Autodistruzione dell’Unione europea

Robin Mathews AHTribune 13 marzo 2018Non avverrà rapidamente… e il collasso non sarà con un lampo accecante. Ma la crescente insoddisfazione tra le popolazioni europee crescerà. Travisata da personaggi come Mario Draghi, capo della Banca centrale europea ed ex-dipendente di Goldman Sachs, e Jean-Claude Junker, presidente della Commissione europea, così come da quasi tutti i media… l’insoddisfazione crescerà… aumenterà e rafforzerà il collasso…. L’Unione europea è nata con una menzogna e, a causa dei mali subiti dai cittadini europei, non potrà continuare. Vestita dalla Grande Idea sulla liberazione dalle guerre in un continente ricco di lingue, culture e confini nazionali, l’esperimento è di fatto immerso nell’avidità dei banchieri internazionali, dell’imperialismo USA, delle competizioni locali europee e da un seguito decadente ed inflessibile di aziende private così “progressiste” che tornerebbero agli schiavi se solo potessero imporlo… Il Parlamento europeo è in sostanza una finzione vacua. Il potere europeo si trova a Washington, Berlino, nella NATO, nella Commissione europea di nominati e in varie organizzazioni europee, aziende e capitalisti. Alcuna di tali forze è “illuminata”. Neanche nell’assente stampa europea, per lo più di loro proprietà.

Come è successo?
La storia della formazione dell’Unione europea è più lunga di quanto si pensi. Dopo la Prima guerra mondiale un piccolo gruppo di pensatori e politici presentò l’idea dell’Europa Unita. Erano una piccola minoranza, ma fecero ciò che potevano per mantenere viva l’idea: incontrare, pubblicare, fare campagne. Una voce significativa dell’epoca, Aristide Briand, undici volte primo ministro della Francia, propose (senza successo) l’unione economica dell’Europa nel 1929, sperando di evitare ciò che accadde dopo la morte nel 1932. E così arrivò Adolf Hitler e nel 1939 Blitzkrieg e unificazione militare dell’Europa. Alcuni vecchi fautori dell’unità pensavano che l’Europa di Hitler potesse divenire un’unione democratica. Furono accusati di “collaborazionismo” con la brutalità nazista… e perseguitati per le loro ingenue speranze. E poi l’Europa fu liberata dal flagello nazista. Ancora più intensamente emerse il grido che qualcosa andava fatto per porre fine alla brutalità delle guerre europee. Il grido di “Europa Unità” si sollevò di nuovo. Dall’altra parte dell’Atlantico durante la Seconda guerra mondiale (1944) numerose nazioni (44) s’incontrarono a Bretton Woods, nel New Hampshire, negli Stati Uniti, per elaborare nuove forme di commercio, finanza internazionale, giustizia, lavoro… (La creazione della forza militare a guida statunitense NATO, e l’esclusione della Russia vennero poco dopo). Tutta l’Europa (eccetto la Germania), Stati Uniti e Regno Unito (negli incontri del 1944) si misero al lavoro per attuare un futuro planetario, un futuro difatti forgiato e controllato dagli Stati Uniti. Ne seguì la famosa diatriba tra l’inglese John Maynard Keynes e il rappresentante statunitense Harry Dexter White che, solo per via del puro potere post-bellico degli Stati Uniti incolumi, vinse creando il sistema finanziario e commerciale globale dominato dagli Stati Uniti… con infinite implicazioni per l'”Unione Europea”. Quando la guerra del 1939-1945 terminò, gli Stati Uniti scoprirono che il Piano Marshall (per salvare l’Europa) presentava possibilità illimitate di profitto (e controllo). E tali idee indicarono agli Stati Uniti creazione (e controllo) della NATO e i principali passi nella costruzione dell’Unione europea, un’entità che ora è così (inutilmente) complicata che il Parlamento europeo è un fatuo club per dibattiti. Non senza avere importanza centrale (ma raramente menzionata), la burocrazia dell’UE propose e scrisse la Costituzione d’Europa. Tre lunghi volumi (forse la Costituzione più lunga mai scritta, del 2004-5), che i suoi autori non erano ansiosi che gli europei studiassero. I governi al potere iniziarono ad attuarli. Ma alcuni di essi, come Francia e Paesi Bassi, richiesero il referendum popolare per approvarla. Gli attivisti francesi ne ebbero delle copie, le lessero… e passarono all’offensiva rivelandone il contenuto e bloccando il passaggio del documento “illiberale”. Il risultato nel 2005 fu che Francia e Paesi Bassi rifiutarono la cosiddetta Costituzione. Era morta e sepolta. Non andava rifiutata dai cittadini europei, e la burocrazia dell’UE creò il trattato (la struttura dei trattati che vincola i Paesi europei è ora chiamata “Costituzione nascente dell’UE”), presentato a Lisbona nel 2007, dove fu approvato dai governi; e il Trattato di Lisbona (contenente parte della Costituzione respinta) entrò in vigore nel 2009.
Arrivando ad oggi, ci troviamo di fronte al gioco di prestigio della Francia passata all’improvviso al nuovo partito “En Marche” con Emmanuel Macron suo presidente. Mentre il partito socialista crollava per tradimento… seguendo i dettami della Commissione europea reazionaria, i capitalisti francesi si affrettavano a salutare il salvatore dagli occhi blu (“Emmanuel” significa “Dio è con noi”). Evitando gli attacchi diretti ai lavoratori che caratterizzarono il governo di Francois Hollande, Macron è per il momento saldamente in carica. L’avversaria Marine Le Pen, misinterpretata dai commentatori (in parte perché mette seriamente in dubbio la struttura dell’UE), lotta per mantenere la presenza, avendo dato dimostrazione credibile nelle elezioni che hanno messo Macron al potere. Le sconvolgenti elezioni in Italia hanno messo in rotta il cosiddetto partito di centro-sinistra di Matteo Renzi (un duplicato del governo “socialista” di Francois Hollande). In entrambi i casi i governi erano anti-operai, repressivi verso la gente comune, inutili sulla disoccupazione e di fatto nelle mani della Commissione europea di Jean-Claude Junker (e attraverso essa dell’Europa delle aziende con le sue connessioni statunitensi). Le elezioni italiane, che hanno dato ai Cinque Stelle (mettendo radicalmente in discussione le politiche dell’UE) la maggioranza dei voti… e incrementato il potere degli elementi di destra, hanno creato un disordine perfettamente comprensibile. Il fallimento dei partiti di “governo” (accettati dai media) nel mantenere le posizioni ha provocato le urla sull’ascesa al potere dei partiti “di estrema destra”, “populisti”; ciò significa nient’altro che il legittimo voto di protesta ha funzionato. (Dopotutto, i partiti populisti sono sostenuti dalla popolazione piuttosto che dalle aziende e dai contribuenti più ricchi!). E quando governi reazionari come i governi “di sinistra” di Francia e Italia incontrano un’opposizione, come chiamarla? La stampa fallita europea sceglie di chiamarla “estrema destra”!
Nel mondo occidentale (ad eccezione della Gran Bretagna) i cosiddetti partiti “di sinistra” non controllano più la società, Canada escluso. In Italia (e in Europa) genitori colpiti, giovani disoccupati e lavoratori sempre più insultati cercano una soluzione al governo dell’Unione europea centrato sulle azeinde. Se si vuole pensare al fallimento gigantesco dell’Unione europea, basta guardare la Grecia. Maledetta da una corruzione non maggiore di quella degli Stati Uniti, assistette alla falsificazione dell’economia equilibrata ad opera di Goldman Sachs di New York, rimanendo col disperato bisogno di aiuto comunitario per ricostruire economia e legittimità politica; la Grecia è stata fatta a pezzi, dissanguata, disonorata, divorata e svenduta da una “troika” senza coscienza di nominati dell’UE agli avvoltoi europei e stranieri, affinché i sei milioni di cittadini più utili della popolazione greca lascino il Paese. (C”è davvero il coraggio di parlare di Comunità europea?)
L’Italia è il terzo maggior membro della “Comunità europea”. La lotta nei prossimi mesi per formare un governo degli italiani (invece che di altri nel mondo dalla ricchezza putrida e dagli intenti criminali) testerà l’unità dell’Unione europea e ne cambierà radicalmente la struttura di potere… o annuncerà la morte di tale incubo del tutto tragicamente sbagliato.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Mitterrandismo: la resistenza dei vichisti contro gollismo e comunisti

Histoire et Societé, 09 marzo 2018

Segretario Generale del Partito Comunista francese Georges Marchais.

Sono come gli spagnoli, mi ricordo bene di come i comunisti furono emarginati in Spagna e Italia col pieno accordo dei loro capi eurocomunisti che posero le condizioni per la propaganda contro il proprio passato e l’effettiva accettazione del fascismo che avevano combattuto. Ripenso alla campagna contro Georges Marchais quando rifiutò la politica neoliberale di Mitterrand, la ristrutturazione industriale decisa dall’Europa e il piano Davignon. Gli fu detto che sarebbe andato alla STO, ingannato dalla propaganda e per aiutare la famiglia, accettando di lavorare in Germania. Tutto il passato del Partito dei fucilati fu cancellato dai detrattori. Se ripenso a tale campagna è perché non si disse nulla sul passato compromesso di François Mitterrand, sul quale tornerò a breve. Si noti che François Mitterrand coltivò tale ambiguità rimanendo fino alla fine amico di René Bousquet, di cui si può leggere più avanti. Ufficialmente Mitterrand si pregiava di essere stato resistente, ma il suo autore preferito era Chardonne, e la sua personalità continuava a sprofondare nella Francia collaborazionista che aveva avuto difficoltà a mollare. Mentre Marchais fu accusato, e attraverso di lui il Partito Comunista, distrutto dalla denuncia della STO e dello stalinismo, la cui vittoria sul nazismo fu annebbiata dalla leggenda nera dell’equivalenza dei crimini, si glorifica la resistenza di François Mitterrand, la sua ascesa a La Roche de Solutré, inventando una resistenza socialista. Il fatto che François Hollande avesse riportato dei socialisti nel Pantheon e rifiutato lo stesso diritto ai resistenti comunista è solo la continuazione di tale linea. Ciò autorizzò Mitterand a rifiutare i funerali nazionali ad Aragon, il poeta comunista resistente che denunciò il colonialismo mentre lo stesso Mitterrand fu il guardasigilli che fece decapitare Fernard Iveton, comunista algerino.
Ecco alcuni dati sul Mitterrand “resistente”:
Prima della sua amicizia con René Bousquet, vi fu il suo rapporto con Petain. Era petainista? Su questo delicato argomento è già stato compiuto un serio lavoro storico. François Mitterrand ebbe diverse vite: un passato travagliato durante la guerra, una carriera di ministro della Quarta Repubblica, 23 anni di opposizione prima di diventare il primo presidente di sinistra della Quinta Repubblica. A tale vita professionale piena si aggiunse una doppia vita personale e una personalità enigmatica. Il 19 giugno 1942 arrivò a Vichy e trovò lavoro come documentarista nella Legione dei combattenti e volontari della Rivoluzione Nazionale, una specie di partito unico che faceva propaganda petainista. Nei primi mesi del 1942, François Mitterrand ammirava il maresciallo Pétain e collaborò con una rivista di Vichy: “France, revue de l’Etat nouveau“. In una lettera trovata nei suoi archivi, François Mitterrand loda il gruppo paramilitare SOL (Servizio d’Ordine dei Legionari) incaricato di reprimere i nemici del regime. Durante la collaborazione, Mitterrand era a Vichy ed incontrò René Bousquet, segretario generale della polizia. Nel giugno 1942, quest’ultimo negoziò col capo della polizia tedesca i termini della collaborazione della polizia francese nelle retate degli ebrei. Nelle rare occasioni in cui François Mitterrand accettò di parlare di questo periodo, il Presidente della Repubblica si giustificò spiegando che non sapeva ciò che accadeva agli ebrei. Al voto delle leggi del 1941 che esclusero gli ebrei dalla comunità nazionale, Mitterrand era in Germania. Tuttavia, possiamo mettere in discussione questa versione. È difficile credere che Mitterrand non sapesse del destino degli ebrei. Era a Vichy quando gli agenti di polizia francesi arrestarono gli ebrei di Parigi e nella zona meridionale, agli ordini di René Bousquet.
Il doppio gioco di Mitterrand a Vichy; Mitterrand sarebbe stato a Vichy facendo il doppio gioco, si argomenta. Nel giugno 1942, Mitterrand entrò nel servizio stampa del commissariato generale dei prigionieri. In tale organizzazione responsabile dell’invio dei pacchi ai soldati prigionieri in Germania, Mitterand si occupava del bollettino di propaganda. Qui incontrò un gruppo di combattenti della Resistenza infiltratisi nel commissariato. Pertanto, François Mitterrand fece il doppio gioco e partecipò ad azioni illegali, come creare documenti falsi per chi fuggiva dalla Germania. Nel gennaio 1943, Laval dimise Maurice Pinault dal commissariato per collocarvi un suo uomo. Anche i principali collaboratori di Pinault, incluso Mitterrand, si dimisero. Da allora, Mitterrand si allontanò da Vichy e contattò gruppi della Resistenza senza rompere definitivamente con Vichy finché nell’aprile 1943 François Mitterrand fu decorato con la Francisque. Tuttavia, per ottenerla dovette completare un formulario in modo inequivocabile: “Do la mia persona al maresciallo Pétain, dato che ha data la sua alla Francia. M’impegno a servire i suoi discepoli e a rimanere fedele alla sua persona e alla sua opera“. Più tardi, Mitterrand mitigò il significato simbolico di tale affermazione sostenendo che era in Inghilterra quando gli fu consegnata la Francisque. Tranne che firmò il modulo prima di partire. Di conseguenza, nella primavera 1943, Mitterrand esitava ancora tra Resistenza e Vichy.
Il passaggio definitivo alla Resistenza risale alla fine del 1943, quando la vittoria di Stalingrado ebbe luogo il 2 febbraio 1943. Nella notte tra il 15 e il 16 novembre 1943, François Mitterrand volò a Londra per assicurare la legittimità della sua organizzazione nella Resistenza presso i leader della Francia libera. Quindi andò ad Algeri dove fu ricevuto dal Generale De Gaulle. Quest’ultimo gli chiese di accettare lo scioglimento della sua organizzazione nell’unica organizzazione resistente sotto l’autorità di suo nipote. Ma Mitterrand rifiutò. Quando tornò a Parigi nel 1944, Mitterrand era un uomo braccato dalla Gestapo. Cambiò identità decine di volte e sfuggi per un soffio all’arresto. Secondo il parere di chi lo conobbe all’epoca, Mitterrand mostrò vero coraggio fisico. Aveva un autocontrollo distaccato per lui naturale. Mitterrand, che si faceva chiamare “Morlan”, era a capo di un’importante organizzazione resistente nel 1944, comprendente tutti gli amici che conobbe nel 104.mo e nello Stalag. Nel 1944, De Gaulle nominò Mitterrand commissario generale del ministero dei Prigionieri, una sorta di ministro ad interim prima dell’istituzione del governo provvisorio. Dall’inizio dell’insurrezione a Parigi, Mitterrand, armi in mano, occupò l’edificio del commissariato dei rifugiati. Questo è ciò che sappiamo di Mitterrand nella Resistenza. Quel che affascina, ripeto, è che la stampa si scatenò contro Marchais e il Partito Comunista, compresa quella vicina ai socialisti, la stampa cosiddetta di sinistra, ma non sollevò mai la questione di tale passato più o meno ambiguo e da allora si può analizzare l’assalto a gollismo e comunisti da parte di persone originariamente vicine a Vichy. Il modo in cui tale sinistra mitterrandiana si scatenò continuamente contro gollismo e comunismo non finì con Mitterrand. Lo si ritrova in Hollande, nato da un ambiente vicino a Petain per non parlare dei nuovi filosofi che attrassero gli ebrei in tale flusso e alla CIA, come Cohn Bendit… Ma anche tra “intellettuali” come Onfray; uno dei suoi primi bersagli fu Guy Mocquet. L’operazione continua senza sosta oggi accusando Aragon del suo passato “stalinista”, e non solo, Gallimard non ha rinunciato a pubblicare gli opuscoli antisemiti di Celine, ma tutta la letteratura dei collaborazionisti è sugli scaffali.

Francois Mitterrand incontra Philippe Petain il 15 ottobre 1942.

Annnie Lacroix Rice lo rapporta correttamente cogli imprenditori francesi che col Fronte Popolare puntarono su Hitler e che oggi continuano la propria riabilitazione. Questo affare ritornò ideologicamente sui furgoni della sinistra mitterrandiana “anti-totalitaria”, ed oggi col macronismo che può sbarazzarsi di ciò che rimane del PS vicino agli strati popolari e celebrare il prorio Maggio ’68. La domanda è sul ruolo conscio ed inconscio giocato da Mélenchon nell’offensiva contro PCF, i suoi leader e l’Humanité, ed il minimo che si possa dire è che non smette di appoggiare l’operazione. Qui va capito il passo del “riequilibrio” della sinistra con Renè Bousquet:

René Bousquet e Reinhard Heydrich

René Bousquet, 1909-1993, era un alto ufficiale che, come tanti altri ahimè, collaborò con l’occupante nazista. Alla fine della guerra era in Baviera in una villa ad Ober-Allmannshausen. Ottenne così il titolo di “deportato in Germania”. Il colmo! Come scrisse il giornalista Eric Conan “Un ultimo ruolo molto utile per un personaggio che già ne giocò molti altri per cinque anni“… Dall’aprile 1942 alla fine del 1943 fu segretario generale della polizia di Vichy, sotto il sesto governo Laval. Aantisemita viscerale, applicò zelantemente la politica di Petain. Bousquet fu coinvolto in almeno tre grandi crimini. Organizzò la retata al Velodromo d’inverno a Parigi nel luglio 1942. Ricevette una lettera da Karl Oberg, capo delle SS e della polizia nazista in Francia, congratulandosi con lui per l’esemplare condotta della polizia francese. Nell’agosto 1942 fu coinvolto in incursioni nella zona franca. Seguendo la proposta di Laval, i bambini non furono risparmiati! Nonostante le proteste del pastore Marc Boegner, si rifiutò di abbandonare la caccia ai bambini ebrei sfuggiti ai convogli della deportazione e nascosti in chiese e da cittadini. “Li cercheremo. Li prenderemo dove sono. Dobbiamo cercarli“. Alla fine del 1942, Bousquet rifiutò d’inviare 1000 bambini ebrei negli Stati Uniti. Spiegò cinicamente che le famiglie non andavano separate. Nel gennaio 1943 guidò la polizia ausiliaria francese dei nazisti durante la retata di Marsiglia. Secondo un rapporto attribuito a Bousquet: più di 60000 ebrei furono arrestati e consegnati all’occupante per essere deportati ad est o più semplicemente nei campi di sterminio; ciò che le autorità collaborazioniste hanno sempre preteso d’ignorare! Va detto che Salengro, ministro degli Interni del Fronte popolare, non fu davvero acuto ad affidare a Bousquet, nel 1936, la responsabilità del casellario centrale della sicurezza nazionale, che identificava 5 milioni di francesi e due milioni di stranieri considerati sospetti o indesiderabili. Questo casellario fu molto utile ad identificare gli ebrei stranieri nei raid. Il 1° marzo 1943, a Villeurbanne, in seguito all’accordo di Bousquet nell’ambito della repressione delle “azioni antinazionali”, le polizie tedesca e francese di concerto arrestarono 150 combattenti comunisti della Resistenza immediatamente deportati. Allo stesso tempo, Bousquet, che non era pazzo, non più dell’amico Mitterrand, capì che le prime vittorie alleate nell’inverno 1942-1943 avrebbero suonato la campana a morto del Terzo Reich. Decise quindi di concedere qualcosa alla Resistenza e frenare il proprio zelo. Il vecchio maresciallo lo capì e ritenendolo “troppo morbido col terrorismo” ne esigette il licenziamento nell’ottobre del 1943. Bousquet disse a un prefetto amico, “Tornerò a Parigi, è ora che venga arrestato!“. Fu portato in Baviera con la famiglia e il bagaglio nell’auto concessa per “cortesia e amicizia” dal capo delle SS Oberg. Fu “liberato” nell’aprile 1945 dagli statunitensi ed incarcerato a Fresnes dal maggio 1945 al luglio 1948. Alla fine di un breve processo, Bousquet fu prosciolto dall’Alta Corte di Giustizia dall’accusa di “aver attaccato gli interessi della difesa nazionale” Oh bene? Ma si dichiarò “convinta del crimine d’indegnità nazionale” e fu condannato a “cinque anni di degrado nazionale, immediatamente prosciolto per la partecipazione attiva e prolungata alla resistenza contro l’occupante”. Il 23 giugno 1949 fu assolto.
Quindi iniziò una brillante carriera nella stampa e nella Banca d’Indocina. Nel 1957, il Consiglio di Stato restituì il titolo che gli fu tolto e si lanciò in politica, e nel 1974 sostenne finanziariamente il candidato Mitterrand. Nel 1981, dopo la vittoria di Mitterrand, Bousquet fu ricevuto all’Eliseo. Tutto andava per il meglio nel migliore dei mondi mitterrandiani, tranne per il fatto che le accuse contro Bousquet divennero consistenti. Un’indagine giudiziaria fu condotta e Mitterrand fu accusato di ostacolare le indagini. Nel 1989, l’Associazione dei Figli e Figlie degli Ebrei di Francia di Serge Klarsfeld, la Federazione Nazionale della Resistenza e dei Deportati ed Internati patriottici e la Lega per i diritti umani denunciarono Bousquet di crimini contro l’umanità Alla fine fu accusato nel 1991, con gran sgomento di Mitterrand. L’inchiesta era in corso quando l’8 giugno 1993 fu ucciso con cinque colpi a casa da un certo Christian Didier. Chi ne trasse vantaggio?

René Bousquet osserva Mitterand

Traduzione di Alessandro Lattanzio

I cannibali si arrendono

Ziad Fadil, Syrian Perspective, 09/03/2018La Quwat al-Nimr sostenuta da Hezbollah e altre milizie alleate del governo siriano, è disposta a finire il lavoro nel Ghuta orientale in 5 giorni. Muhamad al-Lush, il capo dei gangster del Jaysh al-Islam, può capirlo. È abbastanza difficile mantenere nei suoi selvaggi un morale accettabile quando Ghuta è spaccata in due, ma è molto più difficile quando il denaro saudita non arriva, i tunnel sono tutti distrutti, i civili sono in rivolta e il sistema anti-anticarro Sarab 2 funziona superbamente. Nulla nell’arsenale terroristico è efficace contro il Sarab una volta installato su un carro armato T-72. Potrebbero anche usare le cerbottane. “Al-Lush è sommerso dalle richieste di porre fine alla tortura negoziando il ritiro dal Ghuta”. La mia fonte a Damasco m’informa che il governo russo ha una squadra di negoziatori nella capitale incaricata di liberare l’area da tali parassiti. L’accordo è lo stesso di sempre: i terroristi saliranno a bordo degli autobus forniti dal governo siriano e la sicurezza di chi si ritira con le famiglie sarà garantita da Mosca. Ha funzionato splendidamente in passato. Saranno rispediti ad Idlib dove potranno crogiolarsi nella gloria e splendore di Abdullah al-Muhaysini. Tredici terroristi sono partiti stamani su autobus verdi a Damasco con le loro famiglie portandosi solo armi leggere. Per prima cosa passeranno da al-Wafidin verso Idlib. Possiamo anche confermare la totale disinfestazione di Bayt Sua. Una volta che Ghuta è divisa in due dalla Forza Tigre, i terroristi non potranno più comunicare tra essi, né avere rinforzi. Inoltre, la ferocia dell’attacco degli esperti soldati irti di nuove armi spezzava ogni speranza che tali cannibali potessero avere nell’interrompere l’operazione. Dimenticate i bombardamenti incessanti; è stata la comparsa dell’inevitabile sconfitta che ha fatto collassare i terroristi. Se qualcuno di tali scarafaggi credeva che Dio fosse dalla loro parte, è stato purgato completamente da tale fantasia dai fatti sul terreno e dall’impeto inarrestabile della colossale Forza Tigre. Già, i politici di destra tedeschi contano i giorni prima che i rifugiati siriani tornino in patria. Una delegazione dell’AfP arrivava a Damasco e partiva dopo aver incontrato i funzionari siriani. Inutile dire che venivano denigrati dai terroristi sostenuti dai ratti della Merkel, ma sembra che il popolo tedesco veda il lato positivo del viaggio e dei risultati. Oggi è un mondo diverso da 7 anni fa. Eppure, i media occidentali continuano a ripetere come un mantra le menzogne sul governo siriano. Gli occidentali continuano a rigettare le storie di Washington, Berlino, Parigi, Londra e Tel Aviv. Nonostante la schiacciante ostilità mostrata dai comuni cittadini in occidente sulla trama sfacciatamente propagandistica dei media, i redattori di NYT, WP, ABC, NBC, BBC, CBS, Der Spiegel, ecc, continuano il programma di menzogne su governo ed esercito della Siria. Ma non funziona.
L’invasione turca, che coglieva di sorpresa i media, è una sfida per tali pennivendoli. Semplicemente non sanno cosa dire della Turchia, membro della NATO, che attacca le “eroiche” forze curde. Ma i turchi non vanno molto bene. Hanno dovuto acquistare mezzi dall’Ucraina, da ogni dove, per proteggere i loro blindati. Secondo Wael (su prove aneddotiche), le forze curde hanno colpito molto duramente le unità corazzate turche, causando gravi perdite ai loro carri armati. Ciò che ha rallentato l’assalto turco non è l’attenzione e la preoccupazione di Ankara per i civili, è l’inquietante intelligence che descrive la battaglia finale in cui la Turchia potrebbe perdere il 50% dei mezzi. E con quasi 2000 rinforzi provenienti dalla Siria orientale, i turchi devono sapere che ci saranno molte altre perdite in futuro. Nella battaglia a nord vicino Ifrin, le forze curde e siriane hanno ucciso uno dei capi supremi dei cachi bianchi, tal Jamal Hafizh, membro dell’organizzazione criminale al-Nusra. È stato eliminato a Dayr Suan mentre combatteva per la Turchia contro le forze curde e siriane. Possa bruciare all’inferno in eterno. In ogni caso, le voci occidentali sono sempre più stridule. Senza alcuna possibilità di cambiare gli eventi oggi, il malvagio regime inglese e la dispersa amministrazione Trump devono solo prevedere un futuro Medio Oriente privo di loro influenza e potere. Tutto iniziò quando Vlad decise d’inviare forze nel settembre 2015, un momento fondamentale nella storia mondiale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Interferenze criminali in Libia da parte di Italia, Turchia e Qatar

Libyan War The Truth 25/2/2018Italia, Qatar e Turchia sostengono apertamente i terroristi in Libia. Queste attività sono atti criminali contro l’umanità e sono crimini di guerra internazionali. Il popolo libico ha sofferto sotto le milizie (terroristi) e altri mercenari infiltrati nel Paese con la guerra illegale iniziata sotto falsa bandiera nel 2011. Se tali terroristi venivano lasciati a se stessi, le grandi tribù della Libia (tutti i popoli libici) li avrebbero rimossi purificando il Paese e riportando stabilità e sovranità da anni. Ma non era il piano dei criminali sionisti del Nuovo Ordine Mondiale (Clinton, Obama, Cameron, Sarkozy, Qatar, Turchia, ecc.). Il loro piano è la distruzione della Libia, il furto di tutte le risorse libiche. La Libia era completamente solvibile, senza debiti, con 500 miliardi nelle riserva europea e federale, molte tonnellate di oro, argento, metalli preziosi e enormi quantità di petrolio. Questo era il suo crimine, non averli sotto il controllo dei banchieri sionisti (Rothschilds, ecc.) Con la loro moneta legale e senza debiti verso FMI, Banca Mondiale o altre banche controllate da Rothchild. Gheddafi stava creando una valuta basata sull’oro per tutta l’Africa perché capiva le attività criminali dei banchieri e il loro piano del debito per controllare il mondo col dollaro fasullo. La creazione del Dinaro d’oro per l’Africa fu ciò che lo fece uccidere.
Negli ultimi anni l’Italia ha lentamente inviato soldati in terra libica. Non è legale, né voluto dal popolo libico. È già abbastanza grave che invadano la Libia illegalmente ma, peggio ancora, si sono schierati coi terroristi contro il popolo libico. Ancora una volta, l’Italia dimostra la propria corruzione preoccupando la Libia. L’Italia collabora col governo fantoccio illegittimo delle Nazioni Unite di Saraj a Tripoli, un governo di terroristi. L’Italia invia anche truppe a Misurata, sede delle peggiori milizie criminali in Libia. La scorsa settimana, Derna, nell’est della Libia, veniva assediata dall’Esercito nazionale libico, la ragione è la patria dell’islam radicale in Libia ed è piena di terroristi, molti dei quali ricercati dalle autorità mondiali. L’esercito egiziano ha iniziato a bombardare i noti nascondigli di questi terroristi a Derna. Questo aiuta il popolo libico nella lotta per ripulire il Paese e anche aiuta a proteggere l’Egitto dai terroristi che l’attraversano. Con un atto di estrema arroganza, il governo italiano ha contattato quello egiziano chiedendogli di smettere di attaccare Derna. Ha detto all’Egitto che non era autorizzato a bombardare in Libia. Chi diavolo pensa di essere l’Italia? Non ha il controllo della Libia, e non è certamente responsabili dell’Egitto e del suo diritto di proteggere il proprio popolo. Questa è l’arroganza degli italiani che lavorano per i sionisti passandogli la Libia per una caramella, essendo al verde e disperatamente bisognosi di derubare ancora le ricchezze della Libia. Ovviamente gli italiani devono schierarsi coi mercenari terroristi perché i libici li butterebbero fuori se potessero scegliere
Per chi non sa cosa fece l’Italia in Libia in passato…
La storia dei crimini di guerra italiani contro il popolo libico è orrenda. C’è un eccellente film realizzato anni fa, intitolato il “Leone del Deserto”, con Anthony Quinn. (scaricabile qui). Questo film fu realizzato nel 1981 ed è la storia di Omar Muqtar, un grande eroe libico che combatté l’esercito fascista di Mussolini nel deserto. Il film è vicino a fatti storici. L’Italia non poteva combattere i beduini nel deserto; perdeva, e così Mussolini inviò uno spietato capo militare (Graziani. NdT) che pose il filo spinato nel deserto, uccidendo persone e animali. Imprigionò tutti i libici nei campi di concentramento e ne uccise molti per fame e sete. Quando l’Italia finì in Libia, rimasero vivi solo 250000 cittadini libici. Dopo di che l’Italia occupò la Libia, prendendosi terra, beni, città, ecc. Si costruirono ville e case estive. Il popolo libico non era autorizzato a possedere terra ed era schiavo dei ricchi italiani. Nel 1969, la Libia era il Paese più povero dell’Africa, cogli italiani che rubavano la ricchezza della Libia e Stati Uniti, Regno Unito e Francia che ne prendevano il petrolio. Il Regno Unito piazzò un vecchio re dispotico (i libici non ne ha mai avuti) e ne fu il burattino. Il salario medio di un libico era 60 dinari all’anno. Questo portò il colpo di Stato incruento (Rivoluzione di al- Fatah del 1969) delle grandi tribù della Libia allontanando il Paese da ladri ed occupanti illegali. Dal 1969 alla rivoluzione fasulla sotto falsa bandiera della NATO e alla guerra illegale, la Libia divenne il Paese più sviluppato e ricco d’Africa. Questo sotto la guida di Muamar al-Qadafi.
Ora Qatar e Turchia sostennero la destabilizzazione della Libia dall’inizio della falsa bandiera del 2011. Il Qatar è un Paese piccolo con risorse limitate ma grande appetito. È sede della più grande base militare degli Stati Uniti nel mondo e ospita i più grandi campi di addestramento per terroristi mercenari. Il Qatar cercò avidamente di rubare le risorse della Libia per anni ed approfittò dell’aiuto offerto da Hillary Clinton nel 2011 unendosi nell’attacco alla Libia. Finora il Qatar sostiene apertamente i terroristi e le milizie islamiste che occupano la Libia e opprimono il popolo libico. Il Qatar arma e finanzia apertamente le milizie criminali in Libia e impedisce intenzionalmente al legittimo popolo libico di controllare i propri governo e terra. Questi sono atti di guerra e crimini contro l’umanità in quanto tali milizie sono spietate, prendendo libertà e denaro del popolo libico. La Turchia arma, finanzia e invia mercenari in Libia ogni giorno. La Turchia è ora casa e rifugio di tutti i principali terroristi del mondo. Bilhaj, fondatore del Libya Islamic Fighting Group, nota organizzazione terroristica, vive felicemente in Turchia godendo dei miliardi che ha rubato alla Libia e usa l’LIFG per controllare Tripoli; e sempre pianifica il terrorismo nel mondo. Tripoli è ora sede di alcuni dei peggiori estremisti islamici, che lavorano con LIFG, governo fantoccio delle Nazioni Unite di Saraj e milizie di Misurata di Hillary Clinton. Tripoli è controllata da tali milizie terroristiche. Gli abitanti di Tripoli vivono in una prigione, sono controllati e maltrattati da tali milizie armate. Non c’è governo ma solo i dittatori terroristici che derubano dalla Libia e abusano del popolo libico ogni giorno. Ancora una volta, il sostegno della Turchia a terrorismo e corruzione in Libia è un crimine contro l’umanità e contro tutte le leggi internazionali.
A proposito di crimini contro l’umanità, va fatta una dichiarazione sulla tribù dei Tawargha. Una tribù libica di colore, rimasta senza case per mano dalle milizie di Misurata (terroristi) che distrussero le loro città negli ultimi 7 anni. Il 1° febbraio 2018 è il giorno in cui tutta la Libia (incluso il governo fantoccio) decise che i Tawargha tornino a case. Naturalmente, non vi è alcun rispetto per lo Stato di diritto quando bande e milizie controllano il Paese. Di conseguenza, la tribù dei Tawargha viaggiò per rientrare casa per centinaia di miglia nel deserto, ma prima che raggiungesse le proprie case, le milizie di Misurata bloccarono le strade e non li lasciò passare. Ora, dal 1° febbraio, circa 60000 uomini, donne e bambini vivono nel deserto senza acqua, cibo o rifugio. Il mondo chiude gli occhi su tali atrocità mentre i media favoriscono le milizie di Misurata che compiono tale terrorismo. Dimostrando ancora una volta che chi ha preso la Libia con la forza, ha distrutto il Paese e continua a mantenere uno Stato fallito è la stessa Cabala del Nuovo Ordine Mondiale Sionista che controlla i media in tutto il mondo. Non si basano all’umanità, si preoccupano solo della loro agenda, Paesi, famiglie e vite distrutti sono solo danni collaterali accettabili. Le Grandi Tribù della Libia lavorano ogni giorno per ripulire il Paese da tali intrusi e terroristi. Il popolo libico non è estremista, odia l’Islam radicale, quindi è un bersaglio dei radicali. Le tribù lavoreranno per una nuova elezione quest’anno, una in cui un nuovo governo e un nuovo leader saranno eletti dal popolo libico (non piazzato con la forza delle Nazioni Unite o dai sionisti). Dei circa 5 milioni di libici legittimi, oltre 3,5 milioni sono ora registrati per votare. Questa è la stragrande maggioranza della popolazione adulta. Tribù e popolo libici non hanno perso la volontà di ottenere sovranità e libertà. Sanno che è un compito difficile quando i terroristi che occupano il Paese sono sostenuti ogni giorno da altri Paesi. Sanno che hanno bisogno di aiuto anche dall’estero perché sono stati appositamente esclusi dai loro fondi e dalla capacità di acquistare armi (embargo dell’ONU dal 2011). Le grandi tribù della Libia hanno bisogno di più voci che gridino al mondo l’ingiustizia commessa ogni giorno nel loro Paese con le interferenze illegali di altri Paesi. Hanno bisogno di aiuto per liberare il proprio Paese (e il mondo) dai terroristi in Libia. Guardano ai vicini per l’aiuto perché anch’essi sono minacciati dagli stessi mercenari terroristi e rivolgono gli occhi alla madre Russia, che vedono come forse l’unico Paese giusto per chi ha perso Paese nei continui crimini della Cabala sionista del Nuovo ordine mondiale.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Le vostre bugie significano una cosa: l’Esercito arabo siriano avanza!

Dr. Bashar al-Assad, Presidente della Repubblica araba siriana, 04/03/2018
Introduzione, trascrizione e traduzione di Mouna Alno-Nakhal per Mondialisation

Su richiesta del Regno Unito e in seguito a una convocazione decisa con una votazione nella mattinata del 2 marzo, il Consiglio per i diritti umani teneva, nel pomeriggio, un “dibattito urgente” sulla situazione in Siria. Un dibattito che coinvolse 50 Stati membri e osservatori del Consiglio, nonché rappresentanti di diverse ONG, per discutere un progetto di risoluzione presentato dal Regno Unito sul deterioramento della situazione dei diritti umani nel “Ghota orientale”; una proposta secondo cui “il Consiglio condanna fermamente tutte le violazioni del diritto internazionale umanitario e le violazioni gravi, diffuse e sistematiche dei diritti umani e delle libertà fondamentali nella Repubblica araba siriana”. Fu deciso che il Consiglio avrebbe deciso su questo progetto ed otto emendamenti presentati da Russia e Sud Africa il 5 marzo. Oltre alle posizioni dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, note a tutti gli osservatori, si notavano i seguenti chiarimenti nella relazione informativa [1]: “La Siria deve essere portata davanti al Tribunale penale internazionale”! Questo conclude l’appello dell’Alto Commissario per i diritti umani giordano e delle Nazioni Unite Zayd Rad al-Husayn. Pur essendo solidale con la sofferenza del popolo siriano e condannando tutte le violenze contro i civili, Venezuela, Cuba, Iraq e Cina, che si erano opposti alla convocazione di tale dibattito, ritenevano che il Consiglio volesse politicizzare la questione dei diritti umani, minandone la credibilità. Il Sudafrica si rammaricava che il Regno Unito, membro permanente del Consiglio di sicurezza, nel presentare tale proposta, volesse “esternalizzare” il suo mandato al Consiglio per i diritti umani. Questo non è accettabile e non va accettato. Il Sudafrica affermava anche che se i membri del Consiglio di sicurezza ritengono che armi chimiche siano state utilizzate in Siria, devono convenire che la Convenzione sulle armi chimiche (CWC) è la base legale per affrontare questo problema. Per il Regno Unito, è ovvio che solo la storia del Ghuta di Damasco pone un “problema umanitario”; una storia così ben raccontata, in parte, da Le Monde del 27 febbraio 2018 [2]. Si potrebbe riassumere che i presunti amici preoccupati del popolo siriano avrebbero negoziato per mesi la conclusione di un “accordo di riconciliazione tra ribelli e regime, il primo abbassando le armi in cambio di una forma di autonomia”. Una “forma di autonomia” non solo per i terroristi di Jabhat al-Nusra, una volta lasciato il Ghuta orientale per riorganizzarsi nella provincia di Idlib; ma anche per i terroristi di Jaysh al-Islam (d’obbedienza saudita), una volta sistemate le faide reali o simulate con Faylaq al-Rahman (d’obbedienza del Qatar). Ciò senza ripetere le “amministrazioni autonome” proposte nella parte orientale di Aleppo dall’inviato ONU Staffan de Mistura ai terroristi che martirizzarono Aleppo per anni. E senza parlare di altre forme di autonomia ai curdi siriani ad Est dell’Eufrate e ai turcomanni siriani ed altri fan di Erdogan del cosiddetto “esercito libero” (ELS), ad occidente dell’Eufrate. È in tale contesto che il Presidente della Repubblica araba siriana risponde alle domande dei giornalisti la sera del 4 marzo 2018 (Mouna Alno Nakhal).

1. al-Fadaiya TV (sig.ra Alisar Mala): Signor Presidente, negli ultimi tempi abbiamo assistito a una maggiore frequenza di visite delle delegazioni iraniana e russa. Indicherebbe maggiore coordinazione o risponde alle voci di disaccordi tra alleati?
Presidente al-Assad: Come è chiaro a tutti, attualmente c’è un attacco mediatico e politico. Non voglio dire che sia inedito, perché di tanto in tanto sono sorti precedenti, a seconda delle circostanze, accompagnati dal continuo sostegno ai terroristi e dall’offensiva militare e di sicurezza permanente sulla Siria, da anni. Un attacco condotto sotto slogan umanitari, a titolo di difesa dei civili od altri; slogan ripresi da media e funzionari occidentali; l’attuale campagna mirava principalmente a mobilitare i terroristi, dopo le recenti (ripetute) sconfitte. C’incontriamo prima per discutere della situazione attuale, seguire i risultati della Conferenza di Sochi e, allo stesso tempo, discutere la riunione tripartita tra Turchia, Russia e Iran che si terrà tra qualche giorno sulla situazione in Siria. Date le circostanze, è normale che ci sia un maggiore coordinamento ed incontri più frequenti tra i funzionari siriani, iraniani e russi.

2. al-Alam TV (Husayn Murtada): La risoluzione 2401 prevede l’immediato cessate il fuoco, ma osserviamo che proiettili continuano a cadere su Damasco, in particolare mentre l’Esercito arabi siriano ha avviato l’operazione nel Ghuta orientale. Cosa significa?
Presidente al-Assad: Oltre alla terminologia usata nei (testi delle) risoluzioni internazionali, l’Esercito arabo siriano non effettua un’aggressione tale che debba interrompere un’operazione. L’Esercito arabo siriano opera per ripristinare la stabilità e difendere il popolo siriano dal terrorismo. Inoltre, la formulazione originale della risoluzione in questione (la bozza di risoluzione 2401), e non la sua formulazione definitiva, era volta a proteggere i terroristi dato che le truppe dell’Esercito arabo siriano iniziavano a riunirsi nei dintorni del Ghuta orientale Ma indipendentemente da chi presentava il progetto di risoluzione al Consiglio di sicurezza, quando fu adottato nell’attuale formulazione, inaspettata per gli Stati occidentali, a cominciare dagli Stati Uniti, perché relativamente vantaggioso proteggendo i civili continuando a combattere il terrorismo, furono dati ordini ai terroristi di continuare a bombardare Damasco. Questa è la verità. La prova è il ritardo di alcuni giorni tra l’adozione e il nuovo progetto di risoluzione presentato dalla delegazione inglese (dal 24 febbraio al 2 marzo). Il precedente progetto non soddisfaceva le loro aspettative, quindi ne cercavano un altro. E intanto era essenziale che le bande terroristiche continuassero gli attentati ai civili inermi. Cosa significa? Significa solo una cosa: continueremo a combattere il terrorismo. Semplicemente non iniziamo a farlo nel Ghuta orientale. Abbiamo iniziato a combattere il terrorismo ovunque e dal primo giorno. Abbiamo iniziato ad Aleppo… ad Homs… a Dayr al-Zur… E l’operazione nel Ghuta orientale è la continuazione della lotta al terrorismo dovunque sia. Ma sembra che la programmazione di tali risoluzioni coincida, il più delle volte, con la depressione delle milizie armate; quindi è normale che una bozza di risoluzione venga a proteggerli da un lato e ad alzare il morale dall’altro.

3. al-Fadaiya TV (Nizar al-Rafi): Signor Presidente, i Paesi occidentali affermano che quest’ultima risoluzione dell’ONU riguarda solo la situazione umanitaria, ossia salvataggio ed invio di aiuti. Cosa ne pensa?
Presidente al-Assad: La situazione umanitaria presentata, di tanto in tanto e a tutti i livelli in occidente, è una stupida menzogna equivalente alla stupidità dei capi occidentali che continuano a ripeterla. Nessuno ci crede. Precisamente: da quanto tempo c’è questa storia dell’umanitarismo occidentale? Dal neo-colonialismo? Dalla seconda guerra mondiale, quando milioni di persone caddero in Unione Sovietica senza l’aiuto occidentale e che decise di sbarcare quando pensavano che la Russia vinceva? Dalla guerra di Corea negli anni Cinquanta? E ultimamente, dalla guerra in Iraq o Siria? Che fa l’alleanza quotidiana ogni giorno a Dayr al-Zur, Raqqa o Hasqaqah? Massacri! Solo a febbraio ci sono stati più di quattro massacri di civili. Pertanto, l’umanità in questione è una delle molte parole che riempiono il “Dizionario politico occidentale”; il dizionario delle bugie. Ma data l’esperienza acquisita lavorandoci, non solo durante la guerra ma per decenni, abbiamo la capacità di tradurre tali termini. Per noi, nella logica occidentale, il termine “umanitario” significa solo una cosa in Siria: l’Esercito arabo siriano avanza! Pertanto, chiunque non voglia perdere tempo a raccogliere le notizie del giorno su cosa accade sul terreno in Siria, può accontentarsi di cercare, su Internet quanto spesso tale termine (umanitario) viene ripetuto dai funzionari occidentali ai loro media. Un forte aumento della frequenza significa che le cose vanno nella giusta direzione sul terreno; questa è l’unica spiegazione.

4. al-Mayadin (Muhamad al-Qudr): Signor Presidente, questo è il sesto giorno di tregua nel Ghuta orientale. Tuttavia, le violazioni continuano così come il bombardamento. Più importante è il fatto che nessun civile è ancora uscito. Quanto durerà?
Presidente al-Assad: Finché ci sono persone e anche una sola, pensiamo che siano in maggioranza, che vogliono lasciare il blocco del terrorismo per entrare nello Stato, dobbiamo mantenere la tregua spianandogli la strada per passare nelle aree sotto l’autorità statale. Non c’è contraddizione tra tregua ed operazioni di combattimento. I progressi dell’Esercito arabo siriano nel Ghuta orientale, ieri e l’altro ieri, hanno avuto luogo durante questa tregua. Ecco perché, come vi ho appena detto, la Risoluzione 2401 è positiva sotto alcuni aspetti. Permette, allo stesso tempo, di prendere in considerazione la situazione umanitaria, per scopi umanitari, mantenendo l’obiettivo di colpire i terroristi. Ecco perché dobbiamo continuare le operazioni parallelamente all’apertura di una via d’uscita per i civili.

5. al-Iqbariya TV (Rana Ismail): Ci sono discussioni sull’uso di sostanze chimiche tossiche da parte del governo contro i civili, in particolare nel Ghuta orientale e ad Idlib. Allo stesso tempo, molti funzionari occidentali, parlo di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, minacciano l’attacco militare al governo siriano in caso di conferma. Cosa risponde a tali accuse? Li prende sul serio?
Presidente al-Assad: Oggi, il termine “chimico” fa parte del dizionario occidentale delle menzogne. Penso che ne sentimmo parlare per la prima volta nel 2012. Da allora, ne hanno parlato ripetutamente. Oggi, sei anni dopo, dove sono le prove sull’uso di un’arma di distruzione di massa? Si suppone che l’uso comportasse molti massacri con migliaia o, almeno, centinaia di morti. Ciò non è accaduto, né quando la Siria possedeva le armi chimiche né quando le ha cedute. Come sarebbe logicamente possibile che in tale guerra, un’arma del genere sia usata senza danneggiare i civili nelle aree controllate dallo Stato e dall’Esercito arabo siriano? È illogico, militarmente errato, oltre al fatto che abbiamo chiaramente rinunciato a queste armi nel 2013 e che esiste un’organizzazione incaricata di verificarlo e che ha investigato. Se ci fosse qualche prova, lei lo avrebbe fatto sapere. Ma sembra che si riferiscano ad organizzazioni di cui non ci si fida fondamentalmente. Aggiungete che la maggior parte dei funzionari occidentali parlava di uso di armi chimiche, prima di dichiarare pochi giorni dopo che non ne avevano prove. In altre parole, hanno minato la propria credibilità contraddicendo le loro accuse. Ecco perché ripeto che tale discorso è semplicemente un ricatto. Ovviamente lo prendiamo sul serio, perché è un discorso che di solito serve come pretesto per attaccare l’Esercito arabo siriano, come accaduto quando bombardarono l’aeroporto al-Shayrat. Siamo al centro della guerra. È normale prendere tutto sul serio. E naturalmente l’occidente ha cercato fin dal primo giorno di guerra di giustificare la guerra totale al Paese. Ma dico che quest’arma non esiste e che questa bugia, o questo inganno, non può passare.

6. SANA (Wail al-Huija): Oltre alla distruzione delle infrastrutture, massacri commessi contro i civili dalla Coalizione internazionale guidata da Washington, si ripetono nei governatorati di Dayr al-Zur e Raqqa, senza la minimo motivazione. Come lo spiega Signor Presidente?
Presidente al-Assad: Come ho appena detto, la Coalizione internazionale perpetua massacri contro i civili, contro le forze arabe siriane o contro le forze che combattono lo SIIL a fianco dell’Esercito arabo siriano. Dato che gli alleati sono entrati illegalmente nello spazio aereo siriano e hanno lanciato i loro attacchi illegittimi, qualcuno di noi ha mai sentito parlare di una singola, efficace azione contro lo SIIL? Hanno colpito anche una sola delle sue posizioni? Certamente no! In altre parole, possiamo dire in tutta semplicità che tale coalizione è l’aeronautica dello SIIL, qualunque sia il nome che le viene dato. D’altra parte, chi dovrebbe condannarli? Parlare di condanna internazionale implica fare appello alle organizzazioni internazionali. In larga misura, le controllano tutti. Come minimo, possono impedirgli di pronunciare la minima delle condanne contro di esse. Così hanno impedito qualsiasi condanna del bombardamento di civili a Damasco, Aleppo e altrove. È concepibile che consentano una condanna contro di sé? È qualcosa che non succederà. E penso che sia la funzione naturale della Coalizione. Ora, possiamo dire che il gioco è fatto con le carte sul tavolo e tutte le maschere indossate all’inizio della guerra cadute. Tutti giocano apertamente la propria partita. Ora l’occidente sostiene e difende SIIL, Jabhat al-Nysra e simili organizzazioni terroristiche senza vergogna, con scuse che non convincono più la sua opinione pubblica. Ecco perché, come in passato, non dovremmo aspettarci, ora o in futuro, che l’occidente rispetti diritto internazionale, moralità od umanità.

7. al-Alam TV (Husayn Murtada): Ultima domanda, Signor Presidente. Come vede i tentativi turchi di entrare ad Ifrin ed occuparla? Per quale scopo entrano le Forze popolari? E infine, siamo realisti, questa regione era fuori dall’autorità dello Stato da diversi anni. Cosa implica questo?
Presidente al-Assad: Come ha già affermato lo Stato siriano, i tentativi d’invasione turca sono un’aggressione, non c’è altra visione possibile e nemmeno sinonima: è un’aggressione della Turchia alla Siria. E più che un’aggressione, è una domanda legata a ciò che Erdogan cerca dall’inizio della crisi. Cerca di creare una zona cuscinetto che sia la base dei terroristi che protegge per lanciarli contro Esercito, Stato e popolo siriano. Al tempo, l’amministrazione statunitense non l’aveva autorizzato ad andarci mentre, come sapete, in tutte le sue dichiarazioni non smise mai d’implorare gli Stati Uniti di creare quest’area permettendogli di svolgere tale ruolo; il loro rifiuto era dovuto al fatto che consideravano il cosiddetto “esercito libero” (ELS) in grado di svolgere le missioni affidategli da USA e Stati occidentali. Ma dopo la liberazione di Homs, alcuni anni fa, seguita dalla liberazione di Aleppo, divenne necessario il ruolo della Turchia. La Turchia iniziò a pesare apertamente col suo peso e quello dei terroristi. E poi, la liberazione di Dayr al-Zur rese il suo intervento militare indispensabile, al fine di rimescolare le carte. In effetti, è vietato all’Asse dell’antiterrorismo, Siria-Iran-Russia, vincere. Deve annegare nei problemi e in una lunga operazione che l’esaurisca. Ecco perché la Turchia ha dovuto intervenire. Pertanto, tutti i titoli sui curdi od altri, restano tali perché la verità è che quando Erdogan presentò il piano della zona cuscinetto, il soggetto dei curdi no si pose. Non c’è alcuna connessione tra i due. Si parla del problema curdo nel nord-ovest, ma non più nel nord-est. Dov’è la differenza? Sono manovre che testimoniano la sua doppiezza, nient’altro. Sull’ingresso delle Forze popolari ad Ifrin, è normale che tutti i segmenti della società si uniscano non appena ci sia l’aggressione straniera e l’Esercito arabo siriano sia impegnato a combattere il terrorismo altrove. Normalmente, questa lotta è responsabilità dell’Esercito, ma le circostanze che subiamo richiedono che ci sia un esercito combattente e Forze popolari che combattono e che ci sia un coordinamento tra essi.

Grazie, Signor Presidente.
Grazie a voi.Note
[1] Il Consiglio per i diritti umani tiene un dibattito urgente sulla situazione nel Ghuta orientale, Repubblica araba siriana
[2] Siria: le trattative segrete sul Ghuta orientale falliscono
[3] PS: Mentre completiamo questa traduzione, apprendiamo che il Consiglio per i diritti umani approvava il progetto di risoluzione del Regno Unito con 29 voti favorevoli, 4 contrari e 14 astensioni. Secondo il corrispondente di al-Mayadin a Ginevra, il Consiglio ha respinto tutti gli emendamenti proposti dalla Russia. D’altro canto, non commentava gli emendamenti proposti dal Sudafrica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio