie e delle neo-colonie; gli schiavi moderni che vivono negli Stati “clienti”. La maschera cade e la faccia cancerosa della propaganda occidentale si svela. È terribile, spaventosa, ma almeno è ciò che è, perché tutti possano vederlo. Niente più suspense, sorprese. All’improvviso è tutto allo scoperto. È spaventoso ma onesto. Questo è il nostro mondo. Questo è come s’è ridotta la nostra umanità. Questo è il cosiddetto ordine mondiale, o più precisamente, neocolonialismo.
L’occidente sa come massacrare milioni di persone e manipolare le masse. La sua propaganda è sempre stata dura (e ripetuta mille volte, non diversamente dalle pubblicità aziendali o dalle campagne d’indottrinamento fascista della Seconda Guerra Mondiale) quando proviene dagli Stati Uniti, o brillantemente machiavellica e letale se proviene dal Regno Unito. Non dimentichiamolo mai: il Regno Unito ha assassinato e ridotto in schiavitù centinaia di milioni di esseri umani inermi e molto più avanzati, per secoli in tutto il mondo. A causa del talento nel lavaggio del cervello e nella manipolazione delle masse, il Regno Unito ha commesso innumerevoli genocidi, rapine riuscendo a convincere il mondo che va rispettato e autorizzato a mantenere mandato morale e seggio al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Il regime occidentale sa mentire, spudoratamente ma professionalmente, e soprattutto, sempre. Ci sono migliaia di menzogne accumulatesi, consegnate con perfetti accenti “educati” dalla classe superiore: bugie su Salisbury, comunismo, Russia, Cina, Iran, Venezuela, Cuba, Corea democratica, Siria, Jugoslavia, Ruanda, Sud Africa, Libia, rifugiati. Ci sono bugie su passato, presente e persino futuro. Nessuno ride, vedendo questi teppisti imperialisti come Regno Unito e Francia predicare, nel mondo e con faccia di bronzo, libertà e diritti umani. Non fa ridere, ancora. Ma molti lentamente s’indignano. I popoli di Medio Oriente, Africa, Asia e America Latina cominciano a capire di essere stati ingannati e raggirati; che le cosiddette ‘istruzione’ e ‘informazione’ provenienti dall’occidente non sono altro che spudorato indottrinamento. Per anni ho lavorato in tutti i continenti, compilando storie e testimonianze sui crimini dell’imperialismo e sul risveglio del mondo, “riassunti” nel mio libro di 840 pagine: “Exposing Lies Of The Empire“. Milioni ora possono vedere, per la prima volta, che i media, come BBC, DW, CNN, Voice of America, Radio Free Europe/Radio Liberty, li hanno ingannati sfacciatamente per anni e anni. Reuters, AP, AFP e diverse altre agenzie di stampa occidentali sono riuscite a creare una narrativa uniforme nel pianeta, con giornali locali che in tutto il mondo pubblicano fabbricazioni identiche provenienti da Washington, Londra, Parigi e altre capitali occidentali. Immagini totalmente false su argomenti importanti come Unione Sovietica, Comunismo, Cina, ma anche libertà e democrazia sono state incise in miliardi di cervelli umani. La ragione principale del risveglio dei popoli nel mondo d’essere ancora oppressi dall’imperialismo occidentale, è il lavoro incessante di media come New Eastern Outlook (NEO), RT e Sputnik, in Russia, CGTN, China Radio International e China Daily in Cina, TeleSur in Venezuela, al-Mayadin in Libano e Press TV iraniana. Certo, ci sono molti altri media anti-imperialisti orgogliosi e decisi in varie parti del mondo, ma quelli citati sono i più importanti vettori della contro-propaganda proveniente da Paesi che hanno combattuto per la loro libertà e che hanno semplicemente rifiutato di essere conquistati, colonizzati, prostituiti e soggiogati dall’occidente. Una potente coalizione anti-imperialista di Stati veramente indipendenti si è formata e solidificata. Ora ispira miliardi di esseri umani oppressi ovunque sulla Terra, dandogli speranza, promettendo un futuro migliore, ottimista e giusto. Essere all’avanguardia di molti cambiamenti positivi ed aspettative è il “nuovo media”. E l’occidente guarda, inorridito, disperato e sempre più al vetriolo. È disposto a distruggere, uccidere e schiacciare, solo per fermare quest’ondata di “ottimismo pericoloso” e lottare per vere indipendenza e libertà.
Ora ci sono attacchi continui ai nuovi media del mondo libero. In occidente, RT è minacciata d’espulsione, il brillante e sempre più popolare New Eastern Outlook (NEO), è finito sotto un malvagio attacco informatico da parte, molto probabilmente, hacker occidentali professionisti. TeleSur viene periodicamente paralizzato da sanzioni vergognose scatenate contro il Venezuela, e lo stesso banditismo si rivolge a PressTV iraniano. Vedete, l’occidente sarà responsabile di miliardi di vite in rovina nel mondo, ma non subisce sanzioni ed azioni punitive. Mentre Paesi come Russia, Iran, Cina, Cuba, Corea democratica e Venezuela devono “affrontare le conseguenze” principalmente sotto forma di embargo, sanzioni, propaganda, intimidazione diretta, persino bullismo militare, semplicemente per aver rifiutato di accettare la folle dittatura globale occidentale, e per aver scelto una propria forma del governo e sistema politico oltre che economico. L’occidente semplicemente non sembra capace di tollerare il dissenso. Richiede obbedienza piena e incondizionata, una sottomissione assoluta. Agisce da fondamentalista religioso e teppista globale. E per peggiorare le cose, i suoi cittadini sembrano essere così programmati od indifferenti o entrambi, che non capiscono ciò che i loro Paesi e “cultura” fanno al resto del mondo.
Quando sono intervistato, mi viene spesso chiesto: “il mondo affronta il vero pericolo della Terza Guerra Mondiale?” Rispondo sempre “sì”. È perché sembra che Nord America ed Europa non sappiano smettere di costringere il mondo ad obbedienza e schiavitù di fatto. Sembrano non voler accettare alcun accordo razionale e democratico sul nostro Pianeta. Sacrificherebbero uno, decine o centinaia di milioni di esseri umani solo per mantenere il controllo sull’universo? Sicuramente lo farebbero! L’hanno già fatto in diverse occasioni e senza pensarci due volte, senza rimpianti e senza pietà. La scommessa dei fondamentalisti occidentali è che il resto del mondo sia molto più decente e assai meno brutale da non poter sopportare un’altra guerra, un’altra carneficina, un altro bagno di sangue; che piuttosto si arrenda, rinunci ai propri sogni su un futuro migliore, invece di combattere e difendersi da ciò che appare sempre l’inevitabile aggressione militare occidentale.
Tali calcoli e “speranze” dei fanatici occidentali sono falsi. I Paesi che ora vengono minacciati ed intimiditi sono ben consapevoli di cosa aspettarsi se si arrendono alla pazzia occidentale e agli imperialisti. La gente sa, si ricorda cosa vuol dire essere schiavi. La Russia di Eltsin, crollata, fu saccheggiata dalle multinazionali occidentali, sputata faccia dai governi europeo e nordamericano; ebbe l’aspettativa di vita scesa ai livelli dell’Africa sub-sahariana. La Cina sopravvisse a un’agonia inimmaginabile del “periodo di umiliazione”, saccheggiata e spartita da invasori francesi, inglesi e statunitensi. L’Iran derubato del governo legittimo e socialista, dovette vivere sotto un maniaco sadico, il burattino occidentale scià. L’intera America “latina”, con le sue vene aperte, con la cultura in rovina, la religione occidentale che gli chiudeva la bocca; con letteralmente tutti i governi e leader socialisti e comunisti democraticamente eletti rovesciati o assassinati, o quantomeno manipolati dal potere di Washington e dai suoi lacchè. La Corea democratica, sopravvissuta a un genocidio bestiale contro i propri civili, commesso da Stati Uniti ed alleati nella cosiddetta guerra coreana. Vietnam e Laos, violentati e umiliati dai francesi, e poi bombardati da Stati Uniti e loro alleati. Sud Africa… Timor Est… Cambogia…
Ci sono carceri viventi, relitti in decomposizione, abbandonati dopo gli attacchi mortali occidentali “liberatori”: Libia e Iraq, Afghanistan e Honduras, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo, solo per citarne alcuni. Servono d’avvertimento per chi ha ancora delle illusioni su “buona volontà” e spirito di giustizia occidentali! Siria… Oh, Siria! Guardate cosa ha fatto l’occidente in un Paese orgoglioso e bello che si è rifiutato di piegarsi e leccare i piedi di Washington e Londra. Ma guardate anche quanto è forte, quanto determinato può essere chi ama veramente il proprio Paese. Contro ogni previsione, la Siria si è opposta, combattendo e vincendo i terroristi stranieri circondata e sostenuta dalla grande coalizione internazionalista! L’occidente pensava di scatenare un altro scenario libico, ma invece si scontrò con un pugno di ferro dai nervi d’acciaio, un’altra Stalingrado. Il fascismo fu visto, affrontato e fermato. Ad un costo enorme, ma fermato! Il Medio Oriente guarda. Il mondo guarda. I popoli ora vedono e ricordano. Cominciano a ricordare chiaramente cosa gli è successo. Iniziano a capire. Sono incoraggiati. Comprendono chiaramente che la schiavitù non è l’unico modo di vivere.
La coalizione anti-occidentale o più precisamente anti-imperialista è ora solida come l’acciaio. Perché è una grande coalizione di vittime, di popoli che sanno cos’è lo stupro e il saccheggio, cosa sia la distruzione completa. Sanno esattamente cosa infliggono gli autoproclamati sostenitori della libertà e della democrazia, il fondamentalismo culturale ed economico occidentale. Questa coalizione di nazioni indipendenti e orgogliose è qui per proteggersi, proteggere se stesse così come il resto del mondo. Non arrendersi mai, mai indietreggiare. Perché i popoli hanno parlato e inviano messaggi chiari ai loro leader: “Mai più! Mai capitolare. Non cedere alle intimidazioni occidentali. Combatteremo se attaccati. E resisteremo, orgogliosamente, qualunque cosa, non importa quale forza brutale vada affrontata. Mai piegarsi, compagni! Non cederemo mai di fronte a chi diffonde il terrore!” E i media in questi meravigliosi Paesi che resistono all’imperialismo e al terrore occidentali diffondono innumerevoli messaggi ottimistici e coraggiosi. E la dirigenza occidentale osserva, agitandosi e sporcandosi i pantaloni. Sa che la fine del suo brutale dominio sul mondo si avvicina. Sa che i giorni dell’impunità stanno finendo. Sa che il mondo giudicherà presto l’occidente, per i secoli di crimini che ha commesso contro l’umanità. Sa che la guerra dei media sarà vinta da “noi”, non da “loro”. Il campo di battaglia è in via di definizione. Con alcune brillanti eccezioni, gli occidentali e i loro media serrano le fila, attenendosi ai loro padroni. Come molti altri scrittori, ero stato senza tante cerimonie cacciato da Counterpunch, una delle pubblicazioni sempre più anticomuniste, anti-russe, anti-siriane e anti-cinesi degli Stati Uniti. Dal loro punto di vista, scrivevo per diverse pubblicazioni “sbagliate”. Sono davvero orgoglioso che abbiano smesso di pubblicarmi. Sto bene dove sono: contro loro, e contro altri media occidentali. L’estensione del controllo ideologico occidentale del mondo è degenerata, veramente perversa. I suoi media e sbocchi “istruttivi” sono pienamente al servizio del regime. Ma il mondo si sveglia e affronta tale fondamentalismo culturale e politico mortale. È in corso una grande battaglia ideologica. Questi sono tempi eccitanti e luminosi. Niente potrebbe essere peggio della schiavitù. Le catene si spezzano. D’ora in poi, non ci sarà impunità per chi ha torturato il mondo per secoli. Le loro bugie, così come i loro carri armati, saranno affrontate e fermato!Andre Vltchek è filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È un creatore di Vltchek’s World in Word and Images, autore del romanzo rivoluzionario Aurora e diversi altri libri. Scrive in particolare per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Battle of Darkside

Ange Vierge OST 2 – Battle of Darkside

Ange Vierge OST 2 – Yappori todokanai no…?

Domande sul caso Skripal

Dennis J. Bernstein e Randy Credico, Consortium News 30 marzo 2018

Craig Murray

L’avvelenamento di una spia russa ha innescato l’espulsione di diplomatici tra Stati Uniti e Russia, un’escalation delle tensioni che pone seri interrogativi, spiega l’ex-ambasciatore Craig Murray in un’intervista con Dennis J Bernstein e Randy Credico.
L’ex-ambasciatore del Regno Unito Craig Murray ha scoperto subito cosa succede quando si contraddice il comune sentire sul recente avvelenamento dell’ex-spia e agente doppio Sergej Skripal e di sua figlia Julija, nella città inglese di Salisbury il 4 marzo. L’ambasciatore Murray, che nella seguente intervista solleva domande convincenti su chi potrebbe essere responsabile dell’attentato, oltre ai russi, è bersagliato da un pesante attacco informatico da molti giorni. Nel frattempo, i soliti sospetti negli Stati Uniti e nella stampa aziendale occidentale continuano ad alimentare una nuova guerra fredda con la Russia. Infatti, la Russia espellerà 60 diplomatici statunitensi e ordinava la chiusura del consolato USA a San Pietroburgo, secondo il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov, che l’aveva annunciato a Mosca il 29 marzo, convocando l’ambasciatore statunitense Jon Huntsman al Ministero degli Esteri russo.Dennis J. Bernstein e Randy Credico hanno intervistato l’ambasciatore Murray il 26 marzo 2018.

Dennis Bernstein: il presidente Trump ha ordinato l’espulsione di 60 funzionari russi dagli Stati Uniti e la chiusura del consolato russo a Seattle. La mossa segue il presunto avvelenamento dell’ex-spia Sergej Skripal e di sua figlia Julija nella città inglese di Salisbury il 4 marzo. A parlacene è qualcuno che conosce bene la questione e che è stato accusato per essersi opposto, l’ex-ambasciatore del Regno Unito, autore e attivista Craig Murray. Signor Murray, tutti dicono che i russi l’hanno fatto, senza dubbio, ma non è d’accordo.
Craig Murray: Non dico che i russi non l’abbiano fatto, dico che ci sono altre possibilità. Non dovremmo assegnare la responsabilità di un crimine in questo modo, dicendo che c’è un cattivo nel vicinato e quindi deve essere lui. Finora, non c’è stata alcuna prova reale che sia stato lo Stato russo. Trovo straordinario che il giorno stesso in cui ciò accadeva, il governo inglese annunciava che ne era responsabile lo Stato russo. Non avrebbe potuto avere il tempo di analizzare alcuna prova. È come se questo fosse l’innesco per misure anti-russe prestabilite e per “alzare” la retorica da Guerra Fredda. Non si può fare a meno di pensare che siano piuttosto contenti di ciò che è successo e che si aspettavano addirittura che accadesse.

DB: Oggi l’Unione europea se ne esce: “L’Unione europea condanna fermamente l’attacco che ha avuto luogo contro Sergej e Julija Skripal a Salisbury, nel Regno Unito, il 4 marzo, lasciando anche un poliziotto gravemente ferito. Le vite di molti cittadini sono state minacciate da questa azione avventata e illegale. L’Unione europea prende molto sul serio la valutazione del governo inglese secondo cui è assai probabile che la Federazione Russa sia responsabile“.
CM: Questa frase “altamente probabile” ammette di non avere prove. È una speculazione.

DB: Dicono che il veleno è coerente con quello che i russi avevano usato in passato.
CM: L’affermazione è che questo sia di un gruppo di agenti nervini noto come Novichok. Il programma Novichok fu gestito negli anni ’80 dai sovietici. L’idea era di sviluppare armi chimiche che potessero essere rapidamente assemblate con pesticidi e fertilizzanti commerciali. Sono approdati a una serie di piani teorici per tali armi. Finora, la posizione ufficiale del governo inglese e dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche è che c’è il dubbio che li avessero effettivamente prodotti. Oggi non sono vietati, proprio perché la comunità scientifica ne ha messo in dubbio l’esistenza. Quindi, l’abilità del governo inglese d’identificarlo è abbastanza notevole. Il Novichok non è un’arma particolare, ma una classe di armi. La Russia non è affatto l’unico Paese in grado di produrle. Nel 2016, gli iraniani produssero diverse armi Novichok e lo riferirono all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. La motivazione era che erano preoccupati che potessero essere attaccati da armi chimiche, forse da Israele. Ci sono almeno una ventina di Paesi che hanno la capacità tecnica di creare tale tipo di agente nervino. Per prelevare campioni di sangue dagli Skripal, entrambi in coma, i medici dovevano ottenere l’approvazione del tribunale. E nel dare testimonianza all’Alta Corte, due scienziati hanno dichiarato che gli Skripal erano stati avvelenati da un agente nervino Novichok o un “agente strettamente correlato”. Sembra che per molta di questa gente, ciò sia solo una insulsa miscela amatoriale di diversi insetticidi. Altre domande sorgono. Il governo inglese ci ha detto che questo è dieci volte più potente di un agente nervino standard. Per fortuna, finora nessuno è stato ucciso. Perché questo agente mortale non è più efficace? Perché il medico che ha soccorso Julija Skripal non ne fu toccato, anche se ebbe contatto fisico con lei?

DB: Ma alcuni diranno che l’unico Paese che vorrebbe mettere a tacere un’ex-spia russa sarebbe la Russia.
CM: Il nostro segretario agli esteri Boris Johnson ha dichiarato che i russi hanno segretamente accumulato questa arma chimica per un decennio e avevano un programma segreto di tecniche di assassinio. Ma se tu fossi Vladimir Putin e avessi questo agente nervino segreto, perché dovresti farne saltare la copertura usandola su questa ex-spia che avevi rilasciato dalla prigione anni fa? L’intero scenario è assolutamente implausibile. Perché la Russia vorrebbe rovinarsi la reputazione internazionale con tale violenza completamente gratuita contro una ex-spia? Skripal fu scambiato nell’ambito di un accordo nello spionaggio. Se ci sono persone che hanno intenzione di scambiare le spie e poi ucciderle, non ci saranno scambi in futuro. Una persona del KGB come Putin è l’ultima che distruggerebbe il sistema degli scambi nello spionaggio.

Randy Credico: Signor Murray, c’è stato uno sforzo concertato per diffamarla e minare la sua credibilità. Che effetto ha avuto su di lei e la sua famiglia?
CM: È stato davvero piuttosto spiacevole. I media mainstream non hanno permesso alcun dubbio. Tutti riprendono la propaganda del governo. Sui social media ho pubblicato i miei dubbi su questa storia, troppo comoda. Il mio primo pezzo su questo, “Russi processati”, ha avuto milioni di visualizzazioni, facendomi oggetto dell’ira dell’establishment. Sono diventato il bersaglio di centinaia di insulti su twitter in cui sono definito pazzo e cospirazionista.

RC: Chi trarrà beneficio da questo attacco?
CM: Chi alimenta la nuova Guerra Fredda. L’industria degli armamenti è il principale beneficiario. Questo genere di cose fa molto bene ai bilanci della difesa. È un’ottima notizia per spie e servizi di sicurezza. Qui nel Regno Unito l’industria impiega oltre 100000 persone. In un Paese di 60 milioni di abitanti, questo è un gruppo d’interesse forte e molto ben pagato. Tutti coloro che vedono un’importante crescita dei propri budget. Quando chi alimenta l’intelligence è lo stesso che trae beneficio finanziario da tale storia, allora c’è da preoccuparsi. E in particolare per i politici di destra questo è un modo economico di raccogliere consenso.

DB: Signor Murray, non penso si possa separare ciò dalla cosiddetta “frenesia del Russiagate”. Può affermare inequivocabilmente che ci sono state sostanziali perdite dal DNC, invece che hackeraggi?
CM: Posso promettervi che ciò che è uscito dal DNC fu una fuga di notizie, da qualcuno che legalmente aveva accesso alle informazioni. Non fu un inganno esterno, non russo, né di nessun altro.

DB: Cosa succederebbe se fosse convocato del Congresso, adotterebbe il quinto emendamento o racconterebbe tutto?
CM: In realtà fui in contatto con loro, dicendo che so cos’era successo e forse potergli far risparmiare un sacco di tempo. Ma non hanno risposto e non mi aspetto che lo facciano. Se chiamato, vorrei presentarmi e direi volentieri ciò che vi ho detto: che so per certo che non si tratta di un inganno russo, ma di una fuga di notizie. Non darei ulteriori dettagli perché ciò potrebbe compromettere altri. L’altra cosa sul caso Skripal, ovviamente, è la connessione con Orbis Intelligence, Christopher Steele e Pablo Miller. La persona che scrisse il dossier su Donald Trump per la campagna di Clinton era Christopher Steele di Orbis Intelligence. Era all’MI6 nell’ambasciata inglese a Mosca, quando Skripal era un agente doppio. Il tizio responsabile che seguiva Skripal giorno per giorno era Pablo Miller, che ha anche lavorato per Orbis Intelligence. L’MI6 non ha mai avuto l’accesso a Putin che il dossier vanta. Chiaro, è essenzialmente un falso. Sospetto fortemente che Skripal sia stato coinvolto nella produzione di quel dossier su Donald Trump. Ammetto che ciò sia circostanziale, ma quel dossier fu prodotto mentre Pablo Miller lavorava per Orbis Intelligence. Come Steele, Pablo Miller era un ex-agente dell’MI6 in Russia. E Miller vive a Salisbury, a poca distanza da Skripal. Se produci un dossier che inventa un sacco di cose su Trump e le sue connessioni con la cerchia di Putin, hai bisogno di una fonte russa che possa darti dei nomi e dare al dossier una nota di autenticità. Credo che quel tipo di dettaglio sia ciò che Skripal diede al dossier Steele. Ciò sembrerebbe un indizio molto più plausibile nello studio del caso. L’idea che uccidi qualcuno per qualcosa successa dodici anni fa è francamente assai meno convincente di qualcosa che accade ora. Naturalmente, c’è la possibilità che Skripal abbia rivelato qualcosa nel dossier che i russi non volevano, decidendo che sia ancora un pericolo e che vada eliminato. L’altra possibilità è che Skripal fosse un agente doppio venale. Vendette agli inglesi i nomi di agenti russi che prestavano servizio all’estero. Quindi non è una persona di principio, e una volta diventato agente doppio, non è difficile diventarlo triplo. E se Skripal sa che tale dossier è falso, poteva confessare di averlo fabbricato nella speranza di un guadagno finanziario.

DB: Ha la sensazione di essere attaccato per aver preso questa posizione?
CM: Sì, e non sono solo con insulti via tweet ed e-mail. Il mio sito web è stato attaccato, con un ritmo di milioni di visite al minuto.

RC: Qualcuno dei media mainstream in Gran Bretagna ha riferito qualcosa di diverso dalla linea del governo?
CM: Stranamente, dopo averlo pubblicato, la BBC riferì che il responsabile di Skripal in Russia ora lavora per Steele e che Skripal e Pablo Miller vivevano nella stessa città. Ma la BBC contattò Orbis che disse che non era vero. Ciò pose fine a tutto.

RC: E’ stato attaccato dal ministro degli esteri Boris Johnson.
CM: È interessante notare che, parlando coi giornalisti, Boris Johnson e altri hanno dichiarato che il veleno proveniva dalla Russia, ma nelle dichiarazioni ufficiali al Parlamento e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, scrivono che era “un’arma di un tipo sviluppato dalla Russia”. È molto diverso dal dire che era un’arma russa.

RC: E’ preoccupato che questo possa portare alla guerra nucleare?
CM: Penso che i russi abbiano sappiano reagire con misura. Tutto quello che hanno fatto finora è rispondere piuttosto che alzare la posta. Quindi quando abbiamo espulso 23 diplomatici, i russi ne hanno espulso 23 inglesi. E sembra che tali risposte produrranno altre espulsioni. Ma credo fermamente che ciò accada perché ci sono molti, nell’esercito, nell’industria delle armi, a cui manca la Guerra Fredda. Vedono minacciati i loro budget. Entriamo in un periodo in cui non ci sarà molta cooperazione internazionale e vedremo molti atteggiamenti bellicisti. Certo, c’è sempre la prospettiva che qualcosa possa andare storto.

DB: Cosa ne pensa di John Bolton consigliere per la sicurezza nazionale? Costui ha detto che sarebbe felice se la Corea democratica scomparisse. Non sembra deciso a sostenere l’accordo con l’Iran.
CM: Penso che sia molto spaventoso. Bolton ovviamente è un falco tra i falchi e ha una grave responsabilità nella guerra in Iraq. È una nomina stramba ed irresponsabile. Un paio di giorni fa, rivedendo il mandato di Trump mi resi conto che una cosa buona è che non abbia iniziato una guerra finora. Non sono convinto che Hillary non ci avrebbe portato a un conflitto armato, a questo punto. Ma poi, Trump nomina John Bolton, portandomi a sospettare che la guerra potrebbe non essere lontana.Dennis J. Bernstein conduce Flashpoints sulla rete Radio Pacifica ed è autore di Special Ed: Voices from a Hidden Classroom.

Traduzione di Alessandro Lattanzio