L’attentato di al-Qaida uccide più di 150 tra bambini e donne, a chi importa?

Moon of Alabama 16 aprile 2017

Tra chi ci protegge dagli attacchi delle milizie di Assad ci sono anche i combattenti di Al Nusra, la brigata jihadista…A me non interessa la loro politica: quello che posso dire con certezza è che a livello umanitario sono i numeri uno”.
Fonte: Voci dal Suq

L’opera di bene degli “umanitari numeri uno”.

Max Abrahms @MaxAbrahms – 2:07 PM – 16 aprile 2017
Dopo aver letto decine di storie sul massacro di sciiti in Siria sono giunto alla conclusione che non ci siano colpevoli.

The War Nerd @TheWarNerd – 11:53 – 16 aprile 2017
Troviamo che “almeno 112” rifugiati sciiti sono stati uccisi. Da chi? Oh, è un vero e proprio giallo secondo la Reuters

Due piccole cittadine nel nord del governatorato d’Idlib occupato dai “ribelli”, Fuah e Qafraya, sono assediate dai “ribelli” da oltre due anni. Le forze filo-governative locali le difendono. Gli abitanti sono sciiti e sono visti dai settari “ribelli” sunniti quali infedeli degni solo di morire. Le città sono rifornite dagli elicotteri governativi. Nel frattempo due città occupate dai “ribelli”, vicino a Damasco, Zabadani e Madaya, sono accerchiate dalle forze governative, scarsamente rifornite dai convogli di Nazioni Unite e Croce Rossa. Negli anni vi sono state vendette collegate al destino delle quattro città. In totale circa 20-30000 persone ne sono interessate. Era necessario un accordo di ampio respiro per risolvere una situazione insostenibile. A dicembre un accordo permise lo scambio di civili feriti. Quando autobus portavano via anziani e feriti dalle due città del nord, furono bruciati dai gruppi ribelli. Nuovi autobus furono inviati, ma alla fine lo scambio avvenne. La scorsa settimana un nuovo accordo fu raggiunto sul completo scambio di popolazione delle città. Tutti gli abitanti della città del nord dovevano essere portati nelle aree governative. Tutti gli abitanti delle città del sud nelle aree occupate dai “ribelli”. L’Iran parlava per il governo siriano, e il Qatar protettore dei “ribelli” radicali, negoziava l’accordo. Ci sono molte altre questioni sulla trattativa tra cui gli ostaggi del Qatar detenuti da gruppi sciiti in Iraq, grandi tangenti del Qatar ai gruppi (al-Qaida) e altri aspetti nascosti. I gruppi “ribelli” ad Idilb o allineati con al-Qaida in Siria o con Ahrar al-Sham sponsorizzato dal Qatar. Ahrar al-Sahm è il gruppo responsabile dello scambio della popolazione. Parti di al-Qaida sono pubblicamente in disaccordo.
Ieri circa 5000 abitanti delle città del nord, soprattutto donne e bambini, venivano trasportati dal convoglio di autobus ad Aleppo, ma furono fermati mentre erano ancora nella zona controllata dai “ribelli”. Gli abitanti della città meridionale erano stati portati ad Aleppo e sorvegliati dal governo. Alcuni ulteriori negoziati su un problema minore erano in corso. I civili nei loro autobus, per lo più anziani, donne e bambini, erano sorvegliati dai “ribelli” di Ahrar al Sham. Erano affamati. Qualcuno comparì a distribuire patatine. Quando i bambini vi si affollarono attorno, un’auto blu giunse e si ebbe la grande esplosione. Quattro autobus pieni di gente e numerose auto furono completamente distrutti.

Lo scimmione trump e le vacche che ha per moglie e figlie, non avranno nulla da dire.

127 del civili, a soli uno o due km dalla zona di sicurezza del governo, furono uccisi dall’attacco suicidio, tra cui 95 bambini. Molti di più furono feriti. Un numero imprecisato di “ribelli” di Ahrar al-Sham fu ucciso. Non v’è alcun serio disaccordo su ciò che è successo. E’ ovvio che l’attacco suicida è stato commesso da al-Qaida in Siria. Nessun elemento governativo avrebbe potuto attraversare il territorio occupato dai terroristi. Le forze governative non hanno mai effettuato attacchi suicidi, mentre al-Qaida e Ahrar al-Sham ne hanno commessi centinaia. Questo era un attacco suicida dei “ribelli”, probabilmente al-Qaida, contro i profughi filo-governativi. Ma BBC, CNN e altri media occidentali non lo diranno. La CNN ha definito il massacro “incidente di percorso“. Il primo articolo da Washington era illustrato con una scena bucolica di “sciiti” in un campo. Gli articoli nascondono al lettore medio gli autori della strage. Non dicono chi fossero i probabili colpevoli e alcuni insinuano, contro ogni logica, che sia il governo. L’ultimo articolo della BBC sul massacro è uno dei peggiori di tale propaganda. Si supponga per un momento di non aver letto quanto sopra, solo il seguente:
Siria: ‘Almeno 68 bambini tra i 126 uccisi’ nell’attentato ai bus
Almeno 68 bambini sono tra le 126 persone uccise nell’attentato agli autobus che trasportavano gli evacuati dalle città assediate, dicono gli attivisti. Un veicolo imbottito di esplosivo ha colpito il convoglio nei pressi di Aleppo”.
L’80% dei lettori leggerà solo il titolo e forse le prime righe. Chi li ha uccisi? Chi ha effettivamente letto saprà che alcune vittime erano sciiti e che “gli evacuati dalle città governative sono stati uccisi insieme a operatori umanitari e soldati ribelli“. (Da quando i predoni tagliagole di Ahrar sono “soldati”? Come lo era questo tizio? Anche lui un “soldato”). La storia della BBC continua ad insinuare che il governo l’ha fatto perché i “ribelli” non lo farebbero: “E’ successo quando un veicolo carico di cibo è arrivato ed ha iniziato a distribuire patatine, attirando molti bambini prima di esplodere, dice la corrispondente della BBC Lina Sinjab. Ha detto che non era chiaro come il veicolo potesse raggiungere la zona senza il permesso del governo. Ma non c’è neanche alcuna prova che i ribelli siano coinvolti nell’attacco, come il governo sostiene. Non sarebbe nell’interesse dei ribelli, secondo la nostro corrispondente, mentre attendevano che i propri sostenitori venissero evacuati dalle altre città”. Ho letto un sacco di propaganda anti-siriana, ma mai roba così ignobile. “Non era chiaro come il veicolo avrebbe potuto raggiungere la zona senza il permesso del governo.” Bene, un veicolo da quella zona potrebbe arrivare alla sede della BBC a Londra, esplodere e uccidere molte persone senza il “permesso del governo siriano”. (Forse dovrebbe. Solo a scopo dimostrativo). E il territorio occupato dai “ribelli” ha le frontiere aperte con la Turchia da cui vengono riforniti. Qualsiasi gruppo “ribelle” che ha commesso attentati suicidi negli ultimi anni vi ha libero accesso. La corrispondente della BBC e i suoi editori lo sanno bene. Sanno anche che “i ribelli” non sono uniti e che hanno interessi divergenti. E’ del tutto chiaro chi ha commesso tale massacro. Ma la BBC insinua che “il governo l’ha fatto”. Vi sono sono morte più persone che nell’incidente chimico di Qan Shayqun, che ha ucciso alcune persone in una zona occupata dai terroristi. L’incidente fu probabilmente un attacco false flag inscenato dai “ribelli” senza alcun coinvolgimento del governo. Un rapporto a Trump del NSC mentiva su prove che il governo siriano fosse colpevole di tale incidente e gli Stati Uniti bombardarono uno degli aeroporti siriani. 95 bambini sono stati bruciati e maciullati dall’attacco suicida e non saranno onorati quali “bellissimi bambini”, come Trump definì due bambini biondi in una foto di Qan Shayqun. I bambini uccisi ieri erano sfollati “pro-regime” (secondo la CNN) e non meritano tale onore. Le vittime della strage di ieri avranno assai meno seguito mediatico delle quattro vittime realmente documentate dell’incidente di Qan Shayqun. Quel che riceveranno sarà vilipendio di cadavere, con la BBC che offende il popolo siriano che sostiene il proprio governo. Damasco ha deciso che l’accordo e l’evacuazione continuino, nonostante il massacro. Le due città di Idlib sono indifendibili contro un ampio attacco. Alcuna grande operazione del governo su Idlib può avvenire mentre sono tenute in ostaggio.
Eliah J. Magnier indica ulteriori dettagli sull’accordo di scambio delle “4 città”. Ne ha twittato i passi principali: “Elijah J. Magnier @EjmAlrai
L'”accordo della quattro città” comprende ostaggi del Qatar, denaro, prigionieri di guerra, prigionieri e corpi.
Si è conclusa la prima fase (evacuare i civili di età inferiore ai 15 anni).
Il secondo passaggio evacuerà tutti i terroristi.
Il terzo sarà lo scambio di prigionieri e cadaveri detenuti da Damasco, Hezbollah e al-Qaida.
Il quarto sarà la liberazione degli ostaggi del Qatar detenuti in Iraq (non ancora rilasciati) e il pagamento di un riscatto ad al-Qaida”.

Mentana, goracci, formigli, santoro, paccoquotidaino e raiberlusky24orediballe, e altri fantocci di regime, non diranno mai che l’attentato è opera dei ‘ribbbelli moderati’, e cercheranno di attribuirlo all’Esercito arabo siriaino, come da velina della CIA e della sua sciacquetta, il contessino gentiglione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’oro dei BRICS spinge lo Stato profondo degli USA alla disperazione

Covert Geopolitics 13 aprile 2017Sembra che il vero motivo per cui Trump ha capitolato allo Stato Profondo così in fretta è la decisione della leadership dei BRICS d’avviare il dumping del dollaro nel mutuo commercio e nella cooperazione economica tra i Paesi BRICS. Questa misura mette in serio pericolo l’ambiziosa promessa elettorale di Donald Trump di “rendere l’America ancora grande” con la ripresa economica e l’aggiornamento militare, mentre l’Alleanza BRICS inizia a chiedere al governo degli Stati Uniti di pagarne le risorse solo in valute concrete, le loro. Recentemente, Russia e Cina acceleravano la creazione di centri di cambio reciproci a Mosca e Pechino.
La Cina apre a Mosca una Banca di cambio per le transazioni in yuan
La creazione del centro di cambio permette ai due Paesi d’aumentare ulteriormente il commercio e gli investimenti bilaterali riducendo la dipendenza dal dollaro USA, creando un pool di liquidità in yuan in Russia e consentendo alle operazioni finanziarie e commerciali di agire senza problemi. Espandendo l’uso delle monete nazionali nelle transazioni, si potrebbe anche ridurre la volatilità dei tassi di cambio di yuan e rublo. Il centro di cambio è uno delle misure che Banca popolare cinese e Banca centrale russa guardano per approfondire la loro cooperazione”. (Sputnik)
Questo altamente coordinato rigetto del dollaro fu inaugurato 10 anni fa, nel 2007, dando il tempo sufficiente agli occidentali di adeguarsi alla nuova realtà, in cui l’Oriente non può restare a guardare mentre la controparte continua la propria politica estera regressiva, ricorrendo a una massiccia dimostrazione di forza culturale volta a correggere le false affermazioni tecnologiche occidentali, durante le Olimpiadi di Pechino dell’anno dopo. Tra l’altro, ciò che doveva essere un passaggio graduale dalla valute fiat a quelle basate sull’oro provocò il crollo finanziario occidentale del 2008, con massicce dimissioni di dirigenti bancari nel 2012 (qui), Libor e altre interessanti indagini sull’aggiotaggio e, infine, le inedite dimissioni di Papa Benedetto XVI nel 2013. Considerando la vastità delle economie BRICS, la decisione di scacciare il dollaro dovrebbe mettere la mafia khazara dove dovrebbe stare, nella pattumiera dell’irrilevanza.
Il bene dell’oro: perché Russia e Cina sono occupate ad acquistarlo
“Gli osservatori del mercato ritengono che le quantità di oro nei caveau delle banche centrali della Cina sono politicamente ampiamente sottostimate per non allarmare troppo Washington e Londra”, osservava Engdahl…“Le valute di Russia, Cina e altri Paesi eurasiatici diventano ‘buone come l’oro’, secondo il termine applicato al dollaro USA circa sei decenni fa. Il fatto che la Russia abbia anche un rapporto estremamente basso debito-PIL del circa 18% rispetto al 103% degli Stati Uniti, al 94% dei Paesi dell’eurozona e all’oltre 200% per il Giappone; dato di fatto che le agenzie di rating occidentali, impegnate nella guerra finanziaria del Tesoro degli Stati Uniti contro la Federazione russa, comodamente ignorano”, conclude Engdahl, sottolineando che la Russia è attualmente più sana dei Paesi occidentali sviluppati. (Sputnik)
L’invidiabile cooperazione Cina-Russia si estende ad agricoltura, commercio e finanza, militari ed energia. Il primo progetto energetico da 400 miliardi tra Cina e Russia ha reso irrilevanti tutti i meccanismi di controllo e le sanzioni economiche occidentali (qui).
Quindi, non sorprende che Vlad abbia coraggiosamente proclamato di scaricare il dollaro nel 2015. Al contrario, l’oligarchia occidentale, con la sua decadente influenza globale, deve sopravvivere con una ricchezza immaginaria esistente solo come bit per computer e bigliettoni di fantasia, massimizzando l’uso della potenza di fuoco militare, come avviene ora in Siria, Yemen, Afghanistan e Africa centrale, per sostenersi. Nello Yemen, mentre la Casa dei Saud collaborerebbe con il piano dei khazari d’indebolire l’influenza iraniana, re Salman è anche occupato a diversificare il portafoglio del suo regno, investendo nei Paesi dell’Asia orientale, con pochi acquirenti. Questo è un disperato seguito della riuscita “opzione sansone” del massiccio aumento della produzione di petrolio per far cadere la concorrenza di Russia, Iran, Venezuela e Stati Uniti, più di un anno fa. Ciò significa che la Casa dei Saud è pronta a passare dall’altra parte in qualsiasi momento. Ma la Russia, come la Cina, può dare ai sauditi un impegno calcolato più o meno similmente a quello con la Turchia. Dopo tutto, la Russia s’è già assicurata la sopravvivenza economica nell’alleanza BRICS e il maggiore impegno con i vicini orientali, soprattutto la comunità dell’ASEAN. Questa mossa tanto attesa del commercio esclusivamente in valute sovrane ha lo scopo di prendere per la gola il pericoloso serpente della controparte, ponendo fine a tutte le sue guerre di aggressione e all’esproprio di tutte le risorse del pianeta. Ciò cozza con i desideri del Lato Oscuro dell’umanità di eliminare se stessa. Tutte le guerre devono continuare, signor Trump. Ricordiamo che l’allontanamento dall’economia reale è opera dell’occidente, concepito per imporre l’indipendenza economica occidentale dalle risorse dell’Asia, dopo aver depredato una quantità considerevole di ricchezza sovrana all’Asia durante l’era di John F. Kennedy.
Da quando il presidente degli Stati Uniti Nixon abrogò unilateralmente il Trattato di Bretton Woods nel 1971, il dollaro USA non si basa più sull’oro; tuttavia, l’oro rimane la riserva di valore con cui la carta moneta non può competere. “In tempi di crisi finanziaria mondiale come nel 1930, l’oro è preferito dalle banche centrali e dai cittadini comuni come riserva di valore quando la carta moneta perde valore. Ci stiamo avvicinando a un altro di quei momenti in cui la carta del debito accumulata dal sistema del dollaro degrada il valore dei dollari di carta. Ciò che è molto significativo sotto tale luce è vedere come le banche centrali comprino tutto l’oro che possono”, afferma il ricercatore, autore e consulente di rischio strategico F. William Engdahl nel suo articolo per New Esatern Outlook. Qualsiasi tentativo delle economie controllate dagli Stati Uniti di ritornare alle proprie valute sovrane attraverso il rimpatrio oro dalla Federal Reserve, viene colpito da sicari economici, assassini veri e propri e rivoluzioni colorate. C’è la crescente preoccupazione che la Federal Reserve, che rifiuta i controlli dal 1953, in realtà non abbia lingotti d’oro sovrani in suo possesso. Anche l’occidente, che ha rinnegato il solenne patto concordato tra le parti più di cento anni fa, secondo cui quest’ultimo utilizzerà la competenza tecnologica per il progresso collettivo dell’umanità con le risorse minerarie e umane dell’Oriente. Hanno esagerato con la loro carta. Invece di usare le innovazioni tecnologiche per il bene di tutti, s’impegnano continuamente in conflitti regionali esteri che le loro agenzie istigano anni prima. L’uso continuato della potenza di fuoco militare degli Stati Uniti ha anche lo scopo di distruggere la propria reputazione nel mondo, mentre allo stesso tempo aggiungono la forza finanziaria al complesso militare industriale di proprietà degli stessi vampiri di sempre, senza eccezione. L’America protestante va distrutta, anche insieme agli altri governi rinnegati, a tutti i costi, per la gloria del vampiro del Vaticano e della piramide dei cartelli khazari. Il rivestimento d’argento di tutto ciò sono le persone che ora hanno dati sufficienti per valutare da sé quale sistema sia meglio, quali altri concetti geoeconomici vanno adottati e quale fazione geopolitica probabilmente risponderà a loro desideri ed aspirazioni. Non che l’intesa multimediale non faccia di tutto per sovvertire il Grande Risveglio.
Il gigante Google ha messo a punto una nuova funzionalità che possa presumibilmente discernere notizie false dai fatti… il dr. Robert Epstein dall’American Institute for Behavioral Research and Technology su questa funzione e le implicazioni pericolose delle imprese dal potere di definire la realtà. Epstein ha spiegato che Google da tempo sperimenta diversi modi con cui è possibile manipolare i risultati delle ricerche, anche prima che il concetto di notizie false divenisse popolare nell’ultima elezione”. (Sputnik) Si può sempre provare, ma il gatto è già fuori dal sacco. Ma chi sa se possa ancora avere successo, considerando la quantità di attenzione che la teoria della terra piatta ottiene. Sì, i media mainstream hanno svoltato di 180 gradi sulla loro stupida storia sul complottismo, ad esempio, “Nuova rivendicazione della sinistra: gli attacchi di Trump e Putin orchestrati in Siria sono una distrazione”… più o meno allo stesso modo con cui la macchina finanziaria occidentale ha fatto un’inversione a U dal proprio frutto noto popolarmente come capitalismo. Nell’ultimo vertice di Davos, non meno che il Presidente cinese Xi Jinping ha fatto ciò che equivale a un discorso della vittoria professando le virtù del capitalismo, mente l’occidente muove verso un socialismo pilotato dai progetti della “società senza contanti” e dal reddito di base universale (UBI), mentre la Cina continua a rimuovere i resti della politica protezionistica. In breve, la Cina di oggi è molto più capitalista dell’occidente, notano gli esperti finanziari. Ciò significa che l’oligarchia occidentale è stata sconfitta nel suo stesso gioco, ma deve rimanere al potere con l’uso della ricchezza privata immaginaria di cui i suoi cittadini non sanno nulla, almeno la maggioranza. Il passaggio alle monete immaginarie digitalizzate si presta perfettamente alla dittatura prevista applicando tecnologie invasive che, tra l’altro, la Cina contribuisce a realizzare.
All Systems Go: la Cina punta di diamante della nuova AI dal chip che simula il cervello umano
I ricercatori cinesi sviluppano un avanzato processore per l’intelligenza artificiale che dovrebbe aiutare la Cina a lanciarsi nel mercato globale dei chip; 1,4 milioni di dollari sono già stati stanziati a tale scopo dall’Accademia delle Scienze cinese, secondo Xinhua… Il nuovo processore IA prende il nome dal periodo geologico del Cambriano, che vide la vita sulla Terra divenire infinitamente più diversificata e sofisticata. Ciò a causa dell’enorme aiuto nella simulazione del funzionamento delle cellule nervose umane. Xinhua citava l’Accademia delle Scienze cinese secondo cui il chip Cambriano “sarà il primo processore al mondo a simulare le cellule nervose umane e le sinapsi per avere un apprendimento profondo”. (Sputnik) Ci sono molti modi con cui i cinesi potrebbero usare questa funzione. Oltre ai guadagni finanziari che otterrebbero vendendolo all’occidente che da troppo tempo vuole transumanizzare la propria popolazione, a un prezzo competitivo, si può anche usare per migliorare realmente le capacità fisica e mentale del popolo cinese ottenendo un notevole vantaggio sulle controparti occidentali. Nessuno dovrebbe sottovalutare le reali intenzioni dei veri maestri dell’arte della guerra. Per estensione, naturalmente, la Cina potrebbe anche avere la possibilità di un controllo più efficace sul comportamento di 1387 milioni di cinesi. (Addio democrazia, ciao tecnocrazia)
Ciò che è lampante è che mentre l’occidente volutamente deprime i propri cittadini, la Cina e il resto dell’Asia no. Secondo un esame PISA condotto in tutto il mondo nel 2015 su 540000 studenti, gli Stati Uniti hanno visto un calo di 11 punti nel punteggio medio in matematica (scesi da 28.mi a 35.mi), pur rimanendo relativamente piatti nella letteratura e nelle scienze. Quale Paese è in cima? Singapore, seguito da Hong Kong, Macao, Taiwan, Giappone, Cina, Corea, Svizzera, Estonia e Canada, completando i primi 10 posti in matematica (qui). Oltre a questi fatti, sull’alfabetizzazione globale, i BRICS hanno aumentato gli investimenti nella ricerca, “I Paesi BRICS Cina, India e Brasile rappresentano gran parte del drammatico aumento degli investimenti nella ricerca scientifica e delle pubblicazioni scientifiche. Dal 2002, la spesa globale per la ricerca scientifica è aumentata del 45 per cento, con più di 1000 miliardi di dollari. Dal 2002 al 2007, Cina, India e Brasile hanno più che raddoppiato la spesa per la ricerca scientifica, aumentando la quota collettiva di spesa nella ricerca globale dal 17 al 24 per cento. La pianificazione dello sviluppo della Cina ha preso di mira un certo numero di campi scientifici ed industrie connesse, come energia pulita, trasporto verde e terre rare. Dal 1999, la spesa della Cina per la ricerca scientifica è cresciuta del 20 per cento ogni anno fino a più di 100 miliardi di dollari. Entro il 2020, la Cina prevede di investire il 2,5 per cento del PIL nella ricerca scientifica…” e questo 10 anni fa.
Ciò dovrebbe sfatare l’idea che la Cina faccia parte del detto “problema-reazione-soluzione” praticato dai governanti occidentali. Allo stesso modo, il programma economico “One Road One Belt” guidato dalla Cina non ha lo scopo di realizzare e ampliare le proprie ambizioni imperiali, ma fornire una via alternativa all’umanità, dove tutti traggano vantaggio dai nostri lavori collettivi, risultati scientifici e risorse planetarie. La politica cinese ‘Fascia e Via’ è aperta a tutti i popoli.
Alla fine, saranno le nostre intenzione collettiva e forza di volontà che in ultima analisi decideranno dove questo pianeta vada realmente. E tocca solo a noi decidere se agire insieme o affermare la sovranità dell’individuo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Trump: geopolitica del fallimento

Alessandro Lattanzio, 13 aprile 2017Mentre il 12 aprile il comandante dell’USS Ross, Russell Caldwell, che aveva supervisionato l’attacco missilistico dell’US Navy contro la base aerea siriana di al-Shayrat, dopo solo 18 mesi di comando della nave veniva “promosso” a supervisionare la stesura di manuali sulla guerra di superficie a San Diego, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dichiarava che la sua amministrazione non designa più la Cina come manipolatore di valuta e si lamentava di come il dollaro USA sia troppo forte, rimangiandosi le dichiarazioni fatte in campagna elettorale, quando accusò la Cina di manipolare la propria valuta per aumentare le esportazioni, “Credo che il nostro dollaro sia diventato troppo forte, e in parte questo è colpa mia perché la gente ha fiducia in me, ma è un male… alla fine“, aveva detto Trump; miracolo dovuto al lancio dell’agenzia di stampa dello Stato cinese Xinhua, che definiva l’attacco alla Siria l’azione di un politico debole che aveva bisogno di mostrare i muscoli. In sostanza, Xinhua aveva detto che Trump ordinò l’attacco per superare l’accusa di essere “filo-russo”. Xinhua menzionò gli attacchi missilistici statunitensi sulla Libia nel 1986 e l’Iraq nel 1998, e rimproverò gli Stati Uniti per non aver raggiunto i propri “obiettivi politici” in quei casi, “E’ la tipica tattica degli Stati Uniti inviare un forte messaggio politico attaccando altri Paesi utilizzando aerei militari avanzati e missili da crociera”. “Gli analisti cinesi, il cui consiglio è a volte ricercato dal governo su questioni di politica estera, erano sprezzanti sull’attacco, vedendovi un Paese potente attaccare una nazione che non poteva reagire”. L’analista cinese Shen Dingli affermava, “Se gli Stati Uniti s’infognano in Siria, come può Trump rendere ancora grande l’America? Di conseguenza, la Cina potrà avere un’ascesa pacifica. Anche se diciamo di opporci al bombardamento, nel profondo del cuore ne siamo felici”. Tra l’altro, anche lo stupido tentativo dell’amministrazione Trump di creare una frattura tra Mosca e Beijing non tiene nemmeno conto dei dati della realtà economica mondiale: “Per la prima volta in assoluto, le esportazioni di macchinari della Cina in Russia hanno superato quelle della Germania, secondo i dati del 2016 dell’Associazione dell’industria metalmeccanica tedesca (VDMA). La Cina inviò macchinari del valore di 4,9 miliardi di euro (5,2 miliardi di dollari) in Russia lo scorso anno, a fronte di ordini dalla Germania per un totale di 4,4 miliardi di euro. L’inversione di tendenza era prevista date le sanzioni economiche dell’UE nei confronti della Russia per il presunto ruolo nel conflitto ucraino e l’adesione della Crimea. “I fornitori cinesi sono chiaramente in vantaggio in questo momento”, aveva detto un comunicato della VDMA. “Non sono alle prese di alcuna sanzione e, quando necessario, provvedono proprie offerte di finanziamento per le consegne”.”
Negli ultimi 16 anni, mentre gli USA minacciavano Iran, Siria e Russia, la Cina ha continuato a rafforzasi alleandosi con la Russia e l’Iran. E l’amministrazione Trump, trascinando gli Stati Uniti nella guerra in Siria non farà altro che rafforzare questa dinamica. “Non c’è da stupirsi se dei cinesi siano “entusiasti” a tale prospettiva”. Inoltre, l’ultimo vertice USA-Cina è stato un fallimento, dato che i cinesi non hanno fatto concessioni agli USA, né sul piano geopolitico, né su quello commerciale. Infatti la Cina non solo non apre ulteriormente i propri mercati alle aziende statunitensi, ma gli imprenditori statunitensi, che si aspettavano anche che i cinesi annunciassero investimenti negli Stati Uniti, creando posti di lavoro e compensando lo squilibrio commerciale degli USA con la Cina, rimanevano a bocca asciutta. Xi Jinping non ha proposto nulla di ciò. E’ stata una debacle per Trump “giunto alla Casa Bianca spacciandosi da grande affarista. La sua idea sarebbe stata ‘ammorbidire’ l’avversario con minacce e spacconate, per strappargli concessioni, mentre puntava all”affare’ più vantaggioso per gli Stati Uniti. Tale approccio può funzionare nel mondo del commercio. Ma come i cinesi gli hanno dimostrato, e come i russi glielo dimostreranno, il mondo della diplomazia internazionale non funziona così”.
E difatti, la Casa Bianca di Trump insisteva su tale approccio pubblicando tre pagine e mezza di accuse contro i governi di Siria e Russia. Si tratta di mere pagine senza intestazione o note, senza data, classificazione o declassificazione, senza indicazione dell’agenzia responsabile e senza firme. Non si capisce chi l’abbia scritte. Se i media occidentali lo definiscono rapporto declassificato sull’attacco con armi chimiche, in realtà non è nulla del genere. Inizia con “Gli Stati Uniti ritengono che il governo siriano abbia effettuato un attacco chimico…” Gli Stati Uniti non sono “certi”, non “sanno”, non hanno “prove”, ma “ritengono” soltanto. Il documento afferma che “abbiamo intelligence elettronica e geospaziale”, per poi aggiungere che “non possiamo rilasciare pubblicamente tutta l’intelligence disponibile su tale attacco per la necessità di proteggere fonti e metodi”. Il testo comprende sette paragrafi di un presunto “Sommario delle valutazioni della comunità d’intelligence degli Stati Uniti”, seguiti da altri otto paragrafi che tentano di confutare le affermazioni russe e siriane. Solo fuffa politica. Infatti, per tracciare una “valutazione dei servizi segreti”, un National Intelligence Assessment per cui tutte le diciassette agenzie d’intelligence statunitensi devono essere ascoltate, sono necessarie tre settimane di tempo, e una valutazione completa richiede almeno due mesi. Tale documento è ufficiali e viene emesso dal direttore della National Intelligence. La valutazione diffusa dalla Casa Bianca invece non è nulla del genere, semmai è l’appunto di qualcuno del Consiglio di Sicurezza Nazionale. E tale appunto afferma “Riteniamo che Damasco abbia lanciato questo attacco chimico in risposta ad un’offensiva dell’opposizione nella provincia di Hama che minacciava un’infrastruttura chiave“. Ma tale offensiva era fallita due settimane prima, e l’Esercito arabo siriano aveva liberato le aree occupate da al-Qaida, le infrastrutture non furono mai minacciate ed oltre 2000 terroristi furono eliminati in quelle operazioni. L’attacco su Hama, pianificato e diretto dal capo di al-Qaida in Siria (Jabhat al-Nusra) al-Juliani, era già fallito giorni prima dell’incidente chimico di Qan Shayqun, città tra l’altro lontana dal fronte. Il documento della Casa Bianca infatti si basa su “segnalazioni open source” che “indicano” qualcosa. Ciò significa che la Casa Bianca basa le proprie accuse su foto e video diffusi dalla propaganda collegata ad al-Qaida, i cui agenti sono gli unici che possono agire a Qan Shayqun, occupata dal liwa al-Aqsa, gruppo terroristico collegato ad al-Qaida e Stato islamico. In tali video appare il cosiddetto “Dr. Shajul Islam”, medico radiato nel Regno Unito ed incriminato per il sequestro di due giornalisti occidentali in Siria, tra cui James Foley, decapitato dallo Stato islamico. Tale “valutazione d’intelligence” definisce ufficialmente al-Qaida “opposizione siriana”. Va ricordato che il generale neocon David Petraeus invocò un’alleanza tra Stati Uniti e al-Qaida nel 2015, e il consigliere della sicurezza nazionale di Trump, generale McMaster, è un protetto di Petraeus, di cui era il braccio destro in Iraq. Il passo successivo di tale strategia sarebbe l’alleanza dichiarata degli Stati Uniti con lo Stato islamico. L’editorialista del New York Times Thomas Friedman già lo sostiene: “Potremmo semplicemente far marcia indietro nella lotta allo SIIL in Siria e farne solo un problema per Iran, Russia, Hezbollah e Assad. Dopo tutto, loro sono sovraestesi in Siria, non noi. Farli combattere una guerra su due fronti, i ribelli moderati da un lato e SIIL dall’altro. Se sconfiggiamo lo SIIL in Siria ora, ridurremo solo la pressione su Assad, Iran, Russia ed Hezbollah, e gli consentiremo di dedicare tutte le risorse a schiacciare gli ultimi ribelli moderati ad Idlib, per non condividere il potere con loro. In Siria, Trump dovrebbe lasciare che lo SIIL sia una preoccupazione per Assad, Iran, Hezbollah e Russia, e l’incoraggi come si fece con i mujahidin che colpirono la Russia in Afghanistan”. I “ribelli moderati a Idlib” non esistono, ci sono solo al-Qaida e Ahrar al-Sham, che s’ispirano ai taliban.

Il professore emerito del MIT Theodor Postol, ex-consigliere scientifico dell’US Navy ed esperto di missili, analizzando le “prove” della Casa Bianca, affermava in una lettera, “Caro Larry, rispondo alla tua richiesta su ciò che ho capito della dichiarazione della Casa Bianca che sostiene la scoperta dell’intelligence sull’attacco con gas nervino del 4 aprile 2017 a Qan Shayqun, in Siria. La mia comprensione dalla nota è che sia una sintesi d’intelligence della Casa Bianca resa pubblica l’11 aprile 2017. Ho rivisto il documento con attenzione, e credo che si possa dimostrare, senza ombra di dubbio, che non fornisce la benché minima prova che il governo degli Stati Uniti abbia prove concrete che il governo della Siria sia responsabile dell’attacco chimico a Qan Shayqun, Siria, tra le 6 e le 7 del mattino del 4 aprile 2017. In realtà, elemento principale di prova citato nei punti del documento è che l’attacco fu eseguito da individui a terra, non da un aereo, la mattina del 4 aprile. Tale conclusione si basa su un presupposto della Casa Bianca quando cita il punto di lancio del Sarin e le relative fotografie. La mia valutazione è che il sito molto probabilmente sia stato manomesso o fabbricato, in modo che alcuna conclusione seria possa trarsi dalle fotografie citate dalla Casa Bianca. Tuttavia, se si assume, come fa la Casa Bianca, che il sito di rilascio del Sarin sia questa posizione e che non sia stata manomessa, la conclusione più plausibile è che il Sarin fuoriuscì da un dispositivo di dispersione improvvisato fabbricato con un segmento di razzo da 122 millimetri riempito con sarin e chiuso su entrambi i lati. Gli unici fatti indiscutibili riportati nel rapporto della Casa Bianca è l’affermazione che l’attacco chimico con agente nervino si è verificato a Qan Shayqn, Siria, quella mattina. Anche se la dichiarazione ripete ciò in molti passaggi della relazione, il rapporto non contiene assolutamente alcuna prova che questo attacco sia dovuto a munizione aviolanciata. In realtà, il rapporto non contiene assolutamente alcuna prova che possa indicare chi sia l’autore di tale atrocità. Il rapporto ripete invece le osservazioni degli effetti fisici subiti dalle vittime che, con pochi dubbi, indicano avvelenamento da gas nervino. L’unica fonte del documento che cita una prova del fatto che l’attacco sia opera del governo siriano è il cratere che si afferma di aver individuato su una strada a nord di Qan Shayqun. Ho individuato tale cratere utilizzando Google Earth e non c’è assolutamente alcuna prova che sia opera di una munizione progettata per disperdere Sarin dopo esser stata sganciata da un aereo… I dati citati dalla Casa Bianca sono più coerenti con la possibilità che la munizione sia stata usata a terra piuttosto che da un aereo. Questa conclusione presuppone che il cratere non sia stato manomesso prima di essere fotografato. Tuttavia, facendo riferimento alla munizione per il cratere, la Casa Bianca indica che esso sia la fonte errata usata per concludere che la munizione sia stata sganciata da un aereo siriano”.
Il documento della Casa Bianca, quindi, sosteneva che l’intelligence degli Stati Uniti avesse le prove dell’uso di gas Sarin da parte dell’Aeronautica militare siriana. Ma inizialmente gli analisti statunitensi affermarono di non poter tracciare la presenza eventuale di aerei da guerra sulla sito del sospetto attacco chimico, ma poi, secondo una fonte interna, affermarono che un drone avrebbe sganciato la bomba. Gli analisti cercarono d’identificare tale drone, arrivando a credere che provenisse dalla Giordania, da una base delle forze speciali saudita-israeliana che supporta i terroristi in Siria. Secondo una fonte dell’intelligence statunitense, tale azione aveva lo scopo di creare un incidente che facesse cambiare rotta all’amministrazione Trump, che a fine marzo annunciava di non voler più rimuovere il Presidente Bashar al-Assad. Il 6 aprile, prima dell’attacco missilistico, oltre venti ex-ufficiali dell’intelligence militare degli USA stilarono una nota secondo cui il gas fu emesso a seguito del bombardamento di un deposito di armi chimiche di al-Qaida, nella provincia di Idlib. Gli ex-ufficiali dei servizi segreti degli Stati Uniti inviarono una nota al presidente Trump esortandolo ad intraprendere un’attenta indagine dell’incidente, prima di esacerbare le relazioni tra USA e Russia. Secondo la nota “i nostri contatti nell’esercito degli Stati Uniti in zona” misero in discussione la tesi ufficiale dell’attacco con armi chimiche. “Invece, un aereo siriano ha bombardato un deposito di munizioni di al-Qaida in Siria, che si è rivelato pieno di sostanze chimiche nocive, e un forte vento soffiò la nube chimica su un villaggio vicino, dove molti morirono di conseguenza”.

Intanto, nella bianca Casa delle ombre, parlando con Michael Goodwin del New York Post, Trump sembrava disposto a licenziare Steve Bannon da consigliere del presidente. Goodwin dice di aver chiesto a Trump se avesse ancora fiducia in Bannon, che viene indicato collegato al genero di Trump Jared Kushner. E Trump rispose, “Mi piace Steve, ma bisogna ricordare che non partecipò alla mia campagna che molto tardi. Avevo già battuto tutti i senatori e tutti i governatori, e non lo conoscevo. Io sono il mio stratega, e non volevo cambiare strategia perché affrontavo la squinternata Hillary”. Bannon e Kellyanne Conway diressero la campagna elettorale di Trump, che poi assunse Bannon come suo principale consigliere politico alla Casa Bianca, al fianco di Reince Priebus. “Steve è un bravo ragazzo, ma gli ho detto di raddrizzarsi o lo farò io”, concluse Trump.
Alla trasmissione ‘Sessanta minuti’ della TV Rossija-1, il leader del Partito Comunista della Federazione Russa, Gennadij Zjuganov, affermava che Trump era ormai in balia della mafia che dirige gli USA da ben prima dell’ascesa al potere, con tutto il suo fervore anti-russo. Zjuganov osservò anche che Trump sembrava leggere da un gobbo con voce tremolante ed emozionata. Al Sunday Evening Show, invece il Generale Evgenij Buzhinskij affermava, riguardo all’attacco missilistico su al-Shayrat, “Ci sono diverse linee di comunicazione tra di noi. C’è quella tra i Capi di Stato Maggiore, molto veloce. Non fu usata. Invece usarono la linea istituita dal Memorandum d’intesa per il deconflitto, nel 2015, a livello regionale, tra gli statunitensi in Giordania e i russi in Siria. L’avvertimento sull’attacco imminente fu inviato al comando statunitense in Giordania in piena notte e l’ufficiale addetto non ebbe fretta di trasmetterlo alla controparte russa in Siria. L’ufficiale di servizio l’inviò a Mosca, al Ministero della Difesa, che non rispose né lo passò subito ai siriani. Risultato: le due ore furono bastarono appena ai russi prendere le misure cautelari necessarie. Il ministero russo era furioso”. Infine, Yakov Kedmi, israeliano ex-cittadino sovietico, recatosi in Israele alla fine degli anni ’70 e persona non grata in Russia fino al 2014, dichiarava alla stessa trasmissione che “parlando dell’attacco alla base siriana, gli statunitensi non identificarono alcun bunker o ubicazione delle armi chimiche. Sembra che lo stiano ancora cercando. Ciò dimostra che si tratta di un falso. Quanto al governo israeliano, dice qualunque stupidità gli statunitensi dicano. Questa è la situazione del nostro Paese. Amen”.
Il 10 aprile, 22 capi dei gruppi terroristici di Ahrar al-Sham venivano eliminati durante una loro riunione da un raid aereo russo nella provincia di Idlib, a Jisr al-Shughur. L’attacco fu la prima risposta agli attacchi missilistici statunitensi su al-Shayrat, oltre agli aerei da guerra siriani che, decollati dalla stessa base aerea, distruggevano un enorme deposito di armi e munizioni di Jabhat al-Nusra ad al-Qasaniyah, presso Jisr al-Shughur, a sud di Idlib. Fonti:
Consortium News
Global Times
Moon of Alabama
Russia Insider
Russia Insider
Sic Semper Tyrannis
South Front
Stripes
The Duran
Washington Post

Dove sono gli eroi?

Sic Semper Tyrannis, 9 aprile 2017Media e molti politici statunitensi, repubblicani e democratici, sono una vergogna completa avendo applaudito all’ordine illegale e ingiustificato di Donald Trump du lanciare missili cruise contro un avamposto dell’Aeronautica siriana. Al pubblico statunitense viene spacciata una grave menzogna pericolosa con una massiccia propaganda che, senza uno straccio di prova, insiste sul fatto che l’Aeronautica del Presidente siriano Bashar al-Assad abbia sganciato un’arma chimica con il preciso scopo di uccidere dei civili. Ciò non è accaduto. Non c’è intelligence a sostegno di tale affermazione dell’amministrazione Trump. Ma non è solo Donald Trump che mente, viene aiutato dal consigliere per la sicurezza nazionale HR McMaster, dal segretario della Difesa Jim Mattis e dal segretario di Stato Rex Tillerson. Donald Trump ha ormai battuto George W. Bush in follia, quando lanciò la guerra inutile e costosa all’Iraq nel marzo 2003. Almeno Bush ebbe abbastanza buon senso per avere da Nazioni Unite e Congresso l’approvazione per la sua follia. Non Trump. Il sempliciotto semplicemente guardò Fox News e poi diede l’ordine di lanciare i TLAM. Non abbiamo visto un solo ufficiale dimettersi e protestare contro tale frode. Semplicemente salutano ed eseguono un ordine illegale. Gli Stati Uniti non sono stati attaccati dalla Siria, né minacciava di attaccarci. Quando fenomeni come John Kerry, Hillary Clinton e John McCain pensano che Trump faccia la cosa giusta, non c’è bisogno di altra prova che l’amministrazione Trump sia deragliata. Trump ha convinto molti che l’hanno votato che non si sarebbe impegnato nella costruzione di nazioni fallite come i predecessori Bush e Obama. Ora ha tradito quel movimento, ed è un pazzo totale se pensa che ciò placherà i democratici che gli si oppongono e che allenteranno la pressione per bloccargli l’agenda. Ciò che è veramente inquietante in tutto ciò, è che l’attacco con i TLAM era insignificante ed inefficace. Non ha disattivato la base aerea siriana. Non ha distrutto velivoli siriani. Ma ha creato un serio attrito tra Stati Uniti e Russia che, fino a un’ora prima del lancio dei missili da crociera, erano in contatto per ridurre un conflitto sulle missioni aeree contro i terroristi. Lasciatemelo ripetere, almeno negli ultimi 80 giorni, i comandanti militari di Stati Uniti e Russia erano in contatto regolare, scambiandosi intelligence e non sorvolando lo spazio aereo altrui. La nostra azione unilaterale ha messo in pericolo il coordinamento, ma non è l’unico rischio che affrontiamo. Se russi e siriani decidono di abbattere i droni della CIA e dei militari operanti sulla Siria, ci sarà una grave pressione politica a vendicarsi. Tale azione, soprattutto se presa nel calore del momento, comporta il rischio significativo di degenerare in una guerra tra Stati Uniti e Russia. Nessuno nell’amministrazione Trump ha preso tale scenario in seria considerazione. Credono ancora di giocare a un videogioco.
Per ora Russia e Siria sembrano limitarsi a continuare a spazzare via gli islamisti. Finché gli Stati Uniti non interferiranno, i generali russi e siriani sembrano disposti a lasciare che Donald Trump si crogioli nella fantasia di essere un duro. Cerchiamo di essere chiari, Donald Trump è un egoista di primo ordine. Ama essere lodato come “forte e deciso”; non è pronto a sentirsi dire che è uno scherzo e che la sua azione non spaventa siriani e russi neanche un po’. Trump mi ricorda il grasso ubriacone seduto in un bar che indulge nel mito del lottatore in gabbia Walter Mitty. Piuttosto che continuare a sorseggiare whisky decide di tirare pugni senza prima badare a chi mira. Gli USA sono una tigre di carta in questo momento. Non lo dico io, ma è il messaggio dei nostri leader militari al Congresso di poche settimane fa: in una testimonianza alle commissioni di Senato e Camera sulle Forze Armate, i Vicecapi di Stato Maggiore di Esercito, Marina, Marines e Aeronautica avanzavano articolate preoccupazioni sulla preparazione delle loro armi nel rispondere nei conflitti d’oltremare o ad attacchi contro la patria. L’udienza evidenziava notevoli problemi di disponibilità e capacità per ogni forza armata:
Esercito: di 58 brigate in totale (il nucleo operativo dell’esercito), solo tre sono considerate pronte al combattimento.
Marina: la flotta ha le dimensioni più piccole in 100 anni. Ciò rende le riparazioni navali più difficili da completare, essendo necessario che queste navi siano in mare.
Corpo dei Marine: L’ottanta per cento delle unità dell’aviazione dei Marine non ha nemmeno il numero minimo di velivoli necessari per l’addestramento e le operazioni di base.
Aeronautica: ha le dimensioni più ridotte, e molti suoi aerei sono i più vecchi, di quanto sia mai stato prima. L’arma aveva 8600 aerei nel 1991, mentre oggi ne ha solo 5500, e gli aerei hanno in media 27 anni. Peggio ancora, meno della metà degli aerei è pronta a decollare e abbattere i nemici.
Tali dati preoccupanti delle forze armate riecheggiano quelle della Heritage Foundation nel suo “Indice della forza militare USA 2017” che valuta l’Esercito “debole” e le altre armi “marginali” per capacità operativa e nel vincere grandi conflitti. Se la Russia decidesse di chiamare il nostro bluff e affrontarci, Trump probabilmente presiederà un’umiliazione pubblica che farà esplodere la delusione sulla grandezza militare statunitense. Donald Trump fu corretto a criticare la decisione stupida di George W. Bush d’iniziare una guerra inutile in Iraq. Tale decisione infelice avrà inizialmente dato a Bush un certo tifo politico, ma aprì il nido di serpente che scatenò il caos che ora domina la regione. Il fallimento di Bush nell’assicurare la pace e nel ripristinare un governo stabile gli è costato l’eredità. Alla maggioranza degli USA non frega un ratto del Medio Oriente. Lasciatelo bruciare è l’atteggiamento generale. Trump s’è comprato il ponte di Brooklyn. Quanti giorni o settimane passeranno prima di scoprire la frode?Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

McMaster e la Russia

Willy B., Sic Semper Tyrannis, 11 aprile 2017

Sono una di quelle persone, probabilmente uno dei tanti qui, che era un grande ammiratore di H. R. McMaster. Ho seguito la sua carriera dal 2006 e aveva sempre impressionato la sua potenza intellettuale e il rifiuto morbido della rivoluzione negli affari militari, concetti “che portano l’idea che se si ha una perfetta conoscenza è possibile applicare il potere militare perfettamente”. Sono costretto, negli ultimi giorni, tuttavia a concludere che McMaster fa parte del problema nella folle corsa alla guerra contro la Siria scoppiata la scorsa settimana, la guerra che potrebbe portare ad un confronto militare diretto con la Russia. La sua apparizione su Fox News domenica è un’indicazione di ciò, ma anche di ciò che è possibile si sviluppi, mentre è ancora all’US Army Training and Doctrine Command. La sua preoccupazione negli ultimi due anni, prima di recarsi alla Casa Bianca, era dopo tutto come rimodellare l’esercito per la futura guerra contro la Russia. C’erano due discussioni pubbliche cui fu coinvolto nell’aprile-maggio 2016, la prima a Chicago il 12 aprile, presso il Museo e Biblioteca Militare Pritzker, e la seconda al CSIS di Washington DC, il 4 maggio 2016, in cui espresse l’opinione che la Russia è una potenza aggressiva che utilizza, tra le altre cose, bande criminali per promuovere intenzioni offensive contro la potenza statunitense. (Ho intenzione d’inquadrare qui, le osservazioni pubbliche di McMaster. C’è una grande quantità di riferimenti a macchinazioni e faide nel Consiglio di Sicurezza Nazionale, ma lascerà un commento su ciò a chi ha una migliore comprensione di tali cose).
Nella conferenza al Pritzker, a McMaster fu chiesto della deterrenza nella negazione, come apparirebbe in Europa orientale. Rispose dicendo che ci sono tre aspetti della deterrenza nella negazione. Il primo è la capacità “di poter contrastare l’aggressione russa, giusto, e le nostre capacità, credo, come quella che vediamo nella precisione dei tiri a lungo raggio su terraferma, capacità di difesa aerea a più livelli, risposta ai loro tiri di massa a lungo raggio per esempio, che impiegarono in Ucraina. Penso che sia un significativo deterrente convenzionale che possa anche affrontare davvero ciò che la Russia ha reso pubblico come dottrina del dominio dell’escalation, in cui si vanta di arrivare all’uso di armi nucleari tattiche. Quindi sicuramente c’è un deterrente nucleare a tale capacità“. Il secondo aspetto è quantitativo. “Voglio dire che dovete avere forze sufficienti a dimostrare la capacità di negare al nemico tali obiettivi”, aveva detto. In terzo luogo c’è “la volontà dell’alleanza NATO” di restare forte e unita. Su questo, elogiava al massimo l’ex-comandante della NATO generale Philip Breedlove per aver fatto “un enorme, enorme lavoro“. Si ricorderà che Breedlove, con la sua propaganda di guerra anti-russa, doveva gran parte della sua “intelligence” a Philip Karber, il capo dell’Istituto Potomac, che McMaster elogiò come ottima fonte per lo studio sulla Guerra di Nuova Generazione della Russia che dirigeva preso il TRADOC al momento.
Nel caso del CSIS, McMaster descrisse come l'”invasione” dell’Ucraina e l'”annessione” della Crimea “tracciassero” la fine del Dopo-Guerra Fredda, ma che non vi erano nuovi sviluppi “nell’aggressione russa”. Indicò la guerra in Georgia nel 2008 e gli attacchi informatici agli Stati baltici come indizi. Nonostante tali segni esteriori, McMaster lamentò che la risposta degli Stati Uniti era continuare a ridurre le forze in Europa. “E adesso che ci siamo svegliati, ovviamente, la minaccia dalla Russia che conduce una guerra limitata su obiettivi limitati, annettendo le Crimea e invadendo l’Ucraina a costo zero, consolidando i vantaggi in quel territorio e ritraendo la reazione nostra e dei nostri alleati e partner come allentare la tensione, ciò che è necessario per scoraggiare una forte nazione che effettua una guerra limitata su obiettivi limitati in campi di battaglia negli Stati più deboli, o ciò che Thomas e Mackinder chiamavano alla fine del 18° e 19° secolo zone di frattura del continente eurasiatico, è avanzare la deterrenza, a costo di arrivare alle frontiere, ed adottare un approccio alla deterrenza coerente con la deterrenza nella negazione, convincendo il nemico che non può raggiungere gli obiettivi a costi più ragionevoli, seguendo piuttosto un approccio bilanciato in mare e con la minaccia di un’azione punitiva a lunga distanza dopo, come sappiamo ovviamente dalle recenti esperienze, che confermano che ciò è insufficiente“. “Naturalmente, questa è una strategia sofisticata, ciò che la Russia impiega, che stiamo studiando con una serie di partner, combinando in realtà forze convenzionali come copertura per un’azione non convenzionale, ma molto più sofisticate campagne prevedono l’uso della criminalità organizzata, in realtà operando in modo efficace sul campo di battaglia della percezione e delle informazioni, in particolare, nell’ambito di un maggiore sforzo per seminare dubbi e teorie della cospirazione nella nostra alleanza“, continuava McMaster. “E tale sforzo, credo, punta in realtà non a obiettivi della difesa, ma ad obiettivi offensivi, al collasso della sicurezza economica e dell’ordine politico nell’Europa post-seconda guerra mondiale, e sicuramente post-guerra fredda, e a sostituirlo con qualcosa più in sintonia con gli interessi russi“.
McMaster presenta tutto ciò come se accadesse nel vuoto, come se le azioni anglo-statunitensi non avessero nulla a che farci, in particolare in Europa orientale e Medio Oriente. McMaster, laureatosi in storia, dovrebbe saperlo meglio. Il crollo del sistema post-seconda guerra mondiale potrebbe accadere per ragioni che non hanno nulla a che fare con la Russia. Forse, come l’Unione Sovietica negli anni ’80, il collasso ha per motivi le contraddizioni interne, ma tale possibilità non è nemmeno ammessa dalla discussione. McMaster sa che gli Stati Uniti invasero l’Iraq sulla base di menzogne, ma respinge qualsiasi discussione sulle decisioni, buone e cattive, fatte in seguito. Eppure gli eventi che seguirono furono completamente modellati dalla decisione d’invadere. Così McMaster sembra aver abbandonato il rigore intellettuale che caratterizzò il suo libro sulla guerra del Vietnam e gran parte del suo lavoro seguente. A prima vista, sembra che invece segua una visione dei neo-con, in particolare sulla presunta minaccia alla potenza statunitense, ma devo lavorarci molto per svilupparlo prima che possa dire nulla di definitivo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora