La politica estera della Turchia dopo il colpo di Stato

Il fallito colpo di Stato in Turchia potrebbe avere implicazioni sui rapporti di Ankara con occidente, Russia e Siria
Ilija Lakstygal, Russia Direct, 19 luglio 2016aa_picture_20140830_3166542_webIl 17 luglio apparve evidente che il tentato golpe militare in Turchia si era concluso con un fallimento. I primi arresti sono ormai degenerati in una purga senza precedenti nel campo militare. i partner della Turchia non furono molto veloci nel condannare il tentato golpe e contemporaneamente affermano che tutti gli obblighi internazionali rimarranno in vigore con la Turchia. Quindi la posizione internazionale di Ankara non subirebbe modifiche sostanziali. Tuttavia, tali eventi avranno inevitabilmente conseguenze sulle relazioni della Turchia con Stati Uniti, Russia e Siria, soprattutto considerando il peso dei militari turchi nella regione. Secondo il rapporto annuale “Military Balance 2016 “, predisposto dal think tank inglese Istituto Internazionale di Studi Strategici (IISS), l’esercito turco ha 410000 effettivi. Ciò significa che il Paese ha l’esercito più potente nella NATO dopo gli Stati Uniti e, a differenza di molti eserciti europei, quello della Turchia ha esperienza nei combattimenti contro la guerriglia dei ribelli curdi. L’esercito turco è anche un’importante istituzione politica. Ha sempre visto il suo ruolo ridotto, nonostante un breve prestigio dopo la guerra al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). E ora la sconfitta inequivocabile dell’élite militare col fallito colpo di Stato influenzerà il rapporto della Turchia con il più stretto alleato nella NATO, gli Stati Uniti, così come con il suo recente nemico, la Russia.

Implicazioni del colpo di Stato della Turchia nulle relazioni con l’occidente
Questi eventi indicano che molti contatti operativi con la Turchia, nel quadro della NATO, sono stati temporaneamente congelati. Il segretario di Stato degli USA John Kerry ha esplicitamente messo in guardia la leadership politica turca che sarebbe un grosso errore, per un alleato della NATO, intraprendere purghe di massa tra i suoi ufficiali in questo momento. Gli Stati Uniti sono particolarmente preoccupati in quanto la lotta contro lo Stato Islamico dell’Iraq e Grande Siria (SIIL) è in pieno svolgimento, e la NATO ancora avverte contro la politica estera assertiva della Russia, di cui l’alleanza ha appena discusso all’ultimo vertice di Varsavia. In risposta, Erdogan ha fatto capire che gli Stati Uniti sono parzialmente coinvolti nel colpo di Stato, almeno per il fatto che il principale “puparo” della cospirazione e dello “Stato parallelo”, il religioso Fethullah Gülen, attualmente vive in esilio volontario in Pennsylvania, ed i più alti generali turchi hanno cooperato con i loro colleghi statunitensi, compresi quelli dell’intelligence. La rivista Foreign Policy sottolinea che l’ovvia conseguenza di tale fallito colpo di Stato sarà l’indebolimento dell’esercito turco a breve termine. Una chiara indicazione di ciò è il fatto che l’instabilità politica abbia immediatamente interessato la principale base della NATO in Turchia, Incirlik, vicino al confine siriano. Otre agli aeromobili vi sono anche testate nucleari tattiche, nella base. In realtà, fu esclusa dai sistemi di supporto vitale, durante il tentato di colpo, dai congiurati, uno dei quali era il comandante della base. Incirlik è la base principale degli aerei da combattimento statunitensi e dei membri della coalizione internazionale anti-SIIL. Il colpo di Stato ha imposto la sospensione dei volti degli aerei dalla base, impedendo agli aviogetti di sostenere le Forze Democratiche Siriane (SDF), per il 60 per cento formate da curdi siriani. L’esercito turco le ha sempre considerate nient’altro che un ramo del PKK, che Ankara considera un’organizzazione terroristica. Nonostante il fatto che i voli dalla base d’Incirlik sono ripresi (per ora, necessari all’aeronautica della coalizione per sostenere i curdi nell’attuale battaglia per Manbij, città nel nord della Siria), le Forze Armate turche non possono affatto sostenere i ribelli dell’esercito libero siriano (FSA) ad Aleppo e Lataqia nel prossimo futuro. Dopo tutto, dal 18 luglio l’Esercito arabo siriano ha isolato i quartieri controllati dai ribelli di Aleppo da ogni comunicazione. Questo non significa che l’invio di combattenti, istruttori e unità d’intelligence in Siria si fermerà. Anche nei giorni del tentato colpo di Stato, tali attività sono proseguite. Tuttavia, le dimensioni dell’attività turca dovrebbe ridursi, e questo renderà più facile a Mosca sostenere Damasco. Questo è ciò che Ruslan Pukhov, direttore del Centro per l’analisi delle strategie e tecnologie, pensa. Ciò avverrà indipendentemente dalla volontà del presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan (che non potrà mai rinunciare alle ambizioni neo-ottomane) d’aumentare il sostegno all’ELS, se non altro perché i militari saranno paralizzati per qualche tempo.Erdoğan_and_PutinL’impatto del tentato colpo di Stato sui rapporti di Ankara con Russia e Siria
Sotto questa luce, è importante ricordare le informazioni trapelate alla stampa poco prima del colpo di Stato sui contatti informali tra intelligence militare turco e regime del Presidente siriano Bashar Assad, supportato dalla Russia. Tuttavia, Ankara e Damasco sono poco propense a riprendere il dialogo ufficiale nel prossimo futuro, dato che Assad ha definito Erdogan un fascista nell’ultimo discorso al neoeletto parlamento siriano. Tuttavia, sull’esempio della Russia, si vede come la retorica possa virare rapidamente di 180 gradi. Non vi è alcun motivo di esserne sorpresi: il FSA, sostenuto dalla Turchia (sia nelle battaglie di febbraio contro curdi e lealisti, che a maggio contro lo SIIL) ha dimostrato totale impotenza. La minaccia curda e le scommesse fallite sull'”opposizione moderata” porteranno inevitabilmente al dialogo con Mosca. Allo stesso tempo, la guerriglia curda infuria nelle province orientali della Turchia e il crescente potere dei loro compatrioti siriani ha portato Ankara a credere che Assad sia forse il male minore rispetto ai curdi. Damasco guarda anche ai curdi siriani (loro alleati del momento) con diffidenza, soprattutto dopo la dichiarazione di autonomia e richiesta di federalizzazione della Siria. Va ricordato che i rapporti tra Ankara e Washington sono peggiorati a causa della questione curda. Questo perché, sul campo nella lotta allo SIIL, gli Stati Uniti puntano sulle SDF piuttosto che sul FSA. Allo stesso tempo, vi furono contatti segreti tra turchi e governo siriano (e non certo senza che Mosca sapesse) con un improvviso miglioramento delle relazioni russo-turche dopo le cosiddette “scuse” di Erdogan sul pilota russo ucciso il 24 novembre 2015. Ironia della sorte, il pilota turco che abbatté l’aereo russo era coinvolto nel tentato colpo di Stato del 16 luglio. I sostenitori di Erdogan semplicemente non potevano non approfittare di una coincidenza così fortunata, con il sindaco di Ankara Melih Gokcek, fedelissimo di Erdogan, che felicemente annunciava in una intervista alla filiale turca della CNN che il “due volte colpevole” pilota era stato catturato. Ora, l’ex-eroe nazionale faceva parte di un malvagio complotto ordito dai militari e dall’emigrato politico Gulen per avvelenare i rapporti tra Putin e Erdogan. Eppure, poco tempo prima, era tutto il contrario. Nel febbraio 2016, quando i ribelli sostenuti dalla Turchia nella provincia siriana di Aleppo furono sconfitti dai curdi e dalle forze governative siriane, furono i generali che convinsero l’infuriato Erdogan a non intervenire nel Paese vicino inasprendo il conflitto con Mosca. Perciò, un confronto militare diretto incombente con la Russia non c’è stato e la Turchia ha evitato di combattere su più fronti, contro i curdi nelle retrovie, contro i curdi in Siria, contro Assad e i suoi alleati russo-iraniani, e contro lo SIIL. I militari hanno sostenuto l’intervento in Siria, ma solo nel quadro della strategia alla moda della “guerra per procura”. Il miglioramento delle relazioni con la Russia, ovviamente, continuerà. Questo avverrà nonostante il divieto di voli regolari dell’aviazione civile in Turchia e il blocco temporaneo della navigazione sul Bosforo (vitale per rifornire le unità russe in Siria e lo stesso Assad) durante il colpo di Stato, che innervosì Mosca. E’ possibile che in occasione della prossima riunione del G20, Putin e Erdogan finalmente s’incontrino. Tuttavia, resta da vedere se il miglioramento delle relazioni Mosca-Ankara si avrà davvero.

Uno sguardo al futuro
Le repressioni nelle forze armate, la situazione della base aerea di Incirlik e le richieste persistenti di estradare Gulen non aiuteranno le relazioni con Washington. Allo stesso tempo, i tentativi di migliorare le relazioni con la Russia non significano che la Turchia si asterrà dal perseguire politiche imperialiste in Medio Oriente o di aiutare i ribelli siriani. Forse non sarà una tendenza a lungo termine, ma lo segnala agli statunitensi che hanno appena concluso un altro “accordo siriano” nell’ultima visita di Kerry a Mosca. Mosca non sarà affascinata dalla “scuse” di Erdogan o dalla rivelazione che l’esercito avvelenava le relazioni tra Turchia e Russia. Gli USA, nonostante il peggioramento delle relazioni (furono ancor peggiori prima, ad esempio durante la crisi di Cipro del 1974) rimangono il partner strategico della Turchia. E i rapporti con la Russia, nonostante l’invio di gas e il flusso di turisti, possono essere poi chiusi, dopo la tregua necessaria per non combattere contro tutti i nemici contemporaneamente. La domanda è, quanto durerà la tregua?Turkey's President Erdogan and U.S. President Obama attend working session at G20 summit  in AntalyaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Golpe turco: Ucciso l’ufficiale responsabile delle operazioni contro lo Stato islamico

Tyler Durden, Zerohedge 18 luglio 2016

13716135Ormai solo i più ingenui credono alla narrazione ufficiale sul colpo di Stato in Turchia. Lo diciamo per due ragioni: prima, come anche il commissario UE incaricato di trattare la richiesta d’adesione della Turchia, Johannes Hahn, ha detto, quando si discute dell’epurazione senza precedenti in Turchia, “Sembra che almeno qualcosa sia stato preparato. Le liste erano pronte indicando che erano state preparate per utilizzarle in una determinata fase. Sono molto preoccupato. E’ esattamente quello che temevamo“. Non ha detto cosa esattamente temesse, ma lo si può dedurre. Seconda, notando la stampa turca cambiare apertamente narrazione, Erdogan non era nemmeno capace di capire chi incolpare del “tentato colpo di Stato” fino a questo pomeriggio, prima accusava gli Stati Uniti, poi l’ex-capo dell’aeronautica turca, prima di decidere definitivamente di accusare il 77enne residente in Pennsylvania, Fethullah Gulen, di essere la scarsa mente dietro tutto. A dire il vero, i media occidentali erano felici d’ignorare tali “cambiamenti” e di rilanciare falsità alle masse solo per mantenere l’illusione della narrazione ufficiale turca. Un esempio di ciò è quando Erdogan ha detto alla CNN, questa mattina, che “era scampato alla morte per soli pochi minuti, prima che i golpisti assaltassero il villaggio nel sud-ovest della Turchia dove era in vacanza lo scorso fine settimana“. L’intervista di Erdogan fu trasmessa il 18 luglio sera. Ha detto alla CNN che i soldati golpisti uccisero due delle sue guardie del corpo, quando assaltarono il villaggio, alle prime ore del 16 luglio, “se fossi rimasto altri 10, 15 minuti, sarei stato ucciso o sarei stato preso”, disse tramite il traduttore presidenziale“. Eppure, il giorno prima scrivemmo che anche se “I piloti golpisti ebbero l’aereo di Erdogan nel mirino” non fecero nulla, spingendo un ex-ufficiale “vicino agli eventi” a chiedersi “perché non hanno sparato, è un mistero“. Quindi, poche ore prima 2 F-16 avevano agganciato sul radar Erdogan e decisero di non uccidere il dittatore, e le truppe del presunto “golpe” furono lanciate per prendere Erdogan, molte ore dopo l’inizio del cosiddetto colpo di Stato, nel suo hotel dove l’avrebbero ucciso… se fosse rimasto “altri 10, 15 minuti“. Possiamo capire perché neanche gli europei ci credono.
Poi un altro esempio d’informazione forzata, e falsa, proviene dal Guardian che pubblica oggi un pezzo intitolato “Il colpo di Stato militare è stato ben pianificato ed è quasi riuscito, dicono i funzionari turchi“, con perle come la seguente: “Era mezzanotte nella capitale turca, solo due ore e mezzo dal tentato golpe, e il gruppo di nove ministri riunitisi in una sala conferenze al premierato era convinto che fossero tutti in procinto d’incontrare la fine. “Probabilmente avrà successo e noi moriremo stasera”, disse uno dei ministri, secondo un funzionario presente alla riunione. “Cerchiamo di essere pronti a morire. Saremo tutti martirizzati in questa lotta”.” Che dramma… ti fa sentire come se ci fossi stato. Non a caso, la maggior parte dell’articolo di Kareem Shaheen è scarno di fatti ma gravido di descrizioni barocche, interpretazioni, dicerie e di tutte quelle tecniche letterarie che fanno un buon pezzo di narrativa. Altri esempi: “Ma, mentre la Turchia raccoglie i cocci del fallito colpo di Stato, nuovi dettagli emergono spiegando quanto fosse vicino a riuscire l’intervento militare. Molti osservatori hanno etichettato il tentativo come dilettantesco, ma resoconti dei funzionari contraddicono questa caratterizzazione, descrivendolo come ben organizzato e quasi riuscito. Ad Ankara, il giorno del colpo di Stato, il ministro degli Interni era stato invitato, insieme ad altri alti funzionari, a una riunione ad alto livello sulla sicurezza nel quartier generale militare, per le 17:00. Una manovra che si è rivelata un pretesto per trattenerlo. Non non ci andò perché era troppo occupato, e dopo, quando il colpo di Stato scattò, era bloccato all’aeroporto Esenbogo di Ankara, dove creò una cellula di crisi per gestire la reazione, protetto da folle riunitesi per opporsi al colpo di Stato”. Anche in questo caso, zero fatti. Non a caso, lo stesso autore va per la tangente nella sua storia: “Storie emerse in quelle ore cruciali, tra l’indirizzo del presidente e il riuscito sabotaggio del colpo di Stato alle 04:00, sicuramente diverranno la mitologia ufficiale degli eventi. All’1:00, i funzionari dicono che il capo della polizia della città di Bursa arrestò il locale comandante dell’esercito, che aveva 6 pagine con i nomi di giudici ed ufficiali da nominare in varie posizioni burocratiche dopo il colpo di Stato. Altri soldati golpisti possedevano gli elenchi delle linee telefoniche sicure per ricevere gli ordini”. Perché avrebbero dovuti averli sapendo che molto probabilmente avrebbero affrontato la morte se i) il colpo di Stato era reale ed ii) Erdogan rimaneva al potere… beh, cerchiamo di non preoccuparcene. Ma poi, dolorosamente, ci siamo finalmente imbattuti in qualcosa che potrebbe smentire tutto questo, cioè un fatto prezioso, che farebbe brillare di una luce molto diversa quello che è successo durante il caos del colpo di Stato. Ecco cosa: “L’alto ufficiale dell’antiterrorismo della Turchia responsabile della campagna contro lo Stato islamico si recò all'”incontro” al palazzo presidenziale di Ankara. In seguito fu trovato con le mani legate dietro la schiena, colpito al collo, secondo un alto funzionario”. E improvvisamente molte tessere del “puzzle” turco trovano posto, perché se il resto della narrazione sul colpo di Stato è così vistosamente fabbricato e letteralmente costruito sul posto, la morte dell’ufficiale a capo dell’antiterrorismo anti-SIIL della Turchia, ucciso nel silenzio, da senso a un Paese che presentammo così nel novembre scorso, “L’uomo che finanzia lo SIIL è Bilal Erdogan, figlio del presidente della Turchia” seguito da “Tutto sul traffico di petrolio dello SIIL: “Rockefeller di Raqqa”, Bilal Erdogan, il greggio del KRG e la connessione israeliana” e naturalmente, “Erdogan afferma che si dimetterà se il traffico di petrolio con lo SIIL viene comprovato, dopo che Putin ha parlato di “altre prove””.
Avendo arrestato 20000 persone, la caccia alle streghe di Erdogan è solo agli inizi. Tuttavia, sembra che avesse alcuni capi molto liberi di cui prendersi cura già nella notte del 15 luglio. Uno di loro era l’uomo che combatteva lo SIIL per conto della Turchia, la stessa Turchia che, per inciso, finanzia e arma lo SIIL. Non vedo l’ora di scoprire cos’altro emergerà dall’affascinante storia di Erdogan nel sbarazzarsi di tutti gli indipendenti, finalmente svelatisi.1507079Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Bashar al-Assad sul colpo di Stato in Turchia

Signor Presidente, qual è la Sua opinione sul recente colpo di Stato in Turchia, e il suo impatto sulla situazione attuale in quel Paese, sul piano internazionale e sul conflitto siriano?
Bashar_Assad__wide-bad2bca6439ec328b12145ad80800782edfb7fde-s6-c30Presidente Assad: tale colpo di Stato va visto come riflesso dell’instabilità e dei disordini in Turchia, soprattutto sul piano sociale. Potrebbe essere politico, potrebbe essere qualunque cosa, ma alla fine la società è il problema principale quando si crea instabilità. Indipendentemente da chi va a governare la Turchia, di chi ne sarà il presidente, sarà leader della Turchia, è un problema interno. Non interferiamo, non facciamo l’errore di dire che Erdogan dovrebbe andarsene o rimanere. Questa è una questione turca e decide il popolo turco. Ma ciò che è più importante non è il colpo di Stato in sé, dobbiamo guardare procedure e misure prese da Erdogan e dalla sua cricca negli ultimi giorni, quando hanno iniziato ad attaccare i giudici; hanno rimosso più di 2700 giudici, più di 1500 professori nelle università, più di 15000 dipendenti nell’istruzione. Cosa hanno a che fare università, giudici e società civile con il colpo di Stato? Ciò riflette le cattive intenzioni di Erdogan, la sua cattiva condotta e le sue reali intenzioni verso ciò che è successo, visto che le indagini non si sono ancora concluse. Su che basi hanno deciso di rimuoverli tutti? Quindi, ha usato il colpo di Stato per attuare il proprio programma estremista, l’agenda dei Fratelli musulmani, in Turchia, pericoloso per la Turchia e per i Paesi vicini, anche per la Siria.

SANA

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Erdogan ora guida il proprio Stato profondo: “Ergenekon II”

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 20/07/2016Erdogan_c0-362-4603-3045_s885x516Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è salito al potere da primo ministro nel 2002, quando il suo Partito Giustizia e Sviluppo (AKP) vinse elezioni democratiche. All’inizio del dominio dell’AKP in Turchia, Erdogan e ampi settori dell’economia, della politica, del mondo accademico, dei media e il movimento religioso islamico moderato guidato dal carismatico Fethullah Gulen erano tutti d’accordo sulla presenza dello “Stato profondo” in Turchia. Questo Stato profondo fomentò tre colpi di Stato militari in passato. Lo Stato profondo turco, composto da ufficiali militari e d’intelligence nazionalisti, era noto anche come “Ergenekon”. Erdogan fu generalmente applaudito da molti turchi quando decise di passare all’offensiva contro Ergenekon, sradicandone molti attori chiave e devastando i militari e il servizio d’intelligence della Turchia, il MIT. Ma Erdogan non si fermò ai militari e al MIT nel ricercare i cospiratori di Ergenekon. Diventando sempre più paranoico sui complotti contro di lui e il suo governo, Erdogan iniziò ad accusare tutti i suoi avversari politici di essere cabalisti di Ergenekon. Il governo dell’AKP sempre più islamista cominciò ad accusare giornalisti, curdi, armeni, accademici, militari, membri della Corte Costituzionale e capi dei partiti di opposizione di far parte di Ergenekon. Presto, Erdogan puntò l’ossessione cospirazionista sul suo ex-alleato politico Gulen e i seguaci conosciuti come gulenisti. Dopo le elezione presidenziali del 2007, Erdogan e l’alleato Gulen dissero che i congiurati di Ergenekon volevano abbattere il governo con l’operazione denominata Balyoz. Oltre 300 ufficiali furono arrestati e accusati di tradimento. I documenti informatici di Balyoz risalivano al 2003, ma erano stati scritti in Word 2007. Anche se era chiaro che i documenti erano falsi, probabilmente scritti da sostenitori di Erdogan, il suo governo iniziò ad accumulare un potere sempre più antidemocratico. In pochi anni, il rapporto tra Erdogan e Gulen si ruppe. Nel 2013, l’alleanza tra Erdogan e Gulen finì. Gulen tolse il sostegno a Erdogan. Il primo ministro turco rispose purgando il governo, tra cui ministri. Erdogan li accusò di essere gulenisti e membri di un “governo parallelo”. Gli arresti di agenti segreti nel “governo” aumentarono. Erdogan, che soffre di paranoia delirante, creava lo stesso “Stato profondo” che credeva lo minacciasse.
erdogan-usa-facetime E’ chiaro che il tentato colpo di Stato del 15 luglio da una frazione dei militari turchi era diretto da membri dello “Stato profondo” di Erdogan, che può essere chiamato “Ergenekon II”. Il tentativo di golpe, che fece ogni possibile errore di pianificazione, aveva diversi obiettivi. Primo, Erdogan poté scovare gli ultimi oppositori tra i militari, vedendo chi affiancava i golpisti. Secondo, Erdogan usa il tentato colpo per avere ancora più potere, tra l’altro licenziando oltre 2700 giudici in Turchia. Terzo, nel sollecitare i suoi sostenitori ad andare in piazza, Erdogan rinvigoriva il sostengo ai piani del suo AKP. Gli imam esortarono i turchi a supportare Erdogan con messaggi amplificati dagli altoparlanti in cima ai minareti di tutta la Turchia, su ordine della Direzione affari religiosi della Turchia, ente del radicalismo sunnita. Il colpo del 15 luglio era destinato a fallire, per opera di Erdogan. Anche se il colpo di Stato era iniziato come classico rovescio dei militari di un governo civile, occupando punti strategici: i due ponti di Bosforo, l’aeroporto internazionale di Istanbul, la TV statale TRT e il quartier generale dello Stato Maggiore Generale di Ankara, era però stato progettato per fallire e dare ad Erdogan la spinta necessaria del sostegno popolare. Resta un mistero come i golpisti, che stranamente limitarono le azioni per occupare alcuni, ma non tutti i centri strategici, potessero, allo stesso tempo, riuscire a chiudere la maggior parte dei social media in Turchia, tra cui Facebook, Twitter e YouTube. E c’è il problema fastidioso del perché i golpisti non si mossero per arrestare Erdogan in villeggiatura sul Mar Egeo. Infatti, dopo che Erdogan lasciò l’hotel di Marmaris, al suo aereo sarebbe stato rifiutato l’atterraggio nell’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul, indicato nelle mani dei ribelli. La propaganda di Erdogan poi cominciò a diffondere false informazioni secondo cui era in volo sull’aereo presidenziale alla ricerca di asilo in Germania. La verità è che l’aereo di Erdogan non si allontanò dallo spazio aereo turco. Anche se i social media furono chiusi, Erdogan apparve su FaceTime dal suo iPhone alla CNN Turk, che non era ancora stata occupata dalle forze militari ribelli. Se il colpo fosse stato un serio tentativo di cambiare il governo, FaceTime sarebbe stato chiuso. CNN Turk, filiale della statunitense Cable News Network (CNN), sarebbe stata bloccata, così come lo fu la televisione di stato TRT. Inoltre, l’agenzia di stampa statale Anadolu continuò a rilasciare dichiarazioni del primo ministro Binali Yildirim, sostenendo che il golpe era stato appena sventato. Un colpo di Stato reale avrebbe chiuso anche l’agenzia. Dopo che i sostenitori Erdogan occuparono l’aeroporto internazionale Ataturk, Erdogan atterrò nelle prime ore del mattino del 16 luglio per incontrare la folla di sostenitori. Questi irriducibili sostenitori di Erdogan sono con lui da quando era sindaco di Istanbul. L’aereo di Erdogan atterrò senza incidenti. In un colpo di Stato autentico, l’aereo di Erdogan sarebbe stato circondato dai militari e lui sarebbe stato messo agli arresti. In alternativa, se l’aereo presidenziale insisteva a voler atterrare contro gli ordini dei militari, sarebbe stato abbattuto. Generando ancora più simpatia per sé, Erdogan affermò che il suo hotel di Marmaris fu bombardato dopo che era andato via avendo appreso del colpo di Stato. Sarebbe stato anche nell’interesse di Erdogan ordinare il bombardamento della struttura, così come dell’enorme palazzo presidenziale di Ankara, raccogliendo ancora più simpatia e sostegno popolare. I “cospiratori” del colpo di Stato scelsero di colpire nel momento in cui enormi ingorghi sarebbero nati chiudendo le autostrade a Istanbul, una metropoli di 15 milioni di persone. Chiudendo tutte le corsie sui ponti del Bosforo e non mantenendone una corsia aperta, affinché tornasse a casa dal lavoro, la popolazione si arrabbiò verso il “colpo di Stato” e i presunti “capi”.
Se il tentativo di colpo di Stato fosse stato autentico, Erdogan sarebbe stato arrestato e incarcerato senza la possibilità di trasmettere un messaggio al popolo turco. I turchi, più di chiunque altro, sanno del crollo del colpo di Stato greco-cipriota contro il presidente cipriota Makarios nel 1974. Dopo che una giunta greco-cipriota annunciò che Makarios era stato estromesso ed ucciso durante il colpo di Stato, Makarios parlò alla nazione da un stazione radio a onde corte di Paphos, Cipro. Makarios annunciò che i golpisti non l’avrebbero mai cacciato da Cipro. Il colpo di Stato fallì. L’esercito turco conosce bene questa storia perché sfruttò il colpo di Stato greco-cipriota per invadere ed occupare la parte settentrionale di Cipro, apparentemente per proteggere la popolazione turco-cipriota. Erdogan incontrò all’aeroporto una folla che agitava nuove bandiere turche, dalle pieghe ancora visibili. Questo è sempre un segno del coinvolgimento di George Soros nelle rivolte colorate, con manifestanti che sventolano sempre bandiere nuove di fabbrica. Alcuni sostenitori di Erdogan furono visti agitare le bandiere nuove del gruppo separatista islamico del Turkestan orientale in Cina, un gruppo sostenuto da Soros. L’Open Society Institute di Soros opera liberamente ad Istanbul e Soros è in rapporti amichevoli con Erdogan. E’ inoltre degno di nota che il segretario di Stato degli USA John Kerry, un accolito di Soros, indicasse che avrebbe raccomandato di estradare Gulen dall’esilio in Pennsylvania, se viene provato che il religioso fosse dietro il colpo di Stato. Erdogan non avrebbe potuto chiedere di più dal supporto al suo colpo di Stato sotto falsa bandiera, che aveva due obiettivi: imporre una nuova Costituzione alla Turchia che darà ad Erdogan poteri dittatoriali e prendere Gulen mettendolo in prigione o peggio. Le dichiarazioni di Kerry sono inani come lo era l’impiego di Barack Obama di Erdogan come consulente su Medio Oriente e questioni islamiche. Obama poteva fare di peggio chiedendo pareri al califfo a capo dello Stato Islamico.
Il tentato colpo di Stato in Turchia è una combinazione tra incendio del Reichstag in Germania orchestrato dai nazisti nel 1933, attribuito ai comunisti per permettere ad Adolf Hitler di demolire la Costituzione tedesca, ed Operazione Valchiria, il complotto militare per uccidere Hitler nella sua tana nella Prussia orientale del 1944. Attendendo abbastanza a lungo per vedere chi aderiva al suo finto colpo di Stato in Turchia, Erdogan ha seguito Hitler che aspettò di rivolgersi alla nazione tedesca finché tutti i sostenitori di Valchiria si svelarono. Fu allora che Hitler ordinò arresti ed esecuzioni dei golpisti. Dopo il crollo del colpo di Stato turco, Erdogan è immediatamente passato a far arrestare veri o sospetti golpisti catturati con una classica operazione “carta moschicida”. Erdogan si crede un sultano ottomano dei nostri giorni, e ora si vede anche come un capo assediato. Erdogan è più pericoloso che mai e la Turchia ha in serbo un futuro molto cupo, davvero.13239974La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un colpo di Stato molto prevedibile?

Gli oppositori di Erdogan ne hanno consolidato la posizione
Philip Giraldi, The American Conservative, 18 luglio 2016

turquie-640x400Il colpo di Stato militare in Turchia dello scorso fine settimana consisteva nei tentativi di prendere edifici governativi e infrastrutture chiave. Il colpo di Stato era diretto principalmente da truppe dalla gendarmeria e dall’aviazione ed era guidato da generali e colonnelli. Vi furono dei successi iniziali, ma entro il mattino dopo era chiaro che il governo aveva prevalso. Quasi 6000 arresti di presunti cospiratori si sono avuti e altri di certo seguiranno. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha promesso un giro di vite sui militari e anche sulla magistratura, accusando del golpe l’arcinemico Fethullah Gülen, in esilio in Pennsylvania. Gli analisti ritengono che la sconfitta del colpo di Stato aumenterà notevolmente l’autorità di Erdogan e potrà consolidare il potere alterando la costituzione del Paese che, data la crisi in Turchia causata dal colpo di Stato e dagli attentati a Istanbul, è probabile abbia successo. E un giusto processo per i presunti cospiratori nelle circostanze attuali rischia di non esserci, saranno accusati di tradimento. Erdogan potrà fare un repulisti e consolidare il potere. Vi è inevitabilmente una contronarrazione su cui io e numerosi osservatori della Turchia, collegati in rete, discutiamo e siamo inclini a credere. Per completezza, devo ammettere di criticare la direzione autocratica e islamista perseguita dal governo di Erdogan negli ultimi tre anni. Prima di tutto, anche se non è un grosso problema, nessuno di noi crede che Gulen sia dietro il colpo di Stato. E’ conveniente per Erdogan incolpare il suo primo avversario, perché faciliterà gli arresti di tutti gli oppositori, neanche legati al colpo di Stato, sostenendo che sono gulenisti. Erdogan è abile nell’incarcerare oppositori, spesso giornalisti, con accuse inventate di tradimento, e questa volta non sarà diverso. Il processo è già iniziato con la detenzione di numerosi ufficiali e giudici e senza dubbio si amplierà mentre altri nemici vengono identificati. In secondo luogo, quasi tutti noi crediamo che il colpo di Stato sia fondamentalmente una manovra. Erdogan e il suo governo avvertivano da mesi sulla possibilità di un colpo di Stato, quindi l’evento non dovrebbe sorprendere nessuno. E’ ormai certo che ci fu un tentato colpo di Stato a quanto pare sostenuto per lo più da militari kemalisti sostenitori dello Stato laico e che fossero allarmati dalla politica estera di Erdogan, tra cui la collaborazione coi gruppi terroristici e l’ostilità verso Russia e Siria. C’era anche probabilmente preoccupazione per il deterioramento dell’economia turca dovuto ai timori europei verso il terrorismo che distrugge il turismo, problema legato all’ingerenza di Ankara in Siria e alla vendetta personale di Erdogan contro il principale partito politico curdo, il Partito Democratico dei Popoli (HDP). Molti osservatori e anche funzionari del governo, ufficiosamente, criticano l’abbandono della tregua voluta da Erdogan poco prima vigente con la minoranza curda e il suo braccio armato PKK.
I golpisti probabilmente hanno commesso un errore presupponendo che vi fosse ampio sostegno nei vertici militari turchi al colpo di Stato. I generali, che un tempo sarebbero stati avversari naturali delle ambizioni di Erdogan, furono severamente puniti nel loro primo scontro con l’allora primo ministro, nel 2010-11. Una serie di processi farsa sostenne che gli alti ufficiali fossero coinvolti nel complotto contro il governo, secondo prove molto labili, rimuovendo i vertici e sostituendoli gradualmente con leali ad Erdogan. Molti degli ufficiali condannati furono liberati dal carcere ma, essendo rimasti senza potere per anni, non hanno alcuna capacità di agire contro il governo. I golpisti possono aver avvicinato uno o più nuovi generali nominati da Erdogan, senza il cui sostegno il colpo di Stato era impossibile, cercando simpatie. Con ogni probabilità, furono ricevuti cordialmente, ma l’ufficiale più anziano immediatamente indicò tale aperture al presidente, ponendo le basi della trappola. Il resto è andato naturalmente come previsto. I congiurati seppero da simpatizzanti della magistratura o della polizia che sarebbero presto statti arrestati, così iniziarono il colpo di Stato prima che i piani fossero completati e quasi sorpresero il governo. Erano pochi, così devono aver sperato che sarebbero stati raggiunti da altri. Non ebbero successo nelle unità dell’esercito e della polizia. e i lealisti si organizzarono rapidamente per resistergli. Erdogan poté anche chiamare i sostenitori a scendere in piazza e occupare l’aeroporto di Istanbul. I risultati erano prevedibili e il colpo di Stato è stato schiacciato. Erdogan ora ne raccoglierà i frutti politici, chiede inoltre l’estradizione di Gulen dagli Stati Uniti e l’amministrazione Obama considererebbe la richiesta.
Un altro aspetto del colpo di Stato ha provocato certa confusione. All’inizio fu affermato, senza alcuna prova, che i cospiratori fossero costernati dalle recenti aperture del governo di Erdogan verso Russia e Siria per ripristinare relazioni normali. Questa è una lettura completamente erronea dei fatti, essendo l’esercito turco da tempo riluttante a sostenere eventuali operazioni in Siria e, in generale, si oppose a qualsiasi iniziativa fuori dai confini della Turchia. Durante la breve occupazione della televisione turca, i golpisti denominarono il loro movimento “consiglio di pace”. I generali sono occupati da curdi e rifugiati, e la maggior parte sicuramente non incoraggiava altre incombenze. Si potrebbe anche aggiungere ai cambiamenti verso Russia e Siria il riavvicinamento ad Israele. L’economia turca è in cattive acque e la posizione internazionale è gravemente danneggiata dalle politiche di Erdogan. I sondaggi suggerivano che il pubblico turco accusasse Erdogan del calo dell’occupazione e del reddito, così come del terrorismo. Il cambio politico per ricucire con un certo numero di Paesi fu la risposta a tale preoccupazione e non era collegato al malcontento dei militari turchi. Così il colpo di Stato militare abortito è diventata una grande vittoria del presidente Erdogan. Resta da vedere come esattamente la sfrutterà, ma è certo che l’userà come pretesto per espandere i suoi poteri. A chi obietta che il presidente turco non avrebbe ucciso soldati per la propria agenda politica, si potrebbe far notare che pensava di farlo nel 2014 per creare il pretesto per la guerra contro la Siria. Di conseguenza, la questione se Erdogan in realtà abbia favorito il colpo di Stato come operazione false flag è certamente intrigante e va considerata. Va considerato dalla Casa Bianca prima di acconsentire alle richieste di Ankara di estradare Gulen o uno dei suoi soci.Cnl00n9XYAAWjGaPhilip Giraldi, ex-agente della CIA, direttore esecutivo del Consiglio per l’Interesse Nazionale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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