“Erdogan ha paura ed è capace di tutto”

Per lo storico e giornalista Fehim Tastekin, la politica del presidente turco è una fuga in avanti.
Bernard Bridel, TdG 26/11/2016

Dal fallito colpo di Stato del 15 luglio, il presidente turco ha paura di tutto, anche del suo partito e dei familiari. E’ quindi capace di tutto. Improvvisamente, la sua politica interna ed estera è solo una corsa a capofitto“. A Losanna su invito delle comunità turche e curde locali, lo storico e giornalista Fehim Tastekin ha dipinto un quadro molto cupo della politica del capo dello Stato turco.750x-1

Dal 24 agosto, la Turchia si è impegnata direttamente nel conflitto siriano con il lancio dell’operazione “Scudo dell’Eufrate” nel nord-est. Cosa vuole Erdogan dalla Siria?
Direi che l’invio di truppe turche in Siria è il risultato del fallimento politico di Erdogan su due piani: primo, ha voluto abbattere Assad, ma è ancora lì. E soprattutto i curdi della Siria (come in Iraq, d’altronde), sostenuti dagli statunitensi, hanno acquisito tale importanza politica da avere paura che gli contagino il Paese. Quindi, la priorità non è la caduta di Assad e la lotta al gruppo Stato islamico (Daash in arabo), ma la questione curda, l’ossessione dello Stato turco, indipendentemente dal colore del governo.

Che rapporto ha Erdogan con gli statunitensi?
Non hanno gli stessi interessi. Gli statunitensi hanno detto ai turchi “se volete ripulire lo SIIL dalla Siria, i curdi siriani e le forze democratiche se ne occuperanno”. Per motivi d’immagine Erdogan ha dovuto lasciar fare ai curdi. Ma ora è bloccato perché gli statunitensi non gli lasciano fare ciò che vuole contro i curdi, di cui Washington ha bisogno, in Siria e Iraq. E con Donald Trump alla Casa Bianca è ancora troppo presto per trarre conclusioni.

E il riavvicinamento tra Erdogan e Putin?
E’ puramente circostanziale. Sono convinto che, più o meno a lungo termine, i russi si vendicheranno della Turchia. C’è stato un primo segnale ieri con tre soldati turchi uccisi dalla Syrian Arab Air Force (russi?). Era l’anniversario dell’incidente che vide l’aereo russo abbattuto dai turchi. I turchi non capiscono Putin, e questi, che non si fida di Erdogan, usa la crisi per indebolire il legame tra Turchia e NATO, e tra Turchia e Unione europea. Si ricordi che storicamente Russia e Turchia (già dall’impero ottomano) sono sempre stati avversari.

Come analizza le tensioni tra Turchia e Unione europea?
Erdogan gioca in modo pericoloso con l’Europa, perché la metà del commercio estero della Turchia è con l’UE. Vediamo anche in questi giorni il suo primo ministro cercare di ridurre le tensioni con Bruxelles. Sulla minaccia di aprire i confini per far fluire i rifugiati in Europa, non sono sicuro che gli stessi rifugiati se ne vogliano andare…

Sul fronte interno, come giudica la situazione?
Ho detto che dal fallito colpo di Stato Erdogan ha paura e da la caccia a tutti gli avversari, non solo gulenisti. Non si comporta razionalmente e quindi è capace di tutto. Detto ciò, penso che prima o poi le forze gli si ribelleranno contro. Alla fine del tunnel, c’è sempre luce.-Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Invece della Kuznetsov, è la NATO a farsi rimorchiare a destinazione

Alexander Mercouris, The Duran 24 novembre 201614568178Dopo settimane di storie sui problemi all’apparato motore dell’Admiral Kuznetsov, a rompersi è l’apparato motore di uno dei più avanzati cacciatorpediniere Type 45 della Gran Bretagna, costringendo la nave ad essere rimorchiata in porto. Mentre la flotta russa veniva schierata nel Mediterraneo orientale, i ben noti problemi dei motori della portaerei Admiral Kuznetsov ricevevano eccessiva attenzione. Ho già detto delle ragioni di questi problemi. In breve, l’Admiral Kuznetsov, quando fu costruita negli anni ’80, non solo fu la più grande nave da guerra che la Marina sovietica abbia mai ordinato, ma le 60000 tonnellate ne facevano una nave due volte più pesante delle precedenti grandi navi da guerra dell’URSS/Russia, gli incrociatori da battaglia lanciamissili classe Kirov, che utilizzano una combinazione di reattori nucleari e turbine a gas. I russi non avevano mai sviluppato in precedenza i motori, nucleari o convenzionali, per navi da guerra così grandi e pesanti, e la disposizione deriva dalla complessità dell’apparato formato da turbine a vapore e caldaie a turbo-pressione, inaffidabili sotto sforzo con mare difficile. La nave successiva alla Kuznetsov e alla gemella Varjag doveva essere la portaerei Uljanovsk (mai completata), che avrebbe avuto un apparato motore più efficiente con quattro reattori nucleari. Si noti, tuttavia, che avrebbe avuto comunque il doppio dei reattori nucleari rispetto ai due potenti reattori nucleari Westinghouse utilizzati dalle molto più grandi e pesanti portaerei classe USS Nimitz, ulteriore indicazione dell’assenza di motori completamente idonei e sufficientemente potenti nell’URSS/Russia, nucleari o convenzionali, per navi di queste dimensioni. Come detto in precedenza, i russi sono consapevoli dei problemi dell’apparato motore della Kuznetsov, e li avrebbero quasi certamente risolti se la Kuznetsov non fosse entrata in servizio in un momento di crisi politica ed economica estrema nella Russia della metà degli anni ’90. Così, la Kuznetsov dovrà intraprendere un aggiornamento completo nel 2018, durante il quale gli attuali motori inaffidabili saranno sostituiti. L’eccessiva enfasi sui problemi dell’apparato motore della Kuznetsov, che non condizionano il comportamento della nave nella missione in Siria, ha comunque dato l’impressione che tali problemi siano comunque gli unici. Ciò è molto diverso dal caso che si ricorda leggendo il rapporto del Comitato per la Difesa della Camera dei Comuni della Gran Bretagna sulla situazione della Royal Navy, pubblicato quattro giorni fa.
Le navi da guerra più avanzate della Royal Navy sono i cacciatorpediniere Type 45 Daring, descritti da certuni come le navi più avanzate al mondo. Dal 2009, quando il primo entrò in servizio nella Royal Navy, era afflitto da problemi di affidabilità dell’apparato motore. Ecco cosa descrive la relazione della Commissione Difesa: “75. Il cacciatorpediniere Type 45 è la nave più moderna della flotta inglese e parte fondamentale del progetto innovativo è il sistema di propulsione. Tuttavia, poco dopo l’entrata in servizio, il sistema di propulsione soffriva di gravi problemi. Tra il varo della capoclasse (HMS Daring) nel febbraio 2006 e dell’ultima (HMS Duncan) nell’ottobre 2010, circa 50 modifiche al progetto furono necessari. Nonostante i lavori di riparazione, i Type 45 continuano a soffrire di problemi di affidabilità, come gravi cali di potenza. Ci sono stati miglioramenti e il rateo dei guasti è ormai un terzo di quelli subiti nel 2010. Tuttavia, come ha osservato Sir Mark Stanhope, rimane un “rischio inerente” usare il Type 45“. Tuttavia, forse la più straordinaria rivelazione è che i motori non funzionano correttamente in acque calde, come Mediterraneo e Golfo Persico. Ecco cosa la relazione della commissione Difesa ha da dire su ciò: “84. Un secondo problema all’apparato motore è l’inaffidabilità dei Type 45 quando operano in zone ad alta umidità e temperatura marina. Quando abbiamo chiesto a Tomas Leahy, della Rolls Royce, come ciò sia possibile, ha detto che il motore “risponde alle specifiche per i Type 45 (decise dal Ministero della Difesa) e che il sistema ha incontrato tali specifiche”. Tuttavia aggiungeva: “Le condizioni del Golfo sono in linea con tali specifiche? No. L’apparato deve operare in condizioni molto più gravose di quanto inizialmente richiesto da tali specifiche“. Dato che la Royal Navy svolge significative operazioni nel Golfo da decenni, ciò appare un errore sorprendente. “85. John Hudson, della BAES, ha detto che l’industria ha evidenziato al Ministero della Difesa che ci sarebbe un limite massimo nelle temperature ambientali e che avevano cercato di produrre un progetto che si sarebbe “degradato leggermene (sic) oltre quelle temperature”. In altre parole, l’apparato motore avrebbe la capacità di funzionare, seppur non in modo ottimale, comportando “un qualche scadimento” della velocità massima. Tuttavia, non era questo il problema. L’Ammiraglio Jones riconosce che il difetto chiave nella specifica era che il WR-21 non poteva operare efficacemente a temperature calde e che, invece di un “gradevole degradazione”, i motori “degradano catastroficamente”. 86. E’ sorprendente che la specifica per i Type 45 non includa l’obbligo per le navi di operare a pieno regime e per periodi prolungati in zone calde come il Golfo. La permanenza del Regno Unito nel Golfo dovrebbe essere un requisito chiave per i motori. Il fatto che sia così, è una mancanza imperdonabile e non va ripetuta nei programmi Type 26 e GPFF. La mancata garanzia di ciò metterebbe il personale e le navi della Royal Navy in pericolo, con conseguenze potenzialmente pericolose“.
Alla luce di ciò, non sorprende che ora invece di riferire dell’Admiral Kuznetsov trainata in combattimento dal rimorchiatore di scorta, si parli dell’HMS Duncan, cacciatorpediniere Type 45 della Gran Bretagna che ombreggiava la Kuznetsov, ora in panne e costretto ad essere rimorchiato in porto. Inutile dire che i media occidentali, che abbondavano di storie sui problemi all’apparato motore dell’Admiral Kuznetsov, non seguano questo incidente.js114503929_type-45-destroyer-news-large_trans

Il “super-cacciatorpediniere” dell’US Navy bloccato a Panama per guasti
South Front
zumIl nuovissimo cacciatorpediniere lanciamissili USS Zumwalt (DDG-1000) si è guastato nel Canale di Panama a causa di una nuova falla meccanica. Il 21 novembre sera, il nuovo USS Zumwalt (DDG-1000) si è guastato mentre attraversava il Canale di Panama, secondo il sito USNI, citando ufficiali dell’US Navy. Secondo USNI News, “la nave ha perso potenza su un albero portaelica, durante il transito, e l’equipaggio ha visto infiltrazioni di acqua in due dei quattro cuscinetti che  collegano l’asse portaelica con gli Avanzati Motori Asincroni (AIM) dello Zumwalt“. Il sito ha spiegato che gli AIM sono “enormi motori elettrici alimentati dalle turbine a gas della nave e che a loro volta forniscono l’elettricità ai sistemi e agli assi portaelica della nave“. Il cacciatorpediniere, che rientrava a San Diego, è ora fermo per riparazioni presso l’ex-US Naval Station Rodman, afferma il portavoce della III Flotta, comandante Ryan Perry. Secondo Perry, il periodo per le riparazioni va determinato. Nel frattempo, un altro ufficiale ha detto che le “riparazioni potrebbero richiedere dieci giorni“. Prima dell’incidente, la nave doveva giungere San Diego, entro la fine dell’anno, e cominciare ad attivare i sistema d’arma, prima di divenire operativo presso la flotta nel 2018.
Il cacciatorpediniere lanciamissili aveva lasciato i cantieri il 7 settembre, ma aveva già dato  problemi. A settembre si seppe di una “fuga di acqua marina nell’olio lubrificante del motore ausiliario di uno degli alberi del sistema di propulsione della nave“, mentre ad ottobre l’USS Zumwalt subiva altri problemi tecnici in Florida. Tuttavia, tali guasti non sono l’unico problema della nave. I LRLAP (Long Range Land-Attack Projectile), munizioni intelligenti da 155mm sviluppate per i cannoni delle navi della classe DDG 1000 Zumwalt, si sono rivelati troppo costosi. Un solo proiettile costa circa 800000 dollari, mentre la nave è costata 4,4 miliardi di dollari. Come già riferito, l’US Navy ha ridotto i cacciatorpediniere Zumwalt da 28 navi a 3. L’USS Zumwalt (DDG-1000) ha ufficialmente aderito alla Marina degli Stati Uniti il 15 ottobre. La nave è una delle più costose nella storia della Marina degli Stati Uniti.
160908-n-px557-090Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia lancia missili avanzati contro i terroristi

Alexander Mercouris, The Duran, 21/11/2016siria-ataque-2016-11-17-bNell’ambito della nuova campagna aerea in Siria, la Russia usa sistemi missilistici avanzati per sconfiggere i jihadisti e inviare un chiaro messaggio al mondo.
La nuova offensiva aerea russa contro i terroristi nel nord-est della Siria è stata segnata dall’uso di missili avanzati. Come ampiamente previsto, dal Mediterraneo orientale la flotta russa ha lanciato missili da crociera subsonici a lungo raggio Kalibr contro obiettivi jihadisti nella province di Idlib e Homs. Il Kalibr è un missile da crociera a lungo raggio d’attacco terrestre della flotta russa. Fu utilizzato la prima volta con effetto spettacolare sugli obiettivi jihadisti in Siria, circa un anno fa, quando dei missili Kalibr furono lanciati da navi della Flotta del Mar Caspio della Russia. L’Aeronautica russa nel frattempo lanciava i propri missili da crociera. Come già riportato da The Duran, i bombardieri pesanti russi sono dotati di missili da crociera a lungo raggio subsonico. I bombardieri pesanti Tu-95 li hanno lanciati su obiettivi jihadisti (non c’è una parola finora sui molto più avanzati bombardieri pesanti supersonici a lungo raggio Tu-160 che partecipano alle operazioni). I missili da crociera lanciati sui terroristi dai bombardieri Tu-95 sono i missili da crociera subsonici a lungo raggio Kh-101. Nonostante la superficiale somiglianza con il missile da crociera Kalibr della flotta russa, il Kh-101 è in realtà completamente diverso e più avanzato, progettato da un ufficio diverso. Sembra che il Kh-101 non solo abbia una gittata maggiore di quella del Kalibr, ma può essere guidato dopo il lancio (potendo teoricamente distruggere bersagli in movimento) ed è molto più furtivo, rendendosi praticamente invisibile a qualsiasi radar dei terroristi. Tuttavia, forse il missile da crociera più spettacolare che i russi hanno lanciato sui terroristi è il missile supersonico, da Mach 2,5, Oniks, lanciato da una batteria da difesa costiera Bastion russa schierata in Siria. È la prima volta che un missile da crociera supersonico veniva lanciato contro un bersaglio terrestre. Con il boom sonico e la velocità l’effetto psicologico dell’attacco con tale missile sarà devastante. Inoltre, a differenza del missile da crociera subsonico, che in teoria può essere abbattuto dal tiro a terra prima di raggiungere l’obiettivo (in realtà, ci furono alcuni casi nella Guerra del Golfo del 1991), i jihadisti non hanno i mezzi per abbattere questi missili, e quindi non hanno alcuna difesa teorica contro di essi. Per i russi, l’impiego dei missili Oniks in Siria ha molteplici scopi.
In primo luogo permette ai russi di testare in condizioni operative un sistema d’arma molto avanzato, mai usato prima.
In secondo luogo, consente di fare pubblicità presso i potenziali acquirenti del sistema Oniks/Bastion sulla capacità di attacco terrestre. Oniks fu progettato e finora commercializzato come puro missile antinave. Il fatto che abbia anche capacità di attacco terrestre era finora ignoto. I possibili acquirenti del sistema (cinesi o indiani) hanno ora la dimostrazione di una maggiore versatilità, e quindi maggiore redditività, di quanto pensato.
Infine, con il lancio dei missili Oniks del complesso Bastion in Siria, i russi fanno sapere a Stati Uniti, NATO e Israele che i complessi missilistici da difesa costiera Bastion in Siria sono presidiati da russi e controllati da Mosca. Questo dovrebbe eliminare eventuali dubbi sugli operatori e rimuovere eventuali tentazioni occidentali ed israeliane di volerli attaccare. I russi hanno fatto sapere pubblicamente che i complessi missilistici da difesa costiera Bastion sono dispiegati in Siria e sono pronti a difendere la flotta nel Mediterraneo orientale e le basi in Siria da chiunque sia abbastanza stupido da attaccarli. Combinati alla presenza degli avanzati complessi di difesa aerea S-400 ed S-300MV Antej-2500 in Siria, l’uso pubblicizzato dei sistemi Oniks e Bastion dispiegati in Siria chiarisce che i russi sono pronti contro qualsiasi attacco dal mare.
Infine, vi è un ulteriore dispiegamento di missili in Siria, che ha ricevuto meno attenzione. Foto ora apparse confermano la presenza dei sistemi combinati cannoni-missili a corto raggio mobili di difesa aerea Pantsir presso Aleppo. Non è noto se questi sistemi siano azionati da siriani o russi, ma è probabile che lo siano dai russi. Ma anche se sono azionati dai siriani, è certo che consiglieri russi siano presenti e collaborino nel supporto e nella guida. A differenza dei complessi missilistici S-400, S-300MV Antej-2500 ed Oniks/Bastion dispiegati in Siria, i sistemi a corto raggio Pantsir non sono destinati a difendere o scoraggiare attacchi dalle forze aeree e della marina di Stati Uniti o Israele. Piuttosto il loro scopo è chiaramente scoraggiare o difendere dagli attacchi dall’assai meno sofisticata aviazione turca, che nelle ultime settimane era attiva nel nord-est della Siria, nell’ambito dell’operazione Scudo dell’Eufrate. Continua ad essere diffusa la convinzione che ci sia una sorta di accordo tra Russia e Turchia secondo cui l’esercito turco non entrerà in combattimento ad Aleppo. Che sia così o meno, con l’esercito turco e gli alleati jihadisti all’offensiva contro lo SIIL ad al-Bab, entro il raggio d’artiglieria da Aleppo, i russi chiaramente non danno nulla per scontato, e adottano precauzioni contro ogni possibile incursione turca contro Aleppo.siria-ataque-2016-11-17-vorjuta

Lidi stranieri: perché la base russa in Siria
Mikhail Kotov, LIFE.ru, 21 novembre 2016, Fort Russ News

Viktor Ozerov, Presidente del Comitato di Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione, ha detto a RIA Novosti che la base di Tartus dovrebbe diventare una base regolare della Marina russa entro due anni dalla firma dell’accordo e dalla ratifica. “Procedendo dall’impressione sulla base, e sui piani per migliorarne le infrastrutture, abbiamo riferito alla leadership sul nostro gruppo in Siria e posso dire che non escludiamo la modernizzazione di Tartus, per le più recenti esigenze”, dichiarava Ozerov. Il giornalista Mikhail Kotov comprende il motivo per cui la Russia ha bisogno di questa base.cxywvfywiaehmhcCe ne andiamo, ce ne andiamo, ce ne andiamo
Per due decenni, la presenza militare russa nel mondo era costantemente in calo. Dagli ultimi anni dell’Unione Sovietica diminuiva il numero di basi militari sotto la bandiera rossa e poi bianco-blu-rossa. Dal 1972, come se fosse iniziato un conto alla rovescia: Port Said, Berbera e Nusra. Nel 1991 i russi lasciarono le basi militari in Germania (Rostock) e in Polonia (Swinoujscie). Nel 2002, la Russia perse la base navale di Cam Ranh Bay in Vietnam, e dopo l’inizio della “primavera araba”, dovette ritirarsi frettolosamente da Tripoli in Libia. Lo sfondo della ritirata graduale, che non rallentava l’avanzata della NATO di un minuto, sembrava una sconfitta totale. E ora la dichiarazione del Comitato di Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione e del Ministero della Difesa sui piani preannunciati sono una bomba. È la rinascita delle forze russe o solo un episodio del conflitto siriano? Abbiamo bisogno di questa base? Possiamo tenerla? Per trovarne le risposte è necessario tornare indietro e cercare di capire su quali principi esistono nel mondo avamposti militari nel territorio di altri Paesi.

Echi di guerra
Il mondo bipolare era chiaramente apparso già negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale. La minaccia, che unì i Paesi temporaneamente, fu distrutta e divenne chiaro che c’erano “noi” e “loro”. E che nessuno s’ingannasse sul triumvirato della Conferenza di Jalta, il mondo era ormai diviso. La NATO, creata nel 1949, e il Patto di Varsavia, creato sei anni dopo, cominciarono la lotta che li contrappose. La politica estera di un Paese più attivo ha bisogno di alleati in tutto il mondo. Non per combattere, ma per ampliarne la presenza ed estendere attivamente le aspirazioni diplomatiche. Supponendo che un satellite cadesse nel posto sbagliato, una rivolta scoppiasse in un Paese amico o l’appello per supportare l’intelligence, tali questioni diventano molto più facili da risolvere se si dispone di una base militare lontana da occhi indiscreti. Naturalmente, avevano compiti diversi: a Cuba, l’Unione Sovietica aveva un centro radioelettronico, e in Vietnam una base logistica per la flotta. Naturalmente, l’Unione Sovietica non fu l’unico Paese che cercò di estendere la presa militare. Gli Stati Uniti d’America crearono proprie basi non meno attivamente. Allo stesso tempo, godevano di una situazione senza precedenti: non pagavano il terreno affittato per le basi quasi ovunque. Invece lo presentavano come contributo alla sicurezza complessiva del Paese ospitante, con più di trenta Paesi e più di un centinaio di basi nel mondo. La sala operativa al massimao. Non si pensi che in questi Paesi la gente fosse felice di vedere gli yankees. L’esempio principale è la base navale di Okinawa. L’isola fu occupata dalle truppe degli Stati Uniti nel 1945, e da allora la base militare degli Stati Uniti ne occupa il 18 per cento del territorio. La popolazione locale, trattata dagli “invasori” come cittadini di seconda classe, protesta regolarmente. Dal 1972 a Okinawa le forze statunitensi hanno commesso 5800 crimini, 571 gravi. Ad esempio, nel 1995, una studentessa dodicenne giapponese fu stuprata da soldati statunitensi. E non successe nulla, la presenza militare era più importante. Inteso, ovviamente non è così ovunque; molti Paesi europei, tra cui le repubbliche baltiche, sono disposti a cedere il territorio alla presenza militare estera. Un fattore chiave di ciò è l’abile lavoro diplomatico statunitense che afferma regolarmente possibili aggressioni dalla Russia.

Ritorno alla posizione precedente
Le basi militari non dovrebbero essere considerate un avamposto del Paese, aspettandosi un attacco in qualsiasi momento. Nella maggior parte dei casi (soprattutto nel caso della Russia) è solo l’indicatore di forza e presenza nella regione, il cui obiettivo principale è avere un centro logistico che dia l’opportunità della risposta rapida a qualsiasi problema che sorgesse nella regione. Quindi, un altro modo di pensare dall’epoca sovietica: un gruppo di consiglieri e specialisti militari che vi mantiene la presenza, ma allo stesso tempo, il denaro speso per mantenere il gruppo mobile è molto meno. In molti modi, quindi, il piccolo numero basi è dovuto alla carenza di fondi. Anche il bilancio dell’URSS era molto teso, con tutti i centri di supporto all’estero, per non parlare della Russia. Perciò il ritorno alla vecchia politica ha causato tanto rumore. Di per sé, la base militare in Siria (ufficialmente 720.mo Centro logistico della Marina russa) fu creata per sostenere le operazioni navali sovietiche nel Mediterraneo, cioè per riparare le navi del 5° Squadrone operativo nel Mediterraneo, rifornendole di combustibile, acqua e beni di consumo. Istituita nel 1971, non è particolarmente grande, con pochi ormeggi e infrastrutture sul territorio della base navale siriana (63.ma Brigata della Marina siriana). Dal 1992, quando lo Squadrone del Mediterraneo sovietico, creato come rivale visibile e tangibile della Sesta Flotta statunitense, fu sciolto, cominciò la lenta dissoluzione della base. Negli anni migliori vi erano più di duemila soldati e marinai, con marines di guardia. Nel 2002 ve ne erano solo 50, e nel 2012 si arrivò a solo quattro persone. Dall’inizio della partecipazione delle Forze Armate russe alla guerra in Siria, il contingente della base è aumentato di nuovo. Nel 2015 era pari a 1700 persone, addetti ad approvvigionamento e riparazione delle navi e allo sbarco di materiale militare russo in Siria. Pertanto, parlare della creazione di una base non è del tutto corretto, piuttosto del ritorno.cvdtxdow8aa_ge6Una base senza squadrone
Geograficamente, la Russia non ha accesso diretto al Mediterraneo. L’unica via dal Mar Nero è attraverso lo Stretto del Bosforo, il Mar di Marmara e i Dardanelli della Turchia, e quindi uscire nello spazio di manovra nel Mediterraneo. Ma in primo luogo, il Bosforo è strettamente controllato dalla Turchia, membro della NATO e, in secondo luogo, il passaggio delle navi costa. I turchi raccolgono la cosiddetta “tassa di passaggio” dallo stretto, a seconda del tipo di nave. A volte può raggiungere costi significativi. Ecco perché occorrono basi russe nel Mediterraneo, anche in assenza di una flotta permanente nella regione. Vi furono discussioni nel Comando Navale sulla volontà di ripristinare la base in Libia (Tripoli), presente fino al 2011. Ma l’attuale situazione politica ha puntato il processo del ritorno nel Mediterraneo sulla base siriana. Si ritiene che dopo l’ammodernamento, ospiterà grandi navi. Oltre agli scopi militari, la base a Tartus è di grande importanza per le operazioni d’intelligence, anche elettronica.

Accordi e transazioni
Rimane la domanda sul costo di tutto questo. Molto probabilmente, alla luce delle attuali relazioni tra Russia e governo di Bashar al-Assad, l’affitto di Tartus sarà gratuito. I fondi che saranno spesi per la presenza di truppe e personale di supporto russi in Siria, sono già stati aumentati dal Ministero delle Finanze, negli articoli pertinenti bel bilancio russo, per 678 miliardi di rubli. E’ molto probabile che il denaro sarà utilizzato per la manutenzione della base navale. Inoltre, recentemente sulla TV siriana, si notano chiaramente immagini di missili aria-aria a medio raggio russi RVV-AE (R-77). Ciò significa che la Russia ha aggiornato i MiG-29 siriani nella versione MiG-29SM. Questi missili possono colpire un bersaglio che vola a Mach 3. Il costo di questi missili è elevato. Nel 2012, la Malaysia acquistò 35 missili RVV-AE per 35 milioni di dollari. E’ possibile che l’aggiornamento sia parte integrante delle relazioni russo-siriane che hanno deciso il rilancio della base navale di Tartus.

Di nuovo in sella?
Parlando francamente, una base nel Mediterraneo senza una flotta permanente nel Mediterraneo non funziona. Questo passaggio non comporta cambiamenti geopolitici. Chi lo desidera può considerare la composizione della Sesta Flotta degli Stati Uniti, per capire che non la minaccia, senza Tartus, in alcun modo. Piuttosto, si tratta di un segnale alla NATO per mostrare che la Russia vuole tornare sulla scena mondiale e che le sue aspirazioni non si limitano ai confini della CSI, dove vi è la maggior parte delle basi militari estere russe. Tuttavia, va ricordato che investendo su Tartus, la Russia decide una volta per tutte di sostenere Assad, senza cercare di esserne imparziale, ma stando chiaramente da una parte. Infatti, nel caso di sconfitta del governo siriano, farebbe la fine della base di Tripoli, da cui si ripiegò rapidamente nel 2011, dopo l’inizio della “primavera araba” e la morte di Muammar Gheddafi.
Questa è una scommessa rischiosa, ma nel caso di conclusione positiva del conflitto in Siria, potrebbe essere un grande passo del ritorno della Russia nella grande geopolitica. L’azione militare è solo una continuazione delle aspirazioni politiche, e se la base è uno strumento utile, va utilizzato.1171-carga-y-descarga

La base navale russa in Siria sarà ampliata con il ‘molo per la portaerei’
South Front
La struttura navale russa a Tartus della Siria sarà estesa per accogliere portaerei, sottomarini nucleari e altre grandi navi da guerra, dichiarava il capo del Comitato di difesa del Consiglio della Federazione Russa Viktor Ozerov. Lo scorso fine settimana, SF aveva già pubblicato un post sul progetto di ampliamento dell’impianto russo di Tartus, citando un articolo di Interfax basato su fonti anonime. Ora, l’informazione viene ufficialmente confermata. La squadra tattica navale russa guidata dall’incrociatore pesante portaerei lanciamissili Admiral Kuznetsov e dall’incrociatore nucleare Pjotr Velikij, è al largo della Siria, dove iniziava le operazioni contro i terroristi ai primi di novembre.screen-shot-2016-11-21-at-11-24-31-am

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La NATO ha tentato di sabotare l’Admiral Kuznetsov?

Alexander Mercouris, The Duran 10/11/2016

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I russi rivelano che un sottomarino olandese classe Walrus s’è avvicinato alla portaerei Kuznetsov nel Mediterraneo orientale, suggerendo più di una semplice missione di spionaggio.
I rapporti del Ministero della Difesa russo rivelano lo strano incidente che ha coinvolto la squadra della flotta russa nel Mediterraneo orientale della portaerei Admiral Kuznetsov e dell’incrociatore da battaglia lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij. I russi dicono che un sottomarino olandese classe Walrus ha cercato di avvicinarsi alla squadra con manovre pericolose, ed è stato scacciato. I russi dicono che il sottomarino era a meno di 20 km dall’Admiral Kuznetsov, ma veniva osservato e monitorato dagli elicotteri antisom della flotta dopo essere stato notato da due cacciatorpediniere antisom della squadra. Le navi in questione erano i cacciatorpediniere classe Udaloj che fanno parte della squadra della flotta. L’incidente è più interessante e più strano di quanto dicano i media. Prima di tutto, non vi è alcun dubbio che l’incidente sia effettivamente accaduto. La NATO e la Marina olandese non negano i rapporti russi, segno sicuro di autenticità. In secondo luogo, è interessante notare che i russi sollevano un enorme polverone, è pratica standard delle Marine russa e della NATO vigilarsi a vicenda e in apparenza nulla suggerisce che fosse diverso ciò che il sottomarino olandese facesse. Tuttavia alcuni ufficiali russi definiscono l’incidente più serio. Ad esempio, la TASS riporta Mikhail Nenashev, presidente del movimento pan-russo a sostegno della Flotta, fare osservazioni molto interessanti: “I marinai olandesi creavano una situazione pericolosa per la navigazione, ostacolando le nostre navi nell’adempimento dei loro compiti nella lotta ai terroristi. Seguendo gli ordini del loro comando, avrebbero cercato un pretesto per poter accusare le manovre dei russi di essere pericolose“. Ciò che i rapporti russi mostrano è che i sonar navali russi sono sofisticati e abbastanza sensibili da rilevare e tracciare i sottomarini classe Walrus della Marina olandese. Questo è importante perché i sottomarini classe Walrus olandesi sono tra i pochi sottomarini diesel-elettrici oceanici rimasti alle marine NATO. I sottomarini diesel-elettrici sono più silenziosi dei sottomarini nucleari, e vengono regolarmente utilizzati dalle grandi potenze per lo spionaggio. I sottomarini classe Walrus sarebbero particolarmente silenziosi e questo assieme al fatto di essere tra i pochi sottomarini diesel-elettrici oceanici della NATO significa che vengono regolarmente utilizzati dalla NATO per spiare le operazioni.
Consideriamo per esempio queste note su Wikipedia sui sottomarini classe Walrus, “I sottomarini furono molto richiesti dalla NATO durante la guerra fredda, in quanto combinavano un equipaggio altamente qualificato con un battello molto silenzioso. All’epoca la maggior parte dei sottomarini della NATO era costiera o nucleare, e la classe Walrus era tra i pochi sottomarini diesel-elettrici oceanici in servizio. Dopo la Guerra Fredda, furono incaricati di molte operazioni di raccolta di informazioni altamente confidenziali (ancora classificate) su Jugoslava, Iran, Iraq e Caraibi, spesso su richiesta degli alleati, come gli Stati Uniti“. A meno che la posizione del sottomarino della classe Walrus che spiava la squadra russa fosse stata segnalata per errore dell’equipaggio, cosa possibile, l’incidente del Mediterraneo dimostra che i sonar russi possono rilevare e monitorare questi sottomarini, nel qual caso la loro sicurezza è compromessa. Al contrario delle storie circolanti nel 2007 su un sottomarino diesel-elettrico cinese classe Song penetrato con successo lo schermo antisom di una portaerei della Marina degli Stati Uniti, prima di ritirarsi volontariamente; o la spesso espressa preoccupazione sui media militari occidentali per la silenziosità leggendaria dei sottomarini classe Kilo della Russia, rinominati dalle Marine militari della NATO “buco nero”. E’ difficile evitare l’impressione che il motivo per cui i russi abbiano pubblicizzato l’incidente è perché, in un momento di tensione internazionale acuita, sia far intendere al mondo, e non solo alla NATO, che possono rilevare e monitorare i sottomarini diesel-elettrici della NATO che si avvicinano alla loro flotta, mentre le Marine della NATO tentando di fare la stessa cosa dei sottomarini russi e cinesi. L’aggressività di certe frange estremiste dei media militari alternativi occidentali della NATO, che pretendono il deliberato sabotaggio sottomarino dell’Admiral Kuznetsov, per impedirne la missione, coprendosi con i problemi esagerati dell’apparato motore della Kuznetsov, potrebbe anche provocare la reazione russa, e quindi questa sarebbe la ragione per cui vi assegnano tanta pubblicità.
Indipendentemente dalle motivazioni dei russi e dalla verità su tale strano incidente, il fatto che i russi possano rilevare e monitorare i sottomarini spia diesel-elettrici preoccuperà la NATO.kuznetsov3Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Mosca pronta a lanciare un devastante attacco ai terroristi

FNA1898153I militari russi in Siria hanno finito d’individuare i gruppi terroristici e i loro centri di addestramento, depositi di armi e vie di rifornimento, e Mosca riprenderà i pesanti attacchi aerei ai terroristi, ad Aleppo, nei prossimi giorni, affermava il Ministero della Difesa. Il sito Gazeta riferiva che l’esercito russo ha schierato numerosi sistemi da ricognizione in Siria, per tale scopo. Un’altra fonte ha detto che i terroristi hanno violato il cessate il fuoco ad Aleppo reclutando ed inviando rinforzi da varie parti del Paese per un nuovo attacco verso Aleppo est. La fonte, nel frattempo, ha aggiunto che la Russia prevede di lanciare una massiccia campagna aerea per scoraggiare i terroristi intenzionati ad unirsi ai camerati nella parte est di Aleppo, aggiungendo che gli attacchi missilistici lanciati dalle navi russe dal Mar Caspio, lo scorso anno, distrussero decine di obiettivi dei terroristi, “ma questa volta tali attacchi distruggeranno centinaia di basi e posizioni alla periferia di Aleppo in 48-72 ore“. Eppure, ha detto la fonte, alcun attacco missilistico sarà lanciato su qualsiasi distretto specifico di Aleppo, nel tentativo di evitare vittime tra la popolazione civile usata dai terroristi come scudi umani.
Con osservazioni rilevanti, un parlamentare siriano notava la preparazione di Mosca a qualsiasi opzione militare in Siria, affermando che lo schieramento della flotta russa nel Mar Mediterraneo è un messaggio chiaro ai terroristi e loro mandanti. “Il dispiegamento delle navi da guerra russe nel Mar Mediterraneo invia un messaggio ai terroristi, Mosca è pronta a qualsiasi opzione militare“, dichiarava Zahir Taraf a FNA, ed ha anche detto che l’invio delle navi da guerra della Flotta russa nelle regioni vicine Siria è la carta vincente nei colloqui politici sulla crisi siriana. La fregata Admiral Grigorovich, armata di missili da crociera Kalibr, lasciava il porto di Sebastopoli per unirsi al gruppo della portaerei in Siria, secondo una fonte militare della Crimea. Il 15 ottobre, il servizio stampa della Flotta del Nord russa dichiarava che un gruppo di navi da guerra guidato dall’Admiral Kuznetsov, accompagnata dall’incrociatore da battaglia Pjotr Velikij e dai cacciatorpediniere anti-sottomarini Severomorsk e Vitseadmiral Kulakov, veniva inviato nel Mediterraneo per esercitazioni e rafforzare la presenza.cvdlzpfwgaactga

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora