Malta misteriosa

AanirfanDavid Gonzi, figlio dell’ex-primo ministro di Malta Lawrence Gonzi, è interessato da un’inchiesta dell’antimafia italiana sulle operazioni delle società di gioco a Malta, gestite dalla Ndrangheta. Lawrence Gonzi appartiene al Partito Nazionalista di destra di Malta. Malta, Daphne Caruana Galizia: la pista della Ndrangheta è da seguire?
David Gonzi appare nei documenti aziendali di molte altre imprese della mafia“. Malta Nostra
Haru Pharma, “legata alla criminalità“, ha sede a Balzan. Quando si tratta di riciclaggio di denaro della mafia, “Appaiono nomi di maltesi che contano. Il primo è Iusif Galea… il braccio destro di John Dalli, ex-capo del partito nazionalista e commissario europeo per i diritti dei consumatori e la protezione della salute, vicino al presidente Barroso… David Gonzi, lavora gomito e gomito con Galea…Corriere della Calabria
La ‘Ndrangheta fa ufficialmente affari con certi cittadini israeliani… “Un caso è quello di Ehud Goldshmidt, soprannominato Udi“, Malta Nostra/MaltaFiles
La ‘Ndrangheta’ produce circa 70 miliardi di dollari l’anno. Michael Calleja, nato a Malta, era collegato alla mafia calabrese. L’Italia ha voluto estradare Michael Calleja dall’Australia all’Italia. L’Australia ha rifiutato In contumacia, in Italia Calleja è stato condannato a 15 anni per traffico di cocaina. “Il coinvolgimento maltese nel traffico di cocaina da parte della mafia calabrese (Ndrangheta) non si limita al riciclaggio di denaro attraverso le società di gioco via internet istituite a Malta“. Doveva esserci un maltese da qualche parte/Michael Calleja di Melbourne, condannato a 15 anni in contumacia
Siderno ospita uno dei più grandi e importanti clan della Ndrangheta, i Commisso. I genitori dell’ex-capo della CIA, Leon Panetta, Carmelo Frank Panetta e Carmelina Prochilo, sono di Siderno. Si dice che la Ndrangheta abbia lavorato per Licio Gelli nella loggia massonica P2. La P2 era un governo segreto che gestiva l’Italia con l’aiuto della CIA e, secondo quanto riferito, dei Rockefeller e Rothschild. Licio Gelli sarebbe stato un confidente del Mossad israeliano.Nel 2016, due dei più stretti collaboratori di Muscat apparvero sui Documenti di Panama. Erano Konrad Mizzi, ministro, e Keith Schembri, capo dello staff del primo ministro. “John Mula, presidente del club del Partito Laburista Hal Safi, espresse solidarietà a Toni Abela, bocciato alla nomina della Corte dei conti europea. Il club Hal Safi era al centro dello scandalo del traffico di cocaina, che pesò nella presentazione di Abela alla commissione del Parlamento europeo. I dirigenti del club, credo che Mula fosse tra loro, caddero su un mattone di cocaina tirato fuori dalla cucina del club Hal Safi del Partito laburista. La loro reazione fu chiamare Toni Abela, vicedirettore degli affari del partito, piuttosto che la polizia. All’epoca la cocaina fu “smaltita” e Abela fu registrato in una conversazione coi boss del club dire che il meglio che poteva fare era trovare un poliziotto filo-laburista (pulizija laburist), ma che non c’era riuscito“. Presidente del club della cocaina

La giornalista Ilaria Alpi fu uccisa dalla CIA, con l’aiuto degli agenti di Gladio della CIA e dei servizi segreti italiani, perché scoprì un traffico di armi della CIA”. Repubblica

Il maggiore Charles McKee fu ucciso perché raccolse le prove del narcotraffico della CIA”. Lockerbie riguarda l’eroina
Gli oligarchi collaborano acoi servizi di sicurezza, politici e mafiosi. Il dottor Simon Mercieca dell’Università di Malta suggerisce che l’omicidio di Daphne Galizia potrebbe essere stato organizzato da oligarchi legati a mafia e politici di punta. Mercieca scrive: “Caruana Galizia potrebbe essere stata assassinata in ciò che può essere descritto come strategia del terrore. Col suo assassinio, la criminalità internazionale potrebbe inviare un messaggio chiaro ai maltesi. La mafia rende pubblico che, a Malta, vuole essere lasciata in pace… Non sono sicuro che sia una decisione saggia che il primo ministro maltese chieda l’aiuto dell’FBI… Una particolare agenzia straniera che riferiva dell’assassinio di Daphne, accusa gli USA di collusione con la criminalità internazionale, in ciò che ora viene chiamata operazione Gladio-B. Daphne Caruana Galizia ha toccato questi punti nei suoi articoli“. Mercieca scrive: “C’è una parola in italiano per descrivere la situazione locale. Malta diventa uno stato “colluso”… Il nostro Stato è ora invischiato con la criminalità organizzata… Questo omicidio è un messaggio all’intera nazione maltese affinché rimanga in silenzio… La parola italiana Omertà è normalmente tradotta in inglese come congiura del silenzio. Gli oligarchi… sanno che possono stare al potere finché le persone sono divise“. Crimine organizzato

Daphne Galizia aveva recentemente scritto: “Adesso ricevo messaggi dai membri della cerchia di Adrian Delia che dicono, senza punteggiatura se non molti esclamativi alla fine, che sono finita, RIP, prenda una pillola di cianuro e altre osservazioni che riguardano parti del corpo…” Quali potenze sostengono il Partito Nazionalista di Adrian Delia? Il Partito Nazionalista di Malta è considerato più pro-Israele del Partito Laburista di Malta, al potere dal 2013. Nel 2014, il ministro degli Esteri di Malta George Vella dichiarò che non avrebbe sostenuto Israele nella richiesta per un seggio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel 2018. Nel dicembre 2015 Israele censurò Malta e altri cinque Paesi dell’Unione europea sulle sanzioni, perché sostennero la decisione che le merci provenienti dagli insediamenti ebraici nella Cisgiordania e nelle Alture del Golan fossero contrassegnate di conseguenza. Alcuni ebrei maltesi sostengono i nazionalisti e alcuni i laburisti.
“Ritengo che almeno il 30% dei 450000 cittadini di Malta sia di origine ebraica“. La Storia segreta degli Ebrei di Malta di Simcha Jacobovici
Alcuni dei cognomi maltesi più comuni hanno origini semitiche (ebraico/arabe):
Azzopardi (sefardita)
Borg (castello)
Buttigieg (pollaio)
Farrugia (pollo)
Micallef (giudice)
Xerri (procione)
Famiglie ebraiche di Malta
Charlie Azzopardi del Partito Laburista di Malta fu criticato per aver scritto “Gli ebrei sono i veri terroristi. Ovunque andiamo, ci sono spargimenti di sangue e guerra“. Consulente del ministero bannato.
Il Partito Nazionalista di Malta era filo-mussoliniano. L’amante ebraica di Mussolini, Margherita Sarfatti, era fascista. Margherita Sarfatti, madrina ebraica del fascismo, era “la compare ideologica di Mussolini, e pianificò con lui la “Marcia su Roma”, e scrisse articoli col suo nome, curò l’organo del Partito fascista e ne scrisse la prima biografia ufficiale“. La nipote di Margherita Sarfatti, Ippolita Gaetani, dice: “Oggi molti ebrei in Italia sono fascisti, perché il fascismo è molto vicino all’odierno Israele…La madrina ebraica del fascismo
A Malta, Daphne Galizia scrisse che Adrian Delia pensava “di ritirarsi dal Partito Nazionalista e ritornare al (nuovo) fascismo”.

Adrian Delia, leader del Partito Nazionalista di Malta.
L’iconografia iniziale del Partito Nazionalista di Malta (PN) riprendeva le immagini protofasciste più smaccate… Il PN appoggiò apertamente l’esercito fascista del Generale Franco nella guerra civile spagnola, per esempio. In termini economici, promosse uno status quo nettamente favorevole ai ricchi e potenti di Malta… a spese delle grandi masse analfabete che rimasero povere e scalze fin dopo la seconda guerra mondiale“. Le radici fasciste del partito
Daphne Galizia accusò entrambi i partiti politici, laburista e nazionalista, di corruzione. Roberto Memmo di Roma e Monaco era uno dei capi storici, con Licio Gelli, della Propaganda Due (P2), organizzazione collegata alla CIA che “commise atti terroristici in Europa“. Roberto Memmo ha ottenuto, dal governo nazionalista di Malta, “un affettuoso affitto di 99 anni nella cittadella di Fort Chambrai sull’isola maltese di Gozo, per un ridicolo affitto di 20000 dollari all’anno“. Memmo era legato ai Cavalieri di Malta, a Henry Kissinger, alla CIA, ad alcuni ricchi israeliani e all’assassinio nel 1998 del prefetto francese Erignac a Ajaccio, in Corsica. Assassinio mafioso collegato ad Abramoff/Il nostro agente a Montecarlo.
Un partito di destra maltese, il Fronte dei combattenti della libertà (FFF), avrebbe eseguito una serie di attentati a Malta negli anni ’80. Il FFF aveva legami con la CIA, suggerivano i documenti d’intelligence resi pubblici in Italia. Il FFF apparve nei primi anni ’80 dalle fila del Partito Nazionalista di Malta. Era costituito da attivisti che favorivano una violenta risposta al dominio del Partito Laburista su Malta. Il FFF era diretto da Josie Muscat, membro al Parlamento del Partito Nazionale che radunò gli elementi di estrema destra nel Partito Nazionalista. Una serie di attentati alle strutture del Partito Laburista sull’isola fu attribuita al FFF dai media. Molti credevano che il FFF preparasse attivamente un colpo di Stato. I documenti rilasciati dagli archivi nazionali della Gran Bretagna mostrano che il ministero degli Esteri inglese riteneva che il FFF fosse finanziato dalla CIA. Un rapporto inglese dei primi anni ’80 afferma che il gruppo era probabilmente dietro molte esplosioni contro gli attivisti del Partito Laburista. La relazione inglese descrive il FFF come “di carattere neofascista“. Il rapporto del ministero degli Esteri inglese suggerisce che Muscat viaggiò all’estero per incontrare agenti della CIA, nonché tessere una rete con altre organizzazioni violente in Europa. Il partito di destra maltese aveva collegamenti con la CIA, secondo l’intelligence inglese/Gruppo maltese collegato alla CIA

Il memo di cui sopra, firmato da Ronald Reagan, riassunse la politica statunitense verso Malta. I documenti della CIA ne dimostrano l’interferenza a Malta. Chi ha assassinato la blogger maltese Daphne Caruana Galizia? Chi gestisce il narcotraffico? Lockerbie, eroina, CIA. “Il materiale utilizzato nella bomba nell’auto è stato identificato come Semtex, esplosivo militare non disponibile a Malta“. Omicidio di Daphne: le fonti suggeriscono l’eventuale coinvolgimento di stranieri. Malta è utilizzata da aziende legate alla mafia italiana, alla mafia russa e ai membri più importanti dell’élite turca. I dossier di Malta
Alcune fonti locali ritengono che l’esplosivo utilizzato per la bomba nell’auto di Galizia provenisse dall’Italia. In Italia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono morti nello stesso modo di Galizia“. Malta, dalla mafia italiana a quella russa: tutti i nemici di Daphne Galizia
Secondo fonti, la bomba che uccise Daphne Caruana Galizia, il 16 ottobre 2017, fu probabilmente innescata con un cellulare. La bomba so pensa fu attaccata sotto il veicolo dal lato del passeggero anteriore. La bomba che ha ucciso Caruana Galizia probabilmente ‘innescata da un cellulare’

Prima dell’autobomba che uccise Daphne Caruana Galizia il 16 ottobre 2017, Malta subì 5 autobombe in 13 mesi. Cinque autobombe in 13 mesi/ Sette autobombe dal 2011 rimangono questioni “aperte e non risolte”/Bombe a Malta per reazione: nove attentati dal 2010
Nel gennaio 2016, Martin Cachia fu ucciso quando una bomba esplose nell’Alfa Romeo che guidava lungo la bretella di Marsascala. Cachia era coinvolto in una serie di cause giudiziarie, tra cui droga e traffico di esseri umani.
Nel settembre 2016, un autobomba a Marsa uccise Joseph Cassar. La bomba era stata posta sotto il suo furgone e detonata con un cellulare.
Nell’ottobre 2016, un autobomba esplose nella baia di San Paolo uccidendo John Camilleri, noto come Giovanni tas-Sapun.
Nel gennaio 2017, Victor Calleja, noto anche come Ic-Chippu, morì quando l’auto esplose a Marsa. La bomba sarebbe stata posta nella vettura e fatta detonare elettronicamente.
Nel febbraio 2017, un autobomba a Msida uccise Romeo Bone.
Malta è legata a Lockerbie, cioè al traffico di eroina. Lockerbie, eroina, CIA
Si dice che Adrian Delia, a capo del Partito Nazionalista all’opposizione a Malta, si occupi del racket della prostituzione e della pornografia. Secondo la Daphne Caruana Galizia: “La società di Ron Cadwell, CCBill LLC, ha il monopolio virtuale nel mercato miliardario del porno… ” I pagamenti vengono trattati tramite le società di Malta CCBill EU Ltd e CCBill EU Holdings Ltd… Adrian Delia e il suo partner legale, Georg Sapiano, istituirono le società per conto di Ron Cadwell, usando la loro società denominata Aequitas Trust & Fiduciary Ltd. E allo stesso tempo Delia riciclò 1,4 milioni di euro dal racket della prostituzione a Londra attraverso il suo conto bancario della Barclays International di Jersey, per conto dei clienti Eucharist ed Emanuel Bajada… Delia e Sapiano eseguono l’operazione CCBill per la pornografia a Malta… Adrian Delia e Georg Sapiano fanno la maggior parte dei soldi…

Adrian Delia con la moglie Nickie Vella de Fremeaux (a destra) e Rebecca Dimech, fidanzata di un narcotrafficante.
Adrian Delia è il capo del partito nazionalista pro-NATO di Malta, e fu accusato da Daphne Caruana Galizia di riciclaggio di denaro. Daphne sosteneva che il denaro della prostituzione negli appartamenti di Londra Soho viene trasferito a un conto offshore a nome di Delia. “Adrian Delia querela per la quarta volta Daphne Caruana Galizia”, 2 settembre 2017. Adrian Delia dichiarò: “Malta diventa il centro del traffico di droga, della prostituzione e del traffico di schiavi bianchi“.
Foto del rapporto interno di un agente di polizia ai superiori, dello scorso settembre. In questa relazione, l’agente descrive come quel giorno, 13 settembre 2016, la polizia ricevette una telefonata anonima secondo cui “un uomo” vendeva droga da una Mercedes grigia, targa DEL320, parcheggiata ad Horses Lane presso Tal-Handaq. Il proprietario dell’auto era Adrian Delia“. Il capo del partito nazionalista Adrian Delia

Rebecca Dimech

Adrian Delia e sua moglie Nickie sono amici intimi di Rebecca Dimech, il cui fidanzato è uno spacciatore. Nickie Delia dice di Rebecca Dimech: “Rebecca è stata una delle mie amiche più vicine e fidate negli ultimi sei anni, è sempre con me. Adrian Delia ha ripetutamente pubblicato commenti entusiasti sulle pose provocanti di Rebecca Dimech su facebook… Rebecca Dimech è una modella glamour amatoriale sul lato sbagliato della strada, il cui fidanzato Andre Falzon (noto come Id-Diesel) è uno spacciatore condannato e ben noto alla polizia. Uscì di prigione lo scorso giugno”. Il capo dell’opposizione, la moglie e la fidanzata dello spacciatore

Daphne Caruana Galizia, nota per le indagini sui politici corrotti maltesi, fu uccisa da una bomba nell’auto. Aveva attaccato sia il governo che l’opposizione a Malta. Gli obiettivi di Daphne erano politici corrotti, banche coinvolte nel riciclaggio di denaro e legami tra l’industria del gioco online di Malta e mafia. Running Commentary
L’Italia, con la Sicilia e la Calabria, è vicina a Malta. Malta è collegata alle reti di abuso sui minori, mafie, omicidi, Anders Breivik e macchinazioni di CIA e compari. Malta non fa parte della NATO.
La CIA lo desidera. Malta fu utilizzata da Stati Uniti e NATO nella guerra contro la Libia. Nelle elezioni generali di Malta del 9 marzo 2013, il Partito Nazionalista filo-NATO fu sconfitto dal Partito Laburista “anti-NATO”. Nel frattempo, sembra ci fu un golpe della CIA a Cipro
Nel 2012 il Partito Laburista di Malta chiarì l’opposizione al programma del Partito Nazionalista per infilare Malta nella Partnership per la Pace della NATO, senza il permesso del parlamento. “Gli obblighi della Partnership per la Pace comportano esercitazioni militari e addestramento congiunto, visite di comandanti della NATO e degli USA, creazione di basi, centri di addestramento e uffici di collegamento della NATO e schieramento di truppe per la guerra dell’Alleanza in Afghanistan… il Partenariato per la pace vede membri Armenia, Austria, Azerbaigian, Finlandia, Georgia, Irlanda, Macedonia, Montenegro, Svezia, Svizzera (fino al 2008) e Ucraina, che hanno anche fornito truppe per il conflitto ultradecennale“. Malta: caso da manuale della sovversione e coercizione della NATO
Nel 1974 la CIA credeva che i greco-ciprioti fossero inaffidabili, pertanto aiutò la Turchia, membro della NATO, ad occupare “Cipro del Nord” e trasformarla in una colonia turca e nella base della CIA.Secondo MaltaToday, “Breivik aveva stretti legami con un numerosi politici maltesi. Nel suo dossier Breivik scrisse di aver visitato diversi Paesi, tra cui Malta“. “I servizi d’intelligence più attivi del mondo sono controllati dall’Ordine dei Cavalieri di Malta“. CIA, Vaticano, Cavalieri di Malta, fascismo
Il mentore di Ander Breivik sarebbe Paul Ray. Paul Ray è un inglese che vive a Malta. Le spie inglesi spesso vanno in pensione a Malta.
MaltaToday, (il “mentore” di Breivik ospitò Johnny Adair e Nick Greger) rivela che: Nel febbraio 2011, Paul Ray ospitò a Malta l’ex-brigadiere dell’Ulster Freedom Fighter (UFF) Johnny ‘Mad Dog’ Adair e l’ex-terrorista neonazista Nick Greger. Adair avrebbe collegamenti con le agenzie del governo inglese. “Mad Dog” Adair e il suo amico gangster di Glasgow Tam McGraw erano profondamente coinvolti nel narcotraffico tra Scozia e Ulster (Irlanda del Nord). McGraw: ladruncolo con una fortuna di 30 milioni di sterline
Durante la Seconda Guerra Mondiale molti ebrei in fuga dal nazismo giunsero a Malta perché era l’unico Paese europeo a non richiedere visti agli ebrei in fuga dai tedeschi. Israele influenza Malta. Attualmente vi sono 68 società registrate a Malta con partecipazione israeliana. Malta firma accordi con Israele ed Autorità palestinese
Nel 1995, a Sliema, Malta, il Mossad assassinò un palestinese, davanti al Diplomat Hotel… “dal 23 agosto 2010 l’assassinio irrisolto dell’analista strategico russo Aleksandr Pikaev si allargò a una serie di decessi irrisolti sulle coste nord di Malta…L’ultima morte avvenne nella baia di San Paolo, una donna ungherese fu pugnalata 40 volte/Malta, altri omicidi
Peter Chamberlin scrisse degli omicidi collegati alla famiglia Attard nella zona di Attard/TaQila. “Josef Grech, fu trovato nello stesso punto in cui fu trovato il corpo di Margaret Mifsud. Grech era in attesa dei complici dell’assassinio di Patricia Attard nel 2004. Joseph Cutajar, noto anche come Il-Lion, fu trovato vicino, a Mosta, era sotto processo per l’omicidio di Kevin Gatt, 32enne di Ghaxaq e di Stephen Zammit, 32enne di Fgura. Stephen Zammit fu ucciso forse da Cutajar, il 15 marzo, tre giorni dopo essere apparsi in tribunale per accusa di frode da Charles e Dolores nee Mercieca, nata Attard, lo stesso nome della vittima dell’omicidio del 2004 Patricia Attard, il cui presunto assassino fu ucciso lo stesso giorno di colui che avrebbe ucciso Zammit. Quale connessione c’è tra Mifsud e il caso Attard? Fu uccisa dal marito libico che all’epoca fece false dichiarazioni sul piano dei terroristi libici di attaccare l’ambasciata statunitense a Malta“.
Jimmy Savile ebbe la Croce al Merito dei Cavalieri di Malta. Tra i cavalieri di Malta vi furono Edward Garnier, Franz von Papen, Francis Spellman, il principe Laurent del Belgio, William J. Casey… Louis Minster lavorò all’Università di Malta per nove anni e si ritirò a Malta. Louis Minster era responsabile dei servizi sociali del consiglio di Londra per il comune di Richmond-upon-Thames. Questo quando i ragazzi della casa-famiglia di Grafton Close furono portati all’Elm Guest House di Barnes e abusati sessualmente da numerosi potenti, come ex-ministri del governo inglese, parlamentari, poliziotti e persone legate alla famiglia reale. L’ex-professore universitario di Malta indagò sull’abuso dei minori di Richmond

Una rete di importanti pedofili inglesi operò a Malta. Secondo una relazione del 1993 del Servizio Sociale di Hereford e Worcester: “Una rete di pedofili elitari era coinvolta nell'”abuso organizzato di ragazzi” e loro “commercio” a Malta e Gozo. La “rete di pedofili elitari” comprendeva oltre 20 parlamentari inglesi, giudici e religiosi. Il rapporto proveniva da Peter McKelvie, ex-responsabile per la protezione dei bambini, che lo scrisse nel 1993“. Le prove su ‘abusi organizzati’ e ‘commercio’ di ragazzini a Gozo abbondano
Durante l’inchiesta sul consulente governativo del Regno Unito Peter Righton, fu scoperta una corrispondenza riguardante una rete di importanti pedofili a Gozo e Malta. Svezia e Norvegia erano menzionate nelle lettere. Tali prove da Gozo e Malta sono conservate presso la polizia di West Mercia. Vi sono sette scatole di prove su una potente rete di pedofili. I misteriosi Bottomley / Sir Peter Bottomley ed Elm Guest House
Secondo McKelvie: “Non sappiamo ancora chi ha dato l’ordine di fermare l’indagine della polizia… La decisione di chiuderla fu probabilmente presa da Michael Howard o Virginia Bottomley. Howard era all’epoca il segretario agli interni, con responsabilità generale sulla polizia, e Bottomley era segretaria alla sanità, con responsabilità complessiva per le case-famiglia e il lavoro sociale“. Le prove su ‘abusi organizzati’ e ‘commercio’ di ragazzini a Gozo abbondano
15 anni fa, il primo ministro di Malta, Eddie Fenech Adami, annunciò che due giudici, tra cui il capo della magistratura, furono indagati per corruzione. L’ex-capo della magistratura Noel Arrigo e l’ex-giudice Patrick Vella furono processati per aver accettato tangenti. Nel marzo 2007, ammisero di aver accettato una tangente di 10 milioni di lire (23300 euro) per ridurre la carcerazione del narcotrafficante Mario Camilleri. Nel dicembre 2012, Justice Ray Pace fu messo in custodia dopo essersi dichiarati non colpevole di aver accettato tangenti, scambio di influenze e riciclaggio di denaro. Déjà vu: giudizio nel bacino/Giudice accusato di aver accettato una tangente
Alla Cairn Energy di Edimburgo fu concessa la licenza per cercare petrolio e gas dalla costa nord di Malta. Cairn a caccia di idrocarburi a Malta
Malta era (venti anni fa) una piccola isola pittoresca, il cui unico prodotto era la cordialità. Ora Malta è diventata meno cordiale, ma entrate in un club del Partito laburista e cominciate a parlare. “Cosa pensa di quella fuga dalla prigione?” chiesi al grosso lavoratore al bar che beveva una birra Cisk.
È il Partito Nazionalista che accusano“, rispose.
Perché, è così?
Il crimine è aumentato da quando è al potere”.
Suggerisce la corruzione?
Leggete un libro chiamato IL-HBIEB TAL-HBIEB di Glen Bedingfield sulle connessioni tra contrabbandieri e parenti di certi politici. Guardi alcuni di questi del Partito Nazionalista, hanno belle auto e grandi ville, come mai un narcotrafficante e un tentato assassino sono graziati e circolano liberi?
Non lo so, e la Chiesa?
I nazionalisti mescolano religione e politica, cosa sbagliata“.
E’ anti-clericale, non è interessato all’influenza della Chiesa?
Già“.
La Chiesa è contraria al divorzio, all’aborto e così via“.
Ma la Chiesa non difende contro i mali occidentali? Droga e così via?
Amichevolmente? Cenammo sul tetto di casa sua.
Entro in un Club del Partito Nazionalista.
Cosa pensa del Sindacato?” Chiesi all’uomo d’affari della classe media al bar.
È come la Gran Bretagna prima di Thatcher“, rispose. “Il Sindacato resiste al cambiamento necessario“.
Cambiamento?” chiesi.
Abbiamo bisogno della Comunità Europea per avere investimento e lavoro, per aggiornare tutto, Eddie ha sostenuto la modifica, Sant ha voluto solo mettere tasse“.
Amichevolmente? Mi invitò a casa sua.
Uno dei miei fratelli non ha fiducia nel partito laburista“, disse Rose Marie, “e l’altro non crede ai preti“.
Tutti i soldi sono nei conti bancari svizzeri“, disse uno dei fratelli…
In un vecchio appartamento nel dockland, incontrai un anziano gentiluomo chiamato Joseph, un personaggio pesante che afferma che una volta aiutò a violare la sede di un certo partito politico. Joseph raccontò di presunti omicidi commessi dai sostenitori di un partito. “Sosterrò sempre i laburisti” disse Joseph, seduto su un vecchio letto di ferro sotto un quadro di Cristo. Più di trenta anni fa i colleghi di Joseph pensavano fosse gay. L’esaurimento nervoso seguì una terapia shock basata su droghe pesanti. Joseph perse il lavoro e si ammalò per venti anni…
Hai letto dell’alto clericale e del catamita?
I maltesi ebbero la fortuna di sbarazzarsi delle basi inglesi e della NATO, che gli evitano di essere presi di mira. Per compensare la perdita della base navale, Malta sviluppò l’industria e il turismo. L’industria contribuisce per il 40% del PIL e impiega il 27% della forza lavoro. L’industria include Malta Drydocks, Malta Shipbuilding, il terminal container di Marsaxlokk/Birzebuggia, tessile, cuoio… I salari tendono ad essere bassi, ma lo sono anche i prezzi, e il Sindacato e il Partito Laburista hanno cercato di garantire un tenore di vita confortevole per i lavoratori. Il turismo porta circa il 40% del PIL di Malta. L’agricoltura è ostacolata dalla mancanza di terreni e acqua. Ma c’è la produzione, in parte dell’anno, di pomodori, cavoli, cipolle, fragole, fiori, patate, viti… Il più grande proprietario terriero è la Chiesa. Droghe, omicidi e stupri sono giunti a Malta, assieme alla volgarità portata dalla TV. Malta diventa brutale come l’Italia e la Gran Bretagna. Ma Malta è ancora uno dei posti più sicuri d’Europa! Parte della popolazione è vittima di un crimine ogni anno (International Survey of Victims of Crime 1995)
Austria 18%
Belgio 19%
Finlandia 18%
USA 24%
Malta 23%Traduzione di Alessandro Lattanzio

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E il giudice si tolse la toga: “Non sopportavo più l’idiozia di troppi colleghi”

Per 42 anni al servizio dello Stato, 80mila sentenze e mai un giorno d’assenza. Sei volte davanti al Csm per le critiche alla corporazione: “Sempre prosciolto”
Stefano Lorenzetto Il Giornale 18/09/2011Magistrati, alzatevi! Stavolta gli imputati siete voi e a processarvi è un vostro collega, il giudice Edoardo Mori. Che un anno fa, come in questi giorni, decise di strapparsi di dosso la toga, disgustato dall’impreparazione e dalla faziosità regnanti nei palazzi di giustizia. «Sarei potuto rimanere fino al 2014, ma non ce la facevo più a reggere l’idiozia delle nuove leve che sui giornali e nei tiggì incarnano il volto della magistratura. Meglio la pensione».
Per 42 anni il giudice Mori ha servito lo Stato tutti i santi i giorni, mai un’assenza, a parte la settimana in cui il figlioletto Daniele gli attaccò il morbillo; prima per otto anni pretore a Chiavenna, in Valtellina, e poi dal 1977 giudice istruttore, giudice per le indagini preliminari, giudice fallimentare (il più rapido d’Italia, attesta il ministero della Giustizia), nonché presidente del Tribunale della libertà, a Bolzano, dov’è stato protagonista dei processi contro i terroristi sudtirolesi, ha giudicato efferati serial killer come Marco Bergamo (cinque prostitute sgozzate a coltellate), s’è occupato d’ogni aspetto giurisprudenziale a esclusione solo del diritto di famiglia e del lavoro.
Con un’imparzialità e una competenza che gli vengono riconosciute persino dai suoi nemici. Ovviamente se n’è fatti parecchi, esattamente come suo padre Giovanni, che da podestà di Zeri, in Lunigiana, nel 1939 mandò a farsi friggere Benito Mussolini, divenne antifascista e ospitò per sei mesi in casa propria i soldati inglesi venuti a liberare l’Italia.
Mori confessa d’aver tirato un sospirone di sollievo il giorno in cui s’è dimesso: «Il sistema di polizia, il trattamento dell’imputato e il rapporto fra pubblici ministeri e giudice sono ancora fermi al 1930. Le forze dell’ordine considerano delinquenti tutti gli indagati, i cittadini sono trattati alla stregua di pezze da piedi, spesso gli interrogatori degenerano in violenza. Il Pm gioca a fare il commissario e non si preoccupa di garantire i diritti dell’inquisito. E il Gip pensa che sia suo dovere sostenere l’azione del Pm».
Da sempre studioso di criminologia e scienze forensi, il dottor Mori è probabilmente uno dei rari magistrati che già prima di arrivare all’università si erano sciroppati il Trattato di polizia scientifica di Salvatore Ottoleghi (1910) e il Manuale del giudice istruttore di Hans Gross (1908). Le poche lire di paghetta le investiva in esperimenti su come evidenziare le impronte digitali utilizzando i vapori di iodio. Non c’è attività d’indagine (sopralluoghi, interrogatori, perizie, autopsie, Dna, rilievi dattiloscopici, balistica) che sfugga alle conoscenze scientifiche dell’ex giudice, autore di una miriade di pubblicazioni, fra cui il Dizionario multilingue delle armi, il Codice delle armi e degli esplosivi e il Dizionario dei termini giuridici e dei brocardi latini che vengono consultati da polizia, carabinieri e avvocati come se fossero tre dei 73 libri della Bibbia.
Nato a Milano nel 1940, nel corso della sua lunga carriera Mori ha firmato almeno 80.000 fra sentenze e provvedimenti, avendo la soddisfazione di vederne riformati nei successivi gradi di giudizio non più del 5 per cento, un’inezia rispetto alla media, per cui gli si potrebbe ben adattare la frase latina che Sant’Agostino nei suoi Sermones riferiva alle questioni sottoposte al vaglio della curia romana o dello stesso pontefice: «Roma locuta, causa finita». Il dato statistico può essere riportato solo perché Mori è uno dei pochi, o forse l’unico in Italia, che ha sempre avuto la tigna di controllare periodicamente com’erano andati a finire i casi passati per le sue mani: «Di norma ai giudici non viene neppure comunicato se le loro sentenze sono state confermate o meno. Un giudice può sbagliare per tutta la vita e nessuno gli dice nulla. La corporazione è stata di un’abilità diabolica nel suddividere le eventuali colpe in tre gradi di giudizio. Risultato: deresponsabilizzazione totale. Il giudice di primo grado non si sente sicuro? Fa niente, condanna lo stesso, tanto – ragiona – provvederà semmai il collega in secondo grado a metterci una pezza. In effetti i giudici d’appello un tempo erano eccellenti per prudenza e preparazione, proprio perché dovevano porre rimedio alle bischerate commesse in primo grado dai magistrati inesperti. Ma oggi basta aver compiuto 40 anni per essere assegnati alla Corte d’appello. Non parliamo della Cassazione: leggo sentenze scritte da analfabeti».
Soprattutto, se il giudice sbaglia, non paga mai. «La categoria s’è autoapplicata la regola che viene attribuita all’imputato Stefano Ricucci: “È facile fare il frocio col sedere degli altri”. Le risulta che il Consiglio superiore della magistratura abbia mai condannato i giudici che distrussero Enzo Tortora? E non parliamo delle centinaia di casi, sconosciuti ai più, conclusi per l’inadeguatezza delle toghe con un errore giudiziario mai riparato: un innocente condannato o un colpevole assolto. In compenso il Csm è sempre solerte a bastonare chi si arrischia a denunciare le manchevolezze delle Procure».
Il dottor Mori parla con cognizione di causa: ha dovuto subire ben sei provvedimenti disciplinari e tutti per aver criticato l’operato di colleghi arruffoni e incapaci. «Dopo aver letto una relazione scritta per un pubblico ministero pugliese, con la quale il perito avrebbe fatto condannare un innocente sulla base di rivoltanti castronerie, mi permisi di scrivere al procuratore capo, avvertendolo che quel consulente stava per esporlo a una gran brutta figura. Ebbene, l’emerita testa mi segnalò per un procedimento disciplinare con l’accusa d’aver “cercato di influenzarlo” e un’altra emerita testa mi rinviò a giudizio. Ogni volta che ho segnalato mostruosità tecniche contenute nelle sentenze, mi sono dovuto poi giustificare di fronte al Csm. E ogni volta l’organo di autogoverno della magistratura è stato costretto a prosciogliermi. Forse mi ha inflitto una censura solo nel sesto caso, per aver offuscato l’immagine della giustizia segnalando che un incolpevole cittadino era stato condannato a Napoli. Ma non potrei essere più preciso al riguardo, perché, quando m’è arrivata l’ultima raccomandata dal Palazzo dei Marescialli, l’ho stracciata senza neppure aprirla. Delle decisioni dei supremi colleghi non me ne fregava più nulla».Perché ha fatto il magistrato?
«Per laurearmi in fretta, visto che in casa non c’era da scialare. Fin da bambino me la cavavo un po’ in tutto, perciò mi sarei potuto dedicare a qualsiasi altra cosa: chimica, scienze naturali e forestali, matematica, lingue antiche. Già da pretore mi documentavo sui testi forensi tedeschi e statunitensi e applicavo regole che nessuno capiva. Be’, no, a dire il vero uno che le capiva c’era: Giovanni Falcone».

Il magistrato trucidato con la moglie e la scorta a Capaci.
«Mi portò al Csm a parlare di armi e balistica. Ma poi non fui più richiamato perché osai spiegare che molti dei periti che i tribunali usavano come oracoli non erano altro che ciarlatani. Ciononostante questi asini hanno continuato a istruire i giovani magistrati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma guai a parlar male dei periti ai Pm: ti spianano. Pensi che uno di loro, utilizzato anche da un’università romana, è riuscito a trovare in un residuo di sparo tracce di promezio, elemento chimico non noto in natura, individuato solo al di fuori del sistema solare e prodotto in laboratorio per decadimento atomico in non più di 10 grammi».

Per quale motivo i pubblici ministeri scambiano i periti per oracoli?
«Ma è evidente! Perché i periti offrono ai Pm le risposte desiderate, gli forniscono le pezze d’appoggio per confermare le loro tesi preconcette. I Pm non tollerano un perito critico, lo vogliono disponibile a sostenere l’accusa a occhi chiusi. E siccome i periti sanno che per lavorare devono far contenti i Pm, si adeguano».

Ci sarà ben un organo che vigila sull’operato dei periti.
«Nient’affatto, in Italia manca totalmente un sistema di controllo. Quando entrai in magistratura, nel 1968, era in auge un perito che disponeva di un’unica referenza: aver recuperato un microscopio abbandonato dai nazisti in fuga durante la seconda guerra mondiale. Per ottenere l’inserimento nell’albo dei periti presso il tribunale basta essere iscritti a un ordine professionale. Per chi non ha titoli c’è sempre la possibilità di diventare perito estimatore, manco fossimo al Monte di pietà. Ci sono marescialli della Guardia di finanza che, una volta in pensione, ottengono dalla Camera di commercio il titolo di periti fiscali e con quello vanno a far danni nelle aule di giustizia».Sono sconcertato.
«Anche lei può diventare perito: deve solo trovare un amico giudice che la nomini. I tribunali rigurgitano di tuttologi, i quali si vantano di potersi esprimere su qualsiasi materia, dalla grafologia alla dattiloscopia. Spesso non hanno neppure una laurea. Nel mondo anglosassone vi è una tale preoccupazione per la salvaguardia dei diritti dell’imputato che, se in un processo si scopre che un perito ha commesso un errore, scatta il controllo d’ufficio su tutte le sue perizie precedenti, fino a procedere all’eventuale revisione dei processi. In Italia periti che hanno preso cantonate clamorose continuano a essere chiamati da Pm recidivi e imperterriti, come se nulla fosse accaduto».

Può fare qualche caso concreto?
«Negli accertamenti sull’attentato a Falcone vennero ricostruiti in un poligono di tiro – con costi miliardari, parlo di lire – i 300 metri dell’autostrada di Capaci fatta saltare in aria da Cosa nostra, per scoprire ciò che un esperto già avrebbe potuto dire a vista con buona approssimazione e cioè il quantitativo di esplosivo usato. È chiaro che ai fini processuali poco importava che fossero 500 o 1.000 chili. Molto più interessante sarebbe stato individuare il tipo di esplosivo. Dopo aver costruito il tratto sperimentale di autostrada, ci si accorse che un manufatto recente aveva un comportamento del tutto diverso rispetto a un manufatto costruito oltre vent’anni prima. Conclusione: quattrini gettati al vento. Nel caso dell’aereo Itavia, inabissatosi vicino a Ustica nel 1980, gli esami chimici volti a ricercare tracce di esplosivi su reperti ripescati a una profondità di circa 3.500 metri vennero affidati a chimici dell’Università di Napoli, i quali in udienza dichiararono che tali analisi esulavano dalle loro competenze. Però in precedenza avevano riferito di aver trovato tracce di T4 e di Tnt in un sedile dell’aereo e questa perizia ebbe a influenzare tutte le successive pasticciate indagini, orientate a dimostrare che su quel volo era scoppiata una bomba. Vuole un altro esempio di imbecillità esplosiva?».

Prego. Sono rassegnato a tutto.
«Per anni fior di magistrati hanno cercato di farci credere che il plastico impiegato nei più sanguinosi attentati attribuiti all’estrema destra, dal treno Italicus nel 1974 al rapido 904 nel 1984, era stato recuperato dal lago di Garda, precisamente da un’isoletta, Trimelone, davanti al litorale fra Malcesine e Torri del Benaco, militarizzata fin dal 1909 e adibita a santabarbara dai nazisti. Al processo per la strage di Bologna l’accusa finì nel ridicolo perché nessuno dei periti s’avvide che uno degli esplosivi, asseritamente contenuti nella valigia che provocò l’esplosione e che pareva fosse stato ripescato nel Benaco dai terroristi, era in realtà contenuto solo nei razzi del bazooka M20 da 88 millimetri di fabbricazione statunitense, entrato in servizio nel 1948. Un po’ dura dimostrare che lo avessero già i tedeschi nel 1945».Ormai non ci si può più fidare neppure dell’esame del Dna, basti vedere la magra figura rimediata dagli inquirenti nel processo d’appello di Perugia per l’omicidio di Meredith Kercher.
«Si dice che questo esame presenti una probabilità d’errore su un miliardo. Falso. Da una ricerca svolta su un database dell’Arizona, contenente 65.000 campioni di Dna, sono saltate fuori ben 143 corrispondenze. Comunque era sufficiente vedere i filmati in cui uno degli investigatori sventolava trionfante il reggiseno della povera vittima per capire che sulla scena del delitto era intervenuta la famigerata squadra distruzione prove. A dimostrazione delle cautele usate, il poliziotto indossava i guanti di lattice. Restai sbigottito vedendo la scena al telegiornale. I guanti servono per non contaminare l’ambiente col Dna dell’operatore, ma non per manipolare una possibile prova, perché dopo due secondi che si usano sono già inquinati. Bisogna invece raccogliere ciascun reperto con una pinzetta sterile e monouso. I guanti non fanno altro che trasportare Dna presenti nell’ambiente dal primo reperto manipolato ai reperti successivi. E infatti adesso salta fuori che sul gancetto del reggipetto c’era il Dna anche della dottoressa Carla Vecchiotti, una delle perite che avrebbero dovuto isolare con certezza le eventuali impronte genetiche di Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Non è andata meglio a Cogne».

Cioè?
«In altri tempi l’indagine sulla tragica fine del piccolo Samuele Lorenzi sarebbe stata chiusa in mezza giornata. Gli infiniti sopralluoghi hanno solo dimostrato che quelli precedenti non erano stati esaustivi. Il sopralluogo è un passaggio delicatissimo, che non consente errori. Gli accessi alla scena del delitto devono essere ripetuti il meno possibile perché ogni volta che una persona entra in un ambiente introduce qualche cosa e porta via altre cose. Ma il colmo dell’ignominia è stato toccato nel caso Marta Russo».

Si riferisce alle prove balistiche sul proiettile che uccise la studentessa nel cortile dell’Università La Sapienza di Roma?
«E non solo. S’è preteso di ricostruire la traiettoria della pallottola avendo a disposizione soltanto il foro d’ingresso del proiettile su un cranio che era in movimento e che quindi poteva rivolgersi in infinite direzioni. In tempi meno bui, sui libri di geometria del ginnasio non si studiava che per un punto passano infinite rette? Dopodiché sono andati a grattare il davanzale da cui sarebbe partito il colpo e hanno annunciato trionfanti: residui di polvere da sparo, ecco la prova! Peccato che si trattasse invece di una particella di ferodo per freni, di cui l’aria della capitale pullula a causa del traffico. La segretaria Gabriella Alletto è stata interrogata 13 volte con metodi polizieschi per farle confessare d’aver visto in quell’aula gli assistenti Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro. Uno che si comporta così, se non è un pubblico ministero, viene indagato per violenza privata. Un Pm non può usare tecniche da commissario di pubblica sicurezza, anche se era il metodo usato da Antonio Di Pietro, che infatti è un ex poliziotto».Un sistema che ha fatto scuola.
«La galera come mezzo di pressione sui sospettati per estorcere confessioni. Le manette sono diventate un moderno strumento di tortura per acquisire prove che mancano e per costringere a parlare chi, per legge, avrebbe invece diritto a tacere».

Che cosa pensa delle intercettazioni telefoniche che finiscono sui giornali?
«Non serve una nuova legge per vietare la barbarie della loro indebita pubblicazione. Quella esistente è perfetta, perché ordina ai Pm di scremare le intercettazioni utili all’indagine e di distruggere le altre. Tutto ciò che non riguarda l’indagato va coperto da omissis in fase di trascrizione. Nessuno lo fa: troppa fatica. Ci vorrebbe una sanzione penale per i Pm. Ma cane non mangia cane, almeno in Italia. In Germania, invece, esiste uno specifico reato. Rechtsverdrehung, si chiama. È lo stravolgimento del diritto da parte del giudice».

Come mai la giustizia s’è ridotta così?
«Perché, anziché cercare la prova logica, preferisce le tesi fantasiose, precostituite. Le statistiche dimostrano invece che nella quasi totalità dei casi un delitto è banale e che è assurdo andare in cerca di soluzioni da romanzo giallo. Lei ricorderà senz’altro il rasoio di Occam, dal nome del filosofo medievale Guglielmo di Occam».

In un ragionamento tagliare tutto ciò che è inutile.
«Appunto. Le regole logiche da allora non sono cambiate. Non vi è alcun motivo per complicare ciò che è semplice. Il “cui prodest?” è risolutivo nel 50 per cento dei delitti. Chi aveva interesse a uccidere? O è stato il marito, o è stata la moglie, o è stato l’amante, o è stato il maggiordomo, vedi assassinio dell’Olgiata, confessato dopo 20 anni dal cameriere filippino Manuel Winston. Poi servono i riscontri, ovvio. In molti casi la risposta più banale è che proprio non si può sapere chi sia l’autore di un crimine. Quindi è insensato volerlo trovare per forza schiaffando in prigione i sospettati».

Ma perché si commettono tanti errori nelle indagini?
«I giudici si affidano ai laboratori istituzionali e ne accettano in modo acritico i responsi. Nei rari casi in cui l’indagato può pagarsi un avvocato e un buon perito, l’esperienza dimostra che l’accertamento iniziale era sbagliato. I medici i loro errori li nascondono sottoterra, i giudici in galera. Paradigmatico resta il caso di Ettore Grandi, diplomatico in Thailandia, accusato nel 1938 d’aver ucciso la moglie che invece si era suicidata. Venne assolto nel 1951 dopo anni di galera e ben 18 perizie medico-legali inconcludenti».E si ritorna alla conclamata inettitudine dei periti.
«L’indagato innocente avrebbe più vantaggi dall’essere giudicato in base al lancio di una monetina che in base a delle perizie. E le risparmio l’aneddotica sulla voracità dei periti».

No, no, non mi risparmi nulla.
«Vengono pagati per ogni singolo elemento esaminato. Ho visto un colonnello, incaricato di dire se 5.000 cartucce nuove fossero ancora utilizzabili dopo essere rimaste in un ambiente umido, considerare ognuna delle munizioni un reperto e chiedere 7.000 euro di compenso, che il Pm gli ha liquidato: non poteva spararne un caricatore? Ho visto un perito incaricato di accertare se mezzo container di kalashnikov nuovi, ancora imballati nella scatola di fabbrica, fossero proprio kalashnikov. I 700-800 fucili mitragliatori sono stati computati come altrettanti reperti. Parcella da centinaia di migliaia di euro. Per fortuna è stata bloccata prima del pagamento».

In che modo se ne esce?
«Nel Regno Unito vi è il Forensic sciences service, soggetto a controllo parlamentare, che raccoglie i maggiori esperti in ogni settore e fornisce inoltre assistenza scientifica a oltre 60 Stati esteri. Rivolgiamoci a quello. Dispone di sette laboratori e impiega 2.500 persone, 1.600 delle quali sono scienziati di riconosciuta autorità a livello mondiale».

E per le altre magagne?
«In Italia non esiste un testo che insegni come si conduce un interrogatorio. La regola fondamentale è che chi interroga non ponga mai domande che anticipino le risposte o che lascino intendere ciò che è noto al pubblico ministero o che forniscano all’arrestato dettagli sulle indagini. Guai se il magistrato fa una domanda lunga a cui l’inquisito deve rispondere con un sì o con un no. Una palese violazione di questa regola elementare s’è vista nel caso del delitto di Avetrana. Il primo interrogatorio di Michele Misseri non ha consentito di accertare un fico secco perché il Pm parlava molto più dello zio di Sarah Scazzi: bastava ascoltare gli scampoli di conversazione incredibilmente messi in onda dai telegiornali. Ci sarebbe molto da dire anche sulle autopsie».

Ci provi.
«È ormai routine leggere che dopo un’autopsia ne viene disposta una seconda, e poi una terza, quando non si riesumano addirittura le salme sepolte da anni. Ciò dimostra solamente che il primo medico legale non era all’altezza. Io andavo di persona ad assistere agli esami autoptici, spesso ho dovuto tenere ferma la testa del morto mentre l’anatomopatologo eseguiva la craniotomia. Oggi ci sono Pm che non hanno mai visto un cadavere in vita loro».Ma in mezzo a questo mare di fanghiglia, lei com’è riuscito a fare il giudice per 42 anni, scusi?
«Mi consideri un pentito. E un corresponsabile. Anch’io ho abusato della carcerazione preventiva, ma l’ho fatto, se mai può essere un’attenuante, solo con i pregiudicati, mai con un cittadino perbene che rischiava di essere rovinato per sempre. Mi autoassolvo perché ho sempre lavorato per quattro. Almeno questo, tutti hanno dovuto riconoscerlo».

Non è stato roso dal dubbio d’aver condannato un innocente?
«Una volta sì. Mi ero convinto che un impiegato delle Poste avesse fatto da basista in una rapina. Mi fidai troppo degli investigatori e lo tenni dentro per quattro-cinque mesi. Fu prosciolto dal tribunale».

Gli chiese scusa?
«Non lo rividi più, sennò l’avrei fatto. Lo faccio adesso. Ma forse è già morto».

Intervistato sul Corriere della Sera da Indro Montanelli nel 1959, il giorno dopo essere andato in pensione, il presidente della Corte d’appello di Milano, Manlio Borrelli, padre dell’ex procuratore di Mani pulite, osservò che «in uno Stato bene ordinato, un giudice dovrebbe, in tutta la sua carriera e impegnandovi l’intera esistenza, studiare una causa sola e, dopo trenta o quarant’anni, concluderla con una dichiarazione d’incompetenza».
«In Germania o in Francia non si parla mai di giustizia. Sa perché? Perché funziona bene. I magistrati sono oscuri funzionari dello Stato. Non fanno né gli eroi né gli agitatori di popolo. Nessuno conosce i loro nomi, nessuno li ha mai visti in faccia».

Si dice che il giudice non dev’essere solo imparziale: deve anche apparirlo. Si farebbe processare da un suo collega che arriva in tribunale con Il Fatto Quotidiano sotto braccio? Cito questa testata perché di trovarne uno che legga Il Giornale non m’è mai capitato.
«Ho smesso d’andare ai convegni di magistrati da quando, su 100 partecipanti, 80 si presentavano con La Repubblica e parlavano solo di politica. Tutti espertissimi di trame, nomine e carriere, tranne che di diritto».Quanti sono i giudici italiani dai quali si lascerebbe processare serenamente?
«Non più del 20 per cento. Il che collima con le leggi sociologiche secondo cui gli incapaci rappresentano almeno l’80 per cento dell’umanità, come documenta Gianfranco Livraghi nel suo saggio Il potere della stupidità».

Perché ha aspettato il collocamento a riposo per denunciare tutto questo?
«A dire il vero l’ho sempre denunciato, fin dal 1970. Solo che potevo pubblicare i miei articoli unicamente sul mensile Diana Armi. Ha chiuso otto mesi fa».

Anche i giudici, i magistrati (o magist-ratti), i PM (o PR del PD), hanno un cuore, ma solo per mafiosi, terroristi, pedofili, fascisti, casalingue di al-Qaida, spacciatori, infanticidi, assassini di vecchiette importati e/o dagli argomenti convincentemente lunghi e duri, ecc…

Perché il governo italiano non affronta l’immigrazione nel Mediterraneo? Perché non vuole

Gefira

Lo stato di diritto è invocato spesso come il valore occidentale che i movimenti “populisti” vogliono distruggere, ma le dirigenze al governo da tempo l’hanno sospeso nel caso delle leggi sull’immigrazione. L’esempio più evidente è la politica sull’immigrazione iniziata dal governo Letta nel 2013 e continuata dal governo Renzi.

Mario Morcone, Andrea Riccardi, Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Mario Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri, Enzo Moavero Milanesi, Ministro per gli Affari Europei

Mario Morcone, Andrea Riccardi, Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Mario Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri, Enzo Moavero Milanesi, Ministro per gli Affari Europei

Nell’ottobre del 2013, il governo Letta, di fronte a ondate di profughi in fuga dal caos istigato dall’occidente con la primavera araba in Libia, che non fu altro che l’insurrezione di gruppi islamisti, lanciò l’operazione “Mare Nostrum“, inviando la Marina italiana nelle acque libiche per salvare i richiedenti asilo. Per quanto nobile fosse la motivazione, l’effetto collaterale dell’operazione fu incoraggiare altri ad intraprendere questo viaggio, perché ora c’era la Marina italiana a salvarli. Il risultato è stato l’aumento del 224% delle imbarcazioni salpate dalla Libia, traducendosi in 10000000 di euro al mese per il governo italiano.(1) Nel novembre 2014, Mare Nostrum fu sostituita da Triton coordinata e finanziata dall’UE, ma coprendo una quota minore del Mediterraneo al costo di 3 milioni di euro al mese. La ragione ufficiale dell’operazione Triton era controllare i confini, tuttavia, analizzando i fatti, l’obiettivo dell’operazione era semplicemente trasportare quante più persone possibile, indipendentemente che fossero rifugiati, migranti economici, legali o clandestini. Da allora, i canali del contrabbando invece di chiudere si moltiplicarono. Pratica comune fin dall’operazione “Mare Nostrum” e continuata con Triton, era che i contrabbandieri lanciassero il segnale di soccorso alle navi di pattuglia della Marina chiedendo aiuto. Nel frattempo, le ONG che perseguono le “frontiere aperte” unirono le forze assistendo chiunque, legale, illegale o rifugiato che volesse raggiungere l’Europa (2, 3, 4).arrivalsitalyLa Commissione europea è responsabile di Frontex che, eseguendo i controlli alle frontiere, ha una chiara idea della questione. Il commissario per gli affari interni, migrazione e cittadinanza Dimitris Avramopoulos ha detto: “Un’altra parte importante emersa dalle discussioni sulla lotta al contrabbando è che, secondo ONG e autorità locali e regionali, aiutare il contrabbando di migranti non va criminalizzato. Sono pienamente d’accordo, naturalmente, come anche sulla necessità di tutelare i diritti fondamentali dei contrabbandati. Dobbiamo punire i contrabbandieri”.(5) Punire i contrabbandieri, e non le organizzazioni non governative di cui fanno parte, significa che il problema non può e non va risolto, perché le ONG saranno sempre libere di contrabbandare migranti. Questa è una ben nota vecchia tradizione; il governo Monti nel 2011-12 creò il Ministero per l’Integrazione assegnato ad Andrea Riccardi della “Comunità di Sant’Egidio”, ONG spiccatamente per le frontiere aperte. La “Comunità di Sant’Egidio” persegue un piano come “corridoi umanitari”, per finanziare una rotta alternativa per fare entrare migranti in Italia. Andrea Riccardi disse ai media francesi di essere convinto che l’Europa deve aprire le frontiere.(6) Il ministero fu poi consegnato a Cécile Kyenge, donna di colore nata nella Repubblica democratica del Congo, che ebbe il compito di ridurre drasticamente i requisiti per acquisire la cittadinanza italiana, proponendo una legge per dare la cittadinanza ai figli degli immigrati nati sul suolo italiano. Con Renzi, il ministero fu ridotto a dipartimento del Ministero degli Interni e consegnato a Mario Morcone, altro affiliato a “Sant’Egidio”. Che succede una volta che migranti di ogni genere arrivano sul suolo italiano? Vengono inviati nei centri di accoglienza, dove possono fare domanda per lo status di rifugiati. Va notato che l’Italia da tempo è a corto di posti per i richiedenti asilo, e così il governo paga alberghi, ostelli o singoli cittadini, in generale, per accoglierli.
img_71304_119585 Una pratica comune per coloro che sanno che la domanda sarà respinta è distruggere i documenti (7) in modo che il tempo per identificarli aumenti esponenzialmente. L’esperienza ha dimostrato che i centri alla fine diventano sovraffollati, rivelandosi l’occasione per le rivolte dei migranti che distruggono le proprietà e, infine, fuggono divenendo clandestini.(8, 9, 10, 11, 12) Se non fuggono e la domanda viene respinta, vengono espulsi. L’espulsione però è volontaria e i dati dimostrano che il 50% dei migranti espulsi effettivamente se ne va, probabilmente in un altro Paese dell’UE-Schengen, e gli altri diventano clandestini. Come lo scandalo di “Mafia Capitale” (13) ha dimostrato, la collusione tra membri del Partito Democratico che controllano le istituzioni dell’immigrazione dello Stato italiano, compresi centri dei rifugiati, ONG e criminalità organizzata, assicurano che i migranti siano impiegati a spese dei contribuenti italiani con tariffe orarie insignificanti, permettendo enormi profitti illeciti ai racket. La citazione infame di un membro della criminalità organizzata rivela come l’immigrazione sia ormai un business più redditizio del traffico di droga. “Hai idea di quanto faccio con questi immigrati?” disse Salvatore Buzzi, affiliato della mafia, in un’intercettazione telefonica di 1200 pagine all’inizio del 2013. “Il traffico di droga non è così redditizio“. “Abbiamo chiuso quest’anno con un fatturato di 40 milioni, ma… i nostri profitti provengono tutti da zingari, emergenza abitativa e immigrati“, aveva detto Buzzi. Era il 2013, quando 20000 immigrati arrivarono in Italia. Nel 2016, ne giunsero 180000.
Politici corrotti come Giuseppe Castiglione (NCD, partner del Partito Democratico), che lavorano per il Ministero degli Interni con la missione ufficiale di “favorire l’integrazione di coloro che necessitano di protezione internazionale”, lavorano in realtà per garantirsi profitti dalla crisi. Le attività illegali vanno dall’assegnazione della costruzione dei centri per rifugiati alle cooperative legate al PD, in cambio di tangenti, al trasferimento di richiedenti asilo e clandestini nelle campagne italiane per impiegarli nell’agricoltura per una tariffa oraria di 1-3 euro. Quando si tratta di donne immigrate, si organizzano giri di prostituzione nei centri di accoglienza o le vendono per lavorare sulle strade italiane. (14)
Immigrazione, storia di assenza di volontà della Stato di diritto, contrabbando, disonestà, schiavitù e, infine, distruzione dell’Europa.yffqcm8h6424-732-k9bb-u10402647339452lnb-700x394lastampa-itNote
1.Immigrazione: il flop di Mare Nostrum, Il Sole 24 Ore
2.Caught in the act: NGOs deal in migrant smuggling, Gefira
3.NGOs Armada operating off the coast of Libya, Gefira
4.The Americans from MOAS ferry migrants to Europe, Gefira
5.How can EU action against migrant smuggling be more effective? European Commission
6.Andrea Riccardi, a soul for Europe, La Vie
7.Establishing Identity for International Protection, European Migration Network
8. 40 Migranti fuggono dall’albergo nel sulcis bloccando la statale, Corriere
9. Rivolta nel Cie di Milano: scappano tre irregolari, gd-notizie
10. Rivolta al Cie, agenti contusi scappano in 22, dieci arresti, Migranti Torino
11. Lampedusa, via ai trasferimenti. Fuga di immigrati dal Cie di Torino, RAI
12. I clandestini restano in Italia anche dopo essere espulsi, Il Giornale
13. Mafia Capitale, Buzzi: “Con immigrati si fanno molti più soldi che con la droga”, Il Fatto Quotidiano
14. Sicilian Mafia Cashes In On Desperate Immigrants, La Stampa

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Yara, il vero omicidio, Bossetti capro espiatorio

Bisogna essere sempre vigili e consapevoli, perchè finire nel mirino di magist-ratti, giudici e inquirenti corrotti e collusi, può riguardare tutti, soprattutto in Italia:

Yara: Cani molecolari e arresto di un innocente per proteggere i potenti

Yara è morta in palestra ecco il video

L’oligarca del fascismo: Kolomojskij vuole diventare l’unico padrone dell’Ucraina

Danielle Bleitrach Histoire et Societé 9 luglio
1852111_pic_970x641RT spesso molto ben informata ci assicura: l’oligarca ucraino Igor Kolomojskij ha proposto la confisca dei beni, impianti e altre risorse degli imprenditori che finanziano la milizia a est. Ad esempio, in Ucraina, con il pretesto del patriottismo comincia la redistribuzione globale delle proprietà degli oligarchi che per FMI e occidente rappresenta il modo con cui prendere il denaro del Paese, mantenendo un tasso di cambio favorevole a tale esodo, con politiche di austerità,  disoccupazione e privatizzazione. Il massacro del popolo del sud-est, del Donbass, ma anche di Odessa, è per loro un modo per eliminare i concorrenti in tale bottino. Kolomojskij che afferma la propria ebraicità, ha passaporto ucraino ed israeliano, vive a Ginevra ed impiega gli squadroni della morte neo-nazisti di Pravij Sektor anche con l’aiuto degli Stati Uniti, per diventare il padrone e sovrano assoluto dell’Ucraina.
L’idea di Kolomojskij di confiscare le proprietà degli oppositori politici è apparsa sulla pagina facebook di Boris Filatov della regione di Dnepropetrovsk, dov’è governatore, riferendone le  parole: “Lo Stato ora è semplicemente obbligato a confiscare beni, proprietà, azioni dei sostenitori del separatismo. Tutti coloro che hanno sostenuto e continuano a sostenere il terrorismo nel Paese, non solo godono senza motivo e gratuitamente di decine di fabbriche, aziende e servizi di telecomunicazione ucraine, ma ora queste aziende, sulla scia di Janukovich e soci, hanno ordinato l’assassinio dei nostri cittadini“. Kolomojskij ritiene che la proprietà dovrebbe essere trasferita ad una società i cui azionisti siano coloro che finanziano la spedizione punitiva nel sud-est dell’Ucraina, e i parenti dei soldati deceduti. L’idea di Kolomojskij è stata immediatamente sostenuta dall’ultra-nazionalista Pravij Sektor. “Non è liberalismo. E non si può dire che non sia democratico e che non corrisponda ai valori pan-europei“, ha scritto sulla sua pagina facebook Boris Filatov. Il politologo tedesco Guenter Scholz ritiene che Pjotr Poroshenko presto lascerà il posto a Kolomojskij. Secondo lui, l’Ucraina inevitabilmente affronterà una crisi di leadership, e Igor Kolomojskij rientra in tale impasto di appetiti oligarchici e di pseudo nazional-socialismo qual è la confisca di immobili di altri oligarchi. Gunter Scholz spiega: “Vediamo che Poroshenko si comporta come Karzai, ha cercato di negoziare con i clan locali corrotti, mentre la guerra civile rigaurda tutti i nuovi territori dell’Ucraina, spostandone gradualmente i confini occidentali. Questo è esattamente ciò che accade oggi nell’Afghanistan di Karzai. E non possiamo permetterci un secondo Afghanistan ai confini dell’Europa unita. Per evitarlo, sarebbe preferibile che s’installi Kolomojskij che ha dimostrato efficienza e capacità nel gestire la situazione nei territori difficili, dove ora ha autorità”, l’UNN cita l’esperto. “Dovete capire che la situazione in Ucraina peggiora, e qualsiasi ritardo nel prendere le decisioni necessarie (da Poroshenko), minaccia che l’irreversibilità della crisi possa solo aggravarsi“, dice Scholz.

06F08E41-57FD-4FBA-BFE1-C77AE30AA2E7_mw1024_s_nL’oligarca dalle mani insanguinate
In precedenza, gli esperti hanno notato che Igor Kolomoisky è in realtà l’unico che beneficia del cambio di potere in Ucraina. Quando Viktor Janukovich prese il potere, Kolomojskij organizzò  la nomina a governatore della regione di Dnepropetrovsk. La gestione di altri settori fu assegnata ai suoi seguaci. Così, a sua volta, la regione di Donetsk fu diretta da un altro oligarca, Sergej Taruta. La gestione di Odessa andò a un sostenitore e amico di Igor Kolomojskij, Mace. Va notato che Mace poté installarsi dopo la tragedia di Odessa. Il 2 maggio, i sostenitori dell’integrazione europea e gli attivisti “antimajdan” attaccarono la casa dei sindacati. Gli ultranazionalisti lanciarono molotov nell’edificio. Così, secondo i dati ufficiali, 48 persone furono uccise, e altre 48 sarebbero ancora disperse. Il vicesindaco di Odessa Vadim Savenko ritiene che le autorità di Kiev abbiano nascosto la verità sulle vittime. Secondo lui, nell’incendio della “Khatyn di Odessa” sono state uccise 116 persone. L’attacco al campo “antimajdan” fu organizzato e finanziato da Igor Kolomojskij. A Dnepropetrovsk e Odessa si decise che gli assassini degli oppositori di Majdan, a Odessa, si camuffassero da agenti del ministero degli Interni dell’Ucraina, “Est” e “Tempesta“, il cui finanziamento fu assicurato dall’affarista ucraino e politico Igor Kolomojskij, ed anche la candidatura alla presidenza di Petro Poroshenko, l’oligarca re del cioccolato che possedeva numerosi immobili a Sebastopoli.
Igor Kolomojskij creò il suo esercito privato. Hacker hanno scoperto informazioni sul finanziamento dell’oligarca dei battaglioni della Guardia Nazionale “Dnepr-1”, “Doneck-Lugansk”, battaglione speciale PPP Artjomovskij. Grazie agli stretti rapporti con il ministro degli Interni dell’Ucraina Arsen Avakov, Kolomojskij ha legalizzato il suo esercito privato, conferendogli lo status di battaglione della Guardia Nazionale. Gli attivisti hanno non solo il diritto di portare armi, ma le usano nelle regioni recalcitranti dell’Ucraina. Tuttavia, non possiamo dire che la formazione della Guardia Nazionale sia effettuata solo a spese di Kolomojskij. La prima banca ucraina, controllata dall’oligarca, Privat-Bank, a marzo ha ricevuto dalla Banca Nazionale di Ucraina 9 miliardi. Per sostenere il sistema bancario, la BNU ha speso 21 miliardi. In altre parole, “Privat-Bank” ha preso quasi la metà di tale importo. Questo non è il solo denaro ricevuto con il supporto di Kiev. Controllando la “ukrtatnaft” (gas), ha vinto una gara per la fornitura di carburante all’esercito ucraino. Non è un un segreto per la sua cerchia,che il magnate Kolomojskij abbia il monopolio nel Paese. “Il vicecapo dell’amministrazione regionale Gennadij Korban dice che Kolomojskij ha il monopolio sulle forniture di petrolio all’esercito: “Kolomojskij possiede la raffineria petrolifera nazionale ucraina”, e il massacro ad Odessa in realtà mirava a controllare le raffinerie della città. La Privat-Bank, spiega Korban, è anche la prima banca ucraina. Va osservato che in sei mesi in Ucraina sono fallite 5 banche, e secondo gli economisti ucraini, 40 banche hanno chiesto aiuto allo Stato. La BNU ha aiutato Kolomojskij a riprenderle”.

L’ultima battaglia per l’Ucraina
Oggi Kolomojskij ha iniziato ad attaccare le attività dei suoi concorrenti nel sud-est dell’Ucraina e si deve osservare il massacro nel Donbass alla luce di tale attacco tra bande di oligarchi che si azzannano con diverse alleanze, mentre povere vittime ne pagano il conto. Tuttavia, secondo il direttore del centro comunicazione Eurasia Aleksej Pilko (Soros, NdT) il magnate ha voluto perseguire contemporaneamente più obiettivi. Il primo è motivare il suo esercito alla guerra. “Kolomojskij vuole stimolare finanziariamente” la punizione. “Infatti, è una pratica della seconda guerra mondiale che le truppe tedesche praticarono massicciamente quando gli vennero offerti i beni confiscati a coloro che sostenevano i guerriglieri. Spesso ebrei. Ironia della storia è un ebreo che segue tali metodi; Kolomojskij non si fermerà, non è un politico, ma un criminale di guerra“. Il piano di Kolomojskij è impadronirsi del Paese. “Ha già annunciato un piano per istituire un governatorato che includa non solo Dnepropetrovsk ma Donetsk, Lugansk e Zaporozhe. Sì, vuole diventare il Gauleiter dell’Ucraina“. Devo dire che con mia grande sorpresa, durante il mio recente soggiorno in Crimea, tutti sapevano delle mene di Kolomojskij senza la minima riflessione sul paradosso di tale ebreo che applica la strategia nazista con l’aiuto di comprovati sostenitori di Bandera. Non ho che sentito del ruolo dell’oligarca spiegandomi che per 23 anni si sono visti montare orrori come le piaghe d’Egitto. Ma tornando ai piani di Kolomojskij, presentati come nazionalsocialismo che punisce gli oligarchi sequestrandogli i beni, dove avrebbe avuto la parte del leone assieme alle vedove dei suoi sodali. Poroshenko appare una figura più o meno di facciata, già oggi non ha alcun controllo. Cerca di porsi da leader nazionale, ma non ci riesce per nulla. Ha tutte le possibilità di essere un mero capro espiatorio, e presto.
D’accordo con questo parere è il politologo Aleksandr Dugin, che si dice sia consigliere di Putin. Secondo lui, Kolomojskij fa parte del gruppo di oligarchi simili a Boris Berezovskij e altri imprenditori dell’epoca che, per amore del denaro, erano disposti a commettere i crimini peggiori. “La loro posizione è indebolita in Russia e Ucraina, ma purtroppo, avanzano“, ha detto l’esperto. “Penso che Kolomojskij sia beneficiario della carneficina in Ucraina orientale. Sappiamo che ordinò l’eccidio di Odessa. Finanzia la spedizione punitiva della lotta contro il terrorismo. Tali mercenari hanno ucciso bambini, donne e anziani russi nella regione del sud-est. Naturalmente investe non solo soldi nella guerra, ma ne ottiene tutti i dividendi“, ha detto Aleksandr Dugin. Secondo lui, l’obiettivo finale di Kolomojskij è strappare tutte le risorse degli oligarchi ucraini che controllavano il sud-est dell’Ucraina. “Notando che i suoi concorrenti perdono la guerra, è pronto a mettere la zampa su di esse, o ciò che ne resta. Kolomojskij e il complice altro oligarca Poroshenko, condividono tali attività”, pensa l’esperto. Dugin è stato oggetto di una campagna in Francia per presentarlo come grande russo ultranazionalista e quindi sospetto di antisemitismo con il pretesto che denuncia certi oligarchi. Per fortuna o purtroppo, Putin e il suo entourage non se ne curano e non sottolineano mai i legami di Kolomojskij con la comunità ebraica russa ed anche ucraina che, con veemenza, denunciano il personaggio, anche se gli Stati Uniti sono ripetutamente intervenuti per cercare di suscitare  condanne dalla comunità ebraica stessa, arrivando a fabbricare falsi antisemiti nel Donetsk (che sappiamo essere opera degli amici di Kolomojskij), ampiamente distribuiti sulle reti sociali pro-Israele, mentre la destra israeliana si rifiutava di avallare tali campagne. Il vantaggio della situazione ucraina è mostrarci come gli interessi di classe sono molto più potenti di qualsiasi appartenenza con cui cercare di far dimenticare la vera forza dei suddetti interessi… Il fascismo organizza tale confusione per preservare i suddetti interessi.

unnamedTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora