La Russia si prepara alle “Guerre Stellari”

Aleksandr Korolkov, RIR, 15 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il confronto tra Russia e Stati Uniti prende slancio e può, letteralmente, assumere scala cosmica, in riferimento alle tecnologie sviluppate dagli Stati Uniti che, nel prossimo futuro, possono influenzare l’equilibrio di potere globale e minacciare di ridurre il ruolo delle forze nucleari strategiche della Russia.

10153688Un po’ di storia
Una volta che i missili furono inventati per viaggiare nello spazio, i loro creatori decisero altri usi, anche sganciare le armi più potenti esistenti: quelle nucleari. Il Trattato sullo Spazio del 1967 vieta il posizionamento di armi nucleari nello spazio, tuttavia questa condizione non si applica alle armi convenzionali. Quindi, se non è possibile “bombardare” il nemico con missili nucleari dallo spazio, è possibile intercettarli. Tale lacuna fu affrontata nei negoziati che culminarono nella firma del trattato 1972 sulla limitazione della Difesa Missilistica.

Impunità assicurata
Nel 2001 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM e ora posizionano in diversi luoghi del mondo sistemi marini e terrestri Aegis in grado di abbattere missili dalla gittata di 5500 km. Inoltre, hanno intercettori GBI nei silo e creano un intero sistema radar (compreso il SBX flottante) e posizionano gli ultimi complessi THAAD in Corea del Sud per coprire i “vuoti” del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti verso Siberia ed Estremo Oriente russo, dove l’iniziale e più vulnerabile zona di volo dei missili balistici intercontinentali russi è fuori dalla portata dei radar statunitensi. Il 12 aprile 2015 le truppe EKO russe avvistarono un gruppo di satelliti da ricognizione elettronica in orbita. “Questa costellazione di satelliti fu sviluppata per sorvegliare le comunicazioni militari nel territorio della Federazione russa” ha detto Oleg Majdanovich, comandante delle truppe del Comando Spaziale delle Forze di Difesa Aerospaziale. Il Ministero della Difesa non ha indicato la nazionalità dei satelliti spia, ma gli analisti indicano gli Stati Uniti. “Ovviamente parliamo degli Stati Uniti, che possiedono i satelliti da ricognizione elettronici, in particolare della serie ‘Ferret-D’ che operano nel campo superiore dello spettro radio, in cui i sistemi di guida, scoperta e difesa missilistica operano” ha detto alla TASS Igor Korotchenko, caporedattore della rivista ‘Difesa Nazionale’.

Come risponderà la Russia?
La capacità della Russia di rispondere alle minacce esistenti in questo momento sono limitate, non solo dalla geopolitica ma anche dal punto di vista finanziario. Nella situazione attuale, qualsiasi risposta può essere solo asimmetrica. Date tali circostanze, i russi puntano a sviluppare nuovi missili balistici intercontinentali, a creare sistemi di difesa aerea universali con gli S-400 e S-500, e a modernizzare la difesa missilistica di Mosca. I test sono in corso su un nuovo missile del sistema S-400, dalla portata di 400 km, da utilizzare contro bersagli aerodinamici come gli aerei. Distanza e quota esatta in cui i missili possono abbattere (area di sconfitta) non sono specificate, ma sarebbero in grado di distruggere i missili nello spazio orbitale. Allo stesso tempo, si lavora sul sistema di difesa aerea di nuova generazione S-500 e sul nuovo sistema ABM di Mosca A-235, con cui coopererà. L’operatività è prevista per il 2017. Nel frattempo, l’industria della Difesa russa aumenta la produzione di missili per la difesa aerea e antimissile di tre volte rispetto al 2014. In Russia si lavora per garantire l’intelligence costante sui bersagli. Secondo Anatolij Savin, direttore scientifico della JSC Almaz-Antej, un “sistema originale d’intelligence spaziale” è stato creato permettendo d’individuare e tracciare i movimenti negli oceani delle portaerei nonché dei sottomarini strategici della NATO. “Abbiamo cominciato a sorvegliare costantemente praticamente tutti gli oceani del mondo” ha aggiunto. Inoltre, nel prossimo futuro, è previsto l’ampliamento della rete radar autonoma (RLS) nella regione artica.
Lo sforzo di tutta l’umanità è impedire una grande guerra nello spazio. Oggi, gli Stati Uniti non sono disposti a negoziare, spiegando l’assenza del Paese nel sostenere il progetto di trattato globale per impedire il dispiegamento di armi nello spazio, che Russia e Cina preparano dal 2007. In tale situazione, gli Stati Uniti richiedono un grande sforzo per convincersi che l’accordo soddisfa i loro interessi, ciò sarebbe possibile solo con la costruzione delle misure molto asimmetriche in corso in Russia e in Cina. A tal fine, la Cina ha già acquistato il sistema russo S-400.

1057761La Russia modernizza la flotta di caccia-intercettori MiG-31
Il primo lotto di 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM entra in servizio
Russia Insider 15 aprile 2015

d_pichugin_mig_31bm_10_1400I primi 24 caccia modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati alle forze armate russe. Il Viceministro della Difesa Jurij Borisov ha detto che 10 aerei saranno consegnati alle truppe ogni anno. “Dopo aver completato l’ammodernamento del MiG-31, ci aspettiamo che le forze militari abbiano a disposizione oltre 130 aerei aggiornati dagli eccezionali cruciali parametri tecnici“, ha detto Jurij Borisov, secondo cui circa 12-13 velivoli saranno modernizzati ogni anno. Il viceministro ha sottolineato che l’impianto aeronautico Sokol di Nizhnij Novgorod, dove avviene l’ammodernamento degli aerei, si adatta al programma di sostituzione delle importazioni. Le imprese Rostec producono i vari componenti dell’aeromobile. Ad esempio, i caccia aggiornati ricevono il nuovo sistema di controllo e radar Zaslon-M, sviluppato dal V. Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design (NIIP) del KRET. Mentre l’aereo era precedentemente classificato solo come intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato ora può distruggere bersagli aerei e terrestri. Con l’avionica modernizzata, l’efficienza del MiG-31BM è 2,6 volte maggiore rispetto al MiG-31. Il Zaslon-M differisce dal radar originale Zaslon per l’antenna di 1,4 m di diametro. Il raggio di scoperta dei bersagli aerei aumenta a 320 km, e quello d’inseguimento a 280 km. Il sistema radar del MiG-31BM può seguire contemporaneamente 10 bersagli aerei. Il MiG-31 è un caccia-intercettore a lungo raggio biposto supersonico ognitempo progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth ed altri obiettivi di ogni tipo e ad ogni quota, di giorno, di notte e in condizioni meteo avverse. Un gruppo di quattro aeromobili può controllare 800-900km di spazio aereo anteriore.
La produzione in serie dei MiG-31 iniziò nel 1979. All’inizio del 1992, le forze di difesa aerea dei Paesi della CSI avevano oltre 200 caccia-intercettori MiG-31. Il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato o ascendente, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può essere supersonico a quote medie e alte senza usare i postbruciatori.
1013792
I missili cinesi YJ-18 una ‘grave minaccia’ per l’US Navy

Sputnik 15/04/2015
La Cina allestisce nuovi cacciatorpediniere armati di potenti nuovi missili antinave, ponendo una seria sfida alle difese navali statunitensi.052D-Missile-Destroyer-Kunming-172Un recente rapporto dell’Office of Naval Intelligence (ONI) ha confermato le affermazioni del governo cinese che “l’ultima classe di cacciatorpediniere Luyang III è equipaggiata con il nuovo ASCM (missile da crociera antinave) a lancio verticale YJ-18“. Le rivelazioni sul YJ-18, SMC supersonico di ultima generazione, sono uno dei principali aspetti della panoramica dell’ONI sugli sviluppi della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN). Finora vi è un solo cacciatorpediniere Luyang III (noto anche come 052D) con il sistema di lancio verticale (VLS) per lo YJ-18, ma la Cina prevede di averne più di 10 operativi entro il 2017. “Questo missile, e il suo cugino aerolanciato YJ-12, sono le principali minacce per l’US Navy“, ha detto al New York Times Lyle J. Goldstein, professore associato nell’Istituto di Studi Marittimi sulla Cina presso l’US Naval War College.Il maggiore aumento della velocità rende il missile molto più difficile da intercettare“. Il rapporto dell’ONI dice anche che il missile viene schierato su tre classi di sottomarini: Song, Yuan e Shang. Il missile avrebbe “una gittata di 180 chilometri a Mach 0,8 e una spinta di 40 km a Mach 2,5-3. Tutti coloro che comprendono seriamente le capacità militari cinesi devono conoscere questo missile”, scrive Andrew Erickson, professore associato presso l’US Naval War College di Rhode Island. Le maggiori velocità e portata del missile, aggiunge Erickson, “insieme ad un profilo di volo a pelo d’acqua e probabilmente un comando via collegamento dati basato su foto da Internet, potrebbero rendere lo YJ-18 estremamente difficile da contrastare“. I timori sulla minaccia rappresentata dallo YJ-18 aumentarono a fine 2014, quando un video apparve sulla CCTV che avrebbe mostrato un test di lancio del missile. In precedenza, la Cina ricorreva alla Russia per i missili, e lo YJ-18 è descritto come una versione locale del 3M54E Klub russo.

La Marina cinese si modernizza ed espande significativamente
Il rapporto dell’ONI, la prima valutazione non classificata sulla Cina dal 2009, dipinge un quadro del piano di miglioramento più qualitativo che quantitativo, ma anche così alcuni numeri, in particolare della Guardia Costiera, sono degni di nota. La PLAN attualmente dispone di 300 navi da combattimento di superficie, sottomarini, navi anfibie e motovedette lanciamissili. Nel 2014, 60 nuove navi hanno raggiunto la flotta, e un numero simile è previsto per il 2015. I cantieri navali cinesi hanno prodotto più navi di qualsiasi altro Paese nel 2013 e 2014. La Guardia Costiera cinese,  denominata “Seconda Marina” della Cina, aumenterà del 25% tra il 2012 e la fine del 2015, più velocemente di qualsiasi altra guardia costiera al mondo, secondo il rapporto. “I principali miglioramenti qualitativi riguardano l’aeronautica navale e la forza sottomarina, sempre più capaci di colpire obiettivi a centinaia di chilometri dal continente cinese“, dice il rapporto concludendo che nel complesso “emerge una forza ben equipaggiata e competente“.

Type 022 (Houbei Class)
Tre sottomarini cinesi puntano i loro missili sugli USA
Pravda 10/04/2015S3NKhL’ammiraglio William Gortney, comandante del Comando Settentrionale degli Stati Uniti, ha detto che la Cina ha schierato tre sottomarini lanciamissili balistici. I sottomarini, secondo il comandante, possono colpire gli Stati Uniti con missili nucleari. Secondo Gortney, i sottomarini potranno colpire gli Stati Uniti quando saranno completamente dotati di missili e testate. Le riserve cinesi sono dispiegati nel Mar Cinese Meridionale in una base sull’isola di Hainan. “Non hanno caricato i  missili o avviato pattugliamenti strategici“, ha detto l’ammiraglio William Gortney, “Ma crediamo che possano iniziare quest’anno“, ha aggiunto. Inoltre, Gortney ha detto riferendosi alle agenzie d’intelligence statunitensi che la Corea democratica può montare una piccola testata nucleare sui nuovi missili intercontinentali autocarrati KN-08. Gortney ha detto che ogni volta che una nazione possiede armi e vettori nucleari che possono raggiungere gli Stati Uniti, “è mia preoccupazione“. E’ la prima volta che un alto ufficiale degli Stati Uniti esprime preoccupazioni sui sottomarini lanciamissili nucleari cinesi.

OSIMINT-DG-May-2011-Sanya-Jin-Class-SSBNTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo scudo ABM degli Stati Uniti in Romania

Valentin Vasilescu – Reseau International 6 aprile 2015mda_aegisIn un’intervista a una pubblicazione danese, Mikhail Vaeli, ambasciatore russo a Copenaghen, ha detto che tutti i Paesi che entreranno a far parte del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Europa, diverranno automaticamente bersaglio dei missili balistici russi. Gli Stati membri della NATO che hanno accolto sul proprio territorio elementi del sistema ABM degli USA sono Turchia (radar d’allerta AN/TPY-2), Spagna (ospitando presso la base navale di Rota tre cacciatorpediniere AEGIS degli USA), Polonia e Romania (sistemi missilistici balistici). In apparenza la rabbia del russo sembrava ingiustificata dato che, secondo le dichiarazioni dei funzionari statunitensi, i sistemi antimissile balistico statunitensi in Europa avrebbero scopo difensivo. Sergej Rjabkov, Viceministro degli Esteri russo, è di diverso avviso sostenendo che i sistemi antimissile che verranno installati in Romania e Polonia violano il trattato sulle Intermediate Nuclear Forces (INF). Il trattato firmato da Stati Uniti e Unione Sovietica nel 1987 portò all’eliminazione dei missili balistici a corto e medio raggio (500-5000 km), così come dei missili da crociera terrestri. Con il trattato, gli Stati Uniti ritirarono da Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Italia e Germania e smantellarono 846 missili con testate nucleari Pershing-1b, Pershing-2 e BGM-109G Tomahawk. Lo stesso avvenne con i 1846 missili balistici sovietici TR-1, OTR-23 e R-12 (presenti in Polonia, Cecoslovacchia, Germania e Bulgaria), R-14 (3700 km) e RSD-10 (5500 km).

1. Cosa vogliono i russi?
Dopo 28 anni, con il pretesto del cosiddetto scudo ABM, gli statunitensi truffano reintroducendo in Romania e Polonia missili da crociera in terrestri BGM-109G Tomahawk, in grado di colpire Mosca e altri obiettivi nella parte europea della Russia. Questo tipo di missili fu rimosso dall’Europa, secondo il Trattato INF. Lo scudo ABM statunitense situato a Deveselu, in Romania, che sarà operativo entro la fine del 2015, è un complesso AEGIS composto da un radar AN/SPY-1D da rilevamento, inseguimento e puntamento e un sistema di lancio dei missili a celle verticali VLS Mk-41. Il centro di comando e controllo è collegato alla rete satellitare e alla rete dei radar navali, terrestri ed AWACS delle forze armate statunitensi. Sulle celle di lancio verticale di Deveselu, gli esperti militari russi dicono che solo 24 saranno utilizzate per lanciare missili antibalistici SM-3. Le cellule rimanenti saranno usate per lanciare missili da difesa aerea e 8 missili da crociera Tomahawk.

MK-41-Family-o-Launchers2. Il sistema AEGIS delle navi da guerra degli Stati Uniti
Il binomio radar AN/SPY-1 – cellule verticali Mk-41 di Deveselu è identico a quello degli incrociatori della classe Ticonderoga e dei cacciatorpediniere classe Arleigh Burke degli Stati Uniti. Il sistema di lancio Mk-41 è costituito da diversi moduli, ciascuno con 5-8 lanciatori verticali singoli, montato sul ponte dei caccia (90 celle) e degli incrociatori (122 cellule). Il sistema di lancio verticale VLS Mk-41 è prodotto dalla Lockheed con la possibilità di scegliere tipo di missile: antinave, anti-som, superficie-superficie o da crociera, incapsulato nei contenitori per il sistema di lancio, consentendo rapida e continua reazione a varie minacce. Possono essere lanciati a caldo, con l’immediata accensione del motore del missile, o a 20-30 metri dopo l’espulsione dal sistema di lancio, avviando poi il motore del missile. La sezione della difesa antiaerea del sistema di lancio verticale VLS Mk-41 sulle navi degli Stati Uniti (composto da 30-40 celle) è armato con tre tipi di missili: RIM-174/Standard Missile-6 ERAM (370 km di gittata), RIM-156A/Standard Missile-2 (190 km di gittata) e RIM-7 Sea Sparrow (19 km di gittata). La sezione balistica del sistema è armata di missili balistici RIM-161/Standard Missile-3/1b derivati dal RIM-156A/SM-2, con un peso di 1500 kg, lunghezza di 6,6 m, diametro di 34 cm, gittata di 500 km e quota di 160 km. La sezione antisom e d’attacco strategico è armata con missili-siluro antisom RUM-139 ASROC (22 km di gittata), missili da crociera Tomahawk e missili superficie-superficie RGM-165/Standard Missile-4 con gittata di 280 chilometri a Mach 3,5.VLS_MK41_Canister_Types3. Missile Tomahawk
E’ armato con testate nucleari in miniatura W80 da 50 kt, pesa 1500 kg e ha lunghezza di 6,6 m, diametro di 34 cm, gittata di 1300-2500 km, velocità di crociera di 880 km/h e costa 1,2 milioni di dollari. Nei primi 5-10 secondi, lo stadio a combustibile solido lancia e accelera il missile, dopo di che le ali vengono dispiegate e la propulsione fornita da un motore a reazione, come per gli aerei. Il microprocessore integrato provvede alla navigazione inerziale a 50-100 m con correzioni via GPS del modulo di memoria TERCOM (Terrain Contour Matching), consentendo la mappatura del terreno sorvolato e di confrontarlo con i dati di volo utilizzando un radioaltimetro. La testata del missile con guida di precisione ha un mini-radar che permette al missile, una volta giunto sul bersaglio, di rilevarlo, identificarlo e distinguere gli ostacoli

4. Quali sono i rischi e i benefici per la Romania?
A che serve lo scudo ABM degli USA nel territorio della Romania, sapendo bene che esiste il rischio di esporre la popolazione a rappresaglie convenzionali o nucleari dalla Russia? La mia opinione è che la Romania non ha modo di violare il Trattato sulle forze nucleari intermedie (INF), per il semplice motivo che non ne fa parte. Anche il Viceprimo ministro della Russia Dmitrij Rogozin, ex-ambasciatore russo presso la NATO ed esperto, ha ammesso che lo status della base USA di Deveselu permette a malapena ai soldati di entrarvi. Anche il Capo di Stato Maggiore Generale dell’esercito romeno, un esercito della NATO, non potrà mai visitare il centro di comando e controllo, semplicemente perché la base di Deveselu è una base statunitense, non della NATO. D’altra parte, a causa della situazione internazionale e della cattiva gestione delle risorse economiche, umane e finanziarie dei governi succedutisi in Romania negli ultimi 25 anni, dopo la caduta di Nicolae Ceausescu, migliaia di industrie sono state smantellate e rottamate, e parte della ricchezza nazionale è finita all’estero. In tali circostanze, il bilancio della difesa non ha permesso l’acquisto di armi moderne in questi anni. Così, la difesa aerea della Romania si basa su circa 20 batterie di missili sovietici a corto e medio raggio, e 20-24 aerei da combattimento MiG-21, tutti vecchi 44 anni. L’efficacia di questi missili ed aeromobili, in una situazione di grande presenza di aerei moderni che operano con intensi disturbi elettronici, è zero. Al contrario, lo scudo ABM degli Stati Uniti di Deveselu, attraverso la sua sezione da difesa antiaerea, coprirà gran parte del territorio della Romania con missili di nuova generazione.

raza-de-actiune-Tomahawk

Il nuovo radar SBX degli USA è un fallimento
La difesa missilistica USA sarebbe destinata a proteggerci dagli ‘Stati canaglia’, ma gli analisti russi credono che in realtà si volta contro la Russia
TASS 5/4/2015 – Russia Insider

20140222_USD001_0Il radar navale in banda X, sviluppato e progettato dal Pentagono e che dovrebbe divenire l’elemento centrale del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, si rivela inefficace secondo il Los Angeles Times. “Se la Corea democratica lanciasse un attacco a sorpresa, il Sea-Based X-Band Radar, SBX in breve, dovrebbe individuare i missili, inseguirli e guidare i missili-intercettori degli Stati Uniti per distruggerli“, secondo il giornale. “In realtà, il gigantesco radar galleggiante è un flop da 2,2 miliardi di dollari, secondo un’indagine del Los Angeles Times. Anche se può rilevare oggetti lontani, il suo campo visivo è così stretto che sarebbe di scarsa utilità contro ciò che gli esperti considerano l’attacco più probabile: una serie di missili intervallati da esche”, afferma l’articolo. “SBX avrebbe dovuto essere operativo dal 2005. Al contrario, è stato quasi sempre sotto naftalina a Pearl Harbor, nelle Hawaii” secondo il Los Angeles Times. Tuttavia, “non solo il progetto è uno spreco di denaro dei contribuenti, ma ha creato un vuoto nella difesa della nazione“, osserva il giornale. La Missile Defense Agency statunitense ha speso circa 10 miliardi di dollari per programmi inefficaci, negli ultimi anni, secondo il giornale. Almeno altri tre progetti si sono rivelati inutili come il laser aeroportato per distruggere missili nemici subito dopo il lancio (progetto chiuso nel 2012 e costato 5,3 miliardi dollari), l’Intercettore a energia cinetica (chiuso nel 2009 dopo sei anni di lavori costati 1,7 miliardi dollari) e il Multiple Kill Vehicle (programma accantonato dopo quattro anni di lavori costati 700 milioni di dollari).

img_2850Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia ci avverte

Rachel Douglas e Nancy Spannaus Executive Intelligence Review 6 marzo 2015RS-24 YarsIl 1° marzo, il Generale-Maggiore Andrej Burbin, capo del Comando Centrale delle Forze Strategiche Missilistiche della Russia (RVSN), ha fatto un insolito intervento sulla disponibilità della Russia ad utilizzare le armi nucleari strategiche in caso di attacco al Paese, compreso il tanto sbandierato piano Prompt Global Strike degli Stati Uniti, un tentativo convenzionale di distruggere la capacità di rappresaglia russa. Il messaggio dell’ufficiale russo è che gli “utopici” piani militari per “la guerra nucleare limitata” o la distruzione della “controforza” nucleare della Russia sono illusori: falliranno e il risultato sarà una rappresaglia contro gli Stati Uniti con i missili balistici intercontinentali delle RVSN della Russia. L’intervista su Radio RSN di Burbin dall’analista militare Igor Korotchenko, direttore della rivista Natsjonalnaja Oborona (Difesa Nazionale), era un messaggio di alto profilo che non va ignorato. Citata dai principali media russi, compreso il quotidiano governativo Rossijskaja Gazeta, viene evidenziata sui media in inglese Sputnik, RT e altri indicando la decisione dei vertici, con questa dichiarazione al mondo, sulla postura militare della Russia. Prima e dopo la dichiarazione di Burbin, il suo messaggio è stato amplificato da dichiarazioni e commenti del Ministro degli Esteri Sergej Lavrov, della Difesa Sergej Shojgu e dall’ambasciatore russo presso la NATO Aleksandr Grushko. I russi ribadiscono una politica che le principali potenze occidentali sono decise ad ignorare. Comprendere questo messaggio è essenziale per salvare la vita, dei nostri discendenti e di tutta l’umanità.

L’allarme di LaRouche
La dichiarazione di Burbin arriva pochi giorni dopo che Lyndon LaRouche ha avvertito in modo netto sulla minaccia di una guerra nucleare. Quello che osserviamo, ha detto LaRouche, è una minaccia, l’intento “divino” di una fazione dell’élite inglese che crede di poter “abbattere l’umanità” lanciando una sorta di guerra nucleare limitata contro le nazioni dell’Eurasia. L’assunto di base di tali utopisti, che pensano di poter avviare una guerra nucleare limitata all’Eurasia, è che un governo, come quello del presidente russo Putin, sarebbe disposto a rispondere in modo limitato ad un attacco nucleare “limitato”. È un errore e una fantasia, ha detto LaRouche. Tali forze onnipotenti devono capire che: “Non c’è modo di sopravvivere agli effetti del proprio genocidio“.

Il messaggio di Burbin
La prima metà dell’intervista del Generale Burbin riguardava la formazione scientifica e psicologica degli ufficiali delle RVSN, e i “componenti della forza più attiva della triade nucleare strategica“, cioè gli ICBM. Questa forza “può svolgere la propria missione in pochi minuti”. Ha anche analizzato le operazioni di comando e controllo, come le comunicazioni multi-canale tra il Presidente Putin, Comandante Supremo delle Forze Armate della Federazione Russa, e le RVSN. Korotchenko poi ha chiesto della conclusione del mese di manovre della RVSN. Burbin ha detto che la missione principale è “sottrarre le nostre unità missilistiche mobili a un attacco”, in modo che la possibilità di lanciare l’attacco di rappresaglia sia preservata: “Abbiamo lavorato modificando ed estendendo le aree di posizionamento e manovra delle unità, aumentandone le possibilità di sopravvivenza e rendendo il compito del nostro probabile avversario ancor più difficile“.
Korotchenko: “Quindi, il potenziale della rappresaglia sarà assicurato in ogni circostanza? Non è un segreto il concetto attuale di Prompt Global Strike, che significa ampio uso di armi non nucleari ad alta precisione per un primo attacco disarmante in situazione critica, mettendo fuori uso le nostre forze nucleari strategiche“.
Burbin: “Questo problema è stato risolto. Nella situazione in via di sviluppo o evoluzione, abbiamo già lavorato a tale sfida e possiamo affrontarla. Il punto è che, comunque, le RVSN possono svolgere la loro missione. In particolare, in tempo di pace, la nostra missione strategica è la deterrenza. Ma se è necessario effettuare il lancio di un missile nucleare, sarà fatto nel periodo di tempo prescritto con certezza assoluta. Le nostre unità sono distribuite geograficamente in modo tale che nessun attacco globale può smantellare le RVSN”.
A una domanda successiva, Burbin ha risposto che ciò si applica “assolutamente” anche nel caso di un attacco nucleare alla Russia. La discussione ha toccato anche la capacità delle RVSN di operare “in condizioni di guerra reali, tra interferenze e dispiegamento di squadre di sabotaggio“. L’ufficiale ha detto che le RVSN contrastano anche le nuove tecnologie, un’allusione all’intensificarsi della guerra elettronica o informatica. Sui programmi per i missili strategici Topol-M e Jars, Burbin ha rilevato che entro il 2020 il 98% delle RVSN avrà nuovi missili.
Riassumendo, Burbin ha detto, “Le forze missilistiche, sempre pronte al combattimento, sono la deterrenza strategica in tempo di pace. Grazie alle RVSN, non abbiamo la guerra oggi“. Korotchenko replicava,“La conclusione per tutti noi, per il nostro Paese e per il mondo, è che lo scudo nucleare russo è affidabile e che gli ordini saranno eseguiti in qualsiasi situazione“. Nella parte delle telefonate, dopo che il generale aveva lasciato lo studio, Korotchenko proseguiva la discussione con gli ascoltatori sottolineando l’inversione di tendenza dei militari russi degli ultimi due anni, con il Generale Shojgu nominato Ministro della Difesa e l’emergere di una nuova, generazione altamente competente di ufficiali russi. Ha commentato, “Questo è molto importante, quando Obama ci minaccia di sanzioni e punizione divina, e le mani prudono nel premere il pulsante. Così gli statunitensi sapranno che schiacciando il tasto, saranno schiacciati dalla risposta. Questo è l’equilibrio strategico, mettendoci in condizioni di parità con gli statunitensi. Forse siamo deboli in alcuni aspetti, i liberali dicono che le cose vanno male qui, e che le sanzioni ci soffocano, ma un grande Paese con uno scudo nucleare non può essere soffocato dalle sanzioni”.

yars_011Politica lungimirante
La dichiarazione politica del Generale Burbin è una reiterazione della politica russa più volte dichiarata da Presidente Vladimir Putin, Primo ministro Dmitrij Medvedev e vertici militari. EIR ha evidenziato questa politica nell’edizione speciale “Il collasso dell’impero globale inglese, e come superarla“, della primavera 2012, riportando successivamente i dettagliati avvertimenti russi sulla minaccia che il dispiegamento della Difesa Anti-Missile di NATO/USA in Europa e l’allargamento ad est della NATO, rappresentano per l’equilibrio strategico. (Helga Zepp-LaRouche ha commentato tali piani utopici folli questa settimana). Molti di questi avvertimenti affermano esplicitamente che il dispiegamento “occidentale” potrebbe potenzialmente scatenare una guerra nucleare. In un discorso pubblico del 29 febbraio 2012, il Presidente Putin ha sottolineato la determinazione della Russia ad affrontare l’attacco. Riferendosi alla mancanza di preparazione dell’Unione Sovietica, al momento dell’aggressione di Hitler nel luglio 1941, Putin ha detto, “Non possiamo permetterci un replay della tragedia del 1941, quando pagammo per l’impreparazione dello Stato e dell’esercito con perdite enormi“. In un articolo di due esperti militari russi su Military Thought, l’edizione in inglese della rivista del del Ministero della Difesa russo Voennaa Mysl (No. 4, 2012), veniva elaborato il pensiero della dirigenza militare russa sulla strategia militare occidentale contro la Russia, tra cui i presupposti che l’occidente possa usare armi di nuova generazione per “raggiungere gli obiettivi della guerra senza gravi perdite di vite umane o di beni“. Come la Russia affronta ciò?: “In queste condizioni, la Russia risolve suoi problemi nelle relazioni tra Stati utilizzando ogni tipo di deterrenza, con la forza o pacificamente e con azioni non-militari indirette (asimmetriche). Eventuali forme e metodi dovranno scoraggiare l’aggressore con la forza, come ad esempio di fronte la minaccia diretta di attacchi, schieramento dimostrativo di una potente task force di difesa nella zona in cui si prevede che l’aggressore attacchi; un ultimatum che avverta che la Russia (in caso di guerra) utilizzerà immediatamente le armi nucleari e senza esercitare alcun ritegno impiegando armi ad alta precisione per distruggere obiettivi strategicamente vitali sul territorio dell’aggressore; pianificazione e attuazione di una campagna d’informazione per ingannare l’avversario sulla disponibilità della Russia a respingere l’aggressione“.

Una duplice politica
Gli avvertimenti dei militari russi sono stati più che sovrastati dalle offerte del governo di cooperare con l’Unione europea e gli Stati Uniti su obiettivi comuni, come lotta al terrorismo, alla droga, costruzione di infrastrutture come il tunnel sotto lo stretto di Bering, e anche collaborazione nella ricerca spaziale per difendere il pianeta dagli asteroidi (Difesa Strategica della Terra proposta nell’ottobre 2011). Ma queste offerte furono ignorate a favore degli sforzi sempre più palesi per degradare la sovranità della Russia, se non per smembrarla quale potenziale rivale. (Vedasi EIR, 19 dicembre 2014, “Chi c’è dietro la corsa a smembrare la Russia?“) L’indirizzo del Ministro degli Esteri Lavrov all’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri del 27 febbraio fornisce una guida su come la leadership russa pensi, e quindi sul contesto degli avvertimenti militari. Lavrov ha lamentato le “sistematiche violazioni” dei principi della Carta delle Nazioni Unite da parte di USA e altri. In particolare ha sottolineato la mancanza di sicurezza e stabilità nella regione euro-atlantica, attribuita alla tendenza dell’occidente “a occupare spazio geopolitico e a spingersi verso est, attraverso l’espansione della NATO e attuando il partenariato orientale dell’Unione europea“, ha detto Lavrov, “Gli interessi russi non sono considerati e le nostre numerose iniziative, tra cui l’elaborazione del Trattato di sicurezza europea, sono ignorate o escluse. Tale politica ha raggiunto l’apice quando il golpe incostituzionale e l’occupazione armata del potere sostenuti da Washington-Bruxelles hanno avuto luogo in Ucraina nel febbraio dello scorso anno”. Lavrov ha denunciato l’ultimo documento sulla Strategia per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti Obama, affermando “Lotta per il dominio globale e disponibilità ad utilizzare unilateralmente la forza armata… Tale documento di 30 pagine afferma più di cento volte il diritto esclusivo degli Stati Uniti ad attuare la famigerata ‘leadership americana’… La Casa Bianca sembra aver dimenticato le conseguenze dei tentativi di avere l’egemonia a scapito degli interessi degli altri membri della comunità mondiale“. “Gli sforzi concertati” delle nazioni, constata Lavrov, sono l’unico modo per affrontare i difficili problemi internazionali, soffermandosi sull'”integrazione eurasiatica, la nostra priorità assoluta“, a partire dall’Unione economica eurasiatica quale “ponte tra le strutture per l’integrazione dell’Europa e della regione Asia-Pacifico”. L’attuale presidenza russa della Shanghai Cooperation Organization e dei BRICS, ha aggiunto Lavrov, è guidata dalla “filosofia degli sforzi collettivi” esemplificata dai “progetti per una nuova banca di sviluppo e una riserva monetaria dei BRICS, coordinando la strategia di partenariato economico e la via alla cooperazione sugli investimenti, “aprendo” nuove prospettive di cooperazione”. Lavrov ha sottolineato l’impegno del Presidente Putin a rafforzare la cooperazione verso l’Europa, dicendo che la svolta della Russia verso Oriente va accompagnata a un parallelo miglioramento delle relazioni con l’Occidente. Ma ha avvertito che ciò sarà impossibile, “senza riaffermare i principi di non ingerenza negli affari interni degli Stati sovrani, e senza abbandonare sanzioni e tentativi d’inscenare le cosiddette rivoluzioni colorate, o incoraggiando le forze estremiste“, ha detto, “Non abbiamo piani per auto-isolarci o entrare in conflitto. Allo stesso tempo, la pressione estera non ci porterà a rivedere i nostri principi politici…. Washington non è riuscita a creare una coalizione anti-russa globale“.

ed6c92cd7f39Altre avvertimenti
Il 2 marzo, tre alti funzionari russi esprimevano lo stesso messaggio di quello più drammatico del Generale Burbin del giorno prima: la Russia è pronta a rispondere con la piena forza strategica a qualsiasi minaccia esistenziale. E’ probabile che tutti conoscano l’aspetto più recente di tale minaccia. Lo stesso giorno, il comandante della 173.ma Brigata aeroportata degli Stati Uniti, colonnello Michael Foster, annunciava presso il Centro di studi strategici e internazionali di Washington che “entro questa settimana”, gli Stati Uniti dispiegheranno sei compagnie in Ucraina per il programma di addestramento semestrale della notoriamente nazistofila Guardia Nazionale ucraina. La scorsa settimana, il primo ministro inglese David Cameron annunciava che il Regno Unito inviava forze speciali ad addestrare le forze ucraine. Ciò anche se l’ambasciatore della Russia presso la NATO Grushko dichiarava in un’intervista alla TV Rossija 24 che “Mosca prenderà tutte le “misure necessarie”, militari, tecniche e politiche per neutralizzare la possibile minaccia della presenza della NATO in Europa orientale”, secondo RT, precisando che le azioni della NATO “compromettono significativamente la sicurezza regionale ed europea, e pongono rischi alla nostra sicurezza“, citando l’intensificarsi delle esercitazioni militari della NATO in Europa orientale, con circa 200 esercitazioni presso gli Stati membri orientali, soprattutto nel Mar Baltico, Mar Nero, Polonia e Stati baltici. “L’invio di istruttori e l’assistenza tecnica militare aiutano il partito della guerra di Kiev e convincono certe figure a Kiev di ritenere la crisi risolvibile con mezzi militari“, ha detto.
Allo stesso tempo, il Ministro della Difesa Shojgu e il Comandante della Marina Ammiraglio Viktor Chirkov discutevano della modernizzazione dell’esercito russo, comprese le forze strategiche, con osservazioni pubbliche, il 2 marzo. Shojgu riferiva che la Marina russa riceverà due sottomarini lanciamissili balistici classe Borej quest’anno, il Vladimir Monomakh, che ha iniziato le prove in mare nel giugno 2014, e l’Aleksandr Nevskij, in attesa dei missili balistici Bulava prima del trasferimento nel Pacifico insieme a due sottomarini multiruolo e cinque navi da guerra. Ha anche detto che l’Aeronautica riceverà 13 bombardieri strategici modernizzati quest’anno, e che entro il 2020 la flotta dei bombardieri strategici sarà per il 70% modernizzata, aggiungendo che i pattugliamenti dei bombardieri saranno estesi a nuove aree. “E ‘importante notare che tali voli sono regolari e non saranno abbandonati“, ha sottolineato. La Marina riceverà 50 navi di varie classi quest’anno, ha detto Chirkov secondo l’agenzia stampa Interfax. Le navi fanno parte del programma di riarmo iniziato dal Presidente Putin che mira a fornire la Russia di una flotta oceanica, perduta dopo il crollo dell’Unione Sovietica, entro il 2050. “Il periodo di stagnazione della nostra potenza è da tempo passato“, avrebbe detto Chirkov, annunciando inoltre che le aziende di ricerca già progettano la nuova portaerei da costruire. Interfax ha aggiunto: “L’espansione della potenza navale avviene mentre la Russia affronta l’occidente in Ucraina“.

russia-submarineTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze Nucleari Strategiche della Russia sono più avanzate di quelle degli Stati Uniti

Pravda 14 novembre 2014Red SquareIl 1° settembre 2014 il dipartimento di Stato degli Stati Uniti pubblicava un rapporto in cui si afferma che, per la prima volta dal crollo dell’Unione Sovietica, la Russia ha raggiunto la parità con gli Stati Uniti nel campo delle armi nucleari strategiche. Così, Washington ha ammesso che Mosca ha riacquistato lo status che l’Unione Sovietica aveva dalla metà degli anni ’70 e che poi perse. Secondo il rapporto del dipartimento di Stato, la Russia ha 528 vettori strategici con 1643 testate nucleari. Gli Stati Uniti ne hanno 794 con 1652 testate nucleari. Si dà il caso che oggi, le forze nucleari strategiche della Russia (SNF) siano ancora più avanzate di quelle degli Stati Uniti, in quanto garantiscono la parità delle testate con un numero significativamente inferiore di vettori strategici. Tale divario tra Russia e Stati Uniti potrebbe solo crescere in futuro, dato che i funzionari della Difesa russi promettono di riarmare le SNF della Russia con missili di nuova generazione. Il progresso è reso possibile dal trattato sulla limitazione delle armi nucleari, nota anche come START-3. Il trattato venne firmato da Dmitrij Medvedev e Barack Obama l’8 aprile 2010 a Praga (entrato in vigore il 5 febbraio 2011). In conformità con il documento, le testate nucleari delle due parti devono essere ridotte a 1550 entro il 2021. Il numero di vettori (missili balistici intercontinentali, missili balistici lanciati da sottomarini e bombardieri pesanti) dovrebbero essere ridotti a 700 unità. E’ stato il primo accordo strategico, dal tradimento dei democratici, in cui la Russia strappa vantaggi significativi. Nel trattato gli statunitensi, per la prima volta nella storia, s’impegnano a ridurre il loro arsenale nucleare strategico, mentre la Russia ha la possibilità di aumentarlo. Inoltre, il nuovo trattato rimuove importanti limitazioni presenti nei precedenti trattati START 1 e 2 che vanno dall’aumento delle dimensioni delle aree per schierare gli ICBM mobili, al numero di missili balistici intercontinentali a testata multipla alla possibilità di costruire missili balistici intercontinentali ferroviari. La Russia non ha fatto alcuna concessione. Dopo aver escluso Mosca quale serio rivale geopolitico, volando sulle ali dell’inaccessibile superiorità militare e tecnologica, Washington è caduta in una trappola da cui non vede via d’uscita neanche a medio termine.
Ultimamente, molto è stato detto a proposito delle cosiddette “guerre di sesta generazione” e delle armi a lungo raggio ed alta precisione che dovrebbero garantire la vittoria sul nemico senza entrare in contatto diretto con le sue forze armate. Tale concetto è molto discutibile (gli Stati Uniti non sono riusciti a vincere né in Iraq né in Afghanistan). Tuttavia, questo è il punto in cui anche la Russia acquisisce parità. La prova sono i missili da crociera a lunga gittata di nuova generazione che presto saranno schierati sui sottomarini della Flotta del Mar Nero e le navi della flottiglia del Caspio. Nella Russia di oggi molti trovano difficile crederlo. Si tratta di una credenza comune in molti di coloro che ancora, con entusiasmo, sono prigionieri dei miti sulla “debolezza” assoluta della Russia e sulla “superiorità” assoluta dell’occidente. Il mito fu costruito negli anni ’90 sotto l’influenza di Boris Eltsin e del relativo tradimento degli interessi nazionali russi. Bisogna ammettere che in quel periodo il mito era reale, se così si può dire. Ma i tempi sono cambiati e si può facilmente capire la nuova situazione. Ad esempio, prendiamo in considerazione il potenziale delle armi convenzionali di Russia e occidente nel teatro delle operazioni europeo (ETO). In questa zona in genere si ritiene che la NATO sia molto più forte della Russia. Tuttavia, un primo incontro con la realtà distrugge tale miscredenza. Come è noto, la forza d’attacco principale, il nucleo della forza combattente delle forze di terra, sono i carri armati. Al crollo dell’Unione Sovietica, le forze armate russe avevano circa 20000 carri armati nell’ETO. Gli statunitensi a loro volta schieravano 6000 carri armati Abrams sul territorio degli alleati. Nonostante ciò, la potenza combinata delle forze NATO in Europa era ancora significativamente inferiore al potenziale sovietico. Per compensare lo squilibrio gli strateghi della NATO furono costretti a ricorrere alle armi nucleari tattiche (TNW). Nella prima metà degli anni ’50, la NATO condusse una ricerca sul tipo di forze del blocco che avrebbero dovuto mostrare resistenza affidabile a una grande offensiva di terra delle superiori forze dell’ex Unione Sovietica e del Patto di Varsavia. I calcoli mostrarono la necessità di almeno 96 divisioni complete per tale scopo. Tuttavia, il costo dell’armamento di ognuna di tali divisioni superava il miliardo di dollari. Inoltre, erano necessari due o tre miliardi di dollari per mantenere un così grande gruppo di truppe e costruirne infrastrutture adeguate. Tale onere chiaramente andava oltre la forza economica occidentale. La soluzione fu trovata schierando un gruppo di armi nucleari tattiche statunitensi sul continente, subito attuato. Nei primi anni ’70, l’arsenale di armi nucleari tattiche degli Stati Uniti contava circa 7000 munizioni. Il culmine fu la creazione di armi ad azione selettiva, come testate ai neutroni (per cannoni da 203 mm e 155 mm, e missili Lance) con una potenza da 1 a 10 kilotoni. Le testate erano ritenute cruciali per combattere i soldati delle forze di terra, in particolare i carristi sovietici. Dato il fattore nucleare contro l'”aggressione sovietica”, la NATO ritenne di schierare 30 invece che 96 divisioni.
Come opera tutto ciò oggi? Nei primi mesi del 2013 gli statunitensi ritirarono l’ultimo gruppo di carri armati Abrams dall’Europa. Nella NATO, negli ultimi 20 anni, ogni nuovo carro armato ne sostituiva 10-15 vecchi, ma ancora efficienti. Allo stesso tempo, la Russia non mise fuori servizio i suoi carri armati. Di conseguenza, oggi la Russia è leader assoluto in questo campo. A metà del 2014 l’arsenale del Ministero della Difesa contava ben 18177 carri armati (400 T-90, 7144 T-72B, 4744 T-80, 4000 T-64, 689 T- 62 e 1200 T-55). Naturalmente, solo poche migliaia di carri armati sono schierati in allerta permanente e la maggior parte resta nelle basi della riserva. Ma anche nella NATO. Pertanto, la superiorità decisiva dei carri armati russi non è scomparsa dai tempi dell’URSS. Ecco un’altra sorpresa, nelle armi nucleari tattiche la superiorità della moderna Russia sulla NATO è ancora più forte. Gli statunitensi ne sono ben consapevoli. Erano convinti che la Russia non sarebbe mai risorta, ma oggi è troppo tardi. Finora la NATO ha solo 260 armi nucleari tattiche nell’ETO. Gli Stati Uniti hanno 200 bombe per una potenza totale di 18 megatoni, che si trovano in sei basi aeree in Germania, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Turchia. La Francia ha 60 bombe atomiche, circa. La Russia, secondo stime prudenti, ha 5000 armi nucleari tattiche di diverse classi, dalle testate degli Iskander a siluri, bombe aeree e proiettili d’artiglieria! Gli Stati Uniti hanno 300 bombe tattiche B-61 sul proprio territorio, ma ciò non cambia la situazione dello squilibrio. Gli Stati Uniti non possono miglioralo, avendo distrutto l'”eredità della guerra fredda” come missili nucleari tattici, missili da crociera Tomahawk a testata nucleare a terra e sul mare.
10150755Come può la Russia, il Paese che ha perso la guerra fredda, essere superiore alla NATO militarmente? Si dovrebbe riesaminare la storia del problema per capirlo. Si ritiene che all’inizio del 1991 l’URSS avesse circa 20-22000 armi nucleari tattiche. Si trattava di testate nucleari per bombe aeree, missili tattici Luna, Tochka e Oka, armi antisommergibile della flotta, missili del sistema di difesa aerea, mine nucleari e proiettili di artiglieria nucleari delle Forze di Terra. Quest’imponente arsenale era il risultato di quarant’anni d’intensa corsa agli armamenti. Da notare che non fu la “totalitaria” URSS ad iniziare la corsa agli armamenti, ma gli Stati Uniti liberaldemocratici che iniziarono a sviluppare e testare vari tipi di armi nucleari tattiche nei primi anni ’50. Il primo esemplare di testata di tale classe fu testata da un cannone da 280mm e aveva una potenza di 15 kilotoni. La testata fu testata nel maggio del 1953. In seguito, le testate nucleari sarebbero state prodotte con dimensioni più ridotte, determinando in tal modo la creazione di testate per obici semoventi da 203 mm e 155 mm che avevano una potenza da uno a dieci kilotoni. Fino a poco prima erano nell’arsenale delle truppe statunitensi in Europa. In seguito, le Forze Armate degli Stati Uniti ricevettero i seguenti missili tattici a testata nucleare: Redstone (gittata 370 km), Corporal (125 km), Seargent (140 km), Lance (130 km) e molti altri. A metà degli anni ’60, gli Stati Uniti completarono lo sviluppo dei missili tattici Pershing-1 (740 chilometri). A sua volta, la leadership militare e politica sovietica decise che l’equipaggiamento delle forze statunitensi in Europa con armi nucleari tattiche mutasse radicalmente l’equilibrio di forze. L’URSS prese misure decisive creando e schierando altri tipi di armi nucleari tattiche sovietiche. Già nei primi anni ’60, missili tattici T-5, T-7, Luna entrarono in servizio. In seguito, l’arsenale nucleare non strategico fu ampliato con missili a medio raggio RSD-10, P-12, P-14, bombardieri a medio raggio Tu-22 e Tu-16 così come con missili tattici OTR-22, OTR-23, P-17, Tochka e artiglieria nucleare da 152mm, 203mm e 240mm, aeromobili dell’aviazione tattica Su-17, Su-24, MiG-21 e MiG-23. Da notare che la dirigenza sovietica aveva ripetutamente offerto ai capi occidentali d’avviare negoziati sulla riduzione delle armi nucleari tattiche. Eppure la NATO respinse sempre le proposte sovietiche. La situazione cambiò notevolmente solo quando l’Unione Sovitica si dissolse in conseguenza della “perestrojka” di Gorbaciov. Fu il momento in cui Washington decise di approfittarne per indebolire e disarmare il suo principale rivale geopolitico.
Nel settembre 1991, il presidente statunitense George H. Bush lanciò l’iniziativa su riduzione e persino eliminazione di alcuni tipi di armi nucleari tattiche. Gorbaciov, a sua volta, annunciò l’intenzione di ridurre radicalmente tali armi dell’URSS. Successivamente, i piani furono accelerati con la dichiarazione del presidente russo Boris Eltsin “Sulla politica della Russia per limitare e ridurre gli armamenti” del 29 gennaio 1992. La dichiarazione sottolineava che la Russia smetteva di produrre proiettili di artiglieria e testate nucleari per missili terrestri e s’impegnava a distruggere la scorta di tali armi. La Russia promise di rimuovere le armi nucleari tattiche da navi di superficie, sottomarini d’attacco ed eliminarne un terzo. Anche metà delle testate per missili antiaerei e per gli aerei doveva essere distrutta. Dopo tale riduzione, gli arsenali nucleari tattici di Russia e Stati Uniti dovevano mantenere 2500-3000 testate nucleari tattiche. Tuttavia, si scoprì il contrario. L’illusione della supremazia mondiale giocò uno scherzo crudele a Washington. Gli strateghi statunitensi ignorarono la Russia “democratica” post-URSS. Allo stesso tempo, durante la guerra del Golfo, le armi ad alta precisione degli Stati Uniti conclusero con successo diverse grandi operazioni in precedenza previste per le armi nucleari tattiche. Ciò spinse Washington a puntare tutto sul vantaggio tecnologico, portando alla creazione di armi “intelligenti” sempre più costose. Gli USA gradualmente ridussero la produzione di armi nucleari e le armi ad alta tecnologia della NATO si rivelarono assolutamente insufficienti per le grandi operazioni contro un nemico approssimativamente pari all’occidente sul piano tecnologico. Nel frattempo in Russia, gli esperti si sono affrettati a concordare sul fatto che, sullo sfondo della situazione geostrategica post-sovietica, la riduzione e l’eliminazione delle armi nucleari tattiche era inaccettabile. Dopo tutto, si tratta di armi nucleari tattiche che equilibravano universalmente le forze, privando la NATO del suo vantaggio militare. In queste circostanze, la Russia ha semplicemente preso in prestito la tesi della NATO sulla necessità di compensare la superiorità del nemico nelle armi convenzionali schierando l’arsenale nucleare tattico sul teatro delle operazioni europeo.
La situazione s’è sviluppata secondo tale scenario per oltre due decenni. L’occidente, dopo aver ignorato la Russia, riduceva i suoi carri armati e distruggeva le sue armi nucleari tattiche. La Russia, risentendo della propria debolezza, manteneva tutti i carri armati e le armi nucleari tattiche. Di conseguenza, la Russia superata l’inerzia del collasso iniziava a far rivivere la propria potenza, mentre l’occidente, cullato da dolci sogni ad occhi aperti sulla liberale “fine della storia”, castrava le sue forze armate al punto da esser buone per guerre coloniali contro nemici deboli e arretrati. L’equilibrio delle forze in Europa così cambiava in favore della Russia. Quando gli statunitensi se ne resero conto, era troppo tardi. Nel dicembre 2010, la sottosegretaria per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, Rose Gottemoeller, diede l’allarme. I russi avevano più sistemi nucleari tattici degli Stati Uniti, disse. Secondo lei, la riduzione delle armi nucleari tattiche doveva essere il passo successivo. Nel 2010, gli europei, con i ministri degli Esteri di Polonia e Svezia in prima linea, con insolenza chiesero alla Russia di costituire essa sola due zone non-nucleari, a Kaliningrad e Penisola di Kola, i territori di primo schieramento delle armi nucleari tattiche russe. Le regioni sono le principali basi delle flotte del Mar Baltico e del Nord. Nel caso della Flotta del Nord, la regione ospita le basi della maggior parte delle SNF russe. Da allora, gli statunitensi hanno ripetutamente offerto alla Russia di seguire la via sbagliata nel risolvere il “problema delle armi nucleari tattiche”. Ostinatamente insistono sul raggiungimento di un accordo per eliminare le disparità nell’arsenale delle armi nucleari tattiche. Hanno anche cercato d’imporre condizioni per l’attuazione del trattato START-3. Così, in accordo all’emendamento del senatore Lemieux (emendamento 4/S.AMDN.4908), lo START-3 entrerà in vigore dopo che i russi accetteranno di avviare i negoziati per la cosiddetta liquidazione dello squilibrio delle armi nucleari tattiche tra Russia e Stati Uniti. Il 3 febbraio 2011, Barack Obama scrisse in una lettera a diversi senatori dicendo che gli Stati Uniti avviavano i negoziati con la Russia per affrontare disparità tra armi nucleari tattiche della Federazione russa e degli Stati Uniti, riducendo il numero delle armi nucleari tattiche in modo verificabile. Purtroppo, nel 2012, Putin tornò al Cremlino e le speranze occidentali d’ingannare la Russia con un disarmo unilaterale decadevano.

1656368Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Cina e Russia costruiranno uno scudo antimissile congiunto

Dedefensa 15 ottobre 20141338471173_swalker.ru_don-2n-28Conosciamo l’importanza strategico-comunicativa che lo sviluppo della rete antimissili balistici statunitense (BMD e BMDE per l’Europa) ha acquisita nel 2002-2003, divenuto importante punto di disaccordo strategico tra Stati Uniti e Russia dal 2006-2007, e da allora ha continuato ad aggravarsi. Resta inteso che, nelle condizioni attuali, tale dinamica antagonistica tra le due potenze crescerà in modo esponenziale. Ma… ecco apparire un nuovo elemento. Ci sono voci e informazioni sempre più corroborate che la Russia stia sviluppando un sistema diversificato e sofisticato completamente orientato sui missili, a livello strategico, naturalmente, ma anche tattico. Inoltre, secondo Vasilij Kashin di Voce della Russia, vi è convergenza tra Cina e Russia sulla necessità strategica di sistemi di difesa missilistici, e dello sviluppo embrionale di un tale sistema da parte cinese, con la possibilità molto seria, secondo Kashin, dello sviluppo di un sistema antimissile congiunto russo-cinese. Sarebbe una vera e propria inversione delle tendenze strategiche, politiche e comunicative con il passaggio dalla dialettica offensiva e perentoria degli Stati Uniti, con il proprio sistema antimissile, al panico istigato dal progetto russo, in particolare se tale progetto diventa un progetto russo-cinese con una cooperazione che, apparendo assai seria, indubbiamente va considerata nelle dinamiche in accelerazione…. Il testo di Voce della Russia (13 ottobre 2014), presenta informazioni più precise su questa situazione russa e russo-cinese. “Il ministro della Difesa della Russia Sergej Shojgu ha recentemente dichiarato la creazione di un Sistema Unificato Spaziale (SUS), il nuovo sistema di allarme missilistico e priorità per lo sviluppo delle forze missilistiche strategiche. Secondo il parere degli esperti, nelle condizioni attuali del sistema di allarme missilistico, si tratta di uno dei più promettenti assi di cooperazione tecnico-militare tra Russia e Cina. Il sistema russo comprenderà satelliti di nuova generazione e una rete di posti di comando protetti per l’elaborazione delle informazioni ricevute dallo spazio orbitale. Questo gruppo di satelliti sostituirà il recente sistema di Oko-1 dalle caratteristiche insoddisfacenti. (…) Il SUS può rilevare non solo i lanci dei missili balistici intercontinentali, ma anche dei missili tattici. Il SUS sarà quindi un fattore della sicurezza strategica e fornirà dati preziosi per la ricognizione dei conflitti locali. Il satelliti di allarme saranno più duraturi della precedente generazione. (…) La Cina ha bisogno anch’essa di un sistema di allarme affidabile. La sua importanza cresce a poco a poco costruendo le nuove forze nucleari strategiche, mobili ed efficienti capaci, se necessario, del colpo preventivo. La Cina deve prendere in considerazione non solo la minaccia dagli Stati Uniti, ma anche i moderni missili a medio raggio dei Paesi vicini. Pechino cerca di creare un potente sistema di difesa missilistica strategica e ha testato sistemi di difesa antimissile in grado di intercettare obiettivi balistici nella fase centrale e finale della loro traiettoria. Inoltre ha prodotto diversi programmi per lo sviluppo di armi antisatellite. E’ chiaro che la capacità del sistema di allarme cinese non riflette lo sviluppo delle forze nucleari strategiche nazionali e quello dei sistemi antimissili e antisatellite. Nel frattempo, la Russia non solo costruisce attivamente il suo sistema di allarme missilistico, ma anche le stazioni radar avanzate terrestri come il radar Voronezh. Così nelle attuali circostanze il sistema di allarme missilistico avanzato è una delle mutue aree più promettenti della cooperazione tecnico-militare. Non si tratta solo di fornire equipaggiamenti e tecnologia russa alla Cina. La creazione di un sistema comune può anche testimoniare la nuova fase del partenariato strategico bilaterale“. Questo orientamento è ovviamente d’importanza ben superiore all’aspetto strategico, di massima politica e si può anche dire che sia la “prima politica”. Questa osservazione deriva dal fatto che il sistema antimissile con maggiore operatività riguarda naturalmente il campo strategico-nucleare, ma anche e forse soprattutto riguarda il fatto che il sistema statunitense, con le sue varie intenzioni per uno schieramento aggressivo intorno la Russia, ha suscitato un fenomeno molto importante che riguarda la comunicazione delle interpretazioni politiche. Vi sono tre punti di riflessione sulla dimensione dell'”alta politica” nello sviluppo del sistema missilistico russo, la possibilità di svilupparne uno russo-cinese e le trattative già avviate in questa direzione…
• Il primo è il fatto che la crisi ucraina e il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia hanno effettivamente spinto la Russia ad avviare un programma degli armamenti volto a contrastare il potere militare degli Stati Uniti in tutti i campi, senza eccezioni. Quello della difesa missilistica è particolarmente significativo, paradossalmente allo stato attuale delle forze strategiche, è un elemento della difesa che accentua in modo significativo la capacità offensiva delle forze nucleari strategiche. I russi hanno scelto un percorso che sembrerebbe più efficiente e più completo rispetto al sistema statunitense: il sistema SUS è un sistema autonomo di rilevamento, comunicazione e leadership che abbraccia diversi tipi di minacce (da quelle strategiche a quelle tattiche), cui è asservita la rete di difesa antimissile (S-300, S-400 e S-500) in cui i russi eccellono e sono i primi al mondo. Ciò conferma che i russi ricercano la superiorità strategica sugli USA (vedi 6 ottobre 2014), e non semplicemente di bilanciare la minaccia. Il significato politico di questo approccio è evidente ed estremamente importante perché riconosce che la Russia è spinta, certamente contro la sua volontà volendo che le relazioni di potere responsabili con gli Stati Uniti permangano, considerare lo sviluppo del suo potere da un punto di vista unilaterale, essendo necessario per la propria sicurezza, e non uno sforzo concertato al bilanciamento, come avvenuto durante la Guerra Fredda tra URSS e USA.
• La cooperazione tra Russia e Cina in tale campo, con intesa la leadership russa, è un evento politico della massima importanza. Si tratta di un inasprimento assolutamente decisivo dei legami strategici, quindi un evento di grande potere politico per i due, che ne suggella l’alleanza strategica al massimo livello. Entrambi i Paesi trarranno beneficio nel rafforzare la loro alleanza: la Cina ottenendo una garanzia strategica operativa di grande importanza, rafforzandone la posizione di potenza nucleare significativa verso le due più grandi; la Russia rafforzando la propria posizione con un’alleanza strategica che si sviluppa molto rapidamente per via degli eventi (Ucraina e politica del blocco BAO), ma con una dinamica che mette la Cina in posizione di forza verso la Russia, per via della sua superiorità finanziaria e patrimoniale. Infatti, un tale progetto mostrerebbe la potenza tecnologica e militare della Russia bilanciando nell’alleanza la forza finanziaria e capitale della Cina.
• Dal punto di vista del sistema di comunicazione, possiamo essere sicuri, se il progetto di cooperazione prende forma e quando commentatori ed esperti statunitensi cominceranno a capire cosa succede, allarme e panico prevarranno immediatamente nelle sue reazioni. Esperienza e isterismo in tal senso sono inconfondibili. Ciò porterà ad ulteriori tensioni, un ulteriore radicalizzazione degli Stati Uniti nel rafforzare bilancio e programmi di sviluppo del Pentagono (tra cui il programma missilistico, certamente). Ciò sarebbe eccellente perché riguardo al blocco tecnologico e all’esaurimento burocratico e di gestione in cui sguazza l’apparato della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, con una tale spinta supplementare rafforzerebbe confusione e disordine dell’iper-comunicazione nel cuore di tale sistema. Quindi ci si aggrapperebbe all’isterismo e alla resurrezione di progetti di comunicazione come la superiorità nucleare strategica dell’attacco preventivo del primo colpo, come discusso in particolare nel 2006 e recentemente ricordato (31 marzo 2006 e 9 giugno 2014). (Il primo colpo diventa assai problematico se c’è una seria rete antimissile). Ancora una volta, la confusione e l’iperdisordine, questa volta intellettuale dalla psicologia isterica dominante, renderanno ancora più incomprensibile, incontrollabile, terrorizzata e imprevedibile la politica strategica degli USA… Tale reazione sarà “terrorizza” soprattutto per la misera Europa, impantanata nel suo osceno vassallaggio, trovandosi ad affrontare una escalation esplosiva che dovrà seguire mentre confina con la Russia ed è priva di capacità strategiche per la propria sicurezza.
In generale, un tale progetto dovrebbe ulteriormente migliorare significativamente la rinascita della potenza militare della Russia, insieme alla seria costruzione strutturale dell’alleanza strategica tra Cina e Russia. In un certo senso, potremmo dire, che il progetto giunga a termine o meno, non c’è che d’aspettare la conclusione per ottenerne l’essenza. Infatti, l’effetto principale d’aspettarsi è la pura comunicazione nel diluvio e scontro delle varie narrative che ingombrano le menti delle élite del Sistema del blocco BAO; e tale effetto accrescerà dubbi e isteria nelle menti dell’élite del Sistema del blocco BAO… Non nascondiamo a nostro avviso che tale estensione è il modo migliore per innescare reazioni che promuovano uno stretto processo causa-effetto tra superpotenza del Sistema ed accelerazione della trasmutazione della superpotenza in distruzione. Ne scriviamo secondo l’osservazione, ormai data a nostro avviso, che la superpotenza del Sistema in accelerazione costante è divenuta una dinamica che gira a vuoto perché avviene nel declino causato da impoverimento e confusione degli strumenti utilizzati. Quindi, sì, superpotenza immediatamente entrata operativamente nel processo di auto-distruzione.

oknofacilityatnurekTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 534 follower