Sergio Moro, giudice al servizio degli USA

Martín Piqué, Tiempo 5 aprile 2018 – Kontra InfoLa storia di un uomo duro, disposto ad attuare tutte le politiche del dipartimento di Stato e dei suoi servizi d’intelligence. Attenti alle imitazioni in Argentina! Moro conosce i colpi di scena della cooperazione cogli Stati Uniti. All’inizio dell’anno scorso fece sapere che quest’anno poteva prendersi l’anno sabbatico per studiare nel Paese nordamericano. “Moro è uno sceriffo provinciale che adempie al ruolo che i poteri forti in Brasile gli hanno dato per far uscire Lula dal gioco. Dietro di lui, è evidente, c’è il dipartimento di Stato degli USA”, ha detto a Tiempo il giornalista argentino Diego Vidal, residente nello Stato di Sergipe. Il 7 settembre, giornata nazionale del Brasile che commemora qualcosa di simile all’indipendenza, un principe reggente che ruppe i legami con le corti del Portogallo senza spargere sangue, i cartelloni dei cinema dei Paesi limitrofi espongono la première che promette polemiche. Riguarda il film “Polizia federale. La legge è la stessa per tutti”, un film che racconta l’azione della forza di sicurezza nella lotta alla corruzione. Uno dei protagonisti, non centrale ma con impatto sulla trama, è il giudice federale Sergio Fernando Moro. Magistrato di provincia nato a Maringá, seconda città dello Stato di Paraná (vicino Santa Catarina e Rio Grande do Sul, che costituisce il prospero sud del Paese), balza agli onori della cronaca e il suo nome trascende i confini del Brasile dopo aver condannato l’ex-Presidente Luiz Inacio Lula Da Silva a 9 anni e mezzo di prigione, e perciò ordinandone l’arresto. Laureato in giurisprudenza nella città natale, Moro si è specializzato nella lotta alla corruzione “transnazionale” dopo aver studiato un programma incentrato sulla questione presso l’Università di Harvard. Da quel momento, e come altri capi politici e personalità del potere giudiziario del Sud America, il giudice federale di Curitiba non ha mai smesso di viaggiare negli Stati Uniti. Infatti, dice spesso di ammirare gli ex-presidenti degli Stati Uniti Theodore Roosevelt (promotore della dottrina del bastone, “Big Stick”, per consolidare il primato nordamericano nell’emisfero) e Abraham Lincoln, entrambi repubblicani, come Donald Trump. “Moro è stato addestrato dal dipartimento di Stato. Viaggia permanentemente negli Stati Uniti. Moro sa come ottenere l’approvazione di Washington“, dichiarava il diplomatico brasiliano Samuel Pinheiro Guimarães in un’intervista rilasciata lo scorso febbraio.

Moro, l’ambasciata e la nuova offensiva geopolitica degli Stati Uniti
Con un padre legato al Partito della socialdemocrazia del Brasile (PSDB, forza di centro-destra, nonostante il nome), Moro viene accusato dai leader del PT di doppiopesismo quando indaga la leadership politica. Lo rimproverano che nelle sue esibizioni da giudice di “mani pulite”, nella tradizione italiana degli anni ’90, non ha mai puntato alla leadership del PSDB, cui appartengono nientemeno che Aécio Neves e Fernando Henrique Cardoso. Moro è noto quale artefice dell’indagine “Lava Jato“, su diversione di fondi, finanziamento di partito, direzione di opere pubbliche e arricchimento personale di alcuni capi politici, montata sulle risorse della maggiore azienda dell’America Latina, la compagnia petrolifera brasiliana Petrobras. Una delle chiavi di tutte le persecuzioni giudiziarie di tali manovre è l’uso della figura dell'”asserzione premiata”, che prevede riduzioni di pene per i “pentiti” che forniscono dati sulla corruzione. Questa figura viene anche utilizzata per indagare sulle tangenti da parte della società di costruzioni brasiliana Odebrecht, in notevole espansione in America Latina nell’ultimo decennio. Odebrecht è cresciuta a tal punto, nel primo decennio del XXI secolo, che fu incaricata della ristrutturazione del famoso porto cubano di Mariel. Con l’espansione del Canale di Panama, Mariel punta a diventare il principale punto di rifornimento e trasbordo per le grandi navi che attraversano i Caraibi. Che siano Odebrecht o Petrobras a finire sotto il microscopio della giustizia, riflette, per alcuni analisti, ciò che gli Stati Uniti hanno deciso come priorità in politica estera; fare tutto il possibile per porre un limite alla crescente influenza del Brasile in America Latina. Non a caso, in questo senso, uno dei peggiori cortocircuiti tra l’amministrazione di Dilma Rousseff e del PT e il governo di Washington si ebbe nel 2013, dopo la diffusione dei documenti segreti svelati da Edward Snowden, l’ex-contraente della CIA e consulente della NSA, le agenzie d’intelligence più conosciute degli Stati Uniti. Snowden dimostrò che l’NSA intercettava in modo permanente la rete di computer privati della Petrobras. Così poté raccogliere dati da milioni di mail e telefonate legate all’attività della compagnia petrolifera. In Brasile non si può escludere che buona parte di tale documentazione, ottenuta illegalmente, abbia contribuito in modo decisivo all’indagine “Lava Jato“. Tutto ciò coincise con l’arrivo a Brasilia dell’ex-ambasciatrice statunitense in Brasile Liliana Ayalde, figlia di un medico colombiano che vive negli Stati Uniti e sostituita a gennaio da un altro diplomatico di carriera, Michael McKinley (ambasciatore in Afghanistan, Perù e Colombia). All’inizio del 2017, Ayalde fu nominata vicedirettrice degli affari civili del comando sud dell’esercito degli Stati Uniti. Ayalde era responsabile dell’USAID (agenzia della cooperazione internazionale degli Stati Uniti). Il suo background da diplomatico genera sospetti nella sinistra latinoamericana: mentre era a capo delle ambasciate degli Stati Uniti in Paraguay e Brasile, furono rovesciati, per via parlamentare, Fernando Lugo e Rousseff. Ayalde aveva lasciato l’incarico ad Asunción nell’agosto 2011, alcuni mesi prima della rimozione di Lugo in Paraguay. “Ayalde agì con grande forza nel colpo di Stato che si ebbe in Paraguay. Ora è in Brasile, a fare lo stesso discorso, sostenendo che la situazione (in Brasile) non può più essere risolta dalle istituzioni brasiliane“, avvertiva Carlos Martins, professore di Sociologia all’Università di San Paolo, un anno fa. Tre mesi dopo, il Senato brasiliano decise le dimissioni di Rousseff. “A differenza del processo mani pulite italiano, che portò alla fine dei partiti politici tradizionali, Moro non tocca alcun partito tradizionale del Brasile: va solo contro il PT. Ha studiato negli Stati Uniti ed è chiaro che ha importato da lì tutti i concetti che usa“, analizzava il giornalista Darío Pignotti, anche lui argentino, corrispondente del quotidiano Página 12 da Brasilia. Moro, in breve, è al centro della tempesta. È un protagonista, un duro. Quasi da film.

Liliana Ayalde

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Domande sul caso Skripal

Dennis J. Bernstein e Randy Credico, Consortium News 30 marzo 2018

Craig Murray

L’avvelenamento di una spia russa ha innescato l’espulsione di diplomatici tra Stati Uniti e Russia, un’escalation delle tensioni che pone seri interrogativi, spiega l’ex-ambasciatore Craig Murray in un’intervista con Dennis J Bernstein e Randy Credico.
L’ex-ambasciatore del Regno Unito Craig Murray ha scoperto subito cosa succede quando si contraddice il comune sentire sul recente avvelenamento dell’ex-spia e agente doppio Sergej Skripal e di sua figlia Julija, nella città inglese di Salisbury il 4 marzo. L’ambasciatore Murray, che nella seguente intervista solleva domande convincenti su chi potrebbe essere responsabile dell’attentato, oltre ai russi, è bersagliato da un pesante attacco informatico da molti giorni. Nel frattempo, i soliti sospetti negli Stati Uniti e nella stampa aziendale occidentale continuano ad alimentare una nuova guerra fredda con la Russia. Infatti, la Russia espellerà 60 diplomatici statunitensi e ordinava la chiusura del consolato USA a San Pietroburgo, secondo il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov, che l’aveva annunciato a Mosca il 29 marzo, convocando l’ambasciatore statunitense Jon Huntsman al Ministero degli Esteri russo.Dennis J. Bernstein e Randy Credico hanno intervistato l’ambasciatore Murray il 26 marzo 2018.

Dennis Bernstein: il presidente Trump ha ordinato l’espulsione di 60 funzionari russi dagli Stati Uniti e la chiusura del consolato russo a Seattle. La mossa segue il presunto avvelenamento dell’ex-spia Sergej Skripal e di sua figlia Julija nella città inglese di Salisbury il 4 marzo. A parlacene è qualcuno che conosce bene la questione e che è stato accusato per essersi opposto, l’ex-ambasciatore del Regno Unito, autore e attivista Craig Murray. Signor Murray, tutti dicono che i russi l’hanno fatto, senza dubbio, ma non è d’accordo.
Craig Murray: Non dico che i russi non l’abbiano fatto, dico che ci sono altre possibilità. Non dovremmo assegnare la responsabilità di un crimine in questo modo, dicendo che c’è un cattivo nel vicinato e quindi deve essere lui. Finora, non c’è stata alcuna prova reale che sia stato lo Stato russo. Trovo straordinario che il giorno stesso in cui ciò accadeva, il governo inglese annunciava che ne era responsabile lo Stato russo. Non avrebbe potuto avere il tempo di analizzare alcuna prova. È come se questo fosse l’innesco per misure anti-russe prestabilite e per “alzare” la retorica da Guerra Fredda. Non si può fare a meno di pensare che siano piuttosto contenti di ciò che è successo e che si aspettavano addirittura che accadesse.

DB: Oggi l’Unione europea se ne esce: “L’Unione europea condanna fermamente l’attacco che ha avuto luogo contro Sergej e Julija Skripal a Salisbury, nel Regno Unito, il 4 marzo, lasciando anche un poliziotto gravemente ferito. Le vite di molti cittadini sono state minacciate da questa azione avventata e illegale. L’Unione europea prende molto sul serio la valutazione del governo inglese secondo cui è assai probabile che la Federazione Russa sia responsabile“.
CM: Questa frase “altamente probabile” ammette di non avere prove. È una speculazione.

DB: Dicono che il veleno è coerente con quello che i russi avevano usato in passato.
CM: L’affermazione è che questo sia di un gruppo di agenti nervini noto come Novichok. Il programma Novichok fu gestito negli anni ’80 dai sovietici. L’idea era di sviluppare armi chimiche che potessero essere rapidamente assemblate con pesticidi e fertilizzanti commerciali. Sono approdati a una serie di piani teorici per tali armi. Finora, la posizione ufficiale del governo inglese e dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche è che c’è il dubbio che li avessero effettivamente prodotti. Oggi non sono vietati, proprio perché la comunità scientifica ne ha messo in dubbio l’esistenza. Quindi, l’abilità del governo inglese d’identificarlo è abbastanza notevole. Il Novichok non è un’arma particolare, ma una classe di armi. La Russia non è affatto l’unico Paese in grado di produrle. Nel 2016, gli iraniani produssero diverse armi Novichok e lo riferirono all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. La motivazione era che erano preoccupati che potessero essere attaccati da armi chimiche, forse da Israele. Ci sono almeno una ventina di Paesi che hanno la capacità tecnica di creare tale tipo di agente nervino. Per prelevare campioni di sangue dagli Skripal, entrambi in coma, i medici dovevano ottenere l’approvazione del tribunale. E nel dare testimonianza all’Alta Corte, due scienziati hanno dichiarato che gli Skripal erano stati avvelenati da un agente nervino Novichok o un “agente strettamente correlato”. Sembra che per molta di questa gente, ciò sia solo una insulsa miscela amatoriale di diversi insetticidi. Altre domande sorgono. Il governo inglese ci ha detto che questo è dieci volte più potente di un agente nervino standard. Per fortuna, finora nessuno è stato ucciso. Perché questo agente mortale non è più efficace? Perché il medico che ha soccorso Julija Skripal non ne fu toccato, anche se ebbe contatto fisico con lei?

DB: Ma alcuni diranno che l’unico Paese che vorrebbe mettere a tacere un’ex-spia russa sarebbe la Russia.
CM: Il nostro segretario agli esteri Boris Johnson ha dichiarato che i russi hanno segretamente accumulato questa arma chimica per un decennio e avevano un programma segreto di tecniche di assassinio. Ma se tu fossi Vladimir Putin e avessi questo agente nervino segreto, perché dovresti farne saltare la copertura usandola su questa ex-spia che avevi rilasciato dalla prigione anni fa? L’intero scenario è assolutamente implausibile. Perché la Russia vorrebbe rovinarsi la reputazione internazionale con tale violenza completamente gratuita contro una ex-spia? Skripal fu scambiato nell’ambito di un accordo nello spionaggio. Se ci sono persone che hanno intenzione di scambiare le spie e poi ucciderle, non ci saranno scambi in futuro. Una persona del KGB come Putin è l’ultima che distruggerebbe il sistema degli scambi nello spionaggio.

Randy Credico: Signor Murray, c’è stato uno sforzo concertato per diffamarla e minare la sua credibilità. Che effetto ha avuto su di lei e la sua famiglia?
CM: È stato davvero piuttosto spiacevole. I media mainstream non hanno permesso alcun dubbio. Tutti riprendono la propaganda del governo. Sui social media ho pubblicato i miei dubbi su questa storia, troppo comoda. Il mio primo pezzo su questo, “Russi processati”, ha avuto milioni di visualizzazioni, facendomi oggetto dell’ira dell’establishment. Sono diventato il bersaglio di centinaia di insulti su twitter in cui sono definito pazzo e cospirazionista.

RC: Chi trarrà beneficio da questo attacco?
CM: Chi alimenta la nuova Guerra Fredda. L’industria degli armamenti è il principale beneficiario. Questo genere di cose fa molto bene ai bilanci della difesa. È un’ottima notizia per spie e servizi di sicurezza. Qui nel Regno Unito l’industria impiega oltre 100000 persone. In un Paese di 60 milioni di abitanti, questo è un gruppo d’interesse forte e molto ben pagato. Tutti coloro che vedono un’importante crescita dei propri budget. Quando chi alimenta l’intelligence è lo stesso che trae beneficio finanziario da tale storia, allora c’è da preoccuparsi. E in particolare per i politici di destra questo è un modo economico di raccogliere consenso.

DB: Signor Murray, non penso si possa separare ciò dalla cosiddetta “frenesia del Russiagate”. Può affermare inequivocabilmente che ci sono state sostanziali perdite dal DNC, invece che hackeraggi?
CM: Posso promettervi che ciò che è uscito dal DNC fu una fuga di notizie, da qualcuno che legalmente aveva accesso alle informazioni. Non fu un inganno esterno, non russo, né di nessun altro.

DB: Cosa succederebbe se fosse convocato del Congresso, adotterebbe il quinto emendamento o racconterebbe tutto?
CM: In realtà fui in contatto con loro, dicendo che so cos’era successo e forse potergli far risparmiare un sacco di tempo. Ma non hanno risposto e non mi aspetto che lo facciano. Se chiamato, vorrei presentarmi e direi volentieri ciò che vi ho detto: che so per certo che non si tratta di un inganno russo, ma di una fuga di notizie. Non darei ulteriori dettagli perché ciò potrebbe compromettere altri. L’altra cosa sul caso Skripal, ovviamente, è la connessione con Orbis Intelligence, Christopher Steele e Pablo Miller. La persona che scrisse il dossier su Donald Trump per la campagna di Clinton era Christopher Steele di Orbis Intelligence. Era all’MI6 nell’ambasciata inglese a Mosca, quando Skripal era un agente doppio. Il tizio responsabile che seguiva Skripal giorno per giorno era Pablo Miller, che ha anche lavorato per Orbis Intelligence. L’MI6 non ha mai avuto l’accesso a Putin che il dossier vanta. Chiaro, è essenzialmente un falso. Sospetto fortemente che Skripal sia stato coinvolto nella produzione di quel dossier su Donald Trump. Ammetto che ciò sia circostanziale, ma quel dossier fu prodotto mentre Pablo Miller lavorava per Orbis Intelligence. Come Steele, Pablo Miller era un ex-agente dell’MI6 in Russia. E Miller vive a Salisbury, a poca distanza da Skripal. Se produci un dossier che inventa un sacco di cose su Trump e le sue connessioni con la cerchia di Putin, hai bisogno di una fonte russa che possa darti dei nomi e dare al dossier una nota di autenticità. Credo che quel tipo di dettaglio sia ciò che Skripal diede al dossier Steele. Ciò sembrerebbe un indizio molto più plausibile nello studio del caso. L’idea che uccidi qualcuno per qualcosa successa dodici anni fa è francamente assai meno convincente di qualcosa che accade ora. Naturalmente, c’è la possibilità che Skripal abbia rivelato qualcosa nel dossier che i russi non volevano, decidendo che sia ancora un pericolo e che vada eliminato. L’altra possibilità è che Skripal fosse un agente doppio venale. Vendette agli inglesi i nomi di agenti russi che prestavano servizio all’estero. Quindi non è una persona di principio, e una volta diventato agente doppio, non è difficile diventarlo triplo. E se Skripal sa che tale dossier è falso, poteva confessare di averlo fabbricato nella speranza di un guadagno finanziario.

DB: Ha la sensazione di essere attaccato per aver preso questa posizione?
CM: Sì, e non sono solo con insulti via tweet ed e-mail. Il mio sito web è stato attaccato, con un ritmo di milioni di visite al minuto.

RC: Qualcuno dei media mainstream in Gran Bretagna ha riferito qualcosa di diverso dalla linea del governo?
CM: Stranamente, dopo averlo pubblicato, la BBC riferì che il responsabile di Skripal in Russia ora lavora per Steele e che Skripal e Pablo Miller vivevano nella stessa città. Ma la BBC contattò Orbis che disse che non era vero. Ciò pose fine a tutto.

RC: E’ stato attaccato dal ministro degli esteri Boris Johnson.
CM: È interessante notare che, parlando coi giornalisti, Boris Johnson e altri hanno dichiarato che il veleno proveniva dalla Russia, ma nelle dichiarazioni ufficiali al Parlamento e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, scrivono che era “un’arma di un tipo sviluppato dalla Russia”. È molto diverso dal dire che era un’arma russa.

RC: E’ preoccupato che questo possa portare alla guerra nucleare?
CM: Penso che i russi abbiano sappiano reagire con misura. Tutto quello che hanno fatto finora è rispondere piuttosto che alzare la posta. Quindi quando abbiamo espulso 23 diplomatici, i russi ne hanno espulso 23 inglesi. E sembra che tali risposte produrranno altre espulsioni. Ma credo fermamente che ciò accada perché ci sono molti, nell’esercito, nell’industria delle armi, a cui manca la Guerra Fredda. Vedono minacciati i loro budget. Entriamo in un periodo in cui non ci sarà molta cooperazione internazionale e vedremo molti atteggiamenti bellicisti. Certo, c’è sempre la prospettiva che qualcosa possa andare storto.

DB: Cosa ne pensa di John Bolton consigliere per la sicurezza nazionale? Costui ha detto che sarebbe felice se la Corea democratica scomparisse. Non sembra deciso a sostenere l’accordo con l’Iran.
CM: Penso che sia molto spaventoso. Bolton ovviamente è un falco tra i falchi e ha una grave responsabilità nella guerra in Iraq. È una nomina stramba ed irresponsabile. Un paio di giorni fa, rivedendo il mandato di Trump mi resi conto che una cosa buona è che non abbia iniziato una guerra finora. Non sono convinto che Hillary non ci avrebbe portato a un conflitto armato, a questo punto. Ma poi, Trump nomina John Bolton, portandomi a sospettare che la guerra potrebbe non essere lontana.Dennis J. Bernstein conduce Flashpoints sulla rete Radio Pacifica ed è autore di Special Ed: Voices from a Hidden Classroom.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Caso Skripal o come si accordano le trombe di guerra contro la Russia

Mision VerdadCon l’espulsione dei diplomatici russi da Stati Uniti e più di 20 Paesi europei, inizia una nuova fase dell’escalation dell’aggressione occidentale contro la Federazione Russa e i suoi alleati. Questo è un momento critico, in cui vi è il pericolo di un violento confronto globale. Per capirlo, è meglio riferirsi ai seguenti dati e indizi.
Il 26 marzo, il magnate presidenziale statunitense Donald Trump ordinava l’espulsione di 60 diplomatici russi e la chiusura del consolato di Seattle, nello stato di Washington. Il comunicato stampa della Casa Bianca dice: “Gli Stati Uniti intraprendono questa azione in collaborazione coi nostri alleati e partner della NATO in tutto il mondo, in risposta all’utilizzo da parte della Russia di armi chimiche militari sul suolo inglese, l’ultimo delle sue tipiche attività destabilizzanti nel mondo“.
Come accennato, alcuni alleati della NATO annunciavano l’espulsione dei diplomatici russi. 17 Paesi membri dell’Unione Europea (UE), oltre a Canada (4 diplomatici) e Ucraina (13 diplomatici). Tra gli europei ci sono:
Polonia (4 diplomatici),
Lituania (3 diplomatici),
Lettonia (1 diplomatico),
Estonia (1 diplomatico),
Germania (4 diplomatici),
Francia (4 diplomatici),
Danimarca (2 diplomatici),
Repubblica Ceca (3 diplomatici),
Paesi Bassi (2 diplomatici),
Francia (4 diplomatici),
Italia (2 diplomatici),
Romania (1 diplomatico),
Finlandia (1 diplomatico),
Croazia (1 diplomatico)
Svezia (1 diplomatico).
Ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, a proposito di questa decisione diplomatica: “14 (sic) dei 28 Stati membri dell’UE hanno deciso di espellere i diplomatici dalla Federazione russa come misura di solidarietà con Londra sul caso Skripal… Ulteriori misure, comprese nuove sanzioni nel quadro comune dell’UE, non possono essere escluse nei prossimi giorni e settimane“. 12 dei 60 diplomatici espulsi dagli Stati Uniti facevano parte della missione russa presso le Nazioni Unite (ONU). Questa misura è contraria alle norme del diritto internazionale. Va notato che l’espulsione dei diplomatici russi è pubblicamente “giustificata” dal cosiddetto caso Skripal, usato da Tusk per motivare il gioco diplomatico contro la Russia.

La fabbricazione del caso Skripal
L’ex-spia russa Sergej Skripal e sua figlia Juliga sarebbero stati avvelenati da un neurotossico militare (Novichok) nel Regno Unito. Il governo inglese accusa la Russia di essere dietro questo incidente, ma non ha fornito prove per confermare tale affermazione. Nonostante ciò, anche Stati Uniti e altri Paesi occidentali si sono affrettati ad accusare il Cremlino.

Stati Uniti e Regno Unito accordano le trombe di guerra
Ciò riecheggiò nell’opinione pubblica globale divenendo ragione per attaccare la Russia, obiettivo di un’operazione di propaganda nera che ora coinvolge direttamente gli inglesi e altri Stati europei bracci politici degli Stati Uniti nell’UE e nella NATO. Heiko Maas, ministro degli Esteri tedesco, affermava che “fatti e prove suggeriscono che la Russia è dietro questo attacco”. Tale suggerimento basta per una decisione tanto delicata e multilaterale come l’espulsione dei diplomatici, rivelando l’intenzione di degenerare il clima di scontro contro la Russia. Il fatto che non ci sia bisogno di prove, indagini esaurienti o sentenze, evidenzia questo atto come belligeranza. D’altra parte, l’origine della sostanza chimica utilizzata nell’attacco non è stata confermata. Le diverse ipotesi mostrano che l’agente militare potrebbe essere stato prodotto da strutture al di fuori della Russia. Anche nel settembre 2017, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche si è congratulata col Cremlino per aver sradicato tutto il materiale chimico bellico. Allo stesso tempo, sempre più esperti e media evidenziano molti fatti strani relativi al caso Skripal e mettono in discussione la presunta partecipazione russa. Alcuni vanno oltre e richiamano l’attenzione su una possibile traccia inglese nell’avvelenamento e descrivono l’incidente come provocazione programmata. Gli eventi osservati, suggeriscono gli analisti, erano una mossa pianificata dall’élite anglo-sassone. L’obiettivo è isolare la Russia e minare la creazione di un ordine multipolare diverso da quello stabilito dagli Stati Uniti come unica egemonia globale dal dopo-Guerra Fredda del XX secolo. Il caso Skripal è una delle false bandiere che le potenze occidentali hanno presentato per promuovere scenari di conflitto.

Dal diplomatico al militare?
Proprio perché l’obiettivo generale del caso Skripal e dell’ultima mossa diplomatica è aumentare la pressione sulla maggior parte dei Paesi associati alla politica degli Stati Uniti, è anche intesa a formare le relazioni tra i capi dell’UE al fine di rafforzare l’ordine mondiale del dopo Seconda guerra mondiale, contrario a quello multipolare imperniato sui principali agenti dell’Eurasia: Cina e Russia. Comprenderà sicuramente il dominio totale delle élite anglosassoni nella sfera dell’informazione e sfrutterà l’immagine del “nemico estero” per giustificare il controllo totale sui “partner” europei, canadesi e ucraini. In altre parole, le potenze occidentali cercheranno di espandere il modello di società della paura, stato di eccezione globalizzato, testati in Ucraina e in altre parti del (terzo e quarto) mondo negli ultimi quattro anni, con l’arrivo dei neonazisti al potere. Il caso Skripal è uno dei passi per raggiungere tale obiettivo globale. Questo tipo di azione era previsto, dato che è stata possibile l’escalation causata dalle elezioni presidenziali in Russia a metà marzo, in cui Vladimir Putin ha vinto in modo schiacciante con oltre il 75% dei voti. Inoltre, tra circa 70 giorni si gioca la Coppa del Mondo, il torneo di calcio più importante, ospitato dalla Russia, quindi si sarà tentati di boicottarli attraverso i canali diplomatici. Altri passi come questo, come propaganda e operazioni segrete, sono annunciati mentre Stati Uniti e Regno Unito sintonizzano le trombe di guerra. Il problema è che il mondo multipolare ha ragioni e forza per impedire l’escalation di violenza e un paesaggio nucleare. Questo è il polso che domina questo momento globale.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Un ex-agente della CIA descrive la politica di Trump

Javad Heirannia, Tehran Times 26 marzo 2018

Gli Stati Uniti non hanno un serio consigliere per la sicurezza nazionale dal Tenente-Generale Dr. Brent Scowcroft, dell’USAF. John Bolton è un pasticcione infingardo e pomposo. Ignoratelo.

Robert David Steele, ex-ufficiale delle operazioni clandestine della CIA, dice “John Bolton, a parte essere uno stupido corrotto in mano ai sionisti è, secondo Larry Flynt, un traditore, stupratore e pedofilo“. Steele, raccomandato nel 2017 per il Nobel per la pace, aggiunge che i sionisti controllano la politica della sicurezza nazionale degli Stati Uniti ricorrendo a ricatti e tangenti (ad esempio Jeffery Epstein e i video ricattatori per pedofilia combinati con la corruzione dei membri del Congresso. Di seguito è riportato il testo completo dell’intervista a Robert Steele.

D: Donald Trump ha recentemente apportato modifiche al gabinetto e ha cambiato il suo team di sicurezza e politica estera. Mike Pompeo sostituisce Rex Tillerson e Gina Haspel diventa capo della CIA e John Bolton sostituisce McMaster. Qual è stata la ragione di ali cambiamenti?
A: Ci sono due storie diverse che circolano sul motivo per cui Rex Tillerson è stato licenziato in un modo così strano, un’uscita molto affrettata. Uno è che era troppo vicino allo Stato Profondo (fu fortemente raccomandato da Bob Gates e Condi Rice, entrambi agenti dello Stato Profondo) e non era al passo col presidente Trump in Corea (Trump ha fatto l’accordo, le Corea saranno unite, denuclearizzate e demilitarizzate) e la Siria (Trump uscirà dalla Siria una volta che lo SIIL sarà definitivamente sconfitto e non manterrà basi a lungo termine). La seconda storia viene dalle nostre truppe in Afghanistan e dice che Tillerson ha fatto il bambino durante la visita in Afghanistan, e questo ha scioccato il presidente ordinandone l’immediato licenziamento. Mike Pompeo, il primo della classe a West Point, sarà tanto lontano dalle discussioni di Trump con Xi e Putin come lo era Tillerson. Trump ha un’intesa con Xi e Putin che i suoi funzionari di Gabinetto semplicemente non sanno. Vedasi il mio ultimo articolo, Robert Steele, “Xi, Putin e Trump a vita. Alcuni pensieri, e se potessimo seppellire lo Stato profondo e creare pace e prosperità per tutti?” American Herald Tribune, 22 marzo 2018. Gina Haspel è una persona straordinaria che merita di essere presa in considerazione, ma sarà un fallimento, un segnaposto, a meno che non accetta i cinque suggerimenti specifici fatti con la mia approvazione della sua nomina. I lettori possono vedere queste cinque raccomandazioni in Robert Steele, “La sfida della conferma di Gina Haspel“, Phi Beta Iota blog di pubblica intelligence, 14 marzo 2018. Non c’è nulla di centrale o efficace nella CIA nella configurazione attuale. È semplicemente una piattaforma per fare danni fuori mentre il 90% dei dipendenti, brave persone intrappolate in un cattivo sistema, fa ciò che può. La CIA fornisce il 4% “al meglio” di ciò che agli USA serve d’intelligence (supporto decisionale) e non ci sono prospettive di migliorarlo nel breve termine. John Bolton è un sospetto scambista, stupratore e pedofilo, secondo Larry Flynt, che pubblicò un comunicato stampa in questo senso, il divorzio di John Bolton – accuse di sesso di gruppo, il 13 maggio 2005. Questa informazione fu una sorpresa. Ho sempre saputo che Bolton era corrotto e stupido, in mano ai sionisti, ma non prevedevo affermazioni così gravi che, per inciso, suggeriscono che Trump l’ha nominato d’impulso, senza consultare l’FBI, o se si è consultato l’FBI, non hanno dato queste informazioni da Trump per punirlo per aver licenziato il loro vicedirettore (che non doveva essere licenziato, ma incriminato). Voglio notare che alla luce di ciò che mi è stato detto dalla principessa Kaoru Nakamaru, presidente dell’Istituto per gli affari internazionali per la pace mondiale e tramite della famiglia reale con la leadership nordcoreana, rispetto a Trump che ha già fatto l’accordo con la Corea, con possibile premio Nobel per la pace per lui e Xi e i leader di Corea democratica e del Sud, la nomina di Bolton potrebbe essere considerata molto intelligente. un mezzo per distrarre e mettere da parte sionisti e neoconservatori mantenendo il loro portavoce “sotto controllo” alla Casa Bianca.

D: Quali saranno questi cambiamenti che influenzeranno la politica estera del governo Trump? Quali ambiti della politica estera degli Stati Uniti saranno più influenzati da tali cambiamenti?
A: Ci sono due risposte a questa domanda. La prima, i cambiamenti al di sotto della presidenza non avranno alcun impatto sulla politica estera di Donald Trump, ha una sua politica estera mentre consulta direttamente Xi e Putin, e nessuno dei suoi funzionari di Gabinetto sembra al corrente di queste conversazioni o dove vada Trump. In secondo luogo, in modo più sottile, continueranno ad esserci almeno sette politiche estere perseguite da diversi elementi del governo USA, c’è sempre la politica estera dello Stato profondo o di Wall Street, la politica estera sionista (vicina ma distinta dallo Stato profondo), la politica estera del sistema militare-industriale, la politica estera del complesso agricolo e, naturalmente, la politica estera dell’intelligence che include il contrabbando di oro, armi, droga, denaro e bambini dalle 1000 basi militari statunitensi attorno nel mondo, il cui scopo principale non è la difesa nazionale, ma piuttosto l’attuazione di tale traffico. Il 26 marzo è l’inizio di una nuova era economica, l’era economica post-occidentale probabilmente dominata da Cina e Russia ma con la possibilità di un ruolo degli Stati Uniti se Trump nazionalizza la riserva federale ed emette dollaro-oro accompagnando lo yuan-oro. Continuo a credere che Donald Trump capisca che l’Iran non è il nostro nemico, che il sionismo è il nemico, ma deve affrontare molto attentamente i rapporti col nemico sionista, non per gli elettori, ci sono solo nove milioni di elettori ebrei negli Stati Uniti ma a causa della corruzione sionista, del ricatto, del terrorismo e dell’assassinio, tutti dovrebbero ricordare che i sionisti erano pienamente coinvolti nell’assassinio di John F. Kennedy, e che cercarono di uccidere tutti i nostri marinai dell’USS Liberty, e furono gli architetti dell’11 settembre. Se hanno bombe nucleari piazzate in importanti città occidentali è un mistero, se è così, una delle priorità di Trump dev’essere neutralizzare tale minaccia, magari con un piano da mano morta deliberato per spazzare via Tel Aviv dalla faccia della Terra se dovesse verificarsi una grave catastrofe a Washington DC.

D: Con l’approccio di Pompeo e John Bolton, come valuta il futuro di questo accordo?
A: I leader iraniani trarrebbero beneficio dalla lettura dei miei due articoli, “Il sionismo in America, Steven Strikes & Counting… ” Veterans Today, 14 dicembre 2017, e “Il sionismo é finito? Dalla Corea alla Siria fino all’ultima purga da Gestapo di Google, il divorzio dal sionismo del presidente Donald Trump appare sempre più probabile” American Herald Tribune, 4 marzo 2018. Il centro di gravità della sconfitta del sionismo e la stabilità del Medio Oriente è a mio avviso il pubblico statunitense, non il suo governo. Il pubblico statunitense è acutamente consapevole dei concetti Stato profondo, False Flag, Fake News e differenza tra sionismo, gruppo sovversivo che dovrebbe essere bandito da tutti i Paesi, e giudaismo, una religione che merita tolleranza quando è non gestita dai sionisti. Devo osservare che né Russia TodayPress TV sono operazioni mondiali. Mentre gli USA stabiliscono uno scadente standard per integrità, i Crap News Network, New York Crimes e Washingon Compost, come noi patrioti li chiamano, raggiungono centinaia di milioni di persone. C’è bisogno di un “canale della verità” che possa offrire ad ogni statunitense la verità, non la propaganda (una parte della propaganda iraniana è stata tanto stupida quanto quella ideata dalla CIA). Né Pompeo né Bolton hanno combinato qualcosa di significativo. Donald Trump, e il pubblico statunitense, sono i “decisori”, se l’Iran è scaltro. Raccomando che chi in Iran desidera comprenderlo, legga il mio articolo su “Xi, Putin e Trump per la Vita”, Trump è sotto costante attacco dalle forze sovversive negli Stati Uniti, guidate dai sionisti per conto dello Stato profondo, e l’Iran non fa nulla di utile per aiutare Trump ad onorare il suo istinto, farci uscire dal Medio Oriente.

D: John Bolton ha recentemente annunciato che l’accordo nucleare iraniano non è riformabile e non sarà riformato coi colloqui USA-Europa. Alcuni credono che la scelta di Bolton sia per decidere sull’accordo nucleare. Qual è la sua valutazione?
A: John Bolton, oltre ad essere un corrotto molto stupido in mano ai sionisti, è ora, secondo Larry Flynt, un traditore, stupratore e pedofilo. Non sprecherei tempo a pensare a John Bolton. Si pensi invece al paradigma economico post-occidentale che inizia domani, e all’emergente Internet post-Google che sarà basato sulla tecnologia blockchain e non può essere censurata o manipolata dai sionisti; il mio articolo “Come lo Stato profondo controlla i social media e assassina digitalmente i critici: #GoogleGestapo, censura e aggressione di gruppo facilitati“, American Herald Tribune , 7 novembre 2017, rimane un’importante definizione di tutto ciò che è sbagliato su Internet occidentale. Sarei interessato a vedere Iran, Cina e Russia discutere, come Putin ha chiesto, di Internet post-occidentale. Gli Stati Uniti non hanno avuto un serio consigliere per la sicurezza nazionale dal Tenente-Generale Dr. Brent Scowcroft, USAF. John Bolton è un pasticcione falso e pomposo. Ignoratelo. Concentratevi su Donald Trump e il popolo statunitense e sulla creazione di un canale della verità che armi il popolo statunitensi con fatti che l’aiuti scacciare il sionismo dagli USA.

Brent Scowcroft

Traduzione di Alessandro Lattanzio

La marcia dei Rothschild verso la guerra

Dean Henderson, 27/03/2018

Boris Johnson e lord Rothschild

Proprio come l’inchiesta fasulla dell’implicato nella BCCI Robert Mueller, i servitori nell’MI6 dei Rothschild hanno inventato uno strumento di propaganda ancora più efficace con cui attaccare la Russia. Il presunto avvelenamento di Sergej Skripal ha rapidamente finito per dominare i principali titoli dei media. Chiunque osi mettere in discussione il coinvolgimento russo viene rapidamente tacciato da nemico dello stato. Testimone la caricatura creata dal servizio fotografico della BBC del leader laburista inglese Jeremy Corbyn sovrapposta al Cremlino. Poi il Mossad inviava le sue forze nella City di Londra per ritrarre Corbyn come antisemita. Negli Stati Uniti, mentre repubblicani e democratici urlavano che si doveva correre in difesa della corona, il “folle” Trump si astenne dal criticare la Russia fin quando non avesse visto le prove. Si era perfino spinto a congratularsi con Putin per la vittoria elettorale a Mosca. Di nuovo la “gente sana di mente” ululò e arrivò il turno di Stormy Daniels in 60 Minutes di follie. Il giorno dopo Trump fu preso a pugni e messo sul carro dei Rothschild, espellendo diplomatici russi in tandem con circa 20 nazioni dell’UE. Putin ha vinto le elezioni con una maggioranza del 77% del 67% dei russi che aveva votato. Gli osservatori internazionali avevano verificato immediatamente i risultati. Gli Illuminati non possono odiare di più Vladimir Putin senza includere, chiaramente, i “deprecabili” russi che videro il saccheggio del proprio Paese da parte di Goldman Sachs&Co. nel 1998. Quell’anno circa 70 milioni di russi furono gettati sul lastrico. Nel 1989, prima che la CIA e il loro agente Boris Eltsin smantellassero lo Stato russo, solo 2 milioni di russi erano classificati poveri. Alla guida del treno della guerra russofoba dei Rothschild troviamo il Consiglio Atlantico, i cui membri urlavano alla radio ribadendo con forza la menzogna sugli Skripal. Il Consiglio Atlantico è l’ultima incarnazione dell’Unione Atlantica.
L’Unione Atlantica (AU) era affiliata al RIIA (Royal Institute of International Affairs). La filiale del RIIA negli Stati Uniti è il Council on Foreign Relations. Fondato da Cecil Rhodes, il cui sogno enunciato nelle sue ultime volontà era il ritorno degli Stati Uniti alla Corona inglese, AU aprì i primi uffici negli USA nello spazio donato da Nelson Rockefeller al 10 E 40th. St di New York City. Ogni anno, dal 1949 al 1976, una risoluzione dell’UA fu presentata al Congresso chiedendo l’abrogazione della Dichiarazione d’Indipendenza e il “nuovo ordine mondiale”. Due anni dopo, nel 1941, si verificò l’attacco sotto falsa bandiera di Pearl Harbour. Prima di quell’evento cruciale, la stragrande maggioranza degli statunitensi si opponeva all’ingresso nella Seconda guerra mondiale. In seguito, Churchill e i suoi padroni della Corona furono salvati quando l’opinione pubblica statunitense cambiò radicalmente e gli Stati Uniti entrarono in guerra. C’è una storia simile sulla Prima guerra mondiale, quando il presidente Woodrow Wilson fu spinto ad entrarvi dalla banda della Federal Reserve di recente costituzione (1913), guidata da Jack Morgan, figlio di JP Morgan, una talpa dei Rothschild, e dalla Carnegie Foundation. Come scrisse Charles Tansill nel libro America Goes to War, “Anche prima dello scontro armato, la società francese dei Rothschild Freres si collegò alla Morgan & Company di New York suggerendo la quotazione di un prestito di 100 milioni di dollari, di cui una parte considerevole doveva rimanere negli Stati Uniti per pagare l’acquisto francese di merci statunitensi“. L’House of Morgan finanziò metà dello sforzo degli USA nella Prima guerra mondiale mentre riceveva commissioni per l’allestimento di industrie come GE, Du Pont, US Steel, Kennecott e ASARCO. Erano tutti clienti di Morgan, che aveva anche finanziato la guerra anglo-boera in Sud Africa e la guerra franco-prussiana. Nel 1919, la Conferenza di pace di Parigi fu presieduta da Morgan, che guidò la ricostruzione tedesca e alleata. La stessa banda dei Rothschild finanziò e sfruttò la Seconda guerra mondiale.
Il Consiglio Atlantico, altro affiliato del RIIA, fu formato nel 1961 per favorire tale tipo di “cooperazione tra Nord America ed Europa“. Nel 2009, il suo presidente James Jones si dimise per diventare il consigliere per la sicurezza nazionale di Obama. Il suo successore da presidente del Consiglio Atlantico fu Chuck Hagel, che si dimise per diventare il segretario alla Difesa di Obama. Anche i funzionari dell’amministrazione Obama Susan Rice, Eric Shinseki, Anne-Marie Slaughter e Richard Holbrooke (architetto dello smembramento della Jugoslavia) avevano lavorato in precedenza nel Consiglio Atlantico. Il consigliere per la sicurezza nazionale di Bush Sr. e copertura straordinaria della BNL, gen. Brent Scrowcroft, fu presidente del Consiglio Atlantico fino al 2014, quando gli succedette l’ex-ambasciatore in Cina ed ex-governatore dello Utah John Huntsman (attuale ambasciatore USA in Russia NdT). Gli interessi bancari dei Rothschild e dei loro cugini della Corona hanno storicamente tratto enormi benefici finanziari e politici mantenendo Russia e Stati Uniti in continua tensione. Ma non c’è nulla di più redditizio per gli Illuminati di una guerra mondiale. Se riescano a trascinare gli Stati Uniti in un’altra guerra mondiale dipende dalla creduloneria del popolo statunitense. Speriamo che rinsavisca molto presto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio