Mosca ha le prove che la False Flag a Duma era opera del Regno Unito

Sputnik 13.04.2018

Cos’è successo? Perchè il Regno Unito è esploso inventandosi la balla degli Skripal avvelenati: A Duma, quando i terroristi del Faylaq Rahman iniziarono le trattative per l’evacuazione verso Idlib, eliminarono decine di elementi contrari e di testimoni scomodi, tra cui 17 islamisti con passaporto inglese (agenti segreti di sua maestà Elisabetta); la rabbia di Londra fu moltiplicata scoprendo che almeno 1000 elementi del Faylaq Rahman passavano all’Esercito arabo siriano. Il sospetto è ciò sia stata un’enorme operazione di controintelligence dei siriani contro la rete terroristica-spionistica della NATO (Gladio-B) in Siria, distruggendone le operazioni false flag contro l’Alleanza Siria-Iraq-Libano-Iran, lasciando scoperti e ricattabili i capi della NATO e i loro mandanti petromonarchi del Golfo Persico. (NdT)Il Ministero della Difesa russo ha prove che il Regno Unito ha partecipato direttamente alla provocazione nel Ghuta orientale in Siria, secondo il portavoce Igor Konachenkov. Londra ha preso parte all’organizzazione della provocazione su un presunto attacco chimico nella città siriana di Duma, dichiarava il portavoce del Ministro della Difesa russo Igor Konachenkov. “Oggi il Ministero della Difesa russo ha altre prove che confermano che il Regno Unito ha partecipato direttamente all’organizzazione di tale provocazione nel Ghuta orientale“. Il portavoce della Difesa russa aggiungeva che Londra fece pressioni sui rappresentanti degli “elmetti bianchi” per effettuare una provocazione in Siria. “Sappiamo che dal 3 al 6 aprile i rappresentanti dei cosiddetti “elmetti bianchi” subirono una forte pressione da Londra per effettuare una provocazione già preparata“, affermava Igor Konachenkov, secondo cui agli “elmetti bianchi” fu detto che in particolare dal 3 al 6 aprile i radicali del gruppo Jaysh al-Islam avrebbero condotto una serie di potenti attacchi con l’artiglieria, il che avrebbe provocato una risposta delle truppe governative. Quindi gli “elmetti bianchi” dovevano sfruttare la situazione per organizzare la provocazione con le armi chimiche. Negli ultimi giorni, la situazione in Siria è seriamente tesa. Secondo i Paesi occidentali, un presunto attacco chimico avvenne il 7 aprile a Duma, vicino alla capitale siriana. La Russia smentì le notizie su una bomba al cloro presumibilmente sganciata dalle forze governative siriane. I militari russi definirono false le foto di vittime del presunto attacco chimico pubblicate dagli “elmetti bianchi” sul social network. Mosca ritiene che lo scopo di questi “intossicazione” fosse proteggere i terroristi e giustificare qualsiasi azione esterna. Damasco definiva le accuse all’Esercito arabo siriano sulle armi chimiche non convincenti. I siriani hanno più volte sottolineato che il loro arsenale chimico fu rimosso nel 2014 dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW).

Abbiamo le prove del ruolo del Regno Unito nella provocazione fabbricata a Duma
Sputnik 13.04.2018

Un presunto attacco chimico sotto falsa bandiera a Duma il 7 aprile era il pretesto degli Stati Uniti per minacciare il Paese mediorientale di attacco missilistico; La Russia ha chiesto un’indagine mentre i medici locali dichiaravano che nessuno chiese cure mediche per avvelenamento. Il Ministero della Difesa russo teneva una conferenza stampa su ciò che la narrativa occidentale descrive come presunto attacco chimico nel Ghuta orientale della Siria. Alcuna prova fu presentata per supportare la pretesa. Una commissione chimica russa inviata a Duma riferiva che non sono state trovate tracce di avvelenamento chimico. Il 12 aprile, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti riconosceva che il Pentagono non aveva prove dell’uso di cloro o sarin a Duma. Parlando al briefing, il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov dichiarava che il ministero ha prove sufficienti sulla provocazione con l’uso di armi chimiche a Duma, il 7 aprile.“Provocazione pianificata”
Aggiungeva che Stati Uniti e Paesi occidentali continuano “accuse indiscriminate e infondate” contro il legittimo governo siriano sul presunto uso di armi chimiche contro civili nel Ghuta orientale. Tuttavia, una settimana dopo Stati Uniti e certi Paesi europei non hanno fornito alcuna prova. “Il Ministero della Difesa russo ha molte prove che il 7 aprile fu programmata una provocazione a Duma con l’intento d’ingannare la comunità mondiale: il vero scopo della provocazione oggi è chiaro a tutti, incitare gli Stati Uniti a lanciare attacchi missilistici contro la Siria“, osservava Konashenkov, secondo cui il Ministero della Difesa russo ha prove del coinvolgimento diretto del Regno Unito nell’organizzazione di tale provocazione. Il Ministero della Difesa russo ha rintracciato chi partecipò alle riprese dell’attacco chimico simulato a Duma, che informavano il ministero sui dettagli del video. Konashenkov affermava che i partecipanti al video sulle “conseguenze dell’attacco chimico” a Duma, avevano detto che il video è una messinscena. “Siamo riusciti a trovare i partecipi diretti alle riprese di tale video e li abbiamo intervistati, oggi presentiamo un’intervista in diretta di queste persone, residenti di Duma che ci hanno raccontato come si svolsero le riprese, in quali episodi presero parte e cosa fecero“, dichiarava Konashenkov. Le Forze Armate russe hanno constatato che questi erano proprio le persone del video. Secondo Konashenkov, due medici che lavoravano in un ospedale locale dissero che le persone non avevano segni di avvelenamento di agenti tossici. “Durante il primo soccorso, persone sconosciute arrivarono nell’ospedale, alcune con telecamere, iniziando a urlare, agitarsi e e a versare su tutti l’acqua dai tubi, urlando che erano avvelenati da agenti tossici. Gli altri nel panico iniziarono versarsi acqua a vicenda”, dichiarava il portavoce del ministero, secondo cui dopo le riprese, gli sconosciuti scomparvero velocemente.

Coinvolgimento del Regno Unito
In questo momento, il Ministero della Difesa russo ha altre prove che indicano la partecipazione diretta del Regno Unito nell’organizzazione di tale provocazione nel Ghuta orientale“, osservava Konashenkov, aggiungendo che tra il 3 aprile e il 6 aprile Londra fece pressioni sui rappresentanti del cosiddetto gruppo degli elmetti bianchi per l’attuazione della provocazione. Separatamente, disse che il Centro di riconciliazione russo insieme alle autorità siriane concludevano un’operazione umanitaria nel sobborgo di Damasco del Ghuta orientale. “170152 persone sono state evacuate dalla zona, tra cui 63117 militanti e famigliari“, dichiarava Konashenkov. Tutti gli insediamenti del Ghuta orientale sono attualmente sotto il controllo delle forze governative siriane. La polizia militare russa veniva dispiegata nell’area per monitorare la situazione e mantenere la legge. “Con la situazione in questo sobborgo di Damasco che mostra stabilizzazione, i civili tornano a casa. Oggi sono circa 63000. In altre parole, più della metà dei residenti già evacuati sono tornati a casa“, sottolineava Konashenkov. La situazione in Siria si è inasprita significativamente nell’ultima settimana per il presunto attacco chimico a Duma. I rapporti sul presunto attacco nel Ghuta orientale, emersero il 7 aprile. Unione europea e Stati Uniti si affrettarono ad accusare le forze del Presidente Bashar Assad, tuttavia Damasco respinse le accuse. Mosca chiese un’indagine approfondita sul presunto attacco prima di trarre conclusioni. Riferendosi ad un’analisi del suolo di Duma, fatta poco dopo il presunto attacco chimico, il Ministero della Difesa russo dichiarava che l’analisi indicava l’assenza di agenti nervini e sostanze velenose contenenti cloro nell’area. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva detto che la Russia, che sostiene Assad, dovrà “prepararsi” poiché i missili “belli” e “intelligenti” avrebbero colpito la Siria. Poco dopo, Trump twittava che l’attacco alla Siria “sarebbe stato non molto presto” e che “non aveva mai detto quando si sarebbe verificato”. Da parte sua, la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, dichiarava che il presidente degli Stati Uniti deve ancora decidere sull’uso della forza contro la Siria mentre considera le informazioni dell’intelligence.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Siria: l’isteria occidentale sul proprio fallimento

Viktor Mikhin New Eastern Outlook 13.04.2018
La visita del Presidente Vladimir Putin ad Ankara si concluse con un vertice trilaterale col presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il Presidente iraniano Hassan Rouhani. La dichiarazione congiunta dei leader riaffermava la determinazione a cooperare nella sconfitta di Stato islamico (SIIL), Jabhat al-Nusra e altri gruppi estremisti. Fu evidenziata l’importanza fondamentale di separare i gruppi terroristici menzionati dalle formazioni dell’opposizione armata che avevano aderito al cessate il fuoco. I tre leader sottolineavano in particolare che alcuna azione di parte doveva minare i principi di integrità territoriale e indipendenza della Siria. Inoltre respinsero qualsiasi tentativo di creare nuove realtà col pretesto di combattere il terrorismo, esprimendo la determinazione a contrastare i piani separatisti volti a minare sovranità ed integrità territoriale della Siria, nonché la sicurezza nazionale dei Paesi vicini. In tal modo, i presidenti chiesero alla comunità internazionale di fornire sostegno alla Siria, inviando maggiori aiuti umanitari, assistenza nello sminamento, ricostruzione delle infrastrutture vitali socio-economiche e preservazione del patrimonio storico. Ma l’occidente non solo non prestava attenzione a queste nobili aspirazioni dei tre Paesi volti a risolvere il problema siriano, ma fa tutto il possibile per garantire che la guerra civile continui, anche utilizzando agenti provocatori e terroristi. I principi morali di umanità, decenza e diritto internazionale vengono abbandonati. L’occidente sprofonda nelle menzogne e nell’immoralità, seguendo fedelmente il testamento del famigerato Joseph Goebbels: “Più mostruosa è una bugia, più facilmente la folla l’accetta“. E così le mostruose accuse contro la Russia e il suo Presidente sull’uso di armi chimiche contro la popolazione civile sono riprese. La prima ministra inglese Theresa May guidava tale azione, dando così una lezione al pigro scolaro Donald Trump che, a suo parere, non era molto attivo nel “combattere per il mondo libero contro i barbari” ultimamente. Dopo la campagna di provocazioni dell’avvelenamento di Skripal, arrivando a dire che la casa in cui viveva andava abbattuta e, secondo funzionari inglesi, la questione di abbattere il quartiere e forse l’intera città di Salisbury, veniva considerata per acutizzare l’impatto di tale provocazione sul pubblico. C’era una città e ora non c’è più. Come dice il vecchio detto, la demenza peggiora. La stampa occidentale spiega l’isteria della leadership inglese in modo abbastanza accurato. Dopo che i terroristi del Faylaq al-Rahman giustiziarono 17 mercenari stranieri, soprattutto inglesi, che tentarono di ostacolare l’accordo degli “inconciliabili” con le famiglie in partenza per Idlib. Poco prima di lasciare Jubar per Idlib, Londra si rivolse alla Russia attraverso l’Oman sulla liberazione dei prigionieri. Ma dopo che l’esercito russo rispose che doveva essere organizzato dalla leadership siriana, gli inglesi divennero isterici. E una nuova provocazione si ebbe in pochissimo tempo, questa volta in Siria, col presunto gas lacrimogeno usato dall’esercito siriano nell’ultima roccaforte terroristica, la città di Duma. A dire il vero, c’era un’altra versione sulla stampa, secondo cui i terroristi fecero esplodere un bidone di cloro tra la folla di civili, in agonia per la totale sconfitta. Allo stesso tempo, i terroristi del Jaysh al-Islam iniziarono a lasciare Duma nel Ghuta orientale. L’accordo, raggiunto con la mediazione russa, dava un passaggio sicuro a terroristi e familiari, consentendogli di lasciare Duma in cambio della liberazione di centinaia di ostaggi del Jaysh al-Islam.
Esperti internazionali che sanno una o due cose di buon senso, si pongono la ragionevole domanda: perché Siria e Russia dovrebbero usare armi chimiche, se volontariamente permettono di lasciare andare i terroristi? Inoltre, le armi chimiche di Damasco hanno lascito il Paese, in modo debitamente registrato dalle competenti autorità internazionali. A parte questo, gli esperti di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa non hanno trovato alcun segno di uso di sostanze chimiche tossiche da parte delle forze armate governative a Duma, aveva detto la TASS citando i rappresentanti dell’organizzazione. Il dottore della Mezzaluna Rossa Adnan Tbang notava che in sei anni di lavoro in Siria non ci furono prove di uso di armi chimiche nella Repubblica araba siriana. “Ho lavorato nell’ospedale centrale di Duma per sette anni. Ci fu un caso a gennaio, portando sei pazienti con problemi respiratori. L’esame medico non riscontrò alcun problema, alcuna sostanza tossica. Li sottoponemmo ad ossigenoterapia e non trovammo prove che fossero stati avvelenati“, aveva detto Sayf Aldin Hobia, un altro medico. In una normale società democratica, come Stati Uniti e Regno Unito immaginano essere immotivatamente, sarebbe stata condotta un’indagine approfondita su tale nuovo “incidente chimico in Siria” creato dall’occidente, e solo successivamente, in conformità col diritto internazionale, impartire le sanzioni. Ma Donald Trump ha seguito Theresa May divenendo isterico e scrivendo su Twitter che: “Presidente Putin, Russia e Iran sono responsabili del sostegno all’animale Assad“. Non si può non prestare attenzione al fatto che, per la prima volta, Donald Trump attaccava il Presidente Vladimir Putin ancor prima delle indagini. Poveri, poveri USA, che si sono affidati e saranno guidati dal presidente Trump? C’è tale degrado umano non solo negli Stati Uniti, ma in tutto l’occidentale. Donald Trump, decidendo di seguire i crociati e formare una squadra di “falchi” (il nuovo consigliere per la sicurezza nazionale John R. Bolton, che ha rapporti con la scandalosa società Cambridge Analytica, il nuovo tendenzioso segretario di Stato Mike Pompeo, la nuova direttrice della CIA Gina Haspel, la prima donna nella storia ad avere tale incarico, il cui passato sadico è noto), ora prepara la guerra alla Siria. Una conversazione telefonica col presidente francese Emmanuel Macron bastava a Parigi per inviare 50 ufficiali a Manbij con breve preavviso dalla richiesta del presidente degli Stati Uniti. Il 2 aprile, la tv al-Arabiya, citando fonti locali, riferiva che gli Stati Uniti avevano già “truppe (300 uomini), con numerosi mezzi corazzati e mezzi pesanti“. Gli esperti notavano che gli Stati Uniti si affidavano agli alleati e non era un segreto che la presenza francese fosse forte in alcune parti della Siria, nel tentativo di ripristinare l’influenza che Parigi aveva nel Paese dopo la Prima guerra mondiale, quando la Siria era controllata dalla Francia. Il mondo civilizzato ha un’ottima idea di quanto bene i francesi affrontino i conflitti. Fu Parigi a suggerire di annientare la Jamahiriya libica e il brutale omicidio del suo leader Muammar Gheddafi. Questa è la vostra Francia democratica dai principi rivoluzionari!
E’ chiaro che Vasilij Nebenzija aveva ragione nel discorso al Consiglio di sicurezza dell’ONU, quando accusò i Paesi occidentali di sostenere i terroristi in Siria per rovesciare il governo siriano: “I terroristi e gli estremisti, sostenuti da sponsor esteri, vengono sconfitti in Siria. Permettetemi di ricordarvi che sono gli stessi terroristi ed estremisti che avete equipaggiato, finanziato e inviato nel Paese per cambiarne il governo legittimo. Ora è chiaro perché la sconfitta induca chi aveva investito capitale politico e materiale in tali forze oscure all’isteria“.Viktor Mikhin, un membro corrispondente dell’Accademia Russa delle Scienze Naturali, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Trump gioca col fuoco

Ziad Fadil, Syrian Perspective 11.04.2018Ecco l’osservazione di TruthMonger nell’articolo sull’attacco chimico fasullo. Nota come conferma ciò che Ziad ha detto sui prigionieri stranieri: “L‘Esercito arabo siriano con l’aiuto dei russi, catturava un carico di armi chimiche destinate al Ghuta orientale. Erano armi inglesi prodotte a Porton Down, Salisbury. I russi sospettano che l’incidente degli Skripal vi sia collegato e che lavorasse a Porton Down come trafficante di armi chimiche in collaborazione con un’azienda ucraina. La Russia negava di aver attaccato Skripal, ma ammetteva di sorvegliarne le attività in sostegno al terrorismo in Siria e al traffico di armi. La Russia conferma anche che vi sono ufficiali inglesi, statunitensi, israeliani e sauditi catturati dall’Esercito arabo siriano in un centro comando pesantemente fortificato, durante l’invasione dell’Esercito arabo siriano e dei suoi alleati del Ghuta orientale. I militari statunitensi, inglesi e israeliani catturati confermavano di avere avuto l’ordine di organizzare attacchi chimici nel Ghuta orientale dai loro governi. Le nostre fonti in Russia, al livello più alto, affermano che l’attacco sarebbe arrivato, secondo le informazioni ricevute dai prigionieri statunitensi e israeliani, dopo un tentativo di evacuazione fallito. Gli annunci su vittime statunitensi in questo sforzo furono diffusi negli ultimi giorni, come in altre aree si copre la complicità degli Stati Uniti col terrorismo. Ciò disonora le famiglie dei morti, non solo abusando dei militari per sostenere il terrorismo, ma mentendo alle famiglie sulla loro morte in combattimento. Tale vergogna ricade direttamente sul codardo Trump! Il Corpo dei Marines ha identificato quattro marines uccisi nello schianto di un elicottero CH-53E Super Stallion vicino El Centro, in California. I Marines erano assegnati al Marine Heavy Helicopter Squadron (HMH) 465, Marine Aircraft Group 16, 3rd Marine Aircraft Wing della Marine Corps Air Station di Miramar. “La perdita dei nostri marines pesa sui nostri cuori”, dichiarava il generale Mark Wise, comandante del 3° MAW. “La nostra priorità è sostenere le nostre famiglie e l’HMH-465 in questo periodo critico”. I quattro marines uccisi nell’incidente erano il capitano Samuel A. Schultz, il tenente Samuel D. Phillips, il sergente Derik R. Holley e il caporale Taylor J. Conrad. Altre vittime statunitensi sono indicate nell’F-16 delle Forze aeree statunitensi presumibilmente schiantatosi sulla base aerea di Nellis in Nevada e altri 6 che gli Stati Uniti sostengono essere stati uccisi da “forze curde” nel nord della Siria. Tutti sono morti nella fallita operazione combinata USA/Israele per rimuovere non solo il personale di comando e comunicazioni, ma anche le squadre per le operazioni sulle armi chimiche. La scorsa settimana, VT Damasco riceveva le prove che statunitensi, forze speciali dell’esercito statunitense ed ufficiali addetti alle armi chimiche israeliani erano stati catturati nel Ghuta orientale. Ci è stato detto che non solo una struttura di comando è stata catturata con armi moderne, ma una riserva di centinaia proiettili di mortaio a gas da 81mm, fabbricati in Gran Bretagna, fu sequestrata”. TruthMongerVa letto l’articolo su ciò che è accaduto nel Ghuta orientale: armi chimiche al cloro tedesche, Granate del Regno Unito col VX (materiale estremamente letale) trovate a centinaia, esperti da guerra chimica inglesi catturati dalle forze siriane. Missione fallita delle forze speciali statunitensi ed israeliane per esfiltrare gli esperti, con conseguenti morti e cattura dell’intera missione. Skripal ha spinto la Russia a rifiutare il rilascio delle forze catturate. La Russia aveva detto al Regno Unito, attraverso l’Oman, che deve parlare direttamente con la Siria. L’occidente ora deve crescere prima che la verità esca su ciò che è realmente successo in Siria.

Damasco:
Bene, gente, 3627 cannibali con armi leggere lasciavano Duma con le famiglie nelle ultime 24 ore, secondo il Comitato per la riconciliazione russa presso la base aerea di Humaymim a Lataqia. Purtroppo, molti degli ostaggi sequestrati dai terroristi sembrano siano stati assassinati dagli aguzzini di al-Lush. Il Presidente ha incontrato molti loro familiari esprimendo condoglianze. Sembrano esserci pochi sopravvissuti al dominio omicida del terrorismo inflitto a questi sfortunati. L’attacco alla base aerea Tiyas (T4) è stato un enorme flop. I coloni sionisti avevano sparato 12 missili dallo spazio aereo libanese e solo 3 raggiunsero gli obiettivi, il resto fu intercettato e distrutto dalle difese aeree siriane. Tuttavia, come annunciato oggi dall’Iran, 5 cittadini iraniani furono uccisi nella base aerea. Dal punto di vista puramente militare, l’operazione, a prescindere dai motivi, è stato un clamoroso fallimento. Interesserà i nostri lettori la rappresaglia dell’Iran.

Hasaqa:
In ciò che doveva essere un’operazione esilarante, elicotteri statunitensi furono avvistati raccogliere i resti dello SIIL a Tal Shayir, 23 chilometri a sud di al-Shadadi. La cosa divertente era il modo con cui i soldati a bordo degli elicotteri cercavano d’inscenare una battaglia fasulla con lo SIIL per nascondere il recupero dei terroristi da disporre altrove con altro nome. Un civile fu ucciso nella finta battaglia.

Washington DC:
Il comportamento di Trump è un’altra commedia mentre si scaglia e infuria contro tutti i nemici, veri e immaginari. Nel tentativo di distogliere l’attenzione da un’indagine che ora si concentra sul suo avvocato, abbaia in un angolo. Trump, come Cassandra, è destinato a perire con le sue predizioni. Credo che ordinerà un folle attacco ai militari siriani fallendo miseramente quanto lo stupido attacco alla base aerea di Shayrat l’anno scorso, quando sua figlia, tra tutti, chiese che ordinasse l’attacco per punire il Governo siriano per l’uso del gas Sarin a Qan Shayqun. Naturalmente, fu un’altra atrocità inscenata da elmetti bianchi e terroristi. Questa volta, non baderà alla figlia imbecille che implora papà di sparare all’Esercito arabo siriano. La sua situazione basta per questo. I generali di Trump non vogliono ammetterlo ma non sono all’altezza del compito. Proprio come l’attacco a Shayrat, dove gli Stati Uniti spararono 59 missili Tomahawk con scarsi risultati nelle vicinanze del bersaglio, questo attacco non sorprende, né è astuto. I governi siriano, russo e iraniano se l’aspettano e vi si preparano. Ho sentito che le unità militari siriane sono “alla massima allerta”. Lo stesso vale per Russia ed Hezbollah. Vi sono rapporti di navi da guerra statunitensi dirette verso le coste siriane. Se è così, Trump subirà il peggior disastro politico-militare da quando è in carica, specialmente se le sue navi, che sparano Tomahawk, venissero colpite dai superbi missili antinave Jakhont della Siria. Se soldati e marinai statunitensi galleggiassero sul Mediterraneo, Trump perderebbe anche i più accesi sostenitori. Uno scenario da Seconda Guerra Mondiale, con gli Stati Uniti che inciampano come un marinaio ubriaco alla ricerca dello scontro che non può vincere. Credo che Trump ordinerà che i missili vengano sparati sulla Siria, ma in posti dove non c’è personale russo. È lo stesso piano di prima. Non ha altre opzioni. A Trump va detto che il governo russo avvertiva che avrebbe colpito le “fonti” dei missili, il che significa che la Terza guerra mondiale è proprio dietro l’angolo. Non credo che Trump, Bolton o Mattis vogliano la guerra nucleare per la Siria che, a proposito, Bolton, nuovo capo supremo della sicurezza nazionale, è considerato uno spettacolo da carnevale. Bolton è più interessato ad aggredire Iran e SIIL. In ogni caso, gli Stati Uniti sono guidati da un asino che ha osato chiamare il Presidente Assad “animale” quando ha un passato da squilibrato e squallidone da far sembrare il diavolo strabico. Se la Francia è in prima linea nell’attacco, non ci sarà di che preoccuparsi, dato che i francesi non hanno combinato granché militarmente da quando la Russia li sconfisse col loro imperatore corso. Rilassiamoci, sediamoci e osserviamo il degrado degli Stati Uniti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Timori per gli Skripal

John Platinum 9 aprile 2018

Viene ampiamente riportato che agli Skripal avrebbero avuto offerte nuove identità da CIA ed MI5. Aspettate un minuto! Chi ne beneficia? Non certo gli Skripal. Per molti, CIA e MI6 sono dietro l’avvelenamento false flag sempre più bizzarro di giorno in giorno. A parte una breve telefonata di Julija Skripal alla cugina Viktorija, noi (pubblico mondiale) non abbiamo né sentito né visto nessuno dei due. In quella telefonata, nell’estratto seguente, affermava che suo padre stava bene e riposava.
Viktoria: è il tuo telefono?
Julija: È un telefono temporaneo. Va tutto bene, ma vedremo come va; decideremo dopo. Sai tu stessa quale sia la situazione qui. Va tutto bene, tutto può essere risolto, tutti si riprendono e sono vivi.
Viktorija: ho capito! Va tutto bene con tuo padre?
Julija: Va tutto bene. Sta riposando ora, dorme. La salute di tutti va bene, non ci sono problemi irreparabili. Sarò dimessa presto. Va tutto bene“.
Ciò è strano perché lo stesso giorno della telefonata, Kay Burley intervistando Craig Murray (10 min 25 sec) diceva che sarebbe uno dei numerosi ceppi del Novichok che “avrebbe ucciso questa ex-spia del KGB, in coma al momento…“, contrastando con ciò che Julija aveva detto alla cugina sulla salute del padre Sergej Skripal. Ancora più strano è che il giorno dopo Sergej ebbe un notevole recupero dall’esperienza di pre-morte. Si diceva che si stesse “riprendendo rapidamente”. Non abbiamo ascoltato la loro storia e sospetto che se i servizi segreti s’imporranno, probabilmente non lo sapremo mai. Vogliono trasferirli negli Stati Uniti e dargli nuove identità, secondo molte fonti. “Le loro vite” probabilmente non saranno mai più le stesse “perché richiederanno cure mediche continue e le autorità inglesi sostengono che saranno più al sicuro in uno dei Paesi dei Cinque Occhi: Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda”.
Si dice che siano più sicuri negli Stati Uniti, il che solleva la domanda se gli Stati Uniti abbiano abolito le loro leggi sulle armi. Il pericolo, tuttavia, deriva dal fatto che MI6 e CIA avrebbero potuto programmare tale costosa pantomima sin dall’inizio. Se l’hanno fatto, gli Skripal non racconteranno mai la loro storia. Potrebbero non essere mai più sentiti. Qualsiasi persona che ragioni deve chiedersi perché non ci è permesso sentire Julija e Sergej. Deve anche chiedersi perché alla cugina di Julija non viene concesso un visto per visitarla in ospedale. Deve anche chiedersi perché a un vicino non fu permesso di visitarli, né a stampa o altri media. Alla Russia non è stato concesso l’accesso consolare, un precedente insolito e pericoloso per il resto del mondo, e ciò è inquietante. Non c’è mai stato in vita mia un caso come questo e l’unica risposta può essere che i nostri governi occidentali devono nascondere qualcosa.
L’immagine è tratta dalla pagina VK di Julija Skripal a cui lei, o qualcun altro, ha avuto accesso tre giorni dopo il presunto attacco, quando si diceva che fosse vicina alla morte.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Caso Skripal, la Russia contrattacca

Il Regno Unito nega l’accesso a Julija Skripal e lotta per rispondere alla controffensiva diplomatica della Russia, impedendo ai russi di parlare a Julija Skripal
Alexander Mercouris, The Duran, 7 aprile 2018Se nelle prime tre settimane della crisi Skripal furono gli inglesi ad aver guidato, nelle ultime due l’iniziativa si è passata ai russi. Come spesso accade, i russi, colti di sorpresa da una crisi che sembrava uscire dal nulla, inizialmente reagirono in modo reattivo. Tuttavia, col passare delle settimane, gradualmente ritrovavano le basi da cui iniziano a prendere l’iniziativa. Al contrario, sono gli inglesi, che a quanto pare credevano che con le espulsioni diplomatiche la crisi si sarebbe placata, che ora appaiono sempre più sorpresi perché, contrariamente alle aspettative, i russi si rifiutano di lasciare andare la faccenda. Il risultato fu l’aspra recriminazione nei media inglesi, soprattutto incolpando Boris Johnson, sull’inondazione di fuga non sempre consistenti o convincenti ai media che cercavano di rafforzare la posizione inglese, e sempre più acute denunce di presunti ‘utili idioti’ che esprimevano dubbi. Col senno del poi, i russi fecero un passo nei primi giorni della crisi, che gli da dato bei dividendi. Fu la loro insistenza, dal Consiglio di sicurezza dell’ONU del 14 marzo 2018, a che il Regno Unito seguisse le procedure della Convenzione sulle armi chimiche e ottenesse conferma dagli esperti dell’OPCW sulla natura del veleno usato nell’attentato. I russi seguirono convocando una riunione del comitato esecutivo dell’OPCW il 4 aprile 2018, in cui presentarono una risoluzione sponsorizzato assieme a Cina e Iran per un’indagine internazionale sull’incidente, con le forze dell’ordine inglesi e russe coinvolte nell’indagine sull’incidente. Non fu affatto una proposta assurda o stravagante. Al contrario, dato che Julija Skripal è una cittadina russa, è proprio quello che avrebbe dovuto succedere. Tuttavia, come i russi ovviamente sanno, l’OPCW non ha giurisdizione per imporre un’indagine internazionale su un crimine avvenuto in uno Stato sovrano. È una questione che rientra esclusivamente nella giurisdizione dello Stato, e l’OPCW, che non è un organo investigativo, non vi ha autorità. L’unica istituzione internazionale che l’ha il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Non c’era quindi alcuna possibilità che la proposta russo-cinese-iraniana fosse adottata, o che venisse attuata se lo fosse stata, e russi, cinesi ed iraniani dovevano saperlo quando lo proposero. Tuttavia l’insistenza russa a che l’OPCW verificasse l’affermazione inglese che il veleno usato nell’attentato agli Skripal era il Novichok, insieme alla richiesta dei russi di un’indagine internazionale e alle domande con cui, prima della sessione del consiglio esecutivo dell’OPCW i russi bombardarono OPCW, inglesi e francesi, i cui esperti furono consultati dagli inglesi per verificare l’identità del veleno, preparò la scena per l’ammissione di Gary Aitkenhead, amministratore delegato di Porton Down, che contrariamente alle affermazioni del Foreign Office, Porton Down non poteva confermare che la sostanza chimica che avvelenò Sergej e Julija Skripal sia stata prodotta in Russia. Da allora, i diplomatici inglesi, non solo Boris Johnson, mentirono per settimane, mettendosi sulla difensiva. Così accade, alla sessione del consiglio esecutivo dell’OPCW, come al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che la Russia convocò poco dopo, che venne dimostrato un altro fatto importante. La crisi degli Skripal era uno scontro est-ovest, occidente contro le potenze eurasiatiche guidate da Russia e Cina, e non un confronto tra una “comunità mondiale unita” e una “Russia isolata”, come i commentatori occidentali pretesero. Sembra che i sedici Stati che alla sessione del consiglio esecutivo dell’OPCW votarono contro la proposta russo-cinese-iraniana su un’indagine internazionale sull’incidente fossero membri dell’alleanza occidentale, mentre i sei Paesi che votarono la proposta erano eurasiatici. È importante notare che i diciassette Stati che scelsero di astenersi fossero non allineati. Lo schema si ripetè alla successiva riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il 5 aprile 2018. Non solo gli ambasciatori occidentali erano gli unici che accusavano la Russia durante la riunione, ma gli ambasciatori non occidentali e non allineati che scelsero di parlare non solo non accusarono la Russia, ma propendevano per la tesi russa: i misteri del caso Skripal vanno risolti internazionalmente con la cooperazione tra Regno Unito e Russia. I commenti dell’ambasciatore della Guinea Equatoriale, non alleato alla Russia, riassunto dall’Ufficio stampa delle Nazioni Unite, è un buon esempio, “ANATOLIO NDONG MBA (Guinea equatoriale) ha espresso la speranza che le indagini attuali possano fare chiarezza sui fatti e siano equi e proporzionati alle norme e procedure internazionali pertinenti. Ribadiva il desiderio che, da membri permanenti del Consiglio, Federazione Russa e Regno Unito siano esempio per la comunità internazionale sulla risoluzione pacifica delle controversie. In un momento cruciale in cui le istituzioni internazionali sono attaccate, era importante che i due membri usassero maturità ed esperienza politica internazionale per gestire la situazione con prudenza, avea detto, sperando che la crisi diplomatica venisse presto disinnescata”.
Se l’ammissione di Gary Aitkenhead che Porton Down non può confermare che l’agente chimico utilizzato nell’attentato agli Skripal sia stato prodotto in Russia è stato un disastro delle pubbliche relazioni per gli inglesi, il ricovero delle autorità inglesi di Sergej e Julija Skripal sembra sempre più un imminente pubblico disastro di relazioni pubbliche. Le autorità inglesi mantennero la massima sicurezza possibile sugli Skripal. Non furono diffuse foto e né furono fornite informazioni sul tipo di cura ricevute. Per quanto è noto, non sono mai stati visitati. L’accesso è strettamente controllato. La sentenza dell’Alta Corte che consente di prelevare campioni di sangue da Sergej e Julija Skripal in modo che possano essere trasmessi all’OPCW rivelava che le autorità inglesi gli avevano già prelevato campioni di sangue, trasmessi a Porton Down.
2)…Il 14 e 16 marzo 2018, il governo del Regno Unito invitava ufficialmente il Direttore generale dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) ad inviare un gruppo di esperti nel Regno Unito per la valutazione tecnica delle sostanze chimiche non programmate conformemente all’articolo VIII 38, lettera e)”. Ciò in effetti serviva a verificare in modo indipendente l’analisi effettuata da Porton Down. Al fine di condurre le indagini l’OPCW desiderava
i) Raccogliere campioni di sangue dagli Skripal
a) Intraprendere la propria analisi sulle prove degli agenti nervini,
b) condurre analisi del DNA per confermare che i campioni inizialmente testati da Porton Down provenissero dagli Skripal
ii) Analizzare le cartelle cliniche degli Skripal che ne definiscono le cure dal 4 marzo 2018,
iii) Testare nuovamente i campioni già analizzati da Porton Down.
3) Poiché gli Skripal erano incoscienti e non potevano acconsentire a prelevare ulteriori campioni di sangue per tali scopi o la divulgazione delle proprie cartelle cliniche, il NHS Foundation Trust di Salisbury giustamente confermava al governo inglese che un ordine del tribunale doveva autorizzare a) e b)”.
Non vi è alcun accenno alla possibilità di un precedente permesso dall’Alta Corte, quando campioni di sangue furono prelevati da Sergej e Julija Skripal e trasferiti a Porton Down. È così, anche se Justice Williams chiarisce nel suo giudizio che tale permesso avrebbe dovuto essere ottenuto,
3) Poiché gli Skripal sono incoscienti e non possono acconsentire a prelevare ulteriori campioni di sangue per tali scopi o alla divulgazione delle proprie cartelle cliniche, il NHS Foundation Trust di Salisbury giustamente confermava al governo inglese che un ordine del tribunale doveva autorizzare a) e b).
4) Pertanto, il Segretario di Stato si rivolse a questo tribunale per il bene degli Skripal, ai sensi delle disposizioni del Mental Capacity Act del 2005, cercando di stabilire che è lecito per il NHS Trust prelevare un campione di sangue per i test dell’OPCW e la divulgazione delle cartelle cliniche pertinenti all’OPCW e ai campioni di sangue prelevati dagli Skripal da sottoporre ai test dall’OPCW”. Il permesso fu concesso dall’Alta Corte prima che i campioni di sangue inviati a Porton Down fossero prelevati da Sergej e Julija Skripal? In caso contrario, presumibilmente l’assunzione dei campioni di sangue fu illegale, nel qual caso potrebbe trattarsi di aggressione, un reato. Se fu ottenuto il permesso, perché il giudizio dell’Alta Corte che concede tale autorizzazione non fu reso pubblico? Cosa lo rese diverso dalla sentenza di Justice Williams, resa pubblica? O forse non era necessario alcun permesso perché al momento in cui furono prelevati i campioni di sangue, gli Skripal erano coscienti e potevano quindi dare il consenso? O forse fu deciso al momento che il prelievo dei campioni di sangue non richiedesse il permesso dell’Alta Corte, perché era parte necessaria alle cure mediche date a Sergej e Julija Skripal? Se è così, perché non viene detto nulla su ciò dalla sentenza del giudice Williams?
Parlando da lettore di molte sentenze di tribunale, sospetto fortemente che alcun permesso fu ottenuto dall’Alta Corte quando furono prelevati i primi campioni di sangue inviati a Porton Down. Se è così, mi aspetterei che il giudice Williams nel suo giudizio molto accurato, lo menzioni. In un modo o nell’altro sarei interessato ad avere una spiegazione a riguardo. La pubblicazione della sentenza della Corte Suprema fu seguita poco dopo dall’annuncio improvviso e inaspettato che Julija Skripal si riprendeva e aveva ripreso conoscenza. Che i due eventi, pubblicazione della sentenza e annuncio della guarigione di Julija Skripal, potrebbero essere collegati, come avevo suggerito, “Ora che le autorità consolari russe sanno che i procedimenti giudiziari relativi a Julija Skripal sono stati avviati, in teoria potranno incaricare gli avvocati di chiederne la partecipazione in modo che possano rappresentare Julija Skripal. Non ho idea se ci pensino, ma francamente mi chiedo se l’improvviso annuncio della ripresa di Julija Skripal, notizia gradita, possa anche in parte essere volta ad impedire tale passo da parte delle autorità consolari russe per il motivo che Julija Skripal ora poteva decidere da sé”. Prevedibilmente, l’annuncio della ripresa di Julija Skripal portava a nuove richieste russe di accedere presso di lei. Gli inglesi tuttavia omisero di concederlo senza dire chiaramente perché. Nel frattempo foto di Julia Skripal non sono ancora apparse. Non ci sono ancora informazioni sulle cure che riceve. Sembra che non abbia ancora avuto visitatori. Non vi è alcuna notizia di alcun studio legale che la rappresenti, anche se è necessario che le sia data una rappresentanza legale e che sia obbio che gli venga permesso di consultare gli avvocati. La cugina Viktorija Skripal ha avuto solo una conversazione telefonica, per quel che sappiamo, che registrò. Come già detto, l’impressione data dalla trascrizione della conversazione è che Julija Skripal si senta costretta su ciò che può o è disposta a dire. Tuttavia già sapeva che la richiesta di Viktorija Skripal di un visto per giungere nel Regno Unito per vederla verrà rifiutata (alcuni media inglesi chiaramente hanno cancellato queste parole quando pubblicarono la trascrizione). La richiesta di Viktorija Skripal di un visto per il Regno Unito fu rifiutata, venendo ciò confermato dalla BBC, “Nel frattempo, il Regno Unito ha rifiutato di concedere un visto alla cugina di Julija, Viktorija Skripal, secondo la BBC. Il ministero degli Interni dichiarava che la domanda non è conforme alle norme sull’immigrazione. Una fonte governativa aveva detto alla BBC che sembra che la Russia “cerchi di usare Viktorija come pedina”… in seguito Viktorija disse alla BBC che non aveva abbastanza soldi per soddisfare i requisiti per il visto”. The Guardian dava ulteriori dettagli su ciò che “la fonte del governo”aveva detto di Viktorija Skripal, “Sembra che lo Stato russo cerchi di usare Victorija come pedina”, aveva detto una fonte del governo alla BBC, aggiungendo: “Se viene influenzata o costretta dal Cremlino, diventa un’altra vittima”.
Sembra che pretendere che Viktorija Skripal abbia fondi insufficienti sul suo conto bancario per ottenere un visto sia solo un pretesto. Proprio come le aveva detto la cugina Julija Skripal, le autorità inglesi non hanno intenzione di concederle un visto, non perché non abbia abbastanza soldi, ma perché la considerano “una pedina del governo russo” (qualunque cosa ciò significhi). Perché questo dovrebbe impedirle di vedere sua cugina, gravemente malata, resta inspiegato. Per inciso, mi chiedo se il fatto che le autorità inglesi considerino Viktorija Skripal “una pedina del governo russo” spiega perché le viene negato qualsiasi ruolo nei procedimenti legali che riguardano la cugina, al punto che le autorità inglesi nemmeno informarono Justice Williams della sua esistenza? Tutto sommato sembra che le autorità inglesi siano decise a impedire a chiunque, dalla Russia a persino i famigliari di Julija Skripal, di avere contatti con lei. Ciò presumibilmente spiega la strana affermazione pubblicata a nome di Julija Skripal dalle autorità inglesi in ciò che sembra una reazione affrettata alla pubblicazione della conversazione tra Julija e Viktorija Skripal. Come già detto, questa affermazione, scritta in perfetto inglese idiomatico, sembra volta a giustificarne l’isolamento dalle autorità russe e dai famigliari o avvocati che agiscano in suo nome. Un effetto della pubblicazione della trascrizione della conversazione di Julija Skripal con Viktorija Skripal fu costringere le autorità inglesi a confermare ciò che Julija Skripal aveva detto a Viktorija Skripal nella loro conversazione, che Sergej Skripal non solo è vivo ma si riprende, sia vero. Subito dopo la pubblicazione della trascrizione scrissi che il contenuto sembrava suggerirlo, e ora le stesse autorità inglesi sono state costrette ad ammettere che è vero. In altre parole, proprio come la pubblicazione della sentenza del giudice Williams sembra aver costretto le autorità inglesi ad ammettere che Julija Skripal si riprende ed è cosciente, così la pubblicazione della trascrizione della conversazione telefonica di Viktorija Skripal con Julija Skripal sembra aver spinto le autorità inglesi ad ammettere che Sergej Skripal è vivo e sta pure bene. Francamente il tempismo di questi annunci e la straordinaria segretezza su ogni aspetto delle cure e delle condizioni di Sergej e Julija Skripal da quando furono trovati sulla panchina, non fa che rinforzare l’impressione che le autorità inglesi li stiano controllando, e che siano tenuti in una condizione che appare sospettosamente una detenzione. Forse tutto ciò viene fatto in buona fede e per proteggerli. Comunque John Helmer dice, “Le prove che ora si accumulano indicano che l’ospedale trattiene ed isola gli Skripal contro la loro volontà, impedendo i contatto con la famiglia”. È convincente.
Col crollo delle prove sul Novichok, Sergej e Julija Skripal sono ora dei testimoni chiave. Forse non hanno nulla di valore da dire. Colpisce il fatto che una settimana dopo che Julija Skripal abbia ripreso conoscenza, la polizia inglese non abbia ancora identificato un sospetto, il che suggerisce che la consapevolezza delle motivazioni dell’attentato sia limitata. Tuttavia nel frattempo i russi affermano ciò che molti vedranno senza dubbio come ovvio:
Russian Embassy, UK@RussianEmbassy
Diverse scuse dal Regno Unito per aver rifiutato il visto a Viktorija Skripal per visitare i familiari a Salisbury non reggono. Cosa nasconde il Regno Unito? 
21:17 – 6 apr 2018
Che i russi possano avere ragione è fortemente suggerito dalle seguenti parole interessanti che appaiono nell’interessante articolo del direttore diplomatico del Guardian Patrick Wintour, apparso il 30 marzo 2018, poco dopo la notizia sulla guarigione di Julija Skripal, “La Russia ha anche risposto all’apparente recupero di Julija Skripal, avvelenata insieme al padre. Potrebbe aiutare sull’avvelenamento, o persino rivelare se conosce qualche motivo da qualche altro attore non statale. I servizi segreti inglesi la interrogheranno non appena la salute lo consentirà. Sarà chiaramente d’enorme imbarazzo per il governo del Regno Unito se emergesse che ritiene lo Stato russo estraneo”. Forse non era solo retorica dell’ambasciatore russo all’ONU Vasilij Nebenzia quando avvertì gli inglesi alla riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU del 5 aprile 2018… che stavano giocando col fuoco e ne saranno dispiaciuti. I politici del Regno Unito non hanno idea di come le loro affermazioni fasulle potranno ritorcerglisi contro”. Lui e il governo russo sanno più di quanto lasciano intendere? Forse ci sono altre sorprese in tale strana faccenda.Traduzione di Alessandro Lattanzio