I dettagli sulla lista dei terroristi francesi in Siria

Rete Voltaire 21 novembre 2015

Bernard Squarcini

Bernard Squarcini

In un’intervista alla rivista Valeurs actuelles, l’ex-direttore del controspionaggio francese (DST e DCRI), Bernard Squarcini dice di essere stato contattato dalla Siria per proporre, nel 2012, al governo francese una lista dei terroristi francesi operanti in Siria, in cambio della normalizzazione delle relazioni tra i servizi d’intelligence. Il ministro degli Interni del tempo, Manuel Valls, rifiutò per motivi ideologici [1]. La maggior parte dei commentatori fa notare che, se queste informazioni sono accurate e se il governo francese avesse accettato tale proposta, si sarebbero evitati gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. Il deputato Olivier Marleix (ex-consigliere del presidente Nicolas Sarkozy quando Bernard Squarcini dirigeva il controspionaggio) chiede pertanto l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce su queste accuse [2].
La tesi di Squarcini va specificata. Nel 2012, la Siria era in contatto con l’ex-capo del controspionaggio con cui aveva buoni rapporti in passato, e con un alto funzionario della polizia. Le autorità siriane s’offrirono di fornire tutte le informazioni in possesso sui combattenti francesi nel Paese, sui jihadisti e anche sui soldati francesi in missione. Chiesero in cambio il ritiro delle truppe francesi e il ripristino dei rapporti tra i servizi, senza chiedere il ripristino delle relazioni diplomatiche. Squarcini passò il messaggio al ministro degli Interni Manuel Valls che reagì subito, e per dimostrare buona fede, la Siria fornì l’elenco preliminare dei francesi morti che potè identificare. Tuttavia, il ministro degli Esteri Laurent Fabius era fortemente contrario all’accordo. Il primo ministro Jean-Marc Ayrault così vietò a Manuel Valls di accordarsi. L’ex-direttore del controspionaggio Bernard Squarcini, assieme al prefetto Édouard Lacroix (ex-direttore generale della polizia nazionale, poi capo del personale di Charles Pasqua) e Claude Guéant (ex-vicedirettore dell’ufficio di Charles Pasqua, allora ministro degli Interni), facevano parte del gruppo che cercò di opporsi alla guerra contro la Libia, poi a quella contro la Siria. Il gruppo negoziò la pace tra Francia e Siria durante la liberazione di Bab Amr (febbraio 2012) [3]; un accordo che il presidente Sarkozy accolse ma che il suo successore si rifiutò di rispettare.
Nel giugno 2012, il nuovo presidente Francois Hollande fece assassinare il prefetto Édouard Lacroix. Vari procedimenti giudiziari furono presi contro Claude Guéant. Bernard Squarcini si ritirò dalla vita politica e creò la società d’intelligence privata Kyrnos Conseil (Kyrnos significa Corsica in greco) molto attiva all’estero.ob_af76f0_jijwiNote
[1] Bernard Squarcini: “Nous sommes entrés dans la terreur et le terrorisme de masse”, Louis de Raguenel, Valeurs actuelles, 20 novembre 2015.
[2] Tout n’a pas été fait depuis Charlie pour protéger les Français, François De Labarre, Paris-Match, 20 novembre 2015.
[3] Les journalistes-combattants de Baba Amr, Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 3 marzo 2012.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Terrorismo turco-uiguro SpA: l’altra al-Qaida degli USA

Tony Cartalucci LD 23 settembre 2015Traitor_PetraeusNon è più possibile per gli Stati Uniti e i loro alleati regionali dire di sostenere i “ribelli moderati” nella guerra per procura che infuria in Siria, Iraq e Libano. C’è il governo siriano da un lato, e i terroristi tra cui al-Qaida e sue varie filiali, come al-Nusra e il cosiddetto “Stato islamico” dall’altro. Se non sostengono il governo siriano, è molto chiaro che sostengono al-Qaida. Così è evidente che la stampa occidentale e i think tank delle multinazionali che producono secondo i loro punti di vista, cominciare una campagna per ripulire al-Qaida quale male minore verso il SIIL. In realtà, non hanno praticamente alcuna differenza, con Stati Uniti ed alleati regionali che chiaramente armano, finanziano e sostengono entrambi. La manifestazione più recente e oscena di tale ripulitura fu quando il generale dell’US Army ed ex-direttore della CIA David Petraeus invitò apertamente ad usare al-Qaida per “combattere” il SIIL. Nell’articolo del Daily Beast, “Petraeus: usare al-Qaida per combattere il SIIL“, riferisce che: “I membri del ramo di al-Qaida in Siria hanno un avvocato sorprendente nei corridoi del potere statunitense: l’ex-esercito generale ed ex-direttore della CIA David Petraeus. L’ex-comandante delle forze USA in Iraq e Afghanistan ha tranquillamente sollecitato i funzionari degli Stati Uniti a considerare l’utilizzo dei cosiddetti moderati di al-Qaida e Nusra per combattere il SIIL in Siria, secondo quanto quattro fonti vicine ai colloqui, tra cui una persona che ha parlato con Petraeus direttamente, hanno detto al Daily Beast”. In tale cambio di retorica non c’è alcuna forza “moderata ribelle” di cui parlare. Tutto ciò che esiste, certamente, sono estremisti che operano sotto le diverse bandiere di al-Qaida e SIIL. Le rivelazioni sul sostegno degli Stati Uniti ad al-Qaida non sarebbero mai state così evidenti, ma non sono certo una novità. E’ ammesso che Stati Uniti ed alleati sauditi crearono al-Qaida come una forza mercenaria per lottare contro l’Unione Sovietica nella guerra per procura in Afghanistan negli anni ’80. Nel 2007, molto prima della guerra in Siria, il premio Pulitzer Seymour Hersh avvertiva sulle pagine del New Yorker che sotto l’amministrazione di Bush, il sostegno era già cominciato verso i Fratelli musulmani in Siria e altri gruppi estremisti, tra cui al-Qaida, al fine di minare violentemente il governo siriano di Damasco. L’articolo di Hersh, “The Redirection: la nuova politica dell’amministrazione avvantaggia i nostri nemici nella guerra al terrorismo?” esplicitamente afferma: “Per minare l’Iran, prevalentemente sciita, l’amministrazione Bush ha deciso, in effetti, di riconfigurare le priorità in Medio Oriente. In Libano, l’amministrazione collabora con il governo dell’Arabia Saudita, sunnita, in operazioni clandestine che hanno per scopo ndebolire Hezbollah, l’organizzazione sciita sostenuta dall’Iran. Gli Stati Uniti hanno anche preso parte ad operazioni clandestine contro l’Iran e l’alleata Siria. Un sottoprodotto di tali attività è il rafforzamento dei gruppi estremisti sunniti che sposano la visione militante dell’Islam e sono ostili agli USA e favorevoli ad al-Qaida”. Passato e presente, è chiaro che al-Qaida era ed è tuttora uno strumento centrale degli Stati Uniti per raggiungere obiettivi geopolitici, in particolare quando le forze occidentali non possono immediatamente o in pratica intervenire direttamente. Ma al-Qaida e le sue varie filiali sono solo una fazione dei molti gruppi terroristici che badano ai vasti interessi dell’egemonia globale statunitense. L’ultimo attentato a Bangkok, capitale della Thailandia, e le continue violenze nella regione cinese dello Xinjiang, espongono un’altra vasta rete del terrorismo sponsorizzata dagli USA che opera in tandem con al-Qaida e si estende dalle frontiere dell’Asia alla guerra per procura degli Stati Uniti in Siria.

Terrorismo turco-uiguro: l’altra al-Qaida
Perché relativamente poco conosciuta e trascurata in confronto ad altri gruppi terroristici più noti, la rete terroristica turco-uigura è forse più pericolosa e più utile a Stati Uniti e alleati rispetto alle sempre più esposte legioni di al-Qaida. La genesi del moderno terrorismo sponsorizzato dai turchi, come al-Qaida, origina dalla guerra fredda. Parte delle più ampie reti stay-behind, conosciute come “Gladio”, create dalla NATO per una presunta lotta contro le forze sovietiche in caso d’invasione e occupazione dell’Europa occidentale, tali gruppi terroristici furono invece rivolti contro la popolazione degli Stati membri della NATO e impegnati in violenze, terrorismo, omicidi e stragi. Un gruppo di ultra-nazionalisti noto come i “Lupi Grigi” fu coltivato per tale compito in Turchia. In un articolo del 1998 sul Los Angeles Times intitolato “La Guerra sporca turca svelata, ma l’attentato al Papa resta oscuro“, riferiva che: “Alla fine degli anni ’70, le bande armate dei Lupi Grigi lanciarono un’ondata di attentati e sparatorie che uccisero centinaia di persone, tra cui funzionari pubblici, giornalisti, studenti, avvocati, sindacalisti, attivisti di sinistra e curdi. Durante quel periodo, il Lupi grigi operavano con l’incoraggiamento e la protezione dell’organizzazione della Controguerriglia, una sezione del dipartimento di Guerra Speciale dell’esercito turco. Lavorando nell’edificio della missione militare degli Stati Uniti ad Ankara, il servizio di guerra speciale ricevette fondi e addestramento da consiglieri per creare squadre di irregolari civili “stay behind” costituite per sabotaggio e resistenza in caso d’invasione sovietica. Simili unità antiguerriglia della Guerra Fredda furono create in ogni Stato membro dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico. Ma invece di prepararsi contro nemici stranieri, tali agenti spesso puntavano ad obiettivi nazionali”. Un altro pezzo del LA Times intitolato “Lupi Grigi della Turchia strumenti del potere”, rivelava l’entità del terrorismo dei Lupi grigi: “Al culmine della Guerra Fredda, l’esercito usò i lupi grigi come contrappeso violento dei comunisti. Le casse del partito si gonfiavano con il contributo segreto del governo. Alla fine degli anni ’70, i Lupi Grigi andarono fuori controllo. L’ala paramilitare condusse una campagna contro la sinistra uccidendo quasi 6000 persone. Ali Agça, che sparò al Papa Giovanni Paolo II nel 1981, è accusato di esserne affiliato”. L’articolo inoltre rivelava che, nonostante tale passato orribile, i Lupi Grigi e i loro alleati politici sono ancora una forza politica molto potente in Turchia. Oggi i Lupi grigi sono l’ala paramilitare del Partito del Movimento Nazionalista (MHP), che detiene il terzo maggior numero di seggi nel parlamento della Turchia. Per quanto preoccupante questo appaia ai turchi che si ritrovino sul lato politico sbagliato, tale potente organizzazione terroristica viene chiaramente tollerata, ed anche sponsorizzata dalla NATO da decenni e, in particolare, sostenuta dagli Stati Uniti; il terrorismo dei Lupi grigi va oltre i confini della Turchia.

La Gladio della NATO diventa globale
Secondo un rapporto del 2009 di New American Media intitolato “Dietro le rivolte in Cina, petrolio, terrorismo e ‘Lupi grigi'”, i Lupi Grigi turchi hanno creato campi di addestramento per i militanti della regione occidentale dello Xinjiang in Cina, creando i terroristi che hanno eseguito vari attacchi mortali in Cina. L’articolo indica: “armare i Lupi Grigi, una delle organizzazioni terroristiche più note al mondo. Fondati negli anni ’60, i lupi sono un gruppo paramilitare pan-turo con 1 milione di seguaci nel Vicino Oriente, Asia centrale e Xinjiang. Nel decennio di violenze politiche in Turchia, gli anni ’80, gli attivisti filo-militari compirono un’ondata di omicidi, massacri di minoranze etniche ed estorsioni di imprese. Secondo dati ufficiali, il governo turco ritiene i lupi responsabili di oltre 600 omicidi, mentre le vittime della sinistra sono stimate molte migliaia. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, i Lupi Grigi istituirono campi di addestramento in Asia centrale per i giovani turcofoni, tra cui gli uiguri. Il loro programma d’indottrinamento abbraccia la creazione del Turan, l’impero turco in Europa e Asia, soggiogando i non turchi e scatenando violenze per raggiungere i loro scopi. Fuori dai riflettori, i Lupi hanno addestramento commando e dato sostegno materiale al movimento per l’indipendenza del Turkestan orientale”. In sostanza, le reti stay-behind della NATO sono le reti della NATO “all’estero”, proiettando lo stesso tipo di violenze, terrorismo e coercizione politica all’estero, dopo la guerra fredda, che tali reti eseguirono a livello nazionale durante la Guerra Fredda. La presunta “lotta” del popolo uiguro nello Xinjiang, che terroristi e loro sostenitori esteri chiamano “Turkestan Orientale”, è costituito da due componenti essenziali, un fronte politico estero ospitato a Washington DC e a Monaco, il World Uyghur Congress (WUC), e il fronte militare chiaramente sostenuto da Stati Uniti e NATO tramite gruppi come i Lupi Grigi della Turchia. Come i Lupi Grigi, il World Uyghur Congress è una creazione e perpetuazione d’interessi particolari occidentali. Il WUC è direttamente finanziato dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti attraverso il National Endowment for Democracy (NED) con oltre un quarto di milione di dollari (ufficiali) in un anno. Il NED organizza e supporta tutte le manifestazioni del WUC, e le riunioni annuali di solito ospitano quasi sempre rappresentanti degli Stati Uniti che riaffermano l’impegno a sostenere gli obiettivi di WUC che, come indicato sul sito ufficiale, indicano: “Il WUC si dichiara movimento non violento e pacifico d’opposizione all’occupazione cinese del Turkestan orientale, e l’adesione incondizionata agli standard internazionali sui diritti umani come stabilito nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, e l’aderenza ai principi del pluralismo democratico e il rifiuto di totalitarismo, intolleranza religiosa, e terrorismo come strumenti politici”. E mentre il WUC afferma di sostenere un'”opposizione pacifica” per resistere a ciò che definisce “occupazione cinese”, giustifica, difende o copre sempre le violenze. Forse l’esempio più sconvolgente fu quando non condannò nel 2014 il brutale assassinio dell’imam uiguro di 74 anni Jume Tahir, di fronte alla moschea più grande e antica della Cina. Il WUC lo denunciò come “strumento” del governo cinese e persino denunciò la Cina per averne condannato gli assassini, dei terroristi uiguri, a morte per l’orribile omicidio. Chiaramente il WUC non solo è nell’impossibilità di denunciare il terrorismo, me volontariamente lo copre con la retorica. Guardando la mappa della Cina, è chiaro che tale separatismo serve direttamente i vecchi piani degli Stati Uniti per accerchiare e contenere l’ascesa della Cina, una campagna apertamente e ripetutamente delineata nei documenti politici degli Stati Uniti per decenni, il più recente pubblicato dal Council on Foreign Relations (CFR) e che s’intitola “Revisione della grande strategia degli USA nei confronti della Cina“, affermando senza mezzi termini: “Poiché lo sforzo statunitense d”integrare’ la Cina nell’ordine liberale internazionale ha ormai generato nuove minacce al primato degli USA in Asia, e potrebbe tradursi in una sfida conseguente al potere globale statunitense, Washington ha bisogno di una nuova grande strategia nei confronti della Cina che s’incentri sul bilanciamento dell’ascesa della potenza cinese, piuttosto che continuare ad assisterne all’ascesa”. Incoraggiando il separatismo nella regione dello Xinjiang occidentale della Cina, in caso di successo, potrebbe sottrarre un notevole territorio. In concomitanza con il separatismo sostenuto dagli Stati Uniti nella regione del Tibet della Cina, una regione cuscinetto immensa si creerebbe per praticamente isolare la Cina dall’Asia centrale. E mentre i Lupi grigi e i loro ascari uiguri lavorano duramente per creare tale barriera alla Cina ad ovest, nel loro coinvolgimento nel recente attentato a Bangkok gli Stati Uniti li usano per rafforzare gli sforzi per accerchiarla nel Sud-Est asiatico.NED_Xinjiang2015aIl terrorismo della NATO si espande nel Sud-Est asiatico
La rete terroristica turco-uigura, oltre a fomentare violenze in Cina, di recente traffica terroristi dello Xinjiang attraverso il sud-est asiatico e la Turchia, dove li addestra, li arma e li invia a combattere la guerra per procura della NATO in Siria. Tale rete del traffico serpeggia per la Thailandia, come fu svelato dall’arrestato di oltre 100 uiguri, poi deportati in Cina su richiesta di Pechino, a luglio. Lo stesso giorno delle deportazioni, WUC e Lupi grigi della NATO organizzarono violente proteste in Turchia, ad Ankara e al consolato tailandese d’Istanbul, durante cui il consolato fu invaso e distrutto. Un mese dopo, una bomba devastante esplose nel cuore di Bangkok, uccidendo 20 turisti per lo più cinesi e ferendone più di 100. La BBC, già sul posto prima dell’esplosione, concluse prima ancora che i corpi fossero recuperati che gli uiguri probabilmente ne erano responsabili. Ciò fu detto appositamente per deviare la colpa da un altro fantoccio statunitense, Thaksin Shinawatra, che tenta da anni di rioccupare il potere in Thailandia. In realtà, Shinawatra e i terroristi uiguri rientrano nell’agenda occidentale per accerchiare e contenere la Cina costruendo un “muro” di Stati-ascari vicino Pechino, se non altro per creare il caos in cui Pechino trovi impossibile prosperare. Ciò che è forse più preoccupante di tali ascari degli occidentali è il fatto che molti attentati passati fossero connessi alle ampie reti terroristiche di Shinawatra, corrispondendo ai metodi usati dai terroristi turco-uiguri, rendendo probabile che le reti extraterritoriali della NATO, di cui New American Media riferiva nel 2009, siano istituite in Cina, ed è probabile ora che seguano la via d’espatrio degli uiguri nel Sud-Est asiatico. L’esplosione a Bangkok probabilmente accadde per una serie di motivi. Non solo la Thailandia ignorava le richieste statunitensi di rilasciare gli uiguri detenuti diretti in Turchia, così come caccia il vecchio ascaro degli Stati Uniti Thaksin Shinawatra, ma inequivocabilmente coltiva legami stretti con Pechino, firmando importanti progetti di sviluppo congiunto di infrastrutture, una più stretta cooperazione militare e anche il possibile acquisto di 3 sottomarini di fabbricazione cinese, spingendo ogni politico statunitense a denunciarla con crescente indignazione.

Il terrorismo turco-uiguro oltre l’Asia
E mentre gli Stati Uniti utilizzano il terrorismo turco-uiguro per estorcere concessioni nel sud-est asiatico e destabilizzare la Cina, è probabile che tale “altra al-Qaida” arrivi in altre regioni, prevedibilmente la Crimea russa. La Crimea s’è ricongiunta con la Russia dopo il violento colpo di Stato neonazista della NATO che rovesciò il governo dell’Ucraina, creando una valanga di violenze antirusse nel Paese. Desideroso di evitare il destino di molte città in Ucraina, il popolo di Crimea a stragrande maggioranza votava un referendum per ricongiungersi alla Russia. Da allora, la Crimea ha goduto di pace e prosperità appena fuori un’Ucraina impantanata nella guerra civile e nella catastrofe economica, il tutto aggravato da un regime illegittimo in debito con Stati Uniti e NATO che l’hanno messo al potere. Il fatto che il confine tra Crimea russa e Ucraina rappresenti anche il confine tra pace e caos, evidenzia il caos criminale promosso dall’intromissione USA-NATO in Ucraina. Una tranquilla e stabile Crimea ricorda costantemente all’Europa orientale che ovunque vada la NATO, segue il caos. Se Stati Uniti e loro alleati della NATO destabilizzassero la Crimea, creando il caos nel territorio russo appena rientrato, l’occidente potrebbe convincere che trattare con la Russia sia almeno altrettanto indesiderabile che farlo con la NATO. Il terrorismo turco appoggiato da USA-NATO sarebbe la chiave per realizzare ciò. La vicinanza della Crimea alla Turchia e una considerevole minoranza tatara sono potenziali mezzo che l’occidente può attuare. Già i media occidentali hanno investito molto nella narrazione incentrata sul “ripulire i tartari” iniziando a lavorare con i gruppi d’opposizione per fomentare scontri. Come nello Xinjiang, coloro che sono disposti a partecipare a tale opposizione sono una frazione, ma il potere dei media occidentali li gonfia nelle menti degli spettatori sprovveduti. Il media del dipartimento di Stato degli Stati Uniti Radio Free Europe/Radio Liberty, in un articolo ingannevolmente intitolato “Putin avverte i tatari di Crimea che non avranno lo status speciale“, indicava che la Russia è ben consapevole dello stratagemma: “Putin ha suggerito che i Paesi stranieri finanziano gli attivisti per i diritti, nel tentativo di “destabilizzare la situazione”, giocando sui problemi affrontati dai tatari di Crimea, il terzo più grande gruppo etnico dopo russi e ucraini nella penisola, e ha detto che Mosca non l’avrebbe permesso. “Sappiamo bene di cosa parliamo. Ci sono numerose persone che si considerano combattenti professionisti per i diritti”, ha detto, aggiungendo che “vogliono ricevere sovvenzioni e riconoscimento stranieri e realizzare le loro ambizioni, anche politiche””. Già a Kiev, tale fronte dell’opposizione tatara ha iniziato ad organizzare e tentare d’istigare il conflitto in Crimea. E ciò include il canale tataro ATR dai finanziamenti oscuri, con sede a Kiev, per fare ciò che “Diritti umani in Ucraina” (KhPG), finanziato dalla NED degli USA, chiama “Lotta all’influenza psicologica e alla propaganda dalla Russia”.
Comprendere la portata del terrorismo turco-uiguro, i loro sostenitori e la funzione che svolge nel mantenere l’egemonia globale degli Stati Uniti, aiuta a disarmare l’occidente dalla narrazione vacua e dalle cospirazioni criminali volte a creare e sfruttare il terrorismo. Se ogni volta una bomba esploda o un consolato venga attaccato, s’indicassero non i fantocci degli USA, ma direttamente gli interessi particolari di Wall Street e Washington invece, tutti i benefici della campagna del terrorismo globale cominceranno ad evaporare in occidente. Come già succede in Siria, dove i piani occidentali sono frustrati dalla crescente consapevolezza globale sul vero coinvolgimento occidentale nel conflitto e sul suo ruolo con gruppi come al-Qaida e SIIL, denunciando la sua “altra al-Qaida“, i loro piani in altre regioni del mondo saranno parimenti sventati. E mentre gli Stati Uniti cercano da anni di galvanizzare il mondo a supportare la loro agenda globale attraverso l’uso del terrorismo, è ironico che ora Cina, Russia e anche nazioni come la Thailandia siano su un terreno comune, avendo motivo di cooperare per affrontare una minaccia comune, il terrorismo globale degli USA.

L'Ucraina si prepara ad acccogliere migliaia di terroristi taqfiriti e relativi famigliari (Gladio-B) per aggredire il Donbas e la Crimea , in alleanza alle organizzaioni neonaziste (Gladio) agli ordini del Pentagono.

L’Ucraina si prepara ad acccogliere migliaia di terroristi taqfiriti e relativi famigliari (Gladio-B) per aggredire il Donbas e la Crimea, in alleanza con le organizzazioni neonaziste europee (Gladio) agli ordini del Pentagono.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina in Siria? Pronta ad unirsi alla Russia nella lotta allo Stato islamico

“Se Assad chiede, la Cina può schierare truppe in Siria”
Dr. Christina Lin Times of Israel 19 settembre 2015 – Fort RussMEMUR-SEN’DEN ÇÝN MALLARINI BOYKOT ÇAÐRISI MEMUR-SEN GENEL BAÞKANI YALÇIN: “TÜRKÝSTAN’DA ORUÇ TUTMAK DA YASAK. BAÞÖRTÜLÜ KADINLAR TACÝZ EDÝLÝYOR, KEYFÝ BÝR ÞEKÝLDE GÖZALTINA ALINIYOR. KUR’AN EÐÝTÝMÝ ENGELLENÝYOR, 500 BÝNUn articolo riferisce che 3500 uiguri si stabiliscono in un villaggio nei pressi di Jisr al-Shugur appena occupato nei pressi della roccaforte del Partito islamico del Turkestan (TIP) dell’esercito della Conquista appoggiato dalla Turchia. Presumibilmente sotto la supervisione dell’intelligence turca, accusata di fornire passaporti falsi per reclutare uiguri per la jihad in Siria. La notizia arriva dopo che il TIP ha occupato una base aerea siriana e acquisito aerei da combattimento e altre armi avanzate, come il SIIL aveva catturato avanzate armi statunitensi dell’esercito iracheno. Segue anche l’attentato di Bangkok presso un santuario frequentato da turisti cinesi, dato che le autorità thailandesi collegano gli uiguri “alla banda che ha attaccato il consolato tailandese in Turchia”, riferendosi ai Lupi Grigi della Turchia. Ciò sembra corroborare la valutazione dell’analista dell’IHS Jane Anthony Davis, secondo cui i Lupi grigi sono i probabili colpevoli date le proteste anticinesi e le violente dimostrazioni di luglio. Con il sostegno della Turchia all’esercito della conquista, il TIP è salito alla ribalta nella coalizione anti-Assad e ha giocato un ruolo chiave nella sconfitta dell’esercito siriano a Jisr al-Shughur, all’inizio dell’anno. Il combattente del TIP più importante apparso sui video di Jisr al-Shughur era il portavoce del TIP “del ramo in Siria” dal 2014, Abu Ridha al-Turqistani. Nel video si vedono i combattenti occupare un edificio e alzare sulla torre dell’orologio una bandiera nera di Jabhat al-Nusra su cui era scritto “Turkestan Islamic Party” in arabo. Tali militanti uiguri hanno compiuto una serie di gravi attentati in Cina nel 2013 e 2014, con alcuni uiguri che chiedono l’intifada contro il regime comunista cinese. Ora che il TIP ha una base in Siria ed espande la propria presenza e reclutamento, grazie ai mandanti turchi, la Cina dovrà seguire la propria raccomandazione del 2013, “combattere l’ETIM prima che la minaccia cresca” e schierare truppe in Siria.

Non interferenza non significa inazione sugli interessi fondamentali
Alcuni esperti indicano il principio della non-interferenza della Cina quale vicolo cieco. Tuttavia, il principio di non ingerenza della Cina è più in riferimento all’intromettersi negli altri affari politici nazionali di altri Paesi, come ad esempio la propensione occidentale a intervento e violazione della sovranità di altri Paesi per rovesciare i regimi autocratici che non amano. Politica di non interferenza non significa inazione quando sicurezza e interessi della Cina sono minacciati. Non è difficile per la Cina agire quando i propri interessi principali sono minacciati, il che significa violazione di sovranità, integrità territoriale, sviluppo economico e sopravvivenza del regime. All’Asia Security Summit IISS 2011, il ministro della Difesa cinese Liang Guanglie enunciò così gli interessi fondamentali della Cina: “Gli interessi fondamentali sono tutto ciò che riguarda sovranità, stabilità e forma di governo. La Cina ora persegue il socialismo. Se c’è qualche tentativo di rifiutare questa strada, toccherà gli interessi fondamentali della Cina. Oppure, se vi è qualche tentativo d’incoraggiare un qualche parte della Cina alla secessione, si toccano sempre gli interessi fondamentali della Cina su terra, mare o aria. Quindi, tutto ciò che è legato allo sviluppo economico e sociale nazionale della Cina tocca anche gli interessi fondamentali della Cina“. Se il TIP continua a guadagnare potere nell’esercito della conquista, una filiazione degli stregoni jihadisti collegati ad al-Qaida e agli estremisti salafiti, il Xinjiang potrebbe diventare il prossimo Afghanistan e seguire il modello di Afpak e Siria/Iraq, con locali forze terroristiche con santuari che attirano combattenti stranieri, godendo del sostegno materiale e diplomatico di Turchia e altre potenze dai comuni ideologia e interessi. Inoltre, il regime di Assad è attualmente ancora il governo legale e riconosciuto dall’ONU della Siria, nonostante controlli 1/3 del territorio. Se Assad chiede e dà il permesso a Russia, Cina e altri membri della SCO di assisterlo militarmente, sarà conforme al diritto internazionale. Ciò differisce dagli attuali attacchi aerei della coalizione anti-SIIL degli USA in Siria, che non opera nell’ambito del mandato delle Nazioni Unite, né con il permesso del governo sovrano, anche se gode dell’autorizzazione implicita, in una certa misura, del regime di Assad per combattere il SIIL. Nel 2014 l’inglese David Cameron esitò a partecipare ad attacchi aerei siriani proprio a causa del timore di violare la legge internazionale.

Guerra per procura della Turchia contro la Cina
Con Erdogan che scatena una guerra per procura islamista contro Cina, curdi, Assad, Sisi, Netanyahu tramite gli affiliati di al-Qaida, esercito della Conquista, Fratelli musulmani e Hamas, non c’è da meravigliarsi che Siria ed Egitto abbiano chiesto di aderire alla SCO a giugno. Così Siria e Cina sono minacciate dall’esercito della conquista che attacca Assad e Xinjiang cinese. Come Peter Lee ha notato, i cinesi si sono preoccupati anche quando il presidente palestinese Abbas visitò il nuovo palazzo presidenziale di Erdogan, nel gennaio 2015, dove le guardie d’onore erano vestite con costumi di guerrieri storici, tra cui un uiguro. Ogni guerriero rappresenta uno dei 16 “grandi (o storici) imperi turchi” commemorati dal sigillo ufficiale della Turchia, uno dei quali è il Kanato uiguro che sottopose la dinastia Tang a un rapporto tributario, quando l’impero cinese era debole. Grazie ad Hurriyet, sappiamo che il guerriero uiguro era il sesto uomo dalla cima della scalinata sulla sinistra. Erdogan, espandendo l’influenza della Turchia in Siria e le ambizioni di ricostituire il “mondo turco dal Mare Adriatico alla Grande Muraglia”, spingerà l’aspirante socio della SCO, la Siria, a chiedere aiuto e concedere il permesso alla Cina di far marciare le truppe sulla Via della Seta “per combattere l’ETIM prima che la minaccia cresca“.

erdogan-steps27392229-warriors-numberedTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Orchestrare la crisi dei rifugiati per giustificare “santuari” in Siria

Tony Cartalucci, LD, 7 settembre 2015

L’imperialismo USA/NATO ha una base sociale rappresentata in Europa da un ceto semiborghese, uno strato sociale composto da volenterosi kollabos del bellicisimo occidentale. Un ceto sociale le cui attività lavorative sono tali da permettergli di accogliere con applausi gli immigrati in Germania, o d’organizzare buffonate grottesche e macabre al solo scopo di manifestare supporto ‘popolare’ ai massicci crimini contro l’umanità commessi da USA/NATO/UE.

L’imperialismo USA/NATO ha una base sociale rappresentata in Europa da un ceto semiborghese, uno strato sociale composto da volenterosi kollabos del bellicisimo occidentale. Un ceto sociale le cui attività lavorative sono tali da permettergli di accogliere con applausi gli immigrati in Germania, o d’organizzare buffonate grottesche e macabre al solo scopo di manifestare supporto ‘popolare’ ai massicci crimini contro l’umanità commessi da USA/NATO/UE.

Mentre i media occidentali tentano di ritrarre l’improvviso afflusso di rifugiati che improvvisamente appaiono dal nulla alle porte dell’Europa, la realtà è che per anni furono riuniti nei campi profughi ben finanziati in Turchia. In realtà, la Turchia ospita più di 2 milioni di rifugiati grazie alla politica delle “porte aperte” sospettosamente ansiosa e speso 6 miliardi di dollari per costruire e mantenere tali immensi campi. Ciò nell’ambito della strategia per giustificare la creazione di “santuari” nel nord della Siria, essenzialmente invasione e occupazione NATO del territorio siriano, proteggendo i fantocci terroristici ai confini della Siria in modo che possano colpire più in profondità verso Damasco e infine rovesciare il governo del Presidente Bashar al-Assad. Gli Stati Uniti prevedono di creare “santuari” o “zone cuscinetto” nel nord della Siria dal 2012, prima che una vera crisi esistesse. Nel “Medio Oriente Memo# 21”, “Valutazione delle opzioni del cambio di regime”, si afferma in particolare: “Un’alternativa agli sforzi diplomatici è concentrarsi su come porre fine alle violenze e avere accesso umanitario, come avviene sotto la guida di Annan. Questo può portare alla creazione di zone franche e corridoi umanitari che dovrebbero essere sostenuti da forza militare limitata. Ciò, naturalmente, è inferiore all’obiettivo degli Stati Uniti in Siria e Assad potrebbe conservare il potere. Da questo punto di partenza, però, è possibile che una vasta coalizione con l’appropriato mandato internazionale possa aggiungere ulteriori misure coercitive agli sforzi”. La Brookings approfondiva tale cospirazione criminale nel più recente rapporto intitolato “Distruggere la Siria: Verso una strategia regionalizzata del Paese confederale”, che afferma: “L’idea sarebbe aiutare gli elementi moderati ad istituire zone di sicurezza affidabili in Siria, una volta possibile. USA, così come sauditi, turchi, inglesi, giordani e altre forze arabe agirebbero a sostegno non solo dal cielo, ma sul terreno tramite la presenza anche di forze speciali. L’approccio potrebbe beneficiare del terreno desertico siriano che potrebbe consentire la creazione di zone cuscinetto monitorate contro possibili attacchi nemici con una combinazione di tecnologie, pattuglie e altri metodi con cui le forze speciali estere aiuterebbero i combattenti locali siriani. Se Assad fosse tanto sciocco da sfidare queste zone, anche se in qualche modo costringesse al ritiro le forze speciali estere, probabilmente perderebbe il potere aereo con conseguenti attacchi di rappresaglia da parte delle forze estere, privando il suo esercito di uno dei suoi pochi vantaggi rispetto al SIIL. Pertanto sarebbe improbabile che lo faccia”. Purtroppo per i politici statunitensi, scarsa giustificazione e sostegno pubblico sottostanno a tali piani d’intervento diretto in Siria che cercano ovviamente il cambio di regime travestito da tutt’altro.

Far leva sui rifugiati
Tuttavia, nella speranza di risolvere quest’assenza di sostegno pubblico, l’occidente sembra usare l’enorme numero di rifugiati creati dalle sue guerre in Medio Oriente e Nord Africa, e improvvisamente farli diluviare sull’Europa. I media occidentali non indicano la Turchia come fonte di tali rifugiati, e articoli come quello del giornale greco Kathimerini ripreso dal New York Times, intitolato, “Il flusso dei rifugiati legato al cambio della politica turca”, indica: “Il forte aumento dell’afflusso di migranti e rifugiati, per lo più provenienti dalla Siria, in Grecia è dovuto in parte al cambiamento della tattica geopolitica della Turchia, secondo fonti diplomatiche. Questi funzionari collegano l’ondata dei migranti nel Mar Egeo orientale alle pressioni politiche della vicina Turchia, che si prepara alle elezioni anticipate di novembre, e a una recente decisione di Ankara di unirsi agli USA nel bombardare obiettivi dello Stato islamici in Siria. Le analisi di diversi funzionari indicano che l’afflusso dalla Turchia è attuato dai funzionari turchi che guardano dall’altra parte o lo promuovono attivamente”. Questo avviene dopo anni di attentati inscenati in Europa, tentativi d’infondere paura, xenofobia, razzismo e islamofobia. Ogni attentato, senza eccezione, coinvolge capri espiatori monitorati dai servizi segreti occidentali, in alcuni casi da quasi un decennio. Molti avevano viaggiato e partecipato alle guerre per procura della NATO in Siria, Iraq e Yemen prima di rientrare per compiere prevedibili violenze. Nel caso del famigerato massacro di “Charlie Hebo“, le agenzie di sicurezza francesi seguivano gli uomini armati da anni, anche arrestandoli e imprigionandone uno brevemente. Tale sorveglianza continuò fino a sei mesi prima, quando progettarono e realizzarono l’ultimo atto di violenza. Quando fu chiesto il motivo per cui le agenzie di sicurezza francesi conclusero i controlli dei noti terroristi, citarono mancanza di fondi. Con gli europei intenzionalmente terrorizzati e nella speranza di suscitare il supporto alle guerre della NATO, ora si sconvolge l’Europa con un maremoto di rifugiati intenzionalmente accumulati e curati in Turchia per inondare o le zone di sicurezza della NATO da imporre in Siria o l’Europa per estorcerne il supporto ad ulteriori aggressioni militari.

La grande rivelazione
L’articolo di The Huffington PostDavid Cameron subisce pressioni per bombardare lo Stato islamico in Siria, dopo che Lord Carey chiede di ‘schiacciare’ il gruppo“, seguendo la politica nel Regno Unito, ci svela ciò che si trova realmente dietro tale improvvisa “crisi”: “David Cameron affronta una crescente pressione per estendere gli attacchi aerei della RAF sulla Siria mentre il conflitto peggiora minacciando di creare un numero crescente di profughi disperati in cerca di rifugio in Europa. L’ex-arcivescovo di Canterbury Lord Carey è l’ultimo personaggio a chiedere un nuovo sforzo militare per “bombardare” lo Stato islamico (SI) nelle sue roccaforti siriane. Ha anche sostenuto l’intervento militare inglese per creare “enclave sicure” nel Paese dove i civili sarebbero protetti dagli attacchi dei belligeranti nella sanguinosa guerra civile siriana”. L’articolo di The Huffington Post inoltre precisa: “Il suo intervento avviene dopo che il cancelliere George Osborne ha riconosciuto che un piano globale è necessario per affrontare la crisi dei rifugiati “alla fonte”. Parlando ai giornalisti in una riunione dei ministri delle finanze del G20 in Turchia, ha detto che intendeva combattere il regime “malvagio” del presidente siriano Bashar al-Assad, così come i jihadisti dello SI”. Quindi, la “crisi dei rifugiati” è ancora un altro espediente usato dagli stessi interessi che prima hanno cercato d’intervenire in Siria per sostenere i “combattenti per la libertà”, poi per fermare l’uso di “ADM” e infine per combattere il “SIIL”. Ora, avendo tutti e tre fallito nel giustificare l’aperta aggressione militare perseguendo un cambio di regime in Siria, base dell’ampio confronto con Iran, Russia e persino Cina, i “profughi” vengono usati come pedine per provocare paura e rabbia in Europa.Migrant_ Routes_ Mediterranean 2015_3 SeptemberTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Tolleranza suicida e fine della Germania 2.0

Yljana Skojbeda Komsomolskaja Pravda 7 settembre 2015 – Fort Russ

L’economista Mikhail Deljagin sul caos dell’immigrazione in Europa: la Germania non si sveglierà finché non berrà il calice fino in fondo.BN-KE291_0906MI_H_20150906124321Una nota figura pubblica ha risposto all’articolo di “Komsomolskaja Pravda” sul social network. Secondo il noto economista Mikhail Deljagin, la Russia dovrebbe aiutare i migranti a ricordare al Vecchio Mondo i suoi valori e interessi. Una settimana fa abbiamo pubblicato il diario di un nostro lettore dalla Baviera sulla spaventosa invasione d’immigrati. L’articolo è il più letto con 340000 visualizzazioni e 3500 commenti in una settimana su KP.ru. Nota figura pubblica Mikhail Deljagin ha subito risposto sulla sua pagina web: “Una decina di giorni fa sono tornato dalla Germania…, anche a Monaco di Baviera si vedono donne velate per le strade dimenticate di Stoccarda ed altrove. Sai, dopo quello che ho sentito dai tedeschi e dai loro giornalisti negli ultimi due anni, personalmente non mi dispiace per loro“. Abbiamo invitato Mikhail alla radio Komsomolskaja Pravda per continuare sull’argomento.

Mikhail, cos’hai visto?
– Le donne in burqa. In periferia, non in velo, in burqa che copre completamente volti e figure con fessure per gli occhi e con scarpe da ginnastica, divertente. Qui devo spiegare: la Baviera non è mai stata nota per una tolleranza suicida, e non ha neanche amore per i tedeschi, dicono: “Non siamo tedeschi, siamo bavaresi”. Non ho visto danni ma ho l’impressione che l’Europa sia cambiata. Rispettavano il duro lavoratore europeo e ora ci sono orde di disoccupati che ricevono sussidi sociali, cui Allah ha detto di non lavorare. Eravamo in soggezione per le antiche cattedrali e la cultura cristiana, ed oggi i cattolici si vergognano dei crocifissi! E il senso di sicurezza è sparito. In alcuni luoghi cammini tra accovacciati lungo le strade che sembrano dirsi dal loro sguardo: “Quanto posso prendergli?” E le storie di studenti-immigrati che sanno che fino alla maturità possono mutilare coetanei tedeschi impunemente, sono molte.

– Perché l’Europa stessa s’è abbandonata all’amore per i profughi? Perché? Dov’è il senso di autoconservazione?
– Le élite europee sono irresponsabili: i capi nazionali hanno consegnato la responsabilità a Bruxelles, e la burocrazia europea non la vuole. Capiscono: se oggi permettiamo agli europei di difendersi dagli immigrati, domani si difenderanno dalla burocrazia. E i burocrati europei non si legano ai loro Paesi, sono “cittadini del mondo”, cosmopoliti. Questa è la giustizia: perché gli europei insieme agli statunitensi nella NATO hanno distrutto Iraq, Libia e Siria. Tutti, a cominciare da Gheddafi, avvertirono: saranno spazzati via dall’ondata di rifugiati, ma non ascoltano, continuando ad uccidere come maniaci. Lasciate che il Paese “maledetto” sia spazzato via. Merkel e Cameron hanno da tempo riconosciuto il fallimento del multiculturalismo, che ha spinto l’Europa a digerire migranti. Ma la dittatura del politicamente corretto non permette di trarne le conclusioni. La paura della disapprovazione “dall’alto” tiene intere nazioni in stato di torpore. Cose terribili si possono fare alla psiche umana: durante decenni di colpa e pentimento i tedeschi hanno perso la capacità di valutare in modo indipendente ciò che gli accade e di combattere l’euro-burocrazia o i migranti. I migranti sanno usare la correttezza politica a loro vantaggio, vedendo nei tedeschi carne tritata. E le autorità raccontano la storia che i giovani rifugiati sono lavoratori, e che aumentano l’età pensionabile perché in realtà vi è carenza di manodopera.

– Aspetta un minuto! Ma un’orda è in marcia verso l’Europa, uno tsunami! Quanto tempo ci vorrà per sistemarli? E i soldi?
– Stime (forse imprecise – KP) del costo di un rifugiato, comprendente non solo benessere, ma anche istruzione, alloggio, assistenza sanitaria, polizia e danni per la criminalità, 2 mila euro al mese. Quindi, un milione di profughi costa 24 miliardi di euro l’anno. Anche più, la Germania solo attraverso l’apprezzamento dei suoi titoli con il crollo della Grecia, che schiaccia, ha tratto un profitto da 90 miliardi di euro! Una nullità sono i costi dei rifugiati. Ma se i soldi finiscono, si ridurrà facilmente la spesa per pensionati (lasciandoli morire alleviando la pressione sul sistema pensionistico) e gioventù tedesca, non per gli immigrati. Tagliandone la spesa aumenterà quella per l’aumento della criminalità. Non c’è abbastanza terra in Germania. Lo Stato prende campi profughi “temporanei”, ma quando iniziano ad appropriarsi della terra, sarà come in Slovacchia con le città dei roma, dove la polizia ha paura di avvicinarsi, ecco cosa aspetta i proprietari dei terreni. E nessuno squittirà. È la tolleranza: se sei pugnalato, devi esserne grato e sorridere.

– E se non sono un milione, ma venti milioni… tutta la Siria, tutta l’Africa… Non c’è un limite fisico?
Refugee-routes-graphic – Sì, che ne vengano il più possibile, perché ci preoccupiamo, perché ci preoccupiamo sempre dei problemi degli altri, e non della nostra Europa, che non si sveglierà finché non berrà questo calice fino in fondo? Gli europei onestamente si meritano ciò che gli accade. Non solo distruggono i Paesi arabi laici, l’intero mondo arabo, ma ora anche il colpo di Stato nazista in Ucraina (il popolo russo non dimenticherà mai ciò che l’occidente fa in Ucraina) e ci chiamano di nuovo “Untermensch”. E non parliamo della terribile maledizione nella politica tedesca, essere “simpatizzante di Putin”. Una persona nemmeno può sostenere la Russia, neanche semplicemente riconoscere la possibilità di comprendere i nostri interessi, e si viene privati del seggio, esiliati dalla politica e gli imprenditori dagli affari. E costoro parlano di “comprensione reciproca”! Un membro del Bundestag una volta ha spiegato: “Il dialogo con la Russia è quando ti diciamo ciò che devi dire, pensare e sentire, e tu lo dici, pensi e senti!” Questa è la “democrazia” in stile Casa dei Soviet, che l’occidente applaude, peggio di qualsiasi totalitarismo. I tedeschi vivono di nuovo sotto l’ultimo Reich, da legislatori, giudici e carnefici europei per conto degli Stati Uniti. Credono che dobbiamo pentirci di fronte loro per la sconfitta nella “guerra fredda”, come si pentirono di Hitler, attendendo allegramente e considerandosi derubati quando vedono che non capiamo di cosa parlano. Non abbiamo perso la “guerra fredda”, semplicemente è sospesa, l’hanno dimenticato. Temo che per la Merkel non siamo persone, come per Hitler. L’élite politica tedesca ha adottato l’approccio statunitense: le persone risiedono nei Paesi che il dipartimento di Stato ha riconosciuto democrazie. Il resto può essere sterminato.

– Preparano la guerra contro di noi…
– Preparano una rivoluzione colorata, guardate i media liberali. Se non resisteremo, seguiremo il destino della Siria.

– Esiste il pericolo che i rifugiati vengano da noi?
– Finché cercano sussidi sociali, no. Inoltre la Russia, grazie alla propaganda liberale, ha la reputazione di Paese in cui ogni giorno skinhead accoltellano uzbeki nelle stazioni della metropolitana, mi è stato detto questo in Germania. L’Europa può impoverirsi rispetto alla Russia in 10 anni, se sopravviviamo come Stato. Ora è urgente insegnare il tedesco al surplus di lavoratori immigrati, e inviarli in Germania.

– Per gettare legna sul fuoco?
– Per aiutare l’Europa ad autodistruggersi. Sì, non è bello, ma l’incubo dei rifugiati, e non è un segreto, è volutamente creato non da noi ma dagli Stati Uniti, che vedono l’UE come concorrente che sistematicamente minano. Gli europei, mentalmente schiavi degli statunitensi, li aiutano oggi, così come li hanno aiutati in Jugoslavia e Ucraina. Dato che l’Europa non può che diventare un partner della Russia, solo quando ci sarà una crisi insopportabile e non potrà più collaborarvi, dovremo aiutarla utilizzando i metodi che capisce. Ancora, è un peccato dimenticare la Bibbia per i buoni cristiani. I debiti vanno ripagati con la stessa moneta.9-2944383-german rfugees_t620Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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