Il corridoio Nord-Sud: la Russia espande la propria presenza in Asia

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 30/12/2016

68956055Lo sviluppo dei corridoi dei trasporti internazionali favorisce il commercio e promuove la convergenza politica dei Paesi. La Russia da tempo cerca di rafforzare le relazioni con Stati di Medio Oriente, Asia centrale e sud-est asiatico. Le rotte che collegano i più ricchi Stati eurasiatici attraversano la Federazione Russa. La Russia vanta una rete ben sviluppata di strade e ferrovie. Benedetta da una posizione geografica così favorevole, la Russia può facilmente rivendicare il ruolo d’importante centro del commercio internazionale. Questo è, infatti, un obiettivo fondamentale del North-South International Transport Corridor (ITC). L’idea di costruire un percorso che colleghi le coste sull’Oceano Indiano al Nord Europa, passando per Russia e Iran, non è nuova. Un Accordo per l’Avanzamento dei Trasporti fu firmato da aziende russe, indiane e iraniane nel 1999. Il progetto del Corridoio Nord-Sud fu inaugurato nel 2000 e lanciato ufficialmente nel 2002. Il corridoio comprende diversi rami. Due collegano Russia e Iran, via terra (il ramo orientale attraversa Azerbaigian, l’occidentale Kazakhstan, Uzbekistan e Turkmenistan). Un altro ramo, trans-caspico, costeggia il Mar Caspio. La spina dorsale della sezione russa dell’ITC è la linea ferroviaria che collega il porto di Astrakhan (sul Mar Caspio), Mosca, San Pietroburgo e la stazione ferroviaria Buslovskaj (al confine russo-finlandese), collegandosi alle tentacolari reti autostradali e ferroviarie dell’Europa. Si prevede che l’ITC, con i suoi numerosi vantaggi, divenga uno dei corridoi più popolari in Eurasia. A confronto con altre rotte che collegano l’India all’Europa, il Corridoio Nord-Sud via terra non è solo molto più breve, ma inoltre riduce materialmente i costi dei trasporti. Nonostante i vantaggi del corridoio, però, i Paesi europei per qualche motivo l’hanno ignorato e continuano a inviare beni verso l’India attraverso il Mar Mediterraneo (richiedendo il doppio del tempo). Incoraggiata dall’esempio dell’Europa, l’India ha anche optato per altre vie, rendendo Russia e Iran gli utenti esclusivi dell’ITC North-South. Tuttavia, la via è ancora attiva fornendo alla Russia accesso non solo all’Iran ma anche ad altri Paesi della regione, come Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Oman, Siria, ecc.
Nell’agosto 2014, Iran, Oman, Qatar, Turkmenistan e Uzbekistan firmarono un memorandum d’intesa sulla creazione di un corridoio internazionale che collega Asia centrale, Golfo Persico e Golfo di Oman. La nuova via è immediatamente diventata parte integrante del Corridoio Nord-Sud, formando un unico sistema. Il traffico merci dell’ITC aumenta. Nel 2015, ha superato i 25 milioni di tonnellate. Anche se il Corridoio Nord-Sud non è divenuto la via principale a collegare Oceano Indiano ed Europa, dagli inizi degli anni 2000 ha il ruolo di un connettore tra Russia e partner asiatici. Attualmente, Russia, Azerbaijan e Iran aggiornano le infrastrutture ferroviarie per adeguarle agli standard in modo che siano integrate con le infrastrutture ferroviarie di altri Paesi. Inoltre si riesamina il quadro legislativo per snellire le procedure doganali. Negli ultimi anni, grazie agli sviluppi nella regione Asia-Pacifico e nel Medio Oriente, l’ITC North-South ha acquisito un nuovo significato. Conflitti militari ed escalation della minaccia terroristica nei Paesi del mondo arabo hanno messo in discussione l’invio di merce attraverso il Canale di Suez,costringendo molti Stati a ripensare ai sistemi di trasporto delle merci. Allo stesso tempo, la revoca delle sanzioni internazionali all’Iran, all’inizio del 2016, ha contribuito alla crescita dell’economia iraniana e all’ulteriore sviluppo del commercio internazionale. Di conseguenza, il traffico merci dell’ITC North-South è anche aumentato. L’India non è del tutto contraria all’idea. Oggi cerca di diversificare i piani commerciali per via della crescita economica, dell’aumento della domanda dei propri prodotti in altri Paesi e dello sviluppo delle relazioni commerciali con l’Europa. Inoltre, una situazione di tensione nella regione Asia-Pacifico, assieme a maggiore cooperazione marittima dei principali concorrenti dell’India, Cina e Pakistan, potrebbe stimolare un “cambio d’idee dell’India”.
L’8 agosto 2016, il Presidente russo Vladimir Putin si riunì con il Presidente azero Ilham Aliev e il Presidente iraniano Hassan Ruhani. Un progetto ITC North-South aggiornato fu tra i principali temi affrontati. I tre Paesi sono ancora interessati alla sistemazione di una rotta che colleghi le coste dell’Oceano Indiano alla Scandinavia. Perciò, avrebbero bisogno di spianare gli ostacoli doganali e tecnici che paralizzato il piano dall’inizio degli anni 2000. Una rete ITC ad alta tecnologia aggiornata e integrata, combinando vie ferroviarie, stradali e marittime, collegherà Mumbai, Bander-Abbas, Baku, Astrakhan, Mosca e San Pietroburgo all’Europa. Si prevede che le ferrovie russe, azere e iraniane saranno integrate in una rete comune. Quando si discusse del progetto, Putin osservò che favorirà lo snellimento del transito delle merci tra India, Iran, Golfo Persico, Azerbaigian, Russia e quindi Europa settentrionale ed occidentale. Nel dicembre 2016, Mehdi Sanai, ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica islamica dell’Iran in Russia, fece una dichiarazione in relazione all’ITC North-South, sottolineando che il corridoio tra India e Russia non era mai stato così vicino all’attuazione, sottolineando anche che l’attuale situazione internazionale e regionale rendeva la realizzazione dell’ITC una questione urgente. Tutte le parti coinvolte nel progetto sono d’accordo sulla rapida realizzazione e sono pronte alla sua finalizzazione. Sanai affermava che se Iran e Azerbaigian fanno ogni sforzo per l’attuazione dell’ITC, sono a corto di investimenti e hanno bisogno di assistenza. L’ambasciatore iraniano espresse gratitudine ai colleghi indiani e azeri, nonché al Ministero dei Trasporti russo, per il loro ingresso.
L’ITC North-South promette ampie opportunità in futuro. Per lo meno, favorirà il moltiplicarsi del fatturato commerciale tra Russia e Paesi ricchi come Iran e India. Guardando il quadro, l’ITC ha tutte le possibilità di svolgere il ruolo di fattore unificante tra Russia, Medio Oriente e Asia centrale in un unico blocco economico simile all’Unione economica eurasiatica o al partenariato transpacifico. In realtà, un’infrastruttura comune è di gran lunga più decisiva per il rafforzamento dei legami tra i Paesi della regione che la vicinanza geografica. La Cina attua un progetto infrastrutturale simile, la “Nuova Via della Seta”. Il Corridoio Nord-Sud ha un grande potenziale per la Russia, dandole l’opportunità di espandere la propria presenza economica e politica nella regione asiatica.27442_html_16a34473Dmitrij Bokarev, politologo, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come lo Stato islamico occupò Palmyra

Valentin Vasilescu, Reseau International, 30 dicembre 2016cklpye6wgaa-ipnL’offensiva dello Stato islamico su Palmyra avviata il 9 dicembre sorprese totalmente la guarnigione dell’Esercito arabo siriano. Era il momento dell’assalto finale su Aleppo da parte dell’Esercito arabo siriano, e tutti i mezzi da ricognizione russi schierati in Siria operavano nella zona di Aleppo. Mentre i pianificatori militari degli Stati Uniti progettavano l’accerchiamento di Mosul, sembrava strano che lasciassero un corridoio libero allo Stato islamico, a nord-ovest di Mosul, per Rabiya, valico al confine tra Iraq e Siria. Il 2 dicembre, gli Stati Uniti ordinarono alle truppe irachene di ridurre le operazioni a Mosul e fermare l’offensiva l’11 dicembre. Questo permise a una colonna di blindati dello Stato islamico di lasciare la città. Nel cuore della notte, la colonna si diresse verso nord-ovest, attraversando il confine con la Siria nel territorio occupato da combattenti curdi delle SDF coordinati da istruttori delle forze speciali delle forze armate statunitensi. I terroristi dello Stato islamico raggiunsero Raqqa senza problemi, coprendo in 10 ore una distanza di oltre 460 chilometri. E il giorno dopo erano a Palmyra. La coalizione anti-SIIL degli Stati Uniti, che compiva voli da ricognizione 24 ore su 24 ore sul territorio occupato dallo Stato islamico in Iraq e Siria, aveva firmato un protocollo di cooperazione con la Russia sullo scambio di informazioni relative a riconoscimento e attuazione di attacchi su bersagli a terra. La coalizione non rilevò il movimento della colonna dei veicoli dello Stato islamico tra Raqqa, Mosul e Palmyra o “mancò” di avvertire i colleghi russi.
La pianificazione dell’offensiva su Palmyra fu altamente professionale dato che lo Stato islamico ha ufficiali di stato maggiore del livello di uno dei più potenti eserciti della NATO. Il movimento fu organizzato su diverse colonne in viaggio da Raqqa alla periferia di Palmyra. Così, circa 4000 terroristi dello Stato islamico, a bordo di Toyota armate di mitragliatrici, blindati, artiglieria e carri armati, si dispiegarono in segreto, di notte, a 200 km entrando direttamente in battaglia. Lo Stato islamico creò un equilibrio di forze chiaramente a suo favore, manovrando e attaccando di notte con un’efficienza esemplare. Ciò dimostra che i membri dello Stato Islamico non sono ribelli contro il governo di Bashar al-Assad, ma mercenari ben addestrati, armati e costantemente informati dai loro sponsor sui movimenti dell’Esercito arabo siriano. Informati sul dispiegamento delle truppe siriane un paio di giorni prima dell’offensiva, i commando dello Stato islamico travestiti da profughi civili s’infiltrarono nella periferia di Palmyra. I membri di tali gruppi si posizionarono nei pressi dei posti di blocco dell’Esercito arabo siriano attendendo l’arrivo delle colonne dello Stato islamico. Con tali commando, lo Stato islamico poté facilmente aprire le brecce attraverso cui le colonne poterono entrare a Palmyra. Anche così i soldati dell’Esercito arabo siriano avrebbero resistito a lungo se dotati di apparecchiature per la visione notturna, come i terroristi dello Stato Islamico. Avendo equipaggiamento superiore e informazioni accurate, le subunità dello Stato Islamico manovrarono con estrema precisione, riuscendo ad avvolgere e isolare le difese dell’Esercito arabo siriano. Ci si può chiedere dove lo Stato Islamico abbia acquistato migliaia di visori notturni nell’ultimo mese.
Dopo la rioccupazione di Palmyra da parte dello Stato islamico, gli istruttori russi dispiegati in Siria ne trassero le conseguenze e consegnarono ai soldati dell’Esercito arabo siriano in lotta per la liberazione della città, apparecchiature per la visione notturna Fara-1, 1PN90-3 e Aistjonok, in dotazione alle brigate di fanteria motorizzata russe. Il radar mobile Fara-1 è accoppiato a mitragliatrici da 7,62 mm, 12,7mm e 14,5mm, e rileva, di notte o in caso di nebbia, singoli elementi armati a una distanza di 2000 m e veicoli a 4000 m, guidando con precisione il tiro delle mitragliatrici. La videocamera termica 1PN90-3 è sempre fissata su mitragliatrici da 7,62mm, 12,7mm e 14,5mm e può rilevare un soldato a una distanza di 200-500 m. Il radar portatile Aistjonok viene utilizzato dalle batterie di artiglieria, e traccia la traiettoria dei proiettili, calcolandone le coordinate fino a una distanza di 20 km, anche se si tratta di artiglieria mobile. Il radar segue i propri proiettili, potendo apportare correzioni dopo lo sparo. Può essere installato su veicoli, ed è simile al radar statunitense AN/TPQ -50.

Fara.1

Fara.1

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Syria-Gate: Armi e militari della NATO ad Aleppo est

Intervista condotta da Manuel Ochsenreiter, Free West Media, 28 dicembre 2016

In Italia, tutta la sinistra, dai giornaletti in stile Left al PD, dall’associazionismo cattolico alla ‘grande stampa’, dalle ONG, tutte emanazioni dei servizi segreti, che siano Emergency o casalinghe annoiate del modenese, ai TG, ai “cacciatori di bufale” a mezzo servizio della Boldrini e ai “fotoreporter” invariabilmente tutti agenti dei servizi segreti, italiani ed esteri, fino ai centri sociali di regime e alle infinite fazioni psicosettarie che componevano Rifondazione comunista, e giù, infine, fino ai reflui dell’anticomunismo militante e contiguo alla NATO e all’islamofascismo dei fratelli mussulmani; ovvero gli arnesi degli arnesi dell’imperialismo, in pratica tutte le animacce del settarismo filo-fascista e comunistofobo denominatosi ‘trotskismo’, hanno scientemente, volontariamente o su ordine dei superiori (si pensi a un Gino Strada strettamente collegato alle intelligence della NATO e alla Blackwater fin dai tempi dell’Afghanistan), sostenuto sul campo, militarmente, e in Italia, mediaticamente in combutta con Ministero degli Esteri e della Difesa, oltre con i soliti servizi segreti (AISI, AISE, carabinieri, Digos, Ucigos, Copasir, ecc.), se non le operazioni direttamente contro la Siria, la logistica del terrorismo taqfirita, dall’Italia fino a Turchia, Libano, Iraq, Libia, Egitto e Giordania. Costoro, i fiancheggiatori del terrorismo taqfirita o islamofascista, sono pronti a riattivarsi nel caso i loro camerati terroristici decidano di colpire in Italia. In quel caso, si sa già contro chi intervenire e su chi indagare, dato che tale ambiente ha espresso in continuazione, per 6 anni, attivo ed entusiastico supporto ai crimini commessi in Siria, Iraq, Libia, Egitto, Algeria, Libano, Tunisia, ecc. dalle fazioni terroristiche del sunnismo: Stato islamico, al-Qaida, Fratellanza mussulmana, neo-ottomanesimo, wahhabismo e tutte le altre carabattole che eccitano le menti bacate di tale circo di criminali fiancheggiatori del terrorismo, in Italia, protetto da forze dell’ordine, forze armate, governo, partiti governativi, mass media, magistratura e servizi segreti. Queste forze, italiane e in Italia, formano una vera e propria rete di supporto logistico e propagandistico al terrorismo islamista sunnita, ed agiranno di conseguenza, a sostegno e copertura di esso nel caso si manifesti sul territorio nazionale. Già i segnali sono evidenti.

Armi statunitensi trovate dopo che al-Nusra si è ritirato.

Armi statunitensi trovate dopo che al-Nusra si è ritirato.

Enormi scorte di armi e munizioni, molte con segni della NATO, sono state scoperte ad Aleppo est, quando i terroristi di al-Nusra, affiliata ad al-Qaida, furono scacciati dalla città dalle forze siriane. Le relazioni precedenti su personale della NATO catturato sono rientrate, essendo stati autorizzati ad andarsene con i terroristi sui bus forniti secondo l’accordo, risparmiando dall’imbarazzo la NATO. L’intervista di FWM al deputato siriano Faras Shahabi, residente ad Aleppo, che definisce la scoperta “SyriaGate”.

Signor Shahabi, i media mainstream e i politici europei sono irritati dalla liberazione di Aleppo da parte dell’Esercito arabo siriano. Scrivono articoli su massacri commessi dall’esercito e su civili inorriditi ad Aleppo…
È l’esatto opposto. Le notizie in Europa sono un problema serio perché riportano esattamente il contrario dei fatti in Siria. Abbiamo liberato 100000 civili in ostaggio dei terroristi ad Aleppo. Molti lo erano da più di quattro anni. I civili liberati sono felici ora. 1,5 milioni di civili che hanno lasciato Aleppo dal 2012 possono ora ritornare a casa. È un momento molto positivo e felice per Aleppo e la Siria. Abbiamo potuto celebrare il Natale ad Aleppo per la prima volta dopo 4 anni, celebriamo il Natale tutti i giorni ora, nella nostra città!

Così i terroristi hanno lasciato completamente la città?
Sì, ma prima di andarsene hanno ucciso più di cento soldati e centinaia di civili. Abbiamo trovato i loro corpi. Questo è documentato. Qualsiasi indagine internazionale indipendente potrà vedere e verificare le prove di tali crimini dei terroristi. Ma siamo felici che la nostra città sia ora libera. Alcune zone rurali intorno Aleppo sono ancora occupate dai terroristi. Il passo successivo sarà liberare la provincia in modo che la città sia consolidata e ben protetta.

Damasco ha riferito di quantità enormi di materiale militare occidentale, come armi e munizioni, ad Aleppo…
Quello che abbiamo trovato sono interi depositi di armi dislocati negli edifici ex-scolastici dalle forze terroristiche. Le nostre scuole sono state trasformate in basi militari di al-Qaida. Abbiamo trovato quelle basi di al-Nusra, un ramo di al-Qaida, piene di armi della NATO. Ne abbiamo trovato molte. Chiamo ciò “SyriaGate”, armi e aiuti di Stati Uniti e NATO alle bande terroristiche che appaiono anche sulla lista ufficiale del terrorismo delle Nazioni Unite, per rovesciare il governo legittimo di un Paese sovrano. Ciò rende totalmente ridicolo l’occidente…

Perché ridicolo?
Perché nessuno può garantire che tali armi non siano utilizzate un giorno contro l’occidente stesso dai terroristi. Il denaro dei contribuenti statunitensi ed europei viene malversato armando bande di terroristi pronti a puntare le armi in qualsiasi momento contro i civili statunitensi ed europei. È un enorme scandalo.

Cosa sa della presenza di istruttori militari e d’intelligence occidentali nelle zone occupate dai terroristi ad Aleppo? Relazioni precedenti parlavano di personale della NATO catturato.
Non abbiamo catturato consiglieri militari europei o statunitensi ad Aleppo. Tuttavia abbiamo informazioni attendibili che molti di loro c’erano e che hanno lasciato la città con gli autobus che abbiamo fornito per l’evacuazione dei terroristi dopo la loro resa. Anche certi cosiddetti attivisti, come Bilal Abdulqarim, un afro-americano di New York e sostenitore deciso delle bande di al-Qaida in Siria. La presenza di Qarim ad Aleppo era voluta dall’amministrazione Obama ed era spesso presentato dai media occidentali come “giornalista indipendente”. E vi erano molti altri agenti occidentali e sostenitori del terrorismo ad Aleppo che hanno lasciato la città con gli autobus. Questo è tra l’altro il motivo per cui l’occidente ne ha invocato così duramente l’evacuazione. In caso contrario, tali agenti, consiglieri e sostenitori sarebbero stati catturati e smascherati, imbarazzando notevolmente l’occidente.

Il destino di Aleppo non ha giocato un grande ruolo nei media occidentali negli ultimi 4 anni. Dall’inizio delle operazioni di liberazione dell’Esercito arabo siriano, la situazione cambiava completamente: all’improvviso media, politici ed organizzazioni non governative occidentali agivano contro l’Esercito arabo siriano, accusandolo di commettere un “genocidio” ad Aleppo, di bombardare ospedali, massacrare bambini e neonati…
Noi siriani abbiamo versato sangue e subito distruzione. Il nostro sangue è la valuta di tali menzogne ed “equivoci” occidentali. Qualcuno in occidente può sempre dire “Oh, scusate, mi sono sbagliato!“, ma abbiamo versato il nostro sangue e perso nostre vite a causa di tale orribile ignoranza. Aleppo è stata occupata da bande di al-Qaida nell’estate 2012. Non c’erano residenti di Aleppo interessati, la nostra città era molto tranquilla, nessuno prese le armi contro il governo. Fummo occupati da terroristi con armi pesanti che presero il 70 per cento della città. Nel 2012 circa due milioni di civili vivevano ad Aleppo est, 1,5 milioni lasciarono il territorio occupato per le zone sicure. Nessuno in occidente ha parlato di questi 1,5 milioni di profughi che fuggivano verso le zone governative. USA ed Europa rimasero in silenzio. Nessuno in occidente si interessò agli 11000 civili uccisi dalle bande terroristiche in quattro anni di bombardamenti. Il 30 per cento dei civili uccisi erano bambini. In oltre 4 anni perdemmo civili inermi a causa di granate, esplosivi e cecchini dei terroristi.

Politici, media e ONG europei sembrano preoccuparsi di più della sorte dei terroristi che dei civili di Aleppo?
Non c’è altra spiegazione per tale comportamento. Anche in questo caso: per oltre 4 anni i terroristi hanno inflitto l’inferno ai civili di Aleppo, ma all’occidente non importava. Quando liberiamo le aree occupate dai terroristi, l’occidente reagisce con una grande propaganda contro di noi. Allo stesso tempo, c’è grande propaganda mediatica occidentale sulla liberazione della città irachena di Mosul dalle bande terroristiche del cosiddetto “Stato islamico”. Perché è permesso liberare Mosul ma è vietato liberare Aleppo? È una grande ipocrisia. Raccomando al pubblico occidentale di mettersi nei nostri panni. Immaginate che decine di migliaia di terroristi di al-Qaida occupino metà di Berlino, Parigi o Londra? Che cosa farebbe la gente? Spererebbe nella liberazione da parte del proprio esercito. Noi ad Aleppo abbiamo aspettato per 4 anni e mezzo la liberazione! Ma abbiamo dovuto subire tale sacrificio, per ridurre al minimo le vittime civili. Abbiamo dovuto aspettare che una superpotenza, la Federazione Russa, ci aiutasse. Se il nostro esercito avesse subito iniziato l’avanzata nel 2012, avremmo avuto migliaia di vittime civili e ancor più distruzioni. Ma abbiamo aspettato e abbiamo liberato la nostra città. Grazie a Dio.

In totale diverse tonnellate di armi della NATO sono state trovate ad Aleppo est.

In totale diverse tonnellate di armi della NATO sono state trovate ad Aleppo est.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un nuovo mondo che si sbarazza dei miserabili

I terroristi allo sbando mentre l’Esercito Arabo Siriano avanza
Ziad Fadil, Syrian Perspective 28/12/20161059643419Non ci può essere alcun dubbio che i grandi cambiamenti del 2016 avranno un impatto decisivo sul 2017. I cambiamenti più significativi possono essere indicati come segue:
1. L’Esercito arabo siriano non è gravato da sistemi d’arma antiquati. Qualunque sia il costo, sia l’affitto a vita della base navale di Tartus, o l’ipoteca sui giacimenti gasiferi di recente scoperti in Siria, resta il fatto che le armi dell’Esercito arabo siriano sono le più avanzate di oggi per tecnologia, manutenzione ed efficacia. Tutto ciò ha portato ad una serie di vittorie cruciali coronate dalla recentissima liberazione di Aleppo.
2. La Russia ha trovato l’equilibrio perfetto nella politica estera nel Levante. I russi, piuttosto che cadere in un pantano afghano, hanno scelto il rafforzamento dell’alleata Siria, fornendole sistemi d’armi avanzati, finora mai visti nella regione, migliorando la capacità dell’EAS nel controllare il campo di battaglia, mentre testa l’efficacia della propria tecnologia. Il modo con cui Mosca ha manovrato in Siria a sostegno di un alleato cruciale è stato a dir poco geniale. Se è vero che dei russi sono morti combattendo a fianco dell’EAS, è un numero estremamente basso.
3. Gli Stati Uniti sono sempre più politicamente isolati nel Levante. I negoziati per porre fine al conflitto sono in corso tra Russia, Iran e Turchia. Stati Uniti e NATO non sono stati invitati. Con Donald Trump in carica dal 20 gennaio 2017, tutte le parti, anche i terroristi, si aspettano un cambio di rotta nelle politiche di Washington verso amministrazione siriana, al-Qaida, Arabia Saudita e NATO. Obama ha perseguito un obiettivo così ripugnante d’essere perseguibile come criminale di guerra e criminale contro l’umanità; altro che il neofita vincitore del Premio Nobel per la Pace che ha portato altra vergogna al premio e all’istituzione di Nobel. Fingendo sempre di sostenere i movimenti di liberazione, s’è infilato in un labirinto i cui angoli non poteva schivare senza scontrarsi con la triste verità di essere complice di al-Qaida e di sostenerne i degenerati stragisti che sputavano invettive e imprecazioni sul suo esercito, chiamandone i soldati “apostati”, “infedeli” e “nemici”, mentre cercava di aiutare tali selvaggi incappucciati, il cui scopo non era liberare il popolo della Siria da una forma secolare di governo ma, invece, rovesciare un governo che trattava con l’Iran piuttosto che con il Qatar o i mefitici cugini wahabiti dell’Arabia Saudita. La dipartita di Obama è una boccata d’aria fresca in un ambiente dominato dalla puzza del gas Sarin che ha dato ai terroristi.
4. I Media Mainstream o media aziendali occidentali hanno fallito miseramente nel promuovere la narrazione che l'”opposizione” in Siria fosse composta da “moderati” armanti della libertà contro una dinastia autoritaria, apparsa sulle coste da un bastione montanaro popolato da una strana minoranza legata all’Iran. Sia favorendo un maggiore coinvolgimento degli USA nella guerra in Siria, come i traditori neo-con volevano, o inviando armi avanzate ai terroristi, il MSM non ha convinto il pubblico o il Congresso nel sostenere tale farsa. Il MSM, contaminato dalla propria ipocrisia e dai legami con il sionismo, non poteva non creare una propria antitesi nei “media alternativi” dove a milioni hanno cominciato a volgersi una volta che il gatto era uscito dal sacco e i giornalisti apparivano sempre più dei bugiardi seriali o ciarlatani (venditori di olio di serpente). Il confronto con Trump è emblematico su dove il MSM si trovi ora.
5. Fu la strategia dei sauditi e Robert Ford a creare la crisi dei rifugiati in Siria. Mentre Robert Ford, ex-ambasciatore degli Stati Uniti a Damasco, è stato un fallito totale in tutto ciò che ha cercato di promuovere, riusciva a far uccidere centinaia di migliaia di civili inermi in Siria e a creare la “crisi dei rifugiati” che minaccia di sopraffare l’UE. Scacciando i siriani dal loro Paese negli Stati confinanti come Turchia, Libano e Giordania, Ford e seguaci volevano indebolire il Dr. Assad, facendone apparire il governo impotente e incapace di difendere i cittadini. O almeno così pensava Robert Ford. Tale singolare racconto è stato ripreso da accademici fasulli, come Joshua Landis, il cui sito, “Syria Comment“, veniva descritto “influente” anche se nessuno lo leggeva perché incentrato su un singolo errore, cioè che tutto in Siria era indissolubilmente legato “al settarismo”. Come si è scoperto, il settarismo di cui ha scritto è stato smentito dalla natura stessa dell’amministrazione Assad, comprendendo anche la First Lady, sunnita. L’argomento che una setta minoritaria governasse la Siria fu capovolto. Ciò che Ford non ha capito è che i rifugiati che ha creato rappresentano i peggiori esemplari della società siriana. Come un mostro che emerge dal mare per distruggere una grande capitale, come nei film della Toho Studio del Giappone, i rifugiati inondanti l’Europa sono stupratori e ladri, uomini in età di leva in preda della concupiscenza o agenti dormienti piazzati dagli stessi terroristi che Obama armava, addestrava e finanziava. Se Angela Merkel perderà le prossime elezioni, si potrebbe inviare a Robert Ford una lettera di “ringraziamento” per il suo coinvolgimento nella Katastrophe. L’esperimento dell’UE sulla politica dei “reggiseni aperti” è ora visto come peggiore del riemergere della peste bubbonica. Marine Le Pen non è estranea ad azioni decisive, probabilmente li manderà tutti via dalla Senna, fino a Coventry. Ed ora, gli stessi rifugiati cominciano a tornare a casa. Il governo di Assad ha giocato in modo abile. Con una rapida piroetta del palmo della mano, il Dr. Assad ha firmato una legge che permette ai nemici dello Stato di tornare nella società attraverso quell’amnistia che molti dei nostri lettori pensano ingenua. Da come si è capito, decine di migliaia di altrimenti malvagi vagabondi arabi sono stati riprogrammati in cittadini produttivi, con alcuni che si uniscono alle milizie antiterroristi che combattono i cannibali di Robert Ford.
6. L’Iran vincerà la guerra contro il nemico saudita. Già un arco, che può essere chiamato “Mezzaluna Fatimide”, copre Iraq, Siria, Libano e Palestina. Solo 2 ostacoli possono bloccare l’avanzata massiccia dell’Iran sulla scena economica, con la realizzazione del gasdotto dall’Iraq alle coste della Siria: lo SIIL in Iraq e la coalizione terroristica in Siria composta dai terroristi di SIIL e al-Qaida supportati dagli USA, a cui il morente regime di Obama assegna altre armi più avanzate come saluto finale della fallimentare politica estera. La Turchia ribolle a causa dell’incapacità di spodestare il Dr. Assad. Finché esiste l’attuale governo siriano, il Qatar non potrà estendere il proprio gasdotto attraverso Arabia Saudita, Giordania, Siria senza Assad fino alla Turchia. Il piano di Erdogan per migliorare le probabilità di adesione all’UE è stato inchiodato da questa eventualità, un’eventualità sempre più improbabile, di giorno in giorno. Con l’Iran che si avvantaggia dalla fine dell’isolamento, con nuovi aerei di linea e un posizionamento sul mercato del petrolio che ne aumenta i profitti, ci si aspetta di vedere l’Iran flettere ancora più i muscoli sul territorio saudita.
7. Anche se con nuove armi, ci aspettiamo di vedere i gruppi terroristici combattersi più tra essi che contro l’Esercito arabo siriano. Così tanti capi terroristi sono stati eliminati che sembra quasi impossibile sostituirli in modo considerevole con altri capi esperti. E’ assai probabile che i gruppi terroristici si combattano non perché vogliono confrontarsi con l’Esercito arabo siriano, ma piuttosto per scacciare la concorrenza nei finanziamenti. Mentre la guerra si svolge su cose come frutta e verdura, droga e armi, i cittadini siriani che avrebbero potuto solidarizzare con l'”opposizione” ne sono rimasti delusi e ostili all’aiuto statunitense e saudita ai ratti islamisti. Si prevede un’aumento dei miliziani, nel 2017, grazie a nuovi volontari.
8. L'”opposizione”, in gran parte ospite degli alberghi d’Europa, cesserà di esistere. Gli Stati Uniti di Trump riterranno tale massa di sanguisughe come nient’altro che vermi essiccati inutili per la pesca o per concimare la terra. Hanno abusato dell’ospitalità e hanno dato a sauditi e qatarioti null’altro che debiti inesigibili nei rispettivi Paesi privi di tasse. Tutti i nomi che avete letto su SyrPer e altrove, George Sabra, Qalid Quja, Nizar Nayuf, Ghasan (Friitto) Hitto, Michel Qilo, Qadri Jamil, Riyadh Hijab e compagnia di scrocconi sfacciati, diverranno delle curiosità nascoste nelle profondità delle cellule neurali più inutilizzate.
9. L’Arabia Saudita non può nutrire la propria popolazione. Non c’è bisogno di essere marxisti per capire che il cibo è importante. Anche peggio si trovano i lavoratori stranieri, che non vengono pagati da 6 mesi. La notizia peggiore per il clan delle zucche vuote saudite è che Trump non sembra preoccuparsene granché. Il prossimo sarà un anno molto brutto, l’ultimo per tali scarafaggi sifilitici. Niente più soldi per Ahrar al-Sham, Jaysh al-Islam e al-Qaida. Il Qatar dovrà mollare se vuole mantenere i nuovi rapporti con Mosca.
In conclusione, il 2017 sarà l’anno in cui tutte le carte vincenti saranno tratte dal Dr. Assad. Attraverso la pura forza di volontà, ha sconfitto tutti i piani superficiali e sconsiderati per cacciarlo. La sua vittoria sarà storica.%d8%a7%d9%84%d8%ac%d9%8a%d8%b4-%d8%a7%d9%84%d8%b3%d9%88%d8%b1%d9%8a-2

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La liberazione di Aleppo: Svolta regionale e sconfitta degli Stati Uniti

Prof. Tim Anderson, Global Research, 21 dicembre 201615621916Alla fine del 2016, al costo di tante giovani vite, le forze siriane hanno liberato la parte orientale della città di Aleppo, occupata dai terroristi sostenuti da NATO e sauditi da più di quattro anni. La liberazione di Aleppo, seconda città della Siria e antica meraviglia, rappresenta la peggiore sconfitta dell’aggressione di Washington guidata da 15 anni nella regione. Una ricolonizzazione efficace della regione, dall’Afghanistan alla Libia, sotto vari pretesti. Invasioni e guerre per procura sono state attuata assieme a sanzioni economiche e propaganda selvaggia. Ma tale grande guerra d’aggressione, chiamata creazione del ‘Nuovo Medio Oriente’ dall’ex-presidente degli Stati Uniti George W. Bush, s’è schiantata in Siria. Gli eserciti di mercenari comprati e armati da Washington e alleati regionali sauditi, turchi, qatarioti e israeliani, sono stati scacciati dalla potente alleanza regionale che sostiene la nazione siriana. La conclusione di Aleppo comporta una manciata di agenti stranieri, da Stati Uniti, Arabia Saudita, Israele e altrove, che sarebbe rimasta con gli ultimi gruppi di al-Qaida in una frazione di ciò che una volta era la loro roccaforte. Gli Stati Uniti, in particolare, badano a garantirne il rilascio, dato che la loro presenza è un’ulteriore prova del comando estero di ciò che si affermava essere una ‘guerra civile’. Dopo l’assalto di governo e disinformazione dei media occidentali (pretesi massacri, esecuzioni di massa e di singoli civili) oltre l’evacuazione di circa 100000 civili e migliaia di terroristi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha autorizzato alcuni “osservatori indipendenti’ a seguire il processo. Tuttavia, in sostanza l’evacuazione è finita. Reinsediamento e ricostruzione sono già in corso, e le riserve dell’Esercito arabo siriano convocate per difendere la città. Giornalisti siriani, iraniani, russi e indipendenti (tra cui Maytham al-Ashqar, Shadi Halwi, Asir Qatab, Qalid al-Qatib, Ali Musawi, Lizzie Phelan, Murad Gazdiev, Vanessa Beeley, Eva Bartlett e Mohsen Khazaei) ci hanno già detto molto, e ciò assomiglia poco alle storie apocalittiche occidentali. Ad esempio, l’uscente segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, fido alleato di Washington, affermò nell’ultima conferenza stampa che ‘Aleppo è ora sinonimo d’inferno’. Osservazioni basate sulle storie disperate dei jihadisti della NATO. I reporter sul campo raccontato una storia diversa. Mentre le forze siriane spezzavano le difese di al-Qaida, i civili intrappolati fluivano via e si pubblicavano i video di lunghe file di persone che lasciavano Aleppo est trovando sollievo, cibo e riparo presso l’Esercito arabo siriano. Stanchi ma sollevati, raccontavano le loro storie a chiunque volesse ascoltare. Russia e Iran hanno dato diverse tonnellate di aiuti. Al contrario, i Paesi occidentali in generale non hanno dato nulla ed i gruppi terroristici respinsero gli aiuti dell’alleanza siriana. Ai civili fu proibito lasciare l’enclave di al-Qaida, molti furono uccisi quando ci provarono. Le bande armate avevano riserve di cibo, ma le tenevano solo per i propri combattenti. Fabbriche di armi, tra cui sostanze chimiche tossiche, furono trovate e messe al sicuro. Alcuni terroristi furono arrestati, ma la maggior parte fu spedita ad Idlib, dove Damasco concentra i terroristi stranieri.
Quando i canoni-inferno tacquero, e i colpi di mortaio carichi di gas smisero di cadere nel cuore della città, ci fu euforia e si ballava per le strade, come dimostrato ampiamente sui social media. Il portavoce del dipartimento di Stato affermava di non averlo visto. Al-Qaida ad Aleppo è stata schiacciata. Tutti i gruppi armati antisiriani di Aleppo o erano di al-Qaida in Siria ‘ufficiale’ (Jabhat al-Nusra o Jaysh Fatah al-Sham) o profondamente connessi. Quando gli Stati Uniti fecero finta di sopprimere Jabhat al-Nusra nel 2012 e 2016, tutti i gruppi dell”esercito libero siriano’ protestarono, dicendo ‘siamo tutti Jabhat al-Nusra‘. Si poteva pensare che il governo degli Stati Uniti, che una volta affermò d’essere impegnato nella guerra globale al terrorismo in nome delle 3000 persone uccise a New York nel settembre 2001, fosse euforico come la popolazione per le strade di Aleppo. Ma non lo era. Gran parte dei media occidentali, che dipendono dai loro governi, riferirono solennemente della ‘caduta di Aleppo’. La vittoria siriana sui al-Qaida fu una grave tragedia, dissero. D’altra parte, la riconquista quasi simultanea della città antica della Siria di Palmyra da parte del gruppo orientale di al-Qaida, lo SIIL, fu riferita in modo diverso. Dissero che la città fu ‘ripresa’. Tutto ciò sottolinea ciò che era evidente; come ammesso da molti funzionari degli Stati Uniti, ogni singolo gruppo armato in Siria (‘moderato’ o ‘estremista’) era armato e finanziato da Stati Uniti ed alleati, nel tentativo di rovesciare il governo siriano. Tutte le chiacchiere su ‘ribelli moderati’, ‘regime brutale’ e ‘guerra civile’, puntavano solo a nascondere ciò.
Organizzati tra Russia e Turchia, le ultime evacuazioni di Aleppo comprendevano lo scambio dei civili assediati da 20 mesi nelle città presso Idlib di Fuah e Qafraya con gli ultimi jihadisti della NATO di Aleppo est. Ci fu qualche grave sabotaggio degli accordi, ma le intese finora sono valide. Ora l’Iran è impegnato con Russia e Turchia in tre colloqui, dove questioni pratiche sono discusse. Va notato che l’amministrazione Obama non ha alcun ruolo costruttivo sulla conclusione ad Aleppo. La guerra per procura per il ‘cambio di regime’ in Siria è fallita e, al suo posto, il regime di Washington promette un nuovo approccio. Ancora più importante, una nuova alleanza regionale si è formata per respingere ogni nuova aggressione da parte delle potenze coloniali. Molte cose sono cambiate durante la guerra contro la Siria. L’alleanza siriana ha sconfitto le potenti forze NATO-GCC. I Fratelli musulmani e i loro clienti in Egitto, Qatar e Turchia hanno ricevuto un’altra batosta. Egitto e Iraq supportano la Siria. I sauditi si sono uniti ad Israele contro Iran e Siria. La Russia ha costruito legami più forti con Siria e Iran. La Lega araba, dopo aver sostenuto la distruzione di due Stati arabi, sembra defunta. Il nuovo potente ‘Asse della resistenza’ ne prenderà il posto?22122016

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora