Come lo Stato islamico occupò Palmyra

Valentin Vasilescu, Reseau International, 30 dicembre 2016cklpye6wgaa-ipnL’offensiva dello Stato islamico su Palmyra avviata il 9 dicembre sorprese totalmente la guarnigione dell’Esercito arabo siriano. Era il momento dell’assalto finale su Aleppo da parte dell’Esercito arabo siriano, e tutti i mezzi da ricognizione russi schierati in Siria operavano nella zona di Aleppo. Mentre i pianificatori militari degli Stati Uniti progettavano l’accerchiamento di Mosul, sembrava strano che lasciassero un corridoio libero allo Stato islamico, a nord-ovest di Mosul, per Rabiya, valico al confine tra Iraq e Siria. Il 2 dicembre, gli Stati Uniti ordinarono alle truppe irachene di ridurre le operazioni a Mosul e fermare l’offensiva l’11 dicembre. Questo permise a una colonna di blindati dello Stato islamico di lasciare la città. Nel cuore della notte, la colonna si diresse verso nord-ovest, attraversando il confine con la Siria nel territorio occupato da combattenti curdi delle SDF coordinati da istruttori delle forze speciali delle forze armate statunitensi. I terroristi dello Stato islamico raggiunsero Raqqa senza problemi, coprendo in 10 ore una distanza di oltre 460 chilometri. E il giorno dopo erano a Palmyra. La coalizione anti-SIIL degli Stati Uniti, che compiva voli da ricognizione 24 ore su 24 ore sul territorio occupato dallo Stato islamico in Iraq e Siria, aveva firmato un protocollo di cooperazione con la Russia sullo scambio di informazioni relative a riconoscimento e attuazione di attacchi su bersagli a terra. La coalizione non rilevò il movimento della colonna dei veicoli dello Stato islamico tra Raqqa, Mosul e Palmyra o “mancò” di avvertire i colleghi russi.
La pianificazione dell’offensiva su Palmyra fu altamente professionale dato che lo Stato islamico ha ufficiali di stato maggiore del livello di uno dei più potenti eserciti della NATO. Il movimento fu organizzato su diverse colonne in viaggio da Raqqa alla periferia di Palmyra. Così, circa 4000 terroristi dello Stato islamico, a bordo di Toyota armate di mitragliatrici, blindati, artiglieria e carri armati, si dispiegarono in segreto, di notte, a 200 km entrando direttamente in battaglia. Lo Stato islamico creò un equilibrio di forze chiaramente a suo favore, manovrando e attaccando di notte con un’efficienza esemplare. Ciò dimostra che i membri dello Stato Islamico non sono ribelli contro il governo di Bashar al-Assad, ma mercenari ben addestrati, armati e costantemente informati dai loro sponsor sui movimenti dell’Esercito arabo siriano. Informati sul dispiegamento delle truppe siriane un paio di giorni prima dell’offensiva, i commando dello Stato islamico travestiti da profughi civili s’infiltrarono nella periferia di Palmyra. I membri di tali gruppi si posizionarono nei pressi dei posti di blocco dell’Esercito arabo siriano attendendo l’arrivo delle colonne dello Stato islamico. Con tali commando, lo Stato islamico poté facilmente aprire le brecce attraverso cui le colonne poterono entrare a Palmyra. Anche così i soldati dell’Esercito arabo siriano avrebbero resistito a lungo se dotati di apparecchiature per la visione notturna, come i terroristi dello Stato Islamico. Avendo equipaggiamento superiore e informazioni accurate, le subunità dello Stato Islamico manovrarono con estrema precisione, riuscendo ad avvolgere e isolare le difese dell’Esercito arabo siriano. Ci si può chiedere dove lo Stato Islamico abbia acquistato migliaia di visori notturni nell’ultimo mese.
Dopo la rioccupazione di Palmyra da parte dello Stato islamico, gli istruttori russi dispiegati in Siria ne trassero le conseguenze e consegnarono ai soldati dell’Esercito arabo siriano in lotta per la liberazione della città, apparecchiature per la visione notturna Fara-1, 1PN90-3 e Aistjonok, in dotazione alle brigate di fanteria motorizzata russe. Il radar mobile Fara-1 è accoppiato a mitragliatrici da 7,62 mm, 12,7mm e 14,5mm, e rileva, di notte o in caso di nebbia, singoli elementi armati a una distanza di 2000 m e veicoli a 4000 m, guidando con precisione il tiro delle mitragliatrici. La videocamera termica 1PN90-3 è sempre fissata su mitragliatrici da 7,62mm, 12,7mm e 14,5mm e può rilevare un soldato a una distanza di 200-500 m. Il radar portatile Aistjonok viene utilizzato dalle batterie di artiglieria, e traccia la traiettoria dei proiettili, calcolandone le coordinate fino a una distanza di 20 km, anche se si tratta di artiglieria mobile. Il radar segue i propri proiettili, potendo apportare correzioni dopo lo sparo. Può essere installato su veicoli, ed è simile al radar statunitense AN/TPQ -50.

Fara.1

Fara.1

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Syria-Gate: Armi e militari della NATO ad Aleppo est

Intervista condotta da Manuel Ochsenreiter, Free West Media, 28 dicembre 2016

In Italia, tutta la sinistra, dai giornaletti in stile Left al PD, dall’associazionismo cattolico alla ‘grande stampa’, dalle ONG, tutte emanazioni dei servizi segreti, che siano Emergency o casalinghe annoiate del modenese, ai TG, ai “cacciatori di bufale” a mezzo servizio della Boldrini e ai “fotoreporter” invariabilmente tutti agenti dei servizi segreti, italiani ed esteri, fino ai centri sociali di regime e alle infinite fazioni psicosettarie che componevano Rifondazione comunista, e giù, infine, fino ai reflui dell’anticomunismo militante e contiguo alla NATO e all’islamofascismo dei fratelli mussulmani; ovvero gli arnesi degli arnesi dell’imperialismo, in pratica tutte le animacce del settarismo filo-fascista e comunistofobo denominatosi ‘trotskismo’, hanno scientemente, volontariamente o su ordine dei superiori (si pensi a un Gino Strada strettamente collegato alle intelligence della NATO e alla Blackwater fin dai tempi dell’Afghanistan), sostenuto sul campo, militarmente, e in Italia, mediaticamente in combutta con Ministero degli Esteri e della Difesa, oltre con i soliti servizi segreti (AISI, AISE, carabinieri, Digos, Ucigos, Copasir, ecc.), se non le operazioni direttamente contro la Siria, la logistica del terrorismo taqfirita, dall’Italia fino a Turchia, Libano, Iraq, Libia, Egitto e Giordania. Costoro, i fiancheggiatori del terrorismo taqfirita o islamofascista, sono pronti a riattivarsi nel caso i loro camerati terroristici decidano di colpire in Italia. In quel caso, si sa già contro chi intervenire e su chi indagare, dato che tale ambiente ha espresso in continuazione, per 6 anni, attivo ed entusiastico supporto ai crimini commessi in Siria, Iraq, Libia, Egitto, Algeria, Libano, Tunisia, ecc. dalle fazioni terroristiche del sunnismo: Stato islamico, al-Qaida, Fratellanza mussulmana, neo-ottomanesimo, wahhabismo e tutte le altre carabattole che eccitano le menti bacate di tale circo di criminali fiancheggiatori del terrorismo, in Italia, protetto da forze dell’ordine, forze armate, governo, partiti governativi, mass media, magistratura e servizi segreti. Queste forze, italiane e in Italia, formano una vera e propria rete di supporto logistico e propagandistico al terrorismo islamista sunnita, ed agiranno di conseguenza, a sostegno e copertura di esso nel caso si manifesti sul territorio nazionale. Già i segnali sono evidenti.

Armi statunitensi trovate dopo che al-Nusra si è ritirato.

Armi statunitensi trovate dopo che al-Nusra si è ritirato.

Enormi scorte di armi e munizioni, molte con segni della NATO, sono state scoperte ad Aleppo est, quando i terroristi di al-Nusra, affiliata ad al-Qaida, furono scacciati dalla città dalle forze siriane. Le relazioni precedenti su personale della NATO catturato sono rientrate, essendo stati autorizzati ad andarsene con i terroristi sui bus forniti secondo l’accordo, risparmiando dall’imbarazzo la NATO. L’intervista di FWM al deputato siriano Faras Shahabi, residente ad Aleppo, che definisce la scoperta “SyriaGate”.

Signor Shahabi, i media mainstream e i politici europei sono irritati dalla liberazione di Aleppo da parte dell’Esercito arabo siriano. Scrivono articoli su massacri commessi dall’esercito e su civili inorriditi ad Aleppo…
È l’esatto opposto. Le notizie in Europa sono un problema serio perché riportano esattamente il contrario dei fatti in Siria. Abbiamo liberato 100000 civili in ostaggio dei terroristi ad Aleppo. Molti lo erano da più di quattro anni. I civili liberati sono felici ora. 1,5 milioni di civili che hanno lasciato Aleppo dal 2012 possono ora ritornare a casa. È un momento molto positivo e felice per Aleppo e la Siria. Abbiamo potuto celebrare il Natale ad Aleppo per la prima volta dopo 4 anni, celebriamo il Natale tutti i giorni ora, nella nostra città!

Così i terroristi hanno lasciato completamente la città?
Sì, ma prima di andarsene hanno ucciso più di cento soldati e centinaia di civili. Abbiamo trovato i loro corpi. Questo è documentato. Qualsiasi indagine internazionale indipendente potrà vedere e verificare le prove di tali crimini dei terroristi. Ma siamo felici che la nostra città sia ora libera. Alcune zone rurali intorno Aleppo sono ancora occupate dai terroristi. Il passo successivo sarà liberare la provincia in modo che la città sia consolidata e ben protetta.

Damasco ha riferito di quantità enormi di materiale militare occidentale, come armi e munizioni, ad Aleppo…
Quello che abbiamo trovato sono interi depositi di armi dislocati negli edifici ex-scolastici dalle forze terroristiche. Le nostre scuole sono state trasformate in basi militari di al-Qaida. Abbiamo trovato quelle basi di al-Nusra, un ramo di al-Qaida, piene di armi della NATO. Ne abbiamo trovato molte. Chiamo ciò “SyriaGate”, armi e aiuti di Stati Uniti e NATO alle bande terroristiche che appaiono anche sulla lista ufficiale del terrorismo delle Nazioni Unite, per rovesciare il governo legittimo di un Paese sovrano. Ciò rende totalmente ridicolo l’occidente…

Perché ridicolo?
Perché nessuno può garantire che tali armi non siano utilizzate un giorno contro l’occidente stesso dai terroristi. Il denaro dei contribuenti statunitensi ed europei viene malversato armando bande di terroristi pronti a puntare le armi in qualsiasi momento contro i civili statunitensi ed europei. È un enorme scandalo.

Cosa sa della presenza di istruttori militari e d’intelligence occidentali nelle zone occupate dai terroristi ad Aleppo? Relazioni precedenti parlavano di personale della NATO catturato.
Non abbiamo catturato consiglieri militari europei o statunitensi ad Aleppo. Tuttavia abbiamo informazioni attendibili che molti di loro c’erano e che hanno lasciato la città con gli autobus che abbiamo fornito per l’evacuazione dei terroristi dopo la loro resa. Anche certi cosiddetti attivisti, come Bilal Abdulqarim, un afro-americano di New York e sostenitore deciso delle bande di al-Qaida in Siria. La presenza di Qarim ad Aleppo era voluta dall’amministrazione Obama ed era spesso presentato dai media occidentali come “giornalista indipendente”. E vi erano molti altri agenti occidentali e sostenitori del terrorismo ad Aleppo che hanno lasciato la città con gli autobus. Questo è tra l’altro il motivo per cui l’occidente ne ha invocato così duramente l’evacuazione. In caso contrario, tali agenti, consiglieri e sostenitori sarebbero stati catturati e smascherati, imbarazzando notevolmente l’occidente.

Il destino di Aleppo non ha giocato un grande ruolo nei media occidentali negli ultimi 4 anni. Dall’inizio delle operazioni di liberazione dell’Esercito arabo siriano, la situazione cambiava completamente: all’improvviso media, politici ed organizzazioni non governative occidentali agivano contro l’Esercito arabo siriano, accusandolo di commettere un “genocidio” ad Aleppo, di bombardare ospedali, massacrare bambini e neonati…
Noi siriani abbiamo versato sangue e subito distruzione. Il nostro sangue è la valuta di tali menzogne ed “equivoci” occidentali. Qualcuno in occidente può sempre dire “Oh, scusate, mi sono sbagliato!“, ma abbiamo versato il nostro sangue e perso nostre vite a causa di tale orribile ignoranza. Aleppo è stata occupata da bande di al-Qaida nell’estate 2012. Non c’erano residenti di Aleppo interessati, la nostra città era molto tranquilla, nessuno prese le armi contro il governo. Fummo occupati da terroristi con armi pesanti che presero il 70 per cento della città. Nel 2012 circa due milioni di civili vivevano ad Aleppo est, 1,5 milioni lasciarono il territorio occupato per le zone sicure. Nessuno in occidente ha parlato di questi 1,5 milioni di profughi che fuggivano verso le zone governative. USA ed Europa rimasero in silenzio. Nessuno in occidente si interessò agli 11000 civili uccisi dalle bande terroristiche in quattro anni di bombardamenti. Il 30 per cento dei civili uccisi erano bambini. In oltre 4 anni perdemmo civili inermi a causa di granate, esplosivi e cecchini dei terroristi.

Politici, media e ONG europei sembrano preoccuparsi di più della sorte dei terroristi che dei civili di Aleppo?
Non c’è altra spiegazione per tale comportamento. Anche in questo caso: per oltre 4 anni i terroristi hanno inflitto l’inferno ai civili di Aleppo, ma all’occidente non importava. Quando liberiamo le aree occupate dai terroristi, l’occidente reagisce con una grande propaganda contro di noi. Allo stesso tempo, c’è grande propaganda mediatica occidentale sulla liberazione della città irachena di Mosul dalle bande terroristiche del cosiddetto “Stato islamico”. Perché è permesso liberare Mosul ma è vietato liberare Aleppo? È una grande ipocrisia. Raccomando al pubblico occidentale di mettersi nei nostri panni. Immaginate che decine di migliaia di terroristi di al-Qaida occupino metà di Berlino, Parigi o Londra? Che cosa farebbe la gente? Spererebbe nella liberazione da parte del proprio esercito. Noi ad Aleppo abbiamo aspettato per 4 anni e mezzo la liberazione! Ma abbiamo dovuto subire tale sacrificio, per ridurre al minimo le vittime civili. Abbiamo dovuto aspettare che una superpotenza, la Federazione Russa, ci aiutasse. Se il nostro esercito avesse subito iniziato l’avanzata nel 2012, avremmo avuto migliaia di vittime civili e ancor più distruzioni. Ma abbiamo aspettato e abbiamo liberato la nostra città. Grazie a Dio.

In totale diverse tonnellate di armi della NATO sono state trovate ad Aleppo est.

In totale diverse tonnellate di armi della NATO sono state trovate ad Aleppo est.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un nuovo mondo che si sbarazza dei miserabili

I terroristi allo sbando mentre l’Esercito Arabo Siriano avanza
Ziad Fadil, Syrian Perspective 28/12/20161059643419Non ci può essere alcun dubbio che i grandi cambiamenti del 2016 avranno un impatto decisivo sul 2017. I cambiamenti più significativi possono essere indicati come segue:
1. L’Esercito arabo siriano non è gravato da sistemi d’arma antiquati. Qualunque sia il costo, sia l’affitto a vita della base navale di Tartus, o l’ipoteca sui giacimenti gasiferi di recente scoperti in Siria, resta il fatto che le armi dell’Esercito arabo siriano sono le più avanzate di oggi per tecnologia, manutenzione ed efficacia. Tutto ciò ha portato ad una serie di vittorie cruciali coronate dalla recentissima liberazione di Aleppo.
2. La Russia ha trovato l’equilibrio perfetto nella politica estera nel Levante. I russi, piuttosto che cadere in un pantano afghano, hanno scelto il rafforzamento dell’alleata Siria, fornendole sistemi d’armi avanzati, finora mai visti nella regione, migliorando la capacità dell’EAS nel controllare il campo di battaglia, mentre testa l’efficacia della propria tecnologia. Il modo con cui Mosca ha manovrato in Siria a sostegno di un alleato cruciale è stato a dir poco geniale. Se è vero che dei russi sono morti combattendo a fianco dell’EAS, è un numero estremamente basso.
3. Gli Stati Uniti sono sempre più politicamente isolati nel Levante. I negoziati per porre fine al conflitto sono in corso tra Russia, Iran e Turchia. Stati Uniti e NATO non sono stati invitati. Con Donald Trump in carica dal 20 gennaio 2017, tutte le parti, anche i terroristi, si aspettano un cambio di rotta nelle politiche di Washington verso amministrazione siriana, al-Qaida, Arabia Saudita e NATO. Obama ha perseguito un obiettivo così ripugnante d’essere perseguibile come criminale di guerra e criminale contro l’umanità; altro che il neofita vincitore del Premio Nobel per la Pace che ha portato altra vergogna al premio e all’istituzione di Nobel. Fingendo sempre di sostenere i movimenti di liberazione, s’è infilato in un labirinto i cui angoli non poteva schivare senza scontrarsi con la triste verità di essere complice di al-Qaida e di sostenerne i degenerati stragisti che sputavano invettive e imprecazioni sul suo esercito, chiamandone i soldati “apostati”, “infedeli” e “nemici”, mentre cercava di aiutare tali selvaggi incappucciati, il cui scopo non era liberare il popolo della Siria da una forma secolare di governo ma, invece, rovesciare un governo che trattava con l’Iran piuttosto che con il Qatar o i mefitici cugini wahabiti dell’Arabia Saudita. La dipartita di Obama è una boccata d’aria fresca in un ambiente dominato dalla puzza del gas Sarin che ha dato ai terroristi.
4. I Media Mainstream o media aziendali occidentali hanno fallito miseramente nel promuovere la narrazione che l'”opposizione” in Siria fosse composta da “moderati” armanti della libertà contro una dinastia autoritaria, apparsa sulle coste da un bastione montanaro popolato da una strana minoranza legata all’Iran. Sia favorendo un maggiore coinvolgimento degli USA nella guerra in Siria, come i traditori neo-con volevano, o inviando armi avanzate ai terroristi, il MSM non ha convinto il pubblico o il Congresso nel sostenere tale farsa. Il MSM, contaminato dalla propria ipocrisia e dai legami con il sionismo, non poteva non creare una propria antitesi nei “media alternativi” dove a milioni hanno cominciato a volgersi una volta che il gatto era uscito dal sacco e i giornalisti apparivano sempre più dei bugiardi seriali o ciarlatani (venditori di olio di serpente). Il confronto con Trump è emblematico su dove il MSM si trovi ora.
5. Fu la strategia dei sauditi e Robert Ford a creare la crisi dei rifugiati in Siria. Mentre Robert Ford, ex-ambasciatore degli Stati Uniti a Damasco, è stato un fallito totale in tutto ciò che ha cercato di promuovere, riusciva a far uccidere centinaia di migliaia di civili inermi in Siria e a creare la “crisi dei rifugiati” che minaccia di sopraffare l’UE. Scacciando i siriani dal loro Paese negli Stati confinanti come Turchia, Libano e Giordania, Ford e seguaci volevano indebolire il Dr. Assad, facendone apparire il governo impotente e incapace di difendere i cittadini. O almeno così pensava Robert Ford. Tale singolare racconto è stato ripreso da accademici fasulli, come Joshua Landis, il cui sito, “Syria Comment“, veniva descritto “influente” anche se nessuno lo leggeva perché incentrato su un singolo errore, cioè che tutto in Siria era indissolubilmente legato “al settarismo”. Come si è scoperto, il settarismo di cui ha scritto è stato smentito dalla natura stessa dell’amministrazione Assad, comprendendo anche la First Lady, sunnita. L’argomento che una setta minoritaria governasse la Siria fu capovolto. Ciò che Ford non ha capito è che i rifugiati che ha creato rappresentano i peggiori esemplari della società siriana. Come un mostro che emerge dal mare per distruggere una grande capitale, come nei film della Toho Studio del Giappone, i rifugiati inondanti l’Europa sono stupratori e ladri, uomini in età di leva in preda della concupiscenza o agenti dormienti piazzati dagli stessi terroristi che Obama armava, addestrava e finanziava. Se Angela Merkel perderà le prossime elezioni, si potrebbe inviare a Robert Ford una lettera di “ringraziamento” per il suo coinvolgimento nella Katastrophe. L’esperimento dell’UE sulla politica dei “reggiseni aperti” è ora visto come peggiore del riemergere della peste bubbonica. Marine Le Pen non è estranea ad azioni decisive, probabilmente li manderà tutti via dalla Senna, fino a Coventry. Ed ora, gli stessi rifugiati cominciano a tornare a casa. Il governo di Assad ha giocato in modo abile. Con una rapida piroetta del palmo della mano, il Dr. Assad ha firmato una legge che permette ai nemici dello Stato di tornare nella società attraverso quell’amnistia che molti dei nostri lettori pensano ingenua. Da come si è capito, decine di migliaia di altrimenti malvagi vagabondi arabi sono stati riprogrammati in cittadini produttivi, con alcuni che si uniscono alle milizie antiterroristi che combattono i cannibali di Robert Ford.
6. L’Iran vincerà la guerra contro il nemico saudita. Già un arco, che può essere chiamato “Mezzaluna Fatimide”, copre Iraq, Siria, Libano e Palestina. Solo 2 ostacoli possono bloccare l’avanzata massiccia dell’Iran sulla scena economica, con la realizzazione del gasdotto dall’Iraq alle coste della Siria: lo SIIL in Iraq e la coalizione terroristica in Siria composta dai terroristi di SIIL e al-Qaida supportati dagli USA, a cui il morente regime di Obama assegna altre armi più avanzate come saluto finale della fallimentare politica estera. La Turchia ribolle a causa dell’incapacità di spodestare il Dr. Assad. Finché esiste l’attuale governo siriano, il Qatar non potrà estendere il proprio gasdotto attraverso Arabia Saudita, Giordania, Siria senza Assad fino alla Turchia. Il piano di Erdogan per migliorare le probabilità di adesione all’UE è stato inchiodato da questa eventualità, un’eventualità sempre più improbabile, di giorno in giorno. Con l’Iran che si avvantaggia dalla fine dell’isolamento, con nuovi aerei di linea e un posizionamento sul mercato del petrolio che ne aumenta i profitti, ci si aspetta di vedere l’Iran flettere ancora più i muscoli sul territorio saudita.
7. Anche se con nuove armi, ci aspettiamo di vedere i gruppi terroristici combattersi più tra essi che contro l’Esercito arabo siriano. Così tanti capi terroristi sono stati eliminati che sembra quasi impossibile sostituirli in modo considerevole con altri capi esperti. E’ assai probabile che i gruppi terroristici si combattano non perché vogliono confrontarsi con l’Esercito arabo siriano, ma piuttosto per scacciare la concorrenza nei finanziamenti. Mentre la guerra si svolge su cose come frutta e verdura, droga e armi, i cittadini siriani che avrebbero potuto solidarizzare con l'”opposizione” ne sono rimasti delusi e ostili all’aiuto statunitense e saudita ai ratti islamisti. Si prevede un’aumento dei miliziani, nel 2017, grazie a nuovi volontari.
8. L'”opposizione”, in gran parte ospite degli alberghi d’Europa, cesserà di esistere. Gli Stati Uniti di Trump riterranno tale massa di sanguisughe come nient’altro che vermi essiccati inutili per la pesca o per concimare la terra. Hanno abusato dell’ospitalità e hanno dato a sauditi e qatarioti null’altro che debiti inesigibili nei rispettivi Paesi privi di tasse. Tutti i nomi che avete letto su SyrPer e altrove, George Sabra, Qalid Quja, Nizar Nayuf, Ghasan (Friitto) Hitto, Michel Qilo, Qadri Jamil, Riyadh Hijab e compagnia di scrocconi sfacciati, diverranno delle curiosità nascoste nelle profondità delle cellule neurali più inutilizzate.
9. L’Arabia Saudita non può nutrire la propria popolazione. Non c’è bisogno di essere marxisti per capire che il cibo è importante. Anche peggio si trovano i lavoratori stranieri, che non vengono pagati da 6 mesi. La notizia peggiore per il clan delle zucche vuote saudite è che Trump non sembra preoccuparsene granché. Il prossimo sarà un anno molto brutto, l’ultimo per tali scarafaggi sifilitici. Niente più soldi per Ahrar al-Sham, Jaysh al-Islam e al-Qaida. Il Qatar dovrà mollare se vuole mantenere i nuovi rapporti con Mosca.
In conclusione, il 2017 sarà l’anno in cui tutte le carte vincenti saranno tratte dal Dr. Assad. Attraverso la pura forza di volontà, ha sconfitto tutti i piani superficiali e sconsiderati per cacciarlo. La sua vittoria sarà storica.%d8%a7%d9%84%d8%ac%d9%8a%d8%b4-%d8%a7%d9%84%d8%b3%d9%88%d8%b1%d9%8a-2

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La liberazione di Aleppo: Svolta regionale e sconfitta degli Stati Uniti

Prof. Tim Anderson, Global Research, 21 dicembre 201615621916Alla fine del 2016, al costo di tante giovani vite, le forze siriane hanno liberato la parte orientale della città di Aleppo, occupata dai terroristi sostenuti da NATO e sauditi da più di quattro anni. La liberazione di Aleppo, seconda città della Siria e antica meraviglia, rappresenta la peggiore sconfitta dell’aggressione di Washington guidata da 15 anni nella regione. Una ricolonizzazione efficace della regione, dall’Afghanistan alla Libia, sotto vari pretesti. Invasioni e guerre per procura sono state attuata assieme a sanzioni economiche e propaganda selvaggia. Ma tale grande guerra d’aggressione, chiamata creazione del ‘Nuovo Medio Oriente’ dall’ex-presidente degli Stati Uniti George W. Bush, s’è schiantata in Siria. Gli eserciti di mercenari comprati e armati da Washington e alleati regionali sauditi, turchi, qatarioti e israeliani, sono stati scacciati dalla potente alleanza regionale che sostiene la nazione siriana. La conclusione di Aleppo comporta una manciata di agenti stranieri, da Stati Uniti, Arabia Saudita, Israele e altrove, che sarebbe rimasta con gli ultimi gruppi di al-Qaida in una frazione di ciò che una volta era la loro roccaforte. Gli Stati Uniti, in particolare, badano a garantirne il rilascio, dato che la loro presenza è un’ulteriore prova del comando estero di ciò che si affermava essere una ‘guerra civile’. Dopo l’assalto di governo e disinformazione dei media occidentali (pretesi massacri, esecuzioni di massa e di singoli civili) oltre l’evacuazione di circa 100000 civili e migliaia di terroristi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha autorizzato alcuni “osservatori indipendenti’ a seguire il processo. Tuttavia, in sostanza l’evacuazione è finita. Reinsediamento e ricostruzione sono già in corso, e le riserve dell’Esercito arabo siriano convocate per difendere la città. Giornalisti siriani, iraniani, russi e indipendenti (tra cui Maytham al-Ashqar, Shadi Halwi, Asir Qatab, Qalid al-Qatib, Ali Musawi, Lizzie Phelan, Murad Gazdiev, Vanessa Beeley, Eva Bartlett e Mohsen Khazaei) ci hanno già detto molto, e ciò assomiglia poco alle storie apocalittiche occidentali. Ad esempio, l’uscente segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, fido alleato di Washington, affermò nell’ultima conferenza stampa che ‘Aleppo è ora sinonimo d’inferno’. Osservazioni basate sulle storie disperate dei jihadisti della NATO. I reporter sul campo raccontato una storia diversa. Mentre le forze siriane spezzavano le difese di al-Qaida, i civili intrappolati fluivano via e si pubblicavano i video di lunghe file di persone che lasciavano Aleppo est trovando sollievo, cibo e riparo presso l’Esercito arabo siriano. Stanchi ma sollevati, raccontavano le loro storie a chiunque volesse ascoltare. Russia e Iran hanno dato diverse tonnellate di aiuti. Al contrario, i Paesi occidentali in generale non hanno dato nulla ed i gruppi terroristici respinsero gli aiuti dell’alleanza siriana. Ai civili fu proibito lasciare l’enclave di al-Qaida, molti furono uccisi quando ci provarono. Le bande armate avevano riserve di cibo, ma le tenevano solo per i propri combattenti. Fabbriche di armi, tra cui sostanze chimiche tossiche, furono trovate e messe al sicuro. Alcuni terroristi furono arrestati, ma la maggior parte fu spedita ad Idlib, dove Damasco concentra i terroristi stranieri.
Quando i canoni-inferno tacquero, e i colpi di mortaio carichi di gas smisero di cadere nel cuore della città, ci fu euforia e si ballava per le strade, come dimostrato ampiamente sui social media. Il portavoce del dipartimento di Stato affermava di non averlo visto. Al-Qaida ad Aleppo è stata schiacciata. Tutti i gruppi armati antisiriani di Aleppo o erano di al-Qaida in Siria ‘ufficiale’ (Jabhat al-Nusra o Jaysh Fatah al-Sham) o profondamente connessi. Quando gli Stati Uniti fecero finta di sopprimere Jabhat al-Nusra nel 2012 e 2016, tutti i gruppi dell”esercito libero siriano’ protestarono, dicendo ‘siamo tutti Jabhat al-Nusra‘. Si poteva pensare che il governo degli Stati Uniti, che una volta affermò d’essere impegnato nella guerra globale al terrorismo in nome delle 3000 persone uccise a New York nel settembre 2001, fosse euforico come la popolazione per le strade di Aleppo. Ma non lo era. Gran parte dei media occidentali, che dipendono dai loro governi, riferirono solennemente della ‘caduta di Aleppo’. La vittoria siriana sui al-Qaida fu una grave tragedia, dissero. D’altra parte, la riconquista quasi simultanea della città antica della Siria di Palmyra da parte del gruppo orientale di al-Qaida, lo SIIL, fu riferita in modo diverso. Dissero che la città fu ‘ripresa’. Tutto ciò sottolinea ciò che era evidente; come ammesso da molti funzionari degli Stati Uniti, ogni singolo gruppo armato in Siria (‘moderato’ o ‘estremista’) era armato e finanziato da Stati Uniti ed alleati, nel tentativo di rovesciare il governo siriano. Tutte le chiacchiere su ‘ribelli moderati’, ‘regime brutale’ e ‘guerra civile’, puntavano solo a nascondere ciò.
Organizzati tra Russia e Turchia, le ultime evacuazioni di Aleppo comprendevano lo scambio dei civili assediati da 20 mesi nelle città presso Idlib di Fuah e Qafraya con gli ultimi jihadisti della NATO di Aleppo est. Ci fu qualche grave sabotaggio degli accordi, ma le intese finora sono valide. Ora l’Iran è impegnato con Russia e Turchia in tre colloqui, dove questioni pratiche sono discusse. Va notato che l’amministrazione Obama non ha alcun ruolo costruttivo sulla conclusione ad Aleppo. La guerra per procura per il ‘cambio di regime’ in Siria è fallita e, al suo posto, il regime di Washington promette un nuovo approccio. Ancora più importante, una nuova alleanza regionale si è formata per respingere ogni nuova aggressione da parte delle potenze coloniali. Molte cose sono cambiate durante la guerra contro la Siria. L’alleanza siriana ha sconfitto le potenti forze NATO-GCC. I Fratelli musulmani e i loro clienti in Egitto, Qatar e Turchia hanno ricevuto un’altra batosta. Egitto e Iraq supportano la Siria. I sauditi si sono uniti ad Israele contro Iran e Siria. La Russia ha costruito legami più forti con Siria e Iran. La Lega araba, dopo aver sostenuto la distruzione di due Stati arabi, sembra defunta. Il nuovo potente ‘Asse della resistenza’ ne prenderà il posto?22122016

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’attentato di Berlino e la strana morte di Anis Amri

Aanirfan
3b983be900000578-4061478-image-a-15_1482496245951Il quartier generale del Mossad in Italia è a Milano. Hanno cercato di avvertirci.
Il 16 dicembre 2016 il carico del TIR fu caricato a Cinisello Balsamo, prima di recarsi a Berlino. Il 19 dicembre avveniva l’attentato al mercatino di Berlino. “Video mostrano Anis Amri in una moschea locale, il giorno dopo l’attentato“. Secondo la versione ufficiale, dopo l’attentato di Berlino, Anis Amri viaggiò senza problemi in almeno tre Paesi. Il 23 dicembre 2016, Anis Amri sarebbe stato ucciso a Milano, a Sesto San Giovanni. Dailymail/Dailymailok_livex-2All’inizio di dicembre 2016, la NATO effettuava l’esercitazione Summer Tempest/Eagle Meteor. L’esercitazione era diretta da Solbiate Olona, alla periferia di Milano._93056315_036972323-1Sopra la foto del camionista polacco Lukasz Urban.Sopra, il capo di Urban e suo cugino, Ariel Zurawski. Zurawski potrebbe essere un cognome ebraico. Il nome compare nel processo Eichmann.
logogladioIl 12 dicembre 1969, delle bombe esplosero in Italia. 17 persone furono uccise in quello che è nota come la strage di Piazza Fontana, a Milano. Gli attentati avviarono una lunga serie di attentati nota come “Strategia della tensione”. “Il loro obiettivo era evitare che il Paese cadesse nelle mani della sinistra, ingannando il pubblico facendogli credere che gli attentati fossero parte di una rivolta comunista“. (BBC 1969: esplosioni mortali in Italia)
In altre parole, l’idea era mantenere la ricca élite fascista al potere. In Italia, la ricca élite è composta da ricchi massoni fascisti, oligarchi fascisti e ricchi mafiosi. La strategia della tensione era parte dell’Operazione Gladio di CIA e NATO. Paolo Emilio Taviani, ex-ministro della Difesa ed ex-ministro degli Interni. dichiarò nell’agosto 2000: “Mi sembra certo che gli agenti della CIA siano stati tra coloro che diedero i materiali e confusero le indagini“. (Strage di piazza Fontana: Fatti)
Una delle armi utilizzate negli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 proviene da un trafficante di armi della Florida, coinvolto nelle operazioni Iran-Contra della CIA. Attentati di Parigi: venditore dice che un’arma proveniva dalla Florida/Arma collegata agli attentati di Parigi porta al trafficante d’armi della Florida implicato nell’Iran-Contras
Che altro sappiamo della strage di piazza Fontana a Milano? Nel 1998, David Carrett, ufficiale della Marina degli Stati Uniti, fu incriminato da un magistrato milanese con l’accusa di partecipazione alla strage di piazza Fontana. (Diritto)
Il giudice aprì un’indagine anche su Sergio Minetto, funzionario italiano della rete d’intelligence USA-NATO. Trent’anni dopo la strage di piazza Fontana, nel corso di un processo ad estremisti di destra, il generale Giandelio Maletti, ex-capo della contro-intelligence italiana, dichiarò che la strage fu effettuata da stay-behind dell’esercito italiano e da terroristi di destra su ordine della CIA. (ISN)
Gli eserciti segreti di Gladio, ‘Gruppi Stay Behind‘, furono svelati nell’agosto 1990, quando il primo ministro Andreotti confermò l’esistenza dell’Operazione Gladio, un gruppo dei servizi di sicurezza che manipolava l’opinione pubblica con il terrorismo. Uno degli agenti di Gladio disse, “Dovevi attaccare i civili, la gente, le donne, i bambini, persone inerme, gente sconosciuta lontano da ogni gioco politico. La ragione era molto semplice. Avrebbero dovuto costringere queste persone, il pubblico italiano, a volgersi allo Stato per chiedere maggiore sicurezza”. anis-amriPagina di Facebook di un uomo che sembrerebbe il fratello di Amri, mostra un recente video di Anis Amri. Il video di sette secondi fu caricato il 26 settembre 2016 e ripreso a May-Ayim-Ufer nei pressi del ponte Oberbaumbrucke di Berlino. (Bellingcat)italian-police-and-forensics-experts-gatQui sopra vediamo un corpo nel punto in cui ‘sarebbe stato ucciso’ Anis Amri. Notare i pantaloni marroni e la giacca nera.italian-police-and-forensics-experts-gat-2Sopra vediamo un membro dei servizi di sicurezza curvo sul corpo. Il membro dei servizi di sicurezza indossa pantaloni marroni e giacca nera.italian-police-and-forensics-experts-sta-3Sopra vediamo un membro dei servizi di sicurezza sulla scena. Indossa giacca nera e pantaloni marroni.amriQui si vede ciò che si suppone fosse Anis Amri morto.
La madre di Anis Amri, Nurahuda Hasani, disse di aver parlato con il figlio il 18 dicembre, il giorno prima dell’attentato a Berlino. Le chiese di cercare di risolvere il problema con la polizia tunisina e di assumere un avvocato per gestire il caso per poter tornare in Tunisia. Anis Amri, il sospetto di Berlino di Natale…
Ad Anis piaceva festeggiare e non ha mai avuto alcun pensiero religioso, uno qualunque“, dice la madre. Reuters riferiva, il 23 dicembre 2016, che il 24enne sospettato Anis Amri era stato ucciso. L’agenzia ANSA riportava che l’uomo ucciso dalla polizia di Milano era il sospettato del mercato natalizio di Berlino Anis Amri. Così, il capro espiatorio sembra essere stato ucciso.shlomo-shpiro-100_v-standard368_9f87d9Il professor Shlomo Shpiro è un esperto di terrorismo dell’Università Bar-Ilan di Tel Aviv. Era al mercatino di Natale di Berlino poco prima dell’attentato. “Solo dieci minuti prima che il camion finisse sulle bancarelle, il professor Shlomo Shpiro, esperto di terrorismo presso l’Università Bar-Ilan di Tel Aviv, passeggiava nello stesso mercatino“. Israelischer Terror-Experte im BILD-intervista über den Anschlag…/Anschlag in Berlin – so erlebte Terrorismus-Experte Shpiro_93044091_a9201445-d035-4d77-8fa3-f31cd54dd220Il primo sospettato dell’attentato a Berlino fu un pachistano. “Chiaramente i veri colpevoli contavano a che la polizia sparasse sul pakistano mentre scappava. Quando ciò non è accaduto, e lui si è rivelato essere innocente, i veri criminali piazzarono la carta d’identità di qualcun altro nel camion per dargli copertura mentre gli autori fuggivano“. “Il passaporto dell’attentatore di Charlie Hebdo fu lasciato nell’auto di fronte al locale di Parigi favorito dal Mossad”. Il sospettato dell’attentato di Berlino e la curiosa questione dei documenti d’identità abbandonati.
lutz-bachmannLutz Bachmann è il capo del partito PEGIDA d’estrema destra e pro-Israele. Bachmann dice che sospettava del tunisino già due ore dopo l’attentato al mercatino di Berlino. Twittò quella notte, subito dopo l’attentato, di avere ‘informazioni per la polizia interna’ secondo cui il sospetto era tunisino. Al momento, la polizia aveva annunciato l’arresto di un pakistano. Fu solo quando il pakistano fu rilasciato che il tunisino Anis Amri venne identificato come il sospettato. ‘Tutto troppo comodo’
israel_flag_pegidaUna manifestazione del PEGIDAc56e1d4c3dc6e700c10ba50b7bdcc0ae78c54828Chi ha effettuato l’attentato al mercatino di Berlino era del gruppo di destra ‘bianco’ collegato ai servizi di sicurezza e ai sionisti? Lutz Bachmann, il capo del PEGIDA ha detto che la Germania deve rimanere ‘ebraico-cristiana’. Sionista.
Bachmann ha precedenti penali per sedici furti, guida in stato d’ubriachezza, cocaina e aggressione. Nel 1998, dopo che Bachmann fu condannato a diversi anni di prigione, fuggì in Sud Africa, ma fu deportato in Germania. Il PEGIDA è davvero sionista. Bachmann, naturalmente, è un sostenitore Trump. Alcuni hanno messo in dubbio la ‘comoda’ scoperta del portafoglio del tunisino, 24 ore dopo che la polizia aveva perquisito il camion. Anis Amri, probabilmente era un agente dei servizi d’intelligence.libreriaweb-reinhard-gehlen-zeichen-der-zeit-d_nq_np_13561-mla2954258400_072012-fChi controlla i servizi segreti tedeschi?
Nel 1956, il generale nazista Reinhard Gehlen divenne il primo capo del servizio d’intelligence della Germania, il BND. Il BND di Gehlen impiegò gli agenti nazisti dell’organizzazione Gehlen. Alla fine della seconda guerra mondiale, la CIA controllava il BND e il suo capo Reinhard Gehlen. Gehlen e i suoi agenti delle SS e della Gestapo lavoravano per la CIA.
Nel 2014 un impiegato della BND fu arrestato per aver consegnato documenti segreti agli Stati Uniti.
Nazisti e sionisti sarebbero alleati. “Un documento interno del giugno 1934, delle SS, sollecitava il sostegno attivo e ampio al sionismo da parte del governo e del partito nazisti“. Sionismo e Terzo Reich

agent-gehlen-left-us-connection-officer-right-in-lucerne-around-1948Gehlen (a sinistra) e il suo contatto degli Stati Uniti (a destra) a Lucerna, nel 1948

Anis Amri “era sorvegliato a Berlino tra marzo e settembre 2016 per sospetta pianificazione di una rapina. La sorveglianza sarebbe stata tolta dopo averlo scoperto… spacciare droga in un parco di Berlino“. Ralf Jaeger, ministro degli Interni del Nord Reno-Westfalia, dice: “Le agenzie di sicurezza scambiavano risultati e informazioni su Anis Amri con il Centro antiterrorismo congiunto, nel novembre 2016“. L’attentato di Berlino: latitante tunisino ‘era sotto sorveglianza’ – BBC News
Sembra che Anis Amri fosse protetto dai servizi segreti. “La Federal Verfassungsschutz (BfV) è l’ente di sicurezza interna della Germania, mentre i vari LFV, equivalenti a livello di lander, svolgono il grosso del lavoro d’intelligence“. La storia condanna l’antiterrorismo tedesco. L’agenzia d’intelligence interna della Germania, BfV, ha collegamenti con i nazisti. Il processo per omicidio ai neonazisti rivela i segreti più oscuri della Germania

3b92b33600000578-0-image-a-7_1482391913371Dalia Elyakim (a sinistra), di Herzliya, Israele, era al mercatino di Berlino, con il marito Rami, quando il camion colpì il mercato. Dailymail. Una israeliana, Dalia Elyakim, ‘è scomparsa dopo l’attentato’. L’attentato di Berlino: latitante tunisino ‘era sotto sorveglianza’ – BBC News
Lo SIIL ha rivendicato l’attentato di Berlino. Chi finanzia lo SIIL? Il dipartimento per lo Sviluppo Internazionale del Regno Unito ha recentemente dato più di 120 milioni di sterline alla Somalia. Una recente ‘revisione’ ha concluso che c’é un ‘certo’ rischio che questo denaro sia utilizzato da gruppi di terroristi legati ad al-Qaida e SIIL. Dailymail
L’attentato al mercato di Berlino del 20 dicembre 2016 appare una ‘false flag, un lavoro interno’. La carta d’identità di Anis Amri, tunisino di 24 anni, “è stata trovata sotto il sedile del camion“. Dailymail.
In altre parole, certi servizi di sicurezza hanno piazzato la carta d’identità del ‘capro espiatorio’ nel camion? Perché c’è voluto così tanto tempo per ritrovarla? Il governo tedesco ha detto che non poteva espellere Anis Amri perché non aveva alcuna carta d’identità. Come ha fatto a comparire magicamente sul camion? Anis Amri “si crede avesse avuto precedenti penali in Tunisia, per aver rapinato auto“. Anis Amri passò quattro anni in un carcere italiano per incendio doloso di una scuola. Nel 2016, Anis Amri fu “apparentemente arrestato dal GBH ma scomparve prima che potesse essere processato“. Nel luglio 2016 “fu accoltellato per droga“. Dailymail
Anis Amri fu arrestato insieme a cinque membri di una rete di reclutamento che operava per conto del Mossad e amici (SIIL). Come poteva Anis Amri svanire, se era un uomo pericoloso?
Prima si leggeva: “Secondo Michael Behrendt, cronista di nera per Die Welt, Berlino: ‘La polizia non sa chi ricercare. Non ha armi, né tracce di DNA“. Dailymail
Poi si leggeva: “La polizia crede di aver trovato il sangue di Anis A. nella cabina del camion“. Dailymail
La polizia prima accusò Naved Baluch dell’attentato. “Ispettori, portarono Naved Baluch da Berlino a Karlsruhe per interrogarlo, perdendo 18 ore prima di capire che Naved Baluch, che non aveva sangue sui vestiti e nessuna ferita, non guidava il camion…Dailymail.
Naved Baluch sarebbe afflitto da handicap mentale.3b884fa700000578-4054140-manhunt_the_isis_killer_behind_germany_s_worst_terror_attack_sin-a-6_1482357416959Il camionista Lukasz Urban guidava a Berlino per consegnare acciaio della ThyssenKrupp. Secondo fonti della polizia Urban era vivo, e nel camion, quando finì tra la folla. DailymailciaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora