La Corea democratica ha testato un missile balistico lanciato da un sottomarino?

Valentin Vasilescu, Reseau International 21 novembre 201410649775Citando fonti anonime del governo della Corea del Sud, i media occidentali hanno riferito che il Paese comunista della Corea democratica ha adattato un sottomarino sovietico classe Golf in grado di lanciare missili balistici (possibilmente con testate nucleari).
L’articolo indica che il regime comunista nord-coreano avrebbe circa 70 sottomarini che potrebbero essere armati con missili balistici minacciando Corea del Sud, Giappone e le forze statunitensi di stanza nella regione. Dovrebbe essere chiaro che i sottomarini classe Golf II di cui si riferisce, furono modificati dai sovietici nel 1960-1961 (Progetto 629B) per essere equipaggiati con missili balistici R-21 (con testata nucleare da 2-3 MT), lanciabili in immersione e con una gittata massima di 1400 km. La marina della Corea democratica ha in realtà 10 sottomarini tascabili classe Yono e 6 classe Yugo, dal dislocamento di 110-130 t e un equipaggio di cinque marinai. Sono stati tutti realizzati nel 1965. Ha anche 30-40 mini-sommergibili da ricognizione più recenti, da 370 tonnellate della Classe Sang-O, costruita nel 1991. Questi sottomarini possono trasportare 1-2 siluri e quindi non possono lanciare un missile balistico. La marina della Corea democratica dispone di 10/20 sottomarini classe Romeo, i cui moduli furono forniti dalle Cina e assemblati in Corea nel 1976. I sottomarini classe Romeo hanno otto tubi lanciasiluri e possono essere modificati per lanciare missili balistici. Hanno un dislocamento di 1500 tonnellate e sono propulsi da motori diesel-elettrici da 4000 CV. Fino al 2011, la marina della Corea democratica aveva 4 sottomarini classe Whiskey da 1350 t, prima che li rottamasse. I sottomarini classe Whiskey e Romeo furono realizzati dai sovietici subito dopo la seconda guerra mondiale, copiando i progetti dei sottomarini tipo XXI dei nazisti, sequestrati con l’occupazione dei cantieri navali di Danzica. Erano propulsi da motori diesel da 4000 CV. In confronto, i sottomarini statunitensi classe Ohio trasportano 24 missili nucleari balistici Trident (ognuno da 59 tonnellate) e hanno un dislocamento di 18700 tonnellate. Per spostare una tale massa sott’acqua, i sottomarini Ohio sono propulsi da un reattore nucleare di 2750 tonnellate che sviluppa una potenza di 60000 CV.north-korean-submarineLa Corea democratica opera quindi con diversi sottomarini della generazione della seconda guerra mondiale. Tuttavia, i sottomarini della classe Golf II di cui parlano i media occidentali, hanno un dislocamento di 3500 tonnellate e furono costruiti dai sovietici nel 1958 e radiati negli anni ’90. Nel gennaio 1994 il quotidiano Tokyo Shimbun attribuì a un inesistente alto ufficiale della Flotta del Pacifico russa informazioni secondo cui la Russia aveva venduto alla Corea democratica 10 sottomarini dismessi della classe Golf II. Allo stesso tempo, giornalisti occidentali specializzati negli affari militari accreditati a Mosca dissero che la vendita di questi sottomarini fu fatta perché potessero essere modificati per lanciare il missile balistico nordcoreano Rodong-1 dalla gittata di 1500 chilometri. Dopo di ché i funzionari di Mosca convocarono una conferenza stampa per mostrargli i 10 sottomarini Golf II smantellati e pronti per la rottamazione; l’argomento fu sepolto. Si tratta della minestra riscaldata e servita, nel 2014, da vent’anni. Tali notizie riemergono alla vigilia delle più importanti esercitazioni aeronavali di quest’anno: “Keen Sword” (9-18 novembre 2014) che riguardavano oltre 10000 soldati statunitensi, un gruppo d’attacco navale composto da 20 navi e sottomarini, tra cui la portaerei George Washington. I giapponesi impegnarono 30000 soldati, 250 aerei, 40 navi e sottomarini, tra cui una portaelicotteri e tre cacciatorpediniere classe Kongo (JS Kongo, JS Chokai, JS Myoko), dotati di 29 missili balistici Tipo RIM-161 (SM-3). L’area delle esercitazioni si estendeva dalle isole meridionali del Giappone alla coste occidentali della Corea del Sud.
NKOREA-POLITICS-KIMCome nel caso della strage del volo MH 17 per mano degli inesistenti missili aria-superficie dei separatisti filo-russi e le innumerevoli voci sull’invasione russa dell’Ucraina, i media occidentali continuano a disinformare il pubblico, utilizzando i metodi della guerra psicologica progettati per creare paura, indignazione e isteria di massa. Tale disinformazione è usata per giustificare ulteriormente l’aggressione militare degli Stati Uniti e dei loro satelliti, e il clamore mediatico serve a coprire ciò che è evidente da qualche tempo, la serie di sconfitte degli Stati Uniti su tutta la linea.

04bcc09eabba965feb2e065295d37978Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Mistral, passaggio sotto bandiera russa?

Louis-Benoit Greffe, PoliticvisioNovorossia
VLADIVOSTOK
Con grande sorpresa dei sostenitori della violazione del contratto sulle Mistral, senza alcuna cerimonia ufficiale a Saint-Nazaire, e senza la presenza della delegazione russa, il 14 novembre mattina la BPC (Nave Appoggio Assalto Anfibio) Vladivostok passava sotto bandiera russa e cambiava il proprio numero d’immatricolazione MMSI francese con uno russo. L’MMSI è regolato internazionalmente dall’autorità delle comunicazioni di Ginevra ed è usato per identificare ogni singola nave. La BPC Vladivostok passa da 227022600, sotto bandiera francese, a 273549920 sotto bandiera russa. Il primo numero era valido fino al 13 novembre. Il 14 novembre mattina, la Russia annunciava di aver concesso una quindicina di giorni alla Francia per decidere, altrimenti riterrà il contratto rescisso e richiederà il versamento di una penalità di 3/10 miliardi di euro. La DCNS ha già smentito la consegna della nave, accusando dell’errore la società Veritas del cambio di bandiera, che avrebbe agito prematuramente. Tuttavia, tale smentita non sembra convincere, perché è impensabile che la decisione di mutare l’MMSI sia stata presa senza il consenso dell’Eliseo. Così sembra che la Francia, seguendo la strana esitazione di Valls, rischi d’irritare sia la Russia che i suoi alleati occidentali, nel rispettare i propri impegni.

VLADIVOSTOK2International AIS indica la prima Mistral russa
News Twenty4seven

Il sistema d’identificazione internazionale AIS (sistema di identificazione automatica) per la prima volta ha segnato la nave classe Mistral, Vladivostok, come trasferita ai russi secondo Interfax. In precedenza, la portaelicotteri Vladivostok, costruita presso il cantiere STX di Saint-Nazaire, in Francia, era designata come nave della Marina francese, conservando l’identificativo francese. La fonte di Interfax per la difesa ha osservato che “le questioni procedurali per la consegna della portaelicotteri alla Russia possono svolgersi senza pubblicità“. Il 14 novembre, sul trasferimento della nave alla Russia vi furono numerose notizie dall’industria francese, indicando la presenza della delegazione di Rosoboronexport alla cerimonia (alla fine non avvenuta). Il 12 novembre fonti della cooperazione tecnico-militare russa avevano detto che i francesi non li avevano contatti sul trasferimento della nave. Lo stesso giorno, il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian aveva detto che la consegna della Vladivostok verrebbe attuato nel prossimo futuro, ma la data deve essere ancora decisa. Rosoboronexport e la società francese DCNS firmarono un contratto di 1,2 miliardi di euro per la costruzione di due portaelicotteri classe Mistral nel giugno 2011. Secondo il contratto, la data di consegna della prima nave era il 1 novembre 2014, ma con l’accordo delle parti veniva spostata di 30 giorni, senza penale. In caso di mancanza assolvimento del contratto, l’importo di sanzioni e multe raggiungerebbe i tre miliardi di euro. Causa l’annessione della Crimea alla Russia e la situazione nell’Ucraina orientale, gli Stati Uniti hanno ripetutamente invitato la Francia a rescindere il contratto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Svezia mobilita le forze armate nella caccia a un sottomarino

Tyler Durden Zerohedge 19/10/2014Sweden Submarine SearchNel fine settimana, mentre tutti sono concentrati sulla minaccia del contagio ebola negli Stati Uniti e nel mondo, la capitale altrimenti sonnolenta della Svezia, Stoccolma, avviava un’operazione militare che coinvolge le forze armate svedesi, Marina, Esercito e Aeronautica, quando il sabato sera le forze armate svedesi intensificavano un’operazione che coinvolge oltre 200 uomini, navi furtive, dragamine ed elicotteri su un’area di circa 50 chilometri ad est della capitale. L’operazione è stata avviata venerdì dopo che le forze armate affermarono di essere state informate su un “manufatto umano” in quelle acque. Secondo Local.se, i militari negano di andare a “caccia di un sottomarino” chiamando la mobilitazione, una delle più grandi salvo le esercitazioni della guerra fredda, “operazione d’intelligence”. Anche sabato sera, il direttore comunicazioni e affari pubblici delle forze armate svedesi, Erik Lagersten, ha detto: “Al momento eseguiamo un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma con ricognizione ottica e navi da guerra equipaggiate con sensori subacquei specifici. Le unità attivate provengono da tutti i rami delle forze armate svedesi, Marina, Esercito ed Aeronautica“. E mentre non è stato né confermato né smentito un articolo del rispettato quotidiano svedese Svenska Dagbladet, che accusa della rapida mobilitazione ciò che chiama sottomarino russo danneggiato al largo di Stoccolma. Il rapporto afferma che l’intelligence militare svedese aveva intercettato i segnali radio tra una zona al largo di Stoccolma e l’enclave russa di Kaliningrad, sede di gran parte della flotta del Mar Baltico della Russia. Svenska Dagbladet ha riferito che l’avvistamento è avvenuto su un’isola nel Kanholmsfjaerden, insenatura a poco più di 50 chilometri dalla città. Secondo Dagbladet, un testimone dell’avvio dell’operazione militare, Robert Eriksson, ha detto che era su una barca da pesca al largo dell’isola di Skarpoe intorno alle 16:00. “La guardia costiera è arrivata all’ingresso con un aereo che ha volato in tondo per molto tempo“, ha detto all’agenzia stampa TT. Presto spuntava anche la marina. “C’era una grande barca militare rimasta più a sud nel Kanholmsfjaerden“, ha detto.
Stefan Ring, esperto di strategia militare presso il Collegio della difesa nazionale svedese (Foersvarshoegskolan) ha detto che era importante mandare un segnale. “E’ importante in questa situazione, quando notiamo un’escalation nel Mar Baltico, segnalare molto chiaramente che siamo allerta“, ha detto. “Se non dovessimo fare nulla o evitassimo di fare effettivamente qualcosa, allora sarebbe un segnale per l’avversario che ciò non è così importante per noi“. Sempre su The Local: “C’è stata una trasmissione su una frequenza speciale, utilizzata dalla Russia in situazioni di emergenza“, ha scritto il giornale, citando fonti militari svedesi coinvolte nella ricerca. Le forze armate svedesi sono silenti ma dicono che l’attenzione si concentra su “attività subacquee”. “Le forze armate svedesi non possono smentire o verificare notizie e speculazioni sui media su un sottomarino straniero scomparso”, ha detto il portavoce Erik Lagersten. “Al momento conduciamo un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma con ricognizione ottica e navi da guerra equipaggiate con sensori subacquei specifici… per stabilire se ci sono o ci sono state attività subacquee straniere nella zona“.
Fonti militari anonime hanno detto al Svenska Dagbladet che un segnale di emergenza in russo è stato intercettato giovedì sera, e che i segnali ulteriormente criptati sono stati inviati venerdì, dopo che le forze armate svedesi hanno iniziato a rastrellare la zona. 14 anni fa, nell’agosto 2000 il sottomarino nucleare russo Kursk, fu affondato nel Mare di Barents con la morte dell’intero equipaggio. Le autorità russe furono in seguito criticate per aver rifiutato l’assistenza internazionale e ingannato il pubblico circa le loro operazioni di salvataggio non riuscite. Negli ultimi mesi, la Svezia ha riferito l’incremento nelle manovre nel Mar Baltico dalla forza aerea russa. In un incidente a settembre, due cacciabombardieri Su-24 sarebbero entrati nello spazio aereo svedese in quello che l’allora ministro degli Esteri Carl Bildt chiamò “l’incursione aerea più grave dei russi in un decennio”. Negli anni ’80 e primi anni ’90 l’allora neutrale, e ora non allineato Paese nordico, era regolarmente in allerta per gli avvistamenti di sottomarini russi, tra cui il caso notevole del 1981, quando un sottomarino sovietico si arenò a diverse miglia dalla più grande base navale della Svezia. Considerando che l’occidente è fin troppo ansioso di scatenare una guerra fredda 2.0, non sarebbe sorprendente se la Russia abbia deciso di visitare Stoccolma.LosharikNel frattempo, la Russia nega tutto. Dalla TASS: “Non ci sono navi militari russe in situazioni di emergenza, ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo. I sottomarini della Russia, come le navi di superficie, hanno eseguito i loro compiti negli oceani del mondo secondo i piani” ha detto. “Non ci sono state emergenze o incidenti nelle navi militari russe“. Se non la Russia, allora chi? Solo nove Paesi hanno accesso al Mar Baltico: oltre alla Svezia, Germania, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Russia, Finlandia ed Estonia. Solo Germania, Polonia, Russia e Svezia hanno sottomarini. Secondo almeno una fonte, il sottomarino russo in questione è il Losharik, vale a dire il Projekt 210 o AC-12, un sottomarino nucleare entrato in linea nel 2003, dopo l’incidente del Kursk. E poi c’è questo:

B0RQQ6GCEAIAL_zCosì un sottomarino russo s’è semplicemente perso, o è solo in rotta mentre la Russia militarizza l’Artico per difendere i propri numerosi giacimenti di petrolio e di gas ivi situati?

f2e3d61c1523In realtà si tratta di un sottomarino olandese della classe Waalrus, fotografato da un coppia di Uppsala e che secondo Carl Bergqvist, maggiore dell’aeronautica svedese che dal 2007 gestisce il blog su difesa e sicurezza Wiseman’s Wisdoms, si tratta probabilmente appunto di un sottomarino olandese della classe Waalrus. Le forze armate svedesi hanno ricevuto le foto della famiglia Berlin, ma l’addetto stampa delle forze armate svedesi Philip Simon non conferma ne smentisce che il sottomarino sia olandese.

b114c2e1b28e0e4fb29ba12346be2ce94d75Fonti:
VLT
Politonline

Le forze armate svedesi ammettono di aver diffuso false informazioni sul presunto sottomarino
(ora che si è scoperto essere un intruso della NATO, e non russo, Stoccolma cala un velo di pietoso silenzio)

RIA Novosti 21 ottobre 2014

Sweden Military Alert -2Le forze armate svedesi ammettono di non essere state chiare e di aver diffuso false informazioni sul presunto sottomarino straniero nell’arcipelago di Stoccolma. “Le Forze Armate conducono un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma… Siamo tenuti a farlo con la massima trasparenza, mantenendo solo il segreto operativo. Questo è come una credibile e corretta autorità dovrebbe e deve agire, preservando la fiducia del pubblico. Deve essere detto che le forze armate in un certo senso hanno fallito in ciò“, afferma un comunicato delle forze armate svedesi. Il 19 ottobre, le forze armate svedesi diffondevano la fotografia di un oggetto sospettato essere un sottomarino straniero nell’arcipelago di Stoccolma, e una mappa che presumibilmente mostrava dove la foto era stata scattata. L’areadell’avvistamento sarebbe stata nel Jungfrufjarrden, un fiordo vicino Dalaroe, a sud di Stoccolma. Tuttavia, un’indagine effettuata dall’emittente pubblica svedese SVT ha dimostrato che nessun località della zona combacia con la foto. Dopo essere stati interrogati dai giornalisti della SVT, i militari svedesi hanno ammesso la diffusione di informazioni false per evitare di “aiutare potenze straniere”. “Col senno del poi, avrei dovuto essere più chiaro nella conferenza stampa in cui mostravo una mappa con leposizioni approssimative, perché non volevo rivelare le posizioni esatte dell’operazione“, ha detto il vicedirettore operativo Anders Grenstad. Le forze svedesi avevano lanciato una grande operazione al largo di Stoccolma, dopo aver ricevuto informazioni da un civile sulla presenza di un oggetto sommerso sconosciuto nella regione, sospettato essere un sottomarino straniero.

swedenmysteryTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Mosca: i grandi progetti per la Crimea

Valentin Vasilescu, Reseau International 24 giugno 2014
crimea-map-sPochi giorni dopo l’adesione della Crimea alla Russia, Vladimir Putin ha annunciato di aver approvato un investimento di 3 miliardi di dollari per la ripresa economica della Crimea che ha un potenziale enorme. Questo annuncio è stato fatto durante la riunione della Commissione presidenziale sul monitoraggio dello sviluppo socio-economico della Federazione russa, dove s’è deciso di raddoppiare il numero di posti di lavoro in Crimea, compresi nei cantieri navali di Kerch e Theodosia, specializzati nelle costruzioni navali artiche e di navi di guerra per la Flotta russa del Mar Nero. Putin ha ordinato alla società statale Sovcomflot il trasferimento tecnologico dai Cantieri Baltiskij della società Zaliv a Kerch per la costruzione di 30 nuove petroliere (in aggiunta alle 101 oggi attive), di 14 navi-cisterne GPL (oltre alle 6 attualmente operanti) e di navi portacontainer a propulsione nucleare, tutte destinate per il Mar Glaciale Artico. Il beneficiario del progetto, la Gazprom, le finanzia. Le navi saranno utilizzate per rifornire di petrolio la Cina dal Mare della Siberia orientale e dallo Stretto di Bering, nell’ambito del recente megacontratto da 400 miliardi di dollari. La catastrofe della centrale nucleare di Fukushima e il contratto con la Cina hanno convinto il parlamento giapponese a rifornire il proprio Paese di 20 miliardi di metri cubi annuali di gas russo, tratti dalla quota precedentemente destinata all’Europa. Il governo giapponese ha approvato il finanziamento di un gasdotto sottomarino di 1350 km che colleghi l’isola giapponese di Hokkaido all’isola di Sakhalin, per un investimento di 6 miliardi di dollari. Fino a quando l’oleodotto non sarà  pronto, Gazprom s’impegna a rifornire via mare il Giappone di gas liquefatto. Attualmente, la Russia è l’unico Paese ad avere una flotta di rompighiaccio nucleari nella regione artica (costruiti dal 1985), che mantengono le rotte di navigazione permanentemente aperte al trasporto di petrolio.  Putin risponde così alle pretese dei media occidentali sugli scaffali vuoti nei negozi della Crimea e sulla Russia senza i soldi per pagare pensioni e stipendi degli abitanti di Crimea.
15_sevmorpyt_big__1_La città di Kerch si trova nell’omonimo stretto largo 4,5 km che separa due mari: il Mar Nero e il Mar d’Azov. Il Cantiere No. 532 di Kerch è meglio conosciuto per la costruzione, nel 1984-1991, di 8 fregate classe Krivak da 3300 tonnellate, tra cui la nave ammiraglia della Marina ucraina, Hetman Sagajdachnij. Inoltre, in questo sito fu costruita nel 1975 la prima di 8 navi-cisterna classe Crimea, lunghe 295 m e con una stazza di 150000 t. La prima fu consegnata al Vietnam con il nome Chi Linh. Ma pochi sanno che nel 1988 il cantiere Zaliv completò la costruzione di uno dei quattro rompighiaccio portacontainer a propulsione nucleare sovietici, appositamente costruiti per operare nella regione artica. La nave di 61880 t, la Sevmorput, è dotata di un reattore nucleare da 135 MW. Secondo il programma presentato dal Presidente Putin, il cantiere Kerch dovrà iniziare la costruzione di due navi a propulsione nucleare classe Sevmorput. In seguito, il Viceprimo Ministro Rogozin, responsabile dell’industria della Difesa della Russia, ha detto che il cantiere Mare di Teodosia è in cima alla lista di 23 aziende della Crimea destinate ad armare la Flotta nel Mar Nero. Il governo federale russo ha stabilito che lo sviluppo del progetto sarà completato entro il 1° luglio 2014. Teodosia è un comune di 80000 abitanti situato nella parte orientale della penisola di Crimea. È noto ai turisti per la sua famosa spiaggia dorata lunga 15 km, e anche per i quadri marini del famoso Ivan Ajvazovskij che visse e lavorò in questa città. Nell’epoca sovietica, tutti sentirono parlare di Teodosia per via del suo Cantiere Mare, che dal 1959 è specializzata nella produzione di hovercraft passeggeri ad alta velocità. Furono costruiti più di 1000 navi di questo tipo, principalmente per l’esportazione, come le Raketa, Kometa e Voskhod-2 che possono trasportare 58-118 passeggeri ad una velocità di 60-80 km/h. Nel 1983-1989, il cantiere Mare di Teodosia ricevette l’ordine per la costruzione di 16 motosiluranti veloci (70-80 km/h) classe Muravej per il Mar Nero. Le realizzazioni più importanti furono gli hovercraft classe Zubr (Progetto 1232.2). In origine  progettati e costruiti nel cantiere dai sovietici. Le navi Zubr sono dotate di cinque turboelica Kuznetsov NK-12, le più potenti del mondo, del bombardiere Tu-95. Le Zubr possono trasportare 150 tonnellate di materiale (3 carri armati T-90 o 8 blindati cingolati o 10 APC, o ancora 360 soldati della fanteria di marina equipaggiati). La Flotta del Mar Nero avrà bisogno di 4-6 nuovi Zubr quando riceverà le prime portaelicotteri Mistral, che possono trasportare 16 elicotteri d’assalto Mi-8 Amtsh Terminator e un battaglione di carri armati T-90 o due battaglioni di fanteria dotati di APC.
Dopo 23 anni, la Russia ha ripreso ad ordinare hovercraft ad alta velocità per usi militari e commerciali presso il cantiere Mare di Teodosia. Le prime quattro navi passeggeri ad alta velocità ordinate a Teodosia navigheranno sul Volga, sulla tratta Kujbishev-Uljanov-Kazan-Gorkij. Vengono invitati ad aderire al programma russo in Crimea gli esperti ucraini nella progettazione navale dei tre cantieri Nikolaev (Oceanico, 445 e 444) che costruirono durante l’era sovietica 2 portaelicotteri e 7 portaerei per l’URSS (Kiev, Minsk, Novorossijsk, Baku, Admiral Kuznetsov, Varjag e Uljanovsk).  Una delegazione guidata dal Viceprimo Ministro russo Dmitrij Rogozin ha visitato Nikolaev per fare proposte in questa direzione. L’offerta è ancora più interessante per il fatto che dal 1° giugno il rublo è diventata la moneta ufficiale della Crimea, e stipendi e pensioni, conformati alle norme della Federazione Russa, sono quattro volte superiori a quelli ucraini.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La rete Gladio-Elettra contro il Donbas

Alessandro Lattanzio, 03/06/2014
IM000873.JPGLa nave-spia della Marina militare italiana Elettra sostituirà la nave-spia francese Dupuy de Lome nel Mar Nero. Attualmente nel Mar Nero vi sono due navi della NATO, l’incrociatore dell’US Navy Vella Gulf e la fregata francese Surcouf. La nave-spia Elettra, comandata dal Capitano di Vascello Alberto Maffeis, sarà nel Mar Nero dal 15 giugno sostituendo la nave-spia francese Dupuy de Lome, che ha lasciato quelle acque il 29 maggio. A bordo della nave vi sono le più moderne attrezzature da spionaggio, come i più di 30 sistemi di raccolta informazioni elettroniche, tra cui un sonar autonomo capace di arrivare a 1000 metri di profondità. Compito della nave sarà spiare le difese della Federazione Russa e delle forze federaliste di Donetsk e Lugansk; coordinare le operazioni dell’aggressione nazi-atlantista guidate dalla giunta-fantoccio di Kiev contro la popolazione russofona dell’Ucraina orientale e sabotare le difese e le comunicazioni delle forze di autodifesa della popolazione russofona del Donbas. (Come è accaduto in Siria, quando le navi-spia della NATO, tra cui la nave-spia tedesca Oker, disturbavano le comunicazioni della difesa siriana e coordinavano gli attacchi delle legioni dei terroristi islamo-atlantisti infiltrati in Siria.)
Secondo la Convenzione di Montreux, le navi da guerra degli Stati non rivieraschi possono restare nel Mar Nero non più di 21 giorni e il tonnellaggio totale delle navi da guerra estere non deve superare le 30000 tonnellate. All’inizio dell’anno, la convenzione è stata violata dalla fregata statunitense USS Taylor, che aveva superato di 11 giorni il limite di permanenza nel Mar Nero. Il presidente del Movimento di sostegno alla Flotta nazionale russa Mikhail Nenashev, in un’intervista ha suggerito che la presenza delle navi della NATO nel Mar Nero sia la continuazione dell’aggressione alla Russia.
A fianco dei mercenari e degli squadristi nazi-atlantisti, l’intelligence militare italiana non si accontenta più di utilizzare i teppisti di CasaPound o spie travestite da ‘giornalisti’, ma ora schiera direttamente la Marina militare, su ordine del Pentagono, a supporto dell’aggressione alla popolazione dell’Ucraina orientale da parte della giunta mafiosa dei fantocci nazi-atlantisti dei banderisti Poroshenko, Turchinov, Timoshenko, Tjagnibok e Jarosh, figuri idolatrati dal rossobrunismo coagulatosi intorno alle emanazioni italiane di Amnesty International/Greenpeace, Gladio (CasaPound e affini), NED/USAID (SEL-Boldrini), Mossad (ANPI) e DIGOS/PD (Centri Sociali et similia), tutti attivamente presenti e intimamente partecipi all’aggressione contro la popolazione russofona ucraina.
Una rete spionistico-terroristica che congiunge CasaPound, Gladio, AISE e forze armate italiane nell’aggressione alla popolazione del Donbas.

iagi-5340elettra1Fonti:
Elettra
Novorossia
RIAN
DW
Augengeradeaus

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