Aleppo, Stalingrado della Siria?

MK Bhadrakumar, Indian Punchline, 6 maggio 201613131357In un messaggio a Vladimir Putin di felicitazioni per il Giorno della Vittoria della Russia, il Presidente siriano Bashar al-Assad paragonava i combattimenti presso Aleppo a Stalingrado, che cambiò le sorti della Seconda Guerra Mondiale. E’ una metafora potente per la psiche russa, tornare a casa con la vittoria della guerra siriana nei campi di battaglia di Aleppo è d’obbligo e non prevede compromessi. (Sputnik) Assad ha inviato il messaggio lo stesso giorno in cui l’accordo USA-Russia che estende la tregua siriana al teatro di Aleppo entrava in vigore. Damasco insiste che si tratti solo di un cessate il fuoco di 48 ore. In effetti, i rapporti iraniani evidenziavano che l’Esercito arabo siriano ed Hezbollahsostenuti da caccia e unità di artiglieria russi” continuano le operazioni ad Aleppo occidentale, respingendo i combattenti estremisti. D’altra parte, Washington è ansiosa d’interpretare l’accordo con Mosca su Aleppo nell’ambito del cessate il fuoco in tutto il Paese. Ma il cessate il fuoco è possibile in una situazione in cui i gruppi estremisti (esclusi dal cessate il fuoco) liberamente si confondono con i cosiddetti gruppi di opposizione moderati? Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha riconosciuto tali difficoltà: “Si vuole sperare il meglio: è ciò che si desidera da parte russa e, probabilmente, dei nostri colleghi statunitensi. Allo stesso tempo, ci sono le complicate confusioni tra terroristi ed opposizione (ad Aleppo) che naturalmente rendono la situazione potenzialmente molto fragile”. Inoltre, i motivi con cui Washington lusinga Mosca sul cessate il fuoco ad Aleppo sono anche dubbi. Subito dopo il cessate il fuoco ad Aleppo, iniziato alle 01:00 ora locale, Voce d’America finanziata dal governo statunitense accusava il Cremlino di politica “cinica” sulla Siria volta a rendere la Russia “pari” agli Stati Uniti: “La campagna in Siria della Russia è anche ampiamente vista quale mossa cinica del Cremlino per ritornare sulla scena mondiale dopo più di un anno di condizione da paria per l’occidente, per l’annessione della penisola della Crimea e l’aggressione militare all’Ucraina… Ma mentre la Russia mantiene una notevole influenza su Damasco, non è chiaro quanta Mosca sia disposta a utilizzarne per fermare l’ambizione di Assad di conquistare (Aleppo) e tutta la Siria”. (VoA)
Chiaramente, il messaggio di Assad a Putin (resa pubblico a Damasco) si rivolge anche a Washington. Teheran non ha espresso alcun parere finora sull’accordo USA-Russia su Aleppo, ma l’incontro tra l’influente uomo di Stato iraniano Ali Akbar Velayati con il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah a Beirut è suggestivo. Qual è il piano di Washington? La questione è che la politica in Siria dell’amministrazione Obama è in un vicolo cieco, e il segretario di Stato John Kerry probabilmente cerca di guadagnare tempo. Un dispaccio del Wall Street Journal qui, rivela la totale contraddizione politica: “Il destino dei ribelli moderati della Siria è fondamentale per gli sforzi statunitensi… Se i ribelli smettono di combattere o si uniscono ai gruppi estremisti islamici che combattono il regime, gli Stati Uniti perderanno la leva per plasmare risultati ed alleati della guerra contro lo Stato islamico. Alcuni capi ribelli vicini agli Stati Uniti avvertono che la situazione di stallo diplomatico e i rinnovati attacchi aerei contro le zone da loro controllate spingerebbero la gente nelle braccia degli estremisti, tra cui al-Nusra affiliata ad al-Qaida. Nel nord-ovest della Siria… i ribelli moderati occupano territorio assieme ad al-Nusra e dicono di essere costretti a coordinarsi e a condividere le scarse risorse con esso, soprattutto quando sono tutti sotto attacco dal regime ed alleati. Nusra e sei gruppi ribelli nel nord della Siria hanno detto questa settimana che avrebbero ristabilito un centro di comando congiunto… l’opposizione di al-Nusra ai colloqui di pace a Ginevra è gradita ai ribelli… La maggior parte è riluttante a combattere al-Nusra perché è pieno di gente dalle loro città e villaggi”. (WSJ)
A dire il vero, Washington è furiosa per la ‘sfida strategica’ di Assad. Ha condannato il messaggio a Putin, secondo cui l’obiettivo è la vittoria finale ad Aleppo. Il portavoce del dipartimento di Stato statunitense Mark Toner ha detto: “Chiediamo alla Russia d’affrontare con urgenza questa affermazione del tutto inaccettabile. E’ chiaramente il tentativo di Assad di sostenere la sua agenda, ma spetta alla Russia affermare l’influenza su quel regime per mantenere la cessazione delle ostilità“. Il Cremlino deve rispondere al messaggio di Assad. Ma Putin ha tenuto una videoconferenza con la filarmonica dell’Accademia di Stato Marinskij che ha tenuto un concerto a Palmyra (recentemente liberata dallo Stato Islamico). La decisione del Cremlino di ordinare il concerto a Palmyra è un suggestivo richiamo alla grande Sinfonia N°7 su Leningrado di Dmitrij Shostakovich, del 9 agosto 1942, potente simbolo della resistenza della Russia e straordinaria sfida alle forze di Hitler che avevano circondato la città intente a farne morire di fame la gente. (Spectator) Naturalmente, Washington ed alleati non possono aver alcun dubbio sul fatto che Aleppo potrebbe rivelarsi il punto di svolta nel conflitto siriano, decisivo come Stalingrado nella Seconda Guerra Mondiale. (Reuters) Solo Putin avrebbe saputo trasmettere un messaggio sottile a Washington (e a Damasco) ordinando il concerto con la Ciaconna di Bach, la Sinfonia No. 1 di di Sergej Prokofiev e il Cotillion di Rodion Schedrin, sullo sfondo delle antiche rovine di Palmira. (Kremlin)liRluYgzWkn7mHHRf1pveOS4Ke6Df3Ae

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Bugie e delirio ad Aleppo

Alessandro Lattanzio, 6/5/2016

us_army_psychological_operations_regimental_corps_crest_1492_1_1_grandeIl governo inglese aveva coordinato e pianificato la guerra delle informazioni contro la Siria, volta a migliorare la reputazione della cosiddetta “opposizione armata moderata”, ovvero le varie fazioni terroristiche sostenute dalla NATO. Contraenti privati assunti da ministero degli Esteri e ministero della Difesa del Regno Unito animavano gli uffici stampa e dirigevano la produzione mediatica collegati ai gruppi terroristici della cosiddetta ‘opposizione’ siriana. Il materiale prodotto veniva trasmesso sui media arabi o veniva pubblicato su internet, occultandone l’origine governativa inglese. L’Ufficio sicurezza e antiterrorismo del ministero degli Interni inglese agiva in parallelo nel Regno Unito per “cambiare comportamento e atteggiamento” dei musulmani inglesi dedicandosi alla produzione “su scala e ritmo industriali” di messaggi rivolti alla comunità musulmana nazionale. In entrambe le operazioni di propaganda, all’estero e in patria, il ruolo del governo inglese veniva nascosto dato che tale propaganda veniva diffusa con la copertura di organizzazioni “indipendenti” nel Regno Unito e dei gruppi armati attivi in Siria. In effetti il ministero della Difesa del Regno Unito riteneva l’informazione elemento essenziale nei conflitti, e quindi aveva sviluppato la dottrina che prevedeva che l’informazione “fosse abbondante, potente e ineludibile quanto il contesto strategico sul terreno o le condizioni meteo“, spiegando come vadano gestite “le comunicazioni strategiche”. Tale operazione di propaganda iniziò quando il governo inglese non riuscì a convincere il Parlamento a sostenere l’operazione militare contro Damasco, nel settembre 2013, intraprendendo un’operazione segreta per influenzare la percezione dei terroristi nella guerra alla Siria. Attraverso il Fondo Conflitti e Stabilità, il governo spese 2,4 milioni di sterline assumendo aziende private che da Istanbul provvedevano “alle operazioni di comunicazione e ai media strategici in sostegno dell’opposizione armata moderata siriana“, nell’ambito di un’ampia operazione propagandistica contro la Siria volta a promuovere “i valori moderati della rivoluzione” e a contribuire a creare una vulgata contro il governo baathista e contro lo SIIL. Il tentativo di fondo era fare identificare presso l’opinione pubblica il legittimo governo siriano con i terroristi dello Stato islamico, ovvero Gladio-B, l’operazione di guerra non-ortodossa attuata dalla NATO contro l’asse Siria-Iraq-Iran, salvaguardando le altre organizzazioni terroristiche islamiste finanziate sempre dalla NATO e dagli Stati wahhabiti del Golfo Persico. Il governo inglese domandò alle aziende private di “selezionare e formare un portavoce in grado di rappresentare tutte le organizzazioni dell’opposizione armata moderata come una sola voce” e di animare un “ufficio centrale dei media dell’opposizione armata moderata attivo 24h, con capacità mediatica“. Una fonte vicina al governo spiegava che il governo inglese controllava il “servizio stampa dell’esercito libero siriano“. L’azienda assunta per provvedere alla propaganda della cosiddetta “opposizione armata moderata” era di Regester Larkin, ex-tenente-colonnello dell’esercito inglese, specialista della comunicazione strategica del ministero della Difesa Regno Unito, che aveva creato la società Innovative Communications & Strategies, o InCoStrat, assunta dal governo inglese, nel novembre 2014. Il portavoce di InCoStrat confermava “InCoStrat fornisce supporto su media e comunicazione all’opposizione moderata siriana per aiutare i siriani a conoscere la realtà della guerra e coloro che ne sono coinvolti“. La società sottolineava la stretta supervisione della sua azione da parte del governo inglese. Un membro aveva parlato anche di “stretto controllo” degli agenti del ministero della Difesa, che incontravano i responsabili dell’azienda tre volte la settimana. “Sapevano fino all’ultima parola“. Gran parte della propaganda creata e diffusa con tali contratti sono bollettini sulle “vittoriose operazioni militari” o video dei terroristi che distribuiscono cibo. Alcuni media, tuttavia, hanno un’ulteriore funzione militare. Per esempio i video su missili superficie-aria portatili che distruggono un elicottero siriano, servono a dire ai terroristi attivi in Siria che i loro gruppi sono ben armati ed efficienti, oltre a trasmette il messaggio, a coloro che armano i gruppi, “che si fa una buona operazione di relazioni pubbliche verso il Pentagono“. I documenti contrattuali indicavano come gruppi appartenenti “all’opposizione armata moderata” organizzazioni come haraqat al-Hazam, che riceveva armi dagli Stati Uniti che poi consegnava ad al-Qaida, e il Jaysh al-Islam, organizzazione terroristica creata dai sauditi.
Esempi di tali operazioni di propaganda volte a supportare l’aggressione all Siria dei terroristi islamo-atlantisti, sono le varie “notizie” allarmistiche quanto fasulle sui “bombardamenti aerei del regime siriano e dei russi” su campi profughi od ospedali civili:
Il 5 maggio, i soliti ‘osservatori dei diritti umani’ affermavano che 28 persone erano state uccise da attacchi aerei su un campo profughi al confine con la Turchia, a Sarmada, nel territorio occupato dai terroristi, nel nord-ovest della provincia di Idlib. Dei video mostravano tende carbonizzate nel campo. “Abu Ibrahim al-Sarmai, un attivista, ha detto che “due attacchi aerei” hanno colpito il campo degli sfollati.… Nidal Abdul Qadir, un funzionario dell’opposizione che vive a circa un chilometro dal campo, ha detto che circa 50 tende e una scuola erano bruciate”. Ora, si dia un’occhiata al video di propaganda diffuso dai terroristi.airstrike2

airstrike3Il campo si trova in una piuttosto ampia e piatta zona. Tende e strutture con teli di plastica sono a 15-30 metri di distanza tra esse, ma i video mostrano i resti di una sola tenda bruciata. I vigili del fuoco, con attrezzature costose, spengono dei fuochi. Si tratta dei “caschi bianchi” finanziati dai governi di Stati Uniti e Regno Unito nell’ambito della loro propaganda anti-siriana. La tenda bruciata dimostrerebbe l’attacco aereo, ma le altre tende, a 10-20 metri di distanza, non presentano alcun danno. Perfino le coperture in plastica sono intatte, e non compaiono persone tranne i “soccorritori”. Niente vittime, né ambulanze, né un solo civile che cerca parenti o beni da recuperare. Non ci sono crateri né frammenti di bombe. “Se questo è stato un attacco aereo, il pilota avrebbe lanciato dei petardi dalla cabina di pilotaggio. Una bomba o un missile aria-terra avrebbe creato un’esplosione che avrebbe spazzato via le tende e scavato dei crateri tutto intorno”. Cos’è successo? Niente, solo un “giornalista” e un paio di “caschi bianchi” che inscenano una farsa, che i media occidentali prendono per oro colato senza alcuna prova del presunto attacco aereo o di ancor più presunte vittime.
Ancora, il Ministero della Difesa russo dimostrava che alcun ospedale fu bombardato da aerei russi o siriani ad Aleppo il 27 aprile, “La notizia del bombardamento dell’ospedale al-Quds spacciata da numerosi media internazionali quale esempio di violazione degli accordi USA-Russia sul cessate il fuoco, è stata analizzata ed oggi vi presentiamo la realtà dei fatti“, dichiarava il Generale di Brigata Igor Konachenkov.
Questa foto, scattata nell’aprile 2016, mostra l’ospedale al-Quds distrutto.
1024741108Quest’altra foto dell’ospedale fu scattata nell’ottobre 2015 e mostra l’edificio sempre nello stesso stato, dimostrando che non ci ha subito bombardamenti dall’ottobre 2015.1024741575Infatti, l’ONG che supporta i terroristi, MSF (‘Menteurs’ Sans Frontières), parlò di attacco aereo sull’ospedale al-Quds di Aleppo, affermando che 50 persone vi erano morte, tra cui medici e pazienti. Gli Stati Uniti accusarono subito le autorità siriane pretendendo da Mosca che facesse pressione su Damasco. Ma nei giorni precedenti e successivi al presunto bombardamento, ad Aleppo i terroristi bombardarono i quartieri governativi della città, uccidendo più di 100 civili, di cui i media e le pseudo-ONG della NATO (MSF, Amnesty international, HRW ed altra spazzatura ‘umanitaria’) non hanno mai fatto cenno. Tali storie, come tutte le altre relative ad Aleppo (come la storia sui 400000 siriani pronti a fuggire da Aleppo se l’Esercito Arabo Siriano liberasse la città), sono un diversivo dai continui attentati compiuti dai terroristi “moderati” di al-Qaida e Jaysh al-Fatah contro i quartieri governativi di Aleppo.352px-First_Information_Operations_Command_Logo.svgFonti:
Moon of Alabama
Reseau International
Reseau International

La geopolitica del massacro di Odessa

Katehon, 02/05/2016

"Ricordiamo, non dimentichiamo, non ci arrendiiamo, ci vendicheremo!!! Genocidio!"

“Ricordiamo, non dimentichiamo, non ci arrendiamo, ci vendicheremo!!! Genocidio!”

Il 2 maggio 2014 i neonazisti ucraini, con la connivenza diretta delle autorità ucraine, uccisero e carbonizzarono più di 100 persone a Odessa. Secondo alcune stime il numero delle vittime del massacro arriva a 300. Tra le vittime vi erano donne, bambini e anziani. La predeterminata tragedia di Odessa fu un’ulteriore escalation del conflitto nell’Ucraina orientale e dell’inizio delle operazioni nel Donbas.

Golpe filo-occidentale: il primo sangue
Prima degli eventi del 2 maggio 2014, Odessa era uno dei centri di resistenza al colpo di Stato con cui i capi della proteste di piazza pro-UE nella capitale del paese, Kiev, salirono al potere. I politici sostenuti dall’occidente (UE e USA) provocarono scontri con le forze di sicurezza a Kiev. Come risultato di tali provocazioni, il primo sangue fu versato. Cecchini non identificati molto probabilmente subordinati al capo della “difesa” di Majdan Andrej Parubij, provocarono scontri armati con più di un centinaio di morti. Gruppi neonazisti unificatisi a Maidan nell’organizzazione “settore destro” parteciparono attivamente al colpo di Stato. Dmitrij Jarosh, l’allora capo di settore destro, era anche assistente dell’ex-capo del servizio di sicurezza ucraino, Valentin Najvalichenko, noto per gli stretti legami con la CIA.

Il Sud-Est reagisce
I nuovi capi ucraini decisero di sottomettere completamente la politica estera del Paese all’occidente. Il parlamento, da cui i deputati dell’ex-dirigente “Partito delle Regioni” furono cacciati, cominciarono a piazzare nei ministeri neonazisti dichiarati. La legge che protegge lo status regionale della lingua russa e delle altre lingue delle minoranze nazionali fu abolita. Di conseguenza, la maggioranza russofona del sud-est del Paese, che si considera parte del mondo russo, riconobbe le intenzioni del governo chiaramente ostili. Ampie proteste iniziarono nel sud-est dell’Ucraina, e nel marzo 2014 la Crimea tenne un referendum sovrano sulla secessione unendosi alla Federazione Russa, che non poteva lasciare questa strategicamente importante penisola all’incerto futuro geopolitico dell’Ucraina. Nell’aprile 2014, i ribelli nella regione di Donetsk procedettero a creare la resistenza armata a Kiev. Odessa rimase una delle città più strategicamente importanti dove la maggioranza della popolazione non si considera ucraina e non ha alcun desiderio di vivere sotto la nuova Ucraina nazionalista.

L’importanza geopolitica di Odessa
La nuova dirigenza ucraina riconobbe che la perdita di Odessa significava la catastrofe geopolitica che inevitabilmente avrebbe provocato, tramite l’effetto domino, il collasso del Paese. Tale prospettiva si realizzava difatti nella situazione di Odessa: dalla primavera 2014, le forze filo-russe ad Odessa avevano attivamente invitato gli abitanti di Odessa a ripetere lo scenario della Crimea riecheggiando il leader crimeano Aksjonov. Inoltre, Odessa è in prossimità della Transnistria filo-russa, con una base militare russa e forze armate di 15000 militari. Se necessario, la Russia poteva trasferire truppe a Odessa dalla Crimea. Al momento, Odessa rimane l’ultimo grande porto dell’Ucraina, con l’eccezione di Nikolaev e Marjupol il cui destino al momento era in bilico. La flotta ucraina, partita da Sebastopoli ora russa, si basa ad Odessa. Quindi, la perdita di Odessa avrebbe immediatamente comportato la perdita di Nikolaev e l’esclusione dell’Ucraina dal mare. Queste considerazioni spiegano perché i neonazisti ucraini ebbero carta bianca per intimidire la popolazione di Odessa, approfittandone. L’agonia di più di 100 persone, per cui nessuno colpevole è stato punito, fu soprattutto un’intimidazione. Dopo la strage del 2 maggio a Odessa, il movimento pro-russo fu praticamente distrutto.

Il ruolo degli eventi Odessa nell’escalation del conflitto
Tuttavia, il massacro di Odessa portò anche alcune conseguenze impreviste per gli autori. Con la tragedia, l’idea nazionale ucraina si era chiaramente dimostrata mostruosa e disumana. Il fatto che una parte significativa di ucraini abbia accolto con gioia la dolorosa morte di oltre un centinaio di concittadini, dimostra ancora una volta il carattere nichilistico e distruttivo del nazionalismo ucraino. Ciò contribuì all’asprezza delle contrapposizione e scissione definitiva dalla società ucraina. Fu la tragedia di Odessa che di fatto contribuì al radicalismo nel Donbas, fattore principale che ispirò la popolazione e la maggioranza dei volontari delle altre regioni d’Ucraina e dei Paesi della CSI a prendere le armi. Gli autori del massacro di Odessa conservano temporaneamente Odessa, ma persero il Donbas. Per una parte della popolazione ucraina, ciò che successe a Odessa fu un punto di orgoglio. Per gli altri, fu un crimine terribile che dimostra che non avrebbero mai potuto coesistere nel Paese a meno che l’Ucraina sia de-nazificata.

La crescita dei sentimenti anti-ucraini in Russia
Gli eventi ad Odessa e i conseguenti crimini di guerra commessi dagli ucraini contribuivano all’isolamento dell’Ucraina dalla Russia, non solo a livello statale ma anche sociale. Per la prima volta nella storia, l’Ucraina viene percepita distante dalla Russia, e solo negativamente. In precedenza, la dirigenza ucraina poté sfruttare i rimanenti miti dell’era sovietica dell'”amicizia dei popoli” e della vicinanza dei due Paesi, ma in seguito agli eventi di Donbas e Odessa tale meccanismo non funzionava più. La volontà della leadership russa di dialogare con Poroshenko quale “male minore” fu complicata dal rifiuto della società russa di dialogare con gli ucraini. Così, la memoria del massacro di Odessa ostacola gli sforzi della sesta colonna in Russia nel reintegrare il Donbas all’Ucraina.

Martiri del totalitarismo liberale
Da una prospettiva globale, il massacro di Odessa è uno dei tanti episodi in cui l’occidente (Europa e Stati Uniti) ha commesso i peggiori crimini a vantaggio di forze e alleanze geopolitiche. Ciò va di pari passo al sostegno dei terroristi in Siria. Tale politica non è una novità, la natura selvaggia di simili crimini sanguinari fu denunciata la prima volta nella pulizia etnica contro i serbi in Kosovo. Nel complesso, tali crimini dimostrano la vacuità delle promesse “umanitarie” del liberalismo europeo e statunitense.

Poroshenko copre gli assassini di Odessa

Poroshenko copre gli assassini di Odessa

11139009Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I media dell”opposizione siriana’ sono un’operazione del governo inglese

Moon of Alabama, 3 maggio 2016

150479Il governo degli Stati Uniti, attraverso la CIA, ha finanziato i “moderati” mercenari antisiriani che combattono contro il governo legittimo siriano, con almeno 1 miliardo di dollari all’anno. Le dittature wahhabite del Medio Oriente hanno aggiunto i loro miliardi nel finanziare gli sforzi di al-Qaida contro il popolo siriano. Gli Stati Uniti continuano ad acquistare e inviare migliaia di tonnellate di armi e munizioni per alimentare la guerra contro il popolo siriano. Paga anche i vari combattenti e gruppi di opposizione. Gli sforzi degli Stati Uniti per il cambio di regime in Siria sono in corso almeno dal 2006, quando il governo degli Stati Uniti iniziò a finanziare le stazioni televisive anti-siriane in esilio, e aveva colloqui per un ampio coordinamento con vari islamisti anti-siriani. Insieme al governo inglese gestisce anche l’attuale propaganda mediatica filo-mercenari per influenzare l’opinione pubblica “occidentale”, a sostegno dell’ingerenza imperiale in Siria. The Guardian svela uno dei tentativi del governo inglese sul modo più efficace di gestire tutta la propaganda mediatica dell'”esercito libero siriano”: “Il governo inglese guida la guerra delle informazioni in Siria finanziando le operazioni mediatiche di diversi gruppi ribelli combattenti,… contractors assunti dal ministero degli Esteri, ma supervisionati dal ministero della Difesa (MoD) producono video, foto, rapporti militari, trasmissioni radiofoniche, prodotti per la stampa e post sui social media con i loghi dei gruppi combattenti, dirigendo in modo efficace un ufficio stampa dei combattenti dell’opposizione. I materiali vengono fatti circolare nei media radiotelevisivi arabi e pubblicati on-line senza alcun indicazione del coinvolgimento del governo inglese… Attraverso il Fondo conflitti e stabilità il governo spende 2,4milioni di sterline per contraenti privati che operano da Istanbul per fornire “comunicazioni strategiche e operazioni mediatiche a sostegno dell’opposizione armata moderata in Siria” (MAO). Il contratto rientra nell’ampia propaganda incentrata sulla Siria, con altri elementi destinati a promuovere “i valori moderati della rivoluzione” … I documenti indicano che i contraenti “selezionano e formano un portavoce che rappresenti tutti i gruppi MAO con una sola voce unitaria”, oltre a fornire consulenze ai “più influenti funzionari MAO” e a gestire a tempo pieno “gli uffici mediatici centrali della MAO” con “capacità di produzione mediatica”. Una fonte inglese collegata ai contratti in attuazione ha detto che il governo essenzialmente dirige l'”ufficio stampa dell’esercito libero siriano”.”
I media inglesi e statunitensi dirigono vari gruppi “civili” nel promuovere l’obiettivo del cambio di regime. Il “caschi bianchi”, conosciuti per i falsi video di “salvataggio” e la loro collaborazione con al-Qaida, sono finanziati con 23 milioni di dollari dal governo degli Stati Uniti attraverso USAID, con 18,7 milioni di sterline dal ministero degli Esteri del Regno Unito, e con diversi milioni da altri governi. Ma i “caschi bianchi” non sono “moderati” che vogliono solo aiutare la gente? Il governo degli Stati Uniti non sembra crederlo, avendo appena vietato al capo dei “caschi bianchi” di entrare negli Stati Uniti, anche se ne finanzia le attività.
Molti account sui social media come @raqqa_sl vengono promossi dai media “occidentali” e diffondono immagini e video falsi nell’ambito di tale propaganda. Ma anche quando tali campagne di manipolazione dei media e dei falsi “moderati” vengono denunciate, le operazioni non accennano a diminuire. The Guardian, dopo la pubblicazione di quanto sopra, non rifletterà un attimo su quanto i suoi editoriali sulla Siria siano influenzati dalle falsità finanziate dal governo. Proprio come negli altri media mainstream, parte integrante della propaganda. Alcuna rivelazione della verità sull’attacco “occidentale” allo Stato siriano e al suo popolo sembra aver alcun effetto sulle operazioni multimediali in corso. Il 20 aprile il portavoce militare degli Stati Uniti della coalizione anti-Stato islamico ha detto qualche verità sul ruolo di al-Qaida nella parte orientale della città di Aleppo occupata dai “ribelli”: “Detto questo, è in primo luogo al-Nusra che occupa Aleppo e, naturalmente, al-Nusra non rientra nella cessazione delle ostilità”. Solo due settimane dopo, la propagandista del NYT Anna Barnard aveva la faccia tosta di affermare che al-Qaidaha solo una piccola presenza ad Aleppo”. Ripetere ancora e ancora le bugie anche dopo che sono state smascherate. L’inesorabilità dell’assalto propagandistico è efficace nel sopprimere qualsiasi seria opposizione.

I caschi bianchi

I caschi bianchi

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La rinascita del neonazismo inizia dall’Ucraina

Konrad Stachnio New Eastern Outlook 01/05/2016

Andrej Parubij

Andrej Parubij

I ‘patrioti’ ucraini incoraggiati dal sostegno polacco sotto forma di giubbotti antiproiettile, stivali e altri oggetti di valore inviati ai camerati in lotta contro l”aggressione russa’, hanno finalmente deciso di visitare il Paese partner strategico.

Tour dei campi di concentramento
La visita ai campi di concentramento tedeschi più grandi della Polonia consiste in foto ai forni crematori o alle caserme nel gesto comunemente noto in Ucraina come ‘fama per la vittoria’, per di più facendo eco agli ex-“residenti” di questi campi con un ‘Sieg Heil’. Questi sono semplicemente i germi democratici con cui avremo presto a che fare su grande scala in Europa, se l’abolizione prevista dei visti per i cittadini ucraini viene introdotta dall’Unione Europea, lasciando che i frutti ucraini di Maidan si diffondano in Europa a supporto di processi “democratici” qua e là. Eppure c’è molto per cui lottare. In Ucraina si affronta da tempo l”aggressione russa’ all’Europa, laddove l”invasione islamica’ è una minaccia crescente.

La legge Savchenko
1420965833-420-x-236px-poroshenko-nazi “La legge Savchenko” prende il nome da Nadezhda Savchenko, l’aviatrice ucraina imprigionata in Russia. La legge prevede l’accorciamento dell’incarcerazione grazie al cosiddetto “due-per-uno”, cioè per ogni giorno che il criminale ha trascorso in custodia cautelare, il giudice ridurrà la pena di due giorni. In Ucraina si assiste ad un secondo fronte dove aumentano le persone uccise dai criminali, ogni trimestre, molto più che al fronte! Mentre nel 2010 il tasso medio di omicidi ogni 100mila abitanti era 5,2, nel 2014 fu 27 e nel 2016 sarà 34! Va ricordato che, a seguito dell’amnistia del 2016, 70000 criminali furono rilasciati dalle carceri, tra cui 1000 assassini, dichiara l’esperto sulla sicurezza dello Stato polacco Andrzej Zapalowski. Sembra che sia solo l’inizio di una grande ondata democratica che potrebbe diffondersi dall’Ucraina all’Europa. Come dice l’ex-capo di Settore destro, membro del Consiglio ucraino e consigliere del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ucraino Dmitrij Jarosh: “considerando l’attuale politica del governo, siamo minacciati dalla liquidazione dello Stato. Dobbiamo effettuare i cambiamenti rivoluzionari che avevamo chiesto a piazza Maidan. Ho sempre meno speranza che sia possibile in modo costituzionale. È per questo che collaboriamo con le strutture militari, nonché con chi è al potere. Ci rendiamo conto che in caso di disordini, l’intero Paese potrebbe ‘esplodere’. Solo l’esercito e il potere patriottico potranno salvare la situazione. Non mi fido dei politici”. Come risultato di tali cambiamenti democratici già programmati in Ucraina, ci si potrà aspettare a breve un altro flusso di migranti in Europa. E tra loro, i principali esecutori dei processi democratici in Ucraina, vale a dire razzisti e criminali neo-nazisti. “Uccideremo (Rezac) lentamente e senza pietà. Forse l’Europa è umanitaria, ma è c’è una posizione diversa nella società. Se avete paura dei fascisti, infonderò l’incubo fascista nelle vostre anime, c’è abbastanza Zyklon B per ogni separatista”. Queste le parole di uno dei nuovi democratici europei ed anche eroe della mostra “I vincitori” dedicato ai volontari feriti che combattono nella cosiddetta ‘operazione antiterrorismo’ in Ucraina orientale. La mostra è stata presentata al Parlamento europeo. Purtroppo, più l’Ucraina diventa “il democratico Medio Oriente d’Europa”, più potenti diventano tali “elementi democratici” con scarcerazioni di assassini, organizzazioni mafiose, movimenti neo-nazisti e via libera ad ogni sorta di feccia della società, come il co-fondatore del Partito nazional-sociale di Ucraina Andrej Parubij, eletto presidente del Parlamento dal Consiglio. Il Partito nazional-sociale di Ucraina (SNPU) era un partito di estrema destra divenuto poi Svoboda e direttamente correlato al partito nazista. Inoltre, non va dimenticata la migliore merce esportata dall’Ucraina: “Dopo gli attentati in Belgio, la senatrice francese Nathalie Goulet ha dichiarato che vi è un campo di addestramento jihadista in Ucraina. In una trasmissione alla radio francese, ha detto che il campo dei terroristi è nel cuore dell’Ucraina, in particolare nella regione di Dnepropetrovsk. Vi sono speciali volontari che si addestrano militarmente provenienti da Caucaso del Nord, Asia centrale, ceceni, turchi e giordani”, come si legge su Fort Russ. Pertanto, l’abolizione dei visti dall’Ucraina che sale le vette della democrazia sarebbe una buona idea per lasciarla integrare nell’Europa, che sembra andare nella stessa direzione simile, creando un unico grande caos. A quanto pare questa è l’unica via d’uscita per gli ucraini comuni, affinché non muoiano di fame nell’Ucraina che intende stabilire tali standard democratici.

Chi trae vantaggio dall’ondata migratoria
In questo campo neo-nazisti ed altre organizzazioni criminali, come ad esempio Cosa Nostra (impegolata nel flusso di migranti) sempre più si rivelano essere i ‘beneficiari’ dei processi “democratici” in Europa. Si vedano ad esempio le manifestazioni del NPD tedesco contro gli islamisti che minacciano l’Europa bianca o le riunioni tra NPD tedesco e UNA-UNSO ucraino. Campi di addestramento per neonazisti tedeschi e ucraini si trovano anche in Polonia, nella regione di Warmia e Masuria per essere esatti. Le persone che ne sanno sono troppo intimidite per parlarne apertamente. Le informazioni su tali campi provengono da tre fonti indipendenti. Se i cosiddetti attentati islamici s’intensificano in Europa, gli europei potrebbero desiderare di sbarazzarsi degli ospiti indesiderati. Di qui i cosiddetti movimenti neonazisti possono diventare istantaneamente i beneficiari di tale processo, o almeno considerati utili. Gruppi neonazisti, come la divisione misantropica, islamisti e sinistra teleguidata e finanziata da George Soros hanno un obiettivo comune: la dissoluzione dello status quo in Europa. In tale contesto, lo SIIL che copia le tecniche belliche tedesche del 1908 assieme all’addestramento di bambini nel perpetrare attentati suicidi nello stile dell’Hitlerjugend, sembra uno scherzo truce.

Nadezhda Savhcenko, la torturatrice neonazista ucraina processata a Mosca, e per la cui liberazione si battono piddini e radicali.

Nadezhda Savchenko, la torturatrice neonazista ucraina processata a Mosca, e per la cui liberazione si battono piddini e radicali.

Konrad Stachnio è un giornalista indipendente polacco, ha ospitato vari programmi radiofonici e televisivi per l’edizione polacca di Prison Planet, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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