La portaerei russa va nel Mediterraneo

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 05/07/2016Anv5PUeLa portaerei (classificazione formale, incrociatore pesante portaerei lanciamissili – TAVKR), Admiral Kuznetsov, fiore all’occhiello della Marina russa, parteciperà alla battaglia contro i gruppi terroristici in Siria. Secondo l’agenzia TASS, la nave partirà per il Mediterraneo in ottobre e fungerà da piattaforma per gli attacchi aerei contro i terroristi almeno fino al febbraio 2017. Dopo la missione, la nave tornerà nei cantieri navali Sevmash di Severodvinsk, nel nord della Russia, per ampi aggiornamenti. L’Ammiraglio (in pensione) Vladimir Komoedov, a capo del Comitato della Difesa della Duma di Stato russa ed ex-comandante della Flotta del Mar Nero russo, ha detto che l’equipaggio verrà sostituito durante la missione. L’Admiral Kuznetsov fu varata nel 1985 e divenne operativa nel 1995. Venti anni fa, la nave si trovava al largo del porto di Tartus, in Siria, in occasione del 300° anniversario della Marina russa celebrato nel 1996. Dopo la nave fu schierata diverse volte nel Mediterraneo. L’Admiral Kuznetsov è la più grande nave mai costruita in URSS o Russia, con un dislocamento di 58600-67500 tonnellate, lunga 305 m, larga 72 m e pescaggio di 11 m. La velocità massima è 29 nodi (54 km/h) e l’autonomia alla massima velocità è di 3800 miglia nautiche (7000 km). A 18 nodi (33 km/h), l’autonomia massima è di 8500 miglia nautiche (15700 km). La nave può restare in mare per 45 giorni. Impiega un trampolino sul ponte di volo inarcato di 12 gradi, per far decollare gli aeromobili ad ala fissa (trampolino di decollo). A bordo gli aeromobili accelerano verso il trampolino decollando con i postbruciatori. Ciò comporta che l’aeromobile lasci il ponte ad un angolo e un’elevazione assai più elevati sul ponte rispetto alle piattaforme dotate di catapulte. Il ponte di volo è dotato di cavi d’arresto all’atterraggio.
ka-52kL’unica portaerei della Marina russa, l’Admiral Kuznetsov, sarà schierata nel Mar Mediterraneo con una nuova configurazione della componente aerea, trasportando 15 caccia ognitempo da superiorità Sukhoj Su-33, caccia multiruolo Mikojan MiG-29K/KUB e 10 elicotteri Kamov Ka-52K, Ka-27 e Ka-31. Nelle specifiche di progetto originali, la nave dovrebbe trasportare33 velivoli ad ala fissa e 12 elicotteri. Questa è la prima volta che il nuovo Ka-52K, versione navalizzata del Ka-52, sarà testato in condizioni di combattimento. La differenza principale dall’elicottero d’attacco Ka-52 Alligator sono le pale del rotore principale pieghevoli e le alette ripiegabili. La nuova versione sarà inoltre adattata all’uso navale con una maggiore protezione dalla corrosione e un sistema d’aria condizionata regolabile. I Ka-52K (Hokum-B) riceveranno una speciale suite avionica per consentire l’atterraggio strumentale sul ponte della nave. Il sistema di supporto dell’equipaggio verrà aggiornato per permettere ai piloti di lavorare con tute d’immersione. Il Ka-52K ha una stazione elettro-ottica girostabilizzata e radar a onde millimetriche, con raggio di rilevamento di 25 km. Il pacchetto di armi include un cannone automatico da 30mm 2A42, razzi, missili anticarro laser o radio-guidati o un sistema di difesa aerea. La versione Ka-52K sarà un aggiornamento della versione base del velivolo già consegnato alle forze armate russe. Russia Helicopters attualmente ha un contratto con le Forze Aerospaziali per consegnare 146 Ka-52 entro il 2020. Questo tipo entrò in servizio nel 2011 come elicottero da ricognizione e combattimento. I piani dei militari richiedono la sostituzione di parte di questi elicotteri con la versione Ka-52K.
L’aviogetto MiG-29K è un altro caso speciale, non è mai stato schierato operativamente dalla Flotta russa. Il MiG-29K è una versione molto migliorata dell’originale MiG-29 Fulcrum. Nella versione imbarcata ha cellula e carrello rinforzati per sopportare l’appontaggio sulla portaerei. E’ inoltre dotato di ali pieghevoli e di gancio d’arresto. La struttura del velivolo dispone anche di misure per la riduzione di quattro volte della firma radar dell’aviogetto, che inoltre è dotato di più potenti ed economici motori Klimov RD-33MK, tutti dotati di controlli a piena autorità digitali del motore (FADEC). Nel complesso, le nuove centraline sono molto più affidabili e di facile manutenzione rispetto ai vecchi RD-33K. A differenza degli originali MiG-29, il nuovo Fulcrum-D è dotato di un sistema fly-by-wire digitale. L’avionica dei nuovi Fulcrum si basa sul radar ad impulsi Doppler Zhuk-ME, in grado di seguire dieci bersagli e d’ingaggiarne quattro contemporaneamente. E’ inoltre dotato di un nuovo sistema di ricerca ed inseguimento ad infrarossi multicanale (IRST). L’avionica si basa sull’onnipresente architettura standard MIL-STD-1553B aperta agli aggiornamenti più rapidi. Il velivolo può trasportare una serie di armi guidate aria-aria e aria-terra come il missile antinave Kh-35E. Le forze armate russe hanno ordinato due dozzine di nuovi aviogetti per eventualmente sostituire il Su-33 in servizio nella Marina russa. L’aereo dovrebbe essere consegnato alla Flotta russa entro la fine dell’anno.
289 Il ruolo d’incrociatore è facilitato dall’adozione nell’Admiral Kuznetsov di 12 missili da crociera a lungo raggio antinave P-700 Granit (classificazione NATO SS-N-19 Shipwreck), a differenza delle portaerei della NATO che non trasportano armamento. La presenza di questi considerevoli missili antinave ne determina la denominazione formale d’incrociatore portaerei. La nave è dotata di 24 lanciatori verticali (192 missili) dei sistemi ognitempo a bassa a media quota 3K95 Kinzhal (SA-N-9 Gauntlet), un sistema missilistico a corto raggio antiaereo progettato per colpire aerei, elicotteri, missili da crociera, bombe guidate, velivoli senza equipaggio e missili balistici a corto raggio (anti-munizioni). Per la difesa aerea a corto raggio, la nave è dotata di 8 sistemi d’arma da supporto ravvicinato (CIWS) Kashtan, ognuno dotato di 2 lanciamissili antiaerei 9M311 accoppiati ai cannoni rotanti da 30mm GSh-30 e a una centralina di tiro Radar/Optronica. Vi sono anche 6 cannoni rotanti singoli da 30mm AK-630. La nave è dotata di un sistema anti-sottomarino UDAV-1 con 60 razzi antisom, che protegge le navi di superficie deviando e distruggendo i siluri in arrivo. Il sistema protegge da sottomarini e sistemi di sabotaggio subacquei. L’UDAV-1 è dotato dieci canne ed è in grado di sparare proiettili di profondità 111SG, mine 111SZ e sistemi d’inganno 111SO. La portata del sistema è 3000 metri e la profondità d’ingaggio di un sottomarino è 600 m. Va notato che la Russia è l’unico Paese al mondo con una portaerei così pesantemente armata: le portaerei degli altri Paesi sono essenzialmente delle mere basi aeree galleggianti che hanno bisogno di navi di scorta anche se non tanto quanto le portaerei degli Stati Uniti. Con tali armi, la nave può difendersi contro una vasta serie di minacce ed impedire al nemico di avvicinarsi troppo, dal cielo o da sott’acqua. La nave ha un sistema di controllo del tiro ed acquisizione bersagli di superficie (passivo a scansione elettronica) in banda D/E, un radar di ricerca di superficie in banda F, un radar di sorveglianza aerea in banda G/H, un radar per la navigazione in banda I, e quattro radar in banda K per i CIWS Kashtan. Ha un sonar di ricerca e attacco a media e bassa frequenza montato nello scafo. Gli elicotteri ASW hanno un radar di ricerca di superficie, un sonar ad immersione, boe sonore e un Magnetic Anomaly Detector. L’Admiral Kuznetsov è propulsa da otto caldaie a gas che alimentano quattro turbine a vapore, ognuna delle quali produce 50000 cv (37 MW), trasmessi via quattro alberi alle eliche a passo fisso.
Il viaggio dell’Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo dimostra le proiezione di potenza crescente della Russia, che non dipenderà dell’aviazione tattica basata a terra. Ha una nave da combattimento per operazioni aeree che agirà da base aerea d’altura. I nuovo aeromobili ad ala fissa e rotante verranno testati in battaglia combattendo il terrorismo nel loro primo dispiegamento operativo. La Marina russa ha bisogno di questa esperienza, mentre si progetta la costruzione di una nuova portaerei russa intorno al 2025. “E’ molto probabile che avverrà entro la fine del 2025. Abbiamo tre progetti proposti dal Centro di ricerca Krylov. Nel complesso, non sono male”, aveva detto il Viceministro della Difesa Jurij Borisov alla mostra degli elicotteri HeliRussia-2016 di Mosca. La Russia ha avuto notevole successo nel sviluppare un’avanzata marina oceanica sempre più potente grazie a un arsenale sofisticato. Il dispiegamento dell’Admiral Kuznetsov dimostra una grande capacità di proiezione di potenza che poche altre marine al mondo possono eguagliare.admiral-kuznetsov-russian-navy-su-1642268-2892x1928La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I nuovi cacciatorpediniere Lider amplieranno la proiezione di potenza della Russia

Andrej Akulov 01/07/2016BqeobMfLa United Shipbuilding Corporation (USC) russa dovrebbe firmare un contratto con le Forze Armate russe per costruire una nuova e potente classe di navi da guerra, le Proekt 23560 Lider. Il progetto della nave dovrebbe essere completato quest’anno. Il progetto rientra nel programma di sviluppo navale della Russia per il 2050. Si prevede che il cacciatorpediniere capo-classe entri in servizio e sostituisca i cacciatorpediniere classe Sovremennij e classe Udaloj, così come gli incrociatori classe Slava. In realtà, sarà una nave completa che sostituirà cacciatorpediniere, grandi navi antisom e incrociatori lanciamissili. La nave multiruolo avrà capacità antiaerea, anti-superficie e antisom e un ruolo d’attacco strategico. Dovrà sostituire altri cacciatorpediniere e incrociatori divenendo la principale unità di superficie della Marina russa. Il Presidente Vladimir Putin ha firmato il decreto per perpetuare la memoria di Evgenij Primakov, per cui la prima nave della classe Lider avrà il nome del famoso statista e accademico. Evgenij Primakov ebbe molti alti incarichi nel governo e fu Primo Ministro della Russia nel 1998-1999. Era anche un accademico e membro del Presidium della Accademia Russa delle Scienze. Secondo il documento firmato da Vladimir Putin: “tenendo conto del contributo di Primakov nella formazione dello Stato russo e nelle riforme economiche, si raccomanda che il governo ponga una lapide commemorativa sulla casa dove visse, ed istituisca una Borsa di studio. Una nave della Marina russa avrà il suo nome”.
ob_0fbf97_krilov-lider Il progetto generale del cacciatorpediniere fu presentato la scorsa estate alla mostra della Difesa “Army 2015”. La nave lunga 200 metri e larga 20 metri dislocherà 17500 tonnellate. Navigherà ad una velocità massima di 32 nodi, con un’autonomia di 90 giorni. L’equipaggio sarà formato da 300 uomini. Non è ancora chiaro se i cacciatorpediniere saranno propulsi da turbine a gas o nucleari. I Lider dovrebbero essere dotati di missili antinave, antisom e anti-superficie Kalibr-NK e di missili da crociera supersonici antinave P-800 Oniks con gittata di oltre 300 chilometri. I missili ipersonici Tzirkon potrebbero essere imbarcati. I nuovi missili raggiungono la velocità di circa Mach 5-6 e sono in fase di test prima di andare in produzione nel 2018. La nave sarà dotata del sistema di difesa aerea S-500 in grado di distruggere missili balistici intercontinentali e veicoli spaziali, missili da crociera e aerei che volano a velocità superiori a Mach 5. L’S-500 può rilevare e attaccare contemporaneamente 10 testate di missili balistici a 600 km di distanza che volano alla velocità di 8000 metri al secondo. Possono ingaggiare bersagli alla quota di circa 200 km, come missili balistici in arrivo dallo spazio a 500 km di distanza. Armati di non meno 200 missili, i Lider saranno le navi da guerra di superficie più grandi del mondo, dopo gli incrociatori a propulsione nucleare da 28000 tonnellate Proekt 1144 Orlan (classe Kirov). L’armamento del Lider comprenderà circa 60 missili da crociera antinave, 128 missili superficie-aria e 16-24 missili anti-sottomarino. La nave sarà dotata di sistemi di lancio verticali e l’armamento comprenderà anche un cannone da 130 mm polifunzionale dotato di sistema di gestione in combattimento integrato con ACS (sistemi automatizzati di comando) tattici ed operativo-tattici. La nave avrà una piattaforma di atterraggio per 2 elicotteri Kamov Ka-27 o Kamov Ka-32. La costruzione è prevista dal 2018-2019, con l’obiettivo di 12 navi in servizio suddivise tra le Flotte del Nord e del Pacifico.
Soprannominate classe Lider, queste navi da guerra avranno la potenza e il massiccio armamento nucleare degli incrociatori da battaglia sovietici Kirov. Le navi da 28000 tonnellate della classe Kirov hanno tre volte il dislocamento e il doppio dell’armamento delle controparti dell’US Navy, gli incrociatori AEGIS”, scrive il giornalista Ben Hernandez nel suo articolo su National Interest. La versione a propulsione nucleare ne farebbe il terzo cacciatorpediniere a propulsione nucleare al mondo dopo gli statunitensi USS Truxtun (DLGN-35) e USS Bainbridge (DLGN-25). I cacciatorpediniere classe Lider sono nuove navi che sovrasteranno le più grandi navi di superficie nella Marina degli Stati Uniti trasportando circa il doppio dei tubi lanciamissili di un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke. Il sistema di propulsione nucleare consentirebbe alle nuove navi da guerra di navigare in tutto il mondo senza la necessità delle navi da rifornimento ausiliarie o alcun obbligo di effettuare una sosta nei porti, facendone un potente strumento di proiezione di potenza, un’arma della politica estera.
Gli ultimi anni hanno visto la rinascita della potenza navale della Russia. La Russia ha intrapreso un programma d’investimento massiccio per sostituire le vecchie piattaforme sovietiche. I grandi cantieri navali della Russia ora attuano a pieno regime l’ambizioso programma navale per fare della Marina russa seconda a nessuno nel mondo. Con i Lider in servizio, la Marina russa avrà fortezze galleggianti armate di missili e artiglieria e a propulsione nucleare per garantire la presenza permanente navale globale della Russia.Project+22350+DDGLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Anaconda atlantista e risposta russa

Alessandro Lattanzio, 15/6/2016

Dopo la lunga serie di sconfitte geostrategiche subite dagli USA/NATO in Libia, Ucraina, Siria, Iraq, Egitto, ecc. Washington ed euro-vassalli alzano la tensione in Europa orientale, contando sui volontari kollabòs dei media occidentali, al fine di far distrarre risorse e concentrazione di Mosca sul Medio Oriente ed Estero Vicino (Donestk – Lugansk). Da qui il profluvio di dichiarazioni isteriche dei capi occidentali su sottomarini russi, atrocità russe contro poveri terroristi ‘moderati’ islamisti, costati alla NATO e ai Paesi del Golfo anni e anni di investimenti, risorse ed armamenti che ora vanno in fumo, assieme alla credibilità dell’occidente e del suo circo mediatico. Le manovre della NATO non potevano non essere tali da fare sembrare la terrorizzata pecora atlantista una iena pronta ad azzannare l’Orso russo. Ma le iene possono attaccare sono animali moribondi o feriti, e non è il caso dell’Orso russo.

Anakonda16_ENDal 7 al 17 giugno si svolgono le esercitazioni della NATO Anakonda-2016, le più grandi dalla fine della Guerra Fredda, che coinvolgono 12000 soldati polacchi, 14000 statunitensi, 1000 inglesi e altri 4000 provenienti da 21 Paesi, tra cui Svezia e Finlandia. I materiali impiegati nelle manovre comprendono 3000 mezzi, 105 velivoli e 12 unità navali; 1000 paracadutisti dell’82.ma Divisione aeroportata dell’esercito degli Stati Uniti venivano lanciati presso la città polacca di Torun, nell’ambito della Swift Response 16 di Vicenza, e i genieri realizzavano un ponte sul Vistola per farvi transitare 300 autoveicoli, tra cui carri armati tedeschi; una prima dal 1945… L’esercitazione si svolge nei Paesi Baltici e in Polonia, ed ha come obiettivo la regione di Kaliningrad della Federazione Russa, simulando l’invasione del territorio russo; minacciando la Russia. Anakonda-2016 avviene in concomitanza con varie esercitazioni del Patto atlantico: BALTOPS-16 nel Mar Baltico, che dal 6 giugno vede impegnate diverse decine di navi della NATO e 4500 soldati dei Paesi scandinavi e baltici. Inoltre la 173.ma Aerobrigata statunitense di stanza in Italia, si riuniva con il 2° Reggimento di cavalleria dell’esercito degli Stati Uniti a Drawsko, nel poligono Pomorskie, in Polonia; e dal 27 maggio un reggimento di blindati Stryker statunitensi partecipa all’operazione Dragoon Ride per trasportare forze della NATO da Vilseck, in Germania, a Tapa in Estonia, per partecipare dal 15 giugno all’esercitazione Saber Strike 16, manovra comprendente unità dell’US Army e di 13 altri Stati della NATO. Infine, vi è l’esercitazione Iron Wolf 2016 (denominata in onore del partito fascista lituano dei “Lupi d’acciaio”) iniziata il 6 giugno nell’ambito di Saber Strike 16, e che riguarda la più grande esercitazione della NATO nel Baltico con la partecipazione di 5000 soldati provenienti da Danimarca, Stati Uniti, Polonia, Lituania, Lussemburgo, Francia, Germania e Lituania. Nel Mar Nero, il 13 giugno, entrava il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense classe Arleigh Burke, USS Porter, nell’ambito dell’esercitazione PASSEX con le navi della marina militare romena. E l’8 e il 13 giugno, nell’ambito dell’iniziativa Grande Flotta Verde per le esercitazioni PASSEX con unità della Marina Militare italiana, e dell’operazione Inherent Resolve su Siria e Iraq, gli Stati Uniti schieravano nel Mediterraneo le portaerei a propulsione nucleare USS Harry S. Truman e USS Dwight D. Eisenhower, gli incrociatori lanciamissili USS Anzio, USS San Jacinto e USS Monterey, e i cacciatorpediniere lanciamissili USS Roosevelt, USS Mason, USS Nitze, USS Stout, USS Bulkeley, USS Gonzalez e USS Gravely, la nave rifornimento USNS Big Horn, il sottomarino d’attacco a propulsione nucleare USS Springfield.
La NATO prevede di stazionare 4 battaglioni di 800 soldati in Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia, con sedi e infrastrutture di comando e controllo, e depositi di armi e munizioni nella regione. Le attività della NATO violano l’Atto istitutivo NATO-Russia del 1997 che recita: “nel prevedibile contesto della sicurezza, la NATO effettuerà la difesa collettiva e altre missioni assicurando le necessarie interoperabilità, integrazione e capacità di rinforzo piuttosto che ulteriori stazionamenti permanenti di sostanziali forze da combattimento“. Washington ha stanziato per il 2016 3,4 miliardi di dollari per schierare in sei Paesi dell’Europa orientale 4000 soldati, 250 corazzati e altri 1700 autoveicoli. Tutto ciò è anche un tentativo di reagire al costante declino strutturale dell’Alleanza atlantica; infatti, se negli anni ’80 i membri europei della NATO versavano oltre il 3 per cento del PIL nel bilancio militare, nel 2008 Paesi come Germania, Belgio e Olanda ne versavano circa l’1 per cento, spingendo gli Stati Uniti ad incrementare le tensioni con la Russia, presentandola come minaccia alla sicurezza per l’Europa, grazie soprattutto alla complicità dei Paesi baltici e della Polonia. In vista del vertice della NATO a Varsavia, il 7-8 luglio, si prevede che la “spesa per la difesa della NATO debba aumentare data l’incertezza”, secondo il Financial Times, che poi citava il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg dire: “La previsione per il 2016, sulla base dei dati provenienti dalle nazioni alleate, indica che il 2016 sarà il primo anno di aumento della spesa per la difesa degli alleati europei, dopo molti, molti anni”, e sempre il Financial Times riportava che, “I Paesi baltici che confinano con la Russia compiono i maggiori cambiamenti. Il bilancio della Lettonia salirà di quasi il 60 per cento quest’anno. La Lituania vedrà un aumento del 35 per cento e l’Estonia del 9 per cento. Anche la Polonia, principale potenza militare dell’Europa orientale, aumenterà la spesa per la difesa del 9 per cento”, e questo in un periodo di acuta crisi economica generale per i Paesi europei, che comunque cercano di aumentare le risorse finanziarie per la NATO, seguendo le direttive degli USA che, al vertice della NATO in Galles del 2014, pretesero dagli alleati europei l’aumento delle spese militari fino al 2 per cento del PIL.tn_160604_Drawsko_Dwulatek_Recon_19La Russia reagisce a tali provocazioni, “Non nascondiamo l’atteggiamento negativo verso la linea della NATO che sposta infrastrutture militari ai nostri confini, trascinando nelle attività militari unità di altri Paesi. Questo attiverà il diritto sovrano russo di garantire la propria sicurezza con mezzi adeguati ai rischi attuali“, dichiarava il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, in presenza dell’omologo finlandese Timo Soini, a Mosca il 6 giugno. E sempre il 6 giugno, il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov dichiarava, “Se si da ascolto (alle isterie dei capi della NATO), si avrà l’impressione che la NATO sia una pecora con le spalle al muro circondata da predatori, incarnati dalla Russia e altri Paesi fuori dal controllo degli Stati Uniti“. Un recente articolo della Nezavisimoe Voennoe Obozrenie suddivide l’avanzata della NATO in tre fasi: la prima fase (1989-1999) caratterizzata dall’aggiramento del diritto internazionale; la seconda fase (1999-2010) caratterizzata dall’incremento della presenza della NATO in regioni vicine ai confini della Russia creando partenariati globali per adottare il sistema di difesa missilistica che minaccia il deterrente strategico della Russia; la terza fase (dal 2010) caratterizzata dallo sviluppo di strategie globali per contenere la Russia e per dare alla NATO un peso globale. In tale ottica, il vertice della NATO a Varsavia del 7-8 luglio viene visto a Mosca come coerente con l”acquisizione delle funzioni globali” coll’espansionismo della NATO volto a creare “zone di caos controllato” nelle aree più strategicamente cruciali per l’occidente, e prevedendo quindi un ulteriore allargamento di una NATO sempre meno propensa a cooperare con Mosca. Secondo gli esperti della Rand corporation, think tank del Pentagono e della CIA, la Russia schiererebbe sul Baltico e a Kaliningrad 4 battaglioni corazzati, 5 meccanizzati, 4 motorizzati, 8 paracadutisti, 3 di Fanteria di Marina (di stanza a Kaliningrad), 3 di artiglieria pesante, 2 di lanciarazzi pesanti, 5 di lanciarazzi medi, 2 di missili Iskander, 2 di missili Tochka, 6 di elicotteri d’attacco. Quindi Mosca conterebbe su 10-11 brigate complete contro 2 battaglioni aeroportati, 2 di elicotteri d’attacco e 1 brigata meccanizzata statunitensi presenti nel Baltico, che verrebbero rinforzati entro 24 ore da 2 battaglioni aeroportati inglesi, 2 battaglioni di carri armati polacchi, 1 brigata aeroportata statunitense e 5 altre brigate della NATO. Il che significa un rapporto di 2,7 a 1 a favore della Russia. Inoltre le forze della NATO sarebbero composte essenzialmente da unità leggere senza armi pesanti. Inoltre, la NATO schiera in Lituania 1 squadrone di caccia statunitensi F-1C e 2 squadroni di caccia inglesi Typhoon, mentre la Polonia attiverebbe 2 squadroni di caccia F-16 e 1 di caccia MiG-29, a cui si aggiungerebbero 2 squadroni di F-16 statunitensi, 1 di F-16 norvegesi, 1 di F-16 danesi, 1 di Rafales francesi, 3 di F-15 statunitensi, 6 di aerei d’attacco A-10 statunitensi, 1 di F-22 statunitensi e 6 caccia CF-18 canadesi. Le Forze Aeree russe sul Baltico consisterebbero in 9 squadroni di caccia Su-27, 2 di cacciabombardieri Su-34, 3 di caccia multiruolo MiG-29, 4 di intercettori MiG-31, 5 di cacciabombardieri su-24 e 4 di bombardieri pesanti Tu-22M3. Inoltre, le Forze Armate della Russia riceveranno almeno 55 caccia multiruolo di 4.ta+ generazione Sukhoj Su-30SM entro il 2019, arrivando a un totale di 116 nelle Forze Aerospaziali e nell’Aviazione navale della Federazione Russa, che pure aggiornerà i sistemi di difesa aerea S-400 Trjumf e S-500 Prometej permettendogli di sfuggire alla sorveglianza di satelliti, aerei spia e radar della NATO. Tale aggiornamento è costituito da un nuovo speciale contenitore per proteggere centri di comando mobili, sistemi di difesa aerea, radar e altri sistemi elettronici. “Programmiamo di ricevere i contenitori progettati per gli avanzati sistemi di difesa aerea missilistica S-500 ed altri entro quest’anno“, scriveva il quotidiano Izvestija. I contenitori che verranno installati su autocarri e treni, ospiteranno gli equipaggiamenti e gli equipaggi dei sistemi. “Il Pentagono sviluppa attivamente sistemi di ricognizione capaci di rilevare le cosiddette interferenze elettromagnetiche collaterali (EMI), fin dagli anni ’90. Hanno sistemi di sorveglianza terrestri ed aerei, ma i satelliti spia sono considerati i più efficienti”. L’EMI viene prodotta da qualsiasi sistema elettronico attivo ed una volta intercettata, l’EMI indicherà posizione e tipo di sistema elettronico in azione. Gli Stati Uniti dispongono della rete di satelliti Mentor, Orion od Advanced Orion, che intercettano le emissioni radio da un’orbita geostazionaria. Dal 1995 l’US National Reconnaissance Office (NRO) ha lanciato almeno 5 satelliti di questo tipo, dotati di grandi parabole radio dal diametro di circa 100 metri. I nuovi contenitori russi sono dotati di rivestimento ed attrezzature che impediscono l’emissione delle EMI. Tale processo di modernizzazione rientra nell’ambito del programma per creare la rete della difesa aerea congiunta dei Paesi dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva; alleanza composta da Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan.Defense Ministry's antiaircraft missile battalions on combat alert dutyFonti:
Modern Tokyo Times
Navy
Navy
Reseau International
Russia Insider
Sputnik
Sputnik
Sputnik
Strategic Culture
Strategic Culture

La Russia rafforza la Flotta del Mar Nero

Mentre la Russia dispiega nuove fregate e sottomarini, il Mar Nero diventa un lago russo
Alexander Mercouris, The Duran 12 giugno 2016RFS ADMIRAL GRIGOROVICH  745  Russian navy frigate  b.2016.  26-5-16Da quando s’è assicurato il controllo della base navale di Sebastopoli in Crimea, la Marina russa rafforza la Flotta del Mar Nero della Russia. La prima della nuova classe di fregate, l’Admiral Grigorovich, ha raggiunto la flotta. L’Admiral Grigorovich sarà presto affiancata dalla gemella, Admiral Essen, e successivamente, probabilmente il prossimo anno, da un ulteriore gemella, l’Admiral Makarov. Queste fregate avanzate sono dotate di missili da crociera Kalibr, missili antinave supersonici Oniks, un cannone navale da 100 mm, missili antiaerei Shtil (versione navale del noto Buk) e un elicottero Kamov Ka-27. Le 3 fregate classe Admiral Grigorovich sono le prime grandi navi da guerra di superficie ad entrare nella Flotta del Mar Nero dal crollo dell’URSS. Tutte le altre grandi navi di superficie in servizio presso la Flotta del Mar Nero furono costruite negli anni ’80, con la più vecchia, il cacciatorpediniere lanciamissili Smetlivij, risalente al 1969. L’arrivo dell’Admiral Grigorovich inverte un lungo periodo di degrado, con lo status della Flotta del Mar Nero in precedenza incerto per via dei dubbi sul futuro della fondamentale base navale di Sebastopoli. Il piano originale era fornire alla Flotta del Mar Nero una forza di 6 fregate classe Admiral Grigorovich. Questo piano per lo meno viene ritardato dalla necessità di trovare sostituti russi ai motori di costruzione ucraina utilizzati dalle ultime tre unità di questa classe, ancora in costruzione. Mentre un motore alternativo russo fu proposto dalla NPO Saturn di Rybinsk, sembra che sarò disponibile non prima del 2020, avendo la Marina dato priorità all’impiego sulle più avanzate fregate classe Admiral Gorshkov, destinate alle Flotte del Nord e del Pacifico. A quanto pare, viene ora suggerito che la costruzione delle ultime 3 fregate classe Admiral Grigorovich sarà interrotta, o completata dopo il 2020 per essere vendute all’estero, in modo che altre risorse possano essere assegnate alla costruzione delle più avanzate fregate classe Admiral Gorshkov, alcune delle quali potrebbero eventualmente essere impiegate nel Mar Nero.
Le 3 fregate classe Admiral Grigorovich non sono il solo rinforzo visibile della Flotta del Mar Nero. Di almeno pari importanza è il dispiegamento di 6 avanzati sottomarini diesel-elettrici classe Varshavjanka presso la Flotta del Mar Nero, iniziato nel 2014. I sottomarini diesel-elettrici sono intrinsecamente più silenziosi dei sottomarini a propulsione nucleare e sono probabilmente più adatti alle acque ristrette del Mar Nero e del Mediterraneo. I sottomarini Varshavjanka sono avanzati e sono a volte indicati come “buchi neri” per la capacità di eludere i sensori acustici della NATO. Possiedono anche un armamento potente, trasportando non solo siluri avanzati ma anche missili da crociera Kalibr che possono lanciare sott’acqua. Uno dei nuovi sottomarini classe Varshavjanka appartenente alla Flotta del Mar Nero, il Rostov-na-Donu, ha dimostrato questa capacità quando lanciò missili da crociera Kalibr dal Mediterraneo orientale contro posizioni dei terroristi in Siria lo scorso anno.
La Flotta del Mar Nero rappresenta solo una frazione delle forze a disposizione della Russia nella regione del Mar Nero. Le basi aeree in Crimea, Caucaso settentrionale e Russia meridionale danno alla Russia un vantaggio schiacciante contro le navi di superficie. La Crimea stessa, al centro del Mar Nero, ha tutti gli elementi essenziali di una portaerei inaffondabile. I russi, inoltre hanno dimostrato in Crimea, durante la crisi del 2014, la capacità di schierare rapidamente nella regione del Mar Nero i missili antinave supersonici Bastjon basati a terra, fornendo un’ulteriore potente capacità contro le navi da guerra della NATO nel Mar Nero.
Anche se la Flotta del Mar Nero è una forza ridotta rispetto al periodo di massimo splendore sovietico, il Mar Nero è ancora una volta un lago russo.d0b0d180d0bcd0b8d18f-110Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I piloti russi si addestrano in Crimea a distruggere lo scudo missilistico ai confini della Russia

Senza dubbio parte, ma non solo, delle promesse “adeguate” risposte alle provocazioni della NATO.
Dmitrij Litovkin, Izvestija, 7 giugno 2016 – Russia Insiderveqnb_kni9oIl nuovo poligono aerospaziale russo in Crimea sarà un luogo unico per l’addestramento dei piloti di bombardieri Su-24M e Tu-22M3 nel tiro e bombardamento contro obiettivi navali e terrestri. Come il direttore della rivista Arsenal Otechestva, Viktor Murakhovskij, ha detto alle Izvestija, la nuova struttura farà parte del Centro di Volo Sperimentale Chkalov di Aktjubinsk, dove si sviluppano nuovi metodi, sistemi ed armamenti. “La parte più difficile dell’addestramento sono gli attacchi aerei a obiettivi navali, quando gli aerei operano da terra“, ha detto Murakhovskij alle Izvestija. “Dal crollo dell’Unione Sovietica, l’Aeronautica russa fu privata di questa possibilità. Il vantaggio di Chauda è che ha il massimo di giornate di sole, in modo che i voli siano quasi continui. L’impiego dei cacciabombardieri contro sistemi missilistici e posizioni di colonne corazzate deriva dall’esperienza in combattimento nella campagna siriana. Eliminare gli obiettivi navali non è l’ultima delle cose“, sottolineava Murakhovskij. Secondo l’esperto, non solo gli aspetti delle battaglie aeree, ma anche contro complessi bersagli a terra come posti di comando mobili, batterie di missili da crociera in fase di pre-lancio, colonne blindate in marcia ed anche obiettivi navali, sono perseguiti nell’addestramento al combattimento. I Comandanti delle Forze Aerospaziali sono riservati sui dettagli dell’addestramento dei piloti; tuttavia, come il caporedattore della rivista Vzlyet Andrej Fomin ha detto alle Izvestija, esso comprende il lancio fisico di bombe e i cosiddetti lanci “elettronici” di missili da crociera antinave. I Su-24M e Tu-22M3 trasportano un carico bellico di diverse tonnellate, come bombe OFAB-250 e FAB-1500. Inoltre, il Tu-22M3 può anche lanciare missili da crociera Kh-22 e Kh-15. “Il bombardamento di obiettivi navali rischiava di limitarsi ai lanci elettronici“, secondo l’esperto. “Il prezzo di un missile da crociera antinave è troppo alto per lanciarlo. Allo stesso tempo, il controllo elettronico permette oggi la registrazione della preparazione dei piloti al lancio avendo dati su parametri del bersaglio e relativo puntamento e aggancio, e su possibilità di eliminarlo, dall’elevato grado di precisione“. Secondo Viktor Murakhovskij, il nuovo centro di addestramento influenzerà non solo le operazioni di bombardamento.
La preparazione del primo reggimento di caccia imbarcati Mikojan MiG-29K nel centro di prova ed addestramento di Saky è iniziata. Nitka, come i militari la chiamano, è una sorta di trampolino di lancio per aerei d’attacco e campo d’atterraggio che imita il ponte della portaerei Admiral Kuznetsov completo di tutti i sistemi di controlli e freno necessari per addestrarsi a decollare e atterrare dalla portaerei. “Il Mikojan MiG-29K è l’unico aereo d’attacco capace d’impiegare i due nuovissimi missili antinave Kh-31 e Kh-35. Il nuovo poligono offrirà anche nuove possibilità per i piloti della portaerei di migliorare le proprie capacità“. Il comandante delle Forze Aerospaziali russe Viktor Bondarev ha già dichiarato che i piloti colmeranno le lacune nel volto in alto mare e nell’impiego di armamenti navali. Il rappresentante ufficiale della Flotta del Mar Nero Vjacheslav Trukhachev ha detto alle Izvestija che l’addestramento dei piloti dei Mikojan MiG-29K durerà fino al 1° luglio. A metà estate il reggimento sarà trasferito sulla portaerei Admiral Kuznetsov ed entrerà in servizio operativo nel Mediterraneo. “Il Ministero della Difesa ha mostrato i video in cui i bombardieri russi distruggono le infrastrutture delle organizzazioni terroristiche in Siria“, afferma il Professor Vadim Kozjulin dell’Accademia delle Scienze Militari, esprimendo le sue opinioni alle Izvestija. “Ora possiamo anche esercitarci in Crimea, in relazione alla base della difesa antimissile nazionale degli USA costruita in Romania; sarà un messaggio per Stati Uniti e NATO avvertendoli che Mosca non lascerà inevase le loro azioni ostili alle frontiere della Russia“.mig-29kub_kh-35Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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