Gli statunitensi affondarono il Kursk

Aleksandr Artamonov, Pravda.ru – Novorossia, 13 agosto 201610584010Agosto è sicuramente un brutto mese per la Marina russa. Il 12 agosto 2000 affondò in alto mare il Kursk. Il 30 agosto 2003 un altro sottomarino nucleare russo affondò: era il K-159. Il 7 agosto 2005, al largo della penisola di Kamchatka, un batiscafo russo evitò il peggio. Eppure è il Kursk che continua ad interessare: non possiamo ancora capire il vero scenario del disastro. Un anno dopo la perdita del sottomarino, Pravda fu la prima a pubblicare la versione peggiore tra quelle considerate: un gruppo di scienziati seppe, secondo loro, che il sottomarino venne attaccato da un altro sottomarino, forse di origine statunitense. Secondo le nostre fonti, questa informazione fu considerata al massimo livello. Alcuna risposta ufficiale fu data comunque. Fino ad oggi, questa versione non è ancora esclusa. Va ricordato che il sottomarino lanciamissili da crociera a propulsione nucleare K-141 Kursk apparteneva alla classe Proekt 949 Antej. Fu impostato a Sevmash nel 1992 e varato il 30 dicembre 1994 aderendo formalmente alla Marina russa. Tra il 1995 e il 2000 il Kursk era nelle coste del nord della Russia, nel porto di Vidiaevo. Affondò nel Mare di Barents, a 175 chilometri da Severomorsk, ad una profondità di 108 metri, il 12 agosto 2000. Tutti i 118 membri dell’equipaggio a bordo morirono. Fu il secondo maggiore incidente sottomarino della Russia dal 1945, dopo l’esplosione subacquea del B-37 causata dalla detonazione della munizioni a bordo. Subito dopo il disastro, diversi ammiragli e personalità dei vertici evocarono l’ipotesi che il Kursk fosse stato affondato da un sottomarino degli USA. Quindi tale versione scomparve a favore di una più formale rilasciata dalle autorità. Gli ammiragli furono costretti a rimanere in silenzio. Tuttavia, il regista Jean-Michel Carré girò un documentario dal titolo “Kursk, sottomarino nel torbido“, tramesso il 7 gennaio 2005 dalla televisione francese. Affermava che il Kursk fu silurato dal sottomarino d’attacco nucleare statunitense Memphis. Secondo Jean-Michel Carré, il Kursk effettuava un’esercitazione di lancio del nuovo siluro Shkval, quando due SSN degli Stati Uniti, Memphis e Toledo, l’aggredirono. Va notato, tuttavia, che tale situazione non ha nulla straordinario perché per prassi i sommergibilisti russi e quelli della NATO controllano le reciproche manovre nel contesto di missioni di routine. Tale processo consente ai professionisti di condurre un’esercitazione in condizioni vicine a quelle reali. Ma la presenza della flotta “nemica” viene normalmente considerata secondo le norme di sicurezza.
preview.phpIl Toledo avvicinò pericolosamente al Kursk, essendo “coperto” dal rumore dell’elica del Memphis. A un certo punto i due battelli entrarono in collisione (lo scafo del Kursk sul fondo del mare lo testimonia, perché era squarciato su tutta la lunghezza). Per impedire il lancio del Kursk contro il Toledo (il segnale del suono della valvola del tubo lanciasiluri che veniva aperta sarebbe perfettamente udibile su un nastro audio), il Memphis lanciò un siluro Mk-48 colpendo il Kursk. Questa versione ha il sostegno di numerosi tecnici di alto livello, ora in pensione. Va anche detto che se un giorno si saprà la verità, questo purtroppo non sarà domani. In ogni caso, il Kursk era l’elemento più pericoloso per gli Stati Uniti e la loro flotta. Non sorprende! Solo l’anno prima della perdita, il Kursk terrorizzò la NATO! Tra agosto e ottobre 1999, il battello soprannominato dalla NATO “killer di portaerei” partecipò a una missione nell’Atlantico e nel Mediterraneo. Poco prima della manovra i risultati dei suoi lanci di missili furono notati dal comandante della Marina. Superando furtivamente Gibilterra, l’SSGN s’infiltrò nel Mediterraneo. “Fu un’impresa straordinaria!” disse a Pravda l’ex-comandante della Flotta del Nord russa Ammiraglio Popov. Il Kursk fu incaricato d’inseguire nel Mediterraneo le forze navali della Sesta Flotta degli Stati Uniti, il cui nucleo era la portaerei Theodore Roosevelt, i cui aerei bombardarono la Serbia nell’operazione della NATO contro la Jugoslavia. Durante la missione, il Kursk effettuò 5 attacchi contro obiettivi reali. Dopo il rientro 72 membri dell’equipaggio furono decorati. In realtà, il Kursk poté intervenire al largo delle coste jugoslave impedendo l’operazione della NATO contro la Jugoslavia. Ad ogni modo, riuscì ad ostacolare le manovre della NATO. L’improvvisa apparizione dell’ultra-sofisticato killer di portaerei nel Mediterraneo terrorizzò la Marina degli Stati Uniti. Tutti i Paesi membri della NATO che si affacciano sul Mediterraneo furono chiamati ad inseguire il Kursk che “setacciava” le coste di Italia e Francia. Infine, l’SSGN russo disperse i nemici ferendo l’orgoglio statunitense. I russi si comportavano come una nave fantasma navigando di propria iniziativa! Era proprio insopportabile!
Subito dopo i fatti, diversi alti ufficiali della Marina, tra cui il capo della difesa anti-sommergibile di Gibilterra, furono messi nella riserva. Il Kursk era ormai percepito come il nemico numero uno della flotta degli Stati Uniti. Il comandante dell’SSGN Capitano Gennadij Ljachin ebbe la massima decorazione militare, il titolo di Eroe della Russia. Ma a causa della morte nel suo sottomarino, non poté mai partecipare alla cerimonia. Nell’ultimo anno del ventesimo secolo, il Capitano Ljachin preparava l’equipaggio a una nuova lunga crociera, questa volta non da solo ma con una potente flotta. La Russia si preparava ad entrare in forze nel Mediterraneo, dopo l’implosione sovietica.

USS Toledo

USS Toledo

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

USA e Regno Unito affondarono il Kursk

Anatolij Miranovskij, Pravda, 08/12/201610402013Il sottomarino “Kursk” fu affondato nel 2000 dagli statunitensi. Questa teoria discussa in Russia e all’estero è stata nuovamente ripresa dal polacco Wprost, riferendosi a informazioni che avrebbe ricevuto da un ufficiale dello Stato Maggiore russo, il “Tenente-Colonnello Andrej”. Secondo gli autori, la moderazione dei russi evitò la guerra nucleare. Il fatto che il Kursk affondasse per l’esplosione di un siluro divenne la teoria ufficiale in Russia. La relazione del Procuratore generale della Russia del 2002 dichiarò che il siluro da esercitazione esplose a seguito della detonazione di munizioni. Quasi subito dopo l’incidente, un paio di ammiragli e degli ufficiali affermarono che il Kursk venne silurato da un sottomarino statunitense di stanza nella zona delle esercitazioni. Inoltre, alcuni ufficiali dichiararono che il sottomarino nucleare russo entrò in collisione con un sottomarino straniero. La prima informazione di un qualsiasi evento inaspettato che poi riceve una descrizione ufficiale, di regola, è la più vicina alla verità. La stessa teoria fu ripresa dal regista francese Jean-Michel Carré nel film “Kursk: Sottomarino in acque torbide“, (2005). Secondo il film, il sottomarino russo fu avvistato dai due sottomarini statunitensi Memphis e Toledo. Il Toledo si avvicinò pericolosamente. Per impedire l’attacco del sottomarino russo al Toledo, il Memphis blogger-image-762217836avrebbe lanciato un siluro Mk-48 contro il Kursk. Secondo il Canale televisivo di storia canadese, durante l’inseguimento del Kursk, il Toledo cercò di avvicinarsi, ma si scontrò col sottomarino nucleare russo che probabilmente eseguiva una manovra. Il capitano del Memphis, pensando che il Kursk avesse attaccato il Toledo (presumibilmente la ricezione di un segnale acustico che apriva le serrature dei tubi lanciasiluri), sparò contro il sottomarino russo. Secondo il “Tenente-Colonnello Andrej”, “il piccolo sottomarino AS-15 (a quanto pare il Kashalot (Proekt 1910)) scoprì il Kursk subito dopo l’incidente, ma tuttavia non vi era alcuna decisione sulle operazioni di salvataggio. Anche se, secondo le prime affermazioni, vi erano dei subacquei a bordo capaci di operare fino a 200 metri di profondità. Il Kursk giaceva ad una profondità di 108 metri. Il Kashalot è tra i più segreti sottomarini della Marina russa. Fino ad oggi non si sa se dipende dal comando della Marina. Almeno fino al 1986 (quando il primo sottomarino di questo tipo era utilizzato da tre anni), dipendeva dal GRU. “Pensammo che l’equipaggio fosse stato ucciso, non c’era alcun contatto con loro“, continua il tenente-colonnello. “Il telefono squillò, Korabelnikov rispose ed impallidì mormorando: “Gli Stati Uniti (…) hanno affondato la nave, ci sarà una guerra“, avrebbe detto. Naturalmente, gli statunitensi respinsero queste teorie. In tale contesto, la presenza del battello inglese Splendid nella zona fu dimenticata. Nel 1986 si scontrò con il sottomarino sovietico Simbirsk e nel 1999 bombardò la Serbia dal Mediterraneo, e presumibilmente fu spaventato dal Kursk che emergeva. Dopo l’esplosione del sottomarino Kursk, si recò per riparazioni in una base della NATO.maxresdefaultLa presenza di due battelli nella zona dell’affondamento, assieme all’armonizzazione forzata delle posizioni tra Mosca, Washington e Londra, come previsto causarono ritardi nell’operazione di salvataggio dei marinai russi. È interessante notare che fu possibile rintracciare la rotta degli statunitensi dopo l’incidente, ma la situazione del sottomarino nucleare inglese non fu chiarita. L’idea di un possibile coinvolgimento dello Splendid nella fine del Kursk è degli inglesi. Wikipedia inglese nella pagina dedicata al battello ha fatto un voltafaccia grave, sostenendo che il sottomarino inglese non aveva nulla a che fare con la fine di quello russo. “Anche se le accuse erano infondate, i teorici della cospirazione le hanno diffuse per molto tempo“, dice Wikipedia. Infatti, nel 2000, Nezavisimaja Gazeta pubblicò il parere di uno dei sommozzatori, secondo cui rottami del sottomarino Splendid erano vicino al Kursk sul fondo del Mare di Barents, e furono fatti esplodere nell’operazione per recuperare il sottomarino russo. L’autore suggerisce che subito dopo seppe del ritiro del sottomarino. 6328849_origNell’ottobre 2000, secondo la BBC, 12 sottomarini nucleari (compresi i sottomarini Swiftsure) sarebbero stati radiati dal servizio a causa di una perdita nel sistema di raffreddamento del reattore nucleare di un battello classe Trafalgar. Non è noto il numero di battelli poi tornati in servizio. Secondo il catalogo Jane, il battello fu smantellato nel 2004, anche se era l’ultimo e più recente della classe Swiftsure (in totale sei), fu il primo ad essere rottamato. Sembra che nel 2003 tale battello, secondo fonti inglesi che si basano esclusivamente su due brevi notizie della BBC, “operarono” contro obiettivi in Iraq. Per inciso, uno di tali materiali presentava una foto interessante: la foto di un marinaio con il Jolly Roger sopra un chiaramente lesionato Splendid.
Un’altra storia oscura e tragica è collegata all’assenza o presenza del sottomarino nel Golfo Persico durante la guerra contro l’Iraq. La mattina del 4 ottobre 2003, James Forlong, ex-giornalista di Sky News, fu trovato morto a casa nell’East Sussex. Fu licenziato da Sky TV dopo aver preparato materiale falso sulla partecipazione del sottomarino Splendid nei combattimenti in Iraq. Il personale occhiuto della BBC scoprì che il sottomarino Splendid all’epoca, presumibilmente, fosse in porto, e che Forlong aveva utilizzato un video d’archivio. L’uso di immagini d’archivio è usuale in televisione. Ma questa volta Forlong, a quanto pare, era molto turbato e decise di suicidarsi. Non disse mai perché preparò un video falso sulla partecipazione dello Splendid nella guerra all’Iraq.

James Forlong

James Forlong

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La fallita invasione NATO della Russia dal Mar Nero

Valentin Vasilescu, Reseau International 21 giugno 20161024356375La Turchia è scossa dagli attacchi del PKK curdo, rifugiatosi nel territorio occupato nel nord della Siria. Da quando un F-16 turco ha abbattuto il bombardiere russo Su-24 in Siria, la Turchia non può più compiere attacchi con aerei sulle posizioni dei curdi in Siria, per paura dei sistemi di difesa aerea a lungo raggio S-400 russi schierati Siria. Inoltre, il Pentagono ha deciso di utilizzare il gruppo curdo YPG per combattere lo Stato islamico e conquistare la città di Raqqa, capitale dello SIIL. 500 forze speciali del Pentagono, con insegne delle YPG (scudo verde con stella rossa al centro), combattono a fianco del gruppo curdo. Gli aerei della coalizione anti-Stato islamico guidato dagli Stati Uniti e basati in Turchia, forniscono il supporto aereo ai combattenti curdi. Ciò rappresenta una sfida di Washington alla Turchia, membro della NATO, dato che i curdi sono nemici mortali dei turchi.
Secondo la Convenzione di Montreux del 1936 sul Bosforo e i Dardanelli, le navi da guerra dei Paesi non rivieraschi sul Mar Nero, dal dislocamento superiore alle 10000 tonnellate, non possono entrare. Se diverse navi dei Paesi della NATO entrano nel Mar Nero, il tonnellaggio totale non deve superare le 45000 tonnellate e i sottomarini devono navigare solo in superficie. Tutti i vascelli non costieri possono stazionare fino a 21 giorni nel Mar Nero. Citando una possibile “aggressione” russa, il presidente tedesco della Romania (Klaus Johannis) ha chiesto, in violazione della Convenzione di Montreux, la presenza permanente nel Mar Nero di un potente gruppo navale della NATO formato da navi appartenenti a Stati non rivieraschi (USA, Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Canada). Un gruppo navale d’attacco della NATO nel Mar Nero consisterebbe in una portaerei o nave d’assalto anfibio (portaelicotteri) o nave da trasporto anfibia (LPD), o nave da sbarco (LSD) statunitense, 2 incrociatori lanciamissili AEGIS statunitensi, 4 cacciatorpediniere AEGIS statunitensi, 4 fregate, 3 sottomarini d’attacco e 4 navi da rifornimento incluse le petroliere. Dato che la Turchia è il Paese che dipende in larga misura dalla Convenzione di Montreux, Recep Tayyip Erdogan ha inviato al Presidente Vladimir Putin un messaggio conciliante chiedendogli di riprendere i rapporti con la Turchia. Il messaggio nascondeva problemi gravi, cioè la continuazione dei lavori del gasdotto Turkish Stream da parte di Gazprom, la revoca dei divieti all’esportazione dei prodotti turchi in Russia, e il permesso di bombardare i curdi nel nord della Siria, nonostante il sostegno degli Stati Uniti di cui godono. Quando il gasdotto Turkish Stream, sul fondale del Mar Nero, sarà completato, la Turchia avrà il monopolio della distribuzione del gas russo in Europa centrale e orientale. Solo che Erdogan si è dimostrato troppo imprevedibile e, una volta ricevuta l’approvazione per operare nello spazio aereo siriano, gli aerei turchi colpirebbero l’Esercito arabo siriano e la base aerea russa in Siria. Se la Russia risponde incondizionatamente alla proposta, la Turchia si opporrebbe, col veto, alla violazione della Convenzione di Montreux, come proposto dalla Romania. La Russia è rimasta ferma, rispondendo che la ripresa delle relazioni tra i due Paesi dipende dalle pubbliche scuse per l’abbattimento dell’aereo russo sulla Siria e dalla consegna ai russi del cittadino turco Alpaslan Celik per processarlo. Alpaslan Celik è il capo della brigata turcomanna attiva in Siria che ha ucciso uno dei due piloti russi del Su-24 dopo l’abbattimento. Attualmente è detenuto in Turchia per contrabbando di armi. Le condizioni della Russia sono state respinte dalla Turchia.
E’ più interessante che la proposta del presidente della Romania, l’annullamento ad hoc della Convenzione di Montreux, sia ignorata dalla Bulgaria, Paese membro della NATO che si affaccia sul Mar Nero. Presidente, primo ministro e classe politica bulgara dimostrano più responsabilità dei capi rumeni, perché la flotta della NATO nel Mar Nero ha un solo obiettivo: la guerra alla Russia. Ciò conferma che gli Stati Uniti cercano a tutti i costi d’invadere la Russia, e che l’imminente attacco russo agli Stati membri della NATO generato dall’isteria di Washington è solo disinformazione [1]. La Bulgaria ha la possibilità di ripagare certe politiche della Romania, a causa delle quali è stata sospesa la costruzione del reattore nucleare bulgaro di Koslodui e del gasdotto South Stream nel Mar Nero. South Stream permetterebbe alla Bulgaria di fornire gas ad Europa centrale e orientale per conto di Gazprom, che ogni anno porterebbe all’economia bulgara quasi un miliardo di dollari. Invece, a causa della Romania, la Bulgaria ha pagato alla società russa Rosatom 620 milioni di dollari, per i lavori sul reattore nucleare Koslodui, rimasto incompiuto. Per ora, grazie alla Bulgaria, i giochi di Turchia e Romania, probabilmente concepiti nel retrobottega della NATO, sono falliti.karta-black-sea[1] Il Pentagono prepara l’invasione della Russia?

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia rafforza la Flotta del Mar Nero

Mentre la Russia dispiega nuove fregate e sottomarini, il Mar Nero diventa un lago russo
Alexander Mercouris, The Duran 12 giugno 2016RFS ADMIRAL GRIGOROVICH  745  Russian navy frigate  b.2016.  26-5-16Da quando s’è assicurato il controllo della base navale di Sebastopoli in Crimea, la Marina russa rafforza la Flotta del Mar Nero della Russia. La prima della nuova classe di fregate, l’Admiral Grigorovich, ha raggiunto la flotta. L’Admiral Grigorovich sarà presto affiancata dalla gemella, Admiral Essen, e successivamente, probabilmente il prossimo anno, da un ulteriore gemella, l’Admiral Makarov. Queste fregate avanzate sono dotate di missili da crociera Kalibr, missili antinave supersonici Oniks, un cannone navale da 100 mm, missili antiaerei Shtil (versione navale del noto Buk) e un elicottero Kamov Ka-27. Le 3 fregate classe Admiral Grigorovich sono le prime grandi navi da guerra di superficie ad entrare nella Flotta del Mar Nero dal crollo dell’URSS. Tutte le altre grandi navi di superficie in servizio presso la Flotta del Mar Nero furono costruite negli anni ’80, con la più vecchia, il cacciatorpediniere lanciamissili Smetlivij, risalente al 1969. L’arrivo dell’Admiral Grigorovich inverte un lungo periodo di degrado, con lo status della Flotta del Mar Nero in precedenza incerto per via dei dubbi sul futuro della fondamentale base navale di Sebastopoli. Il piano originale era fornire alla Flotta del Mar Nero una forza di 6 fregate classe Admiral Grigorovich. Questo piano per lo meno viene ritardato dalla necessità di trovare sostituti russi ai motori di costruzione ucraina utilizzati dalle ultime tre unità di questa classe, ancora in costruzione. Mentre un motore alternativo russo fu proposto dalla NPO Saturn di Rybinsk, sembra che sarò disponibile non prima del 2020, avendo la Marina dato priorità all’impiego sulle più avanzate fregate classe Admiral Gorshkov, destinate alle Flotte del Nord e del Pacifico. A quanto pare, viene ora suggerito che la costruzione delle ultime 3 fregate classe Admiral Grigorovich sarà interrotta, o completata dopo il 2020 per essere vendute all’estero, in modo che altre risorse possano essere assegnate alla costruzione delle più avanzate fregate classe Admiral Gorshkov, alcune delle quali potrebbero eventualmente essere impiegate nel Mar Nero.
Le 3 fregate classe Admiral Grigorovich non sono il solo rinforzo visibile della Flotta del Mar Nero. Di almeno pari importanza è il dispiegamento di 6 avanzati sottomarini diesel-elettrici classe Varshavjanka presso la Flotta del Mar Nero, iniziato nel 2014. I sottomarini diesel-elettrici sono intrinsecamente più silenziosi dei sottomarini a propulsione nucleare e sono probabilmente più adatti alle acque ristrette del Mar Nero e del Mediterraneo. I sottomarini Varshavjanka sono avanzati e sono a volte indicati come “buchi neri” per la capacità di eludere i sensori acustici della NATO. Possiedono anche un armamento potente, trasportando non solo siluri avanzati ma anche missili da crociera Kalibr che possono lanciare sott’acqua. Uno dei nuovi sottomarini classe Varshavjanka appartenente alla Flotta del Mar Nero, il Rostov-na-Donu, ha dimostrato questa capacità quando lanciò missili da crociera Kalibr dal Mediterraneo orientale contro posizioni dei terroristi in Siria lo scorso anno.
La Flotta del Mar Nero rappresenta solo una frazione delle forze a disposizione della Russia nella regione del Mar Nero. Le basi aeree in Crimea, Caucaso settentrionale e Russia meridionale danno alla Russia un vantaggio schiacciante contro le navi di superficie. La Crimea stessa, al centro del Mar Nero, ha tutti gli elementi essenziali di una portaerei inaffondabile. I russi, inoltre hanno dimostrato in Crimea, durante la crisi del 2014, la capacità di schierare rapidamente nella regione del Mar Nero i missili antinave supersonici Bastjon basati a terra, fornendo un’ulteriore potente capacità contro le navi da guerra della NATO nel Mar Nero.
Anche se la Flotta del Mar Nero è una forza ridotta rispetto al periodo di massimo splendore sovietico, il Mar Nero è ancora una volta un lago russo.d0b0d180d0bcd0b8d18f-110Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I dettagli segreti della nuova dottrina della difesa della Russia

Valentin Vasilescu, Reseau International 26 maggio 2016wp_20110In Europa e Asia l’esercito statunitense ha schierato un piccolo contingente di soldati che non può scatenare da solo o congiuntamente con eserciti alleati, l’invasione della Russia. Solo a causa dell’isolamento geografico, gli Stati Uniti prevalgono da settantanni grazie alla loro Marina, tre volte superiore a quella della Russia, in grado d’intervenire in qualsiasi parte del mondo. Il Pentagono dispone anche di una gigantesca forza di centinaia di navi specializzate nelle operazioni di schieramento di divisioni dei marines, blindati e forze speciali, per poter partecipare a una possibile invasione della Russia. Pertanto, i gruppi d’assalto navale statunitensi organizzati intorno a portaerei, navi d’assalto anfibio e convogli di truppe ed equipaggiamenti militari, sono considerati il più serio rischio per la sicurezza della Russia [1]. I gruppi navali e di navi da sbarco e i convogli delle truppe statunitensi sono protetti da diversi tipi di scudi antibalistici, come il sistema navale AEGIS dotato di missili SM-3 Block 1B che neutralizzano i missili balistici che volano a quote comprese tra 100 e 150 km. Questo sistema è montato su cacciatorpediniere e incrociatori AEGIS statunitensi, e si aggiunge agli scudi antimissile in Polonia e Romania. Esiste inoltre il sistema mobile THAAD delle forze di terra degli USA, a difesa delle navi da sbarco. Questi sistemi sono progettati per colpire missili balistici nella fase d’ingresso nell’atmosfera a quote comprese tra 80 e 120 km. A ciò si aggiungono le batterie di missili antiaerei a lungo raggio Patriot dalle capacità antimissile balistico contro missili nella fase terminale del volo a una quota di 35000 m [2].
La classificazione degli aeromobili in volo atmosferico si basa sulla velocità. Ci sono aerei che volano a velocità subsonica (fino a 1220km/h o Mach 1), gli aerei supersonici con velocità tra Mach 1 e Mach 5 (fino a 6000 km/h) e velivoli ipersonici che volano a velocità fra Mach 5 e Mach 10 (cioè fino a 12000 km/h). I russi hanno scoperto che i missili anti-balistici degli Stati Uniti non possono intercettare i missili ipersonici nella mesosfera (tra i 35000 e 80000 m). La nuova dottrina della Difesa della Russia ha stabilito che l’antidoto ai gruppi d’assalto e ai convogli navali statunitensi sono i velivoli ipersonici che volano a quote tra 35000 a 80000 m. Il Ministero della Difesa russo ha stanziato 2-5 miliardi di dollari per l’Advanced Research Foundation (ARF), l’equivalente russo del DARPA del Pentagono, per la progettazione di una serie di derivati ipersonici del velivolo spaziale Ju-71 (Proekt 4202). Dal 2011 al 2013 lo Ju-71 è stato testato in galleria del vento, e dal 2013 all’aprile 2016 ha condotto delle prove nell’atmosfera lanciato dai missili strategici leggeri UR-100 e R-29RMU2. Lo Ju-71 è simile all’HTV-2 abbandonato dagli statunitensi nel 2014.
Il velivolo spaziale Ju-71 ha dimostrato di poter volare alla velocità di 6000-11200 chilometri all’ora su una distanza di 5500 km e a una quota di crociera di 80000 m. Viene chiamato aliante spazio perché a differenza dei missili balistici ha una finezza aerodinamica di circa 5:1 (rapporto portanza/resistenza) che permette di volare su impulso continuo del motore a razzo, eseguendo delle cabrate lungo la rotta. Oltre al motore a razzo che permette ripetute accensioni e sospensioni, l’aliante spaziale Ju-71 è armato con testate indipendenti e sistemi di guida simili a quelli dei missili aria-terra Kh-29L/T e Kh-25T. La dottrina militare russa prevede che l’attacco alla flotta d’invasione statunitense sia eseguito in tre ondate e tre linee, impedendo ai gruppi d’assalto navali statunitensi di posizionarsi presso le coste russe del Mar Baltico. La prima ondata d’attacco di armi ipersoniche basate sull’aliante spaziale Ju-71 e lanciate da sottomarini a propulsione nucleare russi dall’Atlantico colpirebbe portaerei, portaelicotteri, sottomarini d’attacco, navi da carico o di scorta dei gruppi d’assalto navali statunitensi, non appena salpano dall’Atlantico verso l’Europa. La seconda ondata di armi ipersoniche sarebbe lanciata sui gruppi navali degli Stati Uniti a 1000 km dalle coste orientali dell’Oceano Atlantico. L’attacco verrebbe lanciato dai sottomarini russi dispiegati nel Mare di Barents o dalla base missilistica strategica di Plesetsk, in prossimità del Circolo Polare Artico e sul Mar Bianco. La terza ondata di armi ipersoniche verrebbe lanciata sui gruppi navali degli Stati Uniti quando raggiungono lo stretto dal Mare del Nord al Mar Baltico dello Skagerrak. L’attacco verrebbe eseguito con i missili ipersonici 3M22 Tzirkon, spinti da motori Scramjet e lanciati da aerei russi. Il Tzirkon ha una velocità di Mach 6,2 (6500 km/h) ad una quota di crociera di 30000 metri e un’energia cinetica all’impatto col bersaglio 50 volte superiore a quella dei missili antinave esistenti.
La Russia sviluppa anche una variante dell’arma ipersonica derivata dallo Ju-71 che può essere lanciata dal velivolo da trasporto pesante russo Il-76MD-90A (Il-476). L’aereo ha un’autonomia di di volo di 6300 km e può essere rifornito in volo. Mentre per i gruppi navali statunitensi ci vogliono cinque o sei giorni per raggiungere il Mar Baltico, l’Il-76MD-90A può raggiungere in poche ore i tre allineamenti calcolati per lanciare le armi ipersoniche. Anche se è un segreto ben mantenuto, sembra che l’arma ipersonica venga sganciata dal portellone dell’Il-76MD-90A a 10000 m di quota, dotato di un paracadute che la stabilizza in posizione verticale fino all’avvio del motore a razzo. Dato che il 50% del carburante del missile viene utilizzato per decollare e raggiungere gli strati estremamente densi dell’atmosfera a 10000 m, il peso del lanciatore e dell’aliante spaziale è la metà di quello di un missile balistico leggero R-29RMU2, che pesa 40 t. Sospesi nel 1992, i voli dei bombardieri strategici Tu-160 e Tu-95 e dei velivoli Il-76 (trasformati nelle aerocisterne per il rifornimento in volo Il-78), sono ripresi nel 2012 lungo le coste atlantiche e pacifiche. Uno degli obiettivi è addestrare le squadre per le future missioni d’attacco con armi ipersoniche.IH-ref-miss[1] La futura blitzkrieg della NATO contro la Russia: la Battaglia per la supremazia aerea.
[2] Il missile russo Iskander, incubo dello scudo antimissile degli USA.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora