Le nuove armi ipersoniche russe e cinesi innervosiscono gli USA

Sputnik 31/07/2015

Russia-Hypersonic-MissileAlti ufficiali statunitensi hanno riconosciuto che gli assai manovrabili, ultra-veloci e sfuggenti armi ipersoniche che Russia e Cina sviluppano sono una minaccia strategica agli Stati Uniti, oggi privi di velivoli ipersonici, afferma l’esperto della sicurezza nazionale Bill Gertz. “Nazioni nucleari e non sono pronte ad impiegare capacità informatiche, contro-spaziali ed asimmetriche come opzioni per raggiungere i loro obiettivi durante una crisi e un conflitto, e le nuove tecnologie ipersoniche, come i velivoli che vengono sviluppati, complicano il nostro approccio cruciale alla difesa“, ha detto Gertz citando l’Ammiraglio Cecil D. Haney a capo del Comando Strategico degli USA (Stratcom). Le armi d’attacco di precisione A lungo raggio che volano a una velocità di Mach 5 saranno considerate ipersoniche. Ciò che le rende mortali è l’imprevedibilità della loro traiettoria. Praticamente non possono essere intercettare dai missili dei sistemi di difesa convenzionali. Sebbene le armi ipersoniche non siano in servizio in alcun Paese, rimangono “una preoccupazione e una questione di dibattito in futuro“, ha detto il Tenente-Generale dell’USAF James Kowalski.
A giugno, gli esperti militari dissero che la Russia aveva testato un nuovo velivolo da attacco ipersonico (Ju-71) che trasporterebbe testate nucleari e potrebbe penetrare i sistemi di difesa missilistica. Il Paese svilupperebbe diversi sistemi d’arma ipersonici, compresi missili aero-lanciati e navalizzati. Secondo alcune fonti, il PAKDA, nuovo bombardiere a lungo raggio di quinta generazione della Russia, attualmente in fase di sviluppo, sarà equipaggiato con armi ipersoniche.
La Cina avrebbe condotto il test di lancio di un velivolo ipersonico (HGV), nominato dal Pentagono Wu-14. L’arma sarebbe un vettore di testate convenzionali o nucleari e potrebbe neutralizzare lo scudo missilistico degli Stati Uniti. Ha una velocità massima di Mach 10.
Gli Stati Uniti lavorano su un sistema simile, l’Advanced Hypersonic Weapon (AHW) nell’ambito del programma Prompt Global Strike, che non è coperto dal nuovo Trattato START 2010 con la Russia. Alla fine del 2014, un’arma ipersonica degli USA esplose alcuni secondi dopo il lancio per il test.

china-tests-new-hypersonic-glide-vehicle-1434400080Dove sono dispiegati i nuovi sistemi militari russi?
Anàlisis Militares 31 luglio 2015

Penso che il post sarà interessante perché usa alcuni grafici dalle molte informazioni. Fondamentalmente si tratta di raccogliere dati su dove vengano schierati i sistemi che entrano in servizio, in modo da vedere quali aree siano o saranno rafforzate adottando i più avanzati equipaggiamenti russi.
Primo i missili balistici a corto raggio (SRBM) della famiglia Iskander schierati nel 2015 nelle seguenti aree:iskander brigadasPoi il famoso sistema di difesa aerea S-400 di cui tanto si parla in questi ultimi anni:s-400 2015 fUn’altra cosa importante da sapere è lo schieramento dei radar strategici di nuova generazione, vale a dire radar di primo allarme contro attacchi missilistici nemici. In questo caso, parlando della Federazione Russa, si tratta delle basi dei radar Voronezh. Nel grafico quelli costruiti e programmati:

radar+voronezh+rusia+total+fNel campo aeronautico vi sono i Sukhoj Su-35S che entrano nella VVS russa negli ultimi anni. Ecco le basi di schieramento (a Lipetsk e Akhtubinsk non vi sono unità di combattimento, ma di addestramento e test):su-35 unidadesUn’altra star degli ultimi anni è il bombardiere Sukhoj Su-34. Queste sono le unità che l’operano o l’opereranno a breve termine:su-34 unidadesIl Su-25SM, versione migliorata del Su-25, viene schierato qui:su-25SM unidadesGli elicotteri da combattimento Mil Mi-28N sono schierati qui:Mi-28N unidadesL’ultimo elicottero ad arrivare è il Kamov Ka-52, schierato in questi settori:ka-52 unidadesEquipaggi provenienti da Russia, Bielorussia, Kazakistan e Cina partecipano ad Aviadarts
Defence Russia 21 luglio 201555b7be35c46188e6198b4593Più di 50 squadre di piloti provenienti da Russia, Bielorussia, Kazakistan e Cina partecipano alle competizioni internazionali aeree Aviadarts-2015, ha detto il portavoce dell’Aeronautica della Russia Igor Klimov alla TASS. Ha detto che altri sei Paesi saranno presenti in qualità di osservatori. “Le gare si svolgeranno in sette discipline per tipi di aeromobili, tra cui aerei da combattimento, bombardieri, aerei da attacco, aerei da trasporto ed elicotteri. I partecipanti potranno pilotare i loro aeromobili”, ha detto. Più di 100 piloti si esibiranno i voli su 12 tipi di aerei ed elicotteri dai tre aeroporti regionali di Rjazan, Brjansk e Kaluga, tra cui JH-7, Su-24M, Su-25, Su-27, Su-30MK, Su-34, MiG-29SMT, Il-76, Tu-22M3, Ka-52, Mi-35 e Mi-8.

0c78c2e877fbcdadcc4d029e9dd852cfTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia abbatte il golpe furtivo degli USA

Tony Cartalucci New Eastern Outlook 31/07/2015russia-is-seeing-conspiracies-in-armenia-where-none-existSono tempi duri per l’industria della “rivoluzione colorata” degli USA. Perfezionato in Europa orientale dopo la caduta dell’Unione Sovietica e affinato durante la cosiddetta “primavera araba”, il processo di sovversione di un Paese per rovesciarne il governo con la copertura di proteste di massa inscenate sembra essere finalmente alla fine. Ecco perché negli Stati Uniti non è più possibile nascondere il fatto che dietro a tali proteste, che spesso anche nascondono il ruolo di elementi armati infiltrati segretamente, si dia l’ultima spinta ai governi presi di mira. La nazioni hanno imparato ad identificare, denunciare ed opporsi a tale tattica, e come con Adolf Hitler e la tattica del regime nazista della Blitzkrieg, una volta individuate le contromisure appropriate, l’efficacia dell’assalto travolgente, militare o politico, viene neutralizzata. Ciò s’è recentemente visto in Armenia durante le cosiddette proteste “Erevan Elettrica”. Erevan è la capitale dell’Armenia ed “elettrica” è in riferimento alla presunta motivazione dei manifestanti, l’aumento dei prezzi della luce. Le “rivoluzioni colorate” sono sempre iniziate con una motivazione apparentemente legittima, che rapidamente diventava politica scartando molte richieste legittime, le precedenti richieste pratiche, per concentrarsi quasi esclusivamente sul “cambio di regime”. Gli agitatori armeni che guidano Erevan “elettrica” neanche se ne rendono conto, usando la maggior parte del loro slancio iniziale nel tentativo di convincere il mondo che non sono un’altra sommossa appoggiata dagli USA.

Il colpo di Stato furtivo
Nikol Pashinjan e il suo partito “Contratto civico” sono nettamente appoggiati dagli USA. Così molti trovato sospetto che ne sia la voce prominente, insistendo sul fatto che il movimento “Erevan elettrica” non sia politico e appoggiato dagli USA. Verelq, sito armeno che inspiegabilmente si collega al sito armeno di Radio Free Europe/Radio Liberty del dipartimento di Stato, avrebbe indicato nell’articolo, “Nikol Pashinyan: le proteste a Erevan sono di natura esclusivamente sociale” che: “Anche se si guardano ai processi con il microscopio, è possibile visualizzare componenti politiche e politici, nazionali e stranieri, nelle dimostrazioni. La gente non vuole che cresca il prezzo della luce. Questo è tutto“, dice Pashinjan, secondo cui l’energia elettrica è prima di tutto un prodotto: la vendono le reti elettriche e i cittadini la comprano. “Le azioni di protesta dovrebbero essere considerate come protezione dei diritti dei consumatori. La politica non c’entra nulla“, ha detto. Ma la politica c’entra. Come i politici come lo stesso Pashinjan, che ha visitato i manifestanti incarcerati nella fallita rivolta, e che a un certo punto ha invocato la costruzione di un “muro umano” di prominenti personalità armene tra manifestanti e polizia. Armenia Now, finanziato dal dipartimento di Stato, (nuovo centro di formazione dei giornalisti) riporta, “La politica in mezzo: legislatori, figure pubbliche formano un “muro umano” tra la polizia e i manifestanti”: “L’appello per creare un muro umano è stato fatto dal deputato di opposizione Nikol Pashinyan, esortando tutti i parlamentari, ex e attuali, studiosi, rappresentanti del mondo dello spettacolo, avvocati, giornalisti, rappresentanti religiosi e altre figure pubbliche a visitare il sito della protesta per garantire che la forza venisse usata sui manifestanti”. Altri legami evidenti tra proteste, Pashinjan e ONG appoggiate dagli USA sono state indicate dall’analista geopolitico Andrew Korybko nell’articolo, “‘Erevan Elettrica’ va fuori controllo“. Nonostante questi legami, alcuni hanno tentato di affermare che Pashinjan sia semplicemente un opportunista e che il suo sostegno dagli USA e i tentativi delle ONG degli USA di manipolare le proteste avevano poco a che fare con le proteste. Ma niente potrebbe essere più lontano dalla verità.

L’azione furtiva degli agitatori
ngo-licence La prossima generazione di “rivoluzioni colorate” degli USA tenterà di offuscare i legami tra essa e i loro agitatori, nel tentativo di riprendere l’iniziativa strategica mantenendo la massima negazione plausibile. Ma se si osserva bene, scopriranno che per quanto ricorrano a offuscamento e sotterfugi, non potranno nascondere i collegamenti tra il dipartimento di Stato USA e la sua mafia. Le proteste sono opera del gruppo “No al saccheggio”, guidato da avvocati e attivisti organizzati da National Endowment for Democracy (NED) e USAID del dipartimento di Stato degli USA, dall’Associazione dei giovani avvocati armeni (AYLA) finanziata dall’Open Society e dell’Helsinki Citizens’ Assembly Vanadzor Office che apertamente coordinava gli sforzi di “No al saccheggio” per fare pressione sul governo su numerosi problemi. Almeno 2 membri di AYLA, Ara Gharagjozjan e Arthur Kocharjan, sono stati identificati membri del nucleo di “No al saccheggio”. Il sito di AYLA, “Iravaban“, elenca vari giovani avvocati e attivisti che avevano frequentato uno dei programmi di tirocinio nel 2014. Iravaban ha anche seguito le contorte vicende delle proteste dall’inizio alla fine, così come le attività di AYLA ed ‘Helsinki Citizens’ Assembly Vanadzor Office per sostenere le proteste. Numerosi altri “siti notiziari” pro-proteste, incluso Hetq, se ammettono di essere finanziati dall’Open Society Foundation del criminale finanziario George Soros, non indicano la NED come sponsor, ma la NED tuttavia elenca Hetq. C’è anche Media.am, finanziata dall’USAID e dal Fondo europeo per la democrazia. Tutto ciò si aggiunge alla vasta rete di media locali finanziati da ONG straniere, per diffondere l’illusione del consenso alla disinformazione spacciata sulle proteste. Insieme ai programmi di formazione finanziati per indottrinare gli studenti e creare avvocati e attivisti nelle arti più fini della sedizione, permettendogli di poter gestire per conto proprio le sommosse, gli Stati Uniti ritengono che ci sia sufficiente negazione plausibile per nascondere i legami tra essi e i capi della protesta. Sforzi simili furono fatti a Hong Kong e più recentemente Thailandia, dove le sommosse apertamente appoggiate dagli USA furono aizzate da elementi addestrati e scatenati dagli agenti degli USA. Nonostante questa attenta disposizione, le proteste di “Erevan Elettrica” non hanno mai avuto un peso decisivo. La ragione è semplice: era sospettata di essere appoggiata dagli USA e i loro agenti più evidenti, che alla fine avrebbero dovuto guidare le proteste, non poterono farlo poiché confermarono il sospetto minando il proprio tentativo. Senza che simili agenti agiscano e diano ulteriore sostegno, proteste maggiori sono logisticamente e politicamente impossibili.

Come abbattere un colpo di Stato furtivo
I media della Russia influenzano sempre più la scena mondiale, avendo un ruolo essenziale nel smascherare e sventare la destabilizzazione e il rovesciamento del governo in Armenia da parte degli USA. La capacità di essere un passo avanti alla narrazione occidentale e denunciarne gli attori prima che siano sul palco, comporta che la gente sappia già cosa cercare. Quando i manifestanti scesero in piazza e le proteste si trascinavano, ONG e media occidentali le sostenevano confermando gli avvertimenti dei russi. Quando il goffo ed evidente agente Pashinjan si presentò, non ci furono dubbi che il prezzo della luce, da vero punto di contesa, veniva utilizzato per creare un più grande, dirompente e in definitiva pericoloso tentativo di cambio di regime eterodiretto. In futuro, il governo dell’Armenia dovrà essere attento nel concedere ad interessi stranieri lo sfruttamento di contese; la dedizione al progresso economico e sociale non va ignorato, con la fiducia che ciò possa ridurre potenziali proteste. Altre nazioni hanno molto da imparare da come la Russia ha sventato questo ultimo tentativo degli USA di proiettare potenza all’estero disturbando la vita di un popolo sovrano a migliaia di miglia di distanza. Grazie a persone semplicemente informate di ciò che davvero succede, seguendo il denaro e denunciando gli attori coinvolti, il popolo dell’Armenia ha deciso da solo se sostenere o meno la sommossa, scegliendo saggiamente di no. Quando l’Armenia adotterà leggi simili a quella della Russia sulle ONG, come mandato di dichiarare apertamente e quanto spesso di ricevere finanziamenti esteri, il popolo valuterà se o meno le sommosse che tali ONG sostengono siano veramente a favore dei loro interessi, o di quelli di Wall Street e Washington.armeniaTony Cartalucci, ricercatore e scrittore di geopolitica di Bangkok, per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La nuova politica navale della Russia

Alessandro Lattanzio, 30/7/20151025067312Il 26 luglio 2015, nel giorno della Marina, il Presidente Vladimir Putin ha tenuto una riunione sulla nuova Dottrina Navale della Federazione Russa a Baltijsk, la principale base della Flotta del Baltico (regione di Kaliningrad), a bordo della nuovissima fregata Admiral Gorshkov. Tra i partecipanti vi erano il Viceprimo ministro Rogozin, il Ministro della Difesa Shojgu, il Capo di Stato Maggiore della Marina Viktor Chirkov e il comandante del Distretto militare occidentale Generale Anatolij Sidorov. Rogozin aveva osservato che il documento precisa le quattro funzioni e i sei aspetti regionali delle attività navali della Russia. “I quattro aspetti funzionali sono operazioni navali, trasporti marittimi, scienza marittima e sfruttamento delle risorse naturali sotto il fondale oceanico“, mentre i sei aspetti regionali sono Oceano Atlantico, Artico, Pacifico, Indiano, Antartico e Mar Caspio. “L’Atlantico riflette la nostra attenzione sull’espansione ad est della NATO e la creazione di sue infrastrutture presso i nostri confini“. Il documento afferma che fattore determinante nelle relazioni della Russia con la NATO è l’inaccettabilità dei piani per avvicinarne le infrastrutture militare ai confini della Russia. Determinando la politica nazionale sull’Atlantico, la dottrina discute le “condizioni esistenti in questa regione comprendendo la centralità della NATO e l’insufficiente quadro giuridico sulla protezione internazionale“. Rogozin osservava che le modifiche erano motivate dalla riunificazione di Crimea e Sebastopoli alla Russia e dalla necessità di integrarle nell’economia nazionale al più presto, e dal ristabilimento della presenza russa nel Mediterraneo. Le priorità del documento includono “perfezionare composizione e struttura della Flotta del Mar Nero, espansione delle infrastrutture navali in Crimea e sulle coste della Krasnodar Kraj, realizzazione dei collegamenti marittimi con la Crimea e sviluppo dei collegamenti marittimi tra la Krasnodar Kraj e Crimea“. L’Artico ha ricevuto particolare attenzione con la crescita dell’importanza delle rotte nel Mare settentrionale, richiedendo che la Russia ricostruisca la flotta di rompighiaccio nucleari. “Il presidente è stato informato sui progressi nella costruzione dei rompighiaccio nucleari Arktika, Sibir e Ural la cui entrata in servizio è prevista per il 2017, 2019 e 2020”. Secondo Vladimir Anokhin, Vicepresidente dell’Accademia dei Problemi Geopolitici, gli aspetti più importanti della nuova dottrina navale riguardano, “l’approccio sistemico per eliminare le minacce al nostro Paese da diverse direzioni. Questo è un aspetto. L’altro è l’elevata importanza dell’Artico. La situazione marittima della Russia non è cambiata da Pietro il Grande e non cambierà. Abbiamo sempre dovuto affrontare minacce e sempre le abbiamo respinte, non c’è niente di nuovo. Le nostre politiche attuali continuano una politica russa secolare. Questo è il primo fattore, il secondo è che non si tratta di una dottrina aggressiva, ma comunica l’intento di rafforzare le nostre posizioni. Inoltre, nessuno parlava dell’Artico durante l’era sovietica perché tutti presupponevano che fosse territorio sovietico. Eltsin aveva altre cose di cui preoccuparsi, doveva evitare che i pantaloni gli calassero. Ma ora la Russia ha superato le trasformazioni liberal-democratiche. Data la portata della guerra contemporanea, l’Atlantico è il potenziale campo di battaglia dove lo scontro può decidere l’esito della guerra navale. Né Mar Nero, né Mediterraneo sono oggi teatro di operazioni della nostra Marina. Con Bosforo e Dardanelli che bloccano la flotta, si può presupporre che l’Atlantico sia la zona neutra che separa i belligeranti. Quindi è fondamentalmente importante controllarlo, per far avanzare le nostre forze e stabilire le condizioni per il successo militare. Già controlliamo il Pacifico dove abbiamo alleati e basi. L’Atlantico, naturalmente, non ci è nuovo ma siamo meno presenti. Pertanto dobbiamo dare ai nostri marinai l’opportunità di sentirsi a casa nell’Atlantico come nel Mar Nero. … Il problema è che abbiamo perso basi e formazione tecnica. Il nostro tallone d’Achille. Non abbiamo personale tecnico sufficiente. Abbiamo buoni comandanti, ma non abbastanza equipaggi. Abbiamo solo iniziato e ci vorrà molto tempo. Ma oggi non abbiamo un sistema di formazione tecnica, né il livello d’istruzione che avevamo durante il periodo sovietico. Dovremo ripristinare gran parte di ciò che è stato distrutto, e ci vorrà tempo. … Le nuove dottrine sono una risposta alle nuove minacce di gravi cambiamenti globali. Il tempo dirà come si evolvono. È un processo assai dinamico e la cosa più importante oggi è che i nostri politici non dormano con l’emergere di nuove minacce”.2137ce31-23d9-4449-b7d6-3cbbf25c416e-2060x1236In effetti, la Russia amplia compiti e dimensioni della Flotta del Nord assegnandole nuove forze aeree, di difesa aerea e di sorveglianza. La decisione di assegnare queste forze alla Flotta del Nord fu annunciata dal Capo di Stato Maggiore russo Generale Valerij Gerasimov, a fine 2014. “Abbiamo iniziato lo sviluppo della forza aerea e delle forze di difesa aerea della Flotta del Nord“, dichiarava l’Ammiraglio Vladimir Koroljov, aggiungendo che una divisione della difesa aerea e un reggimento aereo composito avevano già aderito alla Flotta del Nord, e descriveva la costruzione di infrastrutture nella regione artica come prioritaria per la Russia. La flotta rafforza anche le truppe della difesa costiera e migliora il comando. Infine, Koroljov concludeva che la Flotta del Nord sviluppa “un sistema di tracciamento avanzato” aeronavale già parzialmente in funzione. Alla fine del 2014 la Russia riattivava 12 basi aeree artiche per ospitare intercettori e bombardieri strategici, ne costruiva una nuova sulle isole della Nuova Siberia e costituiva una rete di 10 stazioni radar per la difesa aerea strategica. Infine, organizzava il comando strategico congiunto della Flotta del Nord, con il compito di tutelare gli interessi nazionali della Russia nell’Artico, dove nel 2015 si terranno esercitazioni congiunte con forze d’assalto anfibio, la 200.ma Brigata di fanteria motorizzata, truppe aviotrasportate e forze speciali, mentre presso Norilsk e sulle Isole della Nuova Siberia si svolgeranno esercitazioni di sbarco anfibio con grandi navi d’assalto. Inoltre, per le operazioni nel Mar Bianco della Guardia di Frontiera, il cantiere Zelenodolsk varava, nel maggio 2014, il pattugliatore artico da 2700 tonnellate Proekt 22100 Poljarnaja Zvezda. Per le operazioni sotto la calotta polare, i sovietici completarono il 16 luglio 1990 il mini-sottomarino Proekt 10831 Kalitka, in grado di operare a 6000 metri di profondità. Il 26 agosto 1995 fu varato il nuovo mini-sottomarino nucleare in lega di titanio AS-12 Losharik che nel 1997 entrò a far parte della Flotta del Nord della Federazione Russa. Il Losharik ha una lunghezza di 50 metri, una larghezza di 3,8 metri, un’altezza di 4,2 metri e un dislocamento di 730 tonnellate. Propulso da un reattore nucleare da 15000 kW raggiunge la velocità di 45 nodi in immersione. Il suo equipaggio è composto da 14-16 marinai. È dotato di radar millimetrico, sonar, proiettori, bracci articolati, sistemi di sollevamento per lavorare sul fondo del mare, e droni. Può operare in immersione per 50 giorni. Nell’agosto 2003 il Losharik riprese le missioni di addestramento e successivamente fu utilizzato per l’installazione di oleodotti e piattaforme off-shore al largo della Siberia. Nell’ottobre 2012 partecipò alla più grande spedizione di ricerca scientifica sui fondali dell’Artico, sulla cresta Mendeleev, operando sul fondo dell’Oceano Artico per 20 giorni e raccogliendo 500 kg di rocce da analizzare. La Russia starebbe costruendo 3 nuovi mini-sottomarini classe Kalitka. Il 30 settembre 2008 l’SSBN Rjazan avrebbe trascorso 30 giorni immerso sotto la calotta artica, viaggiando dalla Penisola di Kola alla penisola della Kamchatka.Delta+Stretch+Orenburg_20120927_2_North+Pole La Russia reintroduce in servizio anche l’elicottero antisom Mil Mi-14 presso le Flotte del Mar Nero e del Mar Baltico dov’è possibile utilizzarlo da terra, senza la necessità di piattaforme navali. Il Mi-14 è un elicottero anfibio dotato di sonar, boe idroacustiche e radar, ed è armato con 1 siluro o 12 cariche di profondità da 64 kg o 8 da 120 kg. Inoltre, il Mi-14 può essere armato con una bomba atomica subacquea da 1 kT, capace di neutralizzare tutti i bersagli immersi fino a 800 metri di profondità. Il Mi-14 ha un’autonomia di 5 ore e un raggio di azione di 1135 km. I 150 Mi-14 furono ritirati dalla Marina russa nel 1996, su pressione di Washington. La reintroduzione dei primi 60 elicotteri Mi-14 richiederà un paio di anni. Nel 2015 la Marina russa riceverà 8 navi da guerra e 2 sottomarini, oltre a 45 impianti a terra e a 20 nuovi cacciabombardieri navalizzati MiG-29K, in conformità con il piano di approvvigionamento degli armamenti dello Stato, affermava il Ministro della Difesa Sergej Shojgu. I 2 sottomarini convenzionali Proekt 636 Novorossijsk e Rostov si uniranno alla Flotta del Mar Nero, che riceve anche 10 tra aviogetti da combattimento Sukhoj Su-34 e Sukhoj Su-30M2, ed elicotteri da guerra elettronica Mil Mi-8MTPR. Il Novorossijsk e il Rostov raggiungono i primi 2 nuovi sottomarini della Flotta del Mar Nero, lo Starij Oskol e il Krasnodar, divenuti operativi alla fine del 2014. Nel 2016 anche i sottomarini Kolpino e Velikij Novgorod entreranno in servizio nella Flotta del Mar Nero. Tra le 8 nuove navi vi sono la corvetta Sovershennij e la fregata Admiral Sergej Gorshkov. La Sovershennij, varata il 22 maggio 2015, è la prima nave ad entrare nella Flotta del Pacifico nel XXI secolo. Si tratta di una nave multiruolo per operazioni antinave ed antisom e di supporto alle operazioni della Fanteria di marina. La nave è armata con 1 complesso di missili antinave Uran, 1 sistema di difesa aerea Redoubt, 3 cannoni, 8 lanciasiluri e 1 elicottero Ka-27. La fregata Admiral Gorshkov è stata varata nel 2010 ed entrerà in servizio nella Flotta del Nord. La nave è armata con 1 cannone A-192 da 130mm, 16 missili antinave Oniks/Kalibr, 1 sistema di difesa aerea Redoubt, 2 sistemi di difesa aerea Palash e 1 elicottero Ka-27. Il 22 luglio, mentre il comandante della Marina russa, Ammiraglio Viktor Chirkov, annunciava che la Marina russa riceverà 18 nuove navi lanciamissili Proekt 22800, veniva impostata nel cantiere Amur di Komsomolsk-na-Amur la corvetta Geroj Russijskoj Federatsij Aldar Tsydenzhapov, della classe Proekt 20380 Steregushij. Di queste unità, delle classi Proekt 20380/20380M/20385, ne sono in servizio 4 e altre 7 sono in costruzione, proseguendo la ricostruzione della Marina militare russa (VMF).DSC_0826Secondo il direttore generale del cantiere navale Sevmash, Mikhail Budnichenko, l’aggiornamento dell’incrociatore da battaglia lanciamissili nucleare Proekt 1144 Admiral Nakhimov si concluderà nel 2018, un anno prima del previsto, “Stiamo testando e rimuovendo parti dello scafo, abbiamo completato le riparazioni nel primo e nel secondo compartimento. Stiamo anche lavorando per ottimizzare il tempo assegnato ai lavori elettrici. Il nostro compito nel prossimo anno è costruire le principali strutture dello scafo, chiglia, paratie, installare apparecchiature di grandi dimensioni e il sistema elettrico”. Una volta ultimati i lavori, l’incrociatore Admiral Nakhimov sarà dotato dei più recenti sistemi d’arma navali come 80 missili superficie-superficie Klub/Kalibr e antinave Oniks/Jakhont, missili antiaerei della versione navale dell’S-500, oltre ai sistemi di difesa aerea a corto raggio e antisom. L’Admiral Nakhimov, ex-Kalinin, è il terzo incrociatore della classe Kirov, entrata in servizio dal 1980. Solo uno dei 4 incrociatori della classe, il Pjotr Velikij, è operativo, ma la Russia prevede di riattivarli tutti: Admiral Nakhimov, Admiral Lazarev e Admiral Ushakov. Sevmash si prepara anche a costruire la futura portaerei russa, dopo la modernizzazione del cantiere. Si tratta della superportaerei Proekt 23000E Shtorm, proposta dal Nevskoe Design Bureau per “condurre operazioni in aree remote e oceaniche, ingaggiare bersagli terrestri e marittimi, garantire la stabilità operativa delle forze navali, proteggere le truppe d’assalto anfibio e provvedere alla difesa aerea“. La portaerei a propulsione convenzionale avrà un dislocamento di 100000 tonnellate, sarà lunga 330 metri, larga 40 metri (80 metri al ponte di volo), avrà un pescaggio di 11 metri e imbarcherà 80-90 velivoli, tra cui il PAKFA T-50 e velivoli di allarme immediato. Il progetto si basa sull’esperienza della portaerei Admiral Kuznestov e sul concetto inglese del double deck. Il design dello scafo è progettato in modo tale da ridurre la resistenza del 20 per cento, permettendo di navigare a 32 nodi riducendo i consumi e aumentando l’autonomia a 120 giorni. Il ponte di volo della portaerei avrà un ponte angolato e quattro postazioni di decollo: due rampe di lancio (Sky jump) e due catapulte elettromagnetiche. La difesa sarà fornita da quattro sistemi missilistici antiaerei e da una suite anti-siluri. Il complesso elettronico di bordo comprenderà sensori integrati, un radar multifunzione a scansione digitale, sistemi di guerra elettronica e di telecomunicazioni. La portaerei verrebbe costruita dal 2025 e completata non prima del 2030. Il programma rientra nella previsione per l’ammodernamento della VMF per il 2050. La superportaerei sarà scortata da unità della nuova classe Proekt 23560E Shkval, cacciatorpediniere da 18000 tonnellate di dislocamento, lunghi 200 metri, larghi 23 metri, con un pescaggio di 6,6 metri, una velocità di 32 nodi e autonomia di 90 giorni. Saranno armati con 64 missili da crociera, 16 missili ABM, 224 missili antiaerei, 24 missili antisom, 3 CIWS Palma, 1 cannone da 130 mm e 2 elicotteri. Il cacciatorpediniere sarà propulso da turbine a gas e avrà un sistema di combattimento integrato tattico e operativo-tattico ACSS, radar multifunzione phased array, sistemi da guerra elettronica, di comunicazione e ricognizione subacquea. Secondo il vicedirettore del Centro di Ricerca di Stato Krylov (KSRC) Valerij Poljakov, “Il cacciatorpediniere Proekt 23560E condurrà operazioni off-shore e oceaniche per distruggere obiettivi terrestri e navali, dare supporto in combattimento alle forze navali, difesa areale antiaerea e antimissile, e adempiere in tempo di pace ad attività in tutti gli oceani del mondo“.
admiral_makhimov_cruiser_sevmashLa Marina russa attualmente dispone di 60 sottomarini, di cui 12 SSBN e 30 multiruolo nucleari, ma prevede di espandere la flotta sottomarina con 2 nuovi tipi di sottomarini di quinta generazione, noti come “distruttore di portaerei” e “intercettatore subacqueo”. Il “killer delle portaerei” sarà equipaggiato con missili da crociera da utilizzare contro obiettivi costieri o di superficie, come le portaerei, mentre l’“intercettatore subacqueo” dovrà proteggere i sottomarini dotati di missili balistici (SSBN) e cacciare i sottomarini nemici. Il programma è gestito dal Malakhit Marine Engineering Design Bureau, nell’ambito dell’ammodernamento militare della Russia da completarsi entro il 2020. La loro costruzione dovrebbe iniziare presso il cantiere Sevmash una volta che l’ammodernamento del cantiere sarà completato. “Questo processo fornirà una piattaforma per la futura costruzione di navi di nuova generazione“, dichiarava Budnichenko, in “linea con il programma federale per la modernizzazione” che, secondo il comandante della Marina russa Ammiraglio Chirkov, prevede piattaforme con moduli unificati ed armi robotizzate integrate. Il Cantiere navale Sevmash, il più grande complesso per le costruzioni navali della Russia, si trova nella città di Severodvinsk, sul Mar Bianco. Sevmash provvede alla sostituzione di attrezzature e materiali importati da “potenziali aggressori” con prodotti nazionali russi. La “sostituzione delle importazioni non è un problema per Sevmash. Penso sia inutile dire quanto sia rischioso nell’epoca delle capacità quasi illimitate delle tecnologie IT equipaggiare i sottomarini con materiali e sistemi prodotti da ‘potenziali aggressori‘”. A seguito delle sanzioni occidentali, nel dicembre 2014 la Russia ha iniziato un programma di sostituzione delle importazioni di attrezzature e armi, volto ad eliminare la dipendenza della Russia da prodotti della difesa esteri. Infine, la Flotta del Nord della Marina russa testava un nuovo sonar capace di rilevare i sottomarini nucleari di 4.ta generazione in agguato negli abissi. L’unità trasmittente/ricevente del sonar Batareja può immergersi fino a 300 metri e a 30 chilometri dalle coste per rilevare i sottomarini e trasmetterne i dati tramite un cavo in fibra ottica. Sergej Tsygankov, progettista del nuovo sonar, afferma “Abbiamo adottato questo metodo di trasmissione dei dati perché non c’è un solo Paese occidentale che oggi saprebbe rilevare le informazioni che viaggiano attraverso fibre ottiche subacquee“. A sua volta, Shamil Alev, capoprogettista della Dagdiesel nel Daghestan, annunciava che l’azienda lavora su “armi subacquee ad alta precisione“; un nuovo siluro assai silenzioso, dotato d’intelligenza artificiale e sistema di controllo digitale. L’arma, svolgerà compiti di ricognizione, osservazione e inganno, oltre che distruggere i bersagli. Inoltre l’azienda lavora alla modernizzazione del siluro VA-111 Shkval e su un nuovo siluro furtivo da 305mm. Lo Shkval è un siluro in grado di raggiungere la velocità di circa 300km/h per ‘cavitazione’.
1634522_-_mainNel 2011, Francia e Russia firmarono un accordo da 1,5 miliardi di dollari per la costruzione di 2 navi da assalto anfibio classe Mistral per la Russia. Ma quando le navi già pronte dovevano essere consegnate nel novembre 2014, la Francia s’è rifiutata a causa della crisi ucraina. Da allora la Russia segue una propria via per sostituire le Mistral. Nel novembre 2014, il Contrammiraglio Victor Bursuk, Vicecomandante della Marina russa, aveva dichiarato: “Non dipendiamo dalla Francia per nulla, era solo uno contratto di cooperazione tecnico-militare e nulla più. Il programma prevede la costruzione di navi da guerra di questo tipo, e sarà certamente implementato“, poi a luglio, a San Pietroburgo, Vladimir Pepeljaev, a capo della divisione cantieristica navale del Centro di Ricerca di Stato Krylov, dichiarava che un progetto russo “si adatta alla tattica delle nostre forze, alla nostra mentalità e al nostro approccio alle operazioni anfibie. Le Mistral e altre navi straniere simili… seguono una ‘mentalità atlantica’. Il compito delle nostre navi è appoggiare le truppe in prima linea nella difesa dei confini, in altre parole, sbarcando gruppi d’assalto nelle retrovie delle forze nemiche. Naturalmente, sono progettate in modo diverso“. Pepeljaev affermava quindi che la sua azienda aveva presentato dei progetti alla Marina russa, “Il concetto proposto alla Marina Militare è all’esame. Attendiamo che la Marina si esprima“. La dottrina militare del 2014 mette l’accento sulle operazioni fuori dai confini dello Stato. L’articolo 32 parla di “dispiegamento avanzato di truppe nei settori strategici potenzialmente pericolosi” e, come già visto, di “tutelare gli interessi nazionali della Russia nella regione artica“. Quindi la VMF prevede una forza anfibia da inviare rapidamente nelle aree di conflitto. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la VMF fino al 2008 aveva solo le navi d’assalto anfibio Proekt 1171 Tapir, Proekt 1174 Nosorog wwnd6t13e Proekt 775 di epoca sovietica. Per migliorare la flotta d’assalto anfibio, fu ordinata la nave da appoggio assalto anfibio Proekt 11711BDK Ivan Gren, varata il 18 maggio 2012, mentre l’11 giugno 2015 veniva impostata la gemella Pjotr Morgunov presso i cantieri Jantar di Kaliningrad, dove sarà completata nel 2017. In totale verranno costruite 6 navi Proekt 11711BDK. Le navi classe Ivan Gren possono trasportare 13 carri armati o 36 BTR o 300 truppe da sbarco a 3500 miglia nautiche di distanza, e possono svolgere funzioni di centro comando nei teatri operativi assegnati. Sempre l’11 giugno 2015, V. Trjapinchikov, a capo del Direttorato delle costruzioni navali della VMF, dichiarava che navi di gran lunga superiori alle Ivan Gren saranno costruite nei prossimi 5 anni. Si tratta della nave d’assalto anfibio Priboj, che secondo Trjapinchikov, “E’ la nostra risposta alle Mistral. Questa nave è ancora un modellino, ma le sue specifiche ci permettono di calcolare che le navi UDK Priboj riusciranno a rispondere con successo alle sfide su carico, trasporto e sbarco delle truppe anfibie“. Le UDK Priboj dislocheranno 14000 tonnellate, avranno una velocità di 20 nodi e trasporteranno 60 mezzi a 6000 miglia. Avranno un’autonomia di 60 giorni. L’UDK Priboj trasporterà 8 elicotteri antisom Ka-27 e d’attacco Ka-52K, 4 mezzi da sbarco Proekt 11770M o 2 Proekt 12061M. La Marina russa dovrebbe acquisire 4 unità UDK Priboj, che saranno costruite da imprese nazionali per evitare il ripetersi della farsa delle Mistral. In tale ambito, quindi, la Marina russa ha intenzione di riprendere la produzione di due tipi di hovecraft d’assalto anfibio (LCAC), dotati di nuovi motori e sistemi d’arma. “Siamo pronti a presentare il progetto dei nuovi LCAC: ne abbiamo già progettato i sistemi d’arma e i propulsori“, dichiarava il capo dell’Almaz Central Marine Design Bureau. Si tratta dei Proekt 12322 Zubr e Proekt 12061 Murena. Il Zubr può trasportare 3 carri armati o 10 BTR o 500 soldati. Il Murena può trasportare 2 BTR o 1 carro armato o 130 soldati. Inoltre, sempre in ambito di operazioni anfibie, il Centro di Ricerca di Stato Krylov (KSRC) presentava il progetto del sostituto delle Mistral, la nave d’assalto anfibio Lavina da 24000 tonnellate, lunga 200 metri, larga 34 metri e un pescaggio di 7,5 metri. La nave trasporterà 50 carri armati e BTR, 500 soldati, 6 mezzi da sbarco e 16 elicotteri antinave e d’assalto. La Lavina sarà anche più veloce delle Mistral, con una velocità di 22 nodi, rispetto ai 19 nodi delle Mistral. La nave del tipo semi-trimarano avrà un’autonomia di 5000 miglia a 18 nodi. In sostituzione temporanea delle Mistral, sarebbe allo studio l’aggiornamento e la riattivazione delle 2 grandi navi d’assalto anfibio Proekt 1174 Ivan Rogov e Mitrofan Moskalenko, capaci di trasportare 4/5 elicotteri Kamov Ka-52K sviluppati per le Mistral russe. Infine, la nuovissima corvetta stealth trimarano Rusich-1 è in fase di sviluppo in Russia, capace di combattere anche in condizioni meteo Forza 6, “Una cosa che alcuna altra nave può fare”. Intanto, nel Cantiere Severnij di San Pietroburgo veniva impostata la prima corvetta di nuova generazione Proekt 20386, destinata alla Marina Russa.
wwnd6t12Infine, il 22 luglio Russia e Guinea Equatoriale firmavano un accordo per facilitare l’ingresso di navi da guerra russe nel porto di Malabo della Guinea Equatoriale. La Guinea equatoriale è il terzo Paese con cui la Russia raggiunge un accordo per l’ingresso delle sue navi da guerra, dopo Vietnam e Nicaragua. Nel marzo 2015 dalla base vietnamita di Cam Rahn i bombardieri a lungo raggio russi Tupolev Tu-95MS e Tu-160 svolgevano i primi voli presso la base militare statunitense di Guam, assistiti dalle aerocisterne Iljushin Il-78. Il ministro della Difesa russo Shojgu aveva detto nel febbraio 2014 che la Russia pianifica l’espansione della propria presenza aerea e navale all’estero.d0b0d180d0bcd0b8d18f-118Fonti:
Anàlisis Militares
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F-35: spazzatura che non preoccupa Russia e Cina

Malcolm Davis Australian Strategic Policy Institute – Russia Insider

Non potendo più nascondere che l’F-35 non può manovrare, il Pentagono ha iniziato a dire che ciò non importa perché potrà abbattere i caccia nemici prima che possano avvicinarglisi, tuttavia anche questo appare sempre più improbabile.combat-systems-fusion-engine-for-the-f35-1-728Dopo la diffusione di un rapporto sul recente fallimento di un F-35 nel battere in combattimento un F-16D, il dibattito si è intensificato sulla natura del futuro combattimento aereo. In un recente articolo sul Strategist Post, Andrew Davies identifica l’importanza di combinare l’ingaggio aria-aria a lungo raggio tramite i ‘Beyond-Visual Range Air to Air Missiles‘ (BVRAAM) con il vantaggio della tecnologia stealth per ridurre la tracciabilità del velivolo e sfruttando sensori, elaborazione informazioni e capacità di guerra elettronica superiori. Davies rileva inoltre che va ancora dimostrato quanto siano efficaci tali capacità nel futuro contesto operativo, dichiarando ‘…ci sono motivi per chiedersi quanto sarà efficace la borsa dei trucchi dell’F-35 in futuro, tanto più che i sistemi contro-furtivi si evolvono, e mi piacerebbe vederlo trasportare più armi a lunga gittata...’ Chiaramente l’F-35 è stato progettato per intraprendere un particolare approccio al combattimento aria-aria (attacchi a lungo raggio), piuttosto che al dogfighting ravvicinato. Ciò evidenza una domanda chiave che apre un dibattito significativo: “La nostra ipotesi sul futuro aereo da combattimento, secondo cui il BVR dominerà e i ‘duelli’ hanno i giorni contati, è corretta?” La base di fondo delle ipotesi attuali sull’ascesa del combattimento aria-aria a lungo raggio e la fine del dogfight è che Stati Uniti e forze alleate avranno sempre un chiaro e durevole ‘margine di conoscenza’ su qualsiasi avversario, acquisendo una cognizione della situazione superiore per consentire l’uso illimitato dei BVRAAM. A tal proposito, il vero successo dell’F-35 nella tattica della guerra aerea-aria può infatti dipendere dalla capacità di conservare un vantaggio cognitivo a livello strategico a fronte degli sforzi risoluti dei futuri avversari di vincere in modo netto la guerra delle informazioni all’avvio di ogni conflitto futuro. Considerando gli avversari futuri, la dottrina della guerra delle informazioni cinese evidenzia la necessità di attaccare i sistemi C4ISR, tra cui i satelliti, fin dall’inizio o anche prima in qualsiasi conflitto militare. Tale guerra delle informazioni sarà combattuta nello spazio, cyberspazio e spettro elettromagnetico. L’EPL vede le informazioni sul campo di battaglia come ambiente integrato che comprende cyberspazio e guerra elettronica, e basa l’approccio a questi ambiti con il concetto di Integrated Electronic Network Warfare (INEW). Il Generale dell’EPL Dai Qingmin afferma che obiettivo chiave dell’approccio dell’EPL all’INEW è interrompere il normale funzionamento dei sistemi informativi sul campo di battaglia del nemico, proteggendo i propri, con l’obiettivo di avere superiorità informativa. Pertanto, conquistare l’aria contro la PLAAF può essere determinato tanto dal vincere la guerra delle informazioni quanto dal successo nella tattica degli ingaggi aria-aria oltre l’orizzonte. S’immagini l’assenza di collegamenti dati tra F-35 e AWACS; i radar AESA di un E-7A Wedgetail distrubati; attacchi ASAT che abbattono le comunicazioni strategiche, attacchi informatici che colpiscono la logistica o i segnali GPS disturbati, i primi colpi sparati non saranno missili ma satelliti sabotati via computer dagli hacker o disturbati da terra. Inoltre ci sarà motivo di colpire con rapidità e decisione, avviando la ‘prima salva della guerra’ delle informazioni. Senza la flessibilità concessa da questi sistemi, il pilota dell’F-35 deve affidarsi a sensori di bordo come il radar AESA e l’Electro-Optical Targeting System (EOTS) per rilevare, tracciare e ingaggiare bersagli, aumentando la tracciabilità del velivolo e possibilmente farlo entrare nel campo visivo dei sistemi avversari.
La dipendenza dell’F-35 dalla superiorità delle informazioni lo rende inefficace? Se l’F-35 è relegato al ruolo BVRAAM a lungo raggio, e se la futura dottrina del potere aereo viene formulata con tale approccio, allora l’efficacia della piattaforma, e del potere aereo occidentale, è a rischio se i sistemi C4ISR saranno attaccati. A tal proposito, qualsiasi ipotesi secondo cui le moderne forze aeree non abbiano la capacità di dogfight è pericolosa e non è credibile, dato che alcuna forza aerea cederebbe il controllo dell’aria semplicemente perché non può sfruttare tutti i vantaggi desiderati. Le aeronautiche devono prepararsi al dogfight, anche se dotate dell’F-35. Infine, i futuri avversari non saranno così cortesi da combattere Stati Uniti ed alleati nei loro termini e in modo da rafforzarne il vantaggio. Il nemico conta sempre. In futuro, per conquistare l’aria prima si deve vince la guerra delle informazioni nello spazio, cyberspazio e spettro elettromagnetico, acquisendo una cognizione della situazione superiore, negandola all’avversario a livello strategico, operativo e tattico. L’incapacità di contrastare i sistemi di guerra dell’informazione dell’avversario ridurrà significativamente la capacità degli aerei da combattimento tattici come l’F-35 di avere sufficiente cognizione della situazione per impiegare efficacemente i BVRAAM, e quindi combattere secondo l’approccio preferito nelle operazioni aeree. Sembra improbabile che i nostri avversari futuri combattano nel modo più idoneo alla propria sconfitta, ed è una scommessa sicura che gli analisti cinesi e russi conoscano tutte le debolezze dell’F-35 e come condurre la guerra aerea sfruttando al meglio queste debolezze. L’F-35 sarà costretto al dogfight quando sarà impiegato in una guerra vera contro un nemico intelligente, ben attrezzato e determinato.660x371xchinese_military_hacking.jpg.pagespeed.ic.LLQLXze4DXTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La fuga di El Chapo in Messico indica i legami della CIA con i narcotrafficanti

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 26/07/2015Jeb Bush Speaks At The Reagan Library About His New BookLa seconda evasione da un carcere di massima sicurezza messicano di Joaquín Guzmán, noto anche come “El Chapo”, temuto capo del famigerato cartello della droga di Sinaloa, ha puntato i riflettori dei media sul narco-Stato del Messico. La prima evasione di El Chapo nel 2001 dalla prigione Puenta Grande dalla pretesa massima sicurezza, e la seconda evasione da un altro carcere a prova di fuga di Altiplano, ad ovest di Città del Messico, hanno coinvolto numerosi funzionari messicani corrotti dalle tangenti del ricco Guzman. Inoltre, la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti e le sue ramificazione della Drug Enforcement Administration (DEA) sono indagate ancora una volta per aver favorito funzionari del governo messicano, come l’ex-presidente Vicente Fox e l’attuale presidente Enrique Peña Nieto, accusati di favoreggiamento delle fughe di El Chapo ed anche del narcotraffico messicano e latinoamericano. L’attenzione dei candidati presidenziali del 2016 sulla questione dell’immigrazione clandestina dal Messico ha portato a miniera d’oro mediatica al promettente repubblicano Donald Trump, mentre le proposte più morbide sull’immigrazione di candidati come Jeb Bush e Marco Rubio sono oggetto di forti critiche. Trump ha irritato l’establishment politico statunitense quando ha accusato la maggior parte degli immigrati clandestini dal Messico di essere dei criminali. L’assassinio a luglio a San Francisco della 31enne Kate Steinle, di fronte al padre, per mano dell’immigrato illegale messicano Juan Francisco Lopez-Sanchez ha alzato l’indice di Trump nei sondaggi di opinione, soprattutto dopo che fu svelato che Lopez-Sanchez fu deportato dagli Stati Uniti in cinque occasioni. San Francisco per decenni è stato un importante punto del narcotraffico dal Messico e altri Paesi dell’America Latina. Quando Lopez-Sanchez fu arrestato per l’omicidio di Steinle, si scoprì che era già ricercato dalle autorità statunitensi per droga. Mentre Trump e il senatore repubblicano del Texas Ted Cruz hanno denunciato l’idea della cittadinanza a milioni di immigrati illegali latinoamericani negli Stati Uniti, Bush e Rubio, con legami familiari in America Latina, la sostengono. Bush e Rubio inoltre trafficano avidamente con l’economia oligarchica messicana. I due maggiori partiti del Messico, il conservatore liberista Partito di Azione Nazionale (PAN) e il Partito Rivoluzionario Istituzionale globalista (PRI), sono corrotti dal denaro del cartello della droga. L’unico partito che sembrava intento a ripulire la scena politica messicana dal controllo dei cartelli, il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) di sinistra-progressista, fu devastato da dissensi interni e da una scissione dopo la sconfitta sul filo del rasoio alle presidenziali nel 2006, con prove di una massiccia frode elettorale. Il registro della CIA prevede la diffusione dei semi della ribellione nei partiti sul punto di prendere il potere e sfidare autocrati e globalisti. Il Messico non ha fatto eccezione.
Jeb Bush, la cui moglie è messicana, avrà un momento difficile per le passate attività di uomo d’affari e governatore della Florida che ha incrociato individui legati ai sindacati dei narcotrafficanti, come i cartelli Sinaloa e del Golfo del Messico. Mentre Bush era governatore della Florida, le autorità di regolamentazione bancaria degli Stati Uniti scoprirono che il cartello di Sinaloa di El Chapo controllava 23 conti presso la filiale di Miami della Wachovia Bank. Dopo aver lasciato la carica di governatore della Florida nel 2007, Bush istituì la Jeb Bush e soci, un ufficio in comodato, senza pagare l’affitto, nel palazzo della HSBC sulla Brickell Avenue, nel quartiere degli affari di Miami. All’inizio del 2015, HSBC fu colta dalle autorità federali statunitensi riciclare 881 milioni di narcodollari, in gran parte del cartello di Sinaloa. In precedenza, HSBC fu scoperta aver riciclato 376 milioni per Wachovia. Nessuno della HSBC finì in prigione e la banca pagò una multa 1,9 miliardi di dollari al dipartimento della Giustizia con una “penale differita”, un congegno ideato da avvocati e pubblici ministeri per evitare ai banchieri la prigione. Jeb Bush, i cui legami con Wachovia e HSBC avrebbero dovuto suscitare maggiore attenzione dei pubblici ministeri, ha deciso di provare a diventare il terzo presidente degli Stati Uniti della famiglia Bush. Quando gli avvocati statunitensi del panamense Manuel Noriega minacciarono di svelare le videocassette che mostravano Noriega e George HW Bush cospirare per contrabbandare droga negli Stati Uniti, il giudice William M. Hoeveler decise semplicemente che la CIA non avrebbe dovuto presentarsi per conto della difesa al processo Noriega, a Miami. Hoeveler fu scelto da Jimmy Carter per presiedere l’US District Court del Sud della Florida fino al pensionamento lo scorso anno. Anche se ovviamente prendeva ordini da Langley, Hoeveler fu lodato dai colleghi come “stella in ascesa” della giurisprudenza statunitense. Nei tribunali statunitensi sono all’ordine del giorno giudici che hanno lavorato per conto dei riciclatori di denaro sporco e dei politici che hanno beneficiato della loro generosità finanziaria. La famiglia Bush è il peggior esempio di dinastia politica arricchitasi con narcotraffico e riciclaggio di denaro, creando una rete di “giudici sporchi” scelti per presiedere i tribunali federali e statali in Florida e Texas.
cia-rendition-plane-crash.1312435895w500 Il 28 settembre 2007, un jet Gulfstream di un contractor della CIA che trasportava 3,3 tonnellate di cocaina dalla Colombia al cartello di Sinaloa El Chapo, a Cancun, si schiantò nello Stato di Quintana Roo, nei pressi di Tixkoko, Yucatan. Il velivolo era collegato a due aziende già identificate come imprese per voli charter della CIA: S/A Holdings LLC di Garden City, New York e Richmor Aviation di Hudson, New York. Il 16 settembre 2007 l’aereo fu venduto a due uomini d’affari della Florida, uno di Miami e l’altro di Lakeland. I due uomini d’affari non furono mai identificati, ma l’aereo fu venduto per 2 milioni di dollari dalla Donna Blue Aircraft di Coconut Creek, Florida. Ogni esame delle operazioni di narcotraffico della CIA e della famiglia Bush in Florida, Louisiana e Texas svela sempre una rete complessa di società ‘scatole cinesi’, aerei che cambiano continuamente proprietari, oscuri miliardari latinoamericani che vivono in Florida e comodi “cadaveri” quando le forze dell’ordine ricevono soffiate sulle operazioni di contrabbando. Due individui legati al narcotraffico e al riciclaggio di denaro di Jeb Bush in Florida morirono in circostanze molto sospette. Manny Perez, complice di Bush nel riciclaggio di denaro presso la Eagle National Bank, fu trovato galleggiare in un canale a West Hialeah, vicino Miami, dopo che si pensava avesse spifferato del narcotraffico della famiglia Bush in Florida. La polizia stabilì che la morte di Perez fu un “incidente di nuoto”. Un altro portaborse di Bush, Manny Diaz, morì in un incidente stradale sospetto. Entrambi dovevano testimoniare alla sottocommissione bancaria del senatore John Kerry, che indagava sull’Iran-contra e il riciclaggio di narcodollari nel 1988. George Morales, contractor della CIA, morì scivolando su una saponetta nella doccia della prigione, il giorno prima del suo rilascio dal carcere in Florida, dov’era per traffico di cocaina. Morales doveva volare a Washington DC per testimoniare alla Camera dei Rappresentanti sulle operazioni di droga e contrabbando di armi della CIA, attività che interessavano Jeb Bush e suo padre, il 41.mo presidente degli Stati Uniti. Ancora un altro agente della CIA con informazioni sufficienti da affondare le fortune politiche della famiglia Bush nel 1980, Johnny Molina, si suicidò a Pensacola, in Florida, nel parcheggio di un ristorante. La polizia concluse che Molina si sparò 20 colpi con una MAC 10. Il corpo di Molina fu cremato prima dell’autopsia. L’ex-pilota della CIA, divenuto informatore della DEA, Barry Seal fu ucciso con un’esecuzione mafiosa a Baton Rouge, Louisiana, durante il servizio alla comunità dopo la condanna per droga. Quando fu arrestato in Louisiana per aver pilotato un aereo carico di marijuana, Seal disse che aveva il numero di telefono privato di George HW Bush nella valigetta. Kerry scoprì ciò che molti giornalisti investigativi hanno scoperto sui legami di CIA e famiglia Bush con il narcotraffico: la rete tra aziende, banche, agenti della CIA, compagnie aeronautiche e marittime coinvolte nel narcotraffico. Tali aziende, dalla Frigorificos de Puntarena, società di frutti di mare del Costa Rica, all’Ocean Hunter, Inc., altra azienda di frutti di mare di Miami, dalla SETCO Air che trasportava droga dall’America Centrale alla Florida alla Vortex/Universal Air Leasing di Miami, erano legate alla famiglia Bush e alla CIA, Jeb Bush compreso.
Le ramificazioni dell’evasione di El Chapo e i riferimenti importuni di Trump al problema degli immigrati illegali messicani schiumano sulla superficie della campagna presidenziale in cui i collegamenti della famiglia Bush al narcotraffico della CIA sono un problema, piaccia o no ai Bush e benestanti sostenitori.

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Povero vecchio Messico, non finiranno mai le violenze se non chiude il flusso della droga.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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