Cordone Sanitario siriano per Israele?

Alastair Crooke, Sic Semper Tyrannis 20 luglio 2017Israele ha respinto l’accordo sul cessate il fuoco di Amman negoziato da Stati Uniti, Russia e Giordania che decide il confine della zona di de-escalation nella Siria sud-occidentale. Fin dall’inizio, l’accordo era accettato da Israele e dall’alleato giordano. Inizialmente, Israele disse “sì” (e partecipò ad alcune discussioni), ma all’inizio della settimana il primo ministro israeliano cambiava idea. Ora Israele afferma che il cessate il fuoco (che regge) è un problema serio per Israele e che alcuna delle sue richieste sulla sicurezza è stata rispettata. Ben Caspit, commentatore israeliano, cita una fonte vicina alla questione: “Non si tratta solo del disaccordo. Ma è un vero scontro, che pone Israele contro Russia e Stati Uniti. Riflette la cospicua delusione d’Israele sul modo con cui gli statunitensi vengono aggirati da Putin, portando alla cessione degli interessi israeliani sulle alture del Golan e in Libano all’Asse Sciita”. È vero il contrario: l’intenzione dei negoziatori di Amman fin dall’inizio era fermare l’Esercito arabo siriano e le forze alleate, che avanzano liberando il territorio sovrano, mentre le forze insurrezionali si dissolvono, non troppo vicino la linea dell’armistizio sul Golan. I negoziatori statunitensi nei colloqui furono abbastanza chiari: gli Stati Uniti avevano solo due obiettivi, proteggere Israele e sconfiggere lo SIIL, e sono stati pienamente raggiunti coll’accordo provvisorio che ha bloccato il conflitto e imposto l’assenza di “combattenti stranieri” per 20 km sul lato siriano della linea dell’armistizio sul Golan e sul confine siriano-giordano (che escluderebbe le autorità militari iraniane, libanesi e irachene) per un determinato periodo di tempo. Inoltre, tutta la zona sarà sorvegliata e protetta dalle forze di polizia russa. Di fronte a ciò, i negoziatori statunitensi hanno fatto ciò che hanno fatto. Allora, perché Israele si ritrae ed avanza, post hoc, delle pretese? Adesso afferma che non tollererà la presenza iraniana o di Hezbollah in Siria. L’ex-capo del CNS israeliano dichiarava esplicito che Israele può usare la forza per chiudere ogni base. Chiaramente, Netanyahu è deluso ed arrabbiato. Le sue speranze di una coalizione “sunnita” guidata dai sauditi che si confrontasse, contenesse e ricacciasse l’influenza iraniana, sono implose con il disordine dell’attuale fratricidio intra-GCC. Allo stesso modo, le sue speranze di un corridoio logistico e di zone tampone da nord fino al confine siriano-iracheno, estendendosi all’Eufrate, sono crollate quando il governo iracheno, irritato dalla creazione dell’esplicita alleanza anti-sciita tra Riyad e presidente Trump (quando associò la milizia delle PMU ed Hezbollah ai principali attori del terrorismo), capovolse l’equilibrio di forze. Il governo iracheno ha dato alle PMU via libera per il confine iracheno-siriano da entrambe le parti. Immagino che Netanyahu senta che la parte d’Israele nel conflitto siriano stia finendo e che il futuro non vedrà più una Siria debole, sbaragliata dal jihadismo filoiraeliano e dalla balcanizzazione del territorio, come previsto. Ma piuttosto, una Siria pienamente legata ad Hezbollah, Iran e la costellazione delle PMU irachene sempre più attive, se non ineccepibili.
Israele, nella sua frustrazione, pensa d’imporre una propria zona tampone, come nel Libano meridionale? Come presupposto, probabilmente “no”. La lezione del Libano meridionale è ancora troppo cruda per contemplare una zona tampone “fisica”. La presenza di truppe israeliane nella Siria meridionale sarebbe un invito aperto alla guerriglia per respingere gli invasori. Più probabilmente le minacce del PM israeliano sono un tentativo di cambiare le regole del gioco siriane, estendendo la licenza militare d’Israele ad agire in modo unilaterale e senza responsabilità nel sud-ovest della Siria, a sostegno dei fantocci jihadisti presso Qunaytra. In pratica, ciò è già cominciato anche se con il pretesto d’Israele di rispondere al “fuoco diretto” d’oltre frontiera. Forse Israele suppone che l’amministrazione statunitense abbia perso la pazienza con l’agenda del cambio del regime a Damasco (visto il crollo del fronte guidato dall’Arabia Saudita). Washington preferisce una rapida vittoria pubblica sullo SIIL a Raqqa, e poi dimenticarsi della Siria. Gli occhi degli Stati Uniti vanno altrove e Trump ha deciso di finirla con l’aiuto “segreto” della CIA ai “ribelli moderati siriani“. Così il PM Netanyahu probabilmente cerca di recuperare ciò che può della campagna anti-iraniana. Il 18 luglio, la Casa Bianca pubblicava una dichiarazione che spinge il Congresso ad autorizzare nuove “temporanee” installazioni intermedie di stazionamento in Iraq e Siria “nell’ambito della campagna statunitense contro lo Stato islamico“, (i dettagli sulle basi esistenti degli Stati Uniti sono appena state diffuse dai turchi). Ma come affermava su al-Monitor Corri Zoli, direttore ricercatore dell’Istituto di Sicurezza Nazionale e Controterrorismo dell’Università di Syracuse, “Mi sembra che ciò che vogliono è manovrabilità per creare alcune infrastrutture per approfondire la lotta oltre Raqqa e la Siria… È un tentativo di creare eliporti per attaccare lo SIIL e gli sforzi per creare un minicaliffato nella regione. Il segretario alla Difesa James Mattis”, aggiunge Zoli, “pensa a un paio di passi in avanti. Vuole avere la pace, stabilizzare la regione e pressare militarmente l’Iran. Se può farlo con la logistica, meglio“. Così, Netanyahu, giocando da “solito arrabbiato”, potrebbe fare pressione sull’amministrazione statunitense per attuare un piano sostitutivo con un cuneo di strutture aeroportuali temporanee statunitensi che vadano dalla Siria settentrionale all’Iraq, destinate a evitare la contiguità iraniana con la Siria. In breve, Netanyahu è irritato dalle carenze del piano del cessate il fuoco nel sud-ovest della Siria, facendo leva sull’incomprensione statunitense sulla rete di contenimento dell’Iran. Ma se non sarà così, e Israele intendesse respingere le basi militari iraniane e di Hezbollah ben oltre la linea dell’armistizio sul Golan, il presidente Trump avrà di che preoccuparsi. Potrebbe ritrovarsi con missili che volano dal sud del Libano in Israele. Infine, anche se è ampiamente noto che Mattis si trascina nette opinioni sull’Iran dalla particolare esperienza in Iraq, dove prestò servizio, le sue attuali responsabilità richiedono una visione più ampia. Semplicemente, la stabilità regionale, interesse dichiarato dagli USA, è contingente alle buone intenzioni iraniane, che Mattis ci badi o meno.
L’ex-capo del CNS d’Israele Yaakov Amidror è certamente nel giusto quando sottolinea così chiaramente (probabilmente con sanzione ufficiale) che gli interessi d’Israele si discostano da quelli degli USA: “Alla fine è nostra responsabilità, non di statunitensi e russi, proteggerci e prendere tutte le misure necessarie a ciò”. Spiegando come statunitensi e russi, con cui Israele ha buoni legami e dialogo, hanno accettato un accordo che consenta la presenza permanente iraniana in Siria. Amidror affermava che l’obiettivo strategico russo del cessate il fuoco è garantirsi che il regime di Assad rimanga, e l’obiettivo strategico statunitense è distruggere lo Stato islamico. Israele, ha detto, deve “prendersi cura del suo obiettivo strategico“, definito come “dividere Iran e Siria costruendo basi in Siria“. Amidror ha detto che mentre Israele ovviamente vuole vedere la fine delle uccisioni in Siria, “Il prezzo non può essere avere Iran ed Hezbollah alle nostre frontiere“, e che Israele ha opzioni diplomatiche e militari per impedire che ciò avvenga e che “entrambe le opzioni vanno usate“. Mattis potrebbe avere l’impressione di doversi spiegare “a lungo” con Bibi Netanyahu.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’arte del cessate il fuoco

Ziad al-Fadil Syrian Perspective 15/7/2017Molti dei miei lettori sono delusi dalle tregue che emergono quando l’Esercito arabo siriano assedia le città occupate dai gruppi terroristici sostenuti da Stati Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Regno Unito e NATO. Mentre questi cessate il fuoco proliferano, i cittadini tornano nelle proprie case e celebrano l’espulsione dei nichilisti devoti al diavolo. Oggi l’ONU conferma che più di mezzo milione di profughi dal Libano sono tornati a casa, ad al-Zabadani, Madhaya, Qusayr e al-Wair, per citare solo alcune aree liberate con gli accordi di cessate il fuoco. Ma le tregue hanno una logica che sfugge a molti. Ne discutiamo. I cessate il fuoco e la disponibilità ad aderirvi dimostrano come stia il nemico dal punto di vista dei rifornimenti, morale e pianificazione. Quando i jihadisti accettano di cessare le operazioni e di trasferirsi in un’area come Idlib, il messaggio è che i rifornimenti si esauriscono, il morale è basso e non ci sono piani per altre operazioni. L’ultimo è importante perché indica che il nemico teme di perdere altri combattenti e teme l’incapacità di reclutarne altri e quindi di formare nuove reclute. Quando i ratti di al-Wair accettarono, infine, di partire per Idlib o la provincia di Aleppo, sapevano che le loro probabilità andavano da lievemente a molto tristi. Soprattutto, lo sapevano! La disponibilità a partire per Idlib, per esempio, ha anche dimostrato quanto siano leali all’ideologia jihadista. Una volta accettato di salvarsi la pelle, l’Ufficio d’Intelligence Militare dell’Esercito arabo siriano si assicurava che tali terroristi non fossero interessati a morire per una qualche causa. Ecco perché molti accettarono di aderire all’Amnistia. Chiaramente, erano psicologicamente frustrati da morte e distruzione che avevano inflitto al proprio Paese e dalla miseria inflitta ai figli che ora dovranno riprendere 5 anni di studi. La volontà di aderire ai negoziati dimostra anche quanto pareri e numeri dei propagandisti influenzino i terroristi che ora pensano a ritirarsi da aree chiave. Si pensi ad Aleppo dove la metà orientale fu infestata da tali scarafaggi assassini. I gruppi coinvolti erano jihadisti brutali di al-Nusra e terroristi di al-Zinqi noti per decapitare bambini. Nonostante rancore e rabbia del capo dei terroristi saudita Abdullah al-Muhaysini ad Idlib, i terroristi accettarono il cessate il fuoco e la ritirata. Il “daiya” saudita promise a chi combatteva e moriva altre 2 puttane in cielo, anche se molti si chiesero dove ottenesse tale licenza di offerte dall’Onnipotente. Da ciò si seppe che i terroristi avevano tutte le linee dei rifornimenti dal nord (Layramun, Handarat) interrotte e i tunnel scoperti e distrutti dall’EAS. Si seppe anche che i terroristi non prendevano al-Muhaysini seriamente, indicando l’abbandono delle dottrine jihadiste. Il loro morale doveva essere basso avendo la prospettiva che l’intera struttura della città gli crollasse in testa a breve. E naturalmente non avevano piani che potessero ragionevolmente prevedere una situazione migliore. Tutta la rabbia di al-Muhaysini non poteva creare un esercito capace di salvare il collo di tali barbari intrappolati. Ma i cessate il fuoco indicarono anche i Paesi mandanti. Sebbene la Turchia urlasse invitando i terroristi a continuare promettendo una “nuova iniziativa”, i terroristi capirono chiaramente che la posizione turca era “fuffa”, semplicemente non si fidavano di Ankara per avere risultati positivi. Gli Stati Uniti rimasero in silenzio e i sauditi, che cedettero ogni autorità alla Turchia, essenzialmente s’inchinavano turandosi il naso, preferendo sfruttare i cannibali del Jaysh al-Islam su cui avevano dominio incontrastato. La ritirata da Aleppo fu lo spartiacque della guerra, non perché la città fu liberata, ma perché le nazioni mandanti persero coraggio. Ciò rese la Russia più sicura e la nostra vittoria ancora più dolce.
I cessate il fuoco furono cruciali per informarsi dove i terroristi finissero una volta ritiratisi. Dato che la maggioranza optò per Idlib, provincia ora senza cittadini, il compito di perseguire e uccidere i ratti riamasti diventa più facile. Inoltre, MI-EAS e altri servizi alleati avevano negli ultimi tre anni intaccato le reti dei terroristi, infiltrando fedelissimi dello Stato in tali gruppi, consentendo all’intelligence di raccogliere informazioni e dati precisi su piani futuri e stato del morale. Che i criminali effettivamente accettassero di allontanarsi in una provincia piena di altri ratti che si presentavano da obiettivi legittimi, indicava che la rivoluzione contraffatta era finita del tutto. Erano convinti di non avere altra scelta. Per pianificare le prossima mosse, ai comandanti dell’Esercito arabo siriano ciò è inestimabile. Queste tregue diedero anche allo Stato la possibilità d’invitare i profughi a tornare a casa valutandone lealtà allo Stato e sostegno al presidente, nell’ambito dello sforzo di prevedere l’esito delle elezioni future. Ciò è estremamente importante per russi e iraniani che hanno puntato tutto sulla longevità dell’alleato Dottor Assad, e che persistono nel promuovere un processo di transizione democratica in Siria. Finora le prove indicano che i cittadini siriani rimpatriati attraverso i monti del Libano sostengono sostanzialmente il Dottor Bashar al-Assad, anche se non furono presenti all’inizio delle distruzioni. Paesi sostenitori come la Cina avanzano buone promesse di aiuto nel riavviare il processo di costruzione, incoraggiano ancor di più i cittadini che rientrano. I cessate il fuoco, ovviamente, permettono anche all’Esercito arabo siriano di riposare, riaddestrarsi, rifornirsi e trasferirsi. L’enorme avanzata nel deserto siriano a ovest e a nord di Palmyra, con conseguente significativo ripristino delle attività economiche, non avrebbero potuto essere realizzate con tanta velocità e efficacia senza le truppe di al-Zabadani e Madhaya. Questi cessate il fuoco hanno liberato non solo città ma anche truppe siriane e alleate per combattere altrove, e queste saranno l’avanguardia nelle battaglie per annientare lo SIIL a Dayr al-Zur e al-Raqqa. Le tregue hanno anche allontanato i terroristi e i loro mezzi pesanti dalle basi aeree cruciali nella battaglia per espellere e sterminare tali miserabili microbi. Ora che tutti i terroristi sono andati via sui loro autobus verdi con solo le armi leggere, mortai, razzi domestici o consegnati dai sionisti, tra l’altro, e cannoni-inferno sono stati abbandonati. Le nostre basi aeree sono meno legate alle contromisure dato che i terroristi con l’artiglieria non ci sono più, le armi sono state consegnate agli effettivi delle forze di difesa siriane.
Questi eventi non avrebbero potuto avvenire in un momento più opportuno. Con le forze dell’Esercito arabo siriano ora pronte a combattere in ogni parte rimanente del Paese e l’alleato Hezbollah libero di agire da e per il Libano, dove c’è la guerra tra Resistenza libanese e piaga dello Stato sionista. Posso assicurarvi che la prossima battaglia in Libano porrà fine all’abominevole apartheid, fine che apparirà quando decine di migliaia di soldati e patrioti arabi attraverseranno i confini sionisti, distruggendo il tessuto di tale malvagia società colonizzata. Quindi, se non piacciono i cassate il fuoco, ci faccia da parte. Ma si cerchi di essere più aperti e di osservare bene perché chi se ne preoccupa li sostiene e promuove.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siria, fine dei giochi?

Ziad al-Fadil, Syrian Perspective 11 luglio 2017
Aleppo: Gli Stati Uniti hanno nuovamente e per l’ennesima volta violato il diritto internazionale creando una base aerea a sud della città di Ayn al-Arab, 30 km nel nord-est della provincia di Aleppo. Quando il Dottor Bashar al-Jafari attirerà l’attenzione del Consiglio di sicurezza denunciando la capacità illimitata degli Stati Uniti di sconvolgere le norme internazionali?
Homs: L’Esercito arabo siriano amplia il controllo sui giacimenti di petrolio e gas nell’area di Palmyra, liberando totalmente il campo di al-Hayl, 20 km a sud della città chiave di al-Suqanah occupata dallo SIIL. Mentre le cose progrediscono, l’Esercito arabo siriano sarà presto sull’asse Araq-Suqanah, un punto da non perdere per i ratti tremebondi ad al-Suqanah, ora che sanno che il loro destino è buio. A Dayr al-Zur, i fedelissimi dell’Esercito arabo siriano attendono con urgenza la liberazione di al-Suqanah, mentre la SAAF continua i bombardamenti pesanti delle posizioni dello SIIL
Provincia di Niniwa, Iraq: Il notiziario dei terroristi Sumariya ha appena annunciato la morte del califfo ruspante. Come ho già detto, fu eliminato 2 anni fa da un attacco aereo della SAAF vicino al-Mayadin. Come i taliban, lo SIIL ne nascose la morte per motivi legati al morale. Se venisse presentato oggi, non sarebbe al-Baghdadi. In ogni caso, l’analisi mi dice che apparirebbe come il quadro di Dorian Gray.
Ginevra: Si riuniscono di nuovo, e si annuncia molto tenebroso. L’opposizione deve mostrare obbedienza. Questo è tutto. I sauditi perdono appetito per il confronto, prestando maggiore attenzione a diffamare altri sostenitori dei terroristi, il Qatar, e a ridurre le perdite nel calderone dello Yemen. I sauditi hanno anche capito di non avere un esercito e dei militari di cui vantarsi. Sono solo un popolicchio, una spregevole mandria di babbuini che corre dritto nel 4° mondo definitivo. La questione della presidenza del Dr. Assad è finita. Anche i tossici francesi ammettono che non vi è alcuno che possa sostituirlo. L’opposizione deve accettare la democrazia arbitra del cambiamento di governo. Con la popolarità del Dottor Assad a livelli inediti, anche lo Jaysh al-Islam scopre che la paga arriva assai in ritardo. Dimostrando tutto questo, la tregua di Darah regge. Anche i terroristi più violenti sono devastati dalla loro disastrosa guerra di 6 anni contro un Paese che ha potuto emergere dal 3.zo Mondo con un nuovo status. Sono colpevoli di tale inattesa battuta d’arresto, negando al popolo siriano la sua parte di nuova ricchezza del proprio Paese. Spero che il Dottor Assad non firmi alcuna legge che conceda l'”amnistia generale” a tutti i combattenti. Se chiedete a chiunque chi rappresenti l’opposizione a Ginevra, probabilmente non lo saprebbe. E non c’è nemmeno bisogno di scoprirlo. Muhamad al-Lush ci sarà, ovviamente, a riecheggiare i vecchi mantra sauditi. Oltre a ciò, i russi saranno lieti se la retorica mutasse e l’opposizione segnalasse che non esiste come movimento.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Faccia a Faccia Trump-Putin; il furore dei terroristi calpestati

Ziad al-Fadil Syrian Perspective 9/7/2017È chiaro che Vladimir Putin ha strappato concessioni significative da Donald Trump alla conferenza G-20. Poiché i media occidentali erano ossessionati dall’analisi spinta di ogni espressione del presidente statunitense, alla ricerca di qualsiasi segno di connivenza o assurdità nel suo discorso, ciò che è venuto fuori è la sensazione che gli Stati Uniti avessero indossato il mantello del paria; le loro politiche sembrano ostacolate da un leader incapace di leggere nulla tranne i tabloid in drogheria, mentre guarda solo notiziari in cui può notare una certa simpatia per la sua causa, non importa quanto sia grama. È difficile dire se Donald Trump veramente controlli il proprio governo. Ho già scritto che Pentagono, CIA e Stato profondo sembrano considerarlo una specie di ostacolo, una zavorra, una coliciste che si gonfia e s’infiamma, quindi è difficile sapere se un suo accordo sulla Siria sarà rispettato dalle istituzioni la cui cooperazione è fondamentale per attuarne le dichiarazioni. A Darah, la Giordania guarda con attenzione migliaia di combattenti iraniani fondersi con flora e fauna della zona. I giordani sono esperti nell’intrattenere i terroristi e perciò possono dire esattamente quando le carte cambiano. Quindi re Abdullah bin Antoinette Avril Gardiner era ad Amburgo almeno nello spirito, se non nella mise da nano. Con un nuovo cessate il fuoco mediato da statunitensi e russi, i sanguisughe di Amman possono tirare un sospiro di sollievo ora che l’Iran è temperato dalla non violenza. Naturalmente, tutto ciò significa che ci saranno migliaia di soldati siriani liberi di combattere altrove contro SIIL e al-Qaida. Gli organi di propaganda statunitensi continuano a brandire l’avanzata delle forze democratiche siriane che descrivono in parte curde e in parte arabe. I comandanti statunitensi (clandestini in Siria) hanno anche dichiarato che l’85% delle forze che entrano ad al-Raqqa sarà araba, un’esagerazione tale da invitare a un’inusuale crassa risata, sapendo tutti che la cosiddetta “parte araba” delle SDF sono in realtà siriaci non arabofoni il cui odio per i musulmani terrorizza gli abitanti della città da liberare. Fonti mi confermano che i cittadini di al-Raqqa non sono contenti si essere liberati se i liberatori sono peggiori dello SIIL. Oh bene. Nella provincia occidentale di al-Raqqa, la SAAF demolisce intere aree infestate dagli avvoltoi dello SIIL. Aerei hanno colpito duramente Bir Abu Qubra, la stazione di Fahdi e a nord del villaggio al-Zamlah.
Trrump vuole disperatamente fare ciò che fece Putin a Palmyra. Vuole una vittoria militare sponsorizzata dagli Stati Uniti anche se le loro truppe sono in Siria illegalmente. Lo vuole così tanto che è disposto a licenziare i terroristi a Darah, così assiduamente curati dall’ex-ambasciatore statunitense in Siria Robert Ford, ora visti da tutti, eccetto i sionisti, come un jukebox senza dischi. Qualcuno deve aver detto a Trump che le sue forze a sud sono sul punto di sparire, non solo ad al-Tanaf, ma anche a Darah dove i cittadini insistono sempre più sulla loro ritirata quanto mai prima. Sicuramente, questo non può essere buono per il morale dei terroristi. Nel frattempo, i cordoni della borsa si chiudono. Il Qatar sa che tutti guardano come Doha finanzierà i vari gruppi in Siria. I sauditi hanno già avvertito Jaysh al-Islam che la guerra gli è sfuggita e che ora sono favorevoli a una “soluzione politica”, anche se significa ingoiare l’amara pillola del Dottor Assad saldo al potere dopo un’altra elezione vinta. Mentre la guerra nello Yemen rinsalda le forze yemenite che ora occupano interi territori sauditi e l’Iran avanza fortemente nel campo politico e militare, dovrebbe essere ovvio, anche a un saudita, che le politiche che perseguono conducono solo alla perdizione. Nella preparazione di queste conferenze internazionali, emerge l’impressione che Putin controlli il suo Paese. Le sue promesse sono onorate e guai a colui che non si allinea. Negli Stati Uniti, il modello che emerge è frammentazione, decentramento, nepotismo greve, frivolezza e superficialità, dall’alto in basso fino ai gradini più infimi della gerarchia del potere. Stampa, sionismo, sorosismo, disprezzo della CIA, gelosie del dipartimento di Stato, martinismo del Pentagono e tutti il resto sono intenti a sconfiggere l’autorità di un presidente altrimenti eccentrico e indifeso. I grandi vincitori sono Iran e Russia. Gli Stati Uniti possono rivendicare la vittoria a Mosul, ma nessuno ci bada a casa. Questo è ciò che accade con gli eserciti di volontari. Quando muoiono in battaglia, la gente dice che se la sono cercata. È solo quando il tuo militare è una recluta che ti appassioni e alzi i pugni. No, gli USA ci sbattono di nuovo e non ci saranno sfilate coi nastri, statue e sicuramente neanche poemi epici. Quando ti allei a perdenti come sauditi, qatarioti e sionisti, non aspettarti un granello di congratulazioni.
L’EAS è libera di perseguire SIIL e al-Qaida in Siria. Solo 3 giorni fa l’Esercito circondava i giacimenti di al-Hayl e le montagne circostanti, 40 km a nord-est di Palmyra e mortalmente vicini alla cruciale città-caserma di al-Suqanah. Se le SDF non abbatteranno presto le difese dello SIIL ad al-Raqqa, l’EAS li batterà e ruberà le fanfare a Trump, per cui tutto sarà stato inutile.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iraq, le operazioni per la Liberazione di Mosul

Alessandro Lattanzio, 9/7/2017Il 29 giugno 2016, l’Esercito e gli elicotteri Mi-35 Hind dell’Aeronautica iracheni respingevano l’attacco del SIIL a sud di Falluja, eliminando presso Amuriya, a 23 chilometri a sud di Falluja, oltre 450 veicoli e 750 terroristi del SIIL. Il portavoce delle operazioni Colonnello Yahya Rasul, aveva confermato “la morte di centinaia di miliziani del SIIL e la distruzione di 200-500 veicoli usati per fuggire da Fallujah. La forza aerea irachena ha inseguito i convogli dei terroristi sulle strade nel deserto dall’Anbar alla Siria, bombardandoli”. I terroristi furono circondati con le famiglie in fuga da Falluja presso Razaza, al confine con Giordania e Siria, “Intorno alle 01:00, le forze di sicurezza si scontrarono con i terroristi richiedendo l’intervento degli aerei della coalizione internazionale. Ma gli statunitensi si rifiutarono perché a bordo dei veicoli vi erano dei civili. In definitiva furono i nostri aerei (iracheni) a bombardare il convoglio“. Inoltre, il comandante dell’operazione nell’Anbar, Colonnello Ismail Mahalaui, confermava che 2000 terroristi del SIIL erano stati circondati presso Husi, a sud di Falluja, “Il comando delle operazioni e i comandi dell’8.va Brigata hanno stilato il piano per liberare Husi ed eliminare tutti i terroristi, che avevano lanciato un contrattacco a sud di Falluja. Gli scontri erano scoppiati e più di 20 veicoli furono distrutti. I veicoli restanti furono bombardati da un raid nel deserto ad ovest di Amuriyah, presso Falluja“. Il 30 giugno, altri 300 terroristi e 50 veicoli del SIIL venivano eliminati dagli attacchi aerei e dalle operazioni delle forze irachene ad ovest di Ramadi, capitale della provincia di al-Anbar, presso al-Qaym, al confine iracheno-siriano nella regione del Wadi al-Qazaf. Il Maggiore-Generale Hadi Razij, a capo della polizia provinciale, dichiarava che le forze irachene avevano respinto un attacco del SIIL su al-Amuriya, a 30 km a sud di Fallujah, e Qamis al-Isawi, leader della Liwa Amuriya al-Samud, dichiarava che le forze di sicurezza avevano distrutto una base del SIIL sempre presso Amuriyah. Presso Mosul, le forze antiterrorismo liberavano Tal Baj, presso la città di al-Shirqat, a 250 km a nord di Baghdad, e a sud di Mosul, infliggendo pesanti perdite ai terroristi. Il segretario generale delle Forze Popolari cristiane Liwa Babil, Rayan al-Qaldani, accusava l’ambasciatore saudita a Baghdad, Thamir al-Sabhan, di avere rapporti con il SIIL dicendo di avere i file audio dei colloqui telefonici di Sabhan con un capo del SIIL, “Si tratta di un comportamento diplomatico o di un complotto contro l’Iraq?“, accusando l’inviato saudita dei 2 attentati nei quartieri Qarada e Shaba di Baghdad del 2 luglio, che avevano ucciso 292 persone, “D’ora in poi, consideriamo l’ambasciatore saudita responsabile di qualsiasi esplosione a Baghdad“.
Il 7 luglio, il SIIL effettuava un triplice attacco suicida presso il mausoleo sciita di Sayid Muhamad bin Ali al-Hadi, 93 km a nord di Baghdad, uccidendo 35 persone. L’8 luglio, truppe e artiglieria dell’esercito, polizia ed unità antiterrorismo iracheni liberavano al-Burishah e Tua a nord di al-Ramadi, avanzando nella regione di al-Zanqurah. Il 9 luglio, l’esercito e le forze popolari iracheni liberavano la base aerea di al-Qayara e i villaggi al-Saran e Ramadaniyah, a sud di Mosul, nella provincia di Niniwa. Il 10 luglio, aerei da combattimento iracheni distruggevano la caserma del qataib Tabuq del SIIL ad al-Qaym, nella provincia di Anbar, e un concentramento del SIIL nella regione di Hit, 70 chilometri ad ovest di Ramadi. Il 12 luglio, la 9.na Divisione corazzata dell’Esercito iracheno liberava Ajhala, a nord della base aerea di Qayarah, tagliando le linee di rifornimento del SIIL di Huija ed oltre un centinaio di villaggi, assediando centinaia di terroristi isolati da Mosul e dalla Siria. Un gruppo segreto chiamato ‘Resistenza armata’ o ‘M’ decapitava i capi del SIIL nella regione di al-Sarjaqanah, presso Mosul. “I terroristi del SIIL, in maggioranza cittadini sauditi, sono fuggiti dalla regione di al-Baj nell’ovest della provincia di Niniwa, verso la Siria, a bordo di 160 autoveicoli armati di mitragliatrici DShK”, riferiva un media arabo citando una fonte della sicurezza. Il 13 luglio, il SIIL lanciava un nuovo attacco ad al-Fathah, a nord di Baiji, puntando all’edificio della polizia irachena lungo l’Eufrate. Le forze irachene respingevano l’attacco eliminando 18 terroristi. Il 14 luglio, le forze dell’esercito iracheno avanzavano da al-Qayarah a Mosul, liberando il complesso residenziale della base aerea al-Qayarah, a 7 km dalla base, eliminando 18 terroristi e 2 pickup armati. Le forze irachene liberavano 47 villaggi tra Maqul e al-Qayarah sulla riva occidentale del fiume Tigri, e altri 11 villaggi sulla riva orientale. Il 15 luglio, l’esercito turco lasciava la base di Bashiqa, in Iraq, dopo il tentato colpo di Stato a Istanbul e Ankara. Il 22 luglio, le forze irachene distruggevano 3 basi del SIIL nella regione di al-Qanat, a nord di Baghdad, e nella regione di al-Mazaniq, a sud di Baghdad. Gli aviogetti da combattimento F-16 iracheni distruggevano 11 obiettivi del SIIL nell’Anbar, eliminando 49 terroristi. Il 23 luglio, 12 terroristi del SIIL, tra cui Abu Harath, il locale capo della sicurezza del SIIL, venivano eliminati da un attacco di F-16 dell’Aeronautica irachena ad al-Qaym, nella provincia di Anbar. Il 28 luglio, l’Aeronautica irachena presso Huija distruggeva una base per comunicazioni del SIIL. Decine di terroristi si arrendevano all’esercito iracheno ad al-Qalidiya, nella provincia di al-Anbar, mentre le forze irachene liberavano al-Qartan e Abu Ubayd, eliminando 47 terroristi. L’esercito iracheno librava Winij, Harun Baraziyah e Umiriah nella regione di al-Bujarish, nella provincia di al-Anbar, dopo aver eliminato almeno 70 terroristi.Il 1° agosto 2016, la forza aerea irachena eliminava 11 terroristi del SIIL con il loro emiro a Ruah, nella provincia di Anbar, mentre l’esercito iracheno respingeva tre attacchi suicidi dei terroristi sulle postazioni irachene nella provincia di Salahudin, ad al-Sharqat. Presso Mosul, l’Aeronautica irachena bombardava due dozzine di basi del SIIL. Il 2 agosto, le forze irachene liberavano l’isola al-Qalidiya, ad 90 chilometri ad ovest di Baghdad, eliminando decine di terroristi e arrestandone altri 200. Il 6 agosto, le forze irachene avanzavano nella provincia di Salahudin, eliminando l’emiro del SIIL coordinatore degli attacchi suicidi, Abu Faruq Araqi, e quattro suoi uomini, nella regione di al-Matabijah. L’8 agosto, i caccia iracheni distruggevano il centro finanziario del SIIL ad al-Qaym, eliminando il capo della finanza del gruppo terroristico Abu Bara al-Hamdani. Inoltre le forze irachene eliminavano 25 terroristi nella regione di al-Sarsar, a nord di Ramadi, e distruggevano diversi tunnel e una fabbrica di bombe del SIIL nelle regioni di al-Bubayd e al-Bubali, ad est di Ramadi, eliminando diversi terroristi. Il 9 agosto, a Mosul, uomini mascherati attaccavano una casa del centro occupata da donne terroriste del SIIL, rapendone “Oltre 25, alcune provenienti da Libia, Yemen e Paesi europei, che lavoravano per l’Hasaba (sistema di monitoraggio della sicurezza) del SIIL, nel centro di Mosul“. Altri 2 terroristi del SIIL venivano liquidati da elementi non identificati armati di pistole dotate di silenziatori, nel mercato di Bab al-Sara, a Mosul. Inoltre, il SIIL trasferiva i propri archivi da Mosul a Raqqa, dopo che molti capi islamisti erano stati eliminati a Mosul. Inoltre, decine di capi tribali che avevano giurato al SIIL venivano arrestati dal gruppo terroristico, a sud-est di Mosul, dopo che un responsabile delle finanze del SIIL, Wali Baitul-Mal, aveva rubato una quantità considerevole di denaro e reperti archeologici, fuggendo con 3 complici. Il SIIL giustiziava sei guardie con l’accusa di complicità nella fuga. Il 13 agosto, i terroristi del SIIL usavano armi chimiche contro il villaggio di al-Usajah, nella provincia di Niniwa, uccidendo 17 persone. Sempre il 13 agosto, le forze curde respingevano l’attacco del SIIL nella regione di al-Zarqa, nella provincia di Salahudin; nel frattempo le forze irachene respingevano tre attacchi suicidi dei terroristi su al-Buysa, a nord di Ramadi, e un attacco alla periferia di Baiji, nella provincia di Salahudin. Il 14 agosto, le forze peshmerga curde liberavano nove villaggi nei pressi di Mosul, al-Amariah, Qanashi Saqira, Satih, Humayrah, Shanaf, Taq, Tal Hamid, Qarqasha e Abazaq. Le forze popolari turcomanne respingevano l’attacco dei terroristi del SIIL presso Tiqrit, ad al-Alam, eliminando decine di terroristi, mentre le forze curde respingevano un attacco del SIIL su al-Zarqa, nella provincia di Salahudin, eliminando diversi terroristi. Il 19 agosto, attacchi aerei iracheni distruggevano un convoglio del SIIL formato da 30 autocisterne, nella regione di al-Qayara, 45 chilometri a sud di Niniwa, eliminando 12 terroristi, mentre le forze antiterrorismo irachene liberavano Juanah, Jabalah e Ghaziyah, a 50 km a sud di Mosul, e nella regione di al-Muaradh, le forze irachene eliminavano il noto capo del SIIL Marwan Sabhan e oltre 80 terroristi, a Dhahiliyah, presso Qayara. Le forze irachene liberavano completamente l’isola di al-Qalidiya, 23 km ad est di al-Ramadi, dopo aver liberato la regione di al-Buqanan, l’ultima base dei terroristi sull’isola, eliminando oltre 150 terroristi provenienti da diversi Paesi, tra cui 2 statunitensi, 11 caucasici e molti sauditi. Le forze irachene avevano eliminato 1200 terroristi del SIIL nell’operazione antiterrorismo sull’isola di al-Qalidiya, iniziata a fine luglio 2016. L’Aeronautica irachena, il 20 agosto, eliminava 19 capi del SIIL nel quartiere al-Misaq di Mosul, durante una loro riunione. Il 22 agosto, le forze irachene liberavano al-Bubali, ad est di Ramadi, eliminando decine di terroristi del SIIL. Il 23 agosto, le forze irachene eliminavano il noto capo del SIIL Abul Futuh Shishani assieme ad altri 10 attentatori. L’esercito iracheno distruggeva anche oltre 20 autobombe presso al-Qayara, nella provincia di Niniwa.
Il 4 settembre, il capo dell’Hasaba (sicurezza) dello SIIL di Mosul, Abu Ayub Muhamad Sulayman Muslah, veniva liquidato assieme ad altri 4 terroristi ad al-Baj, vicino Mosul. In precedenza, sempre a Mosul, era stato liquidato un noto capo del SIIL, Abu Wasbah al-Saudi, da elementi armati sconosciuti. Abu Wasbah aveva il compito di reclutare bambini per addestrarli negli attacchi suicidi. Il 6 settembre, a Mosul l’edificio del dipartimento finanziario dello Stato islamico veniva distrutto da un incendio, che faceva esplodere anche un vicino deposito di armi. Il 9 settembre, 11 aviogetti da combattimento F-16 iracheni effettuavano attaccavano obiettivi dei terroristi a Qaym, Aqashat, Anah, Rua e Rutabah, nell’Anbar, eliminando un centinaio di terroristi del SIIL. L’11 settembre, Abu Ishaq, capo della propaganda del SIIL a Mosul veniva liquidato. Abu Ishaq era molto vicino al portavoce del SIIL Abu Muhamad al-Adnani eliminato pochi giorni prima ad Aleppo, e Abu Muhamad Furqan, successore di al-Adnani, veniva eliminato da un raid aereo a Raqqa pochi giorni dopo. Il 13 settembre, le forze irachene respingevano un’offensiva del SIIL su al-Qayara, nella provincia di Niniwa, eliminando almeno 100 terroristi, tra cui 7 attentatori. Nella regione di Matibija, 6 capi del SIIL riunitisi a Diyala venivano eliminati da un attacco aereo iracheno. Inoltre, le forza irachene respingevano un pesante attacco alle linee governative a sud di Mosul, nella provincia di Niniwa, eliminando almeno 70 terroristi. “Il SIIL ha attaccato le posizioni governative da tre direzioni, al-Hud, al-Hadhar e al-Shabani, ma le forze della 15.ma Divisione e della 37.ma Brigata di polizia schierate nella provincia aprivano un tiro pesante sui terroristi impedendogli di avanzare nel campo di battaglia. La battaglia è durata almeno cinque ore eliminando 70 militanti del SIIL. 7 veicoli del gruppo terroristico sono stati distrutti nell’attacco fallito. E’ stata la maggiore battaglia tra le forze irachene e i terroristi del SIIL sulla strada Mosul-Baghdad“, dichiarava il centro comando delle forze irachene di Niniwa. Infine, il portavoce del SIIL a Mosul, Abu Izaq, veniva eliminato assieme a due guardie del corpo nel centro della città, ad opera di un commando di tre individui sconosciuti. Il 19 settembre, le forze irachene liberavano Qudan, al-Isah, al-Suaydan, al-Qazraniya presso Salahudin, e al-Qalidiya e Huija Unayah al-Baghdadi nell’Anbar. Il 22 settembre, le forze irachene concludevano le operazioni nella regione di al-Sharqat, nella provincia di Salahudin, eliminando ogni presenza del SIIL nella regione. Il 24 settembre, le forze irachene liberavano Har al-Jafr e la base 555, nella regioni di al-Sharqat, eliminando numerosi terroristi. Il capo delle guardie del SIIL di Mosul, Abu Umar, veniva eliminato da un attacco aereo. Abu Umar era uno stretto collaboratore del califfo del SIIL Abu Baqr al-Baghdadi. Già 4 capi del SIIL, di cui 2 cittadini sauditi, erano stati eliminati nella regione di al-Baghdadi, nella provincia di Anbar, da un attacco delle forze irachene alla locale base del gruppo terroristico. Il 26 settembre, le forze irachene respingevano un grande attacco del SIIL sulla regione di al-Qayara, a sud di Mosul, nella provincia di Niniwa. Oltre 32 veicoli dei terroristi venivano distrutti dagli aerei da combattimento iracheni che bombardavano le posizioni dei terroristi a Sultan Abdullah e Tal Shayra nella regione di al-Qayara, eliminando almeno 25 terroristi. Il 30 settembre, le unità di artiglieria dell’esercito iracheno bombardavano le posizioni dei terroristi a sud di Mosul, eliminandone almeno 70 ad al-Hud, presso al-Qayara, assieme a 25 loro autoveicoli. Questo mentre numerosi terroristi del SIIL fuggivano da Huijah verso Mosul, e numerosi altri si consegnavano alle forze di sicurezza irachene o ai peshmerga dispiegati nei pressi della città.
Il 1° ottobre, le forze aeree irachene eliminavano nelle operazioni nell’Anbar, nella zona di al-Bualijasim, nel Jazirah al-Ramadi, almeno 30 terroristi del SIIL. Inoltre, aerei iracheni bombardavano le basi del SIIL ad Huija, a 282 chilometri a nord di Baghdad, eliminando decine di terroristi. Il 3 ottobre, l’Aeronautica irachena distruggeva la stazione radio del SIIL a Mosul. Nel frattempo il SIIL bloccava le strade per il quartiere Wadi al-Hajr, nella parte meridionale di Mosul, dopo che il movimento di resistenza M (‘Muqavamah’, gruppo anti-SIIL) aumentava le attività; lettere M erano apparse sui muri del quartiere. Il 5 ottobre, un attacco aereo degli Stati Uniti uccideva 21 combattenti filo-governativi iracheni presso Qayara, nella provincia di Mosul, dove avevano circondato un gruppo di terroristi del SIIL. Dopo tre ore di scontri, l’attacco aereo statunitense permetteva ai terroristi di sottrarsi all’accerchiamento. “Questa battaglia non ha avuto luogo in una foresta, ma in una zona facilmente visibile. La battaglia ha avuto luogo in uno spazio aperto in cui era possibile distinguere chiaramente dal cielo le parti. I terroristi del SIIL hanno rotto l’accerchiamento e sono riusciti a scappare con i loro capi. Gli aerei che hanno colpito le milizie non attaccarono i terroristi del SIIL in fuga sulle loro auto“, affermava il portavoce della milizia Zulfiqar al-Baldawi. L’8 ottobre, nella provincia di Niniwa le forze irachene eliminavano tre stretti collaboratori del capo del SIIL Abu Baqr al-Baghdadi, a Mosul, mentre trasferivano documenti importanti a Raqqa, in Siria. “Questi capi sauditi sono stati eliminati facendo saltare in aria la loro auto nella città di al-Baj, nell’ovest di Mosul”, dichiarava una fonte della sicurezza irachena. Nell’Anbar, la regione di al-Zuiya, presso Hit, veniva liberata dalle forze irachene dopo aver eliminato numerosi terroristi del SIIL. A Ramadi, le forze irachene sequestravano nel quartiere Dulab della città di Hit, numerose armi del SIIL, tra cui 13 bombe, 9 razzi Katjusha e 12 litri di materiali infiammabili, mentre la regione di al-Tarabashah, a nord di Ramadi, veniva liberata dalle forze irachene che distruggevano 2 blindati e diverse motociclette ad al-Buali. Nel frattempo, gli aerei da combattimento iracheni distruggevano un convoglio del SIIL di 26 autoveicoli nel distretto di Ana, ad ovest di al-Ramadi, eliminando 40 terroristi. Il 10 ottobre, le forze irachene liberavano Suib e al-Amirah, presso Hit, e liberavano anche Sarajiyah, Jyal, al-Aliya, Safagiyah e Mahbubiyah eliminando almeno 22 terroristi del SIIL. L’11 ottobre, le forze irachene liberavano Huyjah al-Hit, ad ovest di Ramadi, nella provincia di al-Anbar. Il 12 ottobre, la 7.ma Brigata dell’esercito iracheno liberava Haditha, nella provincia di Anbar. Il 14 ottobre, a Mosul, il SIIL uccideva 58 persone sospettate di aver preso parte a un complotto contro lo Stato islamico. “Alcuni parenti degli uccisi hanno inviato delle donne a chiederne i corpi. Il SIIL li rimproverò dicendo che i corpi, senza tombe, di quei traditori apostati non andavano seppelliti nei cimiteri musulmani“. Muhsin Abdulqarim Ughlu, veniva nominato nuovo capo del SIIL a Mosul, sostituendo il capo precedente, giustiziato.
Il 17 ottobre, le forze irachene avviavano l’operazione per liberare Mosul. All’operazione partecipavano la 15.ma e la 16.ma Divisone dell’Esercito iracheno, e le forze speciali del CTS (Counter Terrorism Service), per un totale di 20000 effettivi, e 10000 elementi delle RGB (Regional Guard Brigades) del Governo Regionale Curdo. La Turchia schierava l’Hashd al-Watani, la milizia di Athil al-Nujayfi, ex-governatore della provincia di Niniwa, addestrata dal contingente turco in Iraq. A Mosul vi sarebbero stati presenti 5000 terroristi del SIIL asserragliati in trincee e bunker. Il 18 ottobre le forze irachene liberavano i villaggi al-Qabibah, al-Muqlat, al-Sharuq, al-Hamidiya, al-Namrud, al-Hamdaniya e al-Qaraz, ad est di Mosul, eliminando due noti capo del SIIL, Salam Abu Raqiyah e Hamid al-Dash. Gli aerei da combattimento iracheni eliminavano gli istruttori delle donne attentatrici suicide del SIIL, le Um Hafasa al-Amri, presso la diga Badush. Nel frattempo, i vertici del SIIL erano fuggiti verso Raqqa, assieme a 25 famiglie straniere. Gli Stati Uniti avevano chiesto a Baghdad di escludere l’Hashd al-Shabi dall’operazione, ma veniva schierato sul campo su ordine del Primo ministro al-Abadi, che ne aveva personalmente approvato la partecipazione all’operazione di Mosul avviate ad al-Qayara, 60 chilometri a sud di Mosul, e nel Sahl al-Niniwa, a circa 20 chilometri ad est della città. Il 18 ottobre, a Mosul la popolazione sequestrava una base del SIIL nel quartiere al-Qahira, eliminando 2 terroristi, mentre il SIIL distruggeva la propria documentazione finanziaria a Bab al-Tub. Un convoglio di 30 autoveicoli del SIIL in fuga da Mosul a Raqqa veniva distrutto da un raid aereo iracheno. Le forze irachene liberavano 20 villaggi ad est, sud e sud-est di Mosul, Tal Saman, nella regione di al-Shuri, e Qaraqush, nella regione di al-Hamdaniya, e liberavano 56 pozzi di petrolio ad Ayn al-Jash, nella regione di al-Qayara. Gli aviogetti da combattimento iracheni bombardavano i centri del SIIL nella regione di al-Qayara, eliminando decine di terroristi. Il portavoce delle Hashd al-Shabi, Yusif al-Qalabi, annunciava che le forze turche presenti nella base di Baishqa, nella provincia di Niniwa, venivano circondate. “Le truppe turche non hanno il permesso del governo centrale iracheno o del consiglio provinciale di Niniwa di essere presenti“, dichiarava il consigliere Hasam al-Abar. Le forze dell’Hashd al-Shabi avanzavano a sud di Mosul, nella regione di Hamam Ali e Bayji, “Queste regioni non solo hanno importanza geografica, ma logistica dato che le linee di rifornimento delle forze militari congiunte irachene che partecipano all’operazione di Mosul le attraversano”. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva respinto le obiezioni di Baghdad. Il governo iracheno aveva criticato le osservazioni “irresponsabili” di Erdogan, e il portavoce del premier iracheno Sad al-Hadithi affermava che il capo turco “versa benzina sul fuoco”. Il 19 ottobre, le forze irachene liberavano 352 chilometri quadrati di territorio presso Mosul, tra cui la regione di Hamdaniya, dove eliminavano 52 terroristi del SIIL, e il capo del SIIL della regione di al-Salamiyah, presso Mosul. Le forze peshmerga nel distretto di Sinjar respingevano l’attacco del SIIL eliminando 4 autobombe, mentre le forze della Polizia federale eliminavano 5 autobombe e 21 terroristi del SIIL a Bujuana, presso Mosul. Le forze irachene eliminavano Wad Yunis, governatore del SIIL della regione del Sahl, nella provincia di Niniwa, con un attacco aereo su Bartalah, a nord-est di Mosul, mentre l’Hashd al-Shabi eliminava Abu Hajar, noto capo del SIIL e cugino di al-Baghdadi, presso la regione di Sharqat. Il 20 ottobre, a Mosul veniva incendiato una base del SIIL, dopo la distruzione della Direzione Generale delle Nazionalità con barili di esplosivi. Almeno 100 capi del SIIL avevano lasciato Mosul verso la Siria. Presso Mosul, le forze irachene liberavano al-Qabat, al-Qalidiyah, al-Salahiyah, Nahla, Suqra, Samaqiyah, Qubra, Dayri, Qanisat, al-Maquq, Siduah, al-Maniir, al-Nuran e Barimah, circa il 40% della provincia di Niniwa, eliminando 473 terroristi e 121 tra autobombe e tecniche del SIIL. L’Hashd al-Shabi isolava da ovest la città di Mosul, impedendo ai terroristi di ritirarsi verso la Siria, dove, a Dayr al-Zur, il SIIL reclutava con la forza residenti locali da inviare sul fronte di Mosul. L’esperto di antiterrorismo Abdulqarim Qalaf affermava, “L’esercito iracheno ha inviato le truppe a sud e sud-ovest di Mosul prima di altre regioni, per permettere ai soldati di controllare le frontiere di Mosul”. Infatti, le forze del SIIL capeggiate da Imad al-Qamulah, rastrellavano giovani nella provincia di Dayr al-Zur da spedire nel campo di battaglia di Mosul. Inoltre erano stati sequestrati gli ex-membri del qataib al-Hur, del Jabhat Fatah al-Sham, che si addestravano presso il SIIL, per essere poi spediti in Iraq. Infine, il responsabile dell’invio di armi e munizioni in Iraq del SIIL, Abu Balal Masri, arrivava a Raqqa per chiedere l’invio di armi e munizioni a Mosul, “per resistere alle truppe dell’esercito iracheno e degli alleati popolari”. A Mosul, i terroristi del SIIL assassinavano 284 civili e distruggevano un impianto farmaceutico. Il 23 ottobre, elicotteri Mi-35M dell’Aeronautica irachena eliminavano Abu Usama, dirigente del SIIL e vicegovernatore del gruppo terroristico di Mosul, a Tal Qayf, a sud di Mosul. Il 23 ottobre, “Le forze militari congiunte irachene hanno colpito duramente i terroristi dello SIIL in 11 fronti nella provincia di Niniwa”, dichiarava un comandante dell’Hashd al-Shabi, Juad al-Talibui. In particolare la città di Bartalah, ad est di Mosul, la postazione più difficile delle difese del SIIL, cadeva in sole cinque ore, dove le strade erano coperte di cadaveri di terroristi. 53 villaggi erano stati liberati dall’inizio dell’operazione su Mosul, eliminando 473 terroristi, 95 autobombe, 16 tecniche e 1 deposito di armi. Il responsabile del comitato di sicurezza del Consiglio provinciale di Qirquq, Ali Musa Yadaqar, rivelava che gli Stati Uniti aiutavano i terroristi del SIIL a lanciare attacchi su Qirquq. Aerei statunitensi avevano trasferito i terroristi del SIIL da Huijah a Laylan e Daquq, a sud di Qirquq. E l’ambasciatore presso l’Alto Commissione Internazionale per i diritti umani in Medio Oriente, Haytham Abu Said, dichiarava che i terroristi del SIIL fuggivano da Mosul a Raqqa e Idlib, in Siria, con il sostegno degli Stati Uniti, e che “Gli Stati Uniti fanno anche pressioni sul governo iracheno per impedire all’Hashd al-Shabi di partecipare alle operazioni di liberazione di Mosul, allo scopo attuare le loro trame nella regione“. Le osservazioni erano dovute alle confessioni dei prigionieri del SIIL arrestati presso Qirquq, nel villaggio di Sari Tapa. “Le forze di sicurezza irachene sono riuscite ad arrestare diversi terroristi che hanno attaccato la provincia di Qirquq, dopo che avevano colpito la sede governativa con attacchi suicidi ed essersi scontrati con le forze di sicurezza e la popolazione locale. Uno dei prigionieri ha ammesso che aerei turchi li avevano trasportati dalla Turchia lasciandoli in una zona a sud di Qirquq, vicino al villaggio di Sari Tapa”. Il 24 ottobre, le forze irachene liberavano al-Rataba, nell’ovest della provincia di Anbar, eliminando 4 attentatori suicidi e arrestandone altri 4. Le forze irachene avevano eliminato 772 terroristi e distrutto 127 autobombe, 27 pezzi di artiglieria e un grande deposito di armi, smantellato quattro edifici minati, 397 cariche esplosive, 3 gallerie, 1 centro comando e 40 postazioni dei terroristi, e sequestrato 1,5 tonnellate di nitrato di ammonio, 61 razzi katjusha, 6 pezzi di artiglieria e 31 lanciarazzi. Il 27 ottobre, l’esercito iracheno eliminava 25 terroristi del SIIL a sud di Rutaba, nella provincia di Anbar, quando aerei da guerra iracheni bombardarono un convoglio di 10 autoveicoli del SIIL. Le truppe dell’esercito iracheno e le forze peshmerga liberavano i villaggi nella regione di Hamdaniya, ad est di Mosul, di Qaraqush, Shabaq, Qarsabad, Bartali, Qizna Taba, Muafaqiyah, Tuabaza, Tahrua e Qasabat Qaramlis, e Shura, a sud di Mosul, dove eliminavano Abu Iman al-Musali, denominato ‘Rambo’. Al-Musali era a capo dell’unità di sicurezza speciale del SIIL di Mosul. Il portavoce dell’Hashd al-Shabi, Ahmad al-Asadi, annunciava che le forze irachene avevano liberato 100 villaggi presso Mosul, distrutto 20 autobombe del SIIL e liberato la regione di Shurah, nella provincia di Niniwa. Le forze irachene liberavano i villaggi a sud-ovest di Mosul di Tal Tibah, San al-Thuban, al-Hamza, al-Haram, Ayn al-Bayda, Sajama e Ayn Nasir, e accerchiavano al-Farisiya e al-Mustantiqiyah. Il 30 ottobre, l’emiro dell’Eufrate del SIIL, Shayban al-Ani, veniva eliminato dai caccia iracheni nella città di Anah, nell’ovest dell’Anbar. L’esercito iracheno entrava nella regione di al-Qarama, a sud-est di Mosul, mentre una massiccia esplosione sconvolgeva una riunione del SIIL nel quartiere di Mosul di al-Sarjaqanah eliminando il comandante del Jaysh al-Asrah e altri capi del SIIL. Il Jaysh al-Asrah era uno dei battaglioni speciali del SIIL sotto il diretto controllo di Abu Baqr al-Baghdadi.Il 1° novembre 2016, aerei iracheni bombardavano un covo del SIIL a Mosul, eliminando 8 terroristi, tra cui Abu Tariq al-Hayali, un capo del SIIL. Nel frattempo, le forze Badr smantellavano una rete di tunnel nei quartieri occidentali di Mosul che ospitava un centro di controllo e un grande deposito di esplosivo, mentre l’esercito iracheno liberava i quartieri orientali di Mosul di Quqajali e al-Samah. Il 2 novembre, le forze irachene liberavano al-Manqar, Bizunah, al-Buqaluin, al-Qaharah, al-Qafasan, Shahlub, Bazirah, al-Qatyah, Tal Sayf, Qabirat e Um al-Izam, presso Mosul. Il comandante della polizia federale Raid Shaqar Judat affermava “L’intera prima linea della difesa del SIIL nel fianco sud di Mosul è stata devastata, e le nostre unità militari, supportate dall’artiglieria dell’esercito e dagli aerei da combattimento iracheni, avanzano verso il centro di Mosul“. Nelle operazioni, oltre 100 terroristi del SIIL venivano eliminati dagli attacchi aerei iracheni presso al-Qabat, dipartimento per gli Affari militari, hotel Ubir e un deposito di munizioni del SIIL. I Qataib Hezbollah tagliavano la via dei rifornimenti del SIIL dalla Siria controllando l’autostrada Niniwa-Raqqa, mentre il capo delle operazioni militari del SIIL, Abu Yaqub, veniva eliminato dalle forze irachene nella regione di al-Shalalat, a nord di Mosul. Nel frattempo, il capo delle carceri del SIIL veniva liquidato da ignoti nel quartiere al-Muhandasin, a Mosul ovest, mentre scontri esplodevano nei quartieri al-Muhandasin, al-Yarmuq, Wadi Hajar e al-Sarjaqana. Infine le forze popolari irachene avanzavano verso Tal Afar, 63 km ad ovest di Mosul. Il 3 novembre, le truppe della polizia federale irachena liberavano al-Minqar, Bazunah, Buqaluin, Qarar, Ayn Shalhub, al-Qusbah, al-Qafasan, al-Qahira, Munira e Nazazah, a sud di Mosul. Il 5 novembre, le Forze di mobilitazione popolari dell’Iraq liberavano Tal Zalat, controllando la strada Tal Afar-Muhlabyah-Mosul, e Tal Abatah, verso al-Baj, sulla via più importante per la Siria. Le forze irachene avevano eliminato oltre 1000 terroristi presso Mosul, liberando 74 villaggi. Le forze di sicurezza irachene entravano ad Hamam al-Alil, ultima roccaforte del SIIL a sud di Mosul, e liberavano al-Zafatiyah, al-Taqataq e al-Sanayq, a sud di Mosul, eliminando il capo del SIIL Abu Baqir. Il 7 novembre, le forze di polizia federale irachene liberavano Qabr al-Abad e al-Arbid, nella regione di Hamam al-Alil, eliminando il capo del SIIL della provincia di Niniwa Abu Hamzah Ansari al-Jazayiri, a 20 chilometri a sud di Mosul, oltre al capo del SIIL Abu Qamza. L’esercito iracheno interrompeva l’autostrada Mosul-Qirquq, presso Jadida al-Muftì. L’8 novembre, l’esercito iracheno respingeva gli attacchi del SIIL sui giacimenti di Tiqrit, Alas e Ajil, nella provincia di Salahudin, eliminando almeno 10 terroristi. Gli F-16 iracheni distruggevano un grande deposito di missili del SIIL a Mosul, eliminando anche 12 terroristi. Il Maggiore-Generale Abdalamir Yaralah dichiarava che le forze antiterrorismo avevano eliminato Abu Baqr Faras, l’emiro del tesoro del SIIL, ad Hay Sadam, a Mosul ovest. Un altro capo del SIIL, Abu Maryam, veniva eliminato da un drone iracheno ad al-Tarmiyah, nella provincia di Salahudin, 50 chilometri a nord di Baghdad. Anche il capo della propaganda del SIIL a Mosul, Shahata al-Masry, veniva eliminato da un attacco aereo presso al-Baj, ad ovest di Mosul. Al-Masry aveva reclutato diversi esperti mediatici da tutto il mondo per attuare la guerra psicologica del SIIL, realizzando video di propaganda che adottavano lo stile dei film di azione statunitensi. Lo SIIL cessava anche la propaganda a stampa a Mosul, trasferendo i macchinari in altre località. La forza aerea irachena distruggeva le fortificazioni e 11 autoveicoli del SIIL nell’Anbar, nella regione di Ruah. Il 9 novembre, le truppe governative irachene eliminavano 40 terroristi del SIIL ad al-Busayf, a sud di Mosul, ed altri 22 terroristi a Muali, 20 chilometri ad ovest di Mosul. Le forze irachene affermavano che più di 200 terroristi del SIIL furono eliminati dalle forze irachene ad est di Mosul, liberando le regioni di al-Qadisiyah e al-Zahra. Il 12 novembre, le forze antiterrorismo dell’Iraq (CTS) eliminavamo 30 terroristi nei quartieri di Mosul est di al-Arbajiya e Qadisiya al-Thaniya, oltre a più di 10 autobombe. Il 13 novembre, le forze irachene entravano nei quartieri a sud-est di Mosul di al-Antasar, Jadidah al-Mufti, al-Shima, al-Salam e Yunis Sabui al-Arbajiyah, Adin, al-Baqr, al-Zahabiyah e Qarquqli. Le forze irachene avevano liberato 10 dei 56 distretti di Mosul occupati dai terroristi del SIIL, arrestando almeno 60 terroristi che si erano camuffati da civili sfollati. Infine, la 9.na Divisione corazzata dell’esercito iracheno liberava l’antica città di Nimrud, a 30 chilometri a sud di Mosul. Il 14 novembre, l’Hashd al-Shabi liberava al-Raqraq, Sirwal e Um Hajarah al-Ulya, ad ovest di Mosul, avanzando di 10 chilometri nelle regioni ad ovest di Mosul. Il 16 novembre, le forze irachene raggiungevano il municipio di Mosul e liberavano Ram Hajarah al-Sufalah, Marishah, Mabazali, Tal Suan, al-Baqr, al-Qazlani e al-Busayf, eliminando decine di terroristi del SIIL ad al-Hay. L’Hashd al-Shabi liberava l’aeroporto di Tal Afar, 55 km a nord-ovest di Mosul. L’Hashd al-Shabi aveva liberato in cinque giorni di operazioni 16 villaggi ad ovest di Mosul, eliminando oltre 950 terroristi, 108 autobombe e diversi autoveicoli armati, oltre ad aver sequestrato 36 colpi di mortaio contenenti sostanze chimiche. Il 19 novembre, l’Hashd al-Shabi interrompeva i collegamenti tra Tal Afar e la Siria. Il 21 novembre, l’Hashd al-Shabi liberava cinque villaggi nei pressi di Mosul, Warata, al-Salam, al-Salamyah, al-Zarah e al-Hamirah. Le forze irachene liberavano Abasiyah, a nord-est di Mosul, e al-Humayra, ad est di Mosul. Il 22 novembre, l’Hashd al-Shabi respingeva una grande offensiva del SIIL presso l’aeroporto di Tal Afar, e liberava al-Jahish, a sud-ovest di Tal Afar. Il 23 novembre, presso Mosul, le forze irachene eliminavano Abu Isaq, il responsabile della propaganda del SIIL nella provincia di Niniwa, e due sue guardie del corpo. L’Hashd al-Shab completava l’accerchiamento di Tal Afar, posta tra Mosul e il confine con la Siria, cittadina utilizzata dai terroristi per recarsi a Raqqa in Siria. Inoltre, ignoti armati eliminavano a Baj, ad ovest di Mosul, il capo del SIIL responsabile dell’assassinio di numerose donne yazide di Mosul. L’Hashd al-Shabi liberava Yarqanti e al-Tuajanah, presso Mosul, e il centro di telecomunicazioni di al-Zahur, ad ovest di Mosul, utilizzato dal SIIL come base per lanciare attacchi contro le truppe governative. Il 24 novembre, le forze irachene liberavano il quartiere Zuhur di Mosul est, e controllavano le aree tra Nimrud e al-Hamadanyah, nel sud-est di Mosul, liberando la strada tra Nimrud e i villaggi Qarshur e Baluat, presso al-Hamadanyah. Il 25 novembre, la polizia irachena eliminava una cinquantina di terroristi del SIIL e ne arrestava altri 32 presso Mosul, distruggendo quattro postazioni del SIIL nell’ambito dell’operazione Qadamun Ya Niniwa per liberare Mosul. Il 26 novembre, l’Hashd al-Shabi liberava Qudayr, a sud-ovest di Tal Afar, mentre l’esercito iracheno liberava i quartieri Aman al-Qaramah e al-Qazra ad est di Mosul, oltre all’ex-edificio della Radio di Mosul, eliminando 143 terroristi del SIIL nel corso delle operazioni. Nella regione di al-Qayara, l’esercito iracheno liberava Um al-Isam, oltre ad al-Fatasah, Muflaqah, al-Ajuri, Tal Banunah e Um Jadan, accerchiando completamente Mosul. Il 28 novembre, la 9.na Divisione dell’esercito iracheno liberava al-Qasr, ad sud-est di Mosul. Il 30 novembre, l’Hashd al-Shabi liberava al-Salahiyah, ad ovest di Mosul, e Buthah al-Sharqiyah, a sud-ovest di Tal Afar, a 63 km da Mosul.
Il 1° dicembre 2016, le forze di sicurezza irachene liberavano Isha al-Thaniyah, quartiere di Mosul, dopo aver eliminato 26 terroristi del SIIL. Inoltre la polizia federale irachena liberava Tal al-Ruman a sud-ovest di Mosul, distruggendo 2 autobombe che cercavano di ostacolare l’avanzata delle forze irachene. Il 3 dicembre, le forze irachene liberavano Qara Tapah, Qara Qariban, al-Darwish e Abu Jarbubah, a nord di Mosul, oltre ad al-Antasar, Jadidah al-Mufti, al-Salam, Yunis al-Sabui e i quartieri palestinesi. 369 centri e 5677 chilometri quadrati di territori nella provincia di Niniwa erano stati liberati dall’inizio dell’operazione per la liberazione di Mosul. Le forze militari irachene avevano anche distrutto 632 autoveicoli dei terroristi del SIIL. Il 5 dicembre, le forze irachene eliminavano Abu Izam, ministro del petrolio del SIIL, ad est di Mosul, e catturavano il centro mediatico del SIIL di Hamam al-Alil, a sud di Mosul. Il 5-7 dicembre, la 16.ma Divisione di fanteria dell’esercito iracheno aveva liberato 24 quartieri di Mosul, il 50% della città, mentre la 24.ma brigata delle PMF eliminava diverse cellule terroristiche a Diyala, a nord-est di Baquba. Le forze speciali delle unità antiterrorismo dell’esercito iracheno liberavano il quartiere Intisar, nella periferia sud-est di Mosul e l’ospedale Mashafa al-Salam. Nel pomeriggio del 6 dicembre, 5 autobombe furono lanciate dal SIIL sull’ospedale, una venne distrutta prima di colpire l’obiettivo, mentre le altre esplosero vicino alle postazioni irachene. Subito dopo esplosero i combattimenti, per cui furono chiamati i velivoli statunitensi per il supporto aereo, ma i caccia statunitensi bombardarono l’ospedale controllato dalle truppe irachene. 90 militari iracheni furono uccisi e feriti e 15 blindati perduti. L’8 dicembre, l’artiglieria della 9.na Divisione corazzata dell’Esercito iracheno bombardava le posizioni del SIIL a Mosul. L’11 dicembre, l’Hashd al-Shabi liberava i villaggi strategici Tal Maydan Quli e Tal Qazal, ad ovest di Mosul. Le forze irachene liberavano diversi villaggi presso Mosul, Hazimiyah al-Janubiyah, Mushayrfat al-Jisr, Zayd al-Musab, Yasin al-Halbus, Tal Midan al-Quly e Buta al-Gharbiyah, ad ovest del quartiere di Tal Abta, ed altri tre villaggi ad ovest di Mosul, Tal Ghazal, Tal Majan e Shuira, respingendo l’attacco dei terroristi nella zona. Il 14 dicembre, le forze irachene liberavano al-Jahish, al-Sharia, l’autostrada Tal Afar-Sinjar e Wasat-Tal Afar, Ayn al-Qazal, Abu Sanam, al-Majan, al-Shuayrah, al-Shuri e Aziz Aqa. Le forze del Servizio speciale antiterrorismo dell’Iraq (CTS) distruggevano un campo di addestramento del SIIL e liberavano il quartiere al-Falah di Mosul. Il 18 dicembre, le forze irachene eliminavano il capo delle operazioni del SIIL a Mosul ovest con un attacco aereo sulla via al-Saqafah, mentre le forze irachene entravano ad al-Afarah, a Mosul ovest. L’esercito iracheno respingeva l’attacco del SIIL nei pressi di al-Sharia, ad ovest di Tal Afar, distruggendo 11 autoveicoli dei terroristi. Le forze irachene respingevano l’attacco del SIIL ad al-Rashad e al-Riyadh, a sud di Qirquq, eliminando almeno 15 terroristi. Il gruppo terroristico cercava di disturbare il concentramento di forze irachene nel nord della provincia di Salahudin e le operazioni verso Mosul. Il 19 dicembre, aerei da guerra iracheni bombardavano una base del SIIL ad al-Qaym, nell’Anbar, eliminando 12 terroristi, tra cui Walid Said al-Jamili, alias Walid al-Atrash, un capo del SIIL. Altri 9 terroristi furono eliminati a Rayhana. Inoltre, gli aerei da guerra iracheni bombardavano i depositi di munizioni del SIIL a Uqashat, al-Aqra e Haditha, nell’ovest della provincia di Anbar. Il 21 dicembre, aerei da combattimento iracheni bombardavano le posizioni del SIIL ad al-Haditha, presso Ramadi, eliminando 12 terroristi e distruggendo un deposito di armi. Il 22 dicembre, le forze irachene eliminavano 70 terroristi del SIIL nella provincia di Niniwa, a Tal Abtah, mentre aerei da guerra iracheni distruggevano un deposito di munizioni del SIIL ad Aqashat, nella provincia di Anbar. I terroristi facevano esplodere 2 autobombe a Quaqjali, ad ovest di Mosul, uccidendo almeno 15 persone, ed altri 11 civili venivano uccisi dal SIIL a Mosul est. Il 24 dicembre, le forze irachene liberavano il quartiere al-Hayaqal di Mosul, e bombardavano le posizioni dei terroristi nel quartiere di Tal Zalat, ad ovest di Mosul, eliminando almeno 23 terroristi. L’Hashd al-Shabi respingeva l’attacco dei terroristi sul jabal Hamrin, nella provincia di Diyala, eliminando almeno 18 terroristi. L’Hashd al-Shabi aveva eliminato 300 terroristi e 7 autoveicoli del SIIL a sud-ovest di Mosul. Il 25 dicembre, due noti capi del SIIL, Abu Sayf e Abu Ayub al-Qurayshi, venivano eliminati assieme a diversi terroristi da un attacco missilistico iracheno su Hay al-Quds e Bab al-Tub, a Mosul. Il 26 dicembre, l’esercito iracheno eliminava oltre 70 terroristi del SIIL respingendone i massicci attacchi su Mosul, a sud della regione di al-Busayf, “I terroristi guidati da autobombe cercavano di avvicinarsi alla 9.na Divisione corazzata dell’esercito iracheno ad al-Intasar, al-Salam e al-Shima, quartieri sud-orientali di Mosul, ma le forze irachene hanno distrutto 4 autobombe e 3 automezzi che trasportavano i terroristi”. Le forze irachene eliminavano 3 autobombe del SIIL oltre a 10 terroristi nella parte occidentale di Mosul, a Quqajli e al-Quds; e distruggevano anche quattro centri di comando e 14 pezzi di artiglieria del SIIL. Il 27 dicembre, le forze irachene liberavano il quartiere al-Quds di Mosul, e il villaggio al-Qamishliyah, eliminando oltre 30 terroristi e 7 autoveicoli del SIIL ad Ayn al-Hasan, ad ovest di Mosul. L’Aeronautica irachena distruggeva le posizioni del SIIL ad al-Hayarmun, eliminando decine di terroristi, mentre altri 13 furono eliminati dalle forze volontarie irachene nell’ovest della provincia di Niniwa. Infine, i militari iracheni eliminavano a Tiqrit Muhamad Abu Qamis al-Badri, capo del SIIL. Il 28 dicembre le forze irachene arrestavano almeno 15 terroristi del SIIL, tra cui Abu Harith al-Matyuti, vicino ad al-Baghdadi, nel quartiere al-Baqr di Mosul. Il 29 dicembre, le forze irachene iniziavano la seconda fase dell’operazione per la liberazione di Mosul nel sud-est della città, nei quartieri Sumar, Saha, Intisar e nella zona industriale. Il 31 dicembre, le forze irachene eliminavano 66 terroristi del SIIL a Mosul, e liberavano Shuqran ovest e il quartiere al-Arqub, nell’est di Mosul. Il portavoce del Dipartimento Antiterrorismo dell’Iraq, Sabah al-Nauman, affermava che le “Linee di difesa del SIIL nella parte occidentale della città di Mosul sono state demolite e nuove aree sono sotto il controllo delle nostre forze“. Inoltre, le forze irachene liberavano il quartiere Quds al-Saniah, nell’est di Mosul, ed avanzavano nei quartieri Sumar e Jadidah al-Mufti, eliminando 25 terroristi.
Il 1° gennaio 2017, un drone iracheno CH4 colpiva un concentramento di terroristi del SIIL nella regione di Qurnish, sul fiume Tigri, eliminandone 20. “E’ stata la prima volta che questo modello di drone colpiva una posizione del SIIL sulla sponda destra del fiume Tigri, a Mosul“. Le forze irachene eliminavano il coordinatore dei kamikaze del SIIL al-Malah, nei pressi del lago Hamrin, a 58 chilometri a nord-est di Baquba e nel frattempo, le forze irachene respingevano i terroristi del SIIL che cercavano di penetrare nella regione del Jabal Mahqul, nel nord della provincia di Salahudin, eliminandone almeno 20 assieme a 2 autoveicoli. Inoltre, le forze irachene liberavano i quartieri Yunis al-Sabui e Yafa a Mosul, eliminando diversi terroristi del SIIL. Il 2 gennaio, le forze irachene eliminavano 38 terroristi nel sud-est della provincia di Niniwa mentre Qataid Hezbollah eliminava altri 30 terroristi e 5 autobombe del SIIL a Tal Afar. Le forze irachene liberavano Haditha, a 160 chilometri ad ovest di Ramadi, e l’Hashd al-Shabi respingeva l’attacco del SIIL su Qarbala e Najaf. Terroristi del SIIL attaccavano la base della 1.ma Divisione dell’esercito iracheno nella regione di al-Qilu, ad ovest di al-Ramadi, nella provincia di al-Anbar, ma venivano respinti. Le forze irachene, infine, eliminavano Ahmad Manati, noto capo del SIIL, nel quartiere al-Intisar di Mosul. Le truppe irachene distruggevano tre posti di blocco del SIIL presso Tal Qaf, a nord di Mosul, e liberavano il quartiere al-Qarama a Mosul. L’Hashd al-Shabi respingeva l’attacco del SIIL sulla strada Baiji-Mosul eliminando 50 terroristi e molti loro autoveicoli. Il 7 gennaio, le forze irachene eliminavano 153 terroristi del SIIL nella provincia di al-Anbar, ad al-Suqrah, al-Zuiyah e al-Indafa e Wadi al-Faqimi. A Mosul le forze irachene liberavano l’ospedale e la moschea al-Ghufran, e catturavano il centro dei Mujahidin al-Shishani del SIIL. Inoltre, l’Haraqat al-Nujaba impediva all’esercito degli Stati Uniti di occupare il jabal Maqul. “La regione è stata liberata e non è non rientrava nell’accordo con gli Stati Uniti sulla missione, e la loro presenza è un inganno. Devono sapere che la resistenza e l’Hashd al-Shabi gli pongono linee rosse”. L’8 gennaio, aerei da combattimento iracheni bombardavano le posizioni del SIIL a nord-ovest di al-Ramadi, nella provincia di Anbar, e ad ovest di Mosul, nella provincia di Niniwa, distruggendo un deposito di munizioni a Ruah e un altro ad Andalus, mentre le forze irachene liberavano sette villaggi situati tra Haditha e Anah, presso Ramadi. Le forze speciali irachene avanzavano nei quartieri Baladiyat e Suqar, a Mosul, raggiungendo il fiume Tigri e le rovine di Niniwa, eliminando decine di terroristi. Il 9 gennaio, Attacchi aerei iracheni eliminavano 45 terroristi del SIIL presso Mosul, mentre le forze irachene avevano liberato circa il 70 per cento dei quartieri orientali della città. Il 10 gennaio, l’intelligence dell’esercito iracheno eliminava 5 capi dello SIIL, tra cui il braccio destro di Abu Baqr al-Baghdadi, Abdulwahid Qazir Sayar al-Juan, noto come Abu Luy, nella regione di Islah Arazi, presso Mosul. Furono eliminati anche il responsabile del dipartimento del Traffico Ahmad Qazir Sayar, il direttore del dipartimento agricolo di Tal Afar, Mahlabiyah Abdulqarim Qazir Sayar al-Juan. Il 12 gennaio, le forze irachene liberavano il quartieri Sumar e Saharun di Mosul. Il 13 gennaio, l’esercito iracheno liberava l’Università di Mosul e il ponte Tigri. Il 15 gennaio, le forze irachene liberavano i quartieri Qafat al-Andalus e Thaniya di Mosul. Il 16 gennaio, le forze irachene liberavano Bab al-Sham, Ninawa al-Sharqiya, Suq al-Aghnam, al-Qindi, al-Qayruan e al-Shurta. Il 18 gennaio, le forze di sicurezza irachene eliminavano le ultime enclavi del SIIL a Mosul est, a Mosul Park, al-Muhandisin, Nurqal, Taqafah, Niniwa, e 5 ponti sul Tigri. L’Hashd al-Shabi avanzava su Tal Afar, eliminando decine di terroristi. L’intelligence militare irachena catturava diverse basi di terroristi ceceni e tagiki del SIIL, a Mosul, e un centro di comunicazione. Il 22 gennaio, la 9.na Divisione corazzata e la 3.za Brigata della 1.ma Divisione dell’Esercito iracheno liberavano al-Qusiyat, alla periferia di Mosul, mentre la 71.ma Brigata della 15.ma Divisione e la 76.ma Brigata della 16.ma Divisione dell’Esercito iracheno liberavano il quartiere al-Araby a Mosul est. Nel frattempo, i terroristi del SIIL facevano saltare in aria un hotel nel quartiere al-Rifai con una notevole quantità di esplosivo telecomandato. Una fonte locale affermava che il SIIL aveva posto una serie di manichini vestiti con una tuta militare in vari edifici nella parte occidentale di Mosul, per ingannare le forze irachene, assieme ad autoveicoli Humvee di legno, piazzati lungo le strade di Mosul per nascondere la debolezza dei terroristi nella città. L’Hashd al-Shabi, ad Adayah e Tal Zalat eliminava almeno 25 terroristi e 4 autoveicoli del SIIL. L’Hashd al-Shabi liberava anche Tal Abatah, presso Mosul. La 71.ma Brigata della 15.ma Divisione dell’esercito iracheno liberava al-Milayin e Bina al-Jahiz, nell’est di Mosul, Duhuq a nord di Mosul; la 9.na Divisione corazzata dell’esercito iracheno liberava la strada tra Bahwiza e Tal Qaba. Sulla riva orientale del fiume Tigri, a Mosul, restava solo il quartiere Rashidiyah occupato dal SIIL. Il 24 gennaio, le forze di sicurezza irachene distruggevano i campi di addestramento del SIIL nella provincia di Anbar, nelle regioni di Sanjaq e Jarijab, mentre gli aerei da combattimento iracheni distruggevano le posizioni del SIIL nella provincia, eliminando circa 50 terroristi e diversi blindati. La 71.ma della 15.ma Divisione e la 73.ma Brigata della 9.na Divisione corazzata dell’Esercito iracheno liberavano Bauyrah, Shariqan e Bisan, a nord di Mosul e l’Hashd al-Shabi distruggeva 2 autobombe del SIIL e liberava i villaggi Jabar Huayda, Handi, Adamanah e Fayaz al-Salaj, lungo l’autostrada Tiqrit-Mosul. Il Ministero della Difesa iracheno annunciava che il SIIL aveva perso oltre il 50 per cento dei suoi miliziani a Mosul in 100 giorni di combattimenti. “L’intelligence indicava che vi erano oltre 6000 terroristi a Mosul e che 3400 di loro sono stati eliminati negli scontri con le forze irachene nel capoluogo della provincia di Niniwa“. Inoltre furono distrutti 250 autoveicoli e tutte le fabbriche di bombe dei terroristi. Il 27 gennaio, le forze irachene liberavano Musaltan, al-Uad, Tal Shanan, Ubayi, Arab al-Layth e al-Mafi, lungo l’autostrada Mosul-Tiqrit. Il 28 gennaio, le forze irachene eliminavano 39 terroristi nella provincia di Salahudin, a Tal Qusayba, ad est di Salahudin.
Il 1° febbraio 2017, le forze di mobilitazione popolare respingevano l’attacco del SIIL su Tal Afar, ad ovest di Mosul, eliminando 8 terroristi e 4 autoveicoli del gruppo terroristico. Il 4 febbraio, aviogetti iracheni bombardavano le posizioni del SIIL nella provincia di Anbar, ad Ayn al-Waqma, distruggendo un deposito di esplosivi. L’8 febbraio, le forze irachene abbattevano 3 droni del SIIL ad al-Zuhur, al-Masarif, al-Sadiq e al-Suqar, a nord di Mosul, ed eliminavano 26 terroristi nel quartiere al-Rushidya di Mosul, e ad Um al-Zanabir, a sud di Tal Afar. Almeno 150 imbarcazioni e natanti usati dallo Stato Islamico (SIIL) sul fiume Tigri, venivano distrutti. Tali mezzi venivano utilizzati dai terroristi per trasportare rifornimenti e rinforzi. Negli ultimi tre giorni di gennaio furono distrutte 90 di tali imbarcazioni. Nella prima settimana di febbraio, circa 40 barche degli islamisti cercarono di giungere sulla riva orientale del Tigri, appena liberata dalle forze irachene. Su ogni barca vi era una dozzina di terroristi, spesso dotati di cinture esplosive. Nel settembre 2016 furono distrutte 65 barche del SIIL mentre nell’estate precedente, i terroristi utilizzarono delle chiatte-bomba per cercare di distruggere i ponti costruiti dall’esercito iracheno che avanzava su Mosul lungo il fiume Tigri. L’Hashd al-Shabi respingeva l’assalto del SIIL su Baiji, eliminando almeno 50 terroristi. La polizia irachena eliminava 20 terroristi del SIIL presso l’aeroporto di Tal Afar. L’11 febbraio, le forze irachene eliminavano oltre 60 terroristi del SIIL tra le province di Diyala e Salahudin. Il Qataib Sayad al-Shuhada respingeva l’assalto del SIIL su Tal Abata, ad ovest di Mosul, eliminando 10 terroristi del SIIL. Il 12 febbraio, le forze irachene eliminavano 30 terroristi del SIIL nelle province di Salahudin e Anbar, a Shaiq Ali, regione di Harariyat, e ad al-Madham, nella regione di al-Baghdadi. Le forze dell’esercito e della polizia federale liberavano Azba e Baqira, così come la centrale elettrica Lazagah, sulla riva occidentale del fiume Tigri. Il 13 febbraio, l’Hashd al-Shabi sventava l’attacco del SIIL su Ayn al-Hasan e Qarbah Hajish, presso Tal Afar, eliminando 50 terroristi e 5 autoveicoli. Il 14 febbraio, l’Aeronautica irachena eliminava 60 terroristi ad Ayn al-Hasan e Shariya al-Janubyah, nell’ovest di Mosul, distruggendo anche 15 autoveicoli. Il 16 febbraio, 15 terroristi del SIIL venivano eliminati da un raid aereo iracheno presso Mosul, che distruggeva un centro di comando del SIIL e diverse gallerie, eliminando Haqi Ismayl Uayd, governatore del SIIL di Mosul, noto anche come Abu Ahmad. 48 persone venivano uccise e altre 50 ferite da un autobomba a Baghdad, nel quartiere Baya. Il 18 febbraio, le forze irachene respingevano un massiccio attacco del SIIL su Tal Afar, presso Mosul, eliminando almeno 100 terroristi, di cui 20 capi, e 14 autoveicoli del gruppo terroristico. Il 19 febbraio, le forze della polizia federale irachena liberavano Qafur, Gamasa e Bajuari, sulla strada tra Mosul e Baghdad. La 26.ma Brigata delle Forze di mobilitazione popolare dell’Iraq (PMF) avanzava su Tal Qaysum, tra Mosul e Tal Afar. Le forze irachene liberavano 14 villaggi presso Mosul, tra cui Lazaqah, Bujuari, Qafur, Athabah, Baqayra, Ibrahimiya, Shaiq Yunus, Husaynya, Dabaja e Aqanitrah. L’Aeronautica irachena bombardava le posizioni del SIIL a sud-ovest di Mosul eliminando almeno 36 terroristi, e l’Hashd al-Shabi eliminava il governatore di Tal Afar del SIIL Mustafa Yusif, ad Ayn Talui. Le forze irachene liberavano la vicina base militare di al-Qazlani. Il 23 febbraio, le forze di polizia irachene liberavano l’aeroporto di Mosul. Il 26 febbraio, i commando della Divisione della Polizia Federale liberavano i quartieri Tayaran e al-Mamul, a Mosul, dopo aver distrutto almeno 10 autobombe del SIIL, e la 9.na Divisione corazzata liberava la centrale elettrica al-Yarmuq. Il 28 febbraio, l’artiglieria dell’Hashd al-Shabi distruggeva il centro di comando del SIIL nei pressi di Tal Afar, eliminando 70 terroristi. Le truppe irachene avevano liberato i quartieri meridionali di Mosul ovest, al-Jusaq, al-Tayaran e al-Mamun, assieme all’aeroporto, a una base militare e a una centrale elettrica. Un raid dall’Aeronautica irachena distruggeva la stazione radio del SIIL a Mosul, radio al-Bayan.Il 1° marzo, la 9.na Divisione dell’Esercito iracheno liberava Buabat al-Sham e al-Rihani, presso Mosul, eliminando decine di terroristi del SIIL e arrestandone 25. Le forze irachene liberavano anche la prigione di Badush, a nord-ovest di Mosul. L’esercito e le forze popolari irachene catturavano la maggiore base del SIIL, Tadmur, vicino l’aeroporto di Mosul. Era un grande tunnel ferroviario lungo 2,5 km e trasformato dal SIIL in base militare. Il 2 marzo, le forze irachene prendevano il controllo delle strade principali ad ovest di Mosul, isolando completamente i terroristi del SIIL assediati nella parte occidentale della città. Il 3 marzo, il capo del Diwan delle moschee del SIIL nella provincia di Niniwa veniva eliminato insieme al figlio e a uno dei suoi collaboratori dalle forze di sicurezza irachene, a Wadi Hajar, roccaforte del gruppo terroristico. Un tentativo del SIIL d’inviare rinforzi da Aleppo a Tal Afar e al-Bajaj, presso Mosul, veniva sventato dalle forze popolari irachene che eliminavano 150 terroristi. Il 6 marzo, aerei iracheni colpivano il centro di comando del SIIL a Bayt al-Mal, nel quartiere al-Mualamin di Tal Afar, eliminando sei emiri del gruppo terroristico, tra cui il tesoriere tunisino Abu Tabaraq, chiamato anche Abu Maryam, incaricato degli affari economici e dei conti bancari del SIIL. Anche il capo militare turco di Tal Afar, a capo del Bayt al-Mal della contea Jazira della provincia di Niniwa, e il responsabile del trasferimento dei Muhajarin (immigrati) furono eliminati dal raid aereo. Le Forze di mobilitazione popolari dell’Iraq eliminavano 10 terroristi del SIIL nella zona desertica di al-Hadar, presso Mosul. L’8 marzo, le PMU irachene liberavano Tal Qazraf e Humaydan, ad ovest di Mosul. Il 9 marzo, le forze di sicurezza irachene (ISF) liberavano i quartieri di Mosul al-Mualmin e al-Silu, e trovavano un deposito di armi chimiche del SIIL ad al-Ranqal. L’11 marzo, le forze governative irachene avanzavano nei quartieri al-Uquat e al-Jadidah, nella città vecchia di Mosul. Il 13 marzo, le truppe governative irachene liberavano Mosul al-Jadida, quartiere adiacente alla città vecchia, il palazzo del governo locale, il museo, i quartieri al-Nafat e Bab al-Tub. Il 15 marzo, gli aerei da combattimento iracheni eliminavano 20 terroristi e 9 autoveicoli del SIIL nella provincia di al-Anbar. Un’autobomba esplodeva a Tiqrit, uccidendo almeno 13 persone. Il 16 marzo, le Forze Armate irachene liberavano la regione di Badush, a nord-ovest di Mosul, mentre la 9.na Divisione dell’Esercito iracheno liberava Tal Rais, e le Unità di reazione rapida e della Polizia Federale iracheni liberavano la sponda occidentale del fiume Tigri a Mosul. Il 19 marzo, le forze irachene scoprivano una prigione del SIIL a Bab al-Saray, a Mosul. La prigione aveva una camera di tortura ed ospitava una grande quantità di razzi e armi leggere, così come dieci prigionieri, fra cui 3 ufficiali dell’esercito. Le forze irachene liberavano anche i quartieri di Mosul Qalid ibn al-Walid e Bab al-Sijn, e ad al-Matahan eliminavano 17 terroristi, tra cui due attentatori suicidi, e la Forza antiterrorismo liberava via Fatah al-Ali, nel quartiere al-Jadida, eliminando altri 14 terroristi. La polizia irachena arrestava Husam Shith al-Juburi, il capo dell’Hasbah del SIIL di Bab al-Sijn. Presso la Grande Moschea al-Nuri, nel centro di Mosul, le truppe della Polizia federale eliminavano decine di terroristi e 23 loro autoveicoli. Il 21 marzo, le forze irachene liberavano i quartieri di Mosul al-Rasala e Shuqaq Nablus. Il 22 marzo, le forze irachene liberavano il quartiere al-Risala di Mosul, mentre l’Hashd al-Shabi eliminava 77 terroristi del SIIL a Tal Badush, 15 chilometri a nordovest di Mosul, mentre i caccia F-16 ed L-159 iracheni bombardavano il quartier generale della polizia militare del SIIL nel quartiere al-Baj, e una base del SIIL ad al-Hadar, distruggendola assieme a un’officina per la costruzione di ordigni esplosivi, un deposito di armi e un deposito di esplosivi. Nella provincia di Anbar, gli aerei da guerra iracheni eliminavano 15 terroristi del SIIL nei distretti Qarablah e Rua, mentre l’Hashd al-Shabi eliminava altri 13 terroristi presso Duluiyah, 75 km a nord di Baghdad. Il 24 marzo, le forze governative irachene liberavano il quartiere al-Yabasat di Mosul. L’Aeronautica irachena eliminava circa 200 terroristi del SIIL ad ovest di Mosul, ad al-Baj.Il 4 aprile, tre capi del SIIL venivano eliminati da un attacco aereo iracheno su al-Tanaq. I terroristi erano Yunus al-Juburi, alias Abu Hajar al-Arabi, capo dei terroristi suicidi, Azab Mamud Taha, alias Abu Muhamad, che addestrava i bambini-soldati e Sabah al-Mula, alias Abu Us al-Iraqi, responsabile degli ordigni esplosivi nella provincia di Niniwa, mentre il 3 aprile venivano eliminati Mujahid al-Anzi, saudita responsabile dell’ufficio della Zaqat, e Hazam Abu Qays al-Juburi, capo della polizia del SIIL. Il 5 aprile, la Polizia federale e le forze popolari irachene eliminavano 60 terroristi del SIIL, tra cui un capo del Jaysh al-Dabiq, Abdalqadir Salah, alias Abu Jarah, ad est di Mosul, presso Salal e Qum al-Habib. Una bomba al Café Bayruti, a Baghdad, uccideva 31 persone. Il 6 aprile, le forze irachene liberavano il quartiere Yarmuq al-Thania, a Mosul, eliminando 42 terroristi del SIIL. L’8 aprile, nella provincia di Salahudin, a nord di Baghdad, le forze irachene eliminavano 200 terroristi del SIIL presso Gardagli. Le forze governative irachene liberavano anche Rayhaniyah, Nuova Rayhaniyah e Ghazilwah, ad ovest di Mosul. Inoltre aerei militari iracheni bombardavano un centro di produzioni di autobombe ad al-Salam, presso Tal Afar, ad ovest di Mosul, distruggendolo assieme a 8 autobombe. Il 9 aprile, le forze governative irachene liberavano il quartiere al-Matahan, a Mosul ovest. Il 10 aprile, 12 terroristi del SIIL venivano eliminati dalla 4.ta Brigata delle Forze di mobilitazione popolare, a Tal Hasani, ad ovest di Mosul, mentre la 26.ma Brigata abbatteva un drone del SIIL a Badush, ad ovest di Mosul. Infine, l’Hashd al-Shabi distruggeva un convoglio di 10 autoveicoli del SIIL ad al-Hamra, presso Mosul. Il 12 aprile, caccia iracheni bombardavano un lungo convoglio di autocisterne del SIIL e una fabbrica di bombe a Mosul, nei quartieri al-Yarmuq, al-Thura e Qanam al-Sayad, a Mosul. Il 13 aprile, le forze irachene liberavano il quartiere al-Tanaq di Mosul, eliminando 15 terroristi del SIIL. Le forze irachene eliminavano altri 52 terroristi a Mosul ovest, ad al-Abar, al-Sabuniyah e nell’Hadar, presso al-Shayhan. Le forze irachene avanzavano verso la Moschea al-Nuri, dove il capo del SIIL, Abu Baqr al-Baghdadi tenne un noto sermone nel 2014. La polizia irachena sequestrava 1000 razzi e 1000 sacchi di materiale chimico usato per produrre esplosivi. “Le truppe hanno trovato questo deposito durante le operazioni nel quartiere. Il sito era utilizzato dal SIIL per stoccare i razzi da usare contro i civili e le forze di sicurezza“. Un collaboratore di Abu Baqr al-Baghdadi, l’emiro Hasabullah Qafqazi, veniva eliminato da ignoti, ad ovest di Tal Afar. Il 19 aprile, il dipartimento di Stato degli USA approvava la vendita di 295,6 milioni di dollari di armamenti alle forze curde irachene, per attrezzare 2 brigate di fanteria e 2 battaglioni di artiglieria del ministero del governo regionale del Kurdistan (KRG-MOP). Gli armamenti comprendevano 4400 fucili M16A4; 46 mitragliatrici M2; 186 mitragliatrici M240B; 113 autoveicoli M1151 HMMWV; 12 gruppi elettrogeni tattici; 36 obici M119A2 da 105mm; armature, caschi e altre attrezzature individuali; accessori per le armi leggere come treppiedi, kit di pulizia e supporti; mortai; apparecchi di rilevazione chimica, biologica, radiologica, nucleare e esplosiva (CBRNE); sistemi radiofonici; attrezzature di navigazione come bussole, binocoli e sistemi di posizionamento geospaziale (GPS) standard (SPS); apparecchiature mediche; veicoli protetti resistenti alle mine (MRAP) e mezzi di trasporto come autoveicoli leggeri tattici, automezzi tattici medi, autocisterne e ambulanze; pezzi di ricambio, addestramento ed attrezzature relative ad automezzi e sistemi di artiglieria. Il 22 aprile, le forze di sicurezza irachene liberavano il quartiere al-Saha, a nord-ovest del centro storico di Mosul. Il 24 aprile, le truppe irachene liberavano il quartiere Zanjili. Il 26 aprile, 15 terroristi del SIIL venivano eliminati dalle forze di sicurezza irachene al confine tra le province di Dyala e Salahudin, nella regione di Mutaybija. Il gruppo di autodifesa popolare irachena Qataib Sayid al-Shuhada tagliava le linee di rifornimento del SIIL tra i quartieri al-Baj e al-Hadhar, a Mosul, ed eliminava 7 terroristi ad al-Musaltan. Con l’operazione Muhamad Rasulallah a sud di Mosul, le Unità di mobilitazione irachene (PMU) liberavano Hatar vecchia, a nordovest di Hatar, oltre ai villaggi Sadan, Sayda, Haraj, Um Qarayz e Ghanim al-Uad, a sud di Hatar. Le PMU avevano eliminato 61 terroristi del SIIL e 8 autobombe.
Il 1° maggio 2017, gli aerei da combattimento dell’Aeronautica irachena effettuavano 4 attacchi sui quartieri di Qaym Husayba, al-Ubaydi, al-Qarbala e al-Mashari, eliminando 20 funzionari del Wilayat al-Baghdad del SIIL, e altri 10 terroristi ad al-Qarbala. Le forze irachene eliminavano il capo del SIIL Abu Ishaq al-Tunisi con altri 44 terroristi, nel quartiere Iqatasadin di Mosul, mentre le forze di polizia avanzavano su Bab al-Tub, Bab al-Bayd, Qadib al-Ban e Bab Jadid. Il 4 aprile, la polizia irachena liberava la Niniwa Gas Company di Mosul e Hasunah. Le forze speciali e la polizia irachene avanzavano sulla moschea al-Nuri, a Mosul ovest. “Siamo ora nel cuore della città vecchia nella riva destra della città di Mosul“, dichiarava il colonnello Ibrahim Huayal, “Le forze della polizia federale circondano la Città Vecchia e avanzano con cautela per risparmiare la vita dei civili e proteggerne proprietà e case. Le famiglie fuggono dall’oppressione dello SIIL e noi le evacuiamo in aree sicure“. Il responsabile delle autobombe del SIIL, Abu Yusuf Halabi, veniva eliminato a Tal Afar da un’esplosione durante la costruzione di un’autobomba, assieme ad altri 3 terroristi. Il 5 maggio, l’esercito iracheno liberava al-Mashirafa, al-Qansa e Dar Miqail, nel nord-ovest di Mosul, ed entrava a Maqabarat Wadi Aqbar. Nelle operazioni, le forze irachene distruggevano 4 autobombe ed eliminavano 30 terroristi, mentre gli aerei iracheni distruggevano l’officina delle autobombe del SIIL nel quartiere Tamuz di Mosul. Le unità popolari di mobilitazione irachene (PMU) scoprivano una base del SIIL nell’isola ad ovest di Qarbala, e distruggevano 2 blindati e 1 deposito di armi del SIIL a Maqatal Qanzir, presso Tal Afar. Sempre a Mosul, le truppe irachene liberavano Mashirafa al-Thalitha e Dijla, distruggendo 14 autoveicoli del SIIL. Il 7 maggio, la 9.na Divisione dell’Esercito iracheno arrestava il “capo della polizia” del SIIL di Mosul, Hamam al-Alil. L’8 maggio le forze irachene liberavano la zona industriale Wadi Aqab e al-Harmat, a Mosul ovest, eliminando 38 terroristi e 8 autobombe del SIIL. Il 9 maggio, le forze irachene eliminavano 20 terroristi del SIIL nella provincia di Anbar, al confine con la Siria, ad ovest di Haditha. L’11 maggio, la 16.ma Divisione dell’Esercito iracheno attraversava il fiume Tigri liberando i quartieri Masharfa e Hui al-Qanisa sulla riva occidentale di Mosul, distruggendo i tunnel del SIIL. Il 12 maggio, l’Hashd al-Shabi avanzava su Nahiyah al-Qayruan, a sud-ovest di Tal Afar. Il 13 maggio, l’Hashd al-Shabi liberava al-Qayruan, Tal Izu, Tal Hait, Muhamad Zayd, Huzayl e Tal Banat, presso Mosul, ed eliminava 3 capi del SIIL nel quartiere Islah al-Ziraya, Abu Ali al-Basrawi, il “procuratore” del SIIL a Mosul, Abu Yusif al-Masri, “funzionario al sostentamento”, e il suo aiutante Raduan al-Maslui. Il 14 maggio, velivoli iracheni colpivano una riunione dei capi del SIIL presso al-Qaym, eliminandone almeno 13. La cellula dei Falconi del Servizio d’intelligence, in coordinamento con il Comando delle Operazioni Congiunte, effettuava l’operazione contro i capi del SIIL che pianificavano attacchi terroristici contro i cittadini iracheni durante il Ramadan. Gli aerei distruggevano anche un deposito di armi e una fabbrica di esplosivi dell’organizzazione terroristica. L’Hashd al-Shabi liberava Izadi, presso Qayruan, a sud di Shingal. Nel frattempo, le forze controterrorismo (CTS) entravano nei quartieri al-Iuraybi e al-Rufai, la 16.ma Divisione dell’Esercito iracheno e la Forza di Risposta Rapida del Ministero degli Interni entravano ad al-Iqtasadyin, e la 9.na Divisione dell’Esercito iracheno avanzava su 17 Tamuz da nord, liberando il quartiere Haramat al-Thalitha, a nord-ovest di Mosul, e il quartiere Islah al-Zarai, dopo aver eliminato più di 40 terroristi del SIIL. Il 15 aprile, le Forze di risposta rapida irachene sequestravano una grande fabbrica di armi chimiche del SIIL a Mosul e liberavano Hasunah e Dajlah. Il 17 maggio, le forze governative irachene liberavano il quartiere Uraybi di Mosul ovest. Il 17 maggio, le Forze di mobilitazione popolare dell’Iraq interrompevano la principale linea dei rifornimenti del SIIL ad ovest di Mosul, tra Tal Qasab e Qayruan, mentre la 40.ma Brigata bombardava le posizioni del SIIL ad al-Qahira, a sud di Qayruan. Le forze irachene eliminavano 37 terroristi del SIIL nei quartieri Iqtisadiyin e 17 Tamuz a Mosul. I terroristi avevano attaccato le forze irachene con 5 autobombe nel quartiere al-Rifaya, a Mosul. Le forze irachene avanzavano nella provincia di Diyala, verso le basi del SIIL di Hamarin, Anjana, Sarha, Qurat Tabah, Jisr Narin e Ayn Layla, per eliminarle. Il 18 maggio, le forze irachene avanzavano su al-Qayuran, mentre l’Aeronautica irachena eliminava circa 50 terroristi del SIIL nelle regioni di Tal Afar, al-Baj e Qayuran. La 13.ma e 14.ma Brigata di Mobilitazione popolare irachene (PMU) liberavano la base aerea di Sahl Sinjar, ad ovest di Mosul, oltre ad al-Amadina, Ayn Ghazal, Tal Banat e Qarqa, nei pressi di Qayruan. Il 19 maggio, l’esercito iracheno liberava il quartiere al-Warshan, a Mosul, e la parte settentrionale di 17 Tamuz. Le Unità di mobilitazione popolare (PMU) avanzavano su Qayruan, ad ovest di Mosul, liberando Qayr ed eliminando 21 terroristi e 5 autobombe del SIIL. Le forze irachene distruggevano un’officina di autobombe eliminando decine di terroristi nel quartiere al-Zanjili, a Mosul. Il 21 maggio, l’Hashd al-Shabi liberava al-Masabas, al-Niliya, Sadat Zuba e Thara al-Uaysat, a sud di Qayruan, tagliando le linee di rifornimento del SIIL tra al-Hatamiya e Tal Qasab, a nord di Qayruan. Le forze irachene sequestravano una grande deposito di armi saudite del SIIL a Mosul. Il 22 maggio, le Forze di mobilitazione popolare irachene liberavano Ayn Fathy, Sada Zuba, al-Nilyia, Thary al-Usat e al-Musaba presso Qayruan. Il 26 maggio, le Unità di mobilitazione popolare irachene (PMU) liberavano Tal Qiza, Hatimyia, Qabusyia e Qabisa, presso al-Baj. Le PMU liberavano anche la base di Sinjar, eliminando decine di terroristi del SIIL. L’Aeronautica irachena distruggeva 5 autobombe ad al-Adanina, a nord di al-Baj. Il 27 maggio, l’Aeronautica irachena eliminava l’emiro del SIIL di Niniwah assieme a 4 guardie del corpo, mentre le PMU liberavano Adnaniya, Rimbus al-Qarbyia e Qabusyia, a nord di al-Baj, eliminando 13 terroristi e 4 autoveicoli del SIIL. Inoltre veniva liquidato anche l’emiro del SIIL di Diyala, presso il lago Hamarin. Il 28 maggio, aerei iracheni bombardavano le posizioni dei terroristi nelle regioni di al-Baj e al-Qayruan, ad ovest di Mosul, eliminando 29 terroristi e 6 autoveicoli del SIIL. A Mosul, le forze irachene avanzavano nel quartiere al-Shifa. Le Unità di mobilitazione popolare (PMU) raggiungevano il confine con la Siria della provincia di Niniwa, dopo aver liberato al-Falus, al-Ani e al-Marqab. Il 30 maggio, le forze della Polizia federale irachena sequestravano il centro di addestramento degli attentatori suicidi del SIIL di Zanjili, a Mosul. Aviogetti iracheni bombardavano le posizioni del SIIL a Tal Faras, nelle regioni di Baj e Badush, ad ovest di Mosul, eliminando 3 autoveicoli e 25 terroristi, mentre le PMU eliminavano altri 13 terroristi a Mahalabiya, Tal Zalat e Adaya, ad ovest di Mosul.
Il 1° giugno le forze della Polizia federale irachena eliminavano a Zanjili, Mosul, 12 terroristi, avvicinandosi a Bab Sinjar, l’ingresso nord della città vecchia. Il 2 giugno, l’Hashd al-Shabi, a sud di al-Baj, liberava al-Qibra, al-Saqar e Jayar Qalfas, controllando le frontiere siriane della provincia di Baj. Il 3 giugno, il servizio antiterrorismo iracheno (CTS) liberava il quartiere Saha al-Ula di Mosul. Il 5 giugno, le unità di mobilitazione popolare irachene (PMU) liberavano al-Baj, Tal Qri e Tal Faraj al-Amasry, a nord di al-Baj. Il 6 giugno, le unità di mobilitazione popolare irachena (PMU) liberavano Namla, Duym, Tal Rum, Jayr, Tual, Tal Masada, Rui, Wasmi Maruqi, Alyia, Sharji al-Rui, Hamad al-Madulul, Tal Marqab, Tuman, Raqaba al-Faras e Bir Asabay, nei pressi di al-Baj, nella provincia di Niniwa, eliminando 45 terroristi e 4 autobombe del SIIL. Il 7 giugno, l’Hashd al-Shabi liberava Hasanan, Um Qarab, Abu Rasin e Um al-Zuba, nei pressi di al-Baj. La Polizia federale eliminava 34 terroristi del SIIL a Zanjili e a Bab Sanjar, nella Città Vecchia di Mosul, tra cui il capo Abu Bara al-Tunisi, responsabile della fabbricazione di esplosivi. Le PMU liberavano anche Marzuqa, Tal Qazal, Buthat al-Madafa, Juqayfi, ad ovest di al-Baj, al confine siriano-iracheno. L’8 giugno, le PMU liberavano Tal Safuq, ad ovest di al-Baj, eliminando 34 terroristi e 20 autoveicoli del SIIL. Il 10 giugno, l’esercito iracheno liberava gran parte dei quartieri al-Zinjili e al-Shifa, a Mosul vecchia, e a nordovest di Mosul liberava al-Mahalabiah, presso Tal Afar, al-Zarnuq, Shayq Qura al-Aliya, al-Mahafif, Dam Sinjar, Tal Qayma e Baqala. Il 14 giugno, le forze di sicurezza irachene (ISF) liberavano Bab Sinjar, a nord della città vecchia di Mosul ovest, e distruggevano 9 autobombe del SIIL. Le Unità di mobilitazione popolare irachene respingevano un nuovo attacco del SIIL su Tal Safuq, nei pressi del confine siriano-iracheno, eliminando 3 autobombe e 13 terroristi. Il 15 giugno, l’esercito iracheno liberava al-Buarah, al-Lazaqa, al-Salam e al-Mansur, ad est di Tal Afar, presso Mosul. I velivoli iracheni distruggevano una posizione e un’officina di autobombe del SIIL ad al-Mahalabiya e Tal Afar. Il 17 giugno, l’esercito iracheno liberava il valico di al-Walid al confine tra Iraq, Siria e Giordania. Il 19 giugno, le forze irachene liberavano la moschea al-Hadin nella Città Vecchia di Mosul, eliminando Abu Baqr al-Masri, capo del SIIL di Bab al-Jadid. Il 20 giugno, le forze irachene liberavano Daqa Baraqa e Bab Laqash, nella città vecchia di Mosul, eliminando 30 terroristi. Aerei iracheni eliminavano il “ministro dei media” del SIIL Udai Hamdun, presso al-Maydan, nel centro di Mosul. La 9.na Divisione dell’Esercito iracheno liberava la parte meridionale del quartiere al-Shifa, nella città vecchia, tra cui Qalat Bash Tabya, Dipartimento della Salute di Niniwa, Chiesa di Maria e un ponte. Ignoti decapitavano un cameraman dell’agenzia Amaq, ramo mediatico del SIIL, a sud-ovest Qirquq, presso al-Riyadh. Il 21 giugno, le forze irachene liberavano al-Qazraj, nella città vecchia di Mosul. Il 22 giugno, l’esercito iracheno liberava via al-Faruq e via al-Sa, a Mosul vecchia, dove si trovava la moschea Nuri al-Qabir dove Abu Baqr al-Baghdadi annunciò l’istituzione dello SIIL nel 2014 e che i terroristi distruggevano quando l’esercito iracheno era a 50 metri dalla moschea. Il 23 giugno, le PMU respingevano un tentativo d’infiltrazione del SIIL ad ovest di Qarbala, eliminando 10 terroristi. A Mosul vecchia, a Bab al-Bid, le forze irachene eliminavano 8 terroristi. Il 25 giugno, l’aeronautica irachena distruggeva un laboratorio di esplosivi del SIIL a Ruah, ad ovest di Anbar, eliminando 30 terroristi. Nella provincia di Anbar, ad al-Qaym, un attentatore suicida si faceva esplodere uccidendo alcuni capi del SIIL. Il 26 giugno, il SIIL attaccava le forze irachene a Mosul Vecchia impiegando numerosi attaccanti suicidi, ma le forze irachene respingevano gli attacchi su al-Tanaq, Rasm Hadid e al-Yarmuq. Le forze governative irachene liberavano il quartiere al-Faruq ed eliminavano 4 terroristi nel quartiere Sarjiqana, nella Città Vecchia di Mosul. A Tal Afar veniva eliminato da ignoti Abu Abdullah al-Halabi, assistente del capo del “comitato per la sicurezza” del SIIL. Le forze irachene respingevano l’attacco del SIIL sui quartieri Tanaq e Yarmuq a Mosul ovest, dove un gruppo terroristico, camuffato da sfollati, si raggruppava per lanciare un attacco. Almeno 20 terroristi furono eliminati. Le forze della Polizia federale irachena sequestravano il principale ospedale del SIIL nella città vecchia di Mosul, Babah al-Daysh, avanzando su Bab Jadid e Sarjana. Il 28 giugno, le forze della 15.ma Divisione di fanteria irachena liberavano Tal Qima, Mushayqra al-Uliya, Mushayqra al-Sufala, Abu Qadur, al-Baqala e al-Buayr, presso Tal Afar. Il 29 giugno, le forze irachene liberavano i quartieri Hadrat al-Sadah e al-Hamidiya, nella Città Vecchia di Mosul. Le forze antiterrorismo irachene liberavano il quartiere della Moschea Nuri al-Qabir e della chiesa Saydat al-Sah. Nel quartiere al-Shifa, le forze irachene liberavano l’ospedale al-Batul, nella città vecchia di Mosul.
Il 2 luglio, l’esercito iracheno liberava il quartiere al-Maqui, nell’est della città vecchia di Mosul. Il 3 luglio, aviogetti iracheni distruggevano una fabbrica di bombe del SIIL, a sud-ovest di Qirquq, ad al-Safra, eliminando 4 terroristi, tra cui un capo locale del SIIL. L’Hashd al-Shabi respingeva l’attacco da tre direzioni di 350 terroristi suicidi del SIIL su Tal Safuq, ad ovest di Mosul. I terroristi impiegarono 46 autoveicoli-bomba e 4 carri armati. Il SIIL perdeva decine di terroristi e 2 carri armati. Il 6 luglio, l’esercito iracheno avanzava su al-Shahwan, nella città vecchia di Mosul, a 50 metri dalla riva destra del Tigri. Le forze di sicurezza irachene raggiungevano il fiume Tigri, a Mosul ovest, e sequestravano un centro di addestramento del SIIL ad al-Busayf, a sud di Mosul. Il vice-emiro del SIIL Abu Yahya veniva eliminato a Mosul, oltre ad Abu Nasir al-Shami, altro capo del SIIL. L’8 luglio, le forze irachene liberavano via Nujayfi, Bab al-Tub e Suq al-Saqa, nella Città Vecchia di Mosul, eliminando 35 terroristi del SIIL che tentavano di fuggire, tra cui il capo saudita Abu Hafsa, il consigliere di al-Baghdadi Ayad al-Jumayli e il governatore del SIIL di Niniwa Abu Ahmad al-Iraqi. Il 9 luglio, l’esercito iracheno liberava completamente Mosul dopo 9 mesi di combattimenti nella provincia di Niniwa. 862000 persone erano sfollate da Mosul dopo la battaglia, di cui 195000 erano poi tornate nelle aree liberate.