Attentato in Tunisia: connessioni CIA-Mossad-MI5

AanirfanCIcjqxuUcAAkKXAIn Tunisia i poliziotti permisero ad uomini armati di massacrare liberamente turisti inglesi per più di mezz’ora, secondo testimoni. La polizia arrivò sulla scena dopo vari minuti. Attacco in Tunisia: la polizia lascia liberi uomini armati impazziti per mezz’ora, dice un testimone. Negli attentati in Norvegia era chiaro che ‘polizia e militari norvegesi aiutavano i tiratori’. Attentati in Norvegia, operazione interna

Abu Qatada

Abu Qatada

Sayfadin Yaqubi era collegato al MI5. Il Daily Mail collega Sayfadin Yaqubi a un alto agente del MI5. Costui era un informatore del MI5 ed era protetto da polizia e MI5 inglesi. L’agente del MI5 è Abu Qatada. TIME magazine cita “funzionari dell’intelligence europea” rivelare che Qatada fu “nascosto in una casa sicura” dove lui e la famiglia erano “curati, nutriti e vestiti dai servizi d’intelligence inglesi“. Sayfadin era probabilmente un capro espiatorio innocente. I veri assassini erano di una squadra che opera per i servizi di sicurezza. La CIA avrebbe una prigione segreta vicino a Biserta, 65km a nord di Tunisi. Base della CIA in Tunisia

2ramzi-prisonsNel 2002, 14 turisti tedeschi, 5 tunisini e 2 cittadini francesi furono uccisi sull’isola di Djarba, in Tunisia. CIA e Mossad furono sospettati dell’attentato di Djarba.

Habib al-Sid

Habib al-Sid

Il primo ministro della Tunisia Habib al-Sid. I servizi di sicurezza della Tunisia sono controllati da CIA e Mossad. Habib al-Sid, nato a Susa, si laureò presso l’Università del Minnesota negli Stati Uniti. Al-Sid è stato un alto funzionario del ministero degli Interni sotto il governo di Ben Ali. Ben Ali fu rovesciato da CIA e traditori nel suo governo e tra i militari. Dopo la rivoluzione della CIA nel 2011 che rovesciò Ben Ali, al-Sid fu consigliere per la sicurezza al primo ministro Hamadi Jabali, del partito islamista della Tunisia al-Nahda. In altre parole, al-Sid ha legami con gli islamisti della CIA.KasabSosia di Ajmal Kasab. Sayfadin Yaqubi è un capro espiatorio innocente come Ajmal Kasab. Kasab fu impiccato per gli attentati di Mumbai del 2008. Nel caso di Mumbai, dissero che 8 uomini armati furono arrestati e poi che fu arrestato solo Ajmal Kasab. Dissero che gli uomini armati presso la stazione ferroviaria e altrove erano bianchi. In un momento dissero che Kasab soggiornò per diversi giorni presso l’Hotel Taj; poi dissero che era appena sbarcato quando iniziarono gli omicidi. Ci furono segnalazioni che Kasab avesse ferite da proiettili e rapporti secondo cui non era ferito. Vi furono segnalazioni che uno dei complici di Kasab era stato arrestato all’ospedale Cana e rapporti che suggeriscono che nessuno vi fu arrestato. Kasab è innocente

Ajmal_Kasab_3Il vero Ajmal Kasab. Ajmal Kasab disse che fu incastrato dagli israeliani e dal servizio segreto dell’India (RAW). Ajmal Kasab afferma che il video registrato dal canale pakistano GeoTV (mostrato in una corte speciale) “fu creato da agenti del RAW e israeliani“. Kasab disse che l’aveva saputo da alcuni funzionari della polizia criminale. Kasab ora sostiene che il RAW l’accusa di spionaggio. Il 25 dicembre 2010 The Washington Post riferiva che il sospettato di Mumbai Ajmal Kasab “ha detto al giudice che si era recato a Mumbai come turista e fu arrestato 20 giorni prima dell’assalto. Il giorno degli attentati, Kasab disse che la polizia lo prese dalla cella perché assomigliava a uno degli attentatori. Poi lo filmarono per far sembrare che fosse coinvolto negli attacchi e riarrestato…Il tiratore di Mumbai invoca la Corte internazionale
Ajmal Kasab affermò che il servizio segreto indiano, RAW, lo prese in custodia il 6 novembre 2008 e poi lo consegnò alla polizia di Mumbai. Gli attacchi di Mumbai avvennero il 26 novembre 2008. Kasab parla della custodia del RAW. Kasab ora sostiene che il RAW l’accusa di spionaggio
Le indagini del Daily Mail indicano che il RAW negli ultimi anni segue i criteri dell’agenzia d’intelligence israeliana Mossad… il Mossad è riuscito a creare molti falsi terroristi tra i palestinesi innocenti facendogli confessare crimini che non hanno mai commesso. Le scoperte del Daily Mail indicano che tale tattica fu adottata dal RAW alla fine degli anni ’90 quando improvvisamente il numero di pakistani arrestati in India con l’accusa di terrorismo aumentò drammaticamente, e di cui Ajmal Kasab è l’ultimo“. The Daily Mail – Dal Pakistan

David Headley

David Headley

Lo statunitense David Headley organizzò gli attentati di Mumbai ed ammise che lavorava per la CIA. Ajmal Kasab disse che lo statunitense David Headley, che sarebbe l’agente della CIA che organizzò gli attentati di Mumbai, l’interrogò con altri quattro bianchi nella cella di custodia della polizia di Mumbai, dopo la sua cattura. Il sospettato dell’attentato di Mumbai Kasab ritratta la confessione, sostenendo di aver incontro un sospetto terrorista degli USA. Kasab afferma che fu interrogato da agenti dell’FBI e che David Headley era uno di loro. Processo sul 26/11: Kasab fu interrogato da HeadleyHeadleyTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Tunisia, attentato sotto falsa bandiera a Port al-Qantawi

Aanirfan 27 giugno 2015ISIS-flag-jpgIl 26 giugno 2015 c’è stato l’attentato sotto falsa bandiera a Port al-Qantawi, presso Susa in Tunisia. Tunisia
Il 26 giugno 2015, testimoni oculari riferirono che cinque terroristi sbarcarono per attaccare strutture vicino Susa. Testimoni oculari dicono che furono utilizzate due barche. AljaridahAzuRq2TMqNel 1987 il Mossad attaccò la Tunisia. L’operazione “coinvolse circa 30 agenti che raggiunsero la costa tunisina su piccole imbarcazioni. Alcuni di loro si fingevano turisti… Altri presero posizione indossando uniformi dell’esercito tunisino”. Turisti con licenza di uccidere
Il 26 giugno 2015, un uomo armato “ridendo e scherzando come un ragazzo normale’, secondo un testimone. ‘Decise di sparare. Ad alcune persone diceva ‘andate via’. ‘Sceglieva turisti inglesi e francesi’“. Dailymail
L’uomo armato parlava inglese o francese? Quando fui a Susa scoprì che praticamente nessun tunisino sapeva l’inglese. Vi sono islamisti a Qayruan in Tunisia. Ma nessun pazzo islamista ride e scherza come un ragazzo qualsiasi. Il video del presunto killer Sayif Razgui.

ISIS _L’uomo armato era un israeliano che opera in combutta con poliziotti e militari corrotti a Susa. Israele ha una storia di omicidi di inglesi e tunisini. Il tuo vero nemico è Israele
Il SIIL controllato dal Mossad e armato dal Pentagono ha rivendicato l’attacco. Il SIIL è controllato da Simon Elliot del Mossad
Il Mossad ha una base importante a Susa. Nel 2012, il Mossad rafforzò le attività a Susa e nel maggio 2015 numerosi ebrei si recarono in Tunisia. 300 mercenari del Mossad operano in Tunisia
L’attacco alle strutture appare una sofisticata operazione di certi servizi di sicurezza, piuttosto che l’attacco di uno studente musulmano pazzo. “Gli amici hanno detto a Sky News che due giorni prima dell’attacco, Yaqubi non mostrava segni di radicalizzazione visitando un caffè e passeggiando“. La breakdance del terrorista tunisino Sayfadin Yaqubi

Sousse shooter___Il ‘tiratore’ viene chiamato Sayfadin Yaqubi e Sayfadin Razgui, aggiungendo confusione. “Media locali affermano che uno degli aggressori indossava l’uniforme della polizia“. Tunisia Live
Polizia e militari hanno aiutano gli attentatori? Predrag Marjanovic, 55enne di Belgrado soggiornante presso il Palm Marina, ha detto: “Non ho visto poliziotti o militari sulla spiaggia. L’attacco è avvenuto dalla spiaggia e non c’era nessuno a proteggere. Mi sarei aspettato di vedere l’esercito, o almeno la polizia. Non abbiamo visto la polizia. Nell’hotel non ho visto un poliziotto armato darci sicurezza, comfort o come volete chiamarlo“. Nel frattempo Glen Evans, turista inglese dello Yorkshire ha anche criticato la gestione della polizia dell’attentato. “Il mio maggior  problema è il motivo per cui c’è voluta quasi un’ora prima che un elicottero apparisse“, ha detto. Gli esperti sostengono che il governo tunisino ha ignorato Susatunisia-sousse-gun_3356689bSecondo quanto riferito questo sarebbe ‘Sayfadin’ sulla spiaggia prima della sparatoria. La pagina facebook di Sayfadin posta musica rap, Real Madrid e le possibilità della Tunisia per la Coppa d’Africa. E’ improbabile che Sayfadin fosse uno dei tiratori. L’inglese Tom Richards si trovò faccia a faccia con l’uomo armato ed ha detto che “aveva lunghi capelli neri e la barba“. The Guardian


Nel 2011 due cecchini svedesi dai nomi ebraici furono arrestati. I cecchini avrebbero sparato ai  tunisini dai tetti (nell’ambito del piano della NATO per screditare il presidente Ben Ali). Il politico tunisino Muhamad Munsif Marzuqi liberò i cecchini. Marzuqi è accusato di essere un agente della CIA.

Munsif Marzuqi

Munsif Marzuqi

Secondo quanto riferito, almeno 30 persone sono state uccise. Ai primi di maggio 2015 ci fu un afflusso di ebrei in Tunisia. La ragione ufficiale era il pellegrinaggio in una sinagoga in Tunisia. “Circa 500 erano attesi a Djerba per due giorni di festa religiosa da Francia, Israele, Italia e Gran Bretagna, secondo gli organizzatori“. La Tunisia ospita un pellegrinaggio ebraico. Il Mossad ha uffici a Susa, Djerba e Tunisi. Il Mossad rafforza l’attività in Tunisia

Tunisia-attack-mapA Port al-Qantawi, i terroristi giunsero in spiaggia su un gommone. Gli assalitori aprirono il fuoco sui turisti sulla spiaggia e poi entrarono nell’Imperial Marhaba Hotel sparando con la mitragliatrice che nascondevano in un portaombrellone. Inoltre lanciarono granate, secondo i testimoni. Anche il Riu Bellevue Park sarebbe stato attaccato. Secondo quanto riferito, un uomo armato è stato ucciso. Gli attentati in Francia e Tunisia potrebbero indicare il tentativo di USA e alleati di plasmare l’opinione pubblica prima di lanciare l’invasione della Siria.

Jacob Welles e Baji al-Sabsi

Jacob Welles e Baji al-Sabsi

Il 20 febbraio 2015, “l’ambasciatore degli Stati Uniti in Tunisia veniva cacciato dal palazzo presidenziale“. Secondo quanto riferito, l’ambasciatore statunitense Jacob Walles fece infuriare il presidente tunisino Beji al-Sabsi quando provò a fargli pressioni per accettare una base militare statunitense in Tunisia. Secondo quanto riferito, il presidente al-Sabsi non solo espulse Walles dalla sua residenza, ma si rifiutò di avere una conversazione telefonica con il presidente Obama. Tunisia: ambasciatore statunitense espulso dal palazzo presidenziale/Massacro a Tunisi

vlcsnap-2015-03-20-16h45m34s98_risultatoIl 18 marzo 2015, turisti in Tunisia furono colpiti da un gruppo che si ritiene lavorasse per CIA e Mossad. Spari in Tunisia: almeno 17 morti al Museo del Bardo di Tunisi
Nel 2010 prevedemmo un colpo di Stato in Tunisia, ma fummo ignorati dai grandi blogger. Il colpo della CIA in Tunisia aiutato da Wikileaks?
Nel 2002, CIA e amici avrebbero effettuato un attacco sotto falsa bandiera su Djerba in Tunisia. CIA, Mossad e il bombardamento di Djerba

b061116sIl Generale Rashid Amar (Capo dell’esercito della Tunisia) stringe la mano al generale Raymond Henault (presidente del Comitato militare della NATO). Secondo quanto riferito la CIA ha molti agenti nelle forze armate di Tunisia ed Egitto. Nel 2010 la CIA rovesciò il leader moderato tunisino Ben Ali. False Flag. La falsa storia che avviò il golpe della CIA
Nel 2010, l’operazione false flag di CIA/NATO/Mossad in Tunisia avviò la primavera araba. La storia ufficiale della morte di Mohamed Bouazizi, il venditore ambulante, è una finzione. La CIA ha portato al potere gli islamisti. Gli islamisti poi diedero alla CIA i combattenti per il SIIL nella guerra della CIA contro Assad in Siria. La Tunisia ha fornito il più grande contingente di combattenti, oltre 3000, al SIIL. I reclutatori della CIA pagano tra 1000 e 3000 dollari ogni combattente, una somma enorme per un tunisino disoccupato. Gli islamisti hanno permesso al Mossad d’incrementare la propria attività in diverse città tunisine. Il Mossad rafforza l’attività in Tunisia

La-justice-n-oublie-pas-Ben-AliLa Tunisia del presidente Ben Ali aveva una storia di successo musulmana. Era liberale, gestita da tecnocrati e relativamente prospera. Nel dicembre 2014 gli ex-ministri di Ben Ali hanno vinto le elezioni in Tunisia e sono tornati al potere! Ora CIA e Mossad sembrano colpire i moderati, ancora una volta. “Media locali affermano che uno degli aggressori indossava l’uniforme della polizia“. Tunisia Live
I media riferiscono che l’uomo fosse uno degli armati di Port al-Qantawi, ed era giunto a Susa! Tempo prima dell’attacco, viaggiamo da Port al-Qantawi a Susa; ci vollero 25 minuti in taxi. Notammo che la strada era sorvegliata da auto e da un posto di blocco della polizia. Port al-Qantawi e Susa avevano una grande presenza della polizia. Quindi, come ha potuto così facilmente l’uomo armato raggiungere Susa?

gunmanSopra, il cadavere del bandito che si crede fosse il 23enne Sayfadin Yacubi. Ha gambe bianchissime. “Arma in mano, si aggirava per le strade di Susa“. Secondo quanto riferito, questo è Sayfadin Yacubi. Tweets dei deputati – Euwatch.eu

0e95a80374d46d74602a556d51b357ec8f20d68650568689ce0aa617c09514fdL’assassino depravato, ritenuto il 23enne Sayfadin Yacubi, è stato ucciso dalla polizia mentre passeggiava per le strade di Susa con un AK47 dopo aver massacrato decine di persone sulla spiaggia” Il Mail dice: “La maggior parte dei testimoni ha parlato di un tiratore solitario poi ucciso dalle forze di sicurezza tunisine“. (Dailymail)
Relazioni precedenti parlano di più di un uomo armato. Tunisia attacco terroristico: Uomini armati hanno usato un gommone
Testimoni hanno detto che i terroristi a Susa hanno usato una moto d’acqua e una barca per accedere alla spiaggia, nascondevano le armi negli ombrelloni e vestivano abiti occidentali. Il corpo di un uomo armato si trovava sulla scena con un kalashnikov, dopo essere stato colpito in uno scontro a fuoco con la polizia. Un secondo sospetto è stato poi arrestato nei pressi dell’autostrada“.

18557498384_1c198b30b5_zLa foto (sopra) lo mostra picchiato da una donna furiosa mentre viene portato per la città dalla polizia“. (Dailymail)
L’uomo appare un capro espiatorio innocente? Un impiegato dell’hotel ha detto: ‘Ha aperto il fuoco con un Kalashnikov. Era un ragazzo con pantaloncini corti, come se fosse un turista‘. Testimoni oculari hanno descritto come il killer depravato ‘ridesse e scherzasse’ con i turisti sulla spiaggia tunisina prima che senza pietà aprisse il fuoco su di loro. I media tunisini hanno detto che il terrorista ucciso era Sayfadin Yacubi, 23enne studente di aviazione di Qayruan, a un’ora di auto da Susa. (Dailymail)
Il bandito appariva vestito come un turista e aveva capelli lunghi.

83881367_france_attack_260615v3Il 26 giugno 2015, un attentato sotto falsa bandiera, in stile Operazione Gladio della CIA, ha avuto luogo presso una fabbrica statunitense nei pressi di Lione, in Francia. Perché la Francia? I legislatori francesi sostengono la mozione che riconosce lo Stato palestinese. Secondo quanto riferito, l’attacco ha coinvolto:
Due uomini su un’auto.
Una testa decapitata, ‘coperta da scritte arabe’ e appesa sulla recinzione.
Piccole esplosioni che ferivano degli operai.
Un uomo ‘noto ai servizi di sicurezza”, arrestato sulla scena che dice agli agenti di essere del SIIL.
Il SIIL sarebbe controllato dalla CIA e alleati. L’attacco ha avuto luogo presso la sede dell’Air Products, di proprietà statunitense, a Saint-Quentin-Fallavier, nei pressi di Lione. Due uomini furono visti arrivare al cancello subito dopo le 10:00, prima di girare intorno gettando bombole di gas sul cortile. I testimoni dicono che gli uomini avevano bandiere islamiche. Uno degli uomini saltò dall’auto, secondo “fonti inquirenti locali”, e poi ‘decapitò un uomo’. (Dailymail)

Rifaat al-Assad e François de Grossouvre

Rifaat al-Assad e François de Grossouvre

Nel 1947, il ministro dell’Interno della Francia Edouard Depreux rivelò l’esistenza di un esercito segreto in Francia dal nome in codice “Plan Bleu“. Lo scopo di tale esercito era effettuare operazioni sotto falsa bandiera per promuovere l’agenda delle élite. Nel 1949 la NATO aveva vari eserciti segreti, tutti parte dell’Operazione Gladio della CIA. L’ex-direttore dei servizi di spionaggio francesi DGSE, l’ammiraglio Pierre Lacoste, disse in un’intervista del 1992 a The Nation che alcuni elementi della rete furono coinvolti in attività terroristiche contro de Gaulle. François de Grossouvre era a capo di Gladio per la regione di Lione in Francia fino al suo presunto suicidio, il 7 aprile 1994.

François Mitterand e François

François Mitterand e François de Grossouvre

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Stato islamico made in Langley, Tel Aviv e Riyadh

Wayne Madesen Strategic Culture Foundation 26 /06/2015cia-isis-bullshit-scamE’ sempre più evidente che lo Stato islamico di Iraq e Levante (SIIL), o “Daash” in arabo, o SIIS Stato Islamico di Iraq e al-Sham preferito dai sostenitori d’Israele per la somiglianza tra “Israele” e “ISIL”, sia parte di un’altra operazione della Central Intelligence Agency per suscitare una nuova “strategia della tensione” nei continenti eurasiatico e africano. Un altro esempio della natura non-islamica del SIIL s’é visto a Palmyra con la distruzione della tomba di Muhamad bin Ali, discendente del profeta Maometto e cugino dell’Imam Ali, da parte dei mercenari del SIIL. Il vero obiettivo è sradicare la storia araba e pre-araba del Medio Oriente con un’importante eccezione. Non vi sono notizie di antichità sacre ai sionisti distrutte dal SIIL in Siria o Iraq. I principali obiettivi delle squadre di demolizione del SIIL sono sumeri, accadici, babilonesi, romani, assiri, persiani, alawita, drusi, turcomanni, yazidi, parti, cristiani, sciiti, sufi e (l’altra tomba principale distrutta a Palmyra era quella di Nizar Abu Baha al-Din, studioso sufi vissuto 500 anni fa). Il SIIL ha distrutto la Moschea della tomba di Yunus (Giona) in Iraq non perché onorava il patriarca ebreo Giona, ma perché era una moschea. La presunta tomba del profeta ebreo Daniele distrutto dal SIIL a Mosul non è che una delle sei in Iraq, Iran e Uzbekistan. Il Talmud, libro ebraico da cui i sionisti traggono ispirazione geo-politica, proibisce severamente le immagini di volti ma permette quelle create da non ebrei. Sebbene il SIIL e i talmudisti siano pari nel distruggere sculture, mosaici e dipinti raffiguranti persone, ad eccezione del Talmud che permette agli ebrei di possedere immagini create da non ebrei, si è prodotto un lucroso mercato nero di antichità rubate dal SIIL e vendute da intermediari a Tel Aviv, Amsterdam e Ginevra. Appare chiaro che il SIIL fin dall’inizio sia una creazione della CIA e del suo direttore pro-saudita e pro-israeliano John Brennan; del Mossad, che ha assicurato che gli obiettivi israeliani non siano attaccati dal SIIL; e dell’Arabia Saudita, che ha permesso gli attacchi del SIIL contro le moschee sciite ad al-Qadih e a Damam, nella provincia orientale dove gli sciiti sono la maggioranza. In Iraq e Siria, armi israeliane e statunitensi sono state viste da testimoni oculari consegnate al SIIL e ai suoi alleati, tra cui Jabhat al Nusra in Siria. Assegni di banche saudite sono stati trovati nelle basi abbandonate del SIIL in Siria e Iraq. Gli attacchi del SIIL agli sciiti dell’Arabia Saudita sono ritenuti da molti avvertimenti della santa alleanza tra Washington, Tel Aviv e Riyadh all’Iran sciita.
ISIS-CIA-cooperation-400x266Dalla rete terrorista “Stay behind” dei fascisti di Gladio, che effettuò attacchi terroristici in Europa negli anni ’70 e ’80 di cui furono incolpati irregolari di sinistra, alla grande alleanza di terroristi dell’UNITA in Angola, mujahidin afghani, contras del Nicaragua, hmong del Laos che, sotto gli auspici statunitensi, si riunirono nel 1985 a Jamba, in Angola, dove la CIA scoprì che i gruppi terroristici erano alleati convenienti. La CIA clandestinamente e illegalmente violò due leggi degli Stati Uniti, gli emendamenti Clark e Boland, per sostenere i terroristi angolani e nicaraguensi. Il SIIL è un importante agente di CIA, Arabia Saudita ed Israele contro i nemici comuni come l’Iran. Il SIIL non fa segreto del desiderio di portare morte e distruzione da Siria e Iraq nell’Iran. La destabilizzazione dell’Iran sponsorizzandovi attacchi terroristici e contro obiettivi iraniani all’estero è stata a lungo il modus operandi di Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita soprattutto attraverso l’anti-iraniano Mojahedin-e-Khalq (MEK) e i separatisti baluchi in Pakistan. Il SIIL indica Iran, Afghanistan, Pakistan, India, Tibet, Sri Lanka, Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan e Turkmenistan come “Wilayat Qurasan” o Stato Qurasan. Un affiliato del SIIL, noto come Gruppo Qurasan, ha combattuto in Siria e si crede sia costituito da centroasiatici del SIIL. Recentemente è stato annunciato che il colonnello Gulmurod Khalimov, già a capo di un’unità antiterrorismo del Tajikistan, gli OMON, ha disertato presso il SIIL ed è ora uno dei suoi capi in Siria. Khalimov, addestrato da US Special Operations Forces, Blackwater e CIA nel corso di varie visite ufficiali negli Stati Uniti, ha promesso di tornare in Tagikistan per “massacrare” il presidente tagiko Emomali Rakhmonov, reclutare tagiki che lavorano in Russia per lanciarvi attacchi terroristici e in Tagikistan per attaccare le truppe militari russe di stanza (facendo di Khalimov un alleato del comandante militare della NATO generale Philip Breedlove e del segretario alla Difesa USA Ashton Carter, che vogliono aumentare la pressione militare sulla Russia ai livelli della Guerra Fredda). I terroristi del SIIL, soprattutto ceceni appena usciti dai combattimenti in Siria e Iraq, sono stati scoperti combattere nei battaglioni di mercenari del neo-nazista israeliano Igor Kolomojskij contro le forze filo-russe di Donetsk e Lugansk in Ucraina orientale.
Il SIIL, affiancando l’occidente, attacca le forze taliban in Afghanistan, che avevano dichiarato l’autoproclamato califfato del SIIL illegittimo, e il suo capo, Abu Baqr al-Baghdadi, probabile creatura delle unità da guerra psicologica di CIA e Mossad, un inganno. I taliban si allarmarono quando alcuni membri ruppero con il movimento jihadista e si unirono al SIIL in Afghanistan e Pakistan. Inoltre, il SIIL ha dichiarato i taliban “qafiri” o non credenti. Ad aprile al-Baghadi definì il Mullah Omar “uno sciocco analfabeta signore della guerra”. Non è un caso che la retorica del SIIL sull’enigmatico capo talib si abbina alle uscite delle unità di psy-ops militari degli Stati Uniti in Afghanistan al culmine dell’intervento militare degli Stati Uniti nel Paese. A metà giugno, il SIIL ha pubblicato un video che mostra le sue forze decapitare taliban prigionieri in Afghanistan. Il SIIL di concerto con l’aumento della pressione militare degli Stati Uniti su Cina e Corea democratica ha dichiarato la jihad o guerra santa alle due nazioni asiatiche. A maggio, una coppia di medici nordcoreani che lavorava presso l’ospedale di Zallah, Libia, fu sequestrata dal SIIL. Nulla si sa del loro destino. A gennaio, hacker del SIIL, noti come “Cyber Califfato”, sostennero di aver modificato la pagina facebook di Air Koryo, compagnia aerea della Corea democratica. Una bandiera bianca e nera del ISIL apparve sulla pagina con una dichiarazione che definiva Kim Jong Un “un maiale che piange”. Gli hacker del SIIL minacciavano Corea democratica e Cina: “La Corea democratica, nazione comunista criminale, e i teppisti comunisti cinesi pagheranno caro la loro collaborazione con i nemici dei mujahidin”. La propaganda del SIIL su Cina e Corea democratica coincide con le dichiarazioni del Comando statunitense del Pacifico sulle minacce militari poste da Pechino e Pyongyang. La Corea democratica ha risposto alle minacce del SIIL fornendo la mitragliatrice Type 73, prodotta dal Primo Ufficio dell’Industria Metalmeccanica della Corea democratica, al governo iracheno e alle forze curde che combattono contro il SIIL in Iraq. Consiglieri militari nordcoreani assisterebbero il governo siriano ed Hezbollah che combattono contro il ISIL in Siria. La Corea del Sud, che non perde occasione di confrontarsi con la Corea democratica, ha permesso a un cittadino sudcoreano, noto solo con il nome comune “Kim”, di unirsi al SIIL in Siria a febbraio. E’ probabile che “Kim” sia un agente dei servizi segreti sudcoreano responsabile del coordinamento degli attacchi del SIIL ai nordcoreani nella regione, tra cui la coppia di medici in Libia. Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro, che la CIA è impegnata a rovesciare, chiamò il SIIL “Frankenstein mostruoso nutrito dall’occidente” in un discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2014. Non a caso, mentre il presidente Barack Obama dichiarava che il Venezuela rappresentava una “minaccia alla sicurezza nazionale” degli Stati Uniti, a marzo vi furono segnalazioni di attività del SIIL in Venezuela. L’US Army War College, assieme al professor Robert Bunker, dichiara che l’aumento dell’attività del SIIL in Venezuela sia un bene per la sicurezza nazionale perché il SIIL è il nemico naturale di Hezbollah, che i neocon statunitensi sostengono riceva sostegno strategico dal Venezuela. I legami tra SIIL e occidente in America Latina non sono ignorati dal saggio statista dell’emisfero occidentale, l’ex-presidente cubano Fidel Castro. Nel settembre 2014 Castro accusò il Mossad israeliano, in combutta con il senatore McCain, di aver contribuito a creare il SIIL.
Gli autori ultimi della devastazione del SIIL nel Medio Oriente non vanno ricercati nei deserti del Medio Oriente e nelle montagne dell’Afghanistan, ma nelle suite al settimo piano del quartier generale della CIA a Langley. Nel 1985, quando la CIA sponsorizzò il vertice dei gruppi terroristici di destra a Jamba, Angola, la CIA cercò di uccidere il Grande Ayatollah libanese sciita Muhamad Husayn Fadlallah con un’autobomba a Beirut. La CIA lo mancò ma uccise 80 persone innocenti e ne ferì 256. Oggi la CIA permette al SIIL di compiere attacchi terroristici da Iraq e Siria a Yemen e Libia. Il SIIL non può essere sconfitto senza affrontare duramente Brennan e i suoi consiglieri.

John Brennan capo della CIA

John Brennan capo della CIA

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Da Slavjansk a Minsk

Rostislav Ishenko Fort Russ 23 giugno 2015SONY DSCIl periodo tra il primo assalto a Slavjansk e Minsk I non è stato solo il più difficile per RPD e RPL, ma ha anche consolidato la concezioni dei cosiddetti “militaristi” e “operatori di pace”. Li metto tra virgolette di proposito, perché entrambi abbastanza vaghi. Se si guardano le attività dei media, si vedrà che la stragrande maggioranza degli esperti e politici sottolinea l’inevitabilità della risoluzione della questione ucraina con mezzi militari. In altre parole, non vi sono differenze di opinione quando si tratta di valutare la situazione. Non ci sono forze politiche serie (l’opposizione liberale è del tutto emarginata) che chiedono la pace a qualsiasi prezzo. Il disaccordo reale tra “costruttori di pace” e “militaristi” non è se combattere. È stupido discutere sull’appropriatezza della guerra in corso, ma come combatterla. Se fosse valsa la pena utilizzare l’esercito russo nelle prime fasi della crisi in Ucraina per rovesciare la dittatura nazista non-ancora-trinceratasi. I “militaristi” dicono di sì. E sarei incondizionatamente d’accordo con loro se si trattasse solo del conflitto tra Russia e Ucraina. E’ veramente innaturale vedere un regime nazista formasi accanto, un regime che ha già dichiarato l’obiettivo di distruggere il vostro Paese e la vostra nazione, e non fare nulla. Non è un segreto che le autorità ucraine abbiano organizzato così tante provocazioni nei primi mesi del 2014, che si sarebbero potuto legittimamente lanciare dieci guerre. Il trasferimento della Crimea alla giurisdizione russa richiede, come minimo, richiede la ricostruzione dello Stato ucraino. L’attuale Ucraina considererà sempre la Crimea come sua proprietà e, dal punto di vista del diritto internazionale (e non dei patriottardi russi), la questione non sarà mai chiusa definitivamente. Pertanto lo Stato ucraino va distrutto, in un modo o nell’altro. Posso citare una lista infinita di argomenti a favore dell’invasione già nel febbraio del 2014. Ma perché? La leadership russa, a giudicare dai risultati ottenuti negli ultimi 15 anni, è invece più intelligente dei blogger isterici e ha una visione migliore di ciò che accade di coloro che ricevono soffiate dal governo senza nemmeno comprendere che tali informazioni in “esclusive” sono semplicemente disinformazione. Se anche i patriottardi capiscono l’inevitabilità del coinvolgimento della Russia nel conflitto a un certo momento, è bizzarro supporre che il Cremlino non lo veda o lo sottovaluti. Se si guarda al lavoro dai media statali russi, si vedrà che hanno reindirizzato l’opinione pubblica negli ultimi 18 mesi secondo l’opinione più diffusa, da “non ci serve. Gli ucraini la capiranno da soli” ad “arriveremo a Parigi, se necessario”. Non si guida una campagna d’informazione di questo tipo per puro divertimento. Non si cambia l’immagine degli Stati Uniti da “amico tremendo” a “nemico comico” per caso. Tuttavia, le forze che occupano posizioni minacciose alla frontiera non apparvero in Ucraina. Non si presentarono a dispetto del permesso del Consiglio della Federazione e della richiesta di Janukovch, legittima in quel momento. Inoltre, tali permessi non vengono rilasciati per capriccio, e tali richieste non sono fatte con leggerezza. Invece dell’esercito abbiamo avuto Minsk. E il gioco è diventato lungo. Perché dunque la Russia si prepara alla guerra, ma non l’inizia?
Perché ai “militaristi” dalla corta visione e con l’ossessione per l’Ucraina gli impedisce di capire che la guerra globale tra Russia e Stati Uniti non distruggerebbe Kiev e Donbas, ma il futuro dell’umanità. Anche il nostro. Si tratta di un conflitto globale e sistemico. Il vecchio e terminale mondo statunitense combatte per prolungare la propria agonia. Quel mondo non sopravviverà. La sua vittoria significa semplicemente rimandarne la morte. Ma anche morendo, quel mondo può infliggere danni letali al nuovo mondo che nasce sotto i nostri occhi e con la nostra partecipazione. Affinché il nuovo mondo, dove l’egemonia unilaterale degli Stati Uniti o qualcosa del genere non sarà possibile, la Russia deve concludere il confronto con gli Stati Uniti su posizioni di forza, conservando o addirittura aumentato la potenza, piuttosto che subire l’attrito del conflitto. Solo l’esistenza di una Russia forte e autorevole, che non pretende il titolo di potenza egemone assoluta, ma che può sconfiggere chiunque cerchi di occupare il trono vacante degli Stati Uniti, garantisce che le vittime che l’umanità ha subito nell’ultimo conflitto della vecchia era non siano vane, ricevendo un meraviglioso nuovo mondo e non la riedizione di quello vecchio. Solo in questo caso le lacrime dei figli del Donbas, ma anche di Damasco, Baghdad e Belgrado, non saranno state versate invano. Se guardiamo la situazione da questa posizione, vedremo che gli Stati Uniti preparavano la classica trappola per la Russia in Ucraina. Hanno deliberatamente portato al potere un regime non solo russofobo (Jushenko era più russofobo di Poroshenko), ma feroce. Non a caso hanno dato al regime carta bianca con il massacro di Odessa, la soppressione degli attivisti a Dnepropetrovsk, Kharkov, Zaporozhe, gli omicidi politici a Kiev, le camere di tortura di Fazione destra, e altri eccessi nazisti. Hanno creato una situazione in cui la leadership russa non poteva non intervenire. Era necessario intervenire su pressione dell’opinione pubblica russa. L’esercito sarebbe entrato in Ucraina, dopo di che la Russia avrebbe avuto Vietnam e Cecenia combinate. Prima di tutto i militari ucraini sono chiaramente totalmente incapaci, e la resistenza anemica sarebbe durata giorni o addirittura ore. Ma i volontari nazisti e decine di migliaia di sempliciotti avrebbero “difeso la patria” contro “l’aggressione russa” nel Donbas, o raccolto denaro per le esigenze dell’esercito, dal cibo alle uniformi e armi, o anche diffuso disinformazione che non sarebbe facilmente scomparsa. Alcuni di loro sarebbero diventati partigiani, altri sabotatori, altri ancora avrebbero semplicemente odiato il nuovo governo. La Russia sarebbe stata bloccata su un territorio in bancarotta con 40 milioni di poveri ostili o sleali. Avrebbe consumato le risorse russe, che non sono di gomma. In secondo luogo, gli Stati Uniti avrebbero consolidato l’Europa su una linea antirussa più velocemente e con maggiore decisione. Le forze politiche che attualmente occupano posizioni filo-russe sarebbero state semplicemente zittite dicendo che l’infido e armatissimo orso aveva attaccato i pacifici democratici coniglietti giallo-blu. Sarebbe stata la fine del discorso. L’Europa deve difendere i propri valori. E’ del tutto possibile che avremmo visto la versione europea del maccartismo. Le sanzioni sarebbero state attuate immediatamente e totalmente e avrebbero colpito un’economia russa gravemente impreparata. L’Ucraina occidentale, con l’ausilio di “volontari” europei, istruttori statunitensi, armi della NATO e altre prelibatezze, sarebbe diventata l’equivalente del Donbas per la Russia, una piccola guerra di attrito che non può essere vinta e che può durare decenni. L’esercito sarebbe stato legato alla necessità di controllare l’Ucraina e di sopprimere il banderismo, l’economia sarebbe stata in crisi. Il popolo avrebbe chiesto alle autorità di spiegare “a cosa ci è servito?” e la società sarebbe entrata nel vortice della destabilizzazione. E i “militaristi” se ne sarebbero lavati le mani, criticando il Cremlino per incompetenza e, in solidarietà con i liberali, avrebbero detto che non avrebbero mai permesso una simile catastrofe. In terzo luogo, gli alleati della Russia in Eurasia, BRICS, Organizzazione di Shanghai, ecc, che già non guardano la leadership di Mosca con approvazione avrebbero sospettato un tentativo di “resuscitare l’URSS” o di sostituire gli USA per dettare la propria volontà al mondo, e avrebbero abbandonato tutti i programmi comuni. Alcuni avrebbero pensato che se l’esercito può essere inviato in Ucraina, può essere inviato anche altrove. Altri ancora, più intelligentemente, sarebbero giunti alla conclusione che non era saggio legarsi a un Paese che non prevede le conseguenze delle proprie azioni. Così, invece di tutto ciò abbiamo avuto Minsk. Cosa ha fatto la Russia per averlo?
_74727052_ukraine_donetsk_luhansk_referendum_624 Prima di tutto, da Slavjansk a Minsk, i cittadini russi che diressero la rivolta e che, come Portos, combattevano per combattere, furono sostituiti da controllati abitanti locali. La leadership di RPL/RPD divenne presentabile. Potevano presentarsi senza sentirsi chiedere: “Perché la rivolta nazionale in Ucraina è guidata da cittadini russi?” L’anarchia incontrollabile del tutto imprevedibile fu trasformata in normale struttura organizzativa. I “comandanti” sul campo che combattevano senza supporto logistico e che ritenevano che i “civili” fossero un fardello, sono divenuti ufficiali degli eserciti di RPL RPD. Strutture amministrative civili normali furono create tra Minsk 1 e 2. Il banditismo e i furti sventati. Una parvenza di sistema finanziario ed economia delle repubbliche fu instaurata. In generale, le strutture hanno permesso una vita normale (anche se sotto tiro). Le repubbliche non sarebbero sopravvissute senza questi cambiamenti impercettibili ma fondamentali. Le “oche selvatiche” non sarebbero sopravvissute senza il sostegno popolare, e la popolazione ha rapidamente smesso di sostenere coloro che combattono per tornaconto personale nel territorio in cui vive la popolazione, e che non si preoccupano di come la popolazione debba sopravvivere. Inoltre, la Russia ha costretto Kiev, scalciando e urlando, a sedersi con gli insorti, quindi de-facto riconoscendoli come partito legittimo nei negoziati. Poi Merkel e Hollande apparvero nello stesso tavolo nella seconda fase. Mosca ottiene ciò che richiedeva l’accordo di associazione con l’Ucraina, il dialogo diretto con l’Europa sull’Ucraina. Ora, con il gruppo Karasin-Nuland, vi è anche una piattaforma per il dialogo diretto con gli Stati Uniti. Tutto ciò che Washington ha cercato di evitare per 18 mesi, è accaduto. Gli Stati Uniti, contro i propri desideri, hanno riconosciuto il loro coinvolgimento nella crisi ucraina (la versione ufficiale precedente parlava di lotta al regime corrotto del popolo ucraino). Ora Washington e Bruxelles sono responsabili dello svilupparsi della situazione politica e giuridica. E’ impossibile pretendere che la Russia tiranneggi i deboli, mentre gli Stati Uniti non ne siano coinvolti. Poroshenko, che ha chiesto negoziati diretti con Putin, si trova ora nella stessa sala d’attesa con Zakharchenko e Plotnitskij, in attesa di vedere ciò che le vere parti in conflitto decidono. In terzo luogo, mentre la guerra continua e continuano i negoziati a Minsk, vi è la crescente delusione dei politici ucraini, che promettendo vita facile hanno portato la guerra invece, verso l’Europa che non li aiuta, e gli Stati Uniti che non li salvano. Il processo può essere lento, ma continua. Proprio come l’acutizzarsi delle contraddizioni nel regime. I ragni nel vaso iniziano a mangiarsi l’un l’altro. Ciò significa che quando l’Ucraina si sarà liberata del regime nazista, solo gruppi marginali della popolazione continueranno a rifiutare la Russia (nazisti, intellighenzia liberale e i burocrati che perdono il posto con lo svanire dello Stato, per esempio gli agenti di MVD e SBU, neo-banderisti e gli ideatori della nuova storia ucraina). Gli altri, delusi dalla scelta europea, non avranno altra alternativa che rivolgersi a Mosca; si deve vivere in qualche modo.
Idealmente, in caso di piena attuazione, il piano degli “operatori di pace” otterrebbe tutto questo senza perdite e battaglie, ma dopo. L’Ucraina federata con una nuova costituzione e ampie autonomie non solo riconoscerà la Crimea come parte della Russia (la Crimea non sarà menzionata come territorio ucraino nella nuova costituzione), ma a poco a poco s’integrerà nelle Unione Eurasiatica e Unione doganale. Semplicemente non avrà altro posto dove andare. Né Stati Uniti, né Unione europea sostengono l’Ucraina. Quel piano era fattibile? No. Alcun piano ideale potrà mai essere attuato completamente. Va già bene se si arriva a metà. Gli Stati Uniti volevano trascinare la Russia in un conflitto e fare dell’Ucraina un Vietnam. Pertanto Kiev non era assolutamente disposta a negoziare ed ha aggredito il Donbas prima ancora di avere il pieno controllo dell’esercito. Di conseguenza, Minsk è una piattaforma per le manovre di Mosca e Washington per creare un Vietnam e indicare l’aggressore alla comunità internazionale. Finora la Russia ne è uscita al meglio da tali manovre. Ma le manovre finiscono. C’era una situazione unica la scorsa settimana, quando l’amministrazione Obama ha mostrato interesse per la soluzione pacifica del conflitto. E’ comprensibile. Deve lasciare l’Ucraina entro il 2016 senza perdere la faccia, altrimenti i democratici non potrebbero neanche partecipare alle elezioni. Il GOP li farebbe a brandelli per “indecisione”. Il regime di Kiev, nonostante i patriottardi che urlano sulla crescente forza delle FAU, è sempre più debole, come accadrebbe a qualsiasi regime che istiga la guerra civile in un Paese in bancarotta. La vecchia Europa, anche se non ha il coraggio di lasciare l’ombrello statunitense, non è contenta delle perdite connesse alla necessità di dimostrare “solidarietà atlantica”. L’UE vuole voltare pagina. La situazione generale in e intorno l’Ucraina è sempre più fuori dal controllo degli Stati Uniti. Obama cerca di preservare, attraverso il compromesso, la possibilità di giocare sul tavolo ucraino in futuro. La leadership della Russia potrebbe aiutarlo. Il Cremlino batte costantemente la Casa Bianca, e l’adesione dell’Ucraina ai programmi d’integrazione della Russia non è più questione di principio come un paio di anni fa. Si possono attendere con calma gli eventi, dopo tutto Kiev non ha nessuno a cui rivolgersi; l’UE non vuole ammetterlo, ma non darà soldi e l’economia è già distrutta. Tutto ciò che rimane è inchinarsi alla Russia. Ciò le consentirà di risparmiare l’Ucraina anche perché non ha bisogno di una zona con 40 milioni di poveri ed instabile ai suoi confini. Tanto più che i cittadini ucraini, indistinguibili da quelli russi, diffonderebbero l’instabilità in Russia. Ma sono assolutamente certo che lo scenario di pace, sebbene avvantaggi gli interessi a lungo termine russi e statunitensi, non passerà. I “falchi” di Washington sono troppo forti. I due partiti perseguono una campagna basata sul rafforzamento delle sanzioni contro la Russia. L’ammissione del fallimento in Ucraina (quale sarebbe l’assenso degli Stati Uniti al compromesso) porrebbe fine anche a molte carriere promettenti nella CIA e dipartimento di Stato. I politici di Kiev non possono cambiare la propaganda, rinunciare alla guerra e raggiungere un accordo con il Donbas. Perché allora diverrebbero nemici non solo degli antifascisti, ma anche dei fascisti. Per cosa si combatte se avranno un’eventuale accordo alle condizioni proposte prima della guerra? I nazisti convinti dei battaglioni di volontari, e la parte motivata dell’esercito per cui la guerra è una questione di principio, potrebbero non perdonare tale “tradimento”. E’ una cosa quando un esercito demoralizzato e sconfitto si arrende. Qualcos’altro quando gli ufficiali ritengono che i politici hanno “rubato” la vittoria. In altre parole, tutto fa pensare che, nonostante una certa riduzione delle tensioni con i negoziati, una grande guerra in Ucraina sia inevitabile e una provocazione finalizzata a scatenarla sia già stata elaborata dagli Stati Uniti. Anche se non possono attuare il loro piano di pace ideale, gli “operatori di pace” hanno ottenuto un risultato eccezionale considerando le condizioni di partenza per una campagna militare. La Russia non è diventata l'”aggressore” per la maggior parte del pianeta. La situazione in Ucraina è in stallo dal punto di vista occidentale, e non può essere risolta senza la Russia, il che significa che la Russia non avrà fretta. Il prestigio internazionale della leadership russa è cresciuto, contrariamente a quanto dicono i patriottardi. Anche l’Egitto ha deciso di condurre esercitazioni congiunte con la nostra Marina nel Mediterraneo. L’Egitto, che dalla metà degli anni ’70 era sotto il pieno controllo degli Stati Uniti. Non è nemmeno un gesto, ma la campana che suona a morto per l’influenza di Washington in Medio Oriente.
E chi teme che, a causa dell’invasione “ritardata”, la propaganda nazista a Kiev crei milioni di zombie che odieranno la Russia per generazioni, vorrei ricordare che la maggior parte di coloro che combattono contro i russi del Donbas, creando l’attuale Ucraina russofoba, crebbero e si politicizzarono con la propaganda comunista che operò costantemente ed efficacemente per 74 anni. Ciò che appresero era completamente diverso da quello che fanno oggi.

Federal_States_of_New_Russia_in_Ukraine_(Envisaged)Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La propaganda di Surkov

Rostislav Ishenko Fort Russ 16 giugno 2015

Vladislav Surkov e Valdimir Putin

Vladislav Surkov e Valdimir Putin

In realtà, il secondo articolo avrebbe dovuto essere chiamato “Da Slavyansk a Minsk”, ma sarà il terzo perché il primo articolo (“Militaristi contro operatori di pace”) ha causato grande agitazione per i miei sentimenti personali su Strelkov, non una ragione sufficiente per dedicarvi un articolo. Non era necessario neanche menzionare Strelkov esaminando i concorrenti concetti di risoluzione del conflitto nel Donbas, e non sarei tornato sul tema. Non mi piace scrivere di persone che non mi piacciono. Dopo tutto, un testo su chiunque è solo altra PR. Ma quando due giorni dopo la pubblicazione dell’articolo ho ricevuto telefonate da tre blogger noti e importanti che sostenevano all’unanimità di essere estremamente preoccupati per la retorica di Strelkov, e soprattutto di avere un notevole supporto nei circoli patriottici (anche se più che dimezzato nell’ultimo anno), pensai che forse avrei dovuto dire di più. Vale la pena scriverne perché se non avessi scritto l’articolo, non avrei saputo che Strelkov li preoccupa, il che significa che la gente ha semplicemente paura di esprimere la propria opinione su tale persona. Non scrivono nulla di lui, né bene, né male, semplicemente l’ignorano. Hanno paura di essere accusati di diffondere “propaganda di Surkov”, pagata con il suo denaro. Beh, io non ho paura. Le continue isteriche informazioni sono una delle ragioni del mio atteggiamento negativo verso Strelkov e il gruppo di propagandisti che lo segue. Se la discussione con gli avversari s’è ridotta ad accuse generiche e calunnie isteriche, significa che la squadra è estremamente poco professionale e si occupa solo dell’informazione. Isterie e accuse vengono diffuse quando, e solo quando, si è a corto di argomenti a sostegno della propria posizione. Una delle persone che lavora con la squadra di Strelkov è l’eccezionale professionista della guerra d’informazione Boris Rozhin (del blog Colonnel Cassad), il cui potenziale praticamente non viene utilizzato se non se ne seguono i toni. Perciò Strelkov, apparso come icona dell’opposizione patriottica alle autorità, ha perso metà dell’approvazione tra il pubblico da più di un anno (mentre il suo gradimento resta ancora piuttosto alto, non si può più parlare di posizione dominante). Sono sicuro che se Rozhin puntasse alla leadership, e non Strelkov, osserveremmo che la tendenza costante all’isteria anti-Surkov ormai comica (dato che nessuno ha “abbandonato” il Donbas, piuttosto al contrario le repubbliche si sono rafforzate), verrebbe sostituita da ben intenzionata e ben argomentata propaganda. Per inciso, il fatto stesso dell’attacco a Surkov organizzato da Strelkov, continuato dalla sua squadra, è un aspetto negativo per me. Posso senza esitazione dire che se dovessi scegliere se lavorare con Strelkov o con Surkov, sceglierei il secondo, e non per denaro. Tutti pagano. Le persone che fanno i PR di Strelkov non vivono di Spirito Santo. Tanto più che i ruoli attivi in quella squadra sono di individui che non si svegliano la mattina per la libertà, e che ormai hanno alti stipendi.
Ecco il mio ragionamento. Mi ricordo tre (forse ce ne sono altri, ma non ne sono a conoscenza) problemi di fondamentale importanza per il Paese e che Putin ha incaricato Surkov di affrontare. Soppressione delle operazioni dell’informazione dell’opposizione del “nastro bianco” tra 2005 e 2013, quando rappresentava un pericolo reale e non era, come oggi, una banda di emarginati patetici a cui solo i poltroni badano. Tra l’altro, molti degli attuali “patrioti” allora indossavano sfacciatamente nastri bianchi. Poi ci fu l’Abkhazia, dove era necessario risolvere rapidamente il conflitto intra-elite per privare gli Stati Uniti della capacità di giocare sui conflitti locali. E quindi l’Ucraina. Inoltre Surkov ebbe la missione quando la crisi cominciava a trasformarsi in guerra civile. Dato che Putin l’incarica costantemente di affrontare le crisi, posso trarre due conclusioni:
Il Presidente si fida di lui. I Compiti assegnatigli sono svolti bene, il che significa in modo professionale (altrimenti sarebbe stato sostituito molto tempo fa). Un’altra osservazione. I termini “propaganda di Surkov” e “denaro di Surkov” (felicemente e attivamente sparsi dagli strelkoviti) sono apparsi qualche anno fa, quando la televisione russa riprese diversi alti oppositori ricevere istruzioni dall’ambasciata degli Stati Uniti. Non sapevano nulla di “propaganda di Surkov” prima di andarci, ma quando ne uscirono sapevano già tutto. Dato che gli Stati Uniti sono il nostro nemico, se a loro non piace la “propaganda di Surkov” vuol dire che Surkov agisce correttamente. Non so come sia Surkov come persona, ma la sua attività politica (almeno quella che vedo) non mi causa problemi. Viene costantemente accusato di certi scopi segreti, ma le prove sono “tutti sanno” e il varietà “Strelkov l’ha detto”.
Igor_Strelkov_-_EDM_August_15__2014 E chi è questo Strelkov a cui dovrei credere sulla parola? Non è una domanda retorica. Già nell’aprile 2014 fui inorridito da un individuo che, pubblicamente e con telecamere presenti, si presentò come “colonnello del FSB” che organizzava la rivolta armata in Ucraina. Un agente dei servizi speciali che svolge una missione segreta in territorio straniero non può abbandonare la sua copertura. Le “persone istruite” sorridono alla domanda “chi sei?”, o al massimo rispondono che sono milizie locali che acquistano armi e attrezzature da “Caccia e Pesca” nel negozio locale (e questi sono soldati semplici, e non “colonnelli del FSB”). È possibile trovare una descrizione dettagliata di come lui e altri 52 “decisero” che il Donbas apparisse come la Crimea su internet. Voglio solo puntare la vostra attenzione su un fatto, un individuo che si definisce “colonnello dell’FSB” ammette di essere sul territorio di un altro Paese per organizzarvi una rivolta armata ed anche di giustiziare cittadini di un altro Paese per “saccheggio”. Oltre a questo il “monarchico ortodosso”, affermò di aver ucciso persone in base al “Decreto del Comitato di Difesa del 22 giugno 1941 adottato dai tribunali militari”. In altre parole, citava un atto giuridico da tempo finito di uno Stato comunista (URSS) che aveva cessato di esistere un quarto di secolo fa e che egli, “monarchico ortodosso” ed estimatore del movimento dei bianchi, non dovrebbe ritenere legittimo. Non sa nemmeno essere sarcastico, semplicemente non capisce cosa e come viene percepito. Tutto sommato, è abbastanza per farti convocare perfino a L’Aia. Quindi non rimasi sorpreso quando vidi su Wikipedia informazioni sul suo più modesto rango. Come ho già scritto, non ero tanto sorpreso da questo assai giovane ex-colonnello dell’FSB, ma piuttosto dal suo comportamento assolutamente inadeguato per un agente dei servizi speciali. Inoltre, il colonnello non aveva commilitoni con cui condividere i ricordi della brillante carriera. Mi piacerebbe sapere se i giornalisti che hanno già cercato hanno trovato nulla? Basta che non si venga a dire che l’FSB ha posto un blocco. La sola conferma del suo presunto servizio nella apparato centrale dell’FSB è l’intervista con il “Generale Gennadij Kazantsev”, estremamente sospetta e che sembra un pessimo falso. L’autore dell’intervista rileva modestamente che Kazantsev non è un vero e proprio cognome, ma il vero cognome è noto a lui. Allora, perché nasconderlo? Ci sono dettagli sufficienti nell’intervista nell’ufficio dello Stato maggiore del FSB per capire istantaneamente chi guidava il direttorato e quando. Inoltre, l’intervista reca la foto di una persona, descritta raffigurante il generale da giovane in Afghanistan. Così è possibile pubblicare la foto, ma non farne il nome? Inoltre, come pseudonimo hanno preso il cognome del vero Generale Viktor Kazantsev divenuto noto nel corso della guerra cecena. E la storia di come Strelkov fu accettato nel FSB è una soap opera per casalinghe. Un paio di colonnelli del FSB sorvegliavano potenziali terroristi monarchici (perché due colonnelli del FSB non hanno niente di meglio da fare) e inciamparono sull’intellettuale Strelkov che li impressionò così tanto che subito l’accolsero nel FSB, anche se ciò sarebbe illegale. C’è un’altra incoerenza nelle date: diverse versioni della biografia di Strelkov indicano che iniziò il servizio nel FSB nel 1993 o 1998, ma il “Generale Kazantsev” “ricorda” il 1995. Ma nel 1998-2000 pubblicò due articoli su Zavtra, e nel 2011 fu corrispondente freelance di ANNA News. Un’occupazione piuttosto difficile per un ufficiale del FSB dalla carriera di successo. Naturalmente chiunque può modificare Wikipedia in modo che i dati possano essere sbagliati. Ma anche la squadra di Strelkov può modificare Wikipedia. Per di più, dato che Strelkov è un personaggio pubblico, la sua biografia finemente sintonizzata avrebbe dovuto essere preparata da una squadra e messa su internet, in modo che Wikipedia possa essere corretta nel caso sbagliasse. I colleghi del servizio di Strelkov (almeno quelli in pensione) avrebbero rilasciato interviste di continuo. Fotografie in uniforme e con compagni della Direzione sarebbero state pubblicate. O forse qualcuno pensa che gli ufficiali dell’FSB non si facciano foto? In altre parole, non vi è nulla. Un’oscura biografia di chi commuta un paio di guerre altrui, come quella in Jugoslavia, per far sembrare di avervi servito. Quando non c’era una guerra di suo gradimento, s’impegnava in rievocazioni storiche. Con tutto ciò, sembra una persona molto difficile. Riuscì a insediarsi con la maggior parte dei suoi colleghi e collaboratori nel Donbas. Compreso il vecchio amico Borodaj.
Le due cose che non mi piacciono nelle persone in generale e nei politici, in particolare, sono l’assenza di professionalità e la disonestà. Quando un personaggio oscuro con una biografia poco chiara appare dal nulla e inizia a dare a Stati Uniti e Kiev la “prova” dell'”invasione russa” sotto forma di “resistenza organizza da un Colonnello del FSB”, e poi dedica tutta la carriera politica ad attacchi infondati ai funzionari del Cremlino che gestiscono la crisi in Ucraina (e in realtà anche se Strelkov non lo dice apertamente, attacca il Cremlino, Putin, la sua politica interna dei compromessi nazionali, così come la cauta ma altamente efficace politica estera), devo pormi una domanda: ciò avvantaggia gli interessi nazionali della Russia? Anche l’isteria anti-Cremlino è accompagnata da un ipocrita biasimo sulla “morte della popolazione del Donbas”, perché l’uomo che dice “ho avviato la guerra” non ha il diritto di fingere preoccupazione per le vittime della guerra che ha iniziato. Era esattamente ciò che gli Stati Uniti volevano, trascinare la Russia in un conflitto e avere la prova della sua aggressione. Eccolo un “colonnello del FSB ” che “su ordine di Putin” ha iniziato la guerra. Tutto ciò è stato fatto per inviare l’esercito in Ucraina. Noi non sappiamo se Mosca prevedesse d’inviare l’esercito in Ucraina. Ci sono due versioni:
1. I piani per l’invio dei militari esistevano, ma furono abbandonati per una serie di circostanze (internazionali, economiche, militari). Se è così, allora le attività di Strelkov introdussero un elemento d’incertezza (in quanto non era chiaro cosa succedeva e chi aveva iniziato), che potrebbe essere stato uno dei tanti argomenti contro l’invasione (non il principale, ma sicuramente uno).
2. L’azione fu inizialmente un bluff. Tale scenario mi sembra più probabile, perché Putin non fa ciò che ci si aspetta da lui. Nessuno si aspettava la “gente educata” in Crimea, ma arrivò. Dopo, tutti erano certi che l’esercito russo avrebbe preso il Donbas in qualsiasi momento. Ufficialmente non c’è ancora. Tuttavia, era un bluff e la Russia decise di avere l’Ucraina senza guerra, poi le azioni di Strelkov costrinsero il Cremlino a correggere al volo la propria strategia.
Ma non importa lo scenario, le azioni di Strelkov non aiutarono la leadership della Russia ad attuare i propri piani. E per inciso, la legge dà alla leadership russa il diritto di chiedere a Strelkov perché ha fatto ciò che ha fatto (ma non gli conveniente farne una vittima del regime), e la leadership russa non deve spiegarsi a lui. L’aiuto della Russia è cresciuto ed è diventato pubblico mentre la leadership delle repubbliche passava da cittadini russi a funzionari locali. Poiché i locali sono gli insorti, e se l’insorto principale è un “colonnello del FSB”, lui è l’invasore di cui l’intera comunità internazionale si preoccupa. E il Paese in nome del quale opera deve o sconfessarlo o accettare la responsabilità di un’aggressione non provocata. Entrambe le opzioni erano dannose per la Russia. E il “colonnello” si prende il merito del fatto che, quando gli fu chiesto di lasciare il Donbas, si dimise rapidamente. L’intera storia del richiamo di Strelkov rivela l’umanità delle autorità russe. Gli Stati Uniti avrebbero semplicemente inviato un assassino (molte persone muoiono in guerra, dopo tutto), oppure gli avrebbe dato il trattamento dato a Noriega per narcotraffico, ma la Russia semplicemente lo convinse ad andarsene in vacanza. In parallelo, il mosaico di milizie divenne un esercito regolare, e l’autorità dei comandanti sul campo “fu sostituita da un’amministrazione regolare. Questo è di notevole importanza, perché è facile entusiasmarsi per l'”eroe nazionale” che combatte da qualche parte fin quando si ha un’amministrazione normale ed efficace. Ma vivere sotto l’autorità di un comandante sul campo è un dubbio privilegio. Non opera in conformità alla legge, ma della giustizia. Ma ognuno di noi ha una versione diversa di giustizia. Era occupato a combattere la guerra e la popolazione civile (soprattutto se non può far avanzare il suo esercito, ma al contrario, richiede risorse) è semplice zavorra. In altre parole, possiamo discernere la posizione della Russia volte a garantire che le autorità di RPD/RPL passasse ai dirigenti locali, stabilendo l’ordine locale dell’amministrazione civile e militare, sostituendo l’anarchia con un governo normale con cui poter lavorare anche a livello internazionale. Questi obiettivi sono stati perseguiti in parte con distribuzione e ridistribuzione di aiuti in base a fedeltà e flessibilità di questo o quel comandante. E’ logico che chi riceve l’assistenza debba rispettare gli interessi. Flessibilità non è un peccato mortale, ma piuttosto un valore che permette di pianificare le operazioni di combattimento.

Conclusioni:
1. Non credo che solo Strelkov abbia iniziato la guerra (anche se fu importante).
2. Non credo che Strelkov abbia impedito a Putin d’inviare l’esercito, ma aggiunse incertezza e le sue azioni nel Donbas furono una provocazione destinata a costringere la Russia a fare una scelta: o inviare i militari e indebolire notevolmente la sua posizione nel confronto con gli Stati Uniti, o rifiutare d”inviare i militari e indebolirne il prestigio interno.
3. Non credo che Strelkov abbia capito ciò che faceva, sono sicuro che è stato usato. Non dagli Stati Uniti (anche se hanno beneficiato delle sue azioni fino ad oggi). Fu usato dallo spettro politico russo che intende radicalizzare politica interna ed estera ed è disposto a rischiare di fratturare la società russa (cancellando il consenso nazionale), mentre affronta gli Stati Uniti. Questa è una politica altamente avventurista e Putin non lo è. In generale, la mia valutazione di Strelkov è che sia molto ambizioso ma piuttosto limitato, facendone un facile strumento. Fu molto fortunato a non morire in Jugoslavia o Transnistria, riuscì a fuggire da Slavjansk, e non solo è libero, ma fa politica. È un politico, anche se finora senza alcuna base. Qui finisce la nostra storia su Strelkov. Come ho già detto, non è essenziale per le ulteriori analisi del problema, un problema veramente grande e interessante.

Vladislav Surkov

Vladislav Surkov

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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