Rikishi no Tenkan Ten

Suzumiya Haruhi no Shoushitsu OST 21 – Rikishi no Tenkan Ten (direttore: Takada Ryuuichi)

Perché l’occidente odia Stalin?

Ekaterina Blinova Sputnik 25/08/2015

1476444Il 23 agosto l’Europa ha imposto la cosiddetta “Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo”, in coincidenza con la data della firma del patto Molotov-Ribbentrop; scopo di tale “giorno della memoria” è equiparare Stalin a Hitler, l’URSS alla Germania nazista, dice a Sputnik il Professor Grover Carr Furr. Attaccando e stigmatizzando l’Unione Sovietica, Stati Uniti ed alleati della NATO puntano alla Russia di oggi e alla sua leadership, che non è disposta ad inchinarsi all’occidente; in ogni caso, l’Unione Sovietica non ha mai fatto nulla di lontanamente paragonabile a ciò che i principali Paesi occidentali hanno fatto nel secolo scorso, Stati Uniti e NATO furono di gran lunga le potenze più aggressive e criminali nel mondo dalla Seconda Guerra Mondiale, dice lo storico statunitense Professor Grover Carr Furr della Montclair State University, a Sputnik. Illogica per quanto può sembrare, nonostante l’Unione Sovietica sia crollata decenni fa, la macchina della propaganda occidentale continua a diffamare la Russia sovietica; prima lo storico anglo-statunitense Robert Conquest e poi lo studioso statunitense Timothy Snyder hanno contribuito molto alla propaganda antisovietica e antirussa. “Perché c’è tanto odio verso Stalin e il comunismo? L’anticomunismo perché il comunismo è l’antitesi del capitalismo. E l’antistalinismo perché il periodo di Stalin dell’URSS fu il periodo in cui il movimento comunista mondiale agì molto bene. Inoltre, vi è antistalinismo e anticomunismo davanti per via delle atrocità del capitalismo e dell’imperialismo nel 20° secolo, che continuano ancor oggi“, ha osservato il Professor Furr.

Guerra fredda: gli storici occidentali dell’intelligence service
Il professore ha sottolineato che lo storico Robert Conquest (autore de “Il Grande Terrore: le purghe di Stalin negli anni ’30” deceduto il 3 agosto 2015) aveva lavorato per l’Information Research Department (IRD) inglese dalla creazione al 1956. L’IRD, originariamente chiamato Communist Information Bureau, fu fondato nel 1947, quando la guerra fredda iniziò. “Il compito principale era combattere l’influenza comunista nel mondo diffondendo storie tramite politici, giornalisti e altri in grado d’influenzare l’opinione pubblica”, ha spiegato il Professor Furr. Il lavoro di Conquest era contribuire alla cosiddetta “storia nera” dell’Unione Sovietica, ha osservato il professore, “in altre parole, diffondere storie false tra giornalisti e altri in grado d’influenzare l’opinione pubblica”. “Il suo libro Il Grande Terrore, testo anticomunista sul tema della lotta di potere in Unione Sovietica nel 1937, in realtà lo compilò quando lavorava per i servizi segreti. Il libro fu pubblicato con l’aiuto dell’IRD. La terza edizione fu opera della Praeger Press che pubblicava testi provenienti dalla CIA“, ha sottolineato il Professor Furr, che osserva che oggi Conquest rimane una delle più importanti fonti sull’Unione Sovietica degli storici anticomunisti e russofobi. La propaganda era mascherata da borsa di studio contro l’URSS e coordinata dai servizi segreti anglostatunitensi. Furr nota che Conquest riceveva periodicamente pesanti critiche da eminenti studiosi occidentali, che l’accusavano di “falsificazioni consapevoli” sull’Unione Sovietica. Infatti Conquest usò qualsiasi fonte ostile a Stalin e all’URSS, chiudendo un occhio sul fatto se fosse affidabile o meno. Inutile dire che lo storico anglo-statunitense Robert Conquest ha molti “seguaci”, soprattutto oggi, quando le relazioni russo-occidentali sono peggiorate enormemente. La palese falsificazione della storia è uno strumento tradizionale della guerra fredda che viene rivitalizzato. “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato“, come George Orwell scrisse nel suo famoso libro “1984”. Non sorprende, però, che il discorso storico occidentale sia attualmente invaso dai miti politicizzati su URSS e Josif Stalin. Uno di coloro che infangano la Russia sovietica è Timothy Snyder, professore di Storia di Yale e autore di Bloodlands. Come Conquest, è un celebre autore occidentale lodato da liberali e destra statunitensi. Attaccando Stalin, Snyder cerca di convincere i lettori che Hitler non fosse peggiore, ma in un certo senso “migliore” del leader sovietico. Snyder si spinge a suggerire che “per assassinare degli ebrei (Olocausto), … Adolf Hitler dipendesse da Stalin (e dai suoi metodi)”, come il Professor David A. Bell ha osservato nella sua recente revisione di “Terra Nera” di Snyder per National Interest. Sorprendentemente, Snyder segue le orme di Conquest, il suo racconto si basa su fonti controverse, voci, semi-verità sempre ostili all’URSS, come il professor Furr ha denunciato nel suo libro “Bugie di sangue: la prova che ogni accusa contro Josif Stalin e l’Unione Sovietica su Bloodlands di Timothy Snyder è falsa“.

Patto Molotov-Ribbentrop: verità e bugie
stalin La storia del patto Molotov-Ribbentrop del 1939 narrato da Snyder e altri storici anticomunisti è anche piena di presupposti errati. “Dicono che nel trattato Unione Sovietica e Germania nazista decisero di dividersi l’Europa. Questo è falso. Il trattato, in una clausola segreta, assegnava la Polonia orientale alla ‘sfera d’influenza sovietica’. Questo significava che quando l’esercito tedesco sconfisse l’esercito polacco, (a) l’esercito tedesco avrebbe dovuto ritirarsi dalla Polonia orientale, rimanendo a centinaia di miglia dal confine sovietico pre-1939; (b) la Polonia sarebbe rimasta e si sperava disposta ad allearsi con l’Unione Sovietica contro Hitler“, ha osservato il professor Furr, secondo cui l’URSS aveva tentato con decisione che Polonia, Regno Unito e Francia accettassero la “sicurezza collettiva” obbligando ogni Paese a dichiarare guerra alla Germania se Hitler attaccava la Polonia. Ahimè, Varsavia e Londra rifiutarono di concludere il trattato. “Gli accordi di Monaco” dell’ottobre 1938, in cui Regno Unito e Francia consegnarono a Hitler gran parte della Cecoslovacchia (più tardi gli diedero tutte le riserve auree cecoslovacche) dimostrarono che i capitalisti volevano che Hitler attaccasse l’Unione Sovietica. Il governo anticomunista e antisemita polacco ebbe anche un pezzo della Cecoslovacchia in quel momento”, ha sottolineato Grover Furr. Nel settembre 1939 l’esercito tedesco occupò la Polonia e il governo polacco lasciò il Paese per la Romania. Quando non c’è governo, non c’è Stato. “Gli uomini di Hitler dissero ai sovietici che erano pronti a permettere uno Stato ucraino filonazista e anticomunista nell’ex-Polonia orientale. Così i sovietici non ebbero scelta se non occupare la Polonia orientale. La ‘Polonia orientale’ non era polacca comunque. Fu tolta con la forza alla Russia sovietica dagli imperialisti, nel 1921. La maggior parte della popolazione era ucraina, bielorussa ed ebraica”, ha osservato il professore. Il Professor Furr ha sottolineato che l’importanza del Patto Molotov-Ribbentrop è enorme: contribuì a salvare l’Unione Sovietica, e di conseguenza tutta l’Europa, dal dominio di Hitler: “Se l’esercito tedesco avesse attaccato 300 miglia più vicino (al confine sovietico) le orde naziste avrebbero preso Mosca. Se Hitler avesse conquistato l’URSS avrebbe usato le immense risorse materiali e umane del gigantesco Paese contro l’Inghilterra. Hitler aveva già conquistato quasi tutta l’Europa“, ha sottolineato. Allora perché Snyder e soci si rifiutano di ammetterlo?

L’occidente attacca l’URSS per colpire la Russia di oggi
Il Professor Furr indica che gli “esperti” tradizionali occidentali non sono interessati alla verità. “Conquest era, e Snyder è, un propagandista. Il loro lavoro “è propaganda delle note”. Note e apparati sono necessari ad ingannare i media e quegli intellettuali che contribuiranno a diffondere menzogne contro Stalin ed anticomuniste“, ha detto a Sputnik. “L’obiettivo di Snyder, e non solo suo, ce ne sono molti altri, è equiparare Stalin a Hitler, l’URSS alla Germania nazista, il comunismo al nazismo. Questo è anche lo scopo del “Giorno del ricordo” del 23 agosto, e della posizione assunta dai governi di estrema destra polacco, ucraino, ungherese e altri“, ha sottolineato Furr. “L’indico alla fine di “Bugie di sangue: la prova che ogni accusa contro Josif Stalin e l’Unione Sovietica su Bloodlands di Timothy Snyder è falsa”, con qualche aiuto del Prof. Domenico Losurdo, che giustamente confronta Hitler a Churchill, Daladier o Chamberlain, ma non a Stalin. L’URSS era diversa dal nazismo, mentre Hitler e i nazisti erano abbastanza popolari tra i politici occidentali“, ha aggiunto.

Ma perché Washington è così russofoba?
Il professore ha spiegato che a differenza di Gorbaciov o Eltsin, Putin non s’inchina a Washington e NATO, aggiungendo che la concorrenza capitalista degli Stati Uniti porterà inevitabilmente alla concorrenza imperialista e alla guerra. “Nella mia esperienza, limitata l’ammetto, c’è molta ingenuità sulla politica estera degli USA. Gli Stati Uniti sono di gran lunga la potenza più aggressiva e criminale nel mondo dalla Seconda guerra mondiale, continuando ad avere basi militari in oltre 100 Paesi e la più grande macchina militare del mondo. Non dobbiamo ingannarci. Alcun Paese costruisce un tale esercito senza intenzione di usarlo. Così si preparano per la prossima guerra“, ha detto a Sputnik il Professor Furr. “Il mio punto è questo: URSS e movimento comunista mondiale non hanno mai fatto nulla di lontanamente paragonabile a quello che capitalisti e imperialisti fecero nel secolo scorso e questo è inaccettabile (per i capitalisti). Devono dimostrare che il comunismo e Stalin furono peggiori e non migliori di ciò che capitalisti e imperialisti facevano. La menzogna è la sola strada“, ha concluso il Professor Grover Furr.STALIN_1385662fTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il gigante bancario Citigroup trasferisce le riserve auree in Russia

What Does It Mean 25 agosto 2015

Sanford Weil, Rupert Murdoch, Valdimir Putin, Robert Kraft

Sanford Weil, Rupert Murdoch, Valdimir Putin, Robert Kraft

Un curioso rapporto del Ministero delle Finanze che circola al Cremlino riferisce che la Banca Centrale della Russia (CBR) ha “accettato di proteggere” 3 milioni di once d’oro del valore di oltre 3,5 miliardi di dollari del gigante dei servizi bancari e finanziari statunitense Citigroup, con inoltre quasi 100 miliardi di dollari liquidi. Secondo il rapporto, 1,4 milioni di once di oro ora protetti nelle casseforti della CBR, sono stati spediti direttamente dal Venezuela dopo un complesso accordo ad aprile tra la nazione sudamericana e Citigroup, e altri 1,6 milioni di once provenienti da vari Paesi con cui il colosso dei servizi bancari e finanziari ha rotto i legami nell’ultimo anno e mezzo, 11 nazioni, tra cui il Giappone, con cui Citigroup ha rotto, spiega il rapporto, perché anche di fronte le sanzioni occidentali Citigroup ha rifiutato di rompere con la Federazione (russa), e il direttore finanziario John Gerspach ha semplicemente detto al regime di Obama che “Non lasceremo la Russia”. Citigroup sulla sua pagina web, come questa relazione rileva, spiega ulteriormente il rapporto con la Federazione, affermando: “La storia di Citi in Russia è iniziata quasi 100 anni fa ed è strettamente legata alle vicende drammatiche svoltesi in quel periodo nel Paese. Citi ha sempre agito da collegamento tra l’economia russa e le altre economie mondiali e ha giocato un ruolo importante nello sviluppo commerciale e delle relazioni economiche estere del Paese. Citi arrivò in Russia alla vigilia della Rivoluzione. Nel 1916, Citi, allora chiamata National City Bank (NCB), sottoscrisse obbligazioni a sostegno del governo dell’Impero russo mentre la prima guerra mondiale riscuoteva il pedaggio sulle risorse del Paese“. Dei 100 miliardi di dollari in contanti della Citigroup “accettati per essere protetti” dalla CBR, la presente relazione continua, sono stati trasportati a Mosca da Cairo la scorsa settimana, prima dell’odierna decisione della Banca centrale d’Egitto che approva la vendita dei beni del gigante bancario nel Paese all‘International Commercial Bank (ICB), come aveva annunciato a giugno. Quanto al motivo per cui Citigroup trasferisce in segreto 100 miliardi in contanti dalle filiali egiziane, il rapporto non dice nulla, ma il Ministero delle Finanze nota che oro e denaro della Citigroup “accettati per essere protetti” dalla CBR, ora sono sottoposti alle leggi della Federazione e non sono soggetti a reclami di qualsiasi soggetto estero, compresi gli Stati Uniti. Quanto al motivo per cui Citigroup ha bisogno di tale straordinaria protezione dei propri beni, gli esperti del MoF nella relazione spiegano che va imputata all’implacabile assalto del regime di Obama, tra cui una multa di 700 milioni per “Pratiche sleali e ingannevoli” di un paio di settimane prima e un’indagine sui prestiti agli studenti che il colosso bancario teme possa comportare altre sanzioni finanziarie… oltre ai 7 miliardi di dollari che è stato costretto a pagare lo scorso anno per le pratiche sui prestiti ipotecari. Ancora più importante da notare, questi esperti dicono nel rapporto che la leadership della Citigroup è “molto preoccupata” dall’economia statunitense in via di collasso, come è stato evidenziato negli Stati Uniti dal lunedì nero che ha visto più di 1,8 miliardi di dollari svanire sui stimati 24,1 miliardi di dollari detenuti dal pubblico statunitense.
Anche se la Cina ha ridotto il tasso a fronte del peggiore crollo del mercato nazionale in 20 anni, per il momento l’ha disaccoppiato dal resto dei mercati mondiali creando un’illusoria momentanea stabilità, avverte la relazione, e le vendite del 24 agosto non furono causate dai cinesi, ma dalla confusione globale totale… con il peggio che deve venire nelle prossime settimane. È fondamentale notare che questa terribile valutazione del MoF è sostenuta da Damian McBride, consigliere dell’ex-primo ministro inglese Gordon Brown, che cupamente ha dichiarato: “Consigli per il crollo incombente, No.1: mettete il denaro in un posto sicuro; non pensate che banche e sportelli bancomat (ATM) restino aperti, o che le carte di credito funzionino. No.2: Avete abbastanza acqua in bottiglia, scatolame e altri beni essenziali a casa per un mese? In caso contrario, fate la spesa. No.3: decidete un punto in cui riunirvi con i vostri cari in caso di interruzione di trasporti e comunicazioni; da dove potete recarvi da qualche parte“.
Mentre sempre più forze nucleari statunitensi e russe convergono sul fronte occidentale, la relazione conclude tristemente con i consigli al regime di Obama di uno dei suoi migliori consiglieri economici, Paul Krugman, secondo cui una guerra mondiale o contro gli alieni è necessaria per sistemare l’economia; si vede facilmente dove tutto questo porta… più prima che poi. E anche se Citigroup ora protegge se stessa, ci si può solo chiedere quanti altri ce ne siano. Ma non importa cosa succede, anche il peggio, nessuno potrà dire che non è stato avvertito… solo che non ascoltano.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli sporchi trucchi di Erdogan con il SIIL

F. William Engdahl New Eastern Outlook 24/08/2015156873_600La Turchia è una terra bellissima, ricca di risorse, con molte persone intelligenti e amichevoli. Capita anche che abbia un presidente intenzionato a distruggere la nazione una volta orgogliosa. Sempre più dettagli emergono rivelando che lo Stato islamico in Iraq e Siria, conosciuto come SIIL, SI o Daish, sia mantenuto in vita da Recep Tayyip Erdogan, il presidente turco, e dal suo servizio d’intelligence turco, il MIT, la CIA turca. La Turchia, come risultato della volontà di Erdogan di aver ciò che alcuni chiamano fantasie neo-ottomane su un impero che si estende dalla Cina a Siria e Iraq, minaccia non solo di autodistruggersi, ma gran parte del Medio Oriente se continua tale percorso. Nell’ottobre 2014 il vicepresidente statunitense Joe Biden disse a una riunione ad Harvard che il regime di Erdogan sostiene il SIIL con “centinaia di milioni di dollari e migliaia di tonnellate di armi...” Biden poi chiese scusa, chiaramente per ragioni tattiche per avere il permesso da Erdogan di usare la base aerea di Incirlik per gli attacchi aerei contro il SIIL in Siria, ma le dimensioni del sostegno di Erdogan al SIIL si rivelano molto, molto più grandi di quanto accennato da Biden. I terroristi del SIIL sono stati addestrati da Stati Uniti, Israele e anche dalle forze speciali turche nelle basi segrete nella provincia di Konya, in Turchia al confine con la Siria, nel corso degli ultimi tre anni. Il coinvolgimento di Erdogan nel SIIL è molto profondo. Nel momento in cui Washington, Arabia Saudita e Qatar addirittura sembrano aver tolto il sostegno al SIIL, incredibilmente persiste. Il motivo appare il grande sostegno di Erdogan e del suo compare neo-ottomano, il primo ministro Ahmet Davutoglu.

Affarucci di famiglia
408861La prima fonte di finanziamento del SIIL oggi è la vendita del petrolio iracheno dai giacimenti della regione di Mosul, dove ha una roccaforte. Il figlio di Erdogan permetterebbe l’esportazione di petrolio del SIIL. Bilal Erdogan possiede diverse compagnie marittime ed avrebbe firmato contratti con società operative europee per trafficare in petrolio iracheno rubato in diversi Paesi asiatici. Il governo turco acquista petrolio saccheggiato dai pozzi di petrolio iracheni occupati. Le compagnie marittime di Bilal Erdogan hanno moli speciali nei porti di Beirut e Ceyhan contrabbandando il greggio del SIIL su petroliere dirette in Giappone. Gursel Tekin vicepresidente del Partito Popolare Repubblicano turco ha dichiarato in una recente intervista a media turchi, “il presidente Erdogan afferma che secondo le convenzioni internazionali non c’è infrazione legale nelle attività illecite di Bilal, e suo figlio fa affari ordinari con società giapponesi, ma in realtà Bilal Erdogan è complice fino al collo del terrorismo, ma fin quando suo padre resta in carica sarà immune da ogni inchiesta giudiziaria”. Tekin aggiunge che la compagnia marittima di Bilal che traffica il petrolio del SIIL, BMZ Ltd, è “un affare di famiglia e parenti stretti del presidente di Erdogan, di cui detengono le azioni, abusa di fondi pubblici e prende prestiti illeciti da banche turche”. Oltre al redditizio contrabbando di petrolio di Bilal per il SIIL, Sumeyye Erdogan, altra figlia del presidente turco, gestisce un ospedale da campo segreto in Turchia appena oltre il confine con la Siria, dove i camion dell’esercito turco ogni giorno trasportano decine di jihadisti feriti del SIIL, e ne inviano altri per la sanguinosa jihad in Siria, secondo la testimonianza di un’infermiera reclutata per lavorarvi fin quando non fu scoperto che è un’alawita, come il presidente siriano Bashar al-Assad, che Erdogan è deciso a rovesciare. Il cittadino turco Ramazan Basol, catturato questo mese dalle Unità di Difesa del Popolo curdo, YPG, mentre cercava di unirsi al SIIL dalla provincia di Konya, ha detto ai suoi carcerieri che fu inviato presso il SIIL dalla setta di Ismail Aga, una setta rigorista islamica turca che afferma di essere legata a Recep Erdogan. Secondo Basol la setta recluta membri e fornisce supporto logistico all’organizzazione islamista, aggiungendo che la setta addestra i jihadisti a Konya e li invia alle bande del SIIL in Siria.
erdogan-bagdaddiSecondo l’analista geopolitico francese Thierry Meyssan, Recep Erdogan “ha organizzato il saccheggio della Siria, smantellato le fabbriche di Aleppo, capitale economica, e rubato i macchinari. Inoltre, ha organizzato il furto dei tesori archeologici e creato un mercato internazionale ad Antiochia… con l’aiuto del generale Benoit Puga, Capo di Stato Maggiore francese, ha organizzato un’operazione false flag per provocare la guerra con l’Alleanza Atlantica, il bombardamento chimico di Ghuta a Damasco, nell’agosto 2013“. Meyssan sostiene che la strategia in Siria di Erdogan fu inizialmente segretamente coordinata con l’ex-ministro degli Esteri francese Alain Juppé e il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu, nel 2011, dopo che Juppé convinse un titubante Erdogan all’idea di sostenere l’attacco al tradizionale alleato turco, la Siria, in cambio della promessa del sostegno francese all’adesione della Turchia all’Unione europea. La Francia poi si ritirò lasciando Erdogan continuare il bagno di sangue siriano, soprattutto per mano del SIIL. Il generale John R. Allen, nemico della strategia di pace con l’Iran di Obama, ora inviato diplomatico degli USA per coordinare la coalizione contro lo Stato islamico, ha violato il suo mandato incontrando Erdogan “promettendogli di creare una “no-fly zone” di 150 km in territorio siriano, lungo il confine con la Turchia, presumibilmente per permettere ai rifugiati siriani di fuggire dal loro governo, ma in realtà per applicare il “piano di Juppé-Wright”. Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha rivelato il sostegno degli USA al piano sul canale televisivo A Haber, facendo bombardare il PKK”, aggiunge Meyssan.
Non ci sono mai vincitori in guerra e la guerra di Erdogan contro Assad in Siria lo dimostra. La Turchia e il mondo meritano di meglio. La famosa politica estera “zero problemi con i vicini” di Ahmet Davutoglu ha creato enormi problemi a tutti i vicini a causa delle velleità di Erdogan e della sua banda.

ErdoganF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, slaureato in Scienze Politiche all’Università di Princeton è autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Quali lezioni da trarre dalle esplosioni in Texas e Giappone?

Avic – Reseau International, 24 agosto 20152015-08-14-Chem-plant-explosion-in-Texas-10Per ora, queste sono solo ipotesi, ma ammettono che la serie di esplosioni non è dovuta al caso. Coincidenze da un po’ di tempo, ma si arriva al punto in cui si dice: il troppo è troppo, soprattutto per le ultime quattro esplosioni che danno l’impressione del ping pong, suggerendo una finale tra cinesi e statunitensi, dati i quattro siti.
• 12 agosto: doppia esplosione in un impianto chimico a Tianjin, Cina: Stati Uniti 1 – Cina 0
• 15 agosto, tre giorni dopo un’esplosione in un impianto chimico in Texas: Stati Uniti 1 – Cina 1
• 22 agosto, esplosione in un impianto chimico nel Shandong: Stati Uniti 2 – Cina 1
• 23 agosto, il giorno dopo diverse forti esplosioni nella base statunitense nella prefettura di Kanagawa, Giappone: Stati Uniti 2 – Cina 2
Chiuso il gioco, la prima osservazione è la velocità della risposta cinese s’è accelerata; da tre giorni si è arrivati a uno. Una così pronta risposta significa che non ci sono stati lunghi preparativi per tali operazioni. Ciò richiede l’attuazione delle risposte sul posto, o più probabilmente l’uso di nuove tecnologie, a distanza, come una testata che non verrebbe rilevata da alcun sistema ultra-sofisticato statunitense. Potrebbe anche essere che l’attacco sia stato condotto da satelliti. Questo ovviamente non ce lo diranno i signori del Pentagono, ma hanno ricevuto il messaggio. Ciò porta a una seconda osservazione. Finora ci siamo abituati a vedere gli Stati Uniti fare quello che volevano in qualsiasi parte del mondo. A quanto pare anche i cinesi possono, anche presso gli stessi statunitensi, potenza militare mondiale, se tale termine ha ancora senso. Buone notizie per gli USA, non sono più su un continente isolato. Finora gli Stati Uniti sono stati un attore importante nel mondo, ma solo recitante. Ora saranno una spalla, e cambierà tutto. La terza osservazione è che abbiamo appena assistito, con le ultime esplosioni in Giappone, a un’escalation e sorta d’inasprimento. Non solo gli impianti chimici vengono colpiti, ma anche le basi militari. Finché sono i civili ad essere scossi o dei beni ad essere distrutti, è ancora possibile chiudere un occhio e nascondersi sotto delle eufemisticamente “ostilità” sempre reversibili e diplomaticamente regolabili. Ma quando l’esercito comincia ad essere colpito, non c’è più lo scambio di convenevoli, si avanza verso la guerra. Ultima osservazione, infine Cina (e Russia) chiaramente non cerca la guerra, al contrario. Le risposte di questi due Paesi sono sempre misurate e strettamente corrispondenti agli attacchi subiti. Ogni risposta ha lo scopo di scoraggiare e avvertire coloro che si credono invulnerabili perché hanno mezzi che credono inarrestabili. Dimostrare al nemico l’obsolescenza dei suoi mezzi è proprio il modo migliore per attenuarne la bellicosità. Sembra che ciò fu svolto fa Russia e Cina nell’agosto-settembre 2013, quando il primo Tomahawks statunitense per la Siria precipitò nel Mediterraneo orientale. Questi messaggi che russi e cinesi inviano agli Stati Uniti sono riassunti così: “quando la smetterete?

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L’esplosione nella base USA di Kanagawa

La Cina mostrerà armamenti mai visti nella Parata per la fine della Seconda Guerra Mondiale
Sputnik 23/08/2015

1026067262La Forza strategica missilistica della Cina, la Forza della Seconda Artiglieria (SAC) esporrà sette nuovi missili nella parata militare del 3 settembre. Organizzati in sei formazioni, gli armamenti includono missili a lungo raggio, medio raggio e corto raggio, così come missili convenzionali e nucleari, secondo una fonte militare di Xinhua. “Il nostro armamento missilistico ha visto grandi progressi, in termini di gittata, metodi d’attacco, precisione e mobilità“, ha detto la fonte. Sfileranno 12000 soldati, 500 mezzi e 200 aerei, ha detto Qu Rui, vicedirettore dell’Ufficio del team leader della Parata e Vicecapo del Dipartimento Operazioni del Comando Generale dello Stato Maggiore. Presumibilmente, l’84 per cento degli armamenti che sfileranno nella parata militare non è mai stato visto in pubblico prima. Per celebrare il 70° anniversario della vittoria della guerra di resistenza del popolo cinese contro l’aggressione giapponese e della guerra mondiale antifascista, 50 formazioni sfileranno su piazza Tiananmen, tra cui 11 formazioni in marcia, due formazioni di veicoli veterani, 27 formazioni di armamenti e 10 aeree. La dimostrazione dei nuovi sistemi d’arma è una pratica internazionale delle parate militari. “La sfilata ha lo scopo di ricordare la storia, custodire la memoria dei nostri soldati rivoluzionari caduti, sostenere la pace e inaugurare il futuro, senza prendere di mira altri Paesi“, ha detto Qu.

1026067041Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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