I Siriani riuniti attorno al Presidente Assad per resistere alle forze sataniche

Intervista di Basma Qadur alla Professoressa Niloufer Bhagwat, Syria Times, 01 giugno 2015La Professoressa Niloufer Bhagwat dell’Associazione degli avvocati indiani osservava che la Siria è in prima linea nella Terza guerra mondiale che mira a ricolonizzare le regioni strategiche nell’interesse dei governi imperialisti. Chiariva che la “nuova guerra di colonizzazione” è segreta e palese ed è guidata da Stati Uniti, Regno Unito, Israele e altre potenze della NATO alleate coi governi di Arabia Saudita, Turchia, Giordania e membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo usando mercenari criminali, terroristi, reclutati nella regione e in Europa, così come forze speciali e soldati dei Paesi vicini. “Tali terroristi, che abusano dell’Islam, non sono altro che strumenti per destabilizzare Paesi e creare caos e violenza settaria per spianare la strada all’intervento armato e alle operazioni militari”, dichiarava la Professoressa Bhagwat alla giornalista del giornale elettronico Syriatimes Basma Qadur, in un’intervista via e-mail. Aggiungeva: “Il terrorismo viene usato per aggredire, occupare, sottomettere economicamente e politicamente l’intera regione del mondo arabo, incluso il Maghreb, per mano della coalizione a guida USA della NATO, Israele e delle potenze regionali coinvolte. E la sovranità economica della popolazione del Paese non allineato viene presa di mira dal cambio di regime per installarvi governi collaborazionisti“.Governi collaborazionisti
I governi collaborazionisti devono servire le multinazionali e le istituzioni finanziarie dei governi imperialisti, che controllano la politica attraverso gruppi di riflessione come Rand Corporation e Trilateral Commission“. In tale contesto non si va dimenticato che uno dei primi atti del governo-fantoccio messo al potere dal colpo di Stato in Ucraina fu cedere l’oro ucraino a Washington e imporre condizioni economiche insopportabili ai cittadini ucraini amministrati da un consiglio rispondente alla Troika di FMI, Banca centrale europea e Unione europea, non al parlamento ucraino.

Le organizzazioni terroristiche sono al servizio degli interessi geopolitici d Stati Uniti, Regno Unito e Francia
Pertanto, Stati Uniti, Regno Unito e Francia non passeranno mai una risoluzione al Consiglio di sicurezza dell’ONU per fermare il sostegno alle organizzazioni terroristiche che servono i loro interessi geopolitici legati ad occupazione, saccheggio e ricolonizzazione di diverse regioni del mondo per sostenere le proprie economia e finanze declinanti”, notava la Prof.ssa Bhagwat. Affermava che vi sono trattati segreti tra Stati Uniti e Regno Unito che guidano le potenze della NATO in alleanza con Israele, Turchia, Arabia Saudita, Giordania, Qatar ed Emirati per ritagliarsi aree strategiche per gasdotti e oleodotti in Siria. “Fu riferito che a margine della grande conferenza delle compagnie petrolifere tenutasi nel novembre 2013 in Turchia, che il governo turco ebbe l’ordine d’intensificare la guerra alla Siria dalle compagnie petrolifere che, come in tale guerra, decidono quali regioni e i Paesi sono oggetto di guerra e guerra civile“. La Professoressa Bhagwat indicava che la politica del regime turco contro la Siria fu pianificata dalla Rand Corporation, un think tank conservatore, finanziato da corporazioni, banche ed istituzioni finanziarie statunitensi per frammentare e mordificare diverse regioni strategiche del mondo per conto di gasdotti e oleodotti.

Erdogan viene finanziato dal Consiglio di cooperazione del Golfo
La Professoressa Bhagwat affermava che Recep Tayyip Erdogan riceve finanziamenti dal Consiglio di cooperazione del Golfo ed è personalmente legato finanziariamente a tali regimi, oltre alla stretta collaborazione con Israele, che ha cercato di camuffare con la tragedia della Mavi Marmara. “Il governo turco opera da Stato canaglia e colonialista nel mondo arabo. Il sostegno alle organizzazioni terroristiche in Siria è un’aggressione aperta alla Siria“, dichiarava, aspettandosi che l’Esercito arabo siriano non eviterà lo scontro diretto con l’esercito turco che partecipa all’aggressione in diverse aree nelle province di Idlib, Aleppo e Lataqia. Dal suo punto di vista, tutti i Paesi della regione, come Arabia Saudita, Turchia ed Emirati e loro alleati al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, le potenze coloniali, finiranno nel calderone in un modo o nell’altro nel nome del “terrorismo” per dimostrare che non c0è una guerra solo alla Siria, ma all’intero mondo arabo, e alle regioni dell’Africa scelte per essere saccheggiate delle risorse, come oro e risorse nazionali. “I nativi americani o indiani rossi furono spazzati via, anche se i coloni bianchi firmarono decine di trattati, queste sono le lezioni della storia“, affermava l’avvocatessa indiana. Vedete che se le potenze coloniali raggiungeranno i loro obiettivi in Siria, Yemen e Iraq, in futuro ci sarà l’assalto all’Iran. “La Russia resterà obiettivo delle potenze coloniali, che cercano anche di creare punti di scontro bellico nel Mare della Cina meridionale“, aggiungeva sottolineando l’importante ruolo dell’unità dei popoli della regione nel resistere alla ricolonizzazione, osservando che gli organi disinformazione devono spiegare all’opinione pubblica mondiale che ciò che accade nel mondo arabo è una guerra coloniale e non una semplice operazione terroristica.
L’avvocatessa indiana era con la delegazione internazionale per la pace in Siria del 23-28 aprile 2015. Ci ha detto che il morale del popolo siriano e l’assenza di isteria tra popolo, soldati, intellettuali e leader politici l’attrassero.

Coesistenza spirituale
C’era una tranquilla determinazione e rinnovato impegno tra i cittadini che si svolgevano il loro lavoro, altrettanto indimenticabile era lo spirito filosofico e l’unità spirituale tra l’alto clero delle diverse confessioni religiose, i quali si sono sacrificati in un modo o nell’altro tra i continui attacchi brutali che colpivano quasi ogni famiglia“, dichiarava la Professoressa Bhagwat. “Non è stata prestata sufficiente attenzione al fatto che in Siria è assurdo indicare la questione settaria, poiché le vaire culture sono profondamente intrecciate e collegate e la convivenza vi è profondamente radicata. Il Presidente Bashar al-Assad rappresenta la convivenza emotiva e spirituale dei siriani“, affermava la Prof.ssa Bhagwat, notando che il popolo siriano si è unito attorno al Presidente Bashar al-Assad dopo quattro anni di crisi, perché sa che il Presidente Assad resiste alle forze più sataniche sulla terra. “La Siria è un fronte militare che impedisce attacchi diretti ad altri Paesi e società dichiarati prossimi obiettivi militari delle organizzazioni terroristiche“, aggiungeva. “Nella mia infanzia ho conosciuto bene Damasco come culla della civiltà, e credevo davvero che non ci sarebbe stata nessuna Mecca senza Damasco, che nei secoli aveva assistito a tanti dialoghi e movimenti religiosi… Non immaginavo che un mi sarei seduta a capo chino pregando per la pace nella Moschea degli Omayyadi con la Delegazione internazionale della pace e i nostri amici siriani dalle diverse fedi religiose e confessioni islamiche e che ognuno di noi avrebbe pregato secondo le usanze dei nostri diversi Paesi e credenze religiose accanto al mausoleo dove la testa di Giovanni Battista, mentore religioso di Gesù Cristo, è sepolta, al centro della moschea, e il mausoleo del capo religioso della Siria assassinato, accanto alla tomba del coraggioso generale e monarca Salahudin, che sconfisse i crociati, accanto alla moschea“.Questa è la Siria
Questa è la Siria che ho sognato, dove non c’era alcuno scontro di civiltà, in quanto le civiltà non si scontrano, le guerre sono combattute per ragioni politiche ed economiche non per cultura o l’umanità. Come dicono i buddisti, il karma più difficile è essere un soldato, e in tempi come questi!!! Per me Damasco era un luogo di pellegrinaggio, come promise a mio padre musulmano e mia madre zoroastriana, non avrei fatto un passo sul suolo del territorio occupato dell’Arabia Saudita, a meno che non sia liberato, trovando il mio luogo di pellegrinaggio, un luogo degno delle mie personali preghiere per l’umanità e del mio omaggio. Ho trovato in Siria che i capi di tutte le confessioni religiose rispettano la fede e la fede altrui. Non dividono l’umanità in sette e religioni religiose ottuse e bigotte, e dove i capi religiosi comprendono come e perché l’umanità è schiava e da chi e dove sta la risposta“.

Obiettivi della visita
L’iniziativa per la pace internazionale iniziò dopo l’aggressione alla Siria”, affermava la prof.ssa Bharwat, aggiungendo che gli obiettivi della visita della delegazione in Siria era esprimere sostegno fraterno e solidarietà al popolo siriano contro l’aggressione, partecipare alla conferenza dall’università di Damasco su “Siria, dalla distruzione alla ricostruzione“, visitare alcuni dei siti del patrimonio mondiale distrutti dalle bande criminali e partecipare alle solenni cerimonie religiose che commemorano il 100° anniversario del massacro degli armeni per mano del governo turco e dei suoi capi cospiratori. “In un modo o nell’altro alcuni membri della delegazione possono influenzare i responsabili politici sia perché sono in contatto con parlamentari e capi religiosi delle loro istituzioni, o sono influenti nei media, o che, come me, hanno posto la questione, discussa in occasione delle conferenze nazionali degli avvocati in India dal 2011, mentre presentavano documenti sulla situazione internazionale e nazionale“, concludeva la Prof.ssa Bhagwat.

Delegazione internazionale della pace
La delegazione internazionale per la pace in Siria includeva:
– Dottor Declan Hayes dall’Irlanda.
– Reverendo Andrew Ashdown in rappresentanza della Chiesa d’Inghilterra che recava un messaggio dell’Arcivescovo di Canterbury.
– Padre Dave Smith, rappresentante della Chiesa protestante d’Australia, accompagnato da un membro del team di pugilato olimpico australiano.
– Professor Simon Keys della Winchester University in Inghilterra.
– Professor Mohammed Maradi, professore di studi nordamericani all’Università di Teheran,
– John Mesler, giornalista free-lance di New York, professore dall’Armenia.
– Dr. Faysal Abdul al-Satar, giornalista che rappresentava i media del Libano
– Professoressa Niloufer Bhagwat dell’Indian Association of Lawyers.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Il Ministero della Difesa russo sull’aggressione alla Siria

Mil.ru 14/04/2018Il Colonnello-Generale Sergej Rudskoj, a capo della Direzione Generale Operativa della Federazione Russa, dichiarava che il 14 aprile veniva effettuato un attacco missilistico tra le 3.42 e le 5.10 sulle installazioni militari e civili della Repubblica araba siriana da parte di vettori aerei e navali di Stati Uniti e loro alleati. I sistemi di difesa aerea russi nelle basi di Humaymin e Tartus identificavano e seguivano in modo tempestivo tutti i lanci missilistici navali ed aerei di Stati Uniti e Regno Unito. Non c’era traccia di operazioni francesi. Si trattava di aerei dell’aeronautica degli Stati Uniti, B-1, F-15, F-16, ed inglesi Tornado sul Mediterraneo, e navi della Marina degli Stati Uniti Laboon e Monterey nel Mar Rosso. I bombardieri strategici attaccavano obiettivi sul territorio siriano nell’area di al-Tanaf, illegalmente occupata dagli Stati Uniti. Numerosi aeroporti militari, impianti industriali e di ricerca siriani erano obiettivo dell’attacco missilistico. Secondo dati preliminari, non ci sono vittime tra la popolazione e l’esercito siriani. Le informazioni saranno completate e comunicate al pubblico.
Secondo le informazioni disponibili, 103 missili da crociera, compresa la versione navale Tomahawk, sono stati utilizzati assieme a bombe guidate GBU-38 sganciate da aerei B-1B, e missili aria-terra lanciati da F-15 e F-16. L’ Aeronautica militare inglese sparava otto missili.
I sistemi di difesa aerea siriani, basati sui sistemi di difesa aerea di produzione sovietica, respingevano con successo gli attacchi missilistici, intercettando 71 missili da crociera. I sistemi S-125, S-200, Buk, Osa e Kvadrat/Kub delle difese aeree siriane respingevano l’attacco missilistico, dimostrando l’elevata efficienza militare della Siria e l’eccellenza del personale militare siriano addestrato dai nostri specialisti. Nell’ultimo anno e mezzo, la Russia ha completamente aggiornato i sistemi di difesa aerea della Siria e continua a migliorarli.
Va sottolineato che alcuni anni fa, data la richiesta urgente di certi nostri partner occidentali, evitammo l’invio dei sistemi di difesa aerea S-300 in Siria; ora consideriamo possibile rivedere la questione, non solo con la Siria ma anche con altri Stati.
Obiettivi dell’attacco erano, tra l’altro, le basi aeree dell’Aeronautica Militare araba siriana. I dati dicono quanto segue:
4 missili sono stati lanciati contro la base aerea di Duwali, venendo tutti abbattuti.
12 missili sono stati lanciati contro la base aerea di Dumayr, venendo tutti abbattuti.
18 missili sono stati lanciati contro la base aerea di Bulayl, venendo tutti abbattuti.
12 missili sono stati lanciati contro la base aerea di Shayrat, venendo tutti abbattuti.
Le basi aeree non sono state danneggiate.
Dei 9 missili lanciati contro l’aeroporto di Mazah, 5 sono stati abbattuti.
Dei 16 missili lanciati contro l’aeroporto di Homs, 13 sono stati abbattuti e non è stata osservata traccia di danni.
30 missili puntavano sull’area di Barzah e Jaramana, presso Damasco. Di questi, 7 cadevano su strutture presuntamente collegate al cosiddetto “programma chimico militare” di Damasco, venendo parzialmente distrutte. Tuttavia, non erano utilizzate da tempo, non vi sono stati danni materiali o tra il personale.
Le Forze della Difesa Aerea russe sono in allerta e l’Aeronautica perlustra i cieli. Alcuno dei missili da crociera ha toccato la zona antiaerea russa. I nostri complessi non sono stati usati.
Riteniamo che tale attacco non sia in risposta a un attacco chimico, ma ai successi delle Forze Armate siriane nella lotta per liberare il proprio territorio dal terrorismo internazionale. Allo stesso tempo, una missione speciale dell’OPCW che doveva indagare sull’incidente nella città di Duma, dove presumibilmente furono usate armi chimiche, sarebbe dovuta arrivare oggi a Damasco.
Vorrei richiamare l’attenzione sul fatto che in Siria non ci sono strutture per armi chimiche come registrato dall’Organizzazione per il divieto delle armi chimiche. Tale aggressione testimonia l’intransigenza degli Stati Uniti sull’obiettività dell’indagine, tentando di sabotare il processo di pace in Siria e di destabilizzare il Medio Oriente, e non ha nulla a che vedere con gli obiettivi della lotta al terrorismo internazionale.
E’ stato un piacere. Attualmente, la situazione a Damasco e altre aree urbane in Siria è calma.
Seguiamo da vicino la situazione.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Dichiarazione di Putin sugli attacchi statunitensi, francesi e inglesi

Histoire et Societé, 14 aprile 2018Il Presidente Vladimir Putin dichiarava che l’attacco di USA, Francia e Regno Unito alla Siria aggrava la catastrofe umanitaria nel Paese arabo. Secondo Vladimir Putin, gli attacchi alla Siria violano il diritto internazionale. I russi sono in Siria su invito del governo siriano, statunitensi, francesi e inglesi sono invasori. “Con le loro azioni, gli Stati Uniti aggravano ulteriormente la catastrofe umanitaria in Siria, colpiscono la popolazione civile e in effetti aiutano i terroristi che tormentano il popolo siriano da sette anni“, dichiarava il leader russo.
Il 14 aprile, Stati Uniti, Regno Unito e Francia lanciavano più di 100 missili contro obiettivi in Siria, utilizzando il presunto attacco chimico non confermato come movente.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciava la decisione di attaccare il territorio siriano il 13 aprile, senza il permesso del Congresso del suo Paese o l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Damasco afferma che l’attacco ostacola il lavoro degli esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), che il 14 aprile dovevano arrivare nel Paese arabo per condurre indagini sul presunto attacco chimico.
L’Ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite Vasilij Nebenzija dichiarava al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che non ci sono prove sull’uso di sarin o cloro, e non c’erano persone curate per avvelenamento da sostanze chimiche negli ospedali siriani.
Il 13 aprile il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov affermava che il suo governo ha “prove inconfutabili” che il presunto attacco chimico fosse “una messinscena”. Il Ministero della Difesa russo presentava le prove che il presunto attacco a Duma fu fabbricato. Ecco il video che supporta l’affermazione.

Il Ministero della Difesa russo trovava i partecipanti al video del presunto attacco chimico a Duma e ne raccoglieva la testimonianza, dichiarava Igor Konachenkov, portavoce del Ministero della Difesa russo, secondo cui vi sono due medici che lavorano nell’ospedale locale, nel pronto soccorso. Igor Konashenkov inoltre riferiva che il video del presunto attacco chimico a Duma fu girato in un ospedale locale. Secondo il portavoce del Ministero della Difesa russo, le “vittime” del presunto attacco a Duma non avevano tracce di sostanze chimiche tossiche ed dissero come fu girato il video. “Siamo riusciti a trovare i partecipanti alle riprese di tale video e ad interrogarli. Oggi vi presentiamo l’intervista a costoro. La gente di Duma ha raccontato in dettaglio come si svolse la messinscena e in quali episodi prese parte“. Halil Ajij, studente che lavora nell’ospedale centrale di Duma, ha detto che quando un edificio fu bombardato l’8 aprile e un incendio vi scoppiò, andò al pronto soccorso. Fu allora che un uomo che non conosceva si presentò e disse che era un “attacco con sostanze tossiche”: “Avevamo paura, i parenti dei feriti cominciarono a versarsi acqua l’uno sull’altro. Chi non aveva formazione medica iniziò a spruzzare nella bocca dei bambini le cure per l’asma. Non abbiamo visto pazienti con sintomi da intossicazione chimica“. “Fummo filmati e c’era un uomo che era venuto urlando che si trattava di un attacco chimico. Costui, estraneo, disse che la gente era vittima di armi chimiche. La gente spaventata iniziò a versarsi acqua l’una sull’altra, ad inalare“, aveva detto un altro partecipante alla messinscena.
Negli ultimi giorni, la situazione in Siria diveniva seriamente tesa. I Paesi occidentali sostengono che un attacco chimico è avvenuto il 7 aprile a Duma, vicino la capitale siriana. La Russia smentiva le notizie su una bomba al cloro presumibilmente sganciata dalle forze governative siriane. I militari russi definivano false le foto di vittime del presunto attacco chimico a Duma pubblicate dai “White Helmets” sui social network. Mosca ritiene che lo scopo di tale disinformazione fosse proteggere i terroristi e giustificare qualsiasi azione esterna. Damasco definiva le accuse all’Esercito arabo siriano non convincenti. La Siria ripetutamente sottolineava che il proprio arsenale chimico fu rimosso nel 2014 dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW).Traduzione di Alessandro Lattanzio

Fallito attacco missilistico da Stati falliti occidentali

Alessandro Lattanzio, 14/04/2018L’attacco missilistico di stamattina veniva sventato dalle Difese Aeree siriane. Veniva colpito solo un edificio della Mezzaluna Rossa di Barzah, popoloso quartiere di Damasco. Gli Stati Uniti avevano anche lanciato missili contro uno dei sobborghi più densamente popolati di Damasco, Jaramana.
Oltre 100 missili da crociera a lungo raggio Tomahawk sono stati lanciati contro la Siria, sulle provincie di Damasco, Homs e Dara. Solo 3 missili da crociera superavano le difese aeree siriane, 1 cadeva presso Damasco colpendo un ex-deposito abbandonato da oltre 5 anni. Ad Homs, il terzo missile veniva bloccato dai sistemi di guerra elettronica, cadendo a 10 km dall’obiettivo.
Inoltre, 2 droni da ricognizione venivano distrutti mentre tentavano di entrare nello spazio aereo siriano e valutare i danni dell’attacco missilistico di Stati Uniti, Francia e Regno Unito.
L’attacco è avvenuto in tre ondate: la terza ondata, di 13 missili su Dara da più direzioni, veniva sventata con la distruzione di tutti i missili. Lo stesso era accaduto con la prima ondata dell’attacco, completamente sventata, non un singolo missile aveva raggiunto l’obiettivo. 2 o 3 missili della seconda ondata avevano raggiunto gli obiettivi.La Russia ha schierato in Siria una rete di difesa aerea a protezione della base aerea di Humaymin e della base navale di Tartus:
– 3 batterie di S-400 Triumf, che sigillando lo spazio aereo che copre la regione nord-occidentale della Siria, tra Lataqia, Tartus, Hama e Aleppo. Ogni batteria dispone di radar multifunzione di puntamento 92N6E e di radar di scoperta a lungo raggio 91N6E. Il sistema S-400 impiega 4 tipi di missili: 48N6 dalla gittata di 250km; 40N6 dalla gittata di 400km; 9M96E2 dalla gittata di 120km; 9M96E dalla gittata di 40km. L’S-400 quindi può intercettare aerei da combattimento, aerei da ricognizione a lungo raggio, droni, missili da crociera e missili balistici di teatro.
– 1 batteria di S-300V, sistemi di difesa aerea a medio raggio Buk-M1/2 e almeno 3 sistemi di difesa aerea a corto raggio Pantsir-S1/2 proteggono la base navale di Tartus, che ospita non solo le unità russe, ma il grosso della Marina Militare siriana (2 corvette e almeno 6 pattugliatori lanciamissili). La batteria di S-300V4 dispone di un radar di scoperta 9S15, un radar di primo allarme 9S19 e un radar d’inseguimento 9S32M ed impiega missili 9M83 e 9M82 capaci d’intercettare velivoli, missili da crociera e missili balistici di teatro.
La rete di difesa aerea russa è integrata col sistema di guerra elettronica mobile 1LR257 Krasukha-4, presente nella base aerea di Humaymim, capace di annullare radar terrestri, aerei-radar (AWACS), sistemi di navigazione satellitari ed anche satelliti in orbita bassa.
In Siria è stata schierata una batteria di missili anti-superficie mobili K-300P Bastion-P, dotata di missili da crociera supersonici Jakhont, con gittata di almeno 600 km, e probabilmente dei missili balistici tattici 9K720 Iskander-M.
La componente aerea russa dispiegata in Siria comprende 8 bombardieri di prima linea Su-24M, 12 caccia multiruolo Su-30SM, 7 aerei d’attacco Su-25SM, 4 bombardieri Su-34, 6 caccia multiruolo Su-35S, 1 aereo da guerra elettronica Il-20M, 1 velivolo da pattugliamento marittimo Il-38M e 2 aerei-radar A-50U.
La componente tattica terrestre russa dispone anche di 6000 elementi tra fanteria motorizzata e gruppi per operazioni speciali.
La difesa aerea siriana dispone di una rete di difesa aerea composta da almeno 15 radar di sorveglianza, tra cui forse un radar di primo allarme iraniano che sorveglia le operazioni aeree israeliane sullo spazio aereo libanese ed israeliano, e che copre la regione sud-occidentale della Siria, da Damasco ai confini con Libano e Palestina. La rete della difesa aerea siriana impiega 8 batterie di missili antiaerei S-200 a lungo raggio; 60 batterie di missili antiaerei S-75 ed S-125 a medio raggio; 16 batterie del sistema missilistico mobile 2K12 Kub a medio raggio; 28 sistemi missilistici a medio raggio 9K317E Buk-M1/2E; 14 batterie del sistema missilistico mobile a corto raggio 9K33 Osa, 40 sistemi di difesa aerea mobile a corto raggio Pantsir-S1; 40 sistemi di difesa aerea di punto Igla-S Strelets, 20 sistemi missilistici di difesa di punto 9K31 Strela-1 e 30 sistemi missilistici di difesa di punto 9K35 Strela-10.

Mosca ha le prove che la False Flag a Duma era opera del Regno Unito

Sputnik 13.04.2018

Cos’è successo? Perchè il Regno Unito è esploso inventandosi la balla degli Skripal avvelenati: A Duma, quando i terroristi del Faylaq Rahman iniziarono le trattative per l’evacuazione verso Idlib, eliminarono decine di elementi contrari e di testimoni scomodi, tra cui 17 islamisti con passaporto inglese (agenti segreti di sua maestà Elisabetta); la rabbia di Londra fu moltiplicata scoprendo che almeno 1000 elementi del Faylaq Rahman passavano all’Esercito arabo siriano. Il sospetto è ciò sia stata un’enorme operazione di controintelligence dei siriani contro la rete terroristica-spionistica della NATO (Gladio-B) in Siria, distruggendone le operazioni false flag contro l’Alleanza Siria-Iraq-Libano-Iran, lasciando scoperti e ricattabili i capi della NATO e i loro mandanti petromonarchi del Golfo Persico. (NdT)Il Ministero della Difesa russo ha prove che il Regno Unito ha partecipato direttamente alla provocazione nel Ghuta orientale in Siria, secondo il portavoce Igor Konachenkov. Londra ha preso parte all’organizzazione della provocazione su un presunto attacco chimico nella città siriana di Duma, dichiarava il portavoce del Ministro della Difesa russo Igor Konachenkov. “Oggi il Ministero della Difesa russo ha altre prove che confermano che il Regno Unito ha partecipato direttamente all’organizzazione di tale provocazione nel Ghuta orientale“. Il portavoce della Difesa russa aggiungeva che Londra fece pressioni sui rappresentanti degli “elmetti bianchi” per effettuare una provocazione in Siria. “Sappiamo che dal 3 al 6 aprile i rappresentanti dei cosiddetti “elmetti bianchi” subirono una forte pressione da Londra per effettuare una provocazione già preparata“, affermava Igor Konachenkov, secondo cui agli “elmetti bianchi” fu detto che in particolare dal 3 al 6 aprile i radicali del gruppo Jaysh al-Islam avrebbero condotto una serie di potenti attacchi con l’artiglieria, il che avrebbe provocato una risposta delle truppe governative. Quindi gli “elmetti bianchi” dovevano sfruttare la situazione per organizzare la provocazione con le armi chimiche. Negli ultimi giorni, la situazione in Siria è seriamente tesa. Secondo i Paesi occidentali, un presunto attacco chimico avvenne il 7 aprile a Duma, vicino alla capitale siriana. La Russia smentì le notizie su una bomba al cloro presumibilmente sganciata dalle forze governative siriane. I militari russi definirono false le foto di vittime del presunto attacco chimico pubblicate dagli “elmetti bianchi” sul social network. Mosca ritiene che lo scopo di questi “intossicazione” fosse proteggere i terroristi e giustificare qualsiasi azione esterna. Damasco definiva le accuse all’Esercito arabo siriano sulle armi chimiche non convincenti. I siriani hanno più volte sottolineato che il loro arsenale chimico fu rimosso nel 2014 dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW).

Abbiamo le prove del ruolo del Regno Unito nella provocazione fabbricata a Duma
Sputnik 13.04.2018

Un presunto attacco chimico sotto falsa bandiera a Duma il 7 aprile era il pretesto degli Stati Uniti per minacciare il Paese mediorientale di attacco missilistico; La Russia ha chiesto un’indagine mentre i medici locali dichiaravano che nessuno chiese cure mediche per avvelenamento. Il Ministero della Difesa russo teneva una conferenza stampa su ciò che la narrativa occidentale descrive come presunto attacco chimico nel Ghuta orientale della Siria. Alcuna prova fu presentata per supportare la pretesa. Una commissione chimica russa inviata a Duma riferiva che non sono state trovate tracce di avvelenamento chimico. Il 12 aprile, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti riconosceva che il Pentagono non aveva prove dell’uso di cloro o sarin a Duma. Parlando al briefing, il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov dichiarava che il ministero ha prove sufficienti sulla provocazione con l’uso di armi chimiche a Duma, il 7 aprile.“Provocazione pianificata”
Aggiungeva che Stati Uniti e Paesi occidentali continuano “accuse indiscriminate e infondate” contro il legittimo governo siriano sul presunto uso di armi chimiche contro civili nel Ghuta orientale. Tuttavia, una settimana dopo Stati Uniti e certi Paesi europei non hanno fornito alcuna prova. “Il Ministero della Difesa russo ha molte prove che il 7 aprile fu programmata una provocazione a Duma con l’intento d’ingannare la comunità mondiale: il vero scopo della provocazione oggi è chiaro a tutti, incitare gli Stati Uniti a lanciare attacchi missilistici contro la Siria“, osservava Konashenkov, secondo cui il Ministero della Difesa russo ha prove del coinvolgimento diretto del Regno Unito nell’organizzazione di tale provocazione. Il Ministero della Difesa russo ha rintracciato chi partecipò alle riprese dell’attacco chimico simulato a Duma, che informavano il ministero sui dettagli del video. Konashenkov affermava che i partecipanti al video sulle “conseguenze dell’attacco chimico” a Duma, avevano detto che il video è una messinscena. “Siamo riusciti a trovare i partecipi diretti alle riprese di tale video e li abbiamo intervistati, oggi presentiamo un’intervista in diretta di queste persone, residenti di Duma che ci hanno raccontato come si svolsero le riprese, in quali episodi presero parte e cosa fecero“, dichiarava Konashenkov. Le Forze Armate russe hanno constatato che questi erano proprio le persone del video. Secondo Konashenkov, due medici che lavoravano in un ospedale locale dissero che le persone non avevano segni di avvelenamento di agenti tossici. “Durante il primo soccorso, persone sconosciute arrivarono nell’ospedale, alcune con telecamere, iniziando a urlare, agitarsi e e a versare su tutti l’acqua dai tubi, urlando che erano avvelenati da agenti tossici. Gli altri nel panico iniziarono versarsi acqua a vicenda”, dichiarava il portavoce del ministero, secondo cui dopo le riprese, gli sconosciuti scomparvero velocemente.

Coinvolgimento del Regno Unito
In questo momento, il Ministero della Difesa russo ha altre prove che indicano la partecipazione diretta del Regno Unito nell’organizzazione di tale provocazione nel Ghuta orientale“, osservava Konashenkov, aggiungendo che tra il 3 aprile e il 6 aprile Londra fece pressioni sui rappresentanti del cosiddetto gruppo degli elmetti bianchi per l’attuazione della provocazione. Separatamente, disse che il Centro di riconciliazione russo insieme alle autorità siriane concludevano un’operazione umanitaria nel sobborgo di Damasco del Ghuta orientale. “170152 persone sono state evacuate dalla zona, tra cui 63117 militanti e famigliari“, dichiarava Konashenkov. Tutti gli insediamenti del Ghuta orientale sono attualmente sotto il controllo delle forze governative siriane. La polizia militare russa veniva dispiegata nell’area per monitorare la situazione e mantenere la legge. “Con la situazione in questo sobborgo di Damasco che mostra stabilizzazione, i civili tornano a casa. Oggi sono circa 63000. In altre parole, più della metà dei residenti già evacuati sono tornati a casa“, sottolineava Konashenkov. La situazione in Siria si è inasprita significativamente nell’ultima settimana per il presunto attacco chimico a Duma. I rapporti sul presunto attacco nel Ghuta orientale, emersero il 7 aprile. Unione europea e Stati Uniti si affrettarono ad accusare le forze del Presidente Bashar Assad, tuttavia Damasco respinse le accuse. Mosca chiese un’indagine approfondita sul presunto attacco prima di trarre conclusioni. Riferendosi ad un’analisi del suolo di Duma, fatta poco dopo il presunto attacco chimico, il Ministero della Difesa russo dichiarava che l’analisi indicava l’assenza di agenti nervini e sostanze velenose contenenti cloro nell’area. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva detto che la Russia, che sostiene Assad, dovrà “prepararsi” poiché i missili “belli” e “intelligenti” avrebbero colpito la Siria. Poco dopo, Trump twittava che l’attacco alla Siria “sarebbe stato non molto presto” e che “non aveva mai detto quando si sarebbe verificato”. Da parte sua, la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, dichiarava che il presidente degli Stati Uniti deve ancora decidere sull’uso della forza contro la Siria mentre considera le informazioni dell’intelligence.Traduzione di Alessandro Lattanzio